Perché ogni vostra crepa vale oro per uno psicopatico?

Fonte: https://juegosucio-psicopatia.blogspot.it/2011/10/el-uso-del-lenguaje-en-los-psicopatas.html
Trad. C. Lemes Dias

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Molto spesso le vittime si chiedono: Perché sono stata così stupida da ingoiare le sue storie? Certe volte sono i loro amici o familiari a domandare: Come hai potuto credere a tutte queste cose?
La risposta è: “Dovete essere lì per saperlo”.
Tuttavia, c’è qualcos’altro, e il dr. Hare ce lo spiega nel seguente modo:
“Ciò che distingue gli psicopatici dagli altri è la notevole facilità con cui mentono, l’insistenza del loro inganno e la freddezza con cui lo eseguono”.
Dopodiché c’è qualcosa nel linguaggio e nella parola degli psicopatici che arriva ad essere sorprendente: L’USO FREQUENTE DI AFFERMAZIONI CONTRADDITTORIE O INCOERENTI MA CHE DI SOLITO PASSANO INOSSERVATE, SENZA CHE LE RILEVIAMO.

Alcune ricerche forniscono un indizio di questa straordinaria capacità di spostare parole e persone così facilmente.
ESEMPI:
Quando a un uomo che è stato in prigione per rapina è stato chiesto se avesse commesso qualche violenta aggressione nella vita, ha risposto: “No, mai, ma una volta ho dovuto uccidere qualcuno”.

Una donna che aveva una lunga storia di amanti seriali, tra cui uno sposato, criticava un’altra per essere l’amante di un uomo sposato. Messa di fronte alla sua contraddizione, rispose:
“Che cosa stai dicendo? Non hai idea di cosa dici, è diverso”.

Tutti quelli che hanno avuto esperienze con psicopatici sanno che il loro linguaggio è bidimensionale. Un’analogia con le persone daltoniche può essere utile qui. Queste persone usano strategie speciali, anche se non riescono a distinguere i colori, ad esempio, possono dire che il semaforo è rosso, ma in realtà sanno solo che la luce superiore del semaforo indica “stop”. Anche se non possono vederla sanno che tutti la chiamano “rossa”. E così, una persona che non può vedere i colori, attraverso questo meccanismo di adattamento, passa praticamente inosservata tra le persone la cui visione è normale.
Gli psicopatici usano le parole per definire un’emozione nello stesso modo in cui le persone che non riescono a vedere i colori usano le parole per definirli. Gli psicopatici non solo imparano ad usare le parole più o meno appropriatamente, ma imparano anche ad agire o ad imitare i sentimenti, nonostante la loro incapacità totale di sentirli.

Questa qualità della mente degli psicopatici è stata studiata con test di associazione di parole ed EEG. Gli psicopatici rispondono alle parole con contenuto emotivo nello stesso modo neutrale, ad esempio, la risposta evocata da una parola che avrebbe un impatto emotivo come “cancro” e una neutra come “tavolo” è la stessa.

Come scrive il dr. Hare:

“Ho parlato del ruolo del “dialogo interno” nello sviluppo e nel funzionamento della coscienza, sono i pensieri emotivamente carichi, le immagini e il dialogo interno che formano la coscienza. Sono loro i responsabili del potente controllo sul nostro comportamento, a generare i sensi di colpa e i rimorsi per le nostre cattive azioni. Si tratta di qualcosa che gli psicopatici non possono capire, per loro la coscienza è poco più di una comprensione intellettuale di regole che altri hanno inventato – solo parole vuote. I sentimenti che danno forza a queste regole non esistono negli psicopatici.”

Lo psicopatico non è consapevole della propria povertà emotiva e presume che tutti siano uguali. Non commettete l’errore di credere che danneggiate in qualche modo la loro sensibilità, perché non ce l’hanno! Possono dimostrare di avere dei sentimenti se questo è importante per raggiungere i loro obiettivi o per ottenere quello che vogliono. Possono verbalizzare il rimorso, ma le loro azioni contraddicono le loro parole. Sanno che “pentirsi” è importante e che “chiedere perdono” è utile e possono usare queste parole, anche se di solito con espressioni che sembrano incolpare la vittima per costringerli a dover chiedere perdono.
Per loro è un GIOCO, e se non conosciamo le regole di come pensano, continueranno a usarlo con risultati devastanti. Le persone normali soffrono quando vengono trattate con crudeltà e durezza, gli psicopatici fingono di essere manipolati solo quando non ottengono ciò che vogliono.

