“Anch’io” – lettera a una complementare

http://www.marietan.com/material_psicopatia/yo_tambien_02dic2015.html

Trad. C. Lemes Dias

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Buona sera, Dr. Marietan.
Mi chiamo Denise, sono una complementare sulla via della guarigione da circa 8 mesi. Ho letto molti articoli e pubblicazioni della sua pagina, direi che hanno fatto parte (lo sono tuttora) della mia terapia.  Più di un’occasione sono rimasta colpita per l’esattezza con la quale lei descrive  tanto il Complementare, quanto lo Psicopatico, così come il vincolo che li tiene legati.
Insomma, so che non è corretto rapportarmi con altre Complementari (dello stesso psicopatico), ma per qualche ragione l’ho fatto e la rabbia che mi ha generato mi ha portato a scrivere le parole che seguono. Non so se si tratta di un contributo, un’esperienza o uno sfogo… ma mi sono sentita meglio dopo averle  scritte.

Un cordiale saluto.
Denise. 2 dicembre 2015

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LETTERA A UNA COMPLEMENTARE

Anch’io credevo di toccare il Cielo con la punta delle dita.
Anch’io mi sentivo la donna più felice e appagata del mondo.
Anch’io odiavo le altre per sentire che volevano rubare ciò che era mio (un’altra complementare dello stesso psicopatico).
Anch’io sono stata arrogante perché credevo di avere il meglio.
Anch’io mi sentivo un’Angelina Jolie con il suo Brad Pitt.
Anch’io ho posato orgogliosa per le foto familiari sentendomi una Regina.
Anch’io, prima di lui, speravo che qualcosa di INCREDIBILE mi capitassi. Ed è capitata…

Anch’io sentivo che “qualcosa non andava”.
Anch’io cominciai ad avvertire dei cambiamenti nella sua personalità.

Anch’io sentivo che era colpa mia.
Anch’io ho chiesto perdono (molte volte), anche quando non sapevo bene il perché.
Anch’io avvertivo la sua ostilità.
Anch’io ho sofferto per i suoi maltrattamenti e ho subìto persino abusi.
Sì, anch’io ho creduto che si trattasse soltanto di un “brutto momento” e che presto l’avrebbe superato.
Anch’io ho visto tutto crollare.
Anch’io ho visto il Grande Principe trasformarsi in Demone.
Anch’io ho subìto la sua indifferenza, le sue umiliazioni e suoi attacchi alla mia autostima.
Anch’io ho dovuto caricare sulle proprie spalle la mia anima totalmente insanguinata.
Anch’io, molte volte, ho preferito la violenza fisica alla psicologica che distruggeva la mia mente.

Anch’io ho finito per lamentarmi di entrambe le cose…

Anch’io ho pianto! Eccome!
Anch’io ho dovuto fingere che era tutto a posto a casa mia e anche nell’ambiente di lavoro.

Anch’io ho dovuto tenermi tutto dentro, perché pensavo che nessuno m’avrebbe capito.
Anch’io ridevo quando mi dicevano “Allontanati da questo schifo!”
Anch’io dubitavo quando mi dicevano “È uno psicopatico”.
Anch’io avevo voglia di scappare ma non potevo (non volevo).
Anch’io gli credevo quando mi diceva “Cambierò.”
Anch’io sentivo che con lui stavo male, ma senza di lui stavo ancora peggio.
Anch’io dipendevo dalla sua presenza, da lui.
Anch’io avevo paura.
Anch’io sentivo di camminare sull’orlo del precipizio.
Anch’io camminai sulla sottile linea che divide il razionale dell’irrazionale.

Sì, sono stata anch’io più nell’irrazionale, accomodandomi in questa posizione.

