Come conquistare un narcisista perverso, ovvero l’arte di volersi male per principio

Ogni tanto capita che i motori di ricerca indirizzino a questo blog la seguente ricerca: “Come conquistare un narcisista perverso”. Immagino la delusione di questi lettori quando leggono l’esatto contrario su questa pagina. L’arte di salvarsi non è stato un motto scelto a caso, si tratta di un principio, di una filosofia di vita che include preservarsi da ogni male per riservare la nostra energia e la nostra linfa vitale a chi ne ha bisogno e a chi ci vuole bene VERAMENTE. I risultati degli scambi positivi di energia con le persone che hanno la capacità di estrarre il meglio di noi e che si fidano della nostra capacità di amare, di creare, di crescere e di donarsi sono inequivocabili e si traducono nell’aumento della nostra autostima. Nessun essere umano al mondo impara ad amare se stesso avendo accanto un partner narcisista perverso, tuttavia, come dimostra il titolo dell’articolo, c’è chi fa la scelta –  con tutte le riserve del caso sulla consapevolezza degli autori di una simile ricerca su Google  – di rendersi infelice per tutta la vita.

L’articolo ha, quindi, l’obiettivo poco nobile di accontentare tutte le persone che consapevoli o meno di averci a che fare con un narcisista perverso, vogliono assolutamente “conquistarlo” per soddisfare il bisogno narcisistico di addomesticare una belva dalle sembianze umane.

Sulle orme dello psicologo e filosofo austriaco Paul Watzlawick farò il percorso inverso, cioè, offrirò alle persone CHE NON VOGLIONO SALVARSI, alcune regole che renderanno un narcisista perverso “perdutamente innamorato”, laddove l’innamoramento e l’amore è sinonimo di non-vita:

  1. Credete ciecamente a qualunque cosa vi dica senza mai mettere in dubbio le sue parole. Se vi dice che le mucche volano salite sulla terrazza condominiale e cercate di abbattere tutte quante con la cerbottana;
  2. Assumete ogni responsabilità per i suoi fallimenti. Se lo cacciano via dal lavoro perché mandava messaggi osceni alla moglie del capo, chiamate immediatamente il suo datore di lavoro per dirgli che il vostro uomo si comporta così per colpa vostra: siete voi che non gli date abbastanza affetto e l’azienda lo deve capire. Dopodiché pagate l’avvocato che lo difenderà nella causa che farete contro l’azienda;
  3. Quando sarà di cattivo umore lasciate che si sfoghi come meglio crede, anche su di voi. Tutto è lecito, basta che vi accarezzi ogni tanto;
  4. Vestitevi e truccatevi come vuole lui. Se il vostro narcisista perverso ha bisogno di far vedere agli altri uomini che è stato capace di conquistare un bel bocconcino, ispiratevi alle pornodive o invitatelo a fare qualche giretto per le zone di prostituzione della vostra città, anche i siti porno che trovate sulla sua cronologia web sono un’ottima alternativa per trarre ispirazione. Dopo che lui avrà indicato la lucciola che gli piace di più, copiatela tale e quale. La sua gioia sarà assicurata.
  5. Non invecchiate mai: si tratta di una prerogativa esclusivamente sua.
  6. Non ingrassate mai: si tratta di una prerogativa esclusivamente sua.
  7. Non piangete mai: si tratta di una prerogativa esclusivamente sua.
  8. Non ammalatevi mai: si tratta di una prerogativa esclusivamente sua.
  9. Non rimproveratelo mai: si tratta di una prerogativa esclusivamente sua.
  10. Non traditelo mai: idem, per carità!
  11. Se intendete fare un figlio spiegate con molta dolcezza, amore e cautela che “forse” prenderete “qualche etto” e che lui, avendo i suoi naturali bisogni e necessità da uomo virile e focoso è libero di andare a sfogarsi con altre donne, uomini, trans, minorenni, alieni, ecc. ecc. ecc.
  12. Rinunciate alle vostre amicizie e adottate le sue. Se non intendete rinunciare alle vostre amicizie accettate di frequentarle da sole, l’importante è subire in silenzio le sue ritorsioni ogni volta che tornate a casa;
  13. Rinunciate alla vostra famiglia di origine oppure frequentate esclusivamente gli elementi che stravedono per lui;
  14. Attribuite ogni malattia sessualmente trasmissibile che alla fine prenderete allo stress provocato dal vostro ambiente di lavoro. Accusate vostro capo o la collega/amica che vi consiglia di abbandonare “l’uomo che ami”, quel povero narcisista perverso che vi rende tanto felice, di invidia nei vostri confronti o rabbia per la vostra competenza in tutti gli ambiti della vostra vita (sopratutto per la vostra capacità di tenere stretto stretto un narcisista perverso). Sì, sono soltanto invidiosi delle vostre bellissime occhiaie, quelle dei cattivoni dei film muti;
  15. Se avete figli adolescenti accettate i suoi tentativi di avere una relazione con le loro amiche come qualcosa di molto naturale. Vale anche provare a sedurre la fidanzatina del vostro figlio per dimostrare che è pur sempre lui il “migliore”, è normale anche vederlo invitare i suoi compagni di merenda a fare i complimenti al corpo della vostra figlia adolescente. Se per caso la vostra figlia protesta non date ascolto alla ragazza, insinuate che lei ha travisato tutto e che papà ed i suoi amici sono fatti così, che bisogna capirli, che prima o poi anche lei troverà un narcisista perverso tutto per sé, identico a suo papà;
  16. Sorridete compiacenti quando lui fa i complimenti al sedere delle vostre amiche. Anzi, indicate voi stesse i sederi più belli e sodi, assecondate i suoi gusti in materia;
  17. Abdicate della vostra privacy e rispettate religiosamente la sua. Per esempio, se avete due bagni a casa togliete la porta di uno (quello sarà il vostro) e nell’altro, insonorizzato, fate istallare una porta blindata di modo che lui possa rinchiudersi con il telefonino per parlare indisturbato con le sue “amiche”. Non vorrai mica provocare l’abbassamento permanente del suo tono di voce, giacché a forza di sentirlo parlare in tono confidenziale con la fidanzata del suo “migliore amico”, egli rischierebbe addirittura di parlare piano e suadente anche con voi. E poi, detto tra noi, un narcisista perverso deve conservare le sue corde vocali e polmoni, gli servono per parlare a vanvera e urlare fino a farvi diventare sorde;
  18. Cercate di ritrovarvi sempre pronte per uscire, per fare sesso, per cucinare per i suoi “amici” o qualunque cosa lui abbia urgente bisogno di fare;
  19. Cercate di indovinare i suoi pensieri (è essenziale, senza di questo non andrete lontano con il vostro narcisista perverso!), ma senza mai chiedere cosa vuole lui. Non vorrai mica renderti “pesante” facendo troppe domande…
  20. Regalate metà del vostro stipendio a lui per le sue personali necessità, con il restante imparate a badare da sole alle necessità dei vostri figli, alle bollette, al mutuo, alle tasse, ai vostri vestiti (che  a proposito saranno pochi, giacché di estate e di inverno il vostro abbigliamento sarà sempre lo stesso, liberamente ispirato alle lucciole);
  21. Siate sempre leggere, sorridenti, dolci, piene di speranze e di entusiasmo perché il vostro narcisista perverso ha bisogno della vostra energia. Non potete crollare, non volete mica essere abbandonate, siate ottimiste che il meglio deve ancora arrivare!
  22. E a tutte le persone sole e disperate, quelle che hanno avuto un infanzia difficile e travagliata e che nonostante ciò hanno conservato un grande cuore, invece di un cucciolo di cane, dite con convinzione: “Fate come me, adottate un narcisista perverso!”. Ditelo alla vostra vicina di casa, alla suora che cammina per strada, alla dipendente del kebabbaro sotto casa, alla figlia del macellaio…

Se tutte queste regole vi sembrano troppe ed inaccettabili, vuol dire che non siete ancora pronte per conquistare il vostro narcisista perverso. Forse dal più profondo del  vostro cuore vi piacciono gli uomini veri, normali, con dei sentimenti… Questa, però, è una mia supposizione.

In ogni caso, ammesso che gli uomini veri NON VI PIACCIONO E VI ANNOIANO A MORTE, ammesso a malincuore che vi piacciono le parvenze di un uomo, anziché l’uomo stesso, ecco l’ultima regola da affiggere sulla parete della vostra camera, immaginate una grossa insegna luminosa al neon:

23. DA RICORDARMI QUOTIDIANAMENTE: IO NON SONO NIENTE, LUI È E SARÀ SEMPRE TUTTO.

 

C.l.dias

77 pensieri su “Come conquistare un narcisista perverso, ovvero l’arte di volersi male per principio

  1. Bellissimo! Certo, lo dico da sopravvissuta e adesso posso riderci sopra. Proprio il ritratto di quel che ho rischiato (più volte) di diventare; per fortuna ad un certo punto ha sempre prevalso l’istinto di sopravvivenza ma so bene che, quando si hanno certe tendenze, è un attimo ritrovarsi così. Grazie di cuore per tutto questo splendido lavoro.

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  2. “19.Cercate di indovinare i suoi pensieri (è essenziale, senza di questo non andrete lontano con il vostro narcisista perverso!), ma senza mai chiedere cosa vuole lui. Non vorrai mica renderti “pesante” facendo troppe domande…” oddio, sai quante volte mi ha fatto pesare questa cosa? Siamo poco complici..sei pesante!! E invece anche oggi metto un tassello di puzzle in più. Mi chiedo perché a volte pensassi di meritare la sua rabbia, ne traessi piacere a pensarlo a posteriori e invece no. Non posso vivere continuamente nel dubbio e nell’incertezza che tutto possa finire, però fin quando non si arriva al limite della sopportazione si pensa soltanto a riparare. Il primo passo per uscirne é informarsi.
    Grazie per il tuo contributo, i tuoi articoli sono illuminanti dal primo all’ultimo

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    1. Cara, il dubbio e l’incertezza che stai vivendo sono parte integranti e fondamentali di ogni pseudo relazione che intraprende il narcisista perverso. Non importa se la durata è di due mesi o di trent’anni: lo schema è sempre lo stesso e non cambia mai, perché una donna vale un’altra. Loro ne vanno fieri quando riescono a rendere deboli le persone forti, per questo tornano sempre, è un fatto di potere. Questa specie di danza perversa potrebbe non finire mai perché non è conveniente per loro lasciare una persona che ha bisogno di riparare gli errori che non ha commesso. Ricordati che è nel fondo del pozzo che la terra è più fertile, ma non per questo dobbiamo arrivarci per forza. Tu non hai bisogno della sofferenza per capire cosa è meglio per te. Siamo pur sempre animali e riconosciamo i predatori per istinto. Informandoti il più possibile capirai che questi “individui” sono fatti con lo stampino, infatti, li troviamo sui manuali. Sono gli uomini veri ad essere diversi, quelli che camminano accanto a noi senza il bisogno di metterci il bastone tra le ruote, di umiliarci o di tradirci per demarcare il loro territorio. Alla fine, se ci pensi, prendere un mezzo pubblico senza timbrare il biglietto ti reca la stessa ansia e batticuore, la stessa adrenalina di averci a che fare con qualcuno così, cioè, l’adrenalina sale perché sei permanentemente tesa, perché fai qualcosa di contrario alla tua natura e ai tuoi principi, qualcosa di scorretto e di illecito, sai che prima o poi arriverà il controllore e ti farà un bella multa, conosci già il prezzo da pagare… ne vale la pena? Morale: ricordati di timbrare sempre il biglietto e liberati dal tuo narcisista perverso perché in ogni caso a pagare il conto salato sarai sempre tu.

