Personalità psicopatiche – Hugo Marietan (ultima parte)

Fonte: http://www.marietan.com/material_psicopatia/personalidades_psicopaticas.htm

Traduzione: C. Lemes Dias

“La tormenta psicopatica: è la condotta psicopatica destabilizzata. Sono quei momenti di instabilità emotiva e di tensione interna in cui lo psicopatico cerca il suo equilibrio attraverso il rito psicopatico, cioè, un insieme di condotte ripetitive (il modello di condotta psicopatico). Parliamo di impulsi e di automatismi. Di un’intensa scarica di tensione interna verso l’esterno. Lo psicopatico non riesce a fermare le sue azioni finché non si sente ‘stabilizzato’. La forma assunta da questa destabilizzazione dipende del tipo e del grado di psicopatia. Si tratta del momento in cui si producono gli omicidi seriali o estremamente crudeli, gli abusi sessuali, le violenze, fino al suicidio. È quando lo psicopatico di tipo asociale lascia la sua impronta, il suo marchio personale.
Di solito lo psicopatico giustifica ogni sua azione. Sa accusare ed essere critico verso gli altri. Alla domanda perché lo psicopatico non rispetta le regole, la risposta è semplice: perché le regole non si aggiustano ai suoi desideri.”
Hugo Marietán

_____________________________________________

La responsabilità giuridica dello psicopatico

Genovés(3) pone l’interrogativo: lo psicopatico è responsabile dei suoi atti? Dopodiché l’autore fornisce tre criteri per stabilire il grado di responsabilità di una persona per quanto riguarda i suoi atti criminali:

  1. Non può essere dichiarato insano a priori, senza una perizia previa. La regola principale è che un’ imputato è sano di mente fino a prova contraria. Soffermandoci esclusivamente in ambito legale possiamo affermare che gli psicopatici sono responsabili, perché conoscono perfettamente le norme infrante esattamente come gli altri. Se però ragioniamo in senso strettamente morale la questione diventa più ambigua perché lo psicopatico è incapace di provare attaccamento emotivo e di provare sensi di colpa.
  2. Impulso irresistibile, cioè, anche se il soggetto conosce la differenza tra il bene e il male viene travolto da un impulso irresistibile di commettere un determinato fatto. Tale visione non è condivisa da tutti. Molti studiosi trovano ambigua la definizione di ‘impulso irresistibile’ poiché agire impulsivamente implica spontaneità (l’incapacità di ritardare la gratificazione) e, in alcuni casi, lo psicopatico prepara con cura il crimine, tutto con grande anticipo prima di commetterlo.
  3. Alcune legislazioni ritengono un individuo non responsabile criminalmente quando l’azione delittuosa risulta il frutto di un’infermità o da un disturbo mentale. Negli Stati Uniti, ad esempio, secondo il Codice Penale del 1962 una persona non è responsabile per la sua condotta criminale se al momento di realizzare tale condotta subisce una diminuzione delle sue fondamentali capacità, trovandosi mentalmente impedita di adeguare la sua condotta in conformità alla legge come il resultato del disturbo o della malattia mentale di cui soffre.

Ossia, in teoria tre sono le possibilità operate dalla giustizia penale nel mondo. Eccole:

  1. a) Responsabilità totale: punizione degli individui anormali esattamente come i normali;
  2. b) Responsabilità attenuata: non fornisce una soluzione plausibile, limitandosi a osservare che dopo un determinato periodo dietro alle sbarre gli psicopatici imparano nuovi modi per tornare a delinquere.
  3. c) Esenzione di responsabilità: ritiene lo psicopatico un essere alienato che va seguito presso una struttura psichiatrica. Negli Stati Uniti la Corte Suprema (sentenza dell’aprile1988) affermò che il concetto statistico che ritiene la psicopatia una deviazione della condotta tende a essere sostituito per ‘anomalia strutturale della personalità’ e quindi come malattia mentale, esattamente come lo considera l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Di conseguenza, la pena per determinati omicidi subisce un declassamento di circa due gradi, potendo arrivare a soltanto 4 anni di detenzione.

In Argentina

Il fatto di non essere ritenuti persone malate apre una polemica nell’ambito della medicina legale.

La posizione attuale è di non considerarli persone malate. In alcune occasioni, certe condotte mettono lo psicopatico in contatto diretto con il sistema giudiziario (furti, violazioni, omicidi, ecc.). Osserviamo quindi che possono discernere e comprendere la criminalità dei loro atti, avendo il potere di guidare le loro azioni. Di conseguenza il sistema ritiene che siano responsabili di ciò che fanno, non rientrando nei casi di imputabilità dell’articolo 34 del C. P. (cioè, non sono malati) essendo pertanto punibili.