Un altro studio interessante riguarda il modo in cui gli psicopatici gesticolano quando parlano. Il movimento delle mani racconta ai ricercatori molto di ciò che chiamano “unità di pensiero”. Tali studi indicano che i pensieri e le idee degli psicopatici sono organizzati in piccoli pacchetti mentali: sono utili per mentire ma rendono impossibile affrontare pensieri profondi, complessi, coerenti e generali.

Tutte le ricerche sulla Psicopatia mostrano che il loro mondo interiore è banale e privo del dettaglio e della profondità del mondo interiore delle persone normali. Il che spiega anche le incongruenze nei loro discorsi.

È come guardare un film in cui una scena è stata girata sotto un cielo nuvoloso e la prossima della sequenza mostra i personaggi sotto un sole radioso. Alcuni spettatori – come le vittime degli psicopatici – potrebbero non rendersi conto della discrepanza, specialmente se sono molto appassionati o coinvolti nell’azione del film.

Gli psicopatici sono famosi anche per non rispondere alle domande, per dare risposte talmente evasive che la domanda originale resta senza una risposta.
Anche una parte della loro narrativa è difficile da capire, il che suggerisce un’organizzazione errata dell’attività mentale: non è quello che dicono, ma come lo dicono, il che ci dà un indizio sulla loro vera natura.

Ma qui torniamo all’inizio: se il discorso dello psicopatico è così strano, perché le persone intelligenti sono ingannate da loro? Perché non riescono a rilevare le loro incongruenze?

Parte della risposta è che le stranezze sono così sottili che la nostra normale modalità di ascolto non le rileva. Potrebbe essere che le parole “mancanti” o arrangiate in modo strano vengano automaticamente reinterpretate dal nostro cervello, proprio come quando vediamo un segnale stradale che dice “st_p”, e riempiamo il vuoto con una “o”. Qualcosa di simile accade con lo psicopatico e la sua vittima, lei “riempi” il vuoto con  “l’umanità e la coerenza” che manca nel linguaggio psicopatico, con le sue credenze basate su ciò che pensa e sente … e così si convince di averci a che fare con una grande persona, proprio come lei, o come noi.

Siamo condizionati a operare con fiducia e a dare “il beneficio del dubbio” sempre.

Gli psicopatici vedono ogni relazione sociale come una “opportunità”, un combattimento o una prova di forza in cui solo uno può vincere. Le loro motivazioni sono: manipolare e ottenere qualcosa, senza sosta e senza rimorsi. (Hare)

Il marchio di fabbrica dello psicopatico è l’uso di persone sole, insicure, emarginate, anziane o vulnerabili. (n.d.t., si tratta di una delle caratteristiche che lo distinguono dal narcisista perverso, che preferisce indebolire persone forti per dimostrare a se stesso di avere il potere di farlo).

Uno psicopatico intervistato dal team del Dr. Hare ha detto abbastanza sinceramente: “La prima cosa che faccio è guardarti, cerco un angolo, un crepa, immagino di cosa hai bisogno e te la do. Dopo, con gli interessi, ti presento il conto.”
Un altro psicopatico affermava di non aver mai cercato donne attraenti come bersagli, interessato solo a coloro che erano sole o insicure.  Diceva di poter sentire l’odore di una persona bisognosa “proprio come un maiale annusa un tartufo”.

Una delle psicologhe di un ospedale psichiatrico la cui vita è stata distrutta da un paziente psicopatico, scomparso dopo aver chiuso il suo conto in banca e aver clonato le sue carte di credito, ci ha spiegato com’era successo: aveva confessato allo psicopatico di sentirsi “vuota”, finendo per cedere alle sue dolci parole e carezze verbali.

Come già sappiamo, le parole hanno un valore economico per lo psicopatico, che può dirvi “hai tutto il mio sostegno” o “ti amo”, solo per fare una buona impressione. In realtà, questo non significa niente per lui/lei.

Alcune persone, però, si sentono così sole e disperate che persino le imitazioni sono meglio di niente.

26 pensieri su “Perché ogni vostra crepa vale oro per uno psicopatico?

  1. Per guarire ho capito una cosa, venivo ingannata, perché una parte di me voleva credere alle sue bugie. Ed il passaggio successivo è stato chiedermi perché ne avessi bisogno. Una volta trovata la risposta, non ci sono più cascata. (Almeno, per ora è così) 🙂
    Credo che accettare loro come un dato di fatto ci possa aiutare a spostare l’attenzione sui nostri vuoti. Non dobbiamo avere paura di scoprire anche i nostri limiti, ma anzi, una volta scoperti e accettati, ci accorgeremo che sono i nostri punti di forza.