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      1. scusate molto interessante l articolo..fino a due settimane fa frequentavo se così si può dire un narcisista che sia perverso o no, il quale durante i 6 mesi on e off abbiamo discusso abbastanza io l ho insultato più volte via messaggio ecc..ora nn mi chiama più non mi cerca…devo aspettarmi un suo ritorno e contrattacco?devo dire nonostante la nostra é una storia di sesso e passione io mi sono affezionata a lui..ma essendo una donna nn abituata a corteggiare un uomo e a corrergli dietro lui probabilmente nn sono il suo tipo…l unica cosa che mi preoccupa é Alia vulnerabilità perché quando lo vedo sento il bisogno di stargli accanto…e lui questo lo sa lo percepisce mi potere dare un consiglio al fine di capire esattamente se questa persona é davvero narcisista come io dubito e se così devo temere un suo ritorno visto che si comportano così con le loro prede??grazie e molto interessante leggervi

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      2. Cara Maria Cristina, dal tuo racconto ci è impossibile arrivare a una conclusione. Comunque, non credo sia ragionevole restare in un rapporto fatto soltanto di sesso e insulti. Tocca a te comprendere cosa provi esattamente per questa persona che a tratti insulti e a tratti vorresti accanto a te. Attendere un suo ritorno e poi contrattaccare? Cara, un sano rapporto di coppia non è una guerra nella quale uno parte col mitra e l’altro con il bazooka. Un abbraccio, C.

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    1. non essere pesante, essere sempre leggera,indovinare i suoi pensieri…a distanza di anni resta comunque la mia modalità……………………

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      1. Cara Francesca, è la tua modalità o sei stata ‘programmata’ per non farti valere abbastanza? Ci sono differenze fondamentali. Ricordati che il narcisista perverso distrugge l’autostima della donna PRIMA di programmarla ‘ad essere sempre leggera’. Cosa vuol dire essere leggera? ‘Essere leggera’ per loro vuol dire: non ‘far pesare’ un tradimento, non far pesare ritardi eccessivi e cambi di programma improvvisi, non far pesare le assenze nell’educazione dei figli, non far pesare le irresponsabilità nella gestione dei soldi, non far pesare le promesse non mantenute, non far pesare la freddezza e l’indifferenza con la quale ci trattano, non far pesare le scorrettezze nei più svariati ambiti della vita di coppia. Perché molti narcisisti perversi fanno ricorso alle prostitute? Perché le prostitute, nell’esercizio del loro triste mestiere sono in apparenza ‘molto leggere’. Cara Francesca, siamo tutte donne e non macchine dispensatrici di QUESTO TIPO DI LEGGEREZZA che non a caso viene dispensata a pagamento. Avere una dignità e farti valere non vuol dire ‘essere pesante’ ma essere UMANA. Tu hai il diritto sacrosanto di farti rispettare. Un forte abbraccio e pensaci su, perché se questo ‘essere leggera’ ti fa soffrire è il momento di riflettere se il gioco vale la candela. C.

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  3. Fantastico ed illuminante.
    Sono rimasta allibita dal punto 15.
    Avendo una figlia, non sua, adolescente, ed avendo sentito i suoi commenti molto più che espliciti.
    Alla mia arrabbiatura ha risposto che scherzava.
    Ora so, che non è così.
    Un mostro.

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    1. Cara Carmela, come hai potuto (purtroppo) costatare sulla tua pelle, i soggetti perversi valutano le donne (anche quando sono le loro figlie) dai loro corpi: “Hai visto che carina mia figlia? E’ perfetta. I ragazzi ne vanno matti. Ha un corpo bellissimo, un sedere sodo…” E’ orribile, ma è così. Diventano estremamente seducenti con le loro amiche, offrono un passaggio, mille gentilezze, chiedono amicizia su fb per guardare le loro foto, si offrono come paterni consiglieri… Non vuol dire che diventeranno genitori incestuosi per forza, ma che per loro vale la logica della valutazione delle persone conforme il fisico, come dei cavalli che si scelgono guardando bene i denti, il metabolismo, il modo di muoversi, ecc. Se si tratta di un soggetto perverso, potrebbe sentirsi molto più giovane di quel che è e quindi nella sua testa malata è normale per un uomo grande desiderare una ragazzina. Anzi, sono convinti che tutti gli uomini del mondo desiderano le ragazzine, proprio come loro. Molte donne mi scrivono con il tuo stesso problema, cioè, vengono accusate di essere in crisi di mezz’età o gelose delle loro figlie da compagni di vita perversi quando, in realtà, hanno una lunga lista delle volte in cui hanno udito commenti, sopportato battutine e sorpreso languidi sguardi inequivocabili verso i corpi delle loro figlie. Il risultato di questo modo di fare perverso è uno solo: distruggere entrambi le donne, cara Carmela, le madri e le figlie. Le madri perché sentono di aver portato a casa e presentato alle loro ragazze/bambine un uomo rivelatosi poi un soggetto inaffidabile e perverso; le figlie perché si sentono in colpa, credendo di aver rovinato il rapporto affettivo delle loro mamme. Nessuna ragazza è libera di muoversi con un soggetto perverso che le mangia con gli occhi, figuriamoci se questo soggetto dovrebbe rappresentare una figura paterna! Solo tu puoi comprendere la gravità del suo comportamento. Una cosa è certa: si tratta di una situazione psichicamente molto dura per la tua ragazza, ammesso che lei se ne sia accorta. Per quanto riguarda il perverso, dirà che stai esagerando, che sei in crisi di mezz’età, che sei paranoica, che hai visto o sentito male, che sei cattiva con lui e con tua figlia e che non hai capito niente degli uomini… è una spirale distruttiva per te, per la tua autostima, ma sopratutto per la tua ragazza che non dovrebbe mai sapere – in caso di rottura – la causa reale della vostra separazione. Valuta bene il da farsi e proteggila. Hai tutta la nostra solidarietà.

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  4. Grazie Claudileia della risposta.
    In effetti paranoica, cattiva ed idiota continuo a prendermeli anche dopo la rottura ( voluta da lui) e che si stava preparando da tempo.
    Per fortuna (mia), ma che sofferenza….
    E questo punto in più mi ha letteralmente atterrita. Anche perché riteneva di non essere accettato ( a questo punto intendo idolatrato) sufficientemente dalla ragazzina, che anzi si è sempre dimostrata molto fredda nei suoi confronti, seppur educata e gentile. A pelle, devo dire, che mia figlia ha avuto antenne più lunghe delle mie.
    Mi sento molto triste.
    Per una storia che era tale solo per me e per i segni nell’anima che mi ha lasciato.
    Grazie ancora
    Carmela

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    1. Cara, ora c’è da lavorare sulla tua autostima e sulla tua fiducia nel prossimo. Sono situazioni molto traumatizzanti per le mamme e per le figlie. Quest’uomo ti ha costretto a misurarti con la tua ragazza. Non c’è dolore peggiore. Ecco la funzione dei predatori psichici: rovinare rapporti sani, far terra bruciata, seminare sospetti, zizzania, gelosie… Immagino che lui se ne sia andato perché te ne sei accorta del suo gioco perverso… Un adolescente non è un bambino che si può conquistare con due caramelle, oggi osservano molto prima di fidarsi di qualcuno. In questo senso hai ragione tu: a volte sono meglio di noi, hanno artigli e fiuto migliori dei nostri, ma grazie all’educazione che abbiamo dato, alla tecnologia e all’informazione che un tempo non avevamo. Sì, la storia era tale solo per te, ma può capitare nella vita di tutti noi. L’importante è preservarsi d’ora in poi, ripristinare il tuo fiuto primitivo. Non siamo veggenti per sapere come una persona si comporterà con i nostri figli una volta acquistata la nostra fiducia. Tolta completamente la maschera i perversi spesso se ne vanno, è un classico. Non dargli l’opportunità di calpestare la tua autostima ancora una volta. Abbracci

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  5. Devo dirlo…ho riso di cuore…! Compkimenti per l’ironia e il lucido efd umoristico triste e realistico quadretto di chi si ostina (come x molto è capitato ad ognuna di noi) a compiacere divertire sopportare ed escogitare cenette e baby doll a far da pornodiva e casalinga perfetta (come la odiata-adorata madre) subendo malumori immotivati scoppi d’ira e fughe in bagno col cellulare …! Ho riso di cuore davvero! Se mon avessi optato per il NO CONTACT glielo avrei inviato via mail…ma tanto avrebbe detto “ma che dice…nkn sta bene poverina. ..saranno i suoi traumi infantili”.brava Claudileia e grazie

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  6. grazie per quest’articolo! Solo oggi ho capito aiutata da una persona attenta ed esperta dell’animo umano, chi è mio marito. Trent’anni di quello che io credevo amore e dieci in cui lui dice che gli ho fatto fare una vita di merda, tanto per giustificare la storia con un’amante tenuta nascosta da un anno e mezzo, periodo nel quale non ha fatto altro che insultarmi dicendomi di vergognarmi. e io che non capivo… è da un’ora circa che rincorro sul web la parola “narcisista”. Non sparisce certo la sofferenza perché io quest’uomo purtroppo lo amo, subentra la certezza che non potrà mai cambiare e anzi potrà solo peggiorare. Mi dicono che devo ritrovare la mia autostima e di pensare a me, non so da dove iniziare tanto sono stata assorbita da lui per poi essere gettata come uno straccio vecchio.

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    1. Carissima, soltanto uno psicoterapeuta dopo aver sentito tutta la tua storia può essere in grado di dirti se la persona che hai accanto è un narcisista perverso/psicopatico, qui forniamo gli elementi e le informazioni che possono portarti a comprendere alcune delle dinamiche che ti fanno/hanno fatto soffrire. Il fatto che lui abbia un’amante da un anno e mezzo non basta per definirlo così, ma il modo come ti ha trattata in questi trent’anni di vita in comune (e non solo nell’ultimo anno e mezzo) indica la sua reale personalità. Ti consiglio questo articolo: https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/09/23/io-e-le-mie-cose-la-manipolazione-perversa/, senz’altro per comprendere se nel tuo rapporto, così longevo, ci sono gli elementi della manipolazione e una serie di maltrattamenti psicologici tipici dei perversi. Sei libera di scriverci fornendo ulteriori elementi che ci aiutino a comprendere un po’ meglio il duro momento che stai vivendo. Un fortissimo abbraccio!

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    1. Come non esserti vicina, cara? Più il rapporto è longevo più duro è il salto nella realtà. Molte donne, però, definite ‘pazze’ e ‘visionarie’ dai loro vampiri per decenni provano almeno un po’ di sollievo quando si accorgono di aver vissuto una vita sulle orme di personaggi che hanno sempre dato poco o niente. Ci sarà sempre chi raccomanda di salvare l’insalvabile. Non è il caso di questo blog. La nostra linea è ben precisa: salva il bello che è in te perché essere manovrata, tradita, umiliata, triangolata, trattata come uno zerbino che tutto perdona NON E’ VITA. E lo diciamo sopratutto quando ci sono figli di mezzo.

