Un perverso narcisista per amico: dal girone infernale al grande limbo

Il narcisista perverso, come lo psicopatico, possiede la speciale abilità di restare nella testa delle sue ex partner.

Attraverso i loro discorsi cosparsi da punti sospensivi, frecciatine incomprensibili, messaggi paradossali[1], insinuazioni e frasi d’effetto “forse sei la donna che ho più amato al mondo”, “sei l’unica ad avermi capito”, “non mi ricordo di aver amato qualcuna più di te”, “peccato che tra noi sia andata così”, “chissà, un giorno, noi due…” sanno seminare virtualità, incognite e incertezze. È un modo per far durare il sentimento di adorazione nelle “loro donne” molto più lungo. Per congelarli nel tempo.

Il perverso narcisista è geniale nell’azione di impantanare gli altri in situazioni ambigue e di circostanza.

La psicologia ha coniato per questo tipo di comportamento il termine allumeur:

Considerando la comunicazione allumistica, nel suo complesso, come l’evocazione di un frame di seduzione o di innamoramento, il ruolo delle strategie allumistiche sarà quello di compensare tale compiacenza con un diniego altrettanto forte che la contraddica. Così, si possono isolare delle strategie retoriche tese, di volta in volta, a deerotizzare il rapporto, a legittimare la distanza e la scarsità di situazioni di compresenza tra vittima e allumeur, a prolungare indefinitamente i periodi di mancanza di contatto. (…)Questo “congelamento”, guidato dall’allumeur, del suo rapporto con la vittima, teso a non oltrepassare mai una fase preliminare, e che caratterizza tutto il rapporto allumistico, mette in pratica una filosofia del piacere in cui un attore si compiace, in modo marcato in quanto senza eccezioni, nel non raggiungere mai l’obiettivo meno marcato nelle situazioni cui partecipa o che aiuta a evocare (fatto che per la vittima, ignara, si presenta come un rimando asintotico)[2].

Alle sue ex, declassate a “amiche”, verrà automatico fantasticare su come sarebbe stato bello oppure terrificante proseguire il rapporto con lui. In ogni caso, saranno sempre loro ad assumersi le colpe e la responsabilità su cosa avrebbero dovuto fare per aggiustare la situazione.

Il perverso, quindi, DEVE delegare la colpa per la fine del rapporto all’altra persona. È l’unico modo di “ripulirsi” l’immagine per ricominciare il gioco da capo, stavolta nella veste dell’amico, del confidente, dell’uomo eternamente innamorato che “non sa perché” un rapporto così importante sia fallito. Mica per colpa sua, poverino, semmai colpevole di aver dato tanto amore! Con questo obiettivo in mente, quello di ripulirsi, di tornare “vergine” per essere nuovamente accolto ed accettato dalla vittima (perché non si sa mai!), viene facile al perverso respingere al mittente ogni accusa di tradimento, anche quando l’evidenza lo inchioda:

Iniziai a indagare e, lo ammetto, anche se me ne vergogno, a spiare la sua posta e il suo cellulare, e finii per scoprire che stava mantenendo una relazione parallela con una collega di dieci anni più grande di lui, alla quale chiedeva ugualmente soldi e che teneva legata a sé con promesse d’amore e di un imminente distacco dalla propria famiglia. La donna era disperata, lo accusava e insultava minacciando di denunciarlo, mentre le risposte di Davide erano sempre pacate e vittimistiche. Leggendo lettere e messaggi, non potevano esserci dubbi sulla natura della loro relazione, e io mi sentii una vera idiota. Con chi avevo avuto a che fare? Avevo lasciato mio marito per Davide, mentre lui “viveva” un’altra relazione chissà da quanto tempo. In quante eravamo? E poi tutte noi avevamo in ballo con lui questioni economiche.

Presi in mano la situazione, decisa a smascherarlo affrontandolo direttamente.

“Avresti dovuto farti i fatti tuoi, Fabiana”, fu la sua risposta “E’ sempre meglio non aprire troppi cassetti perché si potrebbe scoprire cose spiacevoli. Sei stata stupida; noi ci siamo dati tanto e avremmo potuto continuare a farlo per un sacco di tempo, ma voi donne, si sa, siete masochiste”[3].

Ecco un gioco molto amato dai perversi quando colti in flagranza: far capire che hanno tanto amore da dare alle malcapitate ma che, purtroppo, loro si rivelano sempre inadatte a ricevere una carica così potente di sentimenti perché troppo curiose, invadenti, limitanti, castranti, cattive, gelose, diffidenti, retrograde, sospettose, stupide, poco aperte mentalmente o, appunto, “masochiste”. È sempre l’altro a deludere il perverso, a rivelarsi un investimento emotivo inutile e fallito per lui. Si tratta di un meccanismo difensivo che serve per proiettare su qualcun altro la parte cattiva di loro stessi e, nel frattempo, prendere ciò che gli altri hanno di buono: i sentimenti.

I perversi narcisisti si sbarazzano dai contenuti psichici disturbanti scaricandoli sul prossimo per non mettersi in discussione. Non possono fare a meno di agire così, è il loro modo di stare al mondo, ne va della loro sopravvivenza psichica, come narrato da Ovi­dio nel libro III delle Meta­mor­fosi. Quando la ninfa, madre di Narciso, chiede direttamente a Tiresia, lo indovino, se suo figlio sarebbe giunto a vivere una lunga e tarda vec­chiaia, il vecchio le risponde: «Sì, se non arri­verà a cono­scere se stesso».

Il narcisista perverso ha dei buchi arcaici nella sua struttura mentale, vuoti che appartengono ai bassifondi della sua intera esistenza. Egli dipende da questo appoggio logistico per difendersi dal mondo. Se abbandona le sue difese rischia il crollo, la depressione nera. Attaccare gli altri è il salvagente che lo porta a interpretare i fattori ambientali come eternamente ostili alla sua persona. D’altronde, se riesce ad imputare agli altri ogni torto subito perché dovrebbe cambiare modus operandi?

Le donne del perverso, giacché non arriveranno mai a una precisa conclusione su chi sia veramente il loro “lui”, finiranno per accettare la sua offerta di “amicizia” a rapporto finito. Niente di più sbagliato: la amicizia con un ex partner perverso narcisista è simile a una scatola molto bella dalla quale sbuca, conforme i suo umore del momento, un pugno oppure un pupazzo. Si potrebbe dire che è l’occasione d’oro che permetterà al perverso di trastullarsi ancora più indisturbato tra una storia e l’altra, tirando pugni e distribuendo pupazzi qua è là per poi, stanco e avvilito da se stesso, trovare rifugio tra le braccia della più “comprensiva” di loro, includendola nuovamente nel suo girone infernale per poi rispedirla nel “limbo amico” ancora una volta.

