I perché della sensazione di essere “in sospeso”, “in ammollo”, “in eterna attesa” e “nel limbo”

Fonti: http://www.thenarcissisticpersonality.com/closure-revenge/ e https://www.goodreads.com/author_blog_posts/5158637-anybody-seen-my-closure-part-ii

Trad. C. Lemes Dias

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Mantenere il contatto zero con un ex narcisista potrebbe diventare più facile all’istante ammettendo che il nostro bisogno di una chiara chiusura serve per placcare il desiderio di una “rivalsa”.

Certo, capisco come chiunque altro che nel corso del processo di guarigione di un rapporto con una persona narcisista, l’atto di agonizzare per la netta chiusura dopo uno scarto tacito è diventato il vero marchio di fabbrica della nostra sofferenza. Lo so perché anche io l’ho fatto per anni e anni. Noi tutti lo facciamo. “Mio Dio, – lo ripeteremo all’infinito, lamentandoci e piangendo fino a quando tutti intorno a noi e noi stessi finalmente ci crederemo – perché non ho ottenuto alcuna chiusura? Non c’è mai una vera rottura con lui… ho bisogno di sentirmi lasciata VERAMENTE… perché non chiude definitivamente con me?”

È come se andassimo in giro a chiedere “Per favore, qualcuno ha visto la chiusura della mia relazione da qualche parte???”

Ok, affrontiamo questa “chiusura” che tutti noi, a quanto pare, conosciamo poco e male – ma abbiamo bisogno di saperlo! – per colpa di quei bastardi insensibili, indifferenti e indegni di essere amati.

Dal momento che la chiusura, ovviamente, può significare cose diverse per persone diverse – a seconda della situazione narcisistica – quale sarebbe la chiusura unica e definitiva che, se ce l’avessimo, renderebbe l’abbandono narcisistico improvviso e senza alcuna spiegazione molto più facile da sopportare?

Voglio dire, dal momento che gran parte di ciò che facciamo durante il periodo della guarigione è piangere, rammaricarci e lamentarci per la mancanza di una netta chiusura, allora dobbiamo assolutamente sapere di cosa si tratta, giusto? Ovviamente. E non dovrebbe essere niente che ci faccia rimuginare dopo, immagino, visto che passiamo così tanto tempo a lamentarci per la mancanza di un chiarimento definitivo.

DUE ASPETTI SULLA ROTTURA CHE CI CONVIENE SAPERE

La Verità n.1 (che tanto può essere la buona quanto la cattiva notizia) sull’oscura figura della “chiusura” che tanto cerchiamo e desideriamo afferrare per andare avanti, è: non esiste una cosa del genere. E lo dirò ancora: non c’è niente di simile. E questo vale per chiunque abbia voglia di porre fine a qualsiasi tipo di relazione particolarmente tossica.

 “Chiusura” è una parola inventata che il mondo usa per indicare un finale felice o pacifico, una parola usata per descrivere tutte quelle cose nelle fiabe che si concludono bene, perché ben connesse e senza lasciare nulla in sospeso.

Voglio dire, la chiusura è una buona cosa, giusto? Se è così, allora, nella vita reale semplicemente non esiste e non può coesistere logicamente con una fine di nessun tipo, perché tutto ciò che finisce quando non siete pronti per la fine non può essere felice. Ora, non sto dicendo che, nella vita, non ci sono finali felici, tuttavia, sono sicuramente lontani da ciò che abbiamo vissuto e molto rari. Detto questo, come possono termini come “lieto fine” e “narcisista” essere accostati in una stessa frase? Impossibile. Quindi, come possiamo anche solo pensare (non importa se mentre piangiamo) a questa cosa della “chiara chiusura” quando si tratta di roba mai esistita, a maggior ragione se applicata al tipo di relazione che abbiamo avuto?

Quale “chiusura” potrebbe mai darci un narcisista, uno psicopatico oppure sociopatico che farebbe l’enorme differenza dopo tutto il dolore che ci hanno fatto passare? Se abbiamo a che fare con le loro menzogne e tattiche manipolative narcisistiche da anni, perché mai ci ostiniamo a credere che possano avere qualcosa di vero da dirci ancora? E, dato che non possiamo nemmeno avere la chiusura che vogliamo, come potrebbe una persona vuota, un guscio senza sostanza capace di travestirsi per offrirci qualcosa di simile a ciò che pensiamo e di cui abbiamo bisogno, sapere cos’è il meglio per noi?