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    1. Cara trapuntazero, io ho voluto vedere solo il buono….che simulava…..con una certa padronanza e disinvoltura….credibile….moooolto credibile. Una brava persona, con buoni sentimenti, un medico per giunta, un professionista della cura.l!!! Ogni tanto però delle incrinature nella maschera….da cui fuoriusciva una luce sinistra di male….ma l’effetto di questo bagliore era così dissonante dal resto del suo modo di essere che risultava poco credibile….cioè aveva un effetto stordente che in una dinamica psicologica non perversa, una persona cerca in tutti i modi di ricomporre in modo che abbia un senso….in parole povere il mio pensiero davanti al bagliore orrido era: oddio ma questa cosa cos’è??? Ma è bruttissima, terribile, ma immediatamente quando lui si ricomponeva e si mascherava nel modo appropriato e accettabile che metteva in scena , pensavo…:vedi? Non è come pensavi, hai esagerato, d’altra parte tutti hanno momenti un po’ brutti, cadute di stile, non esagerare per favore, chi sei tu per giudicare???
      Sono una che l’altro sta facendo a pezzi…ecco chi sono!!!
      Ma era più importante lui di me…ecco come dici tu …il mio vuoto….o la mia crepa…una delle tante….
      Vero, il loro esserci stati, la distruzione che hanno portato ci obbliga a confrontarci con quello che siamo….e vero, spesso i nostri limiti scoperti e accettati diventano i nostri punti di forza.
      Queste persone che hanno dei complessi affettivi profondamente disturbati, fanno breccia nelle crepe dell’animo umano, fiutando un vuoto e offrendo un pieno, fasullo, che poi fanno pagare a caro prezzo…ma dalle crepe non entrano solo cose nocive…..una frase a me moooolto cara di Leonard Cohen dice: c’è una crepa in ogni cosa. È da lì che entra la luce.

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  2. Cara trapuntazero e cara Elisa, i vostri commenti mi lasciano senza parole perché calzano – ancora più di altri – alla perfezione rispetto alla mia esperienza.
    È vero, in altri momenti non avrei mai permesso a una persona di farmi scendere così in basso nella stima verso me stessa, ma è andata così ed è da lì che sono ripartita. Almeno – mi dico – ho toccato il fondo.
    Elisa, lo sai che anche nel mio caso si tratta di un medico? Pieno di fascino costruito ad arte, che rilasciava informazioni solo atte a far percepire il suo status, che parlava dei suoi pazienti e interventi chirurgici come di trofei e di persone che “grazie” a lui stanno meglio (se penso che queste persone esercitano la professione rabbrividisco). Ma che nella comunicazione era realmente bidimensionale: non mi è mai capitato di avere difficoltà a comprendere le persone, ma con questo essere è stato qualcosa di così frustrante che ancora oggi faccio fatica a capacitarmi. Risposte sempre vaghe, sms costruiti per non dire, frasi fatte per galleggiare, uno sguardo perennemente vuoto. Una persona sana di mente non se ne capacita perché non è umano.

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  3. Carissime Elisa e Speranza anche il mio medico con tutte le modalita’ dell articolo e dei vostri commenti.
    Proprio la.sua professione e la.sua parvenza di educatione gentilezza stile ecc ..dissonava con la sua vera natura ( orribile).
    Tradimenti con chiunque, bugie create ad arte, manipolazioni giornaliere, triangolazioni all ordine del giorno.
    Intanto mi parlava di fede, di preghiera..
    Ero in un vortice che mi ha distrutta e con me tutto quello che mi apparteneva.
    Da cinque mesi sono scappata..e prego e spero ogno giorbodi dimenticare e guarire.
    Intanto sto cercando di ricostruire la mia vita da quel poco che mi e rimasto.