Nella mente del narcisista perverso, l’ex partner merita il suo controllo, il suo dominio, e DEVE continuare a volerlo bene a prescindere dai disastri seminati da lui. Se poi, con l’arma della persuasione e avvalendosi dall’antico condizionamento, lui riesce a catapultarla nella gabbia delle “amiche” tanto di guadagnato! Lei smetterà di rappresentare una minaccia alla sua fragile integrità psichica e mai più punterà il dito contro i suoi difetti, come lo farebbe un’ex ancora arrabbiata e delusa, addirittura non più manipolabile.

Quando una storia sentimentale finisce in modo burrascoso i tentativi del narcisista perverso di trasformarla immediatamente  in “amicizia” perché “comunque ci siamo voluti tanto bene” sono sempre frutto di un calcolo molto preciso, fatto a tavolino.

Da bravo calcolatore, per certificarsi di non essere odiato dalla persona che ha deliberatamente danneggiato, egli DEVE salvaguardare l’immagine buona che ha di se stesso, renderla inattaccabile. Con questa operazione subdola non solo si “ripulisce”, ma conserva ancora il dominio sui sentimenti e sulla vita dell’ex. Ne farà ampio uso della sua disponibilità finché ne avrà bisogno dell’energia a lui procurata.

Il perverso sa che l’ex partner ha avuto il sentore dei suoi difetti, della sua fragilità capitale, per questo s’impone di frequentarla travestito da cappuccetto rosso con l’idea di convincerla che, alla fine, è pur sempre l’immagine “buona” idealizzata dall’altro inizialmente a prevalere.

Dimostrare al maggior numero di donne “in ammollo” che è ancora il loro principe azzurro è una missione per lui. La vivrà come una scommessa personale. Il terrore di dover affrontare chi veramente è, lo porta a giustificare le sue azioni peggiori: nella sua testa avrà agito sempre per “legittima difesa”, anche quando ha sparato le menzogne più dure. Sono loro le carnefici alle quali bonariamente ora tende il braccio; rifiutarlo è un gesto di inciviltà, di cattiveria.

Tenendo le donne in sospeso, convinto di non farle del male ma di difendersi dai loro ipotetici attacchi, egli può continuare a svalutare ulteriormente questa o quella fino a distruggerla come persona; assecondando il suo umore del momento può persino riprendersi qualcuna come partner sessuale per scaricarla, ancora una volta, appena spunta una preda più appetibile.

Con la scusa dei “rapporti civili tra gli ex” il perverso mette in atto un’operazione faraonica di mantenimento della sua immagine. I suoi problemi saranno tenuti a bada, sotto controllo, perché l’altro, il testimone oculare della sua miserabilità umana, è rimasto ingessato nel sarcofago dell’amicizia. Per meglio controllare l’umore delle sue vittime ogni tanto regalerà qualche telefonata, invierà degli sms o e-mail. Resterà fiero alla parvenza di gentilezza dell’uomo che “tutto sommato, s’importa di te”.

Si potrebbe dire che la “amicizia” del perverso narcisista con le sue ex dura a lungo perché fondata sulla superficialità, sulla sua paura di essere dimenticato, odiato, privato dall’onnipotenza di sentirsi desiderato a vita. Le ex continueranno a subire ingiustizie e aggressioni velate, a farsi usare come consigliere, a provare gelosia per lui, a odiare e invidiare le “new entry” della sua vita, a mettersi in competizione sempre…

È un’operazione molto efficace per il perverso, che si sente un po’ come la lampada cattura insetti: pronto a fagocitarle tutte quando si accende per scaricare su di loro l’odio e la frustrazione coltivata nei confronti di chi avrebbe dovuto amarlo da bambino e non lo fece, come interpretato dal personaggio di Tom Cruise nel film Magnolia.

Perché le donne si sottomettono allo squallore di una simile operazione? Perché credono di essere forti abbastanza da capire il modo di ragionare del perverso, di poterlo sostenere nei “momenti del bisogno” meglio di tutte le altre, di tenerlo sufficientemente a bada senza successivi scossoni, e di riuscire contemporaneamente ad andare avanti con le loro vite costruendosi rapporti più sani, stavolta sinceri ed equilibrati.

L’illusione delle ex partners che accettano di giocare il poker dell’amicizia con il narcisista perverso è quella di aver lasciato alle spalle un rapporto dignitosamente e “senza ulteriori spargimenti di sangue”.

Una decisione così forte, però, si dimostra presto fallimentare per tre motivi fondamentali:

1) il perverso declassato a “amico” non abbandona le sue strategie seduttive ma continua ad usarle per il piacere di confonderle e di farsi beffe dei loro sentimenti;

2) il perverso, vendendo loro l’idea di un “un grandissimo amore in sospeso” le farà sempre dubitare dai sentimenti che provano per un eventuale nuovo partner, provocando indirettamente la rottura dei loro rapporti sentimentali;

3) perché hanno eletto il perverso narcisista un distributore automatico di emozioni indescrivibili – nel bene e nel male – le ex avranno la tendenza a cercare ulteriori partner perversi per “sentirsi vive”.

Il perverso conosce perfettamente il circuito in cui cadono le sue ex e se ne compiace: ama sapere che qualcuno soffre per lui e che nessun uomo sarà mai alla sua altezza.

Le ex che scelgono il “limbo” e che si ritengono più furbe del perverso si auto condannano alla solitudine; auspicano inconsciamente l’ambito premio della sua riconoscenza, del suo amore incondizionato appena finito “il periodo delle prove”. Non capiscono che un simile premio è impossibile, che la psiche affettivamente compromessa del perverso narcisista lo impedisce di nutrire un’affetto sincero verso chiunque. Ecco che finiranno per avere un destino simile alle donne di Atene condannate all’attesa di un compagno di vita che mai più tornerà, stavolta perché mai esistito come uomo.

Lo psicologo Enrico Maria Secci ha individuato quattro tipi di ritorno del narcisista[4]:

  1. Ritorno a basso impegno e bassa frequenza. È la strategia di “ritorno” più tipica, esemplificata dal classico messaggino “Ciao, come stai?” che raggiunge la vittima come un fulmine a ciel sereno. È a basso impegno perché un sms non costa nulla e, anche nei contenuti, non sembra implicare altro che un cortese saluto. La frequenza bassa, per esempio un messaggio al mese o ogni due mesi, denota che il narciso non ha fretta, sente di avere la persona in pugno e si accontenta di verificare che sia così. D’altra parte le reazioni delle “vittime” a questi input infinitesimali sono spesso abnormi: messaggi come “Penso sempre a te” o “Male. Mi hai rovinato la vita”, per non parlare di e-mail o telefonate sono sufficienti a rassicurare il narciso sul  proprio ascendente e bastano a interrompere l’interazione per un po’. Sino al successivo “controllo di possesso”.

  2. Ritorno a basso impegno ed alta frequenza. Se il metodo precedente non ha funzionato, la seconda strategia prevede sempre il basso impegno comunicativo tipicamente narcisistico, ma aumenta la frequenza dei messaggi, veicolati anche su più canali, soprattutto via social-network. Provocazioni indirette, foto smielate, testi romantici prefabbricati, si affolleranno sui profili del narcisista, intrecciati l’uno con l’altro con ragnesca tenacia. Anche questo stile di “ritorno” ha ottime probabilità di successo e viene interrotto non appena la preda cede con trasporto ed abnegazione.

