I danni psicologici prodotti da nonni narcisisti: strategie di contrasto del grooming parentale, parte II

Fonte: https://narcissisticmil.wordpress.com/2015/07/24/grandparent-grooming-2-how-to-fight-it/
Trad. C. Lemes Dias

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Se avete dei problemi con una nonna narcisista che si mette subdolamente di traverso per quanto riguarda l’affetto che il vostro figlio prova per voi, non cercate soltanto di capire com’è potuto succedere, ma cosa potete fare per contrastare una tale situazione. La lotta inizia non quando puntate il dito sulla suocera/madre impicciona, ma quando date un’occhiata alla atmosfera diffusa da lei attorno al bambino, quando osservate la famiglia nel suo insieme. Cosa ha fatto sì che ciò si verificasse? Se volete depotenziare per sempre il potere che ha sul vostro figlio dovete affrontare la cosa.

Quindi, cos’è successo per creare questa situazione di grooming tra la nonna/il nonno disturbato e vostro figlio? Ho trovato questo frammento sulla bacheca online di un gruppo di auto aiuto per persone affette da Disturbo Post Traumatico da Stress derivato da abusi del genere. Chi l’ha scritto si riferiva a un episodio dell’Oprah Winfrey Show in cui la presentatrice parlava con i responsabili di un programma di recupero per bambini vittime di grooming:

L’artefice del grooming identifica quelli facilmente accalappiabili come persone che si fidano ciecamente, che danno subito, e quindi non avvertono il bisogno di investire più di tanto per guadagnarsi la loro fiducia (come fa ogni bambino piccolo naturalmente/salubremente) oppure identificano persone che ragionano sulla base di modelli discutibili del tipo “fino a che punto un individuo è responsabile del proprio comportamento?”(…) I molestatori affermano di riconoscere come molestabili i bambini appartenenti a famiglie nelle quali la negazione è la scelta principale usata per risolvere i problemi. La negazione del problema fa intravedere un tipo di abbandono che rende il bambino particolarmente vulnerabile ai loro abusi.

Giusto per chiarire i punti principali:

  1. Le vittime si fidano facilmente (non sono in grado di individuare e segnalare i comportamenti inaffidabili o molesti nelle persone);
  2. Sono state esposte a persone che non sono mai state obbligate ad assumersi la responsabilità delle loro azioni;
  3. La loro famiglia adopera un modello di negazione dei problemi, in cui nulla viene discusso apertamente.

QUESTA TRIADE DI CARATTERISTICHE CHE AUMENTANO LA VULNERABILITÀ DEL BAMBINO AL GROOMING E ALL’ABUSO TROVA RISCONTRO IN TUTTE LE FAMIGLIE CAPEGGIATE DA NARCISISTI. Persino i figli adulti dei narcisisti stentano ad identificare i comportamenti malsani degli altri. Se abbiamo avuto una madre narcisista la bussola interna che permette ad ognuno di noi di valutare l’adeguatezza di un comportamento è stata sconquazzata, di modo che il figlio adulto di una persona affetta da DNP vedrà un comportamento abusivo e inaffidabile come normale. Sono figli cresciuti senza quei campanelli d’allarme che risuonano in faccia allo stesso modo di un adulto allevato da una mamma sana. Figli che possono tramandare una clemenza innaturale ai loro figli.

Se papà o mamma accettano che nonna sia maleducata, odiosa e piena di esigenze, i bambini cresceranno pensando che il suo comportamento è normale, senza avvertire i segni premonitori di una relazione malsana in agguato. Il che porta alla condizione n. 1:

1: I BAMBINI SONO VULNERABILI AL GROOMING QUANDO NON RICONOSCONO UN COMPORTAMENTO MALEVOLO/MOLESTO/CONTROLLANTE/MANIPOLATORE.