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  4. Care Mary e Speranza anche voi dottori!!! Credo che certe figure professionali, dottori ma anche preti per esempio, predispongano la persona che hanno.di.fronte a presumere una loro bontà d’animo e una sanità di mente che in qualche modo le persone normali associano alla loro professione come qualità indispensabili. Una forma anche questa forse di ingenuità? Un’altra crepa? Mah forse, ma anche semplicemente un modo appunto normale di pensare che fatica anche solo a concepire che il diavolo si possa travestire da angelo. A 16 anni mi capitò il prete perverso. Sì non mi sono fatta mancare niente!!! Che ammaliava tutti, meglio tutte!!! con la sua santità e devozione. A me andò direi bene, solo un discreto lavaggio del cervello, ma seppi poi dopo, quando il vescovo scoprì le varie amanti che aveva di cui una incinta, tutte rigorosamente ignare l’una dell’altra e lo sospese, che una mia amica che intendeva farsi suora poverina era stata circuita da questa bella personcina, se ne era innamorata follemente, e poi come ben sappiamo aveva dovuto mettere insieme i mille pezzi del suo cuore infranto quando aveva scoperto l’orrenda verità. Anche in quel caso quest’uomo sapeva entrare nei vuoti…ricordo che ad una mia amica sempre minorenne, che non aveva il padre, lui sempre le diceva: mi piacerebbe avere una figlia come te. E lei ovviamente pendeva dalle sue labbra, letteralmente!!! Credo che la sua tattica furba fosse lavorare le ragazzine minorenni per poi instaurare una vera e propria relazione solo quando fossero state maggiorenni. Per non rischiare troppo. Anche lì un angelo, veramente apparentemente, un uomo buono, devoto anche saggio…ma alcune volte la.maschera si incrinava e si vedeva qualcosa sotto di inquietante….c’erano una serie di indizi che però appunto una persona normale e non perversa ricompone in un quadro di normalità accettabile….Girava con un macchinone potente e costoso, rigorosamente superprofumato, magliettine nere aderenti e muscoli da palestrato….beh ma uno pensa che anche un prete ha diritto alla cura del corpo, e per certi versi è vero se non fosse che quel corpo poi lo usava per sedurre e far innamorare delle ragazze che avevano creduto alle sue parole. Alla fine delle confessioni in nome dell’amore fraterno mi chiedeva sempre di abbracciarlo!!! Io che non sono una che ama particolarmente il contatto fisico lo trovavo strano,è vagamente spiacevole, ma del resto pensavo: cosa c’è di male, è vero che siamo tutti fratelli !!!
    Oddio, se ci penso!!! Io che, avendo una famiglia un po’ disfunzionale, specialmente d’estate praticamente vivevo con questa persona!!! Una volta ricordo che mi portò a vedere la parrocchia dove lo avevano trasferito, entrò in chiesa e all’organo suonò un brano piuttosto inquietante, poi uscimmo, mi fece guardare la vallata che si estendeva davanti e mi disse: guardalo bene perché un domani potrebbe essere tuo! Ma in che senso???? Ho pensato io….Con il senno del poi…forse aveva dei progetti su di me, come su altre, aspettava solo che i tempi fossero maturi e intanto nelle confessioni, per farmi comprendere meglio il sesto comandamento, mi raccontava di lui, di quando era giovane, delle prodezze sessuali che lo avevano coinvolto, con tanto di particolari, un grande amatore di donne, a suo dire ovviamente pentito!
    A me non è accaduto nulla di grave ma ad altre donne sì e quando tutto il bubbone è esploso, ho sofferto molto, perché a questa persona avevo creduto e avevo voluto bene come ad un padre. Scusate se ho scritto molto, ma questa storia me la porto dentro da quando sono ragazzina, e non penso di essere l’unica che è incappata in un diavolo travestito da angelo, specialmente chi approda a questo blog in misura minore o maggiore tutte noi siamo vittime di una mistificazione, a volte veramente impossibile da vedere se non si è perversi come il mistificatore. Prima il prete ora il medico….direi che a questo punto piuttosto tragico ci sta bene il detto popolare che nella sua saggezza racchiude bene il nocciolo della questione: l’abito non fa il monaco…e per estensione rispetto alle nostre storie aggiungerei che il camice non fa il medico. Un bacio a tutte e buona giornata, dai dai che ce la facciamo un giorno alla volta, una condivisione alla voltae sul blog e questi esserini insignificanti e meschini li buttiamo fuori dal nostro cervello a calci!!! Baci.

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  5. Vorrei porre una domanda ‘tecnica’ che ricorre. Perché quando si leggono questi articoli si trova una consonanza perfetta rispetto a quanto si vive o si è vissuto, mentre poi – dopo alcune ore o giorni – si ha la sensazione di avere completamente equivocato la relazione con il np., di essere addirittura coloro che hanno frainteso, sbagliato atteggiamento con esso.
    Al punto da non capire più se sia o meno un narcisista. Questa continua oscillazione è molto difficile da sopportare, dà un senso di pazzia.
    È normale che accada quando si ha a che fare con queste persone? Soprattutto quando si decide di interrompere i rapporti con esse?
    Buona serata

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    1. Ciao Speranza, ho letto il tuo commento con gli occhi sbarrati pensando “ecco!”. Grazie per aver trovato le parole giuste, provo esattamente quelle hai descritto e non vedo l’ora che questa ambiguità, deleteria e dolorosissima, sparisca una volta per tutte… anche se la sensazione è quella di strozzare una parte di sè.
      Ti chiedo – e sono passati quasi due anni – come si sta? Com’è?

