Quando i narcisisti vi vedono felici: la ferita della perdita del controllo

https://thenarcissisticlife.com/the-narcissist-out-of-control/
Autore: Alexander Burgemeester, neuro-psicologo (Università di Amsterdam), specializzato in Disturbi neuro degenerativi, Disturbi di Personalità e Disturbi Emotivi
Trad. C. Lemes Dias

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I narcisisti sentono un irresistibile bisogno di controllare le persone nel loro (o nell’altrui) ambiente; vogliono controllare il coniuge o partner, i colleghi, i parenti, gli amici e i vicini di casa. Questo perché la loro mente stessa è fuori controllo:  non avendo sviluppato un meccanismo di controllo interno avvertono il forte impulso di controllare esternamente le persone che frequentano.  Cercheranno di dominare ogni individuo e ogni gruppo con il quale interagiscono. L’ossessivo desiderio di controllo dei narcisisti non riguarda, in realtà, un controllo per il semplice piacere di controllare; si tratta essenzialmente di una difesa contro il rischio di ricevere una “ferita narcisistica” (un colpo all’ego o all’autostima).

Una componente importante del narcisismo si tratta proprio del riuscire ad avere il controllo sugli altri. Questo comportamento è spesso in reazione a un’infanzia completamente dominata da un genitore narcisista (o entrambi i genitori) – controllata in tutti gli aspetti della loro giovane vita, in cui non erano “autorizzati” a sviluppare alcun tipo di controllo su se stessi. La genitorialità sana implica permettere ai bambini di imparare in cosa consiste l’imposizione dei propri limiti, mentre la genitorialità narcisistica è caratterizzata da genitori che stabiliscono un controllo emotivo completo sulla loro prole.

IL NARCISISTA VIVE NELLA PAURA DI PERDERE IL CONTROLLO

Un/a narcisista vede altre persone nel suo ambiente – a casa, al lavoro, amici, parenti e vicini di casa – come estensioni di se stesso/a. Si vedono al centro del mondo: sono i controllori assoluti, gli idoli da adorare e ammirare, il che, (solo nella loro mente!) rende accettabile controllare e maltrattare chiunque. In questo senso, cercano continuamente di riorganizzare la vita degli “altri” per farli guardare solo verso la loro direzione e ammirarli. Esperti nel sapere come dovrebbero essere le cose e come dovrebbero comportarsi le persone, i narcisisti non riescono a fare a meno di CONTROLLARE la vita altrui.

Chi non agisce IMMEDIATAMENTE come desiderano diventa soggetto alle loro manipolazioni, minacce, coercizioni, sensi di colpa, raggiri, dominio o qualsiasi altro mezzo decidano di utilizzare.

I narcisisti hanno un bisogno ossessivo di controllare gli altri a causa della loro paura dell’abbandono. L’abbandono è l’ultima ferita narcisistica.

LA CONNESSIONE TRA NARCISISMO E CONTROLLO È MOLTO FORTE E RAPPRESENTA UNO DEGLI STRUMENTI DIAGNOSTICI USATI DAGLI PSICOLOGI PER DEFINIRE IL DISTURBO NARCISISTA DI PERSONALITA’ (DNP). Le persone affette da questo disturbo cercano di controllare gli altri per migliorare il loro senso di potere e diritto. Il narcisismo e la necessità di controllare riguardano la propria immagine di sé, così come la tendenza a svalutare gli altri serve per aumentare il proprio senso di autostima.

Il controllo degli altri riguarda anche la mancanza di empatia, una caratteristica comune nelle persone con DNP. I narcisisti di solito credono di meritare un riconoscimento speciale per il loro talento o intelligenza superiore, il che per loro significa il diritto di sfruttare, svilire e utilizzare gli altri.

