Ogni bellezza verrà distrutta: perché i partner perfetti dei narcisisti non esistono

Autrice: Christine Louis de Canonville, psicoterapeuta specializzata in salute mentale e Disturbo Post Traumatico da Stress nelle vittime di narcisismo
Testo tratto dal suo libro The 3 Faces of Evil – Unmasking The Full Spectrum of Narcissistic Abuse, Ed. Black Card Books, UK, p.45-51
Trad. C. Lemes Dias

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I narcisisti cercano sempre la compagnia di persone che percepiscono come particolarmente dotate. Amanti della trasgressione delle regole, usano la manipolazione per ingraziarsi e, per un certo periodo, ammireranno la persona prescelta come superiore a loro.

Accollandosi le persone “elette” cercano di ottenere l’accesso a determinate cerchie sociali.

Avvicinandosi da queste persone hanno la possibilità di studiarli, imparare da loro, rispecchiarli e quindi modellare le loro qualità come se fossero le loro. Tuttavia, una volta che desiderano ciò che hanno gli altri, finiscono per svalutare la persona un tempo idealizzata, declassandola a inferiore. Quando non servono più ai loro propositi, la rifiutano e la scaricano dal loro circuito di “amicizie”. Di solito, prima di scartare la vittima, si assicurano di essere entrati a far parte della cerchia di amici della persona, di modo che considerano un loro diritto usare gli amici della vittima oramai scaricata come qualcosa di molto naturale.

Per proteggersi della vergogna i narcisisti usano un meccanismo di difesa primitivo e inconscio chiamato “scissione”. La scissione è uno strumento psicologico che divide la realtà del narcisista in due: vedono il mondo, per quanto riguarda il modo di pensare, in bianco e nero, dove le persone (incluso il loro Sé) sono o tutte buone o tutte cattive, senza aree grigie intermedie. In questo modo, il narcisista può separarle dal loro Vero Io (deludente e imperfetto) per prediligere il loro Falso Sé, che considerano più accettabile, tanto per se stessi quanto per il resto mondo.

Dopodiché, eventuali difetti inaccettabili che vivono in loro stessi vengono rapidamente proiettati sulla vittima o sugli altri. Quindi, quando il narcisista vede una persona e la reputa sufficientemente buona, può idealizzarla, e quando la ritiene cattiva, può svalutarla.

È come se non avessero la maturità psicologica per accettare la complessità delle persone, che possono essere un mix di bene e male. Per esempio, quando l’offerta narcisistica offre l’attenzione di cui hanno bisogno, la persona che fa da nutrimento viene accettata come ideale (è tutta perfetta), ma quando fatalmente fallisce questo compito viene automaticamente svalutata (diventando interamente cattiva).

Questo è ciò che accade quando il narcisista divide la sua realtà: improvvisamente, la vittima cade dal piedistallo in cui era stata posta per essere venerata (cioè, in luogo in cui le persone idealizzate vengono etichettate come amorevoli, accoglienti, ecc.) per essere declassata a nemica (cioè, degna di essere minacciata, rifiutata, fagocitata, ecc.), e quindi punita e controllata. Sfortunatamente, la furia dei narcisisti diventa il loro strumento preferito per mantenere il dominio e il potere in ogni relazione, di modo che con loro tutti imparano a camminare sui gusci delle uova per paura del prossimo sfogo.

Se un narcisista effettivamente si scusa, non lo fa per senso di responsabilità o rimorso, ma per paura di perdere la sua fonte di approvvigionamento. Ancora una volta, il delizioso personaggio del Dr. Jekyll torna a promettere la luna e le stelle, afferma che lo spaventoso Mr. Hyde non tornerà mai più. In quel momento, cosa vede la vittima? La vulnerabilità del bambino, per questo risponde. Sfortunatamente, è proprio questa la base del modello pericoloso che porta al ciclo crescente di violenza e abusi.

Alcuni esperti affermano che, contrariamente a quanto si crede, i narcisisti a livello patologico sono in grado di provare emozioni proprio come tutti gli altri. Cioè, sanno cos’è il senso di colpa, l’amore, la passione, la tristezza, la frustrazione, ecc., tuttavia sembrano avere la sconcertante capacità di reprimere le loro emozioni in modo tale che non giochino un ruolo importante nelle loro vite. E così, ciò che davvero mancherebbe in loro sarebbe la capacità di capire cosa provano gli altri: mancano di empatia piuttosto che di coscienza, aspetto che viene reso più evidente tra le mura domestiche. La capacità opacizzata dei narcisisti di amare, unita al loro senso di diritto, porta ad ogni sorta di difficoltà interpersonali. Le loro famiglie sono semplici appendici per accarezzare il loro ego (oggetti buoni che servono a soddisfare i loro bisogni, desideri e necessità, “cose” per rimuovere gli ostacoli dalla loro strada). Sarebbe proprio la loro scarsa capacità di amare a propagare la forza bruta della rabbia e dello sdegno in loro. Persino i loro figli diventano la loro riserva narcisistica: sperano di risolvere ogni sorta di bagattella personale attirando l’attenzione attraverso i doni e i talenti dei loro bambini. Questa mancanza di empatia influisce sulla vita del narcisista causandone l’isolamento dagli altri.

