Ritratto di famiglia: “Mia madre e mia sorella sono psicopatiche”

Fonte: http://www.marietan.com/material_psicopatia/madrehna.htm

Traduzione: Gabriella Maddaloni

Dr. Marietán, leggo da molto tempo la Sua ottima pagina, e la trovo spettacolare, anche perché mi ha aiutato a scoprire che mia madre e mia sorella sono psicopatiche. Ho appena letto una lettera scritta da una persona su sua madre psicopatica, e mi è sembrato il ritratto di mia madre, solo che lei ha 85 anni. Tuttavia resta incentivata da mia sorella, anche lei psicopatica, che ha 48 anni. Vorrei sapere se posso raccontarle la mia triste e spiacevole storia, mi informi se è gratis o devo collaborare in qualcosa. Ho consultato 6 psichiatri qui in Venezuela, ma non trovo una soluzione alla mie sofferenze. Provo come uno stato di “separatezza” e tremenda nostalgia, dato che mi impediscono di vedere mia madre e lei lo accetta. Ultimamente i miei familiari mi hanno teso una trappola, cercando perfino alleati da scatenarmi contro, e mia madre e mia sorella ordinano questi oltraggi. Non so più che fare. La prego, mi informi su come posso fare per raccontare questa triste storia e se devo pagare qualcosa in denaro. La ringrazio in anticipo per la Sua risposta.

José

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José:                                                                                                                                                                       

puoi raccontare la tua storia.

Ti chiedo di modificare il Paese e i nomi, per non pregiudicare nessuno, e di essere estremamente vero e realista negli esempi che racconti: devono essere tali e quali a come sono accaduti, è in questo che consiste l’autenticità di questi problemi. In questo modo gli altri possono identificarsi in quello che tu dici ed aiutare più persone. Se lo desideri, puoi aiutarti col questionario che trovi allegato.                                            

Cordiali Saluti da Buenos Aires, Dr. Hugo Marietán       

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Egregio Dr. Marietán:

La ringrazio, cercherò di riassumere per quanto possibile. Eravamo 8 fratelli, 4 femmine e 4 maschi, 5 figli di uno stesso uomo, uno di un’altra persona e noi due minori, di un’altra persona ancora. Una di loro è quella che ha tratti psicopatici (ha attualmente 48 anni, ed io 46). Siamo cresciuti in un villaggio e vivevamo in un ranch di bambù, o di fango, da dove ho assistito a molte cose fin dall’infanzia. Tre fratelli sono morti in varie circostanze (omicidi), l’altro fratello che era figlio di un altro uomo è stato in prigione per molti anni, e quando riconquistava la libertà tornava a delinquere, finché lo ammazzarono vicino casa.  I miei tre fratelli maggiori, oggi morti, avevano gravi problemi di alcool ed erano scappati di casa, le altre mie tre sorelle se ne andarono di casa appena compiuta la maggiore età, e finirono col prostituirsi. Una sorella maggiore morì di una malattia terribile. Sin da quando io ero piccolo mi è toccato assistere a questa triste realtà, con mia madre che diceva sempre che si sarebbe impiccata o si sarebbe gettata sotto un TIR, e io che vivevo sempre con la paura che si impiccasse o che arrivasse una brutta notizia. Lei lavorava lavando e stirando, è analfabeta, non ci ha mai dato un abbraccio affettuoso, sapeva solo urlare, e continua a farlo anche adesso che ha 84 anni, nel senso che non parla, ma chiede le cose urlando. Quando avevo solo 7 anni, assistetti a un litigio dinanzi a casa mia, durante il quale le scagliarono una pietra e le fecero perdere un occhio. Questo è stato parte di una manipolazione, perché mi ha sempre chiesto, una volte che fosse morta, di dare all’altro mio fratello morto la protesi dell’occhio, giacché lei gli ha sempre dato la colpa di quella situazione. In tutto questo c’è anche mia sorella che ha 48 anni: anche lei ha sempre visto questi fatti, ma ha sempre dominato. Quando eravamo bambini si credeva Braccio di Ferro, e mi picchiava. In seguito mi inviava lettere che ora reputo strane, nelle quali mi invitava a “sfidare il mondo”, mi diceva che non avrebbe accettato un mio tradimento e mi chiamava sempre con un diminutivo, tipo “Josesito”.

