Cosa aspettarsi quando si abbandona un/a narcisista patologico/a alla sua sorte? Fuoco e fiamme, of course!

Fonte: Tratto da Healing from a Narcissistic Relationship: A Caretaker’s Guide to Recovery, Empowerment, and Transformation della Dott.ssa Margalis Fjelstad (Rowman & Littlefield Publishers, 2017)
 Trad. C. Lemes Dias

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“Rispetto molto le mie lacrime/ ma ancor di più la mia risata”
(Vaca Profana, Caetano Veloso)

La fine di una relazione con un/a narcisista è incredibilmente difficile, per molte ragioni. La vostra lealtà, compassione e desiderio di essere fedele alle promesse fatte rendono difficile per voi prendere in considerazione l’idea di chiudere il rapporto. I narcisisti possono anche rendere difficile l’abbandono perché vogliono avere l’esclusivo controllo della decisione di porre fine alla relazione. Finché l’idea di mantenere il rapporto a qualunque costo sarà la cosa più importante per voi, il/la narcisista avrà il potere di dominarvi e di manovrare le vostre decisioni.

I partner che avvertono più fortemente il dovere di cura dell’altro decidono di andarsene unicamente quando i narcisisti attraversano una linea di confine che non possono o non vogliono più tollerare. Nel corso degli anni, tuttavia, è stato difficile prevedere quando un partner con queste caratteristiche abbandonerà la barca.  La paziente a cui marito narcisista aveva subito un ictus, diventando anche fisicamente violento non se l’è sentita. Al contrario della paziente a cui marito aveva trasferito l’amante incinta nella camera degli ospiti giurando che si trattasse di una vecchia compagna del college. Ecco, lei fortunatamente ha chiesto il divorzio. Sembra che gli uomini feriti e che avvertono fortemente questo “prendersi cura” sembrino meno propensi ad abbandonare le donne, forse a causa del peso della responsabilità extra che culturalmente sentono di avere nel prendersi loro cura.

Quando i “caretakers” finalmente se ne vanno scoprono che è difficile attenersi alla loro decisione a causa dei troppi sensi di colpa o della pietà che provano per l’ex narcisista. Se il/la narcisista, poi, non vuole che se ne vadano, continuerà a far pressione per fargli cambiare idea… spesso con le stesse vecchie promesse di cambiamento.

Un narcisista può rendere la vostra vita estremamente ardua al fine di mantenere il controllo su di voi attraverso una parvenza di relazione.

UN NARCISISTA SARÀ MAI IL PRIMO AD ANDARSENE?

A volte un evento scatenante motiverà il narcisista ad abbandonarvi. Di solito sono eventi importanti, che alterano la vita di una persona. Se vi ammalate, sviluppate una disabilità, se non potete o non volete partecipare alla vita che il narcisista ha progettato per voi, state certi che potrebbe andarsene. Anche un evento positivo, come la nascita di un figlio, può sconvolgere il delicato equilibrio della relazione, soprattutto se chiedete al narcisista un po’ più di responsabilità e coinvolgimento emotivo. Malattie, invecchiamento, perdita del posto di lavoro oppure promozioni che vi mettano in un livello più elevato dal suo possono fungere da fattori scatenanti, portando all’abbandono improvviso della relazione.

Indipendentemente di chi fa la prima mossa per andarsene, ecco cosa potete aspettarvi alla fine di una relazione con una persona affetta da DNP:

  1. L’INTERA RESPONSABILITÀ SARÀ ADDOSSATA A VOI

Quando le cose non funzionano, il narcisista attribuisce la responsabilità interamente a qualcun altro. Eravate sul piedistallo all’inizio della relazione, come esseri meravigliosi e perfetti. Il/la narcisista era entusiasta di avervi “vinto” come compagni di vita. Ora che vedono la relazione come imperfetta, danneggiata e finita, la colpa è solo vostra. Potrebbero andare in giro dicendo che è finita perché eravate troppo grassi, troppo bisognosi o che davate per scontato il rapporto. Avete distrutto ogni cosa, rotto la fiducia, rovinato la cosa migliore che avevate mai avuto: il loro “amore” per voi. Non eravate mai soddisfatti dei sacrifici che facevano per voi. Non sarete diventati ciò che siete ora senza il loro zampino. Avete distrutto da soli tutto ciò che avevate costruito insieme. Egoisti ed esigenti, ecco cosa siete.

