“Fidati di me anche quando ti accoltello alle spalle.” Come i narcisisti perversi minano la vostra fiducia negli altri e in voi stessi

Perché mi ha fatto questo, se sapeva tutto su di me? Perché mi ha tradito esattamente come il mio ex, se gli avevo raccontato tutto? Perché usava le stesse frasi che mio padre, mia madre, mio fratello usava per ferirmi, arrivando al punto di dare ragione a chi mi aveva fatto del male? Perché, mentre mi tradiva e andava a prostitute, piangeva e implorava la mia fiducia, accusandomi di vedere il male in tutto?

Non possiamo rispondere a questi interrogativi senza comprendere cosa sia la fiducia e perché è fondamentale per i narcisisti perversi conquistare la fiducia altrui a qualsiasi costo.

Immagino che avete letto abbastanza sulla fase del ‘love bombing’ , cioè, quando siete stati idealizzati e trattati dal/la narcisista come veri semi Dei appena scesi in terra. Per ulteriori dettagli su questo periodo in cui vi siete sentiti superiori al resto della umanità grazie a una raffica di lusinghe vide l’articolo https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/09/20/quando-lamore-sa-di-coca-cola-la-campagna-seduttiva-del-perverso-narcisista/ e https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/07/02/sedurre-indiscriminatamente-tutti-il-capolavoro-del-narcisista-perverso/

Uomini e donne affermano di provare nostalgia non dei narcisisti, ma di come si sentivano accanto a loro. Le lusinghe agivano sul loro cervello come una droga euforizzante. Perché quei complimenti dal valore di pochi spiccioli smielati e insinceri, quei gesti clamorosi (in apparenza) da uomo/donna innamorati persi, avevano il potere di far capitolare individui tutt’altro che ingenui e creduloni? Persone ben affermate, intelligenti, che ‘sapevano il fatto loro’?

Forse perché la fiducia in noi stessi, quando poco consolidata, richiede costantemente il riscontro del mondo esterno, facendoci diventare prede facili da individui incapaci di amare. Finché il giudizio del mondo peserà come un macigno su di noi impedendoci di vederci esattamente come siamo, con i nostri pregi e difetti, continueremo a essere fragili e indifesi come neonati:

La fiducia fantasticata dipende da come veniamo trattati dagli altri e dal mondo in generale: abbiamo “fiducia” in qualcuno che ci tratta così come sentiamo che dovremmo essere trattati, o come crediamo che si debba trattare una persona. Ci fidiamo di chi soddisfa le nostre aspettative, ma se poi questa persona ci invade o ci ferisce, allora perdiamo la “fiducia”.

Fondamentalmente, questo tipo di fiducia non è veramente fiducia, perché dipende dall’esterno. Tuttavia, quando usiamo la parola “fiducia”, è proprio questo che abbiamo in mente. Quando diciamo “mi fido di te” o “mi fido di quella persona”, di solito intendiamo dire che quella persona ci ha trattato in un modo che ci fa sentire fiduciosi. Ma nella maggior parte dei casi non abbiamo mai realmente accettato quella persona, non l’abbiamo vista in modo chiaro, il che significa che prima o poi farà qualcosa che distruggerà la nostra fiducia. Accumulando tradimenti e invasioni finiamo per avere una sfiducia generale negli altri, anche se sviluppiamo una maschera di “fiducia” e di “apertura”. La maggior parte di noi vive in questo stato di fiducia fantasticata o di globale sfiducia[1].

Con le lusinghe i narcisisti ci fanno sentire accettati per ciò che non siamo. Non siamo i più belli, non siamo i più bravi, non siamo i migliori e non abbiamo super poteri, non perché siamo inferiori agli altri, ma semplicemente PERCHÉ NON SIAMO DIO. Direte “Ma lui/lei sembrava così sincero/a quando mi diceva che ero la/il migliore!”. Ebbene, si trattava di una rappresentazione atta a far di voi esattamente ciò che volevano in un secondo momento, di un meccanismo automatico azionato con tutti e quindi molto pericoloso: se trattate le lusinghe che vi rivolgono gli altri come verità assoluta, lo dovete considerare anche le eventuali svalutazioni e critiche distruttive come tale. Gli altri diventeranno i giudici indiscussi della vostra bellezza o bravura  e allora provate a immaginare dove andrà a finire la vostra fiducia!

Ordinariamente, la nostra idea di sfiducia è altrettanto inconscia quanto quella di fiducia. Quando proviamo sfiducia verso qualcuno si tratta spesso di una reazione emotiva, non di una risposta matura. Il fatto è che quando qualcuno dice o fa qualcosa che ci fa sentire sfiduciati sta andando a toccare uno spazio dentro di noi che era già profondamente ferito e sfiduciato. Ha aperto, per così dire, la nostra banca della sfiducia, che per molto tempo ha continuato a ricevere e accumulare depositi.

Chiamiamo questo genere di sfiducia “sfiducia globale” perché non ha discernimento, né obiettività o chiarezza. È uno stato emozionalmente contaminato dalla nostra passata storia di tradimenti e invasioni, che colora fortemente il modo in cui facciamo esperienza del presente. Quando veniamo provocati si risvegliano in noi ricordi inconsci di quando in passato, specialmente da piccoli, fummo invasi o traditi.

In quel tempo si formò, a partire dai traumi che subimmo, la nostra sfiducia, che andò via via congelandosi. Si cela nello scantinato della nostra coscienza, aspettando le provocazioni che incontriamo nella nostra vita quotidiana. Queste provocazioni ci possono arrivare da amanti, amici, figure autorevoli, figli o genitori – in breve, da qualcuno su chi abbiamo investito la nostra energia, da chiunque sia in qualche modo importante per noi. Possiamo venire provocati anche da semplici eventi della vita. E nel momento in cui viene provocata la nostra sfiducia sentiamo non solo il tradimento presente, ma anche tutti quei tradimenti passati che abbiamo accumulato. La sfiducia può essere così forte da sabotare relazioni e situazioni di lavoro. Vogliamo tenerci stretti alle nostre fantasie, e ogni nuovo tradimento va semplicemente ad aggiungersi alla già lunga lista di inganni[2].

Quando un/a narcisista vi promette qualcosa e poi non la fa, quando finge di essersi scordato/a del programma, del viaggio, della cena, del vostro anniversario di matrimonio, del vostro compleanno, del compleanno di un figlio, quando parte per un viaggio improvviso senza darvi (appositamente) il tempo di organizzarvi per accompagnarlo/a, come vi sentiti? Di solito accade una sorta di regressione a uno stato infantile in cui il nostro papà, per esempio, ci aveva promesso di portarci al parco in bicicletta ma poi ha deciso di restare a casa a leggersi il giornale, provocando la nostra ira e la nostra delusione.

