Erosione identitaria e paralisi della volontà: come funziona il processo di annullamento dell’altro

Come umani, siamo programmati per condividere le nostre esperienze e pensieri con chi amiamo e con le persone che conosciamo. Tuttavia quando abbiamo a che fare con un partner affetto da Disturbo Narcisistico di Personalità – oppure con uno psicopatico – il silenzio in tutte le sue forme diventa la regola. Uno dei segnali dell’erosione identitaria è l’abdicazione del diritto di esprimersi: smettiamo di parlare delle nostre vittorie per non ferire la “sensibilità” del partner disturbato, non confidiamo più alcun tipo di sentimento per il terrore di essere ridicolizzati, occultiamo nuove amicizie e conoscenze per evitare insinuazioni maliziose, oppure che vengano strumentalizzate per i suoi obiettivi fino al punto che smettiamo del tutto di parlare di noi pur di non vedere sul suo viso la noia, la derisione, lo sdegno, l’impazienza che porta a interrompere i nostri racconti per riportaci da un’altra parte, più consona ai suoi interessi. A quel punto la nostra vita è diventata talmente insignificante da prediligere i racconti della sua, dipinta come affascinante e incredibilmente ricca di nuove possibilità che capitano ogni giorno, con nuovi incontri e avvenimenti importanti. Per questa ragione, quando qualcuno ci porge una domanda sulla nostra vita veniamo colti talmente a sorpresa da restare perplessi, come se avessimo dimenticato COME parlare di noi. Ecco perché nelle “coppie” longeve in cui uno dei due è affetto da questo disturbo quando chiediamo qualcosa di molto specifico sulla vita del partner maltrattato, spesso ne risponde l’altro, colui che l’ha fagocitato del tutto. Ho tradotto alcuni estratti del libro Stalking the Soul: Emotional Abuse and the Erosion of Identity di Marie–France Hirigoyen (2009), perché ci spiega nei dettagli l’intero processo. (c.l.d)

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Da Stalking the Soul: Emotional Abuse and the Erosion of Identity p. 120, 121 e 122

“La violenza fisica può essere testimoniata con delle prove esterne: testimoni oculari, rapporti di polizia e referti medici, ma con gli abusi emotivi non ci sono prove, perché si tratta di una violenza “pulita”, in cui nessuno vede nulla.”                                                           

LA VITTIMA È MESSA AI MARGINI

Durante l’ascesa della fase di controllo, l’aggressore emotivo ha agito essenzialmente per inibire i poteri di ragionamento e il giudizio critico della sua vittima. Nella fase successiva, attraverso una serie strategica di comandi, provoca sentimenti, azioni e reazioni. Se l’avversario può “superare” il suo rivale in strategie di difesa abusive, la battaglia non può che terminare con la resa del meno perverso dei due. Il maltrattante cerca di fare in modo che la vittima agisca contro di lui, così da poterla dipingere come “cattiva”. Ciò che è cruciale è che lei sembri l’unica responsabile di ciò che è accaduto. Usa una debolezza – una tendenza depressiva, isterica o temperamentale – esagerando eccessivamente questa caratteristica, e poi induce la vittima a screditare se stessa. Spingere il partner a commettere errori permette al maltrattante di criticarlo e di abbatterlo, ma ancor di più, rafforza la sua povera immagine di sé e i suoi sensi di colpa. Quando la vittima perde il controllo, l’aggressore semplicemente inietta una piccola dose di provocazione e di disprezzo per ottenere una reazione, e in seguito la rimprovera per questo. Se, ad esempio, la reazione è la rabbia, si assicura che tutti la vedano. A volte, un estraneo potrebbe persino sentirsi obbligato a chiamare la polizia. Si vedono persino casi di maltrattanti che inducono al suicidio le loro vittime: “Poveretta, non puoi aspettarti nulla dalla vita; non so perché non sei saltata fuori dalla finestra!”. È facile per un maltrattante, dopo aver trasformato la vittima in una persona mentalmente disturbata.

La vittima deve agire, ma poiché è bloccata dalla morsa del maltrattante, può solo trovare la sua libertà in un gesto estremo. Per un estraneo, qualsiasi azione impulsiva, specialmente quando violenta, è considerata patologica. La reazione della persona alla provocazione sembra essere la responsabile della crisi. Gli estranei vedono la colpa negli occhi del maltrattante; mentre la vittima appare come l’aggressore. Nessuno capisce di averci a che fare con una persona che non può più vivere intrappolata in una situazione orribile. Qualunque cosa faccia, la vittima non può liberarsi: se reagisce, è responsabile per l’inizio del conflitto, se non reagisce, continua lo stalking mortale della sua anima. Mentre guida la sua vittima verso la distruzione, l’aggressore ricava molto piacere nel sottolineare la sua debolezza o scatenare la sua violenza. La fa sentire svalutata e indegna. A seconda della sua reazione, viene descritta come capricciosa e nevrotica, alcolista o suicida. La vittima si sente senza difese e cerca di giustificarsi come se fosse, di fatto, colpevole di qualcosa. Il piacere dell’abusato è duplice: bofonchia o umilia la sua vittima e successivamente gode della sua umiliazione. Mentre la vittima si sofferma sui suoi sensi di colpa, l’aggressore trae ulteriore beneficio dalla situazione, assicurandosi di dipingersi come vittima. La giustificazione diventa impossibile quando non si dice nulla e non si fa alcun rimprovero. Nel disperato tentativo di trovare una soluzione a questa orribile impasse, la vittima potrebbe essere tentata a sua volta di usare allusioni e manipolazioni. La relazione diventa quindi ambigua: chi è il maltrattante e chi è la vittima? Il risultato ideale per chi maltratta è riuscire a rendere l’altro “cattivo”, perché trasforma il male che fa in qualcosa di normale, perché condiviso. Vuole iniettare nell’altro il male che è in lui. Corrompere è l’obiettivo finale. Provoca grande soddisfazione al maltrattante guidare il suo obiettivo verso il compimento di azioni distruttive o, in un quadro più ampio, portare molte persone a distruggersi a vicenda.

Tutti gli autori di abusi, sessuali o emotivi, cercano di trascinare gli altri nella loro orbita e di distorcere le regole. La loro capacità distruttiva dipende dalla propaganda che disseminano tra la famiglia, gli amici e i conoscenti delle vittime, mostrando fino a che punto sono loro le “cattive” e che è quindi normale dar loro la colpa. A volte ci riescono e seducono gli alleati ridicolizzando e disprezzando i valori morali. Non condurre gli altri in un circolo di violenza significa fallire per gli aggressori, perché sarebbe l’unico modo per fermare la diffusione del processo abusivo.

