Sedurre indiscriminatamente tutti: il capolavoro del narcisista perverso

Per colpa del loro cinismo e superficialità i narcisisti perversi sono sprovvisti di naturalezza e semplicità, due aspetti necessari allo sviluppo di un rapporto di coppia sano ed equilibrato.

La seduzione del partner nelle fasi iniziali sarà quindi artificiosa, impostata e teatrale, fatta di gesti clamorosi e di dichiarazioni d’amore fiabesche e inaspettate. La strategia non avrà niente in comune con il famoso “far vedere il nostro lato migliore”, ma sarà impostata allo “stordimento” dell’altro attraverso l’esibizione forzata delle principali qualità e capacità che il perverso sa di non avere: leggerezza, sensibilità, affettuosità, capacità di ascoltare e di valorizzare l’altro. Roberto Filippini, in Avventure e sventure del narcisismo, afferma che:

 (…) la sessualità può esserne un corollario, o più frequentemente uno strumento, ma quasi mai le sensazioni di attrazione dei corpi sono un movente della seduzione narcisistica – tanto è vero che essa può avvenire nei tipi più diversi di relazione: non solo nelle dinamiche di coppia, ma in relazioni professionali, hobbistiche, sportive, di amicizia, e arrivare a contagiare persino gruppi, o, come insegna Freud, folle intere. Alla sua base c’è sempre uno specchio e immagini di ideali che si riproducono attraverso di esso.

Alla base della relazione perversa narcisistica troviamo sempre qualcuno che tenta di controllare dall’interno un altro, inducendolo ad essere perfetto per i suoi bisogni, e qualcun altro che tenta disperatamente di essere perfetto per i bisogni dell’interlocutore, tentando così, a sua volta, di controllarlo dall’interno. In pratica, il narcisismo dell’uno tenta di controllare il narcisismo dell’altro, e viceversa. Per distinguere questa forma perversa incentrata sul controllo narcisistico dalle vere e proprie perversioni sessuali, Bergeret propone il termine di “perversità” al posto di quello di “perversione.[1]

I perversi non sono autonomi e dipendono sempre dagli altri, per questo sviluppano doti seduttive molto elevate, per avere una riserva umana a disposizione.

La loro seduzione si compone essenzialmente di tre fasi distinte: 1. l’azione di appropriazione dell’altro con l’intento di svuotarlo dei propri pensieri per impiantarne altri, più consoni ai loro infiniti e improvvisi bisogni; 2. una di dominazione nella quale il partner è reso dipendente e sottomesso al loro volere; 3. L’ultima, che ha come obiettivo lasciare un segno nel partner, soprattutto negativo, così da poter vantarsi di essere “indimenticabile”.

Il bisogno di sedurre può aumentare vertiginosamente con l’avanzare dell’età e la consapevolezza del mancato raggiungimento degli scopi prefissati in gioventù.

Sedurre indiscriminatamente è un modo come tanti di evadere, un gioco per non pensare alla vecchiaia, alla malattia e alla morte. Ecco perché dell’altro non importa nulla, basta che sia efficiente ai propositi del narcisista perverso:

In alcuni casi i soggetti che presentano un disturbo narcisistico di personalità possono intraprendere un trattamento psicoterapeutico a partire da uno stato di profonda rabbia, che talvolta assume la forma di maltrattamenti ed aggressioni, sia verbali che fisiche, nei confronti dell’altro, percepito come invalidante. Tale condizione risulta legata a tendenze paranoidi, che vengono espresse attraverso la convinzione “io contro il mondo”, a partire dalla valutazione che gli altri, invidiosi della loro superiorità, sono intenzionati a danneggiarli, sminuendoli o disprezzandoli, andando così a minacciare la loro autostima ed il loro valore personale. In tali circostanze, la tendenza di tali individui è da una parte quella di attribuire agli altri la responsabilità dei propri insuccessi, dall’altra quella di mettere in atto comportamenti compulsivi (…)[2].

Quando impossibilitati di sedurre i perversi narcisisti soffrono, si sentono profondamente infelici. Per questa ragione il matrimonio oppure l’impegno in un rapporto esclusivo saranno vissuti da loro come una gabbia terribile, il colmo dello sfruttamento della loro persona con conseguente spreco delle risorse migliori. Sorgono allora i tentativi di evasione costanti, l’iperattività, i viaggi frequenti e non necessari, i tradimenti compulsivi, il sesso mercenario in dosi sempre più elevate e trasgressive.

Il narcisista perverso è un personaggio e, come tale, la sua struttura si fonda su basi traballanti, poco solide. Ha bisogno, quindi, di impossessarsi di qualcuno che abbia le risorse e le qualità che gli mancano:

Ne ha bisogno non tanto per colmare un vuoto che avverte dentro di sé – e che è il risultato di una carenza di cure parentali – ma per denegarlo, trasferendolo sulla vittima designata e impossessandosi, per così dire, della sua vitalità. Egli attua una sorta di vampirizzazione della partner. Per questa ragione le partner sono spesso scelte tra persone vitali, generose, capaci di instaurare relazioni. Il narcisista perverso è come se si appropriasse dell’autostima della vittima, della sua fiducia in se stessa, allo scopo di incrementare il proprio valore. Ha bisogno di una persona stimabile, per succhiarla e svuotarla. Una volta svuotata, il ciclo può ricominciare, o con la stessa vittima, a cui viene concessa un po’ di tregua, o con una nuova vittima designata.

Il senso di vuoto e di mancanza (che non vengono vissuti come tali, ma denegati), danno origine all’invidia e all’odio per la donna e al tentativo di appropriarsi di ciò che lei possiede di buono e di vitale. Il trionfo (sancito dall’orgasmo nella perversione sessuale e dal dominio sulla vittima in quella relazionale) è necessario al perverso per sentirsi vivo[3].

Il carattere seduttivo del perverso emerge anche nei rari casi di crisi profonda in cui si sottopone a una terapia[4]:

Diversi autori hanno messo in evidenza come sia inevitabile per l’analista, quando tratta un perverso, subire, almeno in un primo tempo, il tipo di relazione che il paziente instaura (Ogden 1996, Eiguer 1999, Jiménez 2004). Questo tipo di carattere, infatti, ha la prerogativa di attuare un costante sovvertimento della logica e quindi del senso della realtà e di cercare di attrarre gli altri nella sua logica distorta. Jiménez (2004) sostiene che il perverso (e il cinico, che del perverso è un parente molto stretto) abita in una pseudo realtà, per lui non esiste una realtà condivisa, un mondo comunemente umano: non è capace, infatti, di mettersi nei panni dell’altro, e di condividerne empaticamente i vissuti. Al contrario, tenta di far mettere gli altri nei propri panni, anzi nel proprio mondo, e di indurli ad accettare il proprio punto di vista. Ciò avviene anche nel rapporto analitico in cui l’analista può raggiungere una vera comprensione del funzionamento cinico e perverso soltanto dopo aver subito gli effetti del sovvertimento della logica nella relazione di transfert-controtransfert, sperimentandone con disagio la violenza[5].

