Il ruolo della dissonanza cognitiva nella sindrome da abuso narcisistico e gli investimenti della vittima per salvaguardare il “rapporto”

Fonte: https://narcissisticbehavior.net/the-place-of-cognitive-dissonance-in-narcissistic-victim-syndrome/
Autore: Christine Louis de Canonville, psicoterapeuta con oltre 25 anni esperienza clinica in disturbi mentali e Disturbo Post Traumatico da Stress nelle vittime di narcisismo patologico. Opere: The 3 Faces of Evil – Unmasking The Full Spectrum of Narcissistic Abuse (Ed. Black Card Books) e When shame begets shame: how narcissists hurt and shame their victims, disponibile su https://gumroad.com/l/OocSF
Trad. C. Lemes Dias

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La sindrome di Stoccolma spinge paradossalmente la vittima di abuso narcisistico a cercare di formare una relazione positiva con il suo maltrattante; è ciò che chiamiamo “legame traumatico”. Quando le vittime sono affette da sindrome di Stoccolma, spesso vengono viste dagli estranei come se avessero contribuito in modo bizzarro alla prosecuzione dell’abuso. Tuttavia, per capire come avviene questo legame traumatico, è particolarmente rilevante capire come il processo decisionale e di problem-solving della vittima vengono completamente stravolti. Affrontiamo la teoria della “dissonanza cognitiva”.

Quando i terapisti vogliono veramente capire il comportamento delle vittime di abuso narcisistico comprendono che è di fondamentale importanza tener presente le due condizioni malsane in cui versa quando si presenta in terapia: è affetta da sindrome di Stoccolma e annebbiata dalla dissonanza cognitiva, essendo entrambe le condizioni parti integranti della sua strategia di sopravvivenza. Avendo messo in atto questo schema, la vittima crede fermamente che la sua relazione non solo è accettabile, ma anche vitale per la propria sopravvivenza. Diventa così invischiata nella relazione con l’abusante, da sentire che il suo mondo (mentalmente ed emotivamente) cadrebbe a pezzi se il rapporto finisse. Questo spiega perché teme ed evita tutte le persone che tentano di liberarla dal suo maltrattante, e come tali consigli finiscano per indurla ad aumentare la dissonanza cognitiva e diventare ancora più protettiva nei confronti della persona che la maltratta.

COS’È LA DISSONANZA COGNITIVA?

La dissonanza cognitiva è un termine psicologico che descrive la tensione spiacevole derivata da due pensieri in conflitto contemporaneamente, oppure dell’impegno messo per portare avanti un tipo di comportamento in netto contrasto con le proprie convinzioni. La Dissonanza Cognitiva è una teoria della comunicazione pubblicata da Leon Festinger nel 1957, che ha cambiato il modo in cui la psicologia sociale studia il processo decisionale e il comportamento umano. Il concetto di dissonanza cognitiva è quasi auto-esplicativo attraverso il suo titolo: “cognitivo” ha a che fare con il pensiero (o la mente); mentre “dissonanza” riguarda le incoerenze o i conflitti. In parole semplici, la dissonanza cognitiva è il disagio che una persona sperimenta ogni volta che due idee contrastanti l’assalgono simultaneamente (Ad esempio: Indosso il vestito rosso o blu?). Naturalmente, alle persone è spiacevole provare dei pensieri contrastanti. Cosa propone questa teoria? Afferma che quando questo accade abbiamo una spinta motivazionale interna atta a permetterci di razionalizzare e cambiare il nostro atteggiamento, le nostre credenze, valori e azioni, ovvero, usiamo qualsiasi mezzo a nostra disposizione per ridurre o dissolvere la dissonanza che stiamo provando (Ad esempio: Indosso questo perché mi rende il sedere meno appariscente.). Quando parliamo di vittime di abuso narcisistico possiamo elencare diversi comportamenti di cui fanno leva per ridurre la dissonanza cognitiva. Tanto per cominciare, potrebbero provare a ignorarla o eliminarla, cercare di non dare troppa importanza al fenomeno, creare addirittura nuove cognizioni ma, soprattutto, la prima cosa che faranno è cercare di impedire che accada.

CHE RUOLO HA LA DISSONANZA COGNITIVA NELLE VITTIME Di ABUSO NARCISISTICO?

Le vittime provenienti da famiglie in cui vi sono abusi narcisistici vivono una realtà da campo di battaglia emotivo: avvertono puntate su di sé tutte le arme del potere e del controllo (intimidazione, abuso emotivo, fisico e mentale, isolamento, abuso economico, abuso sessuale, coercizione, ecc.). La minaccia dell’abuso è sempre presente e di solito diventa più violenta e frequente col passare del tempo. L’ambiente narcisistico dominante mette la vittima in una situazione di dipendenza in cui sperimenta una forma estrema di impotenza che la getta nel panico e nel caos. Il/la narcisista crea una forma perversa di relazionarsi in cui la vittima non ha idea di cosa accadrà successivamente (lo fa alternando atti di gentilezza con rabbia aggressiva). Questa situazione prolungata e tortuosa rischia di innescare nella vittima vecchi copioni interni negativi che riguardano le sue relazioni primarie (attaccamento, separazione e individuazione). Per sopravvivere al conflitto interno la vittima dovrà fare appello a tutte le risorse e meccanismi di difesa adatti a gestire le sue ansie più primitive, come quelle di persecuzione e annientamento, di modo che cercherà di ridurre la dissonanza cognitiva con delle strategie che possono includere: a) giustificare le cose mentendo a se stessa, se necessario; b) tornare agli schemi infantili e c) legare ancor di più con il maltrattante narcisista. La maggior parte dei meccanismi di difesa avviene piuttosto inconsciamente, quindi la vittima non è consapevole di adoperarli; il suo intento è unicamente quello di sopravvivere alla follia in cui si trova.

Come potete immaginare, questo stato d’animo porta una persona a sviluppare un numero incalcolabile di conflitti interiori in cui i suoi svariati meccanismi di difesa vengono energicamente sollecitati, essendo nel pieno della dissonanza cognitiva. Per esempio, una donna che viene maltrattata dal marito narcisista odierà la sua condizione. Tuttavia, quando c’è il reale timore di una rappresaglia violenta da parte del maltrattante – nel caso in cui abbia cercato di andarsene – molto probabilmente “sceglierà” di restare. La dissonanza cognitiva si manifesta attraverso la seguente razionalizzazione: da una parte la donna odia la sua relazione malsana e tutti gli abusi che ne derivano; d’altra, però, cerca di convincere se stessa di essere trattata così perché è il “modo di amare” del marito, che in fondo “ci tiene” al rapporto. Questo dialogo interiore riduce la sua ansia, permettendole di legare (Sindrome di Stoccolma) con il maltrattante, al punto che potrà persino proteggerlo dal mondo esterno nel caso in cui le persone cerchino di salvarla o di incoraggiarla ad andarsene. Risultato: tra il sé emotivo e il sé razionale di una persona ne deriva un enorme e logorante conflitto. La “dissonanza cognitiva” è un segno dello squilibrio che la vittima sta vivendo come risultato di due idee contrastanti; lei sa che dovrebbe uscire dalla situazione abusiva, ma sa altrettanto che farlo potrebbe metterla in grave pericolo (e forse anche i figli). Durante l’esperienza della dissonanza cognitiva può, quindi, adottare uno schema di negazione, diversione e difesa per controllare il proprio disagio. Secondo la teoria della dissonanza cognitiva la decisione che prenderà sulla migliore strada da percorrere sarà probabilmente quella meno stressante a livello emotivo. Al fine di ridurre la dissonanza, ella sceglierà il percorso meno tortuoso e la sua spinta motivazionale la sosterrà nelle proprie convinzioni, giustificando ogni decisione la aiuti a stare al sicuro. Come potete immaginare, la dissonanza cognitiva può portare a decisioni irrazionali mentre la persona lotta per riconciliare queste due credenze contrastanti. I ricercatori suggeriscono che, in realtà, è la dissonanza cognitiva a far sì che le vittime scelgano di restare con il loro aggressore. Inoltre, al fine di sostenere la decisione apparentemente irrazionale di rimanere nel rapporto abusivo, la vittima fa pesanti investimenti atti a consolidare per sempre la cattiva relazione.