Quando ebbi 15 anni me ne andai di casa, perché non riuscivo a capire il motivo di tanti litigi, inclusi quelli tra i miei fratelli e sorelle. In seguito andai in una città dove divenni un professionista, ebbi successo e dove ancora oggi ho una bellissima famiglia.

Mia sorella, prima era andata in un’altra città a studiare medicina, e dopo 12 anni di studio divenne medico con i peggiori voti, non voleva andar via dalla casa materna, restava in casa quasi tutti i fine settimana e si arrabbiava quando non la accompagnavo. Erano sempre problemi su problemi, parlava e parlava troppo. Aveva 19 anni quando  arrivò a casa con un’auto nuova che aveva rubato a una persona più grande, e la cosa era accettata, poi arrivarono altre auto ed era normale così, perché lei si comportava come se fosse normale agire in quel modo. Mio padre ci aveva abbandonato e mia madre accettava tutte queste irregolarità, poi iniziò un andirivieni di uomini, che ovviamente erano amici di mia sorella, anche se non c’era amico che non si mettesse con lei. Restavano perfino a dormire insieme negli alberghi, e nonostante ciò lei ci voleva far credere che fosse “signorina”, tanto che ebbe problemi con tutti quelli che sostenevano il contrario, perfino con mia moglie quando cercava di farmi guardare in faccia la realtà. Parlava sempre della “verginità” come della cosa più sacra, e sebbene sapessi che stava con un uomo, non mi passò mai per la testa che non potesse essere “casta”. Un’altra frase a cui ricorreva spesso era “Io non mento mai”, con una naturalezza e dei gesti che sembravano davvero reali.

In un’occasione, suo marito, che lei mi aveva messo contro senza che io sapessi il motivo, mi cercò per uccidermi, ed io anche non lo vedevo di buon occhio. Lo tradiva portando uomini in casa di nostra madre, e la cosa era accettata. Mio cognato non veniva mai in casa della mamma, giacché lei aveva creato tra noi un’aperta inimicizia di cui non ho mai capito il motivo.

In un’occasione finse un furto:  in casa sua portarono via alcuni beni, mia sorella sosteneva che fossero miei e che me li avrebbe dovuti pagare, altrimenti li avrei ammazzati. Allo stesso modo prendeva in affitto una casa e sosteneva fosse mia, quando in realtà era sua, così come gli oggetti rubati. In un’altra occasione ancora mi fece visita insieme a mia madre, che la accompagna sempre e che vive a due ore di macchina da lei. Mi invitò ad uscire e mi manipolò come sempre, facendomi credere che la casa e gli oggetti fossero miei. E mi chiedeva, nel caso suo marito mi facesse domande, di negare, oltretutto prima di questo mi raccontò peste e corna di suo marito, e mi riferì tutte le cose che lui diceva di me. Giunse persino a dirmi che suo marito era omosessuale e che poteva far star male sua sorella…e tante altre manipolazioni.

Ciò nonostante non accettai quelle condizioni, giacché ero stanco del fatto che lei mi coinvolgesse nei suoi problemi e che dovessi accettarlo senza batter ciglio. A quel punto entrò in casa, arrabbiata prese mia madre e andò via con lei senza salutare. Io, dato che lei utilizzava sempre il medesimo copione, la cercavo e arrivavo perfino a supplicarla, anche se non avevo fatto nulla, ma lei si comportava come se fossi stato io il colpevole, e mia madre le dava ragione. Mia figlia, che all’epoca studiava psicologia ed oggi è neolaureata, cercava di farmi guardare in faccia la realtà, ma io non la accettavo, fino a quando, per tre mesi ininterrotti, non lessi alcuni manuali di psichiatria clinica e giunsi così alla Sua pagina. Potei quindi rendermi conto che mia sorella aveva tutte le caratteristiche da Lei segnalate. Mi preoccupai molto e cominciai a visitare psichiatri, a fare ricerche, e mi resi conto che (mia sorella) aveva progettato un piano per uccidere mio cognato. Lo capii quando finalmente riuscii a parlare con la sua famiglia, dato che non potevamo vederci (senza che nessuna delle due parti ne sapesse le ragioni). Incontrai mio cognato e gli raccontai la verità, ma lui non si rese conto della situazione e né parlò a mia sorella. All’alba di quello stesso giorno venne mia madre tuonando alla porta insieme a mia sorella, accompagnate da altri nipoti più giovani, accusandomi di essere un traditore e un codardo, fino a quando non riuscii a lasciare casa mia insieme alla mia famiglia.

