L’agghiacciante meccanismo della proiezione come campanello d’allarme nella prevenzione degli omicidi più efferati

Per comprendere il pieno funzionamento della proiezione nella mente di un narcisista perverso oppure di uno psicopatico in modo abbastanza chiaro e inequivocabile vi pregherei di leggere le frasi sotto, tratte da una pagina Facebook pubblica.

Nonostante alcune siano frasi fatte e abbastanza scontate, direi che è della massima importanza non trascurare nessuna di loro.

Ricordatevi, leggendole, che gli individui violenti e maniaci del controllo si sentono eterne vittime del mondo crudele, mentre feriscono deliberatamente le persone accusandole di agire e di comportarsi esattamente come loro. Non esiste né raptus né black-out: quando si tratta di punire chi ha infranto la loro legge interna, sanno pianificare nei minimi particolari il quantitativo di disgrazia da seminare.

NIENTE E NESSUNO HA IL POTERE DI FARLI RAGIONARE DIVERSAMENTE.

PER QUESTO MOTIVO QUANDO UN SOGGETTO DISTURBATO VI ACCUSA INGIUSTAMENTE DI AVER FATTO QUALCOSA DI TERRIBILE CONTRO DI LUI, STATE CERTI CHE VI PUNIRÀ CON LA PENA CHE CREDE CHE MERITATE, NON IMPORTA IL QUANTO SIA CRUDELE.

Non fatte mai cadere nel dimenticatoio la proiezione fatta da un soggetto disturbato che tradendovi, ad esempio, vi accusa di alto tradimento e diventa ossessionato dall’idea. Ne va della vostra esistenza. Siamo onesti: dovete prepararvi per cambiare radicalmente vita. Oramai sapete che ogni volta che vi muovete al di fuori dello schema mentale abusivo di un individuo maltrattante diventate automaticamente i suoi nemici.

Afferma lo psichiatra Hugo Marietán:

La tormenta psicopatica: è la condotta psicopatica destabilizzata. Sono quei momenti di instabilità emotiva e di tensione interna in cui lo psicopatico cerca il suo equilibrio attraverso il rito psicopatico, cioè, un insieme di condotte ripetitive (il modello di condotta psicopatico). Parliamo di impulsi e di automatismi. Di un’intensa scarica di tensione interna verso l’esterno. Lo psicopatico non riesce a fermare le sue azioni finché non si sente ‘stabilizzato’. La forma assunta da questa destabilizzazione dipende del tipo e del grado di psicopatia. Si tratta del momento in cui si producono gli omicidi seriali o estremamente crudeli, gli abusi sessuali, le violenze, fino al suicidio. È quando lo psicopatico di tipo asociale lascia la sua impronta, il suo marchio personale.

Di solito lo psicopatico giustifica ogni sua azione. Sa accusare ed essere critico verso gli altri. Alla domanda perché lo psicopatico non rispetta le regole, la risposta è semplice: perché le regole non si aggiustano ai suoi desideri[1].

 

Andiamo alle frasi scritte nel profilo Facebook di un assassino protagonista dell’ultimo terribile fatto di cronaca:

