Come identificare uno psicopatico nel quotidiano secondo il Dr. Marietán

Traduzione Gabriella Maddaloni

Riportiamo qui un reportage del Dr. Marietán dell’Argentina. Chiariamo nuovamente che in questo blog (http://sobreviviendoasociopatasynarcisistas.blogspot.it) mettiamo in discussione il termine “complementare” che il Dottore utilizza riferendosi alle vittime, perché molte persone lo interpretano male, presumendo che la vittima stessa sia in gran parte colpevole dell’abuso. Nel resto della comunità scientifica si parla di persone che a causa del lavaggio del cervello fatto dallo psicopatico soffrono della “Sindrome di Stoccolma domestica”. Vedrete anche come, nel reportage, Marietán asserisce che la psicopatia è un modo di essere, non un trauma o una malattia. Su questo vogliamo essere cauti, giacché la scienza ha comprovato che non è una malattia di cui (gli psicopatici) non sono coscienti, così come in molti casi non ci sono traumi che spieghino il loro comportamento, ma è stato anche scoperto che, a differenza delle persone che non soffrono di questo disturbo, gli psicopatici possiedono un’amigdala cerebrale molto più piccola. Curiosamente, le persone che situate al polo opposto, ovvero gli altruisti, hanno un’amigdala molto più grande del resto della popolazione. Avendo specificato ciò, vi riportiamo un reportage che non fa una grinza ed è estremamente chiarificatore.

  1. Chi è colui che chiamiamo “psicopatico” o ”psicopatico quotidiano”?

Uno psicopatico è una persona. Lo sottolineo, perché diverse tra le persone danneggiate dalla relazione con uno psicopatico non lo chiamano “persona”, molto meno. In genere si riferiscono a lui come il “gran figlio di p.”. Non parleremo qui dello psicopatico esacerbato: ossia l’assassino seriale, lo stupratore sequenziale, né il perverso estremo. Parleremo piuttosto dello “psicopatico quotidiano”,  cioè quello che esercita la sua psicopatia nella coppia, nella famiglia, sul posto di lavoro, al club. Coloro che mostrano i loro tratti psicopatici e non sono segnalati come “asociali”.

Comunque, soggettività a parte, è una persona. Per essere più precisi, è un particolare tipo di personalità, un modo di essere nel mondo che si distingue dal grosso della popolazione. Per quali caratteristiche? Per il fatto di avere bisogni speciali e cosificare le altre persone.

Ѐ proprio della natura degli esseri viventi avere dei bisogni: ad esempio il bisogno degli elementi esterni per la sopravvivenza (cibo, rifugio, riproduzione e altro). I bisogni comuni, però, sono consensuali e comprensibili, cioè condivisi dall’intera maggioranza: bisogno di nutrirsi (e di un modo per farlo), bisogno degli altri (per sicurezza, per debolezza individuale), ecc. Questi bisogni li capiamo (intelletto) e le comprendiamo (empatia e modi di vivere simili). Sono bisogni tipici e comuni.

2. E la cosificazione?

Significa togliere la gerarchia, il valore di persona all’altro e trattarlo come una “cosa”, come qualcosa che si “usa e getta”, verso cui ci si permettono maneggi e manipolazioni che sarebbero indegni verso un’ altra persona.  Su di una cosa si può fare qualsiasi azione senza provare dispiacere interiore (colpa) per le conseguenze delle azioni stesse. Ѐ un tipo di impunità interiore che ha lo psicopatico, un giudice benevolente che dà priorità alle necessità dello psicopatico rispetto alle conseguenze negative che i suoi atti hanno sulle altre persone. “Il fine giustifica i mezzi”, afferma questo giudice machiavellico.

Già questa è una delle chiavi per avvicinarci, almeno un po’, alla comprensione intellettuale di come “funzionano” queste persone “speciali”: tu, la persona che sta con lo psicopatico, non sei trattato alla sua pari, ma come qualcosa di inferiore a lui, che è “usa e getta”, indegno, come appunto una “cosa”. Grandi sono le lamentele dei complementari (quelli che vivono con gli psicopatici) nel rendersi conto che non sono trattati né come persone, né come donne, né, a volte, come mere “femmine”, ma giungono ad essere “quasi nulla” per lo psicopatico, che vedono in loro solo l’utilità per i propri fini e i loro obiettivi transitori.

