Come elaborare il trauma del tuo ex psicopatico by Iñaki Piñuel y Zabala

Una delle caratteristiche abituali tra le vittime di relazioni con psicopatici è il modo in cui generano un quadro di stress post-traumatico, post-tradimento, post-triangolazione, che è uno dei peggiori quadri psicologici che un essere umano possa attraversare, e che se non viene trattato adeguatamente si cronicizza. In tale quadro di sindrome post-traumatica da stress, una delle caratteristiche principali è l’ossessione e la focalizzazione della vittima rispetto al trauma subito. Altra caratteristica abituale sono i ricordi dei momenti vissuti, soprattutto quelli buoni, ma anche quelli cattivi. È come quando ti fa male un molare: ci si tocca con la lingua tutto il tempo, toccando il punto dolente  in continuazione. Un quadro di stress post-traumatico è davvero un ematoma psichico doloroso, e fa sì che la vittima sia sempre concentrata su tale dolore, e cerchi in qualche modo di lenirlo o massaggiarlo. Il problema è che molte volte la vittima non comprende che, primo, ciò che le è successo non riguarda qualcosa che ha fatto “lei”, bensì le persone che soffrono del disturbo narcisistico, che sono anche coloro che causano questa Sindrome Post-Traumatica da Stress. Bisogna quindi rielaborare il trauma, far sì che non si riaffacci alla mente. Il cervello, in queste situazioni straordinarie, dolorose e traumatiche, le ripone in un luogo in cui sembrano apparentemente dimenticate, anche se non è così. In realtà, però, continuano a minare la tua vita, le tue emozioni, tutto ciò che concerne le relazioni di coppia. Si possono quindi riattivare flashbak stimolati da qualsiasi cosa che ricordi la relazione di coppia: ad esempio il nome stesso dello psicopatico o della psicopatica, qualunque messaggio che possa giungere via mail o via telefono, un oggetto, un regalo, una lettera, tutto ciò che è rimasto e che ricordi il legame. È quindi  molto importante che la vittima elimini tutto ciò che possa riattivare flashback e provocare una rievocazione del trauma. La rielaborazione necessita dunque dell’applicazione di tecniche come la EMDR (in inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing), ossia “Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari”, che serve a reintegrare il ricordo del trauma nelle vittime e a rielaborarlo. La rielaborazione attraverso questa tecnica aiuta le vittime a voltare pagina e far sì che gli stimoli che prima attivavano reazioni emozionali e persino psicosomatiche terribili, smettano di avere il potere di riattivare quelle reazioni stesse. Quindi la vittima può condurre una vita normale, senza evitare i luoghi, le conversazioni, gli oggetti, qualsiasi cosa che possa ricordare la sua relazione con lo psicopatico o la psicopatica. E naturalmente può tornare ad avere relazioni gratificanti con altre persone, senza temere di essere di nuovo tradita, truffata, e può tornare a sognare di avere qualcuno che la ami. Tutto ciò fa parte del processo di  riabilitazione, e va fatto con tecniche di rielaborazione neurologica come l’EMDR.

18 pensieri su “Come elaborare il trauma del tuo ex psicopatico by Iñaki Piñuel y Zabala

  1. Io credo di essere nella fase che qualunque ricordo si affacci nella mente, soprattutto relativo alla fase finale del rapporto con relativa triangolazione mi faccia stare male anche fisicamente, pochi giorni fa’nonostante abbia bloccato lui sul mio cellulare c’era una chiamata della sua amica con cui triangolava, non ho richiamato naturalmente, poi per dire cosa? Mi avrebbe preso per gelosa se non addirittura pazza..ma la notte non sono riuscita a dormire, e ho avuto di nuovo attacchi d’ansia,sto’facendo terapia ma non conoscevo nello specifico quella per elaborare i traumi…
    Con lui ho attuato il no-conctat anche se lui è in possesso delle chiavi di casa mia e io delle sue ,dovrò trovare il modo per riaverle senza entrare in contatto diretto con lui!

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    1. articolo molto veritiero. Sono nella fase in cui qualsiasi cosa mi riporta a lui e non riesco a togliermi dalla mente i ricordi belli e quelli più dolorosi…
      il mio psichiatra mi ha parlato della tecnica EMDR:
      qualcuno di voi l’ha provata? Se sì, funziona?