Quando ascoltai la voce di mia madre che mi insultava fui preso da una paura paralizzante al punto da lasciarmi la bocca secca: tremavo nel sentirla. Intanto, mia sorella non scese neppure dall’auto: mandò mia madre a insultarmi (credo io). Riuscii a parlare con mamma al cellulare, dove continuava a offendermi, dopodiché si aggrappò a mia sorella piangendo incontrollatamente (conservo una registrazione di quella conversazione).  

Dottore, sono passati tre anni da allora: tre anni da quando non posso vedere mia madre. La sua unica sorella, mia zia, non è riuscita a farle guardare in faccia la realtà: (mia madre) mi odia, e quando le parlano di me si arrabbia. La mia famiglia è completamente divisa: la maggior parte di loro non mi parla, e di recente alcuni membri sono venuti a casa mia, stavolta senza mia madre, per offendermi. Mi urlavano di uscire di casa, ma io rimasi dentro. Mi informarono poi che uno dei partner complementari che ha attualmente mia sorella, era armato. C’erano  perfino un nipote e un figlio di mio padre che ora è dalla sua parte. Mi dicevano che me l’avrebbero fatta pagare. Mi resi conto che mia sorella aveva fatto loro uno dei lavaggi del cervello che ha sempre utilizzato per cercare alleati contro chiunque volesse.

Suo marito è uno stimato professionista, ed è stato da lei accusato di violentare le sue figlie. Ha inscenato lo stesso dramma di tempo prima, quando diceva lo stesso anche a noi della famiglia affinché ce lo inimicassimo. Ci raccontava che suo marito faceva il bagno con le figlie, che le palpeggiava, ma che non divorziava da lui per non pregiudicare le bambine, per la società…

In passato ho avuto incubi terribili, durante i quali sognavo che mia madre potesse morire. Ora quegli incubi sono tornati, aggravati dalla consapevolezza che se mia madre morisse non mi permetterebbero di vedere neppure il suo cadavere. Ѐ una cosa che mi terrorizza, Dottore: non so come fare per far sì che mia madre capisca o che la mia famiglia reagisca. Tutti sanno queste cose, ma nessuno mi crede. Di recente se n’è andato un figlio di mio nipote che viveva con mia madre, e poi anche la figlia di mia sorella e mio cognato, la stessa che lo aveva denunciato, ed ha raccontato al padre cose spaventose che la madre le faceva (mia sorella). Io ci credo per il solo fatto che conosco molto bene la mente machiavellica di mia sorella, ma per il resto, la ragazza non viene creduta neppure dai giudici o dagli assistenti sociali. Ѐ qualcosa di talmente difficile da comprendere, Dottore!

Io sono il minore di tutti i figli di mia madre, l’unico professionista, che si tiene in piedi a forza di sacrifici, ma sembra che questo a lei non importi. Le ho dato di tutto, e lei sostiene che non le ho mai dato nulla, che è mia sorella l’unica a darle e che vive grazie a lei.

Ho scoperto tante cose orribili che non riuscirei a raccontarle tutte: la più recente è che le mie figlie (oggi adulte), quando erano piccole venivano portate in bagno da mia sorella, che controllava se fossero vergini. Le spogliava e diceva loro che, sebbene fosse sposata, lei era ancora vergine. Le mie figlie non me lo dicevano perché io non credevo loro, e quando mi accennavano qualcosa di simile, quasi le picchiavo, perché non sopportavo che parlassero così di mia sorella. Le mie ragazze hanno dovuto così convivere con questo peso per anni, una di loro è attualmente in cura da uno psichiatra, perché ha riportato dei traumi, sebbene ora sia adulta e sposata.

Una delle caratteristiche sulle perversioni sessuali da Lei elencate e che io non conoscevo, mi è stata riferita da mio cognato, ed è il fatto che, pur essendo sposati, condivisero l’intimità solo dopo un anno e mezzo di matrimonio, perché lei gli diceva che perdere la verginità non era una cosa facile, tuttavia avrebbero potuto fare qualsiasi altra cosa.

