La dipendenza dal perpetratore dell’abuso – il potere del vincolo di tradimento

Autore: Prof. Iñaki Piñuel y Zabala
Libro Amor Zero, Ed. La esfera de los libros (Ed. 2016, in lingua spagnola) p. 42-46
Trad. C. Lemes Dias
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I vincoli traumatici funzionano nella mente umana come vere e proprie dipendenze. È importante capire perché il rapporto di coppia con un soggetto psicopatico produce in voi lo stesso effetto di una droga, cioè, perché genera una dipendenza.
I tre criteri che servono agli psicologi per identificare se in un determinato comportamento si nasconde una dipendenza sono:

1. La compulsione: vuol dire la perdita della vostra capacità di scegliere liberamente, di fermare o continuare con il comportamento;
2. La ripetizione del comportamento nonostante le avverse o nocive conseguenze per voi, che possono presentarsi in forma di danni alla vostra salute, sofferenza personale, perdita della vostra autostima, del vostro lavoro, della vostra famiglia, della vostra carriera o della vostra libertà personale;
3. L’ossessione e la focalizzazione su questo comportamento.

Tutti i dipendenti sanno perfettamente che dovranno fermare e interrompere i loro comportamenti additivi, ma sentono di non riuscire a farlo.
Sanno che continuare con la loro addizione implica soffrire ogni sorta di conseguenza avversa.
Tutto nella vita del dipendente affettivo è sacrificato sull’altare della sua addizione: i suoi valori, la famiglia, gli amici, la salute, il lavoro, ecc.
Il comportamento e la preoccupazione correlata si trasformano nella cosa più importante al mondo, tutto il resto passa in secondo piano: la vittima del partner psicopatico è diventata dipendente dal rapporto. Si tratta di un tipo di dipendenza che si re-alimenta del danno che la dipendenza stessa produce nella vittima.
Il paradosso è che la dipendenza del rapporto tossico è vissuta erroneamente dalla vittima come l’unica forma di sfuggire a un tipo di dolore e di sofferenza emotiva che la propria relazione con lo psicopatico ha creato e segue creando costantemente. La vittima vede la medicina nel proprio male.
In questo modo il circolo vizioso si chiude in se stesso.
Nel caso del rapporto con lo psicopatico, la dipendenza nasce dalle alterazioni emotive e dai rimproveri, dagli abusi, dai maltrattamenti, ecc… tutto ciò produce in lei uno “sballo”. La vittima passa a non essere più presente nel “qui e ora”.
Lo sballo emotivo che proporziona le situazioni di abuso con la triangolazione, le offese, la
seduzione e i maltrattamenti psicologici che si alternano nei rapporti con il vostro psicopatico senza soluzione di continuità, sono diventati additive e problematiche per voi.
La dipendenza da un partner psicopatico prova che si è generato un potentissimo vincolo con lui. Un vincolo che funziona come un potente attrattivo o magnete che torna una tantum ad avvicinarvi da chi dovrebbe ripugnarvi ed essere fuori dalla vostra vita da molto tempo.Il vincolo con uno psicopatico è sempre di tipo traumatico.
Si tratta di un vincolo che ha origine nel tradimento continuato perpetrato durante il rapporto dello psicopatico con voi: un vincolo di tradimento.
L’errore commesso da molte vittime è attribuire l’intensità emotiva che provano alle qualità intrinseche dello psicopatico. Questo non è assolutamente corretto.
Non sono le presunte qualità fisiche o psicologiche a rendere lo psicopatico che ha interagito con voi attraente o irresistibile, ma il processo di manipolazione deliberato delle vostre emozioni che lui o lei ha saputo orchestrare, ad alterarvi e alienarvi da voi stessi.
Ciò che spiega l’intensità di questo vincolo traumatico con il vostro psicopatico è lo stesso trauma relazionale che si è creato.
Nei traumi da tradimento si mette in moto un meccanismo umano di attaccamento al perpetratore, secondo il quale tutte le vittime tendono a vincolarsi di modo compulsivo a chi, all’interno di un circolo relazionale intimo, maltratta e abusa di loro.
Il vincolo di tradimento spiega perché una persona completamente normale e intelligente può sperimentare attraverso l’intensità e il sovraccarico del suo rapporto con lo psicopatico, potenti sentimenti di attaccamento, desiderio e appartenenza.
Tali sentimenti sono nati dall’iperattivazione neurologica del sistema oppioide endogeno dalla vittima. L’attivazione di questi centri del piacere nel vostro cervello vi porta a ricreare il trauma in qualche modo dentro voi stessi, portandovi a trovare enormi difficoltà di andare avanti senza ricascare qualche volta nella rete di trappole che vi porge il vostro partner psicopatico.
Il trauma del tradimento con uno psicopatico quasi mai è l’unico a essere capitato nella vita della vittima. Di solito troviamo nella vita delle vittime vecchi traumi relazionali di tradimento che le hanno annientate e rese inermi a far fronte oppure identificare velocemente un partner psicopatico.