  3. Ritorno ad alto impegno e a bassa frequenza. Questo tipo di ritorno è dato dalla proposta di un caffè o di una passeggiata, da un messaggio meno criptico del solito o di una foto sottoscritta con una emoticon. Per il resto, sarà l’ex-partner a fare tutto: a ricambiare con pensieri profondi, attenzioni, regali e testimonianze d’amore di disarmante ingenuità. Se ciò non avviene, il narciso può rincarare l’impegno e arrivare a stordire la vittima con dichiarazioni come “Sei l’unica donna che abbia mai amato”, “Voglio un figlio da te”, “Voglio sposarti”. Questi ritorni si concludono a letto una tantum. E poi, la sparizione è garantita sino al prossimo giro.

  4. Ritorno ad alto impegno ed alta frequenza. È la forma più rischiosa del “ritorno” narcisistico, attuata quando la preda è decisamente in fuga, in piena fase di svincolo. Questa modalità può, purtroppo, mettere in pericolo l’ex-partner più di altre, perché l’insistenza del corteggiamento e la petulanza dei messaggi potrebbero sfociare nello stalking e, nel caso i rifiuti della vittima risultino ambivalenti o tardivi, portare all’aggressione verbale e/o fisica.

Non esiste alcun futuro ipoteticamente roseo con un perverso narcisista. Accoglierlo ad ogni ritorno o accettare il “dono dell’amicizia” svenduto da lui è restare incarcerate all’interno di un circuito di potere che ne alimenta i tratti megalomani e crudeli.

Il gioco perverso appare molto chiaro a un osservatore esterno: consiste nel “far capire” alla vittima che la ama, anche senza mai dichiararlo apertamente (poiché “sono solo amici”) oppure nel farlo sempre meno e nel modo più ambiguo e sfuggente possibile.  La vittima, quindi, comincia a oscillare pericolosamente da uno stato d’animo all’altro, ora diventa più docile ora aggredisce il perverso, lo caccia dalla sua vita, lotta per sfuggire allo stato di stress permanente generato dai dubbi sui veri sentimenti del soggetto per lei; spesso stenta a comprendere il ruolo avuto nella sua vita e perché ha l’impressione di essere ancora tenuta “in sospeso” quando la storia è finita. Non sa che il perverso ha bisogno delle cure materne del passato, di attenzioni infinite che nessuna donna al mondo è in grado di offrirgli. Troppo grande è il buco nel suo cuore  per accontentarsi dall’offerta del suo amore “normale”. Per tapparlo ci vuole un amore che non esiste, un amore fantasticato, un amore che lui immagina di aver meritato nel passato ma che, purtroppo, non avendolo conosciuto mai lo riconoscerà in qualcun altro.

Il perverso sa perfettamente che lasciando sempre “le porte aperte con un sorriso” chiunque può addentrarsi. Ha imparato che mettendoci un paio di sedie comode e creando “il giusto clima” nessuna di loro se ne andrà per davvero. Lui “conosce bene i suoi polli”: si sono abituati all’orrore o allo sfruttamento emotivo, al bastone e alla carota, inoltre, hanno eletto come hobby principale smontare e rimontare il puzzle della sua vita. Un puzzle dal quale mancano pezzi fondamentali per capire la figura.

Le vittime dei suoi raggiri continueranno a chiedersi: cosa faccio con un uomo così vuoto, perché in fondo mi aspetto il suo ritorno? Era freddo, ambiguo, traditore, calcolatore, eppure… Non riuscendo a trovare una risposta logica sovvertiranno i loro principi, stravolgeranno i loro valori, magari abbandoneranno mariti e figli per dimostrare al perverso la loro volontà di costruire con lui l’allumistico nido d’amore prospettato. Alcune rischieranno il tutto per tutto fidandosi dai dati forniti dal perverso sulla sua reale personalità nonostante siano confusi, falsi, incompleti.

Sempre che non abbia voglia di sbarazzarsi completamente da “un’amica” troppo romantica e piena di speranze – come nel caso della terrificante testimonianza che riporto sotto – il perverso continuerà a vendersi come il sogno d’amore di ognuna di loro.

Le sue ex resteranno intrappolate nel limbo romantico della finta amicizia finché la spirale di crudeltà abilmente nascosta non verrà a gala per qualche disguido suo oppure finisca per esplodere con violenza inaudita un giorno qualunque.

Come spiegato negli articoli precedenti i perversi cercano partners diverse per ogni specifico capriccio e quando non riescono a esercitare su di loro ogni sorta di perversione, anche sessuale, possono far ricorso alla prostituzione per “sfogarsi” dai bisogni immaginari o dalle fantasie bizzarre inculcate dal mondo porno.

Leggiamo una testimonianza terrificante sulla violenza psicologica del narcisista perverso nella fase distruttiva del rapporto, quando mette giù la maschera, tratta dalla pagina dello psichiatra Hugo Marietan[9]:

Tutto ciò mi fa molto soffrire perché non so veramente cosa lui abbia provato per me. In alcune occasioni sembrava che mi volessi bene, che provassi una certa tenerezza. Lui mi diceva, per esempio, che mi amava, che era innamorato di me, che non riusciva a smettere di pensarmi; il giorno dopo, però, mi cacciava da casa sua perché si era messo con una ragazza molto più giovane di me, una scrittrice in erba di molto talento[5]. Dopo essersi messo con lei, un bel giorno mi chiama telefonicamente per farci parlare, voleva che ci conoscessimo[6]. Avevo voglia di morire e mi arrabbiai. Quando tornò a chiamarmi lo rimproverai per quel che aveva fatto; lui, però, non si capacitava della mia arrabbiatura. Prese ad affermare che il suo modo di fare era una semplice richiesta di complicità da parte mia, perché tra noi non c’era amore, era solo sesso. Diceva di sentirsi male per come avevo reagito, che era stata per lui una doccia fredda. Io, allora, gli domandai scusa.

Ho chiesto perdono perché lui mi ricattò; affermò che se io continuassi a fare confusione tra sesso e amore, lui sarebbe stato costretto a cercarsi una ragazza meno problematica di me. Mi tremavano le gambe, allora lo supplicai di non prendermi tanto sul serio, spiegai che avevo avuto una brutta giornata e che agivo senza pensare. Dopo, quando eravamo a letto, abbracciati, perché a lui piace dormire tra le mie braccia, mi sussurrò all’orecchio nuovamente che mi amava, che mi pensava più del dovuto, che avevo messo il suo mondo a testa in giù… Lui mi diceva sempre: “Tu devi tener conto soltanto della tua principessa (io lo chiamavo così nell’intimità); non prendertela con F., dimentica il male che ti fa lui.[7]

È come se lui attribuissi a tutti un valore maggiore di me. Io sono soltanto la sua partner sessuale, solo in questi momenti sento di acquistare alcun valore per lui. Me l’ha detto lui stesso e non credo che menta. Dice sempre che sono la miglior donna della sua vita (…) È la persona più crudele che io abbia mai conosciuto.