Nelle relazioni intime, il narcisismo e il controllo potrebbero essere evidenziati nel tentativo dei narcisisti di determinare la scelta degli amici di un partner o di come una persona cara dovrebbe vestirsi. Un narcisista potrebbe diventare geloso o possessivo e ricorrere a comportamenti aggressivi per esercitare il controllo. Lui o lei potrebbero risentirsi per un partner che non focalizza l’attenzione costante sulla loro persona o si rassegna ad eseguire i desideri dettati da loro. Un narcisista sente di dover controllare i suoi “altri significativi” per avere una fonte stabile e affidabile di offerta narcisistica.

COSA SUCCEDE SE IL NARCISISTA PERDE IL CONTROLLO?

Quando perdono il controllo dell’altro e non riescono a trovare immediatamente altre fonti di rifornimento narcisistico, i narcisisti agiscono  come dei tossicodipendenti che non riescono a trovare alcun farmaco per coprire l’improvviso buco. Precipitano, allora,  in una crisi narcisistica: diventano più disperati e più compulsivi nel cercare la loro droga. Più falliscono, più ne escono feriti ed esprimono il loro tumulto emotivo recitando (non di rado la “rabbia narcisistica”).

Un narcisista può provocare il suo stesso abbandono (sminuendo, svalutando e persino scartando gli altri) a causa della sua paura. Ha tanta paura di perdere le sue fonti (e di essere inconsciamente ferito emotivamente) che preferirebbe “controllare”, “padroneggiare” o “dirigere” la situazione potenzialmente destabilizzante piuttosto che affrontare gli effetti avviati dall’altro significativo. La personalità del narcisista ha un basso livello di organizzazione. È precariamente equilibrato.

Essere abbandonati potrebbe causare una ferita narcisistica così grave che l’intero edificio potrebbe crollare. I narcisisti di solito intrattengono l’ideazione suicidaria in questi casi. MA, SE IL NARCISISTA HA PROVOCATO IL SUO STESSO ABBANDONO, SE HA DIRETTO LE SCENE, SE L’ABBANDONO È PERCEPITO DA LUI COME UN OBIETTIVO CHE SI È PREFISSATO DI RAGGIUNGERE, ALLORA POTRÀ E RIUSCIRÀ AD EVITARE TUTTE QUESTE CONSEGUENZE FASTIDIOSE.

NARCISISTI E ABBANDONO

I narcisisti sono terrorizzati di essere abbandonati eppure la loro soluzione è sconvolgente: facilitano l’abbandono. ASSICURANO di essere abbandonati. In questo modo assicurano il raggiungimento di due obiettivi:

(1) Farla finita con – I narcisisti hanno una soglia molto bassa di tolleranza all’incertezza e al disagio, emotivo o materiale: sono molto impazienti e “viziati”. Non possono ritardare la gratificazione o il destino imminente e devono aver tutto ORA, nel bene o nel male.

(2) Pilotando il temuto abbandono, i narcisisti possono mentire a loro stessi in modo persuasivo.:“Non mi ha abbandonato; sono io che l’ho abbandonata. Ho controllato la situazione. È stato tutto ideato da me”, col tempo, adottano questa “versione ufficiale” come verità. Potrebbero dire: “L’ho abbandonata emotivamente e sessualmente molto prima che partisse”.

I narcisisti odiano la felicità, la gioia e la vivacità – in breve, odiano la vita stessa. Le radici di questa bizzarra tendenza possono essere ricondotte a tre dinamiche psicologiche, che operano in contemporanea (è molto confuso essere narcisisti!):

In primo luogo c’è l’invidia patologica.

Il narcisista è costantemente invidioso di altre persone: i loro successi, le loro proprietà, il loro carattere, la loro istruzione, i loro figli, le loro idee, la loro capacità di sentire, il loro buon umore, il loro passato, il loro futuro, il loro presente, i loro coniugi, le loro amanti o fidanzate, la loro posizione …

Quasi TUTTO può essere l’innesco di un attacco di invidia acida e pungente. Un narcisista ha più ricordi delle sue esperienze invidiose che della felicità: attaccano le persone felici per le privazioni che hanno vissuto in passato.

