Figli di madri narcisiste

Fonte: http://sobreviviendoasociopatasynarcisistas.blogspot.it/2016_03_01_archive.html

Trad. Gabriella Maddaloni

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Abbiamo già parlato di padri narcisisti e psicopatici. In genere sono difficili da individuare, ma non quanto riconoscere una madre con le medesime caratteristiche. Le madri narcisiste e psicopatiche contano infatti su di un vantaggio in più: la comune credenza che le donne, in quanto capaci di dare la vita, siano automaticamente empatiche e affettuose. In più del 90% della popolazione ciò può essere vero (con varie sfumature, ovviamente), tuttavia ci sono donne con disturbi della personalità, che si auto-riconoscono come sociopatiche o narcisiste, ma che ugualmente scelgono di avere figli per svariati motivi: per tenere “in trappola” un uomo ricco, per avere qualcuno che si prenda cura di loro durante la vecchiaia, per avere più fonti di reddito, per dissimulare la loro doppia vita o semplicemente per capriccio. Il male che queste donne fanno ai loro figli è devastante, perché l’abuso e l’erosione di identità si prolungano per tanto tempo senza essere scoperti, che quando i membri della famiglia si rendono conto della dinamica perversa della stessa, è probabile che (i figli) abbiano sviluppato patologie come stress postraumatico complesso (una versione complicata di Sindrome Post-traumatica da Stress), fobie, depressione, ecc. Del resto il narcisista o sociopatico ha ripetuto questo ciclo di abusi milioni di volte con i suoi figli, fin dalla loro nascita, e disinnescarlo è complicato.

Le madri narcisiste possono essere catalogate in “controllori”, vale a dire che vogliono dominare tutti gli aspetti della vita dei loro figli, o al contrario, in “negligenti”, cioè, quelle che mettono da parte la loro funzione di madre, negando alla prole il sostegno emotivo. Le madri narcisiste con profilo più “controllante” cercano di incrinare tutti i vincoli dei propri figli con persone sane, perché credono che la realtà che vivono nel quotidiano (triangolazioni con fratelli e/o familiari, castighi verbali o fisici quando i figli non fanno ciò che loro vogliono, silenzi prolungati per forzare un cambio di atteggiamento) è una cosa normale che non si può cambiare. Giungono a parlare male dei propri figli di fronte ad amici o familiari per isolarli. In altri casi, quando la madre è più negligente, pretenderà che i suoi figli si facciano carico di tutte le questioni che riguardano la casa e il mondo degli adulti, affinché loro possano dedicarsi al divertimento e all’ozio. Tuttavia, potrà di tanto in tanto sorgere una qualche messa in scena per mostrarsi come una madre devota dinanzi agli altri. In entrambi i tipi di madri, quando la figlia o il figlio cominciano a rendersi conto che c’è qualcosa che non va e cercano di mettere una distanza, utilizzeranno il senso di colpa per farli tornare al loro centro di pazzia e controllo.     

La linea di condotta per iniziare a trattare l’abuso narcisista è la riduzione o l’eliminazione del contatto; tuttavia, molti membri di famiglie narcisiste si sentono in colpa nel fare questo, e finiscono per abbandonare la terapia. Inoltre, molti altri familiari che non riescono ad accettare che ci sia qualcosa di male, tendono a colpevolizzare la vera vittima, gettandola nella dissonanza cognitiva e nell’inattività. Purtroppo questo succede a causa della mancanza di informazione che c’è su questi disturbi di personalità.

Una psicoterapeuta che affronta il problema, concentrandosi però più sulla relazione madre narcisista-figlia donna, è Karil McBride in “Madri che non sanno amare”: “Questa casa non sarà mai ciò che vuoi tu”, “Non conta quanto ti impegni, il tuo corpo non sarà mai perfetto”, “Sei sempre stata una ritardata in matematica, adesso sei negata in economia”, “Non ti rendi conto di essere una fallita, come vuoi che ti amino”. Le conseguenze dell’agire di questa madre saranno che la figlia metterà sempre sé stessa in dubbio, non sentirà mai di essere abbastanza “brava”, ne che meriterà di essere riconosciuta. Secondo l’autrice il narcisismo di queste madri danneggia più le figlie che i figli, questo perché la madre vede nella figlia un’estensione di sé stessa, piuttosto che una persona indipendente. Anche se non è sempre così, perché le madri narcisiste e psicopatiche scelgono sempre un “figlio preferito” e un “capro espiatorio”. Il genere non è la variabile principale per occupare questi ruoli perversi che la madre stabilisce, ma l’utilità che i figli possono avere come “fornitura narcisistica” (“Figlio preferito”), o la capacità di vedere oltre la maschera della madre stessa (“Capro espiatorio”). L’autrice spiega in modo eccellente i suoi tratti caratteristici:

  • Ha un’idea grandiosa della sua importanza, vale a dire che esagera i suoi risultati e i suoi talenti e si aspetta che gli altri lo riconoscano;
  • Ѐ ossessionata da fantasie di successo, potere e bellezza illimitate;
  • Crede di essere unica e speciale. Disprezza tutti gli altri perché sono “stupidi o insulsi”;
  • Esige eccessiva ammirazione;
  • Crede di avere diritto a ricevere un trattamento speciale;
  • Ѐ una sfruttatrice interpersonale, cioè si approfitta degli altri per raggiungere i suoi scopi;
  • Ѐ carente di empatia, non è disposta a riconoscere i sentimenti e le necessità altrui;
  • Spesso invidia gli altri e crede che gli altri la invidino;
  • Mostra arroganza, atteggiamenti e modi arroganti;
  • Le sue necessità vengono prima di tutto;
  • Finge di essere una buona madre e una buona moglie, ma nell’intimità maltratta, triangola, abusa di coloro che le sono più vicini. Molte di loro sono promiscue, ma fanno in modo che nessuno sospetti nulla.

Con caratteristiche di questo tipo, è difficile che una figlia o un figlio abbiano una connessione speciale con la madre, e le conseguenze non si fanno attendere: quella figlia cercherà con tutti i mezzi di guadagnarsi l’amore di colei che l’ha generata, di ottenere la sua attenzione e sentirà che non è mai capace di compiacerla. Il danno si va così estendendo, perché tale madre metterà sempre le sue opinioni al di sopra di quelle dei figli, non li appoggerà mai affinché siano indipendenti, e tutta la famiglia girerà intorno a lei. Se qualcuno chiede dove sia il padre, l’ovvia risposta è che quel marito gira anch’egli intorno alla madre, perché una narcisista ha bisogno di un coniuge che le permetta di stare al centro dell’attenzione se si desidera che quel matrimonio sopravviva. Spesso questi padri sono totalmente scavalcati e chiedono ai loro figli di sopportare i modi di fare della madre per evitare tensioni e drammi. Nella maggioranza dei casi, quella figlia o quel figlio nell’età adulta saranno molto esigenti con sé stessi, vivranno perennemente sull’attenti e non si cureranno delle proprie esigenze. Inoltre, tenderanno a cercare l’approvazione che non hanno mai ottenuto e diventeranno facili prede di partner narcisisti o sociopatici.

La buona notizia è che a questo danno si può rimediare, e questo avviene prendendo coscienza del problema, accettando che quella madre bugiarda e insensibile è nata così e non cambierà, per quanto la figlia o il figlio le diano amore incondizionato. Non bisogna sentirsi in colpa, ci si deve separare da lei e vivere il lutto, cercare aiuto terapeutico e avere la certezza che non ripeterà gli atteggiamenti materni perché, a differenza della madre, il figlio o la figlia hanno empatia. Un libro che raccomandiamo non solo a coloro che hanno subito la manipolazione e il tipico abuso psicologico, ma anche maltrattamenti estremi come violenze fisiche e abusi sessuali (le madri narcisiste negligenti sono solite portare in casa i loro multipli partner e non fanno attenzione se questi uomini abusano delle loro figlie) è quello della Dottoressa Judith Herman: Guarire dal trauma (Trauma and Recovery. New York: Basic Books, 1992, 1997). Non si tratta di un libro emotivamente facile, giacché i racconti trattati sono crudi, ma è davvero rivelatore e dà speranza anche a coloro che sono sopravvissuti a madri e padri psicopatici sadici. Lo si raccomanda tanto alle vittime, quanto ai terapeuti che vogliano specializzarsi nel trattamento di pazienti vittime di violenza domestica e abuso sessuale. Divide il processo di recupero in tre fasi: ristabilire sicurezza e responsabilizzazione nel paziente; lutto e revisione del passato (questo si fa dopo aver fornito consulenza e sicurezza affinché i pazienti non si “scompensino”); infine la riconnessione a un nuovo tipo di vita, fatto di vincoli che diano sicurezza. Il libro della Herman merita d’essere trattato esaustivamente […], e include molte tecniche terapeutiche interessanti per ricercare e scegliere il tipo di trattamento che sembra più opportuno.

97 pensieri su “Figli di madri narcisiste

  1. Questo articolo è la descrizione della mia infanzia e la mia adolescenza. Ora vivo per conto mio e ho limitato al minimo i contatti con mia madre, ma lotto con depressione ricorrente, sconforto, insicurezze, perfezionismo, auto sabotaggio e tante altre “eredità” dell’ abuso subito. ..
    Cercherò i libri consigliati nell’articolo. Non essendo ancora riuscita a trovare un terapeuta in zona esperto sull’argomento, leggo molto per cercare di iniziare il difficile percorso di guarigione.
    Ancora una volta grazie per i suggerimenti!

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    1. Ciao Maia, ho vissuto e sto vivendo la tua stessa esperienza e mi piacerebbe scriverti per chiederti qualcosa, se vuoi, perché sono al collasso. Come ti posso contattare? Grazie.

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      1. Ciao Vera, se te la senti, scrivi direttamente qui, per favore. Può essere utile a tutte noi. Su questa specifica tematica non è facile trovare documentazione e, se per le relazioni tossiche con un uomo, c’è una certa facilità a confrontarsi, sugli abusi occulti in famiglia c’è una resistenza fortissima. Io ho potuto constatare che la resistenza parte innanzitutto da noi. Sono una donna, ho figli, alle spalle un matrimonio che mi ha devastato e una serie di relazioni che mi hanno depredato di ogni speranza e bene. Sono stata sempre concentrata sulle mie relazioni sbagliate, ho cercato di correggermi e rendermi amabile, di inzerbinarmi (non consapevolmente, ma tant’è…) meglio e di farmi accettare, ho esaudito tutti i desideri che ho intuito, a parte i miei, ovviamente. Io non ho mai avuto desideri per me, solo essere amata. Ho trascorso anni a cercare di capire perché incappassi in uomini bugiardi e abusanti, incartandomi sempre di più, sono diventata sospettosa e grigia e, nonostante tutto, non ho fatto altro che far avvicinare uomini sbagliati. Ho pensato che il tutto derivasse dal rapporto inesistente con mio padre, un uomo prepotente e rude, offensivo e violento. Ho pensato che mi mancassero proprio le capacità per comprendere il genere maschile. Mi sfuggiva però un particolare importante. Mi sfuggiva perché non accettavo di vederlo. Mai ho messo in dubbio la buona fede e l’amore di mia madre. Nemmeno quando mi menava, nemmeno se mi insultava, nemmeno se non mi difendeva, anzi, mi si scagliava contro e mi distruggeva l’anima pezzo dopo pezzo. Mi ha detto le cose più orribili che mi siano state dette. Eppure, non ho mai dubitato. Non ricordo un compleanno, un natale, un giorno di festa senza tragedie. Tragedie epiche, scaturite sempre dal nulla ma io mi sentivo comunque in colpa. Una tenda non perfettamente stirata, una goccia d’acqua in un lavandino non perfettamente luccicante, un giocattolo fuori posto. E io mi sentivo davvero una merdaccia per aver sbagliato quel qualcosa che la faceva infuriare. Sbagliavo sempre qualcosa. A un certo punto ho cominciato a stare troppo male e a rispondere male e sono diventata ancor di più l’essere meno desiderabile dell’universo. Ero proprio io l’errore, sbagliata in tutto, nemmeno capace di subire in silenzio le punizioni per questi fantomatici errori. Nella mia testa capivo che le scenate partivano dal suo nervosismo, perché non le andava di fare certe cose, come per esempio cucinare e recitare la parte della perfetta madre e moglie, e sapevo che aveva solo bisogno di sfogarsi e che avrei dovuto incassare in silenzio, ma ci soffrivo troppo per rimanere muta, mi arrabbiavo e non riuscivo, come poi faceva lei, a ridere a 32 denti davanti agli invitati, a tener banco, a scherzare. Io mi sentivo disperata, fiaccata, stranita, non riuscivo a far finta che non mi avesse colpito e mortificato. Stavo giù e lei non mancava di far notare quanto fossi strana, cupa, insopportabile. Sono stata screditata davanti a tutti, fatta passare per la bambina, poi la ragazza, poi la donna più intrattabile, egoista, stronza. Giorni, mesi, anni di silenzi punitivi. Durante i quali era impossibile mendicare anche solo una parola. Poi tornava, in occasione di qualche nuova recita in pubblico, con l’atteggiamento di una martire che si carica la croce di una figlia sbagliata e, per sua grande bontà, dispensa consigli non richiesti, spara sentenze mortificanti, affonda il coltello. Aveva questa croce, questa figlia orribile di cui occuparsi, e io ci credevo davvero di essere orribile, sbagliatissima.
        Ho sempre pensato che mia madre non fosse del tutto equilibrata ma solo quest’estate, pensa tu, all’ennesima scenata di panico, scaturita dal nulla, alle ennesime umiliazioni mi si è accesa una lampadina: è esattamente quello che mi capita nelle relazioni sentimentali. È la stessa dinamica. Io non faccio altro che espiare quello che nemmeno capisco di aver commesso. Errori che io non capisco di fare.
        Io cerco di compiacere e piacere, tutta tesa a captare cosa posso fare per farmi voler bene e puntualmente prendo bastonate. Per andare bene, devo essere di gomma, senza sentimenti, senza “assurde” pretese di rispetto o privacy. D’altra parte, me lo disse proprio lei una volta, l’ideale per lei è che io sia depressa così sono più malleabile e piacevole.
        Sono una donna prostrata. Cerco di mascherare la profonda insicurezza che mi deriva da tutto ciò, di darmi un contegno, ma la sostanza non cambia. Sono la bambina che cercava di farsi amare e non ci riusciva. Ma l’illuminazione è che questa bambina disperata non potrà riuscirci, perché l’amore cercato semplicemente non c’è. Non c’è nei favori non richiesti e poi rinfacciati, non c’è nelle invasioni, non c’è nelle insinuazioni cattive, non c’è nei giochetti tesi a farmi saltare i nervi per poi screditarmi, non c’è nei racconti distorti, non c’è nelle bugie, nelle scenate, non c’è nei giramenti di frittata, non c’è nelle offese e nell’instillazione costante e opprimente di sensi di colpa su sensi di colpa. Non c’è. Punto. E non posso farci niente.
        Tu non ci crederai, Vera, ma questa illuminazione mi ha insieme sollevato e abbattuto. Forse mi ha dato il colpo di grazia definitivo, ma è anche il punto di partenza per tentare una strada nuova. Sto provando, come posso, a mettere paletti e frenare lo scempio di me. Ma non è facile. C’è di mezzo un’intera famiglia, da cui non potrà salvarmi un divorzio, e tutta ruota intorno a mia madre. I miei stessi figli la adorano e io non potrei mai limitare la frequentazione, perché i bambini hanno già sofferto l’anaffettività del loro padre, hanno bisogno di credere di avere una famiglia che li ama alle spalle. Io, sostanzialmente, vivo per proteggerli e renderli forti e felici. Come potrai immaginare, mia madre sa perfettamente che io mi farei scannare per loro. E quindi, all’occorrenza, quando ha bisogno di sfogare le sue frustrazioni, il suo livore, sa come ripescarmi. Sa che io per proteggere loro e la loro serenità, son pronta a incassare tutto. E quindi il gioco è semplice: arriva nonnina con un bel premio per loro e un sacco di merda da riversarmi segretamente addosso. Con i suoi modi, quelli che mi feriscono e passano inosservati a tutti gli altri. Quello che sto impacciatamente cercando di fare e di proteggere un minimo anche la bambina disperata che è in me. Basta rimanerci male per il non-amore. Non cambia nulla se ci piango la notte. L’amore non va cercato dove non c’è.
        Io non so se lei è narcisista, sociopatica o semplicemente squilibrata. Di certo non sa amare. Di certo non ama me. Basta cercare di cambiare il finale di una favola che non esiste. I colpi non posso evitare che mi vengano inferti, però magari posso imparare a schivarli, invece di rimanere impalata o di correre incontro al pugno a viso aperto. Ecco, io più di questo non so cosa fare. So che può sembrare assolutamente assurdo, ma io fino a quest’estate non ho riconosciuto il problema. Cioè, ovvio che soffrissi come un cane, da sempre, ma non avevo messo a fuoco. Avevo un cancro che mi divorava da dentro, ma nel mentre ero tutta concentrata a proteggermi dalle ustioni degli incendi tutti intorno. E mai mi ero resa conto che negli incendi c’ero finita perché il mio cancro mi aveva tolto la capacità di valutare quale fosse il bene e il male per me. Mi costa molto ammettere questo. Mi fa sentire stupida (anni e anni di colpevolizzazioni, come vedi, lasciano il segno…), mi sembro l’adolescente ribelle che incolpa mammà per le sue insicurezze. Sono una donna, dovrei essere autonoma, no? Ok, ho avuto una madre pazzoide, questo non dovrebbe impedirmi di farmi una vita felice e serena. Il problema è che finora non ho connesso le cose. Le ho creduto al 100%, le ho dato ragione al 100%, mi sono vista e interpretata come lei mi ha dettato. Questo sì che mi ha impedito di farmi una vita felice e serena