Ci sono sei tipi di investimenti che mantengono la vittima invischiata, e che la aiutano a ridurre la dissonanza cognitiva:

L’INVESTIMENTO EMOTIVO

Incapace di uscire dalla relazione a causa del timore su cosa accadrà il giorno dopo, la vittima decide che dovrà rimanere fino alla fine, auto convincendosi che “le cose non sono poi così male”, specialmente quando l’aggressore narcisista mostra il suo lato gentile. Il legame traumatico viene, quindi, interpretato come “amore”. Questa idea di amore viene sfruttata per provare compassione per il narcisista; può persino scusarlo, convinta che ha sofferto e provato talmente tanto dolore durante l’infanzia che non può fare niente di meglio. Si convincono, le vittime, che amando il loro aggressore riusciranno a guarire le sue ferite, e che tutto andrà bene. Continuano così ad investire un enorme quantità di emozioni nella relazione. Versano fiumi di lacrime, incolpano se stesse per aver turbato il maltrattante e diventano le uniche responsabili delle sue azioni e comportamenti. Si preoccupano per il maltrattante quando fa del male a qualcuno o finisce in prigione e arrivano persino ad addossarsi la colpa per le sue esplosioni di rabbia (“Ho causato io il suo disagio, avrei dovuto sapere com’è fatto.“). Si spingono fino al punto di convincersi che il loro aggressore è vittima della società, e che debba essere protetto dalla cattiveria di tutti.

INVESTIMENTO SOCIALE

Il più grande investimento sociale che la vittima fa va verso la persona più vicina a lei, ovvero il “suo” narcisista. La grandiosità del narcisista esigerà che sia la figura più importante nella relazione e la vittima (nel tempo) si adeguerà a tale “accordo”. La società in generale poco fa concretamente per comprendere quale sia l’approccio corretto nei confronti delle vittime: difficilmente le persone capiscono come mai una persona resta in una relazione così abusiva, per non parlare sul perché a volte tende a proteggere il maltrattante. Questa situazione può rendere la vittima ancora più intimamente impotente, isolata e alienata. Sentendosi ferita nel suo orgoglio e nutrendo profondi sentimenti di vergogna, la vittima inizia ad evitare ulteriori imbarazzi sociali e situazioni di disagio, alienandosi ulteriormente con il maltrattante. Isolata, dipendente e sfiduciata, la strada è lastricata verso una maggiore accettazione dei maltrattamenti e la sua permanenza nella relazione. È totalmente rapita dal ciclo di abusi innescato dal suo maltrattante. Ciclo che coinvolge una sequenza di episodi violenti, seguita dall’assenza di violenza, dalla costruzione della tensione e, infine, dall’esplosione di un altro episodio violento in cui viene fisicamente aggredita. Gira in tondo, impotente, fino a perdere ogni speranza, accontentandosi di investire le sue energie, lealtà e fedeltà, proprio lì, nel rapporto abusivo.

INVESTIMENTO FAMILIARE

Chiariamoci subito: un narcisista cerca di fare investimenti unicamente su di sé, attendendosi dagli altri infinite coccole sul suo Falso Sé (purtroppo il Vero Sé è in uno stato di atrofia). Se si tratta di un coniuge narcisista, sarà il partner a investire pesantemente nel contrasto alle sue disonestà fino ad essere trascinato sulla bancarotta emotiva, mentale, fisica e spirituale.

Il narcisista sollecita continuamente lo specchiamento e l’adulazione estrema e quando non è così si ritira (si tratta di un ritiro rischioso per la vittima).

Passo dopo passo, la presunta vicinanza comincia a scomparire.

La vittima vive questa situazione come una grande perdita (e ha paura) mentre il narcisista, invece, avverte l’aumento del suo senso di potere e controllo. Nel suo stato di ritiro, egli comincia a perdere il senso di grandiosità, potere e onnipotenza che lo caratterizza, rendendosi suscettibile alla riapertura delle sue ferite narcisistiche. Quando c’è una ferita narcisistica, il mostro del terrore viene rilasciato e tutta la famiglia si vede costretta a subire la sua rabbia. Tutto ciò provoca molta ansia nel partner vittimizzato, che teme non solo per la propria sicurezza, ma anche per quella della prole. Il narcisista soffre di un modello evasivo cronico che non cambia nel tempo. Esattamente come esige tutto dal suo coniuge, egli sa essere molto esigente anche nei confronti dei suoi figli, (ricordate che tutto riguarda lui stesso!): i bambini sono visti come vere estensioni del sé, rappresentanti della sua persona ovunque vadano. Per questo motivo si aspetta che i propri figli collezionino grandi successi e che siano i migliori in tutto ciò che fanno. I figli di genitori narcisisti si trovano di fronte a un eterno dilemma; se ottengono il secondo miglior risultato in qualsiasi compito verranno percepiti come “buoni a perdere” dal genitore narcisista. Le medaglie d’argento non sono viste come una ragione per festeggiare, ma hanno più probabilità di essere percepite come una disgrazia (roba da perdente). Se, invece, i figli riescono ad eccellere, rischiano di innescare la gelosia e l’invidia del genitore narcisista; perché per lui/lei, l’invidia comporta sempre un confronto, ossia, invidiano ciò che in loro manca. Quando il bambino splende, il suo successo è sempre in qualche modo dovuto al narcisista stesso, ma quando fallisce, egli prende il fallimento del figlio molto sul personale (ferita narcisistica), punendo il bambino per mezzo di parole e azioni. Vivendo con un genitore narcisista, spesso il bambino trova difficile capire quali siano i suoi veri bisogni, il che può portare a gravi problemi emotivi nel suo intimo ancora non sviluppato. Poiché il genitore narcisista vuole essere trattato come un bambino, ci saranno lotte di potere per attrarre l’attenzione su di sé, sottraendola dalla prole. Tutte queste dinamiche metteranno a dura prova il partner del narcisista, che verrà probabilmente eletto a discarica di tutta la sua frustrazione e rabbia narcisistica, manifestata certe volte come odio puro. Investire tutto ciò che ha nel partner narcisista è l’unico modo in cui la vittima trova per evitare il totale sgretolamento della famiglia.

INVESTIMENTO FINANZIARIO

I narcisisti cercano in genere di controllare le finanze della famiglia. Il denaro è un sostituto dell’amore per loro. Non importa chi guadagna i soldi nella loro famiglia, sono loro che hanno il diritto di controllare come vengono spesi. Spesso la vittima si trova in difficoltà nella gestione della casa, e chi abusa monitora da vicino come ogni centesimo viene speso. Se manca del denaro, il narcisista sarà avaro per quanto riguarda la spesa familiare dei membri, eppure spenderà tutto ciò che serve per ottenere ciò che vuole. Dove possibile, i narcisisti creano una situazione finanziaria complessa in cui tutti dipendono da loro. Sentono di avere più controllo così. Senza mezzi finanziari e di solito isolati, molte vittime non sono a conoscenza delle risorse di supporto a cui hanno diritto, vedendosi intrappolate in una situazione ingestibile, come in attesa di “qualcosa”. Sperano nel miglioramento della situazione finanziaria per rendere più facile il distacco e la ricerca di una via di fuga. Nel frattempo, però, fanno quello che possono per rendere felice il loro aggressore.