  1. Oggi la gente ti giudica per quale immagine hai. Vede soltanto le maschere e non sa nemmeno chi sei.
  2. Le persone vere non hanno bisogno del piedistallo: si fanno bastare la loro altezza.
  3. Nella vita, per quanto tu possa far bene, troverai sempre qualcuno che avrà qualcosa da ridire. Li chiamano punti di vista. Io li chiamo punti di invidia.
  4. Leone: quando qualcosa è più difficile, il Leone mette più sforzo per ottenerlo. Ha una passione per le cose complicate.
  5. Se stai ad ascoltare ciò che dice la gente e hai paura del loro giudizio, non vivrai mai come vorresti. Ricordati che tanto qualsiasi cosa tu faccia, loro ti metteranno abiti che non sono tuoi, storie di cui non sei protagonista e sapranno sempre descriverti nel peggiore dei modi, soprattutto quando sei ciò che loro non saranno mai.
  6. Si vive così tra cattiverie e ingiustizie, tra parole dette con leggerezza e azioni fatte solo per convenienza…Viviamo così saltando da una delusione all’altra… tra un giudizio di troppo e una critica da evitare. E poi alla fine capisci che la vita è troppo breve per avvelenarti il sangue, per permettere alla gente di sciuparti il sorriso … E capisci che in fondo la miglior vendetta per tanta amarezza è il “Non me ne frega niente”.
  7. Ci sono persone eternamente insoddisfatte e l’unica cosa che hanno da fare è rovinare le felicità altrui. Sono persone marce dentro che non sanno essere felici e non vogliono che neanche gli altri lo siano.
  8. Ti faranno buio intorno…ma la luce che hai dentro non potranno mai spegnerla…Mai.
  9. Non è che le persone cambiano, sono sempre state così. È che tu le guardavi con il cuore, non con il cervello.
  10. Alcune persone ti feriranno e poi si comporteranno come se tu avessi ferito loro.
  11. È Natale quando la gioia è più forte della rabbia. Quando il perdono è più forte del rancore. Quando l’umiltà è più forte della superbia. Quando l’amore è più forte dell’odio. Natale sei Tu, ogni volta che assomigli di più, al vero spirito del Natale.
  12. E poi la vita ci insegna che bisogna sempre volare in alto. Più in alto dell’invidia, del dolore, della cattiveria… Più in alto delle lacrime, dei giudizi. Bisogna sempre volare in alto, dove certe parole non possono offenderci, dove certi gesti non possono ferirci, dove certe persone non potranno arrivare mai.
  13. La cattiveria è come una raccomandata con ricevuta di ritorno… torna sempre indietro.
  14. Il tempo è un grande autore. Troverà sempre il perfetto finale.
  15. Buon giorno a chi… si alza presto, a chi non ha paura di lottare, a chi regala un sorriso, a chi si prende un caffè e guarda la vita con positività.
  16. Non dire mai “a me non accadrà”, “io non lo farei mai”, perché la vita sa essere imprevedibile e nessuno è immune da certe cose. Tutto capita, anche quello che mai avresti immaginato.
  17. Il segreto, cara Alice, è circondarti di persone che ti facciano sorridere il cuore. È allora, solo allora, che troverai il Paese delle Meraviglie.
  18. Non sai mai quanto sei forte, finché non sarai costretto ad esserlo…
  19. Non sentirti mai inferiore a chi si crede superiore a te, anche la pioggia viene dall’alto, ma finisce sempre per cadere ai nostri piedi.
  20. A volte ti prende la voglia di diventare cattivo, ma purtroppo lo dici ma poi non lo fai, per il semplice motivo che cattivi si nasce. Le persone cattive hanno proprio un’anima diversa, un modo di pensare diverso. Inutile dannarsi e domandarsi perché arrivano a tanto. Chi non conosce “valori & sentimenti” non lo capirai mai.
  21. Il tempo e la pazienza possono più della forza e della rabbia.
  22. Il tempo fa il suo dovere, chi ha dato amore, amore riceverà, chi ha dato cattiveria, rimarrà solo, chi ha preso in giro, non verrà creduto, non è così inutile aspettare il momento della resa. Il tempo rende tutto con gli interessi e senza sforzi.
  23. Ho mandato via tutte le persone che, in un modo o in un altro mi hanno fatto male. Molte di loro le amavo moltissimo, altre le amo ancora adesso. Ma sono stanca delle spine. Ora voglio le rose.
  24. Ricordati di fare quattro cose oggi. Sorridi… Non arrabbiarti, non pensare troppo e sii positivo.
  25. “Abbi cura” è l’imperativo più bello. Se hai cura di te e di chi ami, la vita acquista senso e significato. Abbi cura del tuo tempo e del tuo “sole”, di ogni cosa che ti regala calore. Abbi cura della tua vita. Abbi cura di questo giorno.