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      2. Figlie di madri narcisiste patologiche e perverse,sosteniamoci. Cara, dolce, Mina, ti ho letta tutto d’ un fiato e mi sembrava che stessi descrivendo mia madre. Identica!!!! In piú ho un fratello che lei adora piú di un Dio ( lo hanno notato tutti ) pure lui narcisista.
        Io ne sto uscendo da questa tortura solo adesso che ho 51 anni. Non ci daranno mai quell’amore e quella tenerezza che desideriamo. Anche se si é costretti a frequentarle, almeno facciamolo il meno possibile. Inutile cercare di parlar loro del nostro dolore, perché non sentono da quell’orecchio e il nostro dolore aumenta la loro forza distruttrice. Indifferenza, freddezza, sano egoismo e avanti leggere per la nostra strada

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      3. dopo una settimana di pace eccola che ricomincia…perché ovviamente nn ha ottenuto quello che voleva ossia che io tornassi a fare quello che lei chiedeva…con la scusa che nn le avevo telefonato lei cosi sola povera donna…quando le avevo detto chiaramente che nn riuscivo più a fidarmi di lei…le ho di nuovo aperto la porta sui miei sentimenti e l unica cosa che mi ha detto è stata vergognati….per poi augurarmi di schiantarmi contro una pianta mentre tornavo a casa…e nn contenta chiama mio padre e gli dice che io l ho detto a lei…per 30 anni ho avuto a che fare con un mostro che nn conoscevo…ora la vedo x quello che è…nn la vittima.ma l artefice di tutto…un freddo essere che ti fissa mentre agonizzi e gode del tuo dolore..uno schifo…

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    2. è difficile trovarne…soprattutto perchè loro passano da vittime e quindi è difficile pensare che tua madrenn ti ami…la mia per esempio fa talmente la vittima che ha convinto anche il suo psicologo che è depressa…invece è narcisista…e quasi nessuno è preparato sulla sindrome da abuso narcisistico…un vero inferno…

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      1. Carissima, infatti è ampiamente dimostrato negli studi e nelle testimonianze presenti negli articoli del blog, in particolare nell’articolo https://www.google.it/amp/s/artedisalvarsi.wordpress.com/2015/06/19/il-perverso-lonnipotente-medico-di-se-stesso/amp/ l’assoluta inutilità di ogni sorta di terapia per quanto riguarda la psicopatia e l’ultimo gradino nella scala del narcismo, cioè, perverso/maligno. Riuscire a sedurre un terapeuta, a portarlo dalla loro parte, è un obiettivo molto ambito che reca non poche soddisfazioni a questi soggetti. A me è capitata qualcosa di simile tanti anni fa, dovevo avere circa 10 anni quando mia madre n.p. conclamata, di ritorno dalla seconda e ultima seduta terapeutica che ha fatto in vita sua, è arrivata a casa e ha esclamato, perentoria: “La dottoressa ha detto che dovette smettere di farmi innervosire!”. Ovviamente raccontava l’ennesima balla, ma la cosa mi è rimasta impressa tuttora come la metafora del modo di ‘ragionare’ di questi individui. Noi, i bambini che non avevamo chiesto di nascere, eravamo la causa del suo male… Guardarsi dentro per loro è una vera tragedia! Un abbraccio grosso grosso e tanta solidarietà.

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      2. si..anche la mia ha detto una cosa del genere della serie “io ho una patologia e non posso subire traumi” invece è lei che infligge agli altri..riesce difficile credere che sia cattiveria pura..e poi quella frase è stata sminuita ovviamente con “quando si è arrabbiato la bocca va da sola” oppure “a me il rifiuto fa impazzire” o peggio ancora “se tu nn fossi cosi io nn l avrei detto”… eppure sono cosi confusa..a volte episodi in cui si preoccupava per me..altre ricordo come mi faceva sentire che i miei sentimenti nn contavano nulla..mentre quando dovevo andare a mettere le firme sui prestiti allora si…ma nn mi ricordo mai una frase sono orgogliosa di te..sono fiera di te..o grazie x quello hai fatto…anzi ha detto ” ah x aver messo due firme…” e sono piu 50 mila euro di debiti…ma ovviamente tutto le è dovuto…e io ho fatto solo quello che era mio dovere di figlia… ma nn sono i genitori a dover costruire un futiro x i propri figli?metterglu da parte i soldi una casa…io di tutto questo nn ho nulla..e manco me ne importa ma sentirmk dire che nn ho fatto niente in vita mia che i doveri nn so cosa siano e che ho avuto tutto a pappa fatta mi fa tremendamente incazzare…ma alla faccia sua nn ho reagito..sono rimasta in silenzio..perché la mia rabbia nn la merita cosi come la mia attenzione…dice che sono io quella maligna..che l ho torturata e assillata una vita facendole perdere le staffe (proiezione fatta benissiml) e quando le ho detto che aveva detto tutte quelle cose mi ha detto fatto visitare tu deliri (gaslighting) e invece io ho i msg scritti e allora ha detto dai denunciami io sono incensurata…come x dire dimostra che razza di figlia sei…e io ancora li che provo pensa perché nn è cosi che me la ricordavo mia mamma..ho vissuto per anni soggiogata da una madre ideale che avevo costruito e nn vedevo il mostro all interno..ma come si fa..

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      3. rifugiarsi nell’ideale che abbiamo di queste persone è invero l’unico modo per sopravvivere, soprattutto quando si tratta di un genitore ed è quindi maggiore la contraddizione tra chi dovrebbe amarti/accudirti e chi ti umilia e manipola… il problema, dall’idea che mi sono fatta io negli anni scavando in me stessa, è che si crea una sorta di “doppio sé” per cui tu rinunci ad essere te stessa a manifestare la tua interiorità (il tuo io nascosto e represso) per costruire un ideale di te che possa piacere e compiacere e questo solo per renderti accettabile agli occhi di tua madre. il problema è che poi negli anni continui a vivere in questa sorta di finzione….io per esempio faccio un’enorme fatica ad esternare le mie emozioni e mi sembra sempre che ci sia una scissione tra quello che sono e quello che dimostro…probabilmente perché sono sempre stata abituata a reprimere e nascondere le mie emozioni che venivano puntualmente usate contro di me…tutto questo mi ha causato (oltre che un’enorme sofferenza psichica) anche diversi disturbi di origine psicosomatica..gastrite, colite ecc. e una completa disistima di me dovuta alle continue umiliazioni subite da sempre…ora che ho una famiglia cerco di proteggermi e ci riesco un po’ di più rispetto al passato isolando il pensiero di lei, ma penso spesso che sono così stanca di difendermi.
        un ABBRACCIO ENORME a tutte voi
        Valeria

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      4. No, l’inferno decidiamo noi figlie di madri narcisistiche, se viverlo o meno. Ho attraversato l’inferno del disturbo di mia madre, l’ignoranza medica che esiste a riguardo, e senza ben sapere contro cosa stavo lottando, sono uscita dall’inferno non senza ferite, non senza dolore. Ma ho deciso che quell’inferno non mi appartiene né deve essere vissuto dalle mie bambine e da mio marito. Siamo noi figlie ad avere l’obbligo morale verso noi stesse di scegliere di lasciare l’inferno in cui queste madri disturbate ci allevano.

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    3. Mia madre anche lei affetta da Narcisismo patologico e Mio padre (deceduto) tossicodipendente da eroina sono stati i protagonisti dell orrore della mia infanzia.
      Mia madre godeva nel vedere mio padre massacrarmi di botte …le umiliazioni erano molteplici …notti spese fuori dalla porta di casa a piangere in punizione per non aver finito di mangiare la cena.
      Come diceva lei :-arriveranno gli Zingari a portarti via
      Natali privata dei regali …il regalo era per il figlio d’ oro mio fratello.
      Un fratello che ora è un uomo disturbato succube della madre con una personalitá infantile …ho tagliato definitivamente i rapporti con loro dopo l’ ennesimo abuso questa volta inflitto a mia figlia minorenne.
      In una chat di famiglia il caro zio scriveva apertamente dei messaggi denigratori anche di sfondo sessuale … Mia madre ovviamente alla mia minaccia di denunciare il fatto ha preso le difensive del figlio d oro imprecando contro di me con una serie di Crepa Crepa
      La gravitá di questa patologia non è da prendere sotto gamba …l unico rimedio è allontanarsi da questo tipo di madre il più presto possibile e non cedere alle sue finte lusinghe che sono delle trappole per poter agire successivamente all’ abbassamento dell autostima o quant altro
      I figli d oro legittimano i comportamenti della madre … Non sono in grado di comprendere gli errori di questa agiscono per compiacerla … Perchè lei le dará dei premi ogni qualvolta essi agiranno violentemente contro il figlio Caprio espiatorio

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      1. Cara Elsa, credo che la tua storia, tragica, rappresenti quanto di peggio può riservare un NP, sia questo un partner o un genitore. Qui parliamo di veri e propri abusi manifesti.
        Hai una figlia e quindi la tua priorità non può che essere lei e la sua tutela, oltre che la tua chiaramente.
        Non si possono dare consigli su una situazione del genere, solo un forte abbraccio!

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      2. Sei stata forte, hai difeso coraggiosamente tua figlia, bravissima.
        Io quando conosco queste storie vorrei tornare indietro nel tempo ed abbracciare e salvare quelle bimbe abusate. Tante volte ho immaginato e sognato di fare lo stesso con me stessa.
        Adesso non riesco più ad aggiungere altro forse è rabbia per le ingiustizie subite. Ti abbraccio, l unica cosa allontanati da loro.

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    4. Cara Maia siamo in più di quanto immaginavo. Ma tieni duro, non sconfortarti. A me ha aiutato il mio lavoro e i miei figli, ora sto cercando di capire altre cose importanti ma credo sia una continua ricerca, l importante é non lasciarsi prendere dalla tristezza, e che cavolo abbiamo una sola vita è possiamo renderla bella in barba al passato che è passato🤣👍

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  2. Il quadro della sua famiglia di origine era a dir poco controverso e in ogni caso negativo… Doveva essere solo lei a dire che i comportamenti dei loro componenti non andassero bene, perché qualora le domande su di essi le facessi io,diventavano tutti perfetti e il discorso si inaspriva,nonostante gli spunti di critica me li desse in continuazione.Madre e padre assenti e anaffettivi,nonni critici verso di lei e verso i suoi stessi genitori.Un cerchio chiuso.Una sorella che era la prediletta…che davanti a me ha sempre demolito dicendo che era un’inetta ma che al cospetto degli altri dipingeva come la persona migliore del mondo.
    Diceva di essere stata costretta a frequentare una scuola contro il suo volere,perdendo tre anni inutili a studiare una cosa che non le piaceva,ma,immediatamente dopo,di aver assistito i genitori amorevolmente fino all’ultimo respiro,in funzione dell’immenso amore ricevuto.
    A oggi,il figlio adolescente che ho naturalmente conosciuto,frequenta un istituto superiore per il quale non ha nessun interesse.Con lui una sorella che a tredici anni sembra già una primadonna con uno sguardo controllante e altezzoso.
    In casa un clima surreale.
    La mia n/p ordinante verso entrambi i figli in modo perentorio e,dopo aver ottenuto i riscontri richiesti,sempre verso di loro diventava servile e amorevole… Due atteggiamenti completamente opposti nel giro di pochissimi istanti.Io rimanevo sconcertato.Ricordo benissimo gli sguardi sbigottiti che ci scambiavamo io e i miei figli…
    Naturalmente ipercritica col primogenito ma che in un attimo portava alle stelle per le sue capacitá intuitive e per il suo aspetto fisico.Questo atteggiamento della madre lo mandava letteralmente in bestia..Un ragazzo che non parlava,non socializzava,rimaneva chiuso in una stanza a dormire come in un letargo perenne.Con la morte nell’anima.Sul suo volto un espressione vuota,e un modo di esprimersi sempre polemico e sarcastico,quelle poche volte che parlava.Fratello e sorella in casa non comunicavano affatto tra di loro,entrambi con lo sguardo immerso nel telefonino per ore.Inutile dire che la madre il cellulare lo avesse incollato alla mano.
    Un giorno andammo sul discorso e il figlio maschio si lamentó degli innumerevoli partner che si alternavano nella vita della madre,tra padri,padri adottivi e conviventi.
    Quel giorno io,anche stupidamente e nella mia candida ignoranza,cercai di spiegargli che anche gli adulti sbagliano,che ognuno di noi ha comunque bisogno di amare ed essere amato.Non sapendo di essere solo l’ennesimo burattino numerato.
    Oggi vorrei chiedere scusa a quel povero ragazzo sfortunato e purtroppo predestinato.Quando un giorno un amico di mio figlio gli chiese perché non parlasse lui rispose:”Io non ho bisogno di parlare con nessuno perché vivo lo stesso”.
    In una frase tutto il disagio di una devastazione senza eguali.

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    1. Caro Franco, dal tuo racconto salta agli occhi (e ti ringrazio enormemente per la testimonianza!) il modo in cui i figli delle persone narcisiste perverse pagano il prezzo più salato per la loro personalità disturbata. La donna narcisista perversa spesso ostenta la sua promiscuità ai figli, ma riesce comunque a dare ai pargoli l’immagine di una povera vittima delle cattiverie maschili. Allevano i loro figli alla precarietà nei rapporti e all’incertezza perenne finché i ragazzi, crescendo, cominciano a dare per scontato che ‘la vita è così’ e che nessuno mai resterà a loro fianco perché sprovvisti di valore. In più c’è un ulteriore aggravante: imparano che non vale la pena investire emotivamente in nessuno, perché prima o poi le persone andranno via abbandonandoli alla loro sorte. Ecco perché a volte cercano rifugio nel mondo virtuale, diventato pericolosamente più rassicurante dell’ambiente domestico. Se poi anche mamma o papà preferiscono stare sul telefonino, tablet o computer, allora vuol dire che si tratta di un ragionamento molto logico e del tutto lecito, quindi, perché investire nei rapporti umani quando virtualmente posso essere e ottenere tutto ciò che voglio? Come hai ben osservato, la frasi del ragazzo ti è rimasta impressa perché intrisa di una tristezza e rassegnazione infinita. Quanto può essere distruttivo per un ragazzo o una ragazza – e qui mi riferisco a quelli più maturi e consapevoli – vedere la propria mamma che si comporta come se avesse metà dei loro anni, costretti ad adattarsi ai suoi cambiamenti comportamentali e di partner conforme l’umore del momento? Tantissimo. Si tratta di una sofferenza tangibile, che si respira nell’aria e contro la quale difficilmente una persona esterna al sistema familiare narcisistico e che da lui s’avvicina affettivamente riesce ad intervenire con il solo uso del buon senso, come ci hai provato. Un’altro aspetto interessante della tua testimonianza è la demonizzazione/santificazione della sua famiglia di origine (sempre per quanto riguarda le parole della tua ex!). Ricordati che le persone narcisiste perverse mentono tantissimo, dunque è davvero complicato, per non dire IMPOSSIBILE stabilire una briciola di verità nei loro racconti del passato.

