Lettera di uno psicopatico pentito. Il grande plagio

Testo originale: El mito de Rogelio

Fonte: http://www.marietan.com/material_psicopatia/rogelio.htm

Le note a piè di pagina (i commenti alla lettera) appartengono al blog Arte di salvarsi

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Marisa ha chiesto un consulto perché è in crisi dopo la rottura del suo rapporto di coppia. Lei ha 17 anni, è all’ultimo anno della secondaria e proviene da una famiglia di Testimone di Geova. Ha conosciuto Rogelio nel giugno 2006, fidanzandosi con lui il mese successivo. Durante i tre mesi di durata del fidanzamento Rogelio affermava aver 25  anni, diceva di fare lo psicologo e di essere un bravissimo lavoratore anche nel settore del Commercio Estero. L’aveva trattata come una principessa, portandola a mangiare nei posti migliori, era pure andato a Mendoza per conoscere il papà di Marisa che si sposava per la seconda volta, ecc. Inoltre, raccontava alla ragazza gli episodi più tristi della sua vita: che aveva perso la sorella che amava (aveva fatto vedere a Marisa le fotografie e piangeva sempre che sentiva, durante le loro uscite, le canzoni che lo facevano ricordare la sorella scomparsa). Raccontava nei dettagli, sempre piangendo sconsolato, di essere stato violentato sistematicamente da uno zio assieme alla sorella. Diceva che la poverina, non avendo retto il dolore, si era suicidata. Marisa piangeva con lui e lo consolava. La ragazza aveva lasciato ben chiaro di non essere disponibile ad avere rapporti sessuali con lui a causa delle sue convinzioni religiose, anche Rogelio affermava di non riuscire ad averli per colpa dei terribili traumi psichici frutto degli abusi sessuali perpetrati dallo zio. Marisa si sentiva al settimo cielo, Rogelio l’aveva eletta la sua compagna di vita, tanto da condividere tutto con lei. Sempre che domandava a Rogelio come i suoi genitori avevano vissuto la perdita della figlia tanto amata, l’uomo rispondeva che il tema era talmente doloroso da essere diventato un tabù a casa sua. Per questo motivo i ricordi e le foto della sorella morta erano tenuti ben nascosti dai suoi.

Un giorno, durante un’uscita serale, una giovane donna interrompe la cena della coppia.

La donna sembrava distrutta, urlava di voler smascherare Rogelio e giurava di essere la sua fidanzata da 10 anni. Tra gli insulti emerse che Rogelio aveva promesso di sposarla, tuttavia, ora scopriva di essere stata lasciata per Marisa. La donna invitava la ragazza a non credere a nulla di quanto raccontato da lui. Turbato, Rogelio si era alzato dalla tavola per tranquillizzarla e, alla fine, l’aveva porta via. Marisa, rimasta sola e affranta, aveva chiamato la madre per farsi riportare a casa.

Da questo episodio inizia l’incubo di Marisa. La ragazza inizialmente non riusciva a credere alla donna del ristorante, tuttavia decise di andare alla ricerca della verità, recandosi a casa dei genitori di Rogelio. Dai suoi genitori apprese che l’uomo non aveva mai avuto una sorella e che lo zio incestuoso non era mai esistito. I genitori avevano conosciuto la fidanzata storica di Rogelio e sapevano che erano ai ferri corti. Alla ragazza i genitori erano apparsi confusi e dispiaciuti.

Il sogno d’amore di Marisa era già cominciato a svanirsi, ma la ragazza voleva ancora convincersi della verità dei fatti. Dopo aver cercato l’ex fidanzata di Rogelio, Marisa scoprì che la foto inviata per e-mail raffigurante la sorellina morta era in realtà una sua foto da bambina. Una dopo l’altra, tutte le menzogne alle quali aveva creduto crollarono miseramente: Rogelio non era uno psicologo, aveva 27 anni, ecc.

