Amnesia selettiva: non tornano perché li mancate, ma perché abusare di voi è la loro benzina

Fonte: http://www.luke173ministries.org/templates/System/details.asp?id=39548&PID=466822&Style=
 AUTRICE: Dott.ssa Renee Pittelli, avvocato specializzato nella difesa di bambini, adolescenti e adulti vittime di maltrattamenti familiari. Ha pubblicato diversi libri e fondato a New York l’associazione Luke 17:3 Ministries for Adult Daughters of Abusive, Controlling, or Abandoning Birth-Families. Il suo ultimo saggio s’intitola “The Christian’s Guide to No Contact: How to End Your Relationships With Narcissistic, Psychopathic, and Abusive Family and Friends, and Still be a Good Christian”. 
Trad. C. Lemes Dias

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AMNESIA SELLETIVA

“Non ho idea di cosa ho fatto di sbagliato.”
“Non capisco perché non mi parli.”
“Non so cosa sia successo – perché ha smesso di parlare con me.”

 

Un paio di mesi prima che dovessimo spostarci a poche centinaia di miglia di distanza, mio padre biologico, che aveva trascorso sette anni facendo avanti e indietro davanti casa nostra, parcheggiando dall’altra parte dalla strada e inseguendoci senza nulla dire, finalmente si avvicinò a mio marito, nel nostro cortile, per chiedergli un “incontro segreto”, pregando a lui di non dirmi niente. Per mio padre era indifferente il fatto che mio figlio ed io stessimo a pochi metri di distanza, sotto il portico, a guardarlo. Le persone malintenzionate sono così: presumono che tutti gli altri siano subdoli e abbiano dei segreti come loro. In realtà, presumono che tutti siano come loro in ogni modo, eccetto per il fatto che li vedono come persone poco sveglie se confrontate con loro stessi. Mio marito, naturalmente, ha continuato a dirmi tutto e non ha mai contattato mio padre per il fantomatico incontro clandestino.

Qualche settimana dopo ho scritto una lettera a mio padre biologico. Per la precisione, si trattava di una missiva di 10 pagine che riportava nei dettagli un paio di dozzine delle centinaia di episodi di abuso che ha inflitto su di me e sulla mia famiglia nel corso di oltre 50 anni. Gli dissi chiaramente che nessuno di noi voleva più saperne di lui, che doveva smettere di inseguirci, di contattarmi, di cercare mio marito e i miei figli. Anticipando la possibilità di aver bisogno di prove per chiedere un eventuale ordine restrittivo contro i suoi appostamenti, inviai la lettera tramite raccomandata. Conservo tuttora la ricevuta di ritorno firmata da lui, che ne dimostra il ricevimento.

Ci trasferimmo nella nostra nuova casa e trascorremmo 2 anni e mezzo di pace. Una mattina, però, il telefono squillò. Risposi al telefono pensando fosse il marito di una mia cugina molto malvagia, la signora Budinski, che aveva deciso letteralmente di ripudiarmi quando finalmente avevo iniziato a porre dei limiti ai miei genitori (per ulteriori informazioni sugli scherzi psicopatici sbalorditivi di Miss Budinski, vide gli articoli “The Devil’s Advocate: Handling The Famiglia Meddler … Oops, I Mean “Peacemaker” e “They Can’t All Be Wrong And You Right…Or Can They?” sul nostro sito web). Devo dire che mio padre era stato abbastanza scaltro per riuscire a ottenere il mio numero di telefono, giacché non era nell’elenco telefonico online e anche se lo fosse, essendo ignorante in materia di internet, non lo avrebbe trovato comunque.

Quindi, il caro vecchio papà ci aveva finalmente trovato e preso la decisione di contattarmi.

Esordì con circa 2 minuti di pianto convulso, sottolineando il quanto fosse bello sentire nuovamente la mia voce dopo dieci anni: voleva reinserirsi in famiglia. A dire il vero credevo fossero trascorsi solo 8 anni ma, dopo aver fatto bene i conti, diedi ragione a lui sul fatto che fossero trascorsi ben 10. Era molto inquietante sapere che dopo tutto questo tempo, mio padre era ossessionato abbastanza da tenere traccia di queste cose, invece di andare avanti con la sua vita. I maniaci del controllo, quando lo perdono per voi nel primo round sono sempre alla ricerca di un’opportunità per iniziare il round successivo. Semplicemente non riescono a rassegnarsi. È interessante notare che quando si adattava ai suoi scopi la memoria del mio caro vecchio papà era straordinariamente accurata. Nessun problema di amnesia qui!

Per la strana possibilità che si fosse sinceramente pentito e che potesse essere effettivamente cambiato, gli dissi che ero più che disposta ad ascoltare ciò che aveva da dirmi. Trascorse 30 secondi in silenzio, dopodiché disse di non aver IDEA di cosa aveva fatto di tanto sbagliato!

Un po’ sorpresa, domandai quale parte della raccomandata di 10 pagine che aveva ricevuto non fosse stata abbastanza chiara. Lui, senza dubbi, aveva letto più e più volte la lettera che avevo inviato solo un paio di anni prima in cui descrivevo soltanto la punta dell’iceberg… Dal momento che non aveva problemi per ricordare la rottura tra noi avvenuta 10 anni prima, certamente conservava ricordi molto più colorati della lettera. Chissà se non era sulla scrivania proprio davanti a lui mentre parlavamo.

La sua risposta è stata la tipica tattica per continuare con la scia di abusi: disse che era tutto nel passato e che avrei dovuto lasciar perdere “il passato”. Ho risposto che non era possibile andare avanti senza le sue scuse e senza alcuna prova che fosse davvero cambiato. Continuò allora a sostenere che non aveva idea di cosa avesse fatto di sbagliato, si contradisse più volte e continuò a mentire: se uno dice di aver sbagliato nel passato e che tutto oramai appartiene “al passato”, dimostra di SAPERE cosa ha fatto. Altrimenti, di cosa parlava mio padre ESATTAMENTE quando affermava che bisognava lasciare “tutto nel passato”?

DEJA-VU  -ovvero-  COME AI VECCHI TEMPI

Poiché il suo stratagemma era negare la conoscenza di qualsiasi cosa avesse fatto di male, decisi di testare le acque raccontandogli solo un caso e vedendo quale sarebbe stata la sua reazione. Ho fatto notare il suo atto finale di tradimento e abuso prima di tagliare completamente i legami con lui – aveva rubato i soldi che mia madre aveva messo su un fondo fiduciario per me, soldi che lei aveva ereditato da sua madre e che non provenivano da lui o dal suo ceppo familiare, di modo che non erano mai stati suoi in alcun modo (vide l’articolo “A Portrait of Evil” sul nostro sito).

Sentendo ciò, mio padre biologico iniziò immediatamente a sbraitare, delirando e urlando che i fondi di mia madre erano suoi per tutti gli anni in cui erano stati sposati, che aveva diritto a qualsiasi denaro ereditato dai miei nonni materni e che mia madre non aveva il diritto di lasciarli a nessun altro oltre lui. (Lo so, lo so, signori miei… ora avete un’idea di cosa sto parlando qui.)

Ho chiesto se non pensava che quell’episodio meritasse delle scuse, visto che era ME che aveva rubato, non mia madre. Pensò per un minuto, poi disse lentamente e astutamente: “Mi dispiace che il nostro rapporto sia arrivato a questo punto. Sembra una scusa abbastanza buona per te?”

Si era avvalso del tipico espediente maligno della “contrattazione” pur di non chiedermi scusa. Naturalmente dissi di no, che la sua risposta non mi bastava e che volevo delle scuse specifiche per il suo comportamento e per le cose che aveva fatto.

Che cosa disse dopo? Con grande arroganza rispose che non aveva nulla di cui scusarsi. Ribadì che in quel caso non avevamo più nulla da dirci, scatenando la sua ira: divenne furioso e offensivo, PROPRIO COME SEMPRE, urlando contro di me e chiedendo informazioni sui miei figli, chiamandomi “testa di porco” quando non volevo darle e riattaccandomi il telefono in faccia. Alla velocità della luce, sono stata trasportata indietro nel tempo di 40 anni! Aggiungo che tutta questa conversazione, dal dottor Jekyll al Mr. Hyde, era avvenuta in meno di cinque minuti!

Ci sono ulteriori risvolti inquietanti in questa storia, incluso i “regali di Natale” da psicopatico spediti ai miei figli due settimane dopo, di cui potete leggere nell’articolo “Some Things Just Never Change” sul nostro sito, ma per ora questo breve riassunto vi rende l’idea del punto che voglio arrivare.

           IN QUANTO TEMPO SI DIMENTICANO?

L’Amnesia selettiva è la falsa difesa dell’abusante quando “dimentica” in modo molto conveniente tutto ciò che non vuole affrontare sul vostro caso. All’improvviso lui/lei “non riesce” a ricordare nulla di ciò che ha fatto di sbagliato, ciò nonostante riesce a distorcere tutto per posare da innocente e farvi sembrare cattivi.

Molti di noi hanno ascoltato i nostri predatori giurare innocenza e fingere di non avere idea di cosa stessimo parlando quando li rimproveravamo per i loro comportamenti. Se alla fine siamo stati costretti a tagliare i legami con loro oppure, stranamente, sono stati loro a tagliare i ponti con noi, sappiate che prima o poi diranno di non avere idea di cosa abbiano fatto di sbagliato.

La caratteristica principale dell’Amnesia selettiva è che segue una via a senso unico: vostro aggressore non avrà alcun problema di memoria quando si ricorderà che giocavate a pallone dentro casa quando avevate 7 anni e che avete rotto il suo vaso preferito, oppure come siete inciampati sul marciapiede quando di anni ne avevate 4, insanguinando totalmente la loro camicia bianca sulla strada verso la Chiesa e portando l’intera famiglia ad arrivare con 10 minuti di ritardo alla messa. Eravate sempre voi “il problema”, e loro produrranno miracolosamente una infinita varietà di ricordi a portata di mano per dimostrare le loro ragioni.