Le esperienze di abuso infantile, fisico, sessuale o emotivo, la violenza, così come l’appartenenza a una famiglia disfunzionale con madre o padre psicologicamente assenti o emotivamente freddi, trascuranti o manipolatori, possono trovarsi molto frequentemente nello storico familiare delle vittime degli psicopatici.
Questi vecchi traumi di tradimento nell’ambito delle loro famiglie di origine spiegano perché molte vittime non sono capaci di percepire la malevolenza o le cattive intenzioni da coloro che le vogliono manipolare e abusare.
Semplicemente non hanno avuto l’opportunità di discernere sin dall’infanzia chi erano le persone che le volevano bene da coloro che le volevano male, il che finì per proiettare dentro di loro l’insicurezza e l’incapacità di fidarsi dalle proprie percezioni.
D’altronde, sappiamo che i bambini che hanno subìto abusi fisici, sessuali o emotivi terminano per avere più difficoltà nell’imporre limiti agli altri. Sono molto più vulnerabili in età adulta agli eventuali attacchi da individui malintenzionati per non sapere dire di no, imporre i loro limiti o stabilire barriere contenitive per bloccare un abuso.
È risaputo da chi lavora con le vittime il modo come i vecchi traumi di tradimento tendono a formare copioni di vita sin dalla più tenera età. Copioni che funzionano, a posteriori, come motti di vita o profezie che si avverano, portandole a introiettare e rappresentare di volta in volta problemi simili con svariati tipi di partner tossici.
Con il tempo e la ripetizione del trauma, la persona diventa sempre più vulnerabile, ritrovandosi ogni volta più incapace di difendersi dai nuovi predatori che capitano nella sua vita e che sanno identificare una simile vulnerabilità in lei.
L’addizione al pericolo, alle emozioni intense, al dramma emotivo e a vivere sempre in mezzo alla tragedia sono potenti magneti che spiegano la permanenza all’interno di un vincolo di tradimento, anche laddove la vittima abbia le risorse economiche per abbandonare il partner psicopatico.
Il vincolo traumatico può stabilirsi molto velocemente, può costituirsi in un momento e può arrivare a durare una vita intera.
I racconti delle vittime dei peggiori psicopatici ci offrono una narrativa di situazioni continuate di abuso per anni o decade che sono finite con un attaccamento inaudito agli psicopatici e che includono una lealtà e una fedeltà assolutamente inconcepibile e non dovuta al perpetratore dell’abuso.
Ecco perché la via di uscita da un rapporto di coppia con uno psicopatico richiede un terapeuta esperto in questo tipo di trauma che abbia aiutato ad andare avanti altre vittime in situazioni simili.
Nessuno è immune allo sviluppo di un vincolo traumatico di tradimento.
Non dipende dall’intelligenza, dote o capacità mentale.
Qualsiasi persona, se occorrono le condizioni necessarie, può finire in balia di questo tipo di vincolo per anni, senza riuscire a comprendere le cause della propria sofferenza.
Il nucleo essenziale della costituzione di questo vincolo è un’esperienza per la quale la mente umana non è preparata: la tremenda esperienza di essere traditi, abusati e danneggiati dai membri più importanti del nostro circolo affettivo e familiare.
Il cervello umano si è specializzato ad affrontare ogni tipo di situazione di pericolo o di minaccia, possedendo le risorse necessarie a farlo. Tuttavia, non è allenato per attendersi un danno dai suoi cari. Non possiamo prevedere né reagire adeguatamente al tradimento e al trauma quando questi provengono dalle persone a noi più vicine e care. Perciò, quando capitano queste situazioni, la mente umana passa a funzionare male.
Il cervello entra in un circuito di ripetizione traumatica, cerca di capire l’incomprensibile per provare ad arrestare l’incontrollabile esperienza traumatica tornando a rappresentarla ogni volta nella mente (flashbacks) e dopo nella vita reale, attraverso la coazione a ripetere (la ripetizione compulsiva di un trauma nella vita reale).
È così che tendiamo a riportare nella nostra vita le peggiori esperienze che abbiamo vissuto sempre e comunque, come in un eterno ritorno.
Uno dei modi abituali della coazione a ripetere è mantenere vicino a noi le persone che ci tradiscono senza riuscire a comprendere il meccanismo perverso che provoca tutto ciò, avvalendoci di ogni sorta di ragionamento per giustificare l’ingiustificabile.
La vittima dell’Amor Zero non soltanto ha contro di sé la sottomissione a questo meccanismo compulsivo, ma deve combattere anche contro la formidabile capacità manipolativa che possiede ogni psicopatico.
La vulnerabilità delle vittime di vecchi traumi familiari è particolarmente sfruttata dagli psicopatici integrati, che coltiveranno e semineranno senza grosse difficoltà ogni sorta di meccanismo manipolativo che si può usare per giocare una partita già vinta in partenza contro le vittime.
Questi meccanismi di manipolazione nei quali gli psicopatici sono notevolmente maestri saranno meglio studiati nei prossimi capitoli.

