Gli auguri di “Arte di salvarsi” ricordandovi che non esiste trasformazione senza crisi

Aprire gli occhi e osservare la vita nei suoi minimi particolari è una caratteristica di questo periodo, soprattutto per le persone che sono o si sentono sole.

Ci sono due ipotesi in questi casi: osservare il mondo sotto la luce fredda (e negativa) del giudizio oppure sotto la luce calda della trasformazione.

Quando scarseggia il “cibo per l’anima” nella nostra vita – oppure quando risulta intossicato – ci condanniamo alla perenne “fame d’amore” e tutti i nostri sogni vengono stroncati sul nascere, perché siamo “bloccati” a tutti gli effetti. Tuttavia, possiamo pur sempre fare mente locale, riflettere sui bambini che eravamo e sugli adulti che siamo diventati, cercando di capire CHI e COSA ha ostacolato/ostacola la nostra crescita spirituale.

Quando parlo di “crescita spirituale” e di cambio di prospettiva, mi riferisco a tutto ciò che ci porta a un livello alto di benessere psicofisico, il che implica una rottura con i vecchi schemi di abuso ai quali siamo stati abituati, lontani anni luce dalla normalità. Parlo di uno stato d’animo in cui la ricerca dell’amore venuta dall’esterno diventa secondaria se confrontata alla nostra personale ricerca interiore. Dico questo perché quando investiamo tutte le energie sulle nostre potenzialità e sulle persone che VERAMENTE hanno bisogno di noi, il ricavato è SEMPRE POSITIVO. Questo nuovo modo di guardare la vita provoca lo scioglimento dei nostri blocchi interni.

Da quando il mondo è mondo l’unione fa la forza, in questo caso l’unione delle forze positive ci rende LEGGERI. Improvvisamente, e apparentemente senza un perché, le cose che un giorno sognavamo cominciano a accadere. No. Non si tratta di miracolo, ma dei frutti della nostra scelta di vita: quando decidiamo di non farci più del male e di vivere all’insegna dei piccoli gesti di affetto e di gentilezza quotidiani, qualcosa si muove nell’universo per far sì che luci meno artificiali illuminino la nostra strada.

In breve sintesi è IMPOSSIBILE provare a essere forti e determinati circondandoci di negatività e di vuoto, perché È IMPOSSIBILE VEDERCI NEL BUIO.

Sapete oramai, voi che mi seguite da un po’, che i soggetti narcisisti perversi e psicopatici vi proiettano tutto il loro orrore, senza escludere nemmeno le loro ossessioni. Sapete che tali soggetti cercano di sottrarre e appropriarsi del meglio di voi e di caricare sulle vostre spalle l’intero carico dei loro rifiuti tossici, soprattutto L’ODIO PER L’ALTRUI FELICITÀ.

Veniamo chiamati “umani” perché viviamo sulla nostra pelle tutte le emozioni, sensazioni e sentimenti del genere umano – nella gioia e nel dolore.

 La NOSTRA natura è identica dal nord al sud del pianeta.

Ecco perché io, Claudiléia, proveniente da un paese sconosciuto del Brasile e di madrelingua Portoghese, ho trascorso il terzo anno con voi rendendomi conto, a volte meravigliandomi (perché non finisco mai di stupirmi e guai a me stessa se un giorno mi appiattirò, perché sarebbe la morte della mia creatività.) di aver vissuto e di essere sopravvissuta al vostro identico dolore.

Se siete qui e siete stati capaci di raccontare la vostra storia con enorme sofferenza e umiltà è perché i principali difetti che vi hanno proiettato i soggetti narcisisti che vi hanno ferito NON VI APPARTENGONO: per condividere la propria storia ci vuole forza, coraggio, capacità di discernimento, voglia di guardare in faccia la realtà e determinazione per uscire dal caos. Ossia, ESATTAMENTE ciò che il soggetto n.p. ha visto in voi e che ha provato in ogni modo a distruggere per appropriarsi e regnare sovrano.