Investimento nello stile di vita: quando il narcisista ha successo investe moltissimo nel suo stile di vita. Perché ha bisogno di mostrare la sua “particolarità” nel mondo, cercherà di far vedere agli altri tutti i trofei che rappresentano, in qualche modo, la ricchezza (nutrimento narcisistico): la grande casa, l’auto, la scuola privata, gli affari, ecc. Tutte queste cose contribuiscono ad ottenere la lode e l’adulazione che sentono di meritare. Il partner che condivide questa sicurezza finanziaria potrebbe temere di perdere il proprio stile di vita oppure che i figli vengano danneggiati dalle sue scelte. Quindi, potrebbe scegliere di restare a causa della paura della trappola della povertà, nel caso in cui decida di andarsene.

INVESTIMENTO INTIMO

Il narcisismo è un tratto della personalità associato a un concetto di sé gonfiato e grandioso e alla mancanza di intimità nelle relazioni interpersonali. Un narcisista si percepisce come unico e raro. L’intimità richiede due persone operanti sullo stesso livello di apertura e verità (che svelino il loro vero sé) in modo che si percepiscano come “uguali”. Il narcisista opera da un Falso Sé, cioè, l’idea di essere trattato alla pari da chiunque negherebbe la sua nozione di unicità. Ecco perché evita del tutto ogni forma di vera intimità.

L’intimità è un concetto totalmente sconosciuto per queste persone. È impossibile raggiungerla quando si è eternamente tenuti in ostaggio da conflitti irrisolti con i propri oggetti primari (i genitori). Come i bambini, i narcisisti nascondono le profonde ferite di un abbandono vissuto nel passato. Impauriti dalle proprie emozioni negative, inconsciamente, promettono mai più mettersi in una condizione di vulnerabilità. Lo fanno per evitare ulteriori ferite narcisistiche, poco importandosi se imboccando questa strada dovranno tenere a bada tutti, incluso il proprio partner e i figli. Sfortunatamente anche loro, come il resto di noi, sono sensibili alla solitudine, motivo per cui sono sempre alla ricerca di “nutrimento narcisistico” per godere dell’attenzione mancata in passato. Quando hanno un partner, separano il sessuale dall’emotività, trattandolo come un oggetto sessuale oppure un amico fraterno, e il tipico ciclo di frustrazione-aggressione viene messo in funzione. Sfortunatamente, innamorati del proprio riflesso, sono incapaci di amare chiunque.

Laddove il partner pensava di aver sposato il bel dottor Jekyll, ora si trova di fronte al furioso e pazzo Mr. Hyde. In una relazione così malsana, egli sperimenterà la distruzione della sua autostima emotiva e sessuale.

I narcisisti difficilmente possono essere genitori adeguati. Questo perché anziché amare i propri figli, aborriscono chiunque distolga l’attenzione da loro. I figli, quindi, sono limitati al ruolo di fonte di approvvigionamento narcisistico.

Dopodiché, usano ogni tipo di ricatto nell’intimità (minacciano di raccontare dettagli intimi sui loro partner che potrebbero umiliare e distruggere l’immagine dell’altro), costringendolo a perdere ogni speranza a causa del totale svuotamento delle risorse che ha subìto. I narcisisti lo fanno al fine di far credere ai partner che non esiste alcuna una via d’uscita diversa dal quadro dipinto da loro stessi.

Quando un partner resta nonostante tutto, egli invia automaticamente un messaggio al narcisista: rimanda la certezza di averci a che fare con un essere veramente unico e superiore.

Ci si potrebbe chiedere come la vittima tollera vivere con una persona così intollerante e ostile. Nelle relazioni sane tollerare l’intolleranza non è né accettabile né possibile, ma per la vittima di abuso narcisistico è vitale per la sua sopravvivenza. Trovandosi in una situazione distruttiva dal punto di vista umano e cognitivo, deve calmare la dissonanza che infrange la propria autostima e benessere. La Teoria della Dissonanza permette alla vittima di fare la sua scelta (anche se significa mentire a se stessa), offrendole un modo per giustificare di poter essere felice anche senza intraprendere la scelta opposta (perché la metterebbe sicuramente in pericolo).

Una volta che la scelta è stata fatta e la dissonanza cognitiva si è calmata, la vittima ha a disposizione tutti i tipi di strumenti (meccanismi di difesa inconscia) per rafforzare la decisione di rimanere nella relazione (cioè, Sindrome di Stoccolma, regressione infantile, legame traumatico).

 

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327 pensieri su “Il ruolo della dissonanza cognitiva nella sindrome da abuso narcisistico e gli investimenti della vittima per salvaguardare il “rapporto”

  1. La dissonanza cognitiva è una brutta bestia, assai difficile da combattere. Secondo me l’errore grossolano che si commette è sempre quello di pensare “come” pensano le persone sane. In un rapporto normale, magari andato non a buon fine, spesso ci si chiede se lei/lui pensino a noi ogni tanto. Ma questo si può applicare alle persone sane di mente non ai pazzi furiosi come gli psicopatici. Bisogna rendersi conto che qualsiasi ragionamento normale non è applicabile ai narcisisti. “Ma come è possibile che abbia dimenticato tutti i momenti belli vissuti assieme?”. Beh, la risposta è che quei momenti li dimenticano nello stesso istante nel quale chiudete la porta di casa! Ho appena finito di leggere un articolo riguardante una trasmissione radiofonica americana con ospite uno specialista in tali disturbi. Gli viene chiesto: “Ma uno psicopatico può guarire?”. La riposta è scioccante. “Si certo, sottoponendosi a sedute di quattro ore al giorno per cinque giorni alla settimana e per una decina di anni! Il fatto è che i narcisisti dimenticano i momenti dolci ma non dimenticheranno mai voi!

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    1. Caro kolisch,
      Non dimenticheranno mai noi ..È inquietante…Ma penso che non dimenticheranno mai neanche le prossime vittime a questo punto!
      Nessuno escluso!

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      1. Cara July,
        si, è inquietante perché purtroppo stiamo parlando si persone in carne ed ossa. Quello che c’è da capire è che sono questo e basta. Dentro il nulla. Scrivo dal mio studio. Guardo la stampante che mi SERVE per stampare o fare lo scan di documenti. Guardo il monitor che mi SERVE per accedere ai programmi e poterli vedere. Guardo la Tower PC con dentro gli Hard Disks che mi SERVONO per memorizzare i dati. Guardo il router che mi SERVE per l’accesso a Internet. Ecco, noi siamo questo per loro. OGGETTI che servono. Si scassa la stampante? Si blocca un disco rigido? Li sostituisco. Tanto ho il Backup = Altri oggetti da USARE con un tempo di scadenza.

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  2. Questo articolo è per me importantissimo-ho veramente capito cosa mi ha tenuta in quello strano incubo per tanti anni – un incubo veramente spaventoso al quale finalmente posso pensare analizzando le cose con un certo distacco -vorrei che arrivasse questo momento per tutti e a tutti un abbraccio

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    1. Cara Melisenda,
      è di un’importanza capitale capire cosa è la dissonanza cognitiva. Ho riportato una volta un esempio che ripeto. E’ davvero importante capirlo.