Isolamento che trovano molto doloroso e confuso, perché incapaci di comprendere perché vengono abbandonati. Per ogni narcisista, il rifiuto apre la loro principale ferita: quella dell’abbandono, la cosa che più temono al mondo. Secondo il Dr. George Brownstone, psichiatra e psicoanalista, consulente in psichiatria forense presso il Ministero della Giustizia austriaco, il Disturbo Narcisistico della Personalità è una forma di organizzazione della personalità borderline. Tutte queste persone hanno in comune la diffusione dell’identità (un senso non chiaro e instabile di loro stessi e degli altri); difese basate sulla scissione (piuttosto che sulla repressione) e sull’identificazione proiettiva (con conseguenze negative per i loro partner); paura (ansia da separazione) conscia e inconscia, assieme a paura della depressione e dell’abbandono. Il loro pensiero del tipo “tutto o niente”, nero o bianco, li porta a temere che se sono qualcosa al di sotto del perfettamente fantastico e incommensurabilmente attraente, sono senza valore e indegni di essere amati e che, pertanto, saranno abbandonati e lasciati morire (la morte come sinonimo di mancanza di amore). Di conseguenza, reclamano attenzione per confermare che sono perfetti – di nuovo, e necessariamente, più perfetti di chiunque altro. Il loro leitmotiv è: “Ci sono due modi di procedere nella vita: il mio modo di fare e quello sbagliato! O sei d’accordo, il che ci rende amici, o non sei d’accordo, il che ti rende quantomeno indegno e forse un mio pericoloso nemico.”

Sono incapaci di relazioni salutari, accoglienti e solide, specialmente amorose. A causa della scissione, le loro relazioni oggettuali implicano l’idealizzazione e la svalutazione, entrambe patologiche. Un partner (amante, collega, terapeuta, qualunque cosa) può essere inizialmente desiderabile finché è dotato di perfezione.

La formula è: “Dimostro di essere perfetta perché ho un partner naturalmente perfetto, bellissimo e dotato”. Il punto è che la perfezione fantasticata del partner idealizzato porta all’invidia: “Se è tanto perfetto, forse è più perfetto di me, di modo che invidio le sue qualità”. Questo meccanismo, a sua volta, porta all’odio: chi era precedentemente perfetto e meraviglioso subisce una svalutazione lampo diventando “perfettamente indegno”, persino orribile, qualcuno che deve essere palesemente denigrato e, in casi estremi, distrutto.

A seconda del grado di sociopatia (mancanza di super Ego o di coscienza, di solito almeno un po’ presente), ci ritroveremo di fronte a un ciclo senza fine di abuso, che va dal semplice rifiuto, controllo e aggressione, fino ad arrivare – se il narcisismo è maligno/perverso – all’omicidio spietato.

Tutti ci sentiamo gratificati dalla gentile attenzione e dall’affermazione della nostra amabilità e del nostro valore; questo è un bisogno umano basilare e normale. Le persone dotate della capacità di fare una valutazione più o meno realistica di se stesse e degli altri, possono imparare a lottare per avere successo con le unghie e con i denti mantenendo, pur sempre, una certa pace interiore, e restando in armonia con coloro che le circondano. Tuttavia, con un narcisista manipolatore le cose funzionano diversamente: lo sfruttamento degli altri è l’unico strumento a sua disposizione per cercare di mantenersi in equilibrio. Questo, però, non risolve definitivamente i suoi guai interiori poiché, come diceva Freud, non riesce a imparare dai propri errori.

In ogni caso, quando penso alle persone affette da DNP mi viene automatico il richiamo alla parabola persiana dello scorpione e della tartaruga.

Per riassumere in poche parole il narcisista, in primo luogo, gioca un gioco senza fine in cui posa da “Re della montagna”, perché sta giocando per mantenere il suo equilibrio. In secondo luogo, come gli psicopatici, la vera crisi arriva per loro con l’età, quando inesorabilmente perdono la loro bellezza e fascino.