Rogelio, tuttavia, non voleva darla vinta, tartassando la ragazza giorno e notte con sms ed e-mail. La famiglia di Marisa, indignata, provava a minacciarlo e rimandare indietro i suoi regali prima che Marisa li vedesse. Disperati, consolavano Marisa che non dormiva più e non smetteva di piangere. Alla fine, l’hanno portata in terapia. Durante la terapia accade qualcosa che distrusse ulteriormente il sentimento amoroso di Marisa, convertendolo in un rifiuto netto. Marisa, ostinata, aveva violato la posta elettronica di Rogelio riuscendo a leggere tutte le e-mail delle ragazze che avevano trascorso la serata con lui con tanto di sesso e uso di sostanze stupefacenti (…) 

Ieri ha ricevuto questo e-mail di Rogelio (non ho corretto gli errori):

Marisa:

È raro scrivere un e-mail come questo ma a questo punto del nostro rapporto, voglio dire, della nostra relazione mi piacerebbe che lo leggessi fino alla fine e magari anche che me lo rispondessi[1]. Oggi hanno cambiato il mio computer a lavoro e ho dovuto fare un backup dei miei archivi per trasferire l’informazione al nuovo. Senza volerlo e senza rendermi conto ho trovato alcune foto che mi hai invitato quando ci parlavamo soltanto per msn… “la telefonata” una in cui stai accarezzando un cucciolo di leone e l’altra nella quale camminavi accanto a una tigre cercando di toccarle la coda ed io ti avevo chiesto per msn se non era troppo pericoloso toccare la coda di una tigre.[2] 

Bene, queste fotografie mi hanno reso molto triste e la mia coscienza mi ha costretto a scriverti queste righe, forse mi considererai un egoista, di fatto è così, ma credo che per qualche strana ragione queste parole potrebbero servirti[3]. Non sono mai stato onesto con te, sin da quanto ti ho raccontato di mia sorella, fino a quando mi hai chiesto di Barbara. Non so se il mio problema è non riuscire ad affrontare la realtà, o sono talmente codardo da non riuscire ad affrontare il risultato delle mie azioni senza provare un enorme vergogna[4].

Volevo confessarti come è partita questa idea dell’e-mail e dopo arriverò fin dove vorrà la mia mente[5]Sabato scorso sono andato a vedere Massacre e bene, da molto non mi drogavo, da quando ero con te non lo facevo più, allora mi sono drogato tantissimo, al punto di dover essere trascinato a casa, e le uniche due cose che mi passavano per la mente mentre ero trascinato in macchina, era che non volevo che mi amputassero le dita e il tuo viso mentre facevi un pseudo balletto nel salotto di casa tua[6]. In quel momento credevo di stare per morire e mi sono molto rattristato, non riuscivo a liberarmi dell’angoscia (accadeva tutto nella mia testa, ero semi cosciente) e pensavo di non riuscire a morire senza dirti le cose come stanno e perché nella mia testa tu eri l’unica che ballavi nel mio funerale, pure io mi guardavo morto e ridevo, è stato orribile[7].

Ho pensato che tutta la gente che mi amava o che mi aveva amato una volta sarebbe stata presente come noi. Nella mia testa, in quel momento, c’era tanta gente, gente che non ricordavo neanche ma sai qual’è la cosa? Quando andavo a salutarli erano schifati, mi guardavano male, i loro saluti erano di circostanza, perché nessuno voleva sapere di me, capisci? Volevano bene all’altro Io, quello della bara, il morto, ma non volevano averci a che fare con me vivo, quello che ti guardava ballare[8]

Perché ti racconto queste cose, ben sapendo che detesti le mie e-mail? Bene, è perché tu mi hai aiutato a capire tante cose[9]. La storia delle scarpe che avevo già preso per te non era vera, non le ho mai acquistate, ma pensavo di andare a comprarle per te. I libri per tua mamma non sono riuscito a ritirarli nella dogana, il tipo era un imbroglione e non li ha portati, dille di prenderli in libreria. Sono stato con questa ragazza Barbara dopo che abbiamo litigato, per poche settimane, ma non è successo niente, io non avevo voglia di niente era come se fossi molto arrabbiato anche se non volevo darlo a vedere. Mentre quando ero con te non mi drogavo né uscivo con nessun’altra, nessuna[10]

