Il ritiro psichico del narcisista perverso – l’apoteosi della fantasia vs l’incapacità di vivere il presente

Quando ancora piccoli (8-10 anni) i narcisisti perversi costruiscono una struttura psicopatologica che opera contro la possibilità di instaurare legami utili allo sviluppo emotivo. Mattoncini dopo mattoncini erigono una fortezza colorata, la popolano di fantasia e si rifugiano dentro sempre che la loro grandiosità è smentita dal mondo reale.

Sin da piccoli i narcisisti perversi credono di saper già tutto e di non aver bisogno di maestri. Da adulti imparano a rispettare l’unica regola del mondo creato da sé: “Io posso fare tutto ciò che voglio e voi avete l’obbligo di accettarmi così come sono”.

Senz’altro, l’esistenza di un rifugio mentale piacevole o pieno di rabbia è il motivo per il quale i tentativi di dialogo con i narcisisti perversi risultano sterili[1]. Una simile “filosofia di vita” che non ammette il confronto implica la prevalenza del mondo della fantasia rispetto alla realtà.

Le persone in carne ed ossa restano fuori da questa fortezza mentale nella quale tutto funziona a dovere. E restano fuori perché imprevedibili, non pedine da scacchi come vorrebbero i narcisisti perversi. Un essere umano comune invischiato in questo tipo di “rapporto” intuisce gli standard di perfezione auspicati dal partner disturbato, ma non sa fino a che punto è stato sostituito dalle immagini che fantastica.

Una donna o un uomo vero non possono competere con il battaglione di manichini perfetti che popolano i paradisi artificiali di un partner narcisista perverso che, tra la realtà e la fantasia, sceglierà sempre la seconda alternativa come la migliore e più soddisfacente:

 Nei casi clinici presentati il ritiro psichico, variamente strutturato, è un elemento costante: a carattere sessualizzato nelle perversioni, fantastico nei borderline, delinquenziale nel narcisismo distruttivo, confondente e distruttivo nelle strutture che organizzano la psicosi. (…) I pazienti difficili sono stati bambini privati di un’esperienza capace di strutturare la loro mente e che ha favorito il ritiro in un mondo a parte.

In tutti ha avuto un ruolo importante il ritiro psichico. Tuttavia lo stato di eccitamento e le fantasie sessualizzate presenti nelle perversioni non interferiscono grandemente con il legame con la realtà e con le funzioni del pensiero. La psicosi ha, invece, una potenzialità distruttiva enorme perché realizza l’annientamento, a volte irreversibile, delle basi della personalità. Il perverso altera le regole della relazione umana, lo psicotico altera, distrugge le stesse regole del pensiero[2].

Come affermato dallo psichiatra italiano Franco De Masi nel paragrafo sopra, i perversi sono a conoscenza delle regole del mondo vero e sono lucidi quando le trasgrediscono. Per questo rendono l’idea di voler tutto allo stesso tempo. Esempio classico: vogliono una moglie/marito stile “porto sicuro” ma anche un’amante che li faccia “sentire vivi” oppure un esercito di prostitute a loro disposizione. Cioè, scelgono liberamente di rispettare le regole del mondo reale, ma ad averla vinta sarà sempre il mondo della fantasia. Perché? Perché quando rispettano pienamente le regole del mondo reale sentono di tradire se stessi, di perdere la loro peculiarità. Questa è una caratteristica che, lontana da renderli persone “affascinanti e trasgressive”, si traduce in disastri emotivi ed economici.

Ora farò un elenco di razionalizzazioni tipiche che potrebbero fare i narcisisti perversi e del risultato raggiunto nel mondo reale:

  1. «A lavoro arrivo sempre tardi, ma lavoro il doppio. I miei colleghi mi detestano perché non capiscono come faccioMondo reale: alla fine perderà il lavoro e resterà senza amici.
  2. «Non sopporto le riunioni! Non ci vado maiMondo reale: tutto è deciso alle sue spalle e contro i suoi interessi.
  3. «Mi guardano stupiti, non capiscono come riesca a fare tante cose insieme! Sono multitasking.» Mondo reale: può darsi che le persone siano stupite delle sue qualità… ma anche dell’inconcludenza dei suoi progetti.
  4. «Sempre che presento una donna a mio cugino avverto la sua invidia. So esattamente come la pensa: sono troppe per quell’idiota! Non sai quanto mi diverte stuzzicarlo!» Mondo reale: probabilmente il cugino lo guarda strano perché ha capito una cosa fondamentale: se cambia donna in continuazione c’è qualcosa che non va in lui, forse è impotente e le donne se ne vanno…

Nel mondo surreale costruito dai narcisisti perversi tutto gioca a loro favore. Si muovono tra la realtà e la fantasia da padroni assoluti del territorio. Sono in grado di vedere la realtà, ma la deturpano con gli occhiali della fantasia tenendo sempre i piedi saldamente poggiati a terra. Quando la realtà sfugge al loro controllo, ecco che cadono dalle nuvolette e fanno l’impossibile per tornare a esercitare il potere sugli altri. Da questo particolare emerge l’accostamento tra narcisismo perverso e psicopatia: non sono persone malate come vorrebbero farci credere molti avvocati penalisti quando difendono i loro clienti nei tribunali, ma perfettamente consapevoli dell’abisso tra le regole di un mondo e dell’altro.

I narcisisti perversi ritengono di meritarsi le situazioni ideali costruite dalla mente. Non concepiscono gli ostacoli alla realizzazione di qualsiasi cosa abbiano fantasticato. A prescindere del prezzo da pagare, cercheranno di realizzare la sceneggiatura che hanno scritto. Es. se hanno visto su internet una prostituta d’alto bordo che costa la metà del loro stipendio, possono usare i più svariati artifici (chiedere soldi in prestito oppure commettere un furto) per averla.

Una persona comune che resta intrappolata nelle proprie fantasie riesce a mantenere intatte le sue percezioni cognitive. È al corrente della dimensione e delle conseguenze dei disastri che combina a causa della perdita del controllo sulla propria vita e magari, dopo essersi svagata con la prostituta, assalita dai sensi di colpa, ci riflette su: “Ho tradito mia moglie, non avrò i soldi per pagare la piscina dei bambini alla fine del mese, e se qualcuno mi ha visto?”. Un narcisista perverso non si pone questo tipo di problema, anzi. I suoi pensieri sono: “Lavoro sodo, non fumo, non bevo e non picchio mia moglie, sono un bravo padre e sopporto con abnegazione le angherie di mia suocera. Merito divertirmi oppure no? Nessuno può giudicarmi! E poi alle prostitute ci vanno tutti i maschi…”. Qualcosa vi torna?

La fantasia non basta mai, se è sana. Purtroppo la fantasia si può anche ammalare, e in modo grave. In estrema sintesi la fantasia si ammala quando, a seguito di una forte emozione, la nostra mente viene catturata da un mondo fantastico in cui resta invischiata. La mente ammalata, prigioniera e vittima di questo mondo, si scolla dalla realtà, che, per un tragico paradosso, diventa un mondo irraggiungibile. (…)

La fantasia malata non riesce a liberarsi dal mondo parallelo che lei stessa ha creato sotto la spinta di un’emozione troppo forte. Come in molti disturbi mentali, è l’uso eccessivo e bloccato di una struttura cognitiva, di solito sana e benefica, a generare la malattia. La fantasia malata è una fantasia talmente forte da accecarci. Solo opportune terapie possono gradualmente riportarci al mondo reale dei sani, dove la fantasia opera con le giuste dosi ed un corretto equilibrio, e dove siamo noi a padroneggiare i mondi paralleli e non viceversa.

Le patologie della fantasia, sia quelle sessuali che quelle legate ad altri disturbi, hanno tutte in comune il fatto di obbligarci a vivere in questo mondo parallelo scollato dalla realtà, anche se in esso trasferiamo intatte le nostre capacità cognitive[3].

Nel narcisista perverso/psicopatico la sensazione di perdita del controllo sulla propria vita appare unicamente quando la sua sovranità (tanto nella fantasia quanto nel mondo reale), viene messa in discussione dagli umani del mondo reale. L’esistenza del suo ritiro, però, sarà difesa a spada tratta o sapientemente occultata fino alla fine dei suoi giorni. Purtroppo, non avendo imparato a sublimarlo, continuerà a farne ricorso sempre che il gioco si farà duro, cioè, quando dovrà prendere una decisione importante come sposarsi, fare un figlio, cambiare città, separarsi…

Esiste una differenza fondamentale tra un narcisista perverso convinto di essere sempre nel giusto e una persona sana cui fantasia si è ammalata. Il narcisista perverso vive come un’ingiusta intromissione nel suo sacro rifugio ogni tentativo di riportarlo alla realtà. La persona ammalata soffre, a volte si fa scoprire, crolla e non rinnega i suoi atti, alcuni implorano per essere aiutati e provano sollievo quando tutto viene a gala perché pronti ad assumersi le loro responsabilità. I narcisisti perversi possono pure mettere in scena una simile performance… ma soltanto per “calmare le acque” e confondere i loro partners che prima o poi comprenderanno che la “presa di coscienza” manifestata con tanto ardore era l’ennesimo raggiro.

