Narcisismo e “pensiero magico” come dono vampiresco

Un soggetto affetto da psicopatia o narcisismo perverso crede di essere la misura di tutte le cose senza avere, tuttavia, una natura fissa. Sappiamo che sono individui che attribuiscono un valore ad ogni cosa sulla base di uno schema di pensieri sconnesso dalla realtà dei fatti.

Pensieri che esprimono attraverso un’insalata di parole difficilmente digeribile (comprensibile) ai non addetti alla salute mentale.

Ciò che porta le persone comuni alla “follia” quando hanno a che fare soprattutto con la forma estrema del narcisismo (maligno/perverso) è arrivare alla conclusione che anche le parole non hanno un significato fisso per loro. Il modo come gli n.p. interloquiscono con le loro prede implica l’assenza di ogni verità, il piacere del dissenso e del disaccordo pur di “vincere”, la non-volontà/disponibilità di comprendere l’altro, ma di cambiarlo, deturparlo, alterarlo, plasmarlo, pervertirlo e di ribaltare la sua realtà per distruggerlo. L’obiettivo del lavoro perverso sulla mente dell’altro è l’eliminazione di ogni ostacolo possa ipoteticamente impedirlo di realizzare le grandiose fantasie del momento.

Gli n.p. si credono “liberi pensatori”, ovvero, “creatori della propria verità e moralità”. Per questa ragione provano costantemente a disfare e rifare loro stessi conforme la situazione, l’umore o la persona/gruppo che hanno di fronte. La loro libertà è, in realtà, l’euforia di divinizzarsi, di trasformarsi automaticamente in chiunque o qualunque cosa vogliano. Sì, è la libertà del pazzo.

L’unico giudizio che riescono a esprimere con un certo piglio – e per il quale combattono con le unghie e con i denti – riguarda l’opinione contraria ad ogni imperativo morale interferisca con il loro “stile di vita”: amano le frasi fatte del tipo “nessuno mi può giudicare/capire/comprendere”.

Per quanto riguarda le cose dello spirito l’unico peccato ammesso nel loro intimo vuoto e grezzo è l’idea stessa che il peccato esista da qualche parte. Per questo, molto spesso, intraprendono lunghi monologhi in cui affermano di voler diventare buddisti, fare qualche viaggio mistico, adottare una filosofia di vita new age, iniziare la pratica di un tipo di meditazione “diverso”, insolito, eccentrico. La loro fantasia è quella di potersi ripulire e purificare, ma non per smettere di fare del male agli altri (già, perché il “male” è soggettivo!) ma per diventare più belli, più fighi e più invidiati, sfruttando l’idea stereotipata che le persone comuni hanno di chiunque unisca le mani e ringrazi con fare orientaleggiante. Piegare le ginocchia e pregare per conto proprio a qualunque Dio, perlopiù lontano da occhi indiscreti, oppure dichiararsi semplicemente ateo – sospendendo il giudizio su chi non lo è – è qualcosa di troppo umile per un n.p.: bisogna “essere speciale” anche nell’ostentazione della presunta spiritualità[1].

L’unica verità per un/a n.p., come oramai sappiamo, è l’idea che la verità appartenga esclusivamente a lui/lei. In questo senso, il concetto di ciò che è “falso/male” viene concepito come ogni cosa limiti la libertà di fare ciò che vogliono. Per rendere ancora più chiara l’idea: i principi morali di chi osa dissentire dalle loro idee e azioni malsane SONO FALSI, IL MALE, perché implicano (nella loro mente) la prevaricazione, lo sfruttamento e l’abuso DELLA LORO PERSONA. In parole povere, è male e falso tutto ciò che fa riflettere e tutto ciò che porge dei limiti alla volontà del momento[2].

Da questa idea di onnipotenza nasce il pensiero magico[3] dei soggetti narcisisti, che è quasi sempre preceduto da una volontà volta al male. Male compreso qui come l’assenza di ogni bene, di virtù come verità, fiducia, rispetto, onore e bontà.

Il pensiero magico affiora nella mente del narcisista come l’arte di meglio ingannare, mistificare, trasgredire e usare dei sotterfugi per dare sfoggio alla sua essenza profondamente perversa. Es. “La/lo tradisco, tanto non lo scoprirà MAI”; “Mi ha scoperto/a, ma SO che mi perdonerà prima o poi”; “Ho speso tutti i soldi in prostitute MA è chiaro che me la caverò con le bollette in un modo o nell’altro… ”; “Riuscirò ad essere promosso, il capo mi adora! Mi è sempre andata bene!” “Tizio è bravo, ma non è geniale come me. Le persone come lui possono studiare quanto vogliono ma non hanno il mio valore aggiunto. Vincerò io quel concorso, so come fare.” 

Arriva con la potenza della propaganda falsa[4] in cui l’amore per la preda è eterno fino al suo scaricamento dalla macchina; con le mezze verità o omissioni dette alla prossima che sale, per farla sentirsi “importante” e “speciale” al punto di imporsi, drogata di parole, di abbassare le difese (e le mutande) al primo parcheggio, concedendosi senza protezione perché convinta di essere l’unica. È un pensiero magico che si trasmette, del tipo “nessuno ci sorprenderà perché ci amiamo e siamo unici!”. Un dono vampiresco che ogni perverso distribuisce gratuitamente a chi non è maturo abbastanza da conoscersi in profondità.