Il dottor Vicente Cabello, medico legale argentino, sostiene un’altra posizione. Secondo lui in ogni psicopatia bisogna cercare esaustivamente la possibilità di un noxa cerebrale. Per il dottor Cabello gli psicopatici sono persone malate e la loro condotta non merita una risposta del tipo ‘perché sì’. La condotta psicopatica sarebbe in realtà prodotto e conseguenza di un’infermità, quindi, seguendo questo tipo di scuola gli psicopatici non sarebbero imputabili.(16)

Conclusioni

Considerazioni sulla psicopatia

I valori hanno origini nelle necessità sociali. L’insieme delle esperienze individuali e di gruppo forma i sedimenti dei modelli di condotta desiderabili che costituiscono i valori. Ci sono valori che vengono trasmessi all’individuo attraverso la famiglia, la scuola, ecc. I concetti esterni all’individuo sono dunque introiettati e assimilati, passando a far parte dell’individuo, di modo che si convertono nei “suoi valori”.

È ciò che gli permette di avere una condotta adeguata e in armonia con il suo ambiente.

Certamente esiste un grado di adattamento e anche di disadattamento tollerato. Sono quelle piccole deviazioni dei “valori di base” che sono tollerate da ogni società. La società possiede quindi la possibilità di tollerare piccole deviazioni della norma che non turbano l’intero sistema.

La comunità, l’appartenenza a un gruppo significa per l’individuo una sicurezza, un sistema di protezione. Nel gruppo egli avrà un dovere, una responsabilità, dovendo seguire un codice. Alla sua volta il gruppo, come ricompensa, lo protegge dalle circostanze che possono essere rischiose per un solo individuo. Il dovere e la responsabilità dell’individuo fronte al gruppo sono un fatto estrinseco, oggettivo; si sa quando un individuo rispetta il suo dovere oppure no, se è stato responsabile o meno.

Arriviamo quindi ai principi personali, ai codici interni di ogni individuo, alla sua sfera intima, agli aspetti che soltanto lui stesso sa identificare in sé, se ha rispettato i suoi principi oppure no. Il codice personale, i principi, sono assolutamente soggettivi. Non rispettare i codici individuali genera sensi di colpa nell’individuo. E così, in certe occasioni, è possibile non rispettare un dovere, essere irresponsabile dal punto di vista obiettivo e secondo lo sguardo del gruppo. Tuttavia, se per questo individuo l’atto o l’azione commessa trova una giustificazione personale, privata, coerente con il suo codice personale, tale atto non verrà rappresentato intimamente come una colpa, cioè, si tratta di un individuo che non si sente colpevole.

Ci sono, da un lato la legge, le norme, e dall’altro le ambizioni dell’individuo. Le ambizioni individuali devono adattarsi o seguire le regole, i codici della società per raggiungere un equilibrio adattativo. L’ambizione ha dei limiti e la società tollera determinati errori, ma non ammette la loro ostentazione.

La società impone una limitazione e concede un permesso esplicito  che corrisponde alle norme, alle leggi. Ci accordiamo di trovarci di fronte a un permesso tacito, implicito, che non è scritto da nessuna parte e che ci porta a tollerare alcune deviazioni della norma.

Perché lo psicopatico non s’importa di eludere le norme? Perché sovradimensiona le sue possibilità, il suo ingegno o la sua fortuna, colpito da un ottimismo ingenuo: “stavolta non mi beccherà nessuno”, oppure “questa cosa andrà bene”, oppure per un rapporto di costo-beneficio accettato. Cioè, lo psicopatico può assumere un rischio che potrebbe causare gravi conseguenze, ma il risultato di quest’ azione compensa il rischio che ha deciso di correre. Essere ottimista è fantasticare una proiezione virtuale verso il futuro dall’esito positivo. L’ottimismo si rapporta con il sogno, è parte del lavoro psichico che consiste nell’uso dell’immaginazione come terreno di proiezione delle azioni a realizzare.

Lo psicopatico non trasgredisce le norme. Trasgredire è valorizzare, conoscere la norma, sentirla dentro e, nonostante ciò, decidere volutamente di sorpassarle. Lo psicopatico vede le norme come un ostacolo alle proprie ambizioni. La norma non genera in lui il timore inibitorio che la maggior parte delle persone prova quando le infrange.

La norma è costituita da una formula, da un significato (esplicito) e da una minaccia (implicita) come conseguenza della mancata osservanza. Vuol dire, ogni legge implica una minaccia, un appello alle conseguenze negative che possono capitare all’individuo che non le rispetta. Soggiacciono la proibizione e il danno al futuro per coloro che non la rispettano.