Inoltre, sono sicura che la maggior parte di noi è stata cacciata fuori dalla porta con il dito puntato, con delle accuse false, brutti commenti svalutanti oppure niente di niente, nemmeno una parola e questo, mi spiace dirlo, è stata proprio la nostra “chiusura”. Il fatto è che dovrebbe essere finita lì, no? Il punto è che tutto ciò che finisce quando non lo aspettiamo semplicemente non basta a renderci felici, non importa come proviamo a raggirare la cosa.

Ora, tutto ciò che dirò d’ora in poi è la…

Verità n. 2 sulla chiusura, che non leggerete nei libri o su altri siti web, ossia, quello che vogliamo davvero è una RIVINCITA.

Parliamo di questo.

Pensare di vendicarsi dai narcisisti non ci rende cattivi, ma ci rende normali. Sto parlando onestamente di questo problema perché deve essere fatto: voler ottenere il pareggio con queste persone è una parte enorme della disgregazione relativa ai nostri sentimenti e non possiamo ignorarla perché “ottenere una rivincita” è considerato politicamente scorretto o inappropriato. Ora, la mia personale scoperta dopo aver compreso che la “chiusura” non esisteva è questa: piangiamo solo per il desiderio di una “chiusura decente” perché nelle nostre menti morali, dotate di una coscienza, voler vendicarsi di questi soggetti sembra troppo… sembra roba da narcisisti!

Quello che vogliamo veramente è quel piccolo “qualcos’altro”.  Cerchiamo di essere onesti con noi stessi: non abbiamo alcun bisogno della famigerata chiusura, perché ciò che vogliamo è la vendetta e la vogliamo subito!

Se pensate che questo suona duro (scommetto che molti di voi non lo pensano affatto!), la prossima volta che il vostro cuore si distruggerà sul fatto che il narcisista vi ha cancellato dalla sua vita senza darvi la chiusura che credevate di meritare, sostituite la parola “chiusura” con “vendetta” nella vostra mente e vedete quale parola dipinge un’immagine più vera, più azzeccata.

Qualcuno ha visto la mia chiusura? (Part II)

Quando un partner narcisista si allontana da una relazione, la vittima in genere ha la sensazione di non aver avuto alcun tipo di chiarimento netto per affrontare il finale amaro. Mi ci sono voluti molti anni addolorati a causa di questa mancata chiusura per capire finalmente di cosa si tratta e di cosa mi stavo davvero addolorando – perché non era la chiusura in sé.

Quando mi sono soffermata sul fatto che, tra tutte le centinaia di volte in cui sono stata scartata dal narcisista non c’era stata una sola volta in cui mi ero sentita veramente lasciata, questo non mi sembrava logico. Nemmeno una? Come potrebbe essere? Bene, sono arrivata alla conclusione che forse questa “chiusura sfuggente”, che mi mancava da oltre un decennio, dopo tutto non esisteva. Forse volere questa “chiusura definitiva” era solo il mio modo per restare connessa, mantenermi incatenata al ricordo… rendermi disponibile nella speranza che il narcisista tornasse quando fosse “pronto”. Mi era chiaro che, in entrambi i casi, se la chiusura esisteva o no, attenderla non era una buona cosa!

Nella prima parte di questo articolo, abbiamo parlato di due punti – o verità – relativi alla chiusura quando si tratta della fine di una relazione con un partner narcisista:

Verità # 1 – la chiusura non esiste e;

Verità # 2 – quando diciamo che vogliamo la chiusura, ciò che vogliamo veramente è uscirne “vincitori”.

Nella Parte I, parlo della Verità#1 in modo più dettagliato, quindi sentitevi liberi di rileggere o recuperare questo articolo. In questa seconda parte, però, voglio concentrarmi sulla verità n. 2, il fattore vendetta.