Conviene tanta adrenalina per vivere nel dubbio e nella dissimulazione? Per giostrarsi tra grandi e piccole bugie, immersi nell’illusione? Non sarebbe meglio viverla oltre la nebbia della distruzione del significato delle parole, oltre i giochi di prestigio di un perverso, oltre il sesso usato come arma di distrazione, di camuffamento e occultamento? Conviene l’auto-inganno e la sottomissione alla malafede altrui, pur di avere il sangue che bolle? Non c’è veramente un altro modo di ricavare la stessa o maggiore adrenalina da persone pulite? Ecco le domande fondamentali che i sopravvissuti devono porsi e imporsi per disintossicarsi dai pensieri tossici.

La volontà perversa è rivolta al male e usa l’inganno per migliorare o proteggere l’immagine di sé, per gratificare se stessi a scapito degli altri o per proteggersi dall’ira, dall’imbarazzo o dalla critica.

Il narcisista si considera impeccabile e irreprensibile quando, in realtà, la sua “coscienza” scevra da ogni limite è più sporca del pavimento di un pollaio, una forza distruttiva che inquina dalla vita politica, sociale, economica, religiosa e culturale di un intero Paese, alla vita psichica e intima delle persone che regolarmente interagiscono con lui/lei.

Dobbiamo comprendere e accettare che sebbene un intelletto rimanga intatto, la ragione può essere deformata e particolarmente compromessa, rendendo inutile e controproducente la ricerca del bene, del giusto, del bello e del vero laddove il materiale per produrre gli elementi tipici dell’umano non esistono.

Quando la coscienza non c’è, la ragione viene usata per perseguire unicamente la conservazione dell’immagine di Sé e l’autogratificazione ad ogni prezzo.

Il pensiero magico del narcisista è legato:

  1. alla confusione: “Non so chi sono, dove vado e cosa voglio, ma so di essere il migliore e che tutto andrà come dico io”
  2. alla paranoia: “Cercano tutti di farmi fuori, ma un giorno sarò famoso e vedranno chi sono io!”
  3. all’odio omicida: “La ucciderò ma non andrò in galera, voglio proprio vedere chi mi becca!”
  4. alla menzogna patologica: “Non ti ho mai tradita, te lo giuro! Ho sempre cercato di farti felice e continuerò a impegnarmi per farlo. Nessuno mai ci dividerà… riesci a immaginare la nostra futura casa?
  5. al pettegolezzo: “Hai visto cosa ha fatto Caio? Sono certo che lo faranno fuori e mi daranno la promozione.”
  6. al tradimento: “L’uomo è cacciatore, che vogliamo fare? Non è mai successo niente.”
  7. alla scelta di un capro espiatorio da demonizzare: “Dirò che è colpa sua e tutti mi crederanno!”
  8. all’illegalità: “Nessun evasore è mai andato in carcere. Perché devo andarci io?”
  9. all’edonismo: “Uomini e donne dicono che sono un bel ragazzo. Chissà dove arriverò?”
  10. alla crescente sete di persone da deprivare dall’energia intellettiva, spirituale e sessuale e, possibilmente, anche dai mezzi economici e conoscenze.

Solo guardando dal buco della serratura di queste personalità (senza possibilmente mai aprire la porta e entrare) scopriremo la luce profondamente negativa che hanno dentro e che si accende dentro di noi quando interagiamo con loro. Solo così riusciremo a comprendere che non esiste alcuna “luce in fondo al tunnel” quando affidiamo alla loro mente scostante la direzione della nostra vita.

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[1] “Essere narcisista significa avere il radicato convincimento di avere un grande e ineludibile destino personale in cui tocca occuparsi dell’amore ideale, della costruzione di teorie scientifiche brillanti e rivoluzionarie, della composizione, della scrittura o della pittura della più grande opera d’arte di sempre, della fondazione di una nuova scuola di pensiero, del raggiungimento di una ricchezza incredibile, del rimodellamento del destino di una nazione per restare immortalati e così via. Il narcisista non pone mai obiettivi realistici a se stesso, ma fluttua per sempre tra fantasie di unicità, record mondiali e risultati mozzafiato. Il suo discorso riflette questa grandiosità e s’intreccia con tali espressioni. È talmente convinto di essere destinato a grandi cose che si rifiuta di accettare battute d’arresto, fallimenti e punizioni. Li considera temporanei, errori di qualcun altro, parte della futura mitologia della sua ascesa al potere/ brillantezza/ricchezza/amore ideale, ecc.” Vide Sam Vaknin https://artedisalvarsi.wordpress.com/2017/12/04/memoria-corta-incostanza-nebbia-mentale-e-senso-di-onnipotenza-il-caos-interno-dei-narcisisti-e-psicopatici-by-sam-vaknin-parte-i/
[2] Vide https://artedisalvarsi.wordpress.com/2018/02/12/il-narcisismo-e-la-fatica-di-pensare-lodio-verso-tutto-cio-che-porta-a-riflettere/
[3] Il narcisista non sente il bisogno di pianificare in anticipo. Crede che le cose si “risolvano” sotto l’egida di un piano cosmico che ruota attorno a lui e al suo ruolo nella storia. Per molti aspetti, i narcisisti sono dei bambini. E come i bambini, s’impegnano nel pensiero magico sentendosi onnipotenti. Sentono che non c’è nulla che non potrebbero fare o raggiungere se solo volessero per davvero. Si sentono onniscienti – ammettono raramente che c’è qualcosa che non sanno. Credono che tutta la conoscenza risieda in loro. Sono fieramente convinti che ripiegarsi su se stessi sia un metodo più importante e più efficiente (per non dire più facile da realizzare) che arricchire la propria conoscenza attraverso lo studio sistematico delle fonti di informazione esterne, attenendosi rigorosamente ai curriculum (già, è roba troppo “noiosa”). In una certa misura, credono di essere onnipresenti perché sono famosi o “stanno per diventare famosi”. Profondamente immersi nelle loro illusioni di grandezza, credono fermamente che le loro azioni abbiano – o avranno – una grande influenza sull’umanità, sulla loro impresa, sul loro Paese, sugli altri. Avendo imparato a manipolare il loro ambiente umano in maniera magistrale, credono che riusciranno a farlo sempre. L’immunità narcisistica è il sentimento (errato), nutrito dal narcisista, di essere immune alle conseguenze delle sue azioni, che non sarà mai influenzato dai risultati delle sue decisioni, opinioni, credenze, fatti e misfatti, atti e omissioni, perché protetto dalla sua appartenenza a determinati gruppi di persone. Crede di essere al di sopra dei rimproveri e delle punizioni (anche se non sdegna l’adulazione). Essendo magicamente protetto, verrà miracolosamente salvato all’ultimo momento.” Sam Vaknin, idem.
[4]https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/09/20/quando-lamore-sa-di-coca-cola-la-campagna-seduttiva-del-perverso-narcisista/