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  2. claudileia vorrei un tuo parere.Sto facendo psicoterapia e poiché il mio problema più grande in questo momento dopo 5 mesi di no contact è il pensiero costante 24 ore al giorno con incubi notturni di lui,ma non un pensiero di amore ma di schifo totale,rabbia,odio per tutta la recita che mi ha fatto credere e per lo schifo che è venuto fuori di tutti i tradimenti ,le triangolazioni,le bugie,le chat erotiche che erano il suo nutrimento quotidiano,i suoi vari profili che usa per spiare e reclutare vittime ed infine la violenza vrbale e fisica nel finale del rapporto quando gli ho tolto la maschera .La mia dottoressa mi ha dato uno schema da seguire e cioè di trovare 15 minuti al giorno per 5 volte da dedicare ai pensieri per lui e di gestire il resto del tempo cercando di spostare l’attenzione verso altre cose.Secondo la tua esperienza mi aiutera

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    1. Ciao Angy credo che le nostre storie purtroppo molto simili per dinamiche e infelici conclusioni, siano però diverse a causa delle nostre specifiche diversità. Quello che serve ad una persona ad un’altra magari è meno utile. Quindi dal mio punto di vista il consiglio della tua terapeuta è molto sensato e potrebbe funzionare bene. Nel mio caso dopo quattro mesi di no contact mi è stata utile la psicoterapia una volta a settimana e da un paio di settimane ho incominciato a prendere antidepressivi e sedativi per dormire su indicazione del terapeuta. Avevo picchi depressivi gravi, importanti con pensieri suicidari e autolesionisti,rallentamento del pensiero e dei movimenti….cadevo in uno stato terribile…mai provato! E non riuscivo più a dormire. Quando il terapista me li ha proposti subito ho detto di no, avevo paura che mi avrebbero stordito e impedito di fare lucidamente il lavoro psicologico su me stessa, ma con il senno del poi mi pento di non averli presi prima. Ora soffro ma riesco a gestire meglio….non ho più picchi depressivi gravi, il tono dell’umore è migliorato, e riesco a dormire!!!! Sono più riposata ho più energie per svolgere il mio lavoro e per fare la mamma e per continuare il lavoro faticoso di comprendere me stessa e i meccanismi che mi hanno portato a questo enorme caos…Un’altra cosa che ho scoperto in questi mesi di sofferenza è che mi fa stare bene dipingere, non ho mai dipinto in vita mia, ma mi viene facile e anche bene direi, ma a parte la resa estetica mentre dipingo Lui non esiste, è l’unico momento in cui in assoluto Lui è fuori dalla mia mente, allora pur non avendo molto tempo, almeno il fine settimana cerco di farlo e mi fa bene. Ecco questo per dire che credo dia importante trovare un modo che ci tolga dai piedi l’essere ignobile per un po’ di tempo dalla nostra mente, per disintossicarla piano piano….auguri Angy….

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  3. Concordo con Elisa. Il consiglio della tua terapeuta passa attraverso l’esercizio di allenare la mente a staccarsi dall’ossessione senza toglierlo completamente, per ora. Come si fa dopo l’assunzione del cortisone (si diminuisce piano piano), come fanno col metadone per i tossicodipendenti. Come fa elisa con la pittura, io con le gite settimanali con un’amica in una condizione simile. Cercare un momento in cui la tua vita è solo tua. Il pensiero è la base di tutto. Da lì susseguono le emozioni, le azioni, e da lì costruiamo il nostro futuro. È quindi fondamentale l’esercizio di allenare il nostro pensiero ad ascoltare i nostri comandi. A tornare a noi. Una volta fatta l’opera investigativa, una volta scoperto ciò che basta (lo so non basta mai), nonostante tutto ci si ritrova a tornare lì. Nonostante quel pensiero faccia male. Diventa quasi una tortura autolesionista. Non viviamo più le nostre giornate perché il pensiero comanda e corre là. Le discipline orientali dicono che bisogna diventare PADRONI DELLA NOSTRA MENTE. Inoltre, ho ascoltato alcuni video di Mauro Scardovelli (se ti capita…molto interessante) che spiegavano che dal momento che il pensiero è alla base di tutto, noi abbiamo solo una cosa da fare. Scegliere i pensieri che ci fanno stare bene. Mi ritrovo a pensare a qualcosa che mi fa stare male, annulla le mie forze, è un pensiero inutile, autodistruttivo? Cambio pensiero, dipingo, faccio qualcos’altro… solo così possiamo tornare PADRONI di noi stessi. Perché quando diventiamo dipendenti, comanda la tossina. O IL MOSTRO. Buona giornata angy. E a tutti noi.

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    1. Lilith p hai ragione è come una disintossicazione da droga.Il fatto di dover gestire i pensieri ossessivi è un allenamento per il mio cervello che scoppia .Questi esseri dovrebbero morire prima di nascere per tutti i danni gravi che creano alle anime belle.