ALTRI CONCETTI DA RICORDARE

* È effettivamente possibile destabilizzare o addirittura distruggere qualcuno con parole apparentemente innocue e suggerimenti, inferenze e allusioni; di solito chi è vicino alla situazione non interviene. Un narcisista maltrattante cresce di statura a spese dell’altro; evita anche qualsiasi conflitto interiore o spirituale spostando la responsabilità per ciò che è sbagliato sull’altra persona. Se l’altro è responsabile per il problema, per ciò che non va, il senso di colpa e la sofferenza non esistono. Questo definisce l’abuso emotivo. (p.5)

* Per soddisfare il loro insaziabile bisogno di ammirazione e approvazione, questi individui devono degradare gli altri per acquisire prima l’autostima e poi il potere. Perché non sono interessati alle relazioni, non mostrano compassione o rispetto per gli altri. Rispettare una persona significa valorizzare la sua umanità e riconoscere la sofferenza che possiamo infliggere loro. (pp. 5-6)

* La malattia psichiatrica non causa abusi. Nasce dalla spassionata razionalità unita all’incapacità di rispettare gli altri come esseri umani. (p. 7)

* Sia che il soggetto sia un serial killer o un maltrattante incallito, la questione rimane uno dei comportamenti predatori: un atto consistente nell’appropriazione della vita di un’altra persona. (idem)

* … i predatori prima paralizzano le loro vittime al fine di prevenire ogni possibile contrattacco. La mancanza di meccanismi di difesa impedisce alle vittime di capire cosa sta succedendo loro. (p. 8)

* Ci sono trucchi manipolativi piuttosto innocui che lasciano dietro di sé tracce di amarezza o vergogna per essere stati ingannati, ma ci sono manipolazioni molto più gravi che influenzano l’identità di base della vittima e diventano una questione di vita o di morte. I maltrattanti emotivi mettono direttamente in pericolo le loro vittime; indirettamente, però, portano coloro che li circondano a perdere di vista i loro orientamenti morali e a credere che i comportamenti a ruota libera a scapito degli altri siano la norma. (pp. 8-9)

* Ci sono individui la cui strada attraverso la vita è disseminata di persone ferite o danneggiate irreparabilmente. Ciò non impedisce loro di continuare a imbrogliare la maggior parte delle persone, mentre sembrano totalmente adattati alle regole sociali. (p. 14)

* L’altro, appena viene riconosciuto più intimo del solito, diventerà il soggetto del più grande abuso in assoluto, perché troppa vicinanza può terrorizzare l’aggressore. Un individuo narcisista impone il controllo sul suo partner per trattenerlo, mentre contemporaneamente teme la sua vicinanza e invasività. Per mantenere un potere completo sull’altro, deve tenerlo in una relazione di dipendenza o addirittura di proprietà. Il partner impantanato nel dubbio e nel senso di colpa non può reagire. (p. 15)

* Il messaggio non detto è “Io non ti amo”, ma rimane indiretto e nascosto in modo che l’altro non se ne vada. Il partner deve rimanere fermo ed essere permanentemente frustrato; a lui deve essere impedito di pensare da solo e diventare consapevole del processo. (p. 15)

* L’aggressore narcisista introduce l’elemento di controllo per paralizzare il suo partner mettendolo in una situazione di incertezza. Mantenerlo nei limiti e a distanza di sicurezza evita l’impegno per una relazione che teme. Soffocandolo e assoggettandolo, lo costringe a sottomettersi a ciò che più teme e deve evitare a tutti i costi: l’invasività di un’altra persona. (p. 16)

* Vuole che sia finanziariamente indipendente ma sottomessa allo stesso tempo; se no, lui la tormenta e la rifiuta … Quando lei parla a cena, lui alza gli occhi al cielo. Dapprima lei dice a se stessa: “Quello che ho appena detto deve essere un idiozia!” e poi inizia a censurare progressivamente se stessa. (p. 18)

* Sarebbe più semplice se [l’aggressore] fosse un mostro assoluto, ma una volta era un tenero amante. [La vittima crede che ora] si comporta così perché non sta bene. Lei crede nella sua capacità di cambiare, e che magari lei stessa lo cambierà. (p. 19)

* Un individuo con idee idealistiche sul matrimonio può portare avanti una relazione apparentemente normale con il suo partner fino al giorno in cui deve scegliere tra questa relazione e una nuova. L’abuso crescerà in proporzione all’idealismo di ieri. È impossibile accettare la responsabilità di un fallimento di questo tipo. Il partner è ritenuto responsabile quando l’amore viene ritirato perché ha commesso un errore che non riesce nemmeno a definire. La negazione dell’amore viene APPLICATA nonostante VERBALMENTE NEGATA. (p. 21)

* Riconoscere questo comportamento manipolativo lascia la vittima in uno stato di terribile ansia di cui non può liberarsi da sola. In questa fase, le vittime sperimentano vergogna e rabbia: vergogna di non essere amata, vergogna di aver accettato l’umiliazione e vergogna di ciò a cui è stata sottomessa e ha subito. (p. 21)

* Attacca con piccoli colpi inquietanti, preferibilmente in pubblico, dove è difficile per lei reagire. Quando lei prova a parlarne più tardi, dice freddamente che porta rancore e costruisce una tempesta con un bicchiere d’acqua. (p. 23)

* Un maltrattante ha bisogno di trasformare il suo precedente partner in un capro espiatorio e proiettare tutto ciò che è male su di lui al fine di idealizzare il nuovo oggetto d’amore e stabilire la relazione. Ogni ostacolo che si frappone deve essere distrutto. Perché l’amore esista, ci deve essere odio da qualche parte. La nuova relazione è fondata sull’odio del precedente partner. (pp. 29-30)

* La vittima crede che se il maltrattante la respinge, è perché lei non è “abbastanza brava” per essere all’altezza delle sue aspettative. Al contrario, con individui abusivi, l’amore deve essere scisso e circondato dall’odio. (p. 30)

* L’obiettivo della condotta abusiva è destabilizzare l’altra persona e portarla a dubitare di se stessa e degli altri. Tutto ciò che serve per raggiungere questo scopo è: bugie, improbabilità, allusioni. (p. 31)

LA SEDUZIONE

* La relazione emotivamente abusiva attraversa due fasi: (1) l’erosione dell’identità e (2) la violenza aperta …. La prima fase, che lo psicoanalista P.C. Racamier ha definito “lavaggio del cervello”, può aver luogo per diversi anni. Si costruisce progressivamente attraverso un processo di seduzione all’inizio della relazione in cui la vittima è destabilizzata e gradualmente perde la fiducia in se stessa nella fase iniziale. (p. 89)

* Il processo seduttivo consiste non solo nel conquistare prepotentemente la persona, ma anche nella corruzione e nella sottomissione di lei. Il manipolatore aggira la realtà, operando segretamente e di sorpresa. Attacca subdolamente, guadagnando l’ammirazione della persona, che è abbagliata da lui e gli restituisce un’immagine positiva. (p. 89)

* La seduzione narcisistica confonde ed erode i confini della propria identità e quella di un altro individuo. Questo non è il mondo del transfert – per esempio, quando l’idealizzazione di un amante, per sostenere la passione, rifiuta di riconoscere eventuali carenze nell’amato – ma un mondo di incorporazione in cui l’obiettivo è distruggere. La presenza dell’altro è considerata minacciosa, non gratuita. (p. 90)

* Il periodo di influenza consiste nel condurre qualcuno, senza grossi conflitti, a pensare, prendere decisioni e comportarsi diversamente da quello che farebbe spontaneamente da solo. Durante il periodo di “stalking seduttivo”, la persona designata non è in grado di acconsentire liberamente a priori perché la sua sensibilità e vulnerabilità sono influenzate e manipolate. Come in ogni processo manipolativo, bisogna prima far credere alla vittima di essere libera, anche quando è insidiosamente privata della libertà di agire. Non si può parlare di una discussione tra uguali; l’aggressore deve imporsi sottilmente mentre impedisce all’altro di diventare consapevole del processo e di discuterne o resistere. (p. 90)

* La capacità della vittima di difendersi viene sottratta e il suo giudizio viene annullato, eliminando così ogni possibilità di ribellione. (p. 90)

* La vittima viene catturata da una ragnatela, tenuta prigioniera a disposizione di un altro, legata psicologicamente e anestetizzata. È completamente inconsapevole di quello che è successo. (p. 91)