Dare fiducia è dare energia. Sappiamo che i vampiri energetici ne hanno assolutamente bisogno della vostra energia vitale per trovare la forza e il vigore che li consente di agire di modo assolutamente indisturbato quando vi fanno del male. La vostra fiducia è essenziale per il mantenimento della serenità nel pseudo rapporto in cui siete stati o restate tuttora invischiati. Se sospettate minimamente che mentre dicono di amarvi fanno l’opposto, se intuite che distruggere la vostra autostima e uccidervi psichicamente è parte di una strategia per tenervi sotto controllo a vita, è ovvio che l’unica possibilità che vi resta è far saltare le ruote del carro per andarvene a piedi e di corsa il prima possibile. Nessun essere umano al mondo tollera a lungo il carico di sofferenza che comporta vivere nel dubbio e nel sospetto… a meno che questi dubbi e sospetti non vengano rimpiazzati da una nuova iniezione di fiducia cieca e sconsiderata nel rapporto che parte da uno solo, cioè, proprio da voi. Ecco che negandovi il diritto di fare la scelta migliore per preservarvi dai mali futuri, i narcisisti perversi vi negano il potere e il controllo sulla vostra vita. Soltanto lui/lei possono decidere quando e se andarsene dal rapporto. Il potere e il controllo su di voi devono essere assoluti altrimenti, come ben sapete, i dispetti e le svalutazioni aumentano a dismisura perché “non vi fidate di lui/lei”. Per questo è importante, anche quando colti ‘con le mani nel sacco’ continuare a implorare per la vostra indiscussa e assoluta fiducia, mentre sparano le raffiche di menzogne che ben conoscete. Quando un narcisista perverso si accorge che vi fidate nuovamente di lui cosa accade nel suo intimo? Si sente onnipotente, esattamente come voi vi sentite o vi sentivate quando vi lusingava. Il meccanismo potrebbe essere riassunto così: il narcisista vi lusinga-voi vi fidate-lui si sente potente perché vi tiene a bada e quindi è libero/a di fare ciò che vuole.

Tenendovi ‘buoni’ e convincendovi del loro infinito amore riescono a giostrarsi nelle situazioni più scabrose senza destare alcun sospetto. Si tratta di un rapporto di scambio in cui le loro lusinghe sono ampiamente ripagate dalla vostra fiducia incondizionata, una vera benzina per loro, si direbbe molto eccitante perché vi vedono come dei poveri ingenui e creduloni, sprovvisti di intelligenza perché appartenenti a un’umanità inferiore che va sfruttata e spremuta come un limone dagli “esseri superiori” come loro.

Ma cosa stai dicendo? Che non dobbiamo mai fidarci di nessuno? Assolutamente no! L’obiettivo di questo articolo è farvi comprendere che ci sono modi e modi di accettare un complimento sincero e di fidarsi di ciò che vi dicono, nel bene e nel male. C’è differenza tra critica costruttiva e distruttiva, così come ci sono differenze fondamentali tra un individuo che afferma, dopo un certo periodo di conoscenza in cui DI FATTO vi ha frequentato, conosciuto e dimostrato di voler far parte della vostra vita: “Io ti amo e vorrei sposarti”, “Perché non andiamo a vivere insieme?” “Vorrei tanto costruire qualcosa con te!” con un altro soggetto che afferma lo stesso soltanto una settimana o un mese dopo  avervi conosciuto.

Ognuno di noi ha una storia triste da raccontare, alcune davvero terribili, di violenza psicologica e fisica perpetrata per anni o decenni, oppure di freddezza genitoriale, mancanza di affetto e trascuratezza. Insomma, ogni essere umano sulla terra ha un diverso grado di sensibilità che lo porta a soffrire di più o di meno secondo i suoi meccanismi di difesa e la propria resilienza.

Quando un narcisista perverso piange e vi racconta una storia triste spesso ha in mente due obiettivi che nulla hanno a che fare con il bisogno di condividere qualcosa di importante con voi oppure di farvi entrare nella sua vita a pieno titolo:

  1. Il primo obiettivo: raccontando la sua storia triste sin dai vostri primi incontri egli vuole essere ammirato come un vincente. Penserete: “Poverino, chissà cosa ha dovuto subire dalla madre, dal padre, dai suoi fratelli brutti, sporchi e cattivi! Eppure ce l’ha fatta ed è diventato un uomo meraviglioso e maturo! La sua sofferenza ha fatto di lui ciò che è: UNA PERSONA SENSIBILE COME ME!”. Abbiamo la naturale tendenza a simpatizzare con chi ha sofferto e a soprassedere a tutti i segnali che indicano che la vittima in questione dà poca o nessuna importanza alla propria storia e che nei fatti prova disprezzo per chi magari si ritrova nella stessa condizione in cui si è trovata in passato. Per esempio, difficilmente consideriamo che la vittima possa essere diventata un carnefice. Basterebbe questo pensiero a farci prendere una storia triste che ci viene raccontata – anche sotto una pioggia di lacrime – con tutte le pinze dell’universo. La regola d’oro è saper ascoltare sempre e OSSERVARE NEI FATTI SE LA PERSONA CHE HA SOFFERTO SI COMPORTA NELLA VITA QUOTIDIANA SULLA BASE DEL SUO VISSUTO PRECEDENTE PRIMA DI OFFRIRGLI IL NOSTRO CUORE SENZA MISURARE LE CONSEGUENZE;
  2. Il secondo obiettivo è… farvi capitolare su tutto. E quando scrivo TUTTO è TUTTO. Se vi fa un grosso sgarbo è perché lo trascurate come nella sua infanzia triste; se va a prostitute è perché non gli date affetto e ascolto abbastanza, esattamente come sua madre; se vi picchia e vi umilia può chiedervi scusa con le seguenti parole: “Non ho mai imparato ad amare perché a casa mia regnava la freddezza assoluta, aiutami tu.” ; se si scorda del vostro compleanno (ogni anno) mentre voi ricordate il suo con tanto di regalo e festa è perché “a casa mia i compleanni non erano mai festeggiati perché eravamo poverissimi mentre nella tua… vabbè, stavate bene, come fai a capirlo? Che ne sai tuo del mio dolore?”; se prosciuga il conto familiare permettendosi viaggi, alberghi costosi, cene in ristoranti alla moda con chissà chi è perché voi non capite il suo bisogno di riscatto, la necessità di scordarsi del suo passato doloroso concedendosi dei lussi, capricci e trasgressioni che manco ve lo immaginate; se spara al vostro vicino di casa e va a finire in galera è perché “mi urlava addosso come mio padre violento, non so cos’è successo!”, l’elenco è lungo.

È perfettamente possibile superare un’infanzia difficile attraverso il duro lavoro di conoscenza del sé. È vero che la vita la dobbiamo ai nostri genitori, ma è anche vero che da adulti abbiamo la responsabilità e il compito di renderla migliore alleggerendola dai fardelli che ci hanno imposto quando eravamo piccoli e inconsapevoli. Chi ben conoscendo la propria sofferenza la usa per ottenere un tornaconto personale e meglio manipolare gli altri non merita rispetto né pietas. La nostra storia è tutto ciò che abbiamo e quindi tocca a noi trasformarla in un capolavoro non meno degno di un patrimonio dell’umanità. Può sembrare un’affermazione esagerata ma se non siamo fieri del nostro vissuto chi mai lo sarà?