Ogni legge, ogni norma, genera il timore e implica la possibilità di una pena. La legge è fatta per controllare, sottomettere, condizionare le condotte istintive degli individui, tenendoli a bada con base nel seguente principio “Se volete appartenere a questo gruppo ecco le regole vigenti. Se rispettate le regole siete dentro, se decidete di non osservarle siete fuori”. Lo psicopatico possiede la particolarità di stare dentro il gruppo e di rispettare alcune delle sue norme, ma non tutte,  per questo riesce a giostrarsi all’interno del gruppo, che lo accoglie.

Fino a quando il gioco va avanti? Fino al momento in cui lo psicopatico si discosta fortemente dalla norma e viene “smascherato o segnalato”. Un uomo di potere, deceduto recentemente, aveva un suo personale concetto di potere, diceva “potere è restare impunito, è fare senza temere le conseguenze”.

Lo psicopatico è sempre un altro, non ha capacità di insight, cioè, non per lui non esiste il ‘rendersi conto di’. È cosciente delle sue azioni, ma non della propria psicopatia.

Lo psicopatico è un immaturo rimasto a una tappa adolescenziale del suo sviluppo? Certe volte alcuni psicopatici sembrano rispondere di sì a questa domanda, dimostrata dall’assunzione di alcuni rischi di tipo “infantile” che sembrano confermare questo punto.

Gli psicopatici sono refrattari agli stimoli tanto negativi (punizioni, pene, argomenti contrari alla loro azione che facciano appello alle regole comuni) quanto positivi (affettuosità, premi, ammorbidimento delle sanzioni, appelli del tipo affettivo), ecco una caratteristica poco studiata. Insomma, lo psicopatico non modifica la sua condotta per nessuno stimolo, né positivo, né negativo.

La bugia, per lo psicopatico, è uno strumento di lavoro. La bugia è la distorsione della verità con cognizione di causa e competenza (ex professo), con un obiettivo “in mente”, con l’intenzione di ottenere qualcosa. La bugia mira sempre a qualcosa. Si mente per evitare una punizione, si mente per ottenere un premio, si mente per ingannare l’altro. Dietro la bugia c’è sempre un guadagno, ecco in cosa si differenzia dalla semplice affabulazione, che è anch’essa una trasgressione della verità, ma per il mero piacere di recare soddisfazione all’Io. L’affabulazione è la ferramenta del millantatore.

Lo psicopatico può eludere ogni tipo di norma, ma non il 100% delle norme, altrimenti sarebbe facilmente identificato e banato del gruppo. Può scegliere le norme, la legge sociale, per convertirsi tanto in un delinquente o in un’imbroglione, quanto in rivoluzionario. Può scegliere, ad esempio, di non rispettare le leggi etiche in generale, della società, oppure può rispettarle ma avere delle condotte sessuali atipiche legate al mondo della prostituzione o qualsiasi altro tipo di perversione.

All’interno delle alterazioni dell’etica ci soffermiamo sul particolare tipo di rapporto che lo psicopatico instaura con gli altri esseri umani, parliamo della cosificazione dell’altro, di ciò che gli permette di utilizzare gli umani come cosa, come oggetti di scambio o di utilizzo. Questa cosificazione spiega, forse, la tortura e l’uccisione dell’altro. Parliamo di una distorsione nella forma di auto stimolazione, per questa ragione molti psicopatici a volte fanno abuso di alcol e droghe.

Alcune condotte psicopatiche possono sembrare illogiche (viste dall’esterno), ma sono perfettamente logiche per lo psicopatico. Sono logiche distinte, sono modi di ragionare diversi, codici e valori differenti sulla base delle distinte necessità dello psicopatico.

La condotta psicopatica può essere, a volte, instabile fronte agli stimoli oggettivamente piccoli per una persona comune restando, tuttavia, stabile alle fluttuazioni dell’ambiente in certe circostanze, cioè, lo psicopatico può mantenere la serenità in situazioni che potrebbero destabilizzare la maggior parte delle persone.

Descrittore della psicopatia(15) (Hugo Marietan, 1998, Diritti internazionali riservati)

Abbiamo riunito le caratteristiche degli psicopatici in tre gruppi:

  1. A) Caratteristiche derivate dal soddisfacimento di bisogni diversi dal comune;
  2. B) Caratteristiche derivate della cosificazione delle persone e
  3. C) Le azioni psicopatiche gravi.

I tratti del gruppo A e B vanno ricercati studiando la biografia della persona e vanno valutati. Esiste una presunzione di psicopatia quando presentano caratteristiche che corrispondo ai sottogruppi A1, A2, A3, A4 e al gruppo B. Logicamente, la presenza di un grave avvenimento appartenente al punto C è atta a dimostrare l’ipotesi di psicopatia.

