Terapia di coppia con partner psicopatici: considerazioni terapeutiche di uno stillicidio annunciato

Fonte: http://pro.psychcentral.com/why-couples-therapy-is-contraindicated-with-a-psychopath/0014632.html# by Rev. Sheri Heller, psicoterapeuta

Trad. C.L.Dias

“La garanzia di sicurezza quando si tratta di un rapporto abusivo non può mai basarsi sulla promessa del perpetratore, non importa il quanto possa apparire sincero. Deve basarsi sulla capacità di auto protezione della vittima. Finché la vittima non sviluppa un piano di sopravvivenza dettagliato e realistico in cui dimostra la sua capacità di realizzarlo, essa continuerà a rischiare di essere ripetutamente abusata.” (Judith Lewis Herman, in Trauma and Recovery: The Aftermath of Violence – From Domestic Abuse to Political TerrorBasic Books, 1997, USA)

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L’impeto di scrivere questo articolo è nato dall’infelice scoperta del matrimonio di una paziente con il suo abusatore, ostensivamente come risultato di una fruttuosa terapia di coppia. Quando lei ha deciso di abbandonare prematuramente la terapia individuale mi ha fatto capire di aver ricominciato a frequentare l’uomo per il quale aveva dato il massimo per liberarsene.

Il processo di condizionamento operante elaborato da B.F. Skinner ci dimostra che lo stimolo rinforzatore e la punizione/conseguenza sgradevole ha una sua influenza sulla nostra capacità di apprendistato. Un modello di intermittente rinforzo genera imprevedibilità e confusione. L’abusatore narcisista maligno se ne approfitta di questo fenomeno.

Mentre la vittima si sforza per scoprire cosa deve fare per riuscire a ottenere una risposta positiva dal suo abusatore, la dissonanza cognitiva s’instaura, rafforzata dalla sua disperata urgenza di farsene una ragione.

La vittima allora dà segni di aver sviluppato la Sindrome di Stoccolma, una forma di legame traumatico che la porta a restare patologicamente legata al suo abusatore. Resta rapita dal ciclo schiavistico, finendo per idolatrare l’abusatore perché da lui dipende l’alleggerimento del suo dolore.

Questo attaccamento patologico è una strategia di sopravvivenza che permette alla vittima di dissociarsi dal suo dolore. Quando cancella l’orrore dalla sua realtà e assume la prospettiva dell’abusatore, la vittima allontana da sé la minaccia della mancata protezione e del terrore che, di fatto, vive.

ASSUMENDO LA COLPA

L’obiettivo della vittima passa a essere quello di rabbonire e compiacere l’abusatore pur di mitigare il pericolo. Con il passare del tempo la vittima s’identifica esageratamente con lui, ignorando i suoi stessi bisogni e assumendosi la responsabilità per la ‘sofferenza’ del perpetratore dell’abuso. La vittima passa a credere che l’abuso sia colpa sua.

Soltanto quando arriva al fondo del pozzo perché degradata o scartata dal narcisista, oppure prosciugata dalla miriade di infedeltà, botte, rovina finanziaria e altre forme di abuso, è che potrebbe essere pronta per cercare un aiuto professionale.

Per iniziare il processo di guarigione consigliamo il contatto zero per tagliare il vincolo tossico.

Dopo aver lavorato con tanta dedizione per ristabilire il proprio equilibrio, aver affrontato il DPTS (Disturbo Post Traumatico da Stress) ricostruendo le barriere necessarie per rendersi finalmente libera dal terrificante trattamento che ha ricevuto, perché la vittima che ha subìto reiteratamente abusi psicologici e fisici dal partner riprende i contatti?

E, aspetto assai più sconcertante: perché uno psicoterapeuta si rende disponibile a facilitare la terapia di coppia in queste circostanze? Per rispondere a questa domanda è necessario capire le macchinazioni della psicopatologia.

LE MACCHINAZIONI DELLA PSICOPATOLOGIA

Nel fondamentale libro “La maschera della sanità” (1941), lo psichiatra Hervey Cleckley ha fatto riferimento a una propensione estrema verso il male come un deficit neuropsichiatrico (= Psicopatia) che alimenta il bisogno di distruzione.

La psicopatia, conforme descritta da Cleckley, presenta una parvenza di normalità. Secondo Cleckley, lo psicopatico è detentore dell’esclusiva capacità di occultare il suo deficit neuropsichiatrico.

Cleckley afferma che gli psicopatici “riescono a far abbassare le difese non solo da chi non li conosce, ma anche da persone esperte nell’identificare la loro parvenza di onestà.” (Cleckley 2011:342).

Restiamo dunque imbrogliati perché abbagliati dal travestimento virtuoso dello psicopatico, della sua loquacità, della sua immagine incredibilmente calma e incantevole. Il lustro di normalità dello psicopatico può essere infallibile, tanto che persino i grandi clinici possono faticare a intravedere la malignità nascosta dietro la maschera.

Se la fonte di nutrimento narcisistico (ossia, il partner dello psicopatico) ha ripreso la sua autonomia e un modesto auto rispetto durante la separazione, lo psicopatico si presenterà immensamente empatico e amorevole, fino a dimostrarsi ansioso di iniziare un processo terapeutico per dissipare qualsiasi dubbio o tentennamento dell’ex preda.

Lo psicopatico riesce a far risorgere dalle ceneri un rapporto praticando l’assedio amoroso, la persuasione convincente e la creazione di false speranze. Durante la fase della luna di miele, lo psicopatico pone l’accento su ciò che la preda ha sempre cercato, fino a indurla ad accettare la sua narrativa romantica da fiction.

Quando incontra il terapeuta, il narcisista maligno ha realmente l’obiettivo di conservare il rapporto, ma con il fine esclusivo di ottenere ancora più nutrimento dal partner innamorato, presentandosi pentito, sensibile e adorabile.

Se si tratta di un buon conoscitore dei meccanismi terapeutici, egli userà certi concetti psicologici per imputare ‘innocentemente’ alla partner dei disturbi psicologici, così da farla sembrare la responsabile non intenzionale della dinamica malata della coppia. Lo psicopatico può addirittura arrivare a far leva su degli argomenti spirituali per amplificare le sue presunte virtù morali.

Tutto ciò è esibito dallo psicopatico con sottile arguzia e maestria.

Se durante la terapia di coppia il terapeuta fallisce il riconoscimento del partner psicopatico, il processo terapeutico può arrivare a termine tragicamente, trasformandosi in una perversa collaborazione tra il terapeuta e lo psicopatico. Risultato: l’abusatore riuscirà a realizzare il suo progetto occulto, mentre sovverte ancor di più la realtà della vittima.

Su queste basi, il terapeuta di coppia proporrà un trattamento che parte da una visione distorta dalla realtà, sempre con la finalità di risolvere i problemi creati dalla vittima che passa, dunque, ad aver contribuito attivamente per non far quadrare il rapporto.

Il terapeuta diventa connivente con lo psicopatico quando parte dalla premessa sbagliata, ossia, che l’abusatore agisce di un certo modo perché istigato dalla condotta della partner e che cambiare tale condotta è essenziale per armonizzare la coppia.

Riuscire a identificare l’abuso perpetrato dallo psicopatico come uno scambio tra parti uguali vuol dire accettare che qualsiasi tipo di condotta (perfino la violenza fisica) è permessa e può essere correggibile pur di trasformare un rapporto malato in sano.

Con un approccio simile il terapeuta non riconosce che il potere nella coppia appartiene a uno psicopatico e tantomeno riconosce che amore e controllo sono fondamentalmente incompatibili. Dopodiché, egli finisce per mitigare la responsabilità dello psicopatico e stigmatizzare la vittima.

LA STRUTTURA DELIRANTE

Pertanto, un terapeuta che tratto in inganno asseconda l’impalcatura delirante montata da uno psicopatico genera gravi ripercussioni nel partner depredato. È triste, perché tale approccio incita lo psicopatico a convalidare la sua manipolazione deleteria, rinforzando l’idea che la sofferenza della vittima, causata da lui con la dissonanza cognitiva, le menzogne, le infedeltà, la violenza e una miriade di forme di imbroglio, siano frutto di un errore di valutazione, di esagerazioni della vittima stessa.

Conseguentemente, la connivenza del terapeuta impreparato porta la vittima a regredire alla dissonanza e alla fantasia illusoria, convinta di aver ripristinato le sue legittime prospettive di felicità.