Mari, non so perché generalmente mento, ma credo di sapere perché ti ho mentito. Ti ho mentito per avvicinarmi a te, ti ho mentito per sembrare più interessante e farti avere voglia di conoscermi e purtroppo, non sono riuscito a smettere e bene, ho questa cosa rara che non mi fa vivere tranquillo[11]. Lo so che è raro e quasi incredibile, tuttavia, ti ho sempre amato molto ma devo dire che quando ti ho conosciuto, anche se esageravo un pochettino, non mi ero automaticamente innamorato, ma mi sono innamorato asciugandoti le lacrimucce e vedendoti così carina con me, che possa morire ammazzato se mento[12]. Con il tempo mi sono accorto di aver sbagliato strada e ho questa cosa rarissima che quando mento non posso più tornare indietro capisci? E continuai e continuai, e mi odio. 

Ti ho fatto male e so che ora stai meglio ed io non sono nessuno e per colpa mia. Sai una cosa? Odio non far parte della tua vita, non frequentare la tua famiglia, o i tuoi amici, sentirti così lontana e pensare: cosa sta facendo lei? cioè, so che è fuori luogo dirlo, ma ho bisogno di te Mari, sono talmente malato da non riuscire ad andare avanti[13]. Mi hai dato tutte le opportunità che esistono al mondo o di più ma ho rovinato ognuna di loro aggiungendo sempre più menzogne e ferendoti. È così difficile funzionare nel mondo con il mio problema, è così difficile dire a Romina: Romina sono un bugiardo, ho detto questo e questo a Mari; cioè, lei smetterebbe di parlare con me e se continuasse a parlarmi tutto ciò che dico sembrerebbe una bugia per lei[14]. Figuriamoci conoscere qualcuno di nuovo, impossibile. Non posso funzionare nel mondo, è impossibile[15]

So bene che ciò che ho fatto è la cosa più orribile del mondo e mi sento, come ti ho scritto una volta, un figlio di puttana ingrato e mi odio profondamente al punto di guardarmi allo specchio e provare schifo di me.  Ho voluto averti per me e ora ne pago il prezzo, il prezzo di essermi innamorato di te e tu di me, credevi in una persona che non è mai esistita e hai pianto un fiume di lacrime e continuai a mentire e tu a piangere ed io continuavo e tu tornavi a piangere finché non avevi più lacrime e anche così continuavo a mentirti[16].

Non ti ho mai chiesto scuse più sincere di queste, ossia, non potevo raccontarti come sono davvero perché non lo so, però so che se c’è qualcosa che mi pesa tanto fino a pensare a uccidermi ogni minuto che passa è averti ferito. Sei stata l’unica donna che mi abbia mai amato ed io ti ho ripagato così, con amarezza e fiele. 

Non sono uno psicopatico e non abuso di alcunché, sono soltanto uno che non è nessuno e che ha perso l’unica cosa bella che aveva[17]

Voglio chiederti una cosa che è quasi impossibile di avere, non so nemmeno io da dove viene il mio coraggio di farlo: per favore, non mi lasciare solo[18]. Sei la persona che più mi conosce e il tuo atteggiamento è quello di affondare un annegato, talmente è egoista, però sei l’unica a essere sincera con me, che dice le cose come stanno[19]; so che hai la tua vita e forse anche un ragazzo ma io non ti darò fastidio rispetto a questo[20], tuttavia please, ho bisogno di sapere che quando sto molto, molto, molto, molto male, ci sarai per me[21]

Dillo, pensalo, ridi, lo so, sono patetico, però non posso, andare in chiesa veramente non mi aiuta, vivo in una costante irrealtà e ho paura di perdere la poca lucidità che mi resta[22]. Ho un biglietto di sola andata per andare in Colombia il 03/03, non so come andranno le cose fino a questo giorno, cioè, non so se partire oppure no[23]. So che questa è una follia, però pensami come se stessi per arrivare! Ti lascio ora e capisco se preferirai continuare a sfottermi Mari, lo comprendo perfettamente. So che forse ti do fastidio e non m’importa di dartelo, perché sono nella situazione più brutta della mia vita e ho bisogno più che mai, cioè, non ho nessuno che mi dia un sostegno, capisci? Così stanno le cose, ma forse è così che devono essere.

addio e grazie.