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  7. ho letto con molta attenzione……..la mia storia è breve . Conosco questo narcisista da ben 25 anni ma non abbiamo avuto una storia ma una semplice frequentazione. Sei anni fa mi contatta io avevo difficoltà a riconoscerlo. Avevo da un mese perso mia madre dopo tre anni di agonia, accettai di incontrarlo……..ci frequentiamo per un po ma sempre a casa sua mai un ristorante un buon sesso . Poi arrivano le sparizioni, fino ad accorgermi che il suo sparire è dettato dal suo ritorno con la ex (presumo narcisista come lui.) Non lo cerco lascio cadere la cosa. Tanto sapevo perfettamente che non mi avrebbe dato nulla solo sesso. Ma io volevo qualcosa di più. In questi anni sono stata sempre tra lui e la sua ex. Sapevo perfettamente chi fosse. Quest’anno il boom……..dopo un mese di telefonate msg tipo
    1) sei la migliore
    2) sei una vera femmina
    3) ho deciso di vivere quest’ultima parte di vita lui ha (61anni operato da un anno cancro alla prostata) con te voglio sposarti ecc.
    A questa richiesta risposi che le sconosciute non si possono sposare.
    Iniziamo a vederci per un mese ci siamo visti sempre io sempre molto attenta e accorta . I baci non erano più gli stessi. Sono stata in guardia ed ecco che arriva la bugia parte di nascosto io lo scopro lui mi insulta io rispondo sempre con la sua modalità. Ovviamente una volta scoperto la colpa era addossata a me. Questo non mi creava nessun problema. L’ho offeso duramente con la parola “scatarro” Apriti cielo ma anche in questo non mi sono preoccupata. Alla fine i suoi msg. mi davano fastidio e non ho risposto. E’ passato un mese……………l’ho frequentato xchè in quel momento c’era un vuoto, ma non mai pensato di cambiarlo è un folle 4 giorni di amore eppoi inizia il diluvio universale. L’importante è essere freddi e capire ogni singiola mossa. Certo aspetto una sua telefona per ridere sul suo comportamento.

    4) tl

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    1. Cara Mary, dai comportamenti di questo soggetto posso unicamente supporre che sta cercando una donna per badare a lui ad ogni costo. Non importa chi sia questa donna, una vale un’altra e quindi continuerà a imbrogliarle tutte fino a trovare la più fragile da vampirizzare. Non so perché t’aspetti una sua telefonata… per ridere? Ridere da cosa? Un uomo di 61 anni che si comporta di modo così immaturo fa ribrezzo e anche un po’ paura. Se si tratta di un narcisista perverso quando si renderà conto di aver perso totalmente il controllo su di te e anche sull’altra potrebbe diventare imprevedibile. Finché è distratto da altre cose ti lascerà in pace. Cerca di chiudere definitivamente e per sempre.

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  8. Ho recentemente avuto una frequentazione lavorativa con un uomo (nessuna relazione) che si è rivelata nel tempo devastante per l’ambiguità del suo comportamento. Il suo trasformismo ha compromesso ciò che sarebbe potuto nascere e, sentendosi rifiutato senza nemmeno darmi una possibilità di dialogo a quattrocchi, ha tentato di minare la mia autostima, criticandomi senza reale motivo, attuando comportamenti punitivi, etc…Leggendo nel Web trovo in lui molto tratti tipici del narcisista. A distanza di parecchi mesi ricevo ogni mese 3/4 telefonate mute (10 nel periodo del mio compleanno!). La cosa non mi crea paura, lo tratterei come si deve ma riattacca praticamente subito. Mi chiedo: perché lo fa? È il bisogno di controllarmi anche se non c’è stato nulla fra di noi ? Credo sia lui perché alcune telefonate le ricevevo anche quando lavoravamo insieme nei giorni in cui ero a casa in ferie. Non mi riesco a spiegare perché un uomo con un’intelligenza così acuta, così stimato in società, poi cada rovinosamente in basso. Non capisco se sia narcisismo o solo rabbia, rancore per non aver ceduto alle sue lusinghe. La frittata l’ha fatta da solo pensando che fosse facile illudermi con finte lacrime ed implorandomi dapprima allo scopo di trattenermi per poi dirmi che le sue lacrime non rispecchiavano alcun sentimento. Ma allora adesso perché diavolo chiami? Forse è solo una penosa mancanza di attributi.

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    1. “Non mi riesco a spiegare perché un uomo con un’intelligenza così acuta, così stimato in società, poi cada rovinosamente in basso.” Cara Lily, ammesso che sia lui a chiamarti (oggi puoi scoprirlo facilmente grazie a programmi come whooming, facilmente scaricabili sull’web!) tutto si può dire dagli uomini e donne che si comportano così, tranne che abbiano un’intelligenza sofisticata. Abbiamo a che fare con degli esseri molto primitivi che cercano di soddisfare i loro istinti primari, i loro bisogni elementari: fare sesso, mangiare, divertirsi, arrivare alla gloria e avere riconoscimenti e ammirazione con il minimo sforzo mentale possibile. Per questo insistono fino allo sfinimento quando non ottengono ciò che vogliono, come dei bambini che vogliono qualcosa e la mamma lo deve dare. Piegare le persone alle loro volontà anche attraverso metodi illeciti come la molestia telefonica è per loro un semplice divertimento. Considerano l’ipotesi di infastidirti? Assolutamente no, perché si convincono che in fondo tu ‘ci stai al gioco’! Puntano sul loro obiettivo e vanno avanti strategicamente con fare militare fino a raggiungerlo (come scrive sempre Marietan!) e quando non lo raggiungono scatta la rabbia infantile e incontrollabile. La tua volontà non conta niente, sei soltanto un oggetto come gli altri a loro disposizione e, come tale, DEVI farti usare altrimenti danno inizio a una campagna denigratoria memorabile per la preda che ha osato sottrarsi ai loro giochetti. Ho visto di donne accusate di essere ‘lesbiche’, ‘strane’, ‘fredde’, ‘cattive dentro’ e anche di ‘puzzare’ perché non avevano ceduto agli avances di un collega narcisista. Erano donne profondamente ferite, colpite nella loro femminilità. Immagino il tuo stress! Proviamo a immaginare un confronto tra te e lui su queste chiamate: “Senti X, ho scoperto che sei tu a chiamarmi, ho qui il tuo numero, ho installato un programma, ora lasciami in pace o ti denuncio!”. Quali potrebbero essere le sue reazioni? Facile immaginarlo: 1. negare (perché le prove dei loro misfatti non hanno alcun valore e quindi negano sempre); 2. piangere e farti una dichiarazione d’amore da film per salvarsi la faccia, cercando di ‘commuoverti’ per piegarti finalmente; 3. raccontarti una bugia: “Mi hanno rubato il telefono! Ma chi ti credi di essere?”. Finché si divertirà continuerà a chiamarti. Alcuni telefonini o applicativi possono bloccare le chiamate anonime, prova a informarti e taglia la testa al toro. Un forte abbraccio e guardia alzata!

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      1. Grazie per la risposta…Lui chiama sul fisso dove io non dispongo dell’identificativo chiamante. Le telefonate secondo me termineranno a breve, io non gli ho mai dato corda. Da tempo comunque le nostre strade si sono separate e non ci saranno più occasioni di rivederlo (non abitiamo vicini, per fortuna) e quindi dovrebbe aver capito che non può ottenere quello che non ha avuto quando ci vedevamo al lavoro. D’altra parte io sono stata educata nei saluti mentre lui ha lanciato solo frasi sibilline e vaghe. In caso comunque di eventuale confronto lui avrebbe sicuramente negato e ribaltato la frittata nel suo stile. Se un uomo si comporta come un adolescente perso e lo dimostra molto con gli sguardi e col linguaggio del corpo e lo fa anche in maniera plateale, penso che la donna in questione ritenga utile almeno un dialogo esclusivo a due. Invece non solo ha sempre evitato (a quel punto sottolineava che non aveva tempo da ‘concedermi’) costringendomi a brevi ma efficaci sfoghi di malessere alla presenza degli altri (lui era il boss) mentre se capitava di stare soli il silenzio era quasi un’imposizione, qualcosa non mi quadrava. Sono stata poi sottoposta a svalutazioni ingiustificate ed infantili. Sono stata massacrata in diversi modi perché utilizzava ampiamente per controllarmi (compresi pedinamenti in pausa pranzo di cui presto mi ero lamentata) certe impiegate compiacenti che, come ho avuto modo di vedere, riferivano anche quante volte andavo in bagno (peraltro poche). Lascio perdere tanti altri esempi, io ho ribadito che ok, ero l’ultima ruota del carro, ma offendere l’intelligenza così non era accettabile e man mano mi hanno sommersa di lavoro (ok) isolandomi tipo cane rabbioso (mi riferisco a persone che nascondono preziose informazioni relative al lavoro). In questo contesto ho trovato inaccettabile perché oltremodo offensiva la costante allusione ad un posto di lavoro stabile (cosa impossibile peraltro) che hanno perpetrato fino agli ultimi giorni. Quindi io da parte lesa che ha manifestato sgomento e disagio sono diventata cattiva,machiavellica,strana….Sentendo le testimonianze atroci in questo blog mi posso considerare fortunata, non avendo intessuto una relazione con questo figuro. Tendenzialmente evito persone del genere, comunque dando rispetto al prossimo ne pretendo altrettanto. In questo caso sono stata colpita nel periodo già più buio della mia vita (vedi cercare lavoro oltre la quarantina) proprio da una persona di cui mi fidavo (credimi, mi fido raramente), con cui in precedenza avevo avuto un rapporto lavorativo di stima reciproca, è questo che mi ha fatto stare male…e ancora non ne sono uscita completamente. Di quell’uomo, è rimasta a malapena l’ombra.

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  9. Cara Lily, gestire un rapporto con un NP sul luogo di lavoro e per giunta con lui che è il tuo capo, è di inimaginabile difficoltà. Penso alla tua giornata ed immagino i dubbi, le arrabbiature e soprattutto la tua solitudine (i colleghi saranno ben felici, ritengo, del tuo isolamento che faccia loro buon gioco o meno sul lavoro, so per esperienza che in genere godono del dolore altrui). Non esitare a scrivere su questo blog quando ti senti stanca e avvilita e non avere dubbi sulla fondatezza delle tue decisioni. Spero che tu abbia qualcuno con cui confidarti fuori dall’ambito lavorativo ma noi siamo qui e Claudileia è sempre pronta ad aiutarci e a dare una parola di conforto. Io sono una sopravvissuta che grazie agli articoli del blog ed alle spiegazioni di Claudileia ne è uscita fuori. Mai e poi mai vorrei avere di nuovo a che fare con quel soggetto anche se sono più fortunata di te perchè non ci lavoro insieme , non ho nessuna occasione di vederlo neanche casualmente, non abbiamo amicizie in comune. Tutto questo ovviamente ha reso più facile il distacco. Senza gli articoli di marietàn e Claudileia avrei fatto la fine di Anna (da cui la scelta del nickname) protagonista di Menzogna e Sortilegio ( romanzo che “ante litteram” parla della follia con la quale siamo venuti a contatto).Ti abbraccio .

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    1. Ciao Anna, grazie per le tue belle parole. Come ho scritto, non ho la necessità di staccare perché ormai da mesi il nostro rapporto lavorativo è finito e anche nel mio caso non vivendo vicini, non frequentando luoghi o persone in comune, sono sicura che non lo rivedrò più. Però questa ‘delusione’, chiamiamola così anche se non lo trovo un termine sufficientemente esaustivo, mi ha svuotata in un modo inimmaginabile. Ora, decisamente non solo è difficilissimo trovare lavoro, ma sono rimasta piuttosto scottata, diventa complicato anche riporre fiducia nelle persone, in precedenza avevo trovato gente nebulosa che ti cerca senza molta intenzione di pagarti, lui si era presentato come la mano amica, poi man mano ho visto che faceva promesse da marinaio e non ne capivo la necessità….E’ stata un’esperienza da un punto di vista lavorativo davvero degradante, come donna poi mi sono sentita annullata e comunque in occasione del suo ultimo attacco non ho mancato di dirgli come mi sentivo e che in quell’ufficio ormai io non riconoscevo più la donna brillante che ero in realtà.So che è contrario al blog pensiero, ma mi sto convincendo che per superare questa fase non mi rimane altro che odiarlo ferocemente. Materialmente sono sopravvissuta a lui, difficile resta crearsi un domani. Un abbraccio.

