Memoria corta, incostanza, nebbia mentale e senso di onnipotenza: il caos interno dei narcisisti e psicopatici (by Sam Vaknin, Parte II)

Fonte: https://www.healthyplace.com/personality-disorders/malignant-self-love/the-narcissists-time/

Trad. C. Lemes Dias

______________________________________

IV. Depersonalizzazione e de-realizzazione

Il tempo è una qualità del mondo fisico – o, almeno, nel modo in cui lo percepiamo. Molti narcisisti non si sentono parte dalla realtà. Si sentono “irreali”, falsi facsimili di persone “tangibili”, normali. Questo ammacca la loro percezione del tempo e della causalità.

Che il narcisista possieda un Sé Falso e un Vero Sé represso e impoverito è conoscenza comune. Eppure, quanto sono intrecciati e inseparabili, questi due? Interagiscono? Come  si influenzano a vicenda? E quali comportamenti possono essere attribuiti direttamente all’uno o all’altro di questi protagonisti? Inoltre, il Falso Sé assume tratti e attributi del Vero Sé al fine di ingannare?

Due anni fa ho suggerito un quadro metodologico. Ho confrontato il narcisista con una persona affetta dal Disturbo dell’Identità Dissociativo (DID), prima noto come Disturbo della Personalità Multipla (DPM).

Ecco cosa ho scritto:

Un dibattito sta iniziando a muoversi: il Falso Sé è un alter? In altre parole: il Vero Sé di un narcisista è l’equivalente di una personalità ospite in un DID (Disturbo dell’Identità Dissociativa) e il Falso Sé una delle personalità frammentate?, noto anche come “altera”?

La mia opinione personale è che il Falso Sé è una costruzione mentale, non un Sé in senso pieno. È il luogo delle fantasie, della grandiosità, dei sentimenti di diritto, dell’onnipotenza, del pensiero magico, dell’onniscienza e dell’immunità magica del narcisista. Manca così tanti elementi che difficilmente può essere definito un ‘Sé’.

Inoltre, non ha una data “di origine”. Nelle persone affette da DID si può identificare una data di inizio, essendo reazioni a traumi o abusi. Il Falso Sé è un processo, non un’entità, è un modello reattivo e una formazione reattiva. Tutto preso in considerazione, la scelta delle parole resta scarsa. Il Falso Sé non è un Sé, né è Falso. È molto reale, più reale per il narcisista del suo Vero Sé. Una scelta migliore sarebbe stata “abuso di sé reattivo” o qualcosa del genere.

Questo è il nocciolo del mio lavoro. Dico che i narcisisti sono internamente vuoti, essendo stati rimpiazzati dal loro Falso Sé (cattivo termine, ma non per colpa mia, lo scrive Kernberg). Non c’è un Vero Sé là. È andato. Il narcisista è una sala di specchi – ma la sala stessa è un’illusione ottica creata dagli specchi, un po’ come nei dipinti di Escher.

Il DID è più comune di quanto si creda. In lui le emozioni sono da tenere segregate. La nozione di “personalità uniche e multiple separate” è primitiva e non veritiera, perché il DID è un continuum. Il linguaggio interiore si scompone in un caos poliglotta. Le emozioni non possono comunicare tra loro per paura del dolore (e dei suoi risultati fatali). Quindi, sono tenute separate da vari meccanismi (un ospite o una personalità di nascita, un facilitatore, un moderatore e così via).

E qui arriviamo al nucleo del problema: in tutti i Disturbi della Personalità – tranne che nel Disturbo Narcisista – si soffre di un minimo di DID, oppure viene incorporato. Solo i narcisisti non lo fanno. Questo perché la soluzione narcisistica è di scomparire emotivamente in modo così profondo da non lasciare una sola personalità/emozione. Da questo particolare deriva il tremendo, insaziabile bisogno del narcisista per l’approvazione esterna. Egli esiste SOLO come riflesso. Poiché gli è vietato amare il suo Vero Sé, lui sceglie di non avere alcun Sé. Non è dissociazione: è un’azione di annientamento.

Questo è il motivo per cui considero il narcisismo patologico come la fonte di tutti i Disturbi della Personalità. La soluzione totale ‘pura’ è il Disturbo Narcisistico della Personalità: auto-estinguente, auto-abolente, totalmente falsa. Poi vengono le variazioni sull’auto-odio e sui temi  dell’auto-abuso perpetuati: DIP (Disturbo Istrionico della Personalità avendo il sesso o il corpo come fonte di nutrimento narcisistico), Disturbo Borderline della Personalità (labilità emotiva, oscillazione tra i poli del desiderio di vita e desiderio di morte) e così via.

Perché i narcisisti non sono inclini al suicidio? Semplice: perché sono morti molto tempo fa. Sono i veri zombi del mondo. Leggete le storie sui vampiri e sugli zombi e vedrete quanto sono narcisiste queste creature.

