Ana e l’uomo della ragnatela

Fonte:http://www.marietan.com/material_psicopatia/tela.htm

Traduzione: Gabriella Maddaloni

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COMPLETI CON I DATI DELLA PERSONA CHE PRESUME ESSERE PSICOPATICA:

Età: 41 anni

Stato civile: divorziato da 10 anni

Professione, studio o lavoro che svolge: Ѐ un tecnico meccanico. Attualmente lavora come impiegato commerciale, ma non è mai riuscito a mantenere un impiego per più di 2 o 3 anni. Quando lo conobbi lavorava per un’importante azienda in qualità di tecnico dei macchinari, a suo dire da un anno. In seguito, dalla sera alla mattina, smise di andarci, dicendo che lo avevano “licenziato”, anche se non ci fu mai alcuna lettera di licenziamento, perché a detta sua non era sotto contratto. Rimase 2 mesi senza lavoro, pur cercandolo, poi fu assunto dove attualmente lavora. So, dato che lui mi racconta, che ha delle discussioni con i suoi colleghi, inoltre c’è qualcosa in lui che mi mette in allarme: non si cura del suo impiego, perché o si assopisce, o dice di sentirsi male, quando io so che non è così. Si assenta piuttosto spesso e presenta certificati medici.

Luogo di residenza attuale, città e nazione: Santa Fé, Argentina

Sesso: maschile

Altri dati pertinenti: vive in un quartiere che tutti sappiamo essere pericoloso, e non fa nulla per andar via di lì, sebbene i suoi figli restino soli tutto il giorno, fin quando lui non rientra dal lavoro. Non gli interessa migliorare, né tantomeno tenere la sua casa in buone condizioni: è abbastanza piccola, e in stato precario. Ma non ne ha cura, né attenzione: si trova in evidente stato di abbandono, tanto che entrarvi è “deprimente”.

Dati di chi risponde al questionario (imprescindibili):

Età: 44 anni

Luogo di residenza attuale, città e nazione: Santa Fé, Argentina

Professione, studi o lavoro che svolge: sono un’insegnante originaria di Las Flores, ma vivo qui da 6 anni, e ho una bambina di 5. Non ho familiari che possano aiutarmi a prendermi cura di lei, per cui non ho un lavoro stabile e faccio la casalinga.

Sesso: femminile

CHE TIPO DI RELAZIONE HA O HA AVUTO CON QUESTA PERSONA?

Siamo stati fidanzati per 2 anni. Non viviamo insieme, ma lui e i suoi figli erano praticamente tutti i giorni a casa mia. Cenavamo, pranzavamo, facevamo colazione insieme (perché spesso restavano qui a dormire). Mi occupavo dei suoi figli come se fossero miei: facevamo i compiti, andavo a parlare con i professori, li accompagnavo dal medico. Il maggiore, che ha 17 anni, diventerà padre a marzo, e si era appoggiato molto a me, dato che sua madre li abbandonò che erano molto piccoli. Aiutavo molto loro padre con le faccende di casa, giacché lavorando tutto il giorno, i fine settimana si dedica alla faccende quotidiane.

QUANTO È DURATA/ DA QUANTO DURA LA RELAZIONE?

Siamo stati bene un anno. Dopo questo periodo, ho iniziato a notare certe “attitudini” che non mi piacevano, cercavo di parlarne con lui, ma ogni volta mi sentivo frustrata, perché mi rispondeva: “Non rompermi le scatole questo fine settimana, voglio rilassarmi”. Abbiamo avuto varie crisi nel corso dell’anno, oggi è un mese che la relazione è finita. Ѐ durata 2 anni.

COME VI SIETE CONOSCIUTI? Ci siamo conosciuti in chat, e poi ci siamo incontrati per andare a prendere un caffè.

COSA LA HA ATTRATTA/LA ATTRAE DI QUESTA PERSONA?

In quel momento, mi sentii attratta dalla sua storia di vita: “Vive solo con 2 figli maschi, la loro madre è scappata di casa incinta di un altro uomo, abbandonando i due figli quando il più piccolo aveva appena 2 anni”. Mi diede la sensazione che avesse bisogno d’affetto, e mi innamorai di lui. Inoltre, mi colpirono altre cose necessarie ad innamorarsi, ovviamente: un insieme di attitudini, sensazioni a pelle, buonumore. Tutto sembrava essere perfetto.

COS’È CIÒ CHE PIÙ LA FACEVA/LA FA SOFFRIRE?