Queste frasi, che potrebbero essere state condivise sui social da una donna o da un uomo profondamente umiliati, traditi, feriti, svalutati, violentati nel corpo e nell’anima o picchiati, sono state condivise da Luigi Capasso, il carabiniere che ha ucciso le sue bambine e ferito gravemente con la pistola di ordinanza l’ex moglie, una donna che ha subìto la sua violenza psicologica e fisica per oltre 16 anni.

Chi erano le persone “cattive” nella mente dell’assassino? La moglie, che conosceva da vent’anni e le figlie di 14 e 8 anni.

Nella legge dell’assassino era giusto che la madre dei poveri angeli che ha massacrato barbaramente subisse in silenzio il suo odio, le sue assenze e i suoi tradimenti senza mai ribellarsi. La perdita del controllo non era prevista nella sua legge, tanto da essergli INSOPPORTABILE VIVERE SENZA POTER CONTROLLARE I SUOI “OGGETTI”.

Al contrario di quanto ho letto impietrita sui  giornali e di quanto hanno sostenuto i parenti dell’assassino,  Luigi Capasso non era un padre “disperato” incapace di accettare la separazione dalla donna che “amava”, avendo già l’amante per girovagare allegramente per i ristoranti di mezza Italia, condividendo le sue gite romantiche e frasi fatte su Facebook. Qui non abbiamo a che fare con la psicologia da due soldi che dipinge il padre “amorevole” impedito di vedere le sue bambine dalla moglie “cattiva” e che decide di ucciderle per portarle via con sé per il “troppo amore”, ma con un individuo perfettamente lucido che ha SEMPRE rispettato unicamente e esclusivamente LA SUA LEGGE INTERNA, ossia la legge dei disturbati che hanno ricevuto una sorta di endorsement della propria famiglia di origine per fare ciò che vogliono.

Come mai aveva scelto di fare il carabiniere, l’assassino Capasso? Per immunizzarsi e mimetizzarsi, dando sfogo al suo odio verso il mondo attraverso una professione che in qualche modo gli fornisse la carica di adrenalina di cui aveva bisogno. Per avere un oggetto potente e fallico a sua disposizione e la facoltà di usarlo a qualsiasi momento pur di mantenere e/o potenziare il controllo dell’ambiente circostante.

Ad accrescere ancora più orrore alla vicenda è la difesa a spada tratta fatta dai fratelli dell’assassino con le seguenti frasi[2]:

  1. “Antonietta è stata mal consigliata” (ossia, nessuna parola di pietà per la cognata gravemente ferita, una mamma che apprenderà dalla sua famiglia di origine di essere sopravvissuta alle sue due bambine);
  2. “Luigi non accettava la separazione perché all’improvviso è stato messo in mezzo a una strada senza poter vedere le figlie.” (cosa non vera, poiché aveva ottenuto un alloggio in caserma o quanto meno poteva contare con la casa dell’amante)
  3. “Può capitare uno schiaffo in una coppia. Il telefono sotto controllo? E’ capitato una volta perché era geloso, Antonietta era sua moglie”. (non solo i fratelli erano al corrente della sua indole violenta e la ritenevano una normalissima cosa, episodi che rientrano nella dinamica di qualsiasi coppia, ma anche giustificano il controllo e il registro delle conversazioni telefoniche della moglie)
  4. “Ha sbagliato tanto, mio fratello ha avuto 15 minuti di blackout ma era una persona stupenda, sensibile. Stava male, si è sentito perso nella sua dignità di uomo. Non me lo aspettavo perché amava alla follia le sue figlie”. (stranamente l’assassino non si sentiva “perso nella sua dignità di uomo” quando picchiava la moglie, terrorizzava le figlie, andava in giro ovunque con l’amante, ecc. E non si è sentito perso nella sua “dignità di uomo” quando, dopo aver sparato il primo colpo, ferendo gravemente la moglie, ne ha sparato altri due per finire di distruggerle l’esistenza, barricandosi poi con le figlie dentro casa per ucciderne entrambe con una decina di colpi di pistola, mentre spiegava ai suoi colleghi che la moglie non avrebbe dovuto portare alla loro conoscenza cosa stava accadendo dentro casa.  Nessuna parola per la cognata massacrata di botte davanti alle figlie e nell’ambiente di lavoro: lei sì, colpita nella sua dignità di donna, di madre e di lavoratrice).