 3. Quanti sono (gli psicopatici)?

Ѐ stato calcolato, essendo ottimisti, che gli psicopatici sono più o meno il 3% della popolazione. Su una base, in Argentina, di 40 milioni di persone, gli psicopatici saranno circa 900.000 (novecentomila).

4. Sono tutti maschi?

No. Di questi 900.000, il rapporto è di 3 uomini a 1 (una) donna, vale a dire che ci sono circa 300.000 (trecentomila) psicopatiche.

5. Tratti salienti

  • Gli psicopatici lavorano sempre solo per sé stessi.

A volte fingono di essere altruisti, generosi, disinteressati. Non cadete in errore: stanno investendo, prima o poi trarranno il succo da quelle relazioni e quei regali. Abbiamo avuto esperienze di politici “che lottavano per la patria”, “per il recupero dell’identità nazionale”, “per la grandezza del Paese”, “per i diseredati”. Tutti obiettivi molto gregari ma, sotto sotto, stavano solo lavorando per portare a compimento i loro bisogni speciali;

  • Lo psicopatico non realizza azioni psicopatiche al 100% della sua condotta.

Ciò confonde parecchio le persone comuni, che credono che uno psicopatico mostri costantemente condotte atipiche o asociali. No, al contrario: la maggioranza di questi atteggiamenti sono “adattati” e solo in una piccola percentuale di casi si mostrano come psicopatici, e non con chiunque, ma…

  • Lo psicopatico mostra la sua psicopatia con il complementare (la persona che vive con lui), con altri psicopatici (quando si associano per raggiungere un obiettivo: bande di delinquenti, partiti politici, imprenditori) e quando agisce su persone comuni (quando le violenta, le aggredisce, le truffa, ecc.);
  • Ѐ difficile da identificare.

In generale passano inosservati. Alcuni sono gentili, amorevoli, sanno relazionarsi alle persone, sono seduttori, persino “affascinanti” (ce ne sono anche di molto sgradevoli), ed esercitano la loro psicopatia solo in ambiti separati dai luoghi che frequentano abitualmente;

  • Hanno la tendenza ad avere una “doppia faccia”.

Come Giano Bifronte, hanno una “doppia faccia”: una davanti ai complementari e alla loro famiglia, e un’altra di fronte al resto della società. Hanno la tendenza ad essere tirannici, despoti, acidi, silenziosi con la loro famiglia e socievoli, gradevoli e richiesti davanti a tutti gli altri. In questo modo, gli amici esterni alla famiglia non ci credono quando un complementare o un figlio dello psicopatico racconta loro com’è il comportamento dello psicopatico stesso all’interno della famiglia;

  • Sono convincenti.

Sanno essere carismatici e seduttori. Convincono gli altri, talvolta addirittura li affascinano perché seguano i loro progetti o interessi. Gli strumenti che usano sono: una perspicacia speciale per captare i bisogni e le debolezze altrui, la capacità di “espandere” le libertà represse, la bugia (sono dei veri artisti della menzogna), la coercizione, la recita (sono attori nati);

  • Minano l’autostima altrui.

Lavorano come scultori , “tagliuzzando” tutti i valori del complementare, fino a eliminare a poco a poco tutto ciò in cui crede come persona (la dignità), arrivando a trasformarlo in un essere dipendente e richiedente dei capricci dello psicopatico (uno schiavo). Si tratta di un processo niente affatto acuto o maldestro. Si attua come fine carta vetrata, ma costante e senza fermarsi. La maggior parte delle volte il complementare non è per nulla cosciente della profondità del suo deterioramento come persona. Dinanzi all’allarme generale della sua famiglia d’origine, dei suoi amici, che lo avvisano del disastro imminente, il complementare ignora gli avvertimenti e continua ad essere annebbiato dal comportamento dello psicopatico che, consapevole di questo, lo porta all’isolamento.

Lo psicopatico isola il complementare e tutta la sua famiglia. Chiunque possa interferire col suo potere interno è squalificato, disprezzato (in maniera sottile, ovviamente), finché il complementare si rende conto che questa persona è negativa per lui. Così resta innanzitutto senza amici, poi senza più rapporti né con i fratelli, né con i genitori, e il suo unico sostegno è…lo psicopatico;

  • Uso e abuso.