È inevitabile che all’idealizzazione iniziale segua la svalutazione, di modo che il ciclo dello “stupro emotivo” si rinnovi, mentre la vittima segue emotivamente, psicologicamente, fisicamente, finanziariamente e socialmente ancora più devastata.

58 pensieri su “Terapia di coppia con partner psicopatici: considerazioni terapeutiche di uno stillicidio annunciato

  1. Bene adesso funziona. Ho avuto disgraziatamente a che fare con una psicopatica/narcisista/narcisista perversa o chiamatela come volete. Questa “cosa” abita nel mio stesso condominio quindi applicare il contatto zero risulta praticamente impossibile. Ho solo alcuni consigli da dare a chi è coinvolto/a in una relazione con questi mostriciattoli. Primo: non crediate che non soffrano. Soffrono moltissimo psicologicamente e fisicamente. Abusano di alcol e/o droghe (anche se non ve ne accorgete), abusano di medicinali per combattere mal di testa e altri sintomi. Il fatto che le/i vedete sempre sorridenti e felici con qualche nuova fiamma non vi deve ingannare. E’ solo facciata. Sono “esseri” nati così. Toglietevi dalla testa di poterli cambiare. Mentre si spreca del tempo prezioso pensando a loro, questi mostri non pensano a voi nemmeno un solo secondo della loro inutile vita. Ricordatevi che soffrono e non sopportano nella maniera più assoluta due sole cose: la noia e l’intimità. Pensate: vi piacerebbe passare una vita accanto a loro? Sono spettri!

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      1. Cara Claudileia, sono un uomo che ne ha viste di tutti i colori nella vita ed ho sofferto molto. Questo distacco mi costa fatica ma poi non tanta anche se alcune volte è impossibile non pensare ai momenti belli passati insieme. Il fatto è che “loro” non ricordano, per questo ogni singola parola che dicono è da prendere come menzogna. A furia di mentire fanno confusione su nomi, luoghi, date. Quello che mi ha fregato è stata la fase del love bombing. Sono astutissimi (e anche intelligenti) e capiscono all’istante le debolezze altrui e ne approfittano. Mi sono molto documentato sull’argomento e perfino psicologi/psichiatri/terapeuti di fama internazionale si fanno bellamente imbrogliare da questa discarica umana. Scrivo solo per cercare di aiutare in qualche modo chi si trova confrontato con queste creature aliene. Che si rendano conto che mentono continuamente!!! Togliersi dalla testa che amandoli con tutto il cuore siano in grado di capire e quindi di cambiare. La prendono solo come una ulteriore debolezza da sfruttare. Un’altra cosa: tornano SEMPRE! Ma non perché vi amano o gli mancate. Stanno solo controllando che i pezzi di voi rimasti in piedi siano ancora a loro disposizione. Hanno degli sprazzi di lucidità che durano qualche decina di secondi ma poi tornano ad essere quello che sono (l’ho provato io stesso). Non siate gelosi/e se li/e vedete con una nuova fiamma, sorridenti e felici. E’ solo un’altra povera vittima. Poi racconterò altro che ha dell’incredibile, ma l’ho vissuto! Ciao.

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    1. Scusate , ma la storia che loro soffrono e’ un po’ venuta a noia.
      Loro soffrono come soffrono moltissime persone.quindi loro come altri, ne piu’ ne meno. E soprattuto come noi che usciamo da un rapporto abusante. L’unica differenza tra loro e gli altri e’ che loro agiscono consapevolmente per fare del male ( per tutelare il loro benessere) e godono nell’ingannare e far soccombere l’altro in ogni genere di rapporto (per altro intendo moglie, compagna, amici colleghi figli, amanti) . Per cui per loro nessuna compassione ne comprensione.

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      1. Tra l’altro la loro “sofferenza” e’ decisamente temporanea, riescono a mandarla in stand by molto facilmente riagganciando nuove prede con cui trastullarsi. E se ci pensiamo bene questo loro comportamento e’ una forma di resilienza, a cui noi invece tendiamo con fatica…

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  2. Quanto sono tutti dannatamente simili…..leggendo questo blog ho continui flash back … ho sofferto tanto pensando a lui con la sua nuova donna….ora grazie a voi non più. … mi fa pena … purtroppo ora non ho più dubbi su chi ho sposato…tutto corrisponde in modo perfetto….sono dei mostri …… mele bacate.

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    1. Cara Alessia, fino al matrimonio non sono arrivato (per fortuna). Mi dispiace tanto per te. Ora racconterò qualcosa di molto personale. Dopo un primo litigio avevo deciso (idiota me) un riavvicinamento. Salgo a casa sua (come detto abitiamo nello stesso condominio). Appena entrato lei parte come un razzo dalla cucina e mi stringe in un fortissimo abbraccio premendosi contro di me, che contraccambio. La lascio leggermente andare ma lei resta appiccicata. “Forse ha capito che l’amo tanto”, “e anche lei mi ama”. Ero felicissimo! Dopo è seguito un caffè e con mio grande stupore ha spento il cellulare, che di solito era una sua estensione. Ho pensato: “Ma allora vuole stare veramente da sola con me e non vuole essere disturbata”. Ero alle stelle non lo nego! Finalmente la persona giusta. Poi un drink assieme, stando molto vicini (premetto che tra di noi non è mai successo nulla, sono un sentimentale che ci volete fare, so aspettare), poi cenetta al tavolino davanti alla TV guardando un concerto registrato live degli ACDC. In seguito ho deciso di fare io il primo passo (tocca sempre all’uomo vero?). Ho cominciato a parlarle di come intendevo l’amore vero tra due persone. Per me si divide in quattro parti. Preamboli (attenzioni, prendersi cura di chi ami, coccolarla). Le altre due fasi (preliminari nei quali si impara a conoscersi intimamente e poi il seguito). Segue la quarta fase quella dell’estasi d’amore, nella quale tu scarichi tutte le tue debolezze, incertezze e tensioni così come anche lei, e sai che nessuno dei due ne approfitterà perché ci si ama! Ed è in quel momento che l’ho vista arrossire violentemente. Forse nessuno le aveva detto quelle parole piene d’amore. La sua reazione: “Smettila ti prego”e nei suoi occhi e nel suo sguardo ho visto una donna indifesa. Ma questa fase durò non più di una decina di secondi. Poi di nuovo distacco e la sera dopo ne aveva già un altro. Mi sono sentito dilaniato. Era tutta una farsa. Tranne quel bellissimo e dolcissimo rossore! Ora è tutto finito.

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      1. Le donne psicopatiche sanno anche loro tessere bene la loro tela. Si travestono da mamme, ma di materno non hanno un bel niente! Comprano i loro compagni con le coccole e i regali che sanno scegliere alla perfezione e ti incantano dandoti l’illusione che ci tengono a te e si stanno prendendo cura di te. Poi sono gelosissime delle persone care alla loro vittima. Tutto deve girare attorno a loro, sono come delle bambine viziate, vogliono tutto per sé e fanno davvero di tutto per avere sempre l’attenzione di tutti.
        Racconto un episodio interessante… la mia ex cognata anni fa voleva a tutti i costi un figlio. Una volta mi confidó che lei e il mio ex cognato non avevano rapporti sessuali continuativi e lei non ce la faceva piú e che se sarebbe continuata cosí un giorno lo avrebbe tradito (forse lo aveva già fatto.. mi sembrava più che altro una giustificazione!). La colpa ovviamente era di lui…. Era frigido! Poi lei ebbe 2-3 gravidanze isteriche…dava sempre la colpa al poveraccio di aver perso i bambini. Erano scene super drammatiche! I pianti! Una volta guardacaso successe il giorno del mio compleanno (e sí! perché guardacaso certe scenate questa pazza le faceva sempre nei giorni giusti, durante eventi e feste delle persone care al mio ex cognato). Erano scenate davvero assurde in cui lei perdeva totalmente il controllo. Spesso si fingeva malata e condizionava la vita di tutti. Beveva e beve ancora senza controllo e quando era ubriaca e non reggeva l’alcool dava la colpa al suo sistema immunitario.. .si inventava la febbre… la mononucleosi ecc ecc. E il mio ex cognato le credeva, criticando noi di essere insensibili e pieni di preconcetti nei suoi confronti! Tornando al discorso gravidanza… lei inizió a dire in famiglia che lei e lui ci provavano ma non riuscivano ad avere figli e la colpa era di lui che era sterile! I pianti!!! Lei era fertile diceva! ne era sicura! Era rimasta incinta per errore una volta e aveva abortito per cui il problema doveva essere per forza dal lato di lui. Ovviamente non era vero…il problema era di lei. Alla fine qualche anno fa optarono per l’inseminazione artificiale. Il mio ex cognato che era il mio miglior amico, purtroppo persiste. Mi fa pena perché io ho abbandonato la nave mentre lui é nel mezzo di due fuochi… il fratello gemello e la moglie… due psicopatici che tra l’altro si odiano e si fanno del male reciprocamente usandolo entrambi come un burattino. Che orrore!

