Contro un muro di gomma: 12 tecniche classiche usate dai narcisisti per mettere K.O un avversario usando la lingua

Fonte: https://blogs.psychcentral.com/narcissism-decoded/2017/09/12-classic-propaganda-techniques-narcissists-use-to-manipulate-you/
Autore: Dan Neuhart, terapeuta familiare, individuale e di coppia con oltre 25 anni di esperienza sul campo. È autore di diversi libri, tra i quali If You Had Controlling Parents: How to Make Peace with Your Past and Take Your Place in the World
Trad. C. Lemes Dias
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La propaganda è un’arma potente. Può proclamare guerre e deporre governi. Sorprendentemente, nelle loro vite personali i narcisisti usano abitualmente le tecniche di propaganda classiche – simili alle tecniche usate dai regimi repressivi nel corso della storia – per controllare, confondere e manipolare voi e gli altri. I propagandisti usano le parole e le idee in modo fuorviante o parziale per persuadere gli altri a pensare, sentire o agire in determinati modi. E dove c’è propaganda c’è anche voglia di vederla.

Circa 2500 anni fa Socrate identificò nella capacità di pensiero critico un modo efficace per sfatare gli argomenti fallaci. Le abilità del pensiero critico sono ampiamente insegnate nelle scuole di oggi. Di seguito sono riportate 12 delle tecniche di propaganda tra le più studiate. Mentre leggete potete osservare e fare un parallelo sul modo come i narcisisti cercano (o hanno cercato) di influenzarvi o sfruttarvi durante la vostra vita, così come le altre persone del loro entourage. Un modo per farlo è quello di ricordare una conversazione con un narcisista, o fare riferimento a una lettera, e-mail o messaggio in segreteria che vi ha lasciato, identificando gli esempi delle tattiche propagandistiche tratte dalla lista di seguito. Ogni tecnica ha l’esempio di una frase eventualmente usata. Identificare queste frasi in un narcisista implica saper riconoscere le bandiere rosse che segnalano possibili coercizioni, inganni o manipolazioni.

1) AD HOMINEM: dal latino “verso l’uomo”, un tentativo di spostare la conversazione andando sul personale. Se fatte emergere un argomento che minaccia l’ego di un narcisista, lo vedete ricorrere a qualche soprannome, porre interrogativi sulla vostra intelligenza o attaccare la vostra persona. Questa tecnica è progettata per distrarre dall’argomento in questione e mettervi sulla difensiva. Esempio: quando esprimete un’opinione contraria a ciò che crede un narcisista, potete sentirvi dire: “Stai delirando. Non sai niente, come al solito.”

2) GENERALITÀ SCINTILLANTI: usare parole e affermazioni brillanti per descrivere se stesso, le sue idee o comportamenti, senza fornire alcun tipo di prove. I narcisisti sono innamorati delle loro parole così come sono innamorati di tutto in loro stessi. Pensano che i superlativi li rendano ancora più belli. Esempio: un marito narcisista dice alla moglie: “Sono il marito più straordinario di sempre. Sono super premuroso, intelligente e sempre disponibile. Ti fornisco uno stile di vita di altissimo livello, lo faccio solo per te.”

3) LA GRANDE BUGIA: inventarsi una bugia così oltraggiosa che gli altri non sanno nemmeno da dove iniziare a confutarla. I narcisisti sono convinti che tutto ciò che dicono al momento sia vero al 100% solo perché lo dicono. Mentire spesso viene naturale. Sanno che più grande è la bugia, più può mandare in tilt le facoltà critiche degli altri. Esempio: un narcisista di fronte allo estratto conto di una carta di credito che dimostra un rapporto extraconiugale in corso: “Non sono mai stato in quell’hotel in vita mia. Quell’albergo è famoso per aver inventato documenti falsi per il check-in e poi ricattato persone innocenti come me. C’era un grosso articolo online, cercalo! Probabilmente l’hai pure letto da qualche parte. Potrei anche avere un’e-mail dall’albergo cercando di ricattarmi nella mia casella di posta elettronica in questo momento, tu che ne sai? Combatterò questa calunnia fino alla Corte Suprema. Si pentiranno amaramente per aver inventato questa bugia su di me.[1]