Molti ricercatori, studiosi e terapeuti  hanno cercato di cimentarsi con il vuoto al centro del narcisista. La visione comune è che i resti del Vero Sé sono così ossificati, triturati, intimiditi e sottomessi che per tutti gli scopi pratici sono privi di funzione e inutili. Nel trattare il narcisista, il terapeuta spesso cerca di inventare un Sé sano, piuttosto che basarsi sul relitto distorto disseminato nella psiche del narcisista.
Ma che dire dei rari barlumi del Vero Sé che gli sfortunati che interagiscono con i narcisisti continuano a riferire?

Se l’elemento patologico narcisistico è solo uno dei tanti altri disturbi, il Vero Sé potrebbe essere sopravvissuto. Gradazioni e sfumature del narcisismo occuperebbero lo spettro narcisistico. I tratti narcisistici (overlay) sono spesso co-diagnosticati con altri disturbi (comorbidità). Alcune persone hanno una personalità narcisistica – ma NON SONO NARCISISTE PATOLOGICHE DISTURBATE! Queste distinzioni sono importanti.
Una persona potrebbe sembrare un narcisista senza essere, stricto sensu, un paziente psichiatrico nel vero senso della parola.

In un narcisista a tutti gli effetti, il Falso Sé IMITA il Vero Sé. Per farlo in modo creativo, egli implementa due meccanismi:

a) RE-INTERPRETAZIONE

Fa sì che il narcisista reinterpreti determinate emozioni e reazioni in una luce lusinghiera, autenticamente auto compatibile. Un narcisista può, ad esempio, interpretare la PAURA come compassione. Se faccio del male a qualcuno TEMO (per esempio, una figura autoritaria) e tutto potrà andare male dopo, di modo a interpretare il mio disagio come EMPATIA e COMPASSIONE. Avere paura è umiliante, ma essere compassionevoli è encomiabile e quindi mi fa guadagnare l’accettazione e la comprensione sociale.

b) EMULAZIONE

Il narcisista possiede una straordinaria capacità di penetrare psicologicamente gli altri. Spesso questo dono viene abusato e messo al servizio del controllo mostruoso e del sadismo. Il narcisista lo usa liberamente per annientare le naturali difese delle sue vittime fingendo un’empatia senza precedenti, quasi inumana.

Questa capacità è accoppiata all’abilità del narcisista di imitare spaventosamente le emozioni e i loro comportamenti attinenti. Il narcisista possiede “tabelle di risonanza”. Tiene traccia di ogni azione e reazione, ogni enunciazione e ogni conseguenza, ogni dato fornito da altri riguardo al loro stato mentale e alla composizione emotiva. Sulla base dei dati raccolti, quindi, costruisce un insieme di formule che spesso risultano in interpretazioni impeccabili e stranamente accurate del comportamento emotivo. È questo che trae enormemente in inganno le persone.

Il narcisista vive la sua vita come un incubo prolungato, incomprensibile, imprevedibile, spesso terrificante e profondamente rattristante. Questo è il risultato della dicotomia funzionale (promossa dal narcisista stesso) tra il suo Falso Sé e il suo vero Sé. Quest’ultimo – le ceneri fossilizzate dell’immatura personalità originale  – è quello che vive l’esperienza.

Il Falso Sé non è altro che un intruglio, una finzione nella mente disordinata del narcisista, un riflesso nella sua stanza degli specchi. Egli è incapace di sentire o provare alcunché, tuttavia, è pienamente padrone dei processi psicodinamici che infuriano nella sua psiche. La battaglia interiore è così feroce che il Vero Sé la vive come una minaccia diffusa, anche se ravvicinata ed eminentemente inquietante. Da questo ne deriva l’ansia, di modo che il narcisista si trova costantemente pronto per il prossimo colpo. Lui fa le cose, ma non sa perché o dove. Dice cose, agisce e si comporta in modi che, LO SA, lo mettono in pericolo e in coda per la punizione. Dopodiché ferisce le persone intorno a lui, infrange la legge o viola la moralità accettata. Sa di essere nel torto e si sente a disagio nei RARI momenti in cui PROVA “qualcosa”. Vuole fermarsi ma non sa come. A poco a poco, si sente estraniato da se stesso, posseduto da una specie di demone, come un fantoccio su stringhe invisibili e mentali. Si risente di questa sensazione, vuole ribellarsi, è respinto da questa parte sconosciuta in lui.

Nei suoi sforzi per esorcizzare questo diavolo dalla sua anima, egli si dissocia.