 A. Soddisfacimento di necessità speciali
In che modo 1. Uso particolare della libertà Esempi Non tollera gli ostacoli
2. Creazione di codici propri a) Sceglie le norme da rispettare

b) Manca di rimorso e sensi di colpa negli atti psicopatici

c) Non tollera frustrazioni –  reazioni di scompenso

d) Difesa alloplastica

3. Ripetizione di un modello di condotta a) Riti

b) Automatismi

c) Sequenze di azioni psicopatiche ripetitive

d) Impronta/timbro psicopatico

4. Necessità di stimoli intensi a) Assunzione di condotte di rischio

b) Tendenza alla noia

c) Scarsi progetti di vita di lunga scadenza

d) Uso di droghe

e) Ricerca di emozioni intense

f) Soddisfazione sessuale di natura perversa

B. Cosificazione degli altri
In che modo 1. Egocentrismo Esempi Sopravalutazione
2. Mancanza di empatia
3. Manipolazione a) Seduzione (captazione delle necessità affettive dell’altro)

b) Bugie

c) Recitazione

4. Coercizione
5. Parassitismo
6. Rapporti di sfruttamento
7. Insensibilità a) Crudeltà

b) Tolleranza alle situazioni di tensione

C. Atto psicopatico grave
1. Tormenta psicopatica Esempi a) Omicidio bruttale

b) Massacro

c) Stupri seriali

d) Atti antisociali gravi

2. Perversioni sessuali

Un fallimento può far crollare lo psicopatico. I momenti di crisi vissuti da queste persone sono il prodotto dalle loro frustrazioni e fallimenti. La responsabilità per questi fallimenti e frustrazioni è da imputare agli altri, agli esterni (difesa “alloplastica”). Il successo degli psicopatici nel loro ambiente non è garanzia di stabilità per loro. In alcune occasioni, dopo un grande sforzo gli psicopatici distruggono tutto ciò che hanno fatto per motivi banali, agiscono impulsivamente. Una persona “normale” che gli osserva in disparte trova sconcertante questo modo di agire poiché, avendo seguito loro percorso, ha avuto modo di costatare l’intelligenza fatta fruttare, essendo certa di averci a che fare con persone dotate di grandi capacità che, improvvisamente, per una sciocchezza, finiscono per minare le fondamenta della struttura appena messa in piede con le loro stesse mani. I tanti scandali che coinvolgono personaggi importanti parlano da soli.

All’interno dei tipi di psicopatici, per quanto riguarda loro rapporto con la società, troviamo:

  • Coloro che traggono profitto del sistema per ottenere qualche beneficio (i millantatori di poco conto, alcuni politici, gli speculatori);
  • Coloro che affrontano il sistema restandone all’interno (delinquenti, grandi truffatori, criminali, politici, estremisti di destra e di sinistra)
  • Coloro che intendono cambiare il sistema (che scelgono di restare ai margini, cercando di rompere il sistema in clandestinità).

A qualsiasi di questi gruppi lo psicopatico appartenga egli cercherà di stare sempre contro l’ordine stabilito. C’è qualcosa nello psicopatico che lo impedisce di accettare le norme. E così vediamo lo psicopatico faticare in tribunale con mille ricorsi, facendo appello a una giustizia che non finisce mai per convincerlo della sua colpevolezza. Per questo molte volte la “giustizia” indugia o non ci sembra abbastanza sufficiente, perché gli psicopatici si ritengono gli unici esecutori e giudici di sé.

Lo psicopatico può sfoggiare tre tipi di condotta:

  1. a)L’azione normale: è la sua parte adattata al modello di condotta normale, in cui la psicopatia non è evidenziata.
  2. b)L’azione psicopatica:è la manifestazione delle sue condotte psicopatiche, trattandosi di un modo di comportarsi che viene esercitato soltanto su determinate persone, sui complementari o le vittime.
  3. c) La tormenta psicopatica: è la condotta psicopatica destabilizzata. Sono quei momenti di instabilità emotiva e di tensione interna in cui lo psicopatico cerca il suo equilibrio attraverso il rito psicopatico, cioè, un insieme di condotte ripetitive (il modello di condotta psicopatico). Parliamo di impulsi e di automatismi. Di un’intensa scarica di tensione interna verso l’esterno. Lo psicopatico non riesce a fermare le sue azioni finché non si sente ‘stabilizzato’. La forma assunta da questa destabilizzazione dipende del tipo e del grado di psicopatia. Si tratta del momento in cui si producono gli omicidi seriali o estremamente crudeli, gli abusi sessuali, le violenze, fino al suicidio. È quando lo psicopatico di tipo asociale lascia la sua impronta, il suo marchio personale.

