Il ripristino della dignità perduta

Fonte: https://www.marietan.com/cartas_comentadas/carta_la_dignidad.htm

Trad. Claudileia L. Dias

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Nome: Angela

E-Mail: …..

Paese: Venezuela

Età: 43 anni

Stato civile: Separata

Figli: 3: 14 anni, 16 anni, 18 anni

Professione: Ingegnere Industriale

Occupazione: Amministratore Delegato e socia – Azienda del settore di lavorazione della plastica

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Angela:

Avrei bisogno di informazioni su come conquistare la mia DIGNITÀ. Credo di non sapere cos’è, come praticarla, come aumentarla. Se ce la farò la mia vita è salva.

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Marietan:

Angela,

la dignità è il rispetto che una persona ha verso se stessa. Vuol dire: un individuo sa quando è stato degno oppure no, se ha rispettato i SUOI valori oppure no. Quando dico i SUOI valori mi riferisco ai valori che la persona stessa ha individuato come parametri della sua vita, come linee guida personali. Da non confondere con ciò che DOBBIAMO FARE nei confronti degli altri, oppure a “cosa diranno”.

No. La dignità è molto più di tutto ciò, poiché la dobbiamo sentire nei confronti di noi stessi. Una schiava, una prostituta, può essere tanto degna quanto noi, nonostante venga socialmente squalificata.

Molte volte la pressione sociale, gli altri, ci costringono a fare ciò che non vogliamo. Non è, però, la costrizione di qualcun’altro a distruggere la dignità di un essere umano se questo non ha avuto un’altra possibilità, se non ha avuto modo di eleggere una via diversa, cioè, se non ha potuto esercitare il suo diritto di scegliere liberamente.

E così, quando una donna è violentata da un soggetto che la minaccia con un’arma la sua dignità resta intatta poiché non aveva un’altra scelta, non ha potuto eleggere (perdere la vita non è una scelta valida!); chi perde la dignità in questo caso è il violentatore che ha bisogno di un’arma per possedere una donna. Lui, da solo, è un essere inutile.

Ci sono altre cose che vorrei dirti, ma mi piacerebbe sapere un po’ più di te. Raccontami la tua vita, cosa fai, quali sono i tuoi valori, i tuoi progetti, di modo a poterti meglio orientare.

Un saluto cordiale,

 Dott. Hugo Marietán

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 Angela: 

Dott. Marietán,

Innanzitutto grazie mille per la sua pronta risposta.

Il tema della dignità è stato poco chiaro nella mia vita.

Oggi come oggi credo che per non comprendere bene cosa sia la dignità, come sentirla dentro di me e come difenderla, la mia vita abbia preso qualche piega a dir poco tortuosa.

Sin da piccola non ho mai provato odio, rancore, rabbia nei confronti di nessuno. Credo di aver sviluppato la capacità di comprendere che nessun essere umano è del tutto cattivo, convincendomi fermamente che le persone possano inconsciamente sbagliare. Ogni essere umano agisce secondo la propria Coscienza (Conoscenza, capacità di comprendere, chiarezza nel vedere, secondo il suo livello economico, intellettivo e sociale), così penso.

Questa mia credenza ha fatto sì che nei momenti cruciali della vita il mio sistema di protezione fallisse.

Sempre che qualcuno mi offendeva, mi danneggiava, ecc., il mio pensiero era: Non è colpa sua. Lui vede la vita e le circostanze con i suoi occhi e questo è tutto quello che può fare.

A causa di questo mio modo di pensare sono stata emozionalmente ferita sin da molto piccola, abituandomi all’idea che tutto avesse una ragione di essere. La questione è diventata così complicata che a un certo punto, quando avevo i miei 24 anni, persi la capacità di sentire correttamente, arrivando a soffrire di autoscopia (disturbo della consapevolezza della propria unità in cui la propria immagine corporea viene proiettata all’esterno, n.d.t.) e una depressione così grande da durare circa 10 anni. Ora so cosa sente un suicida.

Sono consapevole che in me c’è qualcosa che blocca il SENTIRE, il percepire  ADEGUATAMENTE. Esempio concreto: ieri una persona che ritengo di amare mi accusò di CONFONDERE LE COSE, disse di non aver mai dato motivi per farmi provare dei sentimenti per lui e che ciò che provo è semplicemente ridicolo.