 

17 pensieri su “La dipendenza dal perpetratore dell’abuso – il potere del vincolo di tradimento

  1. Ciao a tutti e complimenti per l’articolo.
    Vi volevo fare una domanda se grazie alla paura il cervello umano distaccarsi dagli psicopatici.
    Vi spiego meglio. Ieri, dopo due mesi esatti di no contanct (partito dal giorno stesso in cui lo ho lasciato ) lo psicopatico mi ha telefonato. Io non ho risposto e anzi ho bloccato il suo numero. Ebbene, per un’ora e mezza la mia applicazione non ha fatto altro che mostrare suoi tentativi di chiamata. Ero in preda al panico, chiusa in casa, avevo paura di lui, che lui fosse in zona dato che ha iniziato a chiamare appena ero rientrata da un giro con uma amica. Ma ho resistito e forse é stata la paura a farmi mantenere il no contact. Alla fine il pazzo mi manda un sms per chiedere quando può andare da mio nonno a riprendere il suo motorino. Lo ho fatto chiamare da mia zia, che gli ha dato il numero di mio nonno e speriamo sia finita così.
    La paura può essere amica in questo caso?

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  2. Credo che una volta smascherati la paura della vittima sia sostituita da una pena costante per le loro azioni ridicole che continuano a manifestarsi anche dopo il no contact rivelando il loro disagio e l’incapacita di agire senza azioni perverse.

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  3. La situazione è veramente straziante.
    Mia madre si è sciolta sul letto di morte chiedendo di non essere sepolta vicino a Lui.
    Pratiche antichissime come lo yoga o le attuali neuroscienze hanno messo in evidenza, come i ricettori del dolore e del piacere siano gli stessi.
    Paradossalmente l’ossesione è una sorta di piacere è come se avessimo bisogno di uno stato alterato, la nostra mente è ribelle alla pace.
    Io pensavo che mia madre fosse così schiava per una questione economica, ma poi mi sono accorta che non era vero.
    Lei stessa alla mia domanda: non ti sei liberata perché non eri economicamente indipendente, ha risposto no, avevo bisogno di Lui, anche se lo disprezzavo.
    Un paradosso, un nodo, una dipendenza. La via della libertà esiste: non smettere di informarsi, di lottare . Grazie anche per tutti coloro che un tempo erano isolati e segregati nel proprio incubo.

