“Guarire dal trauma”: un gran libro per superare l’abuso psicopatico e narcisista

Fonte: http://sobreviviendoasociopatasynarcisistas.blogspot.it/2016/03/trauma-y-recuperacion-un-gran-libro.html

Traduzione: Gabriella Maddaloni

Nel suo libro “Guarire dal trauma” (1), Judith Herman presenta un modello di recupero per persone che necessitano di superare esperienze abusanti e traumatiche nelle loro vite. Ci dimostra con profusa evidenza clinica che i sopravvissuti sono soliti sviluppare “stress post-traumatico” (generalmente coloro che hanno avuto esperienze davvero terribili ma di breve durata, come essere testimoni di un crimine o subire un abuso sessuale), o anche “stress post-traumatico complesso” (in coloro che hanno vissuto situazioni d’abuso per anni, come il caso di figli ed ex di psicopatici e narcisisti).

I sintomi di tutti questi pazienti quando giungono al consultorio variano e dipendono dal tipo di trauma. Non necessariamente saranno tutti presenti, ma se hai più di tre dei sintomi presentati nella seguente lista è probabile che tu soffra di EPT (Sindrome Post-traumatica da Stress) e che debba consultare uno specialista di situazioni traumatiche o abusanti:

  • Stato di allerta quasi costante;
  • Difficoltà a regolare le emozioni o gli impulsi;
  • Insensibilità e letargo emozionale;
  • Iperreattività o ira;
  • Dipendenza da sostanze per mitigare il dolore;
  • Dipendenze comportamentali con il medesimo scopo (sesso, gioco d’azzardo, ecc)
  • Condotte auto- aggressive;
  • Dissociazione (non sentirsi connessi al proprio corpo, andare “in bianco”, perdere la nozione del tempo, avere amnesie temporali ecc.);
  • Depressione o attacchi di panico;
  • Ricordi intrusivi che non si riescono a controllare;
  • Incubi e insonnia.

La Dottoressa Herman divide il processo di recupero in tre fasi che il terapeuta dovrà prendere come linee guida: 1) Il ristabilimento della sicurezza e un senso di autostima nella vita del paziente; 2) Il lutto e la revisione del passato; 3) La riconnessione con una nuova vita e nuovi vincoli sani. Herman afferma che non si possa andare direttamente ad analizzare il trauma senza prima aver stabilito una minima sicurezza nella vita del paziente (specialmente se il suo ex partner o familiare è un violento) e senza aver raggiunto un legame di fiducia tra il paziente e il terapeuta. Il consultorio è un luogo di risanamento descritto come “un posto privilegiato dedicato alla memoria. Ѐ lo spazio nel quale i sopravvissuti vincono la libertà di capire e raccontare le loro storie”. Per risanare è necessario poter mettere sotto forma di parola quello che fino a quel momento il paziente ha manifestato come malattia: “Il conflitto tra la necessità di negare gli eventi orribili e il desiderio di proclamarli a viva voce è la dialettica centrale del trauma psicologico. Quando la verità è finalmente riconosciuta, i sopravvissuti possono finalmente ricominciare a guarire. Tuttavia, spesso il segreto prevale e la storia dell’evento traumatico sale a galla come sintomo, invece che come una storia organizzata”. La Herman aggiunge anche: “L’abusante, per scappare dalle proprie responsabilità, farà tutto ciò che è in suo potere per promuovere la confusione e la dimenticanza nella vittima”.  Molti sopravvissuti dubitano, hanno dissonanze cognitive e occasionalmente amnesie temporali, ma soffrono anche di pensieri ossessivi che riproducono gli eventi traumatici: “Le persone traumatizzate alternano tra il congelamento delle loro emozioni e il rivissuto costante dell’abuso”.

Tappa uno

In questa tappa si cerca di stabilire una “lista dei passeggeri” del processo di cura. Si stabiliscono obiettivi di trattamento e approcci utili per raggiungerli. L’istituzione della sicurezza e la stabilità emotiva del paziente sono la priorità: gli si insegna ad approfittare e sviluppare le sue forze interiori, che credeva perdute durante la relazione con lo/la  psicopatica/o o narcisista. Egli (il paziente) imparerà a regolare le sue emozioni e a controllare i sintomi che causano la sua sofferenza. La cosa più importante per passare alla seconda tappa è stabilire una genuina cura di sé. Ovviamente, non tutto è sempre così perfettamente ordinato e sequenziale. Per esempio, durante la prima tappa può essere necessario analizzare il contenuto dei ricordi perturbanti che stanno danneggiando la vita del sopravvissuto. Questo può essere imperativo per aiutare a gestire i pensieri ricorrenti, o per capire perché tale paziente continua ad auto-maltrattarsi con condotte dipendenti o agganciandosi a persone che gli fanno rivivere il suo trauma (quando ad esempio lo psicopatico ha convinto la vittima che fosse inutile e indegna/o d’amore, quindi condannata/o a una vita di abuso e dolore).