Insomma, nel giro di 24 ore diventerete le persone più disprezzate nella vita di un narcisista.

Ovviamente è una cosa scioccante, offensiva, terribile, assolutamente ingiusta e scorretta. Quando un/a narcisista arriva a questo punto non vi ascolterà più né cercherà di prendere in considerazione nulla di ciò che dite. Potrebbero rifiutarsi di parlarvi.

Se chiedete scusa abbastanza disperatamente e implorate la riconciliazione, potete tornare insieme per un po’, ma le cose tra voi non torneranno mai più come agli inizi.

  1. TENTATIVI DI CONVINCERVI CHE AVETE COMMESSO IL MAGGIORE ERRORE DELLA VOSTRA VITA

Dopo mesi o anni in cui il/la narcisista vi ha dato torto su tutto, in cui vedete ogni vostra decisione svalutata da lui/lei, probabilmente sarete inclini a dubitare di voi stessi. A quel punto i narcisisti cercheranno sicuramente di convincervi che state commettendo un errore colossale. Cercheranno con il loro carisma, la persuasione, la manipolazione e poi con l’intimidazione, la provocazione e la coercizione di riprendere il controllo della relazione.

Una persona narcisista vi dirà cose come: “Hai semplicemente frainteso quello che ho detto. È ovvio! In fondo dovresti sapere che ti amo; perché dovevo dirlo tutto il tempo? E tutti i bei momenti che abbiamo passato insieme, non hanno avuto alcun significato per te? Guardi solo il lato negativo. Non capisci lo stress che ho avuto io negli ultimi tempi. Tu prendi le cose troppo sul personale. Stai esagerando, e lo sai. Sei troppo emotiva/o!”.

Anche se i narcisisti cercano di sembrare positivi quando provano a mettervi in testa tutto il “bello” della relazione e perché non dovete andar via, noterete che tutte le loro “ragioni” sono in realtà commenti negativi su di voi: state sbagliando tutto. Se ci pensate, non sono veri incoraggiamenti a rimanere nella relazione ma, in realtà, manipolazioni per abbassare la vostra autostima e farvi restare.

Se la persuasione e le manipolazioni non funzionano, un narcisista può far venire a gala tutta la vasta serie di giudizi particolarmente negativi atti a calpestare i vostri punti dolenti e farvi stare malissimo con voi stessi: “Non eri nulla prima di sposarmi. Torna a quella tua stupida famiglia e marcisci con loro. Immagino che sarai molto dispiaciuta quando sarò in California a farmi un sacco di soldi. Sono perfettamente capace di trovare qualcuno che mi ama davvero e che mi metta sempre al primo posto.”

Se il/la narcisista ha ancora bisogno di sfruttarvi, non vi permetterà mai di sconvolgere i loro piani.

Il vostro allontanamento vi dà più forza emotiva e potere, di modo che non possono permettere che ciò accada. Per un maniaco del controllo si tratta di una grande sconfitta.

  1. TENTATIVI DI INFONDERVI SENSI DI COLPA E DI RIPESCAGGIO

Il senso di colpa è uno strumento potente usato da un/a narcisista per risucchiarvi nella relazione. Ogni volta che fanno qualcosa di carino per voi i narcisisti la mettono sotto i riflettori, sottolineano il quanto siete importanti per loro o vi ricordano le meravigliose volte in cui siete stati insieme. Se i fattori positivi non funzionano per riportarvi indietro, loro vi dichiarano inadempienti e danno il via a clamorosi attacchi di svalutazione. Qualsiasi lamentela che abbiate fatto sul loro agire verrà rivoltata contro di voi. I narcisisti incolpano costantemente i loro partner dei comportamenti che stanno effettivamente esibendo al momento: urla, insulti, ostilità, egoismo, odio e aggressività passiva, tanto per nominarne alcuni.

Essere chiamati egoisti, scortesi, crudeli, avidi, avari o accusati di ferire i sentimenti di qualcuno può essere particolarmente doloroso per una persona che ha nel cuore la cura degli altri. Avete lavorato così duramente per non essere o fare mai qualcosa di brutto che venire accusati di qualcosa che non riuscite nemmeno a provare (oppure raramente provate) può offendervi profondamente. Questi commenti sono un’indicazione chiara che il narcisista non vi conosce e non vi vede per ciò che siete, e questo può essere davvero straziante.

Questo tipo di accusa aumenta i vostri sensi di colpa, quindi è più probabile che raddoppiate i vostri sforzi per dimostrare al/la narcisista che non siete quel tipo di persona.