4) VAGHEZZA INTENZIONALE: dire qualcosa di così vago da essere privo di significato o aperto a più interpretazioni. Tattica che può mettere gli altri in difficoltà, perché può portarli a cercare di capire cosa i narcisisti intendono dire: la vaghezza distrae la loro attenzione da altre preoccupazioni o domande legittime. Esempio: un narcisista quando gli viene chiesto perché ha fatto qualcosa: “Ho fatto ciò che dovevo fare. Faccio sempre ciò che deve essere fatto. È ovvio.

5) ESAGERAZIONE: aumentare una piccola verità fino agli estremi per ottenere credito, eliminare il dubbio o costringere qualcuno a fare qualcosa. I narcisisti sono persone grandiose. Esagerare è una seconda natura per loro. Esempio: la reazione di un narcisista quando un amico suggerisce di non essere ricambiato da lui: “Sono l’amico migliore e più generoso che tu abbia mai avuto. Ho fatto di più per te di quanto chiunque nella storia abbia fatto per un altro.”

6) MINIMIZZAZIONE: il contrario dell’esagerazione, significa minimizzare negazioni o minimizzare tutto ciò che non si adatta agli obiettivi di un buon propagandista. I narcisisti sono disperatamente dipendenti dalle apparenze, quindi spesso riducono al minimo le conseguenze negative delle loro azioni. Minimizzano anche i sentimenti e i bisogni degli altri, che tendono a vedere come fastidi. Esempio: la risposta di un genitore narcisista al figlio oramai adulto che vuole discutere sulla negligenza o sui maltrattamenti subìti da bambino: “Di cosa stai parlando? Hai avuto una grande infanzia. Sì, ero severo, ma tutti i genitori lo erano in quei tempi. Non hai nulla di cui lamentarti.”

7) FALSO PARAGONE: tentare di equiparare situazioni molto diverse a proprio vantaggio. I narcisisti usano paragoni forzati per giustificare le loro opinioni irragionevoli e i loro grandiosi bisogni, nonché per evitare la responsabilità dei loro comportamenti distruttivi. Esempio: Reazione da parte di un genitore narcisista dopo aver sottratto i fondi destinati al figlio che aveva raggiunto l’età adulta: “Sì, ho svuotato il tuo conto. Ma non dimenticare che eri tu quello che rubavi i dollari da tuo fratello minore quando ne avevi 11 anni e lui soltanto sei.”

8) “GISH GALLOP” (n.d.T, bombardare di astrazioni l’avversario[2]): una rapida serie di affermazioni, domande e accuse lanciate a un altro senza dare la possibilità di rispondere. Prende il nome da Duane Gish, esponente del movimento creazionista del XX secolo. Questa tecnica cerca di convincere gli altri elencando molti argomenti con la velocità di un dattilografo stenografico, ha l’obiettivo di portare gli interlocutori a desistere per sopraffazione. Se presi singolarmente gli argomenti potrebbero essere facilmente confutati, ma il peso collettivo del flusso di parole rende convincente il narcisista. Dopodiché, confutare ogni singolo argomento sparato a caso richiederebbe troppo tempo e fatica agli interlocutori, che preferiscono lasciar perdere. I narcisisti amano la sensazione di potere e di dominio che deriva dallo sputare più affermazioni che fanno sembrare sciocchi o ignoranti gli altri. Esempio: un partner narcisista quando criticato: “Che fai, mi interroghi? Ti ho dato tutto ciò che hai. Pensi di poter sopravvivere senza il mio aiuto? Ho fatto di più nell’ultima settimana di quanta ne hai fatto tu in un anno. Dove vai senza di me? Pensi che i tuoi amici alzerebbero un dito per te nel momento del bisogno? Sei talmente fuori strada che non te ne accorgi nemmeno! Sono sorpreso per essere riuscito a tollerarti così a lungo.”