Difficile parlarne … Mi fa soffrire il suo egoismo, i suoi bisogni vengono sempre prima di tutto, e quando sono io ad aver bisogno di parlare di me, mi dice cose molto brutte, tipo “Tu sei troppo sentimentale, troppo indecisa, le cose sono più semplici. Io sono più cerebrale”. “Io non ho paura di nulla, i sentimenti non occupano un posto troppo importante nella mia vita, né mi tolgono il sonno, non smetterò di vivere, né di fare le mie cose quotidiane perché tu ed io abbiamo litigato”. Mi fa soffrire la sua freddezza, molte volte gli ho detto: “Sei un iceberg”. 6 mesi fa sono andata in depressione, il medico mi ha prescritto il Clonazepan e lui, invece di aiutarmi, contenermi, stare al mio fianco, è sparito per un mese. Mi ha lasciato sola. Mi sentivo impotente perché non riuscivo a dialogare con lui. Tutto il suo passato è per me un’incognita, rifiuta di parlarne. Non gli importa quando gli racconto di me: resta a guardare la tv, ascolta e si limita a qualche commento. Una volta gli dissi di aver fatto una mammografia, e non mi ha mai chiesto se fosse andata bene. Sapeva che stavo avendo dolori al seno, e non si è curato del fatto che avessi paura, se ne dimenticò completamente, come di tutto ciò che mi riguarda. Dopo quel mese, durante il quale mi sono logorata pensando: “Come può essere così freddo, disinteressato, egoista? Nemmeno per una questione di umanità si è azzardato a chiedere come sto”, l’ho chiamato una volta sul posto di lavoro, per chiedergli che venisse o chiamasse, per favore, dato che avevo problemi con mia figlia maggiore, e mi rispose: “Non ho un soldo per telefonare, per questo non l’ho fatto durante tutti questi giorni, ma ti prometto che appena prendo lo stipendio, ti chiamo”. Venne il giorno dello stipendio, e un altro, e un altro ancora, ma niente. Decisi quindi di andare a casa sua, pensando che forse stava passando un momento di difficoltà economica coi ragazzi, per portargli un po’ di denaro. Mi cacciò via: un tipo splendido, pieno d’allegria e di vita, che quando gli chiesi perché non mi avesse chiamato, cominciò a urlarmi davanti ai figli: “Che cazzo pensavi che stessi facendo durante tutto questo tempo, pensi di essere la sola ad avere problemi, che cazzo ne sai tu di cosa abbiamo passato con i miei figli”, ecc. Uscì di casa, mi accompagnò a prendere un taxi e intanto continuava a incolparmi di tutto. Ѐ una sua abitudine: se discutiamo, è perché io voglio sempre discutere. Se non parliamo, è perché lui ha bisogno dei suoi tempi e io non li rispetto. Mi abitua a ricevere tutti i giorni le sue chiamate, e all’improvviso non chiama più, passano altri giorni e allora chiamo io per sapere cosa succede, e mi risponde: “Nulla, che vuoi che succeda? Tu vuoi per forza inventarmi qualche problema, saresti felice se ti dicessi che mi succede qualcosa. Perché non ti chiamo un giorno, pensi che succeda qualsiasi cosa”. Tutto questo mi ha portato alle conclusioni a cui sono arrivata. E c’è dell’altro, molto altro. Dopo quei fatti, mi telefonò dopo una settimana, chiedendomi di dargli un’opportunità, dicendomi che riconosceva di essere “una bestia, un essere freddo, senz’anima”, ma che “non voleva perdermi, che voleva vivere con me finché non fossimo diventati un mucchietto di ossa”. Mi pregava che gli dessi tempo, che era abituato a comportarsi così perché la vita lo aveva reso così, affinché potesse sopportare tutto quel che aveva sopportato (ancora oggi non so a cosa si riferisse). Mi diceva sempre: “Tu mi hai cambiato la vita, non chiedermi il perché, è qualcosa di molto intimo, ma me l’hai cambiata a 360 gradi”. Tutto andava bene tra di noi, sempre e quando lui stesse bene. Intendo dire con questo che ha fasi in cui è NORMALE, si apre, racconta la sua quotidianità, le sue cose (anche se so che molte le serba per sé), giunge persino ad essere affettuoso, amorevole, ha bisogno della mia compagnia e la cerca, si appoggia a me. Poi, però, da un giorno all’altro, torna a peggiorare, a chiudersi in sé stesso, a essere diverso, aggressivo (so, perché me l’ha detto una sua cognata, che per quanto lei ne sa, è stato aggressivo, picchiava la sua ex moglie, e attualmente so, dato che i suoi figli me lo hanno confessato, che li colpisce con qualsiasi cosa trovi quando non fanno le cose come vuole lui). A me non ha mai fatto nulla del genere, anche se mi si scaglia contro verbalmente e psicologicamente. Non mi stimola mai in nulla, non mi ha mai detto: “Che bella che sei”, o “Che bello che mandi avanti una casa da sola”. Questo processo di “peggioramento” è molto noto, poi, in automatico, “si ammala”. Dice di sentirsi la febbre, di averne i sintomi, ma non ce l’ha. Prende antibiotici, anche se io lo vedo che sta meglio di me. In queste fasi, sento di essere il “cane da cuccia”. Se ha bisogno di me, esce fuori al cortile, mi accarezza. Un altro giorno invece esce fuori al cortile, ma per urlarmi cose brutte; un altro giorno ancora, il cane è spaventato, e quando lo vede arrivare, non esce dalla cuccia, e lui reclama: “Che ti succede, che non mi coccoli?”, e infine, nei giorni seguenti, non ha bisogno neppure di lanciarmi un osso. Ѐ questo ciò che sento, è questo che mi fa soffrire. E quando glielo faccio presente: “Non ti capisco, davvero non ti capisco”, dice. Durante la prima crisi, il suo primo abbandono, lui non lo riconobbe come tale, ma replicò: “Per me eravamo solo arrabbiati, nulla più”. E le arrabbiature succedono sempre per colpa MIA. Gli chiesi di andare in terapia, perché io da sola con lui non ce la facevo, e iniziò 2 mesi fa.

SODDISFAZIONE DEI BISOGNI PARTICOLARI

A1. USO PARTICOLARE DELLA LIBERTÀ

PENSA CHE TUTTO SIA POSSIBILE?

Non si è mai mostrato ottimista. In apparenza tutto fa lo stesso, per lui. Ha periodi in cui tutto è nero, e altri in cui tutto è bianco. Per lui “non esistono le sfumature”, così dice.

IMPEDIMENTI. TOLLERA LE FRUSTRAZIONI E I FALLIMENTI?

