La preparazione alla fuga – errori da non commettere con un narcisista perverso

Abbiamo visto che l’unico modo di interrompere la catena di abusi psicologici/fisici perpetrati da un narcisista perverso è la fuga, il “no contact”. Quando scomparire è impossibile è necessario limitare il contatto al minimo indispensabile. La maggior parte delle persone tarda ad accorgersene del modo in cui viene abusata e quando si rende conto prova ogni tipo di strategia prima di chiudere i ponti pensando di riuscire a portare la relazione a un livello mediamente normale. Ecco alcuni degli errori più comuni che commettiamo quando cerchiamo di salvare l’insalvabile:

1. Perdonare e scusare il narcisista perverso

Alcuni di noi sono stati educati al perdono. Indubbiamente il perdono è un passo davvero importante e lodevole nei confronti di chi REALMENTE si pente di ciò che ha fatto ed è disposto a ricominciare da capo su nuove basi, più trasparenti e pulite. Dobbiamo tener conto, però, che il perdono è esattamente ciò che auspicano i perversi caratteriali: lo interpretano come una concessione per continuare a maltrattarci, come una debolezza di chi ha perdonato. Sprovvisti di spiritualità e di profondità, i perversi narcisisti non concepiscono il perdono come un concetto spirituale elevato ma lo vedono come un sintomo della stupidità del maltrattato. Non dobbiamo, quindi, aspettarci che egli gioisca con il nostro perdono, che lo veda come un’opportunità per “rendersi migliore”. Nella mente del perverso narcisista ogni perdono è un lascia passare per aumentare la carica degli abusi e continuare a metterci alla prova. Ricordiamoci: anche quando porgiamo l’altra guancia un narcisista (amante dei colpi bassi) può rovinarci la vita.

2. Ignorarlo se siete ancora sullo stesso tetto

In questo caso (soprattutto in corso di separazione), molti coniugi in conflitto hanno la pessima idea di continuare a vivere assieme. Seppur evitandosi, senza alcun tipo scambio verbale, gestuale o emozionale, la situazione sarà comunque molto tesa. Questa strategia può funzionare unicamente quando siamo costretti a frequentare gli stessi luoghi per via dei figli o del lavoro, ma è destinata al fallimento certo quando si è tuttora dentro la stessa casa. Ignorare  un narcisista può scatenare la sua irritazione e la sua aggressività. Se smettiamo di reagire alle sue provocazioni è quasi certo che userà i figli per vendicarsi di noi o farsi impietosire da loro. Gli abusanti hanno bisogno di qualcuno che segua il loro gioco sporco e s’innervosiscono parecchio quando la loro strategia destabilizzante non funziona a dovere.

3. Negare l’esistenza del maltrattamento o sminuire la sua importanza

Molti libri di auto aiuto presenti sul mercato consigliano di sostenere il narcisista quando lui/lei sarà “carino/a” con noi, di prendere “ciò che hanno di buono” e di dimenticare o ignorare il loro lato imprevedibile e cattivo. Questo metodo può funzionare unicamente quando alleniamo il nostro cane a non abbaiare alle visite ma è del tutto inutile e persino pericoloso quando siamo in balia di uomini e donne narcisisti perversi. La negazione dell’abuso psicologico o verbale entusiasma a qualsiasi maltrattante ed è il consiglio preferito delle persone che si vogliono lavare le mani quando ci confidiamo con loro. Se il maltrattamento viene attenuato e minimizzato, esso finisce per scomparire senza lasciare alcuna traccia. Inoltre, non esistendo un maltrattante e un maltrattato, chi spiega il nostro malessere psicologico? Chi stabilisce cosa è normale e cosa no?

4. Provare ad aiutarlo o cambiarlo: guariamo insieme 

Qualsiasi tentativo o sforzo per migliorare la condizione emozionale e psicologica di un partner psicopatico è destinata al fallimento: i cambiamenti non interessano a lui. Non importa la nostra dolcezza, il fervore dei consigli che spariamo, la passione e le rinunce che siamo disposte/i a fare per lui/lei, le sedute di terapia di coppia puntualmente disertate oppure i corsi che ci insegnano a dominare le nostre emozioni per meglio affrontarlo. Dobbiamo abituarci all’idea che abbiamo a che fare con una struttura mentale programmata per non cambiare. Attendersi che riconosca i suoi errori e sforzarsi per farlo comprendere dove sbaglia è un esercizio sfibrante e inutile giacché tutti i maltrattanti si considerano perfetti ed infallibili; inoltre, ciò che viene ritenuto da noi un’offesa alla nostra dignità, cioè i gravi episodi di maltrattamento da parte sua saranno direttamente ricondotti a qualcosa che abbiamo fatto (“ti tradisco perché tu non vuoi fare sesso con me due volte al giorno, perché credevo che non mi volessi più bene, perché pensavo che tu non fossi più attratta da me, perché stavi diventando impotente e non mi sentivo più bella ”). Più tempo passerete accanto al perverso, più dura sarà per voi prendere le distanze. Perché non utilizzare meglio questo prezioso tempo e sforzo nella propria crescita personale?

5. Rispondere con aggressività a chi la vuole ad ogni costo

Se da una parte è comprensibile perdere la pazienza quando lo psicopatico afferma di non sapere dove ha speso tutti i vostri risparmi, se avete scoperto gli scontrini con i regali fatti alle amanti o le soste in albergo con altre donne, ricordatevi di non perdere mai la calma quando loro negheranno tutto perentoriamente con le più svariate scuse. Le loro negazioni e affabulazioni sono fatte apposta per farvi perdere il controllo (e salvarsi la faccia) di modo che possono dire a chiunque che i malati di mente e maltrattanti siete voi.

Il modo migliore di rapportarvi con un’aggressione del genere – se davvero esiste uno! – è andare a scaricarvi emotivamente da un’altra parte, lontani dai loro occhi. Anche senza giovare in nulla alla nostra situazione, andare a fare una passeggiata può alleggerire momentaneamente la tensione, ricaricandoci per affrontare con più calma l’implacabilità dello psicopatico nel difendere le mille versioni insostenibili del medesimo fatto. Se non avete il timore di strapparli la maschera e dirli in faccia oppure davanti a tutti le loro infinite menzogne, preparatevi per affrontare la c.d. “ira narcisistica”. In questi momenti, tutte le loro doti seduttive e amicanti scompariranno d’incanto per dar luogo alla maschera deforme dei mostri. Vi sembrerà di essere stati catapultati nell’inferno dantesco tra le braccia di qualche ausiliare di Lucifero. L’unico lato positivo di assistere le loro sfuriate quando smascherati senza opportunità di appello è non aver più dubbi sulla loro natura disturbata. Chi non conosce l’ira narcisistica resta più a lungo nella nebbia della seduzione convinto dell’esistenza di un “lato buono”. Non c’è dubbio che smascherarli implica una serie di rischi, è dare il via libera a una campagna di diffamazione implacabile e lunga con picchi di violenza verbale, minacce di suicidio, stalking…

6.  Mai stabilire alleanze dubbiose (se possibile tagliare i contatti anche con gli amici complici dell’abuso)

La tentazione di cercare l’appoggio di altre persone è normale. L’illusione è di esercitare una certa pressione sullo psicopatico con la fantasia che s’intimorisca per paura di essere rimproverato “dalla gente”. Attenzione: se queste alleanze si adoperano con persone delle sue cerchie sappiate che sono facilmente manovrabili. Offrendo i suoi favori, la sua disponibilità e i suoi servizi e ricoprendo “gli amici” di gentilezze è probabile che riesca a sedurli dalla sua parte prima ancora che decidiate parlare. Oltre la beffa il danno: vi ritroverete con nuovi nemici che vi accuseranno di voler gridare vendetta contro una “bravissima persona”. Ricordatevi di aver avuto la sfortuna di aver condiviso la vostra intimità e i vostri sogni con dei maestri del raggiro, con persone capaci di usare qualsiasi arma per attrarvi nella loro logica distorta usando bugie preventive. E così, quando deciderete finalmente di raccontare a qualcuno i loro abusi e misfatti la probabilità di cercare la solidarietà di una persona messa al corrente preventivamente da loro è molto alta (esempi tipici: “mia moglie sta vivendo un momento difficile, è sotto stress, è diventata paranoica, credi che le mucche volano, pensate… se la vedete un po’ smarrita e confusa non dimenticate di dirle che la amo da morire” “nella famiglia della mia fidanzata ci sono tantissimi schizofrenici, immaginate cosa la poverina è costretta a sopportare! Ecco perché lei è sempre arrabbiata con me.”)

Questo non vuol dire che il maltrattato deva scegliere il silenzio ma che è preferibile  confidarsi con una persona più matura della media. Teniamo presente che coloro che sfidano lo status quo s’imbattono nell’incredulità, nell’ostilità e nel dubbio altrui. Parlare con qualcuno di nostra fiducia, tuttavia, provoca la rottura del velo omertoso. È il primissimo passo per uscire dal circolo vizioso degli abusi. Bisogna, però, scegliere accuratamente con chi sfogarsi per evitare un isolamento ancora maggiore. Diamo per scontato che è nel DNA dello psicopatico manipolare gli altri esattamente come ha fatto con noi. Fin qui, niente di nuovo sul fronte: di solito sono gli stessi che si prestavano a fare da burattini nel gioco perverso di ingannarvi e e di sopraffarvi; gli stessi che coprivano i loro tradimenti e giustificavano le loro bugie per paura di perdere “un amico” al quale dovevano qualche piccolo favore…

L’aiuto offerto dagli altri deve essere reale, non solo a parole. Bisogna cercare l’appoggio di persone che conosciamo da sempre, prima ancora dell’ingresso del narcisista perverso nella nostra vita. Persone che riconoscono il nostro cambiamento in peggio e che possono aiutarci a dare i primi passi legali, economici, logistici o emotivi per abbandonarlo alla sua sorte.

7. Ricordatevi di non perdere le speranze e di non ricorrere ai farmaci

Quando le vittime di abuso perdono la lucidità (perché condizionate dal “gaslighting”), è quasi una consuetudine far ricorso all’abuso di farmaci per combattere i sintomi depressivi (insonnia, sbalzi ormonali, attacchi di panico, gastrite, ecc.); altri sviluppano disturbi alimentari (per eccesso o per mancanza), ossessivi (gioco d’azzardo, dipendenza da internet, chirurgie plastiche, sesso promiscuo), altre si lasciano andare (depressione cronica).

Il maltrattamento psichico debilita la volontà di perseguire gli scopi della nostra vita. L’impossibilità di trovare una valvola di sfogo a tanta sofferenza rende fragile la più ferrea voglia di vivere.