Bene, è proprio questo che vogliono! Hanno trovato il modo di riagganciarvi. Una volta che vi hanno spinto a reagire possono farvi sentire impotenti e colpevoli al punto di fare retromarcia e rientrare nella relazione affinché siano loro, posteriormente, a dare il colpo di grazia.

  1. RICHIESTE DI ATTENZIONE, ANCHE DOPO LA ROTTURA

È più facile abbandonare un narcisista quando tagliate il maggior numero possibile di contatti con loro. Tuttavia, sappiate che possono essere estremamente persistenti nel catturare la vostra attenzione. I pazienti che seguo segnalano durante le sedute i diversi tipi di comportamenti adottati dai narcisisti per attirare la loro attenzione quando si sentono rifiutati, ad esempio: raccontano di ricevere chiamate nel mezzo della notte dall’ex ubriaco, che “improvvisamente” irrompono nella loro casa per ritirare gli effetti personali, che ricevono centinaia di sms o di e-mail al giorno con richieste del tipo “ti prego di spiegarmi perché vuoi andartene”. Ossia, il/la narcisista sta “denunciando” che il lato negativo appartiene a voi.

Se avete figli insieme, queste richieste di attenzione possono andare avanti ancora e ancora. Una paziente era così ansiosa per tutta la pressione da perdere la voce quando vedeva l’ex marito. L’uomo era talmente determinato a catturare la sua attenzione da spingere persino la sua “corte” a “ordinarle” di parlare con lui in pubblico “per il bene dei bambini”. Naturalmente, in realtà era il suo egoistico bisogno di essere convalidato a comandare.

  1. PROMESSE DI CAMBIAMENTO

Se la persuasione, i sensi di colpa e i comportamenti che attirano l’attenzione non vi riportano alla relazione, il/la narcisista estrae dal cappello la famigerata promessa di cambiamento. All’improvviso afferma di capire perché siete turbati e si dice pronto alla ripartenza. A voi sembra una piena assunzione di responsabilità per i suoi sconvolgenti comportamenti. Lui/lei promette di andare in terapia, fa tutto ciò che chiedete e tutto a modo vostro. Afferma di essere tanto, ma tanto dispiaciuto/a per avervi ferito!

Questo è un appello allettante per una persona abituata a prendersi cura e che vuole che la relazione funzioni. Sembra che il/la narcisista capisca finalmente quello che avete detto e sia pronto/a a fare le cose per bene.

A voi sembra tutto veramente sincero!

Date un sospiro di sollievo e la speranza cresce ancora una volta dentro di voi.

Inevitabilmente questa speranza si disintegra nel giro di poco.

I narcisisti non possono smettere di cercare di controllarvi e non riescono a controllare i loro stessi comportamenti per un certo periodo di tempo. Per un po’, pensate che le cose stiano andando verso il meglio. Tuttavia, quando il narcisista si trova nuovamente a suo agio nella relazione, tornerà inevitabilmente ad essere auto-assorbito, sconsiderato, arrogante, insensibile e colpevolizzante. E, invariabilmente, se le cose non vanno esattamente come vogliono loro, ritornano immediatamente agli stessi schemi difensivi e antagonistici.

Quante volte siete disposti a credere che le false promesse di un narcisista dipendano da voi?

  1. ATTACCHI SUI SOCIAL E PETTEGOLEZZI

È difficile mantenere la fine della vostra relazione con un/a narcisista fuori dagli occhi del pubblico, perché un narcisista esige che tutti i conoscenti scelgano da quale parte stanno. Non appena possibile, dirà ai vostri amici, vicini di casa, membri della chiesa e conoscenti del club, di persona e sui social media, la sua versione sulla rottura. Questo è molto angosciante per la maggior parte degli ex partner. Durante la vostra intera relazione, il narcisista ha insistito sulla massima privacy per quanto riguarda le vostre interazioni, dopo, però, comincia a diffondere ogni sorta di disinformazione e calunnia per cercare di rovinare la vostra reputazione. Troppo spesso chi si è sempre preso cura dell’altro continua a mantenere le promesse di non parlare della relazione, il che significa che le bugie del narcisista restano senza un confronto.

Il pettegolezzo è una tattica manipolativa pensata per farvi sembrare cattivi e raccogliere il più possibile la simpatia altrui. Può anche funzionare efficacemente per riportarvi da lui/lei e mantenervi sotto controllo.