Poi c’è la ferita narcisistica.

Un narcisista si considera il centro del mondo e della vita di chi lo circonda. È la fonte di tutte le emozioni, responsabile di tutti gli sviluppi – positivi e negativi allo stesso modo, l’asse, la causa principale, l’intermediario, il pilastro, per sempre indispensabile. È quindi un rimprovero amaro e tagliente a questa grandiosa fantasia vedere qualcun altro felice. Serve dolorosamente a illustrargli che è soltanto una delle tante cause, inneschi e catalizzatori. È sconvolgente per il suo Ego vedere che ci sono cose che accadono fuori dall’orbita del suo controllo.

I narcisisti usano “l’identificazione proiettiva”: si sentono male attraverso altre persone, i loro delegati. Inducono l’infelicità e l’oscurità negli altri per permettergli di provare la sofferenza che appartiene a loro. Inevitabilmente, attribuiscono la fonte di tale tristezza a loro stessi, ovvero, sarebbero loro la causa unica degli umori dell’altro – oppure la persona triste ha una “patologia”. “Sei costantemente depressa, dovresti davvero vedere un terapeuta” è una frase comune. UN/A NARCISISTA, NEL TENTATIVO DI MANTENERE LO STATO DEPRESSIVO FINO A QUANDO NON SERVE A SCOPI CATARTICI, SI SFORZA DI PERPETUARLO SEMINANDO RICORDI COSTANTI DELLA SUA ESISTENZA. ES: “SEMBRI TRISTE / DI CATTIVO UMORE / PALLIDA OGGI. C’È QUALCOSA CHE NON VA?”

Ultima, ma non meno importante, è la paura esagerata di perdere il controllo.

I narcisisti sentono di controllare il loro ambiente umano principalmente grazie alla manipolazione e principalmente con l’estorsione emotiva e la distorsione. Non è qualcosa di lontano dalla realtà. Loro sopprimono ogni segno di autonomia emotiva nell’altro.

Si sentiranno minacciati e sminuiti sempre che un partner avrà un’emozione stimolata non da loro o dalle loro azioni – direttamente o indirettamente.

CONTRASTARE LA FELICITÀ DI QUALCUN ALTRO È IL MODO DEL NARCISISTA DI RICORDARE A TUTTI: “IO SONO QUI, SONO ONNIPOTENTE, SEI A MIA DISPOSIZIONE E TI SENTIRAI FELICE SOLO QUANDO TE LO DICO IO.”

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Altri riferimenti:

http://winning-teams.com/narcissism_control.html
http://samvak.tripod.com/controlgrandiosity.html
http://www.wisegeek.com/what-is-the-connection-between-narcissism-and-control.htm
http://www.drirene.com/8_nar.htm

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19 pensieri su “Quando i narcisisti vi vedono felici: la ferita della perdita del controllo

