La mentalità di chi si sente titolato a maltrattare avvalendosi dell’età avanzata e/o religione

Fonte: http://www.luke173ministries.org/templates/System/details.asp?id=39548&PID=466821
Autrice: Dott.ssa Renee Pittelli, avvocato specializzato nella difesa di bambini, adolescenti e adulti vittime di maltrattamenti familiari. Ha pubblicato diversi libri e fondato a New York l’associazione Luke 17:3 Ministries for Adult Daughters of Abusive, Controlling, or Abandoning Birth-Families. Il suo ultimo saggio s’intitola “The Christian’s Guide to No Contact: How to End Your Relationships With Narcissistic, Psychopathic, and Abusive Family and Friends, and Still be a Good Christian”. 
Trad. C. Lemes Dias 

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Il senso di diritto è un concetto unico per i predatori narcisisti e i loro partner omertosi. Non esiste niente che “autorizzi” qualcuno a maltrattare un’altra persona. NIENTE che possa “autorizzare” qualcuno a trasformare un membro della propria famiglia in uno zerbino oppure a causare dolore a qualcun altro. Nessuno, in virtù della sua età o di qualsiasi altra caratteristica, “merita” l’immunità di poter ferire gli altri.

Ho un’immagine stupida nella mia mente. Mi immagino circondata dalla mia amorevole famiglia mentre spengo le candeline sulla torta del mio 60 ° compleanno. Dopodiché alzo la testa, guardo in faccia a tutti con un sorriso malizioso sul viso e dico “Oh, Dio, ciao a tutti, ora POSSO FINALMENTE cominciare a maltrattare tutti voi, e non c’è nulla che potete fare a riguardo! Dovete lasciarmi fare tutto d’ora in poi, perché mi sento ufficialmente VECCHIA!”. Detto sul serio, quali sono le possibilità che i nostri parenti accettino la nostra età avanzata come una scusa valida negli Stati Uniti per smettere di continuare a maltrattarci? Come mai l’età anagrafica non significa niente quando è la VITTIMA che sta invecchiando?

La mentalità tipica del narcisista consiste in “Io, io, io”, “Io prima di tutto”, “Solo io”, “Dammi la tua attenzione”, “Tutto dipende da me”, “I miei desideri sono gli unici che contano”, ” Non importa niente di te, a meno che tu non mi possa dare quello che voglio, o che io possa usarti in qualche modo “,”Ho il diritto di fare tutto ciò che mi piace e di comportarmi come mi va”, e “Ho diritto a qualsiasi cosa voglio.” Di modo che la risposta che bisogna dare per questa oltraggiosa arroganza è: “Sei tu a desiderare che così sia, non io!”.  

Non c’è differenza tra un giovane narcisista e uno vecchio. Sono tutti uguali e tutti credono di essere “speciali”. Ma ciò non significa che lo siano davvero. Il desiderio di essere speciale non rende nessuno effettivamente tale! Il loro concetto di essere una “persona speciale” non è affatto radicato nella realtà. Essere vecchi non ci rende speciale o diversi, perché tutti invecchiano prima o poi. Essere amorevoli, premurosi e gentili, essere onesti e veritieri, avere integrità e rettitudine – queste sono le cose che ci rendono speciali. È il CARATTERE di una persona a renderla speciale e non la sua età, il suo aspetto o qualsiasi altra caratteristica fisica abbia.           

Il diritto è una cosa strana nella mente di alcune persone. Recentemente sono stata coinvolta in una conversazione che aveva per oggetto una madre perfettamente sana di mente, ma manipolativa e violenta verso con i figli verso la fine degli anni ’60. Ho trovato incredibile, e davvero molto inquietante, quando il suo partner omertoso, quello “ben intenzionato”, dopo avermi lanciato uno sguardo significativo, disse: “Lei non ha molto tempo, sai. Dovresti pensarci su”, come se dovessimo lasciarla fare tutto ciò che voleva perché aveva un piede sulla tomba – cosa non affatto vera!    La mia risposta è stata: “No, è LEI che ha bisogno di pensare su ciò che fa. Se il suo tempo è davvero così limitato, perché scegliere di sprecarlo continuando a ferire i suoi figli e inducendoli ad evitarla? Oppure sta per cambiare le sue abitudini e sfruttare al massimo il tempo che le è rimasto?”.

La scelta di migliorare i rapporti è dell’abusante, non di chi si comporta già bene, e la migliore risposta a una affermazione così assurda è di gettarlo nel suo stesso brodo.

