La comprensione del fenomeno della regressione infantile in relazione alla sindrome della vittima narcisistica

Fonte: https://narcissisticbehavior.net/understanding-the-phenomenon-of-infantile-regression-in-relation-to-narcissistic-victim-syndrome/
Autrice: Christine Louis de Canonville, psicoterapeuta con oltre 25 anni esperienza clinica in disturbi mentali e Disturbo Post Traumatico da Stress nelle vittime di narcisismo patologico. Opere: The 3 Faces of Evil – Unmasking The Full Spectrum of Narcissistic Abuse (Ed. Black Card Books) e When shame begets shame: how narcissists hurt and shame their victims, disponibile su https://gumroad.com/l/OocSF
Trad. C. Lemes Dias

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COS’È LA REGRESSIONE INFANTILE?

La regressione infantile è un meraviglioso meccanismo di difesa inconscia che viene attivato quando una persona è esposta al terrore, come quello prodotto da un individuo affetto da disturbo narcisistico di personalità.

Quando una persona è stata sottoposta ad abuso narcisistico in effetti mostra molti dei sintomi della Sindrome di Stoccolma, evidenziati negli ostaggi o prigionieri di guerra. I narcisisti sottopongono le loro vittime al terrore emotivo e fisico, un terrore che deve essere negato se l’individuo vuole sopravvivere all’inarrestabile assalto dell’abuso. Cercando di sopravvivere in queste condizioni, un partner diventa praticamente un bambino che si affaccia per la prima volta al mondo; cioè, indifeso e dipendente per la sua sopravvivenza da un curante a cui affida la sua vita, che di solito è la madre del bambino.

La natura è una cosa meravigliosa, perché predispone il bambino a sopravvivere fornendogli un modo per legarsi ai suoi “oggetti primari”. In effetti, si tratta del primo attaccamento emotivo del bambino in un mondo che lo spaventa. Per questo motivo, il piccolo si fonde istintivamente a qualcuno che possiede gli attributi per massimizzare la sua sopravvivenza, cioè una figura accudente che mostra un senso di potere, sicurezza, accudimento e compassione. In effetti, ogni bambino passa istintivamente attraverso il processo noto come sindrome di Stoccolma come meccanismo di difesa naturale contro il proprio annientamento.

L’ISTINTO NATURALE A STABILIRE UN LEGAME

L’istinto naturale al legame viene innescato e resta pronto per essere attivato in qualsiasi momento della vita della persona e ogniqualvolta subentra il bisogno primordiale di sopravvivere. Lo vediamo mettersi in moto in tutte le situazioni in cui una persona percepisce la paura o che si trova in una condizione di estremo pericolo. Ci sono molti esempi di questo fenomeno evidenziato, soprattutto, negli abusi narcisistici, nei prigionieri di guerra, nei rapimenti e nella violenza domestica. Ad esempio, verso la disintegrazione dei campi di concentramento di Hitler, molti prigionieri si unirono ai loro carcerieri per procurarsi del cibo. Quando le persone vengono tenute prigioniere dai rapitori, si uniscono a loro nella speranza di poter vivere. Nella violenza domestica, il partner maltrattato si arrende alla volontà dell’aggressore per salvarsi da ulteriori trappole psicologiche e umiliazioni.

QUANDO UNA VITTIMA VIENE TENUTA PSICHICAMENTE IN OSTAGGIO DA UN/A NARCISISTA MALTRATTANTE

Quando una vittima viene tenuta in ostaggio da un/a maltrattante narcisista, per sopravvivere alla sua prova, risponde con un comportamento adattativo primitivo. Il suo comportamento diventa inconsciamente piuttosto infantile attorno al suo “rapitore”. È come se la sua maturità evaporasse e venisse sostituita con meccanismi di sopravvivenza infantili. Questa risposta è chiamata regressione infantile (una ritirata difensiva verso un precedente modello di comportamento infantile). La regressione infantile è un meccanismo di difesa incredibile, totalmente inconscio e fuori dal controllo della vittima. Per capire come e perché accade nella sindrome della vittima narcisistica, è prima necessario capire come un bambino sopravvive quando entra per la prima volta in un mondo ostile.

QUANDO UN BAMBINO SI AFFACCIA AL MONDO

Quando un bambino si affaccia nel mondo per la prima volta è abbastanza indifeso e impaurito.