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  6. Cara Speranza, si chiama dissonanza cognitiva, se cerchi “dissonanza” nel motore di ricerca del blog trovi tutti gli articoli che ne parlano.

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  7. Io mi sono fatta fregare da uno che lavora in discarica, ex tossico e ladro professionista, 8 anni di carcere. E lo sapevo. Ma si era meravigliosamente reinserito nella società, lo conoscevo da 16 anni, e sembrava diventato una persona per bene, stra-per bene. Quindi mi sono fidata, per lo stesso motivo per cui le persone normali ed empatiche danno fiducia e una possibilità a tutti. E se ci ho messo 16 anni per avvicinarmi significa che in fondo dentro di me sapevo di non doverlo fare…ma ha vinto il vuoto e la disperazione di un momento cruciale della mia vita. Adesso che l’ho allontanato per sempre oltre al momento cruciale, che persiste irrisolto, devo lottare con le balle che mi sono raccontata per una vita intera.
    Devastante.

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  8. Cara Amigdala mi spiace di quello che stai vivendo, della devastazione che senti. Ti capisco perché l’ho vissuta anche io. Consegnare la propria fiducia ad una persona che si rivela essere tutto il contrario di ciò che ci sembrava è doloroso. Molto. Devastante, perché oltre al dolore per una relazione che finisce, c’è tutto il dolore per essersi fatte ingannare. Come ho potuto non vedere?!? Cavoli a volte però è difficile vedere!!! La colpa che proviamo non credo sia sempre terapeutica. Cioè se da una parte è vero che in qualche modo mettersi davanti alle proprie responsabilità rispetto a ciò che è successo aiuta a comprendere meglio sé stessi, dall’altro lato non dobbiamo massacrarci inutilmente nel ” come ho potuto? Avrei dovuto….non sono stata capace…se mi sono fatta fregare così allora non ho valore….” perché così portiamo avanti l’opera di svalutazione e distruzione che hanno fatto loro su di noi, e perché, scusate se mi ripeto, ma loro sanno mascherarsi molto bene!
    Il travestimento è fatto ad arte, in certi casi così certosina la loro capacità mimetica che la maschera da brave persone sembra una vera pelle. È nella fase della svalutazione che incominciano a togliersela, quelli più astuti in modo però lento e graduale, per confondere la vittima, per renderla dubbiosa circa la propria capacità di giudizio. Sanno che così possono perpetrare i loro danni senza essere scoperti subito, ma dopo un lungo e doloroso lavaggio del cervello che paralizzerá la vittima nella tela del ragno. Insomma se sono sana di mente e una persona si comporta bene perché devo sospettare paranoicamente di lei? E se mi innamoro di quella persona e incomincio a vederne i difetti perché non devo.pensare che siano limiti superabili nel tempo? E perché quando in un’escalation di prepotenze bugie, tradimenti, svalutazioni e psicopatologia del quotidiano dopo magari anni di investimenti affettivo, dopo che a queste persone abbiamo dato tutto, perché stupirmi e giudicare me incapace di un movimento quando la loro modalità di azione è stata continuamente paralizzante? Sì sono stati capaci di inserirsi in una ferita, in un momento difficile, in un vuoto che noi non siamo state capaci di vedere e curare da sole, va bene, ma sono loro i falsi, calcolatori, manipolatori. Noi non ci siamo prese cura sufficientemente della nostra ferita e quando abbiamo incontrato loro abbiamo pensato che fosse la cura. Ma sono loro il veleno travestito da medicina, sono loro che dovrebbero vergognarsi, e sentirsi assurdi e in colpa…solo che non possono….lo sappiamo, perché sono impossibilitati a farlo, non sentono senso di colpa, semplicemente perché non contattano la loro coscienza, perché sono psicopatici o narcisisti perversi o borderline…travestiti da brave persone!
    Un abbraccio