 La tragedia del perverso narcisista (anche se lui non la vive così) si concentra sostanzialmente nel suo ideale di essere amato e stimato dal maggior numero di persone possibile. È una necessità numerica la sua, mai qualitativa. La sua utopia si basa sull’ottenimento del consenso generale circa la grandiosità della sua persona e del suo operato:

Il manipolatore o la manipolatrice seducono con mezzi che non fanno parte della loro natura. Per esempio, fanno credere di avere una condizione sociale che non corrisponde alla realtà. Simulano attenzione verso l’oggetto desiderato, ma non hanno alcun rispetto per l’altro. Lui o lei ostentano macchine, gioielli, abiti, frequentano ristoranti costosi, ma la loro generosità non è rivolta che a se stessi. Il manipolatore seduce ingannando l’altro: il suo scopo non è quello di amarlo ma quello di intrappolarlo con gesti, attenzioni, parole e lussi che lasciano presagire un seguito molto piacevole, se non ideale. Quando finalmente riesce a esercitare il suo potere sulla vittima di turno, questi atteggiamenti spariranno immediatamente, destabilizzando il partner, per riapparire soltanto in pubblico, e solo se il manipolatore ha un secondo fine.

La seduzione basata sulla menzogna e l’inganno è quindi una manipolazione. Il manipolatore imbroglia l’altro a sua insaputa. È privo di etica, ma ha la capacità di far credere, almeno per un certo periodo di tempo, di possederne una, come tutti[6].

Per mantenere in piedi una struttura così complessa, tuttavia, ci vuole una quantità esagerata di energia. Alexander Lowen fornisce due interessanti racconti a riguardo:

I truffatori psicopatici promettono apertamente cose che non hanno intenzione di dare. Ma le manovre più seduttive sono quelle che riguardano promesse non chiaramente specificate. L’immagine narcisistica ne è un esempio. Il maschio “macho” ad esempio, con la sua esagerata esibizione di virilità, è seduttivo, che lo ammetta o no.  Anche se questa sua immagine è nata come compensazione di un senso inadeguato della sua virilità, il suo scopo è quello di attirare le donne.(…)

Conobbi un giovane che proiettava di se stesso un’immagine di “principe azzurro”. Il suo fascino entrava in funzione automaticamente ogni volta che era in compagnia di una donna. Gli s’illuminava il viso, la sua conversazione diventava piacevole e brillante. Quando non usava il suo fascino, invece, Steven appariva abbattuto e si aveva l’impressione che fosse insicuro e spaventato. Se una ragazza cedeva, credendo alla promessa di una relazione eccitante, poi purtroppo rimaneva delusa. Una volta portata a termine l’opera di seduzione, tutto il fascino e la simpatia svanivano. Non aveva l’energia per sostenere indefinitamente la facciata.

Il fascino di Steven non scattava solo in prospettiva di una relazione sessuale. Lo utilizzava anche per farsi degli amici, per far colpo sugli altri e ottenere l’appoggio. Mediante questa immagine negava la sua dipendenza e nello stesso tempo otteneva che gli altri si mettessero a sua disposizione. Era un gioco di potere, come lo è ogni manovra seduttiva[7].

Continua Lowen:

Ho incontrato ad esempio il caso di un individuo forse meno psicopatico e violento di uno stupratore, ma ugualmente privo di sentimenti: si trattava di un regista che pretendeva che tutte le giovani aspiranti attrici, se volevano avere una parte, si svestissero e avessero dei rapporti sessuali con lui. La richiesta non veniva espressa in modo esplicito, erano solo degli approcci, ma le donne sapevano bene che rifiutare avrebbe significato non ottenere la parte. Dunque era violenza sessuale, perché veniva violata la loro integrità e negata la loro dignità umana. Le giovani donne non erano persone per il regista, ma solo oggetti di conquista. Si vantava poi del numero di attrici, alcune molto note, che aveva posseduto. La sua attività sessuale era però senza sentimento e senza piacere. Gratificava solo la sua immagine[8].

Con la seduzione perversa attuata sistematicamente e in ogni circostanza sia possibile un narcisista sa di poter ottenere tutto ciò che vuole dagli altri. Basta creare un po’ di atmosfera, non farsi tanti scrupoli e vendere il male assoluto come un passaggio obbligato verso il raggiungimento dell’estasi, della felicità, della gioia totale:

(…) il Vampiro “umano” ci attira nel territorio dei giochi di potere, lasciandoci credere che la conversione a una religione in cui il bene e il male sono indistinguibili perché fusi in un unico magma, ci condurrà ad ineffabili delizie. Questo Vampiro ci fa credere che la terra di mezzo tra il bene e il male è una terra libera da ogni prigionia e da ogni condizionamento, ma non ci dice che anch’essa è regolata da una ferrea legge: la sua. La legge predatoria del vampirismo è una prigione per gli uomini, ma gli uomini pensano che essa sia invece la chiave della libertà: libertà dalle “belle illusioni” tanto elevate quante inutili, e dall’emarginazione, l’inferiorità, gli stenti che ogni versione troppo “idealista” della vita porta con sé. Libertà dall’ingombrante fardello dei sentimenti. (…) Il Vampiro “umano” promette prima la libertà dal vincolo di dover distinguere il bene dal male e poi il potere sugli altri che da quella libertà deriverà[9].

Quando sono in coppia i narcisisti perversi sono perfettamente capaci di dare un’immagine orribile della donna/uomo che hanno scelto. Giustificano così il loro bisogno di tradire compulsivamente l’altro.

Spesso denigrano il partner precedente o l’attuale per stuzzicare la vanità delle prossime vittime: “solo tu mi capisci, quella là è pazza, depressa, disturbata mentale, paranoica!”, isolano i loro compagni di vita rendendoli antipatici a tutti, saranno sempre loro i cattivi dal pessimo carattere, i trascurati, maltrattanti, freddi e anaffettivi, tanto da farli sentirsi completamente soli.

Non c’è da stupirsi, quindi, che la compagna sia guardata con sospetto e trattata con freddezza dagli amici o conoscenti del perverso. Ovviamente, quando manifesterà al perverso le sue sensazioni e intuizioni sarà ritenuta “paranoica”.

Quale potrebbe essere, per concludere, il motivo principale di un simile comportamento?

Il vuoto da colmare: ecco da dove derivano la sua incostanza e la pochezza dei suoi sentimenti, che volano via come il vento. Il cuore del perverso narcisista è un pozzo senza fondo, un’anima mai sazia. Appena conquistata, la sua soddisfazione viene istantaneamente “evacuata”. Le vittime dicono tutte, sempre, che quello che fanno sembra non bastare mai, che il loro compagno, marito, non è mai contento, mai soddisfatto, né grazie a loro, né grazie a nessun altro. L’unica contentezza stabile e “nutriente” che potrebbe colmare il vuoto, è quella che è venuta a mancare in passato. Ma non è stata data; non verrà più. Nonostante questo, egli la rincorrerà per tutta la vita.

Ciò che è mancato, sono le gratificazioni da parte della madre, troppo occupata “altrove”. Mentre i bambini hanno bisogno, per il loro sviluppo, di stimoli da parte degli adulti, di essere incoraggiati, egli è stato stimolato dall’assenza, dal nulla. Questi si chiamano “traumi relazionali precoci”. Non è stato protetto; le regole (la legge) non gli sono state significate, quindi non trasmesse. La legge è anche ciò che separa gli uni dagli altri, i bambini dagli adulti. Lui è diventato adulto subito. Pertanto, farà la sua legge, diventando il maestro del mondo. Il mondo sarà il suo mondo. L’altro non esiste, salvo laddove lo si attende, in un luogo e un ruolo assegnati dal perverso.