Al fine di evitare la responsabilità ogni volta che parlate del loro comportamento, il vostro aggressore devierà la conversazione e l’attenzione da ciò che ha fatto per concentrarla su di voi. Avrà una memoria fotografica di ogni errore infantile o adolescenziale che avete commesso, un ricordo nitido dal momento in cui siete nati fino ai giorni nostri. Dirà che è colpa vostra se tutti lo guardavano male, che lo mettevate sempre in imbarazzo, che rispondevate male, che tante volte vi siete alzati e andati via lasciandolo senza parole, anche se non ricordano MAI cosa vi hanno fatto e cosa vi ha portato a tener testa a loro. Certo, loro distorceranno e ingrandiranno questi incidenti per farvi stare male. Inoltre, inseriranno alcuni episodi completamente fittizi solo per avere la meglio e farvi stare ancora peggio.

Basta ricordare a loro qualsiasi cosa abbiano fatto di sbagliato che improvvisamente il loro cervello andrà in tilt. Un’espressione di smarrimento e dolore potrebbe attraversare il loro viso mentre negano, in lacrime, ciò che state dicendo. Oppure, il loro viso potrebbe assumere una sfumatura viola – che non avete mai visto sulla pelle umana prima – mentre affermano urlando di non aver mai fatto nulla del genere e che siete dei bugiardi. In ogni caso, sarà una performance da Oscar. Come vi permettete di accusarli di avervi maltrattato DOPO TUTTO QUELLO CHE HANNO FATTO PER VOI?

Potrebbero trascinarvi momentaneamente nella confusione. Penserete che, poiché l’incidente abusivo che menzionate è accaduto qualche settimana o qualche mese prima, forse davvero non se lo ricordano. Questo è dovuto alla naturale tendenza delle persone normali di dare agli altri il beneficio del dubbio, senza voler ammettere a se stesse che dietro c’è tanta malizia.

Tuttavia, basta metterli alla prova e scoprirete che non si ricordano di niente, nemmeno di quello che vi hanno fatto ieri. Potrebbero anche non ricordarsi di avervi torturato, in qualche modo, solo pochi minuti prima. E, se per caso se lo ricordano, molto si perderà durante la loro esposizione dei fatti. Non ricorderanno mai le cose nello stesso modo in cui voi vi ricordate: il loro sarà un ricordo contorto, negato e edulcorato fino a quando non sembrerà del tutto deludente per voi. Già. Perché diventate voi gli aggressori.

Se la tattica fallisce e continuate a richiamarli alle loro responsabilità, l’ultima strategia di fuga che useranno sarà dirvi che SE è successo qualcosa, allora è rimasta “nel passato”, e che VOI avete torto per non averla oramai superata dopo tanto tempo. Certo – così ammettono che c’è un “SE”. Se questo “SE” è rivolto al passato, allora cosa significa? COSA è esattamente “rimasta nel passato”? Come possono dire che “appartiene al passato” se negano di ricordare “cos’è veramente accaduto”? Ci proveranno anche quando “il passato” si riferisce a cinque minuti prima. Certo, tecnicamente, TUTTO quello che abbiamo già fatto è “nel passato”, quindi con questa logica non avete alcun diritto di rimproverarli per QUALSIASI COSA abbiano fatto, senza essere accusati di portare rancore… perché TUTTO è “PASSATO”. Quanta convenienza! No. Non potete MAI vincere.

SCONFIGGERVI CON COLPI BASSI E TRASCINARVI NEL FANGO

Gli abusanti faranno poi un ulteriore passo in avanti e correranno verso il resto della famiglia – come i piccoli bambini piagnucoloni che sono – per raccontare bugie su come li avete abbandonati di punto in bianco e senza motivo. Già. Perché non hanno mai fatto nulla di male! Questo fa parte della campagna diffamatoria che un molestatore farà contro la sua vittima, raggiungendo altre persone prima che la vittima paralizzata e sotto shock possa rimettersi in sesto, mentendo su tutto quello che è successo tra voi per santificarsi e trasferirvi le colpe.

Parlo per esperienza, perché è quello che ha fatto mia madre biologica. Dopo aver interrotto la nostra relazione, lasciandomi sbalordita e con il cuore spezzato, e prima che potessi riacquistare la mia lucidità, andò piangendo a dire agli altri parenti che dopo 47 anni, in cui avevo sempre dimostrato affetto e cura per lei, avevo smesso di parlarle senza alcun motivo.

Ora, per i miei normali parenti sono bastati due neuroni per comprendere che la cosa non aveva alcun senso, di modo che non hanno creduto alle sue bugie. Ma per i feticisti invidiosi, quelli più santi di noi tutti, che cercavano solo qualche scusa per giudicarmi e darmi addosso, la scelta è stata quella di crederle e di rinnegare me e la mia famiglia. La “punizione per delega” è un meccanismo molto tipico in una famiglia disfunzionale in cui regna un “Signore delle mosche”.

La verità sul perché la mia relazione con mia madre si è sciolta è che avevo finalmente iniziato a porre dei limiti all’abuso dei miei genitori. È stata lei stessa ad aver deciso di smettere di parlarmi, anziché trattenersi di offendermi e di maltrattarmi, così come ai miei figli, rendendoci un bersaglio ancora più facile agli abusi di mio padre. In qualche modo, però, mia madre si era “dimenticata” di menzionare questo “piccolo particolare” perché troppo impegnata a cestinare me e mentire ai pochi parenti che potevano essere facilmente influenzati da lei, prendendola sul serio. Ha approfittato appieno della consapevolezza che il suo pubblico era troppo ignorante per chiedersi se le accuse che muoveva contro di me erano mere invenzioni oppure no e se, sotto sotto, lei non avesse combinato qualcosa. Questo è un esempio di “Amnesia selettiva” in condizioni di abuso.

 Un altro esempio è l’aggressore che vi guarda dritto negli occhi e giura di non avere idea di cosa abbia fatto per sconvolgervi, anche quando avete chiaramente detto e ridetto, senza mezzi termini, esattamente ciò che ha fatto infinite volte. Questa era la tattica di mio padre. La mia lettera di 10 pagine spiegava nei minimi dettagli tutti i suoi abusi, lui ha firmato la ricevuta – che ho conservato – e tuttavia continuava a sostenere di non avere la minima idea di cosa parlassi. Era ovvio che mentiva. L’unica ragione per cui “non si ricordava” è perché SCEGLIEVA di non ricordare: non era vantaggioso PER LUI ammettere la verità.

GLI AVVOCATI DEL DIAVOLO, OVVERO, ORDE DI MEDICI DI FAMIGLIA CONTRO DI VOI

Alcuni abusanti, quando si trovano ad affrontare le loro vittime di persona rivendicano la propria innocenza. Quindi, quando fatte esempi precisi degli abusi che hanno commesso lo negano, mentono, danno la colpa a voi oppure a qualcun altro. In generale, però, si rifiutano di assumersi ogni responsabilità, scusarsi o cercare di capire come riparare il danno. Stanno solo cercando una scusa per farvi parlare e interagire con loro, di modo che possono discutere sulla base di ciò che dite invece di mostrare rimorso (vedi l’articolo “Desperate Measures” sul nostro sito). Ancora una volta, sarete quelli ad essere messi sulla difensiva, cercherete di giustificare e spiegare la vostra posizione, mentre vi dicono che non è mai successo niente, che non ricordano nulla, che è nel passato e che lo dovete superare.

Molti altri molestatori, tuttavia, non sono in grado di gestire un confronto diretto con voi, oppure si rendono conto che vi rifiuterete di parlare con loro. Di modo che arruoleranno altre persone per fare il lavoro sporco, degli avvocati del diavolo, mettiamola così. Possono indicare a caso un parente per contattarvi a loro nome, oppure andranno avanti all’infinito piangendo fiumi di lacrime a chiunque abbia orecchie per ascoltarli, fingendo di amarvi e di avvertire fortemente la vostra mancanza così tanto da non avere la minima idea sul perché del vostro silenzio, perché non volete più avere niente a che fare con loro e, in generale, agendo nel modo quanto più patetico possibile. Manterranno questa esibizione fino a quando qualche individuo manovrato avrà pietà di loro e deciderà di “intervenire” (meglio dire: intromettersi) chiamandovi e offrendosi volontario per “aiutarvi” a sistemare le cose, o criticarvi per aver ferito il vostro aggressore. (vide gli articoli nella sezione “The Silent Partner & The Silent Majority” sul nostro sito).

Quando ciò accade, l’individuo incaricato può fingere di non poter sopportare di vedere la vostra famiglia rompersi, essendosi auto incaricato di chiamarvi senza che il vostro aggressore ne sia a conoscenza dell’iniziativa. Bene, è una BUGIA detta per farvi pensare che il “mediatore improvvisato” è molto “ben intenzionato” e che resterà davvero neutrale senza prendere alcuna posizione, così da riuscire ad acquistare la vostra fiducia e convincervi che non ripeterà mai quello che direte.

Potete stare certi, però, che riferirà ogni dettaglio al vostro aggressore – che sa perfettamente che vi sta chiamando perché l’ha incaricato proprio lui, oppure manipolato per farlo.

Quasi ogni famiglia abusiva ha almeno un narcisista che ama attirare l’attenzione e che sarà più che felice di sfruttare la vostra situazione difficile per prendersi il merito di provare a “fare pace” tra voi e il vostro parente allontanato.  Si occuperà solo fino a quando gli altri lo loderanno per avere il coraggio di voler essere coinvolto nel conflitto e di cercare di “aiutarvi”. Lo fa sentirsi importante sapere che tutti sanno dell’azione nobile e altruista che sta facendo. Farà leva su questo per porgervi tutte le domande ficcanaso che non sono affari suoi, in un tentativo fittizio di “trovare un compromesso”… dopodiché farà il colpo grosso con le informazioni privilegiate che tutti gli altri vogliono sapere. Quindi, sicuro di annunciarlo in anteprima ad ogni riunione di famiglia, discuterà la vostra conversazione con toni appropriatamente sommessi e con uno sguardo di cupa preoccupazione con chiunque sembri interessato, ripetendo punto per punto tutto ciò che avete detto, in confidenza o meno. Lui userà il vostro dolore per attirare l’attenzione e farsi passare per eroe. In questi casi l’intruso non proviene mai da una famiglia “pacifista”, ma da una famiglia GOSSIPARA. Naturalmente lui deve trasmettere il suo atto “altruista”, perché, dopo tutto, se nessuno sa niente, “qualcuno” deve fare il punto.