Capasso ha sterminato la famiglia che in fondo disprezzava perché “l’avevano fatto vergognarsi” nei confronti della comunità e dei colleghi, rifiutandolo. La “vergogna” per la perdita della maschera è un sentimento talmente forte per gli individui disturbati che difficilmente riescono a reggerla, risulta loro qualcosa di struggente e di indefinibile da identificare e da gestire a posteriori. A causa della mancanza di una coscienza per catalogare la vergogna come un elemento di crescita personale, la trasformano subito in rabbia cieca e desideri di vendetta. Ecco perché l’assassino voleva tornare a casa: non gli mancava la famiglia, ma la facciata che era riuscito a mettere in piedi per quasi vent’anni con la donna che aveva deciso di proteggersi, così come le sue figlie, dalle sue mostruosità. Gli mancava l’unico ambiente in cui era riuscito a regnare sovrano e fare il prepotente, essendo totalmente inadatto al ruolo di padre e marito.

Le frasi proferite dai fratelli di Luigi Capasso ci spiegano perché l’assassino abbia lasciato a loro dei soldi non solo per i funerali, ma anche spartito i suoi risparmi e dei beni, premiando, secondo la sua logica, anche l’amante: si tratta della “giusta riconoscenza” concessa da un violento, manipolatore e maltrattante a tutte le persone che ben conoscendo il suo “carattere difficile”, ovvero, il suo odio verso l’oramai ex famiglia, hanno continuato a far finta di niente oppure a sostenerlo “emotivamente” a prescindere del clima di paura in cui costringeva a vivere la moglie e le figlie.

Non ho letto da nessuna parte un unico mea culpa partito dalla famiglia di origine dell’assassino sull’evidente omertà che hanno finora sbandierato e nemmeno dai psicologici (?) che hanno dichiarato Luigi Capasso IDONEO a continuare a fare il tutore dell’ordine con tanto di pistola in mano. Cosa avevano diagnosticato al omicida-suicida da consigliare 8 giorni di riposo? Stress e stanchezza mentale, come avrebbero potuto avere le sue vittime? Ritengo doveroso divulgare la diagnosi degli uxoricidi e infanticidi per potersi meglio tutelare all’interno di una famiglia altamente disfunzionale.

Per tracciare un piano di fuga efficace con l’ausilio delle autorità competenti è necessario sapere a cosa si va incontro convivendo quotidianamente con individui che si ritengono liberi di schiavizzare gli altri, che si dichiarano sin dall’inizio di uno pseudo rapporto affettivo “cani sciolti”.  Se sappiamo che uno psicopatico oppure un narcisista perverso non va mai in terapia, dobbiamo avvalerci, purtroppo, dello studio dei fatti di cronaca nera per rendere consapevoli le persone del rischio che corrono. Troppo sangue innocente è stato versato pur di non creare “allarma sociale”, pur di non parlare di psicopatia, tema tutt’ora poco esplorato in Italia.

Il carabiniere Luigi Capasso non ha tagliato due insignificanti margherite del campo per regalare alla sua amichetta del cuore, ma ha ucciso due poveri angeli terrorizzati da lui, grazie all’odio e alla mania di controllo che contraddistinguevano la sua vita coniugale, condannando una donna “colpevole” di aver detto di no al perpetuarsi della violenza in famiglia a una vita all’insegna di un dolore incommensurabile.