Se prendiamo uno dei tanti casi di cronaca sui femminicidi, risulta evidente che le cause scatenanti delle uccisioni delle donne sono i tentativi di limitare “la libertà” dei loro partners psicopatici e non solo il bisogno di andarsene dopo una vita di abusi. Che cosa dicono gli assassini dopo averle uccise? Senza dare alcun segno di pentimento, manifestano dispiacere unicamente per la libertà che perderanno e per il “tempo perso” appresso alla famiglia:

Dichiarazioni di Christian Leonardi, dopo aver ucciso la moglie Eligia Ardita incinta di 8 mesi: “Non voleva farmi andare al bingo quella sera, per questo l’ho uccisa (…) Ero stufo di sentirmi sempre rimproverato in varie forme, soprattutto da mio suocero… Che stavo perdendo tempo, senza riuscire a trovare un lavoro…”[4].

Dichiarazioni di Carlo Lissi, dopo aver ucciso la moglie e i due figli di 20 mesi e di 5 anni. L’accanimento maggiore dell’assassino è stato sul corpicino del piccolo: “Le ho detto che non ero felice, che mi ero innamorato di un’altra ragazza. Lei era incredula. Poi mi ha detto che mi odiava, che stavo rovinando una buona famiglia (…) Vedevo che tutti i miei amici uscivano e si divertivano, io invece facevo sempre meno cose. Non ero convinto di sposarmi[5].

 Ho scelto i due fatti di cronaca dell’elenco, tra i tanti che hanno come movente gli stessi futili motivi non solo per l’accanimento sui figli (visti come ostacoli alla loro libertà) ma per dimostrarvi quanto pesa la realtà parallela dei perversi, il loro ritiro, nella scelta consapevole di liberarsene di chiunque provi a riportarli alla vita reale. Perché uccidere i propri figli? Perché li ricorderebbero tutto il tempo che la realtà in cui vivono è molto diversa dal mondo nel quale vorrebbero vivere.

Nel caso dell’assassino Carlo Lissi la sua infatuazione per una donna che lo aveva rifiutato – perché sposato – ha determinato la scelta di uccidere l’intera famiglia, ostacolo intollerabile alla vita che fantasticava platonicamente con la collega.

So perfettamente che parliamo qui di assassini. Il meccanismo, tuttavia, non cambia in assenza di crimine se osserviamo lo schema mentale tipicamente perverso:

Voglio essere libero di fare quel che voglio, peccato che mi sono sposato – Sarebbe così bello se mia moglie sparisse! Divorziare è troppo faticoso. – Magari esistesse un posto al mondo dove ognuno di noi fosse libero di fare quel che vuole senza alcun tipo di seccatura! – Perché dovrei privarmi da qualcosa? È la mia vita! – Devo cercare un modo di farlo alla faccia di tutti. – Come sarebbe bello se mia moglie non esistesse, se non mi fossi mai sposato! Non è giusto.

Che cosa scatta nella testa di un narcisista perverso che non si è macchiato di crimini efferati quando li chiediamo conto delle sue azioni? Si chiude a riccio nel suo ritiro per estrarre le risposte migliori secondo i canoni del mondo reale.

E così, alla domanda: “Perché mi hai tradita/o in questo modo squallido?”

La risposta potrebbe essere: “Io non ho fatto un bel niente, è tutto nella tua testa./ Credevo che tu mi avessi tradito per prima, ero giù./ Non facciamo sesso abbastanza, la colpa è tua.”

Nessun segno di pentimento o rimorso di coscienza ma difesa continua dell’azione ideata nel ritiro attraverso la negazione della realtà:

 Steiner concepisce il rifugio della mente come un insieme di meccanismi di difesa e sistemi di relazioni oggettuali che finiscono per costituire un vero e proprio luogo psichico in cui il soggetto si ritira in presenza di emozioni che vive come intollerabili.

«Il rifugio – scrive Steiner – funziona come una zona della mente in cui non si deve affrontare la realtà, in cui le fantasie e l’onnipotenza possono esistere senza controllo, e qualunque cosa è permessa. È spesso questa caratteristica che costituisce l’attrattiva del rifugio.[6]»

Nei rifugi dominano la fantasia onnipotente, le relazioni perverse, il sadomasochismo e il narcisismo, tutti elementi che sembrano fornire al Sé un senso di pseudo-sicurezza e pseudo-protezione. (…) Il ritiro, come preferisco chiamarlo, può anche mantenersi in equilibrio per un periodo prolungato, ma non è destinato a rimanere statico, anzi solitamente tende a espandersi e a sottomettere il resto della personalità[7].

 Inoltre, aggiunge De Masi

(…) il ritiro è una misura difensiva ma anche, e soprattutto, un luogo di piacere in cui il paziente si sente capace di creare dal niente i propri oggetti. Tale luogo deve essere mantenuto segreto per esistere; così avviene per lungo tempo nell’analisi di questi pazienti, che comunicheranno l’esistenza di questo luogo segreto solo a terapia avanzata. Spesso alcuni silenzi ostinati nel corso del trattamento corrispondono ai momenti in cui il paziente sta coltivando lo spazio segreto del ritiro.

Avvalendosi di continue identificazioni con personaggi della fantasia il ritiro ha un carattere soprattutto sensoriale. Una struttura patologica di questo tipo crea dipendenza e svuota il resto della vita emotiva danneggiando, a volte in modo irreversibile, lo sviluppo dell’identità personale.

Come ho detto prima, il ritiro psichico presenta differenti configurazioni; una sua caratteristica importante è quella di presentarsi come «una realtà altra» in cui il paziente vive[8].

Faccio un esempio pratico sulle orme di quanto scritto finora:

Un bel giorno scoprite che vostro marito ha fatto per mesi lezioni di ripetizione all’amichetta del vostro figlio senza che nessuno della famiglia di entrambi lo sapesse. La madre della ragazzina vi chiama arrabbiata e sbigottita, chiedendo se siete a conoscenza del fatto. Tanta segreta dedizione alla figlia e senza percepire alcun compenso la fa pensare male del vostro lui. Dopo aver chiesto mille scuse alla signora e aver promesso di tenere X alla larga dell’adolescente, decidete di affrontarlo appena rientra dal lavoro:

“Perché non mi hai raccontato delle lezioni di ripetizione fatte a Y?” chiedete.

“Perché mi sono scordato.” risposta di X

“Sua madre mi ha chiamato. È furiosa. Ma non ti vergogni?”

“Io non ho fatto niente, volevo soltanto dare una mano a una ragazza orfana di padre in difficoltà.”

“Senz’altro un gesto molto nobile. Come mai hai deciso di non raccontare a nessuno la tua opera di carità?”

“Faccio tante altre cose… questa era la meno significativa. Stai facendo una tempesta in un bicchier d’acqua. La madre di Y è pazza, è una donna cattiva che vede il male in tutto. Povera Y! E adesso come farà? Ero come un papà per lei…”

“Non hai mai avuto pazienza per insegnare ai tuoi figli, eppure…C’è qualcosa che non torna.”

“Ho avuto una giornata di merda. Non metterci pure tu!”

 Naturalmente una persona normale non si fiderebbe del “caritatevole” gesto di X, come non si è fidata la madre della ragazzina o la moglie. Immaginiamo, però, che la moglie, discussione dopo discussione soffochi le sue perplessità, sposi il discorso di X e per “salvare” il suo matrimonio si giustifichi così: “In fondo non è successo niente… forse stiamo esagerando, la prossima volta, però…”.

La mamma della ragazzina non è una psichiatra per usare determinati termini, tuttavia ha chiamato la moglie di X per dirle tra le righe:

Stai attenta che tuo marito ha un rifugio segreto nel quale ci ha messo dentro pure mia figlia adolescente. Attenzione perché con il suo comportamento lui sta provando a trasformare il suo rifugio mentale in realtà!”.

X non ha scelta, quindi, non altera la versione dei fatti ma il loro significato nel mondo reale. Conosce le regole del mondo reale, sa che restare da solo con una ragazzina adolescente senza avvertire i suoi genitori e la propria famiglia non è un bel gesto, quindi tace. Le sue intenzioni sono chiare e combaciano con le regole in vigore nel suo ritiro psichico: “Nessuno può sapere che stai provando a sedurre una ragazzina che potrebbe essere tua figlia, deve agire di nascosto perché non capirebbero.”. Quando il suo comportamento viene a gala, tuttavia, egli prova a giustificarsi avvalendosi di regole comprensibili nel mondo reale: “Volevo soltanto dare una mano a una ragazza orfana di padre in difficoltà!”

Sappiamo, però, che per costruire un inganno a regola d’arte ci vuole qualcuno che vorrebbe essere ingannato, nel nostro caso la moglie si presta al suo gioco.

Quali sono le conseguenze del comportamento della moglie di X, quando decide di fare buon viso a cattivo gioco? Eccole:

Il narcisismo grandioso adotta come difesa innanzitutto la negazione in chiave maniacale della realtà e dei limiti che essa impone. Se la risposta dell’ambiente gratifica, o comunque si accompagna alla grandiosità invece di contrastarla, abbiamo a che fare con una distorsione della realtà che invece di venire smentita dai fatti sembra essere confermata come plausibile dalla realtà stessa. La conseguenza è che il sistema difensivo diventa impenetrabile perché si dovrebbe addirittura mettere in discussione la realtà stessa in quanto collusiva. È come se il paziente dicesse che si può fare, che anche altri lo fanno e dunque non si vede dove sta il problema. Siamo dunque di fronte ad un paradosso. Se il narcisismo si scompensa esso si pone come un problema per il soggetto e questo allora potrebbe essere motivato a chiedere un aiuto (la personalità narcisista). Se, in caso contrario, la manipolazione dell’ambiente riesce, avremo un individuo evidentemente più forte o più fortunato, il quale in conseguenza dei suoi successi diventa sempre più sicuro di se stesso e dunque… inguaribilmente patologico[9].