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  3. Dopo aver scoperto finalmente che il mio ex marito era un narcisista patologico, mi sono rivolta ad una psicologa per avere la certezza definitiva. Al primo incontro, le raccontai dei 10 anni passati assieme, le portai alcune poesie che lui mi aveva scritto, delle email di lavoro a delle mie ex colleghe, ecc. ecc. Lei mi confermò che avevo ragione, ma che dalla storia raccontata sospettava qualcosa di più serio. Al secondo incontro mi disse che sospettava una psicopatia. Come non sapevo ancora cosa fare, cosa pensare, come avevo tutta una confusione interiore, lo amavo o non lo amavo, i figli nel mezzo, la paura di non farcela da sola, non sapevo se lasciarlo o no, non sapevo se era più giusto iniziare una terapia di coppia. Tra l’altro la terapia di coppia era stata una mia idea è non della dottoressa. La dottoressa mi consiglió di fare di tutto per convincerlo ad andare urgentemente da una psichiatra e iniziare psicoterapia, non perché credesse in una guarigione, ma piú che altro per dare a me il tempo di fare ordine, di capire e sentire le cose. Riuscí a convincere il mio ex (ovviamente non sapeva che andavo da una psicologa…glielo rivelai più tardi) che andó solo un paio di volte dalla psichiatra e fece qualche seduta di psicoterapia nello stesso consultorio medico dove andavo io. La sua psicologa era collega della mia. Ebbene, quando optai per il divorzio, successe di tutto! Il mio ex marito arrivò a minacciare via email la sua psicologa e la mia per aver complottato contro di lui, per stare sabotando il nostro matrimonio, per stare a manipolarmi. Se non avremmo fatto la terapia di coppia come per lui era giusto, sarebbe stato peggio per loro…le avrebbe fatto causa in tribunale. Le considerava due femministe senza valori e senza morale perché entrambe appoggiavano la mia scelta di divorzio. Pensava che le due stessero tramando alle sue spalle, che parlassero tra di loro a proposito di noi due. E fu così che in quella situazione assurda compresi da sola che la terapia di coppia è in sé una burla e che il mio ex la pretendeva per condizionarmi e condizionare le dottoressa.
    Lui mi minacció varie volte per fare la terapia. Disperato perché non riusciva a influenzarmi, chiese ad un certo punto aiuto a suo padre e a suo fratello. Il mio ex suocero mi mise dei soldi sul conto per comprarmi e il mio ex cognato (coinvolto anche lui in una relazione con una psicopatica da 9 anni) dopo una lunga telefonata in cui diceva (assurdamente) che bastava semplicemente cambiare contesto per io poter tornare ad amare il fratello (gemello), mi scrisse un a lunga email per convincermi a tornare sui miei passi e a fare questa benedetta terapia di coppia. Era disperato e mi implorava. Mi scrisse addirittura che mi amava … da pazzi!
    Per alcune settimane purtroppo somatizzó cosí tanto l’accaduto che non mangiava più, non dormiva più e aveva attacchi di panico. Poveretto. E il mio ex diceva che la colpa era tutta mia…che il fratello soffriva per lui e che se gli volevo bene, dovevo fare terapia di coppia. Il padre invece mi inviava email e sms a impormi di farla e concludeva dicendo che non voleva nessuna risposta da parte mia. Ma io continuai ad essere rosoluta. Non avendo successo, il mio ex allora inviò sms a mio padre e ai miei zii allarmandoli dicendo loro che non stavo bene mentalmente, che avevo bisogno di aiuto. La mia psicologa mi stava manipolando ed io non capivo. Lei voleva distruggere la nostra famiglia felice e voleva fare male ai tre bambini. Mio padre e mio zio ovviamente credettero a lui e mi “consigliarono” di fare la terapia e a separarmi invece di divorziare, come aveva detto anche il mio ex suocero, per dare al mio ex la possibilità di riparare agli errori fatti e quindi lasciare la nostra attività e tornare al vecchio lavoro dove guadagnava i suoi 6000 euro o trovarne un altro per finirla con i debiti e la precarietà e per assicurarmi lo stipendio e l’appoggio economico del mio ex suocero. Secondo loro io non ero (e non sono) capace di crescere i tre bambini da sola e trovare un lavoro adatto a mantenerci. Mi riempirino di paure e insicurezze. Ma non desistí! Misi tutti al loro posto. Basta a farmi manipolare! Andai dritta per la mia strada! Finalmente avevo ritrovato il mio centro che non solo il mio ex ma anche loro purtroppo avevano indebolito nel corso degli anni. 7 anni fa, quando ancora io e il mio ex non eravamo sposati, mi confidai con loro. Volevo separarmi e tornare in Italia. Mi riempirono di paure… come devi fare da sola…il lavoro dove lo trovi… che devi fare..non ce la farai mai. Addirittura mi consigliarono di convincere il mio ex a sposarmi e di insistere a fargli cambiare lavoro. Idem fece mio zia che mi condizionó ulteriormente con la sua fede cristiana secondo la quale la donna doveva sacrificarsi per la sua famiglia e quindi resistere e lottare.
    In questi anni mio padre arrivava poi ad insultarmi offendendomi in continuazione perché non riuscivo a convincere il mio ex…secondo lui non sapevo parlare. Mi faceva sentire inadeguata e confusa..mi diceva esattamente cosa dovevo dirgli parola per parola!! Ma io parlavo bene con il mio ex… parlavo con onestá, chiarezza e essenzialità, ma non serviva a niente. Lui non aveva fiducia e più si irritava. I miei zii cominciarono a vedermi di sott’occhio tanto é che alla fine, poco prima del divorzio, mio zio mi accusó di essere in mala fede, di aver fatto il gioco del mio ex che negli anni era riuscito ad ottenere tramite me circa 60000 euro da mio padre. Mia zia poi è stata incapace di prendere le mie parti… e quando le ho inviato articoli sulla psicopatia dicendole cosa avevo scoperto e quello che il mio ex mi aveva fatto e mi stava facendo, non mi rispondeva. Mio fratello anche lui è sparito dalla scena appena gli ho raccontato tutto e quando gli detto che un possibile posto dove avrei potuto trasferirmi era dove stava lui e mia cognata! Per tutti la mia scelta di non fare terapia di coppia e non restare sposata è stata una cazzata…. La decisione di una squilibrata, di una irresponsabile, di una cattiva madre, ecc. Ma non me ne frega niente. Ho sofferto per come sono stata considerata e trattata… non basta il trauma che avevo subito! Ma sono andata e vado avanti! l’unico con cui sono ancora in contatto é mio padre che con tutti i difetti, mi dá aiuto economico (spero non ancora per molto) fondamentale in questa fase.

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    1. Cara Girasole, hai vissuto sulla tua pelle il peggior tipo di pressione psicologica che un essere umano può subire quando decide finalmente di prendere in mano la propria vita. Quando è la parte indebolita e depredata a trovare la forza di uscire della relazione abusiva con un narcisista perverso immediatamente diventa un mostro. L’intera corte formata negli anni dal perverso piomba su di lei con inaudita violenza psicologica. Se fino a quel momento eri ritenuta una brava madre e moglie, ti declassano a incapace, cattiva, mortificante, inetta, stupida, ecc. Dopodiché, come hai ben raccontato, c’ è sempre “qualcuno” che ti ha plagiata. Nel tuo caso era la tua psicologa che, tanto di cappello, aveva fortunamente azzeccato la diagnosi (il comportamento minaccioso del tuo ex nei suoi confronti, così come i ricatti subìti da te a destra e a manca ne sono stati la prova provata delle ragioni della tua curante!). In molti casi, però, le minacce sono indirizzate agli amici, altri parenti oppure a qualche amico che diventa improvvisamente il tuo presunto amante. Vale tutto pur di screditarti o far passare per “follia” ciò che in realtà è la consapevolezza della tua forza. Già. Perché secondo loro tu, essendo una “cosa” che deve stare nel posto in cui ti mettono, non puoi aver deciso tutto con la propria testa! Gente assurda.