In nessuna parte della Bibbia ci viene insegnato a prendere in considerazione la malvagità e il cattivo comportamento solo perché il maltrattante è diventato vecchio. Infatti, i PADRI (la generazione “più anziana”) è quella più ammonita a non esasperare o provocare i propri figli: “Ed ora un suggerimento per voi genitori. Non esasperate i vostri figli, allevateli piuttosto con amore e disciplina, con suggerimenti e consigli che vengono dal Signore.” (Efesini 6:4); “Padri, non irritate i vostri figliuoli, affinché non si scoraggino” (Colossesi 3: 21). La Bibbia non dice che va bene per un padre (o una madre) iniziare a maltrattare i suoi figli al raggiungimento di una certa età. Dice solo “NON FATELO”. Punto. Nemmeno Dio fa distinzioni basate sull’età. Se il genitore ha 30 o 80 anni non fa alcuna differenza per lui. Non è la Bibbia ad insegnarci che l’età “autorizza” un genitore a maltrattare i suoi figli. La Bibbia non ci insegna che QUALCUNO “merita” di poter maltrattare QUALCUN ALTRO PER QUALSIASI RAGIONE!

Il senso di diritto è una scusa assurda che esiste soltanto nella mente di chi maltratta e dei suoi eventuali partner complici. Il “diritto” di ferire gli altri NON È SCRITTO DA NESSUNA PARTE.

LEI TI MALTRATTA PERCHÉ È VECCHIA! – PERCHÉ? QUANDO NON ERA VECCHIA SI COMPORTAVA BENE!??  

L’età viene spesso indicata come una scusa per i maltrattamenti da parte di chi abusa e, in particolare, dai loro partner complici. Quando ero bambina, a causa dei miei modelli di riferimento, pensavo che diventare cattivi quando si invecchiava era un dato certo. Più tardi nella mia vita, però, ho imparato che non era affatto vero. La verità è che se sei sempre stato una persona gentile e amorevole, lo sarai ancora nella tua vecchiaia; mentre se sei sempre stato malevolo, intimidatore, manipolatore, maleducato, subdolo, odioso, offensivo, maltrattante, allora sarai così anche da vecchio. A proposito, potresti peggiorare ancora un po’ invecchiando e diventare addirittura più amaro quando ti renderai conto che nessuno più è disposto a tollerarti. A quel punto, però, non avrai più l’intenzione di fare un salto di qualità nella tua vita per assumere una personalità completamente nuova, una che non hai mai vissuto prima. E chi te lo fa fare? Oramai sei anziano!

Quando avevo circa 40 anni ho lavorato nella segretaria di una Chiesa.  È stato lì che ho appreso la verità sugli anziani “cattivi”. La congregazione aveva un gran numero di anziani e lavorare con loro è stata la mia prima vera rivelazione. L’allegria, la gentilezza e l’amore nei loro cuori erano un’ispirazione per me. Conoscevo persone di 80 anni che visitavano e aiutavano i carcerati nelle battaglie degli anni ’60. Erano sempre pronti ad aiutare qualcuno meno fortunato, e trattavano le persone con cura, gentilezza, attenzione e riguardo. Quelle persone, invecchiate con grazia, mi hanno insegnato che anch’io potevo scegliere di invecchiare bene. Era una gioia per me essere con loro e non vedevo l’ora di trascorrere il mio tempo in quel posto. Non ricordo di aver incontrato un brutto vecchio brontolone per tutto il tempo in cui ho lavorato lì. Se invecchiare ci trasforma automaticamente in individui maltrattanti, come facciamo a spiegare tutte le persone che non lo diventano?

Avevo due bulldog americani addestrati per la pet therapy. Mio marito ed io li abbiamo portati nelle case di cura per molti anni. Abbiamo registrato oltre 150 visite a varie strutture. Sebbene in questi luoghi ci fossero, effettivamente, alcuni anziani irritabili e brontoloni – il che è comprensibile a causa delle loro condizioni di salute – la stragrande maggioranza era dolce come lo zucchero. Erano accoglienti e riconoscenti verso le persone che venivano a visitarli, anziché ingrati e bellicosi come i nostri parenti. Erano cortesi e simpatici, mai scontrosi. Sapevano essere adorabili con i cani anche vivendo in una casa di riposo e avendo a che fare con una varietà di malattie e di dolore. Nonostante tutto, erano comunque piacevoli e premurosi verso gli altri. Se invecchiare è una scusa valida per maltrattare chi ci sta attorno, come spiegare tutta questa gente?

Se penso a mio padre, ad esempio, lo ricordo sempre maleducato, bellicoso, manipolatorio, aggressivo, svalutante, infido, subdolo e prepotente in tutti i miei ricordi. Era altrettanto malvagio, offensivo, connivente e bullo quando aveva ’40 o ’50 anni – esattamente come ora, che di anni ne ha 80. È stato un bullo per tutta la sua vita. È sempre stato e sempre sarà una persona grezza, tossica, parassitaria. In effetti, quasi tutti i maltrattanti che conosco sono sempre stati maltrattanti. Nessuno di loro si è trasformato magicamente in maltrattante solo perché invecchiato. Non è così che funziona. Ancora una volta: maltrattare è una scelta, a prescindere se hai 30 oppure 90 anni.