In questo senso la scoperta della nostra identità, del nostro Sé, è di cruciale importanza.

Che cosa è gonfiato dai narcisisti per acquistarsi la nostra fiducia? Il nostro pseudo-sé, mai quello vero. Il sé reale, al contrario, viene sgonfiato e minato per annullare l’amor proprio che vi resta e la vostra fiducia nella vita portandovi a sposare valori e principi deviati, tesi impensabili e situazioni limiti che ledono la vostra dignità perché appartengono ai modi e ai mondi superficiali e cupi dei narcisi perversi. Modi e mondi che non vi rappresentano e mai vi rappresenteranno:

Il sé reale è composto di credenze chiaramente definite, di convinzioni, opinioni e principi vitali. Ciascuno di questi viene incorporato nel sé  sulla base delle esperienze individuali, dopo un attento ragionamento e ponderando le alternative e assumendosi le responsabilità delle proprie scelte. Ciascuna credenza e ciascun principio è coerente con gli altri ed il sé assume le proprie responsabilità anche in situazioni di ansia. Lo pseudo-sé viene acquisito sotto una pressione emotiva e può ugualmente essere modificato sotto una spinta emotiva. È composto da credenze e principi irregolari e discrepanti, acquisiti perché veniva fatta una richiesta in questo senso, o perché sono le cose che si devono pensare e fare oppure per valorizzare l’immagine del sé nell’amalgama sociale. Il sé reale si rende conto dell’incongruenza di queste credenze, mentre lo pseudo-sé la ignora. Il sé reale è incorporato nel sé in contrasto con lo pseudo-sé che è appeso al sé. Lo pseudo-sé è una finzione. Una persona può fingere di essere più importante o meno importante,  più forte o più debole, più attraente o meno attraente di quanto sia in realtà. È facile trovare grossolani esempi di finzione, ma c’è abbastanza di menzognero in tutti noi da rendere difficile accorgerci di minori gradi di finzione negli altri.

Dalla mia esperienza per quanto riguarda questo concetto il livello del sé reale è molto più basso, e quello dello pseudo-sé molto più alto in tutti noi di quanto ciascuno riesca a riconoscere. È lo pseudo-sé ad essere coinvolto nella fusione emotiva con gli altri, mentre il sé “funzionale” può guadagnare o perdere nella transazione. È lo pseudo-sé che è coinvolto nel dare, ricevere, prestare, prendere a prestito, trafficare e contrattare il sé con gli altri per ricavarne un vantaggio, e che si serve di sottili manovre, manipolazioni, imbrogli e complotti per guadagnare un proprio vantaggio a spese degli altri. È l’attività dello pseudo-sé che ci dà letture errate quando cerchiamo di valutare i livelli di differenziazione. Possiamo fare delle valutazioni abbastanza precise prendendo in esame lunghi periodi della vita o anche tutta la vita, se la consideriamo nel contesto della generazione passata e delle altre persone della generazione presente [4].

Ricordate che i narcisisti perversi/psicopatici indossano sempre una maschera, uno pseudo-sé. Non sapendo rapportarsi, in altre parole, non conoscendo o provando profondo disprezzo per i valori e i principi delle persone comuni, hanno bisogno del vostro pseudo-sé per interagire, per sentirsi a loro agio, a casa.

Quando ci gonfiano e ci coprono di lusinghe senza mai approfondire il perché del loro improvviso ‘amore’, infilando una qualità dopo l’altra (qualità che ben sappiamo di non averle, di doverle almeno migliorare) è alla nostra immagine grandiosa, al nostro narcisismo di base, che sta facendo appello.

Siccome ‘ci dice cose bellissime che nessuno ci ha mai detto’ la nostra fiducia viene automaticamente consegnata ai sicari dell’anima.

Quando ci accorgiamo che la nostra fiducia è stata tradita a più riprese ci poniamo sempre la solita domanda: dov’ero io?

La sensazione di smarrimento è struggente, ci sentiamo persi, usati, sfruttati, stupidi e comunemente ci ammaliamo di conseguenza. Nonostante ciò, anziché provare a capire quali sono stati i meccanismi che ci hanno portato a perdere di vista il nostro vero sé cerchiamo di comprendere perché da semi-dei siamo stati declassati a pazzi, depressi, malati di mente o mostri senza cuore, cioè, navighiamo da uno pseudo-sé grandioso a uno pseudo-sé mendicante, bisognoso e dipendente, senza sapere più chi siamo e senza trovare una via di mezzo equilibrata.

Incombono sulle nostre spalle tonnellate di sensi di colpa:  “Avrei dovuto capire la complessità e le debolezze dell’anima fragile di un individuo come lui, con una storia di sofferenza alle spalle”. È così che ci dimentichiamo di noi stessi, mettendo da parte la scoperta affascinante del nostro sé reale, l’unico a poter stabilire quanto valiamo, cosa vogliamo, quali sono i nostri sogni e di cosa abbiamo bisogno per sentirci realizzati nella vita.

Quando chiediamo a un’amica o amico, negli studi di psicoterapia, al nostro caro diario oppure ad alta voce nel silenzio di casa nostra perché e come ci siamo persi, siamo pronti ad ascoltare le risposte, anche le più scomode, perché abbiamo imparato con la sofferenza l’umiltà che libera, spogliandoci della grandiosità che affascina ma non nutre.

Libertà non è soltanto saper scegliere. Credo che si tratta anche e soprattutto di saper individuare il percorso migliore, il più adatto alla nostra realizzazione personale senza recare alcun danno agli altri e a noi stessi. Prendersi cura del nostro sé reale e dormiente richiede un duro lavoro di introspezione, un ripristino delle nostre qualità perdute e soffocate dall’inutile e dannoso pseudo-sé che ci impedisce la piena consapevolezza del nostro potenziale umano, affettivo, creativo e lavorativo.

Se lo pseudo-sé gonfiato ci porta a cadere in ginocchio per aver concesso la nostra fiducia a chi non se la meritava, è il sé reale e dormiente a sollevarci e insegnarci da bravi “capoeiristas” a lottare per sopravvivere senza la superbia di coloro che preferiscono ‘vincere’ ferendo gli altri.

E allora è anche giusto e necessario cadere sì, perché no? L’importante è farlo sempre in piedi. La fiducia negli altri è una conseguenza della bellezza dei movimenti sentimentali che abbiamo dentro e che possono venir a gala in forma di danza graziosa, ballata da sola o in coppia, ballata con la fiducia e con la stessa grazia di chi un giorno ha conosciuto la schiavitù, riuscendo a rompere finalmente una catena soltanto in apparenza più forte di noi.