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  10. Non avevo capito che tu non avessi più che fare con lui. Meno male. Il fatto che lo detesti è normalissimo, passerà con il tempo e via via che la tua vita prenderà un corso diverso. Anche io provo ancora del rancore per lui ed anche per me stessa. Vedo la me stessa di alcuni mesi fa e stento a riconoscermi. Ti auguro di trovare presto un nuovo lavoro, tienici aggiornate se vuoi. Un caro saluto.

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  11. Ho riso fino allo sfinimento!!! E ridere è una medicina potentissima sempre!
    Io ne conosco tanti, e sarà che con lo stesso fuoco non ti bruci mai due volte (se trasformi i fallimenti in opportunità di crescita), sarà che ho imparato ad accettare i limiti miei e degli altri, sarà che nessuno è perfetto, ma francamente io li trovo buffi nelle loro straripanti prosopopee…buffi in quei corpi da grandi e quegli animi da bambini capricciosi e col mocciolo al naso. Sono brillanti, abili, intelligenti ed astuti, sagaci, metodici, afrodisiaci, imprevedibili, disimpegnati, sono sempre “nel qui-ed-ora”, vivono la vita un giorno per volta, sono follemente dipendenti dagli altri….sono sfacciatamente controllabili con qualche astuzia….sono talmente presi da loro stessi che non noterebbero se prendessi il controllo neanche se glielo dicessi…sono fighissimi se li sai prendere per quello che ti sanno dare….ovvero quasi niente!!! Attimi…attimi intensissimi e stomolanti. E poi bisogna tornare alla propria vita, interessi, lavoro, amici, letture, cinema, teatro, cultura, passioni. Perdere la cognizione del tempo ed assaporare il ritorno per quello che è: un altro attimo. Create rapporti alla pari. Coltivate voi stessi, riempitevi di Vita vostra, non di specchi altrui (e di legno…). La vita è oggi. E non si può pretendere di salvare nessuno, anzi. Non si può pretendere proprio come concetto astratto. Pretendere equivale a mettersi sullo stesso piedistallo loro, giocare a braccio di ferro in una guerra di dominio senza fine. Ma l’Amore è ben altra cosa: è amichevolezza, e accettazione di se stessi prima di tutto. Tanto più ci si ama tanto più gli altri lo vedono ed avranno rispetto di quell’amore. Giocate con la Vita, e tutelate i sentimenti come uno scrigno prezioso: non elargiteli al primo venuto solo per anelare ad un riempimento di vuoto. Dare troppo subito equivale a privarsi di qualcosa: la propria unicità. Mostrarsi troppo a chiunque equivale a svendersi e non trattarsi bene. Trattatevi bene, e prendeteli per quello che sono: persone. Nessuno vi nuoce se voi non lo permettete. Godete di ciò che date ancor prima di ricevere, il disinteresse abbassa le aspettative. Io ho molte cicatrici ma imparando ad osservare, e levare la paura e la diffidenza ho creato contatti autentici, e con tutti loro mi affranco ringraziandoci a vicenda (avete sentito, a vicenda!). I cammini si dividono perché ammettono di non essere in grado ed io per questa onestà li ringrazio e non pretendo di cambiarli. Chi sono io per pretendere di diventare un centro per qualcuno?! Spero che inizierete a vedere il lato comico, a temere di meno il buio e ad accendere la luce. L’unico modo per farlo è guardarsi dentro, venire a patti con noi stessi e lavorare sodo. Bisogna fare “click” dentro, per scoprire che “l’altro”, altro non è che una proiezione del mostro dentro. Se sconfiggi quello, la bugia scompare….e certi personaggi dureranno il tempo di una pizza ed una telefonata. Poi vi annoieranno e ognuno a casa sua.

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    1. Se per Lei gli uomini (e donne) senza coscienza per come vengono descritti su questo blog sono “brillanti, abili, intelligenti ed astuti, sagaci, metodici, afrodisiaci, imprevedibili, disimpegnati, sono sempre “nel qui-ed-ora”, vivono la vita un giorno per volta, sono follemente dipendenti dagli altri” mi chiedo quali sarebbero le qualità delle persone comuni in grado di farla vibrare allo stesso modo. Per persone comuni ritengo tutti coloro che imparano dagli errori e che nutrono sentimenti profondi per le PERSONE, individui così evoluti da andare oltre la logica squallida dello sfruttamento. Ecco, con le persone comuni ci andrei volentieri a divertirmi e prendere un caffè, perché so di poter dare e avere qualcosa di positivo per la mia esistenza ed è proprio a loro che attribuisco tutte le qualità da Lei destinate ai narcisisti perversi, perché riescono a svilupparle pienamente: l’intelligenza di un uomo profondo (che sente e ama) non ha paragoni con lo sfoggio logorroico di un narcisista; la progettualità verso il futuro di un uomo vero mette sotto tappeto il “qui e ora” e l’imprevedibilità tanto lodata da Lei nei soggetti narcisisti; l’astuzia e la sagacia, in altre parole, la furbizia, non sono qualità che apprezzo all’interno di un rapporto affettivo e nemmeno di amicizia… cioè, per molti di noi ciò che rende una persona afrodisiaca è la FIDUCIA e la LEALTÀ che ci porta a dare il meglio di noi (non il peggio!) e allora sì che diventa bellissimo lasciarsi andare a qualunque tipo di rapporto. Detto questo, molte donne e uomini decidono liberamente di avere rapporti sporadici (soprattutto di natura sessuale e/o economica) con dei soggetti narcisisti perversi, perché come Lei ha ben descritto “si divertono” e hanno imparato “a gestirli”. Ovviamente sono scelte personali che molto spesso finiscono per diventare rapporti ambigui intrisi di “amicizia” sessualizzata e in scambi di interessi da entrambe le parti. Be’, ognuno di noi ha i suoi valori… i miei sono diversi, che ci posso fare? Se voglio ridere e divertirmi vado a vedere una commedia con una persona pensante, anziché sfoggiare accanto un clown! Questione di punti di vista.

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      1. Temevo che del mio provocatorio commento sarebbero state percepite ed estrapolate solo alcune parti “convenienti”… tralasciando di fatto tutto il “sale” del discorso: li ho etichettati sì come lei ha opportunamente virgolettato, ma anche estremamente buffi, dipendenti e, nell’ultima riga noiosi.
        Tutta la parte omessa del mio commento, prevedeva proprio quello che lei ha di fatto descritto nella sua risposta. Poiché quello che lei descrive, è una conseguenza naturale di quello che io ho sottolineato quando parlo di coltivare l’amor proprio, ed il considerare i sentimenti come un bene prezioso, da dare a chi dimostra A FATTI di meritarseli. E per farlo ci vuole tempo…
        Nel mio commento ho anche accennato al fatto di essere una persona con molte cicatrici (di fatto sono una vittima e la mia storia è comune a quella di molte “vittime”), ma ho voluto fare un percorso per cui ho preferito indagare su ciò che riguardava me ed il mio “glielo hai permesso” piuttosto che continuare a guardare il mio specchio. Perché di questo si tratta: di un gioco di specchi. Loro sono malati ed abusanti, e noi siamo i complici di un gioco al massacro. Ho spostato l’attenzione da fuori a dentro, dall’altro a me, dal narcisismo altrui al mio. Cosa mi ha spinto a mettere la mia dignità e la mia intelligenza al servizio di un’altra persona?! E perché non me ne sono andata subito? Perché non l’ho trovato noioso nella sua tracotanza? Come ha potuto una donna intelligente come me farsi abbindolare da frasi vuote e zero fatti concreti?
        Ecco, vede…quando si smette di fare la vittima e ci si riconosce per quello spirito malato che appartiene a tutte le vittime, si comincia a notare che il nostro narcisismo crocerossino è tanto pericoloso quanto il loro. Immolarsi a persona che ha conquistato e tiene in pugno il Cavaliere Nero è assai superbo…da quando ho imparato ad osservare, li vedo solo come persone, che lo sottolineo, non hanno caratteristiche tanto affascinanti da volerci costruire qualcosa. E se una persona non ci fa paura, non ci può levare nulla, non può darci nulla, perché odiarla? Al massimo genera compassione…
        Lei li etichetta a prescindere come palloni gonfiati, ma la verità è che molti di loro sono insospettabili, e che non li si riconosce subito, sembrano e a mio avviso sono persone con molte qualità, come tutti noi. Spesso sono brillanti e ci si può parlare di molte cose, avere scambi intellettivi vivaci e stimolanti. Semplicemente non sono persone che possono avere una relazione, mettersi al servizio dell’altro in una situazione di mutua reciprocità. Sta a noi non farlo. Sta a noi capire chi si ha di fronte. Perché i segnali ci sono eccome. E’ più probabile che a conti fatti e storie finite se si è onesti si debba ammettere che era una storia che ci siamo fatti da soli e che non poggiava sul nulla se non su fiumi di parole. Si ha talmente bisogno di amare e di essere amati che ci facciamo le storie da soli, ci mettiamo in relazioni con persone che possono dare 5% e noi compensiamo con il 95…
        Io per fortuna ho ben saldi i miei ideali, e ma all’odio ho sostituito il perdono.
        Bisogna smetterla di sentirsi vittime per iniziare ad amarsi. Bisogna smetterla di vedere le persone come mostri e bisogna avere il coraggio di non pretendere di aiutare per forza, soprattutto quando non richiesto.
        Ripeto, mi dispiace molto che tutta la parte “saliente” del mio commento, quello sulla libertà, l’amor proprio, il coltivare interessi e relazioni sane sia stato tralasciato, ma ricordo quando anche io ancora li temevo, quando le ferite bruciavano e cercavo i tratti narcisisti in tutti, quando ero dipendente dalla necessità di costruire relazioni (e quindi bramavo relazioni sane cercando il “bruco” dentro ad ogni mela). Il mio commento, se letto non superficialmente, rivela un’amara autoironia, e di fatto invita a pensare che nessuno può nuocere se non gli si da il permesso di farlo.
        Peccato. Dopo un articolo pieno di pungente sagacia e sarcasmo intelligente speravo di trovare altrettanto acume nell’interpretare una provocatoria risposta, che come nel suo articolo, rivelava tra le righe ben più di quanto non sembrasse.

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      2. Perdonami se non ho colto l’ironia delle tue lodi sulle presunte qualità dei narcisisti perversi. Nell’articolo che ho scritto, anche se ironico, non c’è nemmeno l’ombra di una qualità che possa essere attribuibile a questi personaggi. Il resto del tuo ragionamento non fa una piega, tanto è vero che nel blog usiamo spesso il termine ‘complementare’ anziché vittima, cioè, spesso facciamo un richiamo all’assunzione di responsabilità delle persone coinvolte in questo tipo di ‘rapporto’. In ogni singolo articolo di questo blog c’è un invito allo stabilimento del contatto zero per disintossicarsi da queste pseudo relazioni. C’è da dire che qui parliamo di narcisismo perverso e di psicopatia, cioè, dell’ultimo gradino della scala narcisistica in cui la speranza di intraprendere un qualsiasi tipo di rapporto con queste persone, anche quando superficiale, può soltanto nuocere a chi lo fa. Se poi ci sono terapeuti e pazienti convinti che sia possibile la pacifica convivenza tra prede e predatori all’interno di una gabbia, non è compito mio giudicare loro operato o la loro linea di pensiero. Ritengo intollerabile, però, credere che le persone che abbiano scelto il contatto zero siano piene di odio o ‘poco civili’ per non saper gestire con leggerezza e abnegazione soggetti decisamente poco raccomandabili dal punto di vista morale e etico. Ciò che ci rende esseri umani è la coscienza e quindi non mi vedo prendendo un caffettino al bar con un soggetto sprovvisto di una, per più ‘brillante e divertente’ che possa sembrare. Ho scritto un articolo sugli amici ‘Charlie Brown’ dei narcisisti perversi, cioè, su coloro che prestano le orecchie alle loro storie senza capo né coda e che molto spesso diventano uno sfoggio di furbizie, slealtà varie e disprezzo per gli altri esseri umani. Ognuno di noi sceglie la propria compagnia con base nel vissuto e nel sentire e quindi quando si arriva al punto di scegliere il contatto zero come unica alternativa è perché si è venuto a creare un divario tra ciò che riteniamo siano le PERSONE da semplici PREDATORI. Se un uomo mi tratta come una cosa ho il diritto sacrosanto di non ritenerlo più un UOMO e quindi di guardare altrove. Senz’altro ci saranno donne che vedranno nello stesso soggetto qualità e caratteristiche per me inesistenti, ma a quel punto la cosa non mi riguarda. Questo non fa di me una persona piena di rabbia e odio, ma una persona degna di rispetto che ha scelto una strada diversa. Il perdono è qualcosa di spirituale e variabile che non va mai imposto agli altri. Più che altro parliamo di accettazione, cosa assai diversa.