Le persone abusate psichicamente, però, non sanno che il maltrattamento è l’agente deteriorante dell’uso ottimale dell’intelligenza e della memoria; non sanno che distrugge il potenziale affettivo e con esso l’amor proprio, la volontà, la fierezza per aver raggiunto un traguardo importante, ecc. È l’abuso psicologico a impedirci di pensare con chiarezza, a imporci di dubitare degli obiettivi per i quali abbiamo lottato, è l’agente deteriorante che ci porta a commettere errori gravissimi che in altri momenti/circostanze della nostra vita non sarebbero nemmeno ipotizzabili.

Finita la fase di condizionamento, consapevoli che la nostra condotta – sbagliata e disfunzionale – ha costituito la più terribile ingiustizia commessa contro noi stessi, subentra la lotta per riprenderci.

Ricordiamoci che la soddisfazione maggiore di un manipolatore psicopatico è la distruzione totale delle vittime senza apparire il diretto responsabile.

Ecco perché ai primi sintomi di abuso o di manipolazione è importante avere il coraggio di scappare via senza tentennare.

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C.l.dias

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61 pensieri su “La preparazione alla fuga – errori da non commettere con un narcisista perverso

  1. Devo , in quanto vittima, confermare in toto l’articolo. In particolare, quanto l’interruzione protratta anche solo di settimane del contatto e del condizionamento e maltrattamento, unito alla consapevolezza acquisita del fenomeno psicopatia, porti immediati segni di recupero psico-fisico, tangibili segni di ripresa nella vita professionale e familiare, primi concreti segni di un ritrovato contatto con la ns vera identità e personalita che l’abusante e le sue parole e gesti avevano scardinato.Cio’ nom toglie immediatamente il dolore x quanto subito ne’ la forma di dipendenza verso il Np ma tuttavia i benefici innegabili del no contact ci sono a breve termine .

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    1. Condivido perché sperimentato su me stessa…il no contact è il primo passo seppur difficile e doloroso per poter rinascere…nel mio caso un ottimo terapeuta una famiglia e amici che mi amano e mi sostengono mi stanno permettendo di trovare il buono in tutto cio che mi è accaduto …. sto ritrovando me stessa la mia autostima la mia luce…..e lui…ha gia la sua punizione piu grande … essere cieco a se stesso !

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  2. Sono talmente annichilita dal trattamento che uno di questi psicopatici mi sta infliggendo che la mia , da sofferenza psichica e/o emotiva , è diventata fisica, in quanto presento veri e propri disturbi e problemi di salute, proprio io che non ho mai frequentato dottori o preso medicinali… va da sè che, malgrado la sola cosa che desideri sia andarmene al più presto, non riesca a fare nulla. Non so come uscirne.

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    1. Cara Henrichetta, il tuo corpo si sta dissociando della tua dipendenza psicologica da questa persona. Se non hai le condizioni economiche per cercare un bravo psicoterapeuta ti consiglio un esercizio molto semplice da fare: scrivere. A volte i maltrattamenti psicologici subiti ‘svaniscono’ subito dopo il finto pentimento di un narcisista perverso e tutto in apparenza ‘torna come prima’. Perdiamo la memoria delle cattiverie perché inconsciamente vogliamo tenerci aggrappate alle fantasie. Vivi, Henrichetta, non aggrapparti a ciò che non esiste. Prova a andare su questo articolo https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/05/05/la-psicopatia-declinata-al-femminile-quando-la-ferita-e-nel-cuore-di-un-uomo/, ricopialo e prova a rispondere alle domande che ci sono. E’ un’esercizio che farai per te stessa, non per me. Tutto ciò che hai bisogno è guardare in faccia la realtà senza veli. Un abbraccio, C.

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  3. mamma mia…oggi ho trovato questo blog e ringrazio Claudileia. Che dire?in tutti gli articoli trovo la mia storia di abuso, di distruzione,di tentativi di ricattura.Ho adottato inconsapevolmente un no contact e solo in seguito ho scoperto la sua patologia.Preda scelta perchè moglie fedele di un avvocato famoso, tre figli, barca e soldi.Mi ha fatto rinunciare alla carriera,mi stava distuggendo anche sul lavoro…oggi vado avanti con gocce tranquillanti, sto lottando per riprendermi ma ho seri dubbi di farcela.Ho preso tanti impegni, interessi, sport ma il pensiero è costantemente a lui e a ciò che mi ha fatto.E’ inutile dirvi : attacchi di panico, disturbi alimentari,coliche,tutto da copione Brunelli docet….non si guarirà mai dalle ferite inflitte da questi mostri!

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    1. Cara Pina, non ti scoraggiare MAI. E’ proprio questo che vogliono loro, renderti ‘sterile’ dal punto di vista psicologico, sociale, affettivo e lavorativo. Vogliono far così per essere ricordati da te. Molte donne hanno subito ciò che hai subito tu, non sei l’unica e non sei sola! Ho ricevuto un messaggio bellissimo di una donna che aveva sviluppato dei disturbi alimentari talmente gravi che è ingrassata quasi trenta chili nel giro di 7 mesi. Mangiava per lenire il suo dolore. Guardandosi allo specchio non si riconosceva più, si sentiva depressa dopo l’abbandono. Ha cercato una brava psicoterapeuta (vive nelle Marche) e un dietologo. Mi ha scritto questo “Ho capito che lui era la mia droga e che dovevo disintossicare sia la mia mente che il mio corpo, bombardato da farmaci e cibo per 7 mesi. Ho eliminato tutto ciò che mi faceva male, che mi drogava. Non facevo più sport e a lavoro ero un disastro, irascibile, ho rischiato di perdere tutto. Sono passati due anni dalla mia decisione di cambiare radicalmente vita. Oggi sono vegetariana (quasi vegana), faccio ioga e sento di essere ringiovanita di 20 anni. Sono in pace e ho un nuovo compagno che non ha paura della mia forza, anzi, che mi ha chiesto di viverci insieme perché trasmetto pace. Non sono ancora pronta dopo la batosta, ma con 50 anni mi sento più desiderabile ora che nei 23 anni passati con lui.” Premesso che sono carnivora (ahimè) la testimonianza mi ha colpito molto. La forza ritrovata è molto più potente della forza perduta perché di mezzo c’è la consapevolezza. Ce la farai, cara! Informati su tutto e non esitare a chiedere aiuto. Un abbraccio forte, Claudileia

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      1. Sto leggendo storie praticamente simili se non uguali ….alla mia….non che questo faccia smettere di soffrire ma almeno non essere la sola ad essere caduta in questa trappola mi permette di condividere con qualcuni che realmente capisce cosa stiamo vivendo.
        Ho trovato il coraggio di fuggire……in un altro paese….ma la ferita e’ ancora aperta….devo affrontare la separazione legale che purtroppo non mi posso permettere…..sembra tutto cosi’ ingiusto!!!!
        Sono sola in un paese straniero…..a tentare di ricominciare tra giorni su e giorni giu…..
        E Tutto cosi difficile…..
        Spero che qualcuno abbia viglia di contattarmi per qualche consiglio
        Grazie

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      2. Cara Sabrina, ora devi farti un lungo respiro in questo nuovo Paese per imparare a guardare tutto da una prospettiva diversa, a cominciare dai rapporti con le persone e di come li imposterai d’ora in poi. Andar via lontano non è facile nei primi tempi, ma poi piano piano cominci a sentirti un po’ più leggera e aperta alle sensazioni della nuova terra. Un forte abbraccio e scrivici sempre che avrai voglia… C.

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      3. Ciao claudileila
        Grazie per la tua risposta…mi fa sentire meno sola
        Devo dire pero che forse e’ stato piu’ facile all’ inizio….ho fatto un biglietto e nel giro di un mese ero qui insieme al mio bambino….ho trovato un lavoro….lui va a scuola….sembravo rinata…..non piangevo piu’… Non avevo tempo….non ho risposto piu’ alle lettere….avevo incaricato un avvocato di a viare la separazione e mi sono buttata tutto alle spalle. Ora sono gia passati sei mesi ma sono ricaduta nel buio quando ho appreso dal mio avvocato che ci sono delle difficolta’ in quanto lui non ha intenzione di firmare una consensuale….si deve avviare una giudiziale ma non ho le possibilita economiche per farlo e per assurdo non rientro nei canoni di un gratuito patrocinio!!!! Lui invece che e’ in carcere per rapina( e nel suo passato si e’ scoperto sia praticamente la sua professione insieme alle truffe) si….lo stato gli paga avvocati…..a maggio uscira’ …..e io sono ricrollata nell ombra di un incubo!!!!
        Non so cosa fare….hai qualche consiglio? Mi sento schiacciare dalla perfidita’ di quest uomo che mi ha prsticamente rovinato l’esistenza e la reputazione( ha commesso la rapina nel mio posto di lavoro….) puoi capire che nonostante io non avessi nulla a che fare ho perso il posto…..io continuo a essere vittima di circostanze…almeno cosi mi sento….e lui libero come l aria dopo neanche un anno…..ma dove sta la giustizia? Visto che non e’ la prima volta e ha fatto dentro e fuori da prigioni per quasi tutta la sua vita? Io conoscevo solo la punta di un iceberg purtroppo….sono stats troppo ingenua….mi sono fidata di lui ciecamente e l ho sposato perche’ credevo veramente di aver trovato un uomo fantastico….
        Tante cose ancora da dire…..ma per ora grazie per lo sfogo!!!!
        Ciao

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      4. Carissima Sabrina, ci sono alcuni aspetti da affrontare quando la separazione non avviene consensualmente, cioè… dovrai affrontarlo in Tribunale per forza, anche perché di mezzo c’è un bambino. Indubbiamente si tratta di un soggetto pericoloso e con base nel tuo racconto potresti non solo chiedere il divorzio ma anche avere il diritto di chiedere la revoca della potestà sulla base dell’articolo 330 del Codice Civile Italiano, così come lo interpreta la Corte Costituzionale con la pronuncia n. 132 del 27 marzo 1992. Quindi, tu avresti tutto il diritto del mondo di liberarsi definitivamente di quest’uomo, indubbiamente inadatto a fare da padre, per aver recato un danno non solo materiale (hai perso il lavoro e sei rimasta senza poter mantenere il bimbo, essendo il padre in galera) e anche morale al minore. Quindi, cosa posso consigliarti, non avendo tu i mezzi per procedere? Hai provato a contattare le avvocate del telefono rosa? Seguono gratuitamente donne in difficoltà. Ti consiglio di prendere un appuntamento per un colloquio, hanno diverse sedi: http://www.telefonorosa.it/il-team-delle-avvocate/. Fammi sapere!!! C.