Ho letto una riflessione molto bella che condivido con voi in questa chiusura dell’anno in cui siamo tutti un po’ più riflessivi, ma non VUOTI; riflessivi, ma non DEPRESSI, come vorrebbero loro:

Soltanto può condurre gli altri l’uomo in grado di guidare se stesso, in pace con se stesso e in condizioni di relazionarsi con gli altri. Questa è la chiave per iniziare un percorso di crescita e, specialmente, un cammino spirituale, una vocazione o chiamata, una professione, un incarico governativo, di gestione o qualsiasi altra azione abbia a che fare con i rapporti umani.
Capire il proprio percorso, osservarlo e decidere la direzione da prendere implica una grande sfida spirituale. Se mi manca “l’autoconoscenza” vedo negli altri tutte le “passioni, impulsi, bisogni, emozioni e illusioni represse in me” e tutto ciò che faccio è cercare di riversarle negli altri, ingrandendole erroneamente.
Il processo di uscita dal proprio narcisismo e di sviluppo della spiritualità risulta essere la fonte dalla quale beviamo in reazione alla vita quotidiana quando ci sentiamo bloccati. È questo processo a mostrarci il percorso da prendere quando è la realtà di ogni giorno a trainare le redini della nostra vita e quando sono gli altri a decidere il posto in cui dobbiamo stare; ci aiuta a non lasciarci influenzare dai nostri problemi e a stampare la nostra personale impronta nel superamento di tutte le difficoltà e sfide che ci tocca affrontare strada facendo.
In un tempo in cui le strutture obsolete resistono sempre meno e i cambiamenti si accelerano, diventa essenziale attraversare il deserto della solitudine, del viaggio verso l’interno; verso la nostra essenza e le nostre radici spirituali. In questo senso, il termine spiritualità significa la possibilità di accedere a una connessione con “qualcosa” che ci abbraccia, ci supera e ci sostiene, portandoci ai margini del caos esterno e dei limiti umani, qualcosa che nella nostra cultura chiamiamo “Dio”. La vera spiritualità, però, viene vissuta nel quotidiano, si esprime con l’azione autentica e carica di valori, in una presenza che è sinonimo di sicurezza interiore ma, soprattutto, nell’onorare gli impegni quotidiani.
Le persone che hanno una forte spiritualità parlano poco o niente della spiritualità in sé; perché si limitano a viverla[1].

 Vi lascio con una canzone andina, “Lunita tucumana”, l’ho scelta per questo particolare verso:

“Io non canto la luna perché illumina e niente più/ Canto perché lei conosce la mia lunga camminata.”

Buone feste a tutte voi e grazie per i vostri contributi quotidiani!

Grazie per offrire e condividere il vostro pane virtuale con chi ne ha bisogno.

Ci “vediamo” nella seconda settimana gennaio, un abbraccio!!!

C.L.D.

_______________________________________________________________________________

[1] ARREBA, Aurelio. Del narcisismo a la espiritualidad (El proceso de salir de sí mismo), disponibile su http://www.safa.edu.uy/documentos/DEL-NARCISISMO-A-LA-ESPIRITUALIDAD.doc.

17 pensieri su “Gli auguri di “Arte di salvarsi” ricordandovi che non esiste trasformazione senza crisi

    1. Ho letto per bene questo articolo che hai scrito.Ho letto anche i libri di vari maestri spirituali.Dopo di leggerlo non mi sento sola sul questo mondo.Ho avuto per lungo attacchi di panico e varie esperienze di solitudine asoluta.Poi mi è capitato di conoscere una persona e il mondo si è popolato.Ora lo so che ci sei anche tu e anche l altri come quel bambino con i biscotti.Voi mi avete salvata e avete dato il senso di mia esistenza.Una cosa che non posso capire.Che succede con questi poveri narcisisti chi è che aiuta a loro?Credevo che dovevo dare una mano anche a loro pero forse ero inconsapevole poi forse presuntuosa poi ho capito che devo rinunciare per non morire.E quando mi ricordo quanto stavo male per causa loro mi viene una enorme tristezza perche mi pare che anche loro stano ancora peggio pero che per loro non c’è salvezza.Ho forse tutta questa nostra sofferenza ha un senso.Sicuramente qualche tracia di luce abiamo lasciato nel loro buio che a loro puo servire come a me ha servito questo tuo articolo.

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      1. Carissima Tatjana, purtroppo sono persone in grado soltanto di provare grezze sensazioni, come la rabbia abissale quando vengono smascherati. Per riuscire a intravedere la luce e salvarsi bisogna avere la voglia e la predisposizione a farlo. Loro non hanno simili risorse, per questo quando abbandonati al loro fango stentano a capire il perché. Non sono esseri emotivamente intelligenti, di modo che ogni cosa bella che hai dato svanisce negli abissi della loro mente accecata dal BISOGNO di sopraffare gli altri per campare. Puoi trascorrere decenni della tua vita accanto a loro, sopportare l’insopportabile pur di salvare baracca e burattini che NON LASCI NIENTE perché NON SANNO IDENTIFICARE UN SENTIMENTO AUTENTICO.