Tutti i narcisisti si rifiutano di assumersi la responsabilità delle loro azioni e tutti, senza eccezione, incolpano gli altri. Questo accade perché il loro modello mentale non può comprendere la possibilità che siano in difetto. Se agiscono male è sempre perché qualcuno li ha fatti stare male, non è mai colpa loro. Se mamma o papà non contestano questa logica o altre ancora peggiori, il bambino riproduce questo comportamento dentro casa perché non avrà la minima idea di quando le persone sono responsabili delle loro azioni (cioè sempre!). Penseranno, invece, che un cattivo comportamento possa essere scusato e spiegato strada facendo e che qualcun altro l’ha provocato, di modo che arrivano alla condizione n. 2

2: I BAMBINI SONO VULNERABILI AL GROOMING QUANDO POSSONO ESSERE PERSUASI DI AVER CAUSATO O INCORAGGIATO IL COMPORTAMENTO DI UN ADULTO ASSOLUTAMENTE INCAPACE DI ASSUMERSI OGNI SORTA DI RESPONSABILITÀ.

Qui subentra la forza della negazione nelle famiglie narcisiste di cui ho parlato nella prima parte dell’articolo. Negare che la nonna abbia un problema è molto comune nelle famiglie narcisiste. Rifiutarsi di mettere in discussione o segnalare il suo comportamento è negazione, accettare la SUA interpretazione dei fatti e schierarsi dalla sua parte pure, perché significa non prendere in considerazione il suo modo di comportarsi come nocivo alle persone. Rifiutarsi di considerare che tale negazione sia una danno è ugualmente tossico. LA NEGAZIONE È DISTRUTTIVA PERCHÉ SENZA DI ESSA L’OPERATO NOCIVO DELLA NONNA SAREBBE STRONCATO ALLA NASCITA. Se tutti vedono il suo comportamento per quello che è e ne parlano, viene accertato che un danno è stato causato. Se questa nonna (oppure nonno) viene resa(o) pienamente responsabile, essa (o) perde completamente il potere conquistato sul minore.

Quindi, infine, la terza condizione per il grooming viene pienamente soddisfatta nella famiglia narcisista quando i bambini,

3: VIVONO IN UNA FAMIGLIA IN CUI UN COMPORTAMENTO ANOMALO E SCORRETTO NON È RICONOSCIUTO: TUTTI CONTINUANO A COMPORTARSI COME SE NIENTE FOSSE E NESSUNO NE PARLA.

Afferrare le tre condizioni che rendono un bambino vulnerabile a questa manipolazione è la chiave per prevenire e annullare gli effetti del grooming:

1) insegnate al bambino che la fiducia viene guadagnata sulla base di un comportamento attendibile (vale a dire SENZA metterci di mezzo il controllo, i segreti, le minacce, la manipolazione, ecc.) 2) insegnate al bambino che ognuno è responsabile delle proprie azioni (nessuno “fa” fare o sentire a qualcun altro) 3) avvertitelo che nella famiglia la legge in vigore è la negazione dei comportamenti disfunzionali del nonno/della nonna (nessuno ne parla e nemmeno lo ammette).

Quando questo chiarimento viene fatto, un nonno non riesce a tessere la sua rete attorno a al bambino: tutto viene apertamente discusso, un comportamento sano viene spiegato e dimostrato affinché le azioni malsane dei nonni diventino sempre più ovvie anche a un bambino piccolo.

AFFRONTANDO LA TRIADE DELLA VULNERABILITÀ AL GROOMING

Il meccanismo che porta i bambini piccoli a fidarsi automaticamente degli altri sta nella mancanza di una teoria completa della mente. I bambini proiettano all’esterno, sugli altri, le motivazioni e le interpretazioni che sentono dentro: credono che tutti siano come loro. Quindi, siccome non sono nemmeno in grado di pensare ad agire in modo subdolo o egoista, non sono altrettanto in grado di concepire la malizia negli altri. Non accaso, i bambini iniziano a manipolare i loro genitori nell’esatto momento in cui sviluppano la capacità cognitiva di vedere gli altri e i loro sentimenti come separati. UN NONNO NARCISISTA, PURTROPPO, SI È FERMATO IN QUESTA TAPPA! Un bambino non può comprendere appieno quanto possa essere manipolatoria e subdola una persona fino all’età adolescenziale.

 

COME LAVORARE SULLO SVILUPPO DELLA FIDUCIA NATURALE E SANA DEL BAMBINO VERSO GLI ALTRI?