  1. Claudelia ho idea che tu abbia doti di telepatia.
    Proprio oggi il padre di mia figlia è venuto a prenderla per una gita pomeridiana. Bene, si ferma sulla porta e mentre aspetta che lei si metta le scarpe mi guarda, mi vede struccata e dimessa il ché è effettivamente vero dato che sono a casa con il mal di ciclo, e mi chiede di un esame medico fatto settimane fa. Gli rispondo che non ho ancora gli esiti dell’istologico, e che sono pallida perché mi è stato consigliato di non prendere il sole. Mi dice che sono magra e pallida, cosa altrettanto vera in effetti, e aggiunge “bé, fammi sapere”. Io di solito non parlo mai di me, non gli ho mai più dato appigli per nulla, né ho mai più chiesto aiuto o supporto per nostra figlia giacché so bene che ogni informazione sarà usata a tempo debito per qualche suo maligno scopo.
    Quando è uscito mi sono chiesta se io non abbia invece fatto bene questa volta a mostrarmi e dichiararmi malaticcia e in attesa di un esame diagnostico importante: cioè, se come dice l’articolo da te postato oggi i narcisisti devono mantenere il controllo su tutti e tutto (verissimo) e il loro incubo maggiore è vedere gli altri sani e felici SENZA di loro, allora può essere una strategia sensata (per me e la mia situazione intendo, in cui per mia figlia trovo sensato cercare di “tenerlo buono” il più possibile detonandone gli atteggiamenti più funesti) mostrarmi ai suoi occhi non felice, non bella e non sana? Intendo che se lui a causa del DPN è auto-costretto a reagire male all’altrui felicità, non è meglio per la ragazza che lui mi percepisca come infelice, e chi se ne importa se se ne attribuisce il merito anzi meglio così, magari pensa di avere finalmente vinto la sua guerra e allenta la pressione negativa su di me (ormai ha solo il potere economico del non passarmi l’assegno di mantenimento) ma soprattutto le pressioni su mia figlia.
    Perché che altro ha da combattere uno che vede il nemico già a terra sconfitto? Che si goda la sua vittoria e ne sia felice: questo devo sperare per evitare che sprofondi in gravi crisi narcisistica, forse. La mia analista dice sempre che fino a quando il suo equilibrio (malato ma comunque equilibrio) regge grazie soprattutto alla carriera e alle mille donne, per mia figlia è più sicuro. Ché se dovesse accusare una ferita già grave del solito, allora lì dovrei preoccuparmi davvero. A te pare una strategia sensata, nel mio caso? O vedi controindicazioni? O non cambierebbe nulla?

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    1. Cara Lucia,
      mi permetto di risponderti. Lui era felice nel vederti così. Bisogna rendersi conto che simili esseri non provano nulla se non “emozioni” negative. Se sei felice, bella e solare si incazzano come iene e cercano di riportarti sotto la loro sfera di influenza in tutti i modi. Se ti vedono abbattuta sono felice, a modo loro, anche se l’opera di distruzione non è stata ancora completata. Vedi quanto è bastardo dentro? Viene a prendere la piccola per una gita ma non ti passa il denaro per mantenerla. Una vigliaccata.

      Riguardo a Claudileia devo dire che di grandi anime ne ho incontrate poche come lei. Una persona modesta che aiuta il prossimo.

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      1. Caro Kolish, intanto buon Primo Maggio! Mi raccomando: non stuzzicare il mio narcisismo perché l’Ego è una brutta bestia… Hai detto ciò pensavo: non cambia niente per loro, o meglio, cambiano maschera e mettono quella della “preoccupazione”.

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      2. Carissima Cla,
        visto che sto imparando in fretta?
        Dunque … il viticoltore non ho potuto farlo perché mancavano i fondi. L’informatico l’ho fatto a tempo perso. Che ne diresti se mi mettessi a studiare psicologia? Dicono “non è mai troppo tardi”. 🙂
        NON vi auguro buon primo maggio perché stamattina ho lavorato! Sono un po’ St… ma mi diverte farlo qui. E soprattutto, chi ha orecchie per intendere intenda, NON storpiate il mio bellissimo nick.

        A parte gli scherzi, le macerie che si lasciano dietro questi esseri sono davvero un paesaggio desolante. Si nutrono del nostro dolore, ma soprattutto, lo leggo dalle vostre testimonianze, sono dei gran FARABUTTI e VIGLIACCHI! Sempre a piagnucolare quando non ottengono quello che vogliono. Ma sono uomini questi cosi? Peggio dei pupi siciliani, ma almeno quelli fanno ridere. E un’altra cosa: Quello che alla lunga porta a distaccarci da loro è sempre la stessa noiosa continuità del loro modo di fare. Mancano di fantasia. Nel loro patetico repertorio di maschere che introducano anche quella di Pulcinella ogni tanto. Tanto maschera più maschera meno.

        Con affetto
        Kolisch (con la cappa … non quella del camino).