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    1. Ogni forma di dipendenza è pura schiavitù. Le sbarre mentali a volte sono peggio delle fisiche. Un carcerato vero può redimersi se accetta le sue responsabilità, chiede perdono, espia la sua pena, comprende che la sentenza è stata giusta per il suo reato/crimine e che in data tale, se non è un’ergastolano, uscirà finalmente di galera… Ma uno schiavo psichico fatica a vedere la fine della propria schiavitù perché mentalmente non riesce a individuare cosa ha fatto per meritare la pena ricevuta, quali sono le sue responsabilità e perché, nonostante non ci siano le sbarre per trattenerlo, non ce la fa a uscire nemmeno per godersi la sua ora di sole in santa pace!

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      1. Non lo capiranno mai. Il dolore degli altri è relativo o inesistente, serve solo a farli ridere, mentre il dolore fisico che possono eventualmente provare lo vivono come qualcosa di superiore a quello dei comuni mortali. Quindi, comprendere cosa provi tu è IMPOSSIBILE per loro perché non hanno nessuna empatia.

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  4. “Mi sono rotta il dito della mano , una volta….” io- “ti hanno ingessata?” – “Macchè , IO sono più forte di queste cose, pensa che una volta mi ruppi il piede e poi andai tranquilla a fare un esame….” ??????????????
    Io , mi sono rotto qualche osso e il gesso me l’hanno fatto eccome !!!
    Ma a questi esseri superiori non serve , soprattutto quando sono bugie!!!
    Ma come mai potranno provare un minimo di empatia o capire anche il dolore degli altri se vivono sempre nella menzogna?

    Ps .Si era innamorata di un tizio che ogni mese di rompeva pure lui , na mano, un ginocchio, si staccavano legamenti a spruzzo proprio. Inutile dire che era tutto falso,tanto per farsi bello. Narcisone pure lui e guardacaso lei ci moriva dietro, colpo di fulmine qualche mese di mollare me.
    “Potenza della lirica dove ogni Dramma è un falso..” cantava Lucio Dalla

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  5. “La dipendenza da un partner psicopatico prova che si è generato un potentissimo vincolo con lui. Un vincolo che funziona come un potente attrattivo o magnete che torna una tantum ad avvicinarvi da chi dovrebbe ripugnarvi ed essere fuori dalla vostra vita da molto tempo.Il vincolo con uno psicopatico è sempre di tipo traumatico.”
    Cla, dimmi ma questo vincolo vale anche per lo psicopatico verso la “vittima”, perchè io adesso non spiego perchè fin a oggi sta MATTA mi spia e in tutto onestà mi sono rotto le scatole ,non ne posso più e da settembre che me la sento adosso. Proprio oggi mi visita il mio sito, ed è cosi da settimane . Purtroppo anche facendo un altro sito mi beccherebbe lo stesso , le basta scrivere il mio nome , sono abbastanza indicizzato. Da quello che sapevo convive con il suo futuro o già marito . Io ho un attività commerciale legata al sito e lei potrebbe danneggiarmi e non poco.
    Ho fatto di tutto per tenerla lontana eppure è sempre li.

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    1. Caro Yuri, cerca di capire che non sono persone tagliate per stabilire alcun tipo di vincolo, soprattutto del tipo affettivo e sessuale. È evidente che la tua ex, essendo una n.p. è profondamente insoddisfatta della vita che fa (il fatto che il marito sia bello o ricco è IRRILEVANTE, perché lei cerca il brivido, senza il quale si sente “morire”!). Quindi, lei va in giro “curiosando” la vita di TUTTI i suoi ex per vedere se riesce ad accalappiare qui e là un po’ di energia per campare. Vuole capire se parlano di lei, se avvertono la sua mancanza, se la sputtano o se le dedicano poesie e canzoncine, ecc. Nel tuo sito lei cerca di cogliere qualche segnale che potrebbe farla pensare “Lui mi ama ancora, perché io sono speciale e unica!”. L’unico modo è cercare di gestire le tue emozioni a riguardo, perché lei continuerà a visitare il tuo sito per noia e curiosità.

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      1. Dato che mi occupo di illustrastrazioni e grafica è facile che fraintenda.(beh lei era il centro dell’universo , quindi…) .Quindi mi devo tenere sta croce e fregarmene.