      Il NP si presenta alla porta di casa tua con un mazzo di rose e un piccolo regalo, chiedendoti scusa magari con gli occhi lucidi. Le persone normali pensano: “Ma allora non mi sbagliavo. E’ solo un tipo un po’ strano ma mi vuole bene, mi ama”. Lo abbracci e lui accetta questo gesto di profondo affetto ricambiandolo e … sei fregata! Perché? Pensiamo a cosa passa nella testa del narcisista. “Beh, con un mazzo di rose e un piccolo regalo l’ho riagganciata. E ho speso molto meno di un invito a cena. Oltretutto posso usarla per degli scopi che naturalmente camufferò. Ma piano piano questa volta, altrimenti capisce che sto fingendo.”. E’ questa la sostanziale differenza. Non pensano come noi. Che ci entri in testa oppure no. Nessun principio “sano” è applicabile.

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  3. E aggiungo che è simile a quello che è successo a me quando le tenevo il bimbo perché lei usciva a ballare. “Ho un favorone da chiederti. Potresti curare mio figlio fino a quando rientro?” Come uomo normale cosa ho pensato? “Si fida di me. Mi vuole bene al punto di affidarmi in cura il suo bambino”. La verità purtroppo è molto diversa. Semplicemente in quel momento ero disponibile ma sarebbe andato bene qualsiasi altro. E lo scopo allora di tutto ciò? RISPARMIARE i soldi della baby sitter. Stop!

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      1. Sono tutti/e uguali. Per questo, capito il loro modo di pensare non si sta più male. E’semplice: basta rivoltare quello che dicono e si ottiene la verità. La mia ex aveva lasciato il suo “fidanzato” che le era servito solo per triangolare dicendomi: “Non è stato serio, non si è comportato bene, me ne ha combinate troppe”. E’ la verità. Basta girare la frase.

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    1. Caro Kolish, facciamo un ragionamento al rovescio, usiamo la nostra empatia: lasceresti ciò che hai di più prezioso, un figlio, a una persona che conosci a malapena per andare a ballare? Hai detto bene: tu o qualsiasi altra persona SERVIVA ai suoi propositi IN QUEL MOMENTO. Bisogna sempre ragionare in questo modo con i soggetti narcisisti patologici: qual è la mia utilità? Potrai essere utile come una scopa, una pentola a pressione, un cacciavite, insomma… esattamente come una cosa. Una “cosa” che quando si rompe non serve più. Oppure, una cosa che quando “si sveglia” e passa a “ragionare” diventa “qualcosa”. Mai, però, una PERSONA. Spesso si tratta di “qualcosa” di molto fastidiosa, come una specie di zanzara da schiacciare. Certo che lo scopo era quello di sfruttarti. Se penso, però, a quel povero figlio lasciato a destra e a manca con il primo che appare, portato di qua e di là…

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      1. Cara Cla,
        grazie anche al tuo prezioso aiuto e a quello fornito da TUTTI gli iscritti a questo blog, posso assicurare che se ne esce, dopo un periodo durissimo, inutile negarlo. Si, il fatto del bimbo mi fa male. Per me è come un figlio, per lei solo un altro oggetto da sfruttare all’occorrenza. E questo è profondamente IGNOBILE! E’ vero che per lei sono diventato un qualcosa di molto fastidioso, come dici tu una zanzara da schiacciare. Ma ha fatto male i conti. Sono un insetto di 105 chili 🙂
        Prova di nuovo a schiacciarmi!

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  4. – Dai Alfredo, hai conosciuto questa persona, provi un leggero interesse, ma se lei ti vede come migliore amico accettalo ed anzi, fai in modo che si metta con il mio amico che le piace!
    – Dai Alfredo, si è lasciata con il tipo, adesso fai in modo di litigare con il tuo amico e combattere per averla!
    – Dai Alfredo, da te vuole solo un’amicizia con “benefici”, ma in fondo la sua compagnia è piacevole, chissà magari stando assieme più tempo può convincersi!
    -Dai Alfredo, ti ha detto da un giorno all’altro che non la convinci e, nel contempo, che le piace un altro! Nonostante il tuo pianto immediato, apparentemente senza motivo valido, devi fartene una ragione, in fondo eravate solo “amici”!
    -Dai Alfredo, è tornata da te, è vero che con il tipo non le è riuscito nulla, ma perché demordere? Adesso falle capire che sei una persona che vali!
    – Dai Alfredo,dopo mesi si è decisa ad ufficializzare la relazione! Sono sicuro che l’amicizia instaurata con il nuovo amico è sana, e poi in fondo si è innamorata di me!
    -Dai Alfredo, smettila! non essere geloso dell’amico! che ti importa se durante le serate in gruppo loro si parlano in continuazione senza degnarti di uno sguardo! lei dice di amarmi!
    -Dai Alfredo, che ti importa se ti ha lasciato perchè non è sicura di quello che prova! in fondo è stato un periodo stressante a causa del suo cambio di lavoro e del padre che stava male…l’hai seguita anche in un’altra città, perchè, lei si fida di me, io valgo! Questo fanno le persone che amano! Stanno vicino nei momenti più bui della compagna!
    -Dai Alfredo, dopo qualche giorno è tornata! si è convinta a stare con me…di nuovo!
    -Dai Alfredo, pazienza! E’ andata via di nuovo! perchè dubitare di lei dicendole se ci fosse un altro! Sempre a sospettare! E poi, dopo averti detto di no, si è allontanata dicendoti che doveva andare in chiesa a confessarsi!
    – Dai Alfredo, sono passati 7 mesi nei quali ti sei disperato. Hai anche detto a te stesso di non essere meritevole di stare sulla faccia della Terra. Esagerato! Devi imparare a volere bene a questa persona, anche se in questo periodo, durante la nuova relazione con un tizio di 5 anni più piccolo di lei e, “forse”, iniziata solamente dopo averti lasciato, ti ha chiesto se potevi salire a casa sua a prenderti la felpa che le avevi dato, ovviamente mentre il tipo nuovo non era presente. Ti ha anche cercato tramite messaggi! Che stolto che sono stato ad avere cambiato numero di cellulare..tu e la tua paura di rivederla!
    – dai Alfredo! hai passato l’estate più brutta della tua vita, psicologi e nozioni introduttive al “vampirismo”, tra l’altro non sei neanche riuscito ad usufruire al meglio della partecipazione ad un corso per preparare al meglio l’esame per l’abilitazione professionale, ma che importa! Lei dopo due viaggi con il tipo l’ha lasciato…ed indovina!!! E’ voluta tornare con te! che importa se ti ha fatto soffrire! quello che conta è difendere i tuoi sentimenti! tu l’ami, giusto?
    -dai Alfredo! Adesso difendi i tuoi sentimenti! che ti importa delle persone care, mamma, papà e sorella, che ti stanno vicine e che alla notizia del suo ritorno non ti hanno parlato per 6 mesi! Adesso è arrivato il tuo momento per importi! Solo così sarai un vero uomo! ed in fondo lo fai per amore, giusto?
    – dai Alfredo, va tutto a gonfie vele! Adesso fai capire che hai sbagliato! Non mostrarti mai geloso dei suoi nuovi amici, tra cui quello della chat tenuto nascosto, e colleghi! Trattieni quello che pensi! Se dopo 3 giorni non resisti e vomiti quello che hai da dire, ritentaci! Sei maturo ed in fondo non puoi avere questi scatti d’ira come lei ti rinfaccia!!! Mettiti a studiare per l’esame di abilitazione piuttosto perchè è già la seconda volta che non lo passi!
    – dai Alfredo, non hai superato l’esame per cui hai dedicato l’intera tua vita studentesca, e nel frattempo hai avuto anche guai a casa per delle condizioni di salute gravi di un tuo strettissimo parente…che ti importa se a questo si aggiunge il fatto che lei ti abbia lasciato perchè ti guarda dall’alto verso il basso! Lei si voleva sposare entro cinque anni perchè ne sta per compiere trenta, e poi…un figlio subito! lo sai che lei è ipocondriaca! In fondo sei solo un piccolo uomo che non ha saputo occuparsi mai di lei! Lei invece ha aperto uno studio su un campo non inerente al suo indirizzo di studi (quante serate passate a parlare e a darle consigli per l’attività), e dopo che ti ha lasciato si è subito fiondata dalle amiche, anche in comune e che prima non considerava mai, per spalarti montagne di merda addosso! Loro hanno ragione a riderti quando ti vedono, piccolo essere insulso! In fondo ha ripreso le comunicazioni con il tipo della chat, anche lui fidanzato pluriennale, perchè lui si che è un vero uomo! non come te, che vali meno di zero! In fondo quando ti dice che sei vanitoso perchè ti è capitato di fare sesso con le calze come se volessi imitare, impunemente, quel porno attore degli anni 80 ha ragione! Mentivi a te stesso quando dicevi di sentire freddo! Ma chi ti credi di essere!
    – dai Alfredo, che ti importa se, dopo l’ennesima estate di merda, mentre lei si sollazza in vacanza, scrivendo frasi su facebook sul senso della guarigione, trova un altro tipo! E’ già passato un mese! Esagerato! in fondo sta facendo capire che ha trovato il vero amore della sua vita!
    – dai Alfredo, che ti importa se lei dichiara amore a profusione e sogghigna sulle battute fatte tra me e dei miei amici (per forza di cose l’hai dovuta vedere più volte), sul fatto che mi mancasse un testicolo! In fondo lei, subito dopo, ha cominciato a parlare delle frasi che gli sposi si scambiano durante la celebrazione, anche se rimane zitta ed abbassa lo sguardo quando le sottolineano che la frase più bella è “in ricchezza e in povertà”, strano vero?
    -dai Alfredo, sono passati ben undici mesi, che ti importa…….questo è solo il senso del ruolo della tua dissonanza cognitiva…