19 pensieri su “Narcisismo e “pensiero magico” come dono vampiresco

    1. Nasce da qualcosa di irreale, cara Lilith, come ogni droga. Il punto è che loro amano sapersi la “droga” per molte donne. Si credono il massimo quando sanno per certo che stai soffrendo “per loro”. In realtà non è per loro che si soffre, ma per la scoperta dell’esistenza di un tipo di personalità che non ha via di uscita. Soffriamo perché ci immedesimiamo nella loro povertà di spirito e nella loro miseria. Soffriamo per il tempo perso, per le scelte controproducenti che abbiamo fatto, per aver tradito chi aveva fiducia in noi, per aver bloccato la nostra vita, per aver smesso di investire in quei ambiti che ci danno immense soddisfazioni pur di renderci disponibili al soddisfacimento dei loro bisogni a qualsiasi ora del giorno… Insomma, si soffre per tutt’altro che “per loro”. Siccome, però, sono pozzi fin qui di vanità ed egocentrismo, amano pensare di aver distrutto la vita altrui. Poveri illusi! Abbracci a te!!!

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      1. Buondi’ , Claudileia, le tue parole “soffriamo per il tempo perso, per le scelte controproducenti che abbiamo fatto, per aver tradito chi aveva fiducia in noi, per aver bloccato la nostra vita,insomma, si soffre per tutt’altro che “per loro”, quanto sono vere!!!!! Non immagini quanto mi sei di aiuto con queste parole. Quanto mi siete di aiuto in questi primi gg dove ho ricominciato il no contact…..quando mi vengono quei momenti NO….apro questa pagina e….grazie. Se ti avessi letta prima……

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      2. Cara Ilaria!!! Se ci avessimo letti prima! Letti dentro, intendo. Letto il grande libro della nostra vita con l’attenzione che meritava di essere letto… Oh, ma qui cadiamo nel rimpianto e non abbiamo tempo da perdere nemmeno con questa roba. Andiamo avanti, conoscendoci, amandoci, solidarizzando con chi ha bisogno di noi. Andiamo avanti, VIVENDO e COCCOLANDOCI senza mai tralasciare il nostro intimo per darlo in pasto ai signor nessuno. La vita non è fatta per vivere nella LORO bruttura. Abbraccio grosso!

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      3. Cara Claudileia ti ringrazio per il tuo lavoro.Sto leggendo in continuazione tutto sul tema pero tuei commenti e tutti articoli,particolarmente questi ultimi hanno azzeccato cosi bene che finalmente insieme a te riesco razzionalizare tutto quel sentire riguardo i soggetti.Fin ultimo dubitavo sui certi dubbi verso queste persone però pare tutto vero e mi metto l anima in pace.Secondo me i testi di Sem Vaknin(mi scuso se commetto gli errori di ortografia) si avvicinano di piu alla realtà di mondo interiore(psichico)dei narcisisti.Ti saluto

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      4. Cara Tatjana, speriamo venga tradotto anche qui! Purtroppo l’editoria italiana ha poco interesse per il tema. Facciamo quel che possiamo con i testi pubblicati online. Speriamo che le porte si aprano!

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      5. Carissima Claudileia,
        condivido in tutto le tue parole.
        Vorrei aggiungere un altro tipo di sofferenza, che rimane quando le ferite stanno ormai guarendo grazie al tempo e al silenzio. C’è una nostalgia, provo a chiamarla così, per l’illusione provata, per la pienezza sospirata e desiderata. Per l’idea che lui sarebbe stato la risposta alle attese e ai vuoti. Per il pensiero che lui fosse il vestito tagliato su misura per me. Ecco qua, ecco l’inganno degno del miglior illusionista.
        Leggo storie piene di violenza fisica e psicologica e mi ritengo fortunata, mi sono fermata a un passo dall’abisso, eppure anche solo stare sul ciglio a vedere tutto l’orrore che poteva essere mi sgomenta.
        La mia storia, che è la mia, in realtà mi ha spinto a crescere, a riconoscere che il vuoto che sentivo, e che ancora sento, è la voce dei miei bisogni e che di essi devo prendermi cura.
        Allora quando la nostalgia mi avvolge penso che a mancarmi non è lui, ma la cura che devo avere di me stessa. Così ho ripreso in mano le cose e le persone che amo e curandole esse curano me.
        Grazie di tutto cara Claudileia, un abbraccio.