Conoscere il concetto di “ritiro psichico” ci permette di comprendere l’estensione del danno nelle personalità narcisistiche perverse e la sua irreversibilità in quanto diffusore e propulsore di uno stato di benessere artificiale mentale che potrebbe spingerli dai tradimenti più squallidi ai crimini più mostruosi.

Far buon viso a cattivo gioco soffocando i nostri principi ogniqualvolta loro comportamenti varcano la soglia della normalità o della legalità non solo azzera la nostra personalità e distrugge la nostra autostima, ma ci rende complici di comportamenti poco corretti nei confronti del prossimo, aumenta la loro megalomania e di conseguenza il potenziale distruttivo che ogni narcisista perverso è ben consapevole di avere.

C.l.dias

____________________________________________________________

[1] Abbiamo trattato questo tema su https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/06/19/il-perverso-lonnipotente-medico-di-se-stesso/

[2] DE MASI, Franco.  Lavorare con i pazienti difficili. Bollati Boringhieri, 2012, p.251-252

[3] LEGRENZI, Paolo. La fantasia – i nostri mondi paralleli. Il Mulino, 2010, p.115-2116.

[4] http://it.blastingnews.com/cronaca/2015/10/eligia-ardita-ecco-come-e-stata-uccisa-00590993.html

[5] http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_aprile_21/motta-visconti-tradimenti-menzogne-ecco-perche-li-ho-uccisi-349b132c-e7f5-11e4-97a5-c3fccabca8f9.shtml

[6] STEINER, John. I rifugi della mente. 1993, p. 20

[7] DE MASI, Franco.  Op. cit., p. 68-69

[8] Idem, ibidem.

[9] http://www.praticapsicoterapeutica.com/rivista.asp?IDA=108

39 pensieri su “Il ritiro psichico del narcisista perverso – l’apoteosi della fantasia vs l’incapacità di vivere il presente

  1. Ho sempre saputo di avere qualcosa di sbagliato. Grazie di vero cuore a te, al sig. De Masi e a tutti coloro che diffondono contenuti del genere continuamente. Non avrei mai avuto la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico, causa soldi. Ho sempre confidato nell’idea di potermi guarire, da solo, un giorno, come un chirurgo che opera sul suo stesso corpo. È da anni, ormai, che vagabondo per la rete in cerca di risposte sensate: ho trovato sempre testi fini a loro stessi ed estremamente nozionistici sull’argomento o testi che accennavano esclusivamente ad uno dei molti “sintomi” che caratterizzano tale disturbo. Mio padre è un narcisista e rispecchia capillarmente ogni singolo aspetto di ogni singolo articolo letto – anche esterno al sito – riguardo a questo tema (dalle tecniche manipolative fino al ritiro psichico – lo bollerei perciò caso irrecuperabile) e, vuoi per la genetica vuoi per la privazione affettiva subìta, sento di essere anch’io così, certamente a differenza sua nello stadio iniziale del “decorso”. Credi che possa scansare questa trappola intrapsichica in toto o quantomeno metterla al margine? Come agiresti? Lo vorrei con tutto il cuore. Di nuovo grazie.

    "Mi piace"

    1. Caro Gaetano, il narcisismo patologico o la psicopatia non sono malattie che potrebbero essere geneticamente trasmesse (almeno secondo le ultime ricerche in materia in cui gli esperti preferiscono non sbilanciarsi su questo punto). Tuttavia, se un normalissimo genitore condiziona il nostro modo di vedere il mondo e di vivere (com’è insito nel ruolo educativo/affettivo svolto da un padre o da una madre) figuriamoci un padre/madre narcisisti, dotati da abilissime capacità manipolatorie! Essendo i nostri genitori i primi punti di riferimento che abbiamo scimmiottare (inconsapevolmente) loro modo di agire recando sofferenza agli altri è una minaccia contro la quale noi figli dobbiamo imparare a combattere giorno dopo giorno, sopratutto quando diventiamo genitori. La tua lotta per affermare la tua identità è la lotta di ogni figlio cresciuto sotto l’ombra ingombrante di un genitore invadente, focalizzato unicamente su di sé. Un padre narcisista tende a concepire i propri figli come dei piccoli cloni perfetti e guai a loro quando non rispecchiano il modello che soltanto lui ha in mente. Di solito i genitori narcisisti cercano di fagocitare ed erodere l’identità dei figli, plasmandoli alla loro immagine e somiglianza, imponendo i loro gusti, invadendo la loro intimità, costringendoli subdolamente a seguire strade diverse dalle auspicate dalla prole. Caro Gaetano, capisco la tua paura di diventare come tuo padre ma, detto tra noi, se sei qui è perché sei totalmente diverso da lui: un narcisista è incapace di guardarsi dentro, di porsi delle domande, di informarsi con umiltà, di rispettare il lavoro altrui, di accettare un aiuto esterno. Un narcisista NON SI RICONOSCE mai e poi mai in nessuna descrizione dei migliori esperti perché convinto di essere assolutamente perfetto. Capisci la differenza? Come agire? Lavorando sulla tua identità per non soccombere alle manipolazioni paterne. Dovrai imparare a identificare quali sono i meccanismi manipolatori maggiormente usati da lui per farti fare ciò che non vorresti mai fare o diventare ciò che non avresti mai esserlo. Il libro di De Masi è eccellente perché ti fa entrare dentro la mente (nel ritiro) di questi soggetti, consiglierei anche “Il narcisismo” di Alexander Lowen e la serie di articoli contenuti qui sulle famiglie narcisiste. Un forte abbraccio e non esitare a scriverci. Grazie a te per le parole di incoraggiamento! C.

      "Mi piace"

      1. Se dico di aver paura di diventare come mio padre è perché condivido molti aspetti della sua personalità, in primis la perversione, causata evidentemente da un ritiro psichico di tipo sessualizzato (a sua volta, naturalmente, generato dai litigi tra i miei genitori: la solita catena di sant’antonio), da come mi pare di capire. E poi, distinguendo il narcisismo sano da quello patologico, posso affermare di aver sempre fatto pensieri della seconda categoria (molto più invadenti, molto più proiettati ad un’immagine del sé gonfiata e non sincronizzata col reale). Non sto qui a dire che i narcisisti adulti possono guarire, tutt’altro! Semplicemente credo di trovarmi in un momento favorevole per cambiare, perché rispetto a mio padre io sono giovane (agli esordi del “decorso”) e ho trovato le risposte che cercavo grazie ad un mezzo potente come Internet, che il mio genitore non ha mai avuto modo di conoscere a pieno perché cresciuto in un’epoca diversissima dalla mia (Internet non era pieno di informazioni come ora e il cittadino medio era molto più ignorante di adesso). Come dire, sono predisposto alla formazione di una struttura psicopatologica, ma me ne sono reso conto prima che fossi vinto dalla stessa. È possibile una cosa simile? Se non è possibile, allora come si spiega il fatto che sia anche io perverso e che abbia attuato un ritiro psichico nella mia infanzia (lo so per certo perché ogni cosa letta rispecchia il mio vissuto)? Ripeto, io, sin da quando ero bambino, ho sempre saputo di avere qualcosa di strano (una volta mi convinsi da solo che il mio cervello mi fosse ostile, non un tipico pensiero infantile…). Tra le altre cose, ho capito solo dopo aver letto questa pagina di aver molte volte pensato secondo lo schema perverso, quello che recita “sono libero, mi merito certe cose etc.”. Insomma, finora non sono stato diverso da mio padre, ma la mia volontà è di iniziare ad esserlo nell’immediato futuro. Non mi aspetto di debellare totalmente la malattia, ma di riuscirla a controllare e di non danneggiare nessuno. Se in futuro dovessi accorgermi di continuare a non amare nient’altro al di fuori di me stesso, mi starà bene vivere in solitudine, ma è la consapevolezza che non dovrà mancare! È un discorso ragionevole o sbaglio a pensarla così? Comunque, mio padre ha sempre adottato tutte le tecniche manipolative possibili nei miei riguardi (lessi un articolo in cui se ne elencavano venti: ebbene, tutte e venti). Adesso, anche se fuori casa, continua a tormentare me e mia madre (la vera vittima in tutta questa storia). A proposito di questo: avresti qualche utile consiglio legale, di qualsiasi tipo? Scusa le mille domande, ma non ho altri sostegni al momento. Ti ringrazio profondamente di nuovo.