9) SCEGLIERE TRA DUE DEMONI: Dare a qualcuno solo due opzioni indesiderabili di cui una è molto più catastrofica. I narcisisti usano questa tattica per giustificare il controllo, i maltrattamenti o qualsiasi altro eccesso. Esempio: un genitore narcisista verso il figlio adulto: “Sì, sei stato picchiato da bambino quando ti comportavi male, e quindi? Preferiresti essere stato abusato sessualmente? Dovresti ringraziare al Cielo per come sono andate le cose.

10) RIPETIZIONE AD NAUSEAM: ripetere una parola o una frase all’infinito per depistare o sviare la discussione. L’obiettivo è che se qualcosa viene detta abbastanza ripetutamente gli altri possono iniziare a credere. È anche un modo per scartare ciò che un altro sta dicendo semplicemente parlando sopra, ripetendo una frase o non rispondendo alle accuse. Esempio: un capo narcisista al dipendente: “Ho deciso. Questo è tutto ciò che ho da dire. La mia testa ha deciso così. Quando decido, la mia mente va, parte. È deciso. Punto.”

11) CAPRO ESPIATORIO: incolpare falsamente un individuo per i problemi di un intero gruppo. Il capro espiatorio è una delle tattiche preferite dai narcisisti perché può risolvere molte cose contemporaneamente: far sentire gli altri inferiori; convincere altre persone ad andare d’accordo con loro nell’obiettivo di ostracizzare qualcuno; acquisire una sensazione di potere nell’organizzare un’azione di gruppo; nascondere o distrarre da tutto ciò che può farli apparire cattivi; ed evadere dalla responsabilità di essere parte integrante del problema. Esempio: un parente narcisista amante della zizzania: “Tu sei la ragione per cui tutta questa famiglia è un disastro“.

12) TU QUOQUE: dal latino “anche tu”, ossia, ribadire alle critiche sostenendo che anche l’altra persona è colpevole. L’obiettivo è accusare di ipocrisia l’interlocutore o l’accusatore, portarlo a una situazione di stallo, metterlo sulla difensiva per eliminare il problema originale. Esempio: Risposta di un narcisista quando viene detto che è egoista: “Come osi accusarmi di essere egoista? Stai solo cercando di posare da brava persona facendomi sembrare il cattivo della situazione. Non conosco nessuno più egoista di così.”

In conclusione: la propaganda si basa sulle distorsioni. Il Disturbo Narcisistico di Personalità, come tutti i disturbi di personalità, è caratterizzato da distorsioni del pensiero e dal comportamento normale e sano. Individuando come i narcisisti distorcono i fatti, il linguaggio, i sentimenti e le idee per costringere, sminuire e trarre vantaggio dagli altri, è possibile ottenere una distanza salutare che rende più facile stabilire quei sani confini che ci tutelano da individui narcisisti distruttivi.

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[1] Vide “Anatomia del maschio invisibile”, il romanzo che pubblicai nel 2016 con l’Erudita, in cui la tecnica della negazione plausibile porta il protagonista a sopraffare emotivamente l’intera famiglia, su https://www.amazon.it/Anatomia-maschio-invisibile-Claudil%C3%A9ia-Lemes/dp/8867701029/ref=sr_1_1ie=UTF8&qid=1517221712&sr=8-1&keywords=anatomia+del+maschio+invisibile; sul blog potete trovare anche l’articolo di Zari Ballard sullo stesso argomento https://artedisalvarsi.wordpress.com/2017/11/20/la-negazione-plausibile-e-il-lasciapassare-dei-narcisisti-per-farla-sempre-franca/comment-page-1/
[2] https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/07/24/principali-strategie-di-raggiro-utilizzate-dai-perversi-narcisisti/

21 pensieri su “Contro un muro di gomma: 12 tecniche classiche usate dai narcisisti per mettere K.O un avversario usando la lingua