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    1. Mamma mia Elisa, hai descritto esattamente la mia storia.
      Nonostante avessi SEMPRE avuto una strana sensazione e il mio istinto mi dicesse che non era l´uomo giusto, sono andata avanti anch´io con questi pensieri: “Insomma se sono sana di mente e una persona si comporta bene perché devo sospettare paranoicamente di lei? E se mi innamoro di quella persona e incomincio a vederne i difetti perché non devo.pensare che siano limiti superabili nel tempo?” Ho voluto crederci fino in fondo perché lui é stato bravo a travestirsi da “medicina” e a farmi credere di amarmi alla follia! Invece il suo unico scopo é stato quello di spillarmi soldi e sentirsi rinato grazie alle prestazioni sessuali! Purtroppo sono anch´io molto sensibile e ancora adesso spesso mi capita di rimuginare sui perché e sui ma, se solo avessi fatto o detto….. Non si é più fatto vivo, ovviamente perché adesso ha un´altra che probabilmente gli dá quello che lui ha sempre voluto, anche se con me non ha fatto che parlare male di lei e criticarla in tutto… Ha saputo fingere bene anche su questo!
      Volevo chiederti: secondo te questi personaggi pensano effettivamente che siamo state delle stupide a stare con loro e a credere alla loro recita? O sono talmente empatici da non arrivarci neppure ad un pensiero simile?

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      1. Cara Jasmine mi spiace del tuo percorso doloroso, le nostre storie pur con specifiche differenti sono tutte simili nell’esito: dolore, quando non devastazione e distruzione….
        A riguardo della tua domanda, ti rispondo che non lo so, non lo so che cosa pensano di noi, io semplicemente rinuncio a saperlo, a cercare di capire, perché mi è impossibile. Mi è impossibile capire fino a che punto fosse perfettamente lucida la sua strategia, fino a che punto fosse consapevole dello sfruttamento e della distruzione….credo ci siano diversi gradi di narcisismo e, nel caso di narcisismo perverso, diversi gradi di perversità….Il peggiore sicuramente è quello che con lucidità sfrutta la debolezza dell’altro per ottenere un vantaggio personale e facendolo prova un sadico piacere ad infliggere dolore ad un altro essere umano che viene ritenuto, sempre dal loro punto di vista perverso, estremamente inferiore,stupido, solo perché innamorato e quindi debole e facilmente attaccabile.
        Nel mio caso non so cosa pensare e spesso mi sono domandata e ho cercato una risposta….ma ora basta mi sono stufata di sprecare le mie poche energie vitali, quelle sopravvissute al suo scempio, per cercare di capire come funziona il suo cervello….BASTA!!!! Mi sono detta …..COME FUNZIONA IL SUO CERVELLO? MALE, ECCO COME FUNZIONA. PUNTO E BASTA. L’unica cosa che posso dire….è che funziona male…..il resto del suo modo di vedere le cose, di vedere me….noi….io.non l’ho mai capito quando ero nella relazione e non lo capisco ora….quello che passa nel suo cervello è qualcosa di molto simile ai misteri della fede.. Se ne può parlare dicendo qualcosa che riguarda più la propria fede che l’oggetto in sé, che rimane di per sé misterioso e sfuggente….Non definibile….il dato certo è non ciò che pensano o ciò che dicono ma quello che fanno, e quello che fanno è far soffrire….questo basta a prendere la giusta distanza….la distanza di sicurezza. Un abbraccio grande…

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      2. Brava, cara Elisa! I fatti parlano per loro e dai fatti si può risalire a cosa pensano degli altri: che possono essere facilmente raggirati, imbrogliati e sfruttati con un minimo di sforzo. Dopodiché si convincono che sono intercambiabili e sostituibili perché “cose” , non persone. Il nocciolo è questo. L’intensità e le sfumature di questo modo di “ragionare” varia da soggetto a soggetto e a seconda del livello di narcisismo. Abbracci a te!

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  9. Sono una persona sensibile ed empatica, per me è naturale dar credito all’altro, cercare di comprendere il punto di vista altrui e farmene carico, vagliandolo e vagliando me stessa. Non sono una persona monolitica, mi piace pensare di essere flessibile, quantomeno nella capacità di giudizio.
    Fino a quando la comprensione di chi ho davanti me lo consente…. perchè, lo ammetto, proprio questo mi ha fregato quando ho incontrato il mio narciso: la fiducia che gli ho concesso.
    Non potendo mantenere il no contact assoluto per ragioni indipendenti da me, mi trovo, per fortuna non di frequente, a combattere questa battaglia. La grande difficoltà è arrivare ad avere chiari tutti i piani in cui i suoi discorsi vanno a parare. Come sbucciare una cipolla: più la sbucci e più fa piangere. Vi sono messaggi immediatamente leggibili e chiari, sia pure lanciati con un intento manipolativo, altri che, invece, ti lavorano dentro ed emergono sotto forma di malessere emotivo solo dopo giorni.
    Si tratta di incorenze, parole dette ad arte ma sganciate dalla realtà, manipolazioni verbali ed affettive. Parole, parole, parole, ma nessuna azione conseguente. Come a voler delegare sempre all’altro qualsiasi assunzione di responsabilità. Parlare per far agire l’altro, rinnovando l’esercizio del potere e del dominio.
    Può un uomo, che cerca di violare la distanza che metto, affermare chiaramente di attendere che sia io a prendere l’iniziativa di sentirci? Ecco il giochetto: prima penso che sia l’ennesima bizzarria mascherata da rispetto, poi mi accorgo che sta verificando la mia solitudine, poi sale il tormento perché “allora mi vuole” e solo in fondo vedo la violenza psicologica pronunciata con voce dolce: sei tu che non mi vuoi, è colpa tua.
    Linguaggio bidimensionale? Almeno in 3D! Peccato che non sia un cartone animato…
    Un saluto e un grazie per questo percorso che stiamo facendo insieme.