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[1] Lo psicopatico vuole far capire alla ragazza che averla cercata è qualcosa di eccezionale e che nessun’altra ha il “privilegio” di ricevere un e-mail simile. Conosce bene la ragazza, sa che leggerà le sue parole fino alla fine: ha dimostrato di essere “spietata” andando a frugare nella sua vita pur di capirlo, quindi è scontato che lo leggerà. E chi butterebbe vita una scatola senza sapere esattamente cosa c’è dentro? Potrebbe esserci qualcosa di utile, no? La grande illusione degli ex partners degli psicopatici è credere di riuscire a ricavare qualcosa di utile nei loro discorsi per darsi un po’ di sollievo. Risultato: dopo averli ascoltati o letti stanno peggio, l’energia se ne va e l’autostima subisce nuovi colpi bassi.

[2] Qui lo psicopatico afferma di non pensare più alla ragazza, ma di essere stato portato a pensare a lei dopo essersi “imbattuto” nelle sue fotografie per caso. La svaluta sottilmente: “non penso a te, mi è capitato per via di questa cosa che mi è successa.” Le foto di Marisa sono tenere, spensierate, è leggera, felice. Lo psicopatico quindi descrive le immagini con un obiettivo ben preciso: ricordare a Marisa di essere una ragazza dolce e tenera.  Vuole che Marisa si ammorbidisca pensando agli scatti fotografici che la ritraggono allegra e spericolata e vuole che questa tenerezza si trasmetta dalle immagini di se stessa alle parole che legge, scritte da lui.

[3] A questo punto Marisa non può più smettere di leggerlo. Lei nelle foto è contenta eppure c’è una persona che afferma di essere triste dopo averle guardate. I sensi di colpa della ragazza sono stuzzicati: “sono io a renderlo triste?”.  “ (…) per qualche strana ragione queste parole potrebbero servirti” afferma lo psicopatico e lei, purtroppo, ci crede e continua a leggere per capire in che modo le parole di Rogelio potrebbero aiutarla a sollevarsi.

[4] Bingo. Qui lo psicopatico scrive esattamente cosa Marisa vorrebbe leggere dopo tanto patimento.

[5] Cambio di versione. L’idea non era partita dalle fotografie di Marisa trovate nel computer? Qui capiamo che, in effetti, la storia delle foto era unicamente un appiglio per provocare in Marisa un sentimento buono, per rapire il suo cervello verso il punto centrale della lettera: pretendere che la ragazza reste a sua disposizione.

[6] Ho messo in grassetto questo pezzo perché si tratta di una parte essenziale della lettera: lo psicopatico afferma che Marisa è la sua salvezza, facendo leva sul narcisismo della ragazza. Quanti psicopatici quando ritornano affermano alle loro donne: “Dopo di te non ho avuto più nessuna!”, “Con te era tutto diverso…”.

[7] Dramma totale. Marisa, da ragazza tenera e dolce, si è trasformata in un mostro insensibile. Lui, però, afferma di comprendere la sua rabbia: “pure io mi guardavo morto e ridevo, è stato orribile.”  Praticamente lo psicopatico si mette sullo stesso piano della persona danneggiata. Il messaggio è chiaro: soffro come te, anzi, molto più di te. Quindi, se noi due siamo vittime dov’è il carnefice??

[8] Lo psicopatico fa finta di avere una coscienza e di soffrire per il male fatto alle persone.

[9] “Tu mi hai aiutato a capire tante cose”. Provate a chiedere “Quali ‘cose’ sei riuscito a capire grazie a me?”: non sapranno specificare alcunché.