    1. Hai centrato esattamente il problema! finalmente libere dallo stress di stancare la mente in discussioni infinite come per la “grande bugia”descritta da Claudileia. Ricordo di avere letto sul suo tablet dimenticato aperto, lunghe chat di contenuto erotico nel suo profilo fb. Nell’ordine sostenne che: non ne sapeva assolutamente niente, che si trattava di un errore tecnico, che qualcuno, probabilmente la “matta” con cui chattava da tempo, gli aveva clonato il profilo, che non avevo fiducia in lui, che mai si sarebbe aspettato da me che potessi mettere in dubbio il suo amore. Le bugie a raffica con una naturalezza da attore consumato. Insomma, era colpa mia.
      Non ho ancora trovato quella serenità, vivo di quei mal di testa ogni volta che parliamo, ti lasciano in uno stato di prostrazione e incredulità. Vittime consapevoli.

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      1. E’ passato un anno da quando l’ho mandato via e adesso scrivo la nostra storia…e ogni volta che rivivo certe situazioni, penso a come ho fatto ad ascoltare i suoi ragionamenti illogici e contorti, per poi ritrovarmi logorata, stanca. Ma non ho mai perso di vista la realta’ che mi ha dato il coraggio di dire basta, nonostante lo amassi alla follia. Nel mio blog trovi i vari capitoli del libro…per adesso una bozza del libro

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  1. ho letto praticamente tutti gli articoli del blog ma leggendo questo mi è sotto il dubbio che questi comportamenti non siamo tipici dei narcisisti o almeno non solo. Sono atteggiamenti che ho riscontrato in tanti uomini che però erano dei deboli insicuri e per questo prevaricatori e arroganti. che volecano sempre l’ultima parola nelle discussioni. Sbaglio forse ?è stata una mia sensazione
    Nik

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  2. Nicoletta penso anch’io ciò che scrivi.Lo riscontro a volte anche su di me,l’insicurezza che ti porta ad attaccare chi ti aggredisce..Vorrei sapere invece da CLAUDILEIA: In un matrimonio tra una Hovert e un Covert.Chi la spunta?
    E tra un hovert e una Covert?
    Perché tra un empatico/a ed un narcisista già sappiamo.Grazie se mi vorrai rispondere.

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  3. Buona sera, è la prima volta che scrivo in un blog, finora mi sono sempre limitata a leggere ed a trarre conforto dai commenti densi di sentimenti molto simili ai miei. Sono in no contact da un mese e mezzo circa, ma non è la prima volta. La mia storia con l’ np è durata cinque anni, cinque anni di tira e molla in cui io puntualmente ero quella che “fa i castelli in aria”, quella con “pregiudizi”, l'”incontentabile”etc…, ma soprattutto quella che non metteva niente nel rapporto, mentre lui metteva tutto perché anche la più insignificante delle cose fatta da lui doveva essere apprezzata. Le 3/4 cene a settimana che gli preparavo io erano dovute, se per una volta cucinava lui dovevo ringraziare di avere vicino un uomo così premuroso da prepararmi la cena. Ho fatto tutti gli errori elencati negli articoli, quello più pericoloso per me è stato cercare un dialogo. E’ vero era un muro di gomma che mi ribaltava addosso paro paro qualunque mancanza da parte sua io cercassi di evidenziare, con crescendo di frustrazione che mi portava a urlargli contro. Sembrava di parlare con un eco, tornavano le mie stesse parole. Questo mi ha causato un insicurezza profonda e ogni tanto ancora mi chiedo se non ho sbagliato io. Ma soprattutto rabbia che non è ancora svanita, e purtroppo sta incidendo anche nel resto della mia vita soprattutto sul lavoro. Mi sto rendendo conto che ormai non mi fido più di nessuno e sono sulla difensiva, non voglio più essere presa in giro. Come si fa a trovare l’ equilibrio? Sono passata dall’essere, forse troppo ingenuamente, a dare fiducia un pò a tutti, al vedere il marcio e il doppio gioco in molti. Posto che nel mio ambiante di lavoro ci sono parecchie personalità fake o anche np, la rabbia che esprimo non mi sta aiutando, ma anzi sta mettendo a rischio il mio posto di lavoro. Claudelia c’è qualcosa di pratico che posso fare per uscire da questo pantano senza arrivare a distruggere tutto?
    Grazie

