Le personalità narcisiste e la formazione del battaglione di “Minions”

Fonte: https://thenarcissisticlife.com/narcissists-need-minions/
Autore: Alexandre Burgemeester,  neuro-psicologo (Università di Amsterdam), specializzato in Disturbi neuro degenerativi, Disturbi della Personalità e Disturbi Emotivi 
Trad. C. Lemes Dias

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È ormai passato troppo tempo per la memoria popolare. Il 18 novembre 1978, il reverendo Jim Jones, leader del culto del Tempio del Popolo, ordinò ai suoi seguaci di commettere un atto terrificante che definì “suicidio rivoluzionario”, a Jonestown, in Guyana. Oltre 900 persone obbedirono. Tale decisione è stata presa durante un’assemblea registrata sull’audio cassetta agghiacciante che tuttora troviamo disponibile su Internet. Oltre 200 delle vittime erano bambini e furono uccise, a volte volentieri, dai loro stessi genitori. Tutti, tranne due, tra i quali Jones, sono stati avvelenati con una bevanda analcolica al cianuro. La tragedia avvenuta in quel luogo ha creato la terribile metafora popolare simbolo dell’obbedienza cieca, da noi tecnici denominata “bere il Kool-Aid”.

Gli eventi che hanno portato a quel giorno, alimentati dalla visita di un membro del Congresso degli Stati Uniti, ucciso assieme ad altre persone nella pista di atterraggio, non sono stati il frutto di un gesto impulsivo. Un quantitativo così elevato di veleno avrebbe dovuto essere acquistato, immagazzinato e preparato.

Jim Jones era un narcisista carismatico, ma non era onnipotente, né avrebbe potuto supervisionare personalmente e istruire oltre 900 persone a uccidersi. Dovevano esserci persone in grado di fare il lavoro sporco per lui. All’interno della comunità c’erano tanti anziani e la cosiddetta “brigata rossa” che uccise il deputato mentre cercava di fuggire assieme ai membri del suo Partito. Erano gli stessi “Minions” inviati per uccidere chi non voleva suicidarsi. Gli unici sopravvissuti sono stati quelli che si sono nascosti, quelli che sono scappati nella giungla oppure quelli che avevano ricevuto da Jones alcuni incarichi, come trasportare del denaro all’URSS. Il controllo di Jones sulle menti dei suoi seguaci e dei suoi stretti collaboratori era tale da portarli a credere ad ogni sua parola e obbedire ciecamente ai suoi ordini: avevano perso totalmente il libero arbitrio.

LE SCIMMIE VOLANTI

Anche se è sempre problematico applicare criteri diagnostici a una persona morta dopo fatti di questa gravità, è altamente probabile che Jones fosse un narcisista e che gli accadimenti che portarono alla tragedia del novembre 1978 sono stati causati da una grave ferita narcisistica che scatenò, alla fine, la sua furia. Il culto stava affrontando alcuni problemi che non aveva previsto: un piccolo gruppo di persone voleva andarsene con il Deputato e la giungla della Guyana si era dimostrata molto lontana dal Paradiso che s’immaginava. Altri elementi considerati all’epoca erano stati l’abuso di sostanze stupefacenti di Jones – droghe che l’hanno portato, alla fine, a compiere il gesto di uccidersi; che non avesse dormito per giorni e che i suoi famosi incontri notturni con i membri di alto livello dello staff (e che duravano tutta la notte) avessero potuto dare il colpo di grazia sulla capacità di ragionare di quelle persone.

Questo è forse il motivo per cui si sono resi ancora più disposti a fargli da “scimmie volanti”, eseguendo i suoi ordini.

Il termine “scimmie volanti” viene usato per descrivere le persone che consentono agli individui con intenti psicologici dubbiosi – compresi i narcisisti, ma non esclusivamente – di riuscire a raggiungere lo scopo di annientare coloro che percepiscono come una minaccia oppure che temono possano ferirli. Il termine deriva dal “Mago di Oz” di L. Frank Baum, in cui le scimmie volanti costituivano gli elementi a servizio della Strega Malvagia. Un’immagine così potente e iconica smentisce il fatto che necessariamente deve esserci una figura come Jim Jones o una strega malvagia al comando di una troupe di Minions, ma che possono anche decidere di agire da soli, restandone pur sempre succubi del narcisista, tanto quando la persona che attaccano.

