Trauma emotivo e diffidenza: sul ricupero della fiducia negli altri

Fonte: https://www.healthyplace.com/personality-disorders/malignant-self-love/narcissism-and-trust
Trad. C. Lemes Dias

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La condizione narcisistica deriva da una violazione sistemica della fiducia, uno spostamento tettonico di quella che avrebbe dovuto essere una relazione salutare tra il/la narcisista e i suoi “oggetti primari” (genitori o tutori). Alcuni di questi sentimenti negativi sono il risultato di incomprensioni profondamente radicate riguardo alla natura della fiducia e al continuo atto di fidarsi. Per milioni di anni la natura ha incorporato in noi la nozione che il passato può insegnarci molto sul futuro. Questo è molto utile per la sopravvivenza. Ed è anche per lo più vero quando si tratta di oggetti inanimati (invenzioni varie). Con gli umani la storia è meno semplice: è ragionevole proiettare il comportamento futuro di qualcuno dalla sua condotta passata (anche se a volte possiamo sbagliarci).

Ciò che non va è proiettare il comportamento di qualcuno su quello di altre persone.

La psicoterapia equivale a un tentativo di districare il passato dal presente, di insegnare al paziente che il passato non c’è più e che non ha alcun dominio su di esso, a meno che continui a permetterlo. La nostra naturale tendenza è fidarsi, perché abbiamo fiducia nei nostri genitori. Avere fiducia negli altri è una bella cosa perché si tratta di una componente essenziale dell’amore e della sua prova più importante. L’amore senza fiducia è dipendenza travestita d’amore. Fidarci è quasi biologico, tanto che la maggior parte delle volte ci fidiamo. Crediamo che l’universo si comporti secondo le leggi della fisica, che i soldati non impazziscano e sparino a noi, che i nostri affetti più vicini e cari non ci tradiscano. Quando la fiducia è rotta, sentiamo come se una parte di noi morisse, come se ci svuotassimo. Non fidarsi è anormale ed è il risultato di esperienze di vita amare o addirittura traumatiche. La sfiducia o la sfiducia non sono indotte dai nostri pensieri, né da qualche congegno o macchinazione nostra, ma dalle tristi circostanze della vita. Continuare a non fidarsi è premiare le persone che ci hanno fatto del male e che ci hanno reso diffidenti nei primordi della nostra vita. Queste persone ci hanno abbandonato molto tempo fa, eppure hanno ancora un’influenza grande e maligna sulle nostre vite. È la grande ironia della mancanza di fiducia.

Quindi, alcuni di noi preferiscono non sperimentare questa sensazione di fiducia affievolita e violata. Scelgono di non fidarsi e quindi di non essere delusi, il che è tanto un errore quanto una follia. La fiducia sprigiona enormi quantità di energia mentale, che va rinvestita nei migliori ambiti della nostra vita. Ma la fiducia, come i coltelli, può essere pericolosa per la salute se usata in modo improprio. Dobbiamo sapere di CHI fidarci, imparare COME fidarci e COME ESSERNE CERTI dell’esistenza della fiducia reciproca e funzionale. Le persone spesso deludono e non sono degne di fiducia. Alcune agiscono in modo arbitrario, sleale e malvagio, o, peggio, in modo molto offensivo. Dobbiamo selezionare attentamente gli obiettivi della nostra fiducia. Coloro che hanno interessi in comune con noi, che si sono fidati di noi per un lungo periodo, che si sono dimostrati incapaci di infrangere la fiducia che abbiamo depositato nelle loro mani (“le brave persone”), che non hanno molto da guadagnare tradendoci non possono indurci in errore. Sono queste le persone di cui ci possiamo fidare. La fiducia non va data indiscriminatamente poiché nessuno è completamente affidabile in tutti i campi. Molto spesso le nostre delusioni derivano dalla nostra incapacità di separare un’area della vita da un’altra. Una persona potrebbe essere sessualmente leale ma assolutamente pericolosa quando si tratta di soldi (ad esempio, un giocatore d’azzardo). O un buon padre affidabile ma un donnaiolo. Possiamo fidarci di qualcuno per svolgere alcuni tipi di attività ma non altre, perché sono più complicate, più noiose o non conformi ai loro valori. Non dovremmo fidarci con riserve: si tratta di un tipo di “fiducia” comune negli affari e tra i criminali. La sua fonte è razionale. La Teoria dei Giochi in Matematica si occupa di questioni di fiducia calcolata, ad esempio. Dobbiamo fidarci con tutto il nostro cuore, a patto di sapere a CHI affidare COSA. Allora raramente resteremo delusi.