[10] Qui scopriamo piccole bugie quotidiane assieme ad altre più grosse. In tutte, però, c’è il tentativo di imputare a Marisa non solo sensi di colpa “Sono stato con questa ragazza Barbara dopo che abbiamo litigato” ma anche il ruolo di sfruttatrice assieme alla mamma “i libri per la tua mamma non sono riuscito a ritirarli nella dogana, il tipo era un imbroglione e non li ha portati, dille di prenderli in libreria.” In sintesi, si tratta di un povero uomo sfruttato e imbrogliato da tutti. Continua, tuttavia, a lusingare Marisa “Mentre quando ero con te non mi drogavo né uscivo con nessun’altra, nessuna” ben consapevole che la ragazza sa tutta la verità sulle altre donne.

[11] Rogelio sa perfettamente di essere uno psicopatico, come vedremo nelle prossime righe.

[12] Confusione totale, lo psicopatico infila un paradosso dopo l’altro “Ti ho sempre amato molto… non mi ero inizialmente innamorato”. Rielaborando il discorso dell’uomo emerge che inizialmente non provava niente e quindi esagerava tutto. Afferma di essersi innamorato della ragazza “dopo”. Cioè, dopo che la vede piangere e dedicarsi sempre di più a lui. Per finire sdrammatizza la sofferenza inflitta alla ragazza riducendola a qualche “lacrimuccia” versata.

[13] Nuovi appelli al narcisismo e ai sensi di colpa della ragazza che a questo punto rischia di soccombere. Senza l’aiuto di una persona matura accanto, di genitori consapevoli o un professionista della salute, potrebbe credersi davvero l’unica ancora di salvezza dell’uomo.

[14] Bene, lo psicopatico confessa di avere una nuova donna nella sua vita e che si chiama Romina. Con Romina non può permettersi di essere “sincero” pur di non compromettere il rapporto. A questo punto ci chiediamo: “Che cosa vuole da Marisa?!”. Risposta ovvia: tenerla nel suo girone infernale di donne come riserva, sarà Marisa la sua donna-coscienza, la guardiana della sua moralità, la donna che sapendo tutto di lui lo rimprovererà come una madre severa. È questo il ruolo di Marisa nella mente dello psicopatico. Non la desidera, non la vuole e non la rispetta come donna, ma ha bisogno della sua etica, vorrebbe appropriarsene dei suoi valori.

[15] Nuovi riferimenti a una diagnosi di psicopatia.

[16] Qui ci vien da sorridere per come lo scrive, ma il succo è sempre lo stesso: “Io non ho fatto niente, la mia unica colpa è averti amato così tanto!!!!”

[17] Rogelio è consapevole di “avere una cosa rara” che lo porta a mentire continuamente. Lo confessa nell’e-mail in modo frammentato portandoci a intuire che sia informato della diagnosi di psicopatia. L’uomo, in effetti, era perfettamente al corrente perché qui la rifiuta cercando di farsi commiserare da Marisa:  “…sono soltanto uno che non è nessuno e che ha perso l’unica cosa bella che aveva.” Cade in contraddizione nuovamente quando afferma di non abusare di sostanze. Ricordate cosa ha scritto all’inizio? Ecco:  “(…)da molto non mi drogavo, da quando ero con te non lo facevo più, allora mi sono drogato tantissimo, al punto di dover essere trascinato a casa…”

[18] Solidarietà a Marisa!

[19] Ribadisco, vuole mantenere il contatto con Marisa per sfruttarla come consigliere, come donna-coscienza, come la parte del suo cervello che non funziona a dovere.

[20] Certo, la vita della ragazza non gli interessa minimamente.

[21] Cioè, posso parassitarti?

[22] L’unica frase vera dell’intero scritto. Ogni narcisista perverso ha paura della follia e non scende a patti con la spiritualità.

[23] In soldoni: “Tieniti in forma che prima o poi arrivo…”, allumismo e violenza psicologica dura e pura.

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