Non c’è niente di sbagliato in fantasticare orde di narcisisti mentre subiscono atroci sofferenze, non permettete a nessuno di dirvi diversamente. Credo che quando l’abbandono narcisistico si verifica per la prima volta siamo talmente distrutti e angosciati dalla dissonanza cognitiva e del lavaggio del cervello, frutto della manipolazione narcisistica, che ci sentiamo terribilmente tristi. L’ansia della separazione ci sembra, a questo punto, molto peggio dell’ansia di immaginare il narcisista in giro per chissà dove, ossia, davvero vogliamo che questa persona torni da noi. Ci aspettiamo e desideriamo che, visto che non possiamo più avere la persona il minimo che dovrebbe fare per noi è concederci la giusta spiegazione per porre termine al rapporto! La sensazione di non avere il diritto a una normale rottura è la cosa più triste che ci possa capitare.

Tuttavia, due o tre giorni dopo, quando ci accorgiamo che il narcisista è scomparso per l’ennesima volta, cosa vogliamo ancora? Certo, la consideriamo una rottura, ma è proprio quello che percepiamo, soprattutto considerando il fatto che molti di noi non sanno nemmeno cosa sia? No, quello che vogliamo veramente è avere l’ultima parola. Chiamarla “chiusura” rende il pensiero politicamente corretto e non ci fa sentire – Dio non voglia – un po’ narcisisti pure noi. La verità è che chiamarla “chiusura” ci rende brave persone e, in effetti, ci separa dai 2 milioni di narcisisti, sociopatici e psicopatici degenerati che transitano per il pianeta. La verità è che, quando si arriva fino in fondo, quando tutto è stato detto e fatto, la maggior parte di noi non fa niente per vendicarsi del narcisista. E va benissimo così. In effetti è la cosa giusta, il che mi porta alla Verità n. 3: non c’è un solo atto legalmente giusto per noi che possa fare la differenza per un narcisista. E se conducessimo un atto di vendetta che fosse illegale? Be’, potrebbe fare la differenza per il narcisista, ma ci metteremmo certamente nei guai, pagheremo (ancora una volta) il prezzo più alto.

Ciò che è importante sapere per quanto riguarda la rottura con un narcisista e la nostra idea di vendetta è che la chiusura non esiste, perché ciò che rappresenta veramente per noi è la voglia di rivalsa e, se agissimo in tal modo, proveremo un disagio emotivo più profondo di quello che abbiamo già dentro. È il caso, quindi, di rinunciare alla mancanza di “chiusura” e passare al prossimo passo, cioè, al piano di recupero del “rapporto” con il narcisista.

È perfettamente normale sentirsi tristi per quello che è successo, perché è davvero scoraggiante rendersi conto che qualcuno che abbiamo amato e sostenuto per tanto tempo, sin dall’inizio non ci ha mai amato. Dobbiamo capire che non era una persona normale e non lo sarà mai, semplicemente perché ha avuto questa impostazione sin dalla nascita.

Quindi, tutto ciò che dobbiamo sapere per non restare legati alla confusione quando un partner narcisista sparisce, ci mette il bastone tra le ruote o ci scambia per una nuova vittima che serve meglio al suo schema di relazioni malate, è che darci la giusta chiusura non è nel suo programma. Non gli importa niente. È indifferente.

Nel renderci conto di ciò, possiamo salvarci superando uno degli ostacoli mentali più grandi che ci lasciano in eredità.

Voi meritate di meglio! Impiegate le vostre energie su questo.

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Vide anche su questo blog https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/07/28/un-perverso-narcisista-per-amico-dal-girone-infernale-al-grande-limbo/

15 pensieri su “I perché della sensazione di essere “in sospeso”, “in ammollo”, “in eterna attesa” e “nel limbo”

    1. Vorrei esprimere con chiarezza una concetto personale.
      I Narcisisti sono Malati Mentali come la Scienza Ufficiale sancisce più o meno gravi a seconda del grado di Narcisismo.
      Non servono altre considerazioni.
      Vanno trattati e tenuti in considerazione umana in questa ottica precisa e netta.
      Non ci relaziona con Individui Simili.
      Se invece si è nella condizione di essersi relazionati senza saperlo o per scelta o in attuale relazione occorre relegarli alla loro innegabile,certa,inguaribile Follia.
      Sono Perdenti e Malati.
      Noi siamo Vincenti e Sani.
      Un abbraccio Cara Claudia e sempre grazie.
      Alexandro