  1. INSEGUIMENTO

Anche se lo “stalking” dei narcisisti di solito non è sfacciato o minaccioso, non è raro che li troviate “casualmente” al supermercato negli orari in cui eravate abituati ad andare, che appaiano “improvvisamente” in un gruppo o in un evento sociale a cui partecipate voi, o cambino il loro percorso pur di ritrovarsi sulla vostra strada ogni mattina. Preparatevi in anticipo, perché potrebbero verificarsi questi incontri “inaspettati”. Ecco, sono progettati per tenervi al corrente della loro presenza e per scombussolare il vostro equilibrio emotivo.

  1. BISOGNO

I narcisisti sembrano essere forti e indipendenti, ma in realtà sono estremamente bisognosi. È davvero complesso smettere di prendersi cura di loro. Potrebbero farvi delle chiamate in cui chiedono che andiate a riparare la loro auto, potrebbero aspettarsi che continuiate a fare la contabilità dei loro affari, pretendere che andiate a togliere le luci di Natale a casa loro, oppure aspettarsi che prendiate appuntamenti dal dentista per loro, ad esempio. Può essere estenuante e difficile per voi dire di no a richieste persistenti di questo tipo.

Fatto sta che troppo spesso, vi accorgerete che ogni interazione con un/a narcisista, implica un’azione da parte vostra che avvantaggia soltanto lui/lei.

 

 

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22 pensieri su “Cosa aspettarsi quando si abbandona un/a narcisista patologico/a alla sua sorte? Fuoco e fiamme, of course!

  1. Io sicuramente appartengo a coloro che avvertono in maniera spiccata il prendersi cura dell’altro, una cosa però che non è mai combaciata a ciò che solitamente leggo sulle dinamiche del rapporto con questi individui è il senso di colpa.
    È vero che è  difficile chiudere la relazione con queste persone, ma nonostante sia durata diversi anni, con innumerevoli tira e molla, io non tornavo perché mi sentivo in colpa, o meglio, ha funzionato solo all’inizio, alle prime sue “stranezze”, ma dopo ho sempre contestato i suoi tentativi di farmi sentire responsabile dell’instabilità del rapporto, accusandolo sempre di essere l’unico responsabile delle nostre discussioni e rotture. I miei ritorni erano dovute non perché riusciva a farmi sentire in colpa ma ,oltre alla devastante astinenza che non riuscivo a controllare e sopportare,  alla stupida speranza che il suo atteggiamento si sarebbe modificato, ed è questo che lui aveva capito, me lo disse lui stesso l’ultima   volta che, all’ennesima discussione, gli chiesi cosa voleva da me,   – “Ho capito che ci tieni a continuare la relazione ” –
    Sul finire credo di essere giunta al fatidico confine, che cita l’articolo, che non posso più tollerare, ora benché siano solo due mesi che non lo sento e non lo vedo, ho un malessere fisico, una sorta di panico,  ogniqualvolta la mia mente sfiora la tentazione di interrompere il no contact, 6 anni, meglio tardi che mai.

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    1. Carissima Alma, i sensi di colpa possono manifestarsi anche con l’ansia. La domanda: “chissà cosa sta facendo lui/lei ora?” è intrisa di sensi di colpa, perché è la stessa domanda che facciamo noi mamme quando i bambini partono in gita. Un abbraccio grande a te!

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    2. Ciao Alma,
      Io… stesse dinamiche, tempistiche, modalità e pensieri tuoi.
      Anche l’ansia, che compare anche quando non penso a lui, credo che sia un bel dono che mi ha lasciato ma che conto di debellare. Idea di interrompere il no contact, solo una volta, un pensiero di qualche minuto mai messo in atto.
      Lui dopo infiniti ritorni ha reagito alla mia chiusura sommessamente, senza le parole o i drammi di altre volte. Inizialmente ho pensato a una vendetta ritardata… ma è passato del tempo, poi che avesse altro con cui trastullarsi… probabilmente sì, ma sta durando troppo visti i tempi precedenti.
      Ultimamente attribuisco il fatto che non torni alla carica alla fermezza che ho dimostrato e al percorso che ho fatto su di me e su di lui a sua insaputa. Prima di decidermi a lasciarlo andare definitivamente ho lavorato molto sulla razionalitá, cercando di appiattire le sue emozioni nei miei confronti facendogli credere di non avere più niente da dargli. In questo modo l’ho neutralizzato e ho potuto finalmente vederlo per quello che è: fumo. E da lì a far mia l’idea che nessuna sofferenza valeva più per quest’uomo mediocre il passo è stato breve.
      Sento di avere vinto, anche se so che non è finita, almeno con me stessa. Potrei stare di nuovo male, somatizzare gli abusi o altro… ma ora mi godo questa “nuova vita”, fatta di quotidianità e persone vere, con pregi e difetti, lontano dalla sua falsa straordinarietà. E mi sento fortunata.