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      5. Carissima,
        Grazie per i tuoi consigli.
        Unica fortuna tra virgolette! Lui non e il padre del bambino ma non per questo mio figlio non e stato traumatizzato da questa situazione. Anche lui si era affezionato molto a mio marito che avevo solo nel 2014. Gli voleva bene perche prima del matrimonio lui era dolcissimo con mio figlio. Ha ingannato e tradito anche un bambino di 10 anni e questo non glielo posso proprio perdonare! Per questo ce ne siamo andati….mio figlio ha paura che appena uscira e sara molto presto a quanto pare….lui torni a farci del male.
        Contattero il telefono rosa con la speranza che mi possano aiutare.
        Ti faccio sapere al piu presto
        Sabrina

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  4. Care amiche, che dire anch’io sono distrutta da una convivenza di quasi 25 anni, con un narcisista patologico. Mi ha letteralmente rovinata la mia vita e quella di ns figlia. È da circa un anno che siamo dico quasi scappate dai suoi abusi,maltrattamenti,bugie,inganni,violenze,umiliazioni,tradimenti. Un grande avv benestante, che si è attorniato di gente ipocrita e falsa come lui ,che non fa altro che adularlo ed applaudirlo alimentangogli la sua sete di potere. Ed io quante ne ho subite. Ora basta spero solo di riuscire a riprendere le mie forze e la mia vita insieme ai miei veri affetti. Anche se continua a cercarmi a telefonare a messaggiarmi, io non ho voluto più avere contatti con quell essere ignobile. È dura per me ma devo farcela a non ricadere nella sua trappola. Diffondiamo a tutti che esiste questa patologia possiamo salvarci e salvare chi può accorgersene in tempo e scappare subito. Io l ho capito dopo 24 anni ,ma sono una donna di 50anni una insegnante stimata ed apprezzata dai miei alunni,colleghi,genitori. Ho la fortuna di avere 2 meravigliose figlie,i miei genitori che mi amano tantissimo e pochissimi amici, quelli veri e sinceri però. Posso e devo farcela a riprendere la mia vita e lo auguro a tutte le donnr che hanno vissuto una storia triste e dolorosa come la mia. Vi abbraccio. Mimma

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    1. Cara Mimma, penso alle tue due figliole. Come non esserti vicina, avendo anch’io due meraviglie che mi rendono ogni giorno più fiera, più convinta della mia strada? Penso al bene che vuoi a loro due, all’esempio che stai dando. Comprenderanno come imporre dei limiti, impareranno a farsi rispettare dagli uomini, cresceranno mentalmente sane perché consapevole del tuo amore. Vi state salvando in tre, con forza e coraggio. Non c’era un’altro modo. In Mediazione impariamo che con i violenti non c’è alcun tipo di dialogo e interazione, non esistono terapie di coppia o possibilità di intervento. I violenti vanno allontanati e basta. Immagino le vostre giornate: niente più tensione, pressione, violenze, dolore, paura, triangolazione, gelosie, ecc. Passata la tempesta vi sentirete sempre più fiere di voi, arriveranno i sorrisi leggeri e spensierati, il piacere di stare insieme, di scoprirsi… Avrai voglia di fare tante cose perché la tua mente non sarà più dominata dal pensiero del vampiro, ma piano piano verrà riempita da quei desideri rimasti sepolti. I perversi distruggono ciò che abbiamo di meglio, attaccano la vitalità, la creatività e la femminilità delle donne, bombardano i rapporti tra loro anche quando si tratta di rapporto madre-figlia; seminano rivalità laddove dovrebbe regnare l’assenza di malizia, il rispetto, il buon senso, l’amore, appunto. E’ devastante, vivere così è un’inferno. Rifiorirete insieme non solo come madre e figlie, ma anche come amiche e complici. Lui sarà sempre lui: avrà la sua Corte per compensare, le sue storielle, le sue amichette, l’amante di turno, i soliti compagni di merenda, ecc. E’ benestante e potrà (se non sta già facendo) ricattarvi economicamente, ferirvi ancor di più a distanza per dimostrarvi ‘a cosa avete rinunciato’. Bene, voi sapete a cosa avete rinunciato: al suo dominio e controllo, all’orrore. L’importante è che le ragazze capiscano che a volte è meglio uscire da una storia ‘con i vestiti che abbiamo addosso’, ma vive e vegete, con salute e una buona dose di dignità da trasformare in energia. Sei stata una guerriera perché sei riuscita a conservare quei pochi amici che ci aiutano a traghettare sulla sponda della normalità con affetto. Non ci servono molti, ci bastano i giusti. Non avete bisogno di un pubblico indifferenziato, di una platea pagante per sentirvi PERSONE CHE CONTANO. Le tue figlie avranno, grazie ai tuoi genitori – che nel momento del bisogno ti hanno teso la mano – un ottimo esempio di famiglia da seguire. La libertà dalla violenza e dalle sue catene è il regalo più grande che ti sei concessa, degno dei tuoi splenditi 50 anni. W te! Un abbraccio FORTISSIMO! C.

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      1. Grazie mille per le tue splendide parole sono di sostegno e di aiuto soprattutto in quei momenti dove il pensiero di lui ritorna in mente. Ma verrà il giorno e me lo auguro davvero tanto che non penserò più a lui e al mio passato,perché un essere del genere non merita nemmeno di essere pensato.

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  5. Che dire care amiche, anch’io vittima x circa 24 anni di un narcisista patologico. Un avv. più grande di me di 12 anni che inizialmente mi ha fatto conoscere il paradiso. Ma poi la sua vera natura di psicopatico è venuta a galla nella maniera più atroce che si possa immaginare. Non vi racconto tutto quello che ho subito io e ns figlia:violenze,inganni,bugie,tradimenti,umiliazioni…. una vita distrutta. Poi arriva il momento che ti rendi conto di avere una dignità, di non farcela più né mentalmente né fisicamente e che non puoi più sottometterti ai suoi voleri. Da un anno ho fittato un piccolissimo appartamento e sto cercando di riprendere le mie forze la mia vita con l aiuto delle mie meravigliose figlie,dei miei amatissimi genitori e di pochissimi ma sinceri, autentici amici. È dura, cerco di non avere piu contatti con lui. Anche se quando gli pare mi telefona,messaggia, cerca di incontrarmi. Io non ho più risposto. So bene ,dopo che ho letto e mi sono informata riguardo la sua patologia che è solamente una scusa x nutrirsi della sua preda. Ma credetemi è difficile x chi x tanti anni ha vissuto con un essere ignobile che mi ha manipolata in tutto. Ho capito dopo 24 anni con chi avevo a che fare, e pensare che pensavo di essere io quella sbagliata. Diffondiamo ami he che esistono questi soggetti infami. Noi ci possiamo salvare, possiamo farcela. Mi auguro e auguro a tutte noi di ritornare a sorridere e di poter riprenderci la ns vita serenamente. Un abbraccio forte a tutte.

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      1. In questo stesso giorno mi sono salvata, scappando con le mie figlie dalle grinfie e minacce del mio np. Ora siamo lontani, lui è tornato in Italia, io sono rimasta all’estero. Respiro aria pura finalmente, dopo 8 anni di violenza psicologica, verbale, economica ed alla fine anche fisica. L’aver tentato di vivere insieme a tutti i costi, ed alla fine l’ignorarlo, mi ha portato a vedere di quanta aggressività era capace. Un anno fa è caduta la maschera ed ho visto bene lo psicopatico. Mai più mi sono detta, così questo 24 giugno alla prima minaccia via sms, non sono più rientrata a casa. Salve tutte e tre!

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      2. Ciao, ho letto il tuo messaggio….mi sono sentita come se fossi io…..intrappolata in un amore a senso unico per un uomo psocopatico che non ha fatto altro che rovinare la mia vita e quella deiiei figli…..ci ha praticamente sputtanati….scusa la parola ma non ne trovo altre…..tutti!!!! Tutti gli abbiamo dato fiducia e lui si e preso gioco di tutti noi……e la colpa a sentire lui e solo nostra……sono anch io scappata dall oggi al domani per sfuggire alle sue pressioni psicologiche…..mi sento persa ma so che ho fatto la cosa giusta…
        Scrivimi se ti va di parlare…..
        Ciao
        Sabrina

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      3. Ciao! Ho visto la tua risposta X caso! Certo che mi va di parlare. Grazie anzi di aver risposto al mio commento. Più leggo articoli e più sento assalirmi la paura di sapere chi avevo vicino. Un pazzo potenzialmente molto pericoloso.

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      4. Cara Sabrina, diffamare, calunniare, sputtanare e dare da pazzi agli altri mistificando la realtà e proiettando sugli altri è propri difetti è l’unico modo per un narcisista perverso di riscattarsi agli occhi altrui. Lui avrà sempre bisogno di posare da vittima e quindi la sua campagna di fango continuerà a lungo, forse all’infinito, anche quando troverà una nuova preda l’immagine che darà di te sarà sempre quella del mostro e del demonio. L’unico consiglio che posso darti è quello di lasciarlo parlare a vanvera poiché non avrai mai il potere di farlo ‘pensare bene di te e di calmarsi’. Per questa ragione tutti i ponti con la sua cerchia di fedeli vanno tagliati. Nessuno deve riportarti più niente di questa persona ma dovrai essere tu a imporre questa condizione, altrimenti continueranno a dirti che X ha detto questo e quello di te. E’ l’unico modo per raggiungere la serenità necessaria a te e ai tuoi figli. Un abbraccio a te e ai tuoi cuccioli! C.

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      5. Cara Sadiong, dico sempre che con i violenti non ci sono alternative diverse dalla fuga al primo schiaffo (o alla prima minaccia). Infatti, vivere sullo stesso tetto cercando di ignorare un compagno di vita violento è come cercare di deviare bombe invisibili sul campo minato: non sai mai dove mettere i piedi e cosa stai calpestando nell’anima del violento. Hai fatto benissimo, sopratutto perché hai delle bambine piccole che hanno bisogno di serenità e pace per crescere sane e forti. Qualsiasi cosa scrivici e sfogati qui, un abbraccio a te e alle piccole!!! C.