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      3. Io ci sono passata. Quindi parlo con cognizione di causa. Parlo da ex complementare. Solo il no contact mi ha salvato. Quindi è anche compito mio demitizzare queste persone. 6 anni di convivenza, abusi, aborti, violenze. Se io avessi avuto un’autostima migliore e avessi tutelato me stessa tutto questo non sarebbe successo. Quella storia con una me meno “io ti salverò” sarebbe finita prima di inizare. Oggi sono una “io MI salverò”. Oggi sono segnata, ma vaccinata. E si, mi faccio i complimenti.
        L’articolo sui Charlie Brown l’ho letto tutto e mi ha anche aiutato in qualche occasione.
        Mi trovi per favore il punto esatto dei miei commenti in cui io dichiaro che le persone che non li prendono con leggerezza o che scelgono il no contact sono “poco civili”. La prego, mi trovi il punto.
        Mi trovi il punto in cui il istigo le relazioni con queste persone. La prego…
        Riguardo l’accettazione, è uno degli step dell’elaborazione del lutto, e tra l’altro senza il conseguente perdono di Noi Stessi il processo non sarebbe completo. Oppure ho letto male qualche consiglio degli psicoterapeuti?
        Loro capiscono solo il bastone (ecco perché a specchio lo usano). Usare il bastone equivale a farli stare al posto loro. Pensare che non li incontreremo mai o li potremo evitare a prescindere è impossibile. Il disturbo è cosí diffuso da riguardare seppur a vari gradi 1 persona su 3. È stato declassato a “tratto” della personalità. Viviamo in una società liquida per citare Bauman, approssimativa e superficiale, dove i 140 caratteri di Twitter sono il massimo dell’approfondimento….l’offerta è talmente tanta che le persone sono diventati oggetti e si vuole avere la pretesa di cambiare proprio quel mondo che si è contribuito a creare?! Suvvia….l’unico modo è praticare il Rispetto, l’Amore e la Condivisione.
        Per ultimo: ma questi mostri disumani, cinici, prevaricatori arroganti e pericolosi, se fanno così schifo, per quale motivo hanno mietuto tutte le vittime di questo ed altri blog?! Sarà forse che all’ inizio ci piacevano tanto e li trovavamo “brillanti, astuti, divertenti ed afrodisiaci” oppure sapevamo già che facevano schifo ma abbiamo il gusto dell’orrido?!
        La gente ci è uscita e si è innamorata di gente del genere. Me compresa. Poi però io la mia parte di responsabilità per la mia cecità me la prendo. Invece di sparare a zero. Se volete davvero eliminarli. Imparate a tutelarvi non solo scappando. Scappare va bene per riprendersi, per leccarsi le ferite e guarire dal TDN…poi ci si DEVE rialzare a testa alta!!!!! Sempre!!!

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      4. Mi dispiace infinitamente per tutto ciò che hai passato. Credere che sia possibile creare una cultura diversa in cui la superficialità venga declassata a un non-valore, anche se si tratta di un’utopia, è possibile unicamente attraverso l’affermazione ostinata dell’esatto contrario. Perché ci sono persone che s’innamorano di individui del genere? Perché c’è una cultura che propaga lo stereotipo del ‘bello e dannato’, del tira e molla relazionale come meccanismo di crescita nella coppia, del perdono senza il pentimento della controparte come condizione senza la quale andare avanti a testa alta è impossibile. Baumann (che adoro!) fa una critica spietata della società e degli amori ‘liquidi’ ma non smette mai nei suoi libri di esortarci a seguire una direzione diversa. Lo stesso fa Alexander Lowen in tutti i suoi scritti, cercando di incoraggiarci a non scollegare mai il cuore dal corpo. Ogni individuo può diventare l’artefice di una cultura in cui i sentimenti vengano rispettati. Al contrario di ciò che hai scritto i narcisisti perversi/psicopatici compongono secondo le stime di Robert Hare circa il 3% della popolazione. Cosa significa? Che nella cultura odierna persiste la tendenza di scimmiottare comportamenti psicopatici che recano danni a volte irreversibili alla psiche altrui. Quindi, il fatto che il disturbo narcisistico della personalità divente improvvisamente ‘un tratto’ non trova consenso né in ambito psichiatrico né terapeutico, inoltre tutto dipende del LIVELLO di narcisismo di una persona, del suo grado. Ribadisco che qui parliamo di narcisismo perverso e di psicopatia, quindi di persone che possono ANCHE uccidere e non solo psicologicamente. Credo che la nostra divergenza di opinioni nasce dal fatto che io ritenga IMPOSSIBILE trovare delle qualità apprezzabili in questi individui, mentre lei sostiene che né tutto è da buttare nel secchio semplicemente perché sono persone e non “mostri” e che quindi esiste anche un modo di gestirli… come vede tutto dipende dal modo come ognuno di noi impara dalla vita o andando in terapia. Io credo alla pedagogia come misura preventiva, lei crede che sia utopico. Come vede, possiamo discutere all’infinito, perché così funziona civilmente tra gli umani! 😉

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      5. Anche io sono un’amante di Lowen :))
        Riguardo il grado e livello di narcisismo se non erro (non è polemica, non ricordo davvero perché non ho riletto) l’avevo detto anche io…
        Si, è vero che la stima riguarda il 3%, (ed il 25% circa negli Usa ma se inizio a disquisire su quanto trovi “manipolabili” le statistiche su questa enorme e sospetta discrepanza facciamo notte ahahahah), ma quel 3% riguarda il caso clinicamente accertato nonché più grave. C’è tutto un sottobosco di narcisismo di grado minore ma non meno pericoloso, forse proprio perché meno evidente e più subdolo. È quello con cui ci confrontiamo ogni giorno con il collega, l’automobilista, il finto amico, il seduttore, il membro di famiglia. Sono quei personaggi che diamo più per scontato, che non analizziamo a dovere e che invece a me sono serviti (e servono) per ricordarmi di cosa stiamo parlando. (Sono molto insidiosi, camuffati da gente “normale”, che in casa però lava tanti panni sporchi). In modo tale che di fronte ad un “massimo livello” si stia talmente con gli occhi aperti da andare via.
        Ed ecco che finalmente ho capito da cosa era nata la divergenza di opinioni: non da quello che dice lei, che invece mi trova profondamente in accordo (pedagogia, pedagogia, pedagogia!! E prevenzione, e cultura!), ma dal fatto che io mi riferissi a gradi di narcisismo sicuramente non di grado più alto, seppure lo ribadisco, altrettanto grave perverso ed insidioso. Anche perché in quei casi credo che il paragone sia più o meno da fare con Hannibal Lecter o Charles Manson, e, per quanto io non osi mettere in dubbio le esperienze di nessuno, con tono “sollevato” ipotizzo che molti di noi siamo stati vittime di gente malata, abusante ed anaffettiva ma non di quel grado…. le migliaia di storie che si leggono hanno anzi copioni simili, dove abbiamo stronzi di massimo livello e persone maltrattate che però quando mettono a nudo la propria ferita, rivelano che con un po’ (tanta) autostima e lungimiranza in più avrebbero non solo chiuso, ma forse nemmeno iniziato un rapporto affettivo. Badi bene, ripeto che sono la prima ad essermi trovata impreparata e succube. Ma io oggi mi sento di essere stata succube di me stessa, del mio narcisismo camuffato da empatia, vittima di quel brivido che mi faceva sentire come “la prescelta”, la migliore fra tante…e non è forse narcisismo questo?! Quindi tutti i miei commenti erano rivolti al “dentro” di noi stessi….volevano essere un invito a convogliare le energie per pensare a noi e non a loro, a guarire, a ripulirci della rabbia e canalizzarla in un lavoro personale che conduca alla libertà mentale, fisica e spirituale.
        E quando questo avviene, e ci vuole tanto tanto coraggio ad aprirsi, guardarsi e pulirsi la ferita interiore infetta, nessuno, narcisista o no, potrà infettarci più. Ed avremo compassione di quel vivere gramo e misero che conduce ad una non-esistenza e non-consapevolezza del significato di Umanità.
        Alla fine a mio avviso non c’è nessuna divergenza di opinioni tra noi….solo due modi di dire la stessa cosa, o forse facevamo solo riferimento a differenti gradi della stessa patologia.
        Grazie per lo scambio.

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      6. Un’unica puntualizzazione: in questo blog non parlo di Charles Manson o Hannibal Lecter, ma di narcisisti perversi/psicopatici. La mia formazione mi permette di avere accessi a molti pareri psichiatrici di carcerati che hanno ucciso la moglie, ad esempio, oppure che hanno commesso abusi di ogni genere su moglie e figli. Bene, cosa non dicono i mass media? Che la diagnosi è quasi sempre di narcisismo maligno/perverso/psicopatia oppure di Disturbo Borderline della Personalità. Lo psicopatico è considerato una persona perfettamente in grado di intendere e di volere, ma che fino al compimento dell’atto psicopatico grave riusciva a mimetizzarsi tra le persone. In questo video molto didattico dell’Istituto Beck, il Dott. Paolo Ciancone spiega a una platea di psicoterapeuti e psicologici chi è lo psicopatico quotidiano e perché non ci viene insegnato a riconoscere i predatori della nostra specie: per non creare allarme sociale e diffidenza. https://www.youtube.com/watch?v=gNXHauh9cUc Un’altro articolo che ti consiglio di leggere su questo blog è di Hugo Marietan, tratto della Rivista di Neuropsichiatria Clinica Argentina, in cui lo psichiatra ci spiega come fanno gli psicopatici a mimetizzarsi tra le persone comuni e come riescono ad ottenere ciò che vogliono https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/07/24/principali-strategie-di-raggiro-utilizzate-dai-perversi-narcisisti/ Per concludere: non è corretto identificare lo psicopatico di cui parliamo su questo blog con gli assassini seriali tipo Manson o Lecter. Del resto un forte abbraccio e grazie del tuo importantissimo contributo!

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  12. Cara Qb….(hai un nome troppo complicato, scusami),
    credo che il tuo messaggio, la tua ironia ecc siano stati colti pienamente. Il punto mi sembra: data la brevità della vita che, come si dice anche in questo blog, è una sola, preziosa ed unica, una volta conosciuti questi personaggetti, perché sprecarci un solo minuto del proprio tempo? Che regàlino qualche gioia (!!!) mi sembra comunque ampiamente offuscato dal senso di precarietà e di squallore interiore che gli incontri con loro lasciano nell’animo. Invece di fare i cinici e comportarsi analogamente a loro, perché non evitarli direttamente? E’ un po’ come scegliere di leggere un romanzo di fabio volo invece di uno di Thomas Mann. fabio volo credo, purtroppo, venda più di Thomas Mann ma chi è lo scrittore? Resta ovviamente valida la libertà di scelta di avere nella propria libreria i romanzi dell’uno o dell’altro.