Ci sono libri che potete acquistare (su Amazon, ecc.) che parlano della possibilità che gli altri non abbiano sempre buone intenzioni: “Not Everyone is Nice: Helping Children Learn Caution With Strangers[1] di Frederick Alimonti e Ann Tedesco è un buon esempio. Il bambino del libro viene adescato da uno sconosciuto che gli offre dei dolci e un passaggio a casa. Mentre lo sta portando via la mamma vede la scena e interviene appena in tempo. Dopodiché, la famiglia torna a casa e sfoglia un libro con immagini di animali. Gli adulti raccontano come alcune creature sembrano belle, ma sono pericolose o velenose, così come alcune persone possono sembrare carine e gentili senza veramente esserlo. Questo è il vostro punto di partenza. Se sospettate che il nonno o la nonna abbia fatto certe cose, come spargere un pettegolezzo e poi chiedere segretezza al bambino, portate l’episodio nella conversazione come esempio di cose da non fare, ma senza nominarli. Cosa ne pensa il bambino? Pensa che sia carino agire così? È affidabile una persona che fa questo gioco? Cercate di focalizzare l’attenzione del piccolo sulle differenze tra fare qualcosa di veramente bello e fare qualcosa di carino per vincere l’affetto di qualcuno. Discutete di questo. I bambini capiranno meglio se usate esempi che coinvolgono i loro amichetti. Un bambino che si comporta male può farsi tanti amici distribuendo loro dei dolci? Può una ragazza comportarsi in modo amichevole nei confronti di qualcuno, ma poi iniziare a seminare zizzania, tagliando fuori i vecchi amici di questo “qualcuno”? E se i nuovi vicini che vi invitassero sempre a bere una birra con loro per rendersi simpatici… ma solo per prendere in prestito il vostro tagliaerba ogniqualvolta ne avessero bisogno? E cosa dire se i cuginetti oppure le zie cercassero di conquistarsi degli alleati di guerra per difendere un loro punto di vista distribuendo gentilezze?

Fatte sempre esempi concreti: i bambini hanno bisogno di vedere che chiunque può comportarsi in modo scorretto a prescindere della situazione. Chiarite di essere preoccupati che questo possa accadere nella vostra famiglia. Può darsi che la nonna affetta da DNP non stia cercando di dividere e conquistare vostro figlio ma, essendo eccessivamente invischiata con lui, la conversazione deve girare attorno a cosa significa avere un rapporto sano con i nonni.

Le fiabe tradizionali dei fratelli Grimm o Hans Christian Anderson forniscono ampi esempi di decisioni sbagliate di genitori e nonni che aiutano a iniziare una conversazione. Ad esempio, in Hansel e Gretel una vecchia signora apparentemente gentile salva i bambini dal padre debole e dalla cattiva matrigna. Ma lei ha un piano malvagio: vuole mangiarli. I bambini sono intelligenti, lo individuano e fuggono; il padre ricostruisce il suo rapporto con loro. Sembra molto simile a una nonna narcisista che seduce e compra l’affetto dei nipotini, vero? Storie di questo tipo possono essere molto utili per iniziare una conversazione su chi è responsabile di cosa. Il padre debole è responsabile di aver lasciato i bambini nella foresta o è stata la sua nuova moglie a “farglielo” fare? I bambini meritavano di essere mangiati per aver deriso qualcuno della casa di marzapane? Insegnare la responsabilità ai bambini va ben oltre la discussione sulle fiabe e sul loro rapporto con la nonna. La chiara ripartizione delle responsabilità deve essere presente in tutti gli ambiti della loro vita. È molto facile dire “Piccolo Johnny, smettila di infastidire tuo fratello, se ti picchierà sarà colpa tua!”. Anch’io sono stato lì, anch’io ho detto questo. Il punto è: è sbagliato. Nessuno sta costringendo il piccolo Johnny a picchiare suo fratello, perché suo fratello può sempre andarsene. La responsabilità sulle proprie azioni deve essere definita ogni giorno in famiglia. Papà non può accusare i bambini di farlo perdere la pazienza. È così facile cadere in quel modo di parlare, specialmente in una famiglia con un narcisista sul groppone. State in guardia per questo genere di cose e correggetevi quando avvertite di farlo. CORREGGETEVI ANCHE DI FRONTE AI BAMBINI, SE NECESSARIO, E SEGUIRANNO IL VOSTRO ESEMPIO.