C.L.D

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[1] AMANA, KRISHNANANDA. Fiducia e sfiducia: imparare dalle delusioni della vita., Feltrinelli, 2015, p.22

[2] Idem, ibidem. p. 23.

[3] BOWEN, Murray. Dalla famiglia all’individuo: la differenziazione del sé nel sistema familiare. Astrolabio, 1980, p.174

34 pensieri su ““Fidati di me anche quando ti accoltello alle spalle.” Come i narcisisti perversi minano la vostra fiducia negli altri e in voi stessi

  1. Notevole post.
    Quasi radiografico. Un modus operandi ripetitivo e comune a quanto leggo anche nelle sensazioni che lascia.
    La domanda sorge spontanea a questo punto. Perché se sono così facilmente individuabili poi non si fa niente per fermarli?

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    1. Non sono facilmente individuabili per chi sta dentro il rapporto. E poi non siamo abituati a rapportarci agli altri con lo sguardo clinico dello psichiatra, tuttavia, dopo aver capito il meccanismo perché l’abbiamo vissuto sulla nostra pelle oppure perché abbiamo visto soffrire qualcuno a causa di questo meccanismo, riusciamo a individuare le debolezze e i buchi nel discorso lusinghiero di chiunque. L’obiettivo dell’informazione gratuita su questo argomento è renderli davvero facilmente individuabili prima che causino un danno irreversibile alla vita altrui. Sarà pure un’utopia ma almeno cerchiamo di fare la nostra parte. 🙂

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  2. Tristemente vero e non capita solo con i narcisisti patologici. Credo che loro abbiano la capacità di riaprire quella ferita che abbiamo dentro , tutte quelle cose sognate e andate , parlano alla parte infantile dell’io . Il primo obbiettivo citato nell’articolo è da incorniciare, spesso sentiamo storie strappalacrime, spesso vere, raccontate anche da sconosciuti che si sfogano con noi ma riusciamo a non farci coinvolgere più di tanto , un aiuto se possiamo ,una buona parola di comprensione ma il dolore non lo facciamo entrare nel sangue. Invece con la ” cenerentola” si , e non solo raccogliamo il suo dolore, scopriamo i nostri ,cose sepolte nell’antichità dell’adolescenza,tutti i torti e le delusioni ormai passate risalgono in superficie al contatto con loro perchè il loro “dolore” è il nostro dolore ed è qui che ci freghiamo da soli. Del nostro dolore e della nostra frustrazione se ne fregano , ascoltano , di supportano al fine di sapere di più e poi ad un certo punto come per magia il loro dolore svanisce e rimane solo il tuo che ti mangia dentro . Non è più la perdita di quel presunto amore assoluto che manca e nemmeno la rivelazione del mostro che avevi accanto ma il fatto che si è stati complici del misfatto perpretato nei propri confronti. Essere stati ingannati nella cosa più nobile che ci possa essere ,la compassione , questo fà stare male.
    Yuri

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    1. Caro Yuri, hai fatto una riflessione che andrebbe incorniciata, con la Cenerentola “non solo raccogliamo il suo dolore, scopriamo i nostri ,cose sepolte nell’antichità dell’adolescenza,tutti i torti e le delusioni ormai passate risalgono in superficie al contatto con loro perché il loro “dolore” è il nostro dolore ed è qui che ci freghiamo da soli. Del nostro dolore e della nostra frustrazione se ne fregano , ascoltano , di supportano al fine di sapere di più e poi ad un certo punto come per magia il loro dolore svanisce e rimane solo il tuo che ti mangia dentro . Non è più la perdita di quel presunto amore assoluto che manca e nemmeno la rivelazione del mostro che avevi accanto ma il fatto che si è stati complici del misfatto perpetrato nei propri confronti.” Il punto è che il dolore che ostentano non è reale, ma un’ostentazione come tutto il resto. Possono provare noia o frustrazione ma dal dolore profondo, quello della crescita, fuggono come la peste. Ricordo una persona che ho conosciuto che piangeva e si lamentava per non aver conosciuto il padre in profondità e che si commuoveva sempre che parlava di lui. Un giorno mi sono offerta di accompagnarla al Campo Santo per portare un fiore sulla tomba dell’amato padre. Sono rimasta senza parole quando arrivati al cimitero lei non si ricordava nemmeno dov’era sepolto. Pensa che ha dovuto chiamare un parente per darle le coordinate, altrimenti mica la trovava. In più è rimasta sorpresa quando trovò dei fiori ancora non del tutto appassiti (“Chi sarà passato?”). Cosa significa? Che nemmeno 1 volta all’anno ci andava lì, che si sorprendeva dal fatto che le persone normali avvertono il bisogno, trovano conforto, rendono omaggio alle persone che hanno DAVVERO voluto bene anche quando se ne vanno. Sentirla parlare era roba da libro cuore, eppure alla prova dei fatti… Un abbraccio forte, caro. E grazie per le tue riflessioni!

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  3. E se per caso hai la disgrazia di lavorarci insieme, di condividere con loro qualcosa, qualsiasi cosa (figli, conti in banca, proprietà), continueranno sottilmente a provocare in modo tale che se reagisci sei tu il/la pazzo/a, se non reagisci devi tenerti tutto dentro e macerarti l’anima. Solo se non li vedi più puoi liberartene (perché di fatto accantoni il problema) ma non per tutti è possibile.

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    1. Infatti, essere costretti a condividere qualcosa (come l’ambiente di lavoro) con queste persone significa tempi più lunghi di guarigione da quel senso di tradimento e di inganno che tutti conoscono bene. Difficilmente condividono un conto in banca (puoi immaginare il perché!), ma pretendono di avere il controllo sui tuoi guadagni ed esigono collaborazione economica al finanziamento dei loro capricci. I figli, ahimè, tengono legati fino a un certo punto. Tutto dipende dalla capacità dell’altro di sottrarsi ai giochetti manipolatori, alle provocazioni e discussioni inutili, cercando di riportare la conversazione unicamente sulla gestione PRATICA dei figli. Quando ci sono figli di mezzo si va sempre e solo al sodo con queste persone altrimenti è un stillicidio senza fine. Un abbraccio, cara! C.

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      1. Confermo il fatto che condividendo qualcosa con loro diventa un inferno. Come ho già scritto in un commento di qualche giorno fa, ho la sfortuna di condividere il posto di lavoro con una persona del genere che per me era solo un’amica. Una provocazione continua alla quale tu non puoi reagire perché sei consapevole che non aspetta altro che farti passare dalla parte del torto e diffamarti. La cosa logorante è che come cominci a recuperare la tua serenità, torna a farsi viva. Veramente difficile sbarazzarsi di loro in queste condizioni. Sembra quasi che questi individui siano dotati di una sorta di radar: sanno esattamente quando tornare in scena.