Una sensazione inquietante entra e pervade la psiche del narcisista. In tempi di crisi, di pericolo, di depressione, di insuccesso narcisistico, egli sente di guardare se stesso dall’esterno. No, questa non è la descrizione fisica di un viaggio etereo: il narcisista in realtà non “esce” dal suo corpo. È solo che assume, involontariamente, la posizione di uno spettatore, un educato osservatore lievemente interessato al luogo in cui si trova Il signor Narcisista. È come guardare un film, l’illusione non è completa, né precisa, ma è così che funziona. Questo distacco continua fino a quando il comportamento indesiderato persiste, finché dura la crisi, finché il narcisista scampa al pericolo di affrontare chi è, cosa sta facendo e le conseguenze delle sue azioni. Poiché questo è il caso per la maggior parte del tempo: il narcisista si abitua a vedere se stesso nel ruolo dell’eroe di un film o di un romanzo. Si adatta anche alla sua grandiosità e alle sue fantasie. A volte, parla di se stesso in terza persona singolare. A volte chiama il suo “altro” narcisista con un nome diverso. Descrive la sua vita, i suoi eventi, alti e bassi, dolori, euforia e delusioni nella voce più remota, “professionale” e freddamente analitica, come se descrivesse (anche se con un minimo di coinvolgimento) la vita di qualche insetto esotico (sì, come Kafka).

La metafora della “vita come un film” che prende il controllo per “creare uno scenario” o “inventare una storia” non è, quindi, un’invenzione moderna. I narcisisti della preistoria hanno, probabilmente, fatto lo stesso. Ma questo è solo l’aspetto esteriore, superficiale. Il problema è che il narcisista SENTE in questo modo. Egli vive davvero la sua vita come appartenente a qualcun altro, il suo corpo come un peso morto (o come uno strumento al servizio di qualche entità), le sue azioni come a-morali e non immorali (non può essere giudicato per qualcosa che non ha fatto, vero?). Col passare del tempo, il narcisista accumula una montagna di contrattempi, conflitti irrisolti, dolori ben nascosti, separazioni brusche e amare delusioni. È sottoposto a una raffica costante di critiche e condanne sociali. Lui ha vergogna e paura perché SA che qualcosa non va, ma non RIESCE A VEDERE alcuna correlazione tra la sua cognizione e le sue emozioni. Preferisce, quindi, scappare e nascondersi, come faceva quando era un bambino. Solo che questa volta si nasconde dietro un altro Sé, il falso. Le persone riflettono su di lui questa maschera di sua creazione, finché lui stesso passa a non credere più alla sua esistenza, riconoscendone il pieno dominio del Falso Sé fino a dimenticare ogni verità, senza conoscerne un’altra migliore. Il narcisista è solo vagamente consapevole della battaglia decisiva, che infuria dentro di lui. Si sente minacciato, molto triste, quasi suicida – ma sembra che non ci sia alcuna causa esterna di tutto questo, il che rende il suo caos interno ancora più misteriosamente minaccioso.

Questa dissonanza, questi sentimenti negativi, queste angosce fastidiose, trasformano la soluzione del “film” in permanente. Diventa una caratteristica della vita del narcisista. Ogni volta che si trova di fronte a una minaccia emotiva o esistenziale, si ritira in questo paradiso, in questo modo di affrontare la vita. Egli relega la responsabilità, assumendo sottomesso il ruolo passivo di “quello che ha agito”. Chi non è responsabile non può essere punito – gestisce il sottotesto di questa capitolazione.

Il narcisista è classicamente condizionato ad annientarsi – sia per evitare il dolore (emotivo) sia per crogiolarsi alla luce dei suoi sogni grandiosi. Lo fa con zelo fanatico e con efficacia. Prospetticamente, assegna la sua stessa vita (decisioni da prendere, giudizi da passare, accordi da raggiungere) al Falso Sé. Retrospettivamente, interpreta la sua vita passata in un modo coerente con i bisogni attuali del Falso Sé. Non c’è da meravigliarsi che non vi sia alcun nesso tra ciò che il narcisista ha provato in un dato periodo della sua vita, o su un evento o circostanza specifica – e il modo in cui lo vede o lo ricorda più tardi nella sua vita. Descrive determinati avvenimenti o periodi della sua vita come “noiosi, dolorosi, tristi, gravosi” – anche se si sentiva completamente diverso all’epoca. La stessa colorazione retroattiva avviene per quanto riguarda le persone. Il narcisista distorce completamente il modo in cui considera certe persone e si sente nei loro confronti. La sua inclinazione è direttamente e pienamente derivata dalle esigenze del suo Falso Sé durante il processo di scelta del cast e riscrittura della sua vita.