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    2. Carissima Lucia, Buon Primo Maggio! Lo sai oramai che non sono brava ad edulcorare determinate situazioni e che potrei sembrare crudele mentre illustro la cosa. Ne sono convinta, però, che ci serve un bagno di realtà per uscire dalla nebbia e che bisogna sempre GUARDARE I FATTI. Se lui stenta a passarti l’assegno di mantenimento e ti vede come una nemica a tempi alterni è probabile che ora stia fantasticando in peggio sulla tua malattia per liberarsi del “problema”. Possono diventare quasi servizievoli quando hai un problema di salute che potrebbe complicarsi ma sotto sotto tifano per la risoluzione definitiva del loro “problema” anche augurandosi la nostra definitiva scomparsa. La loro “preoccupazione” scompare quando scoprono che non è roba grave, perché torna la crudeltà, stavolta raddoppiata per il fatto che si sentono quasi “presi in giro” da noi, gli “esagerati” che hanno provato a incastrarli con l’arma della pietà. Oppure, anche quando si tratta di qualcosa di grave e che richiede un trattamento lungo “si scocciano” di dover indossare la maschera della preoccupazione e spariscono come d’incanto. Non troverai sul blog un unico articolo che consigli tecniche di contro manipolazione o il famoso “sasso grigio” perché ritengo che i costi per una persona sana, che comincia ad adottare un comportamento non suo, sono troppo elevati. Sarebbe come dire: diventate anche voi degli attori oppure ANESTETIZZAVI! Ovvero, vi direi di fare il contrario di quanto scritto da Alexander Lowen nei suoi libri, dandovi il fuorviante consiglio di reprimere le vostre emozioni per salvarvi. Tu devi essere tu, cara Lucia, le sue reazioni e pensieri non contano più nulla perché lui è IL NULLA. Te ne accorgerai da sola che la sua momentanea “preoccupazione” è falsa perché te lo dirà la tua intuizione stessa quando ti ritroverai di fronte a un amico/a che veramente ci tiene a te. La vera solidarietà non è difficile da riconoscere, perché è uno dei sentimenti più arcaici che possiamo provare. Eppure loro non ci riescono, è troppo, implica “addirittura” aprire il cuore e la mente per accogliere i bisogni dell’altro. La tua analista ha assolutamente ragione: finché avranno intrattenimento altrove, anche di dubbia qualità, puoi dare un sospiro di sollievo. C’è da dire, però, che una volta nel girone per loro sei SEMPRE a disposizione, non importa in quale stato ti troveranno cercheranno sempre qualcosa da spremere da te finché vivrai. È la loro natura. Hanno un bisogno talmente disperato di energia da ricercarla ovunque e da chiunque. Mi raccomando, cara, niente teatrino. La recita è roba loro. Sii naturale, sii te stessa e… Contatto minimo come hai sempre fatto. Abbraccio!

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  2. Mi hai fatto tanta tenerezza.Sei una bella persona.Anche io ho passato tantissime dificolta crescendo da sola mio figlio e riesco sentire tue preoccupazioni e paure.Mio figlio ora è grande e dopo riguardo la mia esperienza ti devo dire:Non fisare tua attenzione sul di lui è sulle tue paure riguardo questa persona tosica.Non pensare cosa pensera lui,cosa farà lui.Pensa sempre cosa penso IO cosa farò IO.Il tempo passa veloce.La vita è una.Fa la a pieno insieme a tua figlia.A lui di voi non interesa niente.Disinteresati anche tu.Hai diritto.Combati per te e per tua figlia.Fregs tene.Fa ti bella e fai tutto quelo che desideri.Aquisisci il potere interiore non aver paura.Quando vede che non a il potere sull di te ti lasciera in pace.Non sei in dovere di racontargli quelo che fai.Togli gli il potere che essercita sula tua vita.La liberta va coltivata.Fa le tue giornate come che lui non esiste.

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    1. Hai ragione da vendere, cara Tatjana! La preoccupazione su cosa penseranno e faranno è una costante nel corso dello pseudo rapporto con il narcisista patologico/psicopatico. Quando la “storia” finisce bisogna liberarsi da questo tipo di ossessione, questo perché cercare di indovinare e controllare le mosse altrui è roba loro. Buon Primo Maggio!!!