Un altro libro utile è “The Huge Bag of Worries[2]” di Virginia Ironside. In questo libro una gentile signora aiuta una ragazza a mettere tutte le preoccupazioni che sente di avere in una borsa enorme, che poi trascina su e giù. Il comportamento della nonna e le vostre reazioni ad esso potrebbero causare problemi al vostro bambino, ma potete sempre discuterne. È possibile giocare a costruire pacchetti di carte con facce e personaggi che manifestano sentimenti diversi, così da portare i vostri figli a parlare di come si sentono in svariate situazioni. Se vostro figlio è sconvolto perché ha smesso di frequentare assiduamente la nonna, potete lavorare sui suoi sentimenti attraverso una conversazione in cui chiedete e ascoltate perché si sente in quel modo. Come si sente, perché lo sente? Cosa fa la nonna per farlo stare bene? Si preoccupa per la nonna e, se così è, perché? Come si sente riguardo alla decisione di mamma e papà, perché? Pensano che mamma e papà siano stati/sono cattivi con la nonna?

Una volta che il bambino è stato ascoltato e avete posto domande che indagano su ciò che sta succedendo con la nonna/il nonno, dovete spiegare cosa state facendo, stabilendo nuove regole di base sul contatto con la narcisista/il narcisista. Spiegare ai vostri figli è rispettarli, vi aiuterà a sanare la divisione creata dagli eventuali nonni disturbati. Non dovete spiegare alcunché al narcisista. Non dovete nemmeno cercare l’accordo del bambino. I bambini si sentono più sicuri quando gli adulti che si occupano di loro hanno aspettative ferme ed eque che vengono rafforzate ragionevolmente. VOI SIETE LA LORO ROCCIA. Un genitore indeciso e debole che si tira indietro o si allontana dall’impostare regole e aspettative abbandona i suoi figli, poiché lascia campo libero ad una persona più forte, che interviene e prende il sopravvento; appunto, un nonno o una nonna narcisisti.

PER SPIEGARE COSA STATE FACENDO E PERCHÉ, DOVETE SPIEGARE CHE LA LORO NONNA NON SI COMPORTA NORMALMENTE. CIÒ ELIMINA L’ULTIMO LIVELLO DI VULNERABILITÀ, LA NEGAZIONE DEL PROBLEMA. Cosa potete dire? Potete spiegare che alcune persone sono state trattate male da bambine, che non crescono come gli altri e, di conseguenza, non sanno come essere comprensivi e gentili. Non sembrano diversi all’esterno ma all’interno pensano in modo molto differente e lo dimostrano con le loro azioni: trattano le persone come dei giocattoli. Possono essere molto attenti e affettuosi come un bambino con un giocattolo nuovo di zecca che custodisce gelosamente, ma questo non è amore, è solo l’eccitazione di avere qualcosa con cui giocare. Non chiedono al giocattolo cosa vuole perché i giocattoli non possono pensare. Non chiedono né si preoccupano molto di ciò che vogliono gli altri, perché non credono che le persone abbiano dei sentimenti o pensieri validi. Proprio come un bambino viziato si stanca dei giocattoli e li getta via, queste persone finiranno per usare e ferire gravemente chiunque si fidi di loro. La nonna ha questo problema. Aggiungete che la vostra intenzione è quella di tenerlo al sicuro da eventuali ferite in futuro. Anche se la nonna sembra divertente ora, in passato ha ferito molte persone (fornite esempi). Non è il caso di fidarsi ciecamente, ma di mantenere una certa distanza, magari della lunghezza di un braccio (descrivete il contatto basso, il medio o qualsiasi altra misura vi aiuti a mantenere la distanza).

DOVETE PROTEGGERE IL BAMBINO FINCHÉ NON SARÀ ABBASTANZA GRANDE DA INDIVIDUARE IL COMPORTAMENTO TOSSICO E PROTEGGERSI DA SOLO.

Spiegate che la nonna sarà sempre così, che non cambierà e che parte del problema è la sua certezza di avere sempre ragione. Questo perché non è una persona sicura di sé, un po’ come la vecchia di Hansel e Gretel: vostro figlio non deve mangiare il pan di zenzero che offre.

Se il vostro coniuge non è d’accordo sul fatto che il comportamento della madre non è un gran problema, consigliatelo comunque. Potete perfettamente avere una visione diversa, trattandosi anche di un figlio VOSTRO.