Anziché tirar fuori la mia DIGNITÀ, di trovare il coraggio di dirgli “D’accordo, ho capito che non ti piaccio per niente, quindi addio’ avvertì un enorme dolore nell’anima, tanto da dirgli che non potevo evitare di provare dei sentimenti per lui. Dopodiché me me andai.

Dov’è finita la mia dignità? Se una persona mi rifiuta perché non riesco a reagire, ad accettare questo suo rifiuto?

Mi confondo: nego il palese rifiuto della persona, ma dico a me stessa che è lei la persona ‘confusa’.

Dott. Marietán, sono riuscita a superare il mio stato depressivo grave grazie a delle letture che mi hanno fatto comprendere il perché delle cose.

Prendo Fluoxetina quotidianamente, 20 mg.

Sono convinta che con una TERAPIA DELLA REALTÀ possa guarire. La mia vita è stata distrutta perché NON ACCETTO LA REALTÀ – LA NEGO- BUONA O CATTIVA – NON RIESCO A VIVERE PIENAMENTE.

Ringrazio in anticipo per il suo interesse,

Cordiali Saluti.

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Marietan:

Angela,

Ricordati che l’essere umano, come membro della classe degli animali, si è impossessato della Terra. Si tratta di un obiettivo che non fu raggiunto con l’uso della sola bontà. Gli umani hanno una propensione alla cattiveria, tanto quanto alla bontà. E’ normale che sia così. Diventando adulti ci svegliamo del sogno infantile in cui tutto è buono e quindi siamo protetti. La vita è dura, crudele, ci porge degli ostacoli. Dobbiamo imparare a superarli se vogliamo proseguire. Ecco la cosa bella della vita: lei butta lì un ostacolo, ma ci insegna anche come saltarlo.

Quando vogliamo bene a una persona la nostra mente pende verso l’irrazionale, dimenticandosi della logica. Lei, essendo un ingegnere, ha il cervello condizionato al massimo verso la logica delle cose. Hai quindi la tendenza di cercare sempre il perché delle cose e quali siano razionalmente le cause. Il nostro lato affettivo corrisponde agli aspetti irrazionali di ognuno di noi. Qui la logica non c’entra. Per questo a volte siamo confusi. È evidente che questa persona ti rifiuta. La tua logica lo sa ed è il tuo lato affettivo, che corrisponde alla tua parte irrazionale, a non accettare l’evidenza dei fatti. Il tuo lato affettivo vuole quest’uomo senza capire il perché. Che ne sa dei desideri e delle volontà? Quando crediamo di amare qualcuno le nostre difese si abbassano. In parole povere: è come se non avessimo un’altra scelta. La libertà di scegliere è soppressa. Se leggerai con attenzione la mia precedente comunicazione, vedrai che è molto difficile restare degni quando non abbiamo un’altra possibilità, quando c’è ‘qualcosa’ che blocca la nostra libertà. Sì, è con dolore, con angoscia e feriti che dobbiamo allontanarci dalle persone che ci rifiutano. Sarà il tempo e con lui i nuovi sogni e desideri a rattoppare ciò che è stato ferito un giorno. Persistere è aumentare le dimensioni della ferita sempre di più, rendendo più sofferta e longa la convalescenza.

Cordiali saluti,

Dott. Hugo Marietán

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Un pensiero su “Il ripristino della dignità perduta

  1. volevo chiedervi un suggerimento. Nel mio caso sono riuscita a saltare fuori dalla giostra sulla fase finale di love bombing, (avevo già vissuto lo stesso inferno dieci anni fa quindi ho riconosciuto subito tutti i sintomi e una volta capito chi era sono andata di no contact senza mai più ricaderci). invece che ricadere in eterni perdoni da codipendente sono diventata amica delle sue altre donne e ho dalla mia parte CHIUNQUE amici, amanti.. sopratutto la sua famiglia. purtroppo gli ho intestato metà di casa mia (comprata coi miei sforzi di una vita) e so bene che quella sarà la cosa con la quale mi ricatterà per sempre .. cosa accade se è la vittima a ritagliare il buco attorno al perverso? cosa devo aspettarmi? ora che è SOLO e può muoversi davvero poco in quanto la sua reputazione è distrtutta.. cosa succede? come convincerlo a patteggiare e ridarmi il mio 50% di casa? inutile dire che gli ho persino offerto soldi . pare che quella carta valga davvero molto di più per lui..

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