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  1. Bello questo articolo, pieno di speranza e di luce, dà coraggio…ne abbiamo bisogno!!!!…Grazie per tutto quello che fai in questo blog. Tanti auguri di un sereno e felice Natale a te e a tutti

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  2. Auguri di Buon Natale e buone feste Claudileia e grazie di cuore.
    In effetti dopo l’esperienza col narcisista ho capito tantissimo ed ho fatto progressi incredibili. Quello che ci è accaduto è stata una grande opportunità di cambiamento e di miglioramento. Ed è importante parlarne e condividerlo.

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  3. Grazie con tutto il cuore e tantissimi auguri a Te e alla tua famiglia questo meraviglioso blog mi aiuta ogni giorno e mi dispiaCe solo di riuscire a scrivere poco perché so che ogni testimonianza aiuta gli altri faccio gli Auguri a tutti i frequentatori che immagino come una grande famiglia Grazie ancora di tutto perché davvero se sono riuscita a “liberarmi” e andare avanti molto lo devo a Claudileia e a voi tutti

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  4. Non avere più a che fare con questi personaggi e con le loro manipolazioni dovrebbe essere il regalo più grande non credi? Perché in questi giorni invece mi sento delusa dal fatto che i suoi auguri non sono arrivati? Credo che questo mi darà la forza di riuscire a non salutarlo nemmeno più se lo incontro. Spero sia l’ultimo Natale in cui soffriro’ ancora in qualche modo per questo essere senz anima. Auguri a tutte

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  5. Augurissimi cara Claudileia e auguri a tutti noi che con tanto coraggio, forza affrontiamo la ns nuova vita, la ns rinascita , dopo tanta sofferenza e dolore. Un abbraccio di cuore a tutti voi.

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  6. Saluti ed auguri a tutte voi e tutti voi. Questo articolo è bello e vado a leggerlo di nuovo per focalizzarne alcuni passaggi. A presto e coraggio, sempre.

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  7. Auguri a tutti. Ieri dopo alcuni mesi di no contact dall’ultima ricaduta ho visto la sua auto dalle parti di casa di mia madre. Sono sicura fosse lui. Lo sento. C’è come una comunicazione primitiva. Primordiale. Animalesca. Mi scatena i sensi a mille anche se fosse nei paraggi e non lo vedessi. Mi basta tornare a lui col pensiero di nuovo ossessivo, magari a ricordare, in questo caso il nostro primo Natale, che eccolo lì. Lo “chiamo”. Capita sempre così, è pazzesco. Appena torno lì col pensiero, o incontro lui, o incontro “la ex”. Dai non è possibile. È categorico. Alla vista dell’auto, il cuore ha cominciato a saltarmi nel petto. Ma ora lo so. A volte confondiamo le emozioni e i segnali che ci manda il corpo. Il battito accelerato può essere scambiato x amore. No. Non era. Sarebbe assurdo. Era adrenalina. Paura, credo. Era il cuore che batte nel torace della gazzella che ha visto il leone. Era il sangue che pompa con tutta la forza che ha per mandare sangue agli arti x correre veloce. Con tutti i sensi accesi a percepire il minimo movimento. Dovevo scendere x entrare da mia madre ma sono rimasta chiusa in auto. Ferma. Aspettando la sua mossa. Immobile. Pronta a scappare. Ragazze/i è difficile da ammettere che la persona tanto desiderata e che condivideva con me quasi ogni momento debba suscitare questo. Eppure mi sentivo così. Preda. E sono scappata. Buon 2018

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    1. Brava!!! Anche io ho le stesse sensazioni se percepisco ” puzza” di lui. Hai descritto bene come quella sensazione, che noi scambiamo per coinvolgimento, in realtà è paura. Paura che tutto può dinuovo succedere, noi spereremmo in bene, ma la nostra pelle, con i brividi, sa che sarà in male. Che sensi allenati che abbiamo! Ale’ altro residuo positivo da mettere nel cassetto. Ogni giorno io scopro abilità che credevo perdute! Da questo disastro sta nascendo una persona nuova, io stessa sono incredula….un miracolo. Volutamente rimango concentrata sulle cosa nuove che scopro su di me…..e non su quello che ho passato o penso di aver perduto. Buon anno a tutti.