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  6. Cara Claudileia, un quanto vittima anche io di un NP,mi rivedo in ogni singola cosa descritta in questo articolo. Ho avuto con lui,di 10 anni più grande di me, una relazione breve ma molto intensa. Sono rimasta subito affascinAta fa lui,dalle sue attenzioni ad ogni singola cosa,dalle sue dolcezze,dal suo adularmi come una principessa tanto da pensare che fosse veramente il mio tipo ideale,l’Uomo con la U maiuscola che stavo cercando.Ricordo che seppur dopo pochissimo tempo,parlava di voler creare una famiglia con me,mi vedeva già con abito bianco e velo,parlava a tutti di me..diceva di non aver mai amato nessuno come amava me. Quando le cose si sono ribaltate e la rabbia narcisistica ha cominciato a venire fuori io,convinta di aver a che fare con una persona normale,ho acuito i toni,alzato anche io barriere enormi di difesa,urlando a mia volta per difendere i miei diritti ed esprimere il mio parere. Risultato: ai suoi occhi io sono matta,completamente sbagliata,ho sparato giudizi su di lui senza senso -figuriamoci se le mie valutazioni potevano essere anche solo lontanamente prese per vere!- mi sono permessa di giudicarlo(!!!)lui che non si era mai permesso di farlo con me (si,come no!). In conseguenza di ciò,esauritasi la mia rabbia da persona “normale” e pensando che tutto si sarebbe archiviAto con l’etichetta di “normale discussione di coppia”, ho cercato di far pace e ritrovare un minimo di stabilità. Niente da fare,sono entrata nel vortice del suo farmi sentire in colpa,sbagliata, come quella che non capisce e non ha empatia (io..figuriamoci lui),ormai ho l’etichetta della “bambina viziata che vuole tutto a modo suo e diventa collerica se non può averlo”. Mi sta come “punendo” per coda ho fatto,provandomi della sua presenza. Il problema maggiore è che lavoriamo insieme e sono costretta a vederlo tutti i santi giorni. Ogni giorno con lui è un mistero:un giorno saluta sorridente come se niente fosse mi chiede di andare a giocare a tennis insieme,il giorno successivo mi ignora come se non esistessi togliendomi addirittura il saluto. L’indifferenza forse è la cosa che mi fa più male..oltre al fatto che sono disorientata e non so veramente come uscirne.Sono una persona dal carattere forte,ma mai nella mia vita mi ero trovata davanti a qualcosa di questo tipo. grazie per i tuoi consigli se vorrai darmene.
    Un caro saluto.

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    1. Cara Sole, l’ambiente di lavoro è il campo di battaglia preferito del narcisista perverso. Ammesso che il tuo ex lo sia, dovrai prepararti psicologicamente per le sue triangolazioni future. In un primo momento cercherà di riportarti nel limbo amico (lo sta già facendo, cos’è l’invito per giocare a tennis se non questo?) per scartarti subito dopo aver preso di mira una nuova preda. I narcisisti perversi sono abituati a parlare malissimo delle loro compagne di vita agli altri. Anche quando piangono e implorano loro di non essere abbandonati si tratta soltanto di una finta. Sanno perfettamente che le loro lacrime da coccodrillo lusingano il narcisismo della preda, che alla fine si sente in colpa e resta agganciata per il semplice fatto di non voler far soffrire una persona per lei. Allo stesso tempo, però, la preda si convince che il piagnisteo del narcisista è sinonimo di amore e non di una grezza manipolazione. Credimi, i perversi hanno ben altro a cui pensare. E così, mentre fanno un progetto con te, dandoti per scontata, hanno già in mente un piano B e tutt’altra cosa con nuovi attori, idealizzati come lo eri tu all’inizio. Narcisisti perversi non hanno relazioni serie, ma soltanto un bisogno disperato di Corte, di giullari e di sudditi adoratori per divertirsi. Possono promettere di tutto e di più pur di aumentare il numero dei loro seguaci, ma poi ‘si dimenticano’ perché hanno promesso tante di quelle cose a persone talmente diverse che poi fanno fatica a ricordarsi. Quindi, che fanno? Ti lasciano nel limbo amico e quando hanno bisogno ti ‘rispolverano’ per riutilizzarti. Dunque, da quanto ho capito, i tuoi colleghi ora ti vedono come ‘la bambina viziata e collerica’, ma tu sai di non essere così. E lo sanno le persone che ti conoscono bene. Chi non ti conosci bene cadrà fatalmente nella sua rete e diventerà un suo alleato, una scimmia volante, magari. Il punto è mantenere la serenità perché quando si lavora insieme il rischio è quello di perderla in troppe occasioni. Se si tratta di un narcisista perverso, il tuo ex farà il possibile e l’impossibile per farti passare per quella che non sei, costruendo di sana pianta situazioni che potranno portarti ad agire pubblicamente di modo inadeguato, farti sembrare ossessiva e gelosa di lui. Molti sfoggiano le nuove prede sotto il naso della ex, seminano zizzania tra le colleghe, annunciano matrimonio e figli con un un’altra per vendicarsi delle ex prede. Cerca di capire che si divertono così, che i loro giocattoli sono le persone. Credimi, meglio la sua indifferenza o lo scenario che ti ho dipinto? Scenario che fatalmente accadrà – te lo dico non perché sono un’indovina – ma perché hanno un comportamento assolutamente seriale e prevedibile. In questo senso trattarti male un giorno e trattarti ‘bene’ nell’altro è una tattica molto ben studiata per destabilizzarti, per renderti confusa fino ad accettare qualunque cosa provenga da lui, anche i peggiori abusi! Non cadere nella sua trappola e cerca di distaccarti mentalmente, anche facendo ricorso alla psicoterapia se il tuo livello di sofferenza è elevato. I perversi non sono ‘umorali’, ma dei calcolatori che studiano tutto per benino per farti sembrare la matta, la scema del villaggio. Più ti ignora meglio è, anche se il mio sospetto è che non lo farà per sempre, ma cercherà nuovi modi di ferirti perché tu, in buona sostanza, rappresenti un suo fallimento, la sua incapacità di stare insieme a qualcuno, di far coppia, e quindi la tendenza è farti pagare per aver smesso di fargli da specchio. L’unico consiglio che mi sento di darti è quello classico: stai alla larga il più che poi. Ricordarti che la persona instabile è lui che ti ha dato tutto e poi più niente, che ora ti saluta, ora ti disprezza, che ti promette una cosa ma fa l’esatto contrario. Lavora duramente su te stessa e non badare mai a cosa ti riporteranno gli altri o a cosa sta facendo lui. Per un po’ cercherà di ferirti e quindi non far trapelare alcun tipo di emozione in sua presenza o rischi di continuare ad essere vampirizzata finché vorrà lui. Guarda un attimo questo articolo, potrebbe servirti quando comincerà a provocarti apertamente: https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/07/15/gaslighting-il-battaglione-delle-amazzone-pazze-del-perverso-narcisista/ Un abbraccio forte, C.

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      1. Grazie infinite per le tue parole..veramente un aiuto per me. Sto leggendo un libro interessantissimo di Alexander Lowen,che si chiama appunto “Il Narcisismo”. Vorrei consigliarlo a tutte le malcapitate come me..è illuminante e molto di aiuto. Forza ragazze possiamo farcela a superare questi momenti..dobbiamo credere nella nostra forza interiore e pensare che sono solamente persone malate.
        Un abbraccio fortissimo
        Sole

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      2. Ciao a tutte , mi chiamo Daniela e anche io come molte di voi sono caduta all’interno della rete di un narcisista.
        Mi ha conosciuta in un momento particolare, la morte di mia madre. I primi periodi era premuroso, si prendeva cura di me e di mio figlio, io pensavo di aver ricevuto un gran regalo da Dio e solo con il passare del tempo che mi sono accorta dell’inferno e del demone che era entrato nella mia vita. Mi insultava dandomi della poco di buono, mi diceva che ero pazza, che non ero degna di un figlio, di tutto e di più fino a strattonarmi in un locale perché scoperto con una delle sue amanti.
        Proprio l’aver scoperto che mi tradiva e averglielo detto ha scatenato in lui rabbia e collera incontrollati. Gli insulti verbali e scritti erano all’ordine del giorno, a ogni mio allontanamento ritornava dicendo che non era vero solo frutto della mia immaginazione, io ci ricadevo e po ricominciava tutto come prima, fino a che arrivava un’altra preda, arrivai a telefonare e andare di persona a parlare con due delle “altre”, ma loro negarono, erano state ben “educate” a cosa dire e come comportarsi, oggi le vedo anche loro come vittime del carnefice, anche loro vivranno tutto quello che ho vissuto io. Dopo tanto dolore ed essere caduta nell’anoressia ho deciso di farmi aiutare, tre psicologi diversi, tutti dicevano che era pericoloso e dovevo staccarmene, ma solo la mia forza di volontà mi ha aiutata. oggi sto abbastanza bene, ho la consapevolezza dell’aver vissuto per due anni una storia malsana, malata. Oggi sono una donna soddisfatta di quello che faccio, della mia vita professionale, di quello che costruisco ogni giorno con mio figlio, anche se capita ancora di pensare a tutto il passato e spero di lasciarlo alle spalle senza che riaffiori nella mente.

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    2. Solo femmine ? Così i maschietti vittime di narcisiste perverse sembrano non esistere e invece… si, e si struggono nel silenzio e nel silenzio cercano una via di uscita quanto le loro comoagne di sventura vittime di altrettanto orribili narcisisti maschi. La psicopatia che accompzgna il narcisimo perverso è distribuita tra i sessi e le vittime abusate di ogni sesso sono profondamente accomunate nella sofferenza e nelka volontà di riscatto. Buona fortuna a tutte e a tutti. Ah, dimenticavo una piccola raccomsndazione: i figli preserviamoli da tutto questo e aiutiamoli a crescere e ad avanzare nella loro vita distinta dalla nostra senza ricirrere alla tentazione di usarli per raffozare le nostre rsgioni. Solitudine e paura non sono alibi sufficienti per rovinare di rimando anche le esistenze di persone innocenti a cui vogliamo bene. Ciao.