Giunto a questo punto, il complementare è pronto per l’uso ed abuso da parte dello psicopatico, che adesso sì che mostra la sua parte più sgradevole e tirannica, ma che non ha più nessuno che possa provarlo;

  • Un lungo sogno.

La relazione psicopatico-complementare affonda il suo ancoraggio nell’irrazionalità. Non c’è nulla di logico che possa spiegare questa unione. Ѐ tuttavia molto solida e recidiva. La persona sottomessa allo psicopatico sembra affondata in un lungo sogno, una nebbia di irrealtà avvolge tutta la parte negativa della relazione. Qui gli argomenti di coloro estranei al circuito psicopatico collidono con una barriera incomprensibile, posta dallo stesso complementare che si lamenta, ma che darebbe la sua vita pur di seguire lo psicopatico.

6. Quando un terapeuta può agire professionalmente sulla psicopatia di uno psicopatico?

Mai.

7. Perché è così categorico?

Molto semplice: perché la psicopatia è un modo di essere. Non è una malattia, non è neppure qualcosa di acquisito in seguito a maltrattamenti infantili, vale a dire che non è qualcosa che si apprende. Ѐ così. La letteratura in materia ci mostra esempi di tutti i tipi di terapie, e il risultato è lo stesso: continuano a rimanere ciò che sono.

8. Possono modificare la loro condotta?

Sì, se ciò può dar loro qualche vantaggio. Ad esempio, se hanno commesso un delitto e sono stati incarcerati, possono comportarsi come “detenuti modello”, perché sanno che questo riduce la pena del 30%. Possono andare in terapia perché quando il complementare è ospite e lo psicopatico il parassita, pretende che lo faccia. Insomma, quando conviene a loro.

9. Quando il terapeuta può consigliare colui che esercita il ruolo di complementare?

Quando il complementare si è consumato nella relazione (l’effetto dello psicopatico sul complementare è come quello di un vampiro energetico: “succhia” le energie, l’anima del complementare, che sembra essere un “anemico” a causa del logoramento). Quando lo psicopatico lo lascia per un altro. Ma non si può far nulla quando il circuito psicopatico è ben vigoroso e il complementare dorme il sonno degli schiavi.

 

20 pensieri su “Come identificare uno psicopatico nel quotidiano secondo il Dr. Marietán

  1. Nulla di più vero … sempre chiaro e sintetico.
    Un prezioso aiuto per tutti… anche per il complementare che si e’ “salvato” : fa sempre bene avere conferme e aggiungere un pezzettino al grande puzzle . Grazie…come sempre.

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  2. Anch’io ringrazio di cuore le autrici del blog ,che seguo da qualche mese e che mi ha offerto moltissimi spunti di riflessione. Sono cresciuta con una madre gravemente abusante e denigrante ,che ha tutti i tratti di una personalità psicopatica e ,ovviamente ,con un padre complementare. Tuttavia,grazie anche ad una famiglia allargata meravigliosa ,a buona risorse interiori( quella che io chiamo la mia incoercibile predisposizione alla felicità )e ad anni di psicoterapia devo dire che sono riuscita a fare di me stessa una persona che ha un buonequilibrio interiore,che si ama ed ha stima e fiducia in se stessa a nel mondo.Nonostante questo alla fine …ho sposato uno psicopatico. Una persona che all’inizio del nostro rapporto sembrava il principe azzurro ma che ha mostrato la sua vera natura pochi mesi dopo il nostro matrimonio ,svalutandomi,tradendomi e mettendomi spudoratamente ( ho scoperto in seguito che lo faceva già da prima e che era molto promiscuo,ma io non me ne ero accorta) e ovviamente cercando di addossare a me la colpa dei suoi comportamenti. Io non credo di essere una complementare,poiché non ho avuto dubbi,quando mi sono resa conto della vera indole di mio marito, e ho troncato rapidamente e definitivamente il rapporto resistendo a tutte le pressioni,manipolazioni,tentativi simulati di suicidio che questa persona ha messo in atto contro di me.La questione in merito alla quale mi piacerebbe avere un parere da parte delle autrici e dei commentatori del blog e ‘ questa:abbiamo una figlia di 6 anni,di cui abbiamo l’affidamento congiunto.La bambina adora il padre e lui ,benché sia molto discontinuo nel versare l’assegno di mantenimento e non si preoccupi minimamente delle sue necessità pratiche, la cerca ed è molto affettuoso con lei.Quello che ho deciso di fare io è di vedere come evolve questa situazione,di intervenire immediatamente se doveessi notare segni di malessere nella bambina ma ,se le cose continuano così, poiché la bambina sembra felice, lasciare le cose come stanno.Faccio bene secondo voi ?