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  4. Ragazzi , non c’entra niente con l’argomento del blog (o forse si) ma subito dopo aver scritto il post di cui sopra mi sono imbattuta nell’articolo di Massimo Gramellini dal titolo “Per una caviglia” che vi “incollo”:
    È domenica mattina ad Alessandria e il maresciallo fuori servizio Andrea Ghiazza sta correndo con le figlie tra i vialetti di un parco di periferia quando il suo occhio allenato agli sguardi laterali mette a fuoco una giovane donna intenta a scavalcare il guardrail per arrampicarsi su un cavalcavia. Urla alle bambine di non muoversi e schizza in avanti come Bolt. Duecento metri da record del mondo, col cuore che scoppia e la testa che prega: fa’ che mi aspetti. Lei non aspetta. Con gesti lenti e solenni si lega una bandana sugli occhi per non vedere le macchine che sfrecciano quindici metri più in basso, flette le gambe e spicca il volo. Ma il maresciallo Ghiazza è lì. Si contorce come un fachiro e le afferra una caviglia. Per un minuto infinito la tiene sospesa nel vuoto. Non ce la fa, non può farcela. E allora grida aiuto. Mentre il suo polso sta per spezzarsi, arriva un passante e prende la sconosciuta per l’altra caviglia. Ma anche così tirarla su rimane un’impresa. Sono in due adesso a gridare aiuto. Un nuovo angelo si materializza. E in tre ce la si fa. La ragazza è salva, le piaccia o no.
    Una storia che ti entra dentro perché dentro c’è tutto. Il coraggio e la prontezza di un carabiniere, l’altruismo di due privati cittadini che per una volta non si sono fatti i fatti loro. E il mistero di un dolore che non possiamo conoscere e di una vita a cui il destino ha voluto concedere, nel modo più eroico e rocambolesco, una seconda possibilità.

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  5. In ogni caso il perdono va rivolto a chi davvero si pente, così ci insegna il Cristianesimo. Il punto è che queste persone, siccome sono sempre ‘nel giusto’, non avvertono alcun bisogno di queste ‘sottigliezze dell’anima’. Semmai interpretano il perdono come una debolezza altrui, come un lasciapassare per continuare a fregarlo, raggirarlo, includerlo nel girone infernale e ambiguo degli ex declassati ad ‘amici’ da portarsi a letto per avere infinite conferme, favori economici, sociali, sessuali, ecc. Tutto ciò che possiamo fare è accettare che siano fatti così e che a noi è capitato di avere certi buchi nella nostra struttura talmente grossi da permettere l’ingresso indisturbato di ‘soggetti’ che hanno infierito sulla nostra voragine interna fino al punto di far traballare ciò che credevano ben consolidato: i nostri principi, certi valori, la nostra autostima, le nostre credenze, abitudini, sogni, ma sopratutto la fiducia nella nostra capacità di andare avanti… “Ti immagini un rapporto dove chiedi continuamente prove di serietà?”, ecco una domanda essenziale che dovrebbe porsi ognuno di noi quando si trova invischiato in uno pseudo rapporto del genere. Chiunque l’abbia vissuto già sa il quanto può essere devastante, logorante fino allo sfinimento psicofisico pretendere serietà e responsabilità da una persona narcisista perversa. E’ qualcosa di impossibile. Non sanno rispettare alcun tipo di accordo o patto. Anche offrendo loro la massima libertà, fiducia estrema e spazi di crescita personale cercheranno SEMPRE di comportarsi con slealtà e scorrettezza non solo nel rapporto di coppia, ma anche nell’ambiente di lavoro. E’ più forte di loro, si sentono potenti unicamente quando riescono a raggirare un intero sistema e scombussolare le vite altrui. Questa potenza distruttiva è per loro irrinunciabile. Riescono a trasformare la bellezza in cenere e le ceneri in nulla. Forse perché il NULLA è la rappresentazione perfetta di tutto ciò che hanno dentro.

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  6. Anna, non posso dire Si,ma nemmeno no. Le cose non capitano per caso .Quando successe a me di cadere nella “trappola” non ero preparato non avevo la conoscenza e sopratutto mi sono autosuggestionato con tante cose che non sto a raccontare . La rabbia mi è man mano passata quando ho cominciato a ragionaer su lei , poi su di me e infine su lei&me. Io sono stato uno nel mezzo di tanti e un mezzo per liberarsi del suo passato . Fragatura?Si ,certamente . Potro mai perdonarla , non credo sinceramente ,preferisco perdonare me per tutte le fessersie che ho fatto per lei per la su felicità che non era la mia. Mai Noi ,solo lei e sempre e solo lei. mi devo perdonare per forza anche se ho fatto cose molto criticabili dal mio punto di vista e per la mia morale. Beh,capita !
    La scorsa settiamana mi pare ho scritto che ho sbirciato nel suo profilo,non ho avuto crolli emotivi e mi ha aiutato a ricostruire il suo modus operandi e quindi anche le mie debolezze. probabilmente ero sensibile a certe cose e la compassione di cui dicevo sopra ha fatto il resto. Ho sempre saputo che mi avrebbe mollato una volta guarita dalla sua malattia ,qualunque essa fosse ,l’ascoltavo e pensavo che non ci potessere essere nessun futuro e che mi stesse usando come cestino emotivo ,malgrado le troppe dimostrazioni d’amore. Mi sono perdonato anche questo errore, come le sue problematiche con il sesso riversate costantamente su di me. Mi sono perdonato ,la sospensione di giudizio quando invece era il momento di giudicare e di avere GIUDIZIO e mollare.
    Tutti i suoi problemi diventati i miei e l’ho odiata per questo come ho odiato me stesso prima per i sensi di colpa perchè pensavo di essere il responsabile della fine e di quel trattamente inumano che mi aveva riservato , mi sono perdonato la sua infedeltà , le sue calunnie e le sue invezioni su di me. Io , non sono come lei mi descrive ancora oggi (questo ho notato sul suo profilo) , forse sono pure peggio ma non sono quello li. D’altronde tutti i sui ex, sono porci,drogati, ladri , etc ,pessimi e sopratutto un errore non degni di vivere. Non sarò tutto sto gran chè ma credo di meritare di vivere almeno finchè Dio non mi chiamerà.
    Una piccola nota, ogni che cambia compagno fà sempre la stessa cosa , ascolta canzoni strappa lacrime su amori finiti a cui pensa ancora. Lo fece con me il giorno dopo che ci mettemmo insieme. Sapevo che sarebbe finita in malo modo e mi perdono per il tempo e la salute persa.
    Mi pedono per qualunque cosa perchè mi predno le mie responsabilità .
    Ciao e grazie
    Yuri.