Naturalmente, se il tuo parente ha una condizione medica specifica come la demenza senile oppure il morbo di Alzheimer è un’altra storia. Sono malattie che possono far sì che una persona diventi maleducata o irritabile. Dobbiamo chiederci se un determinato comportamento malvagio appartiene oppure no alla personalità dell’individuo perché, se così non è, possiamo averci a che fare con l’inizio di qualche malattia. Dobbiamo anche fare una distinzione tra l’inopportunità occasionale o scontrosità e il maltrattamento. Il maltrattamento è continuato e ha una portata maggiore rispetto a un raro spettacolo di malumore. Certo che dobbiamo essere pazienti con un comportamento che risulta provenire da una malattia EFFETTIVA (e non da un “disturbo di personalità”, che tutti potremmo avere a un livello maggiore o minore). Il modo migliore è confrontare il comportamento corrente della persona con il suo comportamento passato. Se non ha mai agito con cattiveria prima, è ragionevole credere a una condizione medica ancora non diagnosticata e non solo alla “vecchiaia” in generale, ma a qualche malattia specifica. Tuttavia, se ha sempre maltrattato e causato dolore agli altri, allora non possiamo biasimarla per la vecchiaia e le eventuali infermità.

Ho sentito il dottor Phil[1] dire che il miglior indicatore del comportamento futuro è il comportamento passato. È vero che i maltrattanti non si addolciscono con l’età e potrebbero peggiorare man mano che invecchiano. Ma erano pur sempre maltrattanti da giovani. Erano sempre stati violenti/aggressivi. E se non volevano essere soli nella loro vecchiaia, allora avrebbero dovuto pensarci prima di trascorrere una vita intera maltrattando/alienando le loro famiglie e allontanando tutti. Per chi maltratta, trascorrere la vecchiaia da solo dovrebbe essere una conseguenza naturale delle decisioni prese lungo l’esistenza e dei comportamenti adoperati. Se l’ipotesi di invecchiare in solitudine a causa del modo in cui trattano le persone non li preoccupa, perché sono più impegnati a godersi le giornate tormentando le loro vittime alla grande, perché mai la loro vita potrebbe interessarci?

Dopotutto, anche noi possiamo sentirci un po’ “vecchi”, eppure, invece di farla franca con gli altri, siamo ancora quelli che subiscono maltrattamenti. Non possiamo usare la NOSTRA età avanzata come una scusa per fare ciò che vogliamo, per così dire, o anche solo per essere lasciati in pace. Come mai nessuno pensa che dovremmo essere trattati bene, con gentilezza, tolleranza e rispetto, a prescindere degli anni che ci portiamo addosso? Quando arriverà il nostro turno di avere una famiglia amorevole che si prenda cura di noi? Chi ci concede di essere “fissati sul nostro modo di fare”, oppure tollera la nostra crescente incapacità di fare i bravi, rovinando tutte le feste trascorse in famiglia?

Conosco donne di 70 anni tuttora maltrattate dalle loro madri novantenne. Ho ricevuto il mio primo invito AARP[2] 7 anni fa, ma mio padre continua a pensare di poter fare il prepotente e minacciarmi … ed è per questo motivo che continuo a rifiutare ogni contatto con lui. Quando siamo nati in una famiglia disfunzionale potremmo avere 100 anni che continueranno a maltrattarci e a sfruttarci. L’avanzare dell’età, i dolori, i malumori e anche le malattie gravi non inducono alla compassione quando si tratta di dare una pausa alla vittima. Come al solito, i nostri problemi non ci fanno guadagnare la comprensione, il rispetto o la ponderazione del maltrattante. Anzi, i nostri problemi sono completamente ignorati, mentre si aggiungono altri maltrattamenti, con i partner omertosi che continuano a difendere chi ci maltratta, invece di difenderci. Se invecchiare dà diritto a un trattamento speciale, allora perché non si applica a noi questo privilegio? Che fine ha fatto il NOSTRO trattamento speciale? (Vide l’articolo When Is It Ever Going To Be My Turn?)

Credo che se NOI non possiamo usare la parola “invecchiamento” come scusa, nemmeno un maltrattante può farlo. Ci sono troppe belle persone anziane gentili in giro per usare l’età come una scusa valida. Direi che è offensivo e irrispettoso per gli anziani di tutto il mondo affermare che sono maltrattanti e difficili da gestire solo per la loro età. Nessun altro gruppo demografico apprezzerebbe essere dipinto con lo stesso pennello. È odioso raggruppare un intero gruppo di persone sulla base di un tratto fisico e umiliante non vederlo come formato da individui capaci di essere razionali e controllare il proprio comportamento.  Si tratta di un pregiudizio ingiusto e di una forma di discriminazione basata sull’età.