CONSIGLI NON ACCETTATI

Qualche tempo fa un amico mi raccontò un episodio che gli è capitato quando cercò di avvertire una ragazza sulla pericolosità del suo ex. L’aveva fatto perché la sua amica era fragile e una relazione con un narcisista era l’ultima cosa di cui aveva bisogno. Ora, mentre lei veniva avvertita da lui in termini misurati, razionali e in nessun modo “etichettanti”, gli eventi che si susseguirono sono stati davvero spaventosi

“Lei ha postato accuse su Facebook contro di me, mandandomi citazioni tratte dalla Bibbia nel cuore della notte. Non avevo mai pensato che la Bibbia potesse essere usata in modo così minaccioso! Ho ignorato i suoi messaggi, ma questo ha solo provocato un’escalation ancora più aggressiva. L’ultima goccia è stata l’invio di una lettera ai miei datori di lavoro, in cui affermava di essere preoccupata per la mia sanità mentale, affermando che non ero in grado di svolgere il mio lavoro – ero un insegnante. Il mio datore di lavoro non ha avuto un’altra scelta: decise di sospendermi e di aprire un’indagine completa su di me. È stato straziante!

Come facilitatrice o scimmia volante, la ragazza non si rendeva conto di essere stata manipolata. Credeva a quello che l’altra persona le aveva detto ed era convinta di fare la cosa giusta.

Anche le sue convinzioni religiose erano state manipolate, creando una crudele parodia del Cristianesimo che professava.

C’è da dire che le scimmie volanti non sono sempre persone vulnerabili e fragili. I counsellor matrimoniali e i terapeuti di coppia sono particolarmente vulnerabili a subire questo tipo di dinamica, specialmente se un membro della coppia si presenta come una voce particolarmente credibile. La stessa ragazza mi aveva parlato delle consulenze di coppia che lei e il suo ex avevano frequentato, mentre erano ancora insieme, raccontandomi quanto segue:

“Avevo organizzato le sedute per cercare di aiutarlo, ma restavo nella stanza assieme a lui e al professionista – che dovrebbe essere preparato per comprendere i meccanismi della manipolazione psicologica. Il punto è che le domande venivano rivolte a me, in più mi venivano dette cose del tipo: “’Non ti rendi conto che lui sta cercando di fare del suo meglio per prendersi cura di te?’. Mi sono sentita una cattiva persona, quando era lui ad aver mentito su tutto… “

COME EVITARE DI ESSERE “MINIONIZZATI”

In una nuova relazione (tanto di amicizia quanto romantica) non c’è alcun bisogno di sospendere le vostre facoltà critiche. Non si tratta di mettere in discussione tutto, ma di sviluppare la capacità di abbinare la vostra esperienza e quella di altre persone a ciò che vi stanno dicendo.

Osservate quanto tempo le vostre conoscenze trascorrono parlando di questa o quella persona e il tono della conversazione: non è mai salutare spendere più di una piccola parte di una conversazione o di una chiacchierata tra amici parlando male degli altri.

L’attenzione dovrebbe essere sul presente e su di voi. Se non lo è, chiedetevi come mai. Dopodiché, chiedetevi se sono persone che si nutrono del vostro dolore: si soffermano troppo sulle cose che sono andate storte per voi? E lo fanno non in modo compassionevole, ma più come un tentativo di scavare in profondità per carpire meglio ogni dettaglio della vostra sofferenza, soffermandosi su di essa? Se questo inizia a succedere, controllate le informazioni che date.

Ascoltate attentamente la loro storia vittimistica: cosa ha fatto esattamente l’altra persona o le persone a loro? La storia si ripete in una sorta di vittimismo seriale? Viene raccontata in modo diverso ogni volta? Vi sembra inconsistente? I narcisisti spesso sono confusi sui dettagli di tali eventi.

Se vi viene chiesto di agire, rifiutatevi di fare qualsiasi cosa non si adatti al vostro codice morale, specialmente se vi dettano l’azione da compiere.

 Dite che l’accaduto semplicemente non vi riguarda e cercate di chiudere la conversazione così.

