Narcisismo perverso e vampirismo energetico

Chi non ha mai conosciuto un vampiro energetico che si metta la prima collana d’aglio perché dove c’è un collo sano ci sarà sempre un vampiro piccolo o grande.

I ‘colli’ tipici sono coloro che si rendono disponibili a offrire ai vampiri non soltanto un boccone di pelle da succhiare all’occorrenza, ma anche grandi orecchie per sentire le loro lamentele, come gli amici ‘Charlie Brown’[1]. I ‘colli’ sono Grandi Madri Compiacenti, che tutto perdonano ai pargoli purché tornino sempre a casa. Inizialmente i colli si sentono importanti grazie al fatto che qualcuno ha bisogno delle loro parole di incoraggiamento, delle loro idee, delle loro opinioni… dopo un po’, però, anche quando nulla sanno sul vampirismo energetico, essi cominciano ad avvertire una specie di malessere diffuso alla presenza dei vampiri, non solo perché percepiscono che codesti esseri nulla offrono in cambio, ma per la presa di coscienza che il ‘rapporto’ in sé non interessa al succhiatore.

Per un vampiro energetico l’umanità intera è un gran contenitore nel quale vomitare la sua insoddisfazione e frustrazione perenne per quanto riguarda il lavoro, la famiglia, gli ‘amici’, ecc.; gli umani sono come hard disk contenenti informazioni utili alla sua quotidiana sopravvivenza, computer da essere consultati e poi spenti.

Le parole delle persone che si prestano all’ascolto di un vampiro, tuttavia, non saranno mai sentite per davvero, questo per la presunzione vampirica di sapere già tutto. Vivendo dentro la loro personale ‘gabbia’ i vampiri si convincono di essere saggi e forti.

Quando parliamo di vampirismo energetico è giusto illustrare il concetto base dei libri teosofici:

Ogni individuo si muove nello spazio rinchiuso in una specie di gabbia di costruzione propria, circondato da una massa di forme-pensiero, che sono il frutto delle sue abituali attività mentali; attraverso tale ambiente egli osserva il mondo, e naturalmente colorisce tutto con il suo colore predominante, anche le vibrazioni che gli giungono dall’esterno sono sempre più o meno modificate dal grado vibratorio del suo ambiente. Così avviene che l’uomo non vedrà mai nulla con precisione, finché non avrà raggiunto il completo dominio dei propri sentimenti e dei propri pensieri, visto che le sue osservazioni dovranno tutte passare attraverso il filtro dell’ambiente mentale, il quale deforma e scolorisce ogni cosa come uno specchio difettoso[2].

Dominio dei pensieri e dei sentimenti non vuol dire controllo narcisistico, ma sapere ciò che si vuole, vederlo con chiarezza e decisione muovendosi verso il percorso che ci avvicina alla pienezza e all’idea di una vita più pulita e soddisfacente.

Le gabbie/bare mentali nelle quali si rinchiudono gli individui perversi per giudicare ed etichettare i vivi e i morti sono pulite quanto un pollaio. Il tutto è filtrato con base nella vita che hanno fatto, che fanno o che hanno in mente di fare.

Prendiamo un fatto di cronaca:

Entra in un bar, punta la pistola contro la moglie e spara. Quattro colpi, Assunta Finizio cade a terra, il sangue bagna il petto e le mattonelle bianche del locale, per lei non c’è niente da fare. Lui fugge ma gli agenti delle volanti lo fermano subito mentre sta per salire su un autobus. «L’ho ammazzata perché mi voleva lasciare. L’ho tradita. Mi ha cacciato da casa e non ci ho capito più nulla», piange in questura Augusto Nuccetelli, fabbro, stessa età della moglie, e si copre il volto con le mani. Mentre il figlio di 17 anni è davanti al bar dove la madre è stata uccisa, si guarda intorno smarrito, in una serata qualsiasi ha perso tutto, a casa non c’è più nessuno che l’aspetta. «Ditemi che è successo, cosa hanno fatto a mia madre. Di lui non mi importa niente, voglio sapere…», si dispera[3].