32 pensieri su “Erosione identitaria e paralisi della volontà: come funziona il processo di annullamento dell’altro

  1. “Usa una tendenza depressiva o isterica”
    Io in passato avevo sofferto di depressione e il mio ex marito ( n.p.)tirava fuori questa storia ogniqualvolta lo contrastavo mi diceva: sicura di stare bene? Sicura che non devi tornare dal dottore….
    In passato avevo confidato a lui queste cose, quando ormai in fase di svalutazione io ero in preda all’ansia un giorno lui mi portò a pranzo fuori per “farmi rilassare” ad un certo punto sentì che qualcosa era caduta sulla mia testa, pensai ad un uccellino che aveva scelto la mia testa per wc! Ma guardando in alto non vidi niente (poi mi accorsi che probabilmente era una goccia di grasso caduta dalla stufa a fungo posta dietro di me)
    Lui prima di andare a pagare il conto vedendo che io mi toccavo i capelli per capire cosa fosse successo mi disse:
    -Ma di che malattia soffri?? Ed entro’ dentro a pagare il conto
    Impunemente uccidono l’integrità degli altri , è come la storia dell’uomo di ghiaccio che uccide una donna con un pugnale di ghiaccio il giorno dopo il sole scioglie il pugnale così viene trovata la donna morta e nessun arma del delitto!!

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    1. Carissima Mary, è incredibile lo sguardo compiacente quando comprendono che l’opera di portarti all’autodistruzione sta funzionando! Sì, possono portarti a un ristorantino molto carino per dirti semplicemente che c’è qualcosa che non va in te mentre fanno avanti indietro nel bagno per mandare SMS alle loro “amiche”, magari per rimproverare qualcuna per il fatto di non aver accettato l’invito di mangiare insieme “costringendolo” a portare te, “l’ufficiale”, al posto di chi vorrebbero davvero IN QUEL MOMENTO. A fare l’elenco dello schifo ci vorrebbero ulteriori anni…

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      1. Hai ragione Claudileia ci vorrebbero anni, la vera svolta per uscire da queste situazioni è spostare il focus verso noi stesse, lavorare su di noi per conoscerci profondamente , capire quali sono i nostri veri bisogni ,anche se tutto questo all’inizio ci spaventa perché dobbiamo imparare a prendere contatto con il nostro “vuoto” che fino a poco tempo fa era riempito dalla storia virtuale con questi pseudouomini, da ogni situazione difficile che viviamo avviene in noi una crescita, certo vorremmo che ciò avvenisse senza tanto dolore che sembra talvolta eccessivo e davvero inutile … ma per citare un il titolo di un libro molto bello “un giorno tutto questo dolore ti sarà utile” dobbiamo far sì che tutto ciò che all’inizio sembra quasi annientarci in realtà ci renderà più forti !
        Un abbraccio

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  2. Assolutamente vero, MESSA AI MARGINI….ogni episodio della mia vita, raccontato a lui, a metà era interrotto da un “è successo anche me quando…” e diventava un monologo su cosa era successo a lui, quello che stavo raccontando io spariva nel limbo dei non detti. La mia psicologa mi aveva consigliato di parlargli del cattivo rapporto con mio padre per fargli capire alcune cose, non ci sono mai riuscita, dopo due frasi se ne usciva con un “perchè io con mia mamma pensi abbia avuto un infanzia felice?”e via che si parlava per la milionesima volta di lui e dei suoi problemi. Ed era così per qualunque cosa bella o brutta che fosse lui l’ aveva già vissuta e prendeva possesso della discussione. Salvo poi accorgermi che erano sempre gli stessi aneddoti che venivano raccontati, sempre le stesse esperienze riadattate al tema da me proposto. Per il portare l’ altro a sbagliare poi era un maestro, mancanze di rispetto in crescendo e poi quando mi rivoltavo, stanca di subire(e di dire basta con le buone perchè tanto non lo capiva), io ero l’ aggressiva, quella che lo insultava(anche se non era vero), quella che lo attaccava e partiva in quarta senza chiedere spiegazioni prima etc…etc… Sono finita in terapia proprio perchè mi accusava di essere troppo aggressiva. Me lo ricordo ancora, al primissimo colloquio, dopo che le avevo spiegato come era strutturata la relazione, la psicologa che mi dice “ma tu hai sopportato tutte queste mancanze di rispetto per un anno???” E’ stato un campanello d’allarme molto forte, purtroppo non è bastato e ho continuato a farmi del male per altri 4 anni. Ma almeno è stato un inizio del risveglio. Spero di riuscire a mantenere il no contact..stavolta

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  3. Ancora mi assale quel senso d’impotenza e frustrazione per non potermi essere ribellata negli anni insieme a lui. Nessuno puo’ capire perche’ sono rimasta intrappolata in quella situazione, ed e’ difficile spiegarlo. Con questo articolo, avro’ piu’ facilita’ a raccontare come mi sentissi, e come lui potesse manipolarmi e farmi sentire responsabile di tutto, addirittura diventando lui la vittima ed io la squilibrata ed isterica!

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  4. la cosa peggiore una volta che ne esci,per chi come me ha figli col np e deve mantenere I rapporti,anche se al minimo,e’ che non si vede mai giustizia.Io.devo anche sopportare di vederlo in televisione,perche fa il giornalista,ipocrita schifoso.Un un po di tempo fa e’ diventato famoso per una testata,praticamente ha coronato il suo sogno di celebrita’,vittimismo ed eroismo in un solo istante.Non riesco piu a dormire ormai,e’ riuscito a rovinarmi anche adesso la vita,avevo finalmente cominciato da un anno a costruire una storia con un uomo perbene,ma con lui che non.rispetta mai gli accordi del giudice praticamente e’ impossibile visto che mia figlia ha sei anni e non e’ semplice non avendo mai tempo per me.Nonostante sia in torto marcio pretende ancora la ragione,dovrei solo subire in silenzio!mi ritrovo in ogni articolo,le ho vissute tutte,una per una.Posso denunciare stile Weinstein?e’ un drogato,un violento manipolatore,un bugiardo,un prepotente che di diverso da chi lo ha aggredito ha proprio poco,quelli sono dei delinquenti ma forse la famiglia la rispettano.

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    1. Carissima Virginia, con questi soggetti bisogna sempre agire dentro i confini legali (lo so, non lo rispettano!) perché sono abili abbastanza da attaccarci molto meglio, essendo abituati a ragionare con freddezza e a tradimento. Francamente non attribuirei alcuna qualità positiva all’autore della capocciata, così come non bisogna aver pietà quando si va dall’avvocato e si dice le cose come stanno. È la sicurezza della tua bimba a essere in gioco. Come puoi avere la fiducia di lasciare andare la tua bimba a passare ogni fine settimana con un soggetto cocainomane? Un cocainomane si crede Dio quando è sotto l’effetto della droga e si deprime quando non c’è. Quindi a questo punto devi registrare tutto: ogni chiamata, ogni conversazione via chat o SMS, cercando di tirare in ballo la sua vera natura. Porta tutto dall’avvocato con la richiesta dell’affido esclusivo e il divieto di avvicinamento. È evidente che sarà guerra aperta, ma purtroppo con soggetti così non esiste possibilità di mediare alcunché.