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  2. Ciao Device
    Se non sono ancora tornati è solo perché sono impegnati con qualcun’altra che gli dà le attenzioni che noi non gli diamo più. Anche io, ormai, avevo smontato tutte le sue patetiche caricature, era diventato prevedibile…sono arrivata alla saturazione…per fortuna!
    Non abbassare la guardia Device, perché a loro non li scalfisce nulla e in un momento di noia potrebbe ancora sorprenderti… è il loro modus operandi, lo hanno già fatto tante volte…fanno passare solo un po’ più tempo….a loro piace scombussolarti la vita…non si fermano mai…ma noi sì.
    Un abbraccio

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    1. Esatto Alma, noi sì.
      È questa certezza, mai avuta prima, la mia forza. In ogni caso condivido tutto quello che scrivi, non abbasserò la guardia ma nel frattempo finalmente vivrò!
      Un abbraccio a te.

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  3. Grazie per questo articolo, come sempre mi ci ritrovo anzi, ritrovo lui.
    La cosa fondamentale, che sto imparando anche grazie alla terapia, è pensare a noi prima che a loro. Sembra una frase fatta ma per me, per il tipo di persona che ero, era fuori discussione. Prima venivano i suoi bisogni, e dopo, se avanzavano tempo e soldi, e se lui era d’accordo, i miei.
    Certo che a volte, mi sento pervadere dal senso di colpa, mi fa pena perché è una povera anima. Ma poi penso, io a lui faccio pena? Ha pietà di me e di come mi ha ridotta? La risposta è no, non lo vede neanche. Anzi, non perde occasione per dirmi che la colpa è solo mia.
    Come già detto io sono nel pieno del marasma, ho un percorso lungo davanti a me ma sento una carica, una positività dentro che non avvertivo da anni.
    La vita può essere bella anche senza di loro, soprattutto senza di loro! Non abbiamo bisogno di qualcuno che ci accusa, ricatta e maltratta! Stiamo soli che è meglio.
    Se sentiamo il bisogno di aiutare andiamo a fare del volontariato, io ci sto seriamente pensando.

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    1. Bravissima, cara Bea! La mente va riempita di bellezza, di tenerezza, di affetto anche verso un animale… Sembrano passi insignificanti ma non è così. È possibile affrontare il dolore mentre ci godiamo la bellezza delle piccole cose. In più bisogna privilegiare le persone amabili e gentili. Un abbraccio fortissimo!

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  4. Infatti si riempie di affetto ed attenzioni anche un animale, il dolore man mano sta passando, brava Alma nessuna sofferenza vale per uomini mediocri, il mio sono 37gg che è sparito , si sta godendo la sua falsa vita, un poveretto, anche io cerco di godermi le piccole cose, anche se un parte della mia giornata la perdo a rimuginare con i sensi di colpi e ai tanti errori fatti da me , tempo ce ne vorrà. Purtroppo mi arrivano ancora notizie di lui e la rabbia….è tanta…..ma questi articoli mi fanno solo bene grazie!!! Claudialeia questi ultimi gg mi è tornata quella malinconia ed avevo bisogno di tue parole.

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  5. Ciao Ilaria, spero che i tuoi errori di cui parli non siano quelli verso di lui,  perché a loro non abbiamo fatto nessun torto,  semmai lo abbiamo fatto a noi stesse,  ma siamo tutte/i qui a cercare di rimediare e riprendere a volerci bene.
    Il mio “tesoruccio”, dopo aver trascorso la serata insieme, cenetta ristorante,  tutto contento e felice,  ed essersi anche fermato per la notte a casa mia, è scomparso nel nulla, sono due mesi che non lo vedo e non lo sento, quali errori posso aver commesso Io? Te lo dico subito, quello di averlo fatto tornare per l’ennesima volta.
    Forza Ilaria, dobbiamo solo tenere duro e cerca, se ti è possibile, di non farti più arrivare sue notizie da nessuno, ti complica il percorso di disintossicazione e guarigione, non ce ne importa un fico se si gode la sua nuova vita con un’altra o due o tre, dove va, cosa fa, BASTA!
    Riempiamo le nostre giornate di cose semplici  ma autentiche che di “fake” non ne abbiamo bisogno.
    Un forte abbraccio.

