Attenzione nell’uso della supposizione e fermezza nel dire di “No”: due elementi di salvaguardia della psiche

Come ben sappiamo, all’inizio i predatori psicopatici impostano loro “rapporti affettivi” come se il mondo girasse attorno a voi. Il primo incontro serve per affilare lo strumento maligno che contiene loro unico desiderio: ottenere ciò che vogliono.
Tuttavia, cosa loro vogliono e cosa voi credete che vogliono sono due treni che seguono su binari diversi, ma destinati a scontrarsi violentemente prima o poi.
Il punto è: come mai la vostra illusione raggiunge l’apice proprio con queste persone e non nei rapporti che vi danno più concretezza nella vita?
Una delle caratteristiche predominanti negli psicopatici è saper introiettare nella mente altrui una miriade di supposizioni. Gli psicopatici che truffano gli altri promettendo ampi guadagni in pochissimo tempo fanno leva sull’ambizione altrui per meglio consolidare il raggiro: “Così ci guadagnammo tutti!”.
Facendovi “volare alto” gli psicopatici si distinguono dai partner che avete avuto in precedenza grazie alla loro presunta creatività e intraprendenza. Non nascondono di amare il rischio, ma voi supponete che sappiano ciò che fanno perché sembrano “svegli”, ” furbi”, “esperti” e perfettamente a loro agio quando vi vendono fumo.

Descrivo alcune scene:

Scena A: Cristina (psicopatica) dà appuntamento a Fabrizio (innamorato perso!) al Bar degli Amici che, PENSATE, si trova vicino ad un parco giochi. Dopo aver chiacchierato e preso il caffè, Fabrizio invita la ragazza a fare una passeggiata. Alla vista dei bambini la psicopatica “si commuove” ed esclama: “Oh, quanto son belli i bambini!”. A Fabrizio viene automatico supporre che la ragazza stia dicendo la verità (“A chi non piacciono i bambini?”) e che FORSE vuole farsi una famiglia. Potrebbe addirittura giurare di averla vista con gli occhi lucidi, talmente lungo è stato il suo sospiro e la voce tenerissima! Per togliere il dubbio, il ragazzo chiede: “Ti piacciono i bambini?”, domanda alla quale Cristina risponde “Sono meravigliosi!”. L’argomento non viene più toccato fino a quando Fabrizio, dopo il matrimonio, capisce che Cristina non vuole avere dei figli e che sopporta a malapena i nipotini, figli della sorella ANCHE SE aveva sempre DIMOSTRATO l’esatto contrario. Quando decide di affrontare l’argomento con la moglie la risposta diventa: “Perché mettere al mondo altri bambini? Solo per farli soffrire? Questo è un mondo di merda! Vorresti una tua miniatura, sei un narcisista!”.
Scena B:  Luigi, uomo con fama di donnaiolo appena divorziato, chiede a Filippa, una collega, di accompagnarlo da IKEA a prendersi dei mobili per la sua nuova casa perché non saprebbe cosa scegliersi e dopo il divorzio si sente “perso”: “Mi manca un tocco femminile, casa mia è talmente fredda!”. Durante gli acquisti, circondati da coppie e famiglie, Luigi sfiora la mano di Filippa diverse volte, le mette un braccio sulle spalle e la guarda di modo “intenso”. Filippa è imbarazzata, confusa, non ha mai provato un barlume di attrazione per il collega dalla pessima fama, tuttavia sono lì, da IKEA… non si tratta di un appuntamento romantico… e poi c’è tanta gente attorno! Single da tre anni, Filippa osserva le coppie mentre provano materassi, aprono armadi, approvano o disapprovano le cucine in esposizione, prendono le misure dei tavoli… Solo allora comincia a pensare, sentendo il braccio di Luigi sulle sue spalle: “Chissà se anche lui si sente solo come me. Se mi ha invitata a venire qui è perché non ha nessuno che lo aiuti! Ma no, lo sanno tutti che è un donnaiolo dalla parlantina facile, su!”. Luigi, tuttavia, prendi un pupazzo in mano e quasi sottovoce le dice: “Ecco, questo è per te. Grazie per essere venuta qui con me. Senza di te non sarei riuscito a ritornare qua. Non è facile per un uomo come me ricominciare da capo. Ti va di mangiare due polpette nel ristorante?”. A quel punto la nostra povera Filippa comincia a pensare: “E se non fosse vero tutto ciò che dicono su di lui?”. Morale: Luigi aggancia Filippa e la porta a fantasticare con il minimo dispendio economico ed energetico. L’ha scelta perché nessuna delle sue “amiche” era disponibile ad accompagnarlo, perché sapeva che Filippa era sola e poi perché la ragazza non era mica “fatta male fisicamente parlando”. Dopodiché a Filippa non viene in mente di chiedere cosa ha voluto dire Luigi con la frasi “non è facile per un uomo come me”. UN UOMO COME TE IN CHE SENSO? Avrebbe potuto chiederglielo – come nel famoso sketch di Verdone – eppure non lo fa, dando per scontato che Luigi abbia voluto dire “profondo”, “sensibile”, “un pozzo fin qui di sentimenti”…