Non saprei rispondere con esattezza, non parla mai dei suoi fallimenti. Lui “non fallisce mai”, dice. Frustrazione? Dice che a lui non lo frustra nulla. Quando, il mese scorso, ho avuto una crisi d’angoscia, è apparso all’improvviso a casa mia, io stavo prendendo un brodo in camera mia piangendo, disarmata, sconsolata, con un sentimento di solitudine straziante, chiedendomi il perché di tante cose, facendomi tante domande. Mi guardava con occhi di vetro, non diceva nulla, non chiedeva. Gli chiesi perché non parlasse, e lui: “Che vuoi che ti dica? Mi sento di troppo, se non mi dai attenzione me ne vado a fanculo”. Sì, credo che in quel momento mi avesse dato uno schiaffo, fu questo che sentii. Mi disse anche: “Non capisco come tu possa diventare così per via dei sentimenti. Io sono diverso, perciò non accetto il tuo comportamento. Se le cose non vanno più, non vanno e amen, è finita. Non mi metto sul letto a piangere, dimentico molto facilmente. A me scivola tutto”. Se ne andò, e da allora non è più riapparso. Quindi non saprei dire se i fallimenti lo frustrano, o se nasconde la frustrazione dietro quella maschera impenetrabile…

A2. CREAZIONE DI CODICI PROPRI

RISPETTA LA LEGGE E LE REGOLE COMUNI?

Non lo so con esattezza. Credo di no, perché non ha il contatore della luce, è “appeso”, come diciamo qui. Io non lo farei. Non ha nemmeno il cavo della tv. Se io non posso pagarlo, non ce l’ho e basta, ma non ruberei. So che ha dei debiti (me ne sono accorta un po’ alla volta, per caso) in diversi negozi, con le carte di credito, e deve dei soldi a diverse persone, me inclusa. Deve anche le rette dell’asilo del bambino, ha del denaro sequestrato.

SEGUE UNA SUA LEGGE PERSONALE E DEI SUOI CODICI PERSONALI?

Sì. Lui dice: “Io sono fatto così, e nessuno mi cambierà” (non importa chi ci vada di mezzo, inclusi i suoi stessi figli). “Se non ho voglia di vederti, non vengo, però tu non devi prenderla come se non volessi stare con te, non farne un dramma. Semplicemente ho bisogno dei miei tempi”. Se a casa mia stiamo guardando i cartoni animati in tv con mia figlia e lui arriva, cambia canale per guardare il calcio, senza chiedere permesso. E se lo chiede, lo fa con tutta l’astuzia necessaria per uscirne bene. Si pone sempre al di sopra degli altri. L’altro non ha mai ragione. Discute (fino a quando non ha ragione) aggrappandosi agli argomenti più stupidi, fin quando tutti non gli diciamo: “Hai ragione”, persino i suoi figli. Vede la realtà dinanzi ai suoi occhi e la nega. 

HA RIMORSI O SENSI DI COLPA?   

Assolutamente no. La colpa è sempre dell’altro, al di fuori di lui: “Io ho detto questo perché tu mi hai provocato, io ho fatto quello perché tu lo hai insinuato”.  In quest’ultimo episodio, che per la precisione è quello che mi ha lasciato così sconcertata, dopo avermi visto in ginocchio, riapparve in un giorno della settimana, suppongo per fare pace, e gli chiesi: “Perché insisti nel proseguire con questa relazione?”. Rispose: “Perché ti amo, perché non voglio perderti, non troverò mai più una donna come te, con i tuoi valori e che si dedichi ai miei figli come fai tu”. Gli chiesi maggiore profondità, che mi spiegasse meglio ciò che stava dicendo, e replicò: “Fai conto che non si tratta di un’equazione matematica, è più semplice, non c’è da girarci tanto intorno, non complicarla con tante domande”. Per cui gli risposi: “Ѐ finita, stavolta non prenderlo come un semplice litigio, perché è finita davvero. Tu non mi tratterai mai più così, mi aspettavo che ti comportassi come un uomo”. Se ne andò. Alcune sere più tardi ebbi un’altra crisi d’angoscia, e mia figlia maggiore (di 19 anni) gli telefonò per dirgli di farsi carico della cosa, di non sparire in quel modo. Lui venne, mi promise che nonostante non fossimo più una coppia, o che comunque non fosse il momento per lui per riprendere in considerazione una cosa simile, che “non ti lascerò sola, ti aiuterò, ti appoggerò e ti starò vicino, per tutto ciò di cui avrai bisogno. Conta su di me”. E non è più ricomparso. Telefonò un paio di volte, mi chiese: “Come stai? Per qualsiasi cosa, chiamami”, e poi più nulla. Non credo senta rimorsi, e nemmeno umanità. Lui sa che mi trovo sola a Rosario, con due figlie, senza nessuno che mi aiuti. Credo che anche solo per umanità, avrebbe dovuto fare qualcosa.

DÀ LA COLPA AGLI ALTRI PER I SUOI ERRORI?

Sì, l’ho già raccontato prima. Sostiene che ha perso i lavori dove hanno licenziato perché “doveva occuparsi dei figli”, quando “qualcuno” mi ha detto invece che, in seguito alla separazione, li lasciò abbandonati a sé stessi, o li affidava a chiunque, per poter fare la sua vita.

RIPETE GLI STESSI ERRORI?

L’unico aspetto in cui posso rispondere con certezza su questo, è quello affettivo: sì, li ripete, però dice sempre: Il passato è passato, non serve ricordarlo”. Sostiene che io parlo sempre delle cose “vecchie”, che torno alla “vecchia merda”, quando in realtà ho bisogno di parlare delle cose che ci influenzano e ci danneggiano.

A3. RIPETIZIONE DEI MODELLI COMPORTAMENTALI

RIPETE ALLO STESSO MODO LE AZIONI NEGATIVE?

Dal mio punto di vista, “bere 2 bottiglie di birra al giorno”, quando i soldi non bastano nemmeno per arrivare al 15 del mese, e giocare al totocalcio tutti i giorni, investendoci abbastanza soldi, sono azioni negative. Io penserei alle mie figlie prima di concedermi questi lussi, o prima di buttare soldi che non ho al gioco. Riguardo ai figli, li minaccia sempre di infliggergli il tale o tal altro castigo se non vanno bene a scuola, ma non compie mai davvero la minaccia. Tra le altre cose, nella vita di coppia, nonostante io gli dica: “Ciò che mi dici mi fa male”, me lo ripete più e più volte, non so se possa servire come esempio.