L’aria inquinata che respira il vampiro filtra le informazioni che potrebbero essere utili alla sua crescita, lo diciamo spesso in questo blog. Nel caso sopra era la moglie ad aver torto. La sua colpa era di aver scoperto il tradimento del marito, cacciandolo dalla casa. Per l’assassino lei DOVEVA perdonarlo, la punizione era stata ESAGERATA, ucciderla era perfettamente logico. “Non ci ho capito più nulla”, eppure CAPIVA TUTTO quando accusava gli immigrati in TV di essere l’incarnazione del Male assoluto. La donna, quindi, aveva perso il diritto di andare al bar a prendersi un caffè perché NON ERA GIUSTO che VIVESSE, che circolasse, proprio come ‘un extracomunitario’.

Perché i vampiri trovano difetti in ogni rapporto sentimentale, in ogni corpo, in ogni progetto di vita o di lavoro, anche quando abbiano liberamente scelto e lottato per portarli avanti senza alcun tipo di pressione esterna? Perché la loro vita affettiva e lavorativa si colora di abbandoni e fallimenti? La noia o il peterpanismo non spiegano tutto.

Rinchiusi nelle loro gabbie mentali i vampiri costruiscono un mondo nel quale uomini, donne e situazioni hanno l’obbligo, il dovere imperativo di procurarli piacere e di soddisfare i loro bisogni come dei genitori. Quando il meccanismo s’inceppa e sopraggiunge il rifiuto altrui al compiacimento continuo, cioè, quando c’è il rifiuto di dare ciò che il vampiro crede di meritare il risultato è la rabbia aggressiva, l’odio profondo contro chi mette in crisi l’equilibrio della gabbia. Il perverso rimane quindi bloccato nella sua fantasia di grandiosità in attesa che ‘qualcuno’ corrisponda al suo ideale di perfezione. Vi chiederà di essere dolci e comprensive quando vi accoltellerà alle spalle perché è questa la legge in vigore nel suo mondo: “Io tutto mi concedo; se mi ami mi accetti così come sono.”

«Ho sempre avuto la sensazione», dice un paziente del dottor Smith, «che lontano, da qualche parte, c’è una persona che farebbe qualsiasi cosa per me, qualcuno che esaudirebbe i miei bisogni, un po’ come nelle fiabe, e che farebbe sì che io fossi in grado di ottenere ciò che voglio senza bisogno di alcuno sforzo da parte mia… Non ho mai vissuto senza il sottofondo di questa roba. Non so se potrei riuscirci»[4].

Il succo della svalutazione vampirica è tutto qui: voi non sarete mai perfetti perché non gli permettete di avere tutto ciò che vuole, lo costringete  a sforzarsi, a lottare per ottenere qualcosa, in più non offrite quell’amore materno incondizionato che lui/lei crede di meritare. Chi, in teoria, farebbe qualunque cosa per noi? Nostra madre. Chi si renderebbe disponibile a esaudire i nostri bisogni, un po’ come nelle fiabe? Idem. E chi ci farebbe ottenere ciò che vogliamo senza sforzarci più di tanto? Senz’altro un genitore compiacente. Non a caso i perversi scelgono donne molto materne: valutano prima la loro capacità di annullarsi per lui, di abdicare di sé, di accoglierlo ogni volta che fa il ‘bambino cattivo’… ma poi smettono di desiderarle, ritenendo quasi incestuoso avere dei rapporti con una donna diventata loro madre a tutti gli effetti.

Tutti siamo stati vampiri in qualche momento particolarmente critico della nostra vita, e tutti veniamo ‘succhiati’ una tantum da qualcuno che conosciamo e che abbiamo imparato a voler bene. Rientra nella normalità dei rapporti scambiarci confidenze, raccontare i propri problemi, chiedere un consiglio, rendersi ‘pesanti’ contro la nostra volontà, ecc. Un amico può dirci qualcosa di sgradevole senza pensarci, spontaneamente, ma quando lo fa sistematicamente per rovinarci la giornata o sminuirci, quando fa traballare la nostra autostima con dei commenti sarcastici, ironici e fuori luogo senza alcun rispetto per i nostri sentimenti dimostra di non essere più un amico, ma un vampiro energetico. Quindi, c’è differenza tra “un morsetto” innocente e la successiva richiesta di scuse, e bersi un litro di sangue quotidianamente perché così ci impone la legge ferrea che regge l’ecosistema della nostra gabbia.