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      1. Ciao. Grazie per tutte le informazioni che mi dai. Vorrei leggere il tuo libro “Nessuna requiem per mia madre” , ma non riesco a scaricarlo. Come posso averlo ?

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  3. La tua analisi é perfetta.La conferma di un meccanismo devastante,al quale vengono sottoposti i figli di questi démoni dalla faccia d’angelo.Tra l’altro,per chi ha la possibilitá di conoscere il loro ambiente familiare,questo é il vero e primo segno tangibile che si possa recepire.Il rapporto marcio che hanno coi figli.
    Ho frequentato casa sua per quasi tre anni prima della nostra relazione certo,e questo aspetto mi aveva dato un forte campanello d’allarme.
    L’ambiente casalingo di una narcisista appare sterile,ogni cosa é come compartizzata,niente sembra fuori posto e nell’aria si ha l’impressione di respirare un’aria guasta nel silenzio spettrale.Ricordo i movimenti dei suoi figli…come preordinati a compiti instillati nel loro cervello come un caporeparto fa coi loro operai.
    Io,amante della cucina,di sovente mi presentavo a casa sua con qualche manicaretto o preparavo qualcosa sul posto.A questi due ragazzi uscivano gli occhi di fuori quando succedeva.Il motivo?
    La madre spesso somministrava loro scatolette di ogni tipo,dai sughi pronti a tutto ció che poteva essere confezionato.
    Il frigo era un pianto perenne dove faceva capolino la classica busta di affettati.
    Bustine di zucchero e cucchiaini di plastica per il caffé.Insomma,tutto fatto per impegnarsi e sporcare il meno possibile.
    Eppure di tempo libero ne aveva a volontá.
    Sono una persona compassionevole e un papá che,nonostante separato,riesco ad avere un bellissimo rapporto coi miei ragazzi.Aver visto una mamma trattare in questo modo cosí assurdo e disdicevole i figli mi lascia un’ulteriore ferita nel cuore.Capisco che anche in quella direzione avrei agito inutilmente.Dispiace che,chi vede da fuori,é sempre portato a pensare che adolescenti intrattabilii ed anaffettivi siano generati dalla loro stessa indole.E invece dietro questi comportamenti spesso ci sono genitori che andrebbero paragonati a veri e propri mostri dell’anima.
    Ma come ben si sa queste sono dinamiche alle quali non si fa caso finché non si é coinvolti in prima persona.
    Grazie infinite per l’apporto.

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  4. Mia madre. Narcisista patologica. il solo descriverla mi provoca uno stato di agitazione infinita. inutile ripercorrere il cliché con tutte le dinamiche relazionali sopra descritte, vorrei solo aggiungere che, quanto al suo passato, tutte le volte che io e mia sorella (ho una gemella) le abbiamo chiesto “com’era la nonna?” ( che ci ha impedito di frequentare per non meglio specificate ragioni) o altre cose nel disperato e confuso tentativo di capire qualcosa lei ci ha sempre risposto, con tono secco e distaccato “non sono affari vostri”.
    Mai sentito parlare di zii nonni cugini parenti….una famiglia senza storia in pratica!
    Per non parlare poi del progressivo ma inesorabile allontanamento da lei attuato con tutte le persone della cerchia familiare (non solo parenti in senso stretto ma anche amici) in relazione al quale ha cercato di scaricare su di noi la responsabilità, attribuendoci con allusioni la responsabilità dell’accaduto…..una volta addirittura alludendo ad un qualcosa di vagamente “sessuale” con un amico di famiglia (io avevo si e no 15 anni!!!). Non posso descrivere il deserto di pietra che è stata la mia infanzia, di cui ho solo ricordi dolorosissimi.
    Vorrei tanto intraprendere un serio percorso di terapia (ci penso da anni) ma non so davvero a chi rivolgermi, o meglio come trovare un terapeuta serio e preparato sull’argomento.
    Grazie davvero per l’attenzione.
    Valeria

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    1. anche la mia è n.p.. e io ho deciso di nn darle l opportunità di frequentare la nipote..ho una neonata..e mia madr nn ha fatto altro che farmi urlare tutta la gravidanza..una volta col pancione mi ha lanciato della roba addoso..e ora mi accusa di farle la guerra..ora che mi sono ribellata alla dioendenza affettiva e nn le do più la mia attenzione e il rifornimento narcisistico..nn potevo decidere le mie cose e per poter stabilire un confine nella mia vita dovevo svenarmi e poi alla fine cedere perchè ” dopo tutti i sacrifici che ha fatto la tua povera mamma per te tu figlia ingrata nn le concedi una piccola cosa che ti chiede..?” ogni mio bisogno emotivo era un fastidio..or ho deciso che deve stare fuori dalla mia vita…soffro..ma questo e quello che mi fa sentire libera e sollevata.un giorno dovrò spiegarlo a mia figlia che l ho voluta solo proteggere da una persona che purtroppo hs una personalità disturbata…

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      1. Cara emela,
        vorrei darti un abbraccio di quelli che probabilmente (come me) non hai mai avuto da tua madre….ti capisco benissimo e condivido appieno la tua scelta. Anche io ho un bambino di quasi 4 anni e finora ho sempre cercato di tenerlo lontano da lei per i tuoi stessi motivi, nonostante i continui attacchi da parte sua tesi a colpevolizzarmi di “impedirle di vedere il suo amato nipotino” (per il quale ovviamente non ha mai fatto niente ne’ in termini affettivi ne’ economici) addirittura è arrivata al punto (dopo che non ci parlavamo da mesi) di farmi recapitare in studio una lettera con cui diceva che stavo violando tali articoli del codice civile che garantiscono i diritti dei nonni….pensa te!!eppure è davvero incredibile la nostra psiche perché nonostante tutto, sei tu che devi combattere continuamente con i sensi di colpa e liberarti da questa perversa manipolazione mentale , a cui ti hanno abituato fin dalla culla…hai tutto il mio sostegno e se vorrai scrivere ancora sarò’ ben felice di condividere i miei pensieri con te…tra simili ci si capisce! Un grande abbraccio
        Valeria

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      2. grazie valeria..mi trovo nella stessa situazione..la mia nn mi ha mandato una lettera ma ha minacciato più volte di farmi togliere la bambina…mi ha augurato di perdere lavoro marito e di nn sapere dove sbattere la testa e quando questo accadrà lei trionferà di gioia…poi per recuperare la mia fiducia mi dice che la rabbia fa dire brutte cose e che io sono una mamma stupenda ed è tutta colpa sua… salvo dire esattamente il contrario il giorno dopo perché nn le vado incontro come si aspetta e nn faccio quello che vuole…deliri puri…e io nn ho piu intenzione di subire questo metodi..anche perché nn cambierà mai…hai ragione nn mi ricordo un abbraccio sincero e caldo da parte sua solo quando partiva per tornare a casa dopo essere venuta a trovarmi…ha alternato stati di dipendenza affettiva a stile materbo narcisistico..e oggi sono ancora più confusa perché nn so cosa credere…può una madre disprezzarti tanto da dirti che se saoeva di partorire un animale avrebbe abortito??ppsso io credere che vuole bene alla nipotequando in gravidann ha fatto altro che farmi urlare x affermare il mio diritto di starmene tranquilla?posso crederle?no…

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      3. “può una madre disprezzarti tanto da dirti che se sapeva di partorire un animale avrebbe abortito?” Ecco una frasi della tua testimonianza che dà l’esatta dimensione della crudeltà delle ‘madri’ affette da questo disturbo. Ci viene da pensare sul perché mettono al mondo dei bambini quando non sono assolutamente in grado di offrire ai propri pargoli una briciola di affetto, oppure quando eleggono uno solo come fonte di gratificazione mentre massacrano psicologicamente l’altro/gli altri facendoli sentirsi una nullità assoluta nei confronti del figlio preferito. Le conclusioni possono essere tante: 1. restano incinte per avere una copia perfetta di loro stesse, ma quando qualcosa ‘va storta’ perché guarda caso scoprono che ogni bambino ha una sua personalità, cercano di piegarla alla loro con dei metodi crudeli e mortificanti; 2. restano incinte perché non vogliono ‘sentirsi fallite’ nei confronti di qualche amica o parente, dei genitori o della società, quindi per dare soddisfazione a qualcun’altro; 3. Per avere uno o più ‘bastoni della vecchiaia’ da cospargere di sensi di colpa garantendosi così accudimento e cure sempre che vorrà; 4. per essere al centro dell’attenzione per 9 mesi, anche se poi, appena spunta il piccolo, perdono totalmente l’interesse per lui, colpevole di rubare la scena alla mamma n.p.; 5. Il motivo più prosaico e banale: per parassitare qualcuno economicamente. Andiamo avanti? La questione è davvero complessa e tutto ciò che possiamo fare rispetto alla madre che ci è toccato avere in questa esistenza è comprendere che non possiamo pretendere di mungere le pietre per estrarre linfa vitale. Inoltre, possiamo sempre ringraziare ai Cieli quotidianamente la mano divina (per chi crede), le risorse personali, il destino, altri punti di riferimento, ecc. per averci risparmiato la disgrazia di vivere una vita sprovvista di profondità e quindi di sentimenti. PS: parlo di questo nel mio romanzo “Nessun requiem per mia madre” del 2012, edito dalla Fazi. Un abbraccio grande e tantissima solidarietà! Claudileia

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      4. Anche io ho evitato il più possibile che mia madre stabilisse un rapporto continuativo con i miei figli e penso che sia stato meglio così. Oltretutto non era per niente utile, con loro litigava come una bambina. E’ tutt’ora una che tende a dire loro come si devono comportare, che i figli ed i nipoti delle sue amiche hanno successo, sono bravi, già laureati, passa il tempo a fare confronti per svilirli, mai che si interessasse a loro realmente. I parenti sono per lei solo dei trofei e se non la illuminano con i loro successi non servono a nulla. Lascia stare nel suo brodo la nonna, tanto tua figlia capirà. Fai di tutto per avere un rapporto diverso con tua figlia rispetto a quello che tua madre ha avuto con te, è già un grande lavoro da fare su te stessa. I miei figli hanno capito che la nonna è strana e che da lei non c’è da aspettarsi molto. Aspetta che sia grande e capirà.

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    2. Wow, sembra che hai descritto per filo e per segno mia madre. Ho avuto un’infanzia molto simile alla tua, mia madre ha isolato me, mio padre e mio fratello da tutti i familiari sia paterni che materni, ancora oggi non conosco le ragioni di questo allontanamento. Completa desolazione familiare.
      Come la tipica madre narcisista, il primogenito, mio fratello è quello ”buono”, mentre io sono la pecora nera della famiglia. Non ho idea di quante volte mi sono sentita dire che ho rovinato la famiglia, che era meglio se non fossi mai nata, che sono pazza malata di mente, ecc ecc. A 20 anni me ne sono andata di casa, e da quel momento in poi i miei genitori, senza apparente motivo, non mi hanno voluta piú vedere, mi hanno completamente abbandonata. Mio padre è l’unico dispiaciuto per questa situazione, ma è succube di mia mamma. Li sento ogni tanto, ma non mi amano, non mi vogliono bene, sono diventati degli estranei. Non li interessa se sto bene, male o se dovessi morire.
      Queste persone non cambiano purtroppo, ma peggiorano con l’età, facciamoci forza, ne abbiamo bisogno.

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  5. Cara Valeria,capisco benissimo quando parli di “deserto di pietra”.Ho frequentato la casa della mia n/p per anni.In tutte le volte che mi sono trovato da lei mai,e poi mai,ho incrociato persone al di fuori della sorella,che lei criticava aspramente per la sua incapacitá su tutto.Come giá scritto il silenzio faceva da padrone in un quadro di ariditá che definire devastante era poco.Con buone probabilitá i nonni hanno generato in lei la personalitá disturbata.Anche la mia ex non parlava mai dei suoi genitori…
    L’allontanamento da tutti? Chiaro,nessuno deve sapere e il controllo dev’essere totale.Ho capito che isolano i figli cosí come fanno coi loro partner.
    Immagino cosa abbia potuto essere la tua infanzia.Ricordo benissimo l’espressione dei figli,uno soprattutto,persa nello smarrimento totale,mentre la madre agiva su tutto con una disinvolta leggerezza,tra l’autoritario,il dolce e lo sfrontato.Tutti stati d’animo che intercambiava in un baleno.Un abbraccio e tanta solidarietá Valeria.

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    1. Perché fanno figli? Nel caso di mia madre la risposta n.1 del commento di Claudia.

      “Io volevo solo fare di te una fotocopia migliore di me stessa”

      Dettomi un paio di mesi fa senza la minima cognizione che quanto appena affermato potesse essere l’esatto contrario del più basico istinto materno. Per lei così è, del tutto normale.

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  6. Grazie davvero Franco, è sempre bello leggere parole di sostegno, per noi figli di questo abuso a cui è così difficile dare un nome…comunque sì, anche l’assoluta umoralità è un’altra delle sue caratteristiche..ovviamente destabilizzante…credo davvero che queste persone siano incapaci di provare empatia. INCAPACI per natura.
    Ma il male che fanno è proprio devastante.
    Un grande abbraccio

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    1. Valeria…sono sempre stato un padre presente e attento nonostante sia separato.Credo che,nonostante tutti i nostri discorsi pieni di scoramento,delusione,dolore,e di tutte quelle sensazioni frustranti che accompagnano i nostri trascorsi con questi démoni,il passato peggiore sia proprio quello che hai vissuto e che vivi tu.Il ruolo di figlio.
      In virtú appunto del mio aspetto genitoriale,mi accorsi sin da subito che c’era qualcosa che non andasse in quella famiglia,ma sbagliai clamorosamente valutazione…
      Soprattutto il figlio maschio appariva sempre scontroso,sarcastico e sfuggente.Questo comportamento che definivo urticante suscitava in me e nei miei ragazzi una stizza sempre crescente.Il fatto che quasi mai uscisse dalla sua stanza mi faceva certo interrogare,ma ogni volta in cui entravo in contatto con lui sentivo un forte disagio.In mesi e mesi non mi ha mai rivolto una sola volta la parola.
      Oggi,alla luce di tutto ció che ho scoperto,e in primis grazie alle indicazioni di questo blog,sento di chiedere scusa a quel ragazzo divorato dalla tristezza.Non nego che in certi momenti vorrei contattarlo,per abbracciarlo come un figlio mio,come forse non ho mai stretto nemmeno sua madre.Portarlo a fare una passeggiata e farlo sorridere per fargli trascorrere,seppur per un attimo,qualche momento di felicitá.É un ingiustizia colossale questa,poter permettere a questi padri e a queste madri scellerate di infierire ai danni di figli indifesi,preparandoli ad una vita colma di dispiacere.
      La mia solidarietá parte proprio da qui,e quando sento una storia come la tua posso dire veramente che al mio c’é di peggio.Prima o poi mi dimenticheró di chi mi ha fatto cosí tanto male,e non é appunto impossibile.Impossibile é scordarsi una mamma.Coraggio.