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  1. “Conviene tanta adrenalina per vivere nel dubbio e nella dissimulazione? … Non c’è veramente un altro modo di ricavare la stessa o maggiore adrenalina da persone pulite? Ecco le domande fondamentali che i sopravvissuti devono porsi e imporsi per disintossicarsi dai pensieri tossici”.

    Quesiti quanto mai cruciali cui darsi risposta nella difficoltà di cambiare rotta nonostante l’esperienza abusante sia chiusa e archiviata da un pezzo (parlo per questa evenienza che, grazie al cielo, nel mio caso è arrivata), senza dubbio alcuno. Io so bene che l’indifferenza è l’unica arma per andare avanti e non darla vinta a chi ti vorrebbe massacrare dopo la chiusura, unica arma per provare a rimettersi in piedi e rifarsi una vita meno tossica.
    Ma – e qui lungi da me dividere in sotto-categorie noi abusati come in una specie di gara alla peggior sfiga, ché tutti siamo portatori di gravissima sofferenza – ma una grossa discriminante rispetto al riuscire ad andare oltre, e andarci accompagnati possibilmente da persone più sane rinunciando al picco adrenalinico cui siamo assuefatti, trovo sia la presenza o meno di figli in comune.
    Ho esperito (ahimè) entrambe le opzioni: una relazione tossica con figli, e una senza. Bene, dalla seconda sono uscita ammaccata ma, una volta risvegliatami dall’incantesimo, non ci ho messo tanto ad archiviare la pratico e il pensiero di quella persona diventa naturalmente più sbiadito ogni giorno che passa. Non dico sia facile, e non intendo certo sminuire la sofferenza di coloro i quali la vivono.
    Ma il grado di autonomia psichica recuperabile dopo il rapporto con il padre di mia figlia è tutt’altro paio di maniche perché: come faccio a non flagellarmi e flagellarmi ancora ogni volta che lui tenta di colpirmi per interposta persona (la bambina), cosa che pur io non dandogli nessuna corda lui non perde occasione di fare? Come faccio a non portarmi sempre un po’ addosso lo schifo quando questo schifo sono costretta ad avercelo sotto gli occhi ogni giorno? Si tratta di salvare la prole oltre a se stessi, una lotta quotidiana e inarrestabile per cui ogni energia vitale è risucchiata ancora e ancora senza poter fare nulla di risolutivo, e per cui già sentirsi un filo meno intossicati è impresa da titani, figuriamoci avere la lucidità, la possibilità pratica, economica, di tempo eccetera per provare ad avere relazioni più sane.
    Perché il veleno iniettato una volta e una volta per tutte neutralizzato (quando ci si riesce) è un conto, ma dal veleno distillato ogni giorno come ci si affranca? Il livello di tossicità interno permane costante, seppure di grado minore rispetto a quando si era prede ignare: voglio dire che la consapevolezza, la distanza emotiva, l’indifferenza fanno di noi co-genitori di n.p., dei genitori certamente migliori di quando eravamo sotto l’effetto di un’overdose potenzialmente letale, ma anche sotto metadone perenne (o almeno fino a che i figli in comune non siano autonomi e maggiorenni), come si possono nutrire aspettative realistiche di vitalità relazionale decente? Come si fa a vivere guardandosi costantemente le spalle, oltre a quelle dei minori, e “pretendere” di poter interagire serenamente con eventuali partners che non hanno mai neppure fumato una sigaretta?
    Non è forse questa un’ulteriore illusione da parte nostra? Da cui ne consegue che se costretti a galleggiare quotidianamente per sopravvivere, alla fine non ci resta che prendere atto che la speranza che tutto finirà a noi è preclusa, e che di biscotti umani a noi non ne può essere destinato alcuno. E finire per attaccarsi al primo salvagente che passa tra le onde (con l’aggravante della sfiducia che provo verso me stessa nel scegliere assennatamente, e verso uomini e donne in generale di cui diffido indiscriminatamente)
    O forse invece, al contrario, questo mio ragionamento rispetto al post è meramente auto-consolatorio, ovvero mirato a non ammettere che non ce la faccio (più) né mai ce la farò.

    Mi scuso per un atteggiamento che può parere disfattista e pessimista oltre-misura, e in effetti in buona parte lo è, ma una cosa che nessuno può togliermi è guardare in faccia il mostro (e certo, anche l’eroica sopravvissuta) che è in me, oltre che nell’altro.

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    1. Purtroppo condivido il tuo pensiero totalmente.Avere una figlia con quel mostro mi sta continuando a distruggere,oltre al trauma che mi ha segnata rendendomi fredda,disillusa e sfiduciata,c e anche il supplizio di dover avere a che fare con lui e la sua disgustosa famiglia.Ma per non farmi mancare nulla,e’ riuscito a diventare famoso,grazie ad una capocciata presa davanti alla telecamera!ormai lo chiamano in trasmissioni,lo riconoscono per strada,lo stimano come fosse un grande giornalista antimafia!Accettare tutto questa farsa e’ davvero difficile,mi viene il voltastomaco ogni volta che vedo la sua faccia in televisione o sui giornali.Consolatevi,c e chi sta peggio quindi.Pessimo padre,drogato,si erge ormai e piu che mai a divinita’ incontrastata.A volte penso di impazzire,di non riuscire a ritrovare il sorriso,e tutto talmente ingiusto quello che mi e’ accaduto e che continua ad accadere..