Espressioni del tipo: “Possiamo restare solo amici, poi vediamo come andrà a finire”; “Viviamo alla giornata.”; “Non mi lasciare così, mi stavo quasi fidando di te…” possono erroneamente essere interpretate da voi come prudenza e cautela, magari una semplice indecisione della persona che avete accanto. Tuttavia, se questa “indecisione” dura a lungo, addirittura da ANNI, e se fino adesso avete vissuto di supposizioni (non solo sulle caratteristiche essenziali della personalità di chi vi sta accanto, ma anche sul futuro) interrogatevi se non si tratta del tentativo perverso di lasciarvi in sospeso a vita.

Suggestioni sottili come: “Ho bisogno di qualcuno per accompagnarmi dal dottore, mi sento così solo…” sono manovre manipolative che contengono una trappola in agguato. Cosa vi fa credere che questo “qualcuno” deva essere necessariamente voi e non “qualcun altro”? Eppure finite per dare la vostra disponibilità come un gesto di amore al prossimo. In cambio cosa vi danno gli psicopatici? Fingono che siete gli unici al mondo capaci di un normalissimo gesto di solidarietà. Mentono con tanta veemenza che è quasi impossibile non sentirsi “importanti” e “indispensabili” alla loro sopravvivenza sul pianeta Terra.

Per i soggetti narcisisti perversi/psicopatici coinvolgervi nelle piccole faccende quotidiane è molto naturale. Nulla è più noioso che attendere in coda DA SOLI, affrontare il traffico con rassegnazione, magari ascoltando buona musica… meglio riempire il vuoto spirituale vampirizzando mezzo mondo via telefono. Ciò che per loro si tratta di una spicciola strategia per tappare i buchi della giornata a basso costo (magari grazie a un’offerta lampo di 1000 sms gratis da spendere nel giro di 48 ore!) e contemporaneamente controllare la vita altrui, viene interpretato da voi come un grandissimo riguardo nei vostri confronti: “Tizio mi ha chiamato per sapere come sto e cosa sto facendo.” Ancora una volta SUPPONETE che si preoccupino per voi, quando in realtà stanno usando la vostra pazienza, la vostra comprensione, compassione e disponibilità per riempire il loro vuoto.

È con base nelle vostre supposizioni che gli psicopatici costruiscono la loro catena di menzogne sul non detto: “Ti sei fatta un film, io non ti ho mai promesso niente!”; “Ti chiamo sempre, è vero… ma questo non vuol dire nulla.” Quando abbiamo a che fare con gli allumeur la risposta pronta è: “Guarda che io sono così con tutti, mica solo con te! Stai confondendo le cose. Forse perché non sei abituata ad essere trattata tanto bene dagli uomini!”