Temendo di non poter più ingannare e imbrogliare, terrorizzati dalla prospettiva dell’abbandono, spesso diventano profondamente depressi o, in alternativa, cronicamente malati somatici, costringendosi a cure e attenzioni mediche costanti. Sembrano amare i lunghi ricoveri in cui si trovano su di un letto caldo, con tre pasti al giorno, immersi nel clima di cameratismo degli altri pazienti e circondati da medici che li gonfiano di attenzione e di infermiere carine che badano ai loro bisogni. Un’altra alternativa interessante per i tipi più criminali è la prigione, dove possono vedersi all’interno di un sistema che offre una sorta di “comfort”, con dei benefici sociali simili. Tutto questo, per quanto possibile, dipende dagli investimenti dello Stato.

Considerando che il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) spiega bene il narcisista di tipo “giardino”, quello più comune, a mio parere è ancora troppo limitato per comprendere l’intera portata del narcisismo maligno e della psicopatia nella società, entrambi forme di narcisismo particolarmente virulente.

Vide anche:
https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/04/28/charlie-sheen-docet-se-le-donne-piu-belle-del-mondo-non-bastano/
https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/06/17/la-sistematica-distruzione-dellautostima-della-partner/
https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/09/04/le-macchine-della-verita-appunti-sul-trionfo-narcisistico-nellambito-della-prostituzione-trans/
https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/06/26/105/

10 pensieri su “Ogni bellezza verrà distrutta: perché i partner perfetti dei narcisisti non esistono

  1. Claudileia, vorrei chiederti un parere:
    Il mio ex é stato legato alla sua ex compagna per 13 anni. Lei purtroppo ha avuto un´infanzia difficile: é stata abbandonata dai genitori quando era molto piccola e la madre l´ha “riportata” a casa dall´orfanotrofio all´etá di 9 anni obbligandola a fare lavori pesanti. Nonostante ciò é cresciuta in ambienti tranquilli ed é anche riuscita a diplomarsi. Da quel poco che sono riuscita a conoscere di lei mi é sempre sembrata una persona buona ma fredda nei sentimenti e da come ho anche capito dai racconti di lui, lei non é mai stata una donna che si prende cura del proprio compagno in modo amorevole o affettuoso ma piuttosto minimizzando la cosa con atteggiamenti bruschi. Sicuramente é stata una compagna molto attiva, nel senso che lo ha aiutato in tutto, sia quando si é trattato di lavori manuali, questioni burocratiche e addirittura nel fargli la valigia per le ferie…!
    La mia domanda é questa: come può un narcisista stare cosi tanti anni con una persona che lo tratta cosi freddamente quando dovrebbe aver bisogno di attenzioni? Io gliene ho date veramente tantissime e lui sembrava apprezzarle ma dopo un po´ mi sono sentita dire che dovevo essere meno accondiscendente e che a lui piacciono quasi di più le donne che lo trattanto con freddezza piuttosto che in modo amorevole e premuroso. Questa cosa fa parte della sua personalitá disturbata? E come ha fatto lei a stare cosi tanti anni con uno come lui, pur avendo un carattere forte?

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    1. Ahimè i soggetti n.p. prediligono le persone con un passato difficile per finire il lavoro di distruzione dell’autostima che qualcun altro ha iniziato: vogliono aprire una ferita maggiore di quella del partner che precedentemente ti ha ferito, oppure del tuo genitore disfunzionale. Un’altro motivo è l’invidia. Vogliono capire come hai fatto a superare un passato complicato e nonostante ciò andare avanti mantenendo il tuo equilibrio e serenità, cosa che non sanno fare. Dunque, si avvicinano da persone forti o potenzialmente forti, che sono riuscite a superare ostacoli insormontabili per loro SENZA CROLLARE. Scatta in loro un meccanismo del tipo “ti faccio crollare io, vedrai!”, è una sorta di scommessa. Per quando riguarda lei, immagino che a farla sopportare tutto e il suo contrario può essere stata la tendenza a normalizzare i comportamenti “eccentrici” del narcisista, interpretandoli sulla base del suo vissuto infantile abbandonico. Un narcisista che SA di averci a che fare con una donna che è stata abbandonata dalla mamma, utilizzerà per ogni sua sparizione la seguente scusa: “Stai facendo una tempesta in un bicchiere d’acqua perché in passato la tua mamma è sparita! Bada che IO NON SONO LA TUA MAMMA, eh? Non entrare in questo meccanismo con me, ok?”. E che razza di vampiro sarebbe se non succhiasse dalla ferita già aperta da qualcun altro? Perché aprirne una nuova, quando la vecchia è tuttora attiva e non risolta? Del resto, NON BISOGNA MAI CREDERE A UNA PAROLA DI CIO’ CHE DICONO SUI LORO RAPPORTI PRECEDENTI E DI “AMICIZIA”. Possono tranquillamente e senza batter ciglia dire che hanno dato “solo un bacio” alla loro “amica del cuore” in un momento in cui lei era particolarmente fragile… tuttavia, quando vai a vedere scopri che sono stati amanti lungo un ventennio. Nulla di ciò che esce dalla loro bocca va preso sul serio. L’interpretazione che danno ai fatti è totalmente fasulla o quantomeno falsata dal loro disturbo.