Ciò che mi ha fatto andar via sono gli avvenimenti del 9 settembre scorso. Da quel giorno non l’ho più visto, anche se lui insiste in vedermi.

Abbiamo passato l’estate divisi; è andato con sua moglie in vacanza mentre io restai a Madrid.

Siamo rimasti un mese e mezzo senza vederci. Quando mi chiamò, di ritorno dalle vacanze, un’altra volta mi raccontò storie ed io gli dissi di sì, accettai di vederlo e così abbiamo fatto. Ci siamo incontrati in quel fatidico pomeriggio!

Lui voleva andare in un locale dove si praticava lo scambio di coppia (mi disse che di solito andava lì), per fortuna quando siamo arrivati era chiuso. Abbiamo cercato altri, ma senza esito. Com’era settembre, forse erano ancora in vacanza.

Improvvisamente, lui cominciò a cambiare. Credo perché non poteva portare avanti il suo piano di passare il pomeriggio in un luogo del genere. Penso ci tenessi molto. Era come Dott. Jeckyll e Mr. Hyde… passò dal trattarmi con dolcezza a stuzzicare la mia gelosia. Cominciò a raccontarmi di aver conosciuto una donna molto rara, tale una principessa, in sostanza un genio della letteratura. Che era bella e intelligente, unica. Io, che lo conoscevo bene, facevo finta di non sentire ciò che mi diceva, ero abituata ad ascoltare tutte le cose belle che pensava sulle donne appena conosciute. Prese a provocarmi. Tanto fece, che quando siamo arrivati al bar per prendere qualcosa, ero su di giri. Auspicavo che la sua iniziale dolcezza tornasse.

Non è andata così. Lui allora cominciò a bere e a farmi delle domande di cultura generale per mettermi in imbarazzo, sapeva che non avevo modo di risponderle perché avevo abbandonato gli studi molto tempo prima, è stato orribile. Cominciò a dirmi che non avevo cultura generale, mi chiese che fine avesse fatto il libro che stavo scrivendo, e che avrebbe cambiato il mondo. Mi disse: “Vedi? Sono caduto in una trappola, ora dirò chi sei veramente: tu sei una mediocre. D’ora in poi ti chiamerò “la donna mediocre”. Tu hai 35 anni e non sai scrivere. Come fai a scrivere se non hai nemmeno un po’ di cultura generale? Chiunque delle ragazze che sto ultimamente conoscendo e che, a proposito, sono molto più giovani e belle di te, molto più magre, non grasse (non mi ritengo grassa, ho 1,67 di altezza e peso 50 chili, spesso mi guardano perché ho un bel corpo) scrive meglio di te. O almeno scrivono.”

“Tu sei mediocre e sarai per sempre una puttana, una piccola puttana. Vedi? La gente ti guarda perché ci sono io  (è un uomo molto conosciuto nel mio Paese). Nessuno ti calcola, se ti guardano è per la curiosità di sapere chi va in giro con me, perché tu sei soltanto una puttana. Morirai con l’Alzheimer, come tua madre. Mediocre, puttana e mediocre. Quando tornerò dal viaggio che farò con mia moglie, non voglio più averci a che fare con te; cercherò delle ragazze molto più giovani e talentuose. Sono stanco di stare con una puttana mediocre. Il tuo metabolismo sta cambiando…” E continuò, continuò, continuò… Mi disse delle cose talmente brutte che ricordandole provo lo stesso dolore di quel pomeriggio. Nessuno può immaginare[8].

Rimasi in silenzio, zitta. Annullata. Lo ascoltavo e ci credevo a quanto mi diceva. Mi cadevano le lacrime ma assorbivo tutto. Siamo usciti da bar, mi sembrava un incubo. Lui prese a camminare molto più veloce, di modo che dovevo quasi correre per inseguirlo. Allora si voltò con un viso tremendo, uno sguardo orribile e mi disse: “Andiamo, cagnolina”. Mi mise a camminare più veloce per stargli al passo.

Ricordo di aver avuto voglia di vomitare e mi sono fermata. Mi sentivo morta dentro, lo stomaco mi si rivoltava. Lui, accortosi che non lo inseguivo più, tornò indietro, laddove ero rimasta e, invece di preoccuparsi per me, stampò sul viso un sorriso di soddisfazione. Sentì che era contento, molto soddisfatto del risultato ottenuto. Non domandò cosa avessi io e neanche cercò di aiutarmi. Ricordo che mi chiese, con fare sprezzante e sarcastico: “Sei davvero arrabbiata?” Rimase lì, in piedi, con i suoi occhi orribili, più freddo e distante che mai. Capì che mi disprezzava. Mi sfruttava. Che provava piacere vedendomi umiliata, quasi impazzita. Naturalmente, gli rispose di no, di non essere arrabbiata.

Quando siamo arrivati alla sua via, mi ordinò di seguire per il marciapiede parallelo, di modo che sua moglie, sbirciando dalla finestra non ci vedessi insieme. Mi disse che preferiva evitare di avere dei problemi con lei. Non mi salutò. Non mi diede un bacio o una carezza, non mi guardò nemmeno.

Mi fermo perché preferisco non ricordare. Ci ho messo un mese per riprendermi.

Quel pomeriggio è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso delle umiliazioni e maltrattamenti psicologici durati quattro anni….

La necessità di avere qualcuno (chiunque sia) permanentemente a disposizione per incolparlo sui propri fallimenti, spesso porta i perversi narcisisti a cercare una compagna fissa, una sorta di sparring partner, come sapientemente cantato da Paolo Conte. È importante per il perverso che l’altro mantenga viva la promessa della stabilità, giacché lui non sopporta l’imprevedibilità e l’autonomia altrui. Una volta certificata la mitezza della donna che ha preso formalmente l’impegno di restargli accanto per tutta la vita, magari regalando al perverso la possibilità di farsi una famiglia; certo di averla accalappiata per sempre, il perverso può racchiuderla soddisfatto nella sua rete di aggressioni, di richieste assurde, di accuse, di condanne e di assoluzioni. Lei sarà la sua cavia, la sua sacca da boxe. Su di lei farà “degli esperimenti” emotivi, la spegnerà e riaccenderà al suo piacimento. Ogni tentativo della sua preda storica di reagire sarà bloccato attraverso i sensi di colpa. Soltanto a lei il perverso negherà la “chiusura civile” offerta alle altre per meglio sfruttarle. Perché lo fa?