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  7. Mastrosade, la mia è sparita quando io mi sono ammalato e si sospettava cancro …..Fin ora non è stato cancro ,però bene non sto .Ma 2 tumoti li ho tolti e altri aspettano.
    Eppure sapendo che stavo male di salute mi prendeva in giro e mi calunniava sui social e tra le amicizie.Definedomi nei modi più peggiori e con quelle scimmie volanti (cit) che applaudivano.
    Non cerco compatimento , mi dà fastidio , io sto BENE comunque.
    Oltre alle cose “incredibili” ho creduto che fosse una brava e buona persona, un errore madornale, la brava persona ero io , si specchiava in me come si è specchiata nel poveraccio che ha fatto innamorare e poi buttato via nello scherno degli amici di M…. comuni. Lo sò perchè il tipo è una quasi celebrità nella sua città , ma è una persona veramente buona.
    Quindi devo necessariamente perdonarmi , per aver fatto entrare tale essere lercio (ti cito 😉 ) nella mia vita e di averla aiutata ad uscire dalla depressione tremenda in cui viveva e tante altre cose.
    Devo guardare a quello sbaglio senza rabbia per me stesso.
    Quando cominciai a stare male mi disse :”Tutti moriamo prima o poi ed io con una persona malata non ci posso stare perchè non voglio negatività intorno .”
    Ero talmente deluso da lei e da me che le avevo creduto fin lì che nemmeno reagì .Tutta buttata al vento quella compassione, lei stava alla grande ed io consumato da lei e da me stesso .
    Se non mi perdono completamente non potrò mai più dire ad un altra persona ti voglio bene o ti amo ,senza pensare alla fregatura. Non potrò mai più essere libero . Comprendi quello che ti voglio dire? Ho la necessita di riavere indietro la mia capacità di giudizio e di donare fiducia a chi la merita. E voglio perdonarmi per questo errore che mi è costato troppo.

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    1. Caro Yuri, come hai avuto (purtroppo) modo di verificare sei stato scelto per la tua forza vitale. Lei aveva bisogno di te per trovare l’energia necessaria per uscire da una situazione difficile e chiudere definitivamente con una storia, come da copione. Quando ti sei ammalato lei ha immaginato il prosciugarsi della sua fonte di energia principale e quindi cosa ha fatto? Ha dichiarato di voler restare “leggera” (per non dire vuota d’anima!) poiché non appartiene ai narcisisti la capacità di offrire sostegno e supporto alle persone che nutrono per loro dei sentimenti profondi nei momenti di difficoltà. Possono farlo soltanto superficialmente all’interno di un circuito di conoscenza per ottenere un tornaconto personale. Non puoi contare su di loro per nulla perché tutto è “pesantezza”. Hai presente il trenino nelle feste dei latinos? Tutti allegri e sorridenti? Si aspettano che tu balli e faccia da capo treno 24 ore su 24, altrimenti sei “pesante” e “uffa, che fatica dover averci a che fare con gente iper sensibile!”. Massima solidarietà per il tuo problema, fortunamente benigno! L’ho avuto a casa mia, sono dei momenti di forte apprensione in cui un abbraccio sincero e la vicinanza vera fanno un gran bene e quindi mi rammarica infinitamente la situazione e le parole che hai dovuto sentire!

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      1. La mia, di fronte ad ogni storia triste o problematica di chiunque, si allontanava dicendo: “Non ne ho bisogno.” Parole esatte. Poi, ovviamente, dava dell’egoista a chiunque. Anche dell’anempatico, quando voleva essere specifica. Ma di fronte a un problema che non fosse suo, provava fastidio e talvolta anche rabbia. Oltre alla tentazione evidente di fare danno in modo attivo. Me ne sono accorto, ovviamente, ma per certi versi ho sempre giustificato, anche dolorosamente.

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  8. Grazie a Tutti per il supporto e le considerazioni sulle quali continuerò a riflettere. Yuri mi dispiace molto che tu ti sia ammalato e sono veramente basita per le parole che lei ha usato quando le hai detto che stavi male. Concordo sull’impossibilità di perdonarli ma non è affatto questo il mio cruccio. Non mi importa nulla più di lui. Mi stupisce questa rabbia contro me stessa, questo cattivo umore frequente perché, come vi dicevo, mi sento idiota. Però i vostri ragionamenti hanno una logica. Se uno aiuta qualcuno che ne sa se quello è una persona per bene o meno. Lo aiuta e basta. Rifletterò….rifletterò sulle vostre parole. Grazie ancora.

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  9. Vi riporto Il testo di “Il Narciso” di Giorgio Gaber. Mi pare che anche Claudileia lo citasse tempo fa, l’ho estratto da altro blog che parla di NP. E’ una canzone che non conoscevo.
    Buon fine settimana a tutti voi.

    “Ma no ma no, per carità, vedi cara, io non capisco tutto questo parlare di sesso, di angoscia di nevrosi, ma no no no, per me l’amore è una cosa normale, si, uno lo può fare con chi vuole, donne, uomini, animali… caloriferi…va bene tutto, è vero, ma solo che, come spiegare, io con te, insomma io con una donna
    Io con una donna mi sento
    mi riconosco mi ritrovo mi invento
    mi realizzo mi rinnovo mi miglioro
    perché io con una donna mi innamoro.

    Io mi innamoro, perché voglio dire, questo, questo mio corpo, eh, eh cioè praticamente mi spiego meglio, scusa cara, ecco vieni, vieni, vieni un attimo, ecco tu sei qui davanti no, bella stupenda, meravigliosa, così, allora io subito, abbraccio, e queste mie spalle, questo mio corpo, ahhhhh, stimolante, questi miei peli che eccitazione, è tutta una roba…Dio, come mi amo!
    Io con una donna ho più coraggio
    mi accarezzo mi tocco praticamente mi corteggio
    mi incammino verso il letto e penso a dopo
    perché io con una donna… mi scopo!

    Aaaah! Che potenza! Come sto bene, una bestia. Beh, chi è questa qui? Da dove viene? Ero qui che mi amavo!… Mezza nuda, senza sottana… Cosa vuoi? Vuole i bacini, la puttana!

    Si d’accordo d’accordo, sono un po’ egoista certo, ma non è mica sempre una qualità negativa, no, per un’artista per esempio, è essenziale.
    Lei sarebbe giusto, mi disse un critico, è distaccato e egocentrico, dovrebbe solo essere un po’ più serio, cerchi di sensibilizzare il dolore, la disperazione. La faccia è abbastanza patita, lei è nato per fare la persona colpita da grave lutto, ma mi raccomando, soffra. La cultura lo esige. La cultura, ne ha ammazzati più la cultura, della bomba atomica”.

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  10. Piangono per loro stessi quando non ricevono gli sguardi di adorazione altrui. E’ questa la loro droga. Ce l’hanno dentro, non hanno bisogno di acquistarla dal pusher, per questo ci vogliono infinite fonti di energia. Tom ci aveva scritto sulla sua ex: voleva formare un gruppo musicale assieme a lui e altri due ‘innamorati’. Ebbene, per un uomo o una donna narcisisti perversi non bastano un orchestra intera, un coro e una platea di innamorati a loro intera disposizione per renderli felici, ci vuole ‘qualcosa’ di ancor più straordinario di un quadro del genere per accontentarli. Il punto è che la ricerca disperata di questo ‘qualcosa’ non ha una fine perché non ha un oggetto preciso. E’ soltanto qualcosa abbozzata nella loro mente diventata alla lunga un guazzabuglio di sensazioni indefinite e di figure idealizzate e irreali. Anche per questo non cambiano: cambiare per cosa, per chi, perché quando non sanno né chi sono né cosa vogliono?