Traspare da questo dramma infinito l’odio dell’assassino nei confronti delle donne, due di loro, le sue stesse creature ancora piccole, falciate via per aver acquisito la piena consapevolezza che laddove vive la violenza psicologica e fisica non può coabitare la felicità, la serenità e i minimi requisiti per una vita degna. Erano due angeli, eppure avevano già capito ciò che molti di noi stentiamo a comprendere.

È questa consapevolezza che l’assassino Luigi Capasso ha provato a uccidere assieme alle sue bambine ed è un obbligo morale per noi scrittori, blogger, giornalisti, insegnanti, artisti, autorità competenti, chiunque sappia leggere e scrivere, tirare fuori il nostro coraggio per darle voce, per dire “Ora sappiamo perché agite in questo modo. Non averci a che fare con voi è un nostro SACROSANTO DIRITTO, altroché ‘razzismo psicologico’. Si tratta di diritto alla vita. Punto.”

_______________________________________________

[1] https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/10/05/personalita-psicopatiche-ultima-parte/

[2] http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/strage-di-latina-il-fratello-di-capasso-luigi-ha-avuto-solo-un-momento-di-black-out-_3126420-201802a.shtml

16 pensieri su “L’agghiacciante meccanismo della proiezione come campanello d’allarme nella prevenzione degli omicidi più efferati

  1. Senza parole! Grazie… è per questo che non capisci, quando hai delle prove in mano, perché mettono a rischio tutto continuando a negare. Non lo si capisce finché non ci si rende conto che la MASCHERA è l’unica cosa che conta. A me diceva ” qualunque cosa accada non devi mai perdere te stesso!”… ma detto e ripetuto con una insistenza e una paranoia da cui trapelava non un insegnamento positivo, una dignità, ma un attaccamento viscerale al proprio io. Anzi alla maschera.

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  2. A proposito, provate a leggere il testo di questa canzone, se la ascoltate tra l’altro è bellissima, ma secondo voi, il narcisista in questione che quando la sentiva alzava il volume la cantava e gli veniva la pelle d’oca al braccio…si commuoveva. Descrive lo stato d’animo dello psicopatico, la sua inquietudine, ci si riconosceva. Si commuoveva di se stesso, può essere?

    La pace sia con te – Renato Zero

    Non riuscire a stare fermi un istante
    saltare da un pensiero all’altro
    da un desiderio all’altro in continuazione,
    è una maledizione
    cercare un posto lontanissimo
    senza più legami
    con questo caos di eterni pendolari,
    di paradisi artificiali, palloni pubblicitari
    e dentro il cuore, nel silenzio e ovunque altrove
    fra le rovine del Partenone
    non trovare che rumore
    e ancora insoddisfazione, insoddisfazione!

    Fuggire dal mondo e da se stessi,
    nella finzione nel sesso disperato,
    nei videogames subire il fascino del sacro
    nei reparti di un supermercato
    sentirsi pieni di poetico abbandono
    di un senso alto del tragico e del buono
    e scoprire che per gli altri sei solo in posa
    per l’avanspettacolo e la cronaca rosa
    e nonostante tutto avere dell’amore
    un’idea talmente splendente e sublime
    e un bel niente, un bel niente da spartire
    con queste vite mediocri e meschine
    Pubblicità

    La pace sia con te, e con il tuo spirito
    la pace sia con te, e con il tuo spirito

    Essere come una città sotto vetro
    quasi sempre in stato d’assedio
    circondati da nemici spietati,
    o peggio ancora dal tedio e dai suoi derivati
    avere voglia di salire sul tetto
    e poi, di mettersi ad urlare
    che magari arriva un disco volante
    e ci viene a salvare
    che se uno deve, per forza emigrare
    allora è meglio un altro sistema solare
    siamo noi quei misteriosi via vai dei pinguini
    sulle distese che non hanno comunque confini
    la pace sia con te, e con il tuo spirito
    la pace sia con te, e con il tuo spirito
    e nonostante tutto avere dell’amore
    un’idea talmente splendente e sublime
    e sapere bene di essere in bilico, in bilico. La pace sia con te, e con il tuo spirito
    la pace sia con te, e con il tuo spirito

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    1. La canzone parla di loro, cara Lilith. Si “commuovono” quando riescono a identificare qualcosa di loro stessi raccontata in forma poetica. Si dicono: “Ecco come stanno le cose per me… Sono troppo in avanti per la mediocrità di questo mondo… nessuno riuscirà mai a capirmi… Vorrei tanto essere compreso! Zero è un grande!!!!”