Perché nel rapporto perverso non c’è posto per la crescita di entrambi i partners, in altre parole, ciò che caratterizza questo tipo di relazione è l’impegno messo da una delle parti nell’immobilizzare totalmente l’altro nella condizione di schiavo. In questo senso, il perverso non può concepire che la sua partner ufficiale “si muova”. Dopotutto ha impiegato anni e anni a minimizzare le sue conquiste, a distruggere i suoi talenti, a isolarla dagli altri, a metterla sempre in competizione, a disapprovare le sue scelte, a sostenerla distrattamente o senza alcun entusiasmo, ad accogliere con freddezza le sue iniziative. Perderla è mettere in discussione la sua capacità di manipolare il mondo intero. Per questa ragione, quando abbandonati da una partner storica che comunque non amano (ricordo che i perversi non “sentono”, ma possono unicamente emozionarsi, cioè, provare sensazioni che finiscono velocemente), è naturale che vadano in crisi e che rispondano con una rabbia colossale. Com’è possibile che lei, tanto materna e sottomessa, non abbia approvato il “suo modo di amare”, di stare insieme dopo tanti anni? E’ un fatto di potere, non di amore.

Difficilmente un rapporto duraturo con un perverso narcisista finisce bene. Dopo tanto patimento, un’amicizia del genere cui prodest? La risposta è ovvia.

C.l.dias

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[1] https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/06/21/sabbia-negli-occhi-la-comunicazione-perversa/

[2] Luigi Lombardi Vallauri, 1987, Per una filosofia del piacere, in Lombardi Vallauri 1989, pp. 324-5

[3] MAMMOLITI, Cinzia. Il manipolatore affettivo e le sue maschere, Sonda Edizioni, 2014, p.61

[4] http://enricomariasecci.blog.tiscali.it/2014/12/08/gli-innumerevoli-ritorni-del-narcisista-perverso,

[5] Si tratta del rapporto tra un anziano scrittore famoso, all’epoca di settant’anni (la testimonianza risale al 2006) e una giovane donna di 35 anni, aspirante scrittrice.

[6] I perversi narcisisti spesso annunciano alla partner di turno l’arrivo di nuove “amiche”, è un modo di renderla insicura, di tenerla su di giri. Se avvertono, però, che la “new entry” può “rubare il posto alla vecchia” nascondono accuratamente le loro intenzioni e l’identità della nuova vittima in attesa che il loro rapporto si fortifichi; vogliono essere sicuri di aver accalappiato qualcun’altra “di spessore” prima di scaricare la vecchia fiamma, oramai prosciugata.

[7] Nella lunghissima testimonianza la ragazza spiega che il perverso amava travestirsi da donna ed essere trattato come una “principessa”.

[8] Sui metodi di distruzione dell’autostima della partner potete guardare l’articolo: https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/06/17/la-sistematica-distruzione-dellautostima-della-partner/

[9] http://www.marietan.com/material_psicopatia/artimania%20perversa.htm

115 pensieri su “Un perverso narcisista per amico: dal girone infernale al grande limbo

  1. Ragazze scusate, un’altra cosa… Ma loro nella fase iniziale credono veramente che possa andare o sono consapevoli di fingere?
    Ricordo una volta il mio scrisse ad un suo amico che finalmente aveva trovato in me quella che si sarebbe voluto sposare e che ci stava pensando seriamente, pochi mesi dopo mi ha tradita, umiliata e lasciata per un’altra.
    Un’altra volta, invece, alla fine della storia con me e con l’altra per cui mi aveva lasciata, mi ha detto che ce l’aveva con se stesso perché provava un sentimento ma poi non riusciva a mantenere le promesse, perché pensava di provare e invece era solo un’illusione e perché non provava ma lasciava credere il contrario… (parole sue).
    Oggi mi è parso veramente innamorato di lei e mi è sembrato convinto della sua storia come mai finora avessi visto (con l’ ultima aveva sempre sminuito lei e la relazione) e questa cosa mi ha fatto soffrire tantissimo… mi sento sbagliata, inadatta e continuo a pensare a cosa abbia lei che io non ho…

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    1. Cara Camomilla, a me dispiace enormemente la soddisfazione che hai dato a questo soggetto. Ora sai che la tua sofferenza lo fa soltanto ridere. Sono sadici e abilissimi provocatori. Non aver dubbi che l’unico obiettivo dei suoi finti innamoramenti è far invidiare i suoi “amici”. Appena cambiano donna la sfoggiano a destra e a sinistra per far vedere il quanto stanno bene. Senza una donna da esibire si sentono totalmente falliti. Ne ho visti di narcisisti “follemente” innamorati da compagne, moglie, amanti e fidanzate, ma che facevano una doppia vita poco lusinghiera. Finché che non capirai le sue doti da attore continuerai a reagire e a farti umiliare. Ricordati che provano unicamente emozioni fugaci, mai sentimenti profondi e durevoli. Un abbraccio!

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  2. Ciao Camomilla,
    scusa se mi permetto di darti un suggermento: ma se dopo tre anni dal momento in cui vi siete lasciati stai ancora così male e ritieni di essere TU quella sbagliata (cosa altamente improbabile) non sarebbe il caso di valutare se farsi aiutare da uno psicoterapeuta? Mi sembra di aver capito, tra l’altro, che tu debbe vederlo ogni giorno (lavorate insieme?). Così rischi di non liberarti più di questa malattia che sta diventando soprattutto tua. Covi troppa rabbia, troppo rancore dopo così tanto tempo e per giunta continui a dargli incommesurabili soddisfazioni! Non va bene così per te, mia Cara, non va per niente bene. Devi assolutamente prendere una direzione diversa, cambiare strada.
    Un caro saluto.

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  3. Grazie mille del supporto care, parlare con voi è così liberatorio…
    Claudileia, Anna so benissimo che non avrei dovuto dargli un’ulteriore soddisfazione ma credetemi, sono tre anni che subisco le sue vessazioni quotidianamente, leggere, a volte quasi impercettibili agli occhi degli altri ma devastanti ai miei perché sono pungenti, perché toccano i miei punti deboli che lui conosce alla perfezione, perché sono accompagnate dal suo sorrisino (malefico).
    Sono certa che se avessi chiuso drasticamente ogni rapporto con lui tre anni fa oggi non sarei stata così ma è difficile trovare un buon lavoro oggi e non voglio nemmeno accontentarmi e lasciare un ottimo impiego (dove sono apprezzata, valorizzata e ben pagata) per colpa sua.
    Circa 2 anni fa, Anna, ho cominciato ad andare da uno psicologo ma sinceramente non ho trovato alcun giovamento e ho lasciato stare…ora da circa un mese ho cominciato un percorso terapeutico con un altro dottore, specializzato in narcisismo e devo dire che mi fa stare un pochino meglio ma ho ancora tanta strada in salita… purtroppo vederlo tutti i giorni e assistere alle sue provocazioni è veramente, veramente dura.
    Ma so che dovrò mettercela tutta perché se aspetto che sia lui a farsi da parte non troverò mai pace.