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  5. Cara Cla’,purtroppo non e’ facile dimostrare la vera natuta del mostro.Sa bene che registro ogni messaggio per cui ormai si espone poco,provoca e mortifica si,ma non basterebbe per ottenere u affido esclusivo,viceversa dovrei passare attraverso iter estremi,psicologi,assistenti sociali,avvocati senza scrupoli.Sono spaventata,arrabbiata,frustrata e, molto demotivata ed indebolita..

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  6. Care Claudia e Virginia,
    io che l’iter estremo – perizie di parte, d’Ufficio, avvocati, Decreto – l’ho passato otto anni fa quando nostra figlia aveva tre anni posso dire che una causa in tribunale con un n.p. è davvero difficile da affrontare. MA all’epoca io non ne ero assolutamente fuori psichicamente, dalla sua ragnatela, né conoscevo alcunché di questo disturbo. Oggi tu Virginia hai più strumenti di quanti ne avessi io all’epoca. E anche io li ho, e spero veramente che servano, e qui mi spiego: dopo che nostra figlia a 11 anni si è “risvegliata” capendo chi e come è suo padre sette mesi fa rompendo l’omertà tipica dei rapporti disfunzionali per cui le cose si fanno ma non si dicono per non ledere la facciata da mulino bianco e riportandomi tre bruttissimi episodi occorsi nei passati due anni (oltre ad altri numerosi episodi manipolativi) ho re-interpellato i servizi sociali cui la ragazzina è affidata fino alla maggiore età (ottima soluzione: collocata presso di me, ampie visite paterne MA un ente terzo da poter interpellare in caso di conflitto su qualsiasi cosa): bene, da due mesi un’operatrice monitora a domicilio per diverse ore a settimana i rapporti tra nostra figlia e noi. Non so quale sarà l’iter a fine mese e a conclusione di queste visite a domicilio: suppongo che l’assistente sociale vedrà noi genitori, nostra figlia, sentirà la psicologa infantile oltre alla mia e alla Prof. principale scolastica per farsi un quadro preciso della situazione. Io non lo so cosa riporteranno al Tribunale (vi tengo aggiornati, ho bisogno di questo spazio di confronto cui sono grata immensamente), ma sto contando i giorni fino al raggiungimento dei 12 anni di mia figlia perché leggo che da quell’età in poi le ragioni dei figli ritenuti cognitivamente in grado e quindi grandi abbastanza per scegliere, sono tenute in considerazione. Per cui spero che i tre fine settimana al mese con il papà come da Decreto (e che da sette mese la ragazza si rifiuta con successo di passare con il papà: perché voglio dire cosa si fa? la si costringe con la forza? la si lega?) svaniranno anche dalle carte burocratiche, oltre che dalla pragmatica già in atto. Non so se lui stia temporeggiando per inventarsi una nuova strategia (non è tipo da mollare l’osso) o stia creandosi una nuova famiglia avendo perso prima me e poi nostra figlia come dispensatrici coatte di caramelle energetiche (LO SPERO).
    Comunque capisco Virginia che non sia facile reperire prove probanti di questa personalità, soprattutto con gente che di registrazioni e tattiche se ne intende più di noi. Il mio ex n.p. è collega del tuo, chissà se si conoscono. Io penso sempre che la vendetta non la voglio né mai la vorrò, ma che se si renderà necessario difendere mia figlia (perché i servizi non aiuteranno o, anzi chissà, remeranno contro) userò le poche prove che ho per indurlo a mollare l’osso. Bisogna essere furbe il più possibile, bluffando magari anche, il ché non è un ricatto ma appunto, legittima difesa. Infine per stare sul pratico, io credo che un’azione efficace visto il loro mediaticissimo lavoro, sia entrare in contatto con persone che professionalmente hanno avuto o hanno a che fare con loro stando ben attente a chi e come le si approccia; perché con le storie sentimentali, per quanto tossiche e con abusi psicologici enormi e non solo, spiace dirlo ma non si arriva da nessuna parte. Bisogna scovare prove probanti di “stranezze” professionali oltre la sfera privata, magari stranezze lesive del datore di lavoro, o di etiche aziendali eccetera. Allora sì che a quelle il narcisista reagirebbe, essendo che senza la sua visibilità e potere ovvero le sue uniche risorse autonome di sopravvivenza, lui che farebbe? E intendo il solo prospettargliene la possibilità, non il metterle in pratica queste “allusioni” perché come dice la mia analista, lui senza il suo grande lavoro che gli permette abusi di potere d’ogni tipo, è nessuno. E io non voglio un tizio ancora più disperato, per mia figlia. Solo uno il meno possibile presente nelle nostre vite.
    A presto e in bocca ai nostri lupi, ché con questi nuovi abiti da super-men/women sopravvissute a genitori e/o compagni vampiri, per loro lo stomaco non sarà più lo stesso.

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  7. Io vorrei riportare un messaggio scrittomi da lui un mesetto fa’… avrei bisogno di qualcuno che sa cosa sto vivendo, perché sono consapevole che se una persona qualunque lo leggesse penserebbe che il mostro sono io… io stessa leggendolo penso che sia così.