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      1. …Claudeila,chiedo a te,ed ovviamente a tutti voi,se da ogni dolore ci si dovrebbe rialzare piu’ forti,da esperienza tormentate come queste..cosa si puo’ trarre di positivo?Sento un forte bisogno di comprendere,di trovare una risposta che mi sia di conforto,sono stanca di vivere con una tristezza di fondo che non riesco a scrollarmi di dosso,per quanto razionalmente mi sforzi di andare avanti,di vedere il lato positivo…Forse non sopporto il suo successo immeritato,la recita a cui tutti abboccano ed applaudono,mentre lo schifo rimane sotto al tappeto,riseevato a me e alla mia bambina

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      2. Carissima Virginia, un n.p. può avere tutto il successo e la fama che vuole, ma resta fondamentalmente ciò che è: un’anima miseramente povera, squilibrata, devastata e devastante. Il suo “successo” è relativo. Sono i tuoi occhi e i tuoi valori di ora ad attribuirgli l’irresistibilità dei “vincenti”, il fascino delle persone “ben risolte e serene”. Ecco, TU SAI che si tratta di una pattina, della sua maschera, di un travestimento per essere accettato mentre gioca al massacro con chiunque entri in intimità con lui. Lavora sulla tua verità, rendila l’unica a contare per te. Lascia che lo sguardo della “gente” faccia il suo dovere. Le persone sono libere di adorare superficialmente, di scegliere i loro “eroi” di turno. Questo, però, non può essere motivo di sofferenza per te perché finché avrà abbastanza nutrimento non andrà a bussare alla tua porta. Ricordati che è un violento e cocainomane e che avrà bisogno di nutrimento SEMPRE. Tu sei libera, lui no.

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  2. *****
    all’odio omicida: “La ucciderò ma non andrò in galera, voglio proprio vedere chi mi becca!”
    *****

    Ciao Claudileia,

    volevo soffermarmi proprio su questa frase! non so se ti è capitato di sentire la notizia di questo terribile fatto di cronaca: Matteo Cagnoni e l’omicidio di sua moglie Giulia Ballestri! ecco Matteo Cagnoni era il mio dermatologo (un dermatologo famoso che ha fatto parecchi servizi anche sulle reti Rai)!
    Ecco il signor Cagnoni corrisponde proprio al punto numero 3
    di questo bellissimo e illuminante articolo! Lui ha ucciso sua moglie e ha la spavalderia e la faccia tosta di negare tutto nonostante tutte le prove riconducano a lui! spera di farla franca…per il semplice fatto che lui è Matteo Cagnoni…il grande Matteo Cagnoni!

    Non oso nemmeno immaginare cosa deve aver provato la povera Giulia a passare più di dodici anni alla mercè di questo individuo e non oso immaginare cosa deve aver provato negli istanti in cui l’ha uccisa

    Mi correggo…non si tratta di istanti…il caro Matteo si è preso un’ora di tempo per poterla seviziare e infine uccidere! gli atti processuali hanno evidenziato come lui avrebbe potuto ucciderla in un quarto d’ora, ma abbia volutamente fatto prolungare la sua sofferenza!

    ti racconto brevemente la loro storia, e spero che le persone che leggono possono capire cosa si rischia a stare con un narcisita perverso:

    Matteo e Giulia si conoscono circa una decina di anni fa, si sposano e hanno tre figli insieme! si dice che lei acconsentì al matrimonio perchè era rimasta incinta e Matteo volesse regolarizzare tutto! Ma la povera Giulia questo matrimonio non lo voleva fino in fondo, forse perchè aveva iniziato a capire che in Matteo c’era qualcosa che non andava! Giulia perse il bimbo (forse per lo stress) e pareva che non volesse più sposarsi, ma era già tutto organizzato e forse non se l’è sentita di ritornare sui propri passi!
    Per un pò di tempo è filato tutto liscio, Matteo decideva tutto e Giulia lo assecondava: si dice che quando si conobbero (lei, giovane donna di 29 anni e lui più vecchio di una decina d’anni) i genitori di giulia lavorassero all’estero…e che Giulia in quel momento vedesse in Matteo qualcuno a cui appoggiarsi, qualcuno che l’avrebbe protetta e amata!
    Passano gli anni e Giulia si rende conto che a causa di Matteo ha perso il 90 % degli amici che aveva: d’altronde doveva frequentare solo le persone che Matteo considerava idonee a salvaguardare la loro posizione di coppia altolocata, non c’era spazio per gente comune tra le loro conoscenze! Matteo era solito prendere il cellulare di Giulia e cancellare i numeri di telefono delle persone che lui non gradiva e che non voleva che Giulia frequentasse! Matteo diceva a Giulia come vestire, Matteo diceva a Giulia di sorridere e di mostrarsi serena e sorridente alle cene, perchè loro dovevano essere la coppia più invidiata della città! Matteo imponeva a Giulia di non bere alcolici (le era proibita anche una birra mentre cucinava) Matteo fece in modo che lei non lavorasse più ma si prendesse solo cura dei loro tre figli!