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  4. Capisco Camomilla. Lavorarci insieme non facilita certo le cose. Molti terapeuti non sanno nulla di narcisismo ( forse non sanno nulla di psicologia- come in tutti i mestieri ci sono anche lì molti incompetenti). Sono contenta che tu abbia ripreso la terapia e che il terapeuta questa volta sia competente. Supportati ulteriormente con la lettura del blog , con gli articoli pubblicati. Ti serve uno scatto d’orgoglio che ti permetta intanto di non dargli a vedere la tua sofferenza che poi è da curare (come stai già facendo) in altra sede. Come ti ha detto Claudileia, devi fare il sasso grigio. Ogni giorno un pò di più. Più lui ti provoca, più sasso dovrai diventare e sempre più grigio. Considerala una sfida con te stessa. Noi siamo qui, scrivi a noi quando sei nervosa, anche dall’ufficio, sfogati con i muri, prendi a botte la adel caffè ma non dargli più la possibilità di gonfiare il suo ego a tuo discapito. loro vivono di questo, è il loro nutrimento.

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  5. Grazie di tutto e grazie alla Tua grande competenza.Leggere questo articolo per me stamattina è stato illuminante.Devo spezzare una lancia a mio favore e dire che tutto ciò che è il mondo di questi esseri squallidi lo avevo percepito negli ultimi tempi della relazione perversa (9 anni).Avevo capito che il problema era il rapporto con la madre,rimanevo allibita davanti alle reazioni spropositate,avevo capito i tradimenti seriali e sono inconsapevolmente scappata.Poi ho scoperto l’esistenza della patologia.Dopo vari messaggi cadenzati ogni mese in cui voleva parlarmi della sua nuova compagna e di quanto fosse brutta, vecchia e con un brutto passato (se sei di caserta e stai leggendo stai attenta) non ho accettato la sua richiesta di amicizia perpetrata come descritto magistralmente nell’articolo e con le stesse motivazioni (sei l’unica che ho amato, sei l’unica che mi ha capito ma…volevo una storia normale, possiamo vederci ogni tanto perche solo con te mi sento sessualmente a mio agio..solo tu mi fai scoppiare, quella cretina con cui convivo…) e allora l’ho bloccato sui due telefoni.Ancora una volta ho agito come se una psicoterapeuta mi avesse indicato cosa fare.E non conoscevo questo articolo.E’ questo che mi sorprende di me.Avevo le capacità eppure ho lasciato che un essere immondo distruggesse la mia vita, quella di mio marito e dei miei figli.Non me lo spiego.Due anni di no contact da parte mia e lui che ogni tanto faceva capolino…io sempre con la speranza che tornasse, che quel riavvicinamento fosse preludio di…!Grazie per avermi finalmente fatto capire anche come gestire il post no contact!!
    Sono un miracolo della vita e lo devo a persone come Te! Se oggi posso dire di essere a buon punto (ma ciò non significa che questo Idiota non sia sempre nei miei pensieri in modo traumatico e non significa che non soffro) lo devo a persone competenti come l’autrice di questo blog! e non sono mai andata da psicoterapeuti.ho fatto tutto da sola e ne sono orgogliosa! Sono rinata…e chiedevo ogni sera di morire perche la mia vita non serviva a nessuno…allucinante ciò che ti combinano questi esseri.
    Si può uscire dal dolore. Questo è il mio messaggio di speranza per le grandi donne incappate in esseri del genere.

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    1. Dio mio, Pina… che tristezza questo soggetto! Per quanto riguarda la tua presa di coscienza, l’uso della tua intuizione per identificare pienamente la miserabilità dell’individuo BISOGNA LANCIARE DEI PALLONCINI BIANCHI VERSO IL CIELO IN SEGNO DI PACE INTERIORE RAGGIUNTA, mia cara!!!! Il 90% della riuscita di una terapia è lavoro esclusivamente del paziente, conquistato grazie all’uso dell’intelligenza emotiva e una buona dose di costanza, di buona volontà. Il terapeuta può farti ritrovare la forza dentro di te quando ti viene a mancare ma non la può iniettare, crearla dal nulla. Le risorse ce l’hai già, quindi, è tutto giocato sulla presa di coscienza della propria forza! Il tuo messaggio mi ha resa davvero felice, credimi. Certo che sei un miracolo della natura e sono fiduciosa sul fatto che la tua vita andrà sui binari giusti dopo tanti anni di tribolazione. Chi ti ama sa del tuo valore e delle tue risorse e non ti abbandonerà mai perché ciò che conta per gli spiriti elevati che ci vogliono bene nonostante tutto è saper cogliere la nostra capacità di imparare dagli errori e di riparare il danno con amore e dedizione. Sì, che tristezza sapere che quest’uomo dice cose orribili della sua compagna pensando di farti piacere! Quante prede (con una buona dose di narcisismo malato nell’anima) cadono in questa trappola, dolcissima Pina? Quante donne si sentono lusingate e più amate quando un uomo denigra un’altra? “Brutta, vecchia e con un brutto passato” e nel mentre ci va a letto con lei… ma solo perché ha bisogno di qualcuno da ingannare, altrimenti non si sente vivo. Hai avuto la forza di tagliare finalmente i ponti, carissima. Ci pensi ancora a lui ma d’ora in poi lo farai sempre di meno non perché lo sto scrivendo io, ma perché la legge della vita impone alle persone di buon senso, una volta uscite dalle sabbie mobili, di non calpestarle mai più. VIVA TE! 🙂

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  6. Francamente non comprendo persone che mandano avanti certi rapporti per anni con Narcisisti/E. Ma come si fa a non accorgersi subito:è impossibile non accorgersi.Vedo che sono quasi tutte donne, dai vari scritti,ma dove vivono,come vivono???Personalmente ho una conoscente Narcisista donna,conosciuta per lavoro.Si vede subito che non è normale:dopo 30 minuti di colloquio svela subito chi è.Cosa sono tutte queste balle che sanno vendersi,conquistare,sono gentili! Addirittura si accorgono dopo anni ed anni.!!. Si sposano,fanno figli. Ma DONNE svegliatevi. Mi rifiuto di credere che esistano Donne così “manipolabili” da parte di qualcuno. Pensano davvero di entrare nella grazia ,simpatia,amore di una persona così facilmente.Ma sanno queste donne cos’è l’Amore,il volersi bene,il condividere,il soffrire insieme,il futuro insieme,il donarsi ovvero l’appartenersi reciprocamente ecc…Ma resto basito che le Donne almeno tante siano così.