Insomma, il narcisista non occupa la sua anima, né abita il suo stesso corpo. È il servitore di un’apparizione, di un riflesso, di una funzione dell’Io. Per compiacere e placare il suo Maestro (il Falso Sé), il narcisista sacrifica la sua stessa vita. Da quel momento in poi, egli vive vicariamente attraverso i buoni uffici del Falso Sé. Si sente distaccato, alienato ed estraniato da lui. Ha costantemente la sensazione di guardare un film con una trama di cui ha un controllo limitato. È con un certo interesse – anche divertimento, fascino – che lui lo guarda. Lo guarda e fa solo quello.

Il narcisista s’ingegna anche in alterazioni orwelliane PERMANENTI per quanto riguarda il contenuto emotivo che ha accompagnato determinati eventi e persone nella sua vita. Riscrive la sua storia emotiva secondo le istruzioni che emanano dal Falso Sé di modo che non solo perde il controllo della sua vita futura (il film), ma gradualmente perde terreno per il Falso Sé nella battaglia per preservare l’integrità e la genuinità delle sue esperienze passate.

EROSO TRA QUESTI DUE POLI, IL NARCISISTA SCOMPARE GRADUALMENTE E VIENE SOSTITUITO DAL SUO DISTURBO NELLA MISURA PIÙ COMPLETA.

6 pensieri su “Memoria corta, incostanza, nebbia mentale e senso di onnipotenza: il caos interno dei narcisisti e psicopatici (by Sam Vaknin, Parte II)

  1. Brrrr, che brividi, ed io mi lamento che non sa neppure se esisto ancora? Più vado avanti, e più mi rendo conto che sono fortunata ad essere uscita dalla sua visione di vita. Praticamente vivevo in una cantina dove tutto era buio, tetro, brutto e minaccioso, mentre fuori le cose funzionano diversamente, se ti concentri, le probabilità che le cose riescano non sono propio misere……sono un po ‘ confusa, non riesco a capire se prima era davvero tutto drammatico, disastroso, colpevolizzante, soffocante, ed ora è tutto normale (forse bello,forse brutto) oppure prima era mediamente normale ( cioè la vita, le persone,così minacciose cosi truci) e ora sono diventata d’un tratto fortunatissima. Sono riuscita ad entrare in un corso da OSS, se tutto andrà bene fra 6/7 mesi avrò una specializzazione e il problema lavoro dovrebbe essere risolto……mi pare di sognare…..bastava solo togliersi dalla sua nefasta influenza?

    "Mi piace"

    1. La risposta è SI. Il negativo attrae sempre negatività. Sono persone che non sanno vivere e nemmeno ti lasciano vivere, ti senti bloccata su tutti i front… Sciolta la nebbia, anche se un po’ malconcia cominci ad assaporare la bellezza della normalità. Ed è proprio il senso di accoglienza di questa normalità tanto auspicata (dopo il caos) a darti l’energia vitale per ripartire, stavolta con la conoscenza… W te! Un abbraccio!!!PS: infatti, non è per niente lusinghiero essere nei pensieri di codesti “signori”. Pensassero a un biglietto per Atlantide, il continente perduto, piuttosto!

      "Mi piace"

      1. Claidileia, cara, io non ti ho ancora ringraziata per avermi risvegliata e salvata dall’origine incubo in cui ero caduta. Ora sto curando le mie ferite esistenti già prima del n.p., he lui aveva in giganti e cercato di rendere croniche. Ma si possono risolvere, con coraggio e pazienza, dopo di che le sfide rimangono paurose, ma si superano, perché sono normali per tutti. Grazie a te, alle tue dettagliate spiegazioni ho ritrovato me stessa e il mio coraggio, grazie dolcissima creatura…

        "Mi piace"

      2. Carissima Alba, sono io che ti ringrazio affettuosamente per aver raccontato qui la tua esperienza e piano piano il tuo processo di consapevolezza e ripresa della tua preziosa vita. L’auto aiuto è uno dei mezzi più efficaci per tornare a vivere! Un forte abbraccio, C.

        "Mi piace"

  2. Brrrr, che brividi, ed io mi lamento che non sa neppure se esisto ancora? Più vado avanti, e più mi rendo conto che sono fortunata ad essere uscita dalla sua visione di vita. Praticamente vivevo in una cantina dove tutto era buio, tetro, spaventoso minaccioso, mentre fuori le cose funzionano diversamente, se ti concentri, le probabilità che le cose riescano non sono propio misere……sono un po ‘ confusa, non riesco a capire se prima era davvero tutto drammatico, disastroso, colpevolizzante, soffocante, ed ora è tutto normale (forse bello,forse brutto) oppure prima era mediamente normale ( cioè la vita, le persone,così minacciose cosi truci) e ora sono diventata d’un tratto fortunatissima. Sono riuscita ad entrare in un corso da OSS, se tutto andrà bene fra 6/7 mesi avrò una specializzazione e il problema lavoro dovrebbe essere risolto……mi pare di sognare…..bastava solo togliersi dalla sua nefasta influenza?

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...