Mi hanno informato che in realtà ha avuto rapporti sessuali sin da piccola, ma a causa delle sue macchinazioni nessuno poteva immaginare che non fosse vergine, dato che non parlava d’altro per tutto il tempo, ovvero del fatto che lei “fosse vergine”. Quando aveva 23 anni, scoprii delle sue foto in cui posava nuda, scattatele da un fotografo del quotidiano della regione, a cui lei rubò l’automobile. Era una persona grande d’età. Una di queste foto gliele aveva inviate in un archivio aggiunto, ne osservai altre in cui aveva un fiore nella vagina. Tutti lo sapevamo ma, a parte questo, eravamo sempre convinti che fosse vergine.

Dottore, non so come superare la separazione da mia madre: ho sofferto per tutto questo tempo, soprattutto durante i suoi compleanni, i Natale e i Capodanno, perché non mi separavo mai da lei. Ero capace di abbandonare moglie e figli per stare con una famiglia che oggi mi rifiuta per aver detto la verità ed aver evitato l’omicidio di mio cognato.

Uno psichiatra mia ha detto che nella mia famiglia c’è un nucleo o quadro di psicopatia, per questo motivo ho studiato Legge: perché ho visto tante “perversioni”, come le chiama Lei. Ma sento di essere intrappolato nei ricordi. Durante questa Settimana Santa mi sono ricordato di mia madre e non sono riuscito a dormire, sono sul punto di diventare pazzo pensando a lei, ancora di più da quando ho saputo che si è ammalata.

Le chiedo di AIUTARMI, Dottore: sono a corrente delle Sue conoscenze e del Suo modo di trattare. Io, se fosse possibile, metterei da parte dei soldi e glieli invierei, lo farei per la mia salute mentale e la tranquillità della mia casa, tranquillità che abbiamo perduto da quando ci hanno fatto danno. Ho perso persino la fede, non riesco a dimenticare mia madre, ce l’ho nella mente, anche se mi ha maltrattato sempre quando ero bambino e adesso è alleata con mia sorella che ha tutte le caratteristiche di uno psicopatico. So che può farmi del male, ma in questo Paese non si può far nulla contro le minacce finché non si concretizzano, secondo le leggi. So che è capace di danneggiarmi, e di far del male anche a mia madre per farmi soffrire più di quanto non stia soffrendo già.

Magari potessi recuperare la mia Vecchietta! La prego di aiutarmi, Dottore: mia madre mi manca e mi terrorizza pensare che possa succederle qualcosa e che non potrei neppure vivere il mio lutto. So che non me lo permetterebbero. Mia sorella si è già incaricata di ficcare in testa alla mia famiglia che se succede qualcosa alla mamma è per colpa mia, ogni volta che la colpiscono gli acciacchi dell’età. Tutti in quella casa mi odiano e dicono che se dovesse succederle qualche cosa, sarebbe a causa mia. Che devo fare, Dottore?

                                                                                                                                         

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29 marzo 2008

Grazie, Dottore, ma non è facile. Sono stato in cura per tutto questo tempo. Sono quasi tre anni che non vedo mia madre e che vivo con un’angoscia costante. Naturalmente tutto questo è dovuto al modo in cui sono stato cresciuto, dopo aver letto la Sua opinione mi azzardo a dire che si tratti di una dipendenza. Quando è morta una signora, amica di famiglia, ho subito pensato a mia madre, e mi torna in mente quando la vedevo spesso piangere per qualsiasi cosa. In questo Paese non ci sono psichiatri che studino approfonditamente questo tipo di disturbo. Ne ho visitati vari e nessuno riesce a dare una soluzione alla mia situazione. Cercherò di mettere in pratica il Suo consiglio, grazie a Dio ho l’appoggio delle mie figlie, di mia moglie e della famiglia di lei. La ringrazio, Dottore, Le sarò grato per sempre. E non smetta di scrivere su questo tipo di disturbo della personalità, perché è di grande importanza, soprattutto con l’abilità che hanno gli psicopatici di passare inosservati per la maggior parte. Leggerò sempre i Suoi validi commenti. Grazie, Dottore.

José.

Un pensiero su “Ritratto di famiglia: “Mia madre e mia sorella sono psicopatiche”

  1. Lascia il pensiero fisso di tua madre. Liberatene anche se totalmente impossibile, vivrai meglio senza il desiderio di aiutarla o cambiarla o semplicemente trovare 1 connessione con lei.

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