Gli aspetti più sottili della violenza psicologica: come far comprendere ciò che non si esprime a parole?

L’amore rende vulnerabili noi tutti. Purtroppo i soggetti affetti da Disturbo Narcisista di Personalità oppure Psicopatia lo sanno meglio di chiunque. I più navigati hanno imparato che con il love bombing portato avanti per mesi – o addirittura anni – è possibile garantirsi ALMENO UNA fonte di rifornimento narcisistico disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Un partner messo nel sacco dopo tanto teatrino, con caratteristiche tali da reggere la loro facciata pubblica nell’ipotesi in cui venisse a crollare NON HA PREZZO!

Il punto è: per la loro stessa natura gli individui narcisisti sono esseri fuori controllo che sfruttano qualsiasi occasione per truffare, imbrogliare, flirtare, tradire e avere la meglio, usando ogni persona conosciuta come rifornimento narcisistico. Siccome hanno bisogno di mantenere ben nascosto al mondo esterno la vera personalità dietro la maschera, chi meglio di un partner serio, affidabile e longevo per convincere mezzo mondo che non sono poi tanto squilibrati da meritarsi il rifiuto netto dell’intera società?

Un partner fisso SERVE, è UTILE. Per tenerlo immobile, però, bisogna adoperare TUTTI I MECCANISMI che avete oramai letto su questo blog: la distruzione della sua autostima, la triangolazione, il gaslight, la manipolazione mentale, la violenza psicologica e/o fisica, il ricatto, la strumentalizzazione dei figli, la diffamazione e la calunnia, il controllo maniacale, il compatimento e la commiserazione, la svalutazione e la minimizzazione dei suoi meriti, le sparizioni, il trattamento del silenzio, le risposte evasive, l’allusione, la noia manifesta, la messa in ridicolo di ogni suo progetto, ecc.

Ci sono sottigliezze, però, che soltanto un partner navigato e altamente connesso con la propria intuizione può cogliere, sfumature caratteriali e comportamentali che rivelano i lati peggiori dei soggetti n.p., difficilmente spiegabili in sede giudiziaria.

Una lettrice del blog racconta che l’ex fidanzato narcisista spariva “misteriosamente” fin troppe volte quando usciva da lavoro. Racconta che il telefono squillava a vuoto oppure risultava irraggiungibile quando l’uomo si trovava in una determinata zona di prostituzione, passaggio obbligatorio per tornare a casa; altre ne descrivono l’incongruenza tra ciò che usciva dalle bocche dei loro ex partner narcisisti e la mimica facciale impiegata mentre lo dicevano; e via col telefonino custodito gelosamente; con l’amica che chiama a qualsiasi ora del giorno o della notte e con le frasi ambigue per seminare ancora più dubbi e confusione. Parlo di quei dettagli che la maggior parte delle persone che interagiscono superficialmente con dei soggetti n.p. oppure psicopatici non riesce ad avvertire oppure a capire, anche se col tempo e l’assidua frequentazione dell’individuo risulteranno OVVIE anche a loro.

Fatto sta che coloro che non prendono le distanze quando avvertono la totale mancanza di sintonia tra ciò che dicono e ciò che fanno i soggetti disturbati a questi livelli, restano invischiati nel meccanismo malato che li porterà fatalmente a tendere ad ubbidire al soddisfacimento immediato dei bisogni e dei capricci di questi soggetti, non importa a quale prezzo. Alla lunga, ogni individuo sano di mente si sentirà emotivamente malato, inquieto, cupo e stanco quando si vedrà psicologicamente costretto ad agire contro i suoi stessi interessi, perché abilmente manipolato, il tutto senza sapere ben come. Come si fa a rifiutare un piccolo favore all’amico tanto gentile che vi chiede di andare alle poste a spedire un pacco al posto suo perché lui, poverino, non ha tempo per farlo, ma voi sì? Non importa se avete un bambino piccolo, un genitore malato che richiede le vostre cure costanti, se cucinate, pulite, stirate, ecc. perché CERTAMENTE avete più tempo di lui a vostra disposizione. È lui a non avere mai tempo per se stesso e nemmeno da perdere!

Questa sensazione di “indebolimento” spiegabile egregiamente dalla teoria del vampirismo energetico[1], può essere attribuibile anche alla totale incongruenza avvertita nella personalità che abbiamo di fronte. La sensazione provata da molte persone che interagiscono con loro è di vero disagio, altroché ubbidienza cieca oppure la tachicardia tipica degli innamoramenti folli!

Molti lettori affermano che nonostante fantasticassero ogni sorta di romanticheria con il partner narcisista, sentivano che la passione andava a frantumarsi ad ogni appuntamento perché avvertivano la totale ambiguità e ambivalenza del soggetto n.p. In pratica, raccontano che si preparavano ad ogni incontro con la sensazione di non doversi fidare e di non dover andare, nonostante l’autoconvincimento sul fortissimo sentimento e desiderio che credevano di avere per il “personaggio”. Le sensazioni belle, però, si “sgonfiavano” quando il soggetto disturbato si trovava effettivamente di fronte, come se l’improvviso e spiacevole contatto con una realtà diversa da quella immaginata fosse troppo crudo per essere accettato, compreso e persino GUARDATO. Dopo i rapporti sessuali il disagio andava alle stelle…

Si potrebbe dire che il love bombing è, di fatto, una manovra di distrazione dalla nostra primitiva intuizione. Non sappiamo che dietro a tali incontri c’è un copione, una regia e una scenografia affidata unicamente all’attore protagonista.

Un narcisista patologico è letteralmente DIPENDENTE da questi effetti scenici, DIPENDENTE da tutti i “ti amo” che ascolta da persone DIVERSE che, quando non lo mettono nell’altare più alto del tempio (quello in linea con il suo Falso Sé) subiscono tutte le strategie manipolative fino ad erigerne uno appositamente per piazzarlo lassù, con la promessa che nessuno mai ci arriverà, mettendoci poi tanto impegno e dedizione per rassicurarlo di valere più del Divino.

Non sanno, le prede, che su quell’altare c’è un signore/una signora abilissimi nel recitare ruoli diversi, non sanno che sono persone abituate a ballare conforme la musica e con un senso di gestione scenica dei quadri disarmante e sconcertante.

Quando un narcisista investe molto nel love bombing sta lavorando per se stesso: vuole assicurarsi lo schiavo di turno e nel contempo reprimere la sua personalità gravemente danneggiata. Ogni investimento economico e pseudo affettivo ha l’obiettivo di mantenere integro il suo precario equilibrio mentale. Vivono e respirano per mantenere una parvenza di auto controllo mentre contemporaneamente controllano gli altri. In questo senso, fare l’attore che recita la parte del partner romantico, del dongiovanni, del partito più ambito del pianeta, AIUTA a tenere a bada tutti questi demoni.

Il Falso Sé (la maschera) è essenziale per evitare di guardarsi dentro e scoprirsi imperfetti, mentalmente disordinati, internamente sterili e aridi. Proteggono questa facciata con la loro vita, se possibile, imponendosi di rinunciare a ciò che un essere umano degno ha di più prezioso, la propria interiorità, pur di evitare la perdita dell’ammirazione della corte.