Perché i vampiri energetici hanno bisogno di tanto ‘sangue’ per sopravvivere? Perché serve il sangue di un battaglione di prede per farli sentirsi vivi anziché di una sola disponibile al 100% per 100%, come la mamma sostitutiva e creata a doc? Semplicemente perché non riescono ad assorbire l’energia positiva proveniente da una fonte naturale e sicura, trattandosi di esseri altamente squilibrati a livello emotivo. Assorbire da un esercito di colli tutte le risorse energetiche possibili, anche quando negative, diventa una fantasia, un’ossessione, un pensiero fisso nella mente: “Quanto posso ottenere da ogni singolo esemplare del mio esercito personale? Fammi provare il sapore di questo sangue…”

È così, grazie all’avidità naturale dei bambini che succhiano il seno materno, che i perversi finiscono per bere anche il sangue infetto che li viene offerto. La legge del vampirismo non guarda in faccia a nessuno e non conosce limiti di applicazione.

Quando un soggetto perverso fa del male alle persone che lo vogliono bene, che si creda oppure no, ha già segnato il suo destino distruttivo, il che rende l’idea di vendetta del soggetto danneggiato, a mio parere, assolutamente inopportuna.

Gli studiosi del vampirismo energetico affermano che il bene fatto o voluto ritorna sempre indietro, così come il male che auguriamo:

le maledizioni, come le benedizioni possono paragonarsi agli uccelli i quali per istinto ritornano sempre al nido; è facile dunque comprendere in quale pericolo si incorre rivolgendo pensieri di odio o di sospetto verso un uomo altamente evoluto; le forme-pensiero lanciate contro di lui sono impotenti a nuocergli, mentre al contrario esse rimbalzano contro i loro creatori, ferendoli mentalmente, moralmente e fisicamente. (…) Fintanto che persiste qualche cosa di grossolano, di basso o di egoistico nei veicoli di un individuo, egli sarà sempre aperto agli attacchi di coloro che vogliono fargli del male; ma quando avrà eliminato tutto ciò mediante la purificazione del proprio essere, i suoi nemici nulla potranno contro di lui, ed egli passerà calmo e impassibile in mezzo ai dardi che lo minacciano. Non così sicura è la sorte dell’aggressore[5].

Il concetto è puramente teosofico e spiega perché molte volte quando un vampiro maledice una persona dalla quale ha estratto il massimo dell’energia positiva, essa vada comunque avanti con ancora più forza ed energia di prima. Il bene augurato dalla persona oggetto dell’odio vampirico avrebbe un ruolo da scudo protettore.

Ricordo che in un primo momento il vampiro si avvicina a coloro che possiedono le qualità che non ha ma la misura in cui invecchia l’incapacità di contenere la sua vera natura lo porta ad avvicinarsi alle anime che meglio rappresentano la sua indole perversa costituendo ‘associazioni’ dubbiose sia a livello lavorativo che affettivo.

A questo punto cosa fa con i ‘colli sani’? Li svaluta e distrugge i loro meriti perché è tra i ‘colli infetti’ che si sente a suo agio, ma è succhiando colli dal sangue buono che ritrova l’energia necessaria per stare tra i suoi simili. Più entra in contatto con persone empatiche, più energia trova per circolare tra i vampiri:

Il problema è che anche la grandiosità è vulnerabile. È inesorabilmente e inevitabilmente vulnerabile. Perché non importa quanto trionfanti noi siamo, non importa a quale altezza arriveremo, il corso di una vita normale ci condurrà a delle sconfitte. Alla malattia. Alla vecchiaia. A limitazioni fisiche e mentali. Alla separazione, alla solitudine e alla morte. Queste sono esperienze difficili – nonostante l’aiuto della famiglia, della filosofia e della religione, nonostante i legami che vanno al di là del nostro fragile corpo. Senza questi legami, però, il passare del tempo può portare solo orrore dopo orrore. È sorprendente quanto a lungo il narcisista possa negare questa realtà a lungo termine, convinto che la giovinezza e la bellezza, la salute e il potere, l’ammirazione e la conferma durino per sempre.

Naturalmente non è così.

