C’è speranza per i soggetti affetti da narcisismo e psicopatia?

Fonte: http://sobreviviendoasociopatasynarcisistas.blogspot.it/2016/01/dr-simon-brinda-nuevas-herramientas.html

Traduzione: Gabriella Maddaloni

Lo psicologo George Simon ha dedicato la sua vita allo studio e al trattamento dei disturbi di personalità (narcisismo, psicopatia o disturbo antisociale, istrionico, borderline ecc.). Abbiamo già commentato in questo blog alcuni aspetti del suo libro “In pelle di pecora”. Stavolta ci occuperemo di condividere alcuni punti importantissimi del suo libro Character disturbance: the phenomenon of our age (“Disturbo di personalità, il fenomeno del nostro tempo”). Questo libro si rivolge ai professionisti della salute mentale, anche se è ugualmente chiarificatore per le coppie, famiglie, docenti e colleghi di individui con questi disordini così distruttivi per coloro che li circondano.

In quest’opera si cerca di dimostrare che le terapie tradizionali che la maggior parte di psicologi e psichiatrici hanno imparato e utilizzato con successo nella loro carriera nel trattamento di diversi disordini nevrotici e anche psicotici, non funzionano con le personalità di tipo B. Al contrario, cercare di applicare queste terapie a tali pazienti risulta altamente controproducente, giacché il terapeuta può finire per essere un facilitatore delle loro condotte dannose. Le approssimazioni terapeutiche tradizionali reputano che il paziente danneggi gli altri a causa di un senso di inferiorità che maschera dietro una credenza compensatoria di grandiosità.

Simon dimostra con i suoi pazienti, con studi e con sofisticate tecniche diagnostiche che non è questo il caso. Fatta eccezione per il narcisismo nevrotico traumatico (che secondo la sua esperienza ha proporzioni infime, paragonato a quello che è comunemente detto “narcisismo maligno”), tutti coloro che patiscono questi disturbi di personalità di tipo B pensano realmente di essere migliori del resto della società e che le altre persone sono solo pedine nel loro gioco di potere e edonismo, che meritano il maltrattamento e l’inganno a causa della loro ingenuità. Nemmeno mentono o ingannano per paura o vergogna nel riconoscersi diversi, Simon assicura: “I terapeuti con formazione tradizionale, come anche la maggioranza di noi, individui relativamente nevrotici, siamo soliti pensare che queste persone con disturbo di personalità agiscano così per paura o insicurezza incoscienti. Queste paure e insicurezze semplicemente NON ESISTONO in loro. Si fraintendono i loro comportamenti e le loro motivazioni. Si mettono così a fuoco i loro disturbi in modo sbagliato. Molte persone considerano inimmaginabile che ci siano esseri che semplicemente non siano catalogati in modelli nevrotici comuni, anche gravi, ciò che chiamiamo “normalità”. Ѐ così che gli psicopatici riescono ad attaccare le loro vittime senza che esse siano coscienti del danno, perché si auto-ingannano pensando che sia impossibile che stiano lottando contro predatori senza cuore, sprovvisti di qualsiasi empatia umana.”

Simon insiste affinché i terapeuti che vogliano migliorare la condotta e l’empatia di questi individui (afferma che con terapie cognitivo-comportamentali si ottengono miglioramenti importanti in base alla diagnosi del paziente) dovrebbero dimenticarsi di tentare di rendere cosciente l’individuo del suo problema senza provocare angoscia, come farebbero con pazienti con altre sintomatologie. Ci sono due motivi per i quali ciò è un errore: primo, il loro cattivo comportamento con tutti non li angoscia in assoluto, e secondo, sono pienamente coscienti di ciò che sono e di ciò che fanno, tanto che una caratteristica comune è che si vantano di questo. Sostiene: “Ѐ importante ricordare che questi individui con disturbi di personalità sono pienamente coscienti dei loro comportamenti problematici. Non solo sanno esattamente ciò che stanno facendo, ma conoscono anche le loro motivazioni”.