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    1. Cara Teresa, come hai avuto modo di leggere lo psicopatico quotidiano manifesta la sua psicopatia unicamente con determinate persone, mentre con il resto dell’umanità cerca di mantenere la sua facciata di ‘brava persona’ per ottenere un tornaconto personale e per dimostrare al mondo che le persone che ha ferito si sbagliano sul suo conto oppure che ‘sono pazze’. Il tuo atteggiamento è assolutamente corretto, ciò che importa è il benessere di tua figlia. Ovviamente va fatto un monitoraggio costante del lato affettivo della tua bimba. Scegliendo la separazione hai fatto l’unica scelta possibile per la salvezza di voi due e quindi ora sei in grado di comprendere immediatamente quando e se i meccanismi che venivano azionati con te (ricatto, manipolazione, svalutazione, ecc.) cominciano ad essere utilizzati anche con la vostra bimba. Per ora il tuo ex si trova bene nel ruolo del ‘bravo papà’ e tu non puoi fare altro che assecondare (con la debita distanza e distacco) questo suo ruolo per il benessere della vostra bimba. Cosa succederà quando lei arriverà in età adolescenziale e avrà le sue esigenze è un’incognita, perché varia da uno psicopatico ad altro. Ricordati che sono persone che vogliono tenere tutto sotto controllo e che caricano i figli di altissime aspettative, quindi, fai bene a fare molta attenzione all’evoluzione del loro rapporto senza spingerti oltre, sempre rispettando la volontà della bimba. Un forte abbraccio, C.

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      1. Ciao Teresa,
        innanzitutto complimenti per la forza e lucidità con cui sei riuscita a troncare definitivamente col tuo ex una volta scoperta quale fosse la sua vera natura (cioè, quella di uno psicopatico). Ci sono persone che purtroppo si trascinano per anni in rapporti altamente distruttivi, e magari passano una vita intera a patire senza rendersi conto realmente di quello che rischiano (la serenità, la sanità mentale, se non addirittura la stessa vita). Venendo alla questione che tu sottoponi, ovvero se sia il caso di lasciare che padre e figlia continuino a frequentarsi e nel frattempo vigilare come stai già facendo, secondo il mio modesto parere, stai agendo benissimo. Se il tuo ex marito, per quanto psicopatico sia, si comporta “bene” con la piccola e lei prova gioia nello stare in sua compagnia, nell’ impedire gli incontri padre-figlia passeresti inevitabilmente dalla parte del torto, saresti la “cattiva” della situazione che impedisce alla bimba di crescere avendo la presenza di entrambe le figure genitoriali (oltretutto dici che avete l’affido congiunto della bambina, quindi credo che anche a livello legale il papà abbia i suoi diritti e, a meno che lui non le causi durante gli incontri un malessere chiaramente dimostrabile con prove, sarebbe difficile per te impedire che si frequentino. O mi sbaglio?). Quindi sì, io fossi in te lascerei che si frequentino e nel frattempo, vigilerei sulla situazione come appunto stai facendo tu. Finché tua figlia sta bene nel frequentarlo, non ci sono problemi. Sarebbe il caso che tu intervenissi attivamente solo laddove (se mai accadesse, adesso o in futuro) il carattere e il modo di rapportarsi manipolatori del padre danneggiassero la crescita e la serenità della bambina. Mi pare comunque di capire che tu stia agendo come una persona equilibrata, “sveglia” e consapevole. Continua così, adattando in maniera assertiva il tuo atteggiamento in base a come evolve la situazione. Non ti conosco, ma hai la mia stima per come hai agito e stai agendo da donna e madre. Un grosso in bocca al lupo a te e a tua figlia, per tutto! 😉
        – Gabriella

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  3. Detto tutto quanto e sinceramente sono allibita perché in ogni parola scritta mi ci ritrovo sia io il ritrovo anche il suo comportamento su atteggiamento in tutto quanto queste sono persone che agiscono tutte sullo stesso modo però vorrei sapere se esistono cure qualcosa che si potrebbe fare Io cercato di portarlo sempre da qualche psicologo per vedere di potersi curare