CI SONO SEGNALI CHE ANTICIPANO LA SUA CONDOTTA NEGATIVA?

Sempre. Diventa egocentrico, aggressivo verbalmente e nei gesti, ed io capisco che sta per giungere la tempesta.

 A4. BISOGNO DI STIMOLI INTENSI

HA COMPORTAMENTI RISCHIOSI?

No, per quanto io ne sappia. Lui è per me un contenitore sigillato.

SI ANNOIA FACILMENTE?

Ѐ annoiato per natura, anche se si vanta di essere l’opposto. Il suo divertimento consiste nel ridere dei difetti altrui, e si diverte solo quando esce di sera. In effetti, le pochissime volte che siamo usciti, abbiamo camminato isolati e senza parlare, fino alle 15. Quindi gli chiedevo cosa pensasse, lui rispondeva: “A nulla, perché bisogna sempre pensare a qualcosa?”. I nostri sabati sera li trascorrevamo sempre guardando la tv e prendendo mate, parlando solo di sciocchezze. Talvolta abbiamo parlato anche di cose importanti, ma si è annoiato. Non mi ha mai accompagnato alle attività con mia figlia di 5 anni, perché “andare al parco, o in qualsiasi altro luogo, è noioso”.  Le domeniche, da che si sveglia al mattino, le trascorre guardando le corse in tv, per poi passare alle partite di calcio. Non ha mai proposto di fare qualcosa di diverso insieme. Quando l’ho fatto io, mi ha risposto o “dimenticandosi”, oppure con un “Ma dai?”.

HA PROGETTI DI VITA A LUNGO TERMINE?

No. Ѐ stato uno dei problemi che gli ho esposto, con risultati pessimi: “Perché non abbiamo progetti per il futuro? La vita è oggi, domani vedremo”. Oggi ha soldi e li spende, domani li chiede in prestito…

FA ABUSO DI ALCOOL O DROGHE?

Di droghe non saprei, anche se alcuni parenti mi hanno detto che qualche volta sì, lo ha fatto. Una volta mi chiese se avessi mai provato la droga, gli risposi di no e replicò: “Tu non sei normale, vuoi che la proviamo insieme qualche volta?”. Molte volte è tornato a casa dicendo di essere stanchissimo e di aver dormito tutto il pomeriggio, e con gli occhi rossi. Per quanto riguarda l’alcool sì, ne fa uso, ho già accennato alla birra. I suoi figli lo rimproverano, io gli dico di stare attento, ma non se ne è mai curato (eccetto una volta), e reagisce andandosene a dormire.

HA COMPORTAMENTI PERVERSI A LIVELLO SESSUALE?

Con me, no. Ha proposto di fare “cose diverse” qualche volta, ma mi ha sempre rispettato. Una volta, durante un litigio, mi ha urlato in maniera molto aggressiva, di aver fatto sesso con 3 o 4 donne per volta. La cosa mi fece molto male, ma non posso sapere se lo disse per “farsi bello”, o perché in realtà è una sua fantasia, non saprei.

TOLLERA SITUAZIONI MOLTO TESE?

Provoca le situazioni tese, perché conosce i miei punti deboli: “Detesto le discussioni con gesti, colpi e altri comportamenti aggressivi”, e si ritira senza chiarire nulla. Semplicemente prende le sue chiavi e se ne va, per poi tornare dopo 3 o 4 giorni come se nulla fosse.

COSIFICAZIONE DELLE ALTRE PERSONE

Ѐ EGOISTA?

Sì, persino calcolatore. Ho la costante sensazione che faccia sempre “pagare” in qualche modo quel che dà. Ad esempio, trascorrevano (lui e i suoi figli) molto tempo a casa mia, si lavavano perfino, e sebbene dividessimo le spese di quanto mangiavamo all’ora di cena, quel che si trovava nell’armadio di casa non veniva mai considerato, come gli articoli da toilette. A livello affettivo è senz’altro egoista, non posso capire altrimenti il suo abbandono. Pensa solo a sé stesso e vale solo ciò che sente lui. Telefona quando LUI ha bisogno, altrimenti non chiama. Resta a casa mia solo se ne ha voglia lui, mentre quando sono io a chiedere che lui e i figli restino, trova scuse stupide, del tipo: “Devo andare a stirare i panni” o “Devo dare da mangiare al cane”. Ed è egoista perché io ai suoi figli dedico tutto il tempo necessario, mentre lui non fa lo stesso con le mie ragazze, non le tiene proprio in conto. Non chiede mai se abbiano bisogno di qualcosa, o come è andato un esame alla più grande, ad esempio.

SI CREDE SUPERIORE AGLI ALTRI?

Apparentemente, sì. Lui sa sempre meglio di tutti quanti ciò di cui stiamo parlando in una determinata situazione, e si dilunga fino alla noia. Al lavoro, nessuno fa le cose bene come lui, sono tutti “scemi”.

TUTTI DEVONO GIRARE INTORNO A LUI E AI SUOI DESIDERI?

Sì. Se ne ha voglia, mangiamo tutti insieme, se non ne ha, “i ragazzi hanno molti compiti da fare”. Alla tv si guarda quel che lui vuole, si ascolta la musica che lui vuole. Se vuole starsene solo, dice ai ragazzi di andare dalla nonna e di non tornare finché lui non ha finito di fare una determinata cosa.

FA QUELLO CHE VUOLE SENZA CURARSI DELLE CONSEGUENZE?

Con me sì, è evidente. Non mi bistratterebbe e maltratterebbe, non mi sottostimerebbe come fa, se gli importassero le conseguenze di tali atteggiamenti.

EMPATIA: GLI IMPORTA DEI SENTIMENTI ALTRUI?