Impiantano nel vostro cervello la supposizione che avete a che fare con delle bravissime persone, ad esempio con dei genitori amorevoli e preoccupati dalla sorte dei figli soltanto perché magari li avete visti rispondere pacatamente alle chiamate insistenti di adolescenti “scapestrati, viziati e ingrati” mentre eravate con loro a prendere il caffè, dopo un meeting lavorativo. L’avete visto agganciare il telefono “afflitto” e “imbarazzato” per il “poco rispetto dei ragazzi di oggi verso i loro genitori”. Poco importa se tra le mura domestiche sanno essere egocentrici, menefreghisti, violenti, esplosivi, cafoni, castranti e odiosi: ciò che vi rimane impresso è la “pazienza” dimostrata nella gestione di una chiamata apparentemente complessa e la supposizione che lui/lei sia un povero essere schiacciato dall’ambiente domestico opprimente.
Ogni psicopatico utilizza il controllo mentale attraverso la supposizione e le reticenze, di modo a indurvi a pensare al seguito conforme il VOSTRO sentire, la VOSTRA natura gentile e amorevole. Nell’articolo “Sabbia negli occhi: la comunicazione perversa” e altri su questo blog ho scritto sul modo di (non) comunicare degli psicopatici, su come fanno passare inosservata la loro vera natura per indurvi in inganno. Possono usare un tono di voce suadente e tranquillo mentre distruggono la vostra autostima, mentre vi dicono cose terribili per farvi credere/supporre che lo dicano per il vostro bene: “Se io fosse in te ci andrei da uno psicologo, ma vai da uno bravo perché oramai hai preso l’abitudine di alterare la realtà. Io non t’ho mai detto questo cose. Se vuoi ti indico uno.”
Siccome loro, in effetti, non parlano mai chiaro tutto diventa una costruzione vostra. Ecco perché quando crolla il vostro castello di supposizioni lo scenario è desolante. Tanto è vero che dallo psicologo ci andate sul serio, in primis per cercare di capire chi era la persona che credevate di amare, perché quel vostro collega vi ha fatto fuori, come mai vostra madre vi sembra odiare, ecc.
Soltanto i bugiardi molto esperti sanno indurre le persone ad agire di modo controproducente. Usano la pressione sottile della voce, uno sguardo penetrante (che possiamo definire tra il supplice e il desiderante), una gestualità che è parte integrante della menzogna che stanno mettendo in atto: per esempio, possono invitarvi “a cercare casa” perché “hanno l’intenzione” di “acquistare un rifugio” dove possono “prima o poi” andarci a vivere “con la donna giusta”. La dura realtà è che non sanno cosa farsene dalla persona che capiscono di avere in pugno, ma devono alimentare le sue illusioni pur di non perdere il giocattolo.

I soggetti psicopatici/narcisisti perversi vivono dalla falsa immagine di sé che proiettano agli altri. Costruiscono una bolla di menzogne che esplode soltanto quando uno sguardo attento, come un ago affilato comprende che le azioni svolte nell’arco della loro esistenza sono in netto contrasto con l’immagine che vogliono trasmettere ad ogni costo.
Cosa accade quando provano sottilmente a manipolare qualcuno che se ne accorge del gioco e scappa? Qualcuno che dà retta alla propria intuizione? Rispondono con la frustrazione, la rabbia cieca e la diffamazione. Il sogno di ogni psicopatico è avere qualcuno da controllare mentalmente, qualcuno che creda ciecamente alla “verità” del momento.
Saper dire di “no” e accettare un “no” come risposta è una forza potente, la linea divisoria tra chi rispetta la libertà altrui e chi la vuole sopprimere. Quando accettiamo un “no” come risposta dimostriamo di saper rispettare i limiti degli altri. La pressione che una persona applica su di voi per portarvi a rispondere di fretta, senza pensarci, è pura manipolazione.
Più pressione fanno sul vostro “no” più indicano che la vostra libertà rappresenta un problema per loro.
Molto spesso i soggetti psicopatici riescono a farvi prendere decisioni controproducenti per voi a causa della loro incapacità di accettare un “no” come risposta. È la situazione in cui si ritrovano molti ex amanti di soggetti psicopatici. Es: Tizio (psicopatico) implora Gaia di lasciare il marito per andare a “vivere insieme”. Gaia si rifiuta e cerca di chiudere la storia: vuole ricostruire il suo matrimonio, avere un figlio. Tizio fa pressione sul “no” di Gaia finché la donna, convinta del suo “amore” cede e chiede la separazione. Il seguito lo conoscete benissimo: Tizio abbandona Gaia perché “non era pronto”.
La pressione che esercitano sul vostro “no” è talmente alta da indurvi a supporre, credere, pensare e/o addirittura avere la certezza di essere molto cattivi soltanto perché vi rifiutate di soddisfare i loro bisogni di compagnia, sesso, soldi, ritorno di immagine, posizione sociale, ecc.
Se qualcuno in questo preciso momento non sta rispettando il vostro NO e se questo NO è l’unica decisione che vi fa stare bene, cercate di non cedere alle pressioni che vi esercita. Come? Riflettete su tutte le volte che avete detto di “Sì” contro la vostra volontà e alle conseguenze che si sono susseguite sulla vostra salute e la vostra psiche.

