I danni psicologici prodotti da nonni narcisisti: il grooming parentale, parte I

Fonte: https://narcissisticmil.wordpress.com/2015/07/11/grandparent-grooming-1-what-it-looks-like/
Trad. C. Lemes Dias

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Il principale punto di riflessione di questo articolo parte dal seguente presupposto: qualsiasi comportamento da parte di un adulto che fa perdere a un bambino fiducia e lealtà verso i propri genitori è abusivo.

In sintesi stretta significa che le relazioni sane di un bambino rispecchiano il lato migliore della relazione primaria avuta con i suoi genitori e che nessuno deve permettersi di intaccare una tale fiducia.

Si tratta di un principio di buon senso, chiaro e ovvio.

In qualche modo, però, i nonni narcisisti patologici si mettono tra genitori e figli: riescono ad assieparsi nella posizione in cui i vostri figli prendono la loro parte contro di voi. Potrebbero iniziare a difendere la nonna, incolpandovi per la tensione o per le discussioni, si rivolgono alla nonna per ottenere cose che non potete o non volete dare a loro. Piangono perché non possono vedere la nonna ed è tutta colpa vostra…

Guardate inorriditi mentre il vostro amato bambino si comporta come la scimmia volante della nonna.

Come diavolo è successo proprio sotto il vostro naso? Hanno subito il “grooming” dai nonni.

La NSPCC (National Society for the Prevention of Cruelty to Children) del Regno Unito ha dato questa definizione di “grooming”: il grooming accade quando qualcuno costruisce una connessione emotiva con un bambino per ottenere la sua fiducia ai fini di abuso o sfruttamento. La maggior parte delle volte avviene all’interno della famiglia allargata, di modo che il bambino abbassa le sue difese grazie al ruolo che l’adulto emotivamente abusante gode di fronte alle figure di rilievo (adulte) che appartengono alla sua vita. Un passo avanti è quello che viene definito “grooming istituzionale” in cui la persona emotivamente abusante presenta un volto così convincente davanti a istituzioni come la scuola, i medici, gli assistenti sociali, ecc. che tali servizi professionali credono nella bontà delle sue azioni, senza riuscire a identificarne l’abuso.

Il grooming più agghiacciante ed evidente si verifica quando c’è l’intenzione di abusare sessualmente di un bambino. Una grande quantità di informazioni su Internet relative al grooming riguarda questa terribile situazione, compresi gli avvertimenti sul grooming online. Non è di questo, però, di cui ci occupiamo nella maggior parte dei casi per quanto riguarda il rapporto di un bambino con i suoi nonni narcisisti. Trattiamo, soprattutto, dei casi in cui il  grooming ha lo scopo di usare il bambino come una arma contro i suoi genitori, di sfruttarlo come sostituto di sane relazioni adulte, come sostegno ai bisogni egoistici di nonni narcisisti. L’abuso è emotivo e psicologico. Questo tipo di grooming trova riscontro anche nelle famiglie in cui si verificano problemi di abuso fisico o tossicodipendenza. È il comportamento di uno spacciatore di droga che cerca di intrappolare un nuovo cliente, di un uomo o una donna maltrattante che abbaglia il/la potenziale nuovo/a amante di attenzioni, dei fondamentalisti religiosi che reclutano giovani per la loro causa, del truffatore che ruba denaro a una persona anziana. È il comportamento di uno stupratore che cerca appuntamenti online (leggete il libro di Anton de Beckers, “The Gift of Fear”, per avere molti esempi di comportamenti che segnalano precocemente le future azioni di un violentatore, i segni premonitori quando va a caccia online).

Il grooming che cerchiamo di combattere, quindi, non è unicamente quello che ha lo scopo di abusare sessualmente dei bambini.

Una volta che abbiamo abbandonato questa idea, diventa più facile valutare se i nonni affetti da disturbo narcisistico agiscono in questo modo e cosa fare a riguardo.

Il grooming segue una serie di passaggi che consentono alla persona psicologicamente abusante di conquistarsi la fiducia e gli affetti di qualcuno per controllarlo, a posteriori, una volta che l’abbiano ottenuta.

Ecco una breve descrizione dei comportamenti tipici:

FASE 1: SCELGONO UN ASPETTO DEL BAMBINO “DA LAVORARE”: ridimensionano le vulnerabilità del bambino. Potrebbe essere un bisogno emotivo, la mancanza di fiducia in lui stesso, l’isolamento sociale, la distrazione dei genitori, i problemi finanziari della famiglia, ecc.