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    1. Caro Mario, al contrario di quanto hai scritto i/le narcisisti/e perversi/e non si svelano mai SUBITO com’è il caso della tua conoscente. Bisogna saper distinguere una semplice chiacchierona da una donna narcisista perversa, cioè, da una che si comporta come la donna dei tuoi sogni (intelligente, sensibile, disponibile, ecc.) e che tira fuori gli artigli soltanto dopo averti agganciato e ottenuto qualcosa da te. Sono storie molte dolorose da non prendere alla leggera con dei commenti in cui le persone già fortemente danneggiate a livello emotivo (alcune anche fisicamente) vengano ritenute ‘poco intelligenti’ o ‘stupide’ per non aver capito prima. Ognuno ha avuto le sue inconscie motivazioni per subire ciò che ha subìto perché nessuno, nemmeno il più intelligente degli esseri, può identificare di primo acchito chi è perverso e chi non lo è con una semplice chiacchierata. Questo accade perché il nostro istinto primitivo di salvezza è stato appiattito dall’ambiente circostante. C’è da lavorare sul ripristino dell’intuizione e dell’autostima fornendo a TUTTI, uomini e donne, istrumenti informativi sull’esistenza e sul modo di agire dei soggetti psicopatici/narcisisti perversi.

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  7. Mario ,io la pensavo proprio come te infatti le donne con tratti evidenti di narcisismo le ho sempre evitate ben prima di sapere che esistesse questa malattia. La stessa cosa ho sempre fatto con amici o colleghi lavoro , quando riscontravo un ego troppo grande mi allontanavo .
    Il problema vi è quando sono sotto “copertura”, ti assicuro che possono giostrarsi decine e decine di persone senza che queste abbiano il minimo sospetto, quasi sempre scambiano certi atteggiamenti per cattivo carattere ,ma che in fondo sono brave persone e invece non è prorprio cosi. Ho raccontanto la mia storia ,non tutta ovviamente e ti assicuro che fino al giorno prima della smascerata non potevo immaginar cosa ci fosse sotto, sono stato con lei 2 anni , ci sentivamo tutto il giorno avrei dovuto conoscerla e invece no. Quando successe mi è crollato il mondo addosso , la stessa persona che nemmeno 24 ore era esaltata per in grande amore che provava mi stava dicendo cose assurde e malvagie . Stessa cosa replicata con un altro che per poco non si ammazzava per quanta m… le buttò addosso senza motivo apparente.
    Il motivo era che si era invaghita di un altro e voleva campo libero.
    Una cosa è avere a che fare con una persona str… altro con una psicopatica che ti fà entrare in mondo meraviglioso all’apparenza ma che invece è peggio di un horror.
    Ha replicato le cose fatte con me con altri nei successivi 2 anni e tutti ne sono usciti malconci , morosi, corteggiatori , amici con benefici, amiche nuove a vecchie . E proprio quest’ultime sanno la verità anche se per quiento vivere hanno sempre fatto finta di nulla fin quando è toccato pure a loro la dose di “DONI”.

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  8. La mia ex è così e, dopo 30 anni, capisco che anche quello che dovrebbe essere il mio migliore amico è così. Tanto da arrivare a sospettare una relazione tra i due. Allucinante. Ho due figli con lei e nonostante la separazione tenta ancora di manipolarmi, lo ha fatto con tutte le amicizie in comune che, ovviamente, credono a lei e non a me. In sostanza, più parlo più faccio la figura del pazzo. Nessuno si prende la briga di informarsi, nessuno fa un tentativo di comprendere più a fondo la questione. Con la scusa di avere poco tempo a disposizione, si resta superficiali per comodità. Capire è faticosissimo, io lo sto facendo sulla mia pelle ed investendo tutte le energie che mi restano dopo aver seguito i miei figli come meritano. Loro si, meritano le mie attenzioni ed il mio tempo migliori. Lei no. Lei merita indifferenza, distanza, freddezza: ciò che mi ha riservato nella mia vita precedente, quella in cui ero un ignaro dipendente affettivo. Lui, l’altro, anche. Prima o poi si sveleranno per quello che sono, colti dalla stizza di aver perso la preda commetteranno errori palesi e visibili ai più. Tempo al tempo.

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  9. E bellissimo sapere che esistete tutti voi. E un grande aiuto. E da qualche anno che leggo molto su questo argomento perché sono finita in una storia del genere che racconterò nei post magari piu avanti. Grazie a tutti…prima di dormire come stasera ..leggere non e mai abbastanza…per prenderne coscienza . Un abbraccio a presto

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  10. Cara
    grazie per questo articolo. Credo di essere in piena ricattura… ma sono confusa.
    In breve: ero findanzata da una vita quando 4 anni fa ho conosciuto il mio NP. Abbiamo iniziato una storia, subito interrotta da lui per via del fatto che ero findanzata. Ma in questi anni mi ha sempre trattata come la migliore amica, l’unica che lo capiva ecc ecc. Dopo una litigata non ci siamo sentiti per un anno. Abbiamo iniziato un lavoro insieme, e dato il mio chiaro distacco ha ben pensato di sedurmi. Da lì inizia una storia, passionale. Ho lasciato il mio fidanzato storico, lui per tutta risposta si allontana, e si mette con una ragazzina, pur volendo manenere un rapporto con me che ero “la persona più importante della sua vita”. Mi arrabbio, mi schifo, chiudo. No contact favorito anche dal fatto che per due mesi è partito. E’ tornato, e da ieri mi cerca. Mi scrive su wapp, mi ha detto che è combattuto, che vuole starmi vicina nel lavoro perchè mi stima e mi vuole bene. Al chè gli ho detto che non capisco, e che non voglio un’amicizia con lui perchè vorrei altro. Ma mi ha scritto ancora che “eri e sei ancora per me la parsona a cui ho sempre parlato con la passione che mi anima. Forse non capisci perchè lo faccia ancora… è difficile questa risposta ora…. c’è la voglia – non so quanto legittima – di costruire con te un nuovo rapporto”. Io sono una dipendente affettiva. Tutto questo mi sta rimandando in ansia. La speranza di un suo ritorno mi fa impazzire. Ma anche la paura…non so cosa fare. SOno 4 anni che vivo così. Prima avevo la scusa di essere fidanzata… lo perdonavo per le sue fuge perchè lo pensavo spaventato. Ma ho scelto lui mesi fa e lui è andato con una ragazzina. Che altro può nascere tra noi due?!?! che significa “un nuovo rapporto”.