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    1. Cara Mariella, sono persone che non si ritengono affatto malate, ma furbe, eccentriche e più intelligenti di te. Infatti, se si rivolgono a un professionista è per giudicare il suo operato, per compiacerti quando hanno molto da perdere economicamente con un divorzio oppure perché il sistema giudiziario li costringe e non perché pensano di migliorare la loro “personalità già perfetta”. Quindi, hanno un’ atteggiamento di totale chiusura nei confronti dei cambiamenti sopratutto quando suggeriti dagli altri il che impedisce loro di smetterla con i comportamenti dannosi. Infatti, gli studiosi affermano che nessuna forma di terapia può essere ritenuta efficace con queste persone (psicopatici/narcisisti perversi) e che siamo noi a doverci difendere dai predatori della nostra specie che non possono fare a meno di agire secondo la loro natura. In questo senso ti consiglio l’articolo https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/06/19/il-perverso-lonnipotente-medico-di-se-stesso/ che è molto chiaro su come la pensano. Un abbraccio!

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  4. Ti ringrazio,mi sei di grande conforto.Fino a che punto può essere distruttivo,in un modo sottile ma nello stesso tempo assolutamente deflagrante,il rapporto con un genitore psicopatico durante l’adolescenza lo so purtroppo,per amara esperienza personale.Penso che questo vissuto possa aiutarmi, senza sovrapporre né confondere la mia vicenda umana con la sua,ad accompagnare ,supportare,tutelare e se dovesse essere necessario allontanare dal padre la mia bambina. Un abbraccio

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    1. Cara Gabriella ti ringrazio per i complimenti 😊In realtà cio’che mi ha dato la forza di reagire e di allontanarmi da mio marito è stato appunto il fatto di venire da una famiglia narcisistica.Sono stata molto male e molto a lungo (sono stata in psicoterapia per circa 15 anni) e benche ” io mi sia resa economicamente indipendente piuttosto presto ,sganciarsi da una famiglia d’origine così malsana e vischiosa è stato difficilissimo.Quando mi sono accorta che queste dinamiche si ripresentavano nella famiglia che io mi ero costruita è stato come ritrovarsi in un film dell’orrore.A nessun costo avrei permesso che mia figlia vivesse quello che ho vissuto io. Sapevo come sarebbe andata a finire, ci sono situazioni che non si modificano in meglio,ci sono persone che non maturano,non cambiano e non chiedono scusa,mai. Ho cercato di costruire una situazione piu” sana sia per me che per mia figlia ,procedo a tentoni ,cerco di fare il meglio che posso e comunque vado avanti

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  5. Buongiorno. Ho avuto una relazione con una ragazza e, sedici mesi dopo averla lasciata, sto ancora malissimo. Il suo modo di non relazionarsi a me mi ha distrutto il cuore ed il cervello.
    Vorrei sapere come chi saorebbe inquadrare psichiatricamente una persona come lei. La aiuto dandole una sua descrizione:

    Proviene da una famiglia orrenda e anaffettiva. Ha avuto un passato da tossicodipendente. Tutt’oggi ama gli stati mentali alterati ed è sempre a disagio nelle situazioni di normalità.

    Nella comunicazione ha un linguaggio magistralmente e invariabilmente ambiguo.

    Rifiuta al cento per cento ogni confronto.

    All’inizio della storia mi vedeva come un dio, poi pian piano ha cominciato a svalutarmi fino ad offendermi tutti i giorni.

    Ha sfruttato sadicamente alcuni miei deficit di performance sessuali per farmi sentire sempre più inadeguato a lei in modo crudele, astuto e anche maleducato.

    Ogni scusa è buona per trasformare una qualsiasi situazione in una triangolazione gelosogena per farmi stare male.

    Nonostante ostenti un modo di fare umile ha dei desideri di onnipotenza seduttiva spaventosi che prova a realizzare (voleva avere un gruppo musicale in cui suonassi io, lei è due suoi ex ancora innamorati di lei).

    Proietta tutti i suoi difetti come se appartenessero a me.

    Mi ha lasciato quindici volte in cinque mesi.

    Manipolazione continua e violentissima: tentativo di fare sentire me un matto attraverso background di gaslighting e attacchi pratici di gaslighting.

    Sguardo gelido.