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      1. Grazie cara Claudileia. È esattamente come dici tu. Lasci la nave e subito sei malvista, disprezzata, giudicata, colpevolizzata e etichettata come fuori di testa e irresponsabile non solo da adesso, ma da sempre. Il colmo proprio da coloro che hanno contribuito perché tu fossi come sei! Il colmo proprio da coloro che hanno contribuito a farti restare impantanata in questa storia, che a sua volta, sono manipolatori. Ti danno colpe, ti giudicano, senza mettersi in gioco per puro voyeurismo. Che orrore!
        Lo psicopatico era soddisfatto in questi anni…. non poteva andargli meglio! Non solo mi aveca ben isolato e mi aveva convinto ad avere figli… Aveva pure alleati di grande livello! Scomodi ma affidabilissimi: la mia famiglia fatta di ossessivi compulsivi, iper responsabili, ipocriti, moralisti e prevaricatori. Una famiglia che non ti riaccoglie a casa, che sottovaluta la tua sofferenza e poi ti prevarica, offrendoti un quadro non nero ma nerissimo del tuo futuro per non farti tornare, perché basicamente non crede in te, non ti sá avvalorare, non è famiglia secondo me. Già lo sapevo ed é per questo che ho lasciato casa a 18 anni, ma purtroppo questa storia con lo psicopatico, con le sue grosse difficoltà e soprattutto con la nascita dei figli, ha fatto sí che io dessi potere su di me a questa gente, cosa che non avevo mai fatto prima. Adesso non ne voglio più sapere di questa gente… dicessero che lo hanno fatto per il mio bene, non me ne frega niente! In fondo só che non é cosí… è principalmente per il loro voyeurismo… per sentirsi importanti e giusti davanti a tutti. Con mio padre ho imparato a porre dei limiti… ho imparato a non dire tutto.
        Comunque la cosa buona di queste esperienze traumatiche e drammatiche é che almeno impari a saperne un pó di piú sulla gente, sulla manipolazione in generale e diventi più cosciente delle sue dinamiche e dei tuoi stessi condizionamenti.

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  4. Torno a leggere con grande attenzione. Ogni volta aggiungo conferme. La vedo sempre meglio, la mia ex cinica e maligna, nelle sue maschere. Vedo anche le scimmie volanti e tento con enorme fatica di tenermi distante da questa grossa massa di idioti che non vedranno mai come stanno davvero le cose. Oggi ho un piccolo spunto per voi: di sicuro questi infami godono da matti nel mentire e nel costruire trame alle spalle di ignare persone, ma sono certo che il massimo del piacere lo raggiungano quando inducono altri a mentire per loro conto. Mi spiego: le menzogne che mi sono state raccontate da famiglia e amiche della infame sono per lei molto più goduriose di quelle dette in prima persona, specie se l’altro è convinto di dire una sacrosanta verità (in sostanza manipola 2 persone contemporaneamente). Tutti cadono in queste trappole e dimostrare loro che sono falsi, bugiardi è in sostanza schiavi delle mattane di una mezza malata di mente non serve a nulla: hanno deciso di credere ciecamente nell’essere, tutto il resto non esiste. La mia testimonianza è che, pur in un momento di confusione totale è di dolore che non so nemmeno più descrivere, decisi (ormai 12 mesi fa) che per nulla al mondo avrei più avuto a che fare con la mostra, crollasse il mondo. Questo mi ha permesso di affrontare i passi successivi, ora mi sento a metà del cammino, ora un suo ritorno sarebbe quasi fonte di divertimento: una poveraccia che recita un copione che conosco, mi farebbe pena nel senso più deleterio del termine. Non la aspetto, naturalmente. Vederla non mi piace, in parte mi inquieta perché altro non è che un essere inquietante. A proposito del tema della loro sofferenza dico che io non ho mai visto, da anni, un barlume di dolore nei suoi occhi: sempre e solo freddezza, distanza, salvo poi raccontare in giro a chi incontra che lei soffre moltissimi e le dispiace moltissimo. Falsa, finta fino al midollo. Davvero bella mia ingenuità ed inesperienza non avrei mai creduto che potessero esistere bestie del genere. Dunque sono certo che non soffrano, se non quando si sentono scoperti e colti in fragrante: allora tremano, ma non mollano, tornano in sé in pochi secondi, si riprendono subito perché se venissero messi a nudo non so che soluzione potrebbero attuare: qui chiedo aiuto a Claudileia, perché forse è proprio in questi casi che si arriva all’omicidio o al suicidio (non voglio scrivere fesserie, per questo chiedo lumi). Dunque meglio ponderare bene se sfidare a viso aperto un essere siffatto o attendere che la vita faccia il suo corso e la sua inevitabile giustizia.

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    1. Caro Guglielmo, l’obiettivo di ogni persona perversa è snaturarti (pervertere). Quando non riescono a farlo diventi per loro un nemico giurato, qualcuno da odiare. La convivenza con un/a n.p., soprattutto quando lunga come la tua dimostra esattamente cosa scrivo su questo blog e cosa, purtroppo, molti di noi abbiamo visto e vissuto sulla nostra pelle: come possono soffrire soggetti che non hanno una coscienza? È evidente che una persona senza coscienza è capace di fare qualunque cosa, quindi è ovvio che violentare l’anima altrui pur di ottenere ciò che vuole FA PARTE DEL GIOCO. Violentare e restare a guardare il dolore causato è un piacere sadico insito nei giochi perversi. La vita è terribile con chi abusa dai sentimenti altrui, perché sono una delle poche cose sacre che restano su questa Terra. Pensa ai tuoi esplendidi figli e stai alla larga dalla negatività di chi non avrà mai la grazia divina di conoscere né l’amore né la serenità. Il loro ghigno di soddisfazione quando ti vedono soffrire è tutto ciò che hanno, caro Guglielmo. Non ti sembra un’esistenza miserabile campare di questo? Stammi bene! Un abbraccio 🤗

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      1. Ciao Claudileia,
        ho una domanda che mi assilla da tempo. Può accadere che una narcisista/psicopatica, venga a sua volta usata da un tipico dongiovanni (non malato di nessuna particolare patologia) che poi una volta soddisfatti i suoi bisogni per un certo tempo poi la scarica? Cosa succede in questo caso?

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      2. Se si tratta davvero di una psicopatica sarà lei a dettare le regole del gioco. Ricordati che la sofferenza è momentanea per questi soggetti, anche quella derivata dall’ipotetico orgoglio ferito. Forse è il caso di leggere questo articolo per comprendere come sfruttano gli altri, a prescindere da chi. https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/11/04/lo-psicopatico-ed-i-suoi-rapporti-parassitari-lo-sfruttamento-emotivoeconomico-degli-altri/

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  5. Ciao Claudileia. ciao Guglielmo,
    Il problema è uno ed uno solo: la gente sana che ha sentimenti e coscienza, è TOTALMENTE incapace di farsi una ragione dell’esistenza di queste orrende creature. Se in questo momento dicessi ad altre persone che in cielo stanno volando tre elefanti rosa fosforescenti ci sarebbe SEMPRE qualcuno che volgerebbe lo sguardo in alto nonostante l’ovvia impossibilità di tale avvenimento. Vi racconto solo un particolare vissuto di persona con questa creatura ignobile. Eravamo ad un bar per un aperitivo con tanto di buffet freddo. Lei alla mia destra, alla sinistra un mio amico e di fronte la sua compagna. Nel piatto di lei (la psicopatica) era rimasto un pezzo di melone. Allora siccome volevo fare un piccolo scherzo e prendermelo dico all’improvviso: “Ma che animale è quello lì, vicino all’albero?”. All’istante TUTTI (questo mio amico con compagna e altre persone vicine all’albero) si voltano di scatto per guardare in quella direzione. Sapete la sua reazione? ZERO assoluto. Guardava avanti con occhi vitrei come se non avessi detto nulla. Poi guardando gli altri ha mosso leggermente la testa a destra e poi ancora un pochino, sempre con occhi e sguardo gelido. Stava semplicemente COPIANDO il comportamento delle persone “normali”. Vivono in un loro mondo di fantasia ma la cosa più agghiacciante è che quando si tratta di affrontare una situazione reale sono le più belle persone del mondo, affascinanti, avvolgenti. E’ per questo che ci si sente devastati. Non siamo assolutamente in grado di capire come il loro cervello ragioni. Mancano di tutto quello che rende una persona UMANA. Dentro sono vuoti, completamente vuoti e fanno danni allucinanti perché le persone sane non arrivano a concepire simili mostruosità. Porto ancora un esempio devastante e tristissimo che mostra quale confusione alberghi nei loro cervelli malati. Una sera mi dice: “Voglio essere onesta con te. Adesso sto con Renzo quello che hai incrociato qui sotto” (come detto abitiamo nello stesso palazzo). La mia reazione è stata di incredulità prima e di amarezza poi. Era l’ennesima MENZOGNA. In verità sta con un altro non ben specificato. Ma non è finita. Questo altro pare sia già sparito e sostituito. Si inventano anche le loro avventure dando nomi e luoghi. Poi quando messe/i alle strette non sanno più che pesci pigliare e raccontano storie inverosimili, confuse e inventate anche quelle. Destabilizzano. E sapete perché? Perché come dice Guglielmo ci godono. E’ il loro unico divertimento in una vita stupida e vuota.