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  7. Cara Claudileia questo articolo e’ illuminante per me, grazie.. Mi trovo in un momento molto difficile della mia vita…circa tre anni fa conosco questo uomo 40 enne,gia’ venivo da una dolorosa separazione, dopo poco averlo conosciuto si ammalo’ mia mamma che purtroppo mori’ dopo circa un anno. Lui inaspettatamente mi e’ stato vicino durante tutta la malattia in un modo unico,inizialmente non faceva che elogiarmi(mai con nessuna sono stato come con te, sei la donna piu importante della mia vita, con te riusciro’ a formare una famiglia e ad abbandonare il tetto dei miei genitori, ora ho capito perche’ con le altre non ha funzionato ecc).Dopo la morte di mia mamma ho iniziato a vedere una persona con molti sbalzi di umore,frequentava regolarmente casa mia, tante parole promesse ma poi a fatti non siamo riusciti a costruire nulla, ma la cosa che mi ha lasciato piu ferite e’ che dalla donna meravigliosa che ero, negli ultimi mesi ero passata ad essere la peggiore delle ex , di tutti, mamma compresa(faceva paragoni continui con le ex, prima in positivo poi in negativo e con una ho scoperto ancora si sente)quella che non capiva niente, io cercavo di spiegare come mi sentivo, ma regolarmente arrivavano rifiuti e lunghi silenzi alternati a svalutazioni e guai a contraddirlo scatti di ira, urla e poi sempre lunghi silenzi, dove non potevo avvicinarlo perche’ la colpa di tutto il suo malessere chiaramente era la mia… Tutto questo alternato di nuovo ai ti amo i mi manchi vorrei fare una famiglia con te, ma non e’ mai riuscito ad assumersi una responsabilita’ all’interno del rapporto e della casa. Vivevo continuamente sulle montagne russe, cosi un mese e mezzo fa,visto anche il peggioramento dei suoi comportamenti,(mentre io ho sempre sperato nel contrario) ho deciso di allontanarlo dalla mia casa, anche per il bene del mio bimbo, che ci vedeva sempre discutere,nonostante si fosse tanto affezionato a lui …in questo tempo ha provato tre volte a ricontattarmi, piangendo, diceno che e’ cambiato e non mi fara’ piu’ soffrire, non gli ho creduto e ho rifiutato di vederlo scatenando la sua rabbia….l’ultima volta che ci siamo parlati l’ho sentito rabbioso, sui social sta facendo la vittima , mi descrive come una che non lo ha mai amato ecc…possibile che ora sento che non gli sta bene che io abbia amici che mi aiutano?vuole vedermi sola,visto che purtroppo non ho piu’ nessuno della mia famiglia di origine, cosi mi appoggio a lui come in questi anni e puo’ trattarmi come vuole?sono confusa, non so con chi ho avuto a che fare, ricordo sempre come mi e’ stato vicino in un momento molto doloroso della mia vita, quel viso angelico, pieno di attenzioni,ma poi penso anche a quello sguardo cattivo gelido, quelle provocazioni continue, dove poi diceva che la pazza ero io che reagivo, che rispondevo, quelle crisi mie di pianto che avevo quando mi puniva col silenzio, col rifiuto e io che cercavo disperatamente di spiegare che non avevo detto o fatto nulla di grave per meritare quello…ora sono giorni che e’sparito,ho la sensazione che stia frequentando qualcuna, cosa devo aspettarmi?so,leggendo, che dovrei attuare il no contact, cancellarlo da tutto,ma non riesco,a volte mi sento molto sola….grazie ancora

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    1. Cara Vera, gli individui narcisisti amano gli stadi di prostrazione delle loro prede sopratutto se a causarli sono loro stessi. Tanto è vero che quando sei felice e tutto va bene provano a minare la tua felicità e la tua autostima con frecciatine destabilizzanti, triangolazioni varie, insinuazioni senza senso o totale indifferenza verso le tue conquiste. Se la tua vita, invece, va a rotoli perché c’è un lutto o nel lavoro tutto va male allora possono posare da salvatori, da mentori, da consiglieri, da dispensatori di paroline consolatorie per tirarti su (in teoria). Dico in teoria perché alla prima occasione rinfacciano pure la loro vicinanza nei momenti del bisogno: “Quando stavi male per tua madre, chi ha asciugato le tue lacrime? Io! Eppure mi accusi di tradimento, ma quanto sei ingrata!”. Quindi, i narcisisti perversi quando teoricamente ti consolano hanno già calcolato il tornaconto personale: avere con te un credito che mai più riuscirai a saldare! Nella testa del tuo ex sarai sempre in credito con lui per quei pochi attimi in cui è stato semplicemente umano. Lui ti tormenta per crudeltà ben sapendo che sei sola, fregandosene del tuo benessere e di conseguenza anche del benessere del tuo bambino. Non badare alle sue parole rabbiose. So che è difficile accettarle senza ribadire, ma la prima cosa che dicono appena vengono allontanati grazie al loro pessimo e spregevole comportamento è ripetere a destra e a manca che non sono mai stati amati da te. E’ un copione. Lo fanno per due motivi: per attrarre nuove prede posando da vittima e per sottrarti l’energia vitale. Sanno che fatalmente penserai: “Mio Dio, dopo che ho fatto di tutto per questa persona, dopo aver litigato con il mondo per lui, dopo aver rinunciato a questo e quello, dopo aver rischiato l’impossibile come può X non sentirsi amato da me? Ho fallito! FORSE HA RAGIONE LUI, IO NON SO AMARE.” E’ una tecnica che funziona alla perfezione perché quasi sempre le prede si sentono ancora più inadeguate e indegne, tornando sui loro passi pur di liberarsene dai sensi di colpa. Tu hai perso un genitore e subito dopo, forse senza aver avuto nemmeno il tempo di elaborare bene il tuo lutto, hai cominciato a subire la serie di attacchi senza precedenti da questa persona. Perché? Me lo stai chiedendo. Ipotizzo che questa persona voleva che la tua sofferenza fosse direzionata esclusivamente a lui, cioè, non sopportava che il tuo dolore per la perdita di un genitore finisse per metterlo in secondo piano. Considera che il lutto è un dolore sconosciuto per un narcisista perverso. Loro, che non si attaccano mai a nessuno, che non provano alcun tipo di affetto nemmeno per un genitore o figlio, trovano ‘pesanti’ i sentimenti manifestati in questi momenti e quindi cercano di sfuggirli con ogni mezzo anche facendo a pezzi un rapporto. Penso che il suo obiettivo fosse quello di distogliere la tua attenzione da un lutto vero e proprio ad un lutto psichico, provocato dalle sue stesse mani. In questo momento circondarti da persone positive, gentili e accoglienti è un tuo sacrosanto diritto. Voi due, tu e tuo figlio, avete bisogno di essere lasciati in pace da questo soggetto per vivere con serenità il vostro rapporto. Il tuo bimbo ha bisogno della tua attenzione e finché questo individuo sarà nei paraggi continuerà a popolare la tua mente da pensieri inutili volti esclusivamente alla sua persona. Non importa se sta frequentando qualcun’altra: se vuole tormentarti tornerà comunque per completare il lavoro di distruzione della tua psiche, sopratutto quando si renderà conto che stai molto meglio senza di lui. I narcisisti semplicemente non sopportano l’idea che le loro ex voltino pagina definitivamente e per sempre, questo perché vogliono avere il diritto di tornare quando vogliono, meglio ancora se hanno elaborato negli anni un catalogo con una vasta scelta di nidi da sorvolare conforme l’umore del momento. Non mollare mai, tuo bimbo ha bisogno della tua serenità! Un abbraccio grande, C.

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  8. Grazie mille per le tue parole…e’ vero lui ora fa la vittima per attirare nuove prede lo sto notando sui social e per farmi sentire in colpa, ha detto che ho distrutto tutto…dopo la morte di mia mamma lui non voleva riprendessi a vivere a frequentare le mie amiche ,voleva restare in casa come durante la malattia con io che piangevo tra le sue braccia….discutevamo per questo ,ogni volta che una amica ci invitava lui inventava una scusa per non andare e voleva non andassi senza lui,quando mi ribellavo si discuteva….anche se organizzavo io qualcosa anche solo noi tre si comportava cosi….come se non sapesse stare nella vita ma solo nel dramma e se poi si usciva musi lunghi critiche a tutto e tutti….hai ragione le continue liti non mi hanno fatto pensare al lutto anche per questo ora ho paura arrivi il dolore tutto insieme…infatti io l ho allontanato anche per mio figlio che si era affezionato non avendo piu il padre,ma vedeva sempre liti e tanta instabilita’…spero di non ricaderci piu di mantenere il no contact che va avanti da una settimana(anche lui sparito) per completare il lavoro intendi tornare insieme per poi seguitare a torturarmi?questo vuole?vendicarsi perche l’ho allontanato?grazie ancora un abbraccio

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  9. Ma si può diventare narcisisti “dopo”? Spiego: mio marito ad oggi rispecchia in pieno le caratteristiche.. ma fino a qualche anno fa, prima che nascesse la bambina e, secondo lui non era ancora saturo dei miei “errori” effettivamente era diverso: a letto mi cercava sempre sempre, mi desiderava, mi consegnava il suo intero stipendio, mi faceva trovare la cena pronta. C’erano alcune caratteristiche tipo i silenzi o, a tratti lo sminuirmi.. tipo quello che facevo non era mai abbastanza. Mi sentivo spesso sotto esame. Però sentivo che mi voleva bene davvero. Prima mi stava vicino nei problemi.. ora ha dimostrato di non avere empatia neanche con la grave malattia di mio fratello. Sono molto confusa. Mi scuso se il post non è proprio inerente all’argomento

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  10. Cara Tina, è difficile comprendere i perché di tuo marito senza chiederti ulteriori dettagli. Se da una parte un narcisista si sente trascurato dopo la nascita dei figli e può perdere il desiderio ‘per la madre dei suoi figli’ vendicandosi di lei con una serie di comportamenti inesplosi fin lì, è anche vero che un uomo così ‘docile’ com’era il tuo a principio può non sentirsi totalmente apprezzato alla tua minima trascuratezza. Quindi, mi viene spontaneo chiederti come lo trattavi quando ti faceva trovare la cena pronta, quando ti consegnava lo stipendio in mano per farti amministrare (cosa rara e secondo me non molto sana, perché prima o poi una persona normale potrebbe stufarsi di lavorare sodo senza godere di una lira per sé. Riconosco, però, che ogni famiglia ha la sua formula e se per voi andava bene questa è normale che ora ti senta un po’ confusa…). Il punto è: tu ricambiavi le sue attenzioni o solo lui ti cercava a letto? Apprezzavi la cena fatta? Cioè, riconoscevi la sua dolcezza e dedizione? La risposta a queste domande soltanto tu puoi darti, ma sono essenziali per comprendere se si tratta di una normalissima crisi che potrebbe essere risolta con un percorso di mediazione oppure di qualcosa di molto più complesso, come avere accanto un partner narcisista patologico. (Premesso che la mania di controllo dei narcisisti li impedirebbe di farti amministrare alcunché per loro e che quasi sempre la gestione dei soldi di un partner manipolatore perverso è un mistero!) Pensaci su e facci sapere! Un abbraccio forte, C.