Nessun maltrattante diventa buono con l’età. L’avanzare dell’età non rende un molestatore meno pericoloso o aggressivo, di modo che abbiamo il diritto a non esporci. Nell’articolo “Some Things Just Never Change” sul nostro sito web, ho scritto gli ultimi dettagli della storia infinita con mio padre di 89 anni, che è riuscito a ottenere il mio numero di telefono – non in elenco – dopo 10 anni di contatto zero: ci sono voluti meno di 5 minuti al telefono per ricominciare con le minacce, il ricatto, le offese, l’aggressività e l’auto compiacimento sfoggiato da sempre.

Gli anziani maliziosi, furbi e maltrattanti sono sempre stati maliziosi, furbi e maltrattanti da giovani. No. Non si sono improvvisamente trasformati in mostri appena andati in pensione!

Quindi, prima di accettare un’altra scusa per continuare a subire dei maltrattamenti, ripensateci e chiedetevi se il comportamento del vostro parente è cambiato solo di recente, diventando un problema, oppure se è roba vecchia, se è sempre stato così. Se la persona che vi maltratta è un vostro fratello potete valutarlo bene perché lo conoscete da una vita: è sempre stato un pezzo di pane in passato, oppure era sempre un problema? Se, invece, è un genitore, e avete circa 30 anni o di più, è probabile che i vostri ricordi siano accurati e dettagliati di quando lui aveva la vostra età. Com’era? Si comporta ora esattamente come si comportava quando aveva la tua età? Quanto ti ha trattato bene, così come ad altre persone, 10 anni fa, 20 anni fa, 30 anni fa? Quali sono i suoi rapporti a lungo termine? Le sue amicizie? Oppure adesso non ne ha? In passato era molto amato e felice di andare a far visita ai suoi amici, o la verità è che nessuno riusciva a sopportarlo nemmeno quando era molto più giovane e “nel fiore degli anni”?

Non c’è alcun obbligo o necessità di sacrificare la nostra felicità, di esporre noi stessi e le nostre famiglie ad ulteriori maltrattamenti da chi ci ha sempre maltrattati in passato. La responsabilità per non aver pensato prima sul momento in cui sarebbe diventato anziano, per aver sabotato tutti i ponti con noi, appartiene al maltrattante. Ho sempre detto che il tipo di vita che una persona ha condotto si vede dalla folla o dalla sua mancanza quando muore, durante i suoi funerali. A volte l’unico piccolo squarcio di giustizia che una vittima vedrà nel corso della sua vita sono quei due polli che torneranno a casa per appollaiarsi nel pollaio in cui il maltrattante ha trasformato la sua vita familiare.

Dio non ci dice di essere tolleranti con i maltrattamenti in nessuna ipotesi. Non vi è alcun precedente biblico che permetta a chiunque di maltrattare un’altra persona. Non vi è alcun insegnamento nelle Sacre Scritture che ci induca a trascurare i maltrattamenti solo perché l’aggressore è anziano, e non vi è alcuna giustificazione per premiare un maltrattante.

Non vi è alcun motivo per premiare, nella vecchiaia, una vita trascorsa seminando dolore agli altri. Ciò interferirebbe con la legge di Dio della semina e del raccolto (Galati 6: 7-8).

Avere una famiglia e tanti amici nella vecchiaia è la giusta ricompensa delle vite ben vissute. Chi abusa, tuttavia, sceglie di non vivere bene la propria vita.

Una famiglia amorevole e tanti amici che si prendono cura di loro è ciò che meritano gli anziani premurosi di quella chiesa e gli abitanti delle case di cura che abbiamo conosciuto.

A chi maltratta un tale privilegio non va concesso.

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*** Per ulteriori informazioni su questo argomento, consultare gli articoli sul nostro sito Web, “She can’t help the way she acts, so you’ll just have to accept it, forgive her anyway, and not expect her to change” e “Reaping what they sow – the natural consequences of bad behavior.”
[1] Phil McGraw, soprannominato Dr. Phil è uno psicologo, autore e conduttore televisivo statunitense, diventato popolare negli USA per essere il consulente di psicologia del programma The Oprah Winfrey Show.
[2] L’AARP è la più rispettata associazione no-profit e apartitica degli USA. Il team legale dell’associazione è uno dei più agguerriti e avvincente nei processi sul tema della tutela dei diritti civili, dell’uguaglianza e dell’inclusione sociale in America. Info su http://careers.aarp.org/page/show/about

 

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