Difendere ad ogni costo l’immagine fasulla di se stessi è un meccanismo di difesa terribile, ma che funziona alla grande quando si tratta di interagire con il mondo reale, perché fa sembrare normale chi non lo è. Per conquistarsi la folla bisogna mescolarsi ad essa, mimetizzarsi tra gli umili, tra le persone gentili, fare i benefattori, gli inguaribili romantici che attendono con ansia l’arrivo delle mitologiche figure della “donna giusta” o dell’“uomo giusto”. Insomma, bisogna sporcarsi le mani simulando di avere una comune vita interiore.

Proteggere a tutti i costi la maschera, per queste persone, è proteggere la propria esistenza. Ecco perché quando sentono che sta per cadere colpiscono e attaccano con inaudita convinzione chiunque ne minacci la rottura.

Per un narcisista patologico l’ambiente circostante è la sua fortezza. Le persone che arruola per difenderlo lo fanno per ricambiarlo dalla sua semplice, regolare e gentile frequentazione ‘disinteressata’, ovvero, dalla sua irresistibile offerta di apparente servilismo e disponibilità. Basta davvero poco per farle diventare automaticamente i suoi soldati. Perché? Non dimenticate che viviamo in un mondo in cui le buone maniere contano sempre di meno, cosicché la seduzione narcisista apparirà agli esterni come qualcosa di eccezionale e rara. Il bisogno di controllare e manipolare TUTTE le persone che frequenta è ESSENZIALE per un n.p., per questa ragione lo vedete disposto a correre nel bel mezzo della notte per aiutare l’ennesimo individuo appena conosciuto in difficoltà, mentre non degna di uno sguardo il vostro bambino febbricitante da giorni e tanto meno chiede come sta.

Conveniamo, per un narcisista dedicarsi alla formazione della corte è un lavoro a tempo pieno. Spesso la loro aggressività velata emerge verso l’esterno soltanto quando non ricevono l’altissimo livello di adulazione che bramano, il che ne rivela il completo egocentrismo e l’immaturità da bulli.

Chiunque si rifiuti di essere manipolato verrà accusato di non prendersi cura dell’ “amicizia” o dell’ “amore”, di approfittarsi o di essere ingrati.

L’utilizzo della colpa è una costante: vi verrà detto che dovete vergognarvi di voi stessi ad ogni richiesta di chiarimento (e voi lo farete!); se vi lamentate del loro comportamento, essi toglieranno immediatamente dal cappello qualcosa che avete fatto in tempi remoti (e voi, anche se per un attimo, vi direte che in effetti…).

Ad esempio, un figlio mette il suo genitore narcisista con le spalle al muro per un determinato comportamento tossico, sgradevole, sleale o scorretto, tuttavia, il padre/la madre sotto accusa solleva immediatamente qualcosa che questo figlio abbia fatto in tenera età, senza tener conto del proprio comportamento che, invece, è stato attuato da lui, un adulto. Lo so, agli occhi esterni può sembrare facile per il figlio difendersi da accuse ridicole, ma la triste realtà è che il narcisista adulto non fa alcun tipo di distinzione tra il suo comportamento inappropriato e quello di un bambino. E non c’è verso di farlo introiettare emotivamente le conseguenze tragiche del suo modo di pensare e agire.

Sarete tentati di pensare che le loro pressanti e infantili richieste di attenzione siano sciocche, che non è possibile attribuire alcun tipo di significato a ciò che vi stanno dicendo oppure alle loro accuse, tuttavia sono completamente seri quando fanno il loro “mestiere”, ossia, quando cercano di farvi impazzire difendendo fino al limite delle proprie forze la loro maschera. È qui che riscontriamo il pericolo più grande: quando si sentono ostacolati, i narcisisti patologici danno il massimo dell’ingegno per farvi pagare ogni tentativo di strappo alla maschera.

È molto importante comprendere che le vendette messe in opera dagli n.p. iniziano sempre di forma velata e quasi impercettibili. Nessuno riesce a vedere il problema e voi stessi tenderete a minimizzare la cosa per un po’. Parliamo, ad esempio, di piccole situazioni quotidiane che hanno un impatto emotivo significativo per voi, come il rifiuto di darvi qualcosa che non costerebbe per lui/lei né tempo né denaro. Potrebbe trattarsi anche del rifiuto netto di darvi un’informazione semplice, assicurandosi, però, che ve ne sarete accorti che stanno nascondendo “qualcosa”. Qualcosa che è in loro potere dare. In questo gioco di odio mai esplicitato vale tutto: sabotare le feste arrivando in ritardo, all’ultimo momento, senza alzare un dito per aiutarvi; flirtare davanti ai figli per farvi sapere dai ragazzi, parlare male di voi con un parente che comincerà a guardarvi male fino a togliervi il saluto, battibeccare all’infinito e poi far finta di non sentirvi, abusare di voi con l’indifferenza gelida dell’ascolto avverso (mentre voi parlate, lui/lei s’inventa mille attività), non rispondere mai alle chiamate della sua storica amica Charlie Brown davanti a voi, ovvero, colei che gode delle sue storie di perversione relazionali e lo consiglia con fare materno.  Se ci pensate sono tattiche difficilmente “spiegabili a un giudice”.

Con il tempo, ciò che “pensano” che avete davvero bisogno o di cui credono che avete paura potrebbe non interessarvi più o non essere più essenziale per voi come un tempo: accade questo quando riescono a rendervi insensibili come loro, ovvero, nulla di ciò che fanno vi importa più. I cosiddetti matrimoni bianchi hanno di base questa dinamica. Poiché non hanno una vera connessione con nessuno i narcisisti spesso sbagliano sulla natura della persona che scelgono per avere accanto, di modo che il comportamento vendicativo da bambini maleducati diventa talmente palese per un partner portato alla de-sensibilizzazione che l’abbandono emotivo può richiedere molti anni, ma è quasi certo.

Quando si abituano a ricevere buona parte del rifornimento narcisistico attraverso una pseudo relazione con un partner, danno per scontato di aver prosciugato tutte le sue risorse energetiche. Infatti, molte persone affermano di non avere “la forza” per abbandonarli al loro destino. Amici e familiari dotati di sensibilità e di un livello elevato di intuizione sono in grado di vedere chiaramente il manifestarsi del disturbo dalla facilità con cui i narcisisti patologici negano i loro problemi, si rifiutano di soddisfare le minime richieste e dalla strana gioia con cui amano distruggere l’autostima altrui per far girare la ruota a loro favore.

La mancanza della “forza” per lasciare andare ciò che mai cambierà viene mascherata dalle giustificazioni delle vittime attraverso espressioni del tipo “ha un carattere difficile”, “mi ama a modo suo”, “gli piace avere l’ultima parola, quindi è inutile discutere, del resto mi vuole bene”, “è un tipo un po’ particolare” in cui si percepiscono le sfumature dei tratti tipicamente narcisisti che dettano le regole della coppia.

Un altro elemento di questo articolo sulle “sottigliezze” che nessun tribunale al mondo è in grado di sanzionare, ma che producono incredibili danni psicologici nei partner o familiari depredati potrebbe essere il “sorriso sarcastico” quando comprendono di aver distrutto qualcosa di importante per l’altro, la serie di espressioni derisorie o insensate del viso, mescolate alle esplosioni d’ira contro gli oggetti e le frasi sconnesse che borbottano, magari quando credono di aver subito un torto da un membro della loro corte. Persino il pianto[2] viene strumentalizzato al massimo: e chi può mai resistere a un essere umano che piange a dirotto, giurando di farlo perché si è pentito di qualcosa o perché emozionato?