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    1. Vedo che le parti salienti e tutto fuorché ironiche continuano a non essere prese in considerazione. Per quanto mi riguarda parliamo della stessa cosa, ma partiamo da due presupposti diversi, e per fare un esempio provo a prendere a pretesto Fabio Volo e Thomas Mann: voi disquisite su chi sia il migliore e quello di maggior spessore; io dandolo direttamente per scontato, passo oltre e dico solo che esistendo entrambi, per poter scegliere uno dei due bisognerà prima leggere entrambi e solo poi capire quello che risuona più con il nostro sentire. Molti parlano per sentito dire, io trovo che solo l’esperienza diretta aiuti a crescere. Ed io è per mezzo di quella che parlo. Semplicemente ci sono passata, ho sofferto, ma ho lasciato andare la rabbia…ed ora rido sonoramente insieme a chi ha scritto l’articolo sul narcisismo più ironico che abbia mai letto, ridendo al contempo anche di me stessa, e di quella sofferenza che ho lasciato candidamente alle mie spalle, finalmente libera di amarmi a dovere… in bocca al lupo!!

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      1. Credo che sia compito di chi ci è passato demitizzare queste ‘persone’ agli occhi di chi non ha vissuto una simile esperienza. Sono convinta che soltanto un buon lavoro di prevenzione con l’utilizzo di tutti i mezzi pedagogici disponibili sull’web ed altrove possa condurci a una nuova cultura in cui i soggetti narcisisti perversi vengano visti per ciò che sono: predatori della specie e basta. Se vogliamo evitare che certi comportamenti di sopraffazione dell’altro diventino una piaga sociale allora dobbiamo riconoscere che la nostra connivenza è essenziale alla loro diffusione. In questo senso, dissociarci dai soggetti che perpetrano una visione di mondo in cui l’uso e consumo delle persone sia quantomeno accettabile è un piccolo passo che possiamo fare verso una vita migliore.

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  13. Grazie per questo blog che aiuta a sopravvivere al narcisista perverso e grazie di questo post che mi ha fatto sorridere (mi sono immaginata a sparare con la cerbottana alle mucche). Leggo quotidianamente questo blog perche mi aiuta a capire che non sono fuori di testa e spero che quando si rifarà vivo (aimé si rifà sempre vivo) avró la forza di non rispondere, anche dando le testate nei muri (se servisse!) grazie ancora dell’aiuto

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  14. Vorrei raccontare un episodio per spiegare l’enorme difficolta nel tenere il “no contact”:
    Relazione di fughe e ritorni con lui di ormai 4 anni. L’ultima sparizione era durata qualche mese e stavo sollevando gradualmente la testa, uscendo, facendo sport e conoscendo persone nuove. Lui manda il solito sms “ciao come stai mi manchi” io stupidamente inorgoglita perché mi scrive “e quindi mi pensa anche se sapevo che si vedeva con un’altra” gli rispondo con tranquillità, lui propone di andare ad allenarsi in palestra un pomeriggio, io penso “ok ce la posso fare”, non vedo pericoli e avevo molta voglia di vederlo. Grave errore. In poche ore sono sotto il suo charme, da qualche parte mi sento in pericolo e quando lui si assenta con un amico un ora per andare al campo da tennis letteralmente scappo via senza dire nulla. Lo incontro nell’ascensore (sic!) dove mi dice ma dove vai, potevi aspettarmi ti chiamo quando finisco il tennis e andiamo a cena fuori insieme. Io dico ok ma dentro di me dico “non rispondero! O almeno ci provo” prendo quindi appuntamento con un’amica per avere concretamente qualcos’altro da fare. In macchina sulla strada per casa della mia amica mi chiama e io accosto e rispondo. Annullo l’appuntamento con l’amica e vado a cena fuori con lui. Punto. Ma come é possibile, era come se fossi teleguidata, un manichino che obbedisce. Raccontando questo episodio mi guardo dall’alto dall’esterno e mi faccio tanta pena per essere stata in troppe occasioni (ma solo con lui attenzione..) cosi debole e sottomessa

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    1. Ciao, questo episodio è esattamente ciò che è accaduto a me per ben 4 anni (guarda caso)…
      È inutile, se tenti di “giocare” con queste persone è una partita persa dall’inizio. Io sono in no contact da quasi 3 mesi ma avevo già intrapreso questo percorso, all’inizio 2 settimane, poi un mese, l’ultima volta 4 mesi, lui ogni volta si rifaceva vivo con una scusa qualsiasi e come se nulla fosse accaduto, come se ci fossimo sentiti il giorno prima, anche io ho sempre ceduto ai suoi inviti per poi pentirmene amaramente subito dopo. La sensazione di essere una emerita imbecille aumentava ogni volta che ricadevo nell’ingranaggio del suo subdolo teatrino, ogni ritorno era sempre più palesemente un vendicarsi dei miei tentativi di chiusura adoperando in maniera esasperata tutte le solite tattiche tipiche di questi personaggi: sparizioni, triangolazione ecc. , ho temuto veramente di impazzire. Ho capito che non si sarebbe mai fermato, che sarebbe andato avanti così all’infinito se non avessi cambiato il giro della ruota, così da un giorno all’altro sono sparita, ho cambiato i miei contatti, niente messaggi, niente mail, niente di niente perché solo così si può sperare di farcela, non abbiamo la forza, adesso, per contrastarli in altro modo, bisogna evitare ogni possibilità e genere di contatto, io evito persino di passare per la strada di casa sua faccio altri giri. Non essere troppo severa con te stessa, abbiamo incontrato persone che sono la pura essenza del male.

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      1. Cara Alessandra, tanto di cappello! Quando arriverai al primo anno inviaci una torta con la candela: meravigliosa idea di una lettrice che mi ha scritto tempo fa dopo 20 anni di soprusi… era completamente rinata! Sulla torta c’erano le seguenti parole: “Al mio primo anno di vita”! Commuovente. Un abbraccio fortissimo, Claudileia

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    2. “…era come se fossi teleguidata, un manichino che obbedisce.” Cara Lemming, non ti scoraggiare MAI. Sei perfettamente consapevole del male che ti fa ‘essere teleguidata’ e della poca gioia che si prova a posteriori. Perché si sta tanto male dopo? Perché quando ci rendiamo conto di aver calpestato la nostra dignità comprendiamo che stiamo agendo contro il nostro interesse. Nel tuo caso hai usato un’amica per non cadere ‘in tentazione’ e poi le ha dato buca, cioè, nel tuo intimo più profondo sapevi la cosa giusta da fare: passare qualche ora con la tua amica ti avrebbe fatto bene e alla fine della serata con lei molto probabilmente ti saresti sentita più forte e degna MA hai ‘scelto’ di incontrare il n.p per una sorta di nostalgia del tuo lato più oscuro e ombroso, non di lui. In condizioni normali una donna o un uomo liberi hanno il diritto di divertirsi e di fare ‘sesso per il sesso’ quando ben intendono (con le dovute precauzioni), tuttavia quando abbiamo a che fare con un narcisista perverso la libertà e la leggerezza alle quali tante volte abbiamo bisogno, sopratutto nei momenti di crisi, non sono elementi presenti e quindi dopo aver ceduto si sta infinitamente peggio. Non sei debole né sottomessa: ti stai conoscendo! Un abbraccio forte. Claudileia

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  15. eccomi qui, il caso più patologico..Fidanzata a 17 anni, sposata a 20, tradita fisicamente
    subito dopo il parto e una malattia che l’ha accompagnato, racconto compiaciuto (bella, sempre avuto buoni gusti io!) , dettagli accurati; qualche mese dopo un’altra presenza e un altro racconto, più amorevole stavolta (sto male se non passo di là tutte le sere, mi basta vederla, sentirla parlare. Sono andato da lei con dei nebbioni pazzeschi! 30 anni dopo scopro dove,a neanche un km da casa!) Erano gli anni 70, non si parlava, ci si vergognava, non c’era il web, non si capiva. Ho sperato nel tempo, che l’avesse cambiato, si cresce, giusto?. Non ci sono più stati racconti del genere. Adesso capisco che era perchè non servivano più. Sono rimasti però quelli che ho poi scoperto essere comunque gravi abusi. Promesse non mantenute, orari non rispettati, cene solitarie,mai una telefonata, appuntamenti saltati a piè pari senza giustificazione, sesso rarefatto.. ma era così affettuoso.. Lo dicevano tutti e mia madre lo adorava. Il braccino sulle spalle, i fiori per S. Valentino, per il compleanno. Pensavo che nella coppia fosse quello che amava di più. Ero persino convinta di essere una donna poco calda, in qualche modo una sfortuna per lui. Ho fatto la mamma, la moglie, la casalinga, ho lavorato fuori casa – un buon lavoro – una prigione, in realtà. A 50 anni un commento di mia figlia a una foto di me e lei piccola “sembrava una bambina, la mamma”, la sua frase “poverina la mamma, non l’ho mai apprezzata”. Ho taciuto ancora una volta ma la frase non spariva.
    Ed ecco è arrivata la mia rabbia, dolorosa, cieca, cosmica, distruttiva. Lui? “Era un complimento”. Altrettanta rabbia, parolacce, mani alzate. “Per te ho provato poco e quel poco a un certo punto mi è passato”. La guerra, tregue inutili, discorsi a non finire da parte mia, nella disperata ricerca di un mi dispiace almeno per quel parto e quel ritorno a casa. Impossibile. Poi Internet, per cercare una spiegazione e quella diagnosi che ho fatto da sola. Narcisismo . Ho riletto tutta la storia e mi sono resa conto di quanto la sua vita fosse blindata, di non aver conosciuto nessuno di quei/quelle clienti di cui parlava tanto, delle menzogne, dei soldi miei spesi per coprire buchi mai giustificati. Quattro anni fa ho chiesto la separazione ma è ancora qui, nonostante gli accordi e la sentenza. Se non fossi io a scrivere, direi che stupida, com’è possibile? E’ un dramma , capisco tutto e sono ancora intrappolata. Sto cercando di buttarlo fuori ma, evidentemente, non è ancora sazio. La cosa peggiore? La solitudine. Nessuno ha capito. Per gli altri è incomprensile, un matrimonio finisce, ci si lascia. Punto. E poi c’è mia madre che si illumina quando lo vede e mia figlia che non ha preso alcuna posizione e i nipotini che amo, a cui non è facile spiegare. Sono in terapia, per fortuna, non ho ancora rinunciato a me. P.S. Leggere quello che Lei scrive è un grande aiuto, ci si sente riconosciuti

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    1. Carissima Daniela, il tuo è il caso classico. I comportamenti del tuo partner sono comuni a tutti i narcisisti perversi. Il copione è identico e le tue sensazioni e sentimenti ambigui sono il frutto di anni e anni di abuso psicologico. Spero davvero che la tua curante sia per te l’angelo che manca nella tua vita. Non attenderti la solidarietà dei figli e nemmeno della tua mamma. Ricordati che i perversi seducono TUTTI, con speciale predilezione per i tuoi parenti – che diventano i suoi pur di farti credere di non meritare l’affetto di nessuno, soprattutto di chi ti ha generato! Chi nulla sa sul narcisismo ne resta abbagliato dal personaggio, chi sa qualcosa si guarda bene di avvicinarlo. Se c’è una sentenza di separazione immagino che dovrebbe andarsene conforme le condizioni prefissate… Chiedo a te: oramai cosa ti impedisce di cacciarlo dalla tua vita privata? Forse l’abitudine di convivere con una nube tossica sopra la testa? Una nube che blocca il passaggio della luce?

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      1. come da copione mi sono indebolita. Attacchi di panico, inadeguatezza. In realtà sono capace, faccio cose di cui lui non è in grado, capisco le persone, sento se soffrono. E’ ora. E’ giusto. E’ anche quello che vuole, che spera, la mia terapeuta. Mi farò viva per raccontare il cielo pulito. Grazie.