 

 

 

3 pensieri su “Le personalità narcisiste e la formazione del battaglione di “Minions”

  1. Splendido e terrificante articolo.
    Conosco la storia del Cool Aid ma ciò che trovo più terrificante è il ricordo di noi due, me e il narcisista, davanti a mediatori, periti, operatori psi, avvocati e giudice: era il tempo della guerra in tribunale per l’affidamento di nostra figlia, otto anni fa circa. Ebbene ripenso a quelle situazioni in cui come nell’articolo la donna viene messa sotto accusa mentre il marito ne esce come un santo. L’impotenza e la confusione e il senso di ingiustizia che ho provato in quei setting furono tremendi. Non essere creduti quando in ballo c’è il benessere di tua figlia è qualcosa che renderebbe folle l’individuo meglio strutturato al mondo; io che ben strutturata non lo sono mai stata, finii sei giorni in reparto psichiatrico.
    Forse il senso di ingiustizia mi perseguiterà in eterno come un trauma permanente perché ogni volta che leggo casi di cronaca nera in ambito familiare la prima cosa che faccio è chiedermi, indipendentemente da chi siano i protagonisti e da come vengano letti i fatti dai media e da chi siano le vittime e i carnefici “ufficiali”, ecco sempre io mi chiedo per prima cosa se è tutto è come sembra, se quella donna o quell’uomo abbiano compiuto gesti folli criminali PRIMA o DOPO essere stati condotti a un’esasperazione tanto irredimibile perché montata in anni non solo di manipolazione ma anche e soprattutto di disperazione per aver tentato di chiedere aiuto in mille modi senza mai riuscire a essere creduti, da nessuno.
    Vorrei aver letto questo articolo otto anni fa. Mi chiedo se sarei stata pronta a recepire davvero il messaggio oppure se non avrebbe fatto alcuna differenza perché i tempi di ognuno sono quelli che sono e nulla sia possibile farci. Mi chiedo che cosa nella tua informatissima opinione, Claudelia, sarebbe possibile tentare affinché qualsiasi prossima preda che si ritrovi in quella situazione incontri negli occhi e nelle parole di un curante il conforto e la comprensione di cui avrebbe bisogno al posto di incredulità e accuse ignoranti.
    Ciao a tutti, è la terza volta che scrivo in due giorni dopo mesi, evidentemente ogni tanto ho ancora bisogno di qualcuno che mi aiuti a tenere dritta la barra.
    Grazie.

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    1. Cara Lucia, il grande problema (per quanto riguarda la mancata preparazione di molti terapeuti) è che si ritrovano a dover assistere soltanto le vittime, giacché il carnefici non si recano mai in terapia per permettere che i loro meccanismi mentali vengano studiati in prima persona dal terapeuta. Il secondo punto è l’enorme ritardo dell’editoria italiana sul tema: i migliori terapeuti americani, europei o sudamericani del mondo NON SONO TRADOTTI in italiano, il che è francamente vergognoso: Nazare-Aga, Hare, Hirigoyen, Lowen, e tanti altri che menziono sul blog sono piccoli miracoli che abbiamo il privilegio di leggere in Italiano, così come gli stessi terapeuti. Serve una formazione specifica sul tema e sulla gestione delle angosce dei sopravvissuti quando scelgono il contatto zero. Non è possibile che vengano catapultati ai psichiatri, molti dei quali impreparati, che scelgono i farmaci come prima soluzione.

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  2. Grazie per questi due motivi che spiegano l’ ignoranza in Italia su un fenomeno (chiamiamolo così) di cui altrimenti non mi capacitavo.
    Fino ad ora avevo giusto letto teorie farlocche e para-complottiste al riguardo (la principale: si vuole tenere celata agli occhi del mondo l’esistenza di psicopatici funzionali e altre corbellerie simili, visto che negli USA ad esempio la questione è arci-nota).
    1) i n/p non vanno in terapia, giusto. Ma le scuole specializzate perché non preparano i professionisti almeno sulla teoria di questa realta’?
    E forse qui c’entra molto il tuo punto 2): hai mai provato a proporre a case editrici di spessore che trattano saggistica -psi, di tradurre i testi fondamentali dalle lingue interessate? Se sì, con che tipo di feedback? E che cosa si potrebbe provare a fare in questo senso che ancora non sia stato fatto? Come presentare a un buon editor o agente letterario un progetto di traduzione sul tema? Tu e pochi altri in Italia fate divulgazione in proposito, perché non unire le forze mettendo insieme un elenco di libri fondamentali (oltre a Kernberg i terapeuti più bravi in Italia non vanno!) da tradurre, per esempio, oppure una bozza di progetto originale inclusivo di stralci di traduzioni degli autori imprescindibili e ricerche o statistiche il più possibile aggiornate.
    Però una cosa non me la spiego: ogni specializzando oggi giorno è perfettamente in grado di leggersi letteratura scientifica almeno in inglese; ma pare che gli studi esteri in materia non attecchiscano qui. Questione di tempistica (ci arriveremo più tardi ma ci arriveremo?).

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