Afferma che l’approccio terapeutico deve essere frontale, cioè deve partire dalla premessa che lo psicologo o psichiatra sappia ciò che il suo paziente fa, le sue tecniche di manipolazione, il suo spostare la colpa agli altri, ecc. Il terapeuta gli farà notare ciò dando un nome ogni volta che utilizzerà qualcuno dei suoi trucchi. Il medico o psicologo non si aggancerà ad essi, preservandosi e al tempo stesso apportando correzioni al suo modo erroneo di pensare e procedere. Per illustrare il suo punto di vista, riporta il caso di un medico che entrò a far parte del correttivo di cui Simon era capo-equipe. Fu uno dei primi casi con cui lavorò. Il giovane psichiatra ebbe compassione per la storia di abuso di una delle interniste (che era falsa e che sicuramente veniva da una famiglia normale) e per i suoi disturbi d’ansia massicci, di depressione. Il ragazzo le prescrisse ogni tipo di medicine, dato il suo stato di disperazione. Quando Simon supervisionò il suo caso, gli spiegò che quella paziente non soffriva di alcuno di quei problemi. Nei giorni seguenti lo psichiatra ebbe prova che lei si faceva beffe di lui di fronte ai suoi compagni di stanza, ai quali aveva venduto le medicine psicoattive. Simon insiste con la coscienza emotiva e cognitiva che il terapeuta, o qualsiasi altra persona che sia in contatto con essi (i narcisisti), deve avere per non cadere nelle loro trappole: “Facciamo un grande errore quando presumiamo che le loro parole di pentimento e le loro lacrime di coccodrillo nascano dal rimorso. Alcuni di questi disturbi giungono ad essere talmente gravi che molti fingono in modo convincente un pentimento che sembra reale”.

Il libro è molto completo. Dà una spiegazione dettagliata della differenza tra disturbi nevrotici, psicotici e psicopatici che chiarisce qualsiasi dubbio che tutti coloro che non sono specialisti possano avere su di essi; offre nuovi strumenti e approcci terapeutici agli addetti alla salute, includendo casi trascritti molto interessanti e dà una luce di speranza per il trattamento di molti disturbi che, sebbene non siano curabili, potrebbero essere sì migliorati applicando le tecniche corrette  – che lui saggiamente chiarisce – sono solo l’inizio e che nuovi approcci sono benvenuti e necessari per l’impatto sociale che hanno. Simon, così come Robert Hare, ritiene che un 40% delle depressioni e ansie che la maggioranza della popolazione soffre siano attribuibili ad abuso psicopatico narcisista non individuato. Se fossimo coscienti di questo e ci occupassimo e indagassimo sul vero problema di base, la salute della società migliorerebbe notevolmente. Un libro altamente raccomandabile per gli specialisti alla ricerca di nuove conoscenze, così come le vittime di queste persone con disturbi che ancora cercano risposte alla triste esperienza vissuta. Sfortunatamente non sembra sia tradotto nella nostra lingua. Ci auguriamo che qualche casa editrice prenda nota di ciò, dato che il libro è stato già stampato in varie edizioni nella sua lingua originale, per quello che crediamo possa essere un successo anche nella nostra lingua tra i sopravvissuti che necessitano di questo materiale.

13 pensieri su “C’è speranza per i soggetti affetti da narcisismo e psicopatia?

  1. Cara Claudileia,

    direi dunque che non c’è speranza per questi soggetti. Giusto?
    L’articolo inoltre , come già detto dal Dr. Mariètan, conferma che i narcisisti maligni non solo sono consapevoli di quello che fanno ma se ne compiacciono. Come lessi in uno dei tuoi articoli e secondo il Dr. Marietàn, essi stanno benissimo! Fanno stare male “soltanto” il loro prossimo. Credo sia importante sottolineare l’incurabilità di questo male per togliere definitivamente dalla testa delle donne l’idea che l’amore, la pazienza, la dolcezza, la comprensione possa guarirli.

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    1. Cara, è proprio così. Marietan afferma che le terapie comportamentali possono soltanto “trattenere” per un po’ questi individui, ma la loro natura resta la stessa. E’ come avere a casa un leone e provare a farlo diventare vegetariano, per un po’ mangerà quel che gli darai ma poi romperà le catene e andrà alla caccia di un pezzo di carne. E guai a te se ti mette di mezzo, ti sbrana e si lecca i baffi poiché i suoi bisogni sono impellenti, comandano su tutto il resto. Tu avrai sempre la colpa di impedirlo di realizzare ciò che vuole, sarai vista come un problema, una “rompipalle”, una “guastafeste”, mai come una donna che merita di essere amata e desiderata da un uomo che la vuole bene.