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    1. Caro Alfredo, GRAZIE! Credo che hai dato una testimonianza incredibile su come ci si sente nella fase peggiore, ovvero nel PIENO della dissonanza. Spero davvero che dopo un po’ tu ritorni qua, stavolta per raccontarci del “clic” che scatterà quando capirai che l’unica realtà che conta è quella che VEDI. “Dai Alfredo”, che 11 mesi possono sembrare una vita ma è pur sempre meglio di spendere TUTTA LA VITA rincorrendo un “amore” che non scatterà mai. Prendersi cura di noi vuol dire anche riuscire ad attraversare il deserto dei dubbi ben consapevoli della nostra verità. In questo caso la nostra verità è l’oasi in cui andiamo a bere dopo una lunga camminata. Un abbraccio forte e ancora grazie di questo tuo prezioso contributo! PS: dedicati ai tuoi studi. Purtroppo verrà da te quando sarai nel pieno delle tue energie e avrai eccellenti prospettive lavorative E ANCHE AFFETTIVE. Secondo i comportamenti che hai descritto è EVIDENTE che verrà a bussare sulla tua porta per darti il colpo di grazia. Dai Alfredo, NON APRIRLA! Un abbraccio.

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    2. Caro Alfredo,
      hai descritto alla perfezione quello che è successo a me. NON CAMBIANO di una virgola la loro vita. Mi stupisco sempre su come si comportino tutte allo stesso modo. 🙂

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  5. Alfredo caro mi dispiace così tanto ma veramente ! So perfettamente come ti senti -qui lo sappiamo in tanti – il dolore è disumano e poterne parlare con chi sa lo allevia – mi pare che tu abbia una famiglia che tenta di proteggerti tra cui una sorella che per mia esperienza può essere insostituibile e non è poco – il momento in cui si capisce tutto arriva tieni duro -dalle mie parti si dice DURI SUI BANCHI!

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  6. Quanta verità nell’articolo nei vostri post
    Tutto così
    Alfredo non mollare rileggiti ogni giorno quello che hai scritto
    Dagli un tono diverso ogni volta
    La dissonanza piano piano passerà
    Un giorno alla volta
    Puoi recuperare tutto quello che non sei riuscito a fare
    Io ho buttato nel cesso tutto quello che avevo per lui. Ho perso tutto perché non c’ero con la testa per via delle illusioni che mi creavo per via dei suoi tradimenti e abbandoni
    Ancora oggi mi capita di capire il motivo
    Come ho potuto mi chiedo? Poi mi rispondo lucidamente: non c’era la testa, non riuscivo a reagire e a ribellarmi. Ero dentro sto ciclone da cui non uscivo perché non capivo più niente

    Tutte palle tutto finto tutto fatto e cucito per la sua vita. Fanno solo quello che gli va quando gli va e con chi gli va
    Ed è proprio vero l’articolo che parla delle scatole mentali da cui entrano ed escono
    Noi non le abbiamo loro sì e quante!!!!
    Quando stavo con lui avevo sempre quella costante sensazione di valere per il tempo in cui era con me (intanto che teneva tranquille le altre su wapp!). Appena andava via o comunque finiva il nostro tempo io ero già in angoscia totale per quella stra maledetta sensazione di assenza (sua) e vuoto mio interiore (mio). Le mie sensazioni erano giustissime purtroppo

    Guarda caso l’ultimo abbandono decisivo quando non avevo più soldi, quando non gli servivo più!
    Tutto finito
    Motivo che mi sono sentita dire dopo 2 mesi di sparizione? ‘Io so che ti ho fatto del male, so che ti ho fatta soffrire, so che non cambierò mai, so che hai bisogno di stare bene ed essere amata ma io non posso farti altro male perché non è giusto che fai le cose per me! Non è giusto che vivi per me e non è giusto che ti togli per dare a me’!

    Ma guarda un po’ ora che non ho più niente in banca e non sono più niente per me stessa e ho problemi seri in cui magari lui da ‘uomo’ che sa tutto quello che sto passando da SOLA, avrebbe dovuto/potuto ricambiare e fare qualcosa per me, lui si presenta a dirmi dopo oltre 4 anni che sono una persona talmente speciale che non merito di essere trattata male!!!! Ma perché accorgersi proprio ora???
    Ma guarda un po’ che coincidenza
    Quindi in pratica mi ha ammesso che in questi 4 e passa anni lui deliberatamente agiva fregandosene totalmente di quel male che sapeva di farmi, di me, di mio figlio che subiva indirettamente tutto!
    Alfredo lo sanno perfettamente anche loro quello che deliberatamente fanno
    Io non me ne facevo una ragione non ci credevo
    Esattamente come lo vediamo noi anche se non riusciamo mentalmente ad accettare di essere trattati così da persone per cui ci siamo anche rovinati

    E alla fine poi restano due cose:
    Il nostro IO raso al suolo
    Il nostro IO da ricostruire totalmente da zero e con l’umore più nero che abbiamo mai avuto nonché la demotivazione più totale

    Inizia da qualcosa per te e solo per te anche se non ne vedi il senso e non hai troppe forze
    Poi il senso arriverà per tutto

    Io davanti al suo ritorno dove mi proponeva un rapporto basato su contatti di profonda amicizia misto ovviamente sesso e legato a questo grande sentimento per una donna così meravigliosa come me ho detto NO!
    Andasse da chi ci crede ancora a costo di ‘rinunciare’ io ho fatto per la seconda volta la scelta che non ho mai avuto il coraggio di fare
    NO NO NO!
    E questa volta l’ho fatta per me e con il grande obiettivo che mi sono data ora nella vita che è provarci!!! Prima esistevo e stavo bene potrò farcela ancora e l’unico modo è tenerlo fuori. E guarda che la dissonanza si fa ancora sentire e non poco ma ho deciso che la mia dissonanza è la mia peggiore malattia che devo curare con l’unica medicina che c’è in commercio che si chiama DISTACCO (no contact chiamiamolo come vogliamo ma questo è)
    Mi sopporto le crisi di astinenza tanto passano me l’hanno scritto tutti qui dentro