Me lo ha detto guardandomi in faccia: “Non accetto che tu stia così per questo. Quando starai meglio, se vorrai, parleremo”.  Quest’anno è stato molto duro per lui: suo padre si è ammalato, ha saputo che sta per diventare nonno, il figlio più piccolo ha avuto un’eruzione cutanea e sta andando dallo psicologo, ed io sono sempre stata al suo fianco, come è giusto che sia in una vera coppia, e nonostante ciò che lui mi ripete sempre: “Mi piace risolvere le mie cose da solo”.  Gli ho proposto di andare a Las Flores, a trascorrere parte delle festività con la mia famiglia, e mi ha risposto: “Io non faccio nulla che non abbia voglia di fare, non faccio niente per compiacere nessuno, neppure i miei figli. Le feste le passerò come voglio e con chi voglio”. Tutto ciò detto in modo aggressivo, come se io lo stessi obbligando. Era stata una semplice domanda, dato che eravamo praticamente una famiglia, ed io credevo che mi avrebbe detto, o mi aspettavo che dicesse: “Sei stata tutto l’anno al mio fianco, mi hai finanziato, mi hai aiutato tutti i mesi quando non avevo un centesimo, ti sei occupata dei miei figli, non voglio trascorrere le feste con qualcun altro che non sia tu”. Questo mi ha dato il colpo di grazia, è stato ciò che mi ha aperto la mente. Ai miei occhi è diventato un mostro.

MANIPOLA?

Sì, e lo fa dissimulando molto. Lo si nota durante tutto quello che ho raccontato finora. Ѐ un “lupo travestito da agnello”.

SEDUCE?

Sì, si nota quando vuole fare sesso. Nonostante mi abbia detto cose spaventose, mi seduce sempre nel momento in cui vuole avere rapporti, ed io ci sono sempre cascata. Non so a cosa esattamente si riferisca la domanda. Seduce le persone facendo il simpatico, il giocherellone, lo ha fatto con la mia famiglia, le volte che siamo stati insieme.

MENTE?

Io credo di sì. Dice spesso una cosa per un’altra, che non è proprio mentire, ma occulta, nasconde. Ho scoperto negli ultimi giorni che mente, con me lo ha fatto. Mi ha telefonato la sua psicologa alcuni giorni fa, chiedendo di lui: erano 3 settimane che non ci andava, mentre a me diceva che “veniva da lì”. Mi ha mentito anche su altre cose, credo che mi abbia persino tradito con altre donne. Ѐ un dubbio che mi sta uccidendo lentamente.

AGISCE PER OTTENERE CIÒ CHE VUOLE?

Sì, a volte lo fa, dipende dalla situazione. Se ad esempio gli conviene restare a casa mia perché da lui non c’è gas (non ha gas naturale perché ha debiti con l’ente erogatore e quindi glielo hanno staccato, usa la bombola), finge di “aver voglia di stare in famiglia”. In seguito mi rendo conto che non ha gas. O quando c’è di mezzo il denaro: “Mi presti qualcosa, che ho dato dei soldi a mia madre e non ne ho?”. Poi mi dice che non gli piace che una donna gli presti denaro…

COERCIZIONE: USA L’AGGRESSIONE FISICA PER RAGGIUNGERE I SUOI OBIETTIVI?

Con me è arrivato al limite, l’ho fermato appena in tempo, però in casa sua c’è una porta rotta da una suo pugno, non ho mai saputo il perché. So che picchia i ragazzi, lancia gli oggetti, ma non so se lo faccia per raggiungere un obiettivo, o perché si sente impotente per non averlo raggiunto.

USA L’AGGRESSIONE PSICHICA PER RAGGIUNGERE I SUOI OBIETTIVI?

Assolutamente sì, con me lo ha sempre fatto. Io sono molto affettuosa, e secondo lui questo è un difetto. Mi ha sempre detto che sono troppo affettuosa con i miei figli: ho un figlio che vive lontano e che mi manca, e lui sostiene che questo è un trauma, che dovrei fare una psicoterapia (mio figlio è andato a vivere con suo padre a Berazategui quando io mi sono trasferita a Santa Fé, e lui aveva 15 anni).

PARASSITISMO: VIVE DEGLI SFORZI ALTRUI?

Mi hanno raccontato che ha sempre vissuto a spese altrui. Da quel che so per esperienza diretta, deve soldi a tutti i negozi del suo quartiere. Non è lui a dirmelo, è ai ragazzi che sfugge qualcosa di bocca, perché se ne vergognano.

USA LE PERSONE?

Io mi sono sentita usata. Gliel’ho detto molte volte, e non mi ha mai dimostrato il contrario. Mi rendo conto che con me aveva un letto gratis, un hotel gratis e una madre gratis, tra le altre cose. Tra l’altro, non ha un solo amico, io non ne conosco nessuno. Ѐ sempre da solo, nessuno va mai a trovarlo a casa sua, né lui va a far visita ad altri, neppure alla sua famiglia.

ARRIVA A DISTORCERE I VALORI E PRINCIPI ALTRUI?

Con me lo ha fatto, fino al punto di essere giunta a non riconoscermi più, a sentirmi “strana”, come lui mi definiva, perché non ho mai fatto uso di droghe, non ho mai bevuto alcool, o perché non mi piacerebbe fare sesso con una donna mentre lui mi guarda, come una volta mi ha proposto.

Ѐ INSENSIBILE?

Ѐ la cosa che attualmente mi fa più male. Non lo capisco, mi chiedo se sia un essere umano, se abbia dei sentimenti, un’anima, perché solo un essere senz’anima può agire in maniera così fredda con qualcuno che gli ha dato così tanto. Tante illusioni gettate nell’immondizia, che non meritano neppure una sua telefonata per dirmi: “Perdonami per tutto il male che ti ho fatto”.

Ѐ CRUDELE?

Ѐ molto crudele. Le sembra che ignorare persino le mie figlie non sia crudele? Non ho madre, né padre, né fratelli che mi aiutino con le mie ragazze, ho problemi economici e ugualmente lo aiuto, e mi abbandona come se fossi una COSA. Questo non è crudele?