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    1. Cara Ely, intanto dobbiamo assolutamente imparare a dividere la nostra vita privata dall’ambito lavorativo, altrimenti un problema isolato diventa globale e la tendenza di generalizzare tutto porta solo ad ulteriori guai, ossia, vediamo nemici ovunque! L’estrema diffidenza nei confronti degli altri è il sintomo più comune dopo il passaggio del soggetto n.p. nella nostra vita. Come uscirne? Bisogna tener conto che uno degli obiettivi narcisistici per eccellenza è l’isolamento totale della preda. Vogliono uno schiavo tutto per loro, senza autonomia né contatti con il mondo esterno. Questo perché interagire con l’esterno e ricavare una qualche soddisfazione da questi contatti mina la loro scarsa autostima al punto di voler distruggere la vita sociale e lavorativa delle loro prede. Il mondo non è popolato da persone fake, credimi, siamo tutti imperfetti ma non al punto di volerci accoltellare alle spalle al minimo segno di dissenso. Quindi, cerca di non dare seguito al SUO progetto di isolamento imparando a gestire la rabbia che ti ha lasciato in eredità senza contaminare il tuo ambiente di lavoro. Un forte abbraccio e sempre che avrai bisogno, eccoci qui!

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  4. Grazie Claudileia,
    ci sto provando, soprattutto a non reagire con rabbia. I problemi al lavoro ci sono sempre stati con alcune persone, ma ultimamente si sono esacerbati perchè mi rifiuto di chinare la testa e ingoiare i rospi lasciandogli campo libero. Devo trovare il modo per farmi rispettare senza reagire con rabbia, perchè così passo immancabilmente dalla parte del torto anche quando non lo sono.
    Grazie ancora

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  5. Da mesi leggo questo blog che mi è di grande aiuto. Grazie per gli articoli sempre interessanti, un grande supporto che porta tanta chiarezza per cose difficili da elaborare.
    Sono in no contact da Ottobre, me lo sono imposto. Ho recuperato lucidità ma la rabbia è ancora molta. La fine della storia ha coinciso con il dover prendere decisioni per me importanti lavorative e non, completamente da sola in una realtà estera nella quale avevamo deciso di iniziare un progetto di vita a due l’anno scorso.
    Pensavo che tutto questo fosse condiviso fra noi, su ore di dialogo, ma così non era. Lui va via dopo pochi mesi, dopo l’ennesima discussione contorta e surreale, in cui cercava comunque di provocare una mia reazione. Quando mi sono sentita dire “tu parli quattro lingue ma del resto è di me che non capisci niente, sei una deficiente…”, mi sono chiesta dove stavo andando, se mi stavo rispettando veramente. Sono scoppiata, stanca e distrutta gli ho risposto che volevo rispetto, che stavamo costruendo un progetto di vita e lavorativo insieme, che stavo mettendoci tutta me stessa per trovargli un lavoro in Francia. E stavo sempre a beccarmi in faccia rimproveri, insoddisfazioni, frustrazioni. Io in giro per l’Europa a cercare opportunità, mentre lui stava nella sua casa di Roma in malattia con il braccio operato a dare ordini e fare la vittima insoddisfatta.
    Saltato tutto, ho dovuto rivedere la mia vita in corso d’opera, dal lavoro alla salute. Da parte sua, “semplicemente una storia che é finita male, partivamo da consapevolezze diverse, ci abbiamo provato e le cose non andavano.” Dopo 3 mesi stava già con un’altra, questo per farmi capire quanto fosse importante il progetto francese per lui. Avrebbe dovuto restituirmi dei soldi che non ho mai visto. Peccato che il nostro era il progetto “per il quale avrebbe rimesso in discussione la sua vita, cambiato città per stare con te”.
    Ho ripreso tutto e sono tornata in Italia, nelle mie abitudini, con i miei amici,i miei ripari. Pensare a me stessa, alla mia salute. I miei momenti di dolcezza con il gatto del cortile. Ancora tanto dolore, tanta rabbia. Mi sono sentita usata, tradita, utilizzata per tornaconti personali. Ho dato l’anima per un progetto lavorativo e di coppia che alla fine volevo solo io.
    Al momento sto cercando giorno per giorno di ricostruire un pezzetto dopo l’altro di me stessa. E di ricordare le intuizioni che ho avuto all’inizio della storia, che non avevo ascoltato o preso sul serio. Era fragile, bisognoso, ancora insicuro per storie precedenti. Capisco adesso essere un “covert” dei più tipici, ti succhiano sangue ed energie e non sono mai sazi. Non aveva un harem, avevo accesso ai suoi social, alla fine è un monogamo, ma in compenso teneva periodicamente a mollo la ex, alla quale non voleva far male. Informarla che avesse una relazione con me era superfluo.
    Ecco, tante energie vorrei recuperare. Il mio sorriso, la mia forza di volontà. Orrenda la sensazione di aver dato così tanto e non essere stati nemmeno capiti.
    Buonanotte a tutti,
    Grazie Claudileia