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      1. Infatti era il suo cantante preferito e guarda caso in quasi tutte le canzoni parla della maschera o di quell’inquietudine…LA FAVOLA MIA, MAGARI, CERCAMI… anche di Caparezza in “ti fa stare bene” ne fanno una interpretazione di libero arbitrio, di comodo..sono pericolosi e cercano conferme ovunque. Ps. Ti ho scritto sulla mail

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      2. Ciao Clauileia ho bisogno di aiuto mi sto separando da un narcisista, posso avere una mail o un telefono per contattarti privatamente.
        Grazie

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  3. Grazie x questo bellissimo articolo e per il lavoro che fai per portare alla luce la verità di certe dinamiche che è molto difficile individuare da parte di chi con queste persone psicopatiche non ha avuto mai a che fare. Credo che la diffusione di articoli come questo sia importantissimo come pure la divulgazione di storie di donne che hanno pagato un prezzo così alto per aver detto NO e BASTA. Ma che fa la giustizia italiana? Dorme? Quanti essere innocenti dovranno ancora pagare per qualcosa che si poteva evitare?

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    1. Carissima Jen, finché soggetti narcisisti patologici perversi, psicopatici e maniaci del controllo troveranno chi giustifichi le loro azioni e li coccoli quando scaricati, attribuendo a loro le stesse qualità umane delle vittime che fanno cadere strada facendo, come l’eccesso di sensibilità o la troppa sofferenza per essere stati abbandonati, le strage familiari continueranno all’infinito. Non possiamo mettere sullo stesso piano gli umani e i loro predatori mimetizzati, è un errore madornale che vedo riprodotto un po’ ovunque. Guarda un attimo l’intervista del fratello di questo individuo. C’è un tentativo COSTANTE di attribuire delle colpe alla cognata che si ritrova al momento con tre pallottole sul corpo e che appena riprenderà conoscenza dovrà elaborare un dolore abissale. Questa intervista racchiude la posizione della famiglia dell’assassino: nessun rispetto per le vittime. E’ l’esatta riproduzione del clima omertoso e della mentalità in cui un potenziale omicida fiorisce. Lo zio afferma: “IO HO PERSO due principesse”. “I tradimenti si fanno e si subiscono”, insinuando che la vittima fosse una poco di buono che meritasse di essere controllata dal fratello in ogni sua conversazione e spostamento. No, non siamo alla follia. Assistiamo al quadro PRECISO sui perché le vittime non denunciano, perché stanno in silenzio PER ANNI e perché quando decidono di parlare e di scappare, RISCHIANO LA VITA. Chi si ritrova in un clima del genere non ha scelta: deve essere aiutato a scomparire del circuito perverso con l’aiuto dello Stato. L’educazione a una cultura diversa richiede i suoi tempi. Purtroppo non possiamo permetterci di attendere ulteriori decenni assistendo giorno sì, giorno no, stragi familiari del genere. http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/strage-di-latina-il-fratello-di-capasso-luigi-ha-avuto-solo-un-momento-di-black-out-_3126420-201802a.shtml

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      1. analisi lucidissima e obiettiva. Omertà è davvero il termine appropriato. Anche l’informazione, quella che ci propinano, la giustifica e la favorisce. Una società completamente da cambiare. Basta mimose ipocrite! Non smetterò mai di leggerti, anche se tu dovessi parlare di ricette di cucina. Sarebbero comunque un’altra cosa…