Di solito lo psicopatico giustifica ogni sua azione. Sa accusare ed essere critico verso gli altri. Alla domanda perché lo psicopatico non rispetta le regole, la risposta è semplice: perché le regole non si aggiustano ai suoi desideri.

Questo tipo di personalità ha un concetto particolare della libertà. Essere liberi per loro è poter agire senza alcun tipo di ostacolo. Poter scegliere sempre. Gli ostacoli all’espansione di un’azione possono essere interni o esterni. Se gli psicopatici minimizzano gli ostacoli interni (chiamiamoli repressione, inibizione o rimorsi) restano soltanto gli ostacoli esterni. Se gli ostacoli esterni non sono compatibili con la loro logica, i sentimenti non hanno un peso, un valore al quale aggrapparsi. Essi diventano qualcosa di artificiale, una bandiera tenuta in alto dagli altri. I sentimenti per loro sono un ‘come se’ di carattere ludico, sono un gioco del quale ben conoscono le regole, gli ostacoli, ma che in fondo vengono declassati nel loro intimo a teatro dei burattini. Lo psicopatico è un giocatore senza regole, anche conoscendole abbastanza bene non le usa.

Sarà questo suo uso particolare della libertà a renderlo seduttivo, ciò che lo porta a fare appello alle libertà represse degli altri? Forse lo psicopatico cerca dietro alle sue maschere, oltre l’immagine che offre di sé, della sua “persona”, l’ “animaletto” desiderante e prigioniero che tutti noi abbiamo dentro spingendolo a entrare a far parte di un gioco ambivalente di soddisfazioni e angosce.

Il campo di studio del biologo è la varietà della specie umana (raro – comune); del sociologo è l’adattamento dell’individuo nel gruppo (adattato – disadattato); del moralista (religioso, etico) valutare il bene e il male; del giudice valutare le responsabilità; dello psicologo le intrinseche motivazioni della condotta individuale.

Il medico deve limitarsi strettamente al suo campo, che consiste nel valutare se una persona è sana o malata. Lo psicopatico può essere raro, disadattato, malvagio, delinquente o sfoggiare una condotta incomprensibile, ma non può essere definito un malato di mente.

_________________________________________

Bibliografia (Parte I, II e II):

  1. Bruno, Antonio; “Personalidad perversa post traumática”, tesis de doctorado, 1958.
  2. Garrido Genovés, Vicente;Técnicas de tratamiento para delincuentes, Ramón Areces, Madrid, 1993.
  3. Garrido Genovés, Vicente; Psicópata; Editorial Tirant Lo Blanch; Valencia; 1993.
  4. Otto Kernberg, Diagnóstico Diferencial de la Conducta Antisocial, Revista de Psiquiatría, 1988,volúmen 5, página 101 a 111, Chile
  5. Bruno, A.; Tórtora, G.; ” Las psicopatías”, Psicología forenseSexología y praxis, año 3, vol. 2, Nº 4, año 1996.
  6. Pinel, Philippe “Tratado médico filosófico de la enajenación mental o manía”, Ediciones Nieva, Madrid 1988.
  7. Schneider, Kurt, “Las personalidades psicopáticas”,Ediciones Morata, 8º edición, Madrid, 1980
  8. Laplanche, J., Pontalis B. “Diccionario de psicoanálisis”, Editorial Labor, Barcelona, 1981.
  9. Berrios, G. “Puntos de vista europeos en los trastornos de la personalidad”, Comprehensive Psychiatry,Nº 1, 1993.
  10. Bercherie, Paul, Los fundamentos de la clínica, editorial Manantial, Buenos Aires, 1986.
  11. Gregory R. L., Diccionario de la Mente, Editorial Alianza, Madrid, 1955.
  12. Marietán, H., Semiología psiquiátricaFunciones básicas. Editorial Ananké, Buenos Aires, 1996.
  13. DSM IV, Editorial Mason, Barcelona, 1995
  14. Oates, J., Babilonia, Ediciones Martínez Roca, Barcelona, 1989.
  15. Marietán, H., Semiología psiquiátrica. Grupos sintomáticos. Editorial Ananké, Buenos Aires, 1998.
  16. Cabello, V., Psiquiatría Forense en el Derecho Penal. T3, Editorial Hammurabi, Buenos Aires, 1984.