        "Mi piace"

      2. Caro Gaetano, durante l’infanzia e l’adolescenza certe fantasie vengono introdotte nel nostro cervello per scappare da situazioni spiacevoli, cioè, tendiamo a creare mondi immaginari e fantastici per sopravvivere. Si tratta di un meccanismo difensivo che può essere salvifico o deleterio, tutto dipende da quando e come vengono azionati dentro di noi. Il punto è l’evoluzione del problema e i danni che potrebbero recare alla nostra sfera affettiva se lasciamo che ‘la banda delinquenziale’ abbia la meglio sulla nostra reale volontà. Il succo è saper stabilire il confine tra la fantasia che viene usata e scartata a nostro piacimento e quella malata, che ci fa perdere totalmente il controllo della nostra vita e collezionare una scia di fallimenti ed inconcludenza. Quando il ritiro nella fantasia diventa quotidianità e sotterfugio, quando la realtà perde il suo valore e l’evasione viene privilegiata, smettiamo di affrontare la realtà con coraggio e ci chiudiamo nel nostro piccolo mondo, nella nostra ‘nuvoletta’ in cui tutto gira attorno a noi. E allora sì che abbiamo un grosso problema da risolvere, perché la fantasia malata passa a dominarci, ossessionarci e dettare le nostre scelte fino al punto di bloccare la nostra vita e anche quella degli altri. Ed è proprio qui il paradosso: ogni narcisista perverso si crede libero quando in realtà è succube dalle sue ossessioni e fantasie. Sono pensieri intrusivi e invadenti che lo impediscono di dare il meglio in tutto ciò che fa. Ecco perché i narcisisti fanno sogni grandiosi, ma realizzano ben poco perché non sono abituati e non vogliono affrontare gli ostacoli che la realtà fatalmente propone. Ci sono ritiri sessualizzati, violenti, grandiosi, insomma, dipende del vissuto personale di ognuno e quasi sempre non vengono svelati facilmente neanche ai professionisti, quindi, come fai a comprendere che anche tuo padre ‘si ritira’ come te?. Per capire i motivi di questa tua identificazione con tuo padre e come arginarla per inseguire la tua strada, stavolta ripulita dalla sua presenza fantasmatica (immagino che i tuoi genitori siano separati, da quanto mi scrivi) dovrai rivolgerti per forza a uno psicoterapeuta, anche dall’Asl. L’autodiagnosi è sempre malefica, sopratutto quando siamo molto giovani. Quindi, non t’ingabbiare così presto! Sono d’accordo che dobbiamo essere consapevole di ciò che siamo per vivere al meglio e tu sei sulla buona strada per riuscirci, stai cercando di conoscerti, di dissociarsi in qualche modo da un modello negativo che sta provando a sopraffare la tua essenza. Molti dei ritiri sessualizzati sono condizionati da internet. Ti consiglio una lettura a riguardo: “L’ultima droga” di Castleman e DeRuvo e anche un film molto bello e pluripremiato che si chiama “Il calamaro e la balena”di Noah Baumbach. Nel film abbiamo un padre narcisista e un figlio adolescente che piano piano comincia a inseguire le sue orme, salvo poi…e non ti racconto la fine per non rovinarti la storia. Un abbraccio forte, C.

        "Mi piace"

  2. Se dico grazie risulto ripetitivo, ma me ne frego e ti ridico grazie! Ho solo un appunto da fare: non dico che mio padre abbia avuto un ritiro sessualizzato (quello penso proprio di averlo vissuto io), ma che, semplicemente, abbia avuto un ritiro, non so di che tipo. Se lo ipotizzo è perché allo stato attuale è un narcisista e, da come mi sembra di capire, il ritiro psichico (a prescindere dal tipo di ritiro) si configura come primo step nel percorso complesso che porta dal patogeno al patologico. A parte questo, nessun altro dubbio. Il prima possibile cercherò ad ogni costo di intraprendere delle sedute. Credo proprio che tu abbia centrato la questione citando Internet. Ho già aperto lo streaming del film adesso, e ti confesso che del libro già ne avevo sentito parlare. Bene, leggerò anche quello. Ti mando i miei migliori saluti Claudileia, ti sono riconoscente.

    Piace a 1 persona

  3. In questo articolo, ancora una volta, vedo lo schema di comportamenti tipici di mia madre. E più leggo i post di questo blog, più capisco. Non è piacevole, anzi è orribile rendersi conto che è psicopatica, ma almeno ho delle risposte, almeno comprendo, finalmente, dopo tanti anni. Essendo donna, il suo comportamento è leggermente diverso da un narcisista uomo, ma gli schemi generali sono quelli. Comprendo ora il perché delle sue infinite menzogne, dei sotterfugi, le mezze verità, i segreti.
    Mi sono staccata molto da lei in questi mesi, fisicamente ma soprattutto emotivamente, e siamo passati alla fase che in America chiamano “flying monkeys”: conoscenti comuni che mi fermano per strada per rimproverarmi, in modo più o meno velato, del fatto che l’avrei “abbandonata”. Perché il suo rifugio mentale “madre e figlia unite e affiatate” non funziona più.
    Grazie ancora una volta per l’articolo!

    "Mi piace"

    1. Cara Maia, comprendo perfettamente il quanto può essere difficile disfarsi dai sensi di colpa che il legame materno ci impone. Calcola che le ‘flying monkeys’ sono fatte apposta per ricordarci il quanto siamo cattive con chi ‘ci vuole tanto bene’ e piange per noi, oppure per riportare notizie nostre alle orecchie dei vampiri, quindi, per quanto sia possibile, una volta che hai identificato le scimmiette cerca di svolazzare il più lontano possibile. Tu hai il diritto di vivere la tua vita, per questo mettiamo dei figli al mondo, per vedere la vita che si sviluppa e cresce tra le nostre mani affinché si renda autonoma e libera. Dovrebbe essere questo lo scopo di ogni genitore, e non quello di avere un ‘bastone della vecchiaia’ per risolvere i suoi guai e carenze emotive. Il rapporto tra una madre e una figlia non può essere semplicemente una relazione di dare-avere affettivo. Non siamo ragionieri e non è Matematica, qui parliamo di amore. Un abbraccio grosso, cara. E non mollare! C.

      "Mi piace"

  4. Cara Claudileia, ti scrivo dopo tanto tempo perchè dopo un anno di NC, questa estate l’ho interrotto. Questo fantasma che continuava a perseguitare i miei giorni e le mie notti l’ho voluto reincontrare.
    L’ho trovato fisicamente e psicologicamente molto stressato ed invecchiato. Sono rientrata a casa sua e l’ho trovata trascurata ed con chiari segnali di nessuna presenza femminile. Cosa che mi è stata confermata anche da lui, che ha ammesso di aver frequentato altre donne ma solo per passare del tempo, ma senza nessuna intenzione di intraprendere alcuna relazione.
    Mi ha dichiarato che gli sono mancata e che era ancora innamorato di me e solo con me era stato bene in questi anni.
    Abbiamo trascorso le ferie estive insieme, con un clima di grande affinità di interessi e complessivamente piacevole. Il livello di comunicazione era molto più aperto e apparentemente senza molte ambiguità come nel passato.
    Al ritorno, vivendo in due città lontane, cercava di farmi sentire la sua presenza il più possibile, anche cercando di vedermi ancora.
    Lusingata e illusa che le cose potessero prendere una piega diversa (non siamo più giovani), anche alla luce di molti discorsi che facevamo, nell’arco di qualche settimana si è ripetuto il copione.
    Se andavo io da lui e solo quando lui poteva, bene. Altrimenti che lui venisse da me accampava delle scuse oppure diceva chiaramente che non ne aveva voglia.
    Avevamo anche programmato di trascorrere le ferie natalizie insieme e un piccolo viaggio, prenotando il tutto.
    Un inciso, lui ha sempre reputato che la nostra lontananza fosse l’origine dei nostri problemi (più volte mi aveva proposto di andare da lui)
    L’altro giorno ho proposto di provare ad andare a convivere, dato che tanti problemi dovuti alla relazione a distanza erano venuti a meno.
    Da quel momento tutto è cambiato.
    Lui è come si fosse dissolto.
    Alla mia richiesta di chiarimenti mi ha detto che non gli sembra neppure il caso di prendere in considerazione questa eventualità (dopo sei anni), e anche per quanto concerne i programmi prossimi venturi sta eludendo qualsiasi risposta. Nonostante gli impegni assunti nei confronti di alberghi e aereo.
    Le telefonate sono delle mazzate dal punto di vista del tono della voce.
    So di avere sbagliato ad avere interrotto il NC.
    La conferma che la persona non potrà cambiare è lampante. Dopo l’inizio di un rinnovato love bombing, di fronte ad un impegno o a delle responsabilità nei confronti di una relazione si è dimostrato per quello che realmente è.
    So solo che fa ancora tanto male.
    Mi sembra di dover ricominciare daccapo.

    Grazie

    "Mi piace"

    1. Carissima Lucia, sei stata (e lo sei tutt’ora!) una gran combattente per aver retto un anno intero di NC. A forza di provarci prima o poi riuscirai a interrompere definitivamente questa ‘storia’. 6 anni non sono 6 giorni e quindi come hai avuto modo di costatare l’individuo NON SA STARE INSIEME A NESSUNO. L’hai ritrovato in un momento in cui probabilmente aveva bisogno di una compagnia qualunque. Le sue parole d’amore sono state dette non perché davvero provasse qualcosa di profondo per te, ma perché IN QUEL MOMENTO aveva bisogno di qualcuno che si occupasse di lui. Cara Lucia, sei entrata in casa sua e l’hai vista trascurata e molto maternalmente hai pensato, leggermente lusingata: “Quest’uomo ha bisogno di una donna…e questa donna sono io!”. Non ti è venuto in mente che un uomo “grande” che trascura la casa e se stesso – in attesa che qualcuno prima o poi lo salvi – non è per niente maturo? La nota positiva è che ora hai la certezza assoluta che né il tempo né la distanza cambiano queste persone. Non mi stupirebbe se lui si tirasse indietro per questo viaggio con la scusa che “non è ancora pronto” o che ti confessasse, una volta arrivato sul posto, per umiliarti ancor di più, che “non era bene ciò che voleva” e che avrebbe voglia di tornare a casa. Lucia cara, sono persone eternamente confuse che non sanno mai cosa vogliono dalla vita, capisci cosa significa darle fiducia? Un inferno! Quando avvertono di averti in pugno ti fanno sentire la persona più orribile dell’universo e danno il via alla solita danza che ben conosciamo: freddezza, triangolazione con altre donne, disinteresse, ecc. La cosa più dignitosa per te è far saltare questo viaggio visto che alla fine avrai l’impressione di imporre qualcosa a qualcuno. Temo che l’intenzione di quest’uomo sia darti il colpo di grazia oramai, cioè, rendersi indimenticabile in negativo per sempre. Quale occasione migliore per farlo in una data come Natale o Capodanno, in un posticino romantico e carino? Ci sono i presupposti per pensare che la cosa non promette bene! Direi di non rovinare le tue feste per una persona così e di ricominciare da capo con il NC, facendo tesoro da questa esperienza! Lascia perdere i danni economici della cancellazione del viaggio, impuntarsi non ne vale la pena. Un abbraccio forte, cara.