Anch’io ho traversato l’oscuro tunnel dell’ossessione.
Anch’io l’ho patita, l’ho sofferta fino a sanguinare… E nonostante ciò la difendevo.
Anch’io ho provato a fuggire… e ho fallito nel mio intento.
Anch’io dicevo sempre “Basta” ma tornavo sempre indietro.
Anch’io sono entrata credendo fosse il Paradiso per rendermi conto a posteriori di vivere nell’Inferno.
Anch’io pregai, supplicai e implorai fino a perdere il mio orgoglio e la mia dignità.

E c’è di più…
Anch’io restavo quando m’invitavano ad andarmene.
Anch’io preferivo credere a delle cose che sapevo fossero sbagliate.
Anch’io mi sono lasciata convincere, anche quando avevo le prove di una bugia.
Anch’io mi rapportavo a lui irrazionalmente.
Anch’io sapevo del lato oscuro e animalesco che era in me.
Anch’io sono stata al gioco perché il diverso che cercavo era lì e non altrove.
Anch’io ho dovuto rendermi conto di non essere stata una vittima, ma di aver partecipato attivamente ad un legame malato.

Anch’io soffro l’astinenza imposta dal Contatto Zero (tuttora combatto e lotto contro le ricadute).
Anch’io mi sento male.
Anch’io sono consapevole di non essere la stessa persona di prima.
Anch’io ho avuto (e continuo ad avere) desideri di vendetta, di giustizia e di risarcimento.
Anch’io sento la sua mancanza e non riesco a capacitarmi.
Anch’io mi sono trasformata in una persona confusa, insicura e impaurita.

Una persona che non sa come individuare la strada giusta;
Che non sa come cancellare gli anni vissuti;
Che non capisce come ha fatto a sopportare così tanto;
Che ha perso la leadership di prima;
Che non si sente sicura dov’è ora;
E che non parla di questo (perché soltanto poche persone comprendono il mio vissuto).

Anch’io ho degli incubi.
Anch’io rabbrividisco quando mi suona il telefono.
Anch’io ho più paura di me che di lui (perché non sono forte abbastanza da affrontarlo).
Anch’io ho pensato a cose orribili e soluzioni drastiche.
Anch’io mi sono sentita totalmente distrutta e a volte mi convinco che mai più potrò riprendermi.
Anch’io cammino per strada e avverto di poter (credo di) individuare degli psicopatici.
Anch’io cammino per strada e, per strano che possa sembrare, ritengo di saper riconoscere altre complementari.

Anch’io ritenevo che le altre fossero delle pazze, masochiste o peggio ancora, finché la cosa è toccata a me e vidi tutto da una prospettiva diversa.
Anch’io subisco la violenza di genere e le ingiustizie (perché dietro c’è uno sfondo che nessuno riesce a intravedere.)
Anch’io m’indigno sul modo in cui i mass media  (senza approfondire) raccontano certi fatti.

Anch’io, ogni tanto, mi guardo intorno e mi chiedo “È finita? È davvero finita?”
Anch’io, certamente, sono stata (sono?) una complementare.

8 pensieri su ““Anch’io” – lettera a una complementare

  1. Commovente. Chi potrebbe mai immaginare che dietro a quella facciata spesso perbene e piena di grandi valori si nasconda il male?
    Tutto quello riportato in questa lettera è quello che succede il giorno dopo la fine. Ogni cosa corrisponde a vita reale. Se non passi dentro questo inferno mai e poi mai potrai capire il dolore immenso che si prova, quella paura di essere solo m nemmeno con se stesso. Non riesci a fidarti nemmeno di te ,ti senti un errore ,uno sbaglio ,così sai stato definito e cosi ti vedi .Ogni mattina ti svegli e speri che sia stato un incubo.
    Tutto quello che di buono , di sincero che avevi messo dentro questo amore sono macerie e tu ci sei sotto. E lei o lui facendo la vittima se la ride perchè te lo sei meritato .
    Abbiate fede ad un certo punto tutte le maschere cadono anche le loro e gli amicissimi di un tempo si allontanano perchè intravedono il mostro.
    Passerà la paura di uno squillo , di una mail, di una “visita” al tuo sito o alla tua pagina social e nel giorno in cui saprai che la tua(il tuo) ex ha finalmente trovato una altra persona perbene da spolpare ti sentirai libero ,non più rabbia o gelosia ,ma libero da quella energia negativa che ti avvelenato per anni.
    Grazie per il bellissimo articolo
    Yuri

