Quelli che… “Ma io cosa ho fatto? Io non ho fatto niente male!”

Autore: Iñaki Piñuel y Zabala

Trad. C. Lemes Dias

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“Io non ho fatto niente di male.”

“Io non sto facendo niente di male.”

Queste sono dichiarazioni tipiche nel rapporto di coppia con uno psicopatico. Perché dicono di non aver fatto niente di male? Perché non sentono alcun rimorso o sensi di colpa: mancano di norma interna morale regolatrice, un qualcosa che nello psicopatico è inceppato da molto tempo, già all’ingresso dell’età adolescenziale, ossia, non aver introiettato un criterio etico morale che dovrebbe funzionare da regola comportamentale. Per questo possono fare qualsiasi cosa, persino violare la legge senza manifestare alcun tipo di problema emotivo.

Sostengono, quindi, di non fare mai niente di male oppure dicono “che male c’è nel farlo”? Non provano né ansia né paura quando violano le norme, di modo che i partner degli psicopatici o delle psicopatiche si trovano a dover frequentemente loro spiegare alcuni concetti elementari, come quello dell’etica, della lealtà, dell’onore, quel minimo di rispetto personale che per una persona adulta dovrebbe essere qualcosa di molto chiaro. Persino per dei bambini di circa 7 o 8 anni tali concetti morali sono chiari, cioè, che non bisogna mentire, che non devi tradire la fiducia degli altri, che devi trattarli come ti piacerebbe essere trattato.

Gli psicopatici e le psicopatiche non hanno empatia, per questo non sono capaci di mettersi nei tuoi panni e hanno questa sensazione di non fare niente di male. Non vedono – e per loro è indifferente – in che modo certi comportamenti che adoperano possano produrre alcun tipo di effetto su di te. Da questo deriva la triangolazione, perché mettono dei foto su facebook con altre persone, perché collezionano flirt, perché fanno capire che ci sono persone in giro interessate a loro.

Tutto ciò produce nella vittima di questo/a psicopatico/a tanta ansia, gelosia e malesseri che il proprio psicopatico o psicopatica usa per accusarla poi di provare tali sentimenti (che lui stesso ha fatto in modo di generare dentro di lei). Sono accuse mitizzate, false. Tali sentimenti tossici di gelosia, di mancanza di fiducia e di paranoia sono stati fabbricati, creati dal comportamento dedito al flirt, triangolante dello psicopatico o della psicopatica. Pertanto, non possono essere imputati alla vittima (a meno che non ci sia di mezzo un’evidente violazione della realtà!).

L’origine di tali sentimenti è un comportamento inadeguato, un comportamento sleale, un comportamento traditore non solo fisicamente o sessualmente, ma soprattutto emotivo nel rapporto di coppia. Siccome non provano alcun tipo di rimorso né si sentono colpevoli per sfoggiare questi comportamenti, allora proiettano sulla vittima la responsabilità e l’accusa di essere fenotipica, una persona sospettosa e quindi colpevole di provare tali sentimenti.

 

 

5 pensieri su “Quelli che… “Ma io cosa ho fatto? Io non ho fatto niente male!”

  1. Com’è vero! com’è vero! Discorsi inutili senza risposta, il silenzio e continuava a leggere oppure al computer, non gliene fregava niente. Ero arrivata al punto di pensare che ero io ad arrabbiarmi per niente, il giorno dopo tutto come prima mah! E così per anni sinch’è la mia rabbia è esplosa, alla fine ha deciso lui di andarsene per dispetto non per altro e poi storia lunga…….

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  2. Vero uno parla cerca spiegazioni e l’altro che non ascolta o se ne va tornando poi facendo finta di nulla oppure dire che non è successo nulla che sono film che uno si fa….quante volte quanta angoscia quanta tristezza ..

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  3. Loro non fanno mai niente di male. La colpa è sempre degli altri… della società… della modernità e del tempo in cui viviamo. A me infastidisce quando usano la morale, a volte associata alla falsa umanità, per spostare l’attenzione da sé su di te o sugli altri, per distrarre e scivolare ancora una volta nelle situazioni scomode. Te li vedi sicuri di sé, a fare le persone rette e sagge. Che tristezza! E poi anni e anni davvero a fargli da madre, sorella, maestra di scuola elementare, psicologa, filosofa, infermiera, donna delle pulizie, e chi piú ne ha piú ne metta… tutto tranne la moglie! 🙂 Davvero mi ritrovavo a trattare spesso concetti elementari quali la lealtà, il rispetto, la fiducia, la pietá, l’amicizia, la trasparenza sia nella vita familiare che sul lavoro, la felicitá, ecc. E lui o mi ascoltava attentamente e si illuminava d’immenso (perché certi discorsi gli sarebbero successivamente serviti per intortare gli altri) o della serie parole..parole…parole… da un orecchio entravano dall’altro uscivano. Con la mia ex cognata, anche lei psicopatica, la situazione in certi cadi diventava più estrema. Il mio ex marito conserva sempre una certa postura dignitosa, non fa troppo chiasso… lei invece se la becchi in flagrante con le mani in pasta e di conseguenza non per far la morale, ma per cercare di comprenderla meglio e per conoscersi meglio, tratti di tali concetti elementari con tutta l’umanità e la saggezza possibile, lei esplode nel dramma piú assoluto… é come se passa uno tsunami! Tutti devono per forza fermarsi. Cade nel più totale vittimismo… e chiude ogni tipo di contatto. Ovviamente lei agisce sempre con innocenza e spontaneità, perché lei é una persona genuina, senza malizia… é come una bambina! Si lascia prendere dall’entusiasmo e dall’euforia e poi non riesce più a vedere le conseguenze delle sue azioni. E poi perde il controllo delle situazioni anche perché tra l’altro è una persona estremamente umana e generosa, che si dá completamente agli altri e poi và a finire che viene sempre tradita. Dulcis in fundo, tutti devono per forza comprenderla sempre perché è malata o perché é straniera anche lei e poi perché (negli ultimi anni) é diventata madre e lavora allo stesso tempo. I primi anni diceva che si ritrovava a fare ingenuamente certe cose o a mettersi nei guai perché ancora non si era ambietata qui, al suo nuovo paese, perché ancora non aveva capito le dinamiche qui… poi successivamente perché le persone culturalmente qui sono fatte in una certa maniera. E vabbé…stendiamo un velo pietoso!

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