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  6. Mastrosade, perchè è na malalingua cosmica e per quello che faccio, una cattiva reputazione sarebbe distruttiva per sempre. Ricordo benissimo di come parlava dei suoi nemici (tutto inventato , e che lo dico a fare?..) .

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  7. Mastrosade,il tuo discorso fila e di fatti mi sono premurato di fare alcune cose. Dato che per necessità devo usare tutti i social a disposizione, ho cancellato su Google plus qualsiasi post che potesse dare alito alla minima diceria e dato che come social per web marketing fà pena ho rimosso anche molte dei miei lavori , su twitter ,instagram e pinterest, posto solo le mie cose e su Fb tengo tutto chiuso. Il sito mi serve come vetrina per gli adetti ai lavori e fin ora nel piccolissimo ha funzionato. Ovvio che non posso bloccarla ,anche se dagli accessi tramite Ip capisco che è lei ,anzi una volta l’ho beccata a 500 m da casa sua… E chi poteva essere se non lei a farmi visita dal paesello del suo fidanzato. ?
    Il problema qual’è? Che s’inventerebbe di tutto per dare l’ultimo colpo. Forse non sono stato abbastanza chiaro la mia ex è matta davvero non è un modo dire, mi ha accollato cose che hanno fatto altri, ma nei suoi deliri vedeva loro in me , tutto scritto nero su bianco…..
    Di questi tempi basta lanciare accuse al vento e i media si ci buttano a squalo.
    Lei non scrive ,perchè non è tonta , ma fà altro ,raccoglie informazioni e poi sparge veleno tra i suoi sodali , che non sono solo scimuniti ,quella ha sempre avuto un esercito pronta a difederla malgrado tutti i suoi vizi ben ostentati.
    Mastrosade , il problema è che ho una matta pericolosa che non vuole dimenticare che esisto dopo quasi 4 anni. Vedi tu. 🙂

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  8. Durante la lettura mi venivano le lacrime.
    Mi appariva il film della mia infanzia…
    Sai Claudileia, paradossalmente ho capito dell’abuso famigliare e di soffrire di dipendenza affettiva proprio dopo l’esperienza con il mio n.p. che ho conosciuto dopo 30 anni di matrimonio con un altro uomo anche lui, a mio avviso, affetto da disturbi di personalità. Ma non lo avevo mai capito fino al rapporto con LUI.. ..l’ultimo….a cui ho permesso ogni tipo di abuso e umiliazione…tornando e ritornando per non so quante volte e ripetendo ogni volta il copione in maniera sempre più massacrante.
    Credevo di essere stata forte a lasciare mio marito dopo tutti quegli anni, anche lui un uomo svalutante , possessivo, irascibile, completamente concentrato a soddisfare le sue esigenze, trascurando totalmente me e nostro figlio. Invece….
    Ora ho perso totalmente la fiducia per l’essere umano, ho un desiderio infinito di avere un…affetto…ma, a parte il fatto che alla mia età è sicuramente più difficile, mi terrorizza, non voglio più soffrire…avrei paura di ricadere nella trappola di un altro n.p. , non riesco a reagire e mi sento terribilmente triste e sola.
    Un abbraccio, ti leggo sempre e mi dai un grande aiuto.

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  9. Cara Alessandra il quadro che delinei quando scrivi “ho perso la fiducia nel genere umano ecc…..” mi rappresenta alla pwrfezione . Anche io come te mi sento triste e sola . Ho alle spalle quasi 3 anni di no -contact e sto gestendomi da sola senza l’aiuto di alcuno psicoterapeuta, fatta eccezione per l’aiuto preziosissimo che ricevo da questo insostituibile blog.
    Il trauma post traumatico da stress narcisistico . Leggendo le tue parole mi è venuta in mente una frase scritta non so da chi che dice: ” Dobbiamo essere felici ,
    fosse solo per dare fastidio” ” Me ne sono appropriata e nei momenti bui ,quando mi prende lo sconforto , me la rileggo e ne traggo forza . Spero che possa aiutarti . Un abbraccio grande ed un gigantesco in bocca al lupo.

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