Panettone alla cipolla: su come narcisisti e psicopatici vi rovinano le feste

Fonte: http://samvak.tripod.com/narcissisthappiness.html

Trad. C. Lemes Dias

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Capita molto spesso che il “Holiday blues” venga inserito tra le colonne sonore mentali di un narcisista.

In me le feste provocano una tensione particolarmente virulenta di invidia patologica. Sono geloso degli altri, di chi ha una famiglia o da chi può celebrare generosamente, sentendosi nel giusto umore festivo. Le mie dissonanze cognitive si sgretolano. Continuo a ripetermi: “Guarda quelle imitazioni inferiori degli umani, schiavi dei loro cadaveri animati, sprecano il loro tempo fingendo di essere felici”. Eppure, nel profondo, so di avere un problema. Mi rendo conto che la mia incapacità di gioire è una punizione prolungata e insolita. Ammetto di averla. Sono triste e infuriato. Voglio rovinare tutto a più non posso. Voglio che condividano la mia miseria per ridurli al mio livello di astinenza e assenza emotiva. Odio gli umani perché non sono in grado di esserlo. Molto tempo fa, ho scritto su http://samvak.tripod.com/archive22.html :

“Odio le feste e i compleanni, compreso il mio compleanno, perché odio quando gli altri sono felici se non ne sono la causa, devo essere il promotore e l’animatore dell’umore di TUTTI. Nessuno ha il diritto di dirmi COME dovrei sentirmi, sono il mio unico padrone. Ecco perché sento che la loro felicità è falsa, montata, forzata, sento che sono ipocriti, che vedono gioia dove non ce n’è. Mi sento invidioso, umiliato dalla mia invidia e infuriato per la mia umiliazione, sento che sono i destinatari di un dono che non avrò mai: la capacità di godere la vita e di provare gioia. E poi faccio del mio meglio per distruggere il loro stato d’animo: porto cattive notizie, provoco un litigio, faccio commenti sprezzanti, proietto un futuro terribile, semino incertezza nella relazione, e quando l’altra persona è acida e triste, mi sento sollevato. Perché è tornata la normalità! Il mio umore migliora notevolmente e cerco di tirarla su di morale. Ora, se lei si rallegra è REALE. Perché è compito mio calibrare i suoi stati d’animo.
Il controllo è tornato ad essere mio. Sono tornato a controllare LEI.”

Le vacanze mi ricordano la mia infanzia, la famiglia solidale e amorevole che non ho mai avuto, ciò che avrebbe potuto essere e non è mai stato e, invecchiando, lo so, non lo sarà mai più. Mi sento privato e, unito alla mia sfrenata paranoia, mi sento tradito e perseguitato. Inveisco contro l’ingiustizia, l’indifferenza di un mondo senza volto e freddo in cui le vacanze sono una cospirazione dei “ricchi” che provano delle emozioni, contro i ricchi che non provano nulla.

I compleanni sono un pregiudizio, un’imposizione, un promemoria di vulnerabilità, un falso evento artificialmente interpretato. Distruggo per pareggiare la miseria. M’infurio per indurre la rabbia altrui.

Le vacanze creano in me un abbandono di emozioni negative, nichiliste, le uniche che posseggo consapevolmente. Durante le vacanze e il giorno del mio compleanno, divento una palla al piede da portare avanti regolarmente. Non accetto regali, non festeggio, lavoro fino alle prime ore della notte.

È un rifiuto dimostrativo di partecipazione, un rifiuto delle norme sociali, una dichiarazione di ritiro “alla faccia”. Mi fa sentire unico. Mi fa sentire ancora più deprivato e punito. Nutre la fornace dell’odio, la rabbia bestiale, lo scherno tutto sommesso che porto. Voglio essere tirato fuori dal mio broncio, oppure riuscire a non farlo – eppure rifiuto ogni offerta, eludo qualsiasi tentativo, ferisco chi cerca di farmi sorridere e dimenticare.