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      1. Ciao Franco, mi ritrovo moltissimo in questo ragazzo di cui parli. Sono figlia di una madre narcisista perversa e probabilmente anche psicopatica. Quando lei è rimasta vedova dopo 3 mesi aveva già un nuovo compagno che ha portato in casa, avevo 12 anni, noncurante della mia sofferenza. Mi ricordo quando ero più piccola che un giorno mi ha sbattuto tante volte la testa contro il muro, è stata l’unica volta che ho visto mio padre alzare le mani su di lei per darle un ceffone.
        Da quando è rimasta da sola senza lui che forse le dava un freno la mia vita è diventata un inferno, non mi dilungo nemmeno a descrivere il deserto arido e la sofferenza della mia vita. Nemmeno mi rendevo conto di quanto soffrissi e perchè, ad un certo punto per sopravvivere tenti di anestetizzarti il più possibile. Vivevo chiusa nella mia stanza, non sono riuscita a continuare la scuola per la depressione, non facevo più parte della famiglia perchè lei mi ha isolato da lei, il compagno e mia sorella più piccola che l’ha accettato più di buon grado… il tutto perchè io ancora soffrivo per mio padre ma non ne avevo il permesso, dovevo essere felice perchè lo voleva lei nella sua nuova creazione di una famiglia utopistica. Ho persino il dubbio che lei abbia causato la morte di mio padre, perchè nella mia famiglia da lì ci sono state delle morti strane e sempre tutte accidentali ma non sono mai riuscita a provare nulla. E così è andato lui, mia nonna l’anno dopo, a me è riuscita a sbattermi fuori casa (ma credo sia la cosa migliore che mi sia mai capitata alla fine) e manipolare il nonno, morto anche lui di recente in cause strane dopo averlo sbattuto in casa di riposo dopo essersi fatta intestare tutti i suoi soldi che dovevano andare a noi nipoti.
        Tornando a noi, nella mia adolescenza ero arrivata a vivere in uno stato di catarsi, non mangiavo più, non dormivo né stavo veramente sveglia, non parlavo e ero come spenta. E’ andata avanti per anni e non mi ha mai mandato da uno psicologo, se non fosse che ci ha pensato il nonno credo mi sarei ammazzata, a questo punto credo che lei l’abbia accettato di buon grado perchè così almeno si aggiustava la figlia difettosa che ormai era diventata un peso.
        Adesso dopo aver praticamente ucciso il nonno, rubata tutta l’eredità, mi perseguita legalmente perchè vuole altri soldi. Ho la casa ereditata (che stranamente ci ha lasciato) cointestata con mia sorella che vive ancora con lei quindi un minimo di contatti fino a che non riusciamo a venderla devo averli almeno con mia sorella ma c’è sempre il rischio che arrivi anche l’altra. Ho tagliato i ponti in tutti i modi possibili e intendo farlo definitivamente appena non avrò più quella casa di proprietà ma temo che continui a perseguitarmi legalmente per anni chiedendomi cose assurde e non so come fare a farla smettere, perchè ho paura che continuerà per tutta la vita. Aiutatemi per favore, grazie di cuore.

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  7. Gent.ma Avv.ssa Claudileila mi chiamo Giorgio ed ho scoperto solo ieri questo sito il cui titolo l’arte di Salvarsi la dice lunga ( poi spieghero’ cosa intendo) e nel mio caso e’ uscito da una ricerca che ho fatta sotto un mio quesito quale “i narcisisti hanno amici veri?”… di qui la “comparsa del suo sito e dell’articolo “i narcisisti e i loro amici charlie brown”. E mi accorgo di un altro articolo quale ” lo psicopatico e i suoi rapporti parrassitari, lo sfruttamento emotivo/economico degli altri” e poi “figli di madri narcisiste” e non vado avanti perche’ li ho letti quasi tutti!
    Ben felice di cio’ (l’esistenza di questi articoli) perche’ colpito nel vivo di ferite ancora fortemente sanguinanti a causa di un rapporto che ho avuto con una “donna” totalmente anaffettiva (vi sono anche le donne e non solo gli uomini) narcisista e sfruttatrice con la quale a 24 anni ebbi una figlia.
    Oggi ne ho 45 e solo l’anno scorso ( e dopo essere stato lasciato per telefono, quando mia figlia aveva solo 2 anni -oggi ne ha 20- ho cominciato quasi per caso a leggere argomenti trattanti il narcisismo e per quante fonti abbia trovato anche in quella meno “tecnicamente dettagliata” se cosi posso dire ho trovato tanti esempi che mi riportavano immediatamente a mie esperienze e fatti personali accaduti con questa persona anni prima (mai dimenticati) e assetato di nozioni sull’argomento ho letto per tutto il 2016 dall’inizio dell’anno, molto di quanto si puo’ trovare in internet e in bibliografia; si figuri che dopo poche settimane di frequentazione con questa “vampira emotiva” si compiaceva con me addirittura del fatto che i suoi stessi genitori le dessero della “sfruttatrice” proprio definendola cosi’! Mi ritenevo e ritengo tutt’oggi una persona molto buona e sensibile con una infinita predisposizione al “soccorso” generale verso il prossimo (ad esempio anche nelle piccole cose quotidiane come aiutare una vecchina ad attraversare piuttosto che ad aiutare il trasporto di una valigia pesante ad uno sonosciuto in difficolta’ alla stazione…non riesco quasi mai a sottrarmi in presenza di queste evenienze..); di carattere fortemente timido da ragazzo (ora molto meno), con fortissimo senso di giustizia e considerazione dell’altro, ma stranamente solitario e molto solo, HO TROVATO E TROVO GRANDE AIUTO DALLA PRESENZA DI QUESTI ARTICOLI perche’ mi ILLUMINANO su tutto quanto trovavo allora assurdo (se pur ben comprendevo sin d’allinizio del rapporto piu’ devastante che mia sia capitato nella mia relativamente giovane vita) ma che non ben comprendevo pur capendo dalle primissime frequentazioni , che non era “la donna per me”. Purtroppo solo dopo essermi accorto che a causa delle sue false maldicenze nei miei confronti con le quali ha istriuito sempre mia figlia ho preso grande consapevolezza della sua personalita’ camaleontica perche’ mia figlia non vuole piu’ vedermi (si figuri che nel periodo adolescenziale litigo’ con la madre perche’ voleva venire a vivere con me) mentre ora non mi risponde nemmeno piu’ al telefono! L’AIUTO CHE MI VIENE DALLA LETTURA DI QUESTI ARTICOLI non deriva certo dal fatto che questi risolvano i miei “probrlemi”, nessuno puo’ farlo al posto mio ma dal fatto che ho enorme bisogno di colmare quelle incomprensioni che da ragazzo fidanzato mi gettavano ben oltre la mia insicurezza di fondo (e qui sono stato complice/artefice del mio male) e che mi teneva in uno stato di torpore mentale fino a quando la narcisista perversa ha cominciato a maltrattarmi (a male parole) ridicolizzarmi (scimmiottando crudelmente la mia personalita’) effettuando su di me il gaslighting e tanto altro male! CAPIRE NON MI RISOLVE IL PROBLEMA , MA E’ SENZ’ALTRO “IL PUNTO DI PARTENZA” PER LA COMPRENSIONE NECESSARIA ALLA RISOLUZIONE DI QUESTI E PERTANTO LA RINGRAZIO DI CUORE PER IL SUO IMPEGNO ED I SUOI “LAVORI” che mi permetto di definire chiari, di facile comprensione (anche per un semplice operaio come me) e che purtroppo e dico purtroppo mi calzano a pennello.
    GRAZIE DI CUORE ANCORA COMPRENDERE MI AIUTA MOLTO!
    CORDIALI SALUTI E BUON LAVORO
    GIORGIO.

    P.S. mi piacerebbe confrontarmi con chiunque senta anche un po sua la mia sofferenza.

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  8. Mia madre mi ha manipolato per anni. È riuscita a domare la mia indole ribelle e contestatrice quando avevo 16 anni e si e ammalata di cancro. In quel momento i ruoli si sono ribaltati e io sono diventata sua madre suo marito, sua amica ,sua assistente. Ascoltavo ogni problema, rapporti con colleghi di lavoro pessimi, rapporti disastrosi con i suoi compagni, rapporti disastrosi con mio fratello, rapporti orribili con la famiglia di origine. Ascoltavo e consolavo assorbendo sfiducia negli altri, negli uomini. Ora sono la donna più sola del mondo. Non ho oggettivamente nessuno: non ho amici ne amiche, non ho parenti , non ho un uomo e quello che è triste è la paura degli altri che sono sempre problema o fastidio. Sono completamente inetta nelle ralazioni umane perchè quando avrei dovuto imparare a socializzare ero la madre di mia madre.

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    1. cara giulia ti capisco…mia madre nn è cosi malata anche se ne inventa una ogni giorno…tutte le malagtie le ha lei…tutto per farsi compatire e per attirare l attenzione..anche io come te ho sempre dovuto fare la madre di mia madre..nn potevo mai avere diritto ad essere sostenuta perché dovevo sostenere…nn avevo diritto di piangere perché cercavo solo di colpevolizzare lei..nn posso oggi cercare di essere una buona madre perché dice che mi voglio vendicare di lei..ogni cosa che mi riguarda deve per forza entrarci lei..certo perché noi siamo loro estensioni…e nel momento in cui lo specchio nn le riflette più ma beilla di luce propria loro quella luce devono spegnerla…poco importa se facendoti del male…mi chiedo come si fa..nn è vero che chi ha una madre narcisista per forza diventa uguale..io credo che nella vita nn esista il non ho altra scelta…certo ci sono delle dinamiche che si istaurano purtroppo ma esiste anche il libero arbitrio…nn si può volere per il proprio figlio quello che si è tanto odiato della propria madre… sai io per lei ho fatto quello che ogni genitore farebbe x un figlio…indebitarsi per aiutarla..oggi mi teovo senza una casa mia un po di soldi da parte solo debiti cessione del quinto stipendio pignorato e mi sento anche dire ah x due firme…come se tutto le fosse dovuto.dice che i figli hanno solo doveri…il suo ruolo di genitore proprio nn lo considera…ed è difficile accettare la violenza di queste madri…terribile..ti prosciugano piano piano..

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  9. Gent.me Sig.re Giulia e Emela ho letto i vostri messaggi di cui sopra… sono il padre di una bravissima ragazza 20 enne che pero’ ha una forte immaturita’ affettiva e che e’ completamente manipolata dalla madre la quale sin dall’eta’ di due anni e mezzo non ha mai mancato di parlare male del padre (unitamente alla mia ex suocera) dicendole ripetutamente e falsamente all’infinito cose del genere : che me ne frego di lei che non le mando mai i soldi che io sono stato cattivo … ecc. ecc. tanto che mia figlia non mi risponde nemmeno piu’ al telefono. Solo io so quello che ho passato nei quasi 5 anni di fidanzamento con una narcisista manipolatrice completamente anaffettiva, prima e dopo la nascita di mia figlia ed ora vedo che sempre piu’ somiglia in tutto e per tutto alla madre o per meglio dire che fa’ tutto per assecondarla. Ho la convinzione che da adolescente 12/13/14/15 anni fosse di ghiaccio con me per compiacere la madre o meglio per non contraddirla , ma mi torturo l’anima chiedendomi perche’ ora che ha 20 anni e’ sempre peggio??? non dovrebbe capire di piu’ (in senso intellettuale)??? … e pensare che a 15 anni (periodo di forti contrasti con la madre) io facevo sempre da mediatore e riappacificatore tra le due e non ho mai approfittato di cio’ come quando mia figlia stanca dei litigi espresse volonta’ di venire a vivere con me… anche in quel caso non fui opportunista ma le spiegai che se pur sempre la porta di casa mia per lei aperta giorno e notte non potevano essere solo i contrasti tra lei e la madre l’unico motivo valido per andarsene di casa e che per uscirne doveva almeno affrontarli! da allora non mi risponde nemmeno agli sms se “l’argomento” non e’ di sua pura UTILITA’ PRATICA!
    Voi Sig.re che avete da ragazzine vissuto forse similarmente quello che ha vissuto mia figlia potete dirmi come posso aiutarla a farle prendere coscienza delle continue manipolazioni che entrambi tutt’oggi subiamo da parte della madre , ma senza parlare male di quest’ultima, cosa che a sua differenza io non ho mai fatto? Scusate per la mia intromissione e Auguri di Cuore per una vostra maggiore Serenita’ futura!
    Giorgio

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    1. caro giorgio mi piacerebbe aiutarti ma la verità è che purtroppo nn si può far cambiare idea a qualcuno così facilmente soprattutto quando giungono sensi di colpa manipolazioni eccetera…a me ci è voluta una gravidanza e l intervento provvidenzisle di mio marito che stanco ha agito x me…ma oggi sono io che sono consapevole di tutto…tua figlia probabilmente ci arriverà un giorno quando stanca del continuo controllo sulla sua vita da sola aprirà gli occhi…tu cerca di farle capire che sei presente..accetta come padre anche quello che nn ti piace e cio3 che lei venga da te solo per utilità pratica…accogli tua figlia comunque e domandale se si sente completamrnte a suo agio nel suo rapporto se veramentw segue quelli che sono i suoi desideri o se li mette da parte per compiacere sua madre come tutte noi abbiamo fatto…

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      1. grazie per la risposta evidentemente sentita e dolorosamente sincera … e’ un grande dolore dell’anima avere tanto amore e affettuosita’ per lei (e dovermelo trattenere dentro) che guarda senza comprenderne minimamente il senso e l’autenticita’ del mio affetto e anzi mi osserva senza coinvolgimento con aria quasi schifita/pietosa come a dire con lo sguardo “ma guarda sto’ cretino che si addolora per niente”! se mia figlia trattera’ gli uomini (ed in generale le persone) che incontrera’ sul suo cammino come ha sempre trattato il suo papa non si trovera’ bene!
        purtroppo l’indifferenza sembra essere una “malattia della nostra epoca” … mi racconto’ a 14 anni di una sua amica che aveva il facoltoso padre malato di tumore in fin di vita e a mia domanda se l’amica andasse a trovarlo in ospedale, lei con gelido e assurdo cinismo mi rispose: “e che ci va a fare, tanto non puo’ fargli niente…” fui cosi’ incapace da restare congelato; quelle parole uscite dalla bocca di mia figlia mi hanno talmente sconvolto e amareggiato che non ho trovato la forza di dirle che al contrario la figlia, al suo papa’ , proprio perche’ senza speranza di guarigione poteva alleviargli di molto la sofferenza e la tristezza del momento, semplicemente tenendogli la mano o facendogli una carezza in viso, e sopratutto non facendolo sentire solo in un momento cosi’ triste. E fosse l’unico episodio sarebbe nulla… La mamma gli ha insegnato a osservare e giudicare con disprezzo e come segno di grande debolezza anche solo due “fidanzatini” che si scambiano affettuosita’… non oso pensare cosa abbia provato quel padre nella sua malattia pensando a sua figlia che magari sin da piccina ha ha tanto fatto per lei…
        Grazie Emela

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      2. io da brava dipendente affettiva invece sono diventata acocndiscendente più del dovuto per nn creare tensioni discussioni eccetera mettendo da parte me stessa..quindi posso dirti che ognuno può scegliere..ho una figlia anche io e da madre posso dirti che per un figlio vorremmo sempre cercare di salvarlo anche da se stesso. tu stai facendp il possibile per salvare tua figlia da quella madre e dal diventare come lei…ma nn pensare mai di nn saper svolgere il tuo ruolo se mai dovessi fallire se cosi si può dire. tua figlia sceglierà da sola e nn sarà tua responsabilità.