Quando il talento si affievolisce, quando la bellezza avvizzisce, quando la brillante carriera declina, il mondo non riflette più la perfezione di Narciso. E siccome il Sé riflesso è il solo Sé del quale è al corrente, egli perde quel Sé e sprofonda nella depressione. (…) Può cercare di sfuggire a questo vuoto ricorrendo all’alcool o alla droga, o a frenetiche conquiste sessuali, o a passatempi pericolosi. Oppure può cercare un comune rifugio narcisistico in qualche culto religioso, dove «l’impegno totale, la routine infinita, il salmodiare obbligatorio e la meditazione di rito» lo aiutino a riempire «quel vuoto quasi inimmaginabile…»[6]

Lo psicologo americano Albert Bernstein è stato uno dei primi a parlare di vampirismo energetico in chiave attuale nel suo libro ‘Emotional Vampires: Dealing with People Who Drain You‘, del 2001. Secondo la sua definizione il ‘vampiro emotivo’ è qualcuno di profondamente immaturo e narcisistico che succhia l’energia vitale in diversi modi: distruggendo l’autostima di chi lo circonda per elevare la sua, provocando stanchezza mentale, mettendosi al centro e richiedendo costantemente l’attenzione altrui. Molto spesso i narcisisti perversi sono orgogliosi di essere visti come vampiri che ‘sciupano’ le anime per ridurle all’ombra di ciò che erano. Forse perché è l’unico aspetto della loro esistenza nel quale hanno davvero successo: distribuire ferite, generare dolore, collezionare fallimenti.

Ci sono  due modi vampirici utilizzati dai perversi per distruggere l’autostima delle prede spremute fino al midollo osseo: il primo consiste in togliere di forma veloce e inaspettata il piedistallo sul quale avevano poggiato l’oggetto idealizzato che ora vogliono svalutare; scomparendo improvvisamente come se l’altro non fosse mai esistito e senza dare alcun tipo di spiegazione, per poi riapparire come se niente fosse… oppure fare tutto ciò di modo lento, insidioso e crudele, trovandosi un’altra preda e portando la precedente alla disperazione attraverso lunghi silenzi, bugie e svalutazioni sempre più invalidanti.

Quando sceglie il secondo modo distruttivo l’autostima della preda subisce un danno maggiore poiché la sua identità viene lentamente corrosa, i suoi sogni e conquiste sdegnati, i suoi difetti aumentati di modo crudele, la sua immagine denigrata ai conoscenti e sospetti su di lei vengono sottilmente o palesemente lanciati in aria dal vampiro. Il dolce-amaro è costante e infernale, di modo che la preda è convinta di “amare” qualcuno che la rende triste la maggior parte delle volte, qualcuno al quale vuole compiacere ad ogni costo ma che l’accusa di aver fatto qualcosa di terribile (mai reso comprensibile chiaramente) per ferirlo, il che giustifica i maltrattamenti che infligge.

Una delle caratteristiche vampiresche più distruttive è certamente la negazione del riconoscimento dei meriti della preda.  Caratteristica riscontrata quando finisce la fase di idealizzazione, il love bombing, fino alla conclusione del rapporto. Negare i meriti altrui è parte fondamentale della campagna denigratoria del vampiro presso gli amici e conoscenti in comune con la preda. La vergogna spesso porta le prede ad allontanarsi da ambienti che frequentavano con piacere per ‘le voci’ che circolano su di lei.

Come  ci ricorda Mario Corte è un’azione che “ha obiettivi radicali e tende alla completa svalutazione di un essere umano e delle sue qualità fondamentali, che vengono distorte e presentate come difetti pericolosi o quanto meno vergognosi”[7].  L’autore illustra con chiarezza il pensiero vampirico mentre distrugge l’oggetto prima idealizzato e/o invidiato:

 Il confine tra la fortuna e i meriti, dunque, nell’universo vampirico, è sempre molto labile. Il Vampiro tenderà sempre ad attribuire i propri successi al merito, e invece vedrà dietro ogni successo altrui un vero e proprio “patto con la Fortuna”. Lungo questa strada, si può ben intuire dove arriverà il Vampiro: a darsi una sorta di abilitazione morale per le azioni, più o meno pubbliche, che intraprenderà al fine di ‘fare giustizia contro i fortunati’, ostacolando con ogni mezzo, anche il più sleale, i loro successi e tentando di riportarli alla condizione che meritano.