28 pensieri su “Attenzione nell’uso della supposizione e fermezza nel dire di “No”: due elementi di salvaguardia della psiche

  1. “- Perchè mi dici sempre No? Il No è negativo!!! Dimmi di Si, senti che suona bello!! ”
    E cosi che ti fregano! Quanti Si che ho dovuto dire malgrado fossero No. E però io non accetavano i suoi No ,che spesso erano postumi. Un arma in più per colpevolizzare…. Che gentaglia!!!
    Ciao Cla

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    1. Ciao Yuri!! Ebbene, in Portoghese c’è la parola “lábia”. Una persona dotata di “lábia” vuol dire che ha la capacità di convincere gli altri con la parlantina suadente a fare ciò che vuole. I venditori migliori hanno una buona “lábia”, tanto da convincere chi non vuole loro prodotto ad acquistarlo. Molti n.p. leggono libri sulla persuasione oppure la imparano da piccoli osservando un genitore che mente per ottenere qualche vantaggio.

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      1. Già,a volte il modo migliore di nascondere qualcosa è metterlo in bella vista .E mentre ti chiedi ma che sta a dire questo/a ?Ti fregano

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  2. Oh, come mi ci ritrovo. I miei suoceri trasformano ogni conversazione in un inferno. Lei, elenca cose che secondo lei dovrei fare per mia figlia, e sa che non ho fatto, facendomi sentire incapace. Lui parla per ore dei suoi “problemi” cercando di scaricare le sue ansie.
    Ho smesso di rispondere alle loro chiamate per difesa. Ora stanno bombardando mio marito di lamentele perché io sono proprio un’ingrata, non li chiamo mai, ma insomma, non è così che ci si comporta nelle famiglie amorevoli come la loro! (Testuali parole).

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  3. Sarebbe bene dire, in ogni caso, che esistono anche le vicende “contrarie”. Conosco persone che sono state indotte al matrimonio con un/una partner narcisista, semplicemente per sistemarsi, rovinandosi la vita, il futuro, il carattere, e che hanno trovato la forza di uscire da una vera e propria situazione di abuso e condizionamento di gruppo grazie all’amore di una terza persona. E non solo, che di fronte al “no” di tornare in gabbia hanno ricevuto ulteriori tentativi di manipolazione e di abuso (estesi al nuovo partner peraltro), nonché infinite lagne di vittimismo del/della partner narcisista che alludeva ad un possibile recupero della relazione (trattasi di false promesse chiaramente, una volta in gabbia gli abusi ricominciano). Non commettiamo l’errore di esaltare a tutti i costi l’istituzione del matrimonio, spesso purtroppo ipocrita e fondata sul non-amore, e vera e propria gabbia di persone dal carattere malleabile, magari povere di consapevolezza, che vi vengono appunto tenute dentro con le armi del ricatto (es. figli usati come strumento di ricatto) o del condizionamento per soddisfare l’ego e gli interessi del/della partner narcisista. Un saluto cordiale.

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    1. Cara Feffi, ci credo poco alla figura dell’amante liberatore/liberatrice della prigione-matrimonio. Non ci sono dubbi che tante volte i partner n.p. e non solo usano i figli e le questioni economiche per ricattare l’altro. Credo, però, che molte delle persone deluse dal matrimonio abbiano vissuto un tipo di relazione assai diverso che nulla c’entra con la sacralità dell’istituzione. Nel matrimonio o ci crediamo oppure no. E se non ci crediamo allora ci inventiamo un’altra roba che meglio ci sta bene, a quel punto anche a 3, perché no? Sono super favorevole alla convivenza, ad esempio. Credo che PRIMA di sposarsi ogni coppia deva convivere per non pentirsi a posteriori. Matrimonio, amore e passione possono assolutamente essere compatibili. Tutto dipende dal carattere dei partner. Se uno dei due è narcisista perverso stai certa che il matrimonio non è mai esistito per lui/lei. L’involucro, la formalità, l’impalcatura del matrimonio era stata montata, ma dentro c’era il vuoto. Le persone spesso dissacrano la sacralità del matrimonio chiamandolo “gabbia” quando in realtà sono gli unici responsabili per la scelta del partner sin dall’inizio. Dopodiché, se ci accorgiamo che DOPO il matrimonio il partner è diventato un mostro cosa facciamo? Attendiamo pazientemente che qualcuno ci liberi dalla gabbia, che ci “dia la forza” oppure questa forza la cerchiamo dentro di noi per uscire dalla gabbia?