Di una cosa potete essere certi: vi garantisco che se vi fidate e subite l’influenza del parente gossiparo diventerete l’argomento di conversazione in ogni riunione di famiglia per almeno i prossimi cinque anni, o probabilmente molto più a lungo. La migliore difesa contro questo abuso per delega è rifiutarsi di discutere la relazione tra voi e il vostro aggressore con terze parti. Ricordate di non dover per forza rispondere quando l’asino raglia. Dite solo “Grazie per la tua preoccupazione, ma la mia situazione con mia madre è tra lei e me, e non ho intenzione di discuterne con te. È privato.”

Potete anche dire qualcosa come “Nonostante quello che ti ha detto, mio ​​padre sa esattamente quello che ha fatto, e quando sarà pronto a riparare dovrà chiamarmi da solo. Il mio consiglio è di non farti coinvolgere e di non credere a tutto ciò che senti.” Spero che il vostro interlocutore invadente capisca e batta in ritirata prima che dovete dirgli di punto in bianco di occuparsi dei fatti suoi.

         ** Per una discussione approfondita sul fenomeno dell’Avvocato del Diavolo, incluso la mia testimonianza sui parenti che s’intromettono, e che sono arrivati ​​a portare mia madre alle lacrime sul suo letto di morte, leggete l’articolo  ‘The Devil’s Advocate: Handling The Family Meddler….Oops, I Mean ‘Peacemaker’ sul nostro sito.

I QUATTRO PRINCIPI DI BASE DELL’AMNESIA SELETTIVA

  1. Gli abusanti sceglieranno solo di “ricordare” gli eventi che li rendono innocenti e che vi fanno sembrare cattivi. Ciò che non vogliono ricordare sarà convenientemente dimenticato, tranne per le cose che affermeranno di essere rimaste “nel passato e che le dovete superare, lasciando alle spalle la roba vecchia”. Tuttavia, sappiate che secondo la definizione delle persone che hanno subito gli abusi, “nel passato” ci sono i maltrattamenti inflitti fino al giorno prima, un’ora o cinque minuti prima. Ossia, tutto. Gli stessi abusanti ammettono, a metà strada, che qualcosa è successo “nel passato”, di modo che è molto offensivo per voi, quando li affrontate, essere accusati di portare rancore.
  2. Quando il vostro aggressore afferma di non avere idea di cosa abbia fatto di sbagliato, OVVIAMENTE MENTE. Lui/lei sa perfettamente quello che ha fatto. Proverà questo stratagemma anche quando gli avete detto chiaramente e senza mezzi termini tutto ciò che ha fatto di sbagliato, quando avete discusso e protestato per i suoi maltrattamenti per anni, ripetendo le vostre lamentele dozzine di volte. Ebbene sì, anche quando scriverete e spedirete una lettera dettagliata di 10 pagine con l’elenco dei suoi abusi che, senza dubbi, leggerà un paio di centinaia di volte. Loro hanno visto il vostro dolore ogni volta che vi ferivano. In realtà, la vostra espressione di dolore era il loro premio, per questo continuavano a farlo. Era il dolore nel vostro viso la ragione per cui insistevano con lo stesso comportamento: amavano sapere di tenervi in pugno così. Probabilmente vi siete lamentati, avete protestato, rimproverato, pianto davanti al vostro aggressore e litigato con lui/lei, cercando invano di porre dei limiti per anni, se non per tutta la vostra vita. Niente, però, ha funzionato, non lasciandovi altra scelta che porre fine alla relazione per sopravvivere. È impossibile che non sappiano cosa hanno fatto. Sanno di mentire. “Soffrono” di amnesia selettiva perché serve ai loro scopi “dimenticarsi”. È conveniente.
  3. Se abboccate l’amo ANCORA e gli dite cosa hanno fatto ANCORA, lo useranno solo per trascinarvi in una NUOVA lunga discussione in cui mentiranno ANCORA. Non vogliono davvero fornire la risposta alle vostre domande. Non ascolteranno rispettosamente il vostro reclamo, esamineranno attentamente ciò che avete da dire, ammetteranno la loro colpevolezza e cercheranno di riparare. Stanno solo discutendo sulla base di ciò che dite, proprio come hanno sempre fatto. Sarà lo stesso vecchio schema di sempre, e sarete voi, alla fine a sentirvi addolorati, stressati, sconvolti e sulla difensiva (vide Desperate Measures sul nostro sito). Sprecherete il fiato. Dopodiché è probabile che usino il fatto che state addirittura parlando con loro come un’occasione d’oro per litigare, criticare, inveire e vaneggiare, vomitare il loro veleno, battersi sul petto, farvi arrabbiare e maltrattarvi ancora una volta. Chissà quando avranno un’altra occasione per dirvi una cosa o due? Dopotutto, questo è ciò che ha veramente mancato, le vostre liti, non voi come una persona amata e ben voluta, ma voi come TARGET.
  4. Provare ad avere una discussione normale e ragionevole con un predatore non paga mai. Vi illudete se pensate di riuscire a farlo capire, ammettere qualcosa o essere in alcun modo responsabile. Indipendentemente da ciò che afferma, lui non ha alcun interesse a risolvere i vostri problemi. Vuole solo trascinarvi in un’altra discussione senza fine, così da poter riprendere da dove ha lasciato quando lo avete finalmente allontanato, e abusare ancora un po’ di voi. La riconciliazione non è il suo obiettivo. Rovinarvi ancora un po’, proprio come ai vecchi tempi, è il suo obiettivo. È questo il loro motore ed è molto potente: adorano semplicemente tirare le corde, chiamare in causa l’amnesia, mentire e negare tutto ciò che dite osservando il quanto vi arrabbiate, consapevoli di avere ancora la capacità di farlo. Se rispondete a un aggressore che afferma di non sapere cosa ha fatto di sbagliato, vi consegnate nelle sue mani. La migliore risposta è di rinviarlo a qualsiasi lettera o email che avete inviato in passato, ad esempio “Ti ho già detto cosa hai fatto. Non ho intenzione di ripeterlo.”, oppure semplicemente dire “Se davvero non sai cosa hai fatto, allora non abbiamo nulla da dirci”: fine della conversazione.

CI VORREBBE L’ETERNITA’ PER DIRE DOVE HANNO SBAGLIATO

(E NON ABBIAMO TUTTO QUESTO TEMPO!)

Come facciamo ad elencare 50 anni di abusi? Come li mettiamo in parole? Coloro che abusano vogliono sapere “cosa hanno fatto di sbagliato” come se si trattasse solo di uno o due incidenti che potrebbero essere discussi e risolti in pochi minuti. Ma non lo è. È UNA VITA di incidenti, 20, 30, 50 o più anni; centinaia, se non migliaia di volte. È terrificante. Non sono uno o due comportamenti odiosi o episodi dolorosi. È uno SCHEMA continuo nato per fare stare male gli altri, RIPETITIVO e INESORABILE che non finisce mai, finché non ce ne andiamo.

Quando il mio padre biologico finse di essere innocente pretendendo di sapere da me cosa avesse fatto di sbagliato, il primo pensiero che ho avuto è stato “Da dove comincio?”. Il sentimento che provai è stato di esasperazione. Ho dovuto mordermi la lingua per non chiedergli “Vuoi che io ti dica in ordine alfabetico o cronologico?”. Prendendolo sulla parola e iniziando a ricordargli i suoi 50 anni di abusi, mi ci sarebbero voluti mesi per compiere la missione: cioè, il tempo che avrei perso, per non parlare del bilancio emotivo, sarebbe stato devastante.

Invece, ho tastato le acque con un solo piccolo esempio, e questo ha provocato un’esplosione di rabbia e un ulteriore abuso verbale, certamente nemmeno una briciola di rimorso. Non voleva davvero sentire cosa avesse fatto di sbagliato. Voleva solo farmi dire QUALCHE COSA, per avere una scusa per attaccarmi, proprio come ai vecchi tempi. Dopo aver subito questo, perché mai avrei dovuto insistere in continuare a dargli altri esempi? Solo per sprecare il mio tempo parlando con lui, restandone invischiata in una discussione lunga sei mesi? Quando riconoscete questa tattica, è fondamentale non permettere che l’aggressore prenda il controllo della discussione. La reazione del mio padre biologico mi ha autorizzata a porre fine a una conversazione che non andava da nessuna parte e non avrebbe portato a nulla. Non avrebbe risolto alcun problema, e non sarebbe stata utile per me in alcun modo continuare. Se io gli avessi permesso di trascinarmi ulteriormente nel nulla, sarei stata nelle sue mani.

GIACCHE’ SIAMO PAZZI PARANOICI DICIAMO LA NOSTRA SU CHI SONO LORO

Il problema del tentativo di spiegare ai nostri predatori perché abbiamo scelto di rompere ogni contatto con loro è farli capire che non è tanto quello che HANNO FATTO, ma CHI SONO. O piuttosto, COSA SONO. Con le persone che reiteratamente ci hanno maltrattato, non abbiamo a che fare con un unico atto da spiegare. Non è solo un tipo comportamento, È L’INSIEME DELLA PERSONA.

Non vogliamo avere nulla a che fare con la loro l’indole malvagia, nera, oscura. Il comportamento che esibiscono è semplicemente un segno esteriore, una manifestazione della condizione delle loro anime, del cuore nero e avvizzito che pulsa dentro loro.