      "Mi piace"

  5. Ho inserito qui questo commento perchè mi sembra proprio che si tratta di un ritiro nel suo mondo “malato”, che evidentemente conosce e ci sguazza, per la paura di affrontare situazioni che persone normali saprebbero gestire con una modalità completamente diversa.

    Piace a 1 persona

    1. Sì, ci sguazzano. Non sanno cosa farsene dalla vita vera e dai sentimenti puliti, quindi mandano tutto a monte quando rischiano di crescere. Meritano di frequentare chi rispecchia loro caos interno, cioè, i bassifondi dell’umanità, perché quando “si ricordano” delle persone pulite che in qualche momento della vita li hanno amati e riveriti lo fanno unicamente con il fine di sfruttarle emotivamente, per tornare a includerle nel girone infernale dei rapporti superficiali e finti (di cui non possono fare a meno) per tirare a campare divertendosi un po’ di più. Abbandonalo alla sua superficialità, cara Lucia, vattene da questo schifo a testa alta e più consapevole del tuo valore, non perdere altro tempo.L’umanità vera non ha nulla che vedere con loro…

      "Mi piace"

  6. Grazie della risposta. In questa giornata triste le tue parole sono un unguento per la mia anima. Come sempre hai colto perfettamente la dinamica di questi mesi. Non sono più ingenua come tempo fa, ma rimane sempre lo sgomento che ti procura vedere una persona “apparentemente” seria e normale affermare certe cose, con ostentata sicurezza, facendoti credere che, nonostante la mia “sparizione” mi amasse come il primo giorno, per poi metterti all’ultimo posto nella lista delle sue priorità.
    E’ bastato metterlo di fronte alle sue responsabilità perchè riemergesse tutta la vacuità del suo essere.
    Resta la delusione perchè, in questo anno di NC, non ho trovato uomini con i quali avessi le stesse affinità di interessi e passioni che mi accomunavano allo psicopatico.
    Sono consapevole che è preferibile la solitudine al vuoto, alla superficialità, alla mancanza di reale intimità e autenticità e alla costante incertezza che una relazione con questa persona procura.
    A volte però vorrei deporre le armi della combattente, per lasciarmi andare ad una relazione che sia finalmente appagante.
    Forse devo ancora lavorare su me stessa per non cadere in questo tipo di trappole che, in questo caso, ho teso da sola, interrompendo il NC.

    "Mi piace"

    1. Carissima Lucia, affermi di non aver trovato uomini con i quali potessi condividere le stesse affinità e passioni che condividevi con lo psicopatico… Cerco di analizzare questa tua riflessione da un’ottica diversa e sulla base degli articoli fin qui scritti. Inizialmente gli psicopatici ci copiano, ci imitano, ci osservano per darci esattamente cosa vogliamo (a letto e fuori dal letto) per agganciarci meglio. Se sono più grandi di noi impongono subito le loro passioni e preferenze, cercando di plasmarci alla loro immagine e somiglianza. In entrambi i casi il risultato è uguale: finito il ‘rapporto’ avrai l’impressione di aver condiviso tantissime passioni e affinità, come dici tu. Dunque, il punto è che certe passioni appartenevano a te (o appartenevano a lui) precedentemente, lo stesso vale per le tante affinità, che durante la fase seduttiva del rapporto avete fatto combaciare alla perfezione. Un rapporto di coppia in cui uno sia lo specchio dell’altro raramente funziona per una persona non affetta da narcisismo patologico. Io, ad esempio, non amerei mai vivere con un doppione di me stessa, perché so quali sono le mie limitazioni e difetti. Per esempio, per quanto mi riguarda amo la campagna e i lavori manuali e ci andrei a vivere ben volentieri in un posto pittoresco, mentre mio marito è più metropolitano e sogna la campagna ‘nella vecchiaia’. A me anche il mare piace molto, ma so che lui non sopporta la sabbia fine e quindi eccoci a cercare spiagge con dei sassi… Sono cose che in un rapporto di coppia bilanciato trovano comunque il suo punto di equilibrio e che alla fine dei conti fanno pure divertire poiché ognuno di noi ha le sue preferenze, stranezze, manie, fantasie, ossessioni e via col tango. E’ da queste differenze che nascono i rapporti longevi nel tempo. Le persone narcisiste patologiche hanno la convinzione che prima o poi spunterà ‘qualcuno’ in grado di capirli ‘con uno sguardo’ e di indovinare loro pensieri. Se ci pensi è la stessa fantasia del complementare quando incontra lo psicopatico: ‘Ho trovato uno che rispecchia la mia essenza, nel bene e nel male’. Per questo il legame è così forte. La differenza è che il complementare è convinto di aver trovato un essere unico al mondo, l’unico in grado di soddisfarlo, mentre lo psicopatico ha messo in piedi negli anni una rete infinita di rapporti vòlti allo sfruttamento emotivo e sessuale in cui ognuno offre qualcosa per riempirgli il sacco vuoto dell’anima. Quindi, mentre le tue passioni e interessi restano tue, le sue cambiano conforme la persona che ha di fronte.

      "Mi piace"

  7. Lucia nel leggere i tuoi commenti, ho come una sensazione di deja vue, ma credo che questa sensazione accomuni tutte noi che abbiamo avuto a che fare con questi “escrementi perversi”. Purtroppo la dipendenza affettiva che creano in noi ci porta a dare loro non solo un’altra chance…ma tante altre chances, poi paghiamo sempre tutto con gli interessi. Io dopo circa 4 anni di lascia e predi da parte dell’escremento, ho avuto il benservito con lui che era andato dai Carabinieri dicendo che lo esasperavo! Peraltro anche questo pare faccia parte del copione; pare che il solo chiedere chiarimenti e spiegazioni per il loro comportamento, li faccia ricorrere a alle forze dell’ordine e alle denunce! D’altro canto vigliacchi ed infantili come sono non possono che fare cose insensate. Inoltre quello con il quale avevo avuto a che fare io era un collega e sul posto di lavoro aveva anche la sua scimmia volante, jnsomma chi più ne ha più ne metta! Devo ringraziare comunque il suo gesto perché da aprile 2016, sono riuscita ad attuare il NC e mi hanno aiutata la mia dignità ed anche uno psicoterapeuta. È stata fondamentale anche Claudileia, co questo sito è con tutto l’impegno che ci mette per aprirci gl’occhi, ed oggi ringrazio anche te Lucia che con il contributo della tua testimonianza, mi hai ulteriormente aiutata a capire che il NC con questi psicopatici si deve attuare per sempre . Mai cedere e mai farsi impietosire da chi ci manipola e arriva a distrugge la nostra anima, per avere solo un suo tornaconto. Non dobbiamo mai scordare che quello del quale ci eravamo innamorate era solo un ologramma, lo so che è difficile diventarne consapevoli, ma è la nostra unica salvezza.

    Piace a 1 persona

    1. Cara Antonella, spesso questo tipo di comportamento capita quando il NP ha trovato subito una nuova preda che lo tiene impegnato e quindi non vuole più essere disturbato dalle lamentele dell’ex. Qual’è il modo più machiavellico per bloccare e umiliare la persona che lo infastidisce, cercando il dialogo e il confronto? Fare una denuncia, anche senza alcun tipo di fondamento, approfittandosi magari di un giorno in cui hai perso la calma chiamandolo più del dovuto (semplicemente perché era sparito e non avevi più notizie sue). Non puoi capire il numero di denunce archiviate per questo motivo! Il tuo commento è assai importante per far capire alle prede che QUALSIASI tentativo di dialogo, una volta finita la ‘storia’ con il NP, può diventare automaticamente persecutorio e acquistare dimensioni spropositate sia quando vengono raccontati in giro o addirittura nelle questure. Per questo mai e poi mai perdere la calma con questi soggetti! E’ un errore colossale scrivere sms, e-mail, telefonare anonimamente, insomma, ogni tentativo di contattare un NP per chiarire qualunque cosa una volta scaricati può tradursi in una situazione davvero umiliante e ingiusta. L’art. 612 bis del Codice Penale è molto chiaro sulla configurazione del reato di stalking, cioè, in buona sostanza ci vuole costanza negli atti persecutori e poi bisogna fornire delle prove di essere davvero perseguitati come degli sms e/o e-mail pieni di minacce, pedinamenti e appostamenti sotto casa o a lavoro, ecc. Quindi, ci vuole! Nonostante ciò, le forze dell’ordine si vedono costrette ad accogliere le denunce per soltanto in un secondo momento riuscire ad analizzare il materiale raccolto. Non compete a loro decidere se archiviare a priori la denuncia oppure avviare le indagini e quindi, si limitano a raccogliere il materiale portato dal denunciante (a volte basta soltanto la sua testimonianza!). Un forte abbraccio e cerca di mantenere la guardia alzata, perché anche quando compiono gesti molto estremi (come nel tuo caso) non è detto che non tornino più a bussare nella tua porta…

      "Mi piace"

    2. Anche nella mia storia ho avuto tanto di segnalazioni e presenza di carabinieri sotto casa sua, un giorno in cui dopo l’ennesimo ritardo litigando, mi insulto’ al telefono e mise giù negandosi.
      Esasperata andai sotto casa sua è mentre gli urlavo da sotto chiamò la volante….a loro disse che facevo così perché mi aveva mollata da un po’ e non avevo accettato la separazione da lui, quindi lo stalkerizzavo.
      Mezz’ora prima stavo passando a prenderlo per andare in piscina, come sempre.
      Sono demoni.