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  10. Oh Jo, come ti capisco!!!….La profondità è una dimensione della realtà che queste persone non hanno perché sono finte….appunto come i cartoni animati…. eventualmente possono aggiungere l’effetto 3D dandoti quegli occhialini che ti metti mentre guardi il film. Ecco loro fabbricano con i loro meccanismi perversi e manipolatori degli occhialini che traducono al nostro cervello il niente bidimensionale delle loro parole, in qualcosa di simile alla profondità, all’empatia, al sentimento….insomma che ci danno l’illusione di una profondità che non hanno….ma poi rimane un vago sentir di stordimento….un qualcosa che ci avverte…di togliere quanto prima questi occhialini….Perché in fondo l’illusione che danno non vale lo stordimento che proviamo…..In questi giorni della mia fase di guarigione da 4 anni di relazione malata sto lottando con il fortissimo desiderio che lui acquisti consapevolezza rispetto al dolore che mi ha procurato…..di nuovo credo che il mio cervello si sia rimesso quei maledetti occhialini….e allora me li tolgo ora, subito, dopo aver letto quello che hai scritto e di cui ti ringrazio, perché cara Jo un narcisista, specie se perverso, è un essere ad un’unica dimensione: la propria logica perversa di un tornaconto personale e possibilmente immediato…un cartone animato, che si spaccia con i suoi gesti e le sue parole per un essere umano capace di amare e di provare qualcosa, ma una lunga pratica con loro ci dice che non è così, che non provano niente! E allora…quale consapevolezza di sé può avere un soggetto così? Nessuna, perché la consapevolezza matura nella profondità e in loro la profondità non esiste….
    Ecco tolti gli occhialini…..ora mi sento meglio…..grazie….un abbraccio

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  11. Elisa, hai perfettamente ragione quando dici che non vuoi piu’ sprecare energie per capire… Nemmeno io dovrei piu’ farlo pero’ ancora oggi non riesco a rendermi conto di quello che e’ successo! A come ho fatto a credere ad ogni singola parola o gesto… Per un po’ di tempo ho cercato di convincermi che lui avesse vissuto la nostra storia alla giornata e senza fare troppi progetti, che con me comunque stava bene… ma piu’ passa il tempo e piu’ capisco che e’ stata tutta una finzione! Per tutta l’estate sono rimasta aggrappata ad una speranza, ad un’ illusione che lui potesse tornare da me… e poi quando ha trovato un’altra mi ha “scaricata” senza nemmeno degnarmi di una spiegazione. Il fatto che non si sia piu’ fatto vivo nemmeno per un semplice “ciao, come va” dimostra che sono stata solo un giocattolo!
    E’ incredibile di cosa siano capaci questi soggetti.. sono spietati, senza scrupoli per nessuno! Avrei dovuto ascoltare di piu’ il mio istinto e le persone a me vicine che mi dicevano di lasciarlo perdere e di troncare ma non volevo vedere il negativo in lui… dopo tutto mi aveva fatto vedere la sua immagine di uomo dolce, premuroso.. E io che spesso mi sentivo in colpa per aver pensato male di lui.. perche’ essere paranoica e dubitare di uno sano di mente?!?!?! …. Un utente qui un giorno mi ha scritto che ne sono uscita vincitrice perche’ io sono forse cresciuta e maturata e riuscita a costruirmi una vita, mentre lui e’ ancora li che non sa se avra’ un tetto per lui e sua figlia, indebitato fino al collo e irrimediabilmente infantile e superficiale…
    Nonostante cio’ questa ferita sta facendo una fatica a rimarginarsi perche’ sono stata presa in giro per 7 mesi e oltre e non avrei mai pensato che una persona potesse comportarsi cosi, senza alcuna coscienza! Una persona che diceva di amarmi, di voler andare a vivere insieme… Mi sembra un incubo dal quale mi sono di colpo svegliata e mi chiedo se mai riusciro’ un giorno a non pensarci piu’ al male che mi ha fatto.. e soprattutto a perdonare me stessa per averlo permesso….