Da vittima, il manipolatore diviene boia. Ha quindi il bisogno estremo di tenere il suo ambiente sotto controllo, per renderlo conforme al suo pensiero[10].

Lo svilimento e la mortificazione costante degli altri fino all’abbassamento della loro autostima per meglio tenerli alla nostra disposizione non sono giustificabili da nessun punto di vista.

Qualunque sia il nostro percorso di vita abbiamo umanamente il dovere etico e morale di risolvere i nostri drammi intimi e, certe volte, anche identitari, senza usare gli altri come valvola di sfogo, come semplici tappabuchi all’interno di un universo emotivo perverso, viziato e irrisolto.

La consapevolezza di ciò che si è e del duro lavoro da fare per rendersi spiritualmente migliori è l’elemento che distingue un essere umano vero da un vampiro affettivo, questa sorta di mostro che non bada mai alla sostanza delle persone, ma soltanto a come appaiono nella fotografia.

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[1] FILIPPINI, Roberto. Avventure e sventure del narcisismo. Edizioni Giuseppe Laterza, 2007 p. 193.

[2] Articolo completo sul sito: http://www.terzocentro.it/cosa_curiamo/disturbi_di_personalita/narcisistico.html

[3] FILIPPINI, Sandra. Relazioni perverse – la violenza psicologica nella coppia. FrancoAngeli, 2014, p.39

[4] Vide anche articolo su questo blog: https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/06/19/il-perverso-lonnipotente-medico-di-se-stesso/

[5] FILIPPINI, Sandra. Op. cit. p. 39.

[6] NAZARE-AGA, Isabelle. La manipolazione affettiva – Quando l’amore diventa una trappola. Castelvecchi, 2008, p. 23.

[7] LOWEN, Alexander. Il narcisismo – l’identità rinnegata. Feltrinelli, 2014, p. 94-95

[8] Idem, p.53-54.

[9] CORTE, Mario. Vampiri energetici, come riconoscerli, come difendersi. Edizioni Il punto di incontro, 2013, p.182

[10] CHAPAUX-MORELLI, Pascale; COUDERC, Pascal. La manipolazione affettiva nella coppia. Edizioni Psiconline, 2014, p.90-91.

47 pensieri su “Sedurre indiscriminatamente tutti: il capolavoro del narcisista perverso

  1. Complimenti per questo blog e per la composizione di ogni articolo, la bibliografia, le citazioni e l’accuratezza. I disegni inoltre, sono meravigliosi! Io sono Melania Emma del blog NemesiDiUnaHybris e, se vorrai, ti aspetto su Fb 🙂 buon cammino a tutti noi…

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    1. Cara Melania, seguo con grande ammirazione e rispetto il tuo blog. Ho assorbito tanto di ciò che hai scritto, davvero. Sei la dimostrazione che i nostri sentimenti, quando perfettamente in armonia con la nostra creatività, si trasformano in una potenza che nessuno al mondo può frenare. Dobbiamo imparare a rispettare la nostra storia, imparare a prendere la bambina piccola che eravamo, mettere sulle nostre ginocchia un tempo sbucciate per cullarla come si deve, con tanto amore. Sono convinta che iniziative come la tua sono un balsamo per le persone che hanno sofferto la terribile influenza di un compagno, di un marito, di una madre, di un figlio narcisista perverso… Non è facile mettersi al riparo della miserabilità di certi individui, maschi o femmine che siano! I libri, il confronto, i blog che trattano di questo tema sono elementi preziosi per tutte le persone che hanno subito o continuano a subire la loro malefica influenza. E’terrificante entrare nel loro intimo, navigare nel loro stesso limbo per comprendere (finalmente!) che senza di loro si sta infinitamente meglio… Un abbraccio fortissimo! Claudileia

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      1. Una lotta che vincerai sicuramente. E chi ha bisogno di essere padrone o schiavo di alcunché? Un np vuole tanto essere il padrone del mondo ma finisce per diventarne lo schiavo per eccellenza: schiavo della voglia di piacere, schiavo dei suoi impulsi peggiori, schiavo del materialismo, schiavo del consumismo sfrenato nei rapporti, schiavo dei mezzi di comunicazioni, schiavo delle sue ansie e ossessioni, piegato in due dal suo desiderio di essere “grande” ad ogni costo, ma senza la fatica di conoscersi per davvero. Di padroni ne ha tantissimi, eppure crede di essere libero, anticonformista, trasgressivo, unico e bla bla bla. E’ un essere tragico, come lo sono tutti gli attori ormai anziani rimasti legati al loro unico personaggio famoso, magari recitato quando erano ancora ragazzini. Pensa a Linda Blair nell’Esorcista e a Rowan Atkinson, il Mr. Bean: due attori incapsulati in eterno in una maschera, una che fa digrignare i denti per la paura e l’altra talmente patetica da strapparci un sorriso di commiserazione. Si potrebbe dire che il narcisista perverso è l’incrocio maldestro di entrambi. Il guaio è che non lo sa, come non lo sanno le sue prossime vittime. Noi, però, lo sappiamo. La vittoria è proprio questa.

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  2. Ho concluso da pochi mesi una relazione con una donna narcisista. Inutile dire che mi ritrovo in ogni parola scritta nel blog. Adesso che l’ho smascherata, sono nella fase di ricostruzione di me stessa. Mi aveva svuotata, privata della parte migliore di me. Pian piano, grazie anche al contributo di informazioni divulgate qua e là che mi permettono di aprire gli occhi (compresa questa pagina), mi sto riprendendo.
    Grazie ancora, è utile non sentirsi soli per chi affronta parentesi del genere.

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  3. Sembra impossibile non aver compreso prima. Prima quando? 25 anni fa, la durata di un matrimonio, la durata di una vita intera. Ora rimane davvero solo di prendere sulle ginocchia quella bambina che ero e provare se non a guarirla a cullarla con tenrezza. Mary

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  4. Uno dei più bei articoli mai letti nel web. La figura descritta comunque coincide abbastanza bene col seduttore tipico che non si lega mai veramente a nessuno, dove il proprio essere è al centro di tutto. Secondo me al giorno d’oggi, lo si può anche diventare con l’età… Basta frequentare i siti sbagliati e crearsi una cattiva compagnia. È molto più facile di quanto si pensi. Praticamente si parla di incapacità di amare, e si cerca di colmare questo vuoto riempiendo il proprio ego di conquiste, ma ai fatti non si ama nessuno. Basta dare un’occhiata al forum di italiaseduction per farsene un’idea, seriamente.

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  5. Articolo strepitoso, durante la lettura mi venivano i brividi. Sembra cucito addosso per il mio narcisista, ex da poco, troppo poco, purtroppo, e sono ancora in balia delle onde.
    A me rimane il dubbio che non con tutte si comporta allo stesso modo, cioè che usa la stessa perversione distruttiva, perché riesce a riallacciare relazioni con ex e ritengo che se avessero subito tutto il ciclo non cadrebbero nuovamente nella trappola.