    “Ho sempre odiato questo tuo atteggiamento . Soffri così tanto che scarichi il tuo disagio agli altri. Non sai comprendere il reale senso del impegno e del sacrificio. Hai un pensiero vuoto e individuale presso la tua mente stessa che utilizzi per vaneggiarti e riportarti a galla. Stai così male con te stessa che le persone da qui sei circondata per il 90% valgono meno di zero e tu pensi anche siano persone di valore. Non ho cercato una persona che sa tirarsela e pensare di essere superiore agli altri perché per ciò che fai dimostri quanto sei insicura e vuota. Per quanto ti valorizzi fai vedere quanto sei insicura e vuota. Io so di stare bene da solo ma so che con te avevo preso un impegno e lo tenuto finché mi e stato concesso e il tuo atteggiamento oggi e troppo. Dimostri palesemente quanto soffri e chi sono io per placare una persona così insicura ? Penso nessuno . Potrei farlo ma da parte tua non vedo un atteggiamento maturo. Vedo lo stesso loop di una persona che non sta più bene ma non vuole nemmeno rendersene conto . Una persona che ti blocca e non vuole capire o vedere. Con te anche se con difficoltà io ho lottato per principi non per la piatta voglia di riempirmi con così poco. Perché quando mi guardo dentro trovo solo un enorme disagio. Perché così fai te Nora. Una persona schiacciata dalla sua mente al punto di vedere ciò che vuole e saziare le sue voglio non che vuole costruire qualcosa non che tiene a se stessa e si vuole rivalorizzare . E inutile ogni momento in qui ho provato di farti capire. Molto probabilmente non sei mai riuscita a sentire niente di ciò che cercavo di farti capire o quando lo facevi posso dire che ti sei migliorata tanto ma te non vuoi essere migliore sei autodistruttiva e ti piace di più fare la stronza e crogiolarti in te stessa allevviando il tuo stesso dolore stolkerando gli altri. Classico modello di un autodistruttiva. Non lotti e credi nei tuoi principi preferisci essere un basilare continuo di affermazioni e parole non predisposto a un progresso ma a una retrocessione . A un auto flagellazione. E chi sono io per alleviare questi tuoi problemi? Nessuno. Evidentemente non ti sono mai bastato ma preferivi come a volte hai fatto capire gente come il tuo ex gente che in fondo io non sarò mai . Facile buttarsi fra le braccia di qualcuno per ottenere semplice piacere stare bene e poi trasformare questo un profondo mare di merda . Prima non stavo discutendo ti stavo esponendo cose che se volevi capire ti facevano arrivare a un punto preciso e diretto. Ogni litigio e buono per lasciarmi e sai solo allontanarti dicendo primo o poi passerò ma i problemi le cose e le persone vere non passano mai. Per quanto imperfetto ti ho tenuta stretta e non hai bisogno di scrinnartelo se non era per me tu affianco a me non ci saresti già per scelta tua. Ma ho fatto mille e mille volte cose per farti capire che per me se il meglio ma non stai bene con te stessa quindi come fai a capirlo? Non vedrai mai oltre a quella tua anima di dolore. Delusioni e futili problemi se non imparerai a superarla a sconfiggerla . E purtroppo son cose che devi fare te non io. Ho perso abbastanza fiato a cercarti di far capire. Motivo di farti capire cosa sei per me te lo dato e quando ero presente ogni istante come tu hai ben detto non avevi modo di pensare a niente. Ma ricorda che ero io a la droga da qui dipendeva la tua mente per non sentire tutto ciò che senti ora. Potrei dire che posso farlo anche ora ma non e giusto. Penso tu debba capire come stai davvero te e superarti redimerti perché dentro hai un fastidio che non ti toglierà il tempo o il trovati un altro un fastidio che devi superare te. e ti dico che mi spiace ma il tuo e un atteggiamento tossico e debole. Non ha nulla a che vedere con ciò che faccio io. Non parlerò un secondo di più da adesso se vorrei stare con me dipendera solo da te . E non devi dimostrare a me a dimostrarti a te perché io le cose lo so. Devi auto redimerti e non dipende da me . Solo tu puoi farlo e ti auguro di farlo con o senza me. Ma voglio anche che questo tuo tram tram di parole piatte e mancato umorismo si evolva perché non sei figa ne forte fai pena. Ridi di cose che fanno male e non vuoi capirle posti questa tua superiorità ma qua nessuno e superiore a nessuno siamo singoli tracciati posti su strade differenti ogni singolo umano.sta a noi trovare il modo di incrociarci per dare luogo a lunghe ed organizzate strade seno siamo liberi di farci la nostra strada in montagna . Purtroppo stai scegliendo una strada non parallela alla mia. Ma nemmeno parallela a te stessa. E questo ti porterà ad esser una strada sterrata piena di buche. Quindi da oggi se vorrei parlare con me devi essere coerente con te stessa e al posto di superare dolori con semplici e tossici piacere superarti una volta e per davvero ma con quanto hai dato a dimostrare non conto troppo in questo tuo atteggiamento rivolto verso la propia evoluzione e a creare un ambiente sano ed equilibrato per entrambi le scelte ovviamente saranno pienamente tue. E il tuo riflettere su di me certe cose non deve avere modo di esistere quando avrai voglia di metterti su un piano e risolvere lo farai inutile parlare ancora se non sarai in grado di farlo semplicemente non sei vera quanto dicevi. Posso farti stare bene quanto voglio ogni momento che ho gestito io le cose non hai avuto insicurezze e timori ma questa e un altra dipendenza abbiamo parlato al lungo di cosa dicevi al tuo psicologo di te in primis ma anche di me. So farlo e non ho più niente da dimostrare se non sai dimostrare di essere adulta e saperlo fare anche te. Le cose vere rimangono e se sei vera lo saprai. Sei in un punto molto basso da qui ti auguro di guardarti allo specchio e li capirai e ti lascio una citazione ” organizzare giorno per giorno a proprio suicidio pazzia. Perdere il senno giustificarsi una vita e non perdonarsi mai siamo l ultima speranza di me stessi un giorno capirai che il non avere niente e la parte più bella del avere tutto”

    … dopo tutto ciò gli ho detto di voler stare da sola e lui mi ha fatto sentire come sempre in colpa e mi ha fatta tornare da lui.
    Ieri sera suppongo il rifiuto definitivo, siccome dopo avergli detto che ero stufa delle sue prese in giro, del fatto che essendo lui a casa tutto il giorno mentre io lavoro quando torno a casa lui dorme e si sveglia a tarda sera, quando sono troppo stanca e per me è ora di andare a dormire. Passa tutta la notte al telefono, mette i like alle foto delle ragazze e poi li toglie, ancora non ricorda (o finge) il mio compleanno e ride, dicendomi di smetterla e dandomi della stupida. Mi vede mogia, apatica e senza vita e sembra quasi compiaciuto.
    Non vuole che si sappia che “stiamo insieme”, mi dice che si sente a disagio ad uscire con me perché sono più grossa di lui… tutto ciò solo nell’ultimo mese.
    Ormai ho perso il conto di tutte le volte che me ne sono andata, convinta e anche in pace, ma è sempre riuscito a riprendermi in uno schiocco di dita.
    Ieri sera però, nel momento in cui gli ho detto che ero stufa e che gli avrei ridato la chiave di casa in fretta e furia mi ha liquidata, sbattendomi letteralmente fuori da quella che fino a poco prima era “anche casa mia”. Si è rifiutato di darmi gli oggetti che ho comprato per noi, nonostante lui ribadisse “abbiamo comprato”, sono cose in cui ho messo soldi solo io.
    Ribadito anche quanto fossi insicura e che mi avrebbe potuto concedere un’amicizia e non di più. E poi pouf, fuori dalla porta. Stavolta mi ha bloccata pure lui.

    Ogni volta penso che sia l’ultima, e mi sento un pagliaccio a dirlo di nuovo, ma forse siccome evidentemente stavolta ha trovato una nuova che ci è cascata mi concederà più tempo prima di tornare.
    Mi sono sentita un sacco della spazzatura… c’è sempre quella voce dentro me che dice che ha ragione… e lui si è sempre nutrito di questa voce, personificandola.

    Era da tanto che non scrivevo, sono passati parecchi mesi… spero che qualcuno abbia voglia di rispondermi… mi sento regredita ad uno stato infantile. So che passerà, ma so che tornerà ancora. Ho paura di far leggere questo messaggio a qualcun altro perché potrebbe pensare che ha ragione lui… mi farebbe sprofondare ancor di più.

    Mentre uscivo e camminavo verso l’auto pensavo “questa è davvero la fine? Dopo tutto ciò che è stato? Liquidata in due minuti e spinta fuori con la forza?”
    È terrificante…

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    1. Ah mi sono dimenticata di specificare che nonostante ieri pomeriggio si era definito contento perché finalmente oggi e domani avrei avuto libero e saremmo potuti stare insieme una volta tornata al lavoro mi ha detto che avrebbe preferito dormire da solo per quella notte, siccome gli ultimi giorni aveva dormito male.
      Ovviamente una persona dall’esterno mi definirebbe una pesantona per irritarmi per una cosa del genere, ma dopo mesi e mesi in cui mi rimproverava del fatto che anziché tornare a casa di mia madre (la mia vera casa insomma) sarei potuta andare da lui tutte le sere, e anche nelle pause pranzo, che si vedeva che non ci tenevo a stare con lui, blablabla… solito schifo.

      So solo che questa ragazza nuova, anche se è solo un presentimento, sarà una specie di angelo custode per me.