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  4. Angh, Elisa e chiunque legga: immagino siate sulla buona strada, da quel che scrivete. Concedetevi tempo, tutto il tempo necessario. La mia esperienza dice che dopo quasi due anni, tantissime sedute di gruppo con counselor e oltre un anno di psicoterapia, ancora mi colgo troppo spesso a pensare a lei e a tutto il male che mi ha fatto: quelle frasi, quelle menzogne, quegli sguardi compiaciuti di spargere dolore mi tornano in mente violenti. Solo che li caccio via, adesso. Lilith ha descritto una maniera efficace per farlo. Io mi sono salvato grazie al tanto lavoro: questo splendido blog, tutti voi, i libri di Dyer, della Mammoliti, della Nazare-Aga, i lavori di gruppo, la terapia. Nonostante tutto, ancora non sono completamente libero, ma ho fiducia che lo sarò presto. Ecco, questo voglio comunicarvi: la convinzione che ce la possiamo fare tutti, senza fretta e con grande impegno, perché quella schifezza non la abbiamo prodotta noi e non ne siamo responsabili. Raggiunto un certo grado di consapevolezza bisogna agire, mettersi in gioco per salvarsi. Io sono riuscito a non fare uso di medicinali, tuttavia ognuno fa il proprio percorso, quello più adatto alla persona e al grado di stress da cui ha bisogno di riprendersi. Senza colpe, senza vittimismo: tutt’altro, direi quasi con orgoglio, perché sopravvivere a certe pseudo-persone è motivo di grande autostima, secondo me. Vi sono vicino.

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  5. Mi sono ritrovata a leggervi mi rispecchio molto in ciò che dite in questo momento mi sento vittima di una persona molto narcisista e cattiva che ha sempre ragione lui e non immagina il male che mi ha fatto… ho avuto un infanzia complicata sono divorziata con due figli a casa mi ci vuole un gran sorriso non posso farmi vedere giu dai miei figli. Beh quel sorriso mi è stato spento… sono stata tradita umiliata e trattata male… da una persona che diceva di volermi bene ma che passava le sue giornate sulle chat d’incontri che non aveva mai torto che mi faceva sentire una donna piccola… sento di aver bisogno d aiuto!

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  6. Leggo questo blog da molto, è stato fondamentale per individuare il narcisismo nell’uomo che ho frequentato per anni a colpi di abbandoni e ritorni continui.
    Mi decido a scrivere oggi, quando a un mese dal no contact imposto da me – assolutamente consapevole e voluto, che viene dopo un percorso che sarebbe troppo lungo esporre qui – individuo dei disturbi che potrebbero essere post traumatici.
    Episodi di tachicardia, rush, appetito fuori misura, forti sbalzi di umore.
    Ci può stare? Qualcuno ha esperienze del genere e mi può consigliare? Claudeia?
    Di testa mi sembra di stare bene, np non mi manca affatto, non ho ripensamenti… a volte l”abitudine o le attenzioni che ricevevo me lo fanno pensare ma non devo lottare con me stessa per tenerlo lontano. Non più. Eppure il mio corpo sembra non rispondermi.
    Grazie a tutti, in special modo a Claudeia che ci tiene per mano in questo lungo e difficile percorso. Buonanotte

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    1. Cara Device, intanto benvenuta! Il corpo a volte ci arriva prima della mente. Il principale aspetto da affrontare quando la pseudo storia con loro “finisce” è l’ansia. L’ansia comprende svariati sintomi, anche quelli menzionati da te. Arriva insidiosa e inaspettata, tanto che molte vittime vengono colpite da attacchi di panico senza riuscire a darsi una spiegazione, visto che credevano di stare bene dopo che la “storia” sembrava conclusa. Dopo un mese sei ancora nel limbo perché non sai se “il bello” si ripresenterà come se niente fosse cercando di aspirarti nel girone ancora una volta. Quindi, posso solo consigliarti, visto che l’ansia, quando abbiamo avuto a che fare con soggetti disturbati che dettavano il buono e il cattivo tempo ci sta tutta, a cercare (sempre se hai la possibilità) una terapia specifica per debellarla affinché non si cronicizzi. Quando ero nelle tue condizioni avevo oltre alla tachicardia, riflusso e gastrite e, dopo mesi di contatto zero, ho avuto la pitiriasi rosea di Gibert, una malattia della pelle di origini sconosciuta che i dermatologici, però, affermano sia causata da stress. Insomma, il corpo letteralmente implode. Ripeto, la risposta sta nell’ansia che generano. Un abbraccio forte e abbi cura di te. Ora la tua mente e il tuo corpo sono tornati ad essere una delle cose più preziose che hai.