    in sostanza lei doveva essere lo strumento attraverso il quale la collettività poteva vedere la grandezza di Matteo e di conseguenza invidiarlo! una qualsiasi debolezza di Giulia sarebbe stata ‘percepita’ come una debolezza di Matteo stesso!
    chissà quando si è resa conto quella povera donna di aver toccato il fondo?
    forse quando è andata DI NASCOSTO al funerale della madre di una sua amica (matteo non voleva), oppure forse una delle tante volte in cui faceva l’amore con suo marito e lui la chiudeva in camera da letto dicendole che era un suo dovere di moglie ‘concedersi’ al marito tutte le volte che voleva! forse ha toccato il fondo mentre lo facevano anche se lei piangeva e vedeva che negli occhi del marito non vi era alcun dispiacere nel vedere le sue lacrime perchè era costretta a fare qualcosa che non le andava di fare!
    Oppure si è resa conto di aver toccato il fondo semplicemente nei piccoli gesti, uno sguardo vuoto del marito che non le restituiva l’immagine della persona ‘per bene che sperava di aver sposato’

    Poi cosa succede? Giulia incontra dopo tanti anni un suo ex compagno di classe (i rispettivi figli vanno a scuola insieme) piano piano riesce ad aprirsi e gli confida che la sua vita è un inferno con il marito! Il contatto con un uomo degno di portare questo nome le apre il cuore e nasce un amore! nonostante la paura Giulia decide che è ora smetter di soffrire, sceglie la speranza, sceglie la vita! Ma ovviamente da quando ha deciso di vivere davvero e di lasciarsi alle spalle tanto dolore le è cresciuta dentro piano piano la consapevolezza che lasciarsi alle spalle il marito sarà una delle cose più difficili che dovrà fare nella sua vita!

    Intanto Giulia prova a dirgli che non è più felice…e l’illustre dottor Cagnoni che fa? Non pensa che possa essere colpa sua, deve per forza essere colpa di una depressione che ha la moglie! E che fa? Essendo medico (anche se dermatologo e non psichiatra) si prende la briga di prescriverle potenti farmaci contro il disturbo bipolare della personalità! Giulia per non farlo arrabbiare e per non avere problemi prende i farmaci, Matteo per assicurarsi che lei li prenda davvero, resta davanti a lei aspettando che lei deglutisca! Pretende che lei vada da uno psicologo scelto da lui, prima da sola e poi in coppia, ma quando lo psicologo non riscontra il lei nessun problema di depressione, che fa? smette di farla andare dallo psicologo!

    Giulia è allo stremo, trova solo conforto nel suo nuovo compagno che cerca di aiutarla a lasciare il marito, perchè sì, loro si amano davvero e volevano stare insieme! Cagnoni insospettito decide di farla seguire da un investigatore privato (utilizzando foto, gps messo di nscosto nella macchina, e tramite il controllo del telefonino…ogni messaggio che leggeva Giulia veniva visto anche da Matteo)

    scoperto il tradimento Cagnoni va dal suo rivale e lo pesta, lo malmena….ed è proprio qui che Giulia inizia a temere per la propria incolumità e per quelle delle persone che la amano! Ma per amore dei figli decide di andarci piano!
    Cagnoni a quel punto decide di concederle il divorzio, ad un patto: lei non avrebbe più visto il suo amante prima del divorzio…e disse che dopo quella data l’avrebbe lasciata libera, le avrebbe fatto un ‘regalo’
    Non poteva permettere che l’intera città lo considerasse il cornuto

    di che regalo si trattava?

    Ma Giulia e Stefano si amano troppo per non sentirsi più e per non vedersi più…e Stefano è l’unico che riesce a darle sicurezza a darle pace! si sentivano solo tramite la messaggistica di istagram e si davano appuntamento al centro commerciale, non si incontravano davvero, si guardavano solo da lontano
    questa è l’unica cosa bella e romantica in tutta questa triste storia
    Giulia e Stefano che si guardano da lontano!

    Comunque Matteo li scopre per l’ennesima volta e probabilmente decide di anticipare la sua sorpresa:

    un giorno chiede alla moglie di accompagnarlo a vedere un quadro di grande valore che sta nella villa disabitata di suo nonno (una persona molto facoltosa) Giulia ha paura tanto che la sera prima manda un messaggio e dice ‘se non mi trovate fatemi cercare’…ma forse nel suo cuore pensava che in fondo il padre dei suoi figli non avrebbe mai potuto farle del male…in fondo!
    Per quieto vivere e nella speranza che il marito la liberasse e allentasse la presa, decide di accompagnare il marito in quella che lui chiamava la villa dei fantasmi: aveva paura, poverino, ad andare da solo in quella casa che tempo fa avevano dovuto far vedere da un sacerdote a causa di presenze strane! In vista della separazione lui aveva trovato l’acquirente di uno dei quadri e si sarebbero spartiti il ricavato!