    Un forte abbraccio

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    1. Cara Jasmine so cosa stai provando, io ti capisco e come me tutti coloro che scrivono qualche riga della propria vita e del proprio inferno di relazione qui in questo blog. Perché proprio come te a vari livelli, siamo stati ingannati e traditi, massacrati negli aspetti più belli di noi….nella nostra capacità di amare, di aprirci all’altro, di non giudicare…e tuttI noi stiamo facendo i conti con la rabbia, la delusione….l’incredulità persino, come è potuto accadere? come è possibile che non mi sia accorta?….che glielo abbia permesso….?
      Quando ti tagli, fa male….bisogna prendersi cura della ferita e accettare che faccia male….è normale….uomini e donne di questo blog, uomini e donne coraggiose che hanno vissuto l’inferno nelle loro vite, mi hanno promesso che col tempo il dolore diminuirà….come è successo a loro. Quando sto molto molto male, quando penso ai quattro anni con Lui…a tutto quello che gli ho dato….alla distruzione che ne è conseguita..al modo freddo, distaccato e sprezzante con il quale mi ha scaricata.. . Io penso a quelle parole….a quella promessa e se anche non mi viene spontaneo…anche se non sento in me nemmeno una briciola di speranza nel futuro, mi obbligo a non disperare…Scrivi su questo blog condividi il tuo dolore noi ti siamo vicine…ce la faremo Jasmine…a superare tutto …..non disperare….un abbraccio grande grande….

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  12. Cara Claudileia io non smetterò mai di ringraziare te e le persone che collaborano con te in questo blog….perché non esagero se dico che non ce l’avrei fatta né a chiudere né a mantenere la chiusura, né a sopportare tutto questo dolore senza di voi…essere insieme fa sentire meno soli….e anche se si sta male, prendersi in qualche modo cura del dolore degli altri, aiuta a curare anche il proprio…..e poi i consigli, gli incoraggiamenti, la chiarezza, la lucidità quando senti che la stai perdendo…le persone meravigliose che scrivono della propria vita, il loro coraggio, la forza…..la loro capacità di amare che gli esseri meschini che le hanno torturate non sono stati in grado di distruggere perché troppo forte, troppo bella e grande….ecco per me nel mio percorso di consapevolezza e di guarigione siete stati e siete ancora indispensabili, quindi veramente: Grazie di cuore!….

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    1. Secondo me questo è l’inizio della salvezza, avere occhi sempre più allenati a vedere la normalità, l’amore, la forza e soprattutto la sincerità di persone che ti vogliono davvero aiutare. Un mondo che a noi era completamente negato. Un mondo nuovo. Questo mondo nuovo, mi curerà, ci curerà, e noi avremo occhi sempre più grandi per vedere questi miracoli. Coraggio a tutti, la luce in fondo al tunnel, comincia a vedersi, o almeno, nel frattempo, arrediamo lo questo tunnel…..

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  13. Mi sono spesso interrogata anch’io su quanto il narciso è consapevole di ciò che compie, del dolore che arreca, se e in che misura tutto ciò appartiene alla sua natura e quanto, invece, rientra nella libertà di una scelta. Me lo sono chiesta in modo ossessivo all’inizio, quando ho cominciato a capire chi avevo davanti. Forse lo sforzo di capire “il perché” nasceva dall’esigenza di lenire il dolore, trovare una qualche giustificazione plausibile, non essendo accettabile, per una persona con una struttura affettiva normale, tale comportamento.
    Ad un certo punto, poi, quando di risposte non ce n’erano più, “il perché” ha smesso di avere importanza. Tanto il male da attraversare era lo stesso.
    Consapevole o no, uomo immaturo o narciso, irresponsabile o perverso, sofferente o anestetizzato che sia, alla fine, ciò che non cambia è che nella mia vita un uomo che mi fa soffrire non lo voglio, e questo è tutto. Un uomo che ti conduce ad una non-relazione è quanto più di mortifero si può incontrare.
    Coraggio, perchè la battaglia è dura e non si vince mai con il narciso.
    Il vero campo di battaglia è quello dentro noi e la migliore vittoria è nutrire la stima e l’amore che proviamo per noi stesse… e anche questo blog è una strada per ricostruire il senso di sè. Un abbraccio.

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