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  4. Nessuno ha parlato di amante liberatore, devo essere stata fraintesa. Al contrario, sono una persona moralmente rigida e condanno il tradimento, figurati. Il mio intento era di sottolineare il fatto che vi siano purtroppo persone manipolate fin da piccole, con un carattere spesso molto malleabile, che vivono quasi cieche e che cadono facilmente preda di relazioni anche molto lunghe con narcisisti/narcisiste, i quali spesso li rinchiudono in matrimoni strumentalizzati da gabbie (mai messo in discussione l’istituzione del matrimonio in sé, anzi, io stessa concordo con te sul fatto che sia abominevole che molti narcisisti usino un’impalcatura “falsa” di matrimonio per tenere legati i partner). Ciò a cui mi riferivo é che il supporto affettivo di una nuova relazione, dopo il trauma di una lunga relazione con un/una narcisista, insieme alla divulgazione di argomenti utili per salvarsi da una simile relazione, siano fondamentali per la ripresa del manipolato. Forse così é più chiaro. E’ chiaro che sarà poi l’intelligenza del manipolato a fare il resto, nel senso che, come ben dici, bisogna lavorare in prima persona per uscirne totalmente.

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    1. Certamente! La persona vittima di manipolazione deve cercare di uscire con le sue gambe dalla situazione opprimente che tanto può essere un “matrimonio” quanto un’ambiente lavorativo ostile. Anche per evitare che qualcuno un domani le dica: “Se non ci fossi io, tu saresti ancora là!”. Insomma, deve imparare a ringraziare se stessa e il suo coraggio!

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  5. Sì esatto, ricostruire la propria autostima e la fiducia in se stessi deve partire da un fondo di risorse personali, nel senso che una nuova autostima un po’ fasulla costruita interamente dal salvataggio altrui non sarebbe comunque solida o duratura. Senza dubbio discorso estendibile agli ambienti molesti in genere, lavoro, amicizie, relazioni, il ragionamento è identico.

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  6. Cara Claudileia, finalmente sono riuscita a ridere ( cinque anni fa mi avrebbe fatto piangere) l’espressione “se fossi in te ci andrei da uno psicologo, ma da uno bravo…e via di seguito” E quanti si detti al posto del NO!
    Pazienza, meglio tardi che mai, ora comincia la MIA ricostruzione dalle macerie, non so però quanto potrò ricostruire, è stato più bravo lui a distruggere, ed io gliel’ho permesso perchè non ho risolto dei miei problemi personali.
    Grazie per avermi reso consapevole, un caro saluto e continuate così giovanna

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  7. Cara Giovanna,anche io mi sentivo e purtroppo avendo una figlia col np,tuttora mi sento dire da separata,che sono una povera malata di mente,una pazza,e via dicendo.Non so piu come muovermi.Abbiamo firmato degli accordi legali per l affidamento condiviso della bambina,ma ovviamente lui non li rispetta,lasciandomi spesso in estrema difficoltà.Come potete immaginare non tollera alcun tipo di rimostranza,pretende di fare come gli pare e di sentirmi anche dire grazie,sei stupendo!!..la situazione è insostenibile,il mio avvocato mi ha consigliato di denunciare aprendo cosi un procedimento penale per inottemperanza genitoriale.Mia madre,altra personalità totalmente egoriferita,anziche sostenermi in questo percorso applica una sorta di terrorismo psicologico su di me,asserendo che mi toglieranno l affido(cosa di cui dubito fortemente perche davvero adempio.a tutte le responsabilità con infinita dedizione e amore).Mi sento sola e stanca e sono disgustata dal vedere che alla fine il male sembra trionfare sempre

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    1. Dai retta al tuo legale, perché se la situazione va avanti così potresti ottenere facilmente l’affido esclusivo della bimba. L’affido condiviso con un soggetto inaffidabile è uno stillicidio non solo per te che sei adulta, ma soprattutto per la bimba che capisce nel peggiore dei modi di non potersi fidare dal padre, di non poter contare su di lui per niente. Per quanto riguarda tua madre, devi imparare a fare il sasso grigio perché lei semplicemente non sa di cosa parla: le decisioni riguardano te e il tuo legale di fiducia. Il male trionfa quando restiamo inermi, in attesa che altri decidano sul nostro futuro. Non è il tuo caso. Coraggio!