Il motivo per cui restiamo alla larga è che finalmente abbiamo visto la loro essenza. È l’intera persona a tenerci lontani, e non solo qualche incidente o comportamento. È IL LORO INTIMO. È la loro personalità, il loro carattere, il loro modo di fare INGIUSTO, la loro cattiveria. Non è solo questa o quella cosa, o qualsiasi altra cosa facciano, sono loro NEL COMPLESSO.

Sarebbe più accurato elencare i tratti della loro personalità, anziché i loro comportamenti come la ragione per la quale abbiamo deciso di abbandonarli al loro destino.

Immaginate di dire ai vostri predatori la verità – che rifiutate ogni contatto con loro perché giocano sporco, sono furbi, dispettosi, manipolatori, attaccabrighe, traditori, svalutanti, bugiardi, falsi, prepotenti, omertosi, imbroglioni, subdoli, amanti del dramma, controllanti, sabotatori, invidiosi, amari, sadici, maliziosi, egoisti, narcisisti, ostili, pericolosi, crudeli, odiosi, psicopatici e molestatori: e così svuotate il sacco.

Rispondete ora, a voi stessi: quale persona sana di mente vorrebbe qualcuno così nella propria vita? Quale persona normale e sana vorrebbe occuparsi di uno/a così o esporre se stessa e i propri figli a una personalità del genere?

La nostra avversione, repulsione e allontanamento sono reazioni naturali, normali e salutari, nate dall’esposizione all’altrui cattiveria.

È la nostra capacità di discernimento, dettata dal Creato a scatenare i campanelli d’allarme nelle nostre teste: i campanelli che ci dicono di correre verso le colline in cerca di protezione.

Ci allontaniamo definitivamente quando ci rendiamo conto che non c’è più speranza e che non abbiamo il potere di cambiare le caratteristiche oramai radicate in una persona. I nostri predatori dovrebbero cambiare loro intero essere, e questo è impossibile perché non ne hanno voglia! Non abbiamo una scelta diversa dall’interruzione di ogni rapporto e di ogni contatto per proteggere noi stessi e i nostri cari.

 L’unico modo per condurre una vita sana e felice è stare lontani da persone del genere.

Non scegliamo di stare alla larga da loro a causa di una o due cose che ci hanno fatto, ma ci allontaniamo perché non sono idonee COME PERSONE a far parte della nostra vita.

Mio padre attaccò il telefono prima che la nostra conversazione finisse e quindi non ho mai potuto dire cosa veramente pensavo di lui. Forse un giorno avrò la possibilità di rispondere alla sua domanda, ma la risposta che otterrà è già tutta qui.

 

      

 

37 pensieri su “Amnesia selettiva: non tornano perché li mancate, ma perché abusare di voi è la loro benzina

  1. Una seduta di psicoterapia. !!
    Dio mio..ma è possibile?
    In questo articolo ci sonole stesse identiche frasi che lui ha detto a me x anni.
    ”Quello che aveva fatto dall inizio della relazione a due gg prima faceva parte del passato e io ero solo arrabbiata e rancorosa per un trauma di tradimenti continui che non.sapevo ne volevo superare..”
    Sono sgomenta a vedere nero su bianco le stesse identiche parole che mi diceva.
    E sono arrabbiata con me stessa x averlo permesso.
    Non.è giusto che questi esseri rimangono impuniti . Dovrebbero provare sulla loro pelle gli abusi che procurano agli altri.
    Leggo e rileggo questo articolo e a tratti non credo ai miei occhi.

    È lui..È proprio lui.
    E io che fino a stamattina mi addoloravo nella dissonanza che forse un giorno sarebbe potuto cambiare..proprio stamattina che il trasportatore è venuto a portar via le sue ultime cose.
    Grazie Claudelia

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    1. Cara Molly, si comportano di modo identico, come dei robot programmati per agire allo stesso modo perché comandati totalmente dal loro DISTURBO. Non c’è una PERSONA dietro, solo un disturbo che detta parole e azioni per avere sempre la meglio sugli altri.

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  2. Mio Dio identica situazione con il mio compagno non è una persona ma un mostro! Lo sto allontanando stremata ma è vero e un robot programmato X distruggere gli altri!!
    Mai una parola sulle sue enormi responsabilità io e mia figlia siamo dovute scappare.Paola

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    1. Cara Paola, preferiscono portarti alla follia, alla malatia o alla morte anziché assumersi qualsiasi tipo di responsabilità. Più sanno delle tue ferite, più cercano di ferirti nel modo peggiore. È deliberata in loro la volontà di rendersi indimenticabili infliggendo più dolore degli altri. Non sono normali.

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  3. Claudelia ma come è possibile che essendo cosi appaiono incredibilmente veri empatici all inizio della relazione.
    Come è possibile che fanno il finimondo per averti e poi attuano delle cose assurde per farti scoprire le loro malefatte.
    Se vedessi il mio ex non lo diresti mai.
    Una maschera perfetta.
    Come è possibile che solo in.pochi li conoscono?
    Non.hanno paura di creare il vuoto intorno a loro? Di restare soli?
    Come è possibile che stravolgono la.nostra e la.loro vita nel giro di poche ore?
    Scusa lo sfogo ..ma questo articolo sembra che parla di lui.
    Un.abbraccio

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  4. In ultimo prima del mio no conctact tombale, mi mandava dei link con dei robot.Dopo aver sfruttato la foto mandata in ‘invia a tutte’,spesso riciclata a me ed altre più volte; con un giovanotto che porta la colazione a letto ed una gerbera inserita nel vassoio.Prima ancora la foto in’ invia
    a tutte ‘delle sue rose o aiuole del suo centro.Dai fiori ai robot whoooooooo.Discussioni in amnesia ,sempre.

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  5. Cara Molly, le domande sono tante e rientrano tutte nella norma quando non riusciamo a capacitarci dell’esistenza di persone che si somigliano agli umani ma che mancano delle caratteristiche ESSENZIALI per essere ritenute del tutto simili a noi. Chi è fortemente disturbato impara SIN DA PICCOLO a manipolare gli altri per ottenere ciò che vuole, in questo senso SA che il pianto fa effetto, che dire “ti amo” fa effetto, che questa o quella espressione del viso provoca un determinato risultato nella mente di chi li sta guardando. Quando arrivano a una certa età, osservandoli bene, riesci a comprendere che recitano TUTTO IL TEMPO (ecco il prodotto finale agghiacciante del loro disturbo narcisistico oppure della loro psicopatia!) e CON TUTTI. Diventano simulacri di persone assolutamente innaturali che nulla provano, nulla sentono e non sanno nemmeno chi sono e cosa vogliono.

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    1. Carissima Claudileia leggendo sopratutto questo tuo articolo sento come se a scriverlo fossi stata io. Combacia tutto: dai suoi comportamenti alle mie sensazioni in merito. 25 anni di questo inferno!!! Per i medici però parlare di psicopatia è tabù.
      No prima lo psichiatra trovati bipolarismo con disturbo di personalità poi tramite datscan e pet (che rilevano danni ai lobi frontali e parietali) il neurologo diagnostica una DFT.
      Visto che questa zona del cervello è quella adibita alle emozioni,al comportamento, all’empatia, ……….. come si fa a distinguere uno psicopatico da una DFT (demenza frontotemporale )?????
      Visto che la sintomatologia è la stessa??
      Sono molto confusa e mi farebbe molto piacere un tuo parere.

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      1. Carissima Irene, chi sono io per dire qualcosa di diverso dal parere dei medici che hanno approfondito il problema? Tuttavia mi preme dire che uno psichiatra dovrebbe sapere che l’elemento fondamentale per la diagnosi della psicopatia è LO STORICO comportamentale della persona. Lo psicopatico nasce così, la psicopatia raggiunge il suo apice in età adolescenziale e si stabilizza in età adulta. Lo psichiatra dovrebbe parlare con genitori/fratelli per capire se il paziente ha SEMPRE mentito, rubato, maltrattato, ecc. Cioè, se manifestava i sintomi della psicopatia MOLTO PRIMA di raggiungere “una certa età”. Questo è molto importante perché i casi di DFT prima dei 40 anni sono rarissimi.

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  6. Vero Claudelia , non.riesco a capacitarmi che sia così. Ho vissuto con lui, dormito, mangiato, tutto insieme con uno che non esiste.
    Grazie e credimi gli articoli che pubblichi sono meglio di una seduta di psicoterapia.
    Un abbraccio e grazie