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  10. accondiscendere a sogni, aspirazioni, idee non proprie (non derivanti dalla propria esperienza di vita e quindi non assecondanti le proprie necessita’.- nel rispetto sempre delle altrui-) e’ sempre sbagliato anche quando queste sono imposte da una persona a noi vicina come la madre! … ben comprendo che lo si possa fare per “quieto vivere” e/o anche per “sfinimento”, ma il mio fallimento di padre sta’ proprio nel non essere riuscito a far emergere le peculiatita’ uniche di mia figlia stimolandole in una qualsiasi direzione, quella che lei voglia dare alla sua vita (non le mie aspirazioni, che sono calzanti unicamente per me, e non per lei). Dio mi guardi dal condizionarne le scelte (se mai daro’ la mia opinione su qualcosa a mia figlia sara’ per solo libero scambio di idee o magari su richiesta di quest’ultima, non certo per manipolarla in funzione di una mia becera soddisfazione di creare il clone di me stesso). Quando si ha a che fare con persone fortemente narcisiste (un minimo lo siamo tutti) la cosa migliore e’ dileguarsi, ma la questione e’: lo si puo’ fare anche con una figlia??? certamente no, ma il dubbio di commettere errore altrettanto grande continuando a telefonarle da quasi 5 anni e non avere mai risposta comincia a sorgermi… saro’ mica io che sto’ creando il “mostro”?!?!

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    1. assolutamente no mon sei tu responsabile di tutto questo..puoi mitigare i danni ma purtroppo la madre è una figura ingombrante nella vita di tutti passami il termine ed è impossibole che nn condizioni la nostra vita..a malincuore devi accettare questa situazione..lo so che x una figlio bisogna volere sempre il meglio ma tu le hai dato degli strumenti sua madre altri sceglie lei come essere..tu sei in buon padre.

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      1. Ti ringrazio, ti auguro Serenita’ a te i tuoi cari e ti saluto regalandoti una citazione che mi piace tanto di Mauro Corona e che all’incirca fa’: … non siamo figli dei nostri genitori , ma di quel che ci e’ accaduto…

        P.S. anch’io sono un “dipendente affettivo” incurabile aggiungo

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      2. grazie ti auguro serenita’ a te e alla tua famiglia salutandoti con una frase di Mauro corona che mi piace tanto: … non siamo figli dei nostri genitori ma di quel che ci e’ accaduto

        P.S. anch’io sono un dipendente affettivo

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      3. grazie Emela ti regalo una bella citazione di Mauro Corona : … non siamo figli dei nostri genitori , ma di quel che ci e’ accaduto…

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      4. io a breve devo battezzarr mia figlia e ancora mi chiedo se sto facendo la cosa giusta privandola della nonna…se potrebbr in quakche modo essere una nonna sufficientemente brava x lei e se nn lo sto facendp solo x ripicca personale…poi penso che sicuramente rovinerebbe la festa a tutti che si inventerebbe qualche dolore x avere l attenzione che avvelenerebbe l aria..anche se continuo a provare pena e le voglio bene..

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  11. ti ringrazio salutandoti e Augurando Serenita a te e alla tua Famiglia e regalandoti una citazione di Mauro Corona che mi piace tanto , che all’incirca fa’ : …non siamo figli dei nostri genitori ma di quanto ci e’ accaduto…

    P.s. anchio sono un dipendente affettivo credo per “insufficienza d’autostima da sempre”

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  12. Emela
    mia figlia ha 7 mesi e vede la nonna sì e no una volta al mese… ed è fin troppo. Ho visto mia madre recentemente e sto pensando di diradare ancora di più le visite.
    In appena un’ora è riuscita a:
    – Lasciare che la bambina le togliesse orecchini e collana per poi lamentarsene. E poi agitarglieli di nuovo davanti.
    – Abbandonare la bambina sul letto (l’aveva in braccio) per prendere non so che. Sul bordo del letto. Vicino al gatto (che odia i bambini e già stava per saltarle addosso)
    – Scuotere la bambina sostenendo che “ballava”
    -Farla agitare per poi lamentarsi che le aveva “fatto male”
    -Definirsi la sua “mamma” tipo 6 volte. Lapsus? Ne dubito; davanti ad una foto di mio padre l’ha definito, parlando con mia figlia, “il tuo papà”
    – Sostenere che a 7 mesi dovrebbe già gattonare, è un po’ “indietro”
    Il tutto chiedendomi in continuazione quand’è che riprendo a lavorare, così lei tiene la bambina. Io, che non sono no contact ma non le dico nulla, rispondevo “Non so, vedremo”. E lei insisteva. Alla fine per provocarmi ha detto alla bimba (io ero lì accanto): “Tesoro, e come faremo quando la mamma ti lascerà da me tutti i giorni?”
    Io: “Come faremo cosa?”
    Lei: “Come faremo quando mamma ti lascerà qui da me tutti i giorni?”
    Ho capito che era un trabocchetto di triangolazione e ho finto di non sentire. Per “fortuna” la mia è una madre “negligente” e che, se c’è un terzo spettatore (in quel caso mio marito) non insiste, per paura di avere audience e testimoni ai suoi delirii (che sono, ovviamente, consapevoli e studiati). Cosa di cui approfitto per far cadere i discorsi, per ignorare domande scomode, ecc.
    Emela, davvero: se tua madre è come dici, non fai del male alla tua piccola tenendola lontana, al contrario, fai solo IL SUO BENE! La difendi da tutto ciò che tu hai sopportato per anni ed anni, e le dai la possibilità di un’infanzia felice, come noi NON la abbiamo avuta! So che è difficile, ma non lasciare che i sensi di colpa ti sviino. Stai facendo la cosa giusta!
    Che tu voglia bene a tua madre è ammirabile (io non ci riesco più), ma una bambina femmina verrebbe letteralmente annientata nella sua femminilità da una nonna così. Io lo sono stata da mia madre, anzi continua a provarci (a mio marito ha recentemente raccontato che io sono sempre stata una frana con gli uomini, che proprio non capisce come abbia fatto a sposarmi!). Non permetterò che mia figlia subisca le stesse cose!

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    1. grazie maia….mi è di aiuto sapere che nn sono sola…drvo dire che ho anche il sostegno di mio marito anzo è solo grazie a lui che ho aperto gli occhi fosde stato per me ancora stavo dietro a lei a rovinarmi la vita.e ancora mi fa pena…povera scema che sono…quello che voglio evitare è che faccia come mia nonna faceva con me..parlare male di mamma…lei farebbe lo stesso oppure nn si tratterrebbe dal lktigare e urlare di fronte a me..mia figlia cresce on un ambiente sereno…e cosi deve rimanere.. posso mai mettere mi figlia vicino a una nonna che ha minacciato sua madre di suicidarsi e poi farla accusare di istigazione al suicidio?oppure che ha minacciato di andare in tribunale e far toglierle la patria potestà al padre nn si sa su quale base..?vendicatica e machiavellica…no grazie….e stai in guardia anche tu ti prego..un abbraccio

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      1. Cara Emela,
        Come dicevo, anche io ho un bimbo di 4 anni e all’inizio mi facevo tutte queste pare ma poi la necessità di proteggerlo ha prevalso su tutto…quindi cerco di non farmi troppe domande e preservo la nostra serenità…lei ogni tanto viene a trovarlo ma è ovviamente incapace di mettersi in sintonia con lui ed anzi attacca il disco ogni volta: tuo figlio e maleducato, devi insegnargli a salutare ecc ecc e, come dice mio marito, il piccolo con la sua indifferenza (ovviamente la ignora e le dice vai via!) mi vendica dei torti subiti…(se così si può dire…sic). Quindi cara emela vai avanti per la tua strada, coltiva la tua felicità e l’amore per tuo figlio provando a pensare che in verità lei non soffre come soffriamo noi..mette in atto meccanismi ma non soffre cazzarola…ti auguri ogni bene. Un abbraccio!

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      2. ultimo delirio…ti voglio bene anche se ti offendo…mi dice.. io le faccio notare che è come dire ti amo ma ti ammazzo….mi risponde infatti vi amo… allucinante. mia figlia questi messaggi allucinanti li vedrà col binocolo….

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      3. Brava! Sii per tua figlia la madre che non hai avuto. Vedere i miei bimbi felici perché si sentono protetti e liberi di esprimersi mi rende gioiosa come non mai. Vedere con i miei occhi i loro talenti emergere, la loro intraprendenza, il sorriso del piccolo di 6 mesi ogni mattina… Ecco, solo la serenità ci fa apprezzare tutto ciò.

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  13. Emela, io sono il meno adatto a dare “consigli” se e’ cio’ che senti di aver bisogno ma posso raccontarti cio’ che e’ capitato a me: al battesimo di mia figlia, sua nonna (mia madre) a fine giornata dopo la chiesa e il ristorante con tutti e’ stata ricoverata d’urgenza in ospedale perche’ gravemente malata da tanti anni . Colpiti forse tutti i partecipanti (chi piu’ chi meno) ma sopratutto io e mio padre, non mi afflissi ne mi affliggo oggi certo per una mancata “perfetta conclusione della festa” (qualsiasi possa essere il motivo vero o immaginario) ne tanto meno certamente se ne e’ potuta affliggere (fortuna sua) la festeggiata… perdonami l’ovvieta’. Be’ ti dico solo che la mia ex suocera mai mi ha domandato solo come stesse mia madre che di li a pochi giorni e’ morta e che diverse persone a me non gradite (lei la principale) hanno partecipato alla festa di mia figlia da me organizzata sia in chiesa che al dopo, che’ quest’ultima ha avuto il suo album fotografico che ha rivisto da grande e che in questo trovera’ tutti i suoi piu stretti parenti ecc. ecc. … Il fatto di provare pena e bene come tu dici nei confronti di una mamma “difficile” non ti fa che onore come pure al contempo pero’ ti crea sofferenza e inquietudine… Personalmente avrei fatto a meno del battesimo (quello di mia figlia) non tanto per blasfemia quanto per una mia “scala di valori”(chiamiamoli cosi’) che si richiama a tutt’altro ordine d’importanza… ma dal momento che non ero solo e che “socialmente” certe cerimonie hanno una loro “valenza” (di religioso ci vedo poco perche’ la festeggiata non ha scelto nulla- sacramento compreso- e tutto gli e’ stato imposto – ) fermo restando che hai per cosi’ dire pero’ un “problema pratico” per il buon svolgimento di questa festa alla quale mi sembra che tu giustamente tenga a cuore e che in qualche modo devi affrontare, nessuno puo’ sapere meglio di te cosa potrebbe accadere e come poi ti troveresti nell’eventualita’ che accada, ad affrontarlo… fermo restando Emela che spesso costruiamo pensieri errati che poi magari non si verificano (anche questa e’ una eventualita’)… mi piacerebbe avere una “soluzione ottimale” da “offrirti” ma non sono in grado… mi sorge solo alla mente un libro che ho letto anni fa e che l’autore stesso auto-definisce una “belinata” (credo voglia dire “cazzata in Genovese” scusa la parolaccia) intitolato “Come smettere di farsi le seghe mentali” di C. G. … ti garantisco che e’ un volumetto molto molto serio del quale (se non lo hai gia fatto) ti consiglio la lettura (poche pagine ma molto pratico, intenso e “intriso” di verita’ – ). Un volume meraviglioso che invece mi ha aiutato a “fare il padre” o meglio a tentare di esserlo con meno errori possibili e’ “Amarli senza se e senza ma”… Tanti Auguri per la tua festa di battesimo e sopratutto alla tua bambina

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    1. grazie Giorgio mi sa che è il libro che fa al caso mio…me ne faccio troppe…anche per lei che nn se le merita proprio…per convenzione dovrei invitarla ma nell atto pratico so che rovinerebbe la festa perché nn sarebbe lei la protagonista…asurdo no? se le importasse della nipote nn avrebbe cercato di distruggermi con le offese peggiori appena partorito perché sapeva che mi dovevo occupare della bambina…invece ha cercato solo do farmi crollare…adesso si sta inventando che la voglio morta…lei ppvera vittima della situazione che nn capisce tanto odio da parte mia verso di lei…lei che ha fatto tanto per me e io che ho solo preso (i soldi della comunione del mio incidente la mia liquidazione le firme sui prestiti e i soldi che mio padre aveva messo da padre per me…si è mangiata tutto….e io mi trovo con 50 mila euro e passa di debiti…..) io e la mia maledetta empatia…ma poi la.lezione che devo imparare nella mia vita?a che pro tutto questo?

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      1. e’ maledetta anche l’empatia che ti permette di entrare in relazione profonda anche con le persone a te gradite?

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  14. Leggere dei vostri rapporti con le vostre madri mi tocca molto. Sono in terapia e attendo di arrivare a comprendere i danni che ha lasciato mia madre nella mia vita. Posso qui testimoniare a riguardo dei comportamenti della mia ex con i nostri figli: lei è presente e controllante per tutto ciò che è pratico: la scuola, lo sport, la musica, vai a casa di quell’amichetta, ti porto qui, ti accompagno là: naturalmente tutto funziona se qualcuno la aiuta a mettere in pratica cio che lei pianifica con estrema efficienza: la madre, una sorella, una amica. Tutto organizzato affinché lei possa liberarsi il.più possibile dei figli, per lavorare ma anche per farsi gli affari suoi tra mille menzogne. Dal punto di vista affettivo: il nulla. Pochi giochi, pochi abbracci, pochi baci, evitamento di qualunque discorso scomodo o profondo. Ho appena letto un libro bellissimo che si intitola “allenamento emotivo per un figlio” e ho scoperto di essere un discreto “allenatore emotivo” per i miei figli, posso migliorare e lo farò. Se la madre ha scelto, a 45 anni, di fare la ventenne superficiale e finta fino al midollo, io resto fedele alle mie scelte di sempre: i figli hanno bisogno di me e diritto ad avere una guida seria e presente ed io sono al loro fianco. È grazie a loro e per loro che ho trovato la scintilla che mi ha dato la forza di ripartire da zero, dopo la devastazione di una vita abusata dalla narcisista perversa. So che dalla madre riceveranno una spinta ad affermarsi nella vita ma una emotività castrata e castrante, dunque voglio sopperire con la mia presenza ed il mio lavoro. Ora li ho con me a settimane alterne, quindi faccio quello che posso. Vedo che loro sanno di poter trovare in me delle risposte, sempre, e ciò mi riempie di gioia e soddisfazione. Ho pianto con loro, a volte, in questi mesi di profondo dolore che hanno seguito la separazione: ora stiamo di nuovo cominciando a riddere insieme ed è bellissimo. Salviamoci, è nostra responsabilità.

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    1. giusto Guglielmo… anche io nn ricordo baci abbracci o conforto..nemmeno quando piangevo poco prima di partorire pensando fi nn saoer fare la madre…e lei conrinuava a stirare senza fare una mossa come un freddo serpente che ti scruta e ti fissa assente… com mia figlia voglio e devo essere diversa…ci voglio essere anche per la più stupida delle cose..

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      1. Carissima Emcla, sono certa che ce la farai non solo ad essere diversa con la tua piccola, ma infinitamente più affettuosa della media delle mamme perché avrai sviluppato dentro di te la capacità di frenare qualunque tendenza ti porti ad agire e comportarsi come la tua, tutto ciò grazie alla consapevolezza che stai acquisendo, alla sensibilità e all’empatia che hai sempre avuto! Un abbraccio fortissimo, C.