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  8. Per esperienza personale, dopo 11 anni di isolamento con uno psicopatico, 3 figli, oggi dico sempre a tutte le persone che conosco che la vera forza di un individuo a volte non sta tanto nel resistere e nel sopportare il dolore, ma nel sapere dire NO, fidandosi del proprio istinto, del proprio corpo! Quello non mente mai… La nostra mente può illudersi, ma il nostro corpo no. E se si hanno ancora dubbi, bisogna allora andare da uno psicologo.
    Diffidare degli amici e della famiglia, che se non è gente libera da moralismi, se non è mai stata con uno psicopatico e poi se ne è liberata, spesso ti induce a pensare che il problema sei tu.

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  9. Grazie per i consigli,domani ho appuntamento con l avvocato e dopodomani ne sentiro anche un altro.Se sporgero denuncia possiamo tutti immaginare la reazione dello psicopatico,ma se non lo faccio continuero a subire comunque la sua instabilita emotiva oltre ad innaffidabilita sistematica.Per ora la bimba non si rende conto di chi sia suo padre,ma crescendo credo sara inevitabile purtroppo.D’accordo con il fatto che l istinto bisogna ascoltarlo e non tentare di addormentarlo,spiega benissimo questo concetto il capitolo due del libro”donne che corrono coi lupi”…Barbablu

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  10. Quando ero sposata avrei voluto abbellire casa : nuovi quadri alle pareti ,color marmorino ai muri, nuovi tappeti. Il mio ex marito non voleva farlo:diceva che la casa andava bene così. L’ho lasciato e al posto mio in casa sua è subentrata quella che era la sua amante storica. Lei , a spese sue, gli ha comprato quadri e tappeti e ridipinto i muri. Il mio ex ha avuto la sfacciataggine di lamentarsi con me circa la sua ex moglie(che ero io!!!) che , a detta sua , gli vietava di appendere nuovi quadri e di comprare tappeti , di far le pareti color marmorino. Ora la sua compagna l’ha lasciato “Pretendeva di dedicare più tempo a suo figlio che a me ,ma il figlio ha già 14 anni,possibile che la madre debba ancora stargli dietro?” mi ha detto. Una sua collega di lavoro tempo dopo mi ha ripresa “Hai abbandonato tuo marito,ci è voluta un’altra donna che si prendesse cura di lui ,ma non lo vedi poverino che ha bisogno di tutto?”. Ancora gira la voce di questa ex moglie egoista e disturbata mentalmente che, dopo avergli impedito di realizzarsi , l’ha anche lasciato.

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    1. Chissà come mai hanno sempre bisogno di una donna da usare in prima fila nei loro front di battaglia! Molto spesso nell’ambiente di lavoro si comportano da passivi-aggressivi: perché parlare quando c’è la collega che esprime esattamente ciò che pensano? Mica si sporcano le mani manifestando apertamente la loro opinione! Che assumano gli altri la responsabilità per ciò che dicono, no? Non mi sorprende che la sua collega ti abbia bacchettato per aver abbandonato un povero uomo incapace di difendersi!

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      1. Il suo front di battaglia quale era? Non fare nulla e addebitare la “colpa” di ciò che avveniva o non avveniva a me? Molto spesso ho dovuto prendere decisioni da sola ,perché lui diceva “Decidi tu , fai quello che vuoi” .Rimaneva fermo ad aspettare per poi però lamentarsi di ciò che avevo fatto/deciso . Ma non voleva “decidere” . Persino quando l’ho lasciato mi ha spiegato che sì, avrebbe lasciato lui me, ma non ne aveva voglia. Per poi , a distanza di due anni dalla separazione , cercarmi per dirmi che secondo lui potevamo anche ritornare insieme …