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    1. Cara Sandy, mi dispiace molto per ciò che stai passando. Tuttavia, qui bisogna andarci piano per vedere se ci sono tutte le caratteristiche che rendono il tuo ex un soggetto patologico. Mi spiego meglio: a volte importa ben poco sapere questo, perché potrebbe essere “solo” una persona profondamente immatura e quindi UGUALMENTE da evitare. Tuttavia, sapere se abbiamo avuto a che fare con un soggetto disturbato ci aiuta a tutelarci nel caso di un eventuale tentativo di ritorno (che puntualmente accade nel caso del narcisista!). Se vorrai aggiungere ulteriori dettagli al tuo racconto per poterti meglio orientare, eccoci qui! Grazie a te per la testimonianza. Buona notte, cara.

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  6. Grazie Claudileia,
    per brevità ho cercato di riassumere quasi due anni di relazione in poche righe.
    I ritorni sono già stati due, è andato e tornato dal rapporto, pause in cui era alla ricerca di qualcosa di meglio su numerosi siti di incontri. Naturalmente mi teneva sempre in “ stand-by”. Dopo l’idillio iniziale, sono iniziate le pause, le incoerenze, le promesse di futuro insieme mai mantenute. Sto rincominciando (ebbene si, sono recidiva con questi tipi di “uomini”) un percorso con uno psicoterapeuta che mi sta aiutando ad esaminare tutti gli elementi “tossici”. Gli scoppi improvvisi di rabbia, la depressione (sua) mai curata o curata male, l’accusare sempre gli altri delle proprie manchevolezze, il sesso usato in forma di controllo, le svalutazioni, l’ironia mascherata da scherzo ma sempre sottilmente orientata ed erodere giorno per giorno la tua sicurezza, la tua autostima. Pochi sprazzi di consapevolezza subito rimpiazzati da atteggiamenti negativi, che non rappresentavano la costruzione di un rapporto. “Carota e bastone”. Enorme divario tra parole ed azioni.
    Un uomo in crisi si definiva, un artista la cui arte non era capita, frustrato da una situazione lavorativa e da una separazione che l’avevano distrutto. Emotivamente non riusciva più a provare certe cose e dunque si definiva incapace di amare. Nonostante ciò’ rimaneva dentro il rapporto, tenendoti legata ad aspettative che alimentava lui stesso. “Con te ci sto provando a cambiare” sosteneva. Ho preso tutta la sua “immondizia emotiva”, cercando di aiutarlo, di progredire insieme. Avvertivo solo un grande vuoto, un’incapacità di sentire. Dietro la fragilità, l’atteggiamento fintamente umile, l’aspetto bisognoso, c’erano la rabbia, l’incapacità di essere in contatto con se stesso. La sua necessità di attingere ad energie altrui. E tu rimani li, esausta.
    Chiuso questo capitolo, sto cercando di capire perché sono ricaduta in certe dinamiche. Cercare di elaborare la rabbia (legittima) per essersi sentiti “depredati” è necessario. Al di là di ciò che può essere definito patologico o meno, ho avuto a che fare con dinamiche comunque “tossiche”. Questo è rivelatorio (almeno nel mio caso) della necessità di fare ancora un ultimo “step” verso l’accettazione e l’amore per se stessi. Bisogna ascoltarsi, sentirsi, lasciare spazio e fidarsi delle proprie intuizioni senza paura della solitudine, senza giudizio. Perche’ amare non è “salvare” qualcuno, ma è uno scambio reciproco, un fluire naturale e trasparente delle cose, senza condizioni, ricatti o ambiguità.
    Un saluto e grazie ancora per questo splendido blog