Ad esempio, un’altra lettrice racconta di aver sorpreso l’ex marito piangere come una fontana mentre attendeva che lei finisse di truccarsi per andare a festeggiare il loro ventesimo anniversario di matrimonio. L’uomo giurava di essere commosso per l’immenso amore che provava per lei e per la sua bellezza rimasta inalterata. Piansero insieme programmando i prossimi vent’anni… Peccato che più tardi, a fare irruzione nel ristorante in cui la coppia cenava con i familiari e figli, sono state due donne raggirate dall’uomo con la promessa di grossi guadagni in affari poco chiari. Affermavano di averlo denunciato per truffa. Ad entrambe l’uomo aveva promesso una vita in comune, figli, la casa in campagna che stava comprando con la moglie e gli stessi viaggi che avevano fatto insieme. La ragione del pianto era stata una chiamata ricevuta poco prima  l’uscita della moglie dal bagno, in cui le donne minacciavano, insieme, di rovinargli la vita nel caso in cui non restituisse la somma sottratta con l’inganno.

I narcisisti patologici riciclano le loro “emozioni” TUTTO IL TEMPO. È veramente agghiacciante questo tipo di abilità, che funziona una po’ come la legge di Lavoisier: “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.

Un’altra delle cose comunemente riportate da coloro che convivono quotidianamente con loro è il famoso “ghigno”.

Quando manifestate un dolore emotivo o fisico, di solito i narcisisti trasudano una strana gioia e entusiasmo che si manifesta con un caratteristico luccichio di divertimento negli occhi. Quando se ne accorgono che l’espressione del viso non è conforme a ciò che vi aspettavate da loro, perché riescono a intravedere il vostro orrore, ne ricompongono immediatamente l’espressione del viso, rendendola più in linea con ciò che il mondo ha insegnato loro a esporre. E così, fingono preoccupazione quando siete malati, magari quando siete in un letto di ospedale, oppure quando avete il vostro bambino ricoverato… ma poi possono andare nella stanza accanto per programmare la prossima gita di piacere con l’amante, appena il “fastidio” si risolve, oppure lamentarsi con i compagni di merenda per aver perso la partita della squadra del cuore.

Altre volte, quando ferite accidentalmente il loro Falso Sé, vi può essere dato un bagliore dell’aspetto di una persona che “potrebbe uccidere” per qualcosa che pensavate di essere relativamente innocuo.

“Vincere o morire” potrebbe essere il loro moto. E nel proclamarlo fanno terra bruciata attorno, dipingendo un deserto di affetto e di sentimenti, non solo dentro ma anche fuori del loro Sé.

Sono comportamenti che censurano le vostre emozioni e reazioni e, allo stesso tempo, rivelano le profonde contraddizioni inquietanti e il marciume del loro mondo interiore.

Per capire che laddove non piove non c’è niente da seminare ci vuole tempo. Giusto i cactus possono nascere in ambienti inospitali, perché tagliati per sopravvivere con la poca acqua che imparano a trattenere per non morire.

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[1] Vide https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/05/10/narcisismo-perverso-e-vampirismo-energetico/

[2] Vide https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/01/07/quando-i-narcisisti-perversi-piangono-le-lacrime-dei-cani-sciolti/

37 pensieri su “Gli aspetti più sottili della violenza psicologica: come far comprendere ciò che non si esprime a parole?

  1. “nonostante l’autoconvincimento sul fortissimo sentimento e desiderio che credevano di avere per il “personaggio”. Le sensazioni belle, però, si “sgonfiavano” quando il soggetto disturbato si trovava effettivamente di fronte”
    Assolutamente vero, ogni volta un emozione e senso di fremente attesa per ogni piccola cosa che potevamo fare insieme e poi nel momento in cui si realizzava più nulla, non stavo male, ci stavo benino, ma non provavo nessuna energia positiva, neutralità è forse il termine corretto. Tranne in fase di svalutazione ovviamente, lì erano appuntamenti pesanti e penosi da portare a termine. Pensavo fosse per la frustrazione, un appuntamento con lui era sempre passibile di annullamento, quindi la paura di un suo tirarsi in dietro(fatto molte volte all’ ultimo momento o poco prima), fino al momento stabilito, finchè non era lì davanti a me, era la padrona indiscussa del mio tempo, e attribuivo al troppo carico ansiogeno il mio essere poi poco “emozionata” a stare con lui, a fare le cose che avevo desiderato tanto, fosse una cena o un giro in moto. Pensavo di essere io sbagliata in qualche modo,di essere io quella ad avere un problema con le emozioni e le aspettative. Grazie Claudileia per avermi fatto capire che non è così. Un tassello in più del puzzel.

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  2. Grazie per questo bellissimo post.
    Assolutamente vero! Terribilmente vero il non poter portare in tribunale certi episodi, tutti i maltrattamenti…. Dopo tanti anni di matrimonio con lo psicopatico la storia e le dinamiche le ho capite molto bene e le ferite che porto sono ancora da rimarginare. Una cosa ,però, ancora non mi è del tutto chiara: questi personaggi sanno sempre quello che fanno, oppure spesso agiscono d’istinto, assecondando la loro indole predatoria? Mi rendo conto che non è poi tanto importante saperlo,quel che conta è il risultato devastante sulle persone che deriva dal loro comportamento maligno. Sono individui danneggiati che danneggiano e bisogna starne alla larga. Io lo faccio da 4 anni e sono rinata, ma come si fa con i figli, come si fa a preservarli dal male? Tanto più che li usa per colpire me oppure per rifarsi un’immagine. Io parlo e parlo di narcisismo, di psicopatia anche in terza persona e della necessità di salvaguardarsi. Le parole passano e fanno riflettere. Spero che capiscano.

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  3. “nonostante l’autoconvincimento sul fortissimo sentimento e desiderio che credevano di avere per il “personaggio”. Le sensazioni belle, però, si “sgonfiavano” quando il soggetto disturbato si trovava effettivamente di fronte”
    prendo il post di Cla, ripreso poi anche da Ely…
    assolutamente vero, da parte mia c’era sempre voglia di vederlo ma al contempo ansia, ansia di litigare, ansia di una sua sfuriata. Mi sentivo spesso inadeguata, sempre terrorizzata ad ogni parola o gesto che potessi esprimere perché o venivo giudicata o bastava una sua frase carica di sarcasmo per farmi sentire meno di nulla.

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    1. Fanno scattare un tipo di compiacenza e di accondiscendenza simile a quella che offrivamo ai nostri genitori per renderli felici, orgogliosi e fieri di noi. Per renderci agnellini bisogna offrire esattamente ciò che ci aspettavamo dal padre o dalla nostra madre da piccoli: l’amore incondizionato. Cos’è il love bombing se non l’abuso di questo meccanismo psicologico elevato alla massima potenza?

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  4. Anche io come Jeng mi sono riuscita a liberare da mio marito con il quale ho trascorso tantissimi anni, io ho ben chiaro adesso tutte le sue dinamiche e questo articolo lo spiega davvero molto bene, infatti io sento che il mio ex vorrebbe tornare con me non per amore come finge che sia ma solo per riavere il suo status sociale di uomo perbene con moglie devota figli e tutto il resto. Il problema sono i figli che anche se nel caso mio sono consapevoli che il padre ha problemi comunque non posso parlare di narcisismo e psicopatia perchè pensano, non conoscendo a fondo gli argomenti che io sia esagerata. Comunque l’importante è che io invece non caschi più nei suoi raggiri e le mie figlie sono grandi e i danni purtroppo ci sono già stati e quando sentiranno di doverne parlare e affrontarli io ci sarò ma solo in quel caso e non prima altrimenti si sentirebbero manipolate anche da me….