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      2. Cara Daniela, la prima ad auspicare che quel cielo sia totalmente celeste sei tu. Non attendere che il tuo “Sole nero” si faccia da parte. La situazione è troppo comoda per lui, sei tu a starci male. È arrivato il momento di volersi DAVVERO bene, come non mai. Un abbraccio fortissimo

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  16. Ho letto oggi questo articolo
    Mi rendo conto che è scritto in modo ironico ma sono crollata completamente
    Mi è venuto un attacco di panico e sto malissimo
    Un domani lo rileggerò e spero di poterci ridere su
    Ho visto me in qsti 4 anni e mi sono fatta pena da sola pensando a come è andata a finire
    L’unica magra consolazione è stata qlla di andarmene ma se ci sono riuscita è solo perché la parte normale di me per la prima volta realmente ha preso il sopravvento e ha dominato la parte completamente ammalata che non è nemmeno riuscita a ribellarsi da qnto era ormai schiacciata e liquefatta
    La stessa parte che punendosi è rimasta la’ inchiodata per anni a farsi del male e ad assistere in modo CONSAPEVOLE alla sua distruzione
    Ogni giorno vedo qlcosa di nuovo e tutto ciò che vedo mi uccide dentro
    Male per male ho scelto il male dell’allontanamento come unica forma di minima rivalsa per quella parte di me che mi diceva continuamente di andare via e che non ho VOLUTO ascoltare

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    1. Carissima Eris, penso che il momento di farsi forza è proprio ora. Quando abbiamo dei figli possiamo permetterci di fallire in ogni ambito della nostra vita, dal professionale all’affettivo, ma non nella loro educazione sentimentale. Si tratta di un errore che ha delle ripercussioni a vita, per noi e per loro. Ci sono molte, troppe donne, che attendono che i loro rospi diventino “prima o poi” dei principi azzurri e che agiscono di conseguenza, ignorando il mondo intero pur di non ammettere che avevano torto. Io provengo da una famiglia di origine in cui intere generazioni hanno subito le conseguenze dell’abbandono paterno/materno. Quando decidiamo di rompere una catena, la rottura non si fa con una forbicina per tagliare cartoncino ma con gli strumenti adatti a romperla definitivamente. Tutto ciò che dobbiamo fare quando abbiamo dei figli è essere responsabili e avere buon senso. La responsabilità e il buon senso ci fa ripristinare il controllo della nostra vita, ci dà lucidità e di conseguenza pace. Il compito più grande che hai nella vita è rompere quella catena là, che è da qualche parte nel tuo passato. Ognuno di noi ha la sua croce… ma la cosa più importante, sai qual’è? E’ non tramandarla agli innocenti. Ti dico questo perché spero che tu ti renda conto dell’immenso potere e amore che hai da dare. Metti in atto ogni azione volta a stare bene con tuo figlio che la positività e la bellezza dei vostri momenti farà miracoli per la tua autostima e benessere psicofisico. Se riuscirai a fare questo non sarà un articolo a farti crollare. E nemmeno un uomo.

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      1. Ieri sono andata dalla psicologa, ( premetto che sto lavorando molto per riuscire a vedere le mie paure e i miei demoni fatti resuscitare dallo stronzo, con gli occhi dell’adulto che sto diventando) sono riuscita ad esprimere ed ho avuto il coraggio di sentire il ribrezzo che provavo per gli errori commessi……poi ho avuto compassione di me, di come sono stata ingannata………..oggi sono per le prima volta dopo tanto tempo felice, esisto, ed ho diritto ad una seconda possibilità in tutto. Eris, SI PUÒ FARE!!! Si può davvero uscire, e se ce la faccio io……. la parte sana di te sta rinascendo. Un grosso bacio

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  17. Grazie a entrambe oggi purtroppo non mi erano arrivate le vostre risposte. Ad ogni modo, dopo aver passato tutto il giorno paralizzata dai pensieri e dai crampi alla pancia, poi ho avuto un appuntamento di lavoro andato nuovamente male e giù di nuovo col crollo definitivo.
    A questo punto mi è venuto un sospetto…da quando l’ho conosciuto la mia vita è crollata. Sfighe di ogni tipo, blocchi mentali sia con che senza…ma è normale che io ancora non riesca a trovare pace in qlche ambito? È una fase di qsto percorso dover affrontare il peggio su ogni cosa? Spesso mi dico che il peggio che potevo trovare l’ho trovato ma ora xch con tanta fatica cerco di sforzarmi di alzarmi e fare perché ancora non posso trovare un angolo sereno in cui stare un po’ meglio? A chi può darmi un supporto chiedo un riscontro per capire se è tutto collegato e se tutto ora è solo un trascinarsi legato al mio stato d’animo negativo!!! Grazie

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    1. Devo dirti che non ricordo una negatività costante, non ne ho memoria. Però quando ho deciso che l’avrei lasciato, e per me voleva dire trovare casa, lavoro e macchina, i tentativi falliti sono stati tanti, non ti danno casa se non hai una busta paga, non ti danno lavoro se hai 55 anni, non è stato facile trovare una macchina che costasse veramente poco (non avevo soldi), so solo che mi ripetevo che un lavoro per me c’era su questa terra, una casa che mi potevo permettere, non era possibile che non ci fosse, ho cercato per mesi una macchina funzionante e non malconcia, ma non ho mai mollato, non mi sono mai fatta sopraffare dal negativismo tipico dello stronzo, se non era la mia ora di morire di stenti, avrei trovato la soluzione che potevo permettermi. In realtà c’è molta gente che ti può e ha voglia di aiutarti, ero disposta a chiedere aiuto e raccomandazioni a tutti i miei amici, ho chiesto a chiunque sapesse di una macchina, di una casa, ecc.ecc. Ad oggi non ho ancora il lavoro, sto studiando per un corso da OSS, nove mesi senza stipendio, e mangio con lavori dipulizia nel weekend. Sono momenti difficili per me, ma vanno verso una soluzione. Probabilmente a luglio il lavoro ci sarà, è logico che, nello stato in cui ero ridotta, i tentativi che dovrò fare per riequilibrare la mia vita dovranno essere molti, ma non è negatività il pozzo in cui siamo cadute è davvero profondo. Non ti scoraggiare mai, se ti scoraggi farai felice il mostro. Fagli male, ritorna la donna migliore che sei.

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    2. Cara Eris….sì è tutto collegato….il tuo cervello nella relazione è stato lungamente manipolato….ha gioito poco….ha sofferto molto….probabilmente lui costituiva il fulcro della tua vita, il motivo del tuo stare al mondo….lui probabilmente ti dava l’ illusione di essere l’ incastro complementare più adatto a te, insostituibile. Probabilmente tu gli hai dato tutto: fisicamente emotivanente forse anche economicamente…tutto ciò che di più bello hai come persona, come donna, in termini di accoglienza, di cura di passione l’ hai donato a lui. E ora che lui non c’è più ti sembra che tutto quello che hai dato sia sparito …con lui. E avverti un immenso vuoto che inghiotte. Ma tutto quel bello che tu hai dato sei tu…e tu ci sei….devi solo ritrovarti… Non sei sparita con lui. .. Tu sei qui ora e sei una persona che sa amare in profondità….una persona che ha riposto la sua fiducia nella persona sbagliata, che ha avuto la sfortuna di incontrare un narcista perverso…..devi darti tempo….il dolore è tanto….piano piano….FORZA ERIS! Un grande abbraccio….

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  18. Alba che donna che sei
    Hai tutta la mia ammirazione
    Penso che sono semplicemente in fase di piena dissonanza. Dopotutto sono solo 2 settimane di no contact. Oggi è stato tutto negativo domani cercherò di tenere impegnata la testa altrove. Oggi ho chiamato mia sorella perché circa 20 anni fa ebbi a che fare con uno psicopatico malato di gelosia. Mi ricordo che avevo trovato il coraggio di lasciarlo. Le avevo prese e per non finire massacrata dovetti ritrattare e sottopormi a un rapporto di finto chiarimento per uscire da qlla stanza e poter fuggire da ql mostro con cui nn ho mai più avuto a che fare perché ero pure andata in un’altra regione per scappare dai suoi appostamenti che durarono mesi.
    In qll’occasione che era molto peggio di qsta però mi ricordo che ne ero uscita bene con la testa. E in fretta. Lei mi ha detto che avevo sofferto e c’ero stata male ma che mi ero ripresa. Le stesse sensazioni che ricordavo io…non mi ha lasciato un trauma forse ero giovane o forse è proprio vero che una mente quando è forte davvero dimentica….ecco cosa mi piacerebbe fare, gettare pure questo nel dimenticatoio.
    Dimenticare pure la sua faccia
    Non capisco solo xch non riesco a vedere un mostro pure qsto ora (ma mi ripeto e spero sia vero che è solo un momento dovuto alla dissonanza, al pieno lavaggio del cervello che ho subìto). Lui è stato più subdolo nei trattamenti è vero nn c’è stata violenza fisica ma un prolungarsi di grandissime sofferenze senza fine.
    È come se invecchiando io mi sia indebolita ho sempre qsta sensazione eppure ne ho passate di cose e qui stiamo solo parlando di rinunciare a un uomo con altri mille migliori che oggettivamente potrei trovare (facendo un oggettivo pensiero razionale che ogni tanto fa bene in mezzo a sto casino che ho in testa!) . È una confusione unica
    Passo tutto il giorno a contropanipolare il mio cervello stando sempre su questo sito a leggere leggere leggere per non permettere alla mia testa di fare come ha sempre fatto cioè di cedere perché qsto sarebbe il vero fallimento. Alba non mollo ora perché di occasioni per scappare ne ho avute tante ma mi mancava la forza per tenere la mia posizione
    Ora l’ho trovata, fa male, si soffre, sembra di impazzire a giorni alterni a fasce orarie ma penso e spero sia solo il prezzo da sopportare per tornare alla superficie
    È l’ultimo regalo che mi ha fatto direi il più atroce di tutti
    Domani finalmente è il giorno della psicologa perché oltre a voi ho lei perché non posso sfogarmi con nessuno mi sono resa conto che è inutile.
    Un abbraccio Alba grazie per essere così forte. tu devi essere fiera di te ti stai ricostruendo la vita da sola e con le tue forze e questo è stupendo da leggere perché so che nn è facile ma hai tutta la mia stima

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  19. Elisa è proprio così drammaticamente vero
    Ho tolto tutto a me (ma proprio tutto!!!) per darlo a lui
    Di qsta relazione non ho nemmeno il pugno di mosche in mano
    Lo vedi solo qndo sei fuori ecco perché poi uno ci casca perché il recupero è fatto della lotta per ridare vita ad un essere inanimato
    Ero così dentro la storia e lo sono ora fuori
    Ecco quando mi dite forza vai avanti è perché voi sapete che ne vale la pena. Anche Claulelia mi ha scritto di rompere la catena con gli attrezzi giusti e che è il compito più duro…voglio crederci ecco perché sto lottando ora
    Ogni tanto sembra di impazzire e non capisco xch devo forzarmi a togliere qsta Immensa ‘delizia’ (!!!) dalla mia vita ma qndo riprendo la lucidità per fortuna almeno ci vedo la logica!!!
    Comunque la cosa più difficile in qsta battaglia per me non è non vederlo ora ma tenere mentalmente ancorata con tanta forza la mia decisione
    Sempre GRAZIE per il supporto che mi date
    Sono tutte paroline magiche che aiutano e date con calore umano

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    1. Ciao Eris. Leggendo vedo che trovi molte risposte, condivisione e supporto. Questo luogo è così, ci si aiuta in un modo tanto potente quanto, forse o in parte, inconsapevole. Da quello che dici è passato poco poco tempo dalla tua liberazione: fa che sia definitiva. Le tecniche le conosci: in primis no contact senza deroghe, tanta dolcezza per te stessa e per tuo figlio, tanto lavoro intellettuale (libri, articoli, psicoterapia) ma anche pratico, che ti fa sentire viva e ti porta fuori tra la gente. Io, da parte mia, ho trovato enorme giovamento dal lavoro di counseling di gruppo: ci si entra in punta di piedi e quando si instaura fiducia ci si lascia andare ed è favoloso: si lavora ad una profondità emotiva incredibile e si riscopre la bellezza degli esseri umani, quelli veramente umani. Ti sono vicino, come tutte/i qui. La strada è lunga e in salita, se ti dicessimo il contrario mentiremmo. Tuttavia la distanza dall’essere tossico mette in moto il processo di ripulitura.