Per affrontare molte sfide spaventose, i bambini devono legarsi a una figura primaria (di solito la madre), per riuscire a modulare la loro eccitazione fisiologica (l’eccitazione fisica e psicologica che si prova quando si ha paura). Tuttavia, a volte proprio la persona a cui il bambino cerca conforto diventa la sua fonte di pericolo. Quando ciò accade, il bambino impara a riadattarsi in modo tale da ristabilire un senso di sicurezza. Piuttosto che perdere la speranza di godere della protezione della sua primaria figura di accudimento, scoprendola ostile, il bambino si rivolge inconsciamente verso l’interno e incolpa se stesso (questo gli consente di arrendersi e di calmarsi). In effetti, la sua paura lo rende ansiosamente obbediente al fine di legare ancora una volta con la madre che lo spaventa, cercando di vedere in lei la base rassicurante e accogliente di cui ha bisogno per il normale sviluppo sociale e biologico.
Quindi, di fronte al pericolo estremo, non solo i bambini (ma chiunque si senta in pericolo), si rivolge alla più vicina fonte di conforto disponibile per riconquistare uno stato di riequilibrio sia psicologico che fisiologico. Che cosa succede quando la vittima si guarda intorno e non trova nessuna fonte di conforto disponibile, ma solo un crudele narcisista che la minaccia e/o la picchia? La natura prende il via, ecco cosa succede, di modo che l’individuo riattiva i suoi meccanismi di difesa inconsci e va verso la sopravvivenza. Perché se non lo facesse, sarebbe annientato dai suoi stessi livelli di eccitazione negativa. La vittima dell’abuso entra inconsciamente in uno stato di regressione infantile. Dove una volta è diventato ubbidiente e si è aggrappato al curante ostile (madre), ripete questo comportamento arrendendosi obbedientemente al proprio aggressore (legame traumatico, come si vede nella sindrome di Stoccolma) e organizza la sua vita completamente intorno a compiacere il maltrattante. È questo il modo di sopravvivere nelle zone di guerra. Parliamo di un comportamento di rinforzo negativo diventato un modello universalmente studiato e che si verifica ovunque esistano persone tenute in ostaggio.

LA SEQUENZA DEGLI EVENTI

Nell’abuso narcisistico la vittima sperimenta continuamente terrore estremo, spesso per molti anni.

Il comportamento segue una sequenza di eventi: dapprima la tensione si costruisce gradualmente – la vittima viene poi catturata in uno scambio esplosivo con il narcisista – a cui seguono poi la calma e la sensazione di essere amata.

Tale processo segue lo stesso percorso di sottomissione e riconciliazione ogni volta, il che consolida ulteriormente l’attaccamento tra vittima e carnefice. Di fronte a una tale follia, incapace di prendere il volo o combattere, la vittima viene resa impotente e offre una risposta del tipo “freeze fright” (fa finta di essere morta, subendo una sorta di paralisi muscolare, somatizza lo stress con l’aumento della pressione arteriosa, la tachicardia, dolore stomacale, ansia, iper vigilanza, n.d.T). È quindi portata a seguire una tipica risposta post-traumatica in cui si dissocia emotivamente. Questo tipo di risposta blocca il dolore (intorpidimento) e la porta a costruire una fantasia di fusione e simbiosi proprio come aveva imparato a fare durante l’infanzia con i suoi genitori, alternando esplosioni di affetto e aggressività. È la sindrome di Stoccolma in azione.

La regressione infantile è un potente meccanismo di difesa che viene attivato quando una persona è esposta al terrore e incapace di combattere o di fuggire. Sopraffatta dall’impotenza, il suo unico rimedio è quello di congelarsi (frozen fright). La sua totale attenzione  viene spostata sulla propria sopravvivenza. Inconsciamente, ella ritorna al precedente livello di comportamento che forniva soddisfazione sempre che sperimentava uno stress di eccitazione elevato. In effetti, diventa obbediente, accomodante, arrendevole e sottomessa ogni volta che ritiene che la sua vita venga minacciata. È così che cerca di essere risparmiata dall’aggressore. Un tale meccanismo la porta a formare un legame patologico di transfert con il maltrattante, esattamente come accadeva con le sue figure genitoriali. Le due componenti – infantilismo psicologico traumatico e transfert patologico – formano il perno della sindrome di Stoccolma. È importante che il terapeuta rassicuri le vittime dell’abuso narcisistico che il loro comportamento durante la “prigionia psichica” è pienamente accettabile; era la cosa giusta da fare perché la manteneva alquanto sicura E VIVA.