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  7. Confermo tutto. Non mi capacito del fatto che usino le stesse frasi. Fin dall’inizio l’antifona fu “LASCIA STARE IL PASSATO!” E quella continuò ad essere l’ultima frase prima di ogni reazione furiosa dove mi buttava addosso insulti semplicemente per girare il discorso e la frittata, per disorientarmi e confondermi e siccome non ci riusciva si finiva a chi urlava di più. O si degenerava a botte e almeno tre volte qualcuno chiamò i carabinieri. Senza mai però avere una risposta. Quindi dopo due anni le mie richieste di chiarimento erano sempre le stesse. E la reazione sapete quale era? “BASTAAAA! Ancora con questa storia! Lascia stare il passatoooo. Sono due anni che mi torturi sulle stesse cose. Tu hai bisogno di litigare. Io te l’ho detto dall’inizio, non sopporto i litigi mi fai passare la voglia di stare con te!”. La mia obiezione era che dopo due anni su quelle cose non avevo mai avuto risposte sensate solo bugie su bugie senza vergogna. Non mi dovevo mettere in scontro con lui, mi diceva. Il senso è che finché tutto scivolava liscio lui sembrava perfetto ma appena chiedevo spiegazioni su qualcosa che non mi tornava si presentava il mostro. Prepotente. Bugiardo. Freddo. Egoista. Orgoglioso. Vendicativo. Ambiguo. Omertoso. Misogino. Non si piegava mai. MAI. “Tu devi stare con una che non capisce la tua lingua e le cazzate che dici oppure con una decerebrata così puoi fare quello che vuoi e vedrai non ti si mette in scontro nessuno. Tu vorresti fare i tuoi porci comodi, tradire, andare a puttane, fare il cascamorto con chiunque, non dare mai spiegazioni ed io dovrei stare zitta amorevole e silenziosa perché non sopporti i litigi e perché non è conveniente mettersi contro di te!”. A volte verso la fine a distruzione del rapporto ormai evidente e a prove inconfutabili documentate e di ogni tipo con la maschera a pezzi sotto ai piedi diceva “scusa SE ho sbagliato…” poi però se si riprendeva il discorso dopo 10 minuti ripartiva tranquillamente daccapo ingenuamente dallo stesso suo punto di vista. Io non credevo alle mie orecchie. “Ma… sei tornato alla versione precedente, allora cosa abbiamo parlato a fare”. A volte mi sembrava deficiente. Come se mi desse ragione per farla finita ma in realtà ascoltava solo se stesso. Io credo che a volte non capiscano proprio quello che vogliono queste strane donne, questi strani umani così diversi da loro. Io credo che a volte ci sia proprio un senso di impotenza nel decifrare i sentimenti. Decodificano intellettualmente , manipolano, sì, ma loro sono diversi forse anche per questo si incattiviscono. A volte con rammarico diceva:”io ho fatto tanti sbagli” e si riferiva alle donne e ai rapporti umani , ma era una affermazione strana da cui trapelava non un rimorso o sensi di colpa, ma sbagli intesi come strategie. Ecco si traduceva meglio come… ho sbagliato strategie! Terribile. Io mi dicevo, ma che senso ha, uno vive e basta, qualcosa si sbaglia, si soffre, si rimedia, si riflette… ma “io ho sbagliato tanto!”detto da uno che non si piega mai, che non ascolta nessuno, che tutti ti fregano, i parenti sono peggio di tutti, gli amici ti tradiscono… che senso ha! Nei tuoi articoli e nei vs commenti ho trovato tutto. In pieno. Fotografato. Parola per parola. Una cosa però ho notato. Sviluppano sindromi paranoidi. Proprio perché loro si comportano male con tutti, proprio perché sanno che usano sfruttano manipolano e tradiscono. A volte diceva “il male esiste!” Come se si sentisse vittima della risonanza delle sue azioni malvagie, perseguitato, o come se sentisse dentro di sé questa forza distruttiva di cui, lui uomo così fiero della sua “libertà” era invece schiavo. Schiavo di se stesso. Ho notato che aveva cambiato la serratura, che chiudeva a doppia mandata anche quando stavamo in casa solo qualche ora, e aveva un’arma. Io credo che queste persone che esibiscono questa loro forza (leggi, durezza, prepotenza), o potere (leggi controllo, cattiveria, sadismo), sicurezza (leggi, megalomania, io gonfiato), vivano invece nella costante paranoia di essere smascherati o puniti, vendicati. Non credo sia un bel vivere. E quando strillano isterici come bambini feriti… sono così piccoli!!! Attendo ogni giorno i tuoi articoli. Non ti stancare mai. Grazie claudileia. Grazie a tutti.

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    1. Buongiorno Lilith, leggendo le tue parole mi vengono in mente dei particolari a cui non avevo dato penso. Dopo aver subito il primo abbandono ovviamente esclusivamente per colpa mia (mi era sorto un problema e lei si è dileguata con un altro), dopo un anno ci siamo rincontrati e volevo chiarire la situazione. La prima cosa che mi disse fu proprio: “non parliamo del passato che mi fa stare male”. Mai sentito un “scusa”. Altra cosa che riscontro dalle tue parole è questa paura indefinita. Anche lei a volte veniva assalita dalla paura mentre si passeggiava tranquillamente per la città e mi chiedeva di cambiare strada e quando chiedevo spiegazioni mi diceva: “non si sa mai che gente strana si può incontrare”, come fosse perseguitata, a pensarci allucinante. Anche lei era ossessionata nel chiudere le porte a doppia mandata anche se viviamo in una zona tranquillissima! E per concludere il quadretto aveva un’ arma vicino al letto!!! E’ stupefacente e inquietante quanto siano simili tra loro.

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    2. Carissima Lilith, il tuo commento è un bodyscanner dell’anima oscura di questi soggetti. La tua descrizione è perfetta. Quando LO SCHEMA FALLISCE sono DISPIACIUTI, diventano malinconici. Ogni ritorno nasce dal tentativo di imporlo a chi non l’ha accettato oppure di certificarne il funzionamento a chi hanno già lasciato a terra e sta cercando di riprendersi. Ogni pseudo rapporto affettivo e interazione umana che intraprendono serve all’ottenimento dell’energia necessaria per fargli funzionare alla grande, ma serve anche a consolidare lo schema distruttivo. Per questo non c’è terapia che possa mai funzionare, perché cercano di inglobare nello schema anche l’eventuale terapeuta. Per quanto riguarda la paranoia il tuo commento azzecca anche le virgole: TEMONO lo smascheramento come la peste perché l’immagine è tutto e SANNO di aver fatto del male a tante persone, per questo sviluppano delle manie, sono sempre all’erta, molti non si fanno fotografare per timore che qualcuno riconosca la loro foto e cerchi di contattarli per chiedere chiarimenti e spiegazioni (né tutto si esibiscono sui social, ci sono quelli che pescano le persone underground!). Sono sempre in attesa che qualcosa di brutto possa accadere a qualsiasi momento. Per questa ragione fiutano e studiano molto bene la tua indole prima di infierire su di te: DEVONO AVERE LA CERTEZZA DI POTER CONTARE CON LA TUA DEBOLEZZA E CON IL TUO SILENZIO, altrimenti che gusto c’è battersi con qualcuno ugualmente perverso? E no. Una persona identica a loro metterebbe a repentaglio LO SCHEMA e questo non lo possono permettere perché ne va del loro scarso equilibrio mentale. Ora, è importante assolutamente capire che quando si prova a smascherare un soggetto perverso il rischio è molto alto, perché ci tengono alla loro maschera più di ogni cosa. Un forte abbraccio e grazie del tuo meraviglioso contributo.

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  8. Oddio vero! la PARANOIA…diffidente….i colleghi di lavoro, i vicini di casa….tutti cretini! Tutti potenziali minacce….Bisogna chiudere, stare attenti agli invidiosi che ti augurano il male!!! C’erano delle volte che la paranoia era così forte da interferire pesantemente nei nostri incontri…….una volta su tutte ricordo che mi aveva chiesto di passare dove lavora..e per la paranoia di essere visto non so da chi blaterava poteva intuire qualcosa, mi fece aspettare quasi 45 minuti!!!! in un’area dismessa dell’edificio…..ricordo di essermi sentita così spersa, spaventata, e stupida, ricordo l’impossibilità però di andarmene, il senso di sconfitta….ricordo di aver guardato da una porta a vetri una stanza in rifacimento….demolita, spoglia….ricordo di essermi sentita come quella stanza: distrutta….
    Quando poi ha deciso di farmi entrare perchè ” il pericolo” era passato, ero quasi in lacrime….e piuttosto arrabbiata, rendendosene conto mi ha fatto l’unico complimento in quattro anni di relazione: come sei bella! E purtroppo credo che questa briciola di considerazione che Sua Maestà mi stava concedendo in un digiuno quotidiano quasi assoluto, abbia subito attutito il colpo che mi aveva inferto poco prima….
    La paranoia…..in alcuni nostri incontri gli ha fatto assumere dei comportamenti così grotteschi, surreali….che se non fosse per il fatto che mi hanno coinvolta in prima persona, e che non sono stata in grado di affrontarli, e che rappresentavano un campanello di allarme che in qualche modo non ho voluto ascoltare….ci sarebbe da ridere parecchio….Per quanto riguarda gli sbagli: lui non sbaglia….se io soffro per qualcosa è perché complico e a lui non piacciono le cose complicate!!!…..se io soffro di qualche atteggiamento e cerco di fargli capire il mio punto di vista…..lui non sbaglia quindi sono io che soffro per niente …perché mi piace soffrire!!!…e a lui non piacciono le storie in cui c’è sofferenza, ma vuole solo gioia! La sua…..
    Ci vediamo, facciamo l’amore, poi sparisce per una settimana solo un messaggio: settimana impegnativa, molto lavoro…..allora io timidamente protesto….faccio capire il mio dolore…..per la freddezza e l’indifferenza in cui mi sento immersa: Lui non sbaglia….io sto complicando….forse mi piace soffrire…..così dice lui….quello a cui piace gioire….

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    1. Cara Elisa, spesso la loro paranoia è legata a qualche amante che hanno messo KO prima di te, a qualcuno a chi devono dei soldi oppure hanno fregato, a qualche marito che hanno “innervosito” facendo la corte spietata alla loro moglie, oppure a qualcosa di molto più oscura, come una doppia vita che mette a repentaglio la loro identità sessuale. Sono autodistruttivi e fatalisti, non misurano le conseguenze delle loro azioni e quindi si mettono sempre nei guai e di mezzo ci vanno tutti. Dopodiché, la loro “voglia di gioia” s’incrocia con la ricerca sessuale disperata che alla fine li conduce sulla via della promiscuità e della prostituzione. Non importa quante partner sessuali abbiano, che credano di essere le uniche nella loro vita, che credano di offrire tutto ciò che le riviste femminili di pessima qualità consigliano per “tenersi un uomo”, alla prostituta o alla trans (quelli più disturbati e perversi) NON RINUNCIANO, proprio perché “vogliono la gioia” anche a pagamento. Quando dico a tutti di controllarsi in ospedale per via delle malattie sessualmente trasmissibili, non voglio seminare il terrore, ma far guardare in faccia la realtà: ci vuole un profondo disamore per se stessi per andarci a letto con delle persone che hanno ampiamente dimostrato di odiare l’umanità, di non provare nulla e di non pensare a niente nel momento del thrill, nemmeno alla possibilità di morire per quello. Per questo, senza un investimento serio sulla propria autostima difficilmente si riesce a porre termine ai loro abusi.