12 pensieri su “Personalità psicopatiche – Hugo Marietan (ultima parte)

  1. Claudileia complimenti per l’articolo, da imparare a memoria.
    I punti A e B la mia li aveva e credo li abbia ancora tutti , diciamo che è più brava a camuffarsi.
    Un piccola nota.
    L’altra volta ti scrissi che avevo sbirciato nel suo profilo e dopo aver riflettuto ho capito anche chi è il suo l’ultimo grande Amore della vita per sempre . Mi viene quasi da ridere, un tizio bruttino , molto più vecchio di lei e che tra le tantissime cose ,(davvero troppe ) si occupa di Narcisismo e delle relative Maschere. Guarda un pò dove è andata a finire. Il tizio è un intelletuale di discreta fama nel suo lagheto e guarda un pò ci ha buttato l’amo. Da notare che era INNAMORATA PERSA di un altro fino a nemmeno 2 mesi fà forse meno.Un amore grandissimo mai sbocciato in verità il tipo la rifiutò e pure questo “amore”era iniziatao quando stava con me. Aveva fatto lo stesso con me , amava alla follia un altro uomo fino al giorno prima e poi puff ,Io ero l’amore della sua vita. Un rimpiazzo cioè.
    Lo venni a sapere 4 mesi dopo e ci fù una litigata enorme con ovvio collasso (finto) da parte sua.
    Riprendendo il discorso dell’altro post, guarda caso ogni volta che cambia partner o Innamorato , mi viene a leggere nel blog . E come ogni volta e questo è davvero stupefacente ,ad ogni nuovo amore c’è il RITO delle poesie ,canzoni e AForismi sugli amori finiti .Lo fece all’inizio della relazione con me .Un post tristissimo su un amore passato ,12 anni prima…. mah
    Vorrei dire a tutti quelli che leggono queste cose che non sono invezioni da cuori infranti o da sfigati , è necessario stare molto attenti quando si percepiscono segnali strani ,non badate tanto alla forma, cioè se sembrano fragili e bisognosi e nemmeno se sembrano il contrario.
    Il tipo che venne dopo di me per poco non si ammazzava,6 mesi di vita di coppia e poi lo mollò (La vigilia di Natale!!!!)come un cretino definendolo Idiota perchè lei lo vedeva solo come un amico e lui aveva capito male, tanto male che dormivano insieme ,lo baciava , lo coccolava e altro.
    Grazie Claudileia e Maddalena per le traduzioni, perchè date spazio al punto di vista Maschile nei vari articoli.

    "Mi piace"

    1. Caro Yuri, tralascio il tuo giudizio sulla bellezza o bruttezza della new entry nella vita della tua ex perché in fondo lo sai: belli o brutti, giovani o più in là con gli anni, ricchi o poveri, vincenti o perdenti nella vita NULLA potrà mai soddisfare questa ragazza. Ci hai fornito abbastanza dettagli della vostra storia per capire la sua capacità di far soffrire le persone che la circondano, giocando con i loro sentimenti e portandoli fatalmente alla depressione. Non mi stupisce che per lei una persona abbia tentato il suicidio: il carico di disamore, di negatività, di disaffezione, di svalutazione e di dolore complessivo che queste persone sono in grado di iniettare negli altri sembra roba d’altro mondo, tanto che a molte vittime, complementari e prede occasionali continuare a vivere sembra un compito da gigante. Purtroppo inducono le persone a farsi del male per poi accusarle di essere pazze e squilibrate avvalendosi di un linguaggio pseudo psicologico che colpisce chi nulla sa sul tema del narcisismo perverso e della psicopatia. Non avendo alcun tipo di sentimento possono perfettamente indurre una persona al suicidio per poi vantarsi con gli altri, oppure far finta che soffrono anche loro perché “quello/a è matto/a da legare!” senza mai assumersi la loro parte di responsabilità nel tracollo psichico di persone magari già fragili. Terribile. Ti devo però “bacchettare”: smettila di sbirciare il suo profilo o continuerai a sentirti a volte un po’ su di giri con le cose che scrivi. Abbracci! C.

      "Mi piace"

  2. Bellissimo e utilissimo blog,complimenti.
    Corrisponde al vero un’informazione trovata in alcuni articoli nel web, secondo cui il disturbo psicopatico si attenua o scompare inspiegabilmente a partire da una certa età? Grazie

    "Mi piace"