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  4. Mi ha tradita a settembre dopo avermi fatto trascorrere un’estate infernale e questo solo perché avevo deciso di fare un corso professionale (sempre a settembre)… ma già dall’estate sentiva il turbamento di quella mia iniziativa personale. Ad agosto ha iniziato ad insinuare sul mio conto storie parallele e flirt inesistenti. Ho trascorso settimane a difendermi dai suoi fantasmi. A settembre incalza ancora di più, mi accusa di nascondergli relazioni e incontri segreti, mi accusa di non essere più sua soltanto. Ad ottobre mi lascia nel peggiore dei modi, confessandomi di avere un’altra e che me lo sono meritata. Scoprirò solo dopo un mese che era una donna della quale ero gelosa e che lui mi aveva fatto credere essere bruttina e non di suo interesse (invece era una bellissima donna in carriera)..
    A posteriori ho capito che l’ha frequentata mentre era con me… l’ha baciata mentre mi tormentava coi suoi fantasmi. Ci ha flirtato mentre mi accusava di tradirlo.
    Dopo un mese l’ha mollata.. cercandomi, ma io non sono mai riuscita a perdonarlo e non perché io sia una donna che non perdona, ma perché tutt’oggi mi dice che io le mie responsabilità se lui mi ha tradita.
    Non lo accetto. È più forte di me…. uno che ragiona così tradirà ancora e ancora ed io non posso farcela, per quanto amore ho in corpo, deve restarmene un po’ per me stessa.

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    1. Hai perfettamente ragione! È proprio così che funziona. Spesso fanno il diavolo a quattro quando sei nel pieno delle tue realizzazioni professionali, accusandoti di condurre chissà quale vita e di ottenere le cose esattamente come le ottengono loro: con la seduzione, il sesso e il parassitismo.

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      1. A posteriori mi ha confessato che tutto quello che è successo è stata una reazione alla mia “voglia di cambiamento”… e continua a sostenere che chiunque avrebbe avuto una reazione del genere. Mi ha anche fatto un esempio (dal momento che sono una stupida): se io (narcisista) ti dicessi da un giorno all’altro che voglio cambiare lavoro, aprire un ristorante e iniziare da domani a provare presso un ristorante per vedere se mi piace davvero… tu non saresti gelosa? Dubbiosa? Critica nei miei confronti?
        Avevo paura folle a dirgli che no, non sono una che vede il male dappertutto… e avrei incoraggiato la sua voglia di cambiamento senza pensare a tutto quello che può comportare un nuovo ambiente…
        vedere il male in ogni cosa era il suo più grande difetto. E ahimè vedeva il male anche in me.

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  5. che schifo!!! gli si scioglie la faccia mentre parla! non ci crede nemmeno lui a quello che dice… l’importante è salvare la reputazione della famiglia! maaaaa vaffaaaaanfulo! scommetto che non andrà nemmeno mai a trovarlo al cimitero! schifo