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    1. Ciao Ilaria,
      Sapessi quanti errori ho fatto io… verso gli altri, verso me stessa.
      Mi ha fatto diventare quello che più mi ripugna.. un essere che secondo la “vera me” non si sarebbe più dovuto nemmeno guardare allo specchio e che invece perseverava nell’errore.
      Sofferenza su sofferenza. Ed è difficile perdonarsi, ma piano piano dobbiamo capire che è una truffa totale quella che abbiamo subito, che lo schifo non siamo noi ma loro, che ci hanno plasmato mente e cuore, creato aspettative, dato quello che credevamo impossibile avere da un uomo.
      E infatti lo era.
      Perdoniamoci, Ilaria, e ricominciamo.
      Coraggio…

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  6. Non tornano se non hanno piu nulla da prendere; se li hai sgamati.Come fanno questi parassiti, se ormai sai chi sono e non ti hanno piegato.Amen il loro funerale è avvenuto.

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    1. Esatto Luisa,
      Anche io la penso così.
      Non tornerà perché ha compreso che – oltre ad averlo smascherato – non sono più disponibile ad accettarlo, come altre volte può essere avvenuto. Ho trovato dentro di me e nelle persone che mi amano veramente la forza di lasciarlo al suo destino. E gliel’ho fatto capire.
      Le mie antenne sono alzate, ma non tornerà. E se lo farà, stavolta saranno veramente e totalmente fatti suoi.
      Non lo voglio nemmeno sentire più respirare vicino a me.

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  7. Care/i tutte/i.
    Questa mattina mi sono recato al cardiocentro della mia città, uno dei migliori in Europa, per una risonanza magnetica cardiaca.
    Vi voglio raccontare due fatti.

    Il primo. Parlando con una infermiera del più e del meno, si è andati sul discorso degli psicopatici. Sorprendentemente mi ha confessato di essere vittima di uno di loro e, quasi implorante mi ha chiesto: “Ma è vero che tornano tutti?”. “Si, ho risposto, tornano tutti prima o poi”. Ha tirato un sospiro di sollievo e ha fatto un leggero sorriso che subito le ho spento dicendo: “Tornano è vero, ma non per amore, ma solo per controllare che la vittima, cioè lei, soffra ancora per loro”. Si è rattristata. Mi ha fatto una tenerezza! Ma dovevo essere brutale.

    Secondo episodio.
    Arriva una mamma col figlio. Un bambino sui 6-7 anni, all’apparenza pieno di salute. Invece doveva fare un esame per la preparazione ad un trapianto di cuore! Mi son sentito quasi male. Ho visto una signora anziana che faticava ad alzarsi da una poltroncina. L’ho aiutata. “Oh grazie, ci fossero persone come lei”. Ho visto un giovane sui 30 anni, alto, piazzato, il ritratto della salute. Invece dovevano prepararlo per inserirgli nel cuore un defibrillatore perpetuo perché ogni tanto il suo cuore accelerava improvvisamente e sveniva. Al minimo scompenso questo apparecchio si mette in funzione e riporta il cuore ai battiti normali. Ho visto il pianto di parenti di un paziente al quale probabilmente lo specialista aveva comunicato che purtroppo non c’era niente da fare per il figlio. Ho visto una donna tenere dolcemente la mano del suo uomo e dirgli: “Vedrai, andrà tutto bene”. HO VISTO la vera sofferenza. Gli psicopatici sono degli esseri che non percepirebbero nulla di tutto questo. Lontani da NOI! Non perdete altro tempo pensando a loro. Guardate attorno a voi e lo psicopatico sparirà di colpo dal vostro cuore. Resterà solo polvere e forse nemmeno quella.

    Un abbraccio a tutti!