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    1. Cara, invece sì… hanno subito l’intero ciclo di lodi e lusinghe, svalutazioni e sparizioni proprio come te, ma continuano a credere che forse STAVOLTA lui sarà diverso, presente, affettuoso, attento, ecc. I narcisisti perversi (ammesso che il tuo ex sia uno) sono seriali, NON SANNO AGIRE DIVERSAMENTE. Il copione dei loro rapporti affettivi è sempre lo stesso, non cambia mai, ma vendono l’illusione di poter cambiare a qualunque momento GRAZIE A TE. Ora ti ha messo “nel grande limbo” convinto di averti a sua totale disposizione quando vorrà, esattamente come le altre, questo perché non chiudono mai del tutto i loro pseudo rapporti, è un pensiero strategico, un calcolo fatto a tavolino: fa sempre comodo poter guardare la rubrica, scorrerla e scegliere con chi andare a prendere un caffè, con chi fare sesso selvaggio, con chi fare progetti lavorativi, con chi pianificare un figlio e via col tango. Tutte le sue ex hanno una funzione, tutte sono ‘utili’ in qualche modo…

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  6. La mia storia è durata 3 anni.
    Ho impiegato 1anno per capire che le sue stranezze non erano, come pensavo inizialmente, da attribuire ad un carattere particolare.
    Il secondo per elaborare che non mi trovavo lì per reciproco amore ma solo per suo tornaconto e il terzo per riuscire a chiudere.
    Nel frattempo ha messo in atto tutte le tattiche: le lodi, le lusinghe, i silenzi, le sparizioni, le svalutazioni, i tradimenti, le umiliazioni e le colpevolizzazioni, ad un certo punto sapevo esattamente in che fase mi trovavo ma non riuscivo ad arrestare la violenza, ero talmente dipendente che ogni tentativo mi provocava una vera e propria crisi di astinenza insopportabile e lui tornava sempre più feroce che mai per distruggerli.
    il mio dubbio sorge dal fatto che, una sua ex, con la quale scoprii, successivamente, ebbe la relazione parallelamente alla nostra e con la quale ora ha riallacciato, è una psicologa psicoterapeuta, capisco che questo non rende immuni dal fascino subdolo di questi personaggi, ma mi chiedo come una persona che si occupa dei processi di comportamento psichici mentali, non abbia individuato, la prima volta, la personalità perversa del suo amante e sia ricaduta nella trappola mortale, da qui l’idea che a lei non abbia inflitto la stessa dinamica.
    Ti ringrazio per avermi risposto. Un abbraccio.

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    1. La dice lunga il fatto di aver rialacciato con la sua ex psicoterapeuta. Chi meglio di uno psicoterapeuta per ascoltarci senza giudizi? Lui ha delle sedute gratis e lei coltiva (molto più delle altre) l’illusione di ‘guarirlo’ grazie alla sua professione. I perversi provano a sedurre persino grandi psichiatri, assistenti sociali preparati, ecc. Non c’è da stupirsi. Un professionista serio sa che per la psicopatia e il narcisismo perverso non esiste cura, sa che è un modo di essere e non una malattia e sa di poter offrire supporto terapeutico unicamente a chi soffre, perché chi è fiero di seminare distruzione ovunque sentendosi contemporaneamente bene con se stessi non sarà mai in grado di sviluppare quel sano senso di colpa che porta alla guarigione di un malessere psichico. Detto questo, voglio credere che si tratta di una donna consapevole della sua scelta, una donna che sa perfettamente com’è fatto l’uomo che ha scelto di riprendersi e che probabilmente ha bisogno degli alti e bassi per sentirsi viva. Una dipendente affettiva? Una complementare? Perché no? Può capitare ed è più frequente di quanto pensiamo.

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  7. ciao! ho letto molti dei tuoi articoli e confesso con disappunto e vergogna che sono il mio ritratto, mi sento fortunato perché oltre ad un fervente senso di orgoglio per essere come descrivi, sento anche un forte desiderio di cambiare, di diventare uomo, perché così, seppure di successo, ho la psiche di un bambino viziato, cosa mi consigli?
    voglio smettere di fare del male a chi mi vuole bene, ma ho il terrore che questo mio modo di essere sia la sola cosa che mi rende “interessante” e “affascinante”
    sento forte le idee del “io non rinuncio a niente, io posso avere tutto , fare tutto, e vaffanculo a tutti” “io sono il principino, gli altri sono strumenti e basta” ma sento di non condividerle appieno