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  2. La ragione per cui libri come quello di Simon o come il Psycopath-free non vengono tradotti facilmente in certi paesi (incluso Italia) è dovuto al ruolo che la psichiatria ha in quei paesi e come viene trattato il paziente. Prima Regola: nessuno è mai colpevole di qualcosa (perdono a tutti i costi, che dipende anche un po’ dalla cultura religiosa del paese sin quesitone secondo me, ma questo è un altro discorso). La qual cosa fa davvero a pugni con quanto riportato in questo post e sulla concezione che Simon ha di queste persone (ma si veda anche la Francia con la Hirigoyen e altri americani). Da quanto ne so io (ma da inesperto) in Italia se un terapeuta ha il sospetto che (o ha in cura) un paziente (che magari ha in cura per altre ragioni più semplici: tipo problemi di coppia) che anche solo ritenga possa essere affetto da un disturbo di personalità di tipo manipolatorio deve immediatamente mettersi in contatto con un secondo terapeuta che deve supervisionare la terapia e con cui deve rimanere in contatto costantemente sul caso, per essere sicuro di non essere manipolato.

    Personalmente mi sono ritrovato a vedere come certi terapeuti assecondavano (o questo mi veniva fatto credere) in modo del tutto gratuito comportamenti di tipo manipolatorio nei miei confronti. Non si contano le volte in cui il trattamento del silenzio o comportanti di chiusura e negazione a livello di vere e proprie torture fisiche e morali venivano giustificati attraverso le indicazioni del terapeuta che molto probabilmente (al chiuso della seduta) era stato bellamente manipolato in modo da arrivare a suggerire quei comportamenti.

    Se siete in Italia e non siete sicuri di ciò che venga detto e fatto credere, chiedete sempre di andare in seduta insieme o di intraprendere anche sedute di coppia in atteggiamento di totale apertura. Se siete con un manipolatore ciò verrà negato ora con una scusa ora con un altra. E’ questo quindi anche un modo anche per verificare se siete con un manipolatore o no. Raramente una persona che vuole bene si negherebbe a fare di tutto per aiutare un rapporto.

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  3. Aggiungo che Robert Hare, lo stesso H. Marietan e il grandissimo terapeuta Carl A. Whitaker, così come molti altri, nei più svariati campi, dalla psichiatria alla terapia relazionale, si sono convinti dopo decenni di ricerca e di osservazione diretta sul campo, dell’inesistenza di una cura per la psicopatia. Onestà vuole che qui, in questo blog, le ultime ricerche vengano menzionate. Riporto un pensiero di Whitaker tratto dal libro “Il gioco e l’assurdo”: “Ogni religione ha il suo peccato originale, e in psichiatria il peccato originale è essere psicopatici. Noi terapeuti ci vergogniamo talmente del nostro continuo fallimento con questo gruppo di pazienti, che tentiamo di nasconderlo dietro innumerevoli diagnosi. Ogni volta che la terapia è prossima al successo, il paziente si dilegua, superando il terapeuta in strategia, interrompendo un rapporto terapeutico che è sulla strada buona. Per ovviare a questa situazione sono state sperimentate molte tecniche: si è tentato con i gruppi di azione, con le tecniche di condizionamento, e con numerosi sistemi individuali, ma nessuno è stato universalmente riconosciuto valido. Solo un fatto è certo: se un tribunale o un’altra autorità riescono a costringere un paziente a continuare il trattamento e a sopportare l’angoscia della psicoterapia, è possibile che avvenga un cambiamento. Tuttavia, in genere, non è possibile disporre di questo attacco a tenaglia.” Quindi, proporre a un manipolatore/manipolatrice una terapia di coppia è assolutamente inutile, perché manipolano sempre, a prescindere di quanti terapeuti abbiano davanti. Nemmeno un tribunale, la legge, può intimidirli, come dimostrano molti padri/madri che hanno perso l’affido dei figli in tribunale grazie a false accuse di maltrattamenti.

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    1. Cara Claudileia, innanzitutto ti ringrazio per questo blog, che mi sta aiutando a capire un vissuto che fino a pochi mesi fa mi sembrava assurdo. Ho scoperto il blog per caso, come forse molti di noi che ti seguono. Mi è stato e mi è di grande aiuto, soprattutto perché in questi mesi ho cercato dei professionisti capaci e preparati sul problema ma, ahimè, non ne ho trovati. Approfitto di questo tuo post per chiederti cortesemente se mi puoi indicare un terapeuta a Roma, nonché un gruppo. Ti ringrazio ancora.

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  4. Condivido con te Claudelia.
    La terapia serve al narcisista psicopatico per affinare la sua maschera e riuscire così a raggirare meglio.il prossimo.
    Che triste vivere così… Alla fine sono vittime loro stessi dei loro inganni.