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      1. Grazie infinite per la tua risposta, avevo proprio bisogno di qualcuno che desse una spiegazione in qualche modo razionale a ciò che mi sta succedendo. In realtà sono abbastanza certa che non si ripresenterà, è stato tutto molto diverso dalle altre volte, una cosa sopra a tutte, la mia decisione, stavolta vera.
        L’ansia che mi descrivi ci sta comunque tutta. Per terapia intendi un percorso con uno psicologo, giusto? Sono un paio di anni che penso di intraprenderlo ma mi ha sempre frenato il fatto di non trovare una figura professionale che possa veramente essere preparata su questo genere di traumi. Ci penserò.
        Grazie veramente per il tuo blog… per me ha rappresentato un’ancora di salvezza, una spiegazione per la mia mente persa e un cerotto per il mio cuore distrutto. Ora continua ad essere un rifugio per capire e farmi forza ogni giorno. Un abbraccio

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      2. Grazie a te, cara! Sì, mi riferivo a un percorso con un professionista adatto a lavorare con questo tipo di sintomatologia legata alla fine di un rapporto sentimentale. Abbraccio forte e scrivi ciò che senti, anche qui, sempre che avrai bisogno!

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  7. Per quello che mi riguarda, in questo momento mi ritrovo a dubitare di ogni mio singolo gesto compiuto nei suoi confronti ed ovviamente a colpevolizzarmi. In particolare chiedo a me stesso se l’esserle stato sempre vicino, sia quando aveva i suoi momenti bui che nei suoi momenti di successo lavorativo, sia stato dettato dal ricevere poi qualcosa in cambio. E mi riferisco, in questo caso, dalla pretesa di un migliore comportamento quando con l’amico aveva un comportamento oltre soglia. Era come avere una sensazione: avvertivo che quegli atteggiamenti erano carichi di sessualità, non so. Questa considerazione la comincio a fare da quando in un suo post su Facebook (per Claudileia: in un post di quelli pubblicitari, te ne scrivevo qualche giorno fa, non so se ricordi ) scriveva: “il vero amore comincia quando nulla è chiesto in cambio”. Eppure, e questo è il mio provvisorio metodo per scacciare i sensi di colpa, faccio richiamo ai pensieri che mi passavano per la testa ogniqualvolta mi esaurivano le sue continue richieste: “per la persona che ami, fai questo ed altro”, dunque correvo. Così trovo conforto, seppure temporaneo, in questo. Credo che alla lunga questo metodo possa anche servirmi per allontanare questo ruolo da vittima, riconoscere le mie effettive colpe – avendo dato modo di permettere questi atteggiamenti – e risalire la china. Ovviamente grazie sempre per il lavoro che ci fornisci, claudileia, e a tutte le persone che con i loro commenti ci permettono di non distogliere gli occhi dalla realtà!

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  8. Per quel che mi riguarda, credo che il mio fisico stia reggendo, è il mio umore ad essere troppo ballerino. Passo da momenti di up a down incredibili e non vi nascondo che i momenti più difficili sono quelli in cui realizzo che non si farà più vivo. Questa volta, come leggevo in qualche post precedente, è stato tutto diverso. La mia determinazione è stata forte e credo che lui non torni più. Perchè allora mi sento così vuota? Perchè ho ancora questa voglia di vendetta così forte? Lo so ci vuole tempo, ma quanto ancora? Razionalizzo e mi dico che 25 anni di ritorni non si possono cancellare in due settimane, ma ho bisogno di forza per andare avanti. E i dubbi mi assalgono: e se fossi io quella sbagliata? Sono io che ho bisogno di un contatto, allora magari sono io la np? Vedete in momenti come questi mi sembra di impazzire….perchè sono io quella che ha bisogno di energia. Poi mi domando chi era a sparire? Chi non ha mai voluto concretizzare nulla? Chi sta con una donna di 18 anni più grande di lui? Chi si sente annoiata nella vita attuale? Chi ha manipolato chi? ed allora ricostruisco il puzzle, ecco perchè è importante continuare a leggere e specchiarsi nelle esperienze degli altri, per dare un nome a se stessi e a loro.

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  9. Buonasera, io devo iniziare il percorso di disintossicazione. Violenza psicologica , fisica, discredito, bugie, ed ogni forma di cattiveria l ho subita e la subisco.
    Il problema è il no contat.
    È un mio superiore, ci devo lavorare tutti i giorni. La voce, la macchina , la presenza, mi fa stare male. È diventato un incubo.
    Dal momento che ho deciso di chiudere mi ha promesso il peggio. Sotto tt i punti di vista.
    Chi mi può indicare uno psico terapeuta che sia in grado di aiutarmi? Grazie a tutti.

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