Al contrario di ciò che predica il senso comune, la fiducia deve essere messa alla prova, affinché non vada stantia e diventi qualcosa di poco serio. Siamo tutti alquanto “paranoici”. Il mondo che ci circonda è così complesso, così inspiegabile, così travolgente da trovare rifugio nell’invenzione di forze superiori. Alcune forze sono benigne (Dio) – alcune di natura arbitrariamente cospirativa. Ci deve essere una spiegazione, sentiamo, a tutte queste sorprendenti coincidenze, alla nostra esistenza, agli eventi che ci circondano. Questa tendenza a introdurre poteri esterni e ulteriori motivi nella nostra realtà permea anche le relazioni umane. Gradualmente cresciamo sospettosi, inavvertitamente cacciamo indizi di infedeltà o peggio, masochisticamente sollevati, persino felici quando ne troviamo alcuni. Tanto più proviamo con successo la fiducia che avevamo stabilito, più forte il nostro cervello è incline al modello che abbraccia. Costantemente in un equilibrio precario, il nostro cervello ha bisogno e divora i rinforzi. Tale test non dovrebbe essere esplicito, ma circostanziale. Ad esempio, il vostro nuovo partner potrebbe facilmente avere un’amante o avrebbe potuto facilmente avervi rubato i soldi in una determinata occasione – e, ecco, non l’ha fatto. Ha superato il test. Ha resistito alla tentazione offerta dalla circostanza. La fiducia si basa sulla capacità di prevedere il futuro. Non è tanto l’atto di tradimento a cui reagiamo, quanto la sensazione che le fondamenta stesse del nostro mondo si stanno sgretolando, che non è più sicuro perché non è più prevedibile. Siamo in preda alla morte di una teoria – e alla nascita di un’altra, non ancora testata.

Ecco un’altra lezione importante: qualunque sia l’atto del tradimento (ad eccezione degli atti criminali come un abuso sessuale) – è spesso limitato, circoscritto e superabile. È normale e naturale l’enorme importanza che diamo a determinati eventi, ma dobbiamo sapere che inconsciamente questo ha un duplice scopo: indirettamente ci rafforza. Se siamo “degni” di un tradimento senza precedenti, mai visto prima, dobbiamo essere validi e unici. La grandezza del tradimento riflette su di noi e ristabilisce il fragile equilibrio di poteri tra noi e l’universo.
Per molti, il secondo scopo di sopravalutare in eterno l’atto di perfidia altrui è semplicemente quello di ottenere simpatia ed empatia – principalmente da noi stessi, ma anche dagli altri. Le catastrofi accadano tutto il tempo nel mondo di oggi ed è difficile indurre qualcuno a considerare il nostro disastro personale come qualcosa di eccezionale.

Amplificare l’evento ha, quindi, alcuni scopi molto utili per non farci abbandonare mai il dolore. Se ci rifugiamo nel dolore della bugia emotiva, ci avveliamo la circolazione mentale. Mettere l’evento in prospettiva è un lungo cammino verso l’inizio di un processo di guarigione. Nessun tradimento imprime una svolta irreversibile al mondo o elimina altre possibilità, opportunità, occasioni e persone. Il tempo scorre, le persone si incontrano e si separano, gli innamorati litigano e fanno l’amore, i cari vivono e muoiono. È l’essenza del tempo che ci riduce tutti alla polvere più fine. La nostra unica arma – per quanto rozza e ingenua – contro questo processo inarrestabile è di fidarsi l’uno dell’altro.

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Sul ripristino della fiducia nell’altro vide anche:

https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/10/07/fidati-di-me-anche-quando-ti-accoltello-alle-spalle-come-i-narcisisti-perversi-minano-la-vostra-fiducia-negli-altri-e-in-voi-stessi/
https://artedisalvarsi.wordpress.com/2017/12/15/lettera-alla-mia-mente-maltrattata/
https://artedisalvarsi.wordpress.com/2017/10/24/laccettazione-della-propria-vulnerabilita-come-rito-di-passaggio-nel-superamento-dei-traumi-relazionali/
https://artedisalvarsi.wordpress.com/2017/09/29/smascherare-soggetti-affetti-da-psicopatia-una-fantasia-ricorrente-nelle-prede/

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