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      1. Cara Nora, molla tutto ,oramai sei oltre la fine della relazione , sei in guerra e tu stati perdendo. Ovviamente non conosco i fatti reali della vostra relazione e non mi interessa stabilire chi è nella ragione. Mi ha colpito questa cosa che hai scritto : “Ribadito anche quanto fossi insicura e che mi avrebbe potuto concedere un’amicizia e non di più. E poi pouf, fuori dalla porta. Stavolta mi ha bloccata pure lui.”
        Uguale a quello che mi è capitato . Un giorno ero quello sicuro , tanto sicuro da essere un despota ,salvo poi essere quello che fa i ragionamenti e non alza mai il tono delle discussioni a detta sua, e poi sono passato ad essere l’insicuro che non sa quello che vuole. E la cosa dell’amicizia la disse pure a me… Sono cose tipiche di questi rapporti malati. Insomma sei retrocessa a essere una cosa,un oggetto noioso e dalla dubbia utilità oltre che qualità. Lui ti sta dicendo questo e bada bene ti sta mollando malamente e con con crudeltà affinche tu (stupida,secondo lui) non ti illuda di riavere il suo amore.
        Andiamo ,sono tutte menate da matti. Lascia e cambia strada . Ciao

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      2. la magra consolazione è che tutte le volte che ho deciso di chiudere sono sempre riuscita ad essere abbastanza forte da non contattarlo. il problema è che ogni volta che tornava alla carica per riprendermi, lo faceva in un battibaleno… lo bloccavo ovunque, ma gli bastava creare una nuova email per potermi contattare, e ci sono sempre cascata come una pera cotta.
        sono abbastanza convinta che mi abbia voluta portare lui a questo punto, provocandomi ogni giorno con qualcosa di diverso, aspettando solo che finalmente scoppiassi così da ripulirsi la coscienza con i suoi “vedi, io ci tengo a te ma tu non sei in grado di capire e continui a tirar fuori problemi inutili”. probabilmente l’altra sera aveva un appuntamento, per questo mi ha sbolognata così in fretta. anche la frase dell’amicizia me la diceva ogni volta che litigavamo prima che decidesse di voler “fare sul serio” con me. ma non è mai stato serio… quindi sì, è palese che mi abbia riportata al livello “inferiore”… va bene così, ho più possibilità per affrontare il rehab definitivo.
        si autoproclama un super uomo, una persona vera… ma le sue parole sembrano parlare più di lui che di me.

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    2. Cara Nora, non so come puoi pensare che un simile messaggio DELIRANTE possa influenzare il giudizio che una persona ha su di te. In tutta onestà ho faticato a leggerlo perché mi sembra scritto in uno stato di ebbrezza! Ora, c’è un mix indigesto di accuse, luoghi comuni, linguaggio pseudo psicologico, giudizi sommari, proiezione, gaslighting, ecc., ecc. da renderlo SURREALE. Ragioniamo insieme, cara Nora: ti senti tranquilla accanto a lui? Immagino di no, perché un individuo che scrive questi deliri PARLA ESATTAMENTE COSÌ, ovvero manda in tilt il cervello di chiunque lo stia ad ascoltare. Se io, leggendo questa roba, ho sentito la mia energia svanire, figuriamoci tu, cara Nora, che hai sentito questo “discorso” senza capo né coda infinite volte! Torna tra noi… Ti sembra che un individuo equilibrato riesca a estrarre dalla sua mente un simile profluvio di parole senza senso? Eppure per te hanno un senso! Ed è così perché hai eletto questo squilibrato a padrone assoluto del tuo corpo e della tua mente. Ti senti persa perché la mente alla quale hai consegnato la guida della tua vita è squilibrata a livelli abnormi. Lui usa con te IL SUO lessico confusionario e tu credi di poterlo decifrare infliggendoti tutta la negatività che ne deriva dai SUOI DELIRI. Cara Nora, non soffermarti sulle cose che lui dice perché NON TI RISPECCHIANO. È evidente che di fronte a comportamenti anomali ci sentiamo smarriti e tendiamo a proteggerci con tutte le armi che abbiamo, e tu fino adesso hai fatto esattamente questo. Ora, però, ti prego di smettere di leggerlo e di ascoltarlo per la salvaguardia della tua sanità mentale. Lo dico sul serio! Il soggetto è tossico e sa di essere la tua droga. Lo scrive pure e addirittura afferma che potrebbe continuare a drogarti di lui ma che non lo farà perché “non è giusto”. Nora, ti rendi conto che questo soggetto totalmente fuori di testa crede di sapere cos’è meglio per te? Sei convinta di averci a che fare con un soggetto che non sta bene per niente e che potrebbe farti ancora più male oppure credi ancora nel miracolo della riparazione di un cervello andato in fumo? Livello di tossicità incredibile!

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      1. infatti ricordo che l’anno scorso ho passato mesi a decifrare i suoi messaggi, mi sentivo una specie di archeologa che passo per passo riusciva a tradurre dei geroglifici incomprensibili a chiunque. invece non ho fatto altro che dargli un’ulteriore possibilità di manipolarmi…
        è che come già si sa lui sa benissimo dove colpire per farmi sentire male, che sia la mia fisicità (con cui non sono mai andata d’accordo), la mia insicurezza (che sì, c’è, ma viene amplificata da lui in maniera esorbitante), la paura di restare sola perché non merito di essere amata… fa da portavoce a qualcosa che già avevo dentro prima di conoscerlo, ma so di non essere solo questo, eppure… è come se con lui non ci fosse altro. e la cosa più assurda è che se da una parte mi rende una nullità dall’altra vuole farmi credere che è solo per colpa mia.

        ti ringrazio per la risposta, Claudileia… ora sono nel solito up&down, dove passo dal credere fermamente che le cose andranno meglio al non riuscire nemmeno a guardarmi allo specchio da quanto mi vedo brutta, appassita, o ad aver un disagio enorme ad uscire di casa, la paura di incrociare lo sguardo di qualsiasi persona e sentirmi un’inetta… ma avendo letto e riletto gli articoli su questo blog so che è normale…

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      2. Cara Nora, vediamo allo specchio ciò che detta il nostro cervello. E il nostro cervello a contatto con persone tossiche subisce colpi sempre più duri al punto di non riuscire più a distinguere l’immagine reale da quella che ci viene inculcata dal giudizio di uno squilibrato. Potrai essere una principessa dalle forme perfette oppure no, perché ciò che davvero importa per questi individui non è in realtà il tuo corpo, ma prendere in ostaggio la tua mente. Una persona che vuole la tua sudditanza investe nella distruzione della tua autostima a prescindere della tua apparenza e non colpisce unicamente i tuoi punti deboli ma soprattutto i tuoi punti di forza. Per esempio, se sei una persona che brilla di luce propria il disturbato o la disturbata farà carte false per spegnerla. Quando crediamo di amare una persona disturbata la percezione che abbiamo sempre avuto di noi nel bene e nel male viene buttata giù e ricostruita sulla base di ciò che serve per renderlo felice. Ti faccio un esempio che ho fatto in uno degli articoli. Hai mai guardato una bella ragazza e pensato “ecco, con questa lui ci proverebbe di sicuro!” e provato rabbia nei confronti della sconosciuta? Ecco, se la tua risposta è sì, significa che sei talmente condizionata dai giudizi negativi di questa persona da sentirti meno di nulla. L’operazione di annullamento della tua personalità è basata esclusivamente sul lessico confusionario di questo soggetto, ecco perché il contatto zero è VITALE per te e per chiunque ci legga.