    È sparito evviva!!! ora posso andare avanti sulla mia ripresa che già rispetto all’inferno dell’inizio è un’altra cosa

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    1. Cara Eris,
      come ho già detto la dissonanza cognitiva è una brutta bestia. Come persone sane di mente non siamo in grado di comprendere che possa esistere tanta cattiveria. Due cose mi hanno molto aiutato.
      1 – Gli psicopatici non cambiano mai e sono inguaribili.
      2 – I fatti non le parole.
      E poi tutte quelle palle sulla loro infanzia difficile, con genitori assenti e via dicendo. Può in alcuni casi essere vero, ma la mia ex è cresciuta in una famiglia benestante nella quale non è mancato né amore né attenzioni. Sono nati così ed è totalmente inutile cercare di scusarli sperando in un loro ravvedimento. Secondo me è di grandissimo interesse e aiuto l’articolo qui pubblicato (prima parte) dal titolo: “Il camaleontismo dei narcisisti e il bisogno della vostra energia vitale per il mantenimento della struttura patologica”. Questi esseri possiedono la grande capacità di conforndersi tra la gente comune e di riuscire a far passare per folli chi gli casca tra le mani qualora racconti la verità su di loro. Hanno un’enorme ascendente anche sulle persone più forti. Sanno come distruggerle piano piano. Ti studiano, magari con piccoli commenti o battute per vedere le tue reazioni e registrano tutto nel loro cervello bacato dove c’è posto solo per queste cose e poi far del male. Non possono vivere che così. Sono dei morti che hanno bisogno di continuo rifornimento “adrenalina” per sopravvivere e avere una parvenza di normalità. Il loro è un mondo finto, non c’è nulla di vero. Tutto inventato secondo le circostanze. Sono persone senza alcun principio morale o etico. La mia ex per rendersi insospettabile appartiene addirittura ad una congrega religiosa. Tutti i giovedì riunioni per discutere sui testi sacri. Preghierina prima di mangiare, preghierina col bimbo prima di metterlo a letto. CHI potrebbe pensare che dietro un paravento simile, praticamente impenetrabile, si nasconda una persona malvagia, che sfrutta il prossimo, che se ne frega bellamente del male che fa? NESSUNO. Sono molto furbi. Solo quando cade la maschera vedi l’orrenda figura che si cela dietro tutta questa finta spiritualità. Un mare di puzzolente liquame.

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  7. La cosa che più mi ha lasciata basita in tutta sta faccenda è stato sentirmi dire in faccia che lui sapeva perfettamente di fare del male coi suoi comportamenti
    Sapeva che soffrivo
    Sapeva che le mie reazioni di gelosia, che tanto contestava durante la relazione perché lo infastidivano, erano create dal suo comportamento sbagliato
    Però!!!!
    Io alla fine della storia vivevo meglio nella mia illusione di pensare vabbè questo è pazzo questo non fa cose normali come tanti di noi magari manco se ne rende conto.
    L’avevo chiusa così dicendo a me stessa sei finita in mano ad uno che ha un cervello rettiliano ecc ecc insomma le cose che ho letto nei vari articoli.

    Invece scoprire che si accorgono e sono pure consapevoli beh non male! Ma loro non ne possono fare a meno non ce la fanno e non smetteranno mai
    Almeno su questo è stato sincero dai!!!! Forse una delle poche verità in tanto mentire
    So che dovrei apprezzare quanto mi ha detto perché mi ha messa all’erta da lui stesso ma sono state dichiarazioni amarissime. Non ho più nulla a cui attaccarmi per non sentirmi un’idiota!!! Fa niente supererò anche questa mazzata

    Ah per la cronaca sul fatto che loro poverini hanno tutti un passato difficile e burrascoso…beh anche moltissimi di noi e io in sta trappola non ci sono cascata se non all’inizio perché ad un certo punto pensavo che pure io ho avuto un passato famigliare non da ridere eppure sono una persona buona generosa e onesta, e non mi sono mai sentita legittimata a maltrattare nessuno.

    Ah sì sì Kolisch anche io ho imparato la grande lezione di vita che hai scritto: i fatti non le parole
    Da questa disavventura in poi sarà un metro di giudizio indiscutibile per ogni singola persona che si presenterà e in qlsiasi ambito
    Fino ad oggi non badavo molto forse perché ho vissuto poco sulla mia pelle certe falsità ma ora che ho avuto modo di scoprire questa parte di psicopatia ho gli occhi spalancati
    È proprio vero che ha ucciso la mia ‘ingenuità’
    Buona serata 😊

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    1. Cara Eris,
      è questa loro abilità a mischiare abilmente piccole verità a grandi menzogne che li rende viscidi e pericolosi. Se senti che la tua ingenuità ed innocenza è stata uccisa allora, mi spiace dirtelo, ma il vigliacco ha vinto. Una cosa è fare buon uso delle cattive esperienze e un’altra è cambiarti in qualcosa che loro vogliono. Ci godono anche a vederti sospettosa verso gli altri. Sii te stessa. Gli psicopatici ormai li annusiamo a chilometri di distanza ma lascia intatto il tuo cuore. Non farti corrompere da questi miserabili.

      Ciao

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  8. La verità sempre rovesciata, un po’ diversa da quella che hai visto e da quella che qualsiasi persona normale cui la riferisci è in grado di vedere. Poi nei rari casi in cui si deve confrontare con te davanti ad altri, allora è un arrampicarsi sugli specchi e cambiare discorso. Il problema, almeno lo è ancora per me, è la sensazione di non riuscire a cambiare la situazione, la sensazione, dopo, quando ci ripensi, di essere stato “fregato”, che magari potevi dire o fare qualcosa; ma a quel punto entra sempre il nostro scrupolo: mai più la sputtani in pubblico, poi a casa cosa dirà?
    Insomma, sono abilissimi manipolatori della realtà, tanto, come dice lei, ognuno ha la sua verità, non ne esiste una univoca. E così passa tutto e tutto diventa accettabile, sempre per loro, poi quando tocca a te due pesi e due misure, diventi quello aggressivo!
    Intanto è importante vederlo. Io ancora non riesco a contrastarlo se non con la rabbia e so che non serve provarci. Io ci sono ancora dentro. Ma almeno non lo accetto più passivamente.
    Visto che l’ho trascinata in terapia di coppia (strano, anche se la sta di fatto boicottando) ho ancora un filo di illusione che possa capire e cambiare. Illuso vero?

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    1. Caro Gianni,
      Fregato sei stato fregato, non ci piove e non puoi fare nulla per cambiare la situazione. O resti e accetti una non vita, oppure tronchi e ricominci a respirare. La scelta è tua. La terapia, anche di coppia, NON SERVE A NULLA! Non esiste cura per questo squilibrio mentale. Ho già scritto le parole dette da uno psicoterapeuta di fama mondiale in un’intervista radiofonica americana. Alla domanda dell’intervistatore: “Ma si possono almeno ottenere dei miglioramenti?” lo specialista ha risposto: “Si, facendo terapia 5 giorni a settimana per 4 ore al giorno e per la durata di 10 anni”. Tutti ci illudiamo che possano cambiare. Il problema è che NON SONO malati mentali nel senso stretto del termine. SONO COSI’! E’ il loro modo di vivere. Scusa la brutalità, ma togliti dalla testa qualsiasi illusione. Perdi solo tempo!