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  11. Ti fai troppi film. Quante volte mi sono sentito dire questa frase. Costretti a supporre dalla loro comunicazione reticente e falsa, spesso ci azzecchiamo ma non lo sapremo mai.
    Io sono ad un anno e passa dalla separazione ed ancora oggi, per via dei figli in comune, mi sento rivolgete richieste assurde: quando la risposta è no partono i ridicoli (ora che so decifrarli) tentativi di indurre in me sensi di colpa. A questo scopo vengono utilizzati in primis i figli, poi anche altre persone che, poverine poverine, sono costrette (da me) a subire torti e violenze del mostro scontroso (che sarei sempre io). Ho un elenco così lungo che potrei scrivere un libro. Immagino sia così per ognuno di voi. L’unica difesa è la distanza, soprattutto quella emotiva ma anche quella fisica non guasta. Quando capiscono che le loro tecniche non scalfiscono più la nostra serenità vanno su tutte le furie: siccome spesso non possono dare di matto in modo evidente per non perdere l’immagine pubblica brillante che si sono costruiti ad arte, lo fanno in modo subdolo, magari a distanza di tempo, cercando un gancio penoso per punzecchiare la ferita e verificare se ancora duole. Sono degli infami, ricordiamocelo sempre e per sempre. Anche se nessuno sarà disposto a credere alla nostra versione, teniamocela stretta e manteniamo alta la guardia. Vi abbraccio.

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    1. La cosa più difficile è digerire il fatto che buona parte delle persone che conoscevi, amici in comune e parenti che fino al giorno prima “ti volevano tanto bene!” cominciano a “guardarti un po’ così”. Quando capiamo che l’ambiente è inquinato bisogna saper rinunciare all’aria e all’acqua che ci fornisce per migrare altrove. Il dolore c’è perché significa smettere di frequentare interi nuclei familiari. Il cambiamento è talmente radicale e traumatico che ci richiede non poche energie mentali e fisiche. Tuttavia siamo in netto vantaggio: sono loro ad aver bisogno di una Corte, non noi. Quando capiamo di aver bisogno di amici e non di seguaci che ci credono ciecamente il nostro punto di vista sul contatto zero cambia.

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  12. Verità assoluta.Sono così gli Np. Io sono arrivata ora, dopo tutte le fasi ,al riaggancio in basso profilo a bassa freguenza.Il mio ‘no’ per il momemnto tiene.È un hovert pigro, non credo che farà gesti eclatanti. Harem tenetevelo.

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  13. Ma un NO detto per iscritto con tanto di elenco di tutte le sue “cattiverie”: silenzi, indifferenza, tradimenti ecc. e fargli capire,tra le righe, che è un malato ha, secondo te, una valenza più incisiva? Nel senso, può essere che finalmente si tolga dalle palle definitivamente? Insomma si offendono e si dileguano o la possibilità di ritorno rimane in quanto, non avendo una coscienza e zero senso di colpa non percepiscono il senso di ciò che gli è stato detto?

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    1. Esatto. Inoltre se scrivi un e-mail in cui vuoti il sacco possono farlo vedere a chiunque come prova che sei una “squilibrata”, una che non perdona… Possono convincere le persone che tutto ciò che hai scritto è una tua proiezione, una fantasia che ti sei fatta sulla bravissima persona che sono. Insomma, scriverli non è mai una buona idea. No contact a vita!

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  14. Mio marito non aveva amici suoi….ma solo amici miei che sono diventati anche suoi ….quando è successo il fatto io avevo bisogno di parlarne …non riuscivo a stare sola ….i miei amici mi sono stati vicini per tutto il tempo. Lui è sparito con tutti non rispondeva al telefono neppure a loro.so che mi denigra pesantemente con la sua famiglia…dove può raccontare le sue bugie e sperare che gli credano….quando c’è stato un timido tentativo di ritorno lui mi ha rimproverato di averne parlato con tutti ma è stata la mia salvezza credo…..altrimenti non sarei qui a scriverne

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  15. È proprio vero…tutte le persone a lui legate e collegate, quando tu ti allontani, è come se non fossi mai esistita
    Resti sola come una cane a doverti ricostruire ogni singolo pezzo di vita
    Anzi secondo me nel momento in cui me ne sono andata l’harem ha festeggiato!!!!
    Una mi ha pure scritto per capire se tornavo facendo il giro di parole ma io l’ho rassicurata, ho preso una scusa plausibile di problemi lavorativi e le ho proprio detto che non mi è più possibile tornare coi miei nuovi orari!
    la sua giornata più bella immagino!!!

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