I figli come ostaggi degli psicopatici

Fonte originale: http://www.marietan.com/material_psicopatia/hijorehen.htm

Traduzione: Gabriella Maddaloni

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To: consultas@marietan.com

Sent: Monday, January 28, 2008 8:23 AM

Nome: Gilberto, USA

Egregio Dr. Marietán,

mi complimento con Lei per la sua incredibile e umana pagina web. Grazie a Lei ho potuto comprendere e gestire la relazione con una persona psicopatica che ha letteralmente distrutto la mia vita personale e professionale, così come la mia tranquillità mentale. Grazie a Dio ho trovato la Sua pagina e ciò mi ha aiutato a superare questa fase così difficile della mia vita. Ho bisogno ancora una volta del Suo aiuto. Sono d’accordo con Lei sul fatto che la migliore opzione per rompere questo circolo vizioso relazionale sia il “NO CONTACT”: sparire dalla vita di questa persona e non avere alcun contatto con lei. Però, c’è sempre un “però”: il fatto è che abbiamo una figlia in comune. Io adoro la bambina,  le voglio bene e ho bisogno di lei. Tuttavia mi rendo conto che lei utilizza la piccola come mezzo per arrivare a me, ripetere ciò che ha sempre fatto: confondermi, suscitare in me sensi di colpa e dipendenza. Quando ritorno a casa dopo le visite alla bambina, passo ore e giorni pensando a lei (la psicopatica) e anche se sento di non provare alcun sentimento d’affetto verso questa donna, non riesco a smettere di pensare o immaginare situazioni legate a lei, del tipo se ha un altro uomo e lo usa per allontanare la piccola da me con un nuovo padre, che va a letto con l’individuo in questione nella casa che io ho comprato e che adesso ha lei. Oppure che approfitta quando faccio visita alla bimba e intrattiene telefonate misteriose insinuando situazioni, segreti che mi infastidiscono perché sento che sta per accadermi qualcosa di spiacevole (una volta di più). Spero che mi comprenda, perché questa situazione mi paralizza intellettualmente e non mi fa funzionare bene. Come è possibile che, benché sia convinto (razionalmente e logicamente) di tutta la malvagità di questa persona e capisca la sua personalità psicotica, abbia ancora influenza su me e la mia vita? Potremo un giorno noi complementari liberarci di questa esperienza così terribile?         

La ringrazio per l’opportunità di sfogarmi con Lei e anche per qualunque attenzione voglia prestare a questa mail. Grazie.

Gilberto

Gilberto,

se davvero è una psicopatica, è normale lo stato di cattura mentale del quale Lei soffre. Giustamente il maggior potere dello psicopatico è riuscire ad addentrarsi nella mente del complementare e da lì manipolarla.

È per questo che il culmine del no contact è liberarsi da questa occupazione mentale. La prima tappa, anche se difficile (evitare ogni contatto visivo e uditivo) si raggiunge in un primo momento.

Dopo questa imprescindibile prima tappa, che nel Suo caso è resa difficile dalle SUE VISITE A CASA DI LEI per vedere Sua figlia, si lavora sulla liberazione mentale dallo psicopatico.

Toglierselo dal circolo dei pensieri.

Ci sono varie tecniche per questo, e dipendono dalla personalità di base del complementare e dalle circostanze che lo legano allo psicopatico.

In questo caso, per mettere in atto la prima fase, bisogna far sì che le visite a Sua figlia (se ha un’età adeguata) si REALIZZINO FUORI DALLA CASA DOVE VIVE LA PSICOPATICA. Questo si può ottenere grazie all’azione di un mediatore o un avvocato familiare.

Certamente gli psicopatici usano i figli come ostaggi per manipolare i complementari. Ciò deve essere tenuto molto in conto dal complementare per comprendere che queste angosce che gli passa lo psicopatico durante le visite ai figli, continueranno ad aver luogo, facendo sì che queste visite diventino un calvario durante e (questo è più difficile da capire) dopo, fuori di casa e nei giorni seguenti. Questo è dovuto al fatto che lo psicopatico, attraverso manipolazioni comunicazionali (la metafora, il gesto quasi impercettibile, le frasi insinuanti, i commenti casuali, le frasi inconcluse, gli sguardi ecc.) mettere  vere bombe “a orologeria psicologiche” nella mente del complementare, che scoppieranno durante i giorni seguenti al contatto con lo psicopatico stesso.

Ciò costituisce una vera tortura mentale e un pensiero ripetitivo verso lo psicopatico che occupa la mente del complementare. Questo è ciò che comunicano i complementari: “non riesco a togliermela/o dalla testa”.

In questi casi, dato che l’azione volontaria dello “sforzarsi per non pensare allo psicopatico” dà come unico risultato il “pensare di più a lei/lui”, uno dei metodi è la DISTRAZIONE FORZATA, vale a dire obbligarsi a distrarsi, tenersi subito occupati in qualcosa, o uscire, quando possibile, dal luogo dove ci si trova, o comunicare con un conoscente (MA MAI SULL’ARGOMENTO ‘PSICOPATICO’) o, nel caso in cui si stia in cura, parlarne con lo psicoterapeuta.

La azione psicologica posteriore al contatto con lo psicopatico si può paragonare all’azione di un VIRUS INFORMATICO che invade il disco rigido del computer: una volta installato non si può fermare la sua azione con mezzi comuni, si deve utilizzare un anti-virus o resettare bene tutto il disco rigido. Dato che la mente umana è più complessa di questo, e meno accessibile, le manovre di eliminazione della penetrazione psicopatica sono specifiche per ogni complementare.

Nell’immediato il suggerimento è quindi di EVITARE le visite alla figlia in PRESENZA della psicopatica.

Il complementare in genere trova difficile compiere questo processo, per ragioni pratiche da una parte, MA, DALL’ALTRA PARTE, È PERCHÉ NEL PROFONDO NON VUOLE SMETTERE DI VEDERE LO PSICOPATICO. E questo fa sì che trovi scuse e intoppi (reali o esagerati) per boicottare questa “separazione” dallo psicopatico.    

Vediamo così che gli strumenti dipendono molto dal particolare caso di ogni complementare.

È  una lunga e intensa battaglia.

Dr. Hugo Marietán, gennaio 2008

 

 Dr. Marietán,

grazie mille per la Sua risposta. Mi ha aiutato molto, più di quanto sperassi, questa analogia col disco duro che “deve riprogrammarsi” è geniale.

Molte grazie di nuovo. Lei non immagina il bene che fa attraverso questa pagina. E ciò che più mi stupisce (mi perdoni, vivo negli Usa), è che è senza alcun costo.

Beh, voglio che sappia che ha un ammiratore e che se un giorno avesse bisogno della mia cooperazione per qualunque attività negli Usa, può contare su di me. Ho molti amici argentini qui. Grazie infinite, e senta la soddisfazione personale del fatto che il Suo lavoro è di un’incredibile intensità umana.    

Rispettosamente:

                                  Gilberto                 

Un pensiero su “I figli come ostaggi degli psicopatici

  1. Caro Gilberto, devi capire che hai una dipendenza, se tu fossi in grado di
    sciolgliere questo nodo saresti libero. E’ un duro lavoro e la razionalità. l’intelletto ti servono, ma non sono tutto.
    E’ terribile essere ostaggi per tutta una vita. Abbi il coraggio di guardare questa dipendenza.
    Con solidarietà Daniela

    "Mi piace"

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