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  5. Post interessantissimo!! A me riesce ancora difficile fare capire ad alcune persone cosa siastato realmente avere avuto a che fare con i n.p ..magari ti senti rispondere che il rapporto tra uomini e donne è da sempre motivo di incomprensione, ma in questi comportamenti di abuso psicologico non centra niente la difficoltà di relazionarsi all’altro sesso, io credo che bisognerebbe educare soprattutto noi donne ad# entrare# in contatto più profondamentecon le nostre emozioni…del genere che se una persona fa’ scattare reazioni di ansia o paura e con quella persona non posso esprimere me stessa da quella persona devo scappare a gambe levate , perché se uno ti fa stare così male già dopo pochi mesi (dopo il love bombing ) di frequentazione pensa un po’cosa potrebbe succedere in seguito…

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  6. Nooooo, aiuto… è andato da mia mamma… resta lì a mangiare… lì a casa poi c’è l’altro quello della famiglia… che casino mi fa ora… ho il cuore che mi sta saltando nel petto. Aiutoooooo… lo sapevo, o lì o al lavoro…. Ma cosa vuole quel puttaniere… ora aiuterà mia madre vecchia, si presta x degli aiuti, fa finta di nulla… tremo. Ragazzi aiuto

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    1. Carissima Lilith, ho letto la tua e-mail stamane. Ti risponderò più tardi. Intanto, se hai un buon rapporto con la tua mamma, che ha già tanto sofferto per l’altro, cerca di farla comprendere il tuo disagio e orientala a rifiutare ogni sorta di “aiuto” dal soggetto. Meglio spiegarle che ciò che è accaduto tra te e il mostro è grave e che lei, da mamma, deve aiutarti a liberarti di lui rifiutando gentilmente le sue cortesie assai interessate.

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  7. Cara claudileia la mail con la descrizione più precisa te la devo ancora mandare, il personaggio è veramente da film non puoi immaginare quello che hai letto è nulla. Mia madre sa che non deve dire nulla di me il problema è l’altro. Quando stavamo ancora insieme, in quella casa tra quei due si scatenava l’inferno si alimentavano a vicenda manipolazione su manipolazione, triangolazioni, contro una persona buona e realizzata a cui tengo. Cominciavano i litigi loro si schieravano contro di me, che difendevo quella persona, mia madre a frenarmi perché dovevo capire sempre capire, una volta si mise in mezzo io avevo preso due schiaffi e uno sputo in faccia dal familiare aizzato da lui, diedi una spinta a mia madre cadde all’indietro se c’era una pietra l’avevo ammazzata. Tanto che, storia ancora in atto gli vietai, di venire dai miei. Lì credo che se la prese male. Si sentì buttato fuori da quella famiglia che gli avevo dato. E i litigi sempre per invidia, per quel buon amico di cui entrambi erano invidiosi. Uno che mi ha aiutato tantissimo. Non immagini quanto. Anche nei percorsi di recupero per il caro familiare. Ora, il problema è che in tempi non sospetti io con lui il narci mi confidavo, il mio dolore, la rabbia, e tutto il resto per quello che ho vissuto in famiglia. Questo adesso mi può girare contro tutto andando a creare zizzania là dove ci sono già rapporti delicatissimi. E intanto mi scombussola. Temo anche di trovarlo all’uscita dal lavoro, di notte. Paura non che mi faccia qualcosa, ma io non sono pronta, non voglio sentire altre bugie, ho già sentito che ne ha già raccontate un paio a mia madre, e mi ha detto solo due cose e l’ho fermata. Devo cambiare punto di vista mi sento preda. Il leone invece sono io. Vero? Grazie

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    1. Cara Lilith, è evidente che la situazione è decisamente delicata, perché l’individuo, che un tempo è stato buttato fuori dalla TUA famiglia perché peggiorava il quadro generale, ora è tornato all’attacco fingendosi una pecorella. Vado dritto sul sodo: lui non vede l’ora di buttare fuori TE. A proposito, ha già iniziato raccontando balle che ti mettono in cattiva luce. So come ti senti: ricattabile. Ed è proprio così che lui vuole che ti senta, terrorizzata dalla possibilità che ogni tua confidenza venga svelata “a modo suo” provocando danni irreparabili. La sua è pura strategia del terrore. Vuole provocare in te una tensione tale da farti CAPITOLARE non perché ti rivuole indietro, ma perché si diverte così. Intanto, da quanto ho capito tu vivi da sola, o mi sbaglio? Se sì, è già qualcosa di positivo perché puoi contare con un angoletto tuo dove riposare il cervello dal caos, per riprenderti almeno un po’. Tieni presente che se proverai a dirgli di smettere di frequentare i tuoi familiari, il mostro continuerà a fare lo stesso, ignorandoti completamente, a maggior ragione perché ci sono altre persone, come questo tuo caro amico, che la frequentano senza problemi e che quasi certamente è il suo vero bersaglio. Cerchiamo di entrare nel cervello disturbato del n.p. che ti tormenta: ragioniamo insieme. Qual è il torto più grande per un n.p.? Essere allontanato dopo smascherato. Essere banato da un gruppo MENTRE altri continuano a godere dell’amicizia e dell’affetto che lui non ne ha. QUINDI, qual è il suo obiettivo? Non è certamente far compagnia a una povera vecchietta oppure riavverti perché “ha capito dove ha sbagliato” ma riscattarsi attraverso la vendetta. Se ho capito bene lui ha un pessimo rapporto con il tuo familiare disturbato (già, difficilmente tra perversi corre buon sangue!) e c’è da aspettarsi un duello titanico. Visto che non ci sei (come immagino) chi ci sarà tra loro due? La tua mamma, di modo che se LEI SA che la presenza di questo soggetto è un problema in più per tutti darà retta a te e lo farà fuori. C’è il rischio di trovarlo di notte all’uscita dal lavoro? Visto che è tornato dai tuoi familiari vuol dire che ha cominciato a mangiare dai bordi e che se non riesce ad avere ciò che vuole (l’idea malata di riscatto che ha nel cervello) non dobbiamo essere così ingenue da pensare che non verrà mai a disturbarti a lavoro. Ora, vorrei capire da te il livello di sicurezza che hai: uscite in gruppo o sei sempre da sola? Perché se lui sa di trovarti da sola abbiamo una bella gatta da pelare. Conveniamo che la tua famiglia (che rispecchia per certi versi la mia in termini di disfunzionalità) non fa annoiare mai i soggetti altamente disturbati, ecco perché regolarmente tornano quando non riescono a trovare benzina da un’altra parte.