    1. Oddio, assolutamente no. Non so da dove proviene questa informazione. Semmai con il tempo gli psicopatici affinano le loro tecniche, che diventano ancora più subdole dal periodo adolescenziale. Arrivati alla terza età difficilmente ‘si calmano’, anzi, di solito peggiorano aumentando il livello di perversione, la voglia di trasgressione e di evasione, la promiscuità e la cattiveria nei confronti dei partner ufficiali, amici e parenti, in più diventano fatalisti, aumentando le condotte di rischio e l’impulsività… a meno che subentri una depressione basata sul fatto che non si sentono più desiderabili o prestanti (perché oramai anziani), condizione che può portarli a sviluppare un attaccamento quasi morboso all’eroico partner da una vita. La vita dell’altro (sopratutto se ancora in salute e piacente) diventa un inferno perché dopo una vita di continue svalutazioni devono subire un maggior controllo del perverso, l’accentuarsi del suo cattivo umore e, come se non bastasse, devono saper offrire le loro orecchie alle frustrazioni e rimpianti del perverso 24 ore su 24, altrimenti vengono massacrati di rimproveri. Ricordati che sono persone SENZA COSCIENZA che non imparano dagli errori e che il tempo per loro è un concetto molto relativo. Una volta arrivati a una certa età i narcisisti perversi si vedono ancora giovanissimi, il punto è che il corpo non gli ubbidisce più e lo sguardo altrui smette di offrire le conferme che tanto si aspettano, quindi, prova a immaginare il dramma! Ho trattato di questo argomento su https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/11/17/invecchiare-con-un-narcisista-perverso-una-tragedia-greca-annunciata-e-senza-intervalli/. Un abbraccio, C.

      "Mi piace"

    1. Caro Yuri, la schizofrenia è una malattia mentale ‘visibile’ con dei sintomi che possono essere attenuati con dei farmaci a seconda del livello. Secondo la scuola di Palo Alto un ambiente familiare oppressore e/o violento può sfornare persone schizofreniche che tendono a dissociarci dalla realtà soffermandosi nel mondo della fantasia fino a credere che siano reali. Lo schizofrenico non può essere ritenuto contemporaneamente uno psicopatico perché la psicopatia non è una malattia mentale. Giuridicamente uno schizofrenico conclamato non può essere ritenuto colpevole di un crimine, anche il più orribile e deplorevole perché di fato ‘non ragiona’. Ti faccio uno esempio. Quando facevo la pratica preso uno studio legale penalista ci era arrivato il caso di uno schizofrenico che aveva preso l’arma del padre (una guardia giurata) durante la notte, mentre la famiglia dormiva. Il ragazzo poi era uscito con l’obiettivo di ‘uccidere l’uomo col cappello’. Dopo aver girovagato per tutta la notte, alle prime luci del mattino, aveva individuato un anziano signore con un cappello. L’uomo era sotto casa sua, dal giornalaio. Il ragazzo l’ha ucciso con 4 colpi di pistola, eppure non l’aveva mai visto. La polizia ha accertato che le famiglie non si conoscevano e che il ragazzo in questione era in cura da più di 10 anni perché riteneva di ascoltare delle voci che gli chiedevano di fare ‘cose brutte’. Non so quante volte aveva picchiato i suoi genitori e terrorizzato i vicini di casa. Insomma, la schizofrenia è una malattia visibile, risaputa. Spesso lo schizofrenico è colui che viene considerato ‘lo scemo del villaggio’, ecc. Lo psicopatico, invece, è freddo, calcolatore, meticoloso nei suoi propositi. Se vuole uccidere qualcuno egli cerca di pianificare tutto. Per lui c’è sempre un movente che può essere economico, vendicativo, per salvarsi la faccia, ecc. In ogni caso, lo psicopatico agisce razionalmente quando sfoggia la sua cattiveria. Questo perché ritiene gli altri un’ostacolo al raggiungimento dei suoi obiettivi. Esempio tristemente classico: uccidere il partner che vuole la separazione per evitare il dissesto economico; ucciderlo perché ha scoperto qualcosa di compromettente, ecc. Cioè, partono dalla fantasia di ‘come sarebbe bella la mia vita senza mia moglie!’ per poi cominciare a pianificare un modo di ucciderla e farla franca. Come dice Marietan, hanno dentro di sé una logica militare. Come hai visto, tutto ciò non ha niente a che fare con la schizofrenia. Ci sono casi di psicopatici molto ‘fantasiosi’ che a volte ci confondono – per come riescono ad imbrogliare gli altri con delle fantasie inverosimili! – ma poi, osservando attentamente i fatti, riusciamo a vedere la logica militaresca dietro, la pianificazione, il controllo della propria vita e dell’altrui, il freddo desiderio di vendetta, ecc. Diciamo che spesso è questo il grande dibattito nei tribunali quando capita un crimine efferato: l’individuo che l’ha commesso era capace di intendere e di volere, oppure no? Spero di averti risposto! 🙂

      "Mi piace"