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    3. ho letto solo adesso questo messaggio e, al di là del fastidio che ho provato leggendo quello che ti ha scritto, conferma una delle prima impressioni che ebbi quando mi trovai davanti il tizio, “l’amico”, che mi ha rovinato: “il toro che dice cornuto all’asino”. questi rivolgono sempre agli altri parole e accuse che in teoria dovrebbero essere gli altri a dire a loro. una frase esemplare è questa “Hai un pensiero vuoto e individuale presso la tua mente stessa che utilizzi per vaneggiarti e riportarti a galla”, cioè, queste parole descrivono con precisione la persona che conobbi io molti anni fa e forse descrivono molto bene anche il modo di essere della persona che le ha concepite e le ha scritte a te. penso che a una persona normale un’accusa del genere manco gli verrebbe in mente. come anche le altre cose scritte nel resto del messaggio d’altronde. solo su una cosa forse ha ragione, che soffri. e probabilmente lo dice perchè sa che è lui a farti soffrire. e forse dice anche sei insicura e confusa perchè è consapevole che una persona lucida e sicura di sè l’avrebbe già mandato a quel paese senza rimpianti e senza sensi di colpa . invece ti autodistruggi stando con lui e continuando a dargli importanza, anche questo forse lo sa. anche a me in passato disse che ero depresso. e aveva ragione peccato che ero depresso a causa sua, prima di conoscerlo stavo benissimo. poi mi dissero che ero un coglione ecc… e anni dopo mi dissi che avevano ragione, se non fossi stato un coglione gente come lui e i suoi amichetti non li avrei mai degnati di attenzione. Su alcune cose queste persone in fondo hanno ragione, anche quando dicono “non ti rendi conto della situazione” hanno ragione, non mi ero reso conto che il suo vero obiettivo era rovinarmi per invidia e che l’amicizia era solo un pretesto. e forse è una cosa simile anche per te. forse molte delle accuse che ti ha scritto sono cose tu potresti dire a lui

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  8. Cara Nora, l’ultima volta che ho dovuto sorbirmi un’insalata di paroloni, che di fatto non dicono nulla, nella mia mente succedeva come se fossi stata nel film Matrix. Ad un certo punto quello che diceva, vedevo che calzava a pennello a lui. Certo, solo a tratti, perché poi la mia mente gravemente offesa, credeva di nuovo che quelle schifezze mi appartenessero. In realtà stanno parlando di loro, non di noi. E poi, tanto per capirci, il narcimerda che ho incontrato io, mi ha detto le stesse cose, non è neanche originale il tuo. Con accozzaglie di parole come questa, ne hanno già massacrate parecchie di persone. Fidati di noi, sono persone malate, prima ti allontanerai definitivamente, prima incomincerai a ricostruire te stessa e a curare le tue ferite. Un grosso bacio

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    1. Cara Alba, per Nora sono dei geroglifici, ma persino i geroglifici possono essere decifrati e svelare un messaggio interessante. Qui abbiamo a che fare con il nulla: nulla di coerente, di vero, di sensato, di onesto, di decente. Il loro discorso è sabbia negli occhi per stordire la controparte.

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  9. Cara Nora , apro citando Cla (il nostro cervello a contatto con persone tossiche subisce colpi sempre più duri al punto di non riuscire più a distinguere l’immagine reale da quella che ci viene inculcata dal giudizio di uno squilibrato. ). In questo momento tu sei sotto il suo giudizio. Quando successe a me questa cosa finì un buco nero , all’inizio ero disperato per la perdita , per il lutto di lei ,ma poi capì che il morto fossi IO e questo fu terrificante , io non ero più io, ma quello che lei aveva proiettato. Io che ero empatico , simpatico ,altruista e tante altre cose belle di cui lei era fiera (ovviamente nella fase love bombing ,non è che io sia tutto ciò , sono umano e ho tanti difetti .) diventai una fogna , ero tutto il peggio possibile ,ero talmente manipolato che ci credetti. Andavo a letto sperando che il mattino seguente mi svegliassi accorgendomi che tutto fosse stato un incubo e che lei cioè Io ,fossi ancora vivo e invece no ,ero sempre morto. Ti dico senza ipocrisie e senza menzogne che le lettere da psicopatico gliele scrissi anch’io ma mesi e mesi dopo . E sai perchè? Volevo una cosa sola , la pace per me e il suo perdono ,cancellando le cose brutte che mi avevano ucciso . Alla fine grazie anche Cla oltre che ad alcune amiche care , misi uno stop a tutto , la mandai a F…lo e chiusi ogni comunicazine. Me ne fregai altamente della campagna diffamatoria , degli sfottò e di tutti i suoi giudizi da mentecatta.
    Il tempo mi ha dato ragione , l’ultimo ex , oggi è una m..da tossica per lei e per le scimmie volanti che si porta appresso , viene ostracizzato e diffamato e lei ovviamente ha un amore “segreto” (cioè lo sanno tutti ma fa la santa).Lui mi fa pena , non mi piace come mentalità , però lei diceva che fossero gemelli , un’anima sola …Se lallero, Sòla è basta casomai
    Con questi soggetti è sempre cosi , ma dico sempre, non c’è verso di farli migliorare, dicono che cambiano , si ,ma in peggio. Una volta mi disse:Io per vivere ho bisogno che qualcuno mi nutra di energia positiva , se no muoio. Infatti dopo aver prosciugato le “vittime” le scartano perchè non ne hanno nessun nutrimento energetico . Quando splendono è perchè sono attaccati alla presa di corrente di qualcun altro. 😉

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    1. Assolutamente, caro Yuri. Senza l’energia vitale di qualcuno non riescono a fare due passi perché tutto sembra “deprimente”. Quando imbrogliano, tradiscono la fiducia degli altri e rovinano la vita di mezzo mondo si sentono benone e hanno energia vitale da vendere. Sotto un simile bombardamento di immondizia tossica verbale, è molto difficile prendere una decisione saggia perché la mente si perde cercando di afferrare ogni singola frase per estrarre un discorso minimamente coerente con il punto di partenza. Quindi, se l’argomento di discussione è A, il/la narcisista patologico/a passerà subito a tutte le lettere dell’alfabeto fino alla Z pur di distrarre l’interlocutore dal punto in cui è iniziata la discussione. Ecco perché molte persone quando raccontano i motivi principali per cui hanno iniziato a discutere con il narcisista, NON SANNO DIRCI NULLA SU QUESTO, MA RICORDANO PERFETTAMENTE LE OFFESE E LE DERISIONI NEI LORO CONFRONTI e persino le espressioni dei volti degli squilibrati vengono ricordate, MA NON LA CAUSA CHE HA SCATENATO LA DISCUSSIONE. Per esempio: B si sente offeso perché X guarda tutti gli altri uomini come se volesse loro spogliare. Quando decide di affrontare X su questo tema viene accusato di ‘fare lo stesso con le donne e con tanta frequenza che manco se ne accorge’, di essere ipersensibile e geloso, addirittura paranoico e irrazionale, essendo invitato a “curarsi” per la sua tendenza a vedere il male in tutto. Non è mai sano discutere con un narcisista patologico. Perdiamo sempre una parte della nostra sanità mentale, perché è questo il loro mestiere: più caos seminano nella mente delle persone di cui vengono circondati, più possono regnare sovrani a vita.