FASE 2: GUADAGNANO LA SUA FIDUCIA – La fiducia che nasce da un comportamento superficiale appare molto piacevole, e questo è un bel problema. Può comportare l’offerta di consigli e comprensione, l’acquisto di regali, l’attenzione verso il bambino, l’uso della posizione professionale o della reputazione per impressionarlo, dei viaggi, gite o vacanze.

Ma questo è il normale comportamento che si aspetta dai nonni, vero? L’aspetto dannoso del grooming non è la fiducia ma l’intenzione dietro a tutta questa attenzione e ciò che avviene dopo, ovvero, la prossima mossa: dividere il bambino e conquistarlo in segreto. Una volta che la nonna/il nonno disturbati hanno ottenuto l’intera fiducia del bambino, quando il piccolo passa a vedere quel nonno/quella nonna come una persona amichevole che “fa cose carine per lui”, la fase successiva prende il via. LA PERSONA CHE METTE IN ATTO IL GROOMING DEVE ESERCITARE IL CONTROLLO SUL BAMBINO E, PER FARLO, USA L’ISOLAMENTO, I SEGRETI, LA DIPENDENZA, LA COLPA E LA PAURA.

FASE 3: COLMANO UN BISOGNO: chi abusa emotivamente è molto bravo a individuare il tallone d’Achille di un bersaglio. Questa fase inizia quando la loro influenza passa ad essere esercitata alle spalle dei genitori:

  1. Hai un nuovo fratellino? Non importa, la nonna è qui.
  2. La mamma e il papà non ti hanno fatto un regalo di Natale tanto bello? Eccone uno, che ho comprato prima.
  3. Nessuno con cui parlare? Nessuno ti capisce come me!

Il messaggio sottile è “Posso nutrirti in un modo che i tuoi genitori non possono fare: appoggiati a me”.

Potrebbero rovinare un bambino mettendolo al di sopra dei propri fratelli e cugini e dicendogli il quanto è speciale per nonna/nonno. Insieme a questo speciale livello di attenzione è l’altrettanto sottile l’imposizione di un debito contratto dal bambino nei confronti di questa nonna o di questo nonno.

FASE 4: ISOLANO IL BAMBINO – Ad esempio: la nonna vuole fare da babysitter, visitarlo sempre, andare in vacanza assieme, fare gite di un giorno, eccedere con le telefonate, sempre cercando di avere altri accessi al bambino a prescindere dal resto della famiglia. I genitori possono autorizzarla ad agire così se, tanto per dirne alcuni dei casi più comuni, la nonna sta insegnando il bambino a suonare il pianoforte, lo porta spesso a giocare a pallone, paga le lezioni di danza, oppure viene incaricata di portare il bambino a scuola. I genitori sono grati dell’opportunità che dà al bambino di fare qualcosa che gli piace. Una famiglia con un nuovo bambino, diversi bambini o un bambino con bisogni speciali apprezzerà molto la disponibilità di una nonna alla mano, una che prende con sé uno o più bambini per un po’ di tempo. La sensazione che le attenzioni potrebbero essere un po’ eccessive vengono spesso ignorate dai genitori.

FASE 5: L’ABUSO PSICOLOGICOSi tratta di un vero incesto emotivo in cui il bambino viene usato dalla nonna o dal nonno come un sostituto adulto: la bambina ascolta i problemi della nonna, le sue lamentele, le sue opinioni su tutti e su tutto, così da essere il suo pubblico obbediente. Può darsi che la sottrazione dell’affetto del bambino dai genitori e l’opportunità di rimproverarli davanti al bambino sia l’obiettivo, come una sorta di punizione nei confronti dei suoi genitori. Può darsi anche che il nipotino provochi un conflitto nella percezione dello stato narcisistico di questi nonni, portandoli a voler diventare i veri genitori del nuovo arrivato, pur di rinnegare un ruolo marginale: riguarda il controllo e il mantenimento della posizione di capi assoluti della famiglia. Un narcisista conosce un’infinità di metodi di sfruttamento di persone più deboli e facilmente manipolabili a suo esclusivo vantaggio. Tutto si riduce a soddisfare i bisogni del nonno o della nonna in questione: ciò che è giusto per il bambino non conta.