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  9. Cara elisa, è vero, hanno sempre ragione, non ascoltano nessuno. Per questo, anche, non cambiano. Perché vanno avanti col loro treno senza confrontarsi mai, senza contemplare i pareri degli altri. “I consigli sono gli errori degli altri” diceva. Non si sbucciano, non si mischiano. Non leggeva nemmeno perché non aveva senso leggere le caz…te degli altri! Credo che con una simile ottusità si resti anche un po’ limitati perché l’intelligenza e soprattutto il buonsenso e la saggezza accrescono con un mutuo scambio di idee. Si accolgono, si elaborano, e se è il caso, si modifica il proprio punto di vista. Quando diceva -ho fatto tanti sbagli- era semplicemente riferito a una strategia sbagliata, a qualcosa che doveva affinare, a una tattica attuata in modo impreciso. Ma era semplice considerazione in seguito all’effetto ricevuto. Una considerazione ad alta voce fra sé e sé, sulla sua vita, ma sempre ritenendosi superiore a tutti. Elisa, quando ti disse – sei bella – sicuramente da una parte doveva compensare la tua attesa e il tuo disagio ma è anche probabile che fu la tua espressione così incredula e persa a strappargli quel commento. Ti dico questo perché ricordo con orrore che più volte trovandomi tremante e senza forze, in pieno esaurimento, incapace ormai di reagire, incredula, completamente sfinita, abbandonata, vuota, senza più voce, impotente, morta… ecco dopo avere domato la pazza furiosa che non aveva più forze per ribattere le sue assurde bugie e l’incapacità di ascoltare….fiero, serafico, amorevole, mi diceva: “lo vedi come sei bella quando sei serena?”. SERENAAAAA????

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  10. Beh…anche qui da non credere…ovviamente anche il mio LUI si comportava così…quella di chiudere a doppia mandata la porta anche se eravamo in casa….incredibile…
    Ma Claudileia, cosa intendi che quando si tenta di smascherare un soggetto perverso può essere pericoloso? Perché io credo proprio che lui abbia capito perfettamente che l’ho smascherato…non ho mai usato il termine “narcisista” ma che ha una qualche patologia da farsi curare gliel’ho detto.

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  11. lo vedi come sei bella quando sei serena?”.
    Mamma mia la faccia tosta!!!!
    Negare il dolore dell’altro per non doversi assumere nessuna responsabilità. e se possibile scaricarla sull’altro usando qualsiasi banalità possa esser utile al loro scopo….in sostanza una loro dinamica è portare all’estrema sopportazione, possibilmente alla perdita di controllo, per poi punire o recriminare per coprire le loro misfatte….
    Ribaltano la frittata sono abili…..e nel mio caso il mio cervello era così condizionato dalla paura del silenzio punitivo che spesso convertivo ciò che era evidentemente un suo un comportamento sbagliato in qualcosa che sbagliavo io….che osavo chiedere….che osavo mettere in discussione ciò che non è discutibile: la sua infallibilità. E in effetti questo potere glielo davo io….che lo amavo come un assoluto…..come fosse Dio….una mia amica un giorno mi chiese….ma perché?Che meriti ha? Boh…io non lo so…ha avuto la capacità di farmi sentire, ovviamente all’inizio,amata, protetta, al sicuro…..oltre che desiderata…..con lui mi sentivo al riparo, pensa tu…..ha avuto la capacità di creare in me uno spazio di fiducia enorme. Essendo molto più grande di me ha assunto un po’ un ruolo ” genitoriale” saggio e protettivo di cui io probabilmente avevo un grandissimo bisogno. La mia famiglia di origine è stata piuttosto disfunzionale a livello emotivo….madre e padre assenti da un punto di vista affettivo, padre in carriera sempre arrabbiato, piuttosto violento verbalmente, iroso, imprevedibile, madre con una depressione “fredda”, funzionale, operativa ma non affettiva mai un abbraccio una coccola. Sono cresciuta badando a me stessa, piuttosto fredda a mia volta….chiusa e difesa…..un tipo tosto….ma con lui ho annullato tutte le difese ….perché ho intravisto la possibilità di quella cura che non ho mai avuto….si può dire che sia un suo merito? come dice lui stesso fin dal primo momento ha visto in me qualcosa che non funzionava, che aveva bisogno del suo aiuto, del suo “intervento” liberatore…..con il senno del poi quel qualcosa che non andava era la mia ferita…..lui l’ha vista e sembrava essersene fatto carico….ma poi ci ha rigirato dentro un grosso coltello……..ho cercato di chiarire questa cosa con lui….in più mail….lui rigirava la frittata…..alla fine davanti all’evidenza ha preferito ritirarsi nel silenzio assoluto….come per punirmi: “TI scriverò in futuro ora ciao!” Ma il mio atteggiamento ora è diverso….anche grazie a voi….che scrivete e mi state molto aiutando….ora sento dentro nascere la consapevolezza delle sue responsabilità….non sono io che ho sbagliato…ma lui che è sbagliato…..Il mio unico grande sbaglio è averlo amato come non ho mai amato nessuno…è essermi fidata ciecamente, ingenuamente….è non aver avuto il coraggio di ribellarmi prima…..io complementare e non vittima, lo so. Il mio sbaglio più grande è essermi AFFIDATA completamente…senza nessuna riserva ragionevole….in modo ingenuo e illogico….basti dire e questo lo devo dire perché ora mi sembra allucinante e pericoloso ma quando lo vivevo per me era perfettamente naturale….mi sono fidata così tanto di lui da non usare nei rapporti nessuna protezione!!! Per me mai lui mi avrebbe fatto del male, per me mai mi avrebbe messo in una situazione di pericolo…..se lui vuole così è perché sa che è tutto ok…ora non ne sono più tanto sicura…ora in me l’infallibilità incomincia a vacillare….e se semplicemente se ne fosse fregato? Oddio che cretina!!! Purtroppo confesso che in me questo tipo di pensiero solo si affaccia al mio cervello…un’accenno di consapevolezza….ancora tendo a sentirmi in colpa anche solo per averci pensato. Scusate lo sfogo…scusate se posto così tanto….ma ho bisogno di parlare con voi che ci siete già passate…grazie!!!!

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    1. Cara Elisa, lui non ha visto la tua ferita perché non è un santone con dei poteri speciali, ma ha scavato fino a portarti a raccontare il tuo intero storico familiare di dolore, tutte le storie di tradimento, tutti i tuoi traumi per plasmarsi e darti ciò che volevi, ciò che ti era mancato da sempre. Cara Elisa, era soltanto una strategia malata per generare in te la dipendenza affettiva e l’illusione d’amore che hai tuttora. Farà lo stesso con le altre finché camperà, questo orribile esserino dalla dimensione di una pulce… Notte e cerca di stare bene.

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  12. Con lui, all’inizio…. mi sembrava mi capisse in profondità. ..mi leggesse dentro….ora….forse….capisco che era strategia….mamma ma come ho potuto? L’ho conosciuto una quindicina dopo aver subito un raschiamento per un aborto interno al terzo mese avanzato di gravidanza. La quarta, all’interno di un matrimonio complicato. Gravidanza non cercata ma dopo un iniziale panico ben accolta e amata. Quando l’ho conosciuto ero estremamente vulnerabile…avevo perso il mio bambino….ed ero in una difficoltà matrimoniale che non sapevo gestire…in più mio figlio, il terzo aveva una seria patologia cronica che andava affrontata e gestita…ecco come l’ho incontrato, lui era il medico specialista al quale ci siano rivolti per questa patologia!!!!..All’inizio parlava di poesia, letteratura….diceva che voleva leggere ciò che leggevo io….per essere là dove io eri…..all’inizio diceva cose belle di me….che ero preziosa, importante…i suoi occhi si illuminavano mentre mi guardavano….come se mi contemplasse……mi chiamava, mi scriveva,tutti i giorni….mi diceva che mi avrebbe aspettato tutta la vita…..poi le cose ad un certo punto sono cambiate… così rapidamente…E tutto è diventato faticoso, difficile e doloroso….Ma all’inizio non era così….io avevo più controllo….avevo più capacità di giudizio….poi lentamente è come se tutto quello che vivevo fosse così diverso da quello che avevo vissuto prima da sentirmi stordita….da tanta indifferenza che mostrava… Da tanto distacco….e siccome fatico a pensare all’altro come ad uno str….manipolatore e perverso…ho pensato fossi io a vedere male a capire male a pretendere troppo. In qualche modo il mio modo di intendere l’amore come sacrificio totale di sé mi portava ad annullare ogni mio bisogno in funzione del soddisfacimento del suo….e io sono diventata piccola, invisibile…mentre lui cresceva cresceva…io una nullità e Lui Dio….che cretina!

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  13. Incredibile! I nostri vissuti sono il racconto dello stesso film di fantascienza e loro sono dei replicanti. Ho materiale per un libro ma in questo momento, non so perchè, mi viene in mente una frase di quella vita senza una telefonata quanto c’era una febbre a 40, un dispiacere o il terremoto: “so che se fosse scoppiato un incendio avrei affrontato il fuoco per salvarvi”. Vedo i titoli dei giornali, le immagini in TV, ecco a voi l’EROE e un po’ mi viene da ridere, senza allegria. Ho idea che li vedesse anche lui. Che vedesse solo quello.