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    1. Carissima Sandy, te ne accorgerai grazie al lavoro assieme al tuo curante di essere scampata al tipo peggiore. Per un narcisista che ha la pretesa di fare “l’artista”, il mancato riconoscimento a livello mondiale è vissuto come una tragedia greca in mille atti senza intervalli! Guai a chi ha la sfiga di far casetta con loro: diventerà la fogna in cui ogni frustrazione verrà lanciata sempre che si accorgeranno che l’auspicata fama è oramai un miraggio… Spesso sposano persone molto razionali e piedi per terra, così da poter sfruttare le risorse economiche duramente sudate dal partner per l’affitto del palcoscenico migliore in cui possono dimostrare, sempre alle spalle dell’altro, il quanto “valgono”.

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    2. Cara Sandy,
      il tuo racconto mi ha colpita soprattutto perchè parli di “un artista la cui arte non era capita, frustrato da una situazione lavorativa…”
      ho avuto un’esperienza molto simile con il mio ex NP, aspirante musicista perennemente frustrato… arrivato a dirmi che nulla lo avrebbe mai reso felice, convivenza, matrimonio, nemmeno una famiglia insieme, fintanto chè non si sarebbe realizzato professionalmente.
      Lascio immaginare lo sconforto che queste parole hanno lasciato in me…
      sommate ovviamente a tutti gli altri abusi emotivi, gaslight, triangolazioni perenni che ha messo in atto in 5 anni di storia e una manciata di mesi di convivenza…
      Se hai piacere, mi piacerebbe confrontarmi con te su questo lato “artistico” del narciso, di cui si parla poco ma che secondo me andrebbe approfondito maggiormente.
      Un saluto.

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  7. “quando esprimete un’opinione contraria a ciò che crede un narcisista, potete sentirvi dire: “Stai delirando. Non sai niente, come al solito.””
    … tipica risposta… la sua preferita: “quello che dici è pura follia”

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  8. Selly ho vissuto esattamente quello che hai vissuto tu. La frustrazione e la rabbia sono indicibili.
    Oggi però, a distanza di un anno dal no contact e con l’aiuto di una brava terapeuta, sono riuscita ad elaborare il tutto. Sono serena, la rabbia ha lasciato il posto ad una, seppur minima, compassione pur stando sempre all’erta su eventuali ritorni. Di lui non mi importa più, sono libera da qualunque sentimento amoroso e di sofferenza. Sto recuperando la mia autostima e sto imparando a scegliere le persone da frequentare.
    Cara Selly , da questa storia, per quanto dolorosa possa essere, vedrai che ne uscirai più forte e più ricca e non permetterai più a nessuno di usarti e usare i tuoi sentimenti per il loro tornaconto.
    Un forte abbraccio .

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  9. Grazie Luisiana. È importante condividere la propria esperienza con chi può capire queste dinamiche per averle vissute direttamente. La tua esperienza è un bel messaggio di speranza.

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