FASE 6: MANTENGONO IL CONTROLLO SUL BAMBINO – Capita quando la nonna/il nonno inizia a dire al nipote il quanto sono cattivi/crudeli/offensivi/irragionevoli i suoi genitori, inducendo il piccolo a fare da portavoce alle loro lamentele. È così che fanno sapere ai propri figli/generi o nuore di avere il totale controllo sul nipote. Il bambino si ritrova sotto pressione per comprare la visione di mondo trasmessa dai suoi nonni disturbati. Se questo bambino ha rivelato alcuni segreti alla nonna, essi possono essere usati come un’arma contro i suoi genitori. La nonna/il nonno possono mentire affinché il bambino dubiti dell’amore dei genitori. Potrebbero anche appioppare dei sensi di colpa in lui, dando a intendere di non avere nessun altro e che, se il bambino non ripaga con la sua presenza codeste attenzioni, rimarranno soli al mondo e sprovvisti d’alcun affetto. Possono arrivare ad accusare il bambino di ingratitudine per l’eccesso di attenzioni che, in primo luogo, non ha mai chiesto. Una nonna narcisista, ad esempio, userà la stessa identica manipolazione usata per controllare il vostro partner sul vostro bambino.

Ora che abbiamo appreso queste dinamiche, riflettiamo sul loro effetto sul bambino e come possiamo reagire per contrastarle.

Vi pregherei di non sentirvi impotenti, perché rendervi inermi fa parte del loro gioco. I manipolatori “lavorano” per impietrire e bloccare le loro prede. Non restate fermi: I GENITORI SIETE VOI E AVETE UN ENORME POTERE INUTILIZZATO.

Il loro potere è NULLA se paragonato al vostro. Un nonno narcisista non ha nulla da offrire a vostro figlio che non potete dare in modo consistente.

I narcisisti sono in bancarotta emotiva, la loro cassaforte è vuota, contiene solo false promesse e trucchi materiali, ma niente di sostanzioso da donare.

Il vostro obiettivo deve essere quello di districare il vostro figlio dalla loro rete prima che si renda conto di essere stato manipolato soltanto anni dopo, quando sarà intrinsecamente ferito anche a causa della vostra inerzia. La cosa più dannosa che potete fare in questa situazione è “nulla”, perché così facendo state tradendo vostro figlio. Dovete proteggere il vostro bambino dalle ferite causate da un narcisista emotivamente e psicologicamente pericoloso.

Anche quando il bambino grida, piange, supplica, implora, vi incolpa e vi odia a breve termine dovete capire che è stato sottoposto al lavaggio del cervello e che ha bisogno di voi per comprendere cosa sta veramente succedendo. È di questo che parleremo nel prossimo articolo.

15 pensieri su “I danni psicologici prodotti da nonni narcisisti: il grooming parentale, parte I

  1. L’unica cosa da non fare è non fare NULLA. Posso testimoniare che è proprio così, i nonni che sabotano le interazioni genitore-figlio con l’intento maligno di trarne qualcosa per se stessi tolgono autorevolezza al genitore stesso e condizionano il nipote come e quanto un genitore tossico.

    Ho un amico che per salvarsi dalla partner n.p., con cui ha una figlia di tre anni, ha finalmente rotto con lei ma dovendo lavorare su turni assurdi e non avendo grosse possibilità economiche, deve per forza appoggiarsi ai suoi genitori quando la piccola non va all’asilo, e sono continue scenate contro di lui e la bambina. Lui sa che sua madre altro scopo non ha che mettergli la piccola contro, complottando addirittura con la ex alle sue spalle. Io cerco di fargli notare come questa situazione è tanto deleteria quanto quella da cui è fuggito, ma ancora non ha capito (o non ne ha le forze, la determinazione necessaria) che piano piano deve perseguire l’obbiettivo di andarsene da quella casa malata. Ci arriverà.

    Io per mio conto, sto facendo i passi necessari per limitare al massimo le interazioni di mia figlia (11 anni e mezzo) con mia madre: ho appena trovato un piccolissimo appartamento con cui stare in città io e lei sole, vicino a scuola per permetterle di uscire dai conflitti familiari e iniziare a guadagnarsi i primi spazi di autonomia secondo criteri che giudico validi io per lei nel mio ruolo materno per le ragioni giuste (= cosa reputo meglio per lei), e non da altri per le ragioni sbagliate (= cosa reputano meglio per loro stessi a scapito della ragazza).