UMILIA E SVALUTA?

Mi umilia ogni qualvolta mi dice: “Se le cose non sono come vuoi tu, non ti servono”, quando è l’esatto contrario. Mi svaluta quando gli chiedo un’opinione su qualche incarico che ho svolto, e mi dice: “Ѐ orribile”, o quando mi dice: “Hai un’idea di famiglia Ingalls” (quella della serie tv “La Casa nella prateria”, ndt), quando non è vero. E ancora: “Pensa ciò che vuoi, non è così, ma se ti piace, ti do’ ragione”.

SENTE LA MANCANZA?

In nessun momento di questo lunghissimo mese che siamo stati separati, dopo tutto quel che abbiamo passato insieme, non mi ha MAI detto: “Mi manchi, ho bisogno di te”. Non chiama nemmeno per sapere se abbiamo bisogno di qualcosa. No, non sente alcuna mancanza, è evidente.

CREA TENSIONE ED ESAURIMENTO NEI RAPPORTI CON LE ALTRE PERSONE?

A mia figlia più piccola dà continuamente fastidio, invece di sedersi a giocare con lei, e gode della cosa. Quando gli dico che viene a farmi visita la tale persona, mi dice: “NON APPAIO NEMMENO, NON LO SOPPORTO”, quando magari in realtà l’ha visto una volta sola. Non so nient’altro. So che uno dei suoi fratelli è molto arrabbiato con lui (non l’ho saputo da lui, ma dal fratello stesso), perché è “un pezzo di merda, mi cerca solo quando ha bisogno”.

CREA RELAZIONI DI DIPENDENZA?

Con me lo ha fatto. Attualmente muoio dalla voglia di ricevere una telefonata, di vederlo, affinché mi dica ciò che razionalmente so che non dirà. Su  altre relazioni non saprei dire.

DESIDERA AGGIUNGERE ALTRO?

Mi sento molto triste e disorientata, non so se stia giudicando bene i suoi atteggiamenti. Non capisco perché non dia segno di aver bisogno di me, di sapere delle ragazze. Mi fa male l’abbandono, e immagino che la sua vita continui come se nulla fosse successo, tale e quale a come una volte mi disse: “NON SMETTERO’ DI VIVERE”. A volte penso che sia stato lui stesso a provocare questa situazione per disfarsi di me, perché forse si è reso conto che apparteniamo a due mondi diversi, che il suo passato è sporco. Comunque, sia quel che sia, il suo atteggiamento è molto vigliacco, freddo, impensabile, inimmaginabile. Mi sento molto spaventata.

Un bacio, e mille grazie in ogni caso per aver letto la mia piccola storia.

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Buonasera Dr. Marietán,

ho inviato il questionario e non so dove trovare le risposte, se al mio indirizzo mail o se debba cercarle nella Sua pagina web. Sono molto angosciata, e dalla sua opinione dipende la mia decisione finale. Non voglio dare giudizi affrettati sulla personalità di Leandro (l’ex compagno della paziente, ndt.), ma ho bisogno di risolvere questa questione il prima possibile. Ci sono molti suoi atteggiamenti che non comprendo, e sì che sono sempre stata una donna comprensiva, ho sempre cercato di trovare una soluzione ai problemi. Mi trovo attualmente ad un bivio dal quale non riesco a uscire. Da un lato, mi terrorizza il fatto che le risposte che ho dato al questionario possano confermare i miei dubbi, cioè che lui sia uno psicopatico. Mi mancano molto i suoi figli, le mie ragazze anche sentono la mancanza di lui, qui siamo in molti ad essere coinvolti, e sento un profondo vuoto “familiare”, oltre che nel mio essere donna. Non vorrei sbagliarmi perché, come Le ho detto, sto “smontando” quella che iniziava a essere una famiglia. Non posso controllare la mia angoscia. Ci sono momenti in cui mi sento bene, ho le energie sufficienti per badare alla casa e alle ragazze, ma in altri vengo colta da una profonda necessità di piangere e le domande si succedono una dopo l’altra…seguite solo da maggior silenzio e confusione. Possibile che lui non si degni di chiamare per cercare di risolvere la situazione, anche nell’interesse dei suoi figli? Possibile che non senta la perdita di tutto quello che abbiamo condiviso, e che neppure per un momento senta il bisogno di farmelo sapere? I suoi figli non gli chiedono il perché di tutto questo? E lui cosa gli risponde? Tutti i sabati sera ci riunivamo per cenare insieme, la mia casa si riempiva d’allegria e…all’improvviso più niente. Siamo solo noi tre, senza capire, incapaci di sopportare questo vuoto, questo silenzio interminabile, fino a un mese fa avevamo una vita bella e piena di illusioni. Il bambino più piccolo veniva col suo zaino per fare i compiti con me, e il più grande a raccontarmi del figlio che sta per avere. Ugualmente, tra il ragazzo e mia figlia maggiore c’era una certa complicità, avevano i loro codici, si raccontavano segreti. Dov’è finito tutto questo? Come gestire tale situazione? Devo continuare così, senza nemmeno provare a parlargli? Ho molta paura di sbagliarmi di nuovo. La mia vita non è mai stata facile, da che io ricordi, e sento di non avere più le stesse forze di prima per far fronte a tanto senso dell’abbandono. Le lascio un saluto affettuoso, sperando in una Sua pronta risposta. So che siamo in molti a scriverLe, e che forse non ha tempo per rispondere a tutti con l’urgenza di cui abbiamo bisogno. Comprendo, e resto in attesa di una Sua opinione.

Grazie, e a presto.