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9 pensieri su “La comprensione del fenomeno della regressione infantile in relazione alla sindrome della vittima narcisistica

  1. È proprio questo meccanismo di FFR (prendere il volo,combattere o congelarti) che porta il sistema nervoso in uno stato di continua attivazione congelando continuamente queste energie il nostro corpo comincia a “somatizzare”e a esprimere urlando il nostro dolore, le emozioni in quanto energie hanno bisogno di muoversi nel nostro corpo senza essere bloccate o congelate altrimenti ci ammaliamo, lo spiega bene Peter Levine negli studi sulTrauma…bisogna ritornare a essere in piena connessione con il nostro corpo, così se scattano i campanelli d’allarme saremo pienamente consapevoli di cosa è tossico ocosa è bene per noi! Forse l’unico aspetto “positivo” in questo tipo di esperienze traumatiche e che finalmente cominciamo a lavorare su di noi, gentilezza e amore verso di noi per essere tutt’uno corpo-mente solo così saremo connesse con le nostre emozioni nessuna esclusa e consapevoli del nostro valore di persone uniche e meravigliose!!

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  2. Si, è colpa mia, che ho accettato tutto questo…
    La gente intorno non riesce a comprendere come ho fatto ad accettare tutta questa situazione per anni, e mentre io solo ora a fatica cerco di respirare , la gente, che siano amici o parenti non fa altro che farsi domande su come io possa aver accettato tutta una serie di comportamenti dal mio ex compagno, padre di due figli…durante la seconda gravidanza ci ha letteralmente abbandonati, per poi ricomparire a tratti alla nascita e al battesimo del piccolo…Il soggetto in questione, tornava definitivamente a casa a Natale dello stesso anno, il piccolo era nato a maggio….io non capivo assolutamente niente, e ho creduto sempre alle infinite bugie che mi raccontava…da quel momento in poi tutta la situazione è degenerata in un mutismo assoluto da parte sua, sparizioni di giorni dovuti a questioni lavorative, io in pratica mi sono dovuta occupare di due bambini piccoli, della casa, del lavoro e di tutto….
    Ho sempre creduto, tutto il resto del mondo invece no, a ciò che mi diceva, ma i segnali che stava mentendo c’erano tutti, ma io non li vedevo…con noi non usciva mai, era sempre impegnato con il lavoro, non ha mai seguito i bambini nella scuola o nelle attività pomeridiane…sempre per questioni lavorative…il telefono e il computer erano out, non conoscevamo nessun amico, solo i più stretti parenti…che, devo dire la verità ci sono stati vicini e continuano ad esserlo.
    Io mi sono rinchiusa nel mio mondo, i bambini nel loro e lui invece, ha continuato a gestire le sue innumerevoli vite parallele escludendoci dalla sua vita…a un certo punto, sprezzante e vile qual è, ha lasciato in giro segni inequivocabili dei suoi continui e diversi tradimenti…e quando il vaso di pandora è stato scoperto, in un rarissimo scatto di dignità, mio, ho cambiato letteralmente serratura e gli ho intimato di lasciare casa. Così è stato, non senza traumi e problemi.
    Ho accettato in questi 17 anni una serie innumerevole di comportamenti disumani, il trattamento del silenzio era quotidiano, tanto che io ho ancora difficoltà a parlarne e nonostante sino passati due anni da quel fatidico giorno, non riesco ancora ad uscirne facilmente, quando so che deve passare, quelle rare volte che viene e vedere i bambini, io sto ancora male perché entra in casa con fare spavaldo con una faccia che non vi dico …
    Si, è colpa mia, che ho accettato tutto questo…la gente non sa cosa ho dovuto sopportare, ma non capisce nemmeno come io abbia potuto andare avanti e ora non riesco a capire come ho fatto, so solo che mi sentivo CONGELATA….purtroppo la questione non si esaurirà mai, essendo il padre dei miei figli sarò costretta a interagire con lui per parecchi altri anni…