    Grazie per questo articolo Claudelia, attendo entusiasta il proseguio. Entusiasta per una chiarezza di intenti e movimenti, pensieri e azioni che mai ho avuto prima. Sono certa di andare verso la direzione giusta. Spero che il resto gradualmente verrà.

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    1. Cara Lucia, indubbiamente essere sullo stesso tetto della nonna produce nella testa della piccola una confusione su quale ruolo valga di più in termini di dovere di ubbidienza. Se la nonna dice “A” e tu “B”, la bambina tenderà a rispettare il volere della nonna perché la casa è sua, perché è anziana, perché teme di essere maltrattata come te, perché è molto più piacevole spalleggiare chi ha più potere, ecc. Il fatto che tuo padre abbia offerto un aiuto concreto è lodevole, significa che si è perfettamente reso conto del problema e quindi vuole aiutarti a depotenziare tua madre. Non so quanti anni ha, ma penso che probabilmente il clima generato dall’atmosfera conflittuale stia facendo male anche a lui. Afferra al volo questa opportunità prima che tua madre lo convinca che la tua dipendenza da loro è cosa buona e giusta! Un abbraccio a voi.

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  2. proprio per questo sto andando contro la mia convinzione che i nonni siano in diritto di vedere i nipoti e cje i nipoti debbano x forza frequentarli.la mia nn lo farà. mia figlia va tenuta lontana da mia madre una madre che ha solo cercato di far crollare la figlia appena partorito con insulti offese denigrazioni stalking al lavoro e chi più ne ha più ne metta…. che oggi ha cambiato strategia non insultarlo più apertamente ma sto valutando sottilmente facendo allusioni e soprattutto iniziando la campagna diffamatoria dicendo che sono io quella che ha problemi psicologici…. mia nonna Fece uguale con me contro mia madre Solo che purtroppo mia madre non è diventata empatica eccetera eccetera ma è diventata a sua volta narcisista patologica

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  3. Sono separata, e mia madre vive con me dal anno 2000, ha visto nascere i due miei figli in qui in qui la femmina minorenne e attaccata alla nonna quando la nonna non la mai portata in giro E a comportarsi come nonna poi ho figlio maschio che è maggiorenne ed è maleducato come suo padre mi manca di rispetto molte volte. Mentre mi dice delle 0arolace contro di me la nonna anzi di correggerlo lo mette contro di me. Sono disperata non so cosa devo fare.

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    1. Cara Migena,
      credo che tu abbia bisogno di diventare più assertiva con tua madre, il tuo ex e i tuoi figli…
      Lasciati scivolare addosso le offese, non ascoltare se ti parlano con toni offensivi, in ogni situazione parla poco, non cambiare idea, non rispondere mai a tono e soprattutto fai cose per te… quante più puoi… se ti fanno arrabbiare o non ti ascoltano, ripeti una seconda volta quello che vuoi che facciano e poi vai a fare quello che è giusto per te… fosse pure una maschera viso o un impacco ai capelli o una passeggiata… lasciali lì. Non sei il loro bidone dei rifiuti e solo dando a noi stesse l’amore che meritiamo riusciamo a sentirci abbastanza serene da pretendere felicità e rispetto dagli altri… dai il buon esempio e spera che tutti ti seguano…
      Se senti che la situazione è troppo difficile da affrontare da sola c’è il consultorio familiare… chiedi aiuto a chi può capire la situazione che stai vivendo e capire come gestirla al meglio.
      Buona fortuna!

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  4. Buongiorno,
    Tutto quello che ho letto purtroppo lo riconosco nella mia situazione nella quale i suoceri hanno manipolato i miei figli contro di me e mio marito sta usando quello che dicono i bambini (colpa mia dei litigi con i nonni, loro vogliono stare dai nonni etc) per ottenere l’affido esclusivo e poi lasciarli sempre dai nonni. Non so come difendermi, riconquistare i miei bambini e avere il sostegno di avvocati e psicologi ben preparati in queste situazioni. I nonni sono persone molto abili a manipolare e ben in vista con alte cariche in associazioni di volontariato per cui sembrano persone di cuore e volonterose ma in realtà sono perfidi.