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      1. Grazie, buon primo maggio a voi tutti!

        Sì, che lui goda a vedermi dimessa lo so per certo, che le sue preoccupazioni siano fittizie e che il massimo della felicità sarebbe vedere fatto fuori il “problema”, anche. Avete ragione su tutta la linea, e che strategie o contro-manipolazioni sia meglio lasciarle a loro, cui è propria, è un saggissimo consiglio.
        Ho pensato solo che essendo reale il mio stato di malessere ieri, non avendolo io messo in scena per qualche scopo, ho pensato: bé, sto essendo me stessa, e avrei sentito invece di fingerla un’ottima salute che non avevo. Poi è sopraggiunta l’idea che potesse non essere contro-producente lasciargli comunque intendere che non me la passo bene ma leggendo i vostri commenti mi rendo conto che è più probabile non esasperi i suoi “modi” nel vedermi invece forte e competente, lucida e neutrale come sempre cerco, con cordiale indifferenza, di mostrarmi.

        La cosa che trovo più interessante da questo scambio è la preoccupazione subliminale che fatichiamo a lasciare andare per come il n.p. si sente, come percepisce noi eccetera; io la fissazione del “con chi si accompagna, cosa fa, è felice?” non ce l’ho da tempo grazie al cielo, anzi come dice Claudia c’è da etere altari a tutte le donne, direi quasi agnelli sacrificali, che lo tengono occupato). Mi rimane la preoccupazione, diciamo pure ossessione, su quale mio comportamento verso di lui sia più “funzionale” tenere per mia figlia, quello sì.

        Ma come dicono Tatjana, Polish, Claudia, è anch’esso un pensiero che mi distoglie da ME, al pari degli altri.

        Grazie, sempre, per il rinforzo. Abbraccio.

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      2. Grazie a te, cara Lucia! Ogni pensiero condiviso è importante per uscire dalla nebbia definitivamente! I figli ci devono vedere per ciò che siamo, altrimenti imparano a recitare da noi, come noi e ANCHE per noi! Ancora buon Primo Maggio e W il lavoro in tutte le salse, senza mai trascurare questo nostro interno!

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  3. Quando ti porta ad abbandonarlo lui ha già sfilacciato (non reciso, non sia mai!) Il legame da settimane. Quando lo abbandoni tu e ha già altro tra le mani reagisce senza chiederti spiegazione alcuna, della serie chissenefrega, può accadere, amen. Ed è come se ti avesse lasciato di nuovo lui.
    Il brutto è quando lo abbandoni tu e lui non se lo aspetta: è in quel momento che si sente perso, che cade nel vuoto. Quando in giorno succede l’ennesima e tu scatti buttandogli addosso un fiume di parole, gli urli che è finita (che poi non lo sai nemmeno tu), quando riesci anche solo per un istante a fargli mancare la terra sotto i piedi, è allora che il teatro si riempie. Signore e signori.. si va in scena!
    L’ho visto correre in macchina a tutta velocità minacciando di schiantarsi, presentarsi di notte sotto la neve e urlare sotto un palazzo di vicini, fuggire da una cerimonia solo per telefonare, piangere, strepitare e urlare senza un minimo di dignità, correre a regalare oggetti visibilmente usati come fossero un tesoro prezioso, fingersi malati con tutti gli altri per non essere presente, pensando di punire, passare avanti e indietro con l’auto per ore per farsi notare.
    Azioni, omissioni, tempo, rischio, mancanza di dignità… tutto è concesso se loro decidono che non è finita. Tutto è lecito per non farsi mollare o riagganciarti, perfino passarti sopra con una schiacciassi. A te e a coloro che incontreranno su quella strada.

