Camminava come se si trattasse di una brava persona

Fonte: http://www.marietan.com/material_psicopatia/irene_portugal_abril2013.html

Trad. C. L. Dias

Salve Dott. Marietan,

Scrivo qui come se fosse il mio diario, mi scusi ma ora sarà un foglio di carta, la cartella sulla quale scrivo ciò che provo in questo momento. Ieri credo di aver visto il mostro di spalle, camminava davanti a me, tranquillamente, come se si trattasse di una brava persona. Io, dietro di lui, entrai in panico, sono corsa in macchina e mi sono rinchiusa, ho avuto un attacco di panico, ho atteso che il tempo passasse, un’ora e cinque minuti per svegliarmi dall’incubo. Tornai a casa e crollai sul divano con un cuscino sopra la testa, il mio corpo continuava a tremare, sentivo la mia tranquillità rovinata, la mia stabilità, la mia vita, la grande gioia e il senso dell’umorismo che mi hanno sempre contraddistinto. E ora? Quanto tempo durerà questo mio inferno? Non me lo meritavo, io che aiutavo le persone ad essere felici, a conquistare e trionfare grazie ai loro desideri e progetti.
Non ce l’ho fatta ad uscire da casa, il trasloco si è fermato. Oggi sono tornati gli addetti dell’azienda di trasloco per trasportare i pochi mobili che restano a casa mia, ciò che lui ha lasciato. È tutto disordinato, sono arrivati altri uomini a pretendere dei soldi. Il mio stato d’animo è zero, nonostante tutti pensino che io stia bene.

Io, ancora una volta sul mio amico divano, il mio vero amico. Non meritavo un dolore così grande. Ho bisogno di credere che le persone possano essere buone anche se dentro di me, e mi conosco abbastanza bene, non credo riuscirò a farlo. Sono una persona di poche passioni, sola, non mi piace fare l’estroversa, temo di restare con questa sofferenza fino alla mia morte. Non potevo immaginare cosa significasse il dolore di un inganno, la truffa peggiore.

Mi sento sporca, la sua faccia mi spaventa, mi fa schifo. A volte mi sento forte e ho la certezza che se incontrasse quel mostro, anche per un ora, sarei capace di spaccargli tutti i denti. È questa la mia ambiguità: non ho paura di lui fisicamente, ma ciò che avverto e che mi distrugge è la sua mostruosità, è la consapevolezza di ciò che faceva senza che io mi rendessi conto.

Alcuni uomini sono arrivati, bussano alla mia porta, non ho voglia di aprire ma non ho alternative oltre a cercare di riunire la forza che mi resta.

Bastardo!! Fdp, la mia vita è dentro queste scatole, mi sento più sola della luna, dovrò ricominciare ancora una volta tutto. Come mi ha raggirato bene, la bestia, portandosi via l’unica cosa veramente mia: la mia pace, la nobiltà del mio spirito, la mia tenerezza, la mia bontà, non tornerò mai più a essere la stessa persona. Ciò che provo non ha parole né aggettivi, l’unica domanda che mi pongo è perché, perché proprio a me? Sembro fuori dal mio corpo, appassita, uno zombie con un dolore dentro il petto, qualcosa che mi brucia, è un sentimento che non può essere umano. E poi, nessun essere degno di essere chiamato Umano può portare tanta cattiveria dentro di sé, tanta crudeltà, so che è possibile, ma a chi l’ha voluto solo bene, a chi ha abdicato del proprio benessere per lui….No, no, no, è un animale, una creatura impietosa, crudele non so che nome dare. La delusione, il vuoto, l’abbandono che provo non è di questo pianeta, con l’età che ho non potevo immaginare l’esistenza di una disumanità così grande.

Non ho le forze per ricominciare, sono stanca, molto stanca. Il mio bambino non se lo merita, è un bambino straordinariamente buono, tranquillo, educato. Tutti mi fanno i complimenti per aver cresciuto un bimbo così simpatico e dolce che non merita, ancora una volta, di cambiare quartiere. Ad ogni trasloco i suoi giocattoli si perdono, se ne vanno i suoi ricordi come i miei, non sappiamo come andrà a finire nel nuovo posto. È la decima volta che cambiamo casa in 7 anni. Quando vorrà raccontare a qualcuno dove ha vissuto la sua infanzia cosa dirà? Cosa racconterà?

Per un fdp senza carattere, senza valori, senza sentimenti. VOGLIO una nuova direzione, aiuterò altre persone perché sappiano che esistono personaggi inventati, che vivono soli nel loro mondo perverso, manipolatori, inutili, poco intelligenti e ignoranti perché non sanno cos’è sentire, cos’è dare, amare qualcuno, non conoscono la bontà migliore del Mondo, non conoscono il meglio che la vita può regalare a noi Umani. È questo il motivo per il quale veniamo chiamati così. Dovrò insegnare, lottare, il mondo deve sapere, denuncerò, smaschererò.
Lo GIURO dottore, farò così, getterò a terra la sua maschera senza mai più pronunciare il suo nome. Tutti sapranno di chi parlo. Ma io MAI PIÙ PRONUNCERÒ IL SUO NOME.

Lisbona, Iry, aprile 2013

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Salve Dott.

Non ho bisogno della sua risposta. Volevo soltanto raccontarle di aver preso una decisione. Non credo di pentirmi a posteriori.

Quando ho cambiato casa ho ripulito tutto, mi sono liberata delle mie scarpe, dei miei vestiti, di tutte le cose che il mostro aveva toccato. Via tutto.