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    1. Michele, non so quanti anni hai e come mai scrivi proprio su questo blog, destinato più che altro a contenere i danni recati da persone che GODONO della propria condizione narcisistica. Il senso di onnipotenza da te descritto è ciò che impedisce a molti narcisisti patologici di cercare un aiuto terapeutico e persistere nell’obiettivo di crescere umanamente. Tu riconosci di avere ‘la psiche di un bambino viziato’ e mi chiedi se forse non è proprio questo a renderti ‘affascinante’. Bene, è probabile che le persone sedotte da te, le persone che ti frequentano o che fanno parte della tua vita intima, abbiano messo lo zampino per darti questo senso di invincibilità e di euforia che provi nel ‘fare il principino’ mentre li sfrutti. Se nessuno fino adesso ti ha imposto dei sani limiti, se non c’è stata un’anima buona che ti abbia tramandato cosa sia l’etica e il rispetto per gli altri difficilmente imparerai leggendo nei blog o manuali, ‘come si diventa uomo’. Una cosa è fare un passo concreto verso il cambiamento… un’altra è scrivere qui per dirmi “Io credo di essere così, vorrei crescere, MA…”. Il punto è proprio questo tuo MA. Cioè, finché godrai del consenso e del plauso altrui non cambierai, caro Michele. Finché ci sarà una platea al mondo per guardarti con gli occhi adoranti perché ‘sei di successo’ resterai sempre lo stesso. Per cambiare dovrai rinunciare a troppe cose che ti danno MOLTO piacere, come hai ben descritto qui, ed è questa tua ambivalenza, questo dare una botta qua e altra là (per esempio quando affermi di sentirsi “fortunato perché oltre ad un fervente senso di orgoglio per essere come descrivi, sento anche un forte desiderio di cambiare, di diventare uomo”) è molto tipica delle personalità narcisistiche e credimi, difficilmente modificabile. Di solito, finché non perdono qualcosa di davvero significativo nella vita, che non necessariamente è ‘qualcuno’, ma potrebbe essere anche ‘qualcosa’ le personalità narcisistiche non si svegliano. I narcisisti perversi, ad esempio, anche rovinandosi con le proprie mani daranno sempre la colpa agli altri senza mai mettersi in discussione! Per esempio, un narcisista perverso può contrarre dei debiti per andare a fare il turista sessuale da qualche parte e comprarsi il macchinone, lasciando gli operai della sua azienda senza stipendio ma poi, quando un giorno fallirà per i suoi comportamenti scellerati, darà la colpa al Governo ladro o agli operai fin troppo ‘impazienti’ con le difficoltà di un povero imprenditore disperato, capisci? Penso che un sincero desiderio di cambiamento implichi AZIONI CONCRETE. Sei abituato ad ottenere dei vantaggi usando gli altri? Bene, basta smettere di sfruttarli. Sei abituato a tradire amori e amicizie? Prova a non farlo più. Come vedi, più che “desiderare di cambiare, ma…” dovrai creare dal nulla, dentro di te, una tua etica personale, domandarti quali sono i limiti di un uomo e cosa lo rende tale. Infatti, il tuo comportamento non è da uomo maturo, ma da bimbo viziato, come ben riconosci. E quando sei un uomo ti rapporti con delle persone mature abbastanza per darti la serenità e la saggezza di affrontare ogni circostanza della vita con l’aplomb di un lord, altroché di un principino viziato, confuso e totalmente prevedibile nelle sue azioni. Di un principino tutti noi possiamo stufarci di sentire e di subire, decidendo di abbandonarlo alla propria sorte con le sue mille farneticazioni e scorrettezze, ma di un uomo vero quasi mai (anche se ci sono donne disposte a farlo per un fatto di immaturità totale, bassa autostima e mancata conoscenza su come sia fatto un uomo vero, da amare, RISPETTARE E DESIDERARE ALLO STESSO TEMPO). La passione e il rispetto possono perfettamente coesistere in un rapporto maturo. Il punto è che un uomo o una donna narcisisti difficilmente arrivano a questo livello di comprensione per la scissione e l’ambivalenza tipiche della loro personalità. Risultato: puoi trovare l’amore della tua vita ma… manca sempre qualcosa! Solo tu, valutati i danni recati alle persone che affermi di usare può sapere come riparare le ferite loro inflitte (perché è proprio questo che si aspetta da un uomo, ossia, fatti concreti e non soltanto parole). Di solito le personalità narcisistiche arrivano ad una certa età lasciando alle spalle una scia di morti e feriti talmente grande che ad un certo punto è impossibile parlare di riparazione del danno e di ricupero della persona. Come vedi, tutto dipende da te e delle tue sensazioni interiori perché, ribadisco, ci saranno sempre persone disposte ad avvallare le tue condotte, a perdonarti, a dirti che sei il più bravo e il più bello del reame… e quindi un giorno ti sveglierai con il desiderio infinito di cambiare ma poi, ci sarà sempre Maria, Giovanna e compagnia bella per dirti che ti amano ‘così come sei’ e che tutto ciò che hai letto qui è frutto di una mente folle. Gareggiando per averti ti convinceranno che il ‘mondo è tuo’ e che tu sei il loro Dio. E così, come un cane che si morde la coda, il circuito narcisistico viene completato alla perfezione, minando alla base ogni parola letta qui assieme al tuo desiderio (momentaneo oppure vero?) di cambiare. Tutti noi amiamo le conferme, ma quando diventa una sorta di droga ci vuole una forza enorme per non perdersi per strada. Ci sono blog scritti da bravi psicoterapeuti (io non sono una terapeuta!) che la pensano diversamente e che ti diranno che è possibile attenuare il piacere che provi nell’essere ‘così come sei’, che per cambiare basta volerlo, che tutti possono farlo PRIMA O POI. Ci sono libri e manuali che insegnano le persone comuni a convivere con le personalità narcisistiche senza aspettarsi da loro alcunché… ne faccio due esempi: “Ho sposato un narciso” della Dott.ssa Telfener oppure “Sposati e sii sottomessa” di Costanza Miriano, due bestseller della editoria che vendono l’idea che è perfettamente plausibile conviverci con delle personalità come la tua rinunciando a se stessi e mettendo sotto tappeto ogni loro misfatto… Tutto ciò che dovrai chiederti, a mio parere è: ‘Ma se continuo ad ottenere tutto ciò che voglio restando così come sono quali saranno le conseguenze?’. Nel minimo arriverà ad un certo punto un grandissimo vuoto interiore. Chi è abituato ad ottenere TUTTO ciò che vuole con l’arma della seduzione o con il minimo sforzo s’impigrisce affettivamente e ad un certo punto s’annoia a morte subito dopo averla ottenuta. Vivere diventa un gioco da ragazzi, fin troppo prevedibile. Quando nulla più sembra essere in grado di soddisfarci mettiamo a rischio il nostro equilibrio mentale, la nostra psiche, quindi, la ricerca di stimoli sempre più intensi diventa la nostra droga. Mi spiego meglio: se vinciamo ogni sfida sfruttando gli altri, alla prima grossa sconfitta (o minaccia) arriva fatalmente il crollo psichico e il desiderio di evadere da una condizione finora sconosciuta. Perché nessuno ci ha mai fornito gli strumenti per debellare le sconfitte della vita con saggezza e maturità, ma soltanto ‘facendo i furbi’ le soluzioni trovate da noi per fronteggiare le emergenze saranno goffe, inadeguate, disastrose, insomma, ci porterebbero alla rovina. Finché tutto gli viene facile un narcisista non cambia. Ed è proprio qui che molti narcisisti patologici ‘si perdono’ e passano dalle stelle alle stalle, perché cominciano a mettere dentro il sacco vuoto della loro anima tutto ciò che rappresenta per loro una nuova sfida. Non importa il quanto la cosa possa essere sana per loro oppure no: l’importante è non annoiarsi oppure evadere da una situazione difficile da gestire, sulla quale abbiano perso il controllo. Per sentirsi ‘un po’ meglio’, cioè, per provare qualche brivido momentaneo subentrano allora comportamenti autodistruttivi e certe volte anche degradanti. Si comincia, caro Michele, a provare di tutto per sfuggire da una vita vissuta all’insegna di un’immagine di nobiltà fasulla e artefatta, perché costruita con la collusione di interi gruppi disposti ad accettare i tuoi comportamenti come semplici ‘ragazzate’. Diciamo che è questo il prezzo da pagare per aver fatto da principino prepotente una vita intera, cioè, quello di continuare ad esercitare nei confronti del mondo esterno il fascino di sempre, ricevendo le solite o sempre nuove conferme anche se, mano a mano che gli anni passano, il tuo vuoto interno tenderà ad aumentare con dei pichi di inspiegabile infelicità che rischiano di minare ogni aspetto della tua vita, sopratutto la tua creatività, l’ingegno, il tuo spirito di iniziativa, ecc… Direi che è la morte della naturalezza e della spontaneità, tutto diventerà meccanico, teatrale, programmato. Pensaci a cosa vuoi REALMENTE per te e cerca di uscire dalla confusione cercando concretamente un aiuto esterno.

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  8. Davvero complimenti per il blog prima di tutto…Sono separata da circa 5 mesi dal padre di mia figlia,NP che mi ha inflitto dolori nella anima che faccio davvero fatica a curare..ma spero nel futuro..Dalla ultima risposta cercavo di trarre una risposta alla domanda che più mi tormenta da quando subisco le meschinità di questo mostro…ma i cattivi..non pagano per il male che fanno?. Le vittime continuano a portare i segni addosso,la paura,la sfiducia e tanto altro.. E loro?..

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    1. Carissima Virginia, ammettiamo che pagassero per le loro cattiverie prima o poi in modo atroce… Cosa cambierebbe nella vostra vita? Di solito ‘pagano’ per loro errori collezionando fallimenti affettivi e lavorativi a non finire. Anche se dall’esterno riusciamo a capire perché falliscono miseramente nelle grandi imprese che si propongono di fare – perché non c’è continuità, ampiezza di vedute, pazienza, coerenza o impegno sincero in nulla di ciò che fanno – loro riescono ad allontanare le cause reali dei fallimenti addossando la colpa agli altri. Per questa ragione anche di fronte a grandissime sconfitte ci appaiono quasi sempre ‘pimpanti’ e alla grandissima, freschi come un fiore. La loro ‘sofferenza’ è legata più che altro alla frustrazione di non vedere rappresentata negli occhi degli altri la grandiosità che si attendono e quindi magari invecchiando e sentendosi meno appetibili possono ‘soffrire’ per aver perso il vigore fisico di un tempo. Ecco un articolo che illustra le cause dei loro ‘dolori’ https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/07/12/il-narcisista-soffre-si-ma-unicamente-per-se-stesso/. Del resto il risarcimento che abbiamo nei loro confronti è di natura spirituale, quindi, abbandonarli al loro vuoto cosmico augurandoli di circondarsi da specchi a non finire è di per sé il miglior modo di ottenere giustizia. Un forte abbraccio a te e alla tua bimba!!!!