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  20. Alba sei una donna formidabile, sii fiera di te stessa, lo dico davvero.
    Leggervi mi da una carica incredibile, tutto si può fare, una soluzione c’è, dobbiamo trovare il coraggio di lottare sempre.
    E’ così dura affrontare le giornate con il ricordo costante delle sofferenze subite, dell’inganno e delle privazioni. Ogni nuova giornata dovrebbe essere carica di aspettative meravigliose e invece arriva lui, che ti ha già tolto tutto, a rovinartela ancora.
    In più passo otto ore della mia giornata lavorativa con una collega narcisista. E’ un incubo senza fine.
    Potrei cambiare lavoro certo .. ma lo stipendio che ho qui mi serve come l’aria per far vivere dignitosamente la mia ragione di vita.
    Pensiamo di essere deboli ma no, la fuori non sanno che noi sopravvissuti abbiamo una forza immane. La forza di lottare giorno dopo giorno per riprenderci la nostra vita, senza dipendere o succhiare il sangue da nessuno.

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  21. Eris, sei una donna in gamba e non è vero che invecchiando ci siamo indebolite, avevamo bisogno di dare e di recevere ancora più amore….tu hai ,noi abbiamo una vita avanti, anche io ho tolto tutto a me alla mia famiglia per darlo a lui, toccando davvero il fondo, ma preferisco soffrire senza quel vigliacco che con lui.Verranno gg che ti odii per quello che gli hai permesso, inganni bugie maltrattata psicologicamente ed ora mi dico ma ero cosi stupida???? Vengono giorni in cui si sta tanto tanto male da non respirare , vedi tutto negativo ma passa credimi passa. oggi anche io psicologo ,ma siete voi, Claudialeia straordinaria, ad aiutarmi ogni gg. Esci, chiama qualche tua amica. Fatti forza che siamo più forti di loro. Quando vuoi ci sono. Buona giornata

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  22. Posso fare una domanda, a chi avrà voglia di rispondere con sincerità ovviamente.
    Ma voi lo vedete davvero come un mostro?
    Oppure pensate “però non è colpa sua, non lo fa apposta”.
    Perché è questo che io non riesco ad accettare. Che anche se magari non lo fa apposta, comunque lo fa. E io che non posso praticare il no contact rispondo sempre con educazione e rispetto, perché così mi hanno educata.

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    1. Assolutamente sì, Bea. Ora sì.
      Ci è voluto tanto tempo per arrivare alla consapevolezza… quando non sapevo mi arrabattavo tra spiegazioni più o meno plausibili, quando ho iniziato a comprendere il disturbo ero nella condizione di “poverino, ti salverò” e successivamente ho addirittura pensato di riuscire a manipolarlo a mia volta.
      Ma poi un giorno mi è scattato qualcosa dentro, non causato dall’ennesimo abbandono o maltrattamento nel senso più stretto della parola… anzi, lui c’era. Ma c’era per allestire il suo teatrino, per ripetere la farsa d'”amore” con la quale mi avrebbe di nuovo portato alla distruzione. C’era… e sapeva quello che stava facendo. C’era e giorno dopo giorno continuava a recitare quel copione di cui – ormai – potevo prevedere ogni battuta.
      L’ho allontanato definitivamente e catalogato come un mostro nell’istante in cui ho cominciato a sentirmi una pedina. Una delle tante per giunta.

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  23. E’ UN MOSTRO!!!! se non ha rispetto di me soprattutto come persona, aldilà del rapporto sentimentale, se ti tratta male, ti umilia, ti offende, ti usa,ti manipola e’ un mostro!!!! x anni neanche io l’accettavo, lo scusavo in tutto pensavo sarà stressato, sarà stanco, saro’ io, ero sempre io quella sbagliata invece non era cosi…. Ero io che non vedevo e pensa che mi avevano avvisata in tanti.

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  24. Ciao Bea ti dico la mia risposta che per ora è l’unica che ho…no io nonostante tutto non riesco a vederlo un mostro perché ho ancora il cuore che ogni tanto pulsa ma se ci penso bene dovrei vederlo così quindi ho stabilito con la mia testa che, visto che attualmente non riesco ad arrivare ad un compromesso, non mi devo nemmeno più porre il dubbio,la domanda e la questione….altrimenti impazzisco
    Questo fa sempre parte del regalo di fine rapporto cioè vivere sospesi nel dubbio
    C’è un articolo in qsto blog che spiega proprio questo concetto
    Il mio unico obiettivo è di imparare a vivere senza di lui. Mettermi in testa che è finita e con tutta la sofferenza che comporta, imparare a riempire me invece che dare tutto agli altri senza badare alle conseguenze che se ci pensi poi sono state queste
    Lui a me ha dato aria che è l’unica cosa gratis se ci pensi
    Mai un gesto concreto tranne ovviamente quando ‘veniva a riprendermi’!!!
    Io invece la sua quotidianità l’ho riempita ma lui??? Intanto chattava e non progettava niente per noi solo tutto sempre a comodo suo e io inchiodata la ad aspettare
    Ho aspettato così tanto che ora che l’ho bloccato finalmente smetterò di aspettare l’egoismo fatta persona
    Esistevo anche io magari no?!!! Non ci pensare
    Poi in conclusione ti dico che magari non li vediamo dei mostri ma a pensarci bene proprio brave persone non sono visto che noi siamo qui con la testa, il cuore, il corpo e la vita dilaniata mentre loro??? Vivono!!!!
    Per carità meglio essere persone con le palle e fare fatica (vedi Alba) che essere parassiti che rubiamo i soldi alla povera gente con l’inganno dell’amore
    È meglio un ladro che ti ruba in casa qndo non ci sei che uno che ti ruba tutto consapevole del fatto che lo fa e ti tiene la solo perché gli servi!
    Che tristezza

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  25. Certo ragazze sicuramente non sono “brave persone” .. anzi.
    Mi rendo conto che chi consciamente o inconsciamente compie determinati atti non può essere considerato buono o caritatevole.
    Il punto è come noi vediamo loro, noi che siamo state educate al rispetto, alla compassione, al perdono.
    Forse è per questo che l’unico mezzo per combatterli è il no contact. Perché noi persone con l’anima soffriremmo comunque per la cattiveria che ci gettano addosso.
    E’ così cara Eris, ora noi dobbiamo affrontare il dopo.
    Riempire le nostre giornate, rimettere a posto tutto ciò che loro hanno distrutto.

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  26. Io posso dire che con mio marito ancora non riesco. So cos’è ma non riesco ancora a dirlo.
    Ma da quando sono qui vedo e capisco cosa ho attorno.
    Una mia cara amica sta con un narcisista. Prima pensavo fosse pazzo, invece ecco cos’è. Costui ha già due matrimoni alle spalle, relativi figli, un disgraziato che la maltratta anche fisicamente, la controlla, le permette di tenere solo il suo numero in rubrica.. E lei sa, si rende conto che sta con lei perché pieno di debiti, senza più nessuno, con i figli da gestire a week end alterni. Sa di essere un comodo ma sta li perché a 40 anni vuole un uomo.
    Perché crede di saperlo gestire. Quando non perde le staffe lui è così bravo.
    La mia collega invece che è donna, è una strega della peggior specie.
    E’ madre e sebbene dica di amare il figlio in realtà lo maltratta. Il bimbo ha evidenti problemi ma lei se ne frega, dice che è solo un po’ indietro.
    Colleziona uomini a non finire e la cosa assurda è non è avvenente, simpatica, per bene. E’ una iena, stupida, smorfiosa, superficiale .. eppure ha un harem pronto all’uso.
    Aimè di questa gente ce n’è anche troppa al mondo!!

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  27. Sono reduce dalla seduta. Mentalmente mi sono un po’ liberata oggi per fortuna.
    Il mio terrore ora è che torni !! Ne ho parlato anche con lei. Io mi sto ripulendo piano piano come correttamente ha scritto Guglielmo
    È proprio vero che è l’unica strada. Ho tagliato tutti i ponti ma proprio tutti finalmente l’ho fatto. Il problema è che sa dove abito e l’ultima volta mi ha imbucato una lettera. Mail,lettere,cazzate varie chissenefrega sarà tutto cestinato a me basta non incontrarlo e sto vivendo come una prigioniera facendo strade lunghe e diverse per non incrociarlo e tenendo la macchina sempre in box così se mai citofonerà non potrà sapere che ci sono e se ne andrà. Ora mi devo rafforzare e trovare il bello al di fuori di qsta storia così avrò finalmente la libertà mentale e la tranquillità che finalmente arriverà
    Me lo state dicendo tutti che siete con me e io sono con voi e vi leggo e vi ascolto con attenzione
    Le vostre parole e la vostra vicinanza ora sono il dono più grande

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    1. Ecco, mi sembra di capire che sei sulla buona strada. Resisti, credi in te stessa. Hai gli strumenti: lettera nella posta? Cestinala. Messaggio? Cancellalo. Citofona? Non rispondere. Vorrà riagganciarti ma se non glie ne dai modo si stancherà e cercherà altre prede. Salvati, come ci insegna questo blog.

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  28. Cara Eris cari tutti….cosa sia lui non mi interessa più…..semplicemente è perdere tempo per tentare di definire l’ indefinibile….non so se sia un mostro o che cosa….so solo che mi trattava male, che lo faceva in modo consapevole e manipolatorio, so che mi ha tolto tutto e poi mi ha scartata cone un rifiuto, so che per l’ illusione che mi ha fatto vivere all’ inizio ho dato tutto quello che ero e che avevo, so che sono rimasta svuotata dopo la fine della relazione con lui, so che vivevo per lui e non per me, so che ho sofferto come mai avrei potuto immaginare e so che l’ ho permesso perchè il mip bisogno era così grande da offuscare il mio giudizio. Se era un mostro? Boh…..anche ipotizzando fosse una persona inconsapevole o a sua volta sofferente….non mi interessa….quello che so è che non voglio più sentirmi come mi faceva sentire, non voglio più essere quello che mi ero ridotta ad essere in nome dell’ amore che provavo per lui…l’ amore non immola l’ amato sull’ altare del proprio egoismo l’ amore libera arricchisce dona e gratifica chi ama….forza Eris e tutti gli altri….ce la faremo!!!! 5 mesi di no contact assoluto…

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  29. Esattamente così! Per circa 3 anni l’ho vissuto un mostro del genere, ma la lotta era perché la mia personalità è abbastanza spiccata e non sono stata disposta a sottomettermi come voleva lui.. Ora no contact assoluto e sto divinamente. Sono tornata padrona completa della mia vita. Però una soddisfazione l’ho avuta 😄 è incazzato nero perché non riesce a contattarmi in alcun modo e non si permette di avvicinarsi alla mia casa perché sa che troverà mia figlia e il suo compagno a sputargli in faccia. Grazie per quanto hai illustrato. Nel mentre lo vivi, percepisci la sua psicopatia ma non riesci a svincolarti dalle sue grinfie, finché un giorno ti osservi allo specchio e ti chiedi dove cavolo sei finita e perché ti vuoi così male.. e rinasci!

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