    Di tanto in tanto rivela una personalità autenticamente autoterapeutica e costruttiva capace di intervenire nei comportamenti relazionali in modo efficace : ma il tutto dura dieci minuti.

    Mi supplica di non farle mai del male.

    Una volta mi ha detto: “quando vedo le persone felici mi vien voglia di prenderle a sberle fino a quando diventano tristi”.

    Alla mia proposta di terminare la relazione esaspera le difese in tutte le direzioni: manipolatoria, sinceramente riparatoria e di ricatto diretto e minaccia.

    Innesca un atteggiamento fintamente tranquillo quando la mancanza di controllo su di me rischia di farle perdere la relazione.

    Sento che non tollera la mia capacità di pensare, la mia forza relazionale.

    Non riesce ad interessarsi a me MAI. È molto interessata alla sicurezza della sua posizione nei miei confronti.

    È attratta ed eccitata da me ma (a mio giudizio) il suo eccitamento fisico reale è figlio del suo entusiasmo onnipotente…nulla di concreto insomma.

    A volte trova piacevole ed eccitante il mio corpo e a volte ne ha molto disgusto (che cerca di non rivelare).

    Tradisce con lo sguardo unicamente sentimenti di potere invidia e gelosia.

    Mente a tutti sulle cose più importanti.

    Non sopporta i miei successi.

    Odia la mia capacità di godere del sesso.

    Cerca di farmi sentire il peggiore e, senza volerlo, mi fa sentire semplicemente intercambiabile.

    È arrivata a dirmi nello stesso giorno:
    – “tu non mi piaci perché sei una persona piccola e regressiva e sembri pure un terrone e a me piacciono uomini molto diversi da te”
    …e dopo poche ore
    – “se mi lasci vedi cosa ti succede”

    Quando l’ho lasciata ha fatto l’indifferente tradendo però uno sguardo spaventoso di paura inconfessabile e da allora:

    Non mi ha più parlato.
    Mi ha diffamato presso amici e conoscenti.
    Ogni tanto, sicura del suo successo, manda segnali seduttivi, dai più bassi ai più sottili in cui io cado perché la amo e perché è bellissima, quindi io da bravo pirla li colgo e lei dice “ma cos’ hai capito?”.

    Agli informati sui fatti lei dice che il suo comportamento è necessario per capire se un uomo è davvero forte e affidabile.

    Tra gli amici è riuscita a guadagnarsi una posizione di sicurezza ammettendo di essere un po’ stronza ma non di certo perversa, mentre io ovviamente sono diventato tutte le sue proiezioni: insicuro, allucinato, pazzo poco affidabile. ..meglio starmi alla larga insomma. Mi ha distrutto.

    Infine: dice di amare molto i bambini perché loro non hanno colpe.

    Non è una ragazza irritabile.

    In chi sono incappato?
    Grazie.