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      1. Carissima, grazie per la puntuale e precisa risposta, nonostante avessi omesso alcuni dettagli che non potevi conoscere. Premetto che mia madre, durante la visita del “narcisista esterno” devo ammettere, è stata brava.
        Ragionando con freddezza sulle tue considerazioni, riconosco di avere diversi vantaggi:
        1. VUOLE BUTTARE FUORI ME DA QUELLA FAMIGLIA? Non troverà terreno adatto. Perché mi sono già in parte allontanata, e perché sono l’unica persona su cui entrambi i familiari possono fare affidamento. Dubito che eventuali ricatti o diffamazioni possano avere presa.
        2. Nonostante i piccoli favori che può offrire a mia madre, di cui peraltro non si è fatto cenno, come ben sai, il rapporto fra due narcisisti è uno scambio tra contenitori vuoti, e con una considerazione pessima l’uno dell’altro. Chi di loro ha qualcosa da dare all’altro? Nessuno. Perché da un contenitore all’altro si travasa aria. Fritta.
        3. LA VENDETTA nei confronti della terza persona, quella tanto odiata, perché tanto stimata da me? Non si capiva dal mio precedente commento, ma quella persona, che è stata per tutti quegli anni motivo di gravi discussioni, invidie feroci, non ha mai frequentato quella casa (se non per passare a prendere al volo quel familiare). E ora tanto meno, che dal caro familiare è stato incredibilmente bandito. Non credo quindi, che si vada a rivangare una vecchia invidia.
        4. Ha cercato di me. Voleva sapere dove ero finita. Ma nessuno in quella casa lo sa. E’ una provocazione. Tasta il terreno. Non regge il fatto che sono scomparsa. Orgoglio ferito. Abbandonato! Smascherato! Bannato da una casa! Oppure, non sapeva che fare… c’è la neve, sa che ho ricordi…magari crollavo…
        Ho ragionato su quanto mi hai suggerito, ho tratto queste conclusioni e mi sento a riguardo un po’ più tranquilla. In effetti, quella è una casa così sfasciata, così bisognosa, che se ci va un ladro, mia madre e l’altro, per compagnia gli offrono un bicchier di vino e un piatto di pasta!
        Ora resta il problema del lavoro. Esco sola. In tarda serata. Non ho paura di ritorsioni fisiche, ma di me stessa. Gli avevo vietato di frequentare la mia famiglia, gli ho fatto a pezzi la maschera, ho scoperto di tutto, ma ho sempre in qualche modo perdonato, umanamente parlando. Ora, lui si chiederà cosa abbia scoperto ulteriormente di così grave da sparire così. Non mi riconosce. Non capisce. Più grave di tutto quello che avevo già scoperto, più grave dei tradimenti (li ho visti in casa li ho aspettati ci siamo picchiati), delle sue vendette (ma di che)? E in qualche modo lo avevo sempre “perdonato”. Anche per un caffè (che poi diventava altro). Ho paura di me stessa perché in questi giorni, scrivendo qui, mi è tornata in mente una cosa. Che mi è accaduta anche con il mio familiare. Nonostante sia molto combattiva, e arrivi alla fine alla verità, nonostante non abbia mai accantonato le mie percezioni (nemmeno se in dissonanza cognitiva), dopo avere subito le cose più incresciose, dopo avere sofferto enormemente e profondamente odiato per questo, una volta discusso, urlato, pianto, spiegato, detto … PASSA. Mi basta un abbraccio, un pensiero gentile. E DIMENTICO. SFUMA TUTTO. Mi è successo anche col familiare. Ci fu una occasione in cui desideravo ucciderlo per quello che ci aveva fatto, e quando lo rividi, lasciò che lo insultassi. Mi guardava. Poi mi abbracciò. Tremai. E mi sciolsi. Tutto passato. Ho capito che lo stesso meccanismo si è perpetuato con il narcisista esterno. Non riesco a rimanere ferma. A dire adesso basta, una croce sopra, sei morto e sepolto. Fine. Mi abbandono tremando tra quelle braccia forti maschili. Consapevole, ferma di quanto scoperto. Eppure mi faccio piccola piccola, mi sento protetta e amata (da un mostro magari). Per un abbraccio. Un sorriso dolce. Una espressione che mi dice nonostante tutto lo schifo, “ti voglio bene”.
        Per questo non lo voglio incontrare. Perché ora conosco la mia debolezza. Grazie di tutto.

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      2. Carissima Lilith, se c’è un motivo per il quale mando sempre un abbraccio a voi è proprio questo: dobbiamo saper discernere gli abbracci dai tentacoli, dalla rete che ci viene lanciata per adescarci ancora una volta, proprio perché CI SENTIAMO piccole piccole… Nell’abbraccio, nel tocco, nella premuta sulla gamba mentre guidano, nell’allontanamento di una ciocca di capelli dal viso mentre si piange e si chiede “Perché mi hai tradito con un mucchio di trans?”, “Dio mio, ci stai provando con una minorenne, con la mia migliore amica, con la mia stagista… Cos’è che non va in te?” c’è un carico di odio IMMENSO per noi. Dopo che hai preso veramente una buona distanza riesci a vederlo in tutto il suo splendore. Cosa vuol dire questi pseudo gesti di affetto? Ecco l’elenco: a) “stai zitta e cerca di soddisfare le mie voglie”; b) “stai zitta e fammi vincere questa discussione perché niente di ciò che stai dicendo conta” c) “ecco qui cosa ho da offrire: fisicità! Basta ragionamenti! Perché impegnare il mio cervello nei tuoi sterili ragionamenti? Abbracciami perché non ci voglio pensare a cosa ho fatto” d) “Guarda come IO SO PERDONARE MENTRE TU SEI UNA PAZZA FURIOSA” e) “Oddio, che cosa le dico? L’abbraccio, così lei pensa che io abbia capito tutto e che la ami. Che scema!”. Cara Lilith, sono persone che USANO il contatto fisico come manovra di distrazione. Hai paura di te stessa e fai benissimo perché questo ti porta a indagare a fondo sulle tue debolezze e sui comportamenti furbi di questi soggetti per schiavizzarci fisicamente e psicologicamente. Non fa una piega il tuo ragionamento sul fatto che ti abbia cercata per la curiosità di sapere cosa hai scoperto di nuovo da portarti a scappare per sempre, perché l’elemento curiosità (in negativo) è una delle caratteristiche che può portare uno psicopatico a tornare sui suoi passi per vedere se sei ancora viva e quale altre informazioni hai. Sono felice che sei a una distanza di sicurezza dal tuo familiare. Credo che la chiave per depotenziare il tuo ex sta proprio nel tuo rapporto con lui, una persona con la quale sei cresciuta e con la quale hai provato, sin da quando sei nata, ad avere un rapporto normale, di fratellanza, di contatto VERO. Non so se hai raccontato al tuo ex mostro questo specifico episodio dell’abbraccio con il tuo familiare… Se sì, lui non usa nemmeno il suo istinto primitivo per farti capitolare con un gesto di pseudo affetto ma va sul sodo. Ricordati di una cosa: Giuda ha tradito Gesù con un bacio.