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  6. Certo la loro vita è misera, in fondo. Poco oltre l’apparenza, subito dietro al velo di sociale affabilità che si sono costruite in anni di grande fatica non c’è nulla se non il vuoto di una poveraccia. Tutto sommato è anche ottusa, talmente ottusa che prima o poi commetterà l’errore che la lascerà in mutande sulla pubblica piazza, ma questo è un problema suo. Io ho una preoccupazione enorme: l’effetto che questa pseudo-donna e pseudo-madre può avere sui figli, questo si mi spaventa. Su questo mi terrò informato e vi scriverò ancora, per monitorare la situazione è assorbire utili insegnamenti. P.S. è ridicolo, ai miei occhi, il modo in cui cerca di farsi bella arrivando a mentire anche sui gruppi WhatsApp dei genitori di scuola: sa che io lì difficilmente posso contraddirla e racconta menzogne che la fanno apparire come una mamma che si fa in quattro per i figli mentre il papà non esiste, non c’è mai (naturalmente è falso, io e mi occupo di ogni aspetto emotivo dei ragazzi, la parte di lavoro che non si vede, mentre lei è presente solo nelle situazioni in cui può avere un ritorno, per così dire, di immagine:: è folle lei e incredibile come tutti le credano, ma in questo voglio dire che le donne sono avvantaggiate: checché se ne dica, la pubblica opinione non accetta agevolmente l’idea che una donna commetta abusi (che siano sessuali, affettivi o fisici fa poca differenza). Un abbraccio a chi resiste e resilie (neologismo).

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  7. Ciao Claudileia!

    Ciao Guglielmo,
    è un piacere rileggerti, ti ricordi di me? ero quella che voleva fare un libro sulle frasi disarmanti che il narcisista perverso utilizza per accalappiare, e delle cose assurde che sono capaci di raccontare all’umanità con il solo scopo di trovarla tutta ai suoi piedi l’umanità)

    il mio narcisista è tornato: non lo sentivo da dicembre ,…da quando ha avuto la brillante idea di provare a chiamarmi e di farmi (tramite sms) gli auguri di natale! agli auguri ho risposto anche io tramite sms con un freddissimo ‘Buon Natale’ scritto solo per cortesia umana ! quello che è stato un vero e proprio divertimento è stato osservare sul display del mio telefonino il suo nome -quel nome che un tempo mi provocava sussulti- e non sentire assolutamente nulla a parte puro divertimento! Ovviamente non ho risposto per ben due volte e non ci ho nemmeno pensato a richiamarlo….ci son state le due settimane dopo le feste natalizi in cui pensavo che non si sarebbe più fatto sentire (visto il modo in cui lo avevo trattato non rispondendo al cellulare…povero piccolo) ma poi mi sono ricordata delle cose che ho letto su questo blog….per il narcisista non esiste tempo….non esistono vere e proprie emozioni se non fugaci….per cui sarebbe potuto tornare ancora per l’ennesima volta!

    Ormai non vado più su facebook che è uno dei più potenti mezzi che possiamo fornire a questi individui per giocare con noi, avevo intenzione di cancellarlo dopo essermi dileguata per diversi mesi …affinchè passasse inosservato il fatto che lo avevo eliminato dalle amicizie, ma non sono stata abbastanza veloce nel farlo, e la scorsa settimana lo stramaledettissimo social network ha messo il post in cui si ricordava il giorno in cui ci eravamo dati l’amicizia! Sapevo che, come avevo visto io il messaggio, lo avrebbe visto anche lui e sapevo che si sarebbe fatto vivo! Così è stato: sabato mattina ha commentato positivamente una delle mie ‘foto in evidenza’!

    non so come ho fatto a credere anche solo per un istante che non sarebbe riapparso: è inutile pensare che questi esseri infernali sono scesi tanto in basso da riuscire a vergognarsi nel gesto di riapparire al nostro cospetto: questi esseri non sentono vergogna semplicemente perchè credono che gli sia concesso tutto, che gli si debba perdonare tutto, o semplicemente perchè ‘chi non conosce dignità non può nemmeno provare vergogna’

    tra le varie cose che aveva fatto ne cito una:

    su facebook aveva scritto che sarebbe presto diventato padre…ha lasciato che tutti gli facessero gli auguri e dopo tre giorni disse che era solo un esperimento per vedere che effetto avrebbe fatto!

    ancora prima della scoperta di questo prezioso blog ..leggendo quella frase ero sicura che aveva scritto quella cazzata unicamente perchè qualcuna delle sue ex si facesse risentire…….per poter riallacciare una delle sue relazioni una volta appurato che era solo uno scherzo il fatto che stava per diventare padre….un esperimento sociale!

    come può avere vergogna o dignità un essere così????

    quando eravamo insieme gli avevo consigliato di fare psicoterapia per migliorare ….ma è assodato che questi esseri con la psicoterapia non solo non migliorerebbero, anzi troverebbero tanti nuovi spunti per meglio manipolare il mondo!
    L’unica soluzione è portarli all’inferno e gettare via la chiave

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  8. Io ritengo che nel mio caso non tornerà…è stato troppo grave quello che ha fatto e lo sa…e sa che io so chi è, che non può darmela più a bere. In un certo senso mi piacerebbe avere la possibilità di fare quello che ha fatto Leni. Credo che potrebbe restituirmi un pò di autostima…l’essere stata buttata via come se fossi nulla …polvere sulla sua giacca …. continua a fermarmi il respiro

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    1. Cara Alessia, per loro niente di ciò che fanno è davvero grave. Possono anche rubare e uccidere che tutto è giustificabile secondo la loro legge. Ricordati che non hanno empatia, quindi non riescono a comprendere come tu ti senti. Per questo ritornano e puntualmente tornano a ferirti, quando non ti danno il colpo di grazia che potrebbe portarti alla depressione nera, perché ti caricano ancor di più di aspettattive! Bisogna fare molta attenzione quando si auspica il ritorno di qualcosa di negativo nella nostra vita, anche per la sola soddisfazione di dire l’ultima parola. Un abbraccio!

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      1. Lo so che hai ragione…ma ho tanta rabbia dentro e anche tanta paura .. e voglia di rivalsa..perché mi ha veramente fatto tanto male ..e non lo meritavo.

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      2. Carissima Alessia, provare un senso di rivalsa nei confronti di un soggetto n.p. che ci ha ferito è umano, tuttavia quando cambiamo prospettiva capiamo che si tratta di voler vincere contro chi nasce già perdente. Perdente perché non sente, non ama, non vive e non vibra come te. L’idea che ti fai di questa persona come un essere onnipotente che tutto si concede è FALSA, per questo vorresti “vincere”. Pensare di “vincere” contro il NULLA è sprecare tempo e energia in fantasie che andrebbero sostituite per qualcosa di molto più construttivo.