In tempi come questi, nelle vacanze e nei compleanni, mi viene in mente questa fondamentale verità: il mio rancore voluttuoso, virulento, dispettoso, sibilante e sputatore è tutto ciò che ho. Coloro che minacciano di portarmelo via – con il loro amore, affetto, compassione o cura – sono DAVVERO i miei nemici mortali.

“Ho paura delle vacanze: è il periodo peggiore dell’anno!”

Le festività natalizie dovrebbero essere un momento di riunioni familiari, di amore condiviso e di parenti e amici che si vogliono bene. Le vacanze dovrebbero essere la reificazione di quella contraddizione in termini: intimità di massa o di gruppo.   Invece, per le vittime di violenze e abusi familiari, le vacanze sono incubi ricorrenti, pieni di pericoli e di doppiezza, un teatro dell’assurdo con sfumature minacciose.

Ciò è particolarmente vero quando l’autore del reato ha anche disturbi della personalità narcisistica o antisociale. È importante capire la mentalità di tali abusatori.

COSA PUOI FARE A RIGUARDO?

Agisci contro i tuoi migliori istinti: non cercare di coinvolgere il tuo aggressore in feste, eventi familiari, compleanni, occasioni speciali e incontri. Tali tentativi lo faranno solo infuriare ulteriormente. Invece, lascialo stare, lascialo imbronciato, impantanato e immerso com’è nella sua autocommiserazione, ribollente di invidia, nel suo complesso di martirio. Esci, unisciti agli amici e alla famiglia nelle loro dimore e festeggia per rallegrare il tuo cuore.

Le probabilità sono che nel momento in cui tornerai a casa il tuo aggressore avrà già dimenticato tutto, essendo ritornato alla sua “normalità”.   Certo, alcuni partner abusivi continuano imperterriti a rovinare tutto provocando una lite, non importa per quale motivo.

Non c’è nulla che tu possa fare al riguardo, tranne stabilire dei limiti e non far passare comportamenti scorretti e maltrattamenti come se niente fosse.

Che tu scelga di coinvolgere o meno il tuo aggressore nelle attività di vacanza è irrilevante: ti tormenterà e ti perseguiterà ugualmente.

CON L’AGGRESSORE NARCISISTICO E PSICOPATICO NESSUNA BUONA AZIONE RESTA IMPUNITA.

23 pensieri su “Panettone alla cipolla: su come narcisisti e psicopatici vi rovinano le feste

  1. Per quanto riguarda il compleanno,eludeva la data. lui compie gli anni in inverno ma scrive sui social che è in estate, con data,tutto fasullo.Per quanto riguarda le vacanze non ama quelle di Natale ma molto quelle estive,dice che la vita va goduta a patto che paghi ‘altro, sopratutto l’altra di turno nell’harem.

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    1. Quindi, il suo parassitismo viene dichiarato e reso molto naturale. Ecco un punto interessante da discutere: la capacità di normalizzare lo squilibrio all’interno dei loro pseudo rapporti. Le prede passano ad accettare richieste che difficilmente sarebbero accettate da un uomo o da una donna non disturbati. Un abbraccio e buone feste!

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      1. Argomento molto interessante, la naturalezza con cui ci dichiarano e compiono azioni a volte vergognose che normalmente non saremmo disposti ad accettare e tollerare da parte di nessuno. Il fatto che non ce le nascondano e che le reputino e ce le presentino come cose del tutto normali, in qualche maniera ci spiazza e ci fa sospendere il giudizio (forse non ho capito bene; forse, se per lui è una cosa naturale, c’è qualcosa che mi sfugge; e comunque lui non è cattivo, è solo diverso – se fosse cattivo non lo direbbe, si nasconderebbe) – in parte forse ci fa anche sentire privilegiate per la confidenza accordataci (mi sta invitando nel suo mondo, sta invitando proprio me, mi invita a sconfinare insieme a lui, con lui).