Quando, in uno schema vampirico in cui è in gioco il riconoscimento di un merito, si ha la ventura di interpretare il ruolo del ‘fortunato’, queste cose si comprendono fino a un certo punto. Si pensa superficialmente (sempre che si arrivi a pensarlo, visto che si tratta di una specie di paranoia) che si tratti di invidia e non ci si fa caso più di tanto. Se poi si comincia ad avere un’attenzione eccessiva per la questione, stiamo pur certi che spunterà qualcuno che ci inviterà a non badare  a certe cose, a essere superiore, a non abbassarsi al livello di certa gente. Insomma, a non farsi troppe paranoie. Ma la verità è che l’invidia c’entra poco; è una componente, certo, ma il Vampiro che ci ha scelto come preda non è solo invidioso: ha visto in noi una risorse energetica, e non si placcherà fino a che non sarà sazio[8]

Non importa se eravate dei bravi operai o manager di successo, un tempo lodati ovunque dal/la vostro/a personale vampiro/a, con insinuazioni e mezze verità loro vi faranno diventare scarsi e incompetenti agli occhi di tutti.

Quando sentite di voler ricambiare l’odio provato dal perverso per voi con ulteriore e raddoppiato odio, ricordate che “i pensieri sono cose reali e anche assai possenti. Non dimentichiamo dunque, che noi generiamo queste realtà, di giorno in giorno e di ora in ora.[9]E che “grande è la responsabilità di chi usa un simile potere, ma non per questo dobbiamo scansare il nostro dovere. È pur vero che inconsciamente molti usano del potere del pensiero per il male. Ciò non può che imporre a coloro che incominciano a comprendere le leggi della vita un obbligo maggiore di usarne coscientemente per il bene[10].

 Non importa se abbiamo una religione oppure no, il sentimento d’amore per noi stessi e per il prossimo è quanto di più sofisticato possiamo provare nella vita. E’ possibile essere solidali senza farsi sfruttare, amare qualcuno senza sentirsi deboli o terrorizzati dalla perdita, abdicare di ogni sorta di competizione insana e poco producente per elevarsi attraverso la conoscenza, l’intelletto, l’introspezione e l’autocritica.

Ogni vampiro energetico è artefice e vittima dell’ambiente che si crea attorno.

Cerchiamo di creare, nel nostro piccolo, un ambiente degno di essere vissuto e respirato attraverso la pulizia sistematica della nostra gabbia.

Una volta ordinata e pulita, apriamola agli altri e facciamo entrare il vento…

C.l.dias

_____________________________________________________

[1] https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/02/29/i-narcisisti-perversi-e-i-loro-amici-charlie-brown/

[2] BESANT, Anne; LEADBEATER, C.W. Le forme-pensiero. Società teosofica italiana, 1991,  p. 21-22

[3] http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/uccide_la_moglie_al_bar_orrore_a_roma_mi_voleva_lasciare-1684317.html

[4] VIORST, Judith. Distacchi, 2014, p. 22

[5] Idem, p.34-35

[6] Ibidem, p. 49-50

[7] CORTE, Mario. Vampiri energetici – Come riconoscerli, come difendersi. Ed. Il punto di incontro, 2002, p.50

[8] Idem, p. 51-52.

[9] Le forme-pensiero, op. cit., p.66

[10] Idem, ibidem.

5 pensieri su “Narcisismo perverso e vampirismo energetico

  1. bell’articolo… finalmente uno spiraglio di ottimismo. L’idea che posso “pulire la gabbia” per tener lontano tutti i vampiri/approfittatori… mi da un grande sollievo 🙂

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  2. Incredibile quanto le dinamiche mentali e comportamentali siano cosi meccaniche..ma li fanno tutti con lo stampino..?..è assurdo e non riesco mai a capacitarmi totalmente del fatto che si possa agire in modo cosi diabolicamente ripetitivo senza mai evolversi..Io (ovviamente:-) 🙂 appartengo alla seconda categoria..quando spiega che è peggio l alternarsi di adulazioni e maltrattamenti continui rispetto alla scomparsa..beh..una sorta di plagio..uno sfinimento che ti conduce dritto all esaurimento nervoso e fisico..una droga mortale che prima ti porta tre metri sopra il cielo e poi ti manda in crisi di disperata tragica astinenza..io la paragono a questo

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  3. Pingback: L'arte di salvarsi

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