      "Mi piace"

      1. Cara Barbara, direi che è un comportamento molto tipico. Esasperano le persone di maniera molto subdola in privato per accusarle poi pubblicamente di essere totalmente fuori controllo. Cosa c’è di meglio di una denuncia per screditarla? Siccome vale ciò che appare nella foto, ad avere torto sarà sempre la preda esasperata e non il predatore ‘esasperante’.

        "Mi piace"

  8. Cara Antonella, quando ho interrotto il NC mi ritenevo forte e in grado di affrontare questa “entità astratta” (non possono più definirlo essere umano) che, ogni tanto si riaffacciava nella mia mente.
    Il tempo mi aveva indubbiamente ritemprato e quando l’ho rivisto fisicamente imbolsito e psicologicamente con il “cervello spappolato” (parole sue), sono tornata a casa soddisfatta di aver ridimensionato l’immagine che avevo di lui.
    Come ha scritto giustamente Claudileia, sono capitata in un momento in cui non era soddisfatto della sua vita e delle sue relazioni, anche se persone del genere non lo saranno mai. Anzi, la mia rinnovata vitalità ed energia lo hanno ringalluzzito a preparare di nuovo il terreno per una riconquista. Il mio errore è stato di sopravvalutare la mia capacità di non farmi più agganciare alle sue dinamiche malate, che conoscevo benissimo e a cedere all’illusione che ci fossero degli elementi per reggere una relazione fatta di condivisione di affinità comuni.
    Sono bastati pochissimi mesi a far sì che il gioco dell’altalena, che tutti noi conosciamo si ripetesse. Inoltre ho voluto forzare la mano, perchè di fronte ai suoi tentativi di farmi sentire in colpa per la mia sparizione, ho proposto il mio trasferimento nella sua città, evento che lui aveva sempre ritenuto la giusta conclusione del nostro rapporto.
    Magia…è scomparso!!
    Sicuramente non avevo bisogno di questa conferma per aggiungere un ulteriore tassello ad un puzzle di un essere che sa manipolare le persone a suo piacimento e che se si avvicinano troppo devasta anche l’anima.
    Per cui, non offrire nessuna chance, almeno se non si vuole aggiungere altre dosi di sofferenza. NC a vita.
    Grazie ancora Claudileia, la tua competenza e i tuoi interventi sono preziosissimi.
    Un abbraccio Antonella. Stai alla larga il più possibile

    "Mi piace"

  9. Per quanto riguarda la denuncia, non ci sono stati gli estremi per querelarmi, la mia arrabbiatura ed i miei messaggi non erano stati considerati come azione da stalker, anche perché non si sono protratti nel tempo, non avevo alcuna intenzione di farlo e non l’ho fatto. Aggiungo che quando sono stata convocata dai Carabinieri, ho mostrato i suoi di messaggi, che conservo “gelosamente ” per mia tutela e, il risvolto è stato a mio favore, anzi il Maresciallo dei Carabinieri di tanto in tanto mi contattava per sapere se il soggetto mi avesse ancora cercata, cosa che peraltro al momento non si è ancora verificata. Da questo si evince che i Carabinieri si erano resi conto di quanto insensato fosse stato il suo gesto e, dello stesso parere era lo psicoterapeuta al quale in seguito mi ero rivolta. Come già avevo scritto, io ed il soggetto eravamo colleghi, per fortuna non stesso ufficio ma stesso edificio, quindi si entrava ed usciva dalla stessa porta, capitava di incontrarsi all’uscita e di percorrere la stessa strada per raggiungere le rispettive auto, in tali frangenti sosteneva che io lo pedinassi . Si inventava di tutto, le cose più assurde e false, con me come soggetto e poi usava la sua scimmia volante per divulgarle. In vita mia non ho mai sentito tante falsità, è stata la persona più bugiarda che abbia conosciuto e giusto a questo proposito la bugiarda a suo dire ero ovviamente io.
    Grazie Lucia per l’abbraccio affettuoso che ricambio e stai pur certa che sto distantissima, da due mesi sono riuscita anche ad ottenere il trasferimento in altra sede lavorativa. A Claudileia dico grazie grazie grazie… Ed è sempre troppo poco.

    "Mi piace"

  10. Cara Claudileia ogni volta che leggo un tuo articolo acquisisco sempre più consapevolezza di ciò che ho vissuto. Il mio “fenomeno” giustificava le sue nefandezze esattamente nel modo che descrivi, quando non poteva negare, perché gli fornivo le prove, alterava il significato nel mondo reale proprio come X con sua moglie. Pur non avendo le competenze per dare un nome a questo suo modo di agire, mi era chiaro che si aggrappasse ad una realtà distorta, forse è anche il motivo perché spesso si chiudesse in casa in totale isolamento facendo perdere le tracce per alcuni giorni, giustificandosi che era stato male.
    Il nostro rapporto è sempre stato a basso impegno, anche nel periodo iniziale di conquista è sempre stato sfuggente, ha sempre dato segnali di insofferenza, si è sempre rifiutato di dormire insieme (sarà accaduto 4/5 volte) e l’unica volta che sono riuscita a convincerlo ad una vacanza di un week end ha dato evidenti segnali di panico, per lui l’intimità era una minaccia. Ciò nonostante sono 4 anni e mezzo che mi avveleno la vita con questa persona e sono quasi due che sto cercando di allontanarmi, ma il percorso è veramente difficile, nell’ultimo anno ho perso il conto dei nostri tira e molla (lui non mi ha mai lasciata, sono sempre stata io ed è sempre riuscito a riprendermi). Attualmente ho intrapreso il no-contact e questa volta, nella speranza di renderlo conclusivo, ho cambiato numero di telefono e indirizzo mail (suoi canali preferiti di ricontatto) ma l’angoscia è tanta e mi sembra che non ne uscirò mai, mi rendo conto di non riuscire ad apprezzare le cose belle che mi circondano, tutto pare insignificante, il grande illusionista ha fatto un ottimo lavoro, finora lui non si è mai arreso, ho il terrore di ricadere nella sua spirale distruttiva e, dalle testimonianze che leggo qui, il pericolo è sempre alla porta.
    Anche io voglio ringraziare Claudileia per l’aiuto che questo sito offre a tutti noi.
    Un abbraccio.

    "Mi piace"

    1. Ciao Alessandra, tutto quello che hai fatto l’avevo fatto anch’io, cambiato numero di telefono e indirizzo email, la cosa più buffa era stata un’accusa da parte del soggetto, praticamente mi aveva dato della squilibrata per quel gesto, mentre lui stabile ed equilibrato non aveva mai dovuto ricorrere al cambio del suo ormai storico numero di cellulare. Pazzesco! Anche in quell’occasione aveva avuto una “buona parola,” per ferirmi… Come al solito. Ti posso assicurare che ho passato le stesse cose che descrivi, week end compreso. E qui pongo una domanda a Claudileia, ma questi COSI sono fatti con lo stampino? 😬
      Capisco le tue paure perché credo che siano comuni a noi tutte/i che abbiamo vissuto queste esperienze altamente tossiche, ma se sei stata scelta da lui è proprio perché sei una bella persona ricca di qualità e con tanta sensibilità, allora usa tutto questo per te stessa. Sfido chiunque a dire che è semplice uscirne! Non lo è per niente, ma se consapevolmente fai il bilancio di cosa ti ha dato e metti sulla bilancia le cose buone rispetto a quelle che ti hanno fatta arrabbiare, dannare e piangere tutte le lacrime che avevi, vedrai tu stessa da che parte pende il piatto. Ripetitelo spesso… Ricorda che non cambiano mai e soprattutto che è impossibile che possano guarire… Soffrirai, ti dispererai sarai arrabbiata nera ma verrà il giorno in cui quel mondo che era diventato in bianco e nero, tornerà piano piano a riprendere colore. Datti tempo, non avere fretta ma la cosa fondamentale, come sostiene anche Luisa, che ringrazio ancora, é il NO CONTACT totale… solo questo ti aiuta e, a forza di provarci vedrai che ce la farai. C’è un’altra cosa fantastica che ha fatto Claudileia per noi, come ben sappiamo per tutte/i noi che abbiamo questo vissuto è complicato essere comprese/i da chi non conosce il narcisismo patologico, qui invece è come essere a casa, tutti comprendiamo perfettamente le altre persone che scrivono sul Blog i loro commenti, abbiamo l’esatta percezione delle vessazioni che hanno subito e che sono uguali a quelle che abbiamo subito noi, parliamo la stessa lingua e non ci sentiamo più soli.