        E’ un tema che desidererei approfondire.
        Buoni giorni Claudileia, grazie della tua presenza e un abbraccio a tutti

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      2. Vorrei capire meglio circa la risposta che hai dato a Luisa . Il mio ex faceva intendere una data di compleanno diversa da quella reale , e non ho mai capito perché. Viveva in funzione delle vacanze estive dimostrandosi seccato e nervoso per tutto il resto dell’anno. Per quanto riguardava i suo compleanno poi , nonostante dichiarasse molti amici, preferiva farlo passare in sordina, ad eccezione di una fetta di torta insieme ai genitori . Con me non ha mai festeggiato suo compleanno e , quando è stato il mio di compleanno, è saltato il tutto (gli avevo chiesto di trovarci in una pasticceria a festeggiare con una pastina) perchè prima aveva prima tardato non trovando le chiavi di casa , poi era andato a lavorare.

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  2. Mi chiedo come si faccia quando queste cancrene umane le hai dentro casa ovvero sono parte della tua famiglia di origine. Una sensazione di morte senza fine.

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      1. Cara Claudileia, io non ce la faccio, questa forza non ce l’ho. Cerco di limitare il più possibile il mio tempo di esposizione al tormento ma subisco ancora tanto. Mi faccio pena e tenerezza da sola per come ho vissuto male, per la vita che mi è stata tolta e per le colpe assurde che mi sono dovuta caricare. Non ti ringraziero’ mai abbastanza per avermi dato la possibilità di capire. Un abbraccio e buone feste

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      2. Cara Mina, come dice Claudileia é salvifico mettere distanza. Io l’ho fatto, andando a vivere all’estero e riducendo al minimo le chiamate a casa. Non vivo alcun senso di colpa verso queste persone ma mi attanaglia il rancore. Non riesco a perdonarli per tutto il dolore che mi hanno dato ad oggi. Non é facile soprattutto se poi non hai nessuna fonte affettiva nella tua vita. Non ho un compagno né amici, solo conoscenti che non mi sono mai stati vicini neanche quando ho perso mia madre. Ci vuole moltissima forza e spirito di sopravvivenza. Il mio consiglio per te, é quello di mettere distanza.

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    1. valeria cara…chi meglio di me ti capisce. mia madre…terribile..io nn la vedo da 1 anno e mezzo dopo quello che mi ha combinato ho bloccato chiamate e cerco di fare no contact perché mi crea disagio parlare con lei..e la ferita che hp dentro è grande..

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      1. Cara Emcla, ti invio un grandissimo abbraccio e tantissima solidarietà. Te lo dico non da scrittrice o da “blogger” ma da donna e mamma che ha avuto una figura materna assolutamente negativa e assente. Prima di arrivare alla conclusione che radiarmi fosse l’unica scelta possibile avevo la fantasia che il mondo intero fosse cosparso da mamme perfette. Quando ho finalmente guardado in faccia la realtà ho conosciuto persone che avevano la mia stessa storia e che erano in grado di comprendermi senza giudicarmi. Buone feste, cara! Abbracci

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  3. Cara Valeria, ti ammiro e ti sono davvero vicina. Io cerco di arginare ma non so tagliare. Ho provato ma il dolore è davvero troppo e alla fine faccio come ho sempre fatto per sopravvivere: accantono offese e umiliazioni e vado avanti. Evito qualsiasi invasione ma il condizionamento che ho ereditato da questo ambiente continua a influenzarmi. Non so volermi bene. Ci provo ma non ci riesco un granché. Ti abbraccio forte forte

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  4. Qualche anno fa mia madre mi raccontava di quando passava il giorno di Natale insieme alle sorelle . Diceva che era ipocrisia pura , tanto lavorare (cucinare) per finzione pura.
    Ora il Natale lo passa insieme a mio padre, al mio ex marito ed al mio ex suocero : dice che sarei la benvenuta se solo mi degnassi di stare con loro .
    Già quando ero sposata passavo il Natale da sola , non volendo tornare dai miei genitori : il mio ex marito passava il Natale con loro perché,diceva , mia madre cucina bene .
    Questa è ipocrisia pura , del io ex marito e dei miei genitori :non si può far finta che separazione e divorzio dal mio ex marito non siano mai esistiti .
    Il mo ex suocero invece mi spiegava che si sente a disagio a passare il Natale insieme ai miei genitori , ma che è anche l’unico modo di passarlo insieme al figlio che d’altra parte non vedrebbe mai .
    Io aspetto finiscano le feste per poter tornare alla normalità ma so che ci sono persone che realmente amano stare in compagnia dei famigliari : non tutto è falso e ipocrita come vorrebbe far intendere mia madre .
    Buon Natale Cla , ti auguro di passarlo insieme a belle persone ❤