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  11. Un brivido!!! Pensieri di una personalità narcisistica?

    Se avessi un cuore -Annalisa

    Se avessi un cuore peserei le mie parole
    Se avessi un cuore da ascoltare
    Se avessi un cuore metterei in discussione
    Se davvero avessi un cuore ti amerei

    Se avessi voglia di contraddire
    Un po’ di coraggio da offrire
    L’ombra di un pensiero mio
    Se le mie mani fossero un dono
    per elevarmi dal suolo

    Se davvero avessi un cuore, ti amerei

    Ti direi che nessun male al mondo più raggiungerti
    Ti proteggerei quando i tuoi passi sono fragili
    E saprei comprenderti proprio adesso che sei qui davanti a me
    Se avessi un cuore
    Se avessi un cuore
    Se avessi un cuore

    Se avessi un cuore io starei dalla tua parte
    Se avessi un cuore da aggiustare
    Se avessi un cuore userei l’immaginazione
    Se davvero avessi un cuore ti amerei

    Ti direi che nessun male al mondo più raggiungerti
    Ti proteggerei quando i tuoi passi sono fragili
    E saprei comprenderti proprio adesso che sei qui davanti a me
    Se avessi un cuore
    Se avessi un cuore
    Se avessi un cuore

    Dicono che siamo come gocce in mezzo al mare
    Senza un faro che ci illumini e ci dica dove andare
    Ma io potrei sorprenderti
    Proprio adesso che sei qui davanti a me
    Se avessi un cuore
    Se avessi un cuore

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  12. BuonGiorno Claudileia .
    E’ passato circa un mese o più da quando scrissi le mie perplessità sulle visite al mio blog e al mio profilo social della mia ex. Ebbene ci avevo preso in pieno.
    Qaulche giorno fà una mia carissima amica ,colei che mi aprì gli occhi sulla mia ex compagna ,mi ha mandato un messaggio : “Giustizia è stata fatta ,adesso ha un nuovo grandissimo amore per sempre un brav’uomo”.
    Che significa?
    Che tutte quelle anomale visite erano dovute al fatto che stava per mettersi con un altro e nella sua mente perversa stava facendo paragoni malati ,per ipervalutare lui e svalutare me. Beh, nulla di nuovo 🙂
    Ma udite ,udite, le vecchie scimmie voalnti si sono ribellate ,sopratutto la sua migliore amica che a suo tempo si era messa di traverso e l’aiutava a buttare infamie su di me. Non sono più amiche. Non sò il perchè ,immagino però…
    Insomma quello che potrebbe sembrare fantapsicanalisi per gli ignari di questo mondo è pura realtà.
    Ogni cosa che ho letto qui o in altri siti simili ,italiani o americani .Ogni articolo ,ogni commento corrisponde a REALTA’ , non frutto di vittimismo per essere stati mollati e usati ,ma esattamente quello che succede a stare con delle persone con problemi psicologici cosi gravi.
    Mi viene da ridere amaramente . come è possibile che fino a pochi mesi fà uscisse pazza ( l’aveva addocchiato 2 anni fà) per un tipo completamente opposto al nuovo fidanzato? Ma proprio due mondi opposti. E non è nemmeno “bello” per i suoi gusti ,ma perbene ,serio e gentile ,quindi addomesticabile…. Mahhhhh.
    Grazie Claudileia per quello che fai ,spero che un giorno non tanto lontano l’opera di voi “pionieri” venga divulgata ovunque.
    L’avessi saputo prima….. cosi diciamo sempre ,giusto?
    Ciao
    Yuri

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    1. Yuri, caro! Managgia ‘ste amiche gossippare! E’ bastato un sms per farti fare delle congetture sulla tua ex ancora una volta. Bisogna chiederle di non dirti più niente, farlo con eleganza, altrimenti rischiano di bloccare la tua uscita dal tunnel dell’ossessione. Lo sai che hanno le migliori intenzioni, ma queste non bastano per aiutarti. Contatto zero è anche questo, dire chiaramente agli altri “Non voglio sapere più nulla. Basta.” Detto questo, per una np ogni nuova fiamma corrisponde a un grandissimo amore che si dissolve nel giro di poco, subito dopo averlo in pugno. Ricordati sempre delle parole di Marietan: sono persone che hanno una vita sessuale impersonale, cioè, possono stare con te e con il tuo opposto in contemporanea senza farsi alcun tipo di problema. Non c’è alcun nesso o coerenza nel loro modo di fare perché fondamentalmente non hanno sviluppato il rispetto del corpo e l’introspezione che ci permette di scendere in profondità per capire cosa vogliamo davvero . Risultato: non sanno mai cosa provano per gli altri e nemmeno cosa può piacere a loro. Sono soggetti che procedono per tentativi e che vivono alla giornata, sottomettendo costantemente gli altri a sperimentazioni sentimentali varie pur di cercare di soddisfarsi. Yuri, come può essere la vita di una persona che non si sente mai appagata, secondo te? Deve cambiare partner PER FORZA, cercare emozioni ovunque, anche nell’assurdo, nel grottesco, nel brutto e nel crudele. Prova a immaginare la tua vita vissuta sempre all’insegna di emozioni fugaci… Non ti dà un senso di vuoto solo a pensarlo? Quando una persona non è capace di scendere in profondità SU NULLA ha sempre le idee confuse su tutto, non sa articolare un discorso coerente, normale, sincero. In buona sostanza, si tratta di una persona destinata a deludere chiunque, non solo te. GRAZIE INFINITE PER LE TUE PAROLE! Un abbraccio gigante! 🙂