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    2. Cara Virginia, dalla mia esperienza con uno psicopatico finita poco tempo fa (apparte i soliti ritorni) posso dirti che in qualche modo il prezzo lo pagano eccome. Il mio, nel pieno dellanostra burrascosa tragicommedia ha scoperto di avere la sclerosi multipla. Non sto a raccontarti come
      la malattia abbia spaccato ancora di più la maschera e fatto uscire il pus maleodorante… Io ho incassato gli ultimi colpi e poi, ho deciso di scappare. Sono certa avrebbe iniziato con le botte. Lui dopo qualche pianto è senza un briciolo di analisi introspettiva davanti ad una malattia così invalidante, sta cercando con ogni mezzo di procurarsi una pensione di invalidità (è ancora un grande sportivo e lavora senza particolari danni), e se ne va’ in giro con una sua “amica “infermiera, fino a qualche mese fa compagna di suo cugino.
      Credo non ci sia nulla che possa metterli in grado di soccombere.
      Sono pazzi.
      Ma alla fine a guardarli bene è nel loro modo di essere il loro più grande tormento.
      Il mio ex è diventato uno straccio ambulante. Addosso a lui si vede eccome che il fetore demoniaco se lo sta mangiando giorno dopo giorno…eppure è il brillantone di sempre.
      Che Dio li aiuti.
      Anime perse.
      Coraggio!

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  9. Cara Virginia, immagino che la tua domanda sia retorica. Che dire allora dei bambini che subiscono violenze fisiche e psicologiche?
    Se credi in Dio ti dai una spiegazione con la fede, altrimenti non ti dai risposte e credi solo al caso che ti preserva più o meno dalle sofferenze grandi e meno grandi.
    Sii forte, pensa a te ed alla tua bambina e concentra le tue forze ed i tuoi pensieri solo su questo. Tantissimi Auguri perché tu possa ritrovare quanta più serenità nel più breve tempo possibile.

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  10. So di avere un disturbo narcisista, tante le vittime che ho sedotto e abbandonato
    prendendo tutto ciò che di bello potevano avere, ho fatto soffrire e tanto soffro se rimango per così dire “inattivo” , allora riparto alla carica e la “conquista ” mi da una grande carica e la giusta dose di autostima. Non sono un violento, assolutamente, venero le donne facendole sentire uniche ed importanti, non mi vanto con gli amici al bar, sono sposato con figli…..
    Ho volutamente visitato questo blog perché ho bisogno di aiuto , non voglio far soffrire altre persone, non voglio soffrire io. Dopo queste mie poche righe molti saranno coloro i quali mi disprezzeranno….a ragione .
    Buona serata da un uomo che vuole un vita normale

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    1. Massimiliano,
      due anni fa, in un tragico pomeriggio di agosto, tornati da un devastante week end in cui avevo scoperto tutti i tradimenti dell’estate, e chiamato tutte le donne che si era portato a letto, davanti a lui, che nemmeno sapevano che fosse sposato, il mio meraviglio narcisista mi chiese con tutte le forze che aveva, accartocciato per terra in una pozza di lacrime e moccio, di dargli un’ultima chance di vita normale. Era all’apice delle sue scorribande narcisistiche, aveva toccato il fondo e, con lui, lo stavo toccando anche io.
      Dopo aver causato molto dolore, manipolato e fatto soffrire, tradito, mentito, illuso e inventato tutto quello che si può immaginare, si sentiva “poverino” vuoto, disperato, incapace di vivere una vita normale, desideroso di dare un senso compiuto alla sua vita. Dopo aver fatto e disfatto di tutto, la vita normale era l’unico obiettivo che non si era mai posto. Era stremato, perché le crisi perverse sono impegnative, e si sentiva sputtanato, perché nell’arco di 8 ore avevo bruciato tutte le sue conquiste, girato a tutte le chat rivolte a tutte e avevo preparato la sua roba in sacchi neri, fuori casa.
      Se veramente sei un narcisista patologico, ti rivolgo le stesse parole che avrei dovuto rivolgere a lui allora, quando lo cacciai, ma dopo qualche settimana di lacrime e moccio mi convisi che forse ce la poteva fare, e firmai la mia condanna…
      Non ci riuscirai, perché non appena la vita normale si dischiuderà di fronte a te, ti stuferai e avrai bisogno di nuove emozioni. Farai quarte quarantotto e poi, probabilmente chiederai ad un’altra donna di sacrificarsi per te, di aiutarti ad avere una vita normale. La farai quasi sentire una prescelta per questo, e poi ricomincerai da capo, perché non c’è mai fine. La fase lupo che vuole diventare agnello è un cliché nel quale molti di quelli che frequentano questo blog sono stati vittime.
      La vita normale è fatta di altro. Il narcisista può desiderarla, ma solo per attimo, solo per il tempo che li separa dalla conquista della normalità, solo il tempo di vedere cosa gli altri sono disposti a fare per potertergliela offrire su un piatto d’argento, sulla quale presto tu stesso sputerai tutto il tuo fiele.
      Voi volete altro, volete lasciare il segno. E siccome è più facile lasciare il segno distruggendo, prendete la scorciatoia. Siccome è più facile far innamorare cento donne dicendo loro ciò che vogliono sentirsi dire e senza rivelare il proprio vero sé, non sarete mai amati davvero.
      Non sarai mai amato davvero Massimiliano, perché nessuno ti ha mai amato per quello che sei, ma per quello che fai finta di essere. Non sarai mai normale, perché il tuo è un disturbo della personalità che fa fatica a guarire. L’unico modo in cui sarai mero aggressivo, offensivo, illusorio, sarà invecchiando, possibilmente male.
      Avendo moglie, ma sopratutto figli, cerca di farti curare, vai da uno psicologo molto bravo, cerca di renderti inoffensivo, magari anche farmacologicamente, perché il tuo modello non può far bene ai tuoi figli.
      Ma sopratutto, se veramente vuoi vivere una vita normale, allora, augurati di diventare impotente in giovane età, perché, alla fine, le stupidaggini che fate sono tutte strettamente connesse a delle banalissime pulsioni legate al sesso e al potere. Augurati di perdere il lavoro, e di essere costretto a fare un lavoro umile e poco dignitoso, e augurati che tutti quelli che ti conoscono lo sappiano e non facciano nulla per toglierti dall’enpasse, perché alla fine hanno sempre pensato che eri di molto sopravvalutato. Augurati di perdere tutta l’allure e il fascino sul quale conti: di ingrassare a dismisura, e di avere problemi con le ghiandole sudoripare. Augurati un’alopecia irreversibile, e possibilmente fulminante, e una forma acneica e seborroica che chiunque ti stia lontano. Augurati di acquistare nel fisico, nella salute, nelle condizioni economiche e sociali un aspetto che rifletta esattamente il mostro che sei. Così non dovrai più chiedere aiuto per non far male agli altri, ti staranno tutti spontaneamente lontano!
      Ah, buon anno!