La vostra prima responsabilità riguarda la sicurezza dei vostri figli, il non sostenere la visione del mondo distorta della famiglia dei vostri coniugi. È difficile, lo so. La lealtà divisa è orribile e conflittuale. Il vostro coniuge non vede chiaramente la situazione e non desiderate ferirlo o causare conflitti, tuttavia si tratta di un’opportunità per lavorare sulla responsabilità. Il vostro coniuge non può togliervi la parola su questo. Potete scegliere di non farlo.

Se siete preoccupati che i vostri figli siano sottoposti a lavaggio del cervello da parte di qualche nonno narcisista, agire è un vostro dovere.

HANSEL E GRETEL NON SAREBBERO FINITI NELLA CASETTA DELLA STREGA CATTIVA SE I LORO GENITORI NON LI AVESSERO ABBANDONATI SOLI NELLA FORESTA, IN PRIMO LUOGO. NON SIATE QUEL TIPO DI GENITORE.

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[1] https://www.ibs.it/not-everyone-is-nice-helping-libro-inglese-frederick-alimonti-ann-tedesco/e/9780882822334?inventoryId=52818696

[2] https://www.ibs.it/huge-bag-of-worries-libro-inglese-virginia-ironside/e/9780340903179?inventoryId=54530191

16 pensieri su “I danni psicologici prodotti da nonni narcisisti: strategie di contrasto del grooming parentale, parte II

  1. Buongiorno, ho letto questo articolo che descrive esattamente la situazione vissuta nella famiglia del mio compagno, padre di nostro figlio che ha 3 anni e mezzo. Un’intera famiglia preda delle manipolazioni di una nonna narcisista, che tiene tutti legati a sè con meccanismi di dipendenza affettiva, rafforzati da continue minacce e controllo. Per quasi due anni ho tentato di costruire rapporti civili con questa donna e con gli altri membri della famiglia che erano morbosamente attaccati all’idea di essere la “famiglia perfetta” per nostro figlio, ma purtroppo non ho retto una serie di comportamenti altamente scorretti della donna sia verso di me che verso suo figlio (il mio compagno) e verso il bambino: parlo di male parole rivolte a noi, a me o ai miei genitori (in presenza del bimbo), menzogne continue, minacce velate. siamo stati costretti a rompere i rapporti, soprattutto per la tutela del bambino, che questa donna reclama continuamente come “suo”, pretendendo di vederlo quotidianamente e di essere investita di un potere totale su di lui e su di noi. Al seguito di questa rottura marito di mia suocera e figlia di mia suocera (manipolata, come il marito) ci hanno tolto il saluto. Attualmente la suocera ci minaccia saltuariamente di rivolgersi ad un trobunale per poter vedere il nipote, e va in giro dicendo a tutti che noi, apposta, le abbiasmo tolto il diritto parentale di frequentare il nostro bambino. Sono molto angosciata, il mio bambino non mi chiede ancora nulla sulla famiglia paterna (non avendone ricordo), ma non so come potrò spiegare una situazione così grave e complessa, soprattutto se un domani dovessimo trovarci tutti invischiati in un procedimento legale per volere di mia suocera. Aggiungo che mi preoccupa molto che marito e figlia, manipolati da lei, siano così tanto conniventi e non facciano che confermare le tesi e i comportamenti di mia suocera. Grazie.

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      1. Cara Ofelia, sicuramente non puoi permettere che tuo figlio subisca gli effetti di personalità così disturbate, evidentemente capaci di soggiogare anche le persone che gli stanno vicine; quindi devi assolutamente trovare un modo di evitarlo, magari cercando di stabilire delle regole ferree a cui attenersi in incontri che dovranno svolgersi solo in tua presenza, se lo ritieni ancora fattibile; ma devi poi essere molto rigida nel rispetto di queste regole; altrimenti, se non è possibile nemmeno questo, l’unica è non frequentarle.
        Su come farlo capire a tuo figlio ancora così piccolo sinceramente non saprei come aiutarti, mi spiace.
        Avrei una curiosità, ma non sentirti in dovere di rispondere, non voglio farmi gli affari tuoi: che posizione ha il tuo compagno in tutto questo? Alla fine è la sua famiglia, e il legame affettivo c’è sempre e comunque. Ripeto, sono affari vostri, non rispondere se non vuoi. E’ che anche io ho vissuto, anche se in maniera un po’ diversa, tutte queste dinamiche legate alle famiglie di origine.
        Un abbraccio a te e al piccolo!