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      1. 🙂 .Aspetta Chiarisco un pò ;-).
        Quando accadde la cosa, tutti erano convinti che il mostro fossi io,quello mascherato ,il matto ,il narcisista manipolatore ,l’approfittatore , il drogato,l’abusante, il fissato ,il geloso patologico etc etc….il Mostro insomma. A quella sua amica dissi: “Il tempo è galantuomo e la verità verrà fuori , le maschere non sono state io a portarle, vedrai , vedrete” . Non dimentico queste parole ,perchè lei mi guardava con aria di sufficienza e sdegno . Sono passati più di due anni e finalmente almeno parte della verità è venuta fuori.
        Due anni fà ho dovuto rifiutare qualcosa d’importate per la mia carriera perchè temevo d’incontrarli , per quasi un anno e mezzo il mio blog è stato visitato da lei ,dai suoi amici e dai suoi parenti . Ho dovuto cambiare blog per commerciare le mie cose per evitare recensioni negative da parte loro.
        Mi ricordo di come parlava male del suo patrigno truffatore (e loro l’avevano truffato sfilandogli la casa), dei suoi ex ,uno spacciatore ,uno di famiglia camorrista, un altro che aveva abusato di lei e via discorrendo . Ed io ero finito in mezzo a questi poveracci, il patrigno è dovuto fuggire all’estero e non perchè era un ladro truffatore…..
        Poi con chi stia ,in verità non mi rende geloso , sò cosa ho passato con lei e cosa mi ha fatto mangiare e bere, mi viene da ridere perchè ogni sua mossa alla fine è corrisposta a quello che ho letto in questi 2 anni. Cioè, si dicono che sono unici , speciali , imprevedibili e poi ,sono tutti uguali. Ed è vero quello che dici sulle emozioni , di questo vive, finchè l’amore è emozione è tutto GRANDE, se un poco decade o qualcuno non approva ,come nel caso della sua grande “amica”,allora comincia la svalutazione .
        Cla, sarà meschino però quando ho saputo che questa grande amicizia era finita , ho fatto un sorrisone e non sò nemmeno i motivi ,posso immaginarli ma questo non è importante, lo è la maschera caduta ,per una volta hanno visto che non è tutta questa brava persona e queste sono soddisfazioni .

        Grazie Cla :-))))
        Yuri

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      2. Caro Yuri, le loro ‘amicizie’ finiscono per gli stessi motivi per cui finiscono i loro ‘amori’: la loro innata capacità di essere sleali e disonesti a più livelli, nelle piccole e nelle grandi cose. Sono amici nostri finché riescono a fregarci e accoltellarci alle spalle, quando non riescono più a farlo inizia la campagna di denigrazione. Mamma mia, ma in che razza di ‘famiglia’ ti stavi mettendo? Aiuto! 🙂

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  13. Errata corrige
    “E’ passato circa un mese o più da quando scrissi le mie perplessità sulle visite al mio blog e al mio profilo social da parte della mia ex. Ebbene ci avevo preso in pieno.”

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  14. Invece l’arte nasce dai sentimenti più profondi. Il resto è studio, pratica costante. Il talento ha tantissimi componenti ma raggiunge le cime più alte quando ci guardiamo dentro senza badare al giudizio altrui. Ancora grazie per aver condiviso con noi i tuoi sentimenti più profondi. Qual’è il titolo di questo blog? “Arte di salvarsi: la vita è l’unica opera d’arte che possediamo”. Le persone che mi conoscono sanno come la penso e mi chiedono quasi sconsolate “come fai a vedere arte in tutto ciò che ti capita?”. Sublimazione. Ognuno di noi ha la sua chiave, basta trovare la giusta porta mentale e aprirla agli altri come già fanno molti di voi nei commenti. Ogni commento è un quadro, una fotografia, una poesia, un romanzo, una composizione musicale, una scultura alla Claudel…

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  15. Caro Yuri, hai usato le giuste parole per descrivere l’uccisione della creatività perpetrata da queste persone. Più tempo passi accanto a loro più cercano di renderti mediocre perché non ammettono di non avere le tue stesse capacità. Il ‘sostegno’ che offrono (quando sono di buon umore oppure pubblicamente) è superficiale. Se hai una bellissima voce e canti molto bene ci sarà sempre qualcun’altro che canta molto meglio di te ed è pure molto più figo e sensuale… e allora danno il via a una triangolazione senza precedenti con l’obiettivo deliberato di seppellire il tuo talento o di non fartelo sviluppare più di tanto. Ricordati che solo loro possono splendere! Per esempio, possono dirti cose come: “Non credi che Caio sia bravissimo? Dovresti ispirarti a come si muove sul palcoscenico, caro!”. Se dipingi, scrivi, trasformi un blocco di cemento in un opera d’arte allora si convincono di poter fare molto meglio di te, diventano ipercritici: “Ci sono delle ingenuità nelle tue poesie, t’emozioni troppo quando reciti e alla gente non piace, non vorrei dirtelo ma nel paesino in cui sono nato c’era un tipo che faceva delle sculture simili alle tue…purtroppo è diventato un barbone. Tu hai talento, certo, il problema è che in questo Paese non credo che capiscano la tua opera. Anch’io, se volessi, potrei scrivere un romanzo. Mi sa che mi prenderò un anno sabbatico, beato te che non fai niente e puoi dedicarti alla scrittura!”. Dicono queste cose orrende con un sorrisetto ironico per sottolineare che sei soltanto un povero diavolo pieno di sogni e che non andrai da nessuna parte senza la loro ingombrante presenza. Se hai raggiunto un traguardo importante stai certo che faranno il possibile per rovinarlo… Una volta leggevo un’articolo interessante, chiamato ‘la maledizione dell’Oscar’: tutte le attrici che l’avevano vinto erano state abbandonate o tradite dai compagni di vita subito dopo averlo vinto. Chiunque abbia vissuto con un partner narcisista perverso sa della loro profonda insicurezza: più vai avanti, più se la prendono con te. Cercare di rassicurarli è inutile. Trasformano il tuo talento in un marchio infame che ti porterà via lontano ‘prima o poi’.

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    1. Mamma mia, è proprio così. Sono musicista. L’ultima volta che s’è palesata, a caso, era per dire: ascolta Tizio, è bravissimo. Non era neanche male, ma non il mio genere, del tutto (e lei dovrebbe saperlo). E comunque “bravissimo” è tutta un’altra cosa. Va notata, soprattutto, la gratuità del suo giudizio: due persone si sono lasciate e una delle due non ha altro da dire, ricomparendo dal nulla, che c’è un artista “bravissimo”? Ho risposto con un ban. Sto meglio. Anche se ho passato tutto oggi a leggere tutti gli articoli (e mi sono palesato qua e là).

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      1. Caro S.w.a, qualunque contatto con queste persone è una pillola di veleno che ti mette sotto la lingua. Capisco che si è palesata dal nulla e purtroppo lo farà ancora, ma solo per fare cose del genere, per trasformare la triangolazione a livello artistico come qualcosa che fa “per farti imparare” e che lo fa con le migliori intenzioni dell’universo. E se magari fai notare che in realtà lo sta facendo per sminuirti dirà che sei paranoico e che vedi il male in tutto. Un abbraccio e buona giornata.

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  16. Buondì!
    Qualcuno di voi ha visto il film “La ragazza del treno” ?. E’ nelle sale in questo periodo. Potete immaginare l’argomento se ne scrivo qui…..
    Una delle frasi che più mi ha colpito: “Sei come un cane che nessuno vuole, di quelli che il padrone picchia e maltratta per farlo andar via ma che torna sempre convinto che se si comporterà bene……”. Altra frase: “Io voglio che tutto sia confuso, sfumato, non mi importa chi siano (quelli con cui sc…) mi importa solo di come mi fanno sentire”. VI BASTA??????
    Un abbraccio a tutti voi!

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