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  2. Mi sembra di sentire parlare di lui! Amore poi odio verso di me, proiezioni continue, e tutto il resto. E vedermi come la causa di tutti i suoi mali, arrivando a dire che un giorno lo avrei scaricato mettendolo per strada, su una panchina, per farmi sentire in colpa e responsabile del suo comportamento…un caos nella sua testa, il caos che divenne il mio, per distruggermi. Per arrivare quasi ad uccidermi con la violenza fisica, insieme a quella psicologica.

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    1. Il tipo da “giardino” è lo psicopatico del quotidiano che non uccide fisicamente né va in galera, ma lungo la sua esistenza distrugge psicologicamente le persone e fa innumerevoli danni che possono includere anche la rovina finanziaria delle persone che lo aiutano o lo amano; la parabola persiana della tartaruga e dello scorpione è anche conosciuta come “la rana e lo scorpione”. Ci sono molte varianti, tra le quali la fiaba di Esopo. Ecco la versione più conosciuta: “Un giorno, camminando tranquillamente, uno scorpione giunse nei pressi di un piccolo fiume.
      Tutto preoccupato iniziò a pensare: “Come farò a passare sulla sponda opposta, sono uno scorpione, non so nuotare!”.
      Proprio mentre stava pensando questa cosa si accorse che poco distante da lui vi era, tranquilla e dolce, una piccola tartaruga.
      Avvicinandosi lentamente, per non spaventarla, riuscì ad arrivare a pochi centimetri da lei ed a quel punto le disse: “Buon giorno, bella tartaruga. Non avere paura di me! Avrei bisogno che tu mi facessi un favore, per cortesia”. La tartarughina, subito preoccupata alla vista dello scorpione, fece qualche passo all’indietro e nel frattempo rispose: “Scorpione, che tipo di favore vorresti mai chiedermi?”. Lo scorpione allora le rispose: “Devo assolutamente passare dall’altra parte di questo fiume, ma come tu ben saprai, noi scorpioni non siamo capaci di nuotare e sicuramente morirei nell’impresa. Se invece tu fossi così gentile da farmi salire sopra di te potresti farmi attraversare questo fiume in pochi minuti e con il minimo sforzo!”. Sorpresa, la tartaruga rispose:
      “Non ti farò mai salire sopra di me, se per errore dovessi pungermi non avrei la minima possibilità di salvarmi dalla morte certa! Cerca un altro modo per attraversare il fiume, se proprio devi attraversarlo!”.
      Udite queste parole lo scorpione rispose: “Ma tartaruga, perché mai dovrei pungerti? Rifletti un momento, se ti pungessi mentre mi aiuti ad attraversare il fiume morirei di sicuro anche io, in quanto non so nuotare, e affogherei in pochi secondi assieme a te!”. La tartaruga rifletté qualche momento e, dopo aver ancora parlato un po’ con lo scorpione, si convinse che anche lui aveva molto da perdere. Quindi accettò di aiutarlo ad attraversare il fiume. E così lo fece salire sulla sua schiena, poiché ucciderla non era logico. Entrò in acqua ed incominciò a nuotare verso la sponda opposta. Arrivati a metà tragitto lo scorpione esclamò “Scusami!”.
      Un attimo dopo la tartaruga sentì il pungiglione dello scorpione entrare dentro di lei. Capì che entro pochi istanti sarebbe morta. Racimolò le ultime forze e chiese: “Perché l’hai fatto?”. Con tono gelido lo scorpione le rispose: “Perché è la mia Natura“.”

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  3. Grazie si tutto e’ famigliare ,la definizione del tipo GIARDINO,esattamente LUI.La favola della tartaruga invece è quella della rana che avevo già letto.E l’origine natale della favola è esattamente quella del pazzo.Grazie mille

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    1. Esatto, il narcisista perverso/maligno possiede le stesse caratteristiche dello psicopatico del tipo “giardino”. La differenza è davvero sottile, riguarda il possedimento di una coscienza oppure no. Lo psicopatico non la possiede per niente, mentre nel narcisista perverso ci sarebbe una parvenza, ma è talmente malconcia che i più bravi terapeuti al mondo preferiscono lasciar perdere, preferendo provare a creare una nuova di zecca. Ovviamente è un processo che richiede ANNI di terapia, cosa che NESSUN soggetto con un livello di narcisismo patologico elevato è disposto a “perdere” appresso un terapeuta.

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