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  2. Il mio compagno non si pone il problema di cosa dire al piccolo, ma la rottura dei rapporti con i suoi è stata una sua decisione, in seguito ad una serie di tentativi falliti negli scorsi anni (incluso quello degli incontri stabiliti e in nostra presenza, ma non siamo riusciti a trovare un compromesso con i suoi familiari).

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  3. La questione del “legame affettivo” non mi è chiara avendo lui deciso, per poter vivere serenamente, la sospensione dei rapporti con i suoi familiari. Ha effettuato dei piccoli percorsi di psico terapia, tra cui uno condiviso con me, nel quale sono state toccate alcune tematiche, ma credo che gran parte del suo “bagaglio” personale in merito a queste relazioni familiari, sia ancora una cosa da affrontare.

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    1. In una situazione così di rottura è, per mia esperienza, necessario che certe decisioni siano prese in piena consapevolezza, e non sull’onda emotiva di uno scontro. Io proverei a coinvolgere di più il tuo compagno nella scelta di cosa dire o non dire a vostro figlio. Certo che per fare una cosa del genere uno deve essere risolto nei confronti del rapporto coi suoi genitori; quindi se ritieni che lui debba ancora affrontare questo “bagaglio”, forse è meglio che lo faccia.
      Ma qui, eventualmente, ci vuole un aiuto professionale, e questa è solo la mia personale idea, dovuta alla mia personale esperienza con le famiglie di origine.
      Probabilmente Claudileia potrà darti un consiglio anche di natura legale.
      Ciao e coraggio!

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      1. Gianni, proprio perché lei ben conosce questi casi, saprà che dall situazione di “scontro” non si esce mai, in quanto i momenti di silenzio sono solo anticamera dei successivi attacchi della nonna. La decisione di chiudere è giunta dopo un supporto professionale di mediazione e psicoterapia purtroppo non andati a buon fine. Tuttavia come lei sa, la “chiusura”è solo unilaterale, perché la nonna usa le varie tecniche da lei ben descritte in uk precedente articolo (incontri “casuali”, telefonate, messaggi ambigui, mail, presunti messaggi riconciliatori) che purtroppo poi regolarmente confluiscono in nuovi attacchi. Sulla condivisione della questione del bimbo ovviamente concordo.

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      2. Cara Ofelia, intanto ti prego di darmi del tu!
        Non sono un esperto, sono solo un utente di questo bellissimo blog, e il mio problema principale non sono le famiglie di origine ma mia moglie, una NP dalla quale non riesco a staccarmi.
        Tuttavia nella mia vita, nel mio matrimonio e da ultimo nel mio percorso psicoterapeutico ho affrontato vari problemi legati alla mia famiglia, in particolare mia madre, e negli ultimi due anni anche rispetto alla famiglia di mia moglie. In entrambi i casi si è posto il problema della relazione dei miei figli, per fortuna ormai grandi, con i nonni; ma la situazione non è minimamente paragonabile alla tua.
        L’unico consiglio che mi sento di darti è quello di chiedere al tuo compagno di gestire con te la situazione e soprattutto di risolvere il suo rapporto con la sua famiglia per poter poi gestire con la massima serenità e consapevolezza possibile una situazione oggettivamente molto delicata e pesante.
        Avanti!

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  4. Le faccio una domanda un po’ “tecnica”: per questo tipo di disturbi della personalità, qualora dovessimo arrivare a un contenzioso legale per la frequentazione del nipote, secondo lei, esiste una “diagnosi” e un modo “tecnico”, per dimostrare la nocività della frequentazione?