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  14. Dott.ssa Lemes Dias non sarà uno Studio di Psicoterapia ma è sicuramente un luogo in cui si leggono e si fanno riflessioni serie e importanti e dove cirola quella famosa sconosciuta, l’ empatia. Grazie

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  15. Nella vita tutti i nodi vengono al pettine prima o poi… e menomale direi! Io non avevo mica capito che anche mio padre fosse uno psicopatico! Se non fosse stato per Claudileia qualche settimana fa, io avrei continuato a dormire! Ho avuto poi giorni, settimane difficili, in cui mi sono sentita davvero persa e disperata perché tutto il passato che avevo chiuso in un cassetto all’improvviso é diventato nuovamente attuale. Un passato a cui avevo dato un senso… senso che mi aveva a sua volta permesso di perdonare mio padre e mia madre per tutto il male che mi avevano inflitto e di andare avanti nella vita, apparentemente in forma normale. Per me il passato era una questuone risolta, invece! eccolo qui un’altra volta, più cinico e crudele che mai.
    Ho passato la mia infanzia e adolescenza attaccata al vetro di una finestra a sognare di andar via, lontano. Anni e anni passati come un uccellino in gabbia a desiderare la libertà, a desiderare di essere. Mio padre aveva l’abilità di soffocare sempre tutti i desideri miei e di mia madre, con la sua assenza di empatia, la diffidenza, il pessimismo, la poca voglia di vivere, ma non quelli di mio fratello ovviamente… lui era il migliore, quello responsabile, intelligente come lui e per questo aveva tutto. Mio fratello valeva, io no. In mio fratello credeva, in me no. In casa esistevano solo loro due. Diceva sempre che io ero come mia madre e ci metteva tutti l’uno contro l’altra. Per me e mia madre solo serbava odio, disprezzo, scherni, umiliazioni e botte. A me e mia madre ci umiliava spesso anche davanti a tutti i parenti. Io restavo sempre zitta da bambina… nessuno da fuori mi avrebbe creduto. Soffrivo soprattutto nel vedere mia madre soffrire e non far niente. Mi faceva pena. Era totalmente indifesa, completamente dipendente da mio padre. La incitavo a finire il matrimonio… ero una bambina! Di solito i bambini hanno bisogno di sentirsi parte di un nucleo familiare, rinnegano il divorzio. Io no! Imploravo mia madre a farsi coraggio, a divorziare… Niente. Lei non aveva la macchina e lui le confiscava sempre lo stipendio e la pensione. Io sognavo di diventare una giocatrice di pallavolo e poi una ballerina.. ma niente perché nessuno poteva accompagnarmi e poi erano cose inutili secondo mio padre. Per spendere soldi! Da adolescente invece sono scoppiata, mi aveva spinto a scegliere un indirizzo scolastico che non volevo… gli rispondevo in continuazione e le prendevo sempre di santa ragione. Avevo iniziato ad interessarmi di psicoanalisi verso i 17-18 anni… volevo studiare psicologia ma ovviamente desistetti perché implucava restare altri anni chiusa in quello schema tossico! Ma tentai comunque di convincere mio padre e mia madre ad andare da uno psicoterapeuta. La loro relazione non ha mai funzionato. Mio fratello era nato per errore… Io per ripicca… ho detto tutto! Mio padre era troppo violento e offensivo, mia madre assente, pensava solo a sé stessa, rubava i soldi dalle tasche di mio padre, a volte anche dal salvadanaio mio e di mio fratello. Non sapeva gestire i soldi… veniva accusata da tutti di spenderli in cose inutili. Veniva presa per stupida perché diceva cose senza interesse e pazza perché a volte aveva crisi di rabbia “senza senso”. Per mio padre lei era poi troppo esuberante e per questo e molte altre caratteristiche, si vergognava ad uscire con lei e ad avere amici. Mai usciti per andare ad un cinema o ad un ristorante. Mai. Quando parlavo con mio padre di psicoanalisi, gli rinfacciavo di avermi rovinato l’infanzia, che questo avrebbe marcato inevitabilmente il mio futuro e lui o se la rideva sarcasticamente o nella peggiore delle ipotesi si infuriava e . diceva che chi doveva farsi curare ero io e mia madre, le uniche squilibrate isteriche. E vabbé. Ho cercato in tutti i modi di far rinsavire mio padre, ma quando avevo capito che non sarebbe mai cambiato, perché la cosa aveva a che fare con la sua persona, a 18 anni lasciai casa. Mi chiese scusa qualche anno dopo, dicendo di scordare il passato, di ricominciare perché si era pentito… ma per lui il male era mia madre, non lui! Era violento perché non era felice con mia madre, perchè aveva lasciato i suoi adorati figli nella mani di una povera isterica.
    Qualche settimana fa, dopo gli ennesimi scherni e insulti telefonici per essermi fatta fregare nuovamente dallo psicopatico, dopo che mi aveva consigliato di tornare a vivere con lui con i tre bambini nella mia cittá natale, perché era l’unica forma per liberarmi dallo psicopatico, gli feci presente che non era possibile. Lui pensó dicessi cosí per il passato… “ma no” gli dissi “é per la tua persona! Vicini non possiamo stare. Tu sei violento e offensivo!” e gli dissi che nai e poi mai avrei più permesso a nessuno di farmi trattare male e farmi violenza psicologica, che per anni lui lo aveva fatto ma che adesso non sono piú disposta a subire, né io né tantomeno i miei figli scossi dalla situazione con lo psicopatico!”
    Lui ha negato tutto ricorrendo alla famosa amnesia selettiva citata nell’articolo. Ha tentato di farmi passare per esaurita dicendo che non si ricordava nulla per via dei due interventi subiti alla testa. Mi ha chiesto scusa, vittimizzandosi e dicendo che se non mi volesse bene, non mi starebbe aiutando in questo momento. Che il passato è passato e che non vorrebbe che facessi come ha fatto mio fratello che, dopo essersi approfittato di lui per studiare e fare il dottoramento all’estero, qualche mese fa lo ha abbandonato.
    Non só sinceramente chi sia peggio in questo momento tra il mio ex e mio padre. Spero che il 2018 sia l’anno della svolta in cui potrò finalmente liberarmi di queste due figure tossiche, per tornare a vivere e dare una vita più serena ai miei tre bambini.

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  16. Lascia stare il passato! Il passato è passato, possibile che continui a rimuginare?
    Secondo lui, io avrei dovuto applicare il suo metodo magico e dimenticarmi dei suoi insulti, torti, cattiverie con un colpo di spugna e fare finta che tutto ciò non fosse mai successo.
    Altra frase mantra: “se vuoi, puoi ricominciare da capo: è tutto nel tuo cervello, basta che lo decidi tu e tutto può cambiare”.
    E con questi geniali suggerimenti, ho ottenuto anni e anni di dissociazione cognitiva e confusione mentale.
    Anche adesso è del tutto evidente e sconcertante come, a seguito di un episodio di aggressione nei miei confronti che ha fatto traboccare definitivamente il vaso di anni di maltrattamenti verbali, psicologici e altro e mi ha portato a chiedere la separazione, lui è quasi sconcertato, incredulo, è come se continuasse a chiedersi perchè io non riesco a metterci una pietra sopra, come possa io pensare di distruggere una famiglia…
    Non ho neppure voglia di ricordargli tutti i torti subiti, non ho nessuna voglia di ricordargli le miriadi di volte in cui per motivi insignificanti ha insultato o umiliato me e mio figlio, guastato giornate piacevoli, rovinato riunioni familiari: non ha senso, è come parlare con un muro di gomma.
    Ho stilato un elenco con 17 motivi per i quali voglio separarmi da lui e glielo ho consegnato. Un elenco preciso ma molto sintetico di tutti i miei motivi e di ciò che lui ha compiuto o non compiuto nei confronti miei e di mio figlio. Gli ho detto che se non si capacita di perchè io non ne voglio più sapere di lui, vada a leggersi e rileggersi l’elenco.

    Un’altra cosa mi ha colpito in questa lettura: negli ultimi 16 anni della nostra relazione, da quando ho perso prima mio padre e poi mia madre, ho consumato buona parte dei soldi ereditati dai miei genitori, per il semplice motivo che in famiglia i soldi non bastavano, anche e soprattutto per il fatto che lui non si è mai dato da fare abbastanza per guadagnarne di più, potendo contare sul contributo a fondo perduto delle mie risorse personali che io, fessa fessa fessa, fessa mille volte, ho ritenuto fosse naturale mettere a disposizione questi soldi per potere campare e per far condurre a a noi e a mio figlio una vita sufficientemente degna.
    E’ solo da pochissimo che ho REALIZZATO che quei soldi li DOVEVO A MIO FIGLIO, erano una risorsa mia personale che io avrei dovuto custodire gelosamente per mio figlio! Ora mi ritrovo con molti meno soldi, anche se per fortuna sufficienti a potermi svincolare da lui fino a che riuscirò a riorganizzare la mia vita.
    Sono enormemente dispiaciuta di non essere stata in grado di tutelarlo, anche se allo stesso tempo sono felice di essere arrivata (anche se tardi) a capire lo scempio compiuto a mie spese e a spese di mio figlio e a mettervi rimedio con una separazione che è in via di attuazione.
    Il peggioramento delle nostre condizioni economiche dovuto alla separazione sarà inevitabile, ma perlomeno non sarà come buttare i soldi nel wc come ho fatto finora.

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    1. Anch’io me ne sono andata abbastanza in tempo da avere ancora qualcosa da cui ripartire per ricostruirmi una vita… certo, ho lasciato a lui la mia auto, la mia cucina, il mio bagno, i miei mobili e tantissime cose mie… per un po’ non ci sarà la vacanza di primavera e probabilmente saremo meno sereni e avremo tante cose da sistemare… ma almeno userò le mie risorse personali per me sola e quello che comprerò sarà mio e dei miei figli e lo sceglieremo noi senza intromissioni…
      Buona fortuna a noi, Primavera!

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      1. Grazie cara Francesca. Io non ho tutts la vita davanti ma va bene lo stesso.
        Da adesso in poi, buona vita a noi!!!

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      2. Magari la nostra vita sarà comunque più bella e più lunga della loro… e come fece una parente zitella (del mio NP) da ultra ottantenni passeremo davanti al loro manifesto di morte e diremo “Tiè, io sono ancora qui e sto bene!”…
        Non è mai troppo tardi e non è mai abbastanza presto… Buona vita a noi!