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    1. Una volta mi ha detto: “quando vedo le persone felici mi vien voglia di prenderle a sberle fino a quando diventano tristi”.
      Tom sei incapatto in una persona con disagi mentali.
      Ho riportato questa tua frase perchè me la sono sentita dire ma rivolta a me. ” Quando ti vedo ,bello , riposato e sorridente ti prenderei a calci nello stomaco per quanto ti odio” …… Ti amo tanto … ”
      Mi spiace per come stai è normale, devi renderti conto che sei stato con una malata di mente e di essere entrato in risonanza con lei , ti ha fatto vibrare il cervello non il cuore.
      Ti cito ancora : “Agli informati sui fatti lei dice che il suo comportamento è necessario per capire se un uomo è davvero forte e affidabile.
      Tra gli amici è riuscita a guadagnarsi una posizione di sicurezza ammettendo di essere un po’ stronza ma non di certo perversa, mentre io ovviamente sono diventato tutte le sue proiezioni: insicuro, allucinato, pazzo poco affidabile. ..meglio starmi alla larga insomma. Mi ha distrutto.”
      Esattamente la stessa identica cosa successa a me e a tanti altri. C’è un forum di seduzione maschile sul web con un thread lunghissimo che parla di esperienze con donne e uomini cosi ,testimoniaze allucinanti e quasi tutte identiche.
      Uomini senza alcun problema sociale ,economico o di autostima , distrutti da relazioni con donne Bordeline-narcisiste.
      E’ necessario distinguere sempre il non saperci fare con le donne o con gli uomini da una relazione tossica, questo è basilare per capire cosa è successo e il perchè è successo. Non centra nulla essere un buon compagno/a anzi , succede la catastrofe perchè è scritta fin dall’inizio, cioè quando ha esaltatato le tue doti oltre ogni logica e poi ti ha demolito.
      La diffamazione è un mezzo per far si che tu non abbia alleati e che nessuno ti creda , ti rende ancora più debole e quindi attaccabile. La calunnia è un venticello si dice , in bocca a loro è un uragano. Figurati che la mia si era messa a dire che le volevo fare i video porno ,boh. Cosi, dal nulla si è messa dire questo ,facendomi fare la figura del pervertito. Poi ho capito dopo , mi rivelò che era cresciuta in mezzo a video , fumetti e riviste pornografiche del fratello (nemmeno la madre scherzava) e ha proiettato quelle cose su di me , infatti ad un certo punto nella sua immensa pazzia mi mandò dei link di siti porno ,perchè a suo dire io le avevo infettato il pc per plaggiarla e convincerla a girare dei porno con orgie. Mai toccato il suo pc!!! E dico MAI!!! Era questione di privacy e di rispetto diceva.. mentre il mio invece… Beh, trovò tutto pulito con una “ispezione” a sorpresa :-)). Tom ,vedi da cosi mi difendevo?
      Tom , quando si ha una relazione simile è sempre meglio allontanarsi , potrebbero venire i carabinieri , la polizia, qualche amico o familiare suo a metterti a darti una sistemata.
      Insomma ,i bordeline (termine usato per comodo per descrivere molte patologie psichiatriche concatenate) hanno uno scopo , farti raggiungere e superare il limite e dimostrare che il pazzo/a sei tu e non loro, sono dei loro meccanismi di difesa .
      Mi diceva: Io ti farò del male ,tu sei troppo buono con me.
      E cosi è stato ,però per lei è stato meglio dire che il malvagio fossi io e lei la buona.
      Ciao
      Yuri

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    2. Caro Tom, credo che la risposta di Yuri valga molto più della mia. Dalla tua descrizione sei inciampato nel peggior tipo di persona in assoluto, non serve altro delle frasi e situazioni che hai descritto per farci capire che l’amore è tutt’altra cosa, cioè, l’esatto contrario della tua descrizione. Perdonami, ma il ‘mondo ideale’ per questa ragazza l’hai descritto proprio qui: “Nonostante ostenti un modo di fare umile ha dei desideri di onnipotenza seduttiva spaventosi che prova a realizzare (voleva avere un gruppo musicale in cui suonassi io, lei è due suoi ex ancora innamorati di lei).” Dovresti chiederti cosa c’entri tu con il SUO mondo, caro Tom. Chiediti perché hai bisogno di una donna che ti considera “una persona piccola e regressiva” e che ti dice delle cose del tipo “sembri pure un terrone e a me piacciono uomini molto diversi da te”?. La sua bellezza giustifica il tuo annullamento? LA SUA BELLEZZA E’ REALE, caro Tom? Oppure è il frutto della svalutazione continuata e malvagia della TUA persona? Questa donna ‘bellissima’ ha distrutto la tua autostima così crudelmente che temo ci vorrà un duro lavoro per ripristinarla, se tuttora credi di amarla. Per togliersi le bende dagli occhi a volte ci vuole tanto tempo. In certi casi (sopratutto quando parliamo di uomini e donne svalutati anche a livello sessuale) è assolutamente necessario una terapia per far riacquistare la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. Il rischio che un problema di facile risoluzione diventi cronico è molto elevato quando la nostra autostima è stata messa ‘al di sotto del culo del rospo’. Scrivici quando vorrai, qui troverai persone meravigliose che ci sono passate e che potranno offrirti, oltre agli articoli scritti e tradotti, tanto incoraggiamento. Ti consiglio l’articolo https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/07/02/sedurre-indiscriminatamente-tutti-il-capolavoro-del-narcisista-perverso/
      Un forte abbraccio, caro! C.