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      1. Carissima Bianca… Mi piacerebbe che il mondo leggesse queste tue parole. Sarebbero da tradurre in tutte le lingue! Auguri di buon anno e tanta ma tanta energia buona!!! Un abbraccio commosso, C.

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      2. Bianca ti voglio del Bene per quello che hai scritto ,avrei voluto dirle io queste parole invece che giustificare me e di non essere all’altezza del suo senza “Limiti” .
        E mi spiace Massimiliano ,se sei un narcisista patologico o un fake che si passa il tempo non provo nessuna empatia per te e quelli come te ,per la vostra vita “difficile” per i vostri principi Immorali, per essere voi la causa di tanti disastri emotivi e anche di violenza, perchè DICIAMOLO , tanti fatti di cronaca Nera sono dovuti spesso a perrsone come VOI, Uomini o donne che usate chi vi vuol bene ,li illudete e poi vigliaccamente li pugnalate alle spalle e anche al petto . So io cosa ho passato con la mia ex e cosa mi ha fatto passare per conquistare la Normalità che tanto agognava e poi un calcio in c…o perchè LEI(voi) siete i meglio ,ce la fate da soli ,nessuno può farmi ombra. Oh, guarda che l’ha scritto pubblicamente ,non m’invento nulla. Io, uno dei tanti e nemmeno tanto importante… Però, Io lo sfigato (come tanti di noi), le sono stato accanto come nessuno prima e mi sono mangiato tanta di quella ….. che manco 5 circhi messi insieme. Perchè le credevo e invece mi aveva mentito su tutto, come ha mentito ad altri . Io mollato perchè mi amava troppo e si faceva un altro nel frattempo…
        Non ho compassione per i narcisisti e per chiuque metta a repentaglio la vita altrui .

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    2. Massimiliano, sei sicuro di “venerare” le donne facendole sentirsi “uniche e importanti”? E tua moglie chi è? Non sarebbe anche lei una donna degna del trattamento destinato alle altre? Ovviamente no, altrimenti riusciresti (proprio perché adori “le donne”!) a rispettare il patto che hai siglato con una sola. In questo senso, se nemmeno la dedizione di chi ti ha regalato una bella discendenza ti ha impedito di ubbidire ciecamente ai tuoi impulsi e di far soffrire le persone, dimmi un po’ a cosa servirebbero le mie parole rispetto alla tua condotta? Caro Massimiliano, immagino ti diverta raccogliere in giro pareri sul tuo modo di essere. Bene, il mio è abbastanza chiaro negli articoli. Non sono qui per farti da “coscienza periferica” perché nessuno di noi ha bisogno di fare giochetti psicologici per dimostrare quanto è furbo. Se sei davvero consapevole del tuo disturbo allora sai perfettamente che domani ti sveglierai con un’opinione completamente diversa dalle parole che hai scritto qui. Tuttavia, ci sono good news per te: molti professionisti (e non solo il battaglione di donne che hai finora ferito) potrebbero scommettere sul tuo pieno ricupero attraverso, per esempio, la terapia comportamentale. Quindi, direi che questo blog non è lo spazio adatto a te, ma potresti provarci con loro se vuoi davvero cambiare. Questo è uno spazio destinato a persone che preferiscono, con base nella propria esperienza, scommettere su altri modi di vivere che abbiano come nucleo centrale i sentimenti duraturi anziché la precarietà delle emozioni vane e della vanità sfoggiata come un valore assoluto. Non ti preoccupare, nessuno ti offenderà qui, più che altro perché preferiscono impiegare le loro energie cercando di aiutare chi ha davvero bisogno. Tu hai una moglie, dei figli, amanti per intrattenerti quando la noia ti assale e immagino una buona professione per permetterti di fare il regista e l’attore del film della tua vita… Tuttavia affermi di soffrire tanto. Magari perché scappi da qualcosa? Cerca di capirlo con l’aiuto di un bravo professionista, ma non cercare di sedurlo raccontando storie inverosimili perché se si tratta di persona seria ti accompagnerà gentilmente alla porta dopo un paio di sedute. C.

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      1. Non sono un uomo felice, ho contezza di questo. Ho trovato questa porticina aperta e ho voluto confidarmi, non mi sono mai rivolto ad uno specialista perché ho tanta paura di scavare nel profondo. Non ho avuto una vita facile e molti sono stati gli eventi che mi hanno drammaticamente segnato nella vita, per anni ho sofferto di attacchi di panico e depressione. Non sto bene, assolutamente….ne sono consapevole . Scusatemi se ho bussato a questa porta, io….
        Buona serata

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      2. Massimiliano, nessuno di noi ha avuto una vita semplice. Se racconto la mia storia sin dall’inizio sembrerebbe una tragedia greca e non sto ironizzando su questo. Ciò che dovresti finalmente comprendere giaché hai avuto la capacità di farsi una famiglia è che quando ci sono persone fragili che dipendono da noi dobbiamo rinunciare a qualcosa che potrebbe pure darci piacere ma che non nutre la nostra anima e per di più scombussola la nostra psiche. Andare disperatamente alla ricerca di passioni facili ed emozioni forti ha gravissime conseguenze per la psiche di chiunque, poiché alla lunga si perde il gusto per la semplicità della vita e nulla più ci soddisfa. Se durante le tue crisi depressive anziché cercare un aiuto hai usato le donne per superarle e ora ti ritrovi peggio di prima è evidente che l’antidoto era sbagliato, non credi? Guarda, qui possiamo risponderti fino allo sfinimento, ma il punto è: quante donne hanno provato a farti ragionare diversamente, pagando a caro prezzo per le tue irrequietezze e hanno fallito miseramente nell’ambizioso obiettivo di salvarti da te stesso? Quante persone hai calpestato e danneggiato giustificandoti sempre e comunque, andando avanti imperterrito senza pensare alle conseguenze del tuo agire? Non vuoi più ‘essere così’? Allora non perdere ulteriori tempo nel cercarti un aiuto specializzato che riesca a intravedere in te un ‘nucleo buono e pieno di amore da dare’ e pazienza se il mio vissuto m’impedisce di esserti di conforto e di darti il sostegno che credi di meritare. Perdonami se sono troppo dura con te, ma solo perché sono certa che gli effetti delle mie parole sono ancora più insignificanti delle suppliche delle persone in carne e ossa che nella vita ti hanno conosciuto e amato. In bocca al lupo nella tua ricerca di TE. C.

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      3. Grazei Yuri, non ho parole per dirti quanto mi spiace per quello che hai vissuto, è lo stesso percorso che ho vissuto anche io: mi fa tremare leggere alcune tue parole perché sono le stesse che uso anche io, quando parlo del mio rapporto con il mio NP. Bisogna riappropriarsi di se stessi, della bellezza che ti ha tolto, dei sogni, delle speranze e della fiducia nella vita e negliga altri. Mi sono profondamente convinta che il vero traguardo è non permettere loro di lasciare un segno indelebile. Non possono avere la soddisfazione di averci cambiati per sempre. Buon inizio anno, vedrai, andrà meglio giorno dopo giorno.

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  11. Per Bianca: fantastica la tua mail a Massimiliano! Adesso che siamo guarite, ne possiamo sorridere!
    Per Massimiliano: credo che tu abbia bussato alla porta sbagliata. Mai porta fu più sbagliata!