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  5. Ciao Manuela, non credo proprio che sia così facile per un padre ottenere l’affido esclusivo dei figli. Dovrebbe dimostrare tue gravi mancanze, che so instabilità psichica, ricordo a sostanze, maltrattamenti…
    Quanti anni hanno i bambini? E non capisco se sei già separata.

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  6. cara Manuela, da ciò che scrivi è difficile capire che suggerimenti darti. Ad esempio, io mi sono rivolta ad un centro antiviolenza. E pur non proseguendo poi con una denuncia di fatto, mi hanno dato supporto alla grande. Colloqui con psicologa e con avvocato. Poi con l’avvocato ho proseguito privatamente, richiedendo una separazione consensuale. Ma è stato utilissimo per capire come muovermi, le varie possibilità.
    Dipende in che situazione sei.

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    1. 5 e 7 anni… i nonni ed il padre li lavorano ai fianchi… tornano sempre arrabbiati e con una gran quantità di segreti da non rivelare… e con polemiche adolescenziali che partono con “perché tu…”, ma il subbuglio dura sempre meno… siamo passati da una settima ad un giorno…
      Ho optato per la sincerità ad ogni costo… cresceranno prima, forse, ma almeno sapranno che se vengono da me sapranno quello che so, potranno raccontare quello che sanno, capiranno che devono accettarsi per quello che sono…
      “No, io non ti accompagno dai nonni, perché ho il diritto di non litigare più con loro… e loro hanno il diritto di essere e pensare quello che vogliono… nessuno vi vieta però di vederli ogni qual volta vostro padre vuole organizzarsi per farlo…avete il diritto di chiedere a lui.”
      Non essere più obbligata a interagire con loro e subire i loro comportamenti, attegiamenti, frasi irrispettose, aiuta a mantenersi più lucide e serene…
      La scorsa estate avevo il terrore che volessero portarmi via i bambini… ero troppo sottosopra, aggredita da loro e dal figlio… colpevolizzata… stanca…
      Ora so che non vorrebbero mai né loro né lui l’impegno esclusivo… ma solo che io torni accondiscendente e mansueta… per poter contare su di me, quando i bambini “servono” alla loro immagine di “belle persone”…
      Quindi prendi le distanze, vai in un centro antiviolenza e racconta la tua storia…
      Appena sarai più serena tutto con i tuoi figli andrà a posto…

      Un abbraccio…

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  7. Ottimo, Francesca, è proprio una bella strada quella che stai tracciando per i tuoi figli.
    Dal canto mio, sono sollevata dal non avere dinamiche da gestire con i nonni. Resta solo la nonna paterna, che vive molto lontano, e vedremo come deciderà di comportarsi.
    Io sono comunque piuttosto sottosopra in questo momento e molto vulnerabile ad ogni attacco rivolto a criticare la mia capacità di essere una buona madre. Cosa che ovviamente suo padre non mi risparmia da bravo manipolatore.
    Tutto è in trasformazione, ci sarà la sua uscita concordata di casa fra due mesi (e mi aspetto problemi, fuoco e fiamme), io vorrei cambiare casa, dovrò valutare se cercare un altro lavoro… ce n’è abbastanza da essere frastornata e destabilizzata.
    Il figlio cresce velocissimo come un fungo e sta uscendo dalla mia sfera di controllo sempre più, ormai adolescente e voglio solo sperare di mantenere un buon equilibrio in tutto questo marasma.
    A volte rimpiango di non essere riuscita a prendere questa decisione quando lui era ancora piccolo.

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    1. Il mio continua le accuse di pessima madre, incapace di fare il bene per loro, incapace di andare oltre il mio orgoglio… ogni volta che gli nego il mio aiuto…

      Non credo ci sia un buon momento per lasciarli.
      Non hanno rispetto. Non si vergognano mai. Non si riconoscono limiti…
      Hanno un unico obiettivo: parassitare…e quando capiscono di non poter più approfittare di te, fanno di tutto per svuotarti in modo che non ci sia più nulla per nessuno…

      Se un adolescente è più reattivo, è anche più riflessivo… è figlio anche tuo, ti stupirà… ma stai attenta a te…

      Ogni mattina mi ripeto “affronta un problema alla volta”… di priorità in priorità magari qualche problema si risolverà da solo… poi spesso lo sconforto prende il sopravvento…

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