      Piace a 1 persona

      1. Cara Antonella, ma che belle cose hai scritto! Mi sento onorata e commossa per aver dato un contributo seppur piccolo alla vostra e alla mia stessa consapevolezza sul valore del lavoro che faccio e su chi sono. Purtroppo, sopratutto noi che siamo donne, siamo state educate alla falsa credenza che una donna forte non può contemporaneamente essere dolce e femminile, cioè, che una donna che pretende rispetto sia una sorta di pazza scatenata destinata alla solitudine. Abbiamo un’intera cultura da ricostruire, cara Antonella, ma per fare questa delicata e lunghissima operazione dobbiamo mettere in luce i nostri sentimenti, essere bramose di dignità, anziché soffocarla perché ‘forse non piace agli uomini’. Ma quando mai! Inseguire questi soggetti è abdicare degli uomini e delle donne che possono darci tantissimo, persone amorevoli in grado di confortarci nei momenti bui, di essere presenti con l’anima e con lo spirito dentro e fuori dal letto, amici con i quali prendere un caffè, fare una passeggiata spensierata e sorridere insieme, con leggerezza. Una vita appagata è un diritto sacrosanto che concediamo a noi stessi, perché solo noi abbiamo il potere di decidere (perché adulti e responsabili) COME vogliamo davvero trascorrere la nostra esistenza. Rispondo alla tua domanda: sì, i narcisisti patologici sono fatti con lo stampino. L’evoluzione e il cambiamento è un privilegio degli uomini e delle donne che non hanno paura di imparare, di ricominciare da capo, di essere umili, di guardarsi dentro senza pietà o indulgenza, di rispettare la propria storia e poi mettersi in ginocchio, prostrati magari, per dirsi con sincerità, guardando dentro il proprio specchio interno:”Dio mio, dov’è che mi sono perso/a? Come faccio a ricominciare e come farò a riparare i tanti errori che ho commesso verso me stesso e verso gli altri?”. E’ l’umiltà, la costanza e la voglia di imparare a renderci liberi da ogni condizionamento per ricominciare laddove il nostro sviluppo si è bloccato. Nei narcisisti patologici, invece, al posto dell’umilità c’è la superbia derivata dalla certezza assoluta di appartenere ad un élite di ‘uomini di mondo’ che sanno già tutto e che merita di avere una corte di servi e di giullari a disposizione. C’è uno schematismo e una tipicità nel loro modo di essere che alla fine li fa risultare assolutamente prevedibili e banali. Dov’è la loro libertà quando agiscono sempre allo stesso modo? Per questo, molti narcisisti perversi provano a sorprendere i partner inizialmente con dichiarazioni d’amore eclatanti, viaggi improvvisati, inviti inaspettati, ecc. Lo fanno perché si conoscono bene e quindi cercano di mascherare la noia atavica della quale sono affetti con degli effetti speciali e scenografia. Ecco perché possono un giorno trattarti come una principessa e il giorno dopo come una strega cattiva: è la loro instabilità emotiva e programmatica a renderli prevedibili, perché non ha niente a che vedere con la spontaneità dei normali esseri umani. Qui abbiamo a che fare con la prevedibilità delle persone con le quali non potresti mai contare in nessun momento della tua vita, cioè, parliamo dell’ovvietà del nulla. Tutti siamo in grado di mettere in piedi un teatrino per assecondare i nostri bisogni momentanei e passioni occasionali che tanto possono essere persone, cose, hobby, progetti… ma nessun essere umano al mondo, nemmeno i migliori attori, riescono a recitare a lungo uno stesso personaggio. In linea di massima le persone sono ‘cose che servono’ in un determinato momento della loro esistenza, il pubblico pagante che oscilla conforme le fantasie grandiose che hanno. Dopo aver lavorato per bene un’altro essere umano, dopo aver strappato da lui esattamente ciò che vuole (il suo sguardo pieno di ammirazione e i suoi applausi) ecco che danno il via a nuove sfide, cioè, nuovi copioni. Una volta capito il meccanismo che porta loro a interessarsi improvvisamente delle persone (sfruttamento) per scaricarle dopo averle sfruttate per bene (svuotamento energetico) abbiamo le basi per andarcene a gambe levate e senza voltarci indietro mai più.

        "Mi piace"

      2. Grazie Antonella, per le tue parole di conforto, ti assicuro che ce la sto mettendo tutta perché è da tempo che so dove pende il piatto della bilancia…..e condivido assolutamente su quale cosa fantastica sia poter raccontare qui il nostro dolore, la nostra frustrazione e sapere di essere capiti, grazie Claudileia.

        Piace a 1 persona

    2. Carissima Alessandra, se davvero credi che il tuo ex – così sfuggente e poco impegnato sentimentalmente – davvero si chiudesse in casa in totale isolamento facendo perdere le sue tracce per alcuni giorni perché stesse malissimo, devo fare alcune precisazioni: raramente i soggetti affetti da narcisismo perverso/psicopatia arrivano allo stato depressivo. Una persona depressa in fondo si permette di riflettere almeno un po’ sul modo come tratta gli altri e sulle cause e conseguenze delle sue azioni, mentre i soggetti NP cercano di sfuggire a questo stato come la peste, cercando modi di evasioni sempre più esasperati e sofisticati. Capita che si sentano ‘tristi’ quando l’ambiente circostante si rifiuta di confermare la loro grandiosità e quindi possono manifestare la loro frustrazione sfoggiando qua e là comportamenti, pensieri e intenzioni ‘da depressi’, ma senza esserlo minimamente. Alla depressione possono arrivare le persone dotate di empatia e che soffrono intimamente (e tanto) per le batoste della vita, non loro, abituati a piangere a comando e far finta di niente quando feriscono gli altri! Un soggetto borderline può alternare stati euforici e depressivi, ma non voglio nemmeno entrare in questo argomento poiché non mi compete e perché non è del tuo ex che volevo discorrere, ma di te. Ci sono alcuni articoli molto significativi che ti indicano la strada per sopportare l’angoscia del distacco e per comprendere meglio la mancanza di ciò che ti fa stare male. Sono articoli molto clinici che abbiamo tradotto qui, ma che dicono molto sui motivi per cui tutto ci appare insignificante all’inizio (proprio come dici tu), eccoli: https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/03/29/il-partner-complementare-dello-psicopatico-prof-roberto-mazzuca/, https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/10/18/il-complementare-e-il-suo-psicopatico/ e https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/09/10/solo-lui-mi-fa-sentire-viva-il-concetto-di-partner-complementare-di-hugo-marietan/ . Grazie infinite a te!! Un abbraccio grande.

      "Mi piace"

  11. Non ho mai creduto stesse male, quella era la sua giustificazione, questo suo ritiro avveniva ogni volta che si avevano scontri verbali, quando si sentiva criticato o per qualsiasi altro fatto esterno che riteneva una ingiustizia nei suoi confronti, forse gli serviva per recuperare l’equilibrio all’interno del suo mondo.
    Grazie per gli articoli, durante la lettura ho dovuto trattenere le lacrime perché mi riconosco in pieno, ma e già da tempo che sono consapevole, so di non essere una vittima ma di aver colluso con lui in questo meccanismo perverso, riporto alcuni punti:

    “Quando lo psicopatico incontra il suo complementare, o il complementare incontra il suo psicopatico. Il rapporto corre su un doppio binario ed è lontano dalla relazione vittima-carnefice; entrambi partecipano attivamente per mantenere il vincolo”

    “In alcune occasioni, nel discorso intrapreso dai complementari riusciamo a collegarlo con qualche tipo di piacere speciale, il sesso è un esempio, alcuni arrivano alla conclusione che con lo psicopatico hanno potuto liberare le loro inibizioni, smettere di reprimerle; riuscire a realizzare il proibito”

    “Il complementare finisce per lottare non contro lo psicopatico, che è immodificabile, ma contro se stesso, contro la coscienza del proprio valore. Lui si vede costretto a cedere. Questa costrizione a cedere è ciò che mina la sua persona, ed è altamente dolorosa. Però è ancora maggiore la sofferenza che provoca l’assenza dello psicopatico, il che implica che sia il complementare a pagare il prezzo e continuare nella relazione con lui”

    Ed è da questa consapevolezza che sto cercando di lavorare su me stessa. Grazie ancora.