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  11. Cara Tina, anch’io fino alla nascita della bimba non mi sono accorta di niente, è vero che ci conoscevamo da poco e lui era ancora nella fasi iniziale. la nascita della piccola l’ha sconvolto, era geloso, non sopportava quando allattavo, voleva dimostrare che lui fosse il genitore più bravo ma allo stesso tempo spariva per giorni e non sopportava quando la bimba piangeva. abbiamo fatto tanti percorsi di mediazione, la terapia di coppia che è durata per mesi, nessuno mai si è accorto che lui fosse una persona disturbata. Uno dei motivi, credo, fosse anche il suo status sociale, è un medico. era violento non solo verbalmente, gli scatti d’ira improvvisi per nulla, non si fermava neanche quando avevo la bimba in braccio..continuavo a frequentare i mediatori e a credere che posso salvare “la famiglia” .

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    1. Cara Olga, non esiste mediazione quando abbiamo a che fare con i violenti. Uno dei presupposti per la buona riuscita della mediazione familiare è l’esistenza di un conflitto che possa essere risolto attraverso il dialogo, quindi, come hanno fatto a consigliarti un percorso di mediazione quando ben sapevano dell’indole violenta del tuo ex? E’ incredibile come certi professionisti possano rendersi ciechi quando hanno di fronte un ‘dottore’. Cosa c’entra la professione con il carattere dell’individuo? La legge brasiliana sulla violenza di genere (Lei Maria da Penha) nasce grazie all’impegno di una donna (una dentista) che veniva massacrata di botte dal marito professore di Economia all’Università. Lui ha provato a ucciderla per ben due volte e già separati è riuscito a intrufolarsi dentro casa per massacrarla fino a renderla paraplegica. Questo per dirti che i pregiudizi di molti operatori del settore mi fanno cascare le braccia! Per quanto riguarda la gelosia o la freddezza nei confronti dei figli posso dire che è una costante nei “rapporti” con i perversi. Di solito puniscono la donna svalutandola quando è incinta (aumentano le critiche, i giudizi sul suo corpo, i tradimenti, ecc.) e trattano con freddezza i figli (sempre senza darlo a vedere agli altri, anzi, davanti agli altri posano da genitori orgogliosi dei propri pargoli, per il ‘pubblico pagante’ sono padri e madri perfetti!). I figli sono visti come un ostacolo alla loro libertà, mai come qualcosa di positivo, a meno che si comportino da robot mentre ubbidiscono le loro ordini o da complici dei loro misfatti quando diventano adolescenti, allora sì che diventano figli perfetti con i quali si identificano pienamente. Il perverso vuole figli che lo adorino, che lo idolatrino, altrimenti perdono il significato per lui. Non provano niente quando sono ancora bambini, neanche una briciola di tenerezza. Ecco perché raramente si fermano a casa quando i piccoli sono ancora in tenera età e trovano mille scuse per non adempiere al ruolo di genitore inventandosi impegni su impegni. Un forte abbraccio e tieniti alla larga del soggetto! So che non è facile, ma pensa alla tua bimba e alla tua vita!! C.

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  12. Ragazze….vorrei chiedervi una cosa….in particolare a claudileila……stiamo parlando di narcisismo e molteplici aspetti di mio marito sembrano coincidere perfettamente….ma c e di piu….lui mente spurodicatamente e non ammette l evidenza…..io penso si tratti di mitomania o megslomania…..sono molto confusa su queste malattie psichiatriche perche sembrs abbiano molti aspetti in comune
    Se qualcuno ha qualche delucidazione da darmi ne sarei grata….piu che altro perche vorrei far lluce su questa situazione psichiatrica per la separazione co addebito

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    1. Cara Sabrina, narcisismo perverso/maligno e psicopatia sono la stessa cosa. Il punto è che la psicopatia per decenni è stata ritenuta materia psichiatrica e giuridica, offrendo una visione distorta su chi sia lo psicopatico davvero. Lo psicopatico non è soltanto colui che delinque o commette dei crimini efferati, anzi, la maggior parte si mimetizza e agisce di modo subdolo. L’unico modo di sapere esattamente con chi hai avuto a che fare è cercare di chiarirlo con un professionista, raccontando la tua storia. Considera che la psicopatia può essere confusa con altri disturbi, come il Disturbo Borderline della Personalità. Potresti fare un esercizio che ti servirà come base per comprendere le caratteristiche della persona che hai accanto, per esempio, provando a copiare e rispondere le domande di uno di questi articoli: https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/11/29/ana-e-luomo-della-ragnatela/ oppure https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/01/27/la-dura-convivenza-con-una-madre-psicopatica-la-testimonianza-di-un-figlio/

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    2. Ciao Sabrina, intanto complimenti per il Blog a C.L Dias., che é veramente illuminante per il tema trattato e il modo chiaro e preciso in cui vengono trattate queste tematiche. A Sabrina volevo rispondere che il narcisista perverso, o psicopatico maligno ( sono la stessa cosa) é un personaggio pericolosissimo, perché appunto attua questa sottile e raffinata violenza psicologica finalizzata ad annullare ogni certezza della vittima, e a farle con il tempo credere di essere pazza e instabile, quando i pazzi solo loro e basta. Si chiama ” distorsione comunicativa”, raccontano una cosa e poi la negano, oppure negano anche di fronte alle prove.
      Tipico di questi soggetti é la continua incessante menzogna: loro mentono sempre e su tutto, negano anche l’evidenza, e lo fanno perché provano piacere ( loro non possono provare sentimenti né empatia), un piacere perverso nel vedere impazzire le loro vittime, lo fanno apposta, é la loro tecnica. Infatti l’unica soluzione é lasciarli definitivamente e adottare il NO-CONTACT. Se lui ti ha fatto del male e puoi dimostrarlo chiaramente puoi chiedere l’addebito della separazione, per violenza psicologica come minimo, certo é difficile da dimostrare ma se ti ha causato un grave stato d’ansia, problemi al lavoro e di salute e puoi dimostrarlo, potrai chiedere la separazione con addebito. In ogni caso scappa da lui, sono come dei mostri pronti a divorarci, ricostruisciti una vita piena di gioia, ce la farai ne sono sicura, e ricorda: loro non cambiano mai.
      Ps Nel mio Blog ho scritto un articolo su questa tematica, dal titolo “Gas Light”, se ti va dagli un’occhiata. Ci sono passata anche io con il mio ex fidanzato.

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      1. Ciao e grazie per la tua risposta e per i tuoi consigli. In effetti mi rendo conto che pensare solo di ragionare con lui mi distrugge. Come dici tu lui fa la vittima incompresa e mi riempie di colpe , pensa che ritiene che la separazione debba essere addebitata a me per abbandono!!!! Il mio avvocato le chiama vessazioni psicologiche. Spero solo di poter provare tutto questo perche io non avevo mai fatto denunce…..
        Sto sicuramente meglio lontana da lui!!!! Mi spaventa il doverlo affrontare di nuovo anche in tribunale!!!! Ho veramente paura di lui e del suo modo di “girare le frittate”…. Mi ha distrutta moralmente ed economicamente!!!! Cosa vuole ancora???? Eppure mi spaventa anche la giustizia!!!!! Spero che il giudice mi creda…. Ma ho paura lo stesso perche le persone come lui trovano sempre cavilli legali per farla franca!!!! Sono dsvvero spaventata da tutto questo….

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  13. Ciao , io non lo so a che punto sono, non ci capisco piu nulla.So solo che sono stanca di essere presa e lasciata, di essere portata alle stelle per poi venire allontanata. Ora sono stata sostituita dal suo amico del cuore che è rientrato in italia dopo la separazione. Prima ero io la sua confidente ora gli do fastidio, gli tolgo la serenità. Ora c’è chi mi ha sostituito. Oggi non ce l’ho fatta piu gli ho gridato in faccia che cancelli il mio numero, che non mi chiami piu. ..ed ha iniziato ad insultarmi a minacciarmi a dirmi che parlerò male di me con i suoi amici, a farmi sentire in colpa perche non lo so aiutare no gli so stare vicino, prorpio ora che ha tanti problemi…sono piena di paura, di sensi di colpa, temo che mi chiami la madre e che debba spiegare il perche della mia fuga anche a lei.Non ce la faccio piu, davvero.

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  14. Buongiorno a tutte e grazie per l’articolo illuminante, per le risposte precise, accorate, professionali. Io porto la mia breve ma intensa esperienza (3 mesi) perché, a distanza di un mese e mezzo mi trovo ancora a fare i conti e a cercare di capire con chi ho avuto a che fare e il perché di tanto dolore, a fronte del fatto che il mio ex-partner è uno psicoterapeuta. Abbaimo entrambi 33 anni. Io ho trovato come parole chiave dei suoi maltrattamenti: gelosia, insicurezze e bassa autostima, incapacità di gestire le emozioni (scatti di violenza fisica… È arrivato molto vicino a…), manipolazione e, con questo articolo riesco a spiegarmi meglio anche le frequenti frecciatine nei miei confronti, la smania di controllo e di voler trovare mie ombre, difetti, punti deboli, le tante critiche nei confronti di chiunque, i prolungati silenzi volti a creare in me sensi di colpa, la tendenza a sminuire gli effetti dei suoi atti maltrattanti, l’incapacità di riconoscersi in condizione di “fragilità”, il rifiuto di provare a gestire, con me accanto(non lo avrei abbandonato), certi aspetti del suo essere. Alla fine mi ha lasciata lui, incolpandomi del fatto che io mai mi sarei tolta l’immagine di lui come causa delle mie sofferenze e poiché avevo portato “in giro”(mi ero confidata con gli affetti più cari) quell’immagine di lui. Io mi ero presentata a lui con spirito di costruzione, con bisogno di rassicurazione, con la disponibilità ad affrontare insieme. Avevo bisogno di sentire che non si sarebbero più ripetuti quegli atti, di sapere che si prendeva in carico una fragilità. Ma ho trovato negazione, una cecità, un desiderio di riportare su di me le responsabilità. E, al contempo, un desiderio di mantenere un’amicizia, una dichiarazione di stima, il ringraziamento per averlo fatto crescere… E nemmeno in quel momento ho avuto la forza, tanto ero spaesata, di ribadirgli che io mi portavo appresso distruzione e passi indietro su me stessa. Solo 3 mesi e lui uno psicoterapeuta. Io resto salda sul mio sano procedere nella relazione (io ero già seguita da una terapeuta e ho intensificato nei momenti più bui), eppure mi ritrovo ancora a raccogliere i cocci…

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    1. Buongiorno Emaela,
      sarò ripetitiva, ma quando leggo alcune esperienze, mi sembra che abbiamo conosciuto la stessa identica persona. Tu hai espresso benissimo quelle che erano le accuse del mio ex…. Io non ero felice, io lo accusavo, gli altri pensavano male di lui a causa mia. E io che per rassicurarlo, gli dicevo che mi faceva felice, che però in una coppia è normale che ci siano alti e bassi…. ad un certo punto sentivo che parlavamo lingue diverse, io per costruire lui per demolire. Lessi che bisogna ad un certo punto elaborare il lutto della comunicazione… Mi sembrava un bambino, e io un giocattolo rotto che ormai andava buttato via. Ho passato un mese terribile, dove lui mi teneva in amicizia, e intanto giocava con nuovi giocattoli, e io stavo li a vedere che la sua vita continuava, ma io dovevo rimanere li immobile … Non ce l’ho fatta è ho chiesto un no contact senza sapere che fosse la procedura consigliata da esperti di psicopatia. Dopo un periodo terribile, di vere e proprie crisi di astinenza, dove desideravo anche solo sentire la sua voce per star meglio, ora va un pò meglio. Come te raccolgo i cocci… Coraggio non sei sola! Già sapere che al mondo ci sono tante persone con esperienze simili alle nostre ci fa sentire meno soli, meno colpevoli, come volevano farci sentire loro… volevano annientarci, sapevano che avevamo messo la nostra felicità nelle loro mani, volevano vederci strisciare a richiederla, invece noi ce la stiamo ricostruendo con le nostre mani, una felicità vera, che nessuno potrà più toglierci.