Sono rimasta senza vestiti, senza scarpe, senza biancheria da letto, senza coperte, persino i profumi, già… per 6 anni l’unica cosa che mi regalava erano profumi e sempre lo stesso, a Natale e nei miei compleanni. Facendo i conti avevo 11 flaconi del profumo NOA regalatomi negli ultimi anni, li ho lasciati fuori dal cassonetto per strada, nel posto in cui chiamano “isola ecologica”. Sono certa che sarà un giorno fortunato per chi li troverà. Dimagrirò per indossare i vestiti che usavo prima di conoscerlo, prima di arrivare qui, sarò costretta perché ho lasciato ben pochi vestiti da indossare e non voglio acquistare più nulla.

Ossia, pietra sopra e vita nuova.

Se mi vien voglia, tingerò i capelli di rosso.

Saluti. Iry, aprile 2013

 

119 pensieri su “Camminava come se si trattasse di una brava persona

  1. Io sono cresciuta in una famiglia fortemente disfunzionale. Sono rimasta orfana giovane e affrontando i lutti in rapidissima successione. Proprio in quel periodo di estrema fragilità ma anche di forza perchè avevo comunque un equilibrio economico e una mia piccola stabilità ho conosciuto il mostro. Bruttissimo esteticamente, ma mi affascinava. Arrivava da un mondo diverso dal mio, per estrazione sociale. Aveva fatto le esperienze che io non avevo potuto fare (amici, viaggi, università) e mi affascinava questa bella normalità. Lui mi ha distrutta, si vergognava di me, non era permessa nessuna uscita pubblica, diceva di volermi bene e mi scaricava nel giro di 12 ore, mi diceva che sarei potuta essere una ottima madre e subito dopo mi accusava di essere promiscua sessualmente. Non aveva mia tempo per me. Molti dettagli di quell’incubo gli ho rimossi, ricordo che lo allontanavo e lui ritornava imperterrito fingendo un pò di amore o attenzione o forse tanto era grande la mia solitudine che bastava un pochino di calore umano per farmi “innamorare”. La sua opera di distruzione è riuscita perfettamente, in meno di due anni, con frequentazioni temporanee ha annintato la mia autostima, lo scenario della nostra relazione era casa mia che mi è diventata invivibile a causa dei ricordi. Non potevo fare altro che scappare. Ho fatto una valigia e ho trovato un lavoro da cameriera all’estero. Ma il mio disastro emotivo era tale da non permettermi di lavorare serenamente e cosi sono stata licenziata. Non avevo soldi, ritornare a casa significava infilarmi nella trappola del mostro e cosi ho deciso di iniziare a prostituirmi per sopravvivere e stare lontana da lui. Ho trasformato lo stato d ‘animo che mi creava, il vuoto la sensazione di essere un inutile oggetto in un lavoro. Maledico ogni giorno le casualità che lo hanno portato nella mia vita. Scappate subito, ascoltate l’istinto.

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    1. Carissima Giulia, quanto dolore e quanta tristezza nelle tue parole. Non prendere le mie come un giudizio su di te, ti prego. Credo, però, che per arrivare al punto di vendere il tuo corpo pur di non tornare a casa e affrontare il vampiro o il ricordo dei vampiri che ti hanno portata sulla strada della prostituzione ci vuole una dose elevata di paura, di disperazione e di disistima di sé. Tu che ci sei passata sai bene che non esiste libertà nella prostituzione, ma unicamente catene che psicologicamente distruggono ciò che hai di meglio, cioè, la tua fiducia verso il prossimo, sopratutto negli uomini. Ho letto con gran dolore il tuo commento sull’essere diventata madre della tua madre in età adolescenziale. Sei diventata orfana troppo presto e quindi il mostro che hai conosciuto incarnava perfettamente l’archetipo del padre che immaginiamo severo e che cerchiamo di compiacere come il nostro primo grande punto di riferimento maschile e la madre amorevole che non hai mai avuto. Mi interrogo sul potere che ha avuto il tuo ex per lanciare su di te una profezia che si è poi avverata, come se lui fosse una specie di semidio maligno in grado di condizionare in peggio la tua intera esistenza. E mi chiedo fino a quando tu ci crederai alla maledizione che ti hanno lanciata i vampiri del passato, continuando a isolarti del mondo e aprire le porte del tuo tempio sacro (il tuo corpo) a chiunque ti paghi come se davvero non tu avessi nessun’altra qualità, dono, talento, capacità di fare dell’altro, ambizioni più elevate… Tu non sei una prostituta, cara Giulia, perché nessun essere umano al mondo è la professione che esercita, qualunque essa sia. Dall’avvocato alla prostituta siamo tutte PERSONE con delle potenzialità da sviluppare e in eterno divenire a prescindere del nostro passato. Non precluderti mai il divenire soltanto perché qualcuno ti ha fatto credere che nulla valevi. Del resto hai l’ascolto, l’abbraccio e la solidarietà di tutti noi. Ti consiglio un articolo su questo blog https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/10/07/fidati-di-me-anche-quando-ti-accoltello-alle-spalle-come-i-narcisisti-perversi-minano-la-vostra-fiducia-negli-altri-e-in-voi-stessi/

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  2. dopo 5 mesi di no contact sono due giorni che non ho più stati di angoscia,forse sono stata cosi male che il mio corpo sta cominciando a reagire,mi guardo allo specchio e mi vedo,riesco a lavorare senza avere il cervello compresso da pensieri di rabbia.Sento di avere fatto un passo oltre il buco nero.Forse sono arrivata all’accettazione completa di chi fosse il mio carnefice.Adesso mi sento un po mamma di me stessa.Ho tagliato il cordone ombellicale che nel cuore mi teneva legata a lui,lo vedo esattamente e lucidamente per cio che è.Lui è solo un maledetto meccanismo,niente di umano.Senza questo blog non ce l’avrei mai fatta.Grazie Claudileia per la forza che trasmetti,grazie a tutti voi che raccontate.Vi adoro

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