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  8. L’ultima volta che l’ho visto ero per la strada, l’ho visto da lontano e di spalle mentre stava salutando un collega abbracciandolo. Istintivamente il mio sguardo si è incollato alla sua schiena guidando i miei passi, al punto che senza accorgermene, come ipnotizzata, stavo deviando il mio tragitto per andargli incontro, come se anche a me spettasse lo stesso abbraccio.
    Poi mi sono improvvisamente resa conto, e mi sono bloccata in mezzo alla strada: cosa stavo facendo? Ho deviato di nuovo il mio cammino, riprendendo la mia rotta verso il lavoro e la mia giornata.
    Lui forse non ha visto o forse sì, fattosta che poco dopo è venuto a cercarmi… Ma per fortuna avevo avuto il tempo di realizzare l’accaduto, e sono stata un perfetto sasso grigio, appena appena un po’ sfottente: che gli sia chiaro, con una risata, che la mia trippa per lui è finita – ora la riservo tutta per i miei deliziosi e terapeutici micini.

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  9. Ho digitato “salvarsi” sul motore di ricerca di questo blog, poi l’ho letto e qui ho deciso di raccontarvi che oggi, per la prima volta, sento di “essermi salvata”, davvero.

    Dopo diversi anni di storia a intermittenza con un np, poi dopo circa 3 anni ho scoperto quello che era. Tra incredulità, incapacità di uscirne, desiderio di rivalsa, falsi comportamenti per false speranze sono riuscita a chiudere solo molti mesi dopo. Alla chiusura ne sono seguiti una manciata di trattamento del silenzio da parte di entrambi con conseguente ricontatto da parte sua.
    Pur consapevole, non è stato facile mantenere un distacco emotivo, che ho cercato con tutte le mie forze finché un bel (e non tanto per dire) giorno mi sono decisa: no contact. Bloccato ovunque, una rinascita nelle prime settimane, disperazione a tratti per alcune successive. Mi sono attaccata al blog, agli affetti e al lavoro continuando nel percorso – già iniziato senza di lui – di ricostruzione di me stessa.
    Il pensiero era comunque presente, ma giorno dopo giorno si faceva sempre meno ossessivo, meno nitido, meno importante.
    Ho passato così qualche settimana fino a quando ho iniziato a stare male fisicamente: prima piccoli segnali poi sempre più grandi… era come se qualcuno mi stesse somministrando piano piano del veleno che mi produceva sempre più dolore. Sono arrivata a paurosi picchi di tachicardia, attacchi di panico, vomito, freddo, paure immotivate. Uno zombie che tentava ancora di camminare. Mi sono sentita impaurita e tanto sola.
    Quindi dopo un periodo di mia “assenza” durata un 2-3 giorni al massimo, gli amici hanno iniziato a venirmi a trovare o mi chiamavano al telefono, sono arrivati gli abbracci degli affetti a darmi conforto, i colleghi di lavoro massaggiavano per capire come andava.
    Il mondo, il mio mondo era lì per me: non ero sola, non dovevo avere paura. In tutto il tempo la mia mente ha cancellato il np, non ho mai pensato di rifugiarmi in lui, di cercarlo, di chiamarlo. Non ho pensato a una sua reazione, non ho pensato a lui e basta.
    Stamattina mi sono svegliata e mi sono sentita come rinata, come se avessi espulso tutto il veleno… come Biancaneve avvelenata dalla mela dopo il bacio del Principe per i romantici o come John Coffey nelle scene finali de Il Miglio Verde, quando espelle tutta la cattiveria umana per quelli come me.
    Tanti anni di np mi hanno lasciato segni nella psiche e nell’anima non indifferenti, ma oggi posso dire fiera di esserne uscita, che non ci saranno ricadute, che questo è il mio personalissimo giorno nella mia nuova vita.

    Queste parole, queste sensazioni ed emozioni vogliono essere un ringraziamento dal profondo dell’anima a Claudileia, che ha fondato e che ogni giorno alimenta questa casa per anime come noi.
    E poi un lumicino di speranza per tutti quelli che, approdando qui, si sentono persi, vuoti, finiti. A tutti loro voglio dire che e, che non è vergogna chiedere aiuto, che né noi né il mondo siamo lo schifo e il np ci ha lasciato pensare, che esistono la verità, la lealtà e la solidarietà, che la vita la costruiamo noi con tanti piccoli e semplici tocchi, che dobbiamo crederci .
    Perché “salvarsi” è possibile.

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    1. Cara Device, IMMENSE GRAZIE per il tuo affetto. Mi hai trasmesso una gioia intensa. Il sostegno che vi date è fondamentale e aiuta ad accrescere la fiducia nella migliore umanità. Grazie a nome di tutte le persone che ti leggono e che fanno tesoro, come me, delle tue parole dolcissime. Un abbraccio commosso. C.

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