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  12. Massimiliano: se questa consapevolezza è sincera è già un piccolo passo avanti. Di solito un narciso non riconosce nemmeno il problema. L’altro passo dovrebbe essere scavare nel dolore, riconoscerlo, ricordarlo, passarci attraverso. È proprio quello che fa più paura ad un narciso che piuttosto che affrontare i suoi demoni preferisce vivere così come hai fatto tu fin’ora. Cerca un aiuto come ti ha scritto Claudileia e in bocca al lupo

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  13. Ciao, mi affaccio per la prima volta a questo blog e l’ho trovato meraviglioso!
    Ho la fortuna di essere sempre stata completamente a digiuno sull’argomento, e mi ritrovo qui perché ho “conosciuto” online un uomo che mi ha ispirato una simpatia immediata ed ipnotica. Inutile che vi descriva come si sta comportando con me perché sapete tutti perfettamente quanto sia piacevole la parte della seduzione con questo genere di persone!
    Ho un’altra fortuna: essermi accorta dopo pochissimi giorni che quest’uomo ha qualcosa che non va, e aver riconosciuto nei suoi comportamenti tutte le caratteristiche di un NP.
    Ora avrei così tante domande!
    Innanzitutto mi chiedo: questi individui si rendono conto che le bugie che raccontano sono distanti dalla verità? O si convincono loro per primi che sia tutto vero? Per esempio, lui dice di avere una figlia di 13 anni, poi gli anni della bambina diventano 7… Dice che la ex-moglie lo implora di tornare insieme ma lui la rifiuta perché sa che non c’è amore e non vuole illuderla. Mi viene il dubbio che la figlia non esista affatto, e chissà, forse nemmeno la ex moglie! Ma lui lo sa di mentire spudoratamente o crede nel suo stesso inganno?
    E poi, ingenuamente, molto ingenuamente confesso, ho pensato di poterlo aiutare.
    Lui mi parla della sua sofferenza, del suo bisogno di amare qualcuno, e mi viene spontaneo porgergli aiuto, dirgli che è una bella persona, che deve solo crederci lui per primo e aprire il cuore agli altri. Ma solo ora mi accorgo di quanto inutili siano tutte queste mie parole.
    Quindi concludendo vi chiedo: ha senso parlare chiaro con lui? Vorrei chiamare per nome la sua “patologia” e consigliargli uno specialista, perchè probabilmente non è consapevole di poter essere aiutato… O forse è preferibile inventare una scusa per allontanarmi e chiudere?
    Veramente non è possibile aiutarli?
    Grazie a tutti voi per aver letto fin qui, e vi abbraccio forte forte, non avevo proprio idea che persone così affascinanti potessero essere così feroci…

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    1. Ciao Simonetta e benvenuta. Sarò dura.
      Cercherò di rispondere, in base alla mie esperienza alle tue domande, ma prima ti prego, un unico consiglio: scappa. Gli Np trovano “vittime” empatiche, le scelgono proprio per questo. La tua empatia non è solo il tuo punto debole. Ti può salvare: quasi tutti noi, all’inizio dei nostri rapporti con l’np abbiamo sentito che c’era qualcosa di distorto, di poco chiaro, di sbagliato. Ci siamo lasciati trascinare in un vortice, passando esattamente per tutte le domando che ti stai facendo tu. Forse perché ad una persona sana sembra impossibile che un Np sia capace di mentire così, di vivere così, di illudere così e di trattare il prossimo così. Il loro comportamento è così surreale che alle volte ci sembra di essere in torto persino a pensar così male di loro. Se sei in questo stadio scappa. Non inventare scuse. Sparisci punto. Bloccalo su whatsapp, cancella il suo telefono e finché sei in tempo dimenticalo, rendendoti irreperibile. No contact. Unica via.
      Questa è una condizione necessaria perché se ti allontani con una scusa, ma sei reperibile, tornerà a cercarti, a darti il tormento. A dire che solo con te può vivere una vita normale e tesserà attorno a te una tela di ragno da cui farei sempre più fatica ad uscire. Fingerà di essere vittima di se stesso. Troverà la strada per convincerti. Per illuderti. Solo per dimostrare a se stesso che ce la può fare. Ti prego, Simonetta, datti alla fuga. Veloce e silenziosa.
      Quanto alle tue domande: quale è la verità? Hanno una verità per ogni occasione. Il mio ex, quando ci siamo lasciati è sparito per una settimana, mi mandava messaggi disperati. Faceva credere ai nostri amici di essere in preda alla disperazione, da solo, in giro per l’Italia. Eravamo tutti preoccupati che si facesse del male fisico. Invece, dopo due anni, chiacchierando del più e del meno, ha raccontato proprio a uno di questi amici che era sì in giro per l’Italia, ma a fare una gita con un’amante, con la quale ha costeggiato tutto lo stivale da Genova alla Calabria. Poi ha sostenuto che ai tempi non aveva, in realtà, mai detto espressamente di essere solo, né usato la parola disperato. Per cui era l’amico che aveva frainteso, e con lui tutti gli altri. Ci ha derisi tutti, spiegando che era stato attento a “far credere” senza dire. La verità non la saprai mai. Ce ne sono 4-5, dieci.
      Versioni che cambiano, sorprese che emergono. Una sola verità: sono malati e pericolosi. Scusa se sono così cruda. Ma usciresti mai con una persona con una grave malattia infettiva, per compassione e desiderio di guarirla? La loro malattia, indipendentemente da fatto che sia o meno curabile, è contagiosa, nel senso che ti rovina, ti spolpa e ti distrugge. Lo so che hai bisogno di razionalizzare, di riportare i suoi racconti e forse la sua vista alla normalità. Lui potrebbe persino farti credere di voler diventare normale e di avere bisogno di te. Non credergli. Si fa un pianto con te al telefono. Mette giù e va a letto con un’altra. Non per disperazione, ma per divertimento. Nulla è come sembra. Non lo sarà mai. Io ho perso salute, serenità, autostima, soldi. Se avessi ascoltato la vocina che sentivo dirmi “scappa, perché c’è qualcosa di anormale” oggi sarei una donna diversa, sarei quella che ero prima: più sana, più bella, più felice, più fiduciosa. Non avrei buttato 4 anni a cercar di salvare un uomo che fingeva drammi esistenziali, che mi logorava con il suo senso di inadeguatezza, che fingeva di essere vittima di se stesso e delle circostanze, solo perché quello era il modo per spolparmi e sentirsi onnipotente.
      Ti abbraccio, scusa l’impeto ma purtroppo io non posso tornare indietro. Tu sei in tempo. Fuggi

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      1. Carissima Bianca, GRAZIE per questo commento che rende chiaramente l’idea a chi è tuttora nel girone della dimensione del male che si infliggono RESTANDO IN CONTATTO con questi soggetti. Averli nella nostra rubrica telefonica e sapere che siamo sulla loro è terrificante. Che razza di fiducia si può dare a persone capaci di versare fiumi di lacrime con te giurando il falso per poi come per magia cambiare maschera con la prossima preda diventando in un baleno brillanti e spiritosi come non mai? Fanno salti di personalità incredibili! Abbracci!!!

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  14. Bianca grazie.
    Seguirò il tuo consiglio sulla fiducia, perché come dice Claudileia sono ancora nel limbo e non mi rendo conto del pericolo!
    Che peccato che sia così. Peccato che esistano persone così… che brutta cosa

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