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  1. Relazione a distanza da 8 anni… Da tre mesi mi ignora ma nega qualsiasi problema. Poi riprende a cercarmi vuole vedermi gli manco non sa stare senza di me. Parto per raggiungerlo e’ ik mio compleanno dice di volerlo frsteggiare insieme. Tenero affettuoso più del solito ci incontriamo e comincia subito la prima bugia. Ha dimenticato di andare a ritirare il regalino del mio compleanno gli dico non importa. Stiamo finalmente insieme felici come ai tempi d’oro. Poi improvvisamente si raffredda dice che non mi ama più che io sono la donna più importante della sua vita ma che è finita gli dico ma come mi chiami amore dici che sarò sempre dentro di te? Lui risponde te l’ho detto perché so che ti fa piacere!! . Si veste e sparisce annoiato. Passa tutta la sera su fb a fare il brillante come se niente fosse. Io incredula affranta in un mare di lacrime non me ne faccio una ragione. Come può essere così perfido ? Sa che sono ancora innamorata di lui dopo tanti anni.

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    1. Cara Dyna, oramai hai capito che ti USA facendo leva sui sentimenti che SA che TU PROVI. Il contatto zero serve a ripristinare la tua dignità. Regalino di compleanno? Ti prego, Dyna… il miglior regalo che ti puoi concedere è bloccarlo ovunque e cambiare numero. Salvati, basta farti del male. Dopodiché c’è un’altro particolare: l’energia che lui sprizzava sui social l’ha derubata da te. Usala per te, è preziosa. Non regalarla a chi vale poco o niente.

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    2. Cara Dyna io ti capisco….ho provato anche io quel tipo di dolore…..il senso di assurdo…di straniamento…..mi hai appena detto che sono la.donna più importante della tua vita …E poi invece…..
      Rapporto a distanza lui vent’anni più di me…medico…primario….(purtroppo il medico di mio figlio affetto da una patologia cronica), mi innamoro di lui….lui gentile, lui premuroso, lui spirituale, lui un po’ guru un po’ padre un po’ maestro….Lui…un po’ tutto quello di cui ho bisogno. Io ormai vicino ai quaranta, io che ho un matrimonio con molti problemi, io con tre figli…io che una settimana prima di incontrarlo ho subito un raschiamento per un aborto.
      Io mi innamoro…lui sembrerebbe anche…Per mesi una relazione platonica…io che ho avuto solo mio marito come compagno fatico anche solo all’idea di un contatto fisico con un uomo….
      Poi lui fa capire che non ce la fa s continuare se io non condivido con lui una certa intimità e io che sono profondamente innamorata mi affido alle sue mani….
      Ma subito…”dopo” il primo incontro intimo….subito…. Immediatamente dopo… LUI cambia…gettandomi nella più nera disperazione…..Improvvisamente non ha tempo…non risponde…è impegnato…occupato….
      Da quel ” dopo” ….sempre peggio…

      Prima di incontrarmi Lui faceva crescere un Noi nelle nostre mail…….poi mi
      ” convocava” suonava un po’ come un bisogno inderogabile di vedermi come un’illuminazione sull’importanza di stare con me…. Una specie di emergenza a cui io rispondevo prontamente con il mio: certo eccomi…..
      Ovviamente mi muovevo sempre io…ovviamente solo quando LUI voleva….perché poteva…. Se ero io a volere e potere…LUI NO, non poteva mai.

      Il compleanno….ricordo di aver aspettato a lungo i suoi auguri….che non sono mai arrivati….ricordo un anno di avergli chiesto delle coccole dopo l’intimità.. Sì dovevo chiederle come un regalo per il compleanno!! perché altrimenti lo standard era: stavamo insieme e quando aveva finito….era tutto finito…..nessun bacio, abbraccio, contatto…..
      Mi promise di regalarmi ciò di cui avevo bisogno…. Questo PRIMA…..ma POI non lo fece….mai…
      DYNA io so come ti senti credi che non potrai vivere senza di lui…che soffrirai troppo,che non puoi perché non ce la fai…ti prego Duna, cerca di volerti bene….E chiudi….prima che sia troppo tardi prima che abbia consumato e fagocitato ogni energia positiva che hai in te. Io ci sto provando….proviamoci insieme….che dici?