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    1. Carissima Gabry, il fatto di essere riuscita ad avere qualche familiare di supporto in una situazione così dura è una vera rarità. Dopodiché le persone che non riescono a capire appartengono alla nostra stessa categoria, ossia, in fondo anche noi non riuscivamo a capacitarci di cosa esattamente ci stesse accadendo e perché non reagivamo come una “normale persona”. Carissima, questo articolo e tutti gli altri che spiegano l’inerzia delle vittime sono di fondamentale importanza, anche perché ci fanno comprendere che il “congelamento” è un meccanismo di difesa PRIMITIVO che entra in azione in automatico a prescindere della nostra volontà. “La gente” non è costretta a capire, basta che lo capiamo NOI. Ecco gli articoli: https://artedisalvarsi.wordpress.com/2017/05/16/come-una-rana-sullacqua-bollente-le-ragioni-dellinerzia-delle-prede/ e https://artedisalvarsi.wordpress.com/2018/01/08/lo-smantellamento-degli-stereotipi-sulle-vittime-di-maltrattamento-essere-rimasti-a-lungo-non-vale-come-misura-della-forza-o-dellintelligenza-di-una-persona/. Buona lettura a te e TANTISSIMA FORZA.

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  3. Come dimenticare – durante le fasi di scarto – attimi di esplosione, urlando come se fossi pazza, in uno stato quasi di catalessi? I tic nervosi mai avuti, il costante peso sullo stomaco, i conati di vomito? Il senso di impotenza, il formicolio, l’apatia, il pianto continuo?
    E di contro – dopo essermi staccata l’ultima volta – la forte tachicardia, il gonfiore diffuso, i mal di testa allucinanti per settimane.
    Esami su esami per sentirmi dire che era solo questione di testa.
    Potevo solo riappropriarmi della mia vita con la liberazione, quella definitiva, quella consapevole, quella mentale.
    E da un giorno all’altro, ho ripreso a stare bene. Dopo 5 anni.
    C’è una nuova me, che si prende cura di sé, che apprezza di più la vita e dà valore alle persone.
    Ma che tu sia comunque maledetto. Ah.. lo sei già.

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  4. Se hai a che fare con un narcisista, è probabile che in qualche situazione, senza che tu glielo chieda comincino a parlarti di uno dei suoi genitori in maniera esaltante, come delle persone uniche, eccezionali, senza paragoni, anche se poi più tardi, quando ti farai la domanda per capire questa stranezza è probabile che tu scopra che loro hanno subito un trauma infantile non da poco fino al punto d’essere stati anche violentati. Una delle loro difese più usate è la “ negazione” cioè non ricordano nulla e per loro l’amore viene confuso spesso con la rabbia o la violenza e quello vero non lo vedranno probabilmente mai..

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  5. Il mio verm non parlava mai della sua famiglia di origine…..della famiglia attuale non chiamava nessunoooo con il loro nome….mio figlio mia nipote mia figlia….mia sorella….nessuno….dei figli diceva non voglio distruggere la mia razza….. e sfortuna vuole che il figlio non riesce ad avere bambini…..quindi la dinastia si ferma. Ma era normale???

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  6. Salve, vorrei capire una cosa. Ho avuto una relazione con un narcisista per tre anni e mezzo. Non ero in grado di comprendere molti dei suoi comportamenti e da lì una serie infinita di quesiti e di dubbi che lui prontamente riusciva a dissolvere grazie alla manipolazione. Ora che la storia è finita, perchè lui, purtroppo, per un tumore è volato via, molte di quelle risposte sono state rimesse in discussione e mi ritrovo ad arrovellarmi nuovamente il cervello (penso sia arrivata, dopo un periodo di accantonamento per autodifesa, alla seppur difficoltosa fase di elaborazione). Al momento sto frequentando un uomo, ma è come se stessi riproponendo le stesse dinamiche di coppia. Mi chiedo se è possibile che sia stata così tanto influenzata da riproporre atteggiamenti tipici dell’uomo narcisista con cui sono stata e se è possibile che io lo stia facendo non del tutto inconsapevolmente per ottenere risposte. Sono confusa e vorrei sapere se aveste mai trovato un articolo in questo senso. Grazie mille

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