Dipendendo dalla gravità dei sintomi, la prima tappa del trattamento può anche includere l’affrontare problemi con alcool o droghe, la depressione, i cattivi comportamenti alimentari, la salute fisica, gli attacchi di panico e/o di dissociazione. Il terapeuta può indicare l’interconsulto con un medico che gli indichi farmaci per ridurre l’ansia e/o la depressione, come inibitori della re captazione serotoninergica (ISRS), o riferirlo a uno specialista in terapia comportamentale dialettica (DBT), una terapia per persone che hanno seri problemi a tollerare emozioni molto dannose.

Tappa due

Dopo aver stabilito una solida base di comprensione e sicurezza tra terapeuta e paziente, inizierà il lavoro della seconda fase. Questa tappa di recupero e cura implica la rimozione dei ricordi più pesanti e il passare attraverso un lutto. Solo in questa tappa è quando la Dottoressa Herman raccomanda di unirsi a qualche gruppo di sopravvissuti, sempre senza mettere da parte la terapia individuale a causa del rischio che comporta ascoltare altre storie d’abuso se non si è preparati.

Il lavoro principale della seconda fase consiste nella revisione dei ricordi per sminuire la loro intensità emozionale e cercare di dar loro un significato per la costruzione di una vita e un’identità salutari. Durante questa tappa è inevitabile attraversare il dolore delle esperienze abusanti e sperimentare il lutto per ciò che si è perduto o per ciò che non sarà mai (è questo il momento in cui si fa evidente che psicopatici e narcisisti non cambieranno mai e mai ci daranno amore o rispetto, per cui conviene mantenere il no contact).

Uno degli approcci di ricerca che sta venendo utilizzato con successo per l’elaborazione dei ricordi traumatici di questa tappa è la terapia EMDR, della quale abbiamo parlato in questo blog. Questo metodo può velocemente trasformare i ricordi traumatici in non-traumatici senza doverli approfondire esaustivamente quando si teme uno scompenso del paziente. In seguito a questo trattamento e senza i sintomi più crudi dello stress post-traumatico, il paziente potrà continuare a lavorare e integrare i ricordi più traumatici per la sua memoria in maniera più “slegata”.

Tappa tre

La terza tappa di recupero si centra nel tornare a connettersi con le persone, nello sviluppare attività significative e nel guadagnare valore personale. La Herman fornisce strategie per tornare ad avere fiducia nel prossimo, esercizi per recuperare l’autostima e incoraggia i suoi pazienti affinché ricordino chi erano, cosa volevano e a cosa aspiravano prima che subissero l’abuso, che sia durato questo un mese o dieci anni. Lei ritiene che queste relazioni abusanti spezzino la narrazione vitale e la memoria delle vittime che si trovano con un buco al quale devono dare una spiegazione e creare una trama di significati che si espanda verso un futuro luminoso e speranzoso.

Non è un libro di facile lettura. Le situazioni traumatiche narrata da donne violentate o picchiate dai loro compagni, figli di narcisisti, bambini abusati, veterani di guerra e altri sono scioccanti, ma possiamo assicurarvi che se lo tollerate, risulta essere il miglior libro per superare i sintomi dello stress post-traumatico, capire l’abuso, elaborare il lutto e finalmente guarire in modo definitivo. Oltre che in inglese, è disponibile in spagnolo in formato cartaceo ed elettronico.

_____________________________________________

(1) Herman, J. (1997). Trauma and Recovery. The aftermath of violence – From domestic abuse to political terror (Basic Books). In italiano lo potete trovare con il titolo “Guarire dal trauma. Affrontare le conseguenze della violenza, dall’abuso domestico al terrorismo.”, pubblicato dalla casa editrice Magi nel 2005.                     

2 pensieri su ““Guarire dal trauma”: un gran libro per superare l’abuso psicopatico e narcisista

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...