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    2. Caro Guglielmo, non sai quanto ti sono vicina! Mi sono ritrovata nella tua stessa situazione molti anni fa, con un ex compagno che era una macchina di efficienza carburata dalla sua mancanza totale di affettività. All’affetto, all’amore e all’ascolto della mia bimba, oggi maggiorenne, provvedevo sempre io. Conseguenza: quando il rapporto è finito lei ha deciso di vivere con me. Ovviamente il padre, da bravo narcisista doc non l’ha mai perdonata, diventando ancora peggio di prima e sospendendo ogni sorta di aiuto economico da quando mia figlia ha compiuto 14 anni e non solo, da quando si è sposato con una donna che ha 2 figlie ha fatto tutto e il contrario di tutto per ferirla, regalando addirittura una macchina alla più grande quando è diventata maggiorenne, mentre a lei assolutamente NULLA, eccetto che una breve e-mail di tre righe. Puoi immaginare la sofferenza della mia ragazza! Quello che voglio dirti è: preparati quando la narcisa se ne accorgerà dell’amore sconfinato che i tuoi figli hanno per te e che trascorrete il vostro tempo con serenità e gioia, anziché avendo lei come argomento. Vanno in tilt e danno il peggio! In buona sostanza cercano di rompere l’equilibrio che abbiamo instaurato con i nostri figli iniettando dosi da cavallo di sensi di colpa sempre che le vedono tornare da loro dopo aver passato del tempo con noi, “addirittura” sereni e col sorriso. Guardia alzata e attenzione massima! Un abbraccio pieno di solidarietà. C.

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    3. Buongiorno Guglielmo se permetti ti dico cosa a significato e significa tutto’ora per me essere stato assieme per quasi 5 anni con una “donna” che non mi ha MAI manifestato la minima affettivita’ di un bacio sulla guancia, una carezza, una pacca sulla spalla (anche per gioco) o una parola di conforto anche solo nei momenti difficili che ho attraversato in quegli anni e che definisce con orgoglio nostra figlia “un macigno” quando evidentemente sottolinea la sua riuscita opera di insegnamento di disdegno verso tutti coloro (non solo verso il sottoscritto) che manifestano piu’ o meno “empatia/affettivita’” nei confronti del prossimo in generale (e/o anche e sopratutto delle persone care);
      provo un immenso senso di colpa e mia infinita incapacita’ (se pur ne avevo coscienza) per non aver io lasciato questa donna non appena accortomi di chi avevo (o meglio, non ho mai avuto in realta’) al mio a fianco. Un profondo senso di autocommiserazione per non essermi voluto salvare , e oggi chi ne paga le spese + di me e’ mia figlia 20enne a cui e’ stato insegnato a disprezzare ogni forma di altruismo e affettivita’ gratuita spontanea e sincera verso chiunque ed in primis verso il padre (e la figura che ricopre) il quale d’alleta’ di 2 anni e mezzo si sentiva riferire frasi del tipo “devi morire d’un colpo da solo” delle quali ovviamente povera creatura , mia figlia non ne comprendeva concettualmente il senso , ma che negli anni (ti giuro) hanno indubbiamente avuto il loro “effetto” dato che ogfgi e da quasi 5 anni mia figlia non vuole piu’ nemmeno venire a casa mia, come fe fatto precedentemente per 15 anni in quanto sono sempre andato io a prenderla a casa per passare un solo giorno a settimana concessomi dalla mamma, che quando doveva “sbattere” per suoi comodi la figlia da qualcuno tutti erano buoni tranne il padre che la implorava invano di vedere piu’ spesso di una voltsa a settimana nostra figlia… la risposta era “no!” e a mia domanda “perche?” mi rispondeva “perche e’ troppo!!!” come se ci fosse un limite oltre il quale (nel mio caso, un di a settimana) e’ altamente dannoso che un padre passi la giornata con la figlia!!!
      Scusa guglielmo, il mio intento non e’ quello di rattristarti ulteriormente , ma quello ovviamente di condividere le rispettive “disavventure” se pur senz’altro molto diverse. Saluti giorgio

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      1. scusa Guglielmo ho dimenticato di dirti che leggere la tua lettera mi ha fatto venire la pelle d’oca perche’ nelle tue affermazioni rivivo i mie dolore di quanto io in egual maniera ha passato con una narcisista priva di qualsiasi emozione e sentimento affettivo… per cio’ ti ringrazio perche leggerla mi ha fatto sentire meno solo… ciao giorgio

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  15. Santo cielo! leggo queste cose e mi ci rivedo in tutto e per tutto!!!!!! ho scoperto che mia madre è una narcisista solo per sbaglio…..non sapevo esattamente cosa volesse dire….poi un giorno mi è presa la curiosità di leggere un articolo e mi si è aperto un mondo!!!!! e la cosa drammatica è che mia madre lavora con me, e vive con la mia famiglia e ancora adesso che ho 40 anni mi sta facendo tutto questo male e mio marito non mi capisce, o per lo meno , non mi capisce fino in fondo, oggi ( e non è la prima volta) ho avuto pensieri suicidi ……. io sono il capro espiatorio e mio fratello il figlio perfetto ……io so che mi devo allontanare da lei e sto cercando casa, so che la mia salvezza è andare lontana da lei, so che non è colpa sua se si comporta cosi ma non voglio più scusarla, mi umilia, mi mortifica, mi usa, mi disprezza scusate sono un fiume in piena

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    1. …a 4o annai, una vita umiliazioni, di sensi di colpa…. non deve essere una cosa facile! prima sono stato “masticato” e poi quando non soddisfacevo piu’ la sua fame d’attenzione (fortuna mia) “sputato” dalla madre di mia figlia, quest’ultima diventata la custode del suo odio(immotivato) nei miei confronti …
      la mia ingfenuita’ bonta’ e sincerita’ sono stati senmpre i miei punti deboli…
      pensieri “brutti” chi non ne ha fatti in momenti difficili , l’importante e’ cercare di sostituirli con azioni positive e non permettergli di trasformarsi in altro saluti helena

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  16. Ho tre figli con lei come posso fare a farmeli affidare? Io vedo il loro disagio e i loro non sorrisi, puo ‘ Un bambino di 7 anni conoscere gia ‘ l odio?

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  17. Helena, per loro non e’ “perfetto” nessuno… il cosiddetto “capro espiatorio” non e’ reale ma solo usato a mo di leva (finta) per procurare dolore e sofferenza al malcapitato di turno , per colpa di chi glie lo permatte (io sono colpevole del male che ho accettato di subire)! non fanno cosi’ solo con i figli ma con tutti … chi gli manifesta affetto e’ considerato come una zanzara fastidiosa da schiacciare Anch’io ho capito dopo 20 anni il tutto … anch’io ho fatto “brutti pensieri” , l’importanti e’ non coltivarli e sostituirli con azioni positive…
    e’ l’azione che concretizza il nostro vero essere nella direzione che noi scegliamo di prendere ! non e’ facile come a dirsi, lo so! saluti giorgio

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  18. buonasera Nunzio io parlo solo del mio caso , non posso “interpretare” gli altrui, ma ripeto nel mio caso mia figlia gia mi manifestava l’odio da 2/3 anni di eta’ … ovviamente all’epoca era solo un “registratore” cioe’ ripeteva a stampo quello che udiva dalla mia ex e dalla ex suocera e che ovviamente non comprendeva ne a livello intellettivo ne emotivo (le imprecazioni contro me).
    Chiaramente con il crescere ha considerato che manifestare odio nei miei confronti era un modo (l’unico modo-unitamente a fare tutto quello che la mamma gli ordinava) di compiacere quest’ultima, in quanto questo era ed e’ tutt’oggi il modo per non vivere sempre in guerra con un manipolatore affettivo e narcisista e per il figlio diventa un comportamento NORMALISSIMO perche’ e’ quella la sua “ralta di vita quotidiana”!
    cerca di passare piu’ tempo possibile con i tuoi figli … questo mi sento di dirtelo… e poi a me ha aiutato enormemente leggere un libro intitolato “amarli senza se e senza ma” che in essenza, critica sia la cosiddetta “punizione” tanto quanto il cosiddetto “premio” mentre propone i vantaggi di un atteggiamento amoroso, comprensivo ed empatico, da tenere verso i figli che quando si sentono compresi (sempre) non possono che star bene col genitore piu’ “disponibile” . A me non e’ servito a molto perche’ mia figlia non ha oggi piu’ alcun interesse a vedermi ma quello che ho fatto era un “lavoro” necessario di cui i risultati forse si vedranno a lungo termine e che comunque dovevo fare per aiutare a crescere mia figlia.
    io ho scelto niente avvocati niente tribunali niente giudici niente perizie niente di tutto questo… io ho perso una figlia ma a lei ho risparmiato la follia della legge italiana
    saluti giorgio

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  19. Cara Mediterraneostyle, parliamo tra noi sì, magari. Io non ne sono per nulla fuori. Vivo con un senso di solitudine enorme. Non sono mai stata in grado di difendermi, mi son sempre offerta in pasto e mi son fidata di tutti, fuorché di me. Ti credo, ero la “sbagliata” per eccellenza, come potevo dare una voce alle mie esigenze o alle mie sensazioni? Purtroppo l’opera oppressiva e “correttiva” dei miei genitori ha condizionato la mia intera esistenza. La mia vita relazionale è stata un fallimento, mi son fatta trattare come carne da macello. Io ho una sorella. Non posso dire che lei sia vissuta da figlio d’oro, perché il nostro ambiente familiare era di svalutazione totale e mortificazione. Però, sicuramente, se non era considerata d’oro universalmente, lo era per lo meno rispetto a me. Io servivo da sfogo e mi prestavo benissimo allo scopo. Lei ha rimosso totalmente i ricordi dolorosi, le botte (che a onor del vero, prendevo quasi del tutto io, perché quando cominciava a partire l’escalation psicopatica l’avvertivo subito e mi buttavo in mezzo, difendendo mia sorella e prendendo su di me tutta la furia punitiva), gli insulti, le vessazioni, l’indifferenza emotiva. Il ritornello “mamma lo fa per il tuo bene”, lei l’ha del tutto interiorizzato. Come ha interiorizzato il giudizio negativo su di me. Io, anche per lei, anche ora, sono la sbagliata, quella riuscita male. Lei ha assunto molti degli atteggiamenti materni, che ripropone pari pari nella sua famiglia. I suoi figli li ho nel cuore. Sono trattati come soldatini, continuamente denigrati e spinti a fare cose che non sono nelle loro corde, a dare prestazioni per le quali naturalmente vengono criticati, confrontati con altri bambini più capaci, offesi. Io cerco di farla ragionare, di smussare, di mediare. Ma è come se non si rendesse assolutamente conto. Per darti la misura, ti racconto un episodio sciocco ma che mi ha ferito molto. La mia nipote più piccola è quella su cui più si accanisce l’opera repressiva di mia sorella e il marito. È una bambina meravigliosa, intelligente e ribelle, anche se poco a poco la stanno spegnendo. Sta benissimo con me e tante volte mi ha chiesto di andare a vivere con lei o di poter venire lei a vivere a casa mia, con i miei bambini. Tempo fa l’ha detto davanti a mia madre e mia sorella, la quale immediatamente ha commentato con un sorrisetto di commiserazione e disprezzo, rivolta a mia madre, “eh certo, si vede che tra stronze ci si intende perfettamente”. Ma come può parlare così? Come può dire questo della sua bambina? Qualche giorno fa leggevo, qui sul blog, l’intervento di una donna che ha avuto anche lei una famiglia terribile e una sorella psicologa che mantiene comunque rapporti con i genitori abusanti. Avrei voluto scriverle perché capisco pienamente il suo dolore, solo che nel momento non avevo modo e ora non riesco a ritrovare l’intervento. Di fronte a queste famiglie, la cosa più sana probabilmente è rompere tutti i ponti e scappare. Io non lo faccio. E’ vero che, per la mia storia, ho una vocazione al martirio che dovrei superare con tutte le forze. Ma io credo che ora come ora, più che per ripetere lo schema della mia espiazione attraverso il dolore dell’umiliazione da parte dei miei parenti, io rimango per proteggere chi avverto più debole di me. Lo facevo da bambina e da ragazza con mia sorella, per proteggerla dai miei. Lo faccio ora con i miei nipoti. In compenso ho tagliato i ponti emotivi dall’ultima scenata da pazzi che mia madre mi ha fatto l’estate scorsa. Ho serrato il cuore, non so come dire. Non sono felice così, ma devo sopravvivere. Sempre a quella donna con la sorella psicologa, vorrei far capire quanto le sono vicina. L’ultima volta che sono rimasta incinta, ho avuto un gravissimo problema in gravidanza. Sono stata male e ho avuto un’emorragia che mi ha fatto perdere il bambino. Prima dell’epilogo dolorosissimo sono dovuta andare all’ospedale. Questo è successo durante una domenica, in cui mia madre aveva invitato a pranzo mia sorella con il marito e i figli. La mattina io ero da loro, a casa di mia madre, e, prima di perdere il bambino, ho cominciato a stare male e ho chiesto se potevano darmi un passaggio al pronto soccorso. La risposta secca è stata “no, dobbiamo andare a messa, perché dopo non c’è tempo”. Mi sono arrangiata per conto mio, ho perso il bambino, sono stata malissimo. Ovviamente non sono stata a pranzo con loro. Ovviamente nessuno mi è stato vicino, non dico materialmente, ma emotivamente. Mia sorella mi ha scritto “mi spiace” via sms, mio padre non mi ha detto una parola né quel giorno né mai più, in linea con il suo metodo, mia madre ha sentenziato “molto meglio così, la natura ha risolto da sola il problema”. Il problema??? Io da allora ho esaurito tutte le mie lacrime. Mi è rimasta la rabbia, l’insofferenza, il senso di impotenza, la prostrazione. Ma una parte di me è morta, insieme al bambino. Ciò che di me sopravvive, vive solo ed esclusivamente per proteggere i miei figli dal vuoto orribile che la mia famiglia mi ha fatto conoscere, per donare loro tutta la felicità che io non ho avuto. Spero di farcela.

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    1. Buongiorno Mina mi chiedo come due sorelle possano essere cosi’ diverse e come tu possa essere arrivata ad essere trattata cosi ‘ dalla sorella che difendevi!?!?
      … che lo faccia per abbuonarsi agli occhi di tua madre?!?! mi domando cio’ perche mia figlia e’ una figlia di madre narcisista ed io sono stato la sua vittima per oltre 5 anni (da prima del “fidanzamento” sino a quando mi ha “scaricato” per telefono! non la vedo piu’ da quasi 6 anni ormai e tutte le bugie che sempre la madre mi ha detto vengono a galla e smascherano la sua vera personalita’… troppo tardi, un figlio e’ fatto e lasciato nelle mani della “bestia”! questa e’ la mia doppia sofferenza , quella di non poter vivere con mia figlia e quella di saperla nelle mani di una donna falsa e cinica che non conosce amore ed empatia per nessuno e che ha trasmesso il suo odio nei miei confronti alla figlia a cui tanto voglio bene! il tuo spirito di sacrificio di sorella , donna e mamma e’ una tua grande forza e dalle tue parole si comprende quanto tu abbia patito la mancanza di cose essenziali per un figlio… cari saluti e auguri per un futuro migliore
      giorgio

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    2. Aver subito abusi così pesanti per una vita da chi avrebbe dovuto amarti e coccolarti, e al contempo essere una mamma totalmente diversa, capace di amare e proteggere i propri figli, fa di te una donna speciale, forte e resiliente come poche. Le parole di tua sorella rivolte a te e alla propria figlia meriterebbero l’intervento di un assistente sociale, a mio avviso,, che tolga quella bambina a genitori che tali non sono. Ti abbraccio col pensiero.

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  20. Posso garantirlo.l’articolo ha inquadrato perfettamente la mia vita nella maggior parte degli aspetti e adesso che 50 anni ogni volta che la mia comprensione mi rende cosciente delle cose che accadute in passato e che accadono,ogni volta sento una lama trafiggermi le spalle. E la voce della mia coscienza mi ripete che non si può fare niente. Dev’essere una sensazione simile allo strupro,anzi se vogliamo dirla tutta è uno stupro mentale e continuato dove il carnefice si nutre della tua sofferenza e sa che la vittima subirà passivamente la violenza. La mia vita è cosi. E non c’è giorno o gioia o desiderio o distrazione o pensiero positivo che riesca a farmi stare meglio. E le persone che sono attorno a mia madre che psichiatricamente non è stata ancora riconosciuta come narcista non fanno altro che darmi il tormento,anche loro vittime di questa donna che trascina in questo limbo vizioso e viziato dalla follia tutto ciò che incontra. al momento mi piacerebbe poter trovare un gruppo di ascolto per potermi almeno confrontare e trovare conforto con figli vittime di genitori affetti da questa patologia. Vi prego contattarmi se avete informazioni in merito. Un abbraccio di comprensione a tutte le persone come me.