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      1. “Ecco perché molte persone quando raccontano i motivi principali per cui hanno iniziato a discutere con il narcisista, NON SANNO DIRCI NULLA SU QUESTO, MA RICORDANO PERFETTAMENTE LE OFFESE E LE DERISIONI NEI LORO CONFRONTI e persino le espressioni dei volti degli squilibrati vengono ricordate, MA NON LA CAUSA CHE HA SCATENATO LA DISCUSSIONE. ”
        Su questo ti do ragione, anzi credo che sia la base su cui s’innesca il ciclo della spiegazione della “vittima “. Si sta per giorni ,mesi ,anni addirittura a pensare cosa ha innescato il tutto. E’ inutile dirlo che durante l’inizio di questo ciclo si cerca di comunicare con l’altra/o semre più insistentemente perchè non si hanno vere risposte anzi a volte zero risposte.
        Io ho capito dopo tempo da dove iniziò il tutto . 3 cose .Una mia presunta offesa che invece era uno sprone per convincerla a curarsi da uno specialista della mente . Un mio NO, ad una sua richiesta assurda e totalmente egoista a cui non avrei mai potuto fare fronte a meno di andare a fare il barbone e mangiare alla caritas. E una mia perplessità sul fatto che non ritenevo rispettoso che lei la mia ragazza e a suo dire futura moglie ,si facesse gli amichetti con cui uscire e fare bisboccia e pure sesso anche se non completo. (non dovevo essere geloso per lei è santa…)
        Queste sono le cose ,che allora stupidamente discutevo con lei ,che una persona non manipolata emotivamente non affronterebbe mai ,chiudendo subito ogni rapporto.

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  10. Cara Nora, devi salvaguardare la tua salute mentale e fisica… l’unico modo per poterlo fare è SCAPPARE. Ognuno di noi merita di più. I manipolatori sanno come attaccarci e affondarci… per loro è solo un gioco, noi ci rimettiamo la vita… un abbraccio.

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  11. quella ragazza è il tipo che piace a lui? Il rancore rivolto all’aspetto di un’altra donna? Assolutamente si e alla fine della storia guardare le donne grasse (io ero diventata sotto peso) con i mariti e studiare l’atteggiamento perbene di quegli uomini? Sì. Se non bastasse, quella notte che ho abortito a 30 anni e mentre mi portavano in sala operatoria ho dato il numero di telefono di mia sorella nel caso in cui mi fosse accaduto qualcosa. Il numero di casa? Non mi è proprio venuto in mente. E quella volta che ha chiamato un funzionario della sua azienda e alla domanda se fossi l’impiegata ho risposto “no, sono SOLO la moglie” . Capiamo? Nessun dubbio, ci scarnificano. Grazie

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  12. “Uno dei segnali dell’erosione identitaria è l’abdicazione del diritto di esprimersi: smettiamo di parlare delle nostre vittorie per non ferire la “sensibilità” del partner disturbato, non confidiamo più alcun tipo di sentimento per il terrore di essere ridicolizzati, occultiamo nuove amicizie e conoscenze per evitare insinuazioni maliziose, oppure che vengano strumentalizzate per i suoi obiettivi fino al punto che smettiamo del tutto di parlare di noi pur di non vedere sul suo viso la noia, la derisione, lo sdegno”
    Sembra il mio ritratto. Alla fine, negli ultimi anni del nostro rapporto, la mia vita vera era quella nascosta ai suoi occhi, con le cose che amavo e le persone che amavo e stimavo tenute ben protette dal suo onnipresente giudizio e sarcasmo. Una sorta di doppia vita a cui sono stata costretta per mantenere un’isola in cui io ero veramente io.
    Lui giudica costantemente tutto e tutti, il suo sarcasmo è veleno da cui sto cercando di disintossicarmi. Anelo a tornare quella che ero, una persona aperta e fiduciosa verso gli altri. Che non pensa come prima cosa che l’altro potrebbe fregarla, come fa lui. Mi ha avvelenata con modalità che non mi appartengono, mi ha contagiata con l’indifferenza, con il vedere sempre il negativo dietro ogni persona e situazione.
    Ma io non sono così!
    Spesso mi ha criticata perché secondo lui sono ingenua. Ora che sto per separarmi, è arrivato ad insinuare che sono stata plagiata da alcune persone, o dalla psicologa…
    Io sarò anche “ingenua”. Ma non voglio più accettare di pensare che sia un difetto. Io mi fido degli altri! Il mio pensiero è che se io dopo aver dato fiducia a qualcuno, vengo tradita, peggio per lui. Tutto torna nella vita. Ma io sono quella, sono una persona che si fida. E non voglio più essere diversa da me stessa!

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    1. Cara Primavera, dire “sei stata plagiata” da qualcuno è l’ennesima violenza che perpetrano. Semplicemente non accettano che sei una persona dotata di volontà propria e perfettamente capace di decidere della tua vita. Di solito odiano i migliori amici delle loro prede perché si convincono che se lei ha preso una decisione negativa per loro sono gli altri i responsabili, giacché lei non ha la capacità di intendere e di volere. In realtà stanno solo proiettando sugli altri ciò che hanno sempre fatto. Hanno paura che altre persone abbiano su di te un potere che vorrebbero per loro. Abbraccio grande e buona estate!

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  13. Un abbraccio a te cara Claudileia e passa un’estate bella e serena! Tutti gli articoli sono notevoli ma questo sembra scritto esattamente sulla mia storia. Immagino che l’erosione identitaria possa aver luogo anche nelle storie meno lunghe della mia, ma certo che quando passi metà degli anni della tua vita con un jndividuo del genere, finisce che quasi non sai più chi sei!

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  14. a volte rileggo questo articolo e mi fa sempre impressione. non riesco ancora a credere che sono tra quelle persone danneggiate irreparabilmente, e lo è anche la mia vita. tra amarezza rancore e rimpianti non so cosa sia peggio.

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    1. Ciao reprip, io mi chiedo perché continui a pensarti danneggiato “irreparabilmente”. Danneggiato ok, ma la irrimediabilità di questo danno perché? Ricordo che il tuo np “amico” ha rovinato la tua reputazione nella compagnia comune di amici, che è riuscito a portarsi dalla sua tante persone che prima ti stimavano, etc., ma la vita non continua? E poi np non ha iniziato a danneggiare qualcun altro e poi un altro e poi…? Vivono solo per questo, per distruggere qualcuno, a un certo punto debbono anche cambiare ambiente perché esauriscono le possibilità di erosione nello stesso ambito e debbono continuare da un’altra parte. Questo qui invece sta sempre nello stesso posto? E tutti continuano a credere in lui ciecamente?

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      1. ciao blume, grazie del pensiero, anche solo per esserti ricordata delle cose che ho scritto. riguardo a quel tizio non solo ha creato problemi ad altre persone (da quel poco che sono riuscito a capire), ma so che litigò e mandò a quel paese molte di quelle persone che coalizzò contro di me e che usò come complici per distruggermi, poi ha creato casini anche all’università (ma so poco al riguardo) tant’è che per la specializzazione si era trasferito a farla direttamente in un’altra città e adesso chissà dove vive (lontano da tutti casini che aveva creato). ma sta di fatto che lui ha vissuto, come tutti. riguardo a me, quando lo incontrai quando ero adolescente. qui leggo di storie di persone adulte più o meno, che nel giro di qualche mese o qualche anno dopo la separazione si riprendono. io invece ebbi un crollo totale, e non mi sono mai più ripreso nonostante i molti anni che son passati, senza contare che le persone a cui chiesi aiuto non solo non capirono nulla ma iniziarono ad attaccarmi anche loro. e niente mi sono lasciato andare, sperando che un giorno sarebbe successo un miracolo che mi salvasse. ma non è successo e adesso mi ritrovo adulto, la mia gioventù se n’è andata in un modo a dir poco infelice (per non dire vergognoso) e non ho più fatto nulla di buono da allora. adesso sarà contento immagino, ora che non c’è più niente da invidiare…cmq grazie dell’interessamento, c’erano persone che conoscevo da una vita che o se ne son fregate del tutto e son sparite o mi hanno preso direttamente per scemo

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