      Ciao

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  9. Caro Gianni
    Ti capisco perfettamente
    È un’agonia sia che ci sei dentro sia che sei fuori e questo purtroppo è il problema che ci fa restare dentro perché capiamo benissimo cosa ci aspetta dopo e il pensiero ci uccide in ogni modo
    Io sono uscita da poco, solo 2 mesi, dopo svariati tentativi di fuga
    Lui sta bene senza di me ora io me ne faccio una ragione soprattutto sul fatto che è così che DEVE essere così altrimenti non avrò mai la speranza di dimenticare questa orribile sensazione che mi condiziona l’esistenza da oltre 4 anni e che si chiama dissonanza
    L’illusione di un grande amore contrastato dalla consapevolezza di essere stata ingannata all’ennesima potenza
    Ti scatterà quando non ne potrai più intanto sei sulla strada giusta perché sei qui con noi
    Sai già di tuo cosa comporta lasciarla sai già di tuo cosa comporta starci insieme
    Sai già cosa ti aspetta dopo
    Mesi di sofferenza che dovrai affrontare con coraggio
    Quando ti sentirai pronto ad importi la disintossicazione lo farai
    Io spero per te che sarà così perché il tempo passa
    Io ne ho perso tanto dietro al nulla ho perso tutto e ora piango anche per questo ma vado avanti triste ma con determinazione e un pochino di forza ogni giorno di più
    L’unico consiglio che ti do è di costruire in parallelo qualcosa per te in modo da non restare totalmente scoperto quando arriverà il momento
    Io mi sono ritrovata completamente sola dopo l’abbandono ora sto ricostruendo una vita perché non l’ho fatto prima per correre dietro a lui che intanto andava da un’altra parte evidentemente più profittevole!!!

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    1. Cara Eris,
      che lui stia bene ho i miei dubbi. Queste persone non stanno mai bene. Per loro come per noi è una droga. La loro è la continua ricerca di rifornimento (adrenalina) che dà un piacere momentaneo, per questo cambiano spesso partners. Per noi è (era nel mio caso) una dipendenza affettiva. Ci vuole solo tempo per far sedimentare queste emozioni e disintossicare il cervello. Ti racconto cosa è successo stanotte. Erano le 2.30 più o meno (col lavoro che facevo ho i bioritmi scassati). Suona il cellulare (whatsapp). Vedo un’immagine e penso: “Ma chi è?”. Beh avevo cancellato tutto ma se qualcuno ha il tuo numero l’unico modo per non farti più contattare è bloccarlo. Dopo 8 mesi si rifà viva. Non ci crederai ma non l’ho riconosciuta! “E io mi ero innamorato di sta cosa qui?”. Naturalmente non ho risposto. NON MOLLANO! Dobbiamo rendercene conto. Il fatto è che non mi ha provocato alcuna emozione. Se rispondevo avrei dovuto ascoltare le sue solite palle! Tu e Gianni non ponetevi il problema di quando finirà questa tortura perché finirà ve lo assicuro. Mi vedo ancora nei vostri panni. L’ultimo pensiero prima di dormire era lei e il primo appena sveglio era sempre lei. Mangiavo disordinatamente passando una sacco di tempo disteso sul divano come un malato terminale ad intossicarmi di sigarette. Vi capisco e sono con voi in questo difficile momento.

      Un abbraccio

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  10. È esattamente così Kolisch
    Si tengono le porte aperte per quando gli parte il trip che manchi all’appello da troppo tempo e magari gli puoi sfuggire di mano
    Vengono a vedere come stai
    Tutto vero ogni singola parola scritta in ogni articolo! Ste cose le capisci e le concretizzi quando inizi ad uscire dalla dissonanza acuta
    La famosa bambola da scaffale io non gliela faccio più
    Grazie al cielo ho finito la fase acuta delle giornate e nottate spiaggiato mezza morta sul divano a fumare come una turca e bere
    Mi ricordo ad Aprire i miei post disperati e voi che mi scrivevate e mi avete aiutata con la vostra presenza dandomi la speranza
    Prima mi isolavo dal mondo perché non avevo le forze nemmeno di farmi coinvolgere nelle chat delle mamme ora seguo tutto e tutti perché almeno sto fuori di qui sto in mezzo alla gente
    Ecco mi sono imposta di fare l’esatto contrario di prima quindi socializzo
    Parlo e cerco di concentrarmi su quello che mi viene detto
    Ascolto mio figlio lo seguo ovunque
    Ecco questo faccio dalla mattina alla sera!
    Lui è in testa a volte mi innervosisce a volte mi manca ma so che ogni giorno che passa lo allontana e questo mi dà forza di dedicarmi a me
    Prima non lo facevo mai!

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    1. Cara Eris,
      ti trovi nel momento più delicato, quello delle montagne russe. Alcune volte sei in cima, dove il dolore della sua mancanza diventa quasi insopportabile. Poi si scende perché il cervello non è in grado di sopportare un pensiero così ossessivo. Andrai avanti per un po’ ma poi la giostra si ferma. Purtroppo come sempre, solo chi ci è passato può capire. Spesso mi sono chiesto perché tornano. Ho letto molto e la triste verità è che abbiamo avuto a che fare con adulti col cervello di un bimbo di 5-6 anni. Per loro siamo e saremo sempre solo oggetti. E’ molto interessante quello che ho letto in un sito americano. Spesso vengono usate parole difficili da comprendere e che mandano ancor più in confusione, invece quel pezzo era molto chiaro. Diceva quanto segue.
      “Guardate un bimbo che ha su uno scaffale i sette nani. Il suo preferito in QUEL MOMENTO è Gongolo (il partner attuale) ma sono presenti anche gli altri sei tra cui, per esempio, Mammolo che però è l’ultimo nello scaffale, ricoperto di polvere perché al bimbo non interessa più. Ma provate a prenderglielo. Lo difenderà con tutte le sue forze e guardandolo si dirà: “Quanto tempo è che non gioco più con Mammolo?”. E allora lo pulirà, lo metterà vicino a Gongolo e cercherà di parlargli, di ridargli importanza”. Ecco è questo che fanno gli psicopatici. Allora tornano perché Mammolo è diventato di nuovo importante. Sono molto disturbati. Inutile perderci tempo.

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  11. Ancora una cosa.
    Attenta ai trucchetti mentali.
    Ti faccio solo due esempi.

    (Menzogna) – LEI: “Avrei bisogno un favorone. Oggi sono impegnata. Potresti tenermi mio figlio il pomeriggio?”. Rispondo di si. Passano 10 minuti.
    “Contrordine. Pare venga a prenderlo quell’irresponsabile del padre (avuto da uno ma mai vissuto insieme)”.
    (Verità) – Già sapeva che veniva il padre ma voleva solo controllare se ero a disposizione!

    (Menzogna) – LEI: “La signora del quarto piano mi aveva chiesto se conoscevo qualcuna che poteva aiutarla nelle pulizie di casa, ma lei non risponde. Puoi controllare?”.
    (Verità) – Non si è presentata la sua amica. Una palla per vedere se ero anche in questo caso disponibile.

    E potrei raccontartene a decine di queste cose.