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      1. Buonasera, io ho lavorato con due donne psicopatiche volevo consolare tutti quelli che hanno avuto a che fare con queste narcisiste perverse, sappiate che loro sono solo delle sfigate e frustrate, obbligate sempre ad osservare gli altri e poi ti buttano addosso le loro più grandi frustrazioni addosso perché queste nubi tossiche non potranno mai essere come noi cioè gioire per una canzone innamorarsi, già da ragazze capiscono di essere diverse e ti spiano ti osservano per imitarti. Il mio consiglio è scappare il più lontano possibile se incontei una pazza che ti potrebbe uccidere e dare la colpa a te dicendo che te lo meritavi! Auguri, catia

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      2. Buonasera, io ho lavorato con due donne psicopatiche volevo consolare tutti quelli che hanno avuto a che fare con queste narcisiste perverse, sappiate che loro sono solo delle sfigate e frustrate, obbligate sempre ad osservare gli altri e poi ti buttano addosso le loro più grandi frustrazioni addosso perché queste nubi tossiche non potranno mai essere come noi cioè gioire per una canzone innamorarsi, già da ragazze capiscono di essere diverse e ti spiano ti osservano per imitarti. Il mio consiglio è scappare il più lontano possibile se incontei una pazza che ti potrebbe uccidere e dare la colpa a te dicendo che te lo meritavi! Auguri, catia

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  6. Perdonami Tom ma io al tuo posto non mi porrei neanche la domanda. Fuggi lontano e basta. E’ ovvio , per usare un eufemismo, che si tratta di una persona non equilibrata mentalmente. Tu perché stati ancora male? perché non sei riuscito a guarirla? perché ti senti svalutato da una così? Scusa per l’intromissione ma il tuo post “gridava vendetta”. Un caro saluto.

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  7. Grazie ragazzi. Il problema è che da quando ho cominciato a smascherarla (grazie anche a questo forum e a tutti quelli che ci lavorano dentro) sono felice quando riesco ad etichettarla come matta perché avverto un senso di giustizia e decolpevolizzazione. Ma da qualche tempo alcuni nostri amici in comune (che hanno stima per entrambi) mi dicono che lei tutto sommato è un po’ crudele ma normale…e a me viene la paura che sto essendo ingiusto nel valutarla sadica, ingannatrice, perversa e mostruosa. Più ascolto la parte di me che cerca di “non farla troppo grossa” più mi sento triste.

    Sui suoi squilibri non ci sono dubbi…
    Ma la differenza tra una squilibrata in buona fede e una in malafede è grande (per me)…vorrei tanto che fosse stato tutto in malafede…ma non ci credo un granché…capite?

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    1. Non ci credi perché ancora hai una forte idealizzazione per questa persona. Mi sembra ovvio che i vostri amici in comune sottovalutino il problema: non erano loro a dover subire tutto ciò e quindi tendono a minimizzare la cosa. Inoltre, così come lei ha manipolato te manipola anche gli altri. Sono persone disposte a tutto pur di avere una platea di ammiratori e seguaci.

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  8. Tom poiché Marietan dice che il narcisismo patologico NON E’ UNA MALATTIA ma UN MODO DI ESSERE, è probabile che la tua ex sia in buona fede. Dunque: “Ancora peggio ! ” mi viene da dirti perché a maggior ragione non puoi aspettarti che cambi. Se in uno di noi c’è un “nucleo” buono da sviluppare, fra crescere, maturare è un conto. Con un lungo lavoro interiore si possono ottenere risultati (è un po’ il lavoro che stiamo facendo tutti noi che abbiamo avuto a che fare con questo tipo di personalità – recupero dell’autostima, maggiore considerazione di sé, apertura verso coloro che ci accettano e ci vogliono bene senza umiliarci ecc.) MA se uno è fatto in altro modo, se uno è STRUTTURATO in modo da desiderare che gli altri siano infelici, da fuggire se l’altro sta male perché foriero di negatività (cito vostri commenti), come fai ad averci a che fare? in che modo puoi relazionarti? l’unica soluzione è fuggire persone del genere.
    Non so se sono riuscita ad esprimere il mio pensiero.
    Quanto alla potenza dell’attrazione fisica, alla bellezza esteriore che vediamo in queste persone e che offusca la nostra mente, sono consapevole e sono d’accordo con te che è difficile ignorarle. Ma, caro Tom, solo la ragione ci può salvare da queste dinamiche. Il NO CONTACT assoluto e persistente e il lume della ragione.
    Un caro saluto e scrivici, scrivici soprattutto quando ti senti solo.

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