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  17. È pazzesco. Leggo nell’articolo: “Sentendo ciò, mio padre biologico iniziò immediatamente a sbraitare, delirando e urlando che i fondi di mia madre erano suoi per tutti gli anni in cui erano stati sposati, che aveva diritto a qualsiasi denaro ereditato dai miei nonni materni e che mia madre non aveva il diritto di lasciarli a nessun altro oltre lui. (Lo so, lo so, signori miei… ora avete un’idea di cosa sto parlando qui.)

    Ho chiesto se non pensava che quell’episodio meritasse delle scuse, visto che era ME che aveva rubato, non mia madre. Pensò per un minuto, poi disse lentamente e astutamente: “Mi dispiace che il nostro rapporto sia arrivato a questo punto. Sembra una scusa abbastanza buona per te?”.

    È incredibile quanto ciò sia identico a quanto è successo a me!
    Dopo che per anni avevo ripetuto che stavo mettendo soldi miei ereditati per far fronte alle spese familiari ordinarie e straordinarie, dopo che ho comprato casa coi miei soldi, avviato una attività in comune con lui usando solo i miei soldi, arriviamo adesso alla separazione. Fra i motivi per cui voglio che se ne vada dalla mia vita, ovviamente gli ho rinfacciato lw sua completa mancanza di responsabilità nel far fronte alle necessità della famiglia. Ha avuto il coraggio di chiedermi come posso “essermi tenuta dentro tutta questa merda” per tanto tempo! Scusate la crudezza ma ho proprio bisogno di sfogarmi.
    Non un “scusa”. Non una ammissione di colpevolezza, o di mancanza, non un’autocritica. Gli ho detto che ha danneggiato suo figlio!!! Le due possibilità future! Tanto più che non guadagnerà mai decentemente, non darà mai un vero contributo che possa in qualche modo riparare questo danno fatto a suo figlio e a me (per la mia vecchiaia, per non essere mai costretta a pesare su mio figlio).
    Anzi, sono io quella che è talmente misera, venale, da rinfacciare qualcosa di così volgare come una questione di soldi.
    E parliamo non certo di poche migliaia di euro, parliamo di una cifra con cui ora potrei acquistare un appartamento.
    Addirittura non mi crede. Dice che non è possibile che parliamo di una cifra simile. Ho provato mille volte a fargli fare dei conti e verificare ma non si degnava. Certe cose “non sono per lui”. E io per quieto vivere e non fare la fame, zitta tiravo fuori soldi. Ma come ho fatto a fare ciò per tanti anni???
    Ho veramente il disgusto. E tanta tristezza.

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    1. Sei una bella persona… in famiglia non si bada al denaro… non si fanno conti… si fa quello che c’è bisogno di fare e si pensa all’oggi e al futuro… il denaro speso è speso bene se siamo insieme e tutto quello che accadrà lo affronteremo insieme… è intrinseco all’idea stessa di famiglia…

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  18. Grazie cara Francesca. È giusto quello che dici. È giusto però quando hai a che fare con una persona come te. Io ho fatto ciò che sentivo naturale e giusto, ma sono anche stata sprovveduta. Non ho saputo riconoscere lo sfruttamento. Il parassitismo. O meglio, negli ultimi anni lo vedevo e denunciavo, ma senza il coraggio di prendere provvedimenti. Ho tenuto insieme l’immagine fittizia della famiglia felice e senza ristrettezze economiche, ma a caro prezzo. Non solo economicamente parlando.
    Ho sempre avuto l’idea romantica della coppia che condivide altri e bassi e fo e chi ha mette in comune con l’altro.
    Ma ci sono dei limiti: anche questo ha a che fare con la nostra incapacità di mettere dei limiti. E chi non ha intenzioni sane, se ne approfitta.

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    1. Se avessimo compreso la vera natura della persona che avevamo accanto credo che non le avremmo minimamente prese in considerazione…

      “Il motivo per cui restiamo alla larga è che FINALMENTE abbiamo visto la loro essenza. È l’intera persona a tenerci lontani, e non solo qualche incidente o comportamento. È IL LORO INTIMO. È la loro personalità, il loro carattere, il loro modo di fare INGIUSTO, la loro cattiveria. Non è solo questa o quella cosa, o qualsiasi altra cosa facciano, sono loro NEL COMPLESSO.”

      Credo che avremmo dovuto dare la priorità a noi stesse e alla nostra crescita personale prima di scegliere qualcuno con cui costruire una famiglia… e qui ci vedo sicuramente una responsabilità nostra ma anche educativa e ci vedo un’enorme sfiga perché i genitori non li scegli, te li trovi e spesso si è travolti dagli eventi prima di diventare abbastanza forti e consapevoli…
      Nessuno mi ha mai detto “fermati e analizza ciò che vuoi” oppure “hai il diritto di avere tutti i desideri che hai e di raggiungere qualunque obiettivo sia importante per te”. La mia vita è stata spesso una corsa per risolvere questo o quel problema. Sono talmente abituata al caos che la serenità mi è sempre sembrata un ideale irrealizzabile… e soprattutto mi sono sempre sentita sola nelle cose che riguardavano me, come se non avessi il diritto di essere sostenuta durante tutto il mio percorso personale di crescita o di vita…

      Ora che siamo mature quei limiti siamo in grado di vederli… abbiamo pagato con la nostra giovinezza, ma solo perché qualcuno quella giovinezza non l’ha protetta…
      Ora spero solo che da mamma sia in grado di esserci per i miei figli… di esserci per loro, per aiutarli nel loro percorso… senza travolgerli ancora nel mio percorso di crescita, che continuerà e deve continuare, ma…

      …siamo state brave, finalmente abbiamo visto, abbiamo capito e ci stiamo difendendo… prima semplicemente non avevamo gli strumenti per farlo… non siamo state sprovvedute ma giovani ed ingenue…

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  19. La nostra giovinezza non la hanno protetta. È così. Non ne faccio una colpa a mia madre, distrutta dall’abbandono e da una vita con un uomo narcisista e anaffettivo. Ma lei non c’era, vittima della depressione e di una malattia mentale sempre più grave. E per me ragazza e poi giovane donna è stato lo sbando totale. È andata male ma sinceramente poteva anche andare peggio viste le premesse, io in quel periodo annaspavo passando da un partner pessimo ad uno terribile…mi sono rovinata mezza vita in questo rapporto che sto concludendo, ma ho anche lavorato su di me e sono diventata più forte ed autonoma. Non mi sono persa.
    E comincio a percepire di nuovo i limiti da stabilire per non farmi calpestare, cosa per me difficile da sempre.
    Ieri il mio avvocato mi diceva di aver avuto richiesta da quello di lui (se lo è scelto in un’altra regione per averlo gratis come favore, di raccogliere la sua firma per la separazione consensuale.
    Siamo agli sgoccioli, e questo razionalmente farebbe risparmiare tempo a me (e soldi a lui).
    Ma dentro di me è montata rabbia…ho chiamato il mio avvocato e le ho detto che non mi pare giusto. Lui riesce sempre a fare in modo che gli altri di sbattiamo e lui no! Sono riuscita a mettere un paletto e a capire che non era giusto.
    Per la separazione da lui io dovrò pagare e lui se la cava gratis…
    Ma alla fine io riavrò tutto in serenità.

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  20. Sono quasi tre mesi che non viene a trovare i suoi figli. Con la scusa del covid se ne è stato tranquillo a casa sua, bombardando i bambini di pretese e mostrandosi serenamente in giro, libero da ogni impegno (perché in cassa integrazione)… come se la quarantena valesse solo come scusa per non venire a trovarli…

    Dopo settimane di clausura e didattica a distanza pretende che glieli porti io su da lui… che organizzi il loro guardaroba ormai da rifare, prepari le valige, li metta in auto e vada su a lasciarli, come pacchi regalo, prima che lui sia costretto a tornare al lavoro a metà giugno…
    Facile fare il padre così… nessuna responsabilità e nessuna rinuncia…

    Il suo avvocato è una parente…

    Il mantenimento…il minimo per legge…

    Scende in autobus per pochi euro…due volte al mese… resta con loro 32 ore a lamentarsi per la stanchezza della notte in autobus mentre sua madre si occupa di tutto… poi riparte e se può non torna…

    Sono pigri, indolenti, avari, sempre pronti ad approfittare degli altri…
    Discutere è un modo per montare rabbia perché a loro non importa assolutamente di niente e nessuno…non ci sono accordi, non c’è rispetto…

    Hai vinto la separazione. Hai vinto tu… lui non ha pagato né pagherà… lui non cade e non cadrà mai… ma non perché cade sempre in piedi, ma perché non ha mai fatto altro che strisciare…

    Hai vinto tu ed il resto non conta… andrà via e tu potrai essere serena con tuo figlio…

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  21. E’ proprio vero, Francesca. Sono qui che conto i pochi mesi che mi restano di questa lunga convivenza. Sono soddisfatta di me. Di avercela fatta. E anche di avere agito con determinazione ma allo stesso tempo con ponderazione.
    Mi ci è voluto più tempo energia e tempo che a sbatterlo fuori casa in malo modo da un giorno all’altro. Ma ciò che avevo da dire sul suo modo inaccettabile di trattarmi lo ho detto e lo ho ben spiegato anche a mio figlio. Una volta sola, chiaro, definitivo. E ora agisco.
    Ma sono fotocopie i nostri cari ex!!!
    Più leggo questo blog e più. I sorprendo delle dinamiche fotocopia di questi soggetti.
    Io dubito però che lui si comporterà in modo cosi assente col figlio. E sempre stato fin troppo presente, quasi troppo. Se in un prossimo futuro si dovesse comportare come il tuo ex e dileguarsi dal suo ruolo paterno, avrò l’ennesima riprova che sono fatti con lo stampino.

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