    Una volta arrivati nella casa degli orrori Cagnoni ha colpito la moglie alle spalle con un bastone di legno, l’ha tramortita e l’ha trascinata giù dalle scale! Lei dopo un pò rinviene (lui avrebbe potuto ucciderla subito ma voleva prendersi tutto il tempo per vendicarsi di quella moglie che doveva servirgli per farlo sentire ancora più amato, stimato, venerato e invidiato….e invece lo aveva fatto vergognare andando con un uomo inferiore a lui, un camionista rozzo (non faceva il camionista, ma l’imprenditore in realtà)!
    Per colpa di Giulia lui si stava vergognando di fronte a tutta la città, era inaccettabile, era un ossessione…lui doveva essere venerato, non compatito o deriso! La gente non doveva chiedersi ‘come mai giulia lo ha lasciato? Se lo ha lasciato forse non è così perfetto come noi credevamo’

    Era decisamente troppo per Matteo Cagnoni il dermatologo dei Vip…Giulia doveva pagare e non bastava un misero quarto d’ora per pagare l’immenso danno di immagine che lui aveva ricavato da tutta la vicenda! Lo SPUTTANAMENTO …COSì LUI CHIAMAVA il tradimento

    dopo che giulia è rinvenuta e ha provato a scappare, lui l’ha riacciuffata, fatta spogliare, ha giocato al gatto con il topo, non voleva ucciderla, voleva giocare…voleva godersi la sofferenza che le leggeva negli occhi, voleva vedere la sua paura! dopo un’ ora le ha preso il viso e lo ha sbattuto con ferocia inaudita in uno spigolo una due tre volte….finchè il suo bellissimo viso non si è cancellato per sempre! Un perito della difesa disse che lui probabilmente ha sentito la povera moglie che gorgogliava sopraffatta dal sangue che la stava soffocando: Giulia poteva esser salvata….ma lui l’ha guardata morire!

    Poi è scappato a firenze dai genitori, portando con sè i figli! Da allora ogni sua goffa mossa per cercare di far capire che non era stato lui ad assassinare la moglie, ma che erano stati dei malviventi che probabilmente sono entrati dopo di lui nella casa degli orrori, è servita solo ad avvalorare la consapevolezza di tutti: non può che esser stato lui!

    In aula è stato chiamato lo psichiatra di Matteo (che poi seguì anche Giulia, sia da sola che in coppia) Il profilo di Cagnoni corrisponde a quello del NARCISISTA

    In riferimento all’ articolo credo proprio che Cagnoni in fondo pensi di farcela….dominato com’è dal pensiero magico che alla fine tutto andrà bene! Lui continua a professarsi innocente nonostante impronte, tempi e testimonianze gridino a pieni polmoni ‘L’assassino sei tu e non te la caverai! prenderai l’ergastolo’

    attenzione ragazze: il narcisismo non è uno scherzo e ogni tanto qualche anima bella ci rimette la vita!

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  3. Sì, Leni, avevo ancora degli incontri con l’np quando accadde quella tragedia. E avevo avuto giusto il giorno prima, avvisaglie pericolose, di una violenza verbale e fisica da intervento di carabinieri e vigili. Lui sembrava impazzire ogni volta che, giunti a quel punto, la maschera gli colava sul viso sotto le mie accuse, ma non accettando di lasciarla cadere, reagiva con un’ira furibonda. Frasi sconnesse. Insulti, urli, strattoni, prese per i capelli per sbattermi la faccia sul tel. dita piantate sul viso come una morsa (il giorno dopo avevo i lividi in volto), mani strette alla giugulare e braccia girate. Io ovviamente reagivo, continuavo a insultarlo e a ferirlo e sicuramente questo gli dava la spinta per inveire fino a quel punto. Sono certa di rappresentare il tipo di donna che con questi personaggi rischia di lasciarci le penne. Ricordo di essere venuta via da uno di quei “ritorni”, contando le ore, pensando “… se riesco ad arrivare a casa…” (ma poi, MALEDETTA AMNESIA PERVERSA) passava un po’ di tempo e ci ricadevo. Il periodo era quello dell’ultimo anno e mezzo circa, dove ancora non avevo la forza di mollare completamente, ma lo accusavo continuamente, di tutto. La donna che prima gli rifletteva amore e tutto il desiderio del mondo, ora gli rimandava l’immagine di un fallito, di un perverso, di un bugiardo, falso, maniaco, demente, traditore, sfigato e tanto altro. Non poteva accettarlo. A volte, in quegli ultimi tempi, in certi momenti, durante e dopo i litigi mi sentivo come sequestrata. Dopo una di quelle giornate sentii della notizia di quell’omicidio. Mi tremò il sangue. Io già da tempo mi stavo documentando sul narcisimo/psicopatia/sindrome postraumatica da narcisismo…. Quel Matteo Cagnoni lo riconobbi subito: evidente narcisista, di quelli peggiori. Mentre leggevo la notizia tutto tornava, il personaggio in cerca di fama, l’apparenza sopra ogni cosa, lo status, il bisogno di circondarsi di vip, la maschera, l’immagine della famiglia perfetta, e la ferocia con cui esplose all’idea dello … sputtanamento, fino all’esecuzione fredda e calcolata.
    Rabbrividii. Mi dissi “qui ci finisco male anche io”… Lo lessi come un segnale. Mi allontanai nuovamente. Poi però… maledetta amnesia perversa (ho scoperto grazie ai video di Inaki Pinuel che è quasi una reazione di sopravvivenza, di fronte al grave trauma emotivo si rimuove, e si tende a ricordare solo il bello che c’era), continuai ancora a cadere sotto le sue ricatture. Ma ragazze… come è possibile! Io davvero non so cosa ci succede a un certo punto, perché non si riesce a venire via. E’ stato come fare un giro all’inferno. E smascherarli può suscitare un’ira devastante.