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    1. Ciao Andrea. Credo che un bravo terapeuta ti sconsiglierebbe sempre e comunque di tagliare del tutto i contatti con tua madre, perché un giorno ne sentiresti sicuramente il rimorso. Tuttavia di direbbe di imparare a tenerla a bada e per questo occorre un gran lavoro su te stesso, che non so se hai già provato a fare. I gruppi di aiuto sono favolosi, chiedi e vedrai che ne trovi, oppure cerca in internet. Un saluto.

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  21. Mi ritrovo in tutto quello che dite, minacciata da loro perché non faccio vedere i nipoti. Anche mio padre è una sua vittima. Finora ho sperato che cambiassero…

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  22. Buonasera a tutti, non mi dilungo sulla mia storia personale, perchè non farei che ripetere frasi atroci e situazioni di grande sofferenza, solitudine e avvilimento che ho già letto (con interesse e partecipazione, ci tengo a dirlo) nei post di tutti. Però un consiglio nel mio piccolissimo mi sento di darlo, per dare speranza a chi è in questa situazione tremenda: ELABORIAMO IL LUTTO. Il che vuol dire tante cose: accettare che queste persone non cambieranno MAI, e rendersi conto che è gente che non indietreggia davanti a nulla per ottenere il loro scopo (farti stare male, o ottenere vantaggi). Non c’è motivo di avere rapporti con persone così. Lasciarle andare emotivamente, se non fisicamente: non è una perdita, perchè loro, affettivamente, non ci sono mai state. Quindi: anzitutto, terapia, terapia e ancora terapia (io mi vergogno di dire quanti anni è durata la mia…tanti…un salasso). Per me il lavoro più duro è stato accettare che esistessero genitori affettivi e protettivi, che insegnavano con piacere ai figli piccole e grandi cose, che li supportavano nei momenti belli o difficili della vita tutte cose che mia madre non è mai stata e non ha mai fatto. Secondo: prendere le distanze. Quando si sta meglio, e quindi si è in grado di capire che i sensi di colpa sono del tutto immotivati, consiglio di scegliere un tipo di distanza su misura, con la quale ci sentiamo a nostro agio, es.: telefonate sporadiche con eventuale assistenza in caso di problemi di salute, come ho fatto io, dato che il taglio totale avrebbe fatto star male ME (non lei ). Male non dal punto di vista affettivo (sono a zero affetto sia frequentandola che tagliandola, anzi, se la frequento sto peggio…), ma tagliandola mi sarei sentita di fare una cosa troppo estrema per ME (perchè noi figli abusati siamo NORMALI, non dimentichiamocene, affettivi e responsabili pur con le nostre ferite…non permettete a nessuno di convincervi del contrario). Se per il proprio carattere o la propria situazione familiare o altro si ritiene più sano un taglio netto, va bene anche quello. Basta che sia una situazione che ci faccia stare MEGLIO. Infine: siamo adulti e possiamo prendere il mano la nostra vita, prenderci cura del bambino infelice che ancora è in noi, e dargli tutte le attenzioni che non ha mai avuto! Quindi non dimentichiamoci di curarci fisicamente, andare dal medico (gastroenterologo…quanta gastrite! quella è rimasta), dall’estetista, usare il filo interdentale ogni sera (sembra stupido?), contattare i vecchi amici persi di vista… insomma prenderci cura di noi e fare quello CHE CI FA STARE BENE. A volte si tende ad autoinfliggerci le trascuratezze, replicando inconsciamente i trattamenti del genitore tossico…purtroppo ne so qualcosa. Quindi: CORAGGIO, CORAGGIO e CORAGGIO! Ve lo dice una che mai avrebbe pensato si potesse uscire dall’inferno del genitore narcisista (e del co-genitore cooperativo, come dicono i siti anglosassoni, che non hanno il falso tabù della ‘mamma intoccabile’ italiana, e ci vanno giù duro. Tra l’altro: ai padri che masticano un po’ d’inglese consiglio di googlare ‘co-parenting with a narcissistic mother’: gli si aprirà un mondo! un approccio pragmatico preziosissimo). Coraggio soprattutto ai giovani, vedo in rete che ora di questo problema si comincia a parlare di più anche in Italia. Cercate notizie, cercate di capire voi stessi, lottate! Avere una brutta vita è la soddisfazione più grande che potete dare a queste persone terribili… anzi penso che in fondo per loro sia un po’ una terapia, far star male un figlio li fa sentire meglio, oltre che assurdamente potenti. E per finire: non prendetevela troppo se vostra madre (capita, purtroppo!) sembra la star di amiche, vicinato o parrocchia: lei, come quasi tutti i narcisisti ha affinato negli anni l’arte della recitazione per ottenere consensi…e con il tempo e l’età mi sono resa conto che moltissima gente non è granchè acuta o emotivamente profonda, e non se ne accorge. E’ comunque tutta una commedia. E noi possiamo benissimo fare a meno di vicini, familiari o conoscenti che accettano o approvano chi ci vuole male, a patto che diventiamo più forti e ci costruiamo una vita soddisfacente. E’ dura, molto dura, ma ne vale la pena! mi scuso per lo sproloquio, spero solo di dare speranza a tanti come me. E grazie per il sito fantastico e utilissimo, è una risorsa preziosa!
    PS non è tutto rose e fiori, la sofferenza di avere una madre che non ti ha mai amato ci sarà sempre (e di un fratello golden child che è pappa e ciccia con lei e per me è un completo estraneo, per sua scelta)…ma si impara ad accettarla ed a conviverci 😦 E la guardia la tengo comunque alzata, perchè è gente che passa la vita a inventarsi sempre qualcosa di nocivo e tossico, quindi un minimo di vigilanza (per parare i colpi) è sempre necessario…purtroppo.

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  23. Buonasera a tutti e grazie per aver raccontato il vostro dolore che, ora lo so, è anche il mio.

    È da pochissimo tempo che ho capito e ho quarant’anni, porca miseria 🙂

    Non riuscivo a spiegarmi quel vuoto costante e quella specie di sesto senso nel capire i desideri altrui, quel cercare di assecondarli, quell’istinto a mettere prima gli altri. E poi la costante sensazione di abbandono perché “l’amore non esiste”.
    Ora sto cercando di capire, ma è davvero doloroso. E il lutto è per una parte di me, quella che non sarà mai amata come solo una mamma dovrebbe voler fare. E mi sento una che si crede “chissà chi” anche solo a pensare che avrebbe avuto diritto a qualcosa di più.

    Eppure… se non mi ha amata nemmeno lei, chi mai lo farà?

    Non una carezza, non un “brava”, non un aiuto. Solo lei, lei così sensibile; lei e il suo bisogno di essere amata (di uomini ne sono girati parecchi per casa); lei e la sua terribile infanzia; lei che se non avesse avuto un’infanzia così, sarebbe certamente diventata Presidente della Repubblica! (parole sue, giuro). E poi lei e i suoi orribili parenti, il suo crudele marito (mio padre, ma che fosse in ballo anche il mio cuore nel sentirne parlare così, per lei non aveva alcuna importanza).
    Sembrava che ci fosse solo lei e che “gli altri” fossero tutti orribili persone, tutte simili per giunta.

    Fango, solo fango su tutto e su tutti, quei “tutti” che però in realtà il fango nemmeno lo ricevevano. Per cui… per chi era tutto quel fango, se ad ascoltarla c’ero solo io?
    Fatto sta che mi ha staccato da tutti, tirandomi in mezzo come un paravento, colpendomi in un colpo solo sia con la sua rabbia di vittima, sia col racconto della rabbia dei suoi carnefici. Ero piccola, cosa ne sapevo che non era poi “così vero” che lei avesse sempre e solo subìto?
    Il passo successivo (e la riprova, ripensandoci ora, che tutta quella rabbia era proprio destinata a me) è stato il suo schierarmi, nei suoi racconti, dalla parte dei colpevoli… Mi parlava di chi l’aveva ferita e non c’era più un “loro”, era diventato un “voi” (io inclusa).
    Voi che non mi amate… Voi altri che non siete sensibili come me… Voi *cognome di mio padre*…
    È da una vita che faccio parte degli “sbagliati”, degli esseri inferiori, dei cattivi, e se non aveva senso perché certe cose non solo non gliele avevo fatte ma mai al mondo avrei voluto fargliele, ad un certo punto ero “cattiva” semplicemente perché non volevo più ascoltarla distruggere tutto.

    Ero una bambina e mi raccontava la delusione di scoprire alla mia nascita che ero femmina; e poi, appena ero nata, voleva scappare con uno che aveva conosciuto in ospedale; e poi la mia nascita l’aveva costretta a rinunciare al sogno di studiare canto e di diventare hostess; e poi se non mi aiutava (accompagnava, cucinava, interessava al mio andamento scolastico) era perché ero io che non volevo. Quando sono rimasta incinta del mio primo figlio, è stata capace di dirmi che, se fosse potuta tornare indietro, non mi avrebbe tenuta.

    E così non ho mai chiesto nulla, non ho mai preteso nulla da che ero molto piccola, e se anche avevo un problema (un amico di mia madre purtroppo cercò di molestarmi quando avevo undici anni), e se anche ho passato anni di solitudine, non ho mai contato su di lei.

    Quanto mi ci è voluto a capire che non era giusto? Quanto mi ci è voluto a non sentirmi in colpa per essere nata?

    Un abbraccio a tutti e ancora grazie per questa condivisione che un po’ cura 🙂

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    1. dio mio sara quanto sono simili le nostre storie…io uguale a te ho imparato a non dare fastidio a non chiedere…solo lei ha sofferto nella vita..la sua infanzia da inferno io non l ho avuta..anzi mi ha detto che ha fatto di tutto per non farmi vivere quello che ha vissuto lei..botte e punizioni..quindi dovrei solo esserle grata. e poi quella frase dopo la nascita di mia figlia.. “se avessi saputo di partorire un animale avrei abortito”… ho dovuto sopportare il dolore e non urlare tutta la rabbia proprio nel momento più delicato della mia vita…non ho potuto allattare e dio solo sa quanto siano stati difficili quei momenti..e lei li ha usati contro di me ” sei maligna tant è che tua figlia non si è manco attaccata” e oggi per magia…tutto diventa un altra storia…la cattiva sono io che nn la perdono e continuo a rinfacciarle tutto anche il passato..perche io ce l ho con lei e da quando sono nata la maledico… questa purtroppo è la vera faccia di queste madri.. io l ho voluta fuori dalla mia vita e cerco di resistere cosi ma non riesco a fate no contact. tu???

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      1. Prima di tutto ti mando un abbraccio fortissimo!
        È profondamente consolante scoprire che non si è i soli ad aver visto qualcosa che sembra inaccettabile, incredibile: una madre che non ama la/il propria/o figlia/o.
        Eppure è così! Non ci amano, non possono. E pensare che siamo figli insolitamente pazienti, attenti e accoglienti. Che doloroso spreco…

        Ora sto cercando di capire e la rabbia di cui parli la sto provando anche io. Forse è normale, e forse anche necessaria… In fondo abbiamo vissuto un rifiuto e siamo cresciute nel senso di colpa e nell’inadeguatezza.
        Tu hai voluto tua madre fuori dalla tua vita e immagino che sia davvero dura. Ma i nostri bimbi meritano che la catena dell’anaffettività venga interrotta e noi, che siamo diversissime dalle nostre madri, siamo capaci di capire e provare amore. E in effetti la consapevolezza che qualcosa non andassemi è nata il giorno in cui mi sono incavolata con lei quando l’ho vista riproporre certi atteggiamenti egoistici con mio figlio (suo nipote quindi, per cui però non ha molto interesse).
        Io ancora non ho deciso se troncare del tutto. In realtà mia madre nemmeno sa del tutto cosa ho capito, perché quando ho provato a spiegarle perché fossi così arrabbiata con lei, si è chiusa in un vittimismo offensivo e ha detto “ma quanto ancora dovrò pagare nella mia vita?”
        Io intanto sto cercando di capire, di ritrovare un po’ di lucidità e soprattutto di migliorare come madre.
        Il resto, tutta la rabbia sotto cui mi ha seppellita e poi tutti i sensi di colpa e poi quella trasparenza di cui mi ha “dotata”, sono cose che voglio lasciare a lei… D’altronde è la sua spazzatura e non voglio più smaltirgliela io 😦

        Ho trovato molto interessante il concetto di co-narcisismo, ma non so se posso metterne un link.

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      2. si anche la mia usa la tattica del vittimismo..adesso ha dato a me il ruolo del carnefice e lei povera vittima prima di mia nonna e ora mia..per questo anche devo tenerla fuori..i nostri figli dovrebbero vivere turto questo?eterne discussioni urla ljtigi per far capire loro quali sono i limiti da non superare?no..anche perché io sono convinta che sia lei ad avere un piano..recuperare il controllo su di me facendo leva sui sensi di colpa per poi rovinare la mia coppia e farmi separare dal mo compagno che ha scoperto ol suo gioco…cosi poi tornerà a manipolarmi..per poi svalutarmi dicendo che io sono cpme lei..che avrò rovinato la mia vita..come ha predetto “tanto ti ricadrà tutto sopra” “tua figlia ti farà quello che stai facendo a me” ” al karma non si sfugge” quindi preferisco scappare. non la odio ma nn posso più ne farle da madre..ne da psicoterapeuta..ne da bancomat..soprattutto quest ultimo visto i casini finanziari in cui mi ha messo…e siccome ha avuto fortuna che forse si risolve tutto in una bolla di sapone adesso minimizza quello che ha fatto…quindi…

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      3. Carissima Emcla, ti scrivo da persona che ha scelto l’allontamento totale. Una scelta molto dolorosa, ma nel mio caso necessaria alla tutela della mia psiche, alla salvaguardia dei miei figli e anche per servire da esempio ai miei nipoti, sorelle e un fratello rimasti in balia di una madre n.p. Molte persone ti verranno a dire che sei crudele e senza cuore, che “questo non si fa con chi ti ha comunque dato la vita”, che dovresti perdonare perché “il passato è passato”, ecc. La mia risposta a queste persone è stata: “Il prezzo di essere sua figlia io l’ho già pagato.” Come? Soffrendo tutte le volte in cui lei diceva che non avrei mai combinato niente nella vita, piangendo di dolore quando mi picchiava senza motivo e con inaudita violenza (tanto da portarmi addosso i segni, così come tutti i miei fratelli), disperandomi tutte le volte in cui lei minacciava di andarsene di casa perché noi, i suoi 6 figli, così come mio padre, eravamo degli “intoppi” nella sua vita. L’elenco delle sue pessime azioni è IMMENSO. Dopodiché non si è MAI PENTITA di ciò che ha fatto a tutti noi, quindi non esiste perdono per chi crede di non aver mai sbagliato. Le cattiverie di mia madre erano evidenti, non velate. Quando l’abuso è velato giocare con i sensi di colpa dei figli è uno spasso per le madri n.p. perché loro comportamento “non appare nella foto” come possono apparire sei o sette schiaffi sulla faccia di una bambina di 8 anni che non ha lavato i piatti subito dopo il pranzo.