      1. Grazie per l’esauriente e pronta risposta. Un mio contatto su Fb aveva postato una cosa sulla schizofrenia e molte cose sembravano collimare con quello che ho vissuto . Non credo che lo sia o almeno lo spero per lei e per chi ha vicino ,da quello che dici sono molto pericolosi se gli parte la brocca….
        cit. “Lo psicopatico, invece, è freddo, calcolatore, meticoloso nei suoi propositi. Se vuole uccidere qualcuno egli cerca di pianificare tutto. Per lui c’è sempre un movente che può essere economico, vendicativo, per salvarsi la faccia, ecc.” In effetti pianificava di mollarmi da 6 mesi , cosi mi confessò ,man mano che le veniva meno “la fiducia” verso di me, cioè man mano che gasmanipolava e non ci capivo più nulla :-)) .
        Grazie
        Yuri

        Piace a 1 persona

      2. Appunto, questa meticolosità nel programmare di farti del male è molto tipica. Studiano la strategia migliore per scaricarti e contemporaneamente salvarsi la faccia. E’ così che cominciano a dare sempre meno nel rapporto. La loro agenda viene gestita con precisione: “oggi sto con Caio, domani vedo Tizio, alle 14.00 incontro il mio storico amante perché potrebbe aiutarmi su questa cosa… Però, con Tizio mi annoio un po’… quindi disdico l’appuntamento per vedermi con Caio due volte questa settimana perché provo più attrazione per lui!”. C’è logica nel loro ragionamento. Mancare di rispetto agli altri e ignorare i loro sentimenti è una costante nella loro vita. Amano vendersi come persone imprevedibili perché cambiano programma in continuazione quando, in realtà, c’è molta prevedibilità nel loro modo di agire: vanno alla ricerca dei propri interessi e basta! Tra andare a vedere la partita con l’amante e andare a vedere il proprio figlio malato in ospedale, secondo te cosa sceglierebbe un narcisista perverso? La partita, indubbiamente! Tanto, per il figlio, c’è la mamma, i medici… ci sono persone che pensano per lui. Il narcisista perverso non vuole problemi, noia, gente malata e triste attorno, ma una vita di spensieratezza e divertimento a qualsiasi costo. Più prevedibile di questo!

        Piace a 1 persona

  3. Cla è quasi paranormale questa cosa : “La loro agenda viene gestita con precisione: “oggi sto con Caio, domani vedo Tizio, alle 14.00 incontro il mio storico amante perché potrebbe aiutarmi su questa cosa… Però, con Tizio mi annoio un po’… quindi disdico l’appuntamento per vedermi con Caio due volte questa settimana perché provo più attrazione per lui!”.
    UGUALE!!!! Aveva un agenda elettronica con tutto programmato ,anche i reminder per spedire o meno un sms alle amiche ,oltre agli appuntamenti di lavoro (????) . Tutto era in “controllo” , lei chiamava , io non potevo per non disturbare, lei fissava gli appuntamenti e poi si “scordava” perchè l’agenda le aveva ricordato altro :-))).Insomma la colpa era dell’agenda …. 😉

    Citaz. “Il narcisista perverso non vuole problemi, noia, gente malata e triste attorno, ma una vita di spensieratezza e divertimento a qualsiasi costo. Più prevedibile di questo! ”
    Mi disse una cosa simile quando e dissi che non stavo bene di salute . Ero stato mollato 5 volte in un mese, mi avevano diagnosticato un tumore benigno in viso, 3 alla schiena, il cuore perdeva colpi dopo 2 anni di insonni , 4 ore di sonno al massimo , stress, dispiaceri uno dopo altro altro e mi “permettevo” di fare ombra alla sua felicità. Ora che ci penso ,non andava mai a trovare le amiche e gli amici che stavano male,nemmeno all’ospedale ,perchè le dava depressione.
    Forse la rottura con le vecchie scimmie volanti è dovuta a questo , alla fine si saranno stancati di certi comportamenti e delle mancanze di rispetto costanti.
    Mi possono “vantare” di esserle stato d’aiuto per ma altre persone le furono molto vicine quando era un “relitto “che nessuno aveva voluto e amata (si definiva cosi lei stessa e anche di peggio.Manipolazione forse?) , probabilmente tutte buttate via…..
    Certo che per essere persone cosi sensibili,resilenti (lei si definisce cosi), empatiche e di buon cuore, ne devono avere molte di qualità nascoste. :-))))))

    Ciao
    Yuri

    Piace a 1 persona

  4. yern MunichAP:Associated Press4Koscielny in action in the 6-0 Emirates FA Cup win over Lincoln CityNext up for Arsenal is a home Premier League date with Manchester City as they bid for a return to the top four and a coveted Champions League spot.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...