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  4. No conctact ormai è un anno.ho vinto ;non mi cercherà mai più;so troppo e non può perdere piu’tempo con una vittima ormai oltre che ad essere scaduta anche troppo informata,Non avrebbe più senso per lui.Pensa forse,che tenere il mio numero (ormai inutile)io prima o poi lo sblocchi.Illuso non giocheremo mai più al gatto è al topo.Deve avere una rubrica zeppa di fans.

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  5. Cara Claudileia,
    sento che il tuo blog è la mia scialuppa di salvataggio. Mi è stato consigliato dalla mia psicoterapeuta e non finirò mai di ringraziarla. Ad ogni articolo trovo un pezzo di me. Ho appena cominciato il mio cammino e sarà molto dura. Questo mostro che mi ha ridotta così non è nemmeno mio marito, è stata una storia extra durata quattro anni. Mi ha rovinato la vita. Anche io ho una tristezza che mi sta consumando. Il mio pensiero è sempre rivolto a lui. A quello che siamo stati e a quello che siamo ora separatamente. Assorbe ancora tutte le mie energie. Sono ancora molto vulnerabile. Mi sento tuttora in pericolo, sento che potrei correre da lui ad un suo segnale/msg. Come ho sempre fatto. Leggere le storie di altre donne che hanno vissuto la mia stessa esperienza mi da molto conforto perché io, nonostante sia consapevole di quello che è lui, mi sento persa a saperlo lontano da me. Spero di “guarire” presto. Un abbraccio grande!!

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    1. Carissima Lolly, stai così perché non sei del tutto consapevole sulla sua vera natura. Quella luce che ci illumina improvvisamente e che ci fa dire: ORA BASTA non si è ancora accesa nella tua mente. Perché? Perché la tendenza è sempre tornare lì, nella fase del love bombing, fantasticando che un fondo di verità c’era e che nessuno al mondo può rappresentare il ruolo dell’uomo perfetto così bene. Ecco, cara… PER QUESTO INVESTONO TANTO NEL PERIODO DEL LOVE BOMBING! Quanto costa una persona innamorata di noi PER SEMPRE? Quanto costano TANTE PERSONE innamorate di noi PER SEMPRE? Qualche cena, qualche viaggetto, qualche ora in albergo, qualche frasi sdolcinata… ne vale la pena, no? E’ questo che pensano di te e di tutti noi che siamo qui a scrivere su questa esperienza drammatica: che siamo poveri schiavi psichici arrabbiati a morte con loro perché abbandonati malamente. E’ questa la retorica che vanno in giro a blaterare nelle loro cerchie. Il punto è rendersi pienamente consapevole di ciò che sono, il che vuol dire che non basta sapere e leggere tutto, ma che bisogna SENTIRLO NEL PROFONDO. Sentire che un certo tipo di vita non fa per noi, che ci ucciderebbe psichicamente, che significherebbe la fine di ogni sogno. Ti aiuterà tantissimo la terapia, perché ti fa fare intimamente le domande giuste che servono a tracciare il tuo percorso futuro… ben lontano da questi esseri. Tanta forza e un abbraccio caloroso!

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      1. Grazie come sempre per la tua attenzione Claudeila
        non capisco perche’ la mia mente non riesca a liberarsi definitivamente da questa malattia umana,nutro solo odio certamente,ma detesto provare questo sentimento e detesto ossessionarmi e rimuginare!Voglio igienizzare la mia mente!!E’ chiaro che vderlo in televisione e sui giornali rende arduo il compito,doverci avere a che fare in quanto altro genitore pure..sono condannata??Immagino quanto il suo ego stia gongolando questi giorni che tornera’ sulla cresta dell’onda piu’ che mai con il processo contro”Tizio” acui e’ chiamato a testimoniare.Quanto e’ falso,o vedo e mi disgusta..il modo in cui si presenta al mondo,quando a me quasi non mi mandava sottoterra.Non e’ giusto!Devo solo pensare a quella poveraccia che verra’,alla fortuna che ho per non essere piu’ io la vittima prescelta..pero’ continuo ad avere tanta sete di giustizia e verita

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      2. Cara Virginia, considera che la fama peggiora i loro tratti. Si sentono davvero capaci di tutto. La fama che sta ottenendo per aver avuto il naso spaccato fa da scudo a te e alla tua bambina. Più fama ha più crede di meritare SUPER donne, MEGA emozioni e ricompense, quindi guai a chi gli sta attorno… un abbraccio forte e cerca di direzionare la tua rabbia verso qualcosa di utile e non verso l’inutilità dei pensieri vendicativi.

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  6. Ciao Claudeila!Hai perfettamente ragione,ci provo,a volte riesco bene,altre ancora no..mi rendo conto che in parte sara’ una mia componente negativa forse di natura,quella di rimuginare e sentire piu che vedere razionalmente,il bicchiere mezzo vuoto..in parte pero’,ne sono certa,e’ stata la botta pesante che ho preso,e l’ avere sistematicamente a che fare con le sue scorrettezze genitoriali.”E’ stato doloroso ripensare a quello che e’ accaduto”,l’ho sentito testimoniare al processo!1..sapesse per me,quante cose sono dolorose da ricordare…ridicolo,nauseante!Comunque a me la recita sembra evidente quando parla!..Se ti capita di vederlo fammi sapere che ne pensi ti prego!!

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