Ana

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Ana,

quest’uomo, secondo quel che descrivi molto bene, ha una personalità molto complessa. Presenta vari tratti tipici di questo tipo di personalità (psicopatica, ndt): freddezza affettiva, mancanza di empatia, cosificazione, mancanza di progetti in comune, uso e abuso di persona. Senza dubbio, il tuo modello di donna è molto lontano dal modello di uomo che è lui. In lui troverai sempre queste differenze che ti causano sofferenza, pianti,l’accoccolarti a letto a piangere per quel che non c’è. Hai comunque due personcine al tuo fianco, due soli che illuminano buona parte della tua vita, che ti danno un perché, un senso. Devi concentrarti su questo, affinché tu possa guarire da questa relazione e ricominciare daccapo il tuo ciclo di donna. Nel frattempo, applica il no contact. Piangerai, sentirai la mancanza, ma lascia alla ferita il tempo di risanarsi. Cerca in altri uomini l’affetto che vuoi, e datti tempo.

Saluti, Dr. Hugo Marietán

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Dr. Marietán,

innanzitutto, grazie mille per la Sua risposta. Anche se dentro di me avevo la speranza che non fosse questo, ma qualche altra cosa, mi è servito moltissimo per prendere coscienza consapevolmente. In ogni caso, ci sono moltissime domande che mi sorgono in ogni momento. Una di esse è: gli psicopatici non piangono? Dinanzi a una perdita, come succede a me per esempio, non sentono la mancanza? Non hanno ricordi? Da un giorno all’altro non hanno più bisogno di ciò che ottenevano dal loro complementare? Ѐ così facile per loro scartare in maniera tanto fredda, come si getta qualcosa che non serva più nell’immondizia? Io credo in Dio, e mi aggrappo moltissimo a Lui, e mi chiedo: se mette sulla Terra questo “tipo di persone” che fanno tanto, tantissimo male, lo stesso Dio non dà loro a volte, per quanto lievi siano, momenti in cui si fermano a pensare e mettono in funzione i loro sentimenti, la possibilità di sentire le assenze? Alle persone come me succede, ad esempio, di ascoltare una canzone che ci fa ricordare delle cose, e questo ci fa emozionare, ci rende tristi, o ci sono determinati codici che ci facevano divertire, ad esempio, e che anche se uno non vuole, tornano in mente, e si sentono anche cose che ci smuovono. A loro non succede tutto questo? Come funziona con loro? Sto mettendo in pratica il “no contact”, ma lui mi dà una mano enorme: è sparito.

Devo credere che sia stato lui stesso a portare la situazione a questo punto (la mia depressione), per togliermi di mezzo? A me manca sempre di più, non riesco ad odiarlo, né sento il bisogno di vendicarmi. Però ho sì bisogno di Giustizia Divina.

Come termina la vita di queste persone? Restano sole?

Grazie mille…anche se Lei non lo sa, mi sta aiutando molto.

Un abbraccio, Ana.

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Ana,

devi leggere un po’ di più gli articoli della pagina (http://www.marietan.com) : El complementario y su psicópata (Il complementare e il suo psicopatico), El Sol Negro (Il Sole Nero), Asesoramiento para el complementario (Consigli per il complementare), e Estoy con un psicópata (Sto con uno psicopatico).

Saluti, Dr. Hugo Marietán

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Dr. Marietán,

leggo e rileggo tutti gli articoli, e in certi momenti penso che si stia trasformando in una dipendenza. Qualunque momento libero lo uso per leggere i Suoi articoli, ma anche così, ci sono molte cose che non capisco.

Automaticamente smetto di leggere e mi occupo di altro, ma affiorano pensieri come: “Non può essere così”. Questa persona, che ha condiviso cene alla MIA tavola con le MIE figlie e i suoi figli, che ha dormito nel MIO letto, che ha usato il mio bagno, che ha condiviso la mia vita per due lunghissimi anni, giurava di amarmi e di sentire il bisogno di stare al mio fianco fin quando non fossimo diventati UN MUCCHIETTO DI OSSA, non può mentire così tanto. Non c’è ragione per farlo, non ci trovo una giustificazione. Dov’è il piacere per Leandro nel coinvolgere i suoi stessi figli in una simile manipolazione? Dov’è il godimento? Perché ha fatto sentire ai suoi figli il calore del “focolare domestico”, una così bella idea di famiglia? Perché come tale ci consideravamo (evidentemente lui no). Perché, poi, strapparglielo così dal nulla, e da un giorno all’altro? Ai suoi figli dirà che sono impazzita? Che spiegazioni gli avrà dato? Non capisco. Li avesse lasciati fuori, non li avesse coinvolti in questo sporco gioco che, nonostante si dica “loro (gli psicopatici) sono diversi, hanno bisogni diversi”, non mi basta per giustificare una tale atrocità. I suoi figli sono stati ABBANDONATI dalla madre, e loro padre, con questo atteggiamento di merda (mi perdoni per l’espressione, ma è così che la penso) gli ha mostrato il bocconcino che non hanno mai avuto, gli ha fatto provare quanto è buono, per poi PORTARGLIELO VIA, quando cominciavano ad assaporarlo. Ѐ una bestialità, e neppure questo appellativo andrebbe bene, perché le bestie sono più affettuose, e teniamo conto del fatto che sono TUTTE ISTINTO, non hanno la ragione…e non abbandonano le loro creature. Sono perplessa.

Forse una donna, nel suo BISOGNO di sentirsi amata e di ricevere un po’ di affetto, diviene cieca e finisce per accontentarsi delle briciole, pensando che queste siano una sufficiente prova d’amore. Così come io sono stata la “mamma del cuore” dei figli di Leandro, nei fatti e non solo nelle parole (tagliavo loro le unghie, li accompagnavo dal medico, gli ricordavo l’ora di prendere le medicine, li svegliavo con un bacio, e gli stessi gesti d’affetto che ho per le mie figlie, li avevo con i suoi figli, perché mi veniva dall’anima, farlo), Leandro diceva sempre alle mie figlie: “Io sono il tuo papà del cuore”.