    "Mi piace"

  12. ciao , mi ritrovo a leggere per la quarta o quinta volta questo interessantissimo artico che rispecchia in modo chiaro e coinciso il mio ex compagno, padre dei miei due figli maschi di 5 e 11 anni…. mi era chiaro che la vita familiare non era proprio per lui, era molto dedito al suo lavoro invece che spesso lo portava a lavorare fuori…si era costruito in pratica una seconda terza quarta vita parallela serale e notturna fatta di we end fuori, in cui noi non esistevamo..noi eravamo la famiglia di facciata, quella del natale tutti insieme…ma se si trattava di portarci fuori non esisteva proprio…ha negato a tutte le donne l’esistenza dei suoi figli, una volta scoperto ha meschinamente bloccato su wa la ragazza che mi ha ringraziata tantissimo di averle aperto gli occhi…ma chi ha aperto gli occhi a me che me lo sono tenuto per ben 17 anni in una condizione che nessuno sa comprendere, nonostante tutto ciò che mi faceva, silenzi e indifferenza in primis sopratutto alla nascita del secondogenito, ho sempre pensato che lui era fatto così e che mi amava a modo suo…ma non era così…lui mi ha solo sfruttato, ha sfruttato la mia casa e tutto quanto , in vece al di fuori erano vacanze, cene e we fuori porta…tutto ciò è stato negato a me e ai miei bambini….io so che non ci vuole bene, ora sono più di tre settimane che non vede i figli tra una scusa e l’altra, come affrontare tutto ciò anche giuridicamente??? gli avvocati, i magistrati sono preparati ad affrontare questo genere di personaggi falsi, infidi e bugiardi sino alla fine???? sono davvero disperata, quando ne parlo con il mio avvocato non tiene conto del mio stato mentale, non considera affatto ciò che le dico,,,,figuriamoci il magistrato a cui affiderò la causa di mantenimento.
    sono affranta, certi individui ti ledono internamente, non parole , ma fatti,,,,questo ce l’ho bene in mente
    con tanto affeto
    gabry

    "Mi piace"

  13. Buonasera …..
    Non so come iniziare …….
    Capisco benissimo Gabry …. eccome se la capisco …
    Anche io una vita, 20 anni sposata con un narcisista perverso malvagio (cosa che ho scoperto in questo ultimo periodo purtroppo, mi aveva isolato da tutto e tutti) … una sofferenza … uno stillicidio continuo …. denigrazioni perdita di autostima…
    Dovevo accorgermi di come era fin dall’inizio ……. è riuscito a farmi cancellare tutto il mio passato facendomi buttare via cose, ricordi … come .. come se la mia vita dovesse iniziare con lui l’ UNICO …. minacciava di lasciarmi ..
    La famiglia di facciata sì, proprio così per poi farsela con le altre a nostra insaputa, sono delle maschere riescono ad essere dei calcolatori terribili a sfruttare le persone senza pudore senza riconoscenza .. e mi domando come facciano a trovare altre donne, ostentano la loro conquista davanti a tutti per ferire ci vedo proprio la gioia nel poter ferire gli altri … vedi come sono bravo ? IO mi rifaccio una vita tu donna insulsa (ma guarda caso ridotta a un niente da te) vedi come sei ridotta ? Lo vedi che non vali niente ?!?!?

    Claudileia lei può darci una risposta, cambiano allora queste persone, cambiano?
    Visto che con l’altra persona fanno proprio quello che NON hanno fatto con noi e che magari noi desideravamo tanto facendoglielo capire in tutti i modi possibili, annientandoci per loro elemosinando amore. Perché fanno tutto questo perché ?
    E soprattutto perché noi donne stiamo così male e non vediamo la liberazione da questa morsa ?
    Ringrazio per l’attenzione

    "Mi piace"

    1. Dimenticavo.
      Mi hanno detto che aveva un altra (io non mi ero accorta di niente, credevo fosse ‘così peggiorato’ a causa del lavoro) e la loro storia dura da quattro anni circa, ancora non vivono insieme, ma ci sono in ballo due famiglie con figli distrutte, la nuova fiamma era sposata anche lei quindi ritengo che sia amore vero e che abbiano trovato la loro strada insieme, per arrivare a tanto ….. questa è dunque la conferma quelle sbagliate siamo noi che non abbiamo saputo capire come prendere questi uomini per non farci trattare male ??? Sembra che con la nuova sia tutto fantastico, ma all’inizio anche a me mi faceva sentire al massimo nonostante avessi percepito questi suoi meccanismi perversi e duplici, subdoli …. mi ponevo delle domande ma mi sono sempre detta non arriverà a tanto …. e invece ha proprio oltrepassato il limite
      Grazie ancora

      "Mi piace"

      1. Carissima Eleonora, se si tratta davvero di un narcisista perverso, lui presto avrà voglia di libertà e quindi poco importerà delle scelte radicali che ha fatto e fatto fare alla sua nuova fiamma per mettere su casetta: adopererà gli stessi identici schemi (se non peggio!) di quando era con te, auto giustificherà i suoi orrendi comportamenti mettendosi in testa che sì, lui ‘la ama’ ma che essendo un uomo ha dei bisogni particolari che nessun giudice mai comprenderà e quindi l’uomo è cacciatore e l’occhio vuole la sua parte e poi la colpa è di lei che non lo capisce…e… Cara Eleonora, è importante che tu non abbia alcun dubbio sulla sua forma mentis perché le persone senza coscienza NON CAMBIANO, il loro cervello è impossibilitato di farlo e questa non è una mia opinione, ma lo dice la neuroscienza, la psichiatria e i migliori psicoterapeuti di questo pianeta.

        "Mi piace"

    2. Come facciano a trovare altre donne e perché avvertono il bisogno di esibire le loro conquiste senza alcun pudore davanti a tutti, me lo chiedi. Un soggetto n.p. convince TUTTE le sue PREDE di essere uniche e speciali. Una donna lusingata e bombardata di attenzione 24 ore su 24 comincia a credere di aver qualcosa che le altre non ce l’hanno per essere riuscita a conquistare ‘un soggetto così ambito’ e quindi ‘speciale’ come lei. E così, i due ‘speciali’ si incensano a vicenda… Il punto è che uno di loro è affetto da un narcisismo patologico, mentre l’altro magari ha visto il suo sano narcisismo trasformarsi in qualcos’altro, perché travolto da una valanga di paroline dolci e fasulle che gonfiavano il suo Io a dismisura falsando la sua percezione della realtà. Ogni donna/uomo coinvolti in un pseudo rapporto con un soggetto n.p. ne uscirà fatalmente danneggiato e questo basta e avanza per provare una buona dosi di compassione per loro. La seconda domanda riguarda l’esibizione della conquista agli altri. Bene, qui parliamo di una virilità ostentata che spesso cela la paura dell’omosessualità o la sua repressione. Ci sono fior di studi a riguardo! Altre teorie parlano di una semplice ostentazione di potere: se ho tante donne vuol dire che ho tanto potere e viceversa. La necessità di ferire gli altri va di pari passo con il bisogno malato dell’ammirazione altrui: pur di ottenere l’ammirazione di una nuova preda distruggo l’autostima della già conquistata. Non mi importa niente dei suoi sentimenti, ma solo dei miei bisogni primari.

      "Mi piace"

      1. Mi permetto di aggiungere, per profonda esperienza personale, che la virilità ostentata ha a che fare anche con una caratteristica di impotenza e sterilità (psichica e ovviamente fisica) che, come per l’omosessualità repressa hanno a che vedere col nodo incestuoso/seduttivo che arriva dal rapporto materno.
        Grazie infinite per tutto ciò che fai e fate.
        Trovo questo luogo un luogo di cura e sapienza che supera alcuni testi in commercio.

        Piace a 1 persona

  14. Grazie tante Barbara per l’aggiunta .
    Claudileia, il vedere scritto ‘se si tratta davvero di un narcisista perverso’ mi mette in crisi, le caratteristiche ci sono tutte … e poi qui si parla oramai di anni con questa …. come quantifico il ‘presto avrà di nuovo voglia di libertà’ ?
    Mi conforta sapere che lei stessa e la scienza confermano il fatto che queste persone non cambiano , ma non so come mai mi viene da riesaminarmi a me .. ?
    Come mai ci sentiamo noi le sbagliate pur essendo consapevoli del male che ci hanno fatto ?
    Grazie per l’ attenzione

    "Mi piace"

    1. Carissima Eleonora, se ci sono tutte le caratteristiche descritte in questo blog è impossibile che il soggetto cambi. Aggiungo che la sua ‘felicità’ con l’altra è un fatto di apparenza. Non importa se sono insieme da 1 o da mille anni, il meccanismo è sempre lo stesso a prescindere della compagnia. Metto ‘davvero’ unicamente perché non lo conosco di persona e perché soltanto tu sai cosa hai vissuto nelle mani dell’individuo. Certo che è complicato uscirne, sopratutto perché significa far morire dentro di noi la persona che credevamo di amare. Non è affatto un’operazione mentalmente semplice! Il prossimo articolo tratterà proprio di questo: come raggiungere il contatto zero mentale! Un fortissimo abbraccio! C.

      "Mi piace"

      1. Grazie .
        Sapere che non siamo sole, che ci sono persone che possono capire quello che io e tante altre purtroppo, abbiamo vissuto sulla nostra pelle, che possono capire come queste persone siano state capaci di plasmare la nostra mente mi fa stare meglio.
        Quando sei dentro a questa situazione non te ne rendi conto, ti isolano a tal punto che non hai modo di confrontarti con altri, non capisci il perché di determinate azioni e comportamenti.

        Attendo il prossimo articolo, ne dobbiamo uscire, ora sarà più facile

        Grazie per aver creato questo luogo di confronto.

        Piace a 1 persona

      2. Cara Eleonora, grazie a te per essersi fidata di noi per raccontare la tua storia. Non è semplice elaborare il tutto, ci sono vuoti di memoria e tanto dolore. La scrittura aiuta tantissimo perché ci permette di mettere nero sul bianco sui fatti e sui nostri sentimenti a riguardo. Abbracci!!!

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...