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  8. Quando se ne è andato lo ha fatto in maniera definitiva, violentandomi. Mi ha detto parole pesantissime, davvero crudeli e mentre lo faceva gesticolava e imitava queste cose. Era fuori di se.
    Lui che mi aveva tradito sempre, fino al mese prima, triangolata in ogni maniera possibile, mi stava accusando di essere una puttana. Sapeva di ferirmi profondamente perché io mi sono sempre sentita sbagliata, mai a posto. Mai del tutto perfetta. Nonostante il mio impegno concreto, i fatti che gridavano a gran voce che era un farabutto, io mi sentivo sbagliata. E lui mi ha buttata via dicendomi quelle cose, nelle quali nemmeno lui credeva, ma doveva farlo per uscirne pulito.
    Era anche l’unico modo per non trovare mai più una porta aperta da parte mia. Forse ha chiuso così perché nemmeno lui ne poteva più di una cogliona che era sempre disponibile a perdonargli la merda.
    Scusate il linguaggio esplicito se potete.

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    1. Carissima Olga, ciò che racconti è di una gravità inaudita. Cosa ti ha impedito di denunciare questo MOSTRO? Questa forma inumana di esistenza? La paura? Uno che stupra una donna lo farà sempre, ogni volta che si sentirà impotente e che sta perdendo il controllo della situazione agirà in questo modo. Con la prossima potrebbe arrivare al femminicidio. Va assolutamente fermato. Mi dirai che sarà la tua parola contro la sua perché è passato del tempo e quindi le tracce della violenza non ci sono più… Il punto è: uno che varca questo confine non arretra più perché conta con la vergogna e il silenzio della vittima. Le forze dell’ordine devono saperlo. Dio mio, cara Olga, non dire queste parole su te stessa perché l’obiettivo dello stupratore è proprio farti sentire una “cosa di poco valore”. Ti sto vicina con tutta l’anima.

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      1. Ho usato una parola forte, non mi ha violentata con il gesto della penetrazione ma mentre mi diceva che ero una puttana mi metteva le mani in mezzo alle gambe e infilava la sua lingua nella mia bocca accecato dall’odio e dalla rabbia. Mi è parso un incubo. Mi ha scaraventata sul divano. Io ho reagito alla sua violenza verbale con uno schiaffo. Mi sono pentita di averglielo dato. Ma mi ha scatenato tanta rabbia per le cose che mi diceva. Lui, che intratteneva ancora rapporti con una donna che aveva usato per triangolarmi. Mi ha derisa quando gli ho detto della triangolazione appunto, mi imitava e mi faceva sentire una deficiente. Ha mostrato finalmente il suo vero volto mostruoso.
        La nostra era una storia clandestina. Ma io non ero l’unica vittima. Ero solo la prescelta.

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      2. È violenza. Difficilmente dimostrabile in un tribunale, ma pur sempre violenza. Nessuno deve toccarti senza il tuo consenso e su questo non ci piove. Possono declassare la cosa a molestia ma nell’anima tu ti senti violentata. Ci credo che metteva in ridicolo la tua conoscenza, non sanno fare altro con qualunque cosa li faccia crescere: minimizzare, rendere insignificante, praticamente una barzelletta ogni sentimento e ogni termine utilizzato per esprimerlo. Il punto è che sono loro le creature piccole, per questo cercano di rendere piccola anche tu, trascinandoti nel Regno del Nulla dove la legge dell’orrore viene dettata da loro. Valgono meno di una formica ma si sentono potenti agendo in modo esecrabile. È così che la loro vita poverissima e mediocre va avanti a larghi passi perché c’è sempre chi accoglie questo orrore e lo fa suo. Questa qualità di vita scadente non può appartenere all’uomo, un animale razionale e intelligente. Giusto le amebe accetterebbero una non-vita del genere.

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      3. Il dolore del bluff è una cosa indicibile. Ieri mi sono chiesta se questa fine così miserabile non mi abbia poi aiutata a risalire. Perché io soffro soprattutto per l’inganno e non per l’amore perduto. Ho piena consapevolezza della finzione di quel sentimento.

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      4. Cara Olga,
        capisco perfettamente il tuo dolore. La cosa allucinante è che se leggi i post (sono migliaia) di questo blog si riferiscono a esseri diabolici che agiscono tutti nello stesso modo. Una banda di killers dell’anima fatti con lo stampino. E oltretutto dei gran vigliacchi, ignobili esseri senza sentimenti. Non esistono aggettivi dispregiativi per classificarli.