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    2. Cara Alessia, so benissimo cosa stai passando. L’ho vissuto. Il tuo pensiero va sempre, ogni secondo della tua vita a lui (nel mio caso andava a lei). E ti chiedi ogni momento: PERCHE’? PERCHE’? PERCHE’? Non te lo chiedere più, mai più! Guardati dentro. Tu sei una persona meravigliosa, unica, piena di sentimento, lui non è altro che il NULLA! Capisco anche se magari lo incroci e lo vedi beato e felice con un’altra ti senti gli intestini attorcigliarsi, le farfalle nello stomaco e stai male. Tutto quello che ti piaceva e facevi prima non desta più il tuo interesse. Ma ti assicuro che ti sei innamorata di uno spettro, di qualcosa che non esiste. So cosa ti passa per la testa: sicuramente se gli ridono TUTTO il mio amore, incondizionato, tornerà. Nemmeno per sogno. Tu per lui non conti nulla. Sei meno della polvere sulla giacca come dici tu. Sono esseri diabolici INCURABILI. Non esiste terapia, né farmacologica e nemmeno umana per farli cambiare. Sono nati così. Aspetta con pazienza e anche se richiede uno sforzo sovrumano occupati di te stessa e vedrai che quanto meno te lo aspetti dietro l’angolo incontrerai il VERO amore. Qualcuno che ti apprezzi, che accetti le tue debolezze senza approfittarne e che ti amerà davvero! Non lasciarti andare. E’ quello che vuole. Vederti distrutta. Lui ha perso, TU HAI VINTO!

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      1. Grazie Kolisch…..ce la metto davvero tutta ma la mia vita si è sgretolata in un attimo….ho lentamente scoperto un mostro …la verità si è rivelata poco per volta … scoprire di aver amato, dormito con un perfetto estraneo ostile, cattivo e, a quanto mi ha raccontato la sua amante, anche perverso, é stato terribile. Ha calpestato tutto quello che ritenevo sacro. Mi ha sfruttato anche economicamente e lo ha fatto metodicamente e con grande maestria fin dall’inizio. ….quando credevo mi amasse più di quanto lo amassi io… mi corteggiava e nel contempo mi denigrava con la madre (l’ho saputo solo dopo).Io mi riprenderò. …ma qualcosa è definitivamente morto dentro di me …..e trovare un amore è l’ultimo dei miei pensieri….anzi è una cosa che mi fa paura ….evito come la peste ogni approccio…

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  9. Carissima Alessia, NIENTE è morto dentro di te, si è solo sopito ma vive. Sono un uomo ma non ho alcuna vergogna a dirti che ho versato fiumi di lacrime, che ho sentito il mio cuore sbriciolato e la mia anima tagliata a pezzettini. E’ stato terribile e solo chi ha vissuto queste vicende può capirlo. Nessuno, dico nessuno, crederà mai ai tuoi racconti perché è come se parlassi di una cosa inesistente. Scaccia la rabbia e il rancore e perdona. E’ l’unica via, perché questo bastardo, carogna, profittatore, manipolatore, sfruttatore e qualsiasi tipo di aggettivo negativo gli si possa attribuire MAI e poi mai renderà l’idea di quello che è. E’ semplicemente qualcuno che non ti merita. Tu sei una gemma preziosa e non devi opacizzarti a causa sua, anzi, risplendi in tutto il tuo fulgore, in tutta la tua luce che questo verme non sopporterà. Questa, se cerchi una rivalsa, sarà la tua risposta. Io vivo, tu sei morto, anzi non sei mai vissuto. Lascialo andare per la sua strada. E ti dico ancora di non perdere la speranza. Cerca un uomo sano. Come lo troverai? Lo sentirai dentro di te, nel profondo di quel cuore che batte il ritmo della vita. La TUA vita. Ciao, un abbraccio. Sono con te.

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  10. Salve a tutti.
    Oggi visita dal mio psicoterapeuta (mi pare di aver già detto che ero in cura per una depressione). Poi mi è capitato quello che ampiamente ho descritto. Mi ha fornito una chiara esposizione di come sono fatte queste “persone”. Vi posso assicurare che una volta usciti/e dal tunnel e ritrovata la luce proverete solo una forte compassione per loro. So che molto è stato scritto sull’argomento e magari ripeto cose già lette e rilette, perciò scusatemi. Ho chiesto: “Ma provano sentimenti, siano essi positivi o negativi?”. La risposta è stata: NO! Un chiaro NO! Ora cercate di mettervi nei loro panni. Se vi hanno fatto del male NON E’ VERO che ne godono, perché anche il male, seppur il peggiore dei sentimenti negativi, è per loro una cosa SCONOSCIUTA! Riguardo al bene mi ha fatto un esempio. Se camminando per strada vedete una coppia che si scambia effusioni, noi, persone normali, proviamo quella strana sensazione di gioia nel vedere due persone che si vogliono bene. Questi poveracci invece, capiscono ESATTAMENTE che quelle due persone si amano, SANNO che si vogliono bene, ma non percepiscono NULLA! E’ tristissimo. Perché cambiano frequentemente partner? Non per RIFORNIMENTO narcisistico, ma perché sperano che col prossimo possano PROVARE quell’emozione. Ma NIENTE! Allora avanti il/la prossimo/a e il prossimo/a ancora e ancora … solo brevi “emozioni” sessuali e basta. Quindi non vi disperate. Sono gente che va compatita anche se vi hanno fatto tanto male e se possibile, perdonateli.

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    1. Caro Kolish, il perdono è qualcosa di molto intimo e soggettivo. Se ti fa stare meglio è certo che il tuo terapeuta (che conosce ogni particolare della tua situazione) ha tutto il diritto di indicarti questa via che va traversata sempre mantenendo la maggior distanza possibile del soggetto psicopatico che NON RICONOSCE il male che ti ha fatto e quindi NON SI PENTE. Un forte abbraccio e avanti tutta.

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      1. Cara Claudileia, sono perfettamente d’accordo su quanto da te esposto. Quello che mi ha aiutato ad uscire da questo rapporto tossico, non è stata la capacità di riuscire a comprendere la mente contorta di una psicopatica (missione impossibile) ma semplicemente il fatto che avendo vissuto una vita durissima anche questo colpo l’ho assorbito in fretta. Questo succede sempre a chi ha una tempra forte, consolidata negli anni con lutti devastanti ed esperienze di vita altrettanto tristi e dure. Quello che è strano (l’ho spiegato ieri al mio analista) è che in qualche modo queste persone ti restano in testa anche dopo che ne sei uscito. Non vorrei addentrarmi in racconti che hanno del fantascientifico, ma è come se emanassero un fluido magnetico, una sensazione strana. Sarebbe stupido e disonesto verso me stesso dire che qualche volta non penso ancora a lei. Ma è differente da quando ero coinvolto. In verità, nel fondo della loro psiche queste persone hanno sepolte emozioni umane, te lo posso assicurare. E nel momento in cui si riesce a riportarle a galla, incominciano ad odiarti in modo violento. Sarebbe per loro il crollo totale, roba da rinchiuderli a vita in una clinica neuropsichiatrica. NON possono togliersi la maschera completamente. Sarebbe la loro fine e non capiscono che invece sarebbe l’inizio di una nuova splendida esistenza, che però rifiutano. E non hanno ricordi, tranne il fatto che sono consapevoli su chi potersi appoggiare nei momenti di profondo sconforto. Sono state innumerevoli le volte che ha suonato alla mia porta per cercare aiuto. E non erano richieste fasulle. Stava male davvero. Glielo leggevo negli occhi. Per quanto possano fingere guardatele/i sempre negli occhi. Sono incapaci di resistere ad uno sguardo indagatore e generalmente li spostano a destra-sinistra per evitare i vostri. Poi superato il momento di sconforto voi non esistete più. Sono fatte/i così. Per questo tutto quanto è triste. E’ una mia opinione naturalmente. Ciao.

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      2. Mio marito quando mi ha lasciato sembrava stesse malissimo psicologicamente..in un’occasione sembrava quasi impazzito. ..mi chiamava e respingEva continuamente….ma cos’era? Una recita o la realtà? Perché poi diventava freddo come un rettile e cattivo…e in ufficio appariva disteso e rilassato. …come distinguere il vero dal falso?

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      3. Cara Alessia, hai presente l’immagine di un bimbo capriccioso nel negozio di gioccatoli? Lui vede uno e lo vuole con tutto il suo cuore, anche se a casa ne ha mille. Basta dirgli di no che lui si butta per terra e piange disperato come se tu gli avessi tagliato un arto. Bene, IN QUEL MOMENTO il bimbo sta soffrendo perché non è riuscito a ottenere il giocattolo che voleva e NON PERCHÉ QUEL GIOCATTOLO gli manchi. Anzi, potrebbe avere a casa tanti altri simili o migliori, ma vuole assolutamente di più e ancora PER SEMPRE. La fatica di vivere con queste persone è immane perché hanno soltanto emozioni di corta durata. Quando il bambino esce dal negozio cosa succede? Magari tu gli offre un gelato e già non si ricorda più del giocattolo che pochi minuti prima sembrava essenziale alla sua esistenza.

