Tra l’invidia e il disprezzo: il pendolo emotivo dello psicopatico

Testo originale: https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/10/06/between-envy-and-contempt-the-psychopaths-emotional-pendulum/

Traduzione: C. Lemes Dias

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L’invidia e il disprezzo non necessariamente vanno a braccetto. Entrambe sono emozioni negative ma, per certi versi, diametralmente opposte. L’invidia nasce dal desiderio di avere ciò che hanno gli altri (quando non l’abbiamo); il disprezzo, invece, si riferisce al disdegno con relazione a ciò che hanno gli altri, oppure nei confronti dei loro desideri. Nella mente dello psicopatico, tuttavia, queste due emozioni coesistono. Ossia, gli psicopatici vogliono ciò che appartiene agli altri: essere amati, persino adorati per ciò che sono, nonostante seguano mentendo, tradendo e maltrattando le persone che frequentano le loro cerchie; auspicano il successo professionale, anche se raramente s’impegnano per raggiungerlo, preferendo dedicarsi a imbrogliare dai subordinati ai capi; desiderano essere rispettati dai figli anche quando abusano emotivamente da loro, considerandoli unicamente trofei oppure proprietà; desiderano avere tutto ciò che gli esseri umani normali di solito ottengono nella vita, ma che per loro risulta impossibile per colpa dell’inerente anomalia che hanno. Per questa ragione la principale emozione provata da uno psicopatico è il disprezzo per gli altri e, di modo generale, per tutte le imprese, obiettivi e realizzazioni umane.

Mi sono resa conto di questo comportamento oscillante quando osservai l’ipercriticità e l’inspiegabile ed ingiustificato comportamento del mio ex partner psicopatico nei confronti degli altri. Ricordo in modo particolare quando lui svalutò un amico a me caro, un talentuoso e molto conosciuto autore di fiction che aveva appena pubblicato un romanzo ambientato nel periodo stalinista dell’Unione Sovietica, molto simile al mio sul comunismo in Romania, Velvet Totalitarianism (Totalitarismo di Velluto).

Nonostante il romanzo del mio amico abbia ottenuto il plauso dei critici e raggiunto successo con le vendite, il mio ex si riferiva a lui come “un perdente” e “un fallito” per non aver venduto tanto quanto la serie Harry Potter. Rimasi perplessa dal fatto che lui (il mio ex), una persona che non era mai riuscita ad ottenere nulla nella vita perché cacciata da ogni lavoro, avesse avuto da ridire su qualcuno che non solo era una brava persona, ma che era riuscita ad ottenere molto più di lui dalla vita. Una persona, insomma, che non aveva fatto nulla per offendere il mio ex. Mi colpì l’insulto gratuito verso una persona di talento, di successo e voluta bene da me. Non riuscivo a comprendere perché lui lo facesse.

Più tardi, quando sono venuta a sapere cosa fosse la psicopatia, ho compreso che era il suo modo di svalutare indirettamente anche me. Un modo per farmi sentire poco soddisfatta dal successo letterario della mia opera: doveva raggiungere lo stesso livello dei libri stile Harry Potter. Lui aveva fatto lo stesso con la sua ex moglie, giocando con la scarsa consapevolezza che lei aveva sul suo corpo, condizionandola fino al punto di vedersi grassa senza esserlo e obbligandola a unirsi agli “Overeaters Anonymous” (Mangiatori Compulsivi Anonimi), oppure pressionandola per abbandonare un incarico ben pagato in cui era ben voluta da tutti. Era questo il modo che aveva scelto per cercare di erodere la mia sicurezza, facendomi stare male per i sogni e le conquiste che io stessa avevo raggiunto.

Ci sono stati altri incidenti simili nel corso del periodo passato assieme in cui ho ravvisato lo stesso comportamento mentre cercavo di chiudere con questo rapporto patologico. Dopo la separazione, andando a ritroso nel tempo con la mente, ricordo di essere rimasta ugualmente scioccata quando lui ha festeggiato la buona notizia che la cognata aveva appena partorito con una dichiarazione piena di sdegno: “Il bambino è brutto quanto un culo!”. In questo stesso periodo, lui mi faceva pressione per avere un figlio. Ho compreso, quindi, che era questo il modo adoperato per processare qualsiasi notizia sulle altrui conquiste, quando ambite allo stesso tempo da lui: con una criticità essenzialmente maligna motivata dall’invidia. Questa caratteristica all’epoca mi turbò ma io, come al solito, la catalogai come una sua personale immaturità emotiva.

Gli psicopatici provano disprezzo per le ambizioni comuni, per la ricchezza, la fama e il successo delle persone in qualsiasi ambito; sdegnano l’amore umano, visto come una debolezza che può essere facilmente manipolata; disprezzano i lacci di amicizia che vadano oltre alla semplice riunione casuale per divertirsi e la reciprocità tra gli amici. 

L’invidia e il disprezzo, allo stesso tempo in cui desiderano e svalutano ciò che appartiene agli altri non sono emozioni contraddittorie per uno psicopatico. Anzi, formano l’essenza di un movimento pendolare che nasce dal suo narcisismo intrinseco. Sono emozioni che appartengono al suo equilibrio naturale, al suo modo di essere. Gli psicopatici vogliono essere meglio di noi in tutto ciò che valorizziamo e prosperiamo, tuttavia, allo stesso tempo, provano disprezzo per i valori degli esseri umani che li circondano.

 

4 pensieri su “Tra l’invidia e il disprezzo: il pendolo emotivo dello psicopatico

  1. Per loro nessuno vale una lira. Se lodano qualcuno è perché vogliono qualcosa in cambio. Nel giro di poco, però, la persona passa a valere meno di zero solo perché magari non ha regalato in cambio l’idolatria che credono di meritare oppure perché si sono stufati dalle prede, declassate da “forza della natura” ad esserini insignificanti. Infatti, fanno finta di riconoscere i meriti altrui con un ghigno ironico che cela il profondo disprezzo per le loro conquiste oppure per i favori appena ricevuti. Chiunque manifesti un minimo di sentimento per loro viene ritenuto patetico. È molto triste, quando si prende una bella distanza, costatare che le persone rimaste nel giro fanno l’impossibile per dimostrare a loro di avere un valore e di amarli incondizionatamente fino a esporsi al ridicolo.

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    1. Da non dimenticare che per stare con loro devi Valere , devi essere qualcuno , perchè mica possono stare con delle nullità. I meriti degli altri valgono solo se ne possono trarre dei vantaggi personali. cit. “stimo solo chi è più importante di me , gli altri per me non esistono e nemmeno li ascolto”.
      Sono degli esseri tragici ,non mi ricordo una cosa che fosse stata “creata ” veramente da lei(la creativa …) ,tutto rimaneggiato ,ehi però con maggiore Raffinatezza ed Eleganza mica come quell’altri là…

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