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  6. Ho ascoltato attentamente il video condiviso. Nelle parole del fratello ci vedo TANTA IGNORANZA e certo sì, OMERTA’, anche per timore del giudizio della comunità. L’ignoranza giustifica sempre tutto. Non si schiera, non lotta, non combatte, non va a cercare risposte nemmeno davanti a ovvie violenze, quando ancora si sarebbe in tempo… lascia andare, sarà quel che sarà. L’ignoranza è codarda. Si tira indietro, si gira di spalle, abbassa gli occhi e pensa “speriamo”, cerca soluzioni nelle interpretazioni di sensitivi e cartomanti, magari. Più facile aspettarsi risposte da qualche “santone” piuttosto che cercarle dentro la propria coscienza. Ci sono persone scarsamente dotate, altre incapaci di ammettere le circostanze. A volte, sempre per mancanza di conoscenza, non si riesce a dare un nome a quegli sprazzi di violenza (quelli precedenti al delitto, in questo caso), magari i familiari o gli amici o gli amanti, pensano quello che abbiamo pensato anche noi dei narcisisti maligni con cui abbiamo interagito. E’ stato ferito, ha sofferto, in fondo non è cattivo, è burrascoso, ha un brutto carattere, ecc. ecc. Credo che un familiare, soprattutto una madre, prima di poter ammettere di aver creato una specie di mostro, provi a giustificare in ogni maniera. Difficile accettare di aver partorito dal proprio grembo un figlio così violento, un assassino magari. Vorrebbe dire ammettere di avere essa stessa qualcosa di sbagliato nei propri geni, o di avere creato con i propri errori e la propria disattenzione quell’orrore lì.
    Come sempre, alla base di tutto, la differenza, la fa la conoscenza. Da lì, la consapevolezza. Poi, bisogna anche fare i conti con i sensi di colpa, le paure e le proprie ferite. Altrimenti, come abbiamo visto anche noi, con le nostre storie (per fortuna, uscite illese), ci si interroga, si rimane impigliate, si giustifica. Non è facile ammettere di avere avuto a che fare con uno squilibrato grave, travestito da amante/marito/compagno, finché non se ne studiano i meccanismi, gli schemi.
    Quanto alle armi, ho avuto l’occasione di ascoltare le avventure mirabolanti di un capo della mobile durante una “caccia”, e ricordo (e glielo dissi) di aver colto la stessa adrenalina che percepivo dalle storie di quel mio familiare (che invece stava dall’altra parte della barricata). Quello stesso bisogno di brivido ed eccitazione, il potere che dà il possesso di un’arma, il desiderio perverso e subdolo di poterla eventualmente utilizzare. Il gioco della guerra (guardia-ladri), la possibilità di poter SCARICARE quella tensione psicopatica. Il fascino del potere e della sottomissione. Ecco, un’arma in mano a uno psicopatico in divisa, è altrettanto pericolosissima. Una professione, che bisognerebbe selezionare in base a un forte senso di missione.
    Credo che siano parecchi gli psicopatici a detenere delle armi. Fanno parte di quel bisogno sadico e paranoico di comando.
    Agghiaccianti, i post condivisi su quella pagina web e riportati in questo articolo. Agghiacciante, il fatto che il sentirsi vittime, li giustifichi a violentare il mondo intorno a loro.
    Grazie, Claudileia, per questo tuo impegno nel combattere l’ignoranza. Grazie a tutte le persone che qui, condividono con coraggio, sforzo e umiltà il proprio doloroso vissuto.

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  7. “Sono stanco di fare le solite cose e di vedere sempre questa solita gente di merda popolare le strade del mondo, c’è troppa gente dappertutto, non si respira + !!! Ci vuole una guerra totale.” “L’essere umano va definitivamente cancellato dal codice della vita” : due delle tante frasi che il mio ex (narcisista) scriveva in una pagina “segreta” Facebook.

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  8. fanno danni, cercano di riparare e ne fanno altri e cosi all’infinito ..e’ la loro andrenalina che li fa sentire vivi speciali imbattibili.Manipolazione e controllo anche attraverso mezzi subdoli. L’importante e’ vincere non far trasparire il volto di un avatar dietro la maschera.

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  9. ho guardato l’intervista: terribile, è proprio così nel caso dei familiari, lo so purtroppo e spesso anche degli amici; lo psicopatico viene visto come “una persona dal carattere difficile, ma in fondo non è cattivo…” Uccidono perchè li hai smascherati, perchè hai visto il loro vero volto, sei un testimone e loro non vogliono testimoni che potrebbero sporcare la loro falsa immagine che hanno messo tanto a costruirla. inoltre applicano la regola del “muoia Sansone con tutti i filistei” se non possono avere più una cosa (perchè le persone per loro sono cose) allora non le deve avere nessuno, per questo ha ucciso le bambine non per un attimo di black out, come dice quel demente del fratello. Inoltre se notate gli occhi dell’assassino, sono spenti, senza luce, senza anima…

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