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  2. Non sei una complementare, sei una persona.
    Pensa quelle donne che caricate su un treno sono finite in un campo di concentramento. C’è chi è rimasta tutta una vita un’internata.
    Altre sono diventate testimoni.
    Non basta sopravvivere , dobbiamo vivere, non dobbiamo farci internare da un’identità
    “forte”, estrema, che paradossalmente intensifica la vita, ma ci esclude da un orizzonte sereno, di quiete. Noi dobbiamo essere testimoni di questo cammino di libertà.

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    1. Pienamente sottoscritto! 🙂 Libertà è buttar via i vestiti che non ci servono più. Possiamo indossare un uniforme orribile, ma finito il periodo in cui siamo state costrette a usarlo non è il caso di conservarlo a vita. Un abbraccio, carissima!

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      1. Eccellente una testimonianza commovente, mi sono ritrovata in ogni,- anch’io !! Grazie è utile a tutte a capire che ci può capitare ma, anche si può uscire. Anch’io nn sono la stessa, però sono più forte, oggi mi vedo, mi sento, e so cosa voglio, paure? Si sì ho tante però oggi sono capace di affrontare le mie paure anzi che cadere un’altra volta in buco nero senza respiro. Grazie. Sai?? Lo importante e cambiare il vestito come dice Claudialeia, nn restare mai con starci vechi e sporchi, abbiamo lavorato tanto e ora di cambiare. Baci a tutte e grazie.. Forzeeee

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  3. Otto mesi sono tanti. Io sono al sedicesimo di contatto zero: la casa tenuta ancora da schifo, 40 sigarette al giorno, non cucino più (ci pensano McDonald’s o il kebebbaro) e ho smesso con la corsa e l’alpinismo e quando provo a rialzarmi spesso ricado. Quindi forse per alcuni serve più tempo…tanto la capacità di amare c’è…e per l’oggetto d’amore?…per quello si vedrà…forse sarà davvero meno affascinante del nostro amato carnefice…ma intanto sarà vero…e non un film. Ne sono certo.
    Forza ché un giorno torneremo ad essere fighissimi! Un salutone!

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    1. Caro Tom… sei sicuro di adoperare il contatto zero totale o cerchi ancora delle informazioni su questa persona? Ribadisco un concetto che ho scritto altre volte, sopratutto nei commenti. Quando abbiamo a che fare con persone tossiche anche le nostre abitudini tossiche vanno riviste. Non è un concetto salutista o new age, ma un aspetto fondamentale della nostra vita che implica volerci bene partendo dal corpo. La mente segue la sorte che destiniamo a lui. Il nostro ‘amato carnefice’ come dici tu non è per niente affascinante… almeno per chi non trova nulla di affascinante nella morte, nel dolore, nella depressione, nella disperazione o, più semplicemente, nel cibo del McDonald’s! 🙂 Come fai a correre se fumi 40 sigarette al giorno? Non sei tu ad aver abbandonato la corsa, è lei ad averti abbandonato come tutti i piaceri che meritiamo di avere quando non ci rispettiamo abbastanza. Te lo dico da runner tardiva ma decisamente appassionata: cerca di muoverti al più presto e di respirare l’aria più pulita che poi. Sembra poco o che non c’entri niente ma una cosa buona tira l’altra e un bel paesaggio un’altro… Un abbraccio e non mollare, mi raccomando! C.

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  4. Denise…. Bellissima riflessione la tua!
    Anch’io è una poesia!
    Daniela…. Grazie!

    Le vostre parole sono di grande potenza, piene di speranza e luce.
    Anch’io vi ringrazio
    Gio

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