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  8. Buonasera Claudelia e tutti voi,
    per fortuna la storia col mio narcisista è durata meno di un anno ed ovviamente è stato lui , dopo promesse di amore e di stare sempre insieme, a liquidarmi nell’arco di 3 giorni. Volevo solo dire che è vero, ho sottovalutato, pur essendo molto intuitiva come persona, tutti i segnali che avrebbero dovuto far sì che avrei dovuto essere io quella che gli doveva dare un calcio e rispedirlo al mittente. Risposte sempre evasive, stringate, vaghe, telefonate a cui rispondeva allontanandosi perché io non potessi ascoltare . E quando chiedevo appunto spiegazioni , le risposte erano sempre poco esaustive. E siccome non amo essere insistente per natura evitavo di fargli il terzo grado . Mi ha ubriacato di parole per mesi e questo mi ha portato fuori strada . Volevo credergli per non infrangere il mio sogno. Ora do molta più importanza alle mie sensazioni e voglio ascoltare quello mi dice l’istinto.
    Grazie ,
    Nic

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  9. Cara Claudia, sono nel mezzo di una dolorosissima (da parte mia) separazione dal padre dei miei due figli maschi di 7 e 13 anni. Questo articolo racchiude la mia vita con questo soggetto malato che, per anni , ha saputo celare , anche se qualche sospetto c’era, la sua vita multicolor. Ci siamo sentiti varie volte, cara Claudia, noi in questi anni siamo stati la famiglia del natale, quella di facciata intendo, quella che non deve chiedere…mai…perché alla famiglia di facciata non è concesso niente se non le briciole…ovvero quello stretto indispensabile che la fa andare avanti. Quando ho detto basta, lui ha fatto finta di aver capito, ma restava sempre a casa…ho dovuto cambiare serratura e buttarlo decisamente fuori, sapevo che altrimenti se ne sarebbe uscito con la sua solita carota, per boi ribastonarci tutti…la promessa di un viaggio insieme magari…cosa che invece nonostante vivesse con noi riusciva sempre a fare con le sue donne in quanto facendo un lavoro in cui gira per aziende, mi raccontava, spesso alterandosi che lui lavorava per noi e che non lo dovevamo disturbare…a casa quando c’era lui era una continua attesa…era l’ultimo a presentarsi alle feste, se dovevamo andare dai suoi a mangiare (l’unica uscita a quattro permessa) restavamo ad aspettarlo fino a quando non completava tutti i suoi preparativi in bagno. I bambini non sapevano cosa significa uscire con il padre, poi abbiamo capito il motivo….alle sue donne chiaramente non diceva di avere due figli, anzi il suo profilo su meetic, alla voce figli, c’è scritto un bel NO.
    Da due anni quindi è fuori casa, a livello legale eravamo giunti ad un accordo, all’ultimo momento ha tirato ancora 50 euro. Non ha problemi di soldi e questo gesto mi ha completamente fatto incazzare…ma di brutto tanto che avevo pensato di chiedere una giudiziale, non solo per il motivo economico, ma perché una figura così può solo nuocere ai ragazzi…in questi due anni si è fatto vedere pochissimo, chiaramente non li ha mai portati fuori o in vacanza…..sono ritornata però sui miei passi, firmerò lunedì la consensuale in cui sono chiari orari di visite e giorni da passare con i bambini….lo faccio perché non sono come lui, non voglio andare incontro a una realtà giudiziale in cui questi soggetti non vengono riconosciuti, non voglio affaticare il cuore dei miei bambini e il mio cuore….
    Claudia, secondo te, terrà fede agli impegni o si dileguerà come ha fatto sin d’ora??? Io spero vivamente che si tolga dalle scatole e che mi dia solo il necessario per far vivere bene i miei bambini….
    Che mi dici del rapporto che un narcisista ha con i figli? Ti dirò, in questi mesi, non li ha cercati , se non con qualche sporadico CIAO sul telefonino a cui il grande fatica a rispondere….al piccolo niente, nemmeno una telefonata…..loro non chiedono di lui, non sanno assolutamente cosa significhi avere un padre.
    Con affetto
    Gabry

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    1. Raccontava di lavorare per voi… Direi che è un classico del repertorio narcisista quando si tratta di assenza totale, di latitanza ASSOLUTA dell’ambito familiare. Allora, lo schema è abbastanza chiaro dal tuo racconto, quindi non è difficile intuire cosa farà: ci sarà un ulteriore ritiro della parvenza di affetto che manifestava (anche se raramente) per i figli e ti farà mendicare ogni centesimo necessario alla crescita dei ragazzi. Non rispetterà le disposizioni del Tribunale, a meno che non rischi il pignoramento di qualcosa, ossia, ti costringerà a prendere misure estreme per salvaguardare i bisogni elementari dei tuoi figli. Nel mentre continuerà a sperperare a destra e a manca come ha sempre fatto MA si farà vivo quando scoprirà che magari stai ricostruendo la tua vita con qualcun’altro che rischia di diventare l’unico punto di riferimento maschile per i tuoi ragazzi. Ecco l’iter classico degli n.p. separati, costretti da un tribunale a badare ai bisogni dei propri figli: se devono scegliere tra comprare un paio di scarpe per il bambino o portare la nuova fiamma al cinema e poi mangiare una pizza, sceglieranno ciò che è più piacevole, ciò che nutre di più il loro disturbo. Quindi, cara, la mia risposta è: non terrà fede agli impegni presi e qui ti tocca decidere se ne vale la pena mantenerlo anche sulla carta come padre dei tuoi figli, perché la legge è chiara a riguardo. Nessuno lo fa perché si tratta di una misura molto forte: in caso di totale abbandono economico e affettivo parliamo di reato, quindi si va sul penale con la condanna a 1 anno di carcere, ad esempio. Spesso l’abbandono va fatto piano piano. Ogni mese c’è qualche inadempimento. Il soggetto n.p. inizia a saltare gli weekend in cui gli tocca prendere i figli, afferma di non poter trascorrere con loro parte delle vacanze oppure non programma niente di diverso, va ad abitare lontano, fa subito un’altra famiglia sulla quale investe e quindi toglie ulteriormente qualcosa, ecc.
      Altre volte, decidono di sparire come vendetta, costringendo i figli a cercarlo per elemosinare soldi e affetto.

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      1. grazie infinite per la tua risposta! io sto cercando di far crescere i miei figli più serenamente possibile, ma la sua ombra è sempre li, specialmente con il maggiore al quale ogni tanto invia un messaggio o lo adesca comprandogli qualcosa che gli piace…con il secondo, e stiamo parlando di un bambino di 7 anni, è praticamente assente. Quando scoprì di essere incinta proprio del secondo figlio, il soggetto scomparve dalla mia vita per ben un anno, fu mia madre a portarmi in ospedale per partorire e lui si fece vivo solo per la dichiarazione di nascita e nel giorno del battesimo. quell’anno, eravamo tutti anestetizzati dal dolore, sia la mia famiglia che la sua, io persa tra un neonato, un altro figlio , il lavoro…lui non si sapeva nemmeno dov’era, non rispondeva alle telefonate, ai messaggi..a niente. all’improvviso mi scrisse, verso Natale, un messaggio in cui diceva che gli mancavamo e io come una fessa ci sono ricascata….era allora che dovevo porre il muro, ho aspettato altri 6 lunghi anni in cui ci ha trattato a pezze da piedi, trattamento del silenzio sia per me che per loro, assenza totale da ogni questione familiare, we passati chi sa dove e con chi, se io facevo una cosa che mi piaceva, per esempio andare ad un concerto , me lo faceva pesare per mesi…io ero bloccata, per me la normalità era essere trattata male …telefono e computer erano inaccessibili, ormai eravamo fuori dalla cerchia degli amici, ci aveva scartato in blocco. quello che gli interessava era solo una parvenza di normalità , la famiglia di facciata…durante una fortissima lite mi accusò falsamente di averlo tradito con un mio amico di infanzia, cosa assolutamente falsissima…era per questo che si era allontanato…io potrei continuare all’infinito, parlando di una Pasqua a cui non si è presentato pura avendo confermato più volte la sua presenza, di un’altra pasqua in cui si era ritirato la mattina alle 12, 00 in uno stato pietoso , dei miei compleanni in cui era assente, insomma una vita di m.
        il bello è che stava antipatico a tutti, era ripetitivo dei dialoghi, un opportunista come pochi, noioso sino alla morte con i figli. solo io avevo il prosciutto sugli occhi e anche ora devo fare una fatica immensa per ricordarmi quanto sia stato malvagio con me, con i bambini, con la sua famiglia e la mia.
        Gabry