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    1. Cara, allontanarsi da loro, è solo uno dei passi che possiamo fare quando decidiamo di non condividere piu il loro stato mentale. Poi, rimane il casino che hanno lasciato. Sono fiduciosa che, un pezzo alla volta, metteremo tutto a posto. Quello che è blu, lo chiameremo dinuovo blu, quello che è rosa, lo chiameremo dinuovo, o per la prima volta rosa….ecc.ecc. Passa il Natale idealmente con noi, anche io sono sola, noi sopravvissuti, noi ossi duri, noi belle persone…..non siamo soli, solo lontani per questioni geografiche. Riempiti il cuore di questa tenacia….buon Natale a tutti

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      1. Grazie a tutte di scrivere qui. Io, in realtà non riesco più a essere molto positiva. Mi sento come se non avessi più energie per rialzarmi l’ennesima volta. Ma voi mi date speranza che magari domani andrà meglio. Grazie

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      2. Cara Mina, invece la fine dell’anno può coincidere con la fine di un ciclo. Ci sono persone che non conoscendoti ti scrivono oggi e ti coccolano con un pensiero affettuoso e senza secondi fini, il che vuol dire che il contributo affettuoso che offre agli altri, anche senza conoscerli, sta già tornando a te in forma di energia positiva. Buon anno, carissima, e grazie per l’inestimabile valore della tua persona e dei tuoi commenti.

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      3. Cara Alba, non siamo mai soli quando abbiamo come compagnia la curiosità di conoscersi e di sapere cosa ci aspetta domani, progettando il nostro futuro. Quando sono arrivata in Italia mi è capitato di passare tre Natali da sola oppure lavorando. Oggi li passo strettamente in famiglia (marito e figli) ma ritengo quel periodo molto interessante e produttivo dal punto di vista umano e formativo. Era come se i miei sensi e la mia creatività fossero particolarmente affilati perché riflettevo di più in quel particolare periodo dell’anno in cui il mondo intero sembrava occupato a festeggiare. Alcuni dei miei racconti del primo libro sono nati da riflessioni fatte quando mi sentivo sola. Tutto nella vita può essere trasformato in arte o in apprendimento da trasmettere. Un abbraccio e buone feste!!!

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    2. Carissima, per noi che abbiamo avuto una famiglia di origine altamente disfunzionale è comprensibile vivere questo periodo con una certa malinconia, tuttavia, come dicevo a un’altra lettrice, la particolare sensibilità di questo periodo può essere molto salutare non solo per chi fa vita creativa, ma anche per chi sta lavorando seriamente su se stesso per chiudere in via definitiva un ciclo della propria vita. Un forte abbraccio a te e non dare peso a cosa fanno le persone che ti hanno ferito (e tanto, conoscendo bene la tua storia!) perché ben sanno cosa ti hanno fatto e perché non sarai con loro. Fartelo pesare è soltanto un modo per attuare lo schema della colpa: ogni volta che ti mette a tavola con loro e festeggi cancelli i loro misfatti e li autorizzi a continuare con gli abusi. Assentarsi e rifiutarsi vuol dire ricordare tutte le loro responsabilità, è per questo che ti vogliono lì e addirittura chiamano pure il tuo ex per farti vedere che TUTTI li vogliono bene, tranne te. Sono vecchi schemi di abuso! Un abbraccio forte e buone feste, a maggior ragione perché sarai lontana dalla loro tossicità.

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  5. E’ bello sentire di essere in un posto accogliente confortante e anche istruttivo come questo blog, anche io ho passato le feste quasi da sola ma erano anni che non ero così serena e ho fatto tante piccole cose nella mia nuova casa, un abbraccio a tutti e forza che ce l possiamo fare

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