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  5. Salve,sono una reduce di un complotto fattomi da due narcisi…lui (il mio ex patner 49 anni!) lei (amica della sua famiglia 23 anni!).
    Lei aveva già studiato tutto un anno prima per poi ripresentarsi più preparata dopo..
    Ero in crisi con lui ed appena smascherato..lei ha subito attirato la sua attenzione consolandolo e compiacendosi vedendomi in situazioni con lui indicibili.Tutto fatto con mortificazioni davanti a lei che nonostante avessi una bambina con lui ,non ha mai avuto la decenza di andarsene da casa (ospite nostra per 5 mesi ,per aiutarla a trovare un lavoro in citta,visto che lei viene da un paese..).Lui si è prodigato solo per lei ed ha cominciato ad accontentarla in tutti i suoi capricci ,alcool,droga ecc..Lui completamente manipolato ha pensato bene di sentirsi un ventenne.Lei spietata senza ritegno ha preteso tutto.Ora vivono insieme da un anno ed io e mia figlia siamo state completamente dimenticate.Ovviamente per lui è colpa mia perchè lo trascuravo ecc.. e lei è giustificata perchè innamorata ed arrivata nel momento giusto per lui(preda facilissima)..!!Non ho mai visto una ragazza così spietata,freddamente lucida nell’intraprendere la sua esperienza passando sul mio cadavere nonostante la mia ospitalità..sono sotto shock.Lui completamente cambiato che ripete in continuazione di essere giovane.Io vedo un narciso e una narcisa che si sono incontrati ,si sono riconosciuti ed hanno deciso di “usarsi” a vicenda contro tutto e tutti.Lui credo invidioso della sua gioventù ha deciso di incanalarla nella vita trasgressiva così che lui potesse finalmente sentirsi importante e giovane ma nello stesso tempo usarla per pagarsi la metà dell’affitto ecc..Lei ovviamente contenta e soddisfatta della sua preda che davanti ai suoi occhi ha preferito lei alla famiglia eppoi contenta di farsi indirizzare al meglio…Sono stata devastata per molto tempo..ora sono disgustata e mi sto riprendendo piano piano.Premetto che con lui la vita era diventata un inferno perche con la crisi dell’età…poi con lei tutte le sere alcool ed è successo l’apoteosi del disastro.Mi ha trattata con delle parole violente e schifose inaudite davanti a lei compiaciuta.Perchè lui aveva capito che la narcisa aveva bisogno di sentirsi così…Il mio rapporto è sempre stato un disastro lui sempre brillante simpatico poi alludeva e insinuava che senza di lui non potevo fare nulla..mi creava dipendenza.. cose sbagliate di me giorno dopo giorno lui mi toglieva un pezzo di me..si è preso tutto e non gli bastava mai,sempre nervoso, sempre l’attenzione su di lui..sogni ,parole progetti mai avverati..Manipolata economicamente…insomma un incubo.Mi sono sentita usata da tutti e due .Mai viste due persone insieme così cattive nei miei riguardi con una complicità diabolica.Lui dice che lascerà la porta socchiusa e che questo è un momento che deve vivere..!!!!Ora ha trovato se stesso al femminile e molto più giovane…saranno felici?Forse devo ringraziarla?..lei si merita di stare con lui!Io comincio a respirare..
    grazie infinite per avermi letto.
    O.