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  10. Grazie infinite!!! Lo rileggerò finché mi sentirò al sicuro da me stessa. Come un mantra.
    L’intuizione sull’abbraccio l’ho avuta qui, in questi giorni come in una forma di regressione. Un flash venuto in superficie. Quindi psyco non ne sa nulla. Mi ha tenuta drogata di fisicità perché sicuramente incarna il tipo somatico. Un contatto costante, mani, baci, abbracci, sesso, giornate intere a letto, non si staccava mai. Questo mi ha drogato. È stato difficile uscirne. Hai ragione. Dalle discussioni e dai miei tentativi di andarmene mi ricatturava con la fisicità. Quanto al mio schema familiare sento che l’ho ricostruito. C’entra quel mio familiare, ma non solo. Mi spiego. Studiando qui, cercando informazioni sul narcisista, ho trovato ME, la mia ferita nascosta, il bisogno di amore che avevo esorcizzato con un atteggiamento, in relazione con gli uomini, leggero e cinico, un po’ prepotente, diciamo che coprivo quel bisogno con una forma superficiale di narcisismo. Ho trovato MIA MADRE, che non avevo mai capito perché continuavo a litigarci come una bambina. Ho scoperto che ha sempre utilizzato le tre forme di comunicazione manipolatoria, double bind, triangolazione e gaslighting. Non è malvagia, ma premurosamente (anche il love bombing lo è) manipolatoria. Un legame d’amore strettissimo con mio padre (dove l’una difendeva l’altro da eventuali litigi con noi -chiusi come in una roccaforte) fino all’ultimo giorno della sua vita ormai ultra80enne. Il loro legame era sì di amore, ma lei era quella forte. E quella che filtrava credo in parte per una sorta di sua forma protettiva, anche il legame diretto con mio padre. Persi presto il contatto con lui. Inizialmente passò attraverso l’odio x i litigi che vedevo in famiglia, mio padre che non sapeva più come fare a gestire quel bambino che fino a pochi anni prima era il mio compagno di giochi, mia madre che lo difendeva negando anche a se stessa (io che d’istinto stavo dalla parte di quello che scatenava quel finimondo). Infine, dopo l’odio, per mio padre passai all’indifferenza totale. C’era, ma x me scomparve. Mia madre per tutta la vita (nonostante verso i 24 anni ci fu un avvicinamento) filtrò sempre il mio contatto con lui. Papà ha detto, papà ha fatto, papà ci è rimasto male, non dire niente a papà… fatto sta, papà non interagiva direttamente. Mai. In questi ultimi anni in cui mi sono occupata di lui ho scoperto che quell’abbraccio che ho sempre cercato (lo capisco oggi), quell’amore vero profondo che ho sempre negato, in realtà c’era. Nel mio schema primario. Era solo filtrato. In questi anni in cui il rapporto x necessità di cure era diventato diretto, mio padre mi baciava e abbracciava ogni giorno e ogni giorno mi diceva grazie per ogni cosa che facevo per lui, e ogni giorno mi diceva “sei bella”! E c’era feeling, e un dialogo intelligente. Un po’ tardi, ma almeno, in tempo. Ma negli anni precedenti dell’adolescenza, ero sola, quella brava, quella buona, che non sapeva come gridare al mondo CI SONO ANCH’IO intanto che l’altro si portava via prepotentemente tutte le attenzioni. In modo plateale. Per tutta la vita. Lo schema credo sia questo. Mia madre che mi nega il padre, lei (o un’altra donna, una ex, altre donne, e qui il narcisista è perfetto… mi tira fuori il sangue da quella ferita), da odiare, l’altro familiare che mi toglie tutto, e per il quale trascorro tutta la vita sulle montagne russe, così sarà quel dramma lì che cercherò, dramma o estasi, adrenalina, emozione. Deve bruciare qualcosa, battere forte il cuore, devo stordirmi. Quando mi si è presentato lui, che guarda caso parlava con lo stesso accento, diceva le stesse parole dialettali di mio padre quelle che mi avevano sempre fatto ridere; aveva certe caratteristiche legate alla terra, alla vita semplice, come lui…beh il quadro era completo. Lì ci fu l’aggancio. Il resto è storia fresca. Grazie per questo incredibile difficile doloroso percorso di crescita che sto facendo con voi. Un abbraccio fortissimo.

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  11. Io… ci sono ricaduta. ovviamente se sono qui è perché ne sono di nuovo uscita, ma è estenuante pensare di dover ricominciare il processo per l’ennesima volta… anche se paradossalmente mi sento sempre un po’ più forte.
    non ho nemmeno la forza/voglia di raccontare nei dettagli… me lo sono ritrovata fuori dal posto di lavoro dicendomi che il suo migliore amico era morto e si era allontanato per quello, che ama me e vuole stare con me, vuole migliorarsi perché sa che può farcela… appena entrata in casa sua tornata ad essere un soprammobile, su cui sfogare le sue ire, le sue voglie e godere del mio annullamento. fatto sta che stavolta è stato il mio corpo a ribellarsi, avendo un malore che mi ha spinta a tornare a casa mia (sapendo che lui non avrebbe fatto nulla per aiutarmi), anzi, prima mi ha accusata di nascondere un appuntamento con un altro, e poi mi ha chiesto di andare in stazione a fargli la ricarica del telefono. appena sono tornata a casa mia mi sono sentita subito meglio… il mio corpo mi ha fatto capire che sto meglio senza di lui.
    quando gliel’ho detto mi ha risposto di essere stufo e di “passare POI a prendermi le mie cose”, ovviamente quando lo avrebbe deciso lui, e sicuramente non subito così può usare un’altra scusa per riprendermi… ma fortunatamente non sono mai stata materialista, quindi… spazzola, libri, tupperware… me li ricomprerò. e pensare che due settimane fa’ avevo chiamato la mia compagnia telefonica per cambiare numero e mi hanno detto che da febbraio 2017 (proprio quando l’ho conosciuto!) hanno messo una tassa di 90€ per il servizio!

    un abbraccio a tutte 🙂

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    1. Gabry stai attenta ! Anch’io ho due figli -ormai grandi- ho sempre cercato di difenderli nei modi più disparati anche dando esempio di comprensione e amore . Con il maschio non é servito a nulla -è stato riempito di bugie dal padre tanto che mi ha mandato un messaggio dove mi da della rovina famiglie! Tornando indietro non favorirei più il rapporto tra padre e figlio come ho sempre fatto. Mia figlia che abita lontano mi telefona ogni giorno-cerca di consolarmi ma é tristissima anche per il terrore di aver perso il fratello che odia anche lei accusandola di essere uguale a me!

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  12. Carissima Melisenda, se tuo figlio è stato cresciuto plagiato dalla legge del più forte in cui la donna non vale niente difficilmente cambierà mentalità da grande. Ritengo che sia una gran fortuna avere tua figlia dalla tua parte, perché molto spesso gli individui perversi “seducono” le figlie, trasformandosi negli unici esempi maschili da ammirare, rovinando ogni rapporto affettivo futuro con l’altro sesso e portandole a detestare la madre-rivale. Qui bisogna vedere se parliamo di psicopatia, perché in questo caso l’unica alternativa che hai è la fuga come hai fatto. Ahimè anche quando si tratta di un figlio. Lo so che è terribile, ma il rischi per la tua integrità psicofisica sono troppo alti.