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  11. Perfettamente calzante, come tutte le tue risposte. L’impressione d’impatto era proprio quella……un bambino che fa i capricci ….che ha intenzionalmente rotto il giocattolo che prima sembrava amare tanto e che poi se la prende con il giocattolo stesso che inspiegabilmente non funziona più. Grazie Claudileia

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    1. Anch’io concordo con Claudileia. E’ una spiegazione davvero notevole. Emozioni di corta durata. E’ la stessa cosa che mi è successa. Un abbraccio fortissimo e intenso e molto lungo (intendo attorno al minuto che è molto per un abbraccio) di riappacificazione. Appiccicata come una cozza ad uno scoglio. E 20 secondi dopo gelida come un iceberg: “Vuoi un caffè?” frase non detta col cuore ma sempre con quegli occhi glaciali. Quel minuto era già dimenticato. C’era stata troppa intimità, emozione che loro odiano e respingono. Penso che per una donna sia molto più difficile uscire da una situazione simile, perché in amore la donna mette tutto, cuore, anima, testa. Forza Alessia. Siamo qui per aiutarti. NOI persone vere pur nella sofferenza. Ciao!

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      1. Kolisch mi hai fatto venire in mente un episodio molto simile. Un bacio…diverso da tutti gli altri..molto intenso …..è rimasto unico però. ….mi baciava molto poco e in modo frettoloso a pensarci bene…forse perché la riteneva una cosa più intima rispetto al fare l’amore..e dopo quel bacio me lo disse proprio di non farci l’abitudine….mi diede fastidio ma non ero in grado di rendermi conto.Grazie per il sostegno

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      2. Certo, da compagna di vita e di battaglia tu non meritavi un bacio più caldo, un abbraccio decente, una carezza più lunga dopo l’amore. È così che ti annullano la femminilità, dopodiché danno a intendere che potrebbero essere molto più affettuosi al di fuori dalla famiglia o dal rapporto, perché tutti, incluso le persone appena conosciute valgono molto più di te. Questa presa di coscienza è durissima ma serve per togliere il potere di vita e di morte che hanno nei “rapporti”. Senza un affetto reciproco non esiste rapporto, la durata o la potenza non importa. Dopodiché se tutto è un gioco allora si gioca a carte scoperte, cosa inconcepibile per loro.

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  12. Cara Alessia è normale. Per loro un bacio molto intenso vuol dire intimità, che loro odiano. E tu (so di farti male ma è la realtà) con lui non hai mai fatto l’amore ma solo sesso che sono due cose completamente differenti. Noi persone sane (almeno per quanto mi riguarda) quando baciamo con passione, intensità, ardore e amore, ci rendiamo conto di quanto possa essere appagante anche senza passare ad altro (a me piace molto baciare!). Anche lei mi baciava superficialmente. Una cosa deprimente. Pensa intensamente: ti ha mai dedicato attenzioni vere? Si è mai preso cura davvero di te? Intendo dire anche un semplice massaggio alla schiena, oppure il prepararti a sorpresa una colazione con tutto quello che ti piace? Forse all’inizio ma poi le cose sono andate scemando. E questo non è vero amore. L’amore è dare (punto). Il ricevere ne è soltanto una conseguenza. Un abbraccio.

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  13. Ciao a tutti.
    Ieri sera, ore 22.35, sento suonare alla porta di casa (come detto la bestia abita due piani sopra il mio appartamento). Un singolo trillo seguito a distanza di un paio di secondi da uno doppio e poi addirittura da un quadruplo trillo. Stavo per aprire pensando che qualcuno dei miei vicini stesse male. Ma avvicinandomi con già le chiavi in mano sento: “Sono io!” con tono disperato. Naturalmente ho riposto le chiavi e sono tornato a guardarmi la televisione e a bermi la mia birretta. Mancanza di sensibilità? Odio? Piacere che avesse qualche problema grave? NO. Era solo l’ennesima recita, l’ennesimo tentativo di riaggancio. Ormai la conosco. La cosa “comica” è che stamattina uscendo per far spesa la incrocio (ti pareva) e naturalmente nessuno saluto. Ho notato solo con la coda dell’occhio che aveva un brutto segno sulla guancia sinistra e un occhio semitumefatto. Questa è la conferma che queste/i esseri infami, amano anche frequentare luoghi dove regna la totale promiscuità (ne avevo da tempo il sospetto). Solo che sono posti che possono risultare pericolosi. Probabilmente qualcuno le deve aver mollato un ceffone per ovvi motivi. Ho pensato di essere un po’ in colpa a non averle aperto. Ma siccome le avevo aperto il cuore e lei non aveva fatto altro che approfittarne, non mi sono sentito in colpa. La scelta di andare in certi posti è SUA. Nessun obbligo di farlo. E io non sono la crocerossina di ripiego. Che vada da uno dei suoi molteplici ex-amanti-future prede. Ho la coscienza a posto. Che si arrangi. E’ maggiorenne e vaccinata, come si suol dire! Ciao a tutti.

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    1. È corsa da te nella difficoltà. …io per lui sono stata immediatamente declassata a polvere sullo zerbino….non lo vedo e sento da mesi ma continua a rimanere ben piantato nella mia testa…non c’è nulla che io faccia che non me lo ricordi…forse perché lui è stato un ottimo marito fino alla svalutazione (breve) e lo scarto feroce quando ero già a terra perché mio padre moriva…tutto il resto l’ho scoperto dopo. Non riesco a mettere insieme quello che lui era prima con quello che mi si é rivelato….credo di essere morta… una morta che cammina…niente emozioni niente aspettative.

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    2. Parole sante. Sono orgogliosa di te, come sei riuscito a vedere il vero, nonostante ti sia stato presentato il solito vassoio pieno di fumo per agganciati di nuovo, e poi Banchette con i tuoi resti. Io personalmente non avrei mai chiesto aiuto ad una persona a cui ho fatto veramente del male. Sei stato bravo, ti invidio un po’… La tua coscienza è pulita non ci sono dubbi.

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  14. Sono in piena dissonanza cognitiva credo…no che non era un ottimo marito ….lo appariva solo….ero felice….non sono più in grado di esserlo.

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    1. Cara Alessia, la lucidità nel vedere come sono andate veramente le cose, è la nostra unica salvezza per poter rispolverare e far di nuovo luccicare la nostra morale,che c’è ancora ed è intatta nonostante tutto. Hai ragione e molto difficile all’inizio, perché il nostro modo di stare accanto a loro è ancora simile a quando avevamo gli occhi foderati di prosciutto. Ma ti garantisco che, fetta dopo fetta, arriveremo anche noi come Kolisch, a tirare una linea netta tra il giusto e lo sbagliato, e chi è dalla parte del torto annega pure, te lo sei cercato. Perché l’alternativa è rimettersi la, o le, fette di prosciutto sul ‘ occhi e dire:”ma no, non può essere così cattivo, questa volta non mi farà del male, non possono esistere persone così, lo dicono tutti!” Ecc ecc. Abbi solo un po di pazienza, smetti di concentrarti sul fatto che ti ha scartata, e accetta il fatto che non conoscevi veramente quell’uomo. Concentrati su chi è veramente, confronta il suo fare con i nostri stronzi, vedrai che è uguale a loro, e finalmente troverai il cartellino: MADE ALL’INFERNO! Sono diabolici, bisogna proteggersi. Un bacio

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      1. Cara Alessia rieccomi. Ti (vi) devo una spiegazione sul poco tempo trascorso a soffrire. Alcuni miei amici/amiche mi hanno chiesto come ho fatto. Ecco come. Per 25 anni ho svolto il lavoro di giornalista e ho girato mezzo mondo. Ho visitato i campi profughi situati proprio al limite dell’inizio dell’Africa Subsahariana specialmente Ciad e Sudan. Hai mai visto uno scheletro di bimbo che respira? Io si. Gli occhi spalancati nel vuoto, la pancia gonfia e le mosche che facevano i loro nidi nelle piaghe dei loro corpicini. Poi recati in qualcuno degli ospedali (eufemismo) e lì vedrai bimbi privati delle gambe a causa delle mine antiuomo. Altri privati della vista per via delle schegge. Vite rovinate per sempre. Dopo aver visto questo, tuo marito lo manderai tranquillamente a******lo, e tutti gli altri psicopatici/narcisisti/narcisisti perversi. Sarebbe da prenderli a pedate in c**o e fargli visitare questi luoghi, pagandogli anche il viaggio. E un bello sputo in faccia sarà la tua risposta!