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  5. ciao ofelia. mi trovo nella tua stessa situazione ma con mia madre. mia fivlia ha 2 anni.e mia madre nn ci vede da quando è nata.da quando sono rimasta incinta sono diventata il capro espiatorio..continue pressioni per farmi fare quello che voleva..discussioni estenuanti..fino a che esasperati e col parto scaduto da 5 giorni l abbiamo cacciata di casa.continuava a seminare zizzania fra me e il mio compagno e ci ha snervati mentre aspettavo di partorire. ha continuato anche dopo la nascita di mia figlia e allora abbiamo deciso di tenerla fuori dalle nostre vite. ha continuato per mesi con minacce (anche di tribunali ma nn per vedere la bambina ma per farmela togliere ) poi un mese due di calma in cui chiedeva solo di lei e cercava di riaccalappiare me…poi di nuovo insulti offese minacce.io sono ferma nella mia convinzione che nn la vedrà mai fino a che mia figlia nn sarà grande abbastanza da decidere da sola e capire da sola.ma adesso la proteggo.io con mia nonna e mia madre nn sono stata protetta.sono entrata nei loro meccanismi (tsnto che mia madre mi accusa di essere diventata coke mia nonna che mi montava contro di lei) e ho sempre considerato mia madrr come vittima ma è covert…la finta vittima che vittimizza gli altri. e mi ha promesso che mia figlia mi odierà e me la farà pagare e io nn permettero mai a suoi comportamenti malsani di entrare nella nostra vita.bastano i danni che ha fatto a me.tieni tutti u msg e registra telefonate se ci sono.raccogli le testimonianze e mi raccomando nn reagire mai con offese e insulti le useranno contro di te.se mai dovesse andare per vie legali trova un avvicato esperto in narcisismo.leggi gli articoli.ravvisa i comportamenti e i motivi per i quali tieni tuo figlio lontano. l abuso verbale e psicologico valr tanto quando quello fisico.

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    1. ciao emela, in primo luogo mi dispiace molto per te, immagino la tua sofferenza. Per “fortuna” nel mio caso, NON è mia mamma (la quale anzi, è una madre meravigliosa e una nonna altrettanto), ma mia suocera. Per fortuna riesco e sono riuscita più facilmente, immagino, di te, a mettere in atto una certa distanza. Resta però la paura per quello che potrebbe dire/fare al bambino, soprattrutto quando sarà più grande. Anche lei da quando è nato mi minaccia, velatamente o meno, di mettermelo contro. Sì, ho tenuto tutti i messaggi, ma purtroppo il grosso dell’abiso psicologico da lei perpetrato è avvenuto senza testimoni, e inoltre lei ha dalla sua parte marito e figlia, manipolati totalmente da lei, che avvallano e confermano le sue teorie deliranti che la dipingono sempre come una vittima innocente di un mostro (che sarei io).

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      1. comunque, quello che mi preme tenere sempre a mente (e che spero sia, eventualmente, riconosciuto dal punto di vista legale), è questo: NON C’è LEGAME DI SANGUE o PARENTELA che possa giustificare il sottoporre i bambini (e sè stessi, ma i bambini ancor di più) a situazioni oggettivamente poco sane dal punto di vista psicologico (urla, scenate, musi, minacce, sparlare, eccetera). Questo NON è un’opinione, è un dato oggettivo

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  6. Salve, ho assoluto bisogno di aiuto, vi spiego in sintesi. Mi sto separando da un narcisista patologico dopo 31 anni di matrimonio , non vi dico quello che ho passato negli ultimi due anni, abusi di ogni tipo fisici e mentali ,ho due figli di 30 e 26 anni ,di cui il maggiore vive da solo nell’appartamento di proprietà di mia mamma e invece il piccolo, che ha assistito tutto il calvario, in questo momento abita nella casa coniugale anche perché il papa’ è andato a convivere con l’amica .Premetto che abbiamo vissuto in tutti questi anni in due appartamenti adiacenti con la nonna materna, anche lei NP delle più crudeli, con denunce diffamazioni e per ultimo, ma quello più importante, visto che ero in uno stato di totale sofferenza,tutta la famiglia NP è riuscita a soggiogare e a manipolarlo come avevano fatto con me.Sta di fatto che non risponde al telefono ai messaggi e ha rotto i ponti anche con la mia famiglia.Stesso discorso anche per il maggiore, anche se si limita a comportamenti civili con mia madre.
    Non so più come comportarmi con loro e questo mi reca molta sofferenza ma so anche che la mia presenza arrecherebbe a loro molto disagio vista tutta la situazione, loro sanno qual’e’ la verità è evidente ma non vogliono parteggiare per l’uno o l’altro. Mi rendo conto che sono stati educati non in una famiglia sana ,e questo è anche un mio sbaglio ,quindi fanno molta fatica a comprendere i veri valori della vita.
    Un abbraccio a tutti voi.

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