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  15. Mi sono imbattuta in questo blog dopo una lunga serie di letture sul narcisismo.
    Letture cercate, dettate dalla disperazione, dalla frustrazione, dalla ricerca di risposte.
    Sarebbe impossibile raccontare tutta la mia storia, ma faccio un tentativo per lo meno di riassumerla.
    2009. Io, allora 31 enne, nel bel mezzo di una mia normale giornata lavorativa, vengo presentata ad un nuovo arrivato.
    Nell’istante preciso in cui incrocio il suo sguardo rimango come tramortita.
    Mi tremano le gambe, lo stomaco si annoda, il cuore galoppa.
    Sono molto turbata, non mi è mai successa prima una cosa del genere.
    Ho come l’impressione che per lui sia lo stesso, lo vedo dal suo sguardo.
    Questa cosa continua a turbarmi, ma cerco di scacciarlo dalla mia mente: ho già una storia con
    un uomo meraviglioso che amo, riamata.
    Non ci penso più, per diverso tempo, complice anche il fatto del trasferimento di questo “lui” in un’altra filiale.
    Passano gli anni, tre per la precisione, poi lui viene riassegnato in un ufficio vicino al mio.
    Lo rivedo.. e le emozioni sono le stesse.
    Passano un po’ di mesi, e ogni volta che ho a che fare con lui per lavoro lo trovo sempre più attraente.
    E’ colto, brillante, carismatico.
    Molto curato nel vestire, nel modo di parlare… fa qualche apprezzamento velato su di me.
    Cose che possono sembrare casuali.. ma io vedo il suo sguardo… vedo (credo..) che anche per lui c’è qualcosa di più.
    E niente, perdo proprio la testa.
    Lui è distaccato, freddo, autoritario… con tutti. Ma ogni tanto mi sorride. A me, solo a me.
    “come mai mi sorridi?”
    “sorrido solo alle persone speciali”.
    Allora non lo sapevo, ma questo suo messaggio avrebbe siglato l’inizio della fine.
    Inizia una relazione segreta, sia per il fatto che lui è un mio superiore, sia perchè entrambi siamo impegnati.
    Intesa sessuale alle stelle, mai provata prima con nessuno.
    Lui inizia a mettere paletti:
    Messaggi e contatti solamente durante l’orario di lavoro.
    A scrivere sono più io che lui. Le sue risposte arrivano dopo molte ore.
    Mi dice cose che mi lusingano, del tipo che lui in passato ha tradito, ma da quando
    ha incontrato l’attuale compagna non l’ha più fatto…
    Che quando lo faceva, in passato, dopo il primo incontro spariva e non si faceva più sentire..
    mentre con me è diverso, ne vuole ancora.
    La storia prosegue circa due mesi, con rari incontri clandestini.. poi lui mi lascia, dicendomi che
    non è giusto quello che stiamo facendo.
    Io ormai ho già ovviamente perso la testa, resisto una settimana e poi gli scrivo.
    Gli chiedo se non gli manca quello che avevamo.
    Risposta: “si, da morire. Ma non ci penso altrimenti ci sto male.”
    Io insisto, ricominciamo.
    Va avanti un altro mese, poi lui mi lascia di nuovo.
    Passano 7 mesi.
    Mesi nei quali io gli scrivo quanto mi manchi e quanto io pensi a lui circa ogni 20 giorni.
    Spesso non risponde.
    Oppure risponde a distanza di settimane.. e le sue risposte sono ambigue.. dice che anche lui mi pensa..
    Finchè un giorno, quando ormai io avevo quasi rinunciato a lui.. mi scrive un messaggio lunghissimo,
    nel quale dice che rivuole indietro tutto perchè tra di noi c’è qualcosa di magnetico, che non riesce più
    a trattenere questi pensieri, che sono per lui come una droga…
    E io, la regina delle sceme, ci ricasco.
    Ricomincia tutto.
    Con le solite modalità.
    Lui fa il bello e il brutto tempo.
    Ci vediamo circa una volta al mese, passiamo un’ora di sintonia fisica assoluta.
    Ma lui non mi parla mai di lui, ne’ si interessa mai alla mia vita…
    E agli incontri seguono puntualmente giorni e giorni di suo silenzio, scompare proprio.
    Io gli scrivo messaggi accorati, gli spiego quanto lui sia importante per me…
    Non risponde ai messaggi, non mi guarda, mi ignora.
    Io allora decido di non scrivere più.. lui, come se avesse le antenne, casualmente
    ricompare.. con messaggi qualunque, tipo “ciao come stai” o “ti vedo seria”…
    e io, sempre più stupida, ci ricasco.
    Passa un anno così, con i soliti meccanismi, montagne russe emotive. Poi mi lascia di nuovo.
    Io soffro, soffro sempre di più.
    Attraverso anche un momento personale difficile, subiisco due gravi lutti.
    Nel giro di due mesi lui ricompare, dimostrandomi per la prima volta un po’ di affetto.
    Questo succede due anni e mezzo fa.
    In questo periodo la storia si è un po’ evoluta, pur rimanendo sostanzialmente uguale.
    Lui viene a cena da me. Io vado a casa sua.
    Sempre incontri clandestini, dato che entrambi abbiamo comunque i nostri compagni (vi prego, non giudicate.)
    Lui inizia a raccontarmi un po’ di sè. E chiede di me.
    Solo che ad ogni passo avanti ne corrispondono venti indietro.
    Lui continua a sparire, continua ad ignorare.
    Ma poi ritorna.
    Mi dice che sono speciale.
    Che non riesce a stare senza di me.
    Mi dedica una canzone.
    Mi scopro irrimediabilmente innamorata.
    E mi dico che qualcosa dovrà pur provare anche lui, se continua a tornare da me.
    Ma la domanda che mi faccio è sempre la stessa:
    “come può essere così freddo, così maleducato, così distaccato e poi così appassionato quando siamo soli?”
    Non ne esco.
    Finchè un giorno, a novembre, lui mi tratta peggio del solito.
    Come se non fossi nulla.
    Capisco che lui non prova neppure un quarto di quello che provo io.
    Lo ignoro, mi faccio più forte.
    Decido di vederlo per chiudere tutto, nonostante io sia innamorata.
    Ed è lì che scoppia la bomba:
    Appena mi vede mi abbraccia.
    E mi dice “io ti amo”.
    Crolla ogni mia certezza.
    Non ce la faccio, sono debole.
    Sbaglio a lasciarlo? Cosa faccio?
    Non gli dico niente.
    Proviamo, mi dico.
    Lui non dice mai cose a caso, penso.
    Che motivo avrebbe di mentirmi?
    E’ sempre stato onesto, mi dico.
    Ne seguono tre settimane meravigliose.
    Mi sembra di vivere su una nuvola…
    E poi, di nuovo, cado giù.
    E’ ricominciata l’indifferenza.
    Non risponde ai messaggi.
    Ricomincia questo gioco prendi e molla…

    Io non ce la faccio più.
    Ma non riesco a liberarmi da questa prigionia.

    Ed ecco che capito in questo blog….

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    1. Cara Morbida, hai fornito talmente pochi elementi su questa persona che mi viene difficile darti una risposta. In fondo non sai niente su di lui, nulla sulla sua vita. Da quanto hai scritto si tratta di una storia di sesso con tutte le sue componenti di svago e eccitazione tra due persone impegnate con paura di abdicare dei rispettivi compagni di vita. Lui afferma di amarti e poi scompare senza fare alcun accenno alla possibilità di una vita assieme a te. Ti sei innamorata di un uomo che potrebbe non aver niente da darti, ma nella tua testa ha più di quanto il tuo attuale compagno possa darti…e su questa ‘possibilità’ ti costruisci un castello di sabbia pieno di angosce, di ansie, di dolore… Carissima, tante volte l’incapacità di godersi le ‘brave persone’ che abbiamo accanto ci fa perdere tutto ciò che abbiamo per inseguire il nulla. Non avendo ulteriori elementi, temo che si tratti del solito fedifrago che abusa della sua posizione di potere per ottenere rapporti sessuali gratuiti con le donne piacenti che trova qua e là. A questo punto dovresti fare una riflessione sulla tua relazione REALE, perché mi sembra chiaro che ti sei innamorata di un soggetto ombroso che non ha niente a che vedere con l’uomo che hai accanto. Bene, l’uomo ombroso ha detto che ti ama ma nei fatti cosa ha dimostrato fino adesso? Osserviamo insieme i fatti… Quante volte vi incontrate e per cosa? Cosa sai di lui? Hai capito dove voglio arrivare. L’uomo che hai a casa e che affermi di amare e di essere riamata perché non ti basta? È noioso? La vostra vita sessuale è piatta? Perdonami se ti pongo domande così intime, ma credo che il nocciolo della questione non è tanto sapere se ti sei imbattuta in un soggetto n.p. ma cosa vuoi veramente.