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  6. Carissima Onofria, indubbiamente il tipo di triangolazione che hai subito è terrificante. Avere dentro casa la giovane amante del marito, accoglierla e assistere al proprio compagno di vita badare economicamente anche ai suoi ‘capricci’ per non dire vizi, essere umiliata davanti a lei quotidianamente dimostra il quanto è stata al di sopra della norma la tua capacità di sopportazione. Il tuo immenso dolore ti impedisce di vedere che la ragazza (perversa o non perversa) ti ha effettivamente portato via un peso morto: quando vale un uomo capace di fare tutto ciò? Cara, alza la guardia. Il fatto che lui t’abbia detto che ‘lascerà la porta socchiusa’ è un atteggiamento tipico dei narcisi, cioè, se la cosa non va bene con la prescelta ci sei tu che lo attende al calduccio con la figliola. Lui vuole prendersi la sua ‘botta di giovinezza’? Benissimo, e tu prenditi la tua ‘botta di vita’ perché tutto ciò che un uomo del genere ha da offrirti è ‘non vita’: depressione, ossessione, calo dell’autostima, gelosia, malattie fisiche e mentali, stress, ecc. Suggerisco un articolo specifico del blog: https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/11/17/invecchiare-con-un-narcisista-perverso-una-tragedia-greca-annunciata-e-senza-intervalli/
    Cara, per questo tipo di personalità nessuna donna, anche quando giovanissima, va mai bene. Meritate rispettivamente un uomo e un padre, anziché un figlio e un fratello. Trascurare la vostra figlia non è una novità, cara. Questo tipo di personalità è incapace di provare affetto per i bambini, sopratutto quando sono femminucce (i narcisisti perversi maschi manifestano il loro odio verso la figura femminile anche nei comportamenti verso le figlie, per esempio svalutando i loro meriti, paragonandole con i fratelli maschi, ascoltandole senza alcun tipo di interesse, ecc., cioè, adottano con il tempo lo stesso comportamento rivolto alle loro madri. I figli maschi, invece, servono soltanto per dimostrare al mondo il quanto sono virili e per esibirli al mondo come un ‘copia incolla’ di sé. Non so da quanto tempo ti è capitato tutto ciò, ma arriverà il giorno in cui guardandoti indietro ringrazierai mentalmente la persona o la situazione che ha portato via NON UNA PARTE DI TE, ma un’ombra che ti oscurava, che ti rendeva cupa, che distruggeva il buono che è in te. E salva tua figlia che al contrario è luce pura, l’unica cosa vera di tutto ciò. Un abbraccio fortissimo, C.

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  7. Vengo fuori da solo un mese da una storia molto simile alle tante raccontate in questo sito e vi ringrazio di cuore perché leggere questi articoli mi sta aiutando tanto, anche se ammetto di essere ancora in una fase non completamente out ma suo cercando di mantenere il contratto zero concentrandomi sulle cose negative di questa storia che purtroppo superano di gran lungo le positive eppure ci si rimane affascinati come quando si è in astinenza da una droga!
    Riflettevo su come una persona narcisista borderline potrebbe cercare di essere una persona migliore dopo essersi reso conto della propria personalità… a quanto pare non vi è via d’uscita ma è possibile mai che nessuno di loro abbia voluto provare?
    Il mio ex, pensandoci all’inizio ha provato tante volte a mettermi in guardia da se stesso dicendomi”non innamorarti di me”, implorandomi che quando ci saremmo lasciati non lo avrei odiato come tutte le altre, cercando di chiudere la storia agli albori urlando “ma perché non te ne vai?”,oppure ripetendomi una frase nel nostro dialetto che tradotta è ” ti devo insegnare e poi ti perderò” …inoltre è stato per fortuna una persona che a differenza di tante altre così si è rivelato subito per quello che era, egocentrico e violento.
    il mio pensiero positivo nei confronti di questa persona è che volesse tutelarmi da se stesso ma poi il suo essere appagato sia stato più forte di lui insieme al mio insistere a volergli stare accanto.
    È possibile che questa persona abbia potuto provare questi sentimenti o erano anche quelle solo tattiche?
    Grazie

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  8. Ragazzi,
    vedo richieste di appello circa nominativi di psicoterapeuti competenti in materia di narcisismo/psicopatia. Sicuramente Claudileia saprà guidarvi meglio di me ma credo che un nome affidabile possa essere quello del Dr. Paolo Cianconi che lavora a Roma. E’ uno psichiatra del quale ho sentito un intervento in materia (lo trovate su youtube). Vi sono vicina, vi leggo spesso, sono anch’io una sopravvissuta e ringrazio in particolare Guglielmo che sta così generosamente ed efficacemente mettendo a disposizione di tutti noi la sua esperienza.
    Un abbraccio.

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  9. Cara Anna, ti ringrazio per l’indicazione dello psichiatra; sono tra le persone che avevano chiesto un suggerimento. Mi interessava anche avere un riferimento per i gruppi di ascolto su Roma. Sai suggerirmi qualcosa in centro?
    Grazie ancora.

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  10. Dei gruppi non saprei…ma considerando che questo medico lavora anche presso l’Istituto Beck forse potresti provare a fare una telefonata all’Istituto e chiedere se sanno darti qualche riferimento. Oppure contattare direttamente lui e chiederglielo. Un altro nome è il dr. Secci (ha anche un blog). Non credo lavori a Roma ma fa consulenze via skype. Facci sapere.

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