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  2. Ho avuto modo di conoscere una donna che ha avuto una relazione con il mio stesso narcisista . Dice che lui le ha permesso di vedere il marcio e di provare la sofferenza autentica e di questo lo ringrazia perché,dice,l’ha messa alla prova rafforzandola . Continua lei a commentare nel profilo fb di lui , ne condivide i contenuti che ritiene illuminanti . Lui ora ha una terza donna e lei si dice soddisfatta di questa unione.
    Di mio non sono bellicosa ma ho dovuto comunque a modo mio “odiare” il narcisista per decidere poi che non avrei più potuto ricaderci .
    Non capisco lei : tutto questo amore verso una persona che l’ha fatta soffrire , questo gioire per i successi di lui , questo quasi dimenticarsi le sofferenze a lei inflitte in nome di un dichiarato equilibrio interiore attraverso cui lei coglie energia contro le negatività quotidiane .
    Non ci credo lei sia rimasta così incolume come dichiara da questa relazione.
    E allora perché non arrabbiarsi con quello che lei (come me) credeva l’uomo della sua vita?

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      1. Cioè lui è riuscito a far credere a lei di essere stata una persona assolutamente positiva nella vita di lei ? Che lui nell’averla trattata male ha il merito di averla rafforzata ? Che quel che di buono ha scoperto lei di se stessa è merito di lui?

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      2. Bingo! È questo che vorrebbero da tutte: trasformarsi nei loro “maestri di vita” per avere sempre la porta aperta. La povera non uscirà facilmente dal giro. Tuttavia prima o poi comincerà a provare un certo malessere, si scoprirà permanentemente gelosa dell’oramai “amico”, non riuscirà a provare attrazione per altri uomini e si isolerà sempre di più… Diventerà così senza sapere cos’è che non va nella sua vita. Terribile. Lui l’ha resa una “Charlie Brown”, una fonte per nutrirlo quando vorrà senza mai concederle nulla.

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  3. Pazzesco. Quando finisce la storia con un narcisista si fa fatica a ricordarsi com’era prima di incontrarlo, quanto avevamo costruito noi per noi stesse :in questo caso tutto spazzato via .
    Grazie Cla per la risposta, davvero illuminante .

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  4. Io mi sono vendicata di una persona che sospetto fortemente essere un narcisista covert.
    Ci sono andata giù pesantissima ed è stato l’unico modo per mettere fine ai suoi continui tira e molla.
    Nonostante sia stato brutto farlo, perché non è mia abitudine vendicarmi, non me ne sono affatto pentita, anzi è stato un grosso aiuto.

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  5. Nonostante l’articolo parli di chiusura riferendosi all’essere abbandonati dal narcisista, e io sia in una situazione opposta ossia quella che lascia (fra poco la separazione avrà concretamente luogo), mi ritrovo in pieno. Il clima di confusione e la sensazione che lui crei una sorta di “nuvola” irreale intorno a ciò che sta succedendo, quasi non stesse succedendo davvero, è insopportabile.
    Immobile e silenzioso come un animale che si finge morto…negli ultimi mesi si comportava come niente fosse, senza fare nessun passo e senza mettere in atto alcuna azione concreta per la sua imminente uscita di casa stabilita dagli avvocati (manca un mese).
    Mi stava confondendo, ci stava riuscendo, ero finita per entrare in un mare di confusione dove tutto stava rischiando di assumere tratti offuscati e incerti.
    Fortuna ha voluto che ho incontrato una bravissima psicologa, che mi ha spronata a mettere in atto comportamenti specifici e concreti per manifestare, senza tanti discorsi inutili a lui (e a mio figlio) che qualcosa sta per succedere DAVVERO.
    Nel giro di poco questa linea ha avuto effetto, la mia confusione mentale si è risolta, la nuvola irreale si è dissolta, e finalmente lui ha dato i segnali che si sta attivando per andarsene.
    Da qui a non avere problemi al momento della resa dei conti c’è un abisso, ma almeno io ora ho recuperato determinazione e lucidità mentale e lui lo ha capito benissimo.

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    1. Sono passati un anno e due mesi dalla mia fuga. “Il clima di confusione e la sensazione che lui crei una specie di nuvola irreale intorno a tutto quello” che è successo e succede non sono svaniti…
      Credo che la chiarezza non faccia parte di loro… al di là delle loro manie e pulsioni passeggere non hanno nè identità nè forma… aperto il vaso di Pandora esce fuori solo una gran quantità di fumo…

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