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    1. Carissima Confusa80, tu sai perfettamente che quest’uomo bloccherà la tua vita per molto tempo, costringendoti psicologicamente a restare in questo stato confusionale fino a perdere la nozione della realtà. Le sue parole sono chiare: “Forse non capisci perché lo faccia ancora… è difficile questa risposta ora…. c’è la voglia – non so quanto legittima – di costruire con te un nuovo rapporto”, cioè, lui non offre alcun tipo di garanzia o sicurezza su ciò che davvero vuole e quindi potrebbe mollarti di punto in bianco per l’ennesima ragazzina. E tu? Tu nulla potrai pretendere perché lui è stato, nella sua apparente incoerenza, molto coerente con se stesso: va e viene quando gli pare e piace, ti prende quando gli gira e va con le ragazzine perché SA che può riprendere il suo oggetto (te) con due parole smielate. Guarda I FATTI, mai e poi mai soffermarti sulle parole di un n.p o sarai trascinata nel limbo amico per il resto della tua esistenza. Esagero? Conosco donne che stanno nella tua stessa situazione da 18, addirittura 30 anni perché convinte di essere “il grande amore” di un “uomo” che parla e agisce esattamente come il soggetto della tua testimonianza. Chiude ogni contatto finché sei in tempo e salvati! Un grande e forte abbraccio e tanta dignità. Claudileia

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      1. è vero… è tutto vero quello che scrivi… infatti mi è tornata l’ansia e il pensiero di lui con la ragazzina. Ho dovuto ricominciare a prendere l’Ignatia Amara per calmare l’ansia. Sono bastati due messaggi per farmi ripiombare nell’attesa infinita di un suo ritorno, a riaccendere il desiderio e l’ossessione. E’ pazzesco. Ieri ho visto Trainspotting e si: quello che ci fanno provare è desiderio di drogarci di loro. Io cerco di concentrarmi sul perchè razionalmente so che è sbagliato ma poi ci ricasco sempre. Credo sia evidente che ho proiettato su di lui la possibilità di essere desiderata e amata come donna, ma mi accontento sempre di fare “l’amica” con la speranza che mi dia le sue briciole. E’ veramente difficile e scoraggiante. Non posso scappare del tutto perchè abbiamo dei lavori da fare insieme. Grazie mille

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      2. Cara Confusa80, capisco che è molto difficile mettere in atto il no contact quando si condivide lo stesso ambiente di lavoro. In questi casi (ma anche in tutti gli altri) serve un cambio di valori e di mentalità dentro di te molto radicale che non nasce dal giorno alla notte, ma che va lavorato con costanza fino a farti perdere totalmente l’interesse e l’attrazione per il soggetto. Affermi che sono bastati due messaggi per farti ripiombare nel caos… Bene, la prossima volta cancellali senza leggerli nemmeno. Un SMS da un n.p. che non puoi bloccare per motivi di lavoro, che non sia legato a ciò che fatte o che arriva in orario assurdo va ignorato totalmente e lasciato senza risposta. Quando avrai acquisito la padronanza sulla tua morbosa curiosità di sapere cosa ha scritto e cosa vuole lui, la fiducia su te stessa aumenterà perché avrai finalmente capito che si tratta di un soggetto che non ha niente di buono da darti, solo ansia e sottrazione di energie.

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  11. Intanto sto sviluppando la convinzione che no: non è lecito avere un nuovo rapporto con me. Perchè è stato lui a distruggere tutto e a non portare rispetto per me. Le sue sono solo parole che sa bene che mi attraversano l’anima, ma sto iniziando a mettere un muro di difesa. Il vero legame che si instaura con questa gente lo creiamo noi. Noi che per loro siamo solo di passaggio, delle casualità, pedine da usare quando fa comodo. Il loro atteggiamento non dice niente sul nostro valore, ma molto sul loro. Guardare ai fatti fa capire che se vuoi riallacciare un rapporto con una persona che hai ferito, tradito, umiliato, non le mandi due messaggi. Inizi con ammettere i tuoi errori e ti rimetti in gioco. Invece il loro gioco è far scattare delle nostre reazioni. Alla fine… facciamo tutto da sole! Assurdo. Ma è così. Ho cancellato il suo nome dalla rubrica, e a rileggere quei messaggi.. beh… me li avrebbe potuti mandare chiunque altro. E di sicuro stonano se pensati mandati da lui. Bisogna ammettere di aver provato sentimenti per una persona malata, e andare avanti. Speriamo di riuscirci…

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    1. Ciao confusa80, non so se mai vedrai questo commento ma ti volevo ringraziare perché le tue parole mi hanno fatto tanto bene. Ho vissuto una situazione simile alla tua, solo che noi non abbiamo mai provato veramente ad avere una relazione, principalmente perché io avevo paura che sarei rimasta ferita. Nonostante questo il copione è similissimo, ma io scema mi sono sempre addossata tante colpe proprio perché sono stata ferita tante volte (sono cresciuta con una madre NP e anche dopo purtroppo ho fatto tanti brutti incontri) e so che parto prevenuta. La verità però è che facevo bene! Quello che hai scritto tu (“Guardare ai fatti fa capire che se vuoi riallacciare un rapporto con una persona che hai ferito, tradito, umiliato, non le mandi due messaggi. Inizi con ammettere i tuoi errori e ti rimetti in gioco”) mi ha fatto sentire più leggera, perché anche io sono profondamente convinta che debba essere così. A lui l ho detto innumerevoli volte, ma sono seguite solo tante belle parole, fatti zero. Spero che questa volta sia quella definitiva per far si che quando tornerà a cercarmi nel pieno della sua ennesima crisi io non avrò più le fette di salame sugli occhi

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      1. Cara
        mi fa piacere che il mio commento ti stia aiutando. Io dopo 10 mesi sto ancora lottando, ma non ho ceduto. Ti auguro di stare meglio. Non mollare. Meriti il meglio. Io da quando sono in no contact mi sento più libera. Certo il pensiero è sempre li… ma è lontano. Non Siamo obbligate a portare avanti un rapporto che ci fa male. Siamo obbligate a prenderci cura di noi e a seguire ciò che ci fa stare bene. Uomi così succhiano solo le nostre energie… scappa. Inutile farci discorsi o ragionamenti. Sono malati. Ragiona e parla con te stessa, vedrai che bello riscoprirsi! Ti abbraccio

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  12. Buonasera, ho letto l’articolo e volevo chiedere: in un rapporto di amicizia frasi come “se sei davvero mia amica come dici, fai così”, “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto”, “mi stai deludendo, pensavo mi volessi più bene di così”, “io non ho mai detto di esser perfetta, però”, “pensa come vuoi, visto che non mi credi” e dopo che tu rispondi “posso anche crederti ma vedo i fatti, che non sono molto diversi da come ho scritto”, sentir dire “non meriti altre risposte”… e simili come possono essere considerati? La ringrazio.

    Preciso che questo avveniva pressoché sempre quando cercavo di dire qualcosa che non mi andava, mentre l’altra persona diceva sempre cosa non le andava di me e asseriva di voler io facessi altrettanto.
    Cordiali saluti,
    Alessandra

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  13. era tornato così: Ritorno ad alto impegno e a bassa frequenza. Questo tipo di ritorno è dato dalla proposta di un caffè o di una passeggiata, da un messaggio meno criptico del solito o di una foto sottoscritta con una emoticon. Per il resto, sarà l’ex-partner a fare tutto: a ricambiare con pensieri profondi, attenzioni, regali e testimonianze d’amore di disarmante ingenuità. Se ciò non avviene, il narciso può rincarare l’impegno e arrivare a stordire la vittima con dichiarazioni come “Sei l’unica donna che abbia mai amato”, “Voglio un figlio da te”, “Voglio sposarti”. Questi ritorni si concludono a letto una tantum. E poi, la sparizione è garantita sino al prossimo giro.

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