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  9. Buongiorno a tutti

    Il 17 settembre dopo l’ennesima bugia ho deciso di (o mi ha portato a) chiudere la nostra relazione. La cosa che mi distrugge e stata che ha cambiato idea su di noi in 30 minuti (prima mi inviava messaggi carini e poi tutto ad un tratto dobbiamo parlare)…. ma naturalmente dovevamo parlare quando era più comodo a lui. Gli ho chiesto cosa era successo e la sua risposta e stata che non aveva tempo e mi avrebbe richiamato dopo… questo mi ha fatto sentire malissimo. Alché ho iniziato a “tampinarlo” di chiamate fino a che non ha risposto….
    Mi ha ripetuto per la miliardesima volta che per lui era un periodo difficile e ha tirato fuori più scuse possibili del perché secondo lui la nostra storia era in stallo (mi ha detto che forse era per la mia malattia, forse perché non era ancora pronto ad iniziare qualche cosa di nuovo nonostante le sue mille rassicurazioni e le mille promesse fatte fin da subito, non era scattata la scintilla (dopo 6 mesi… mah) forse per alcune osservazioni fatte dal figlio nei giorni precedenti che l’hanno portato a detta sua a piangere per tutto il tragitto in treno. Quest’ultima è una grandissima bugia molto probabilmente perché confrontando gli orari del treno mentre stava piangendo scriveva a me messaggi carini)….
    All’inizio l’ho pregato (ero talmente in crisi e spaventata che le cose tra noi potessero finire) di voler trovarci per parlare e chiarire le cose così da poter andare avanti con la nostra storia e la sua risposta di rimando e stata che l’unico momento disponibile era l’indomani a mezzogiorno in centro città. Con quel briciolo di amor proprio che mi rimaneva ho rifiutato di voler parlare delle nostre questioni private in pubblico. Gli ho chiesto di vederci la sera stessa (fino alla sera prima era confermata una cena e che si fermasse a dormire da me) spiegandogli che questa attesa mi uccideva. La sua risposta è stata che aveva cose più importanti da fare.

    Dopo averlo quasi minacciato ha accettato che ci vedessimo quella sera (lui voleva che ci vedessimo tra 2 o 3 giorni quando faceva più comodo a lui io invece sarei dovuta restare in bilico secondo il suo volere). È arrivato a casa mia e gli ho chiesto di tirare fuori tutto quello che aveva da dire e lui ha fatto scena muta. A quel punto io non ce l’ho più fatta e ho tirato fuori tutto quello che sentivo. Gli ho detto che io meritavo di più e che non avrei passato un giorno in più con una persona che di me non gliene fregava nulla, con qualcuno che trovava ogni scusa pur di non vederci e mi stava usando e manipolando a suo piacimento. A metà del mio discorso se né è uscito con: scusa ma la tua moto dove è posteggiata?…!!!!! non gli ho dato retta e sono andata avanti con il mio monologo. Alla fine gli ho detto chiaramente in faccia che io avevo già scelto e che non volevo continuare a star male e che l’unica soluzione era quella di concludere la nostra storia. Mi ha risposto che avevo ragione che meritavo di più e poi mi ha chiesto almeno 3 o 4 volte se mi avesse deluso. Quando gli ho risposto di si si è arrabbiato. Dopo 2 ore di scena muta gli ho detto che era meglio che se ne andava e lui ha ancora avuto la bella idea di chiedermi di accompagnarlo alla macchina… ma stiamo scherzando??

    Da quando ci siamo lasciati l’ho sentito ancora una volta circa una settimana dopo se no sono stata in no contact (bloccato sul cellulare e in fb) fino a quando non sono riuscita a recuperare i soldi della vacanza che dovevamo fare assieme a novembre (tramite l’amica che organizzava la vacanza che è riuscita a piazzare la nostra camera). A quanto pare ha provato a contattarmi per dirmi che potevo passare da lei a recuperare i soldi (perché poi doveva dirmelo lui è un mistero) ma non è riuscito a trovarmi e così ha contattato un nostro amico in comune che mi ha riferito il tutto.

    Da allora l’ho lasciato sbloccato, io non gli ho detto nulla che sono passata a prendere i soldi e lui non ha più provato a contattarmi. ora dovremmo andare a sciare con un gruppo a gennaio nelle Dolomiti e lui organizzerà il tutto sta facendo il giro di telefonate ai vari soci per vedere chi va e chi no ma con me c’è il silenzio assoluto e questa cosa mi fa stare male perché è come se volesse punirmi con questo silenzio e il fatto che ha chiesto a tutti o quasi tranne che a me mi fa sentire come se non valessi nulla e come se lui avesse cancellato la nostra storia e quello che eravamo con un colpo di spugna.

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