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  13. Quel sorriso sadico di compiacimento che mostrava quando mi vedeva soffrire, che orrrore! Anche il terapeuta al quale l’ho raccontato,fatica a entrare in risonanza quando gli racconto di quel suo sorriso compiaciuto che a volte compare nei miei sogni, che mi perseguita ..bisogna veramente provare l’esperienza per capire!

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  14. Sono stato poche settimane fa in tribunale per l’affido condiviso dei figli: dopo anni che stanno una settimana con me e una con la madre, eravamo d’accordo che questo dovesse continuare e tutto è andato liscio. D’altronde lei ha beccato uno dei pochi uomini, credo, che ha preteso dal primo giorno di avere con sé i figli per metà del tempo, e non un fine settimana su due o a giorni sparsi: una manna, per chi ha bisogno vitale di continuare a farsi gli affari propri come sempre. Vive con la madre in una grande villa, c’è chi cucina, chi lava i panni e li stira, chi pulisce, ha sempre un’auto a disposizione, chi le porta i figli a scuola e li va a riprendere. Responsabilità zero, in sostanza. Tutto ciò, come le menzogne e le manipolazioni, ho evitato accuratamente di dirlo in tribunale, anche perché nessuno mi avrebbe creduto e sarei passato per scemo, sicuramente. Non mi interessa. Ero focalizzato sul diritto di veder crescere i miei figli e sul loro diritto di crescere anche con il papà: io so di essere il loro punto di riferimento emotivo e ciò mi riempie di gioia. Con loro parlo a cuore aperto, con loro ho pianto e con loro finalmente riesco di nuovo a ridere senza pensieri. Ho tremato quando il giudice ha espresso dubbi sul trasferimento settimanale dei ragazzi, come se fosse un trauma, come se non lo fosse non vedere mai il padre. Poi ha convenuto di lasciare le cose come stanno, per fortuna. Così avrò modo di limitare i possibili danni che possa fare loro: il modo in cui li usa mi da il voltastomaco, ma più le chiedo di non farlo più insiste, convinta di avere sempre la verità in tasca.
    Leggo Melisenda e mi viene in mente una mia amica con ex marito np che soffre da impazzire perché lui si è costruito i due figli maschi a propria immagine e somiglianza: loro stravedono per il padre, non ne colgono i comportamenti folli, a malapena vedono la sofferenza enorme della madre alla quale danno poca importanza. Ecco, io tutto questo non lo permetterò e per fortuna sono ancora in tempo, data l’età dei figli.
    Sorriso sadico e occhi scintillanti e soddisfatti del dolore profuso li ricordo bene: ora li vedo più appannati, quasi impauriti dalla consapevolezza di essere stati scoperti e dalla possibilità che la maschera venga svelata al pubblico plaudente.
    Claudileia e tutte/i voi, grazie per la condivisione.

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    1. Carissimo Guglielmo, sono davvero felice che il vostro accordo sia stato accolto dal giudice. Questo, come hai ben scritto, ti dà la possibilità di essere fisicamente presente nella loro vita alla pari e anche di più, giacché la tua ex ha l’abitudine di delegare alla sua corte le sue responsabilità. Con il tempo i bambini capiranno chi c’è e chi si fa gli affari propri senza badare più di tanto ai loro bisogni emotivi. Ogni figlio, anche in tenera età, impara a rispettare e amare chi sa ascoltarli, chi ha le parole giuste per definire le loro emozioni, chi è in grado di abbracciare con calore e amore genuino. Grazie a te per questi contributi preziosi che fanno da guida per tutti. Una volta raggiunta la consapevolezza siamo tutti in grado di trasmetterla agli altri. W te.

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  15. Cara claudileia articolo incredibile ! Io ho dovuto fare denuncia per stalker e mi sentivo assolutamente incompresa come si fa a spiegare tanto dolore come si fa a spiegare il lovebombing gasligthting scarto le violenze psicologiche le diffamazioni le ferite nel anima ! Come si fa ad spiegare che hai lasciato che una persona ti maltrattassi come fai ad spiegare il suo ghigno .. non è facile per là vittime subire un doppio colpo quello di sminuire anche il dolore provato , là solitudine che si prova al non essere capito ! Come fai ad spiegare alle persone che quel essere incantevole che tutti conoscono e che al inizio anche tu amavi non è mai esistito che dietro la mascara c’è un mostro !? Nel mio caso è stato fatto un ammonimento per stalker , quello che volevo era che non mi disturbassi più ! Il mio obbiettivo era quello e l’ho ottenuto , non è stato facile ma l’unico modo per uscirne .. il contatto 0 ! So che ho ancora tanto lavoro da fare ho ancora dei momenti in cui mi sento fragile Ma ne sono uscita! Grazie Claudileia Per il tuo blog Una medicina per l’anima .. solo chi è passato per un rapporto tossico con un narcisista può capire .

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  16. Cara claudileia articolo incredibile ! Io ho dovuto fare denuncia per stalker e mi sentivo assolutamente incompresa come si fa a spiegare tanto dolore come si fa a spiegare il lovebombing gasligthting scarto le violenze psicologicamente le ferite nel anima ! Come si fa ad spiegare che hai lasciato che una persona ti maltrattassi come fai ad spiegare il suo ghigno .. non è facile per là vittime subire un doppio colpo quello di sminuire anche il dolore provato là solitudine che si prova al non essere capito ! Come fai ad spiegare alle persone che quel essere incantevole che tutti conoscono e che al inizio anche tu amavi non è mai esistito che dietro la mascara c’è un mostro !? Nel mio caso è stato fatto

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  17. “Con il tempo, ciò che “pensano” che avete davvero bisogno o di cui credono che avete paura potrebbe non interessarvi più o non essere più essenziale per voi come un tempo: accade questo quando riescono a rendervi insensibili come loro, ovvero, nulla di ciò che fanno vi importa più. I cosiddetti matrimoni bianchi hanno di base questa dinamica. Poiché non hanno una vera connessione con nessuno i narcisisti spesso sbagliano sulla natura della persona che scelgono per avere accanto, di modo che il comportamento vendicativo da bambini maleducati diventa talmente palese per un partner portato alla de-sensibilizzazione che l’abbandono emotivo può richiedere molti anni, ma è quasi certo”.

    Conosco ahimè questa dinamica. E’ quella dalla quale ora sto finalmente uscendo. Anni e anni dei suoi trattamenti mi hanno portata a non provare più nulla per lui, a non voler condividere più nulla con lui, a tenere le mie gioie per me, a crearmi ambiti solo miei in cui vivere e gioire delle cose che amo. Mi sono trovata nel tempo nella condizione di una ragazzina che si nasconde dal proprio genitore per timore di essere giudicata e redarguita. Se questa è vita!

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    1. Proprio così, cara! Trasformano ogni merito in una vergogna, qualcosa da nascondere perché altrimenti offusca la loro luce. Piano piano il partner sano e non del tutto condizionato capisci di doversi vergognare e quindi si anestetizza. Passa a non provare né gioia né dolore perché la sua gioia è una vergogna e il suo dolore un’esagerazione. A quel punto fa la somma di tutti i maltrattamenti subiti negli anni e il desiderio va a farsi benedire! E’ una condizione terribile che può durare tutta la vita sotto la facciata del matrimonio perfetto che tutti sognano… soltanto perché longevo! Questo esercizio di disamore e tolleranza quotidiano porta al logoramento della salute psicofisica. Un abbraccio grande a te!

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