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      4. sai qual e il colmo?che come te mia madre ha vissuto lo stesso…botte se non lavava i piatti..frasi che l hanno convinta di non valere nulka per davvero…umiliazioni. solo che poi dopo essere diventata dipendente perché cercava continuamente l approvazione di qualcuno ecco che affina la sua tecnica e inizia a manipolare… è piuttosto anaffettiva..e usa botte psicologiche con me..con frasi svalutanti..tutto questo perché ho osato tradirla..lei che oensava quando mi ha messa al mondo di avere qualcunk semore dalla sua parte..qualcuno con cui vivere la sua vita..attraverso me.. quando mi sono trasferita e sono diventata madre è successo il patatrack…io mi sono svegliata anche grazir al mio compagno..lei continua a non capire di rispettare regole e limiti..che ci sono dei confini…pensa di essere proprietaria della mia vita e di fronte ai miei no decisi ecco che arriva la svalutazione le offese gli insulti…le proiezioni…le botte sono invisibili…ed è difficile far capire agli altri che nn è la povera vittima che si fa credere. proprio lei che ha vissuto sulla sua pelle thtto questo..ha fatto anche peggio…

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      5. Anche mia madre ripeteva la litania: “Mio padre era un violento e mia madre non mi difendeva. Non so cos’è l’amore genitoriale!” quando le sorelle più grandi la affrontavano. Il punto è…perché aveva deciso di fare dei figli quando SAPEVA di essere inadatta a fare da madre? Ci sono donne che fanno dei figli per un semplice tornaconto personale OPPURE, come nel caso di mia madre, per sentirsi al centro dell’attenzione per un periodo di 9 mesi. Ho visto con i miei occhi come “si scordava” di dare da mangiare a mio fratello, più piccolo di 5 anni. Eravamo noi, le più grandi, a badare a lui. Un mostro. Eppure… crede tuttora di aver ragione e di prendersi i meriti per ciò che siamo diventati, cioè, l’esatto opposto delle “previsioni” in cui ci vedeva drogati e prostituiti come Christiane F. Un infanzia violenta NON GIUSTIFICA la violenza perpetrata sui figli. Ci vuole la PROPENSIONE a essere violenti dentro di noi, altrimenti ci si comporta diversamente.

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      6. si concordo.non è detto che subire uno stile genitoriale significhi per forza riproporlo. non si può giustificare chi mortifica mente usa fa troangolazione proiezione. dicono che nn siano consapevoli..mma fino a che punto?io credo che se tu ferisci tuo figlio consapevolmente e lui soffre tu stai male..le parole di rabbia possono uscire..ma quando continuano anche dopo che ti scusi..allora è fatto volontariamente prr provocare dolore. la mia si sente forte quando svaluta e umilia gli altri..io invece mi sento male a pensare di trattar malr qualcuno.mi metto fin troppo nei panni deglk altri.per questo sono sempre rimasta fregata anche con lei..perch e quando era piccola mi ba raccontato della dua triste vita e io ni sono fatta carico di quel dolore pensando di doverlo risolvere.niente di più sbagliato.ora faccia pure quello che vuole ma io devo pensare alla mja di vita.nn voglio certo perdere la mia famiglia x lei.

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    2. Purtroppo il percorso per il superamento di un dolore cosi grande è la totale indifferenza. Si è talmente inquinati da un esistenza cosi umiliante da rischiare di diventare noi stessi come loro. E allora conviene mettersi una maschera e continuare a fingere fin quando dentro di noi non resterà piu nulla se non un ricordo che è piu un incubo che un ricordo. L’amore è distante ma sopra di noi. E’ ossigeno per un astronauta che ha perso il suo zaino per respirare. Bisogna afferrare con tutta la forza.

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      1. Gualtiero, anche io sto pensando che l’indifferenza potrebbe aiutarmi ad andare avanti… ma poi mi prende la rabbia e non so capire se sia una fase da non assecondare (perché tanto mia madre non capirebbe, visto che il problema è proprio la sua mancanza di empatia e di interesse) o se invece sia anche giusto viverla questa rabbia e, per una volta tanto, far pesare la mia necessità, prendendomi lo spazio che mia madre non mi ha mai riconosciuto.
        Eppure ho paura di diventare crudele come lei e invece l’indifferenza mi servirebbe a cominciare a mettere in pratica l’idea che “il mio spazio” lo devo cercare al di fuori di lei, lontano o comunque “a prescindere” da lei. Ma poi torna la rabbia perché se sono un albero storto è per colpa della luce che mi ha tolto lei…
        Insomma sono ancora incasinata 🙂
        Tu come hai fatto?

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      2. Sara la rabbia è lecita,è la risposta emotiva ad un atteggiamento diabolico. Se la vogliamo mettere in termini puramente individuali,bisogna riconoscere a noi stessi che la nostra è una guerra di sopravvivenza. Non c’è giorno in cui io non voglia fargliela pagare per tutto il male che ha fatto. Ma ne faccio una ragione e cerco di sovvertire le parti provando a creare delle situazioni in cui è mia madre la vittima,è un gioco sottile,crudele,che ti ferisce profondamente e che è cpace di rovinarti ancor piu un esistenza già lesionata. Devi pensare che ad ogni modo le sopravviverai e questo deve confortarti.

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  24. Care emcla e sara,se riguardo al padre di mia figlia so con certezza che ha una personalita np,per mia madre,parola che faccio fatica a pronunciare,non ho.ancora assoluta prova.Eppure su alcune cose,cose importanti e gravi,mi ritrovo e rivedo lei.Vittimismo senza limiti,totale menefreghismo(per vent anni circa non ho avuto rapporti con lei e non si e certo strappata I capelli).Cattiverie piu o meno sottili a me rivolte.Quand ero piccola poi abusi ne ho subiti,psicologici e fisici,poi non ne ho voluto piu sapere e sono stata affidata a mio padre,ricco,di 22 anni piu vecchio di lei,e malato di gioco d azzardo e sesso.Diciamo che la vita s e divertita parecchio.Conseguenza di legami disfunzionali:altri legami disfunzionali!Da quando e nata mia figlia purtroppo si e rifatta viva,per fortuna solo perche mi ha dato uma mano con la bambina,e ne avevo bisogno,ma il prezzo emotivo da pagare e davvero alto.Oggi ha voluto assistere all incontro col legale che mi rappresenta nella causa d affidamento,sapendo tutto il male che m ha fatto il mio ex,sembrava difenderlo,sminuire ogni mia ragione,non so spiegare bene l atteggiamento,ma so che non c e mai stato sostegno.ho lavorato.parecchio su me stessa eppure il vuoto non si colma mai del tutto,e una condanna a vita un genitore cosi

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    1. Sto capendo che una delle cose più dolorose dell’aver avuto una madre così è non aver avuto l’affetto sincero e profondo che avrei voluto. Non so se sia così anche per gli altri ma intanto, prima di tutto, ti mando un abbraccione grande! 🙂
      Cara Virginia, credo che il vuoto non si colmi perché una madre dovrebbe insegnarci quanto amore meritiamo, e invece queste nostre madri non sono in grado di amare, né noi né nessun altro, credo…
      Però possiamo cercare di capire, lavorare su noi stesse come stai facendo tu. Ci sto provando anche io e mi fa così bene pensare che c’è qualcuno come te che combatte la mia stessa battaglia. Forse, così facendo, interromperemo la catena di rapporti senza amore e il vuoto sarà riempito da noi stesse…

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    2. Cara Virginia, il rapporto madre-figlia è impossibile con una figura n.p. Il senso di competizione che hanno con noi, le loro figlie, le porta a trattarci come dei rivali, per questo solidarizzano SEMPRE con i maschi. Non importa se hai a che fare con un picchiatore: la colpa sarà sempre tua. Proteggiti perché il rischio di essere svalutata come madre da lei è molto alto.

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  25. Eccomi di nuovo qua a sanguinare (metaforicamente).
    Oggi ho rivisto mia madre dopo un sacco di tempo, dopo un periodo di contatti telefonici quasi a zero.
    Ero stupidamente convinta che sarei riuscita ad essere forte per entrambe (co-narcisismo del cavolo) ed ero certa che sarei riuscita a non star male. Ero convinta che la mia rabbia stesse diminuendo, e così il dolore, sostituiti dall’affetto e dalla comprensione per una madre che si è dovuta rintanare nel narcisismo come forma di difesa. Mi dicevo: “ora che ho capito che non sono io a non valere, ma che è lei a non poter vedere che valgo qualcosa, sarà meno doloroso”. E così mi sono messa ad ascoltarla, a farle domande, a lasciarle tutto lo spazio come piace a lei, a essere trasparente come pretende da sempre.
    E invece no, ha fatto male lo stesso, come sempre. Ma stavolta, invece di farmi prendere dalla rabbia e chiudermi, ho cercato di spiegare. Ero così stupidamente convinta che ce l’avrei fatta a farle capire che sto cambiando, che mi sono messa a spiegarle cosa ho capito e sto capendo, cosa sto studiando da mesi nel tentativo di non lasciar cadere il nostro rapporto. Perché io non mi vorrei dare per vinta e lasciarla in quel non-rapporto, tra lei e se stessa, che scambia per un rapporto con me; e perché non vorrei rintanarmi dietro a mille scuse come fa lei da sempre. E questo perché io, a differenza sua che dice che meriterebbe una figlia perfetta, non voglio una madre perfetta. Ma purtroppo, come al solito, nulla le è arrivato. Voleva solo che smettessi di parlare, di “essere aggressiva” mentre era lei a svilire i miei sentimenti.
    Ad un certo punto mi sono ritrovata che non avevo più voce ed ero tornata ad essere la solita patetica mendicante di affetto…
    E pensare che credevo davvero di potercela fare.
    Forse è meglio essere abbastanza forti da rimanere nascosti, senza creare inutile sofferenza anche a lei perché tanto non cambierà, non per me…

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    1. sara..una cosa l hai detta giusta non cambierà. tu nn devi mendicare nulla.e nn devi più dare spiegazioni.ti capisco benissimo ci sto passando anche io. anche mia madre mi fa pena perché è diventata cosi per via di sua madre.ma poi penso e il libero arbitrio?nn si rende conto di farmi male?si che se ne rende conto. e ci gode.e io dovrei umiliarmi ed elemosinare amore da una che mi odia?che gode del male che mi fa?anche no. ho perso anni e anni a far si che capisse…turto fiato sprecato…

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      1. Carissima Emcla ti sembrerà strano ma ieri, mentre le parlavo, ti ho pensata. Ho pensato a quella frase che rende le nostre madri simili, quella che ci hanno detto sul dispiacere di averci avute.
        Sono così grata di aver trovato qualcuno che possa capirmi!
        Mia madre invece è diventata così per colpa del collegio. Deve essere stato orribile, lo capisco. Ma non ne vuole venire fuori, lo usa come scusa per ogni mancanza. Ha passato i sessanta ed è ancora mentalmente chiusa lì dentro…
        Anche io mi sono chiesta la tua stessa cosa: non si rende conto di farmi male? E purtroppo ho dovuto rispondermi, come te, che se non si rendesse conto che mi fa male, non avrebbe tutto questo bisogno di continue giustificazioni manipolatorie.
        Quindi avanti tutta, cara Emcla. Cercherò di non farmi più ferire.
        Grazie delle tue parole, sono davvero preziose per me 🙂

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      2. mi piacerebbe che riuscissimo a contattarci e a scambiare le nostre esperienze.fa bene parlare..come possiamo fare..
        cmq…sono vittime anche loro che però sono diventate carnefici a loro volta… dicono tutte le stesse frasi…svalutano criticano umiliano e con la stessa facilità ti dicono anche cbe ti amano..ma nn sanno cos è l amore. la mia dice sempre che è mia madre quindi prendere o lasciare..per cui secondo lei ip dovrei farmi andare bene le sue frasi offensive gli insulti la mancanza di rispetto pee la mia persona solo perché lei mi ha fatta… “io ti ho fatta io ti cancello dalla facciadella terra” l ultima bella frase che mi ha detto

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      3. Anche a me piacerebbe riuscire a contattarci ma purtroppo non so come si possa fare da qui 😦
        Qualcuno saprebbe consigliarci un qualche metodo?
        Certo che è davvero tossica, proprio crudele. E poi non ha capito che sei tu quella che la sta cancellando, e da un posto molto più prezioso, o che tale dovrebbe essere per una madre…

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  26. SOLO chi ha un parente (o come me addirittura due) affetti da Narcisismo può capire quanto siano devastanti e nocivi soggetti così.
    Da piccola ero sola , perchè mia madre mi impediva di uscire persino dalle mie zie, e parlava malissimo di ogni mio amico o amica che frequentavo cercando di isolarmi. A 15 anni capitò che mi ammalai gravemente di un tumore, e mia madre faceva la vittima..povera me, e le domande che faceva ai medici erano “perderà i capelli? ricresceranno? si può fare un certificato per non farla bocciare?…il medico davanti a me e mio padre le disse : signora si proviamo a salvarle la vita! e lei di nuovo incalzava con frasi “superflue”…un giorno arrivò a truccarmi (costringendomi contro il mio parere) in reparto perchè sarebbero venuti dei loro amici e dovevo essere presentabile.
    anche nella malattia io ero sola….perfortuna trovai altri malati e infermieri e medici molto empatici ma io non capivo perchè quelle emozioni di comprensione le ottenevo da estranei e non da lei. Sapevo che non era una reazione al dolore la sua…
    Un giorno in mio oncologo sbottò dandole della donna superficiale ed egoista, incapace di essere madre di un criceto…inutile dire che nacque un alterco enorme, mia madre lo denunciò ed essendo io minorenne mi portò via dall’ospedale.
    Io persi anche quelle figure di riferimento, quel poco equilibrio che avevo costruito….ma a lei non interessava…
    quando veniva a trovarmi si lamentava della strada che faceva, del fatto che i suoi vestiti si impregnavano dell’odore dell’ospedale e cose simili…
    io tacevo , tacevo e piangevo quando lei se ne andava (per fortuna a quei tempi i familiari non potevano rimanere!!!) , un girono una infermiera mi si avvicinò e cominciò a dirmi che il comportamento di mia madre era sbagliato e che mi vederva soffre , che dovevo pensare a guarire e che dovevo ribellarmi a lei e alle sue cattiverie.Io non dissi nulla, temevo che poi lei avrebbe pagato con il licenziamento o io sarei stata ancora trasferita. Il medico apertamente non mi disse nulla ma con furbizia convinse mia madre a frequentare con me degli incontri con la psicologa del reparto.
    Al secondo incontro la terapeuta disse , abbiamo capito come si sente lei e quanto la infastidisca la strada e gli odori di questo luogo di cura ma ha mai chiesto a sua figlia cosa prova quando lei si lamenta? e mia madre sbottò: è a causa sua che mi trovo qua>!!la responsabile è lei, io ho tutto il diritto di lamentarmi. La terapeuta le disse che io non mi ero cercata la malattia e che meritavo conforto. Ma mia madre replicò : e chi pensa a me???tutti a guardare lei..ma quella che va in giro e la gente ti addita lei è quella con la figlia malata , sono io!!!
    insomma…dagli incontri non uscì nulla di buono, anzi, io confrontavo ancora di più mia madre con le altre e mi chiedevo perchè ….e il risultato è che mi sentivo in colpa!!!
    un giorno la terapeuta decise di parlarmi da sola, e mi raccontò che mia madre era affetta da Narcisismo, che io non avevo colpa e che purtroppo non vedeva nessuno spiraglio per poterla curare. Mi disse tu potrai guarire dal tumore ma lei non guarirà mai dall’eterno amore per se stessa.
    Quella sentenza, paradossalmente mi sollevò, perchè il mio dolore aveva un nome e l’aveva visto una persona estranea ed esperta, e io non avevo detto nulla , né fatto nulla. Tutte le sedute io ero muta, con lo sguardo basso…credo che nessuno dei partecipanti mi abbia mai sentito sillabare alcunché.
    La situazione non è cambiata , e purtroppo neppure il mio dolore, il mio aspettarmi ogni tanto uno sguardo altruistico.
    però quelle parole, quella diagnosi sono state un salvavita per me, perchè la colpa dell’anaffettività di mia madre non era più mia ma della malattia…e provai persino tenerezza . Probabilmente se quella professionista non mi avesse parlato, il peso della mia vita ed il senso di colpa per la mia esistenza mi avrebbe portato al suicidio.

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