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    2. a me tutto ciò è durato 11 anni e 4 mesi…. poi ho scoperto che negli ultimi 5 anni faceva la stessa cosa anche con un’altra!!!……… SONO DISTRUTTA

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      1. Hai ragione ad essere distrutta. Ma se non vuoi più che un essere così becero continui a distruggerti, tieni sempre in testa che ti sei salvata, che ora piano piano correggerai gli errori commessi in passato, che è capitato e te, ma anche a me, anche a Guglielmo, ecc ecc, non siamo persone incapaci, solo che è capitato a me invece che alla mia vicina. Se prendeva di mira lei, capitava a lei. Fatti coraggio, si può passarci sopra e godere degli insegnamenti che questi brutti incidenti ti regalano. Ci vuole solo un po di tempo, ma si può. Un bacio grosso

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    3. Cara Morbida, anche il mio np si comportava così. Per anni abbiamo avuto una relazione simile alla tua, io ero innamoratisstima ( stomaco sottosopra, fischi nelle orecchie quando lo vedevo ecc ecc) di fatto ero un rifugio sempre a sua disposizione quando gli pareva, ma solo quando pareva a Lui! Poi mi ha fatto l’onore di venire a stare da me, me lo sono preso in casa! Abbiamo fatto una figlia, l’ho aiutato a pagarsi la casa, l’ho venerato, accudito, consolato, ecc ecc, finiti tutti i mutui, mi ha scaricata tenendosi tutto perché aveva avuto il buon cuore di intestare tutto a lui, poi aggiustiamo….In tutto questo tempo mi ha minata profondamente psicologicamente parlando….Ora sono andata via, a volte ho il dubbio che non esistano cerotti abbastanza grandi per ricostruirmi. Scappa appena puoi, uccidi a morsi la tua parte innamorata, scappa se non ti ha dato niente di buono fino adesso, non te lo darà mai. Probabilmente vicino a te hai un uomo normale con qualche difetto, guardalo bene, è un uomo, l’altro è solo una carogna. Potessi farti capire cosa stai rischiando, mi tagliere un braccio per farti capire e non farti passare quello che sto passando io…..un bacio…..

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  16. Sì è davvero un bell’articolo, come tutti gli altri che ho letto su questo sito del resto. Però senza offesa non basta, è troppo poco. Due persone del genere le conobbi molti anni fa, forse si erano anche messe d’accordo, e il risultato è che la mia vita è distrutta e io sono una persona rovinata oramai. Ci ho rimesso anche la salute alla fine, non solo lo studio e la vita sociale. In compenso quei due, non so come, passarono da vittime senza che gli avessi fatto nulla di male, e hanno ricevuto la solidarietà l’amicizia e soprattutto la stima di persone in carne ed ossa. Io invece sono rimasto solo, frastornato e distrutto. E dopo molti anni mi ritrovo ancora nella situazione che l’unica “persona” che mi capisce e mi fa coraggio è una pagina di internet (o qualche foglio uscito dalla stampante). Con questo non voglio dire che il sito non serva a nulla o sia scritto male, ma aiutate anche le persone dal vivo se potete, fate qualche associazione o organizzate gruppi o sedute di terapia… perchè leggere da solo non basta.
    E poi, ultima cosa, non tutti purtroppo sono nella condizione di potersi difendere o poter fuggire o poter prevenire. Cosa può fare chi non c’è riuscito? Ad esempio io non sono riuscito a fare nessuna di quelle 3 cose in tempo..e sono rimasto a terra, sperando che prima o poi sarebbe arrivato qualcuno a curare le ferite invece si è avvicinata solo gente per scavarmi una fossa sempre più profonda. Sembrava che nessuno si ricordasse più di me e di com’ero prima che cominciasse tutto questo. Comunque, frustrazione e amarezza a parte, grazie a siti come questo ho avuto almeno un po’ la consolazione che quando soffrivo e sentivo di star male a causa di quelle persone avevo “ragione”, non ero semplicemente una persona troppo sensibile, permaloso che si fissa su cose stupide o che non si rende conto che è tutto a posto (tutte cose che mi sono sentito dire).
    Ma è davvero l’unica cosa…per questo ci tenevo solo a dire di fare qualcosa in più se possibile, perchè chi rimane vittima di queste cose rischia di avere a che fare esclusivamente con medici e familiari “poco interessati a capire” che alla fine ti danno il colpo di grazia.

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    1. Ciao Fra, ti capisco e sono d’accordo con te. Questo sito e molte letture mi hanno aiutato moltissimo ad uscire dal tunnel – 20 anni di relazione, interrotta 18 mesi fa – sto molto meglio, ma sento che la strada è’ ancora lunga: ho annullato la sua importanza nella mia mente, ma non ho ancora ricostruito la mia autostima.
      Anch’io, come te, ho sentito forte l’esigenza di confrontarmi dal vivo con le persone che hanno patito e patiscono la mia stessa sofferenza e non ho trovato molto. Ho cercato gruppi di auto aiuto e mi sono ritrovata con alcolisti, depressi, ansiosi, tutte persone meravigliose, tuttavia nessuno capiva il mio dolore.
      Ho deciso in questi giorni di costituire un’associazione e mi sto muovendo.
      Sono a Roma e lancio un appello a tutti coloro fossero interessati a sviluppare il progetto.
      Un grande abbraccio a tutti.

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    1. Premesso che la parola vendetta appartiene al loro lessico, non al nostro, quando una persona non prova niente non avverte neanche gli effetti della “vendetta”. Nella mente dei soggetti disturbati ogni azione vendicativa/risarcitoria della persona danneggiata serve unicamente per dimostrare il quanto è “pazza”. Dopodiché, se il proposito della vendetta nella fantasia della vittima è avere un risarcimento morale, devo dire che non lenisce il suo dolore: serve solo a farla stare ancora peggio, perché la caratteristica delle vittime degli individui affetti da DNP è l’aver introiettato nel profondo che ANCHE loro sono povere vittime degne di compassione e di accudimento, a prescindere di ciò che fanno. Si tratta di un sentimento molto radicato che porta anche le vittime conclamate di violenza fisica a chiedere scusa dopo essersi “vendicate” magari semplicemente non rispondendo al telefono, andando a prendere un caffè con un’amica o andando via definitivamente.

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  17. Gentilissima dottoressa Claudileia, la ringrazio infinitamente per il suo lavoro e il suo sito splendido. Le chiedo consiglio. Che fare nel mio caso in cui dopo un no-contact durato un anno di separazione ho deciso di tornarci insieme perché mi sembrava veramente pentito e anche perché di mezzo c’è un bambino piccolo? Il suo pentimento e il love bombing è durato poco, solo qualche mese, dopodiché lui è ripiombato nelnell’atteggiamento svalutante e svilente che lo caratterizza da anni. Nel mio caso non c’è violenza fisica ma solo grande violenza psicologica verso di me, indifferenza e rabbia latente di lui. Non so che fare,dal momento che separarmi vorrebbe dire risvegliare la spirale di vendette e cattiverie che lo contraddistinguono. Preferirei fosse lui a prendere questa scelta ma per ora non lo fa per comodità, in quanto è nullatenente e io invece ho la casa. Potrebbe consigliarmi anche qualcosa per tutelarmi in via legale? Ho fatto psicoterapia per un anno e mi sono rialzata dalla depressione ma a volte ho paura di ripiombarci, vista la pressione psicologica a cui sono soggetta, sia che resti con lui sia che decida io di porre fine al rapporto,cosa che lui vorrebbe facessi io,in modo che lui possa fare la vittima davanti a tutti. Grazie se risponderà Claudileia. Con affetto

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    1. Carissima DI.Li, ad ogni ritorno, purtroppo, i narcisisti aumentano la soglia di dolore che infliggono. I piagnistei che fanno per riavere un partner fuggiasco nascono del bisogno di vincere la loro intima battaglia per continuare a controllarlo e sfruttarlo all’infinito. L’amore non c’entra niente con questo meccanismo. A prescindere dell’idea che ci facciamo della parola “amore”, sono certa che a nessuna persona SANA di mente piaccia la mancanza di dignità che implica accettare la tortura psicologica quotidiana inflitta da queste persone. Ti chiedo: perché ci tieni così tanto all’altrui opinione al punto di decidere di restare in una storia che sai per certo che non farà bene nemmeno al vostro bambino? Lasciarlo è subire un nuovo vortice di comportamenti vendicativi e manipolatori? Certamente! Ma restare è seppellirsi viva avendo un futuro da costruire, molto più sereno, accanto a tuo figlio. Un figlio che merita esempi positivi da seguire. Oggi subirai una campagna denigratoria, non nego. Tuttavia, tieni presente che sei tu la persona che dorme accanto a lui quotidianamente, colei che ha subito e subisce umiliazioni e vessazioni varie, colei che deve imparare a vivere sotto pressione per non crollare davanti a un bambino piccolo… Non sono gli altri a pagare a caro prezzo il loro bisogno di amore MA TU. Non so cosa farai, ma sappi che le persone pronte a giudicarti per la scelta di abbandonare un soggetto abusante non meritano la tua amicizia e tantomeno il sacrificio della tua vita e dei tuoi migliori anni. Un abbraccio pieno di affetto anche a te!!!

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  18. Io sono andata via da quasi un anno, mia figlia quasi maggiorenne, qualche settimana fa mi ha detto “incomincio a trovare il mio equilibrio”. Ti posso assicurare che quella frase mi ha lenito tutta la rabbia che provavo per la povera vittima abbandonata dalla moglie, che gli ha tolto la figlia, e che sta soffrendo tantissimo, è dimagrito parecchi chili, tanto per rendere la commedia veritiera, ed io, stronza all’ennesima potenza. Oggi mia figlia ha un punto fisso stabile (il più possibile, via) che non critica e non sminuisce, dove può dire quello che pensa e quello che prova. Meno male che sono stata una stronza patentata! Non ha prezzo togliere i figli dalle loro grinfie, fosse l’unica cosa furba che ho fatto in vita mia.

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  19. Trovo utile l’ Articolo, bisogna scappare da questa gente malata, io sto cercando a fuggire anche se non mi è permesso, spiego brevemente: 4 anni fa scopro il tradimento con la segretaria, si scusa si mostra ancora innamorato di me e mi convince che la colpa è mia perché non lo seguivo, io di Napoli lui che lavorava a Milano, accetto e mi trasferisco con il figlio più piccolo, dopo 1 anno scopro un altro tradimento decido di ritornare nella mia terra ma non mi è consentito ci vuole la sua autorizzazione per il trasferimento del figlio di 12 anni, il bimbo viene continuamente manipolato denigrando la mia città anche se il bambino trascorre i 3 mesi estivi a Napoli, dove si trova benissimo, ha tanti amici e vecchi compagni di classe, ma lui no,deve distruggere la mia vita ed io lotterò con tutte le mie forze per scappare da questa presenza malefica, mi minaccia, mi offende continuamente penso di denunciarlo anche penalmente, non solo mi ha distrutta per 30 anni e lo fa ancora ma vorrebbe continuare a rovinarmi la vita ora pretende che gli lasci un appartamento a Napoli sopra di me per controllarmi e manipolarmi, ora bastaaaa è finito il tempo in cui credevo nel suo amore per me

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