Ieri mia figlia Bianca, di 4 anni, mi ha chiesto, come chi toglie dal cappello dell’illusionista un coniglio: “Mamma, Leandro non viene più a casa?”. “No”, le ho risposto. “Ma lui deve venire, perché è il mio “papà del cuore” e io sono il “suo amoruccio”, e lui deve venire, deve venire!”.  Mi si è formato un nodo in gola e chiuso il petto e, contenendo il mio bisogno di piangere, le ho risposto come potevo: “Stamattina presto, quando tu dormivi, mi ha telefonato e mi ha chiesto di te, ti ha mandato un bacio”. Poi ho fatto finta di voler andare in bagno, ho chiuso la porta e l’ho maledetto, gli ho augurato il peggio, poi però ho chiesto a Dio la forza per andare avanti, e l’intelligenza per rispondere alle domande che d’ora in avanti comincerà a farmi mia figlia. Lui mi ha toccato la cosa più bella e l’ha ferita, e in questo non lo giustifico, né mi accontento di un semplice “è DIVERSO”. Che faccio con mia figlia? Alla maggiore, che ha 19 anni, posso spiegare, parliamo e lo assimila, capisce. Ma l’innocenza della più piccola mi complica l’anima, le risposte, i ragionamenti. Ѐ giusto mentirle? Le dico che è andato lontano per lavoro? Che faccio?

Ha la mia autorizzazione a pubblicare le mie lettere, se possono essere di qualche utilità. Perché così come sono caduta io nella tela del ragno, e sto cercando di uscir fuori da questi fili bavosi insieme alle mie figlie, le persone che stanno facendo il mio stesso sforzo estenuante, sconcertante e tortuoso per uscirne quanto più intere e ragionevoli possibile, potranno trovare utili le risposte che Lei mi darà.

Io credevo che ogni giorno che passa sarebbe stato un passo in avanti verso la comprensione, ma non è così: ogni giorno è sempre più difficile del precedente, e sembra che il castigo, invece di andare verso chi lo ha perpetrato (così come mi hanno insegnato nei collegi cattolici nei quali ho completato tutti i miei studi), vada verso chi è stato colpito…

Nello scrivere questo, mi è tornata in mente, come per magia, una situazione che si verificò con Leandro nella cucina di casa mia, mentre stavamo preparando la cena per tutti e sei: notai una tela di ragno in un angolo del soffitto e andai con una scopa per toglierla, ma Leandro disse: “Lasciala, ti serve per catturare gli insetti”. Lo guardai senza capire: “Perché dovrebbero servirmi degli insetti catturati nella tela di un ragno?”. “Perché restino lì e non ti diano fastidio. IO SONO COME QUEL RAGNO: RESTO IN ATTESA CHE CADA LA PREDA, E POI ME LA GODO…”. E non disse più altro, continuò a fare le sue cose, mettendo quei puntini sospensivi che noi complementari cerchiamo di decifrare, decodificare per settimane e mesi…io non replicai nulla. Ovviamente, in quel momento non capii il suo messaggio. Fu un suo SCIVOLONE?

Dicono anche: RACCOGLIERAI CIO’ CHE SEMINI. Io non ho seminato questo. Io ho seminato solo amore in ogni angolo, e sto raccogliendo immondizia, erba cattiva, resti, abbandono.

Un abbraccio, e grazie mille per essere dalla nostra parte.

Ana

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Ana,

devi mettere in pratica una regola basilare: NON CERCARE DI CAPIRE LA MENTE DI QUEST’UOMO. Non ci riuscirai mai, e ti consumerai nel tentativo di farlo. Pensa con una frequenza molto lontana dalla tua. Il cercare di comprenderlo secondo il sistema logico comune ti roderà il cervello. Pensare è un’attività cerebrale che costa più energia di quella che spende un muscolo mentre corre. Ѐ per questo che pensare sempre le stesse cose più volte ti stanca, ti porta via le energie, e finisci per essere stremata come se il tuo corpo avesse lavorato duramente.

Altra cosa che devi sapere è che SI PENSA UNA COSA PER VOLTA. Il pensiero è seriale, non parallelo (vedi  http://www.marietan.com/materialesquizofrenia/Doxografiaesquizofrenia.htm), e SE STAI PENSANDO A LUI, NON PENSI AD ALTRE COSE. Stai usando il suo cervello per lui, e non per venir fuori affettivamente dal pozzo in cui ti trovi. Vuol dire che NON STAI PENSANDO A TE, né alle tue figlie, che sono doni che la vita ti ha fatto.

Per quanto riguarda tua figlia minore: non mentirle. Prima o poi lei saprà la verità e non le piacerà il fatto che sua madre le abbia mentito. Non dirle nemmeno tutta la verità in una volta sola. Fallo poco per volta, quando lei te lo chiederà, e con un linguaggio che  possa capire, fatto di poche e semplici frasi. Non sovraccaricare tua figlia maggiore con questo problema, non appannarle la mente: lei deve costruire la sua vita con fiducia, con voglia di farcela, senza risentimento verso gli uomini: la maggior parte di essi sono brave persone, e questi esseri diversi sono solo il 3%.

Quanto a te, devi ELABORARE IL LUTTO PER LE TUE SPERANZE PERDUTE, non per lui (non lo merita), MA PER QUELLO CHE HAI COSTRUITO TU, per quel mondo da te proiettato e che non c’è stato.

Guarda i tuoi piedi, guardali bene: sono tuoi, non sono più ai suoi ordini, adesso ti appartengono e con essi farai passi verso un altro cammino, una volta che ti deciderai a smuoverli da questa immobilità in cui sei finita con quell’essere.

Non farti più domande oscure: alza la testa, cerca la luce, sbircia la possibilità di una vita diversa e guarda verso di essa.

Dr. Marietán, dicembre 2007   

Un pensiero su “Ana e l’uomo della ragnatela

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