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      2. Alba mi hai detto una cosa importante. …sono troppo concentrata sul fatto di essere stata scartata….devo spostare l’attenzione su quello che lui ha poi dimostrato di essere…..e lo so….sono tutti terribilmente simili…un abbraccio

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    2. Carissima Alessia. E’ questo il punto. Non hai MAI vissuto con un marito o qualcuno che ti voleva del bene. Ti credo quando dici che eri felice. Nessun dubbio. Anche io lo ero. Ma la tua felicità era stata indotta da questo bastardo (non riesco mai a trovare un aggettivo più squalificante per simili bestie). Si è nutrito (non conosco la durata esatta) dei tuoi profondi sentimenti, di quanto di meglio una persona buona possa donare. Ha riso di te. In un tuo precedente post dici che non tornerà. TORNERA’ te lo assicuro ma solo per sincerarsi che tu soffra ancora per lui. Che tu nel tuo dolore lo capisca oppure no, il suo compito è distruggerti. Stai male adesso? Se torna e lo riaccogli starai peggio e peggio ancora. Ho impiegato un paio di settimane a togliermela dai piedi e come detto non è stato facile data la vicinanza. Come ho fatto? Guardando la realtà. E’ durissima ammettere a sé stessi di aver incontrato un essere tanto orribile. Ma è così. Quello che mi ha aiutato tanto lo scrivo nel post seguente per non rompere le scatole con scritti troppo lunghi. Poi capirai!

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      1. Il mio matrimonio è durato 8 anni ..e siamo stati insieme per tredici….tredici anni senza uno screzio. …credevo fossimo una cosa sola…invece ha scelto con cura il.l momento in cui farmi più male….mi ha guardato distrutta senza battere ciglio….e le bugie scoperte una dopo l’altra….ho fatto passi avanti ma …come oggi ….ogni tanto ricado negli stessi errori…io non lo riprenderei più. …è troppo grave quello che è successo … mi sarei buttata nel fuoco per lui..non meritavo di essere nientificata così… non lo accetto.Mi piacerebbe che tornasse solo per fare quello che hai fatto tu Kolisch. Non lo so se vedere le scene cui hai assistito lo avrebbe cambiato …non hanno sentimenti né empatia … poteva servire che fossero loro stessi a patire la fame …quello che provano gli altri è irrilevante…..ho riflettuto … letto… pensato tanto …..smontato ogni momento pezzo per pezzo …..mettere insieme quello che era prima con la realtà però mi fa ancora impazzire.Grazie Kolisch e grazie Alba …il vostro sostegno è importante

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  15. Scusa ho letto male ..Kolisch tu dicevi che dopo aver visto quelle scene sei in grado di mandare al diavolo chiunque….ed è senz’altro così…. nessuno dei nostri problemi è minimamente paragonabile.. ..sono poco lucida oggi….collego sempre tutto a quel mostro

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    1. Cara Alessia, tredici anni sono molti davvero. E’ normale che tu ricolleghi tutti i fatti quotidiani a quel mostro. Non fartene un cruccio. Rientra nel periodo di guarigione. Se ti senti di piangere, piangi. Se ti senti disperata, piangi. Se ti senti sola, piangi. Non c’è nulla di male. Sei sul fondo di un pozzo dal quale vedi una luce lontana che ti sembra irraggiungibile. Nel mio caso ho piazzato una scala e sono uscito in poco tempo. Tu ti devi armare di pioli e aggrapparti ad essi per risalire pian piano. Non preoccuparti se ogni tanti perdi l’aggancio perché la luce alla fine delle tenebre sarà sempre più vicina. E’ una scalata durissima, impervia e dolorosa. Se ti piace la musica mi permetto di darti un consiglio. Ascoltala. Ma non roba triste. Io amo il rock. Vai su youtube e cerca “ACDC live concert at River Plate”. Ti darà un’energia incredibile. Capisco anche che ti senti poco lucida. La mia storia è durata poco confronto alla tua. Ma tu sei VERA, lui un povero cretino. Se torna, e tornerà, fatti trovare forte e soprattutto NON CREDERE a nulla di quello che ti dirà. Raccontano solo menzogne continue. E questi poveri scemi non sono nemmeno capaci di raccontarle bene perché fanno confusione non avendo ricordi nitidi e chiari come noi. Ti dirà che sei tu che non sei a posto, che ti sei inventata tutto. E’ un loro subdolo giochetto per farti impazzire. Anche se costa una fatica enorme fai quello che ti piace e da cui trai soddisfazione. Quella sottospecie di malefico alieno va dimenticato!

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  16. Kolisch mi ha fatto molto più di questo…si è applicato molto nel colpirmi in tutto quello che per me era più sacro….qualcuno qui mi ha detto che probabilmente voleva mi suicidassi,proprio io che sono sempre stata una persona solare, mi ha anche truffato tutti i miei risparmi ……ma io sono ancora qui …ho fatto da sola cose che non avrei mai pensato di saper fare…grazie anche a molti amici che mi hanno sostenuta tantissimo…solo che è un anno che ho lasciato la sua casa (pagata da me) e a novembre saranno due anni dalla richiesta di separazione e ancora non riesco a eliminarlo dai miei pensieri….in piú provo fastidio se qualcuno prova un approccio con me….non mi fido di nessuno….non mi piace essere così

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    1. Carissima Alessia, mi si riempie il cuore di gioia leggendo che “ho fatto da sola cose che non avrei mai pensato di saper fare”. Sei sulla buona strada per guarire!!! Ti devi assolutamente rendere conto di una cosa: questi “esseri malevoli” colpiscono senza pietà nel punto più debole della tua personalità. Se hai delle insicurezze che tu, in buona fede, gli sveli sperando in un appoggio, loro fanno finta di capirti. In effetti è che HANNO CAPITO perfettamente dove affondare la lama del loro coltello da macellai e a tua insaputa la piantano sempre più in profondità. E quando capisci il male che sono stati in grado di farti reputi IMPOSSIBILE la cosa. Eppure è così. Sono SPIETATI! E ripeto: è normalissimo che tu non riesca a togliertelo dalla testa. Devi solo lasciare al tuo cervello il tempo di ricostruirsi. Questo bastardo lo ha sconvolto. E fai bene (per il momento) a non impegnarti in un’altra relazione. La tecnica del chiodo schiaccia chiodo non funziona in questi momenti. Conosco benissimo le sensazioni che provi. Ti svegli il mattino e il primo pensiero è lui. Fai la doccia con fatica, mangi con fatica cose che prima ti piacevano tanto e adesso non sanno più di nulla. E sempre con fatica svolgi le tue attività quotidiane sempre col pensiero rivolto a lui. Ci vuole tempo. Dipende tutto da te. Ma quando arriverai alla fine del pozzo oscuro dove ti trovi, ci farai sopra una bella risata. Ridi da ora. La vita è una sola. E vedrai che incontrerai l’uomo giusto. Un uomo leale, onesto, altruista, che ti amerà davvero. Credimi. A me è successo così. Un forte abbraccio. E FORZA!

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      1. Mi permetto di suggerirti anche di guardare “On the turning away” dei Pink Floyd live. Mi ha fatto sempre venire i brividi. Poi ovviamente dipende dai gusti. A me piace tutta la musica, basta che mi dia emozioni. Quelle emozioni delle quali questi poveretti ne sono privi. Pensa che tristezza. Inoltre rileggendo il tuo penultimo post hai detto una cosa agghiacciante, riportata da molti siti e confermata da neuropsichiatri di alta fama dei quali ho immensa stima. Ti spingono a pensare al suicidio. E’ quello che li farebbe godere al massimo. Mi raccomando non pensarci. Anche per quella fase ci sono passato. Lascia perdere questo pensiero. Esci, anche se costa una fatica notevole, ma guarda la natura, che continuamente si rinnova. Rinnovati anche tu. Ciao!

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  17. Ciao a tutti/e.
    Oggi ho trovato un foglietto sul quale avevo trascritto le prossime parole. Non mi ricordo chi le ha scritte, ma non sono mie. Non mi piace impossessarmi di cose che non mi appartengono. Ma è un messaggio di speranza per tutti/e coloro che soffrono in questo momento nel quale si sentono abbandonati/e. Eccole.
    “Dove il vero amore brucia, il desiderio è la pura fiamma dell’amore. Esso è il riflesso della nostra cornice terrestre, che porta il suo significato dalla parte più nobile e traduce il linguaggio del cuore!”
    Un abbraccio.

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