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    1. Quando non hanno altro tra le mani c’è da temere per la propria vita. Per questo spesso dico che bisogna ringraziare sempre le “sostitute”. Allora non sapevamo che ci stavano facendo un gran favore… Cara Device, quanto hai scritto è assolutamente vero e corrisponde enormemente ai comportamenti patologici di un n.p. Un abbraccio e buon Primo Maggio a te!!!

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      1. Già le soatitute… stanotte ne ho sognata una che conosco (giuro!)… ero seduta un gradino più in su di lei e dall'”alto” la guardavo. Poi lei si è girata verso di me e io le ho accarezzato il viso. Mi ha preso la mano come per dire “ho capito” e abbiamo iniziato a parlare di una passione che abbiamo in comune (non quel mezzo uomo ovviamente).
        La posizione, le azioni, gli sguardi. Credo ci sia molto in questo sogno.
        Anche un altro pezzo di mia liberazione.
        …che ne pensi Claudileia?
        Buona giornata anche a te.

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      2. I sogni rappresentano i nostri stati d’animo più intimi. È la parte più inconscia e sconosciuta di te a parlare. Sei pronta a provare compassione per qui è nel girone e non vede la luce. Caspita, che bel passo! Un forte abbraccio e buona giornata a te!

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  4. “I figli ci devono vedere per ciò che siamo, altrimenti imparano a recitare da noi, come noi e ANCHE per noi!”

    Hai detto tutto. E’ un fondamentale pedagogico, ma in queste situazioni la nebbia rischia di stravolgere persino il buon senso come “esempio e non parole” con i figli. Forse la difficoltà in questo caso sta proprio nel fatto che a volte ancora cerco la via facile, e invece l’unica via è quella difficile, ovvero incarnare quell’esempio positivo; pertanto esserlo.

    Grazie

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    1. Carissima Lucia, crescere emotivamente richiede un prezzo molto salato che però va a nostro esclusivo beneficio. Certo che la via più facile è molto più piacevole e dà sollievo immediato, ma aggredisce la tua essenza più profonda perché il risultato della via più facile è sempre il ritorno al vuoto e all’angoscia. Allora tanto vale affrontare la strada più difficile e che ci offre risultati durevoli nel tempo. Interrogarci e fare un bel po’ di sana autocritica è ciò che ci rende umani e pronti al cambiamento. Un abbraccio forte a te e alle tue ragazze.

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      1. Scusate provengo da una brutta situazione di narcisismo maligno …mi chiedevo se riescono anche a leggere nella mente degli altri…perché lo credo fermemente avendone avuto conferma piu volte….ho forse sono impazzita…mi potete aiutare a capire grazie

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      2. Cara Anna Maria, intanto benvenuta! Non attribuire a un cervello così primitivo codeste sofisticazioni paranormali! Tutto parte dall’inizio quando grazie al love bombing sveliamo tutto su di noi. Immagina una persona che prende appunti mentali dai tuoi sogni alle tue paure più grandi per meglio manipolarti a posteriori. Una persona empatica è molto spesso trasparente. Si svela in continuazione. Per loro è un gioco da ragazzi indossare le vesti dei “santoni”, con tanto di “so cosa stai pensando, ma ti assicuro che sei sulla strada sbagliata!”.

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  5. Finalmente dopo due anni di no contact;Può andare al diavolo e bruciare con tutte le sue corna.Sono libera!!!!Ho attraversato tutte le fasi del Tdn,ci vuole tanto tempo e bisogna gestire l’astinenza ed e’attraverso l’informazione e solo l’informazione di questi blog (Che Dio
    ti benedica Claudileia)che ne puoi uscire.Ora se lo rivederei, mi farebbe
    solo schifo e l’ho anche incontrato un
    secondo per caso,una volta sola;ci è
    rimasto di stucco, quando ho tirato
    dritto senza dire una parola,per la mia strada.Mi dispiace
    per quelle poverine che sono ancora nella rete del suo harem,non
    capiranno mai che quel love bombing
    pressante e tramutato in colpi bassi
    era ed è un Bluff.

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