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  12. Sì sì Kolisch confermo il post dei nani !
    Lui faceva così ci giocava e poi troncava ovviamente in malo modo così da uscirne pulito! Poi aspettava pazientemente ( per loro il tempo davvero non incide minimamente! Un giorno è uguale a un mese…) perché regolarmente con una scusa o con l’altra sapeva già che anche a distanza di mesi le adepte sarebbero tornate spontaneamente e la’ ricominciava il gioco. Una volta per vendetta per un mezzo torto subito, una volta per puro gusto suo personale a vedere che erano ancora sotto la sua influenza. Si gongola con ste Stronzate…e tornano tutte quindi aveva pure ragione ad aspettare già sapeva!!!
    Una volta tornate là arriva il momento topico della loro esistenza cioè farle ricadere
    Quando poi sono in trappola allora possono tornare a concentrarsi sulla preferita che intanto è la’ che soffre per la freddezza il distacco e magari se ne sta anche un po’ nel tanto adorato silent treatment! E pensa che culo io ero la sua preferita ahahahahah

    Quanto al tuo secondo post a me capitava che mi fissava appuntamenti che poi bidonava ma soprattutto praticamente tutte le promesse che mi ha fatto riguardanti noi e le cose che avremmo fatto insieme mai mantenute. E ti parlo di cene, vacanze, giornate dedicate a me…..lui bravissimo a cacciare scuse per ogni cosa.
    Alla fine ho realizzato che tutto andava esattamente secondo i suoi piani e impegni
    Era tutto organizzato e incastrato alla perfezione e quando ero di intralcio c’era sempre una scusa per coprire l’assenza
    Vabbè tanto ho smascherato tutto da detective e quello che mancava a chiudere il puzzle l’ha ammesso lui. Fine della storia

    Grazie al cielo i momenti di dissonanza li sto superando bene. Ho passato giornate infernali sotto questo punto di vista, sembra di impazzire
    È proprio vero che il tempo aiuta e sapere che sarà sempre meglio come scrivi sopra è di grande conforto
    Ci sono parti di lui che mi mancano il resto proprio per niente!!!
    La cosa più bella è la ruminazione che mi sono essere accorta essere quasi sparita
    Quando mi accorgo che ce l’ho riesco a bloccarla quasi subito
    Ho passato almeno 45 giorni con sto incubo costante onnipresente in testa… dialoghi infiniti con lui le ex gli amici ecc ecc
    Non riuscivo a fermarli finché non finivamo tutte queste insopportabili conversazioni!!!
    Come i pazzi insomma!

    Non ho più paura di non farcela ora, ho solo tanta paura che stia la’ piantato in testa ancora a lungo. Ho paura di continuare a sentire la sua mancanza e ho paura di continuare ad andare avanti con sta sensazione di presa per il culo
    Sento gli effetti del trauma dentro ma sto reagendo
    Faccio tutto col velo nero ma ora almeno esisto anche se al 15% che è già buono!
    Fino a 15 giorni fa non esistevo proprio
    Che fatica!!!!

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    1. Cara Eris,
      vedo con malcelato piacere 🙂 che non sono l’unico che ama le ore notturne. Proprio ora ho preso una piccola pausa perché sto provando “Soldier of Fortune”, che sembra semplice ma non lo è. Tornare a suonare le tastiere mi ha aiutato molto.

      Anche a me una volta aveva detto: “Ti ho messo nei preferiti (Whatsapp)”. Al momento ovviamente non avevo capito un bel tubo di niente del suo disturbo. Ero il Gongolo di turno! Il problema è che loro non hanno solo i 7 nani ma molti altri nani pure quelli. Rubalo, Menzognolo, Ingannalo, Fregalo e via dicendo. Hanno dozzine di donzelle alle quali rivolgersi.

      Riguardo al fare il detective lo abbiamo fatto TUTTI anche quelli che affermano che non farebbero MAI una cosa simile. Per quanto mi riguarda non l’ho mai seguita né chiesto nulla ad altri di lei. Ho scoperto l’inganno quando mi diceva che il giovedì sera andava a ballare la salsa e io le curavo il bimbo. Per curiosità volevo vedere nel web quel locale latino. Beh, guarda caso è aperto SOLO il venerdì e il sabato. Quando si scoprono gli inganni meglio non dire nulla. Poi si scaricano addosso in una volta sola a questi esseri in modo da sommergerli di merda. E’ quello che si meritano!

      45 giorni? Io ho impiegato 8 mesi quasi 9. Il cervello facilmente si abitua alle sostanze che il contatto con gli psicopatici produce. Liberarsene ha bisogno di tempo. Niente altro.

      Presa per il culo lo sei stata e bisogna esserne consapevoli. Ma non è colpa nostra. Sono loro i malvagi che approfittano dei cuori buoni. La mancanza che ancora senti è per quello che ti ha fatto credere di essere. In verità non è mai esistito nulla. Certo che è una faticaccia ne so qualcosa. Ma poi avviene un fatto strano. I ricordi restano, buoni e cattivi, come in tutte le cose della vita. Ma li vedrai avvolti in una nebbiolina e ti ricorderai che magari è meglio mangiarsi un bel panino al prosciutto di Parma con qualche carciofino sott’olio (gnam!). Accidenti mi è venuta fame. Guardo nel frigo! Spetta …
      Sob, tristemente vuoto, però ho della cioccolata fondente. La metto in due fettazze di pane. Ne vuoi? 🙂

      Ciao

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      1. Cari Kolish e Eris, grazie del sostegno. Sto veramente combattendo con me stesso, tra la consapevolezza di quello che dite e che ormai ho capito da tempo, e l’illusione, ha ragione Kolish, di un suo improbabile scatto di comprensione/cambiamento (alimentata come sapete dal fatto di essere in terapia di coppia). Come dice Eris sicuramente arriverà il momento del mio scatto finale, quando la misura sarà colma, probabilmente quando il cervello riuscirà a staccare, adesso non ci sono ancora. Ancora stanotte mi sono sdraiato accanto a lei dopo una giornata nella quale a fatica ci siamo rivolti la parola, ma durante la quale ho anche ricevuto alcune piccole attenzioni (questa settimana sono al lavoro distante da casa e lei mi ha fatto la spesa; io le ho proposto il consueto aperitivo che per noi è sempre stato un rito); poi ci ragiono su e mi dico che sto solo raccogliendo piccole briciole di quello che dovrebbe essere un normale rapporto d’amore. Il fatto demenziale è che rimane un pensiero fisso dal quale non riesco a staccare; cerco di impormi di non pensare, almeno per addormentarmi, ma è difficile.
        Come al solito mi sale la rabbia pensando a quanto siamo stati anche bene insieme, specie se penso ai nostri figli, che sicuramente hanno colto molto del nostro disagio, ma che non credo abbiano la minima idea del livello di rottura in atto. Poi penso che in quei momenti probabilmente sono solo stato quello che le serviva per sentirsi bene lei… Quando in terapia decanta quanto mi abbia amato e quanto abbia fatto per me la rabbia monta ancora di più…
        Finchè scrivo queste righe ancora un residuo senso di colpa: e se le leggesse? Poi mi passa!
        Intanto cerco di ritagliarmi qualche spazio per me, per disintossicarmi mentalmente con persone sane e per gettare qualche base solida cui aggrapparmi in futuro. Ma è dura!

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  13. Caro Gianni spero che sia una brava mamma almeno questo, per il bene dei vostri figli.
    Il concetto delle briciole….già che amarezza felicitarsi e darsi ossigeno mentale quando ci fanno mangiare le briciole. Una briciolina delle loro riesce a riempire temporaneamente voragini di vuoto…poi ci si mette la’ come cagnolini ad aspettare la prossima boccata di ossigeno!
    Pazzesco come ci si accontenta pur di avere qualcosa
    Assurdo come li ricopriamo di tutte le più splendide energie per accontentarsi di una briciola! Quanto spreco di tempo ma è normale ci freghiamo il cervello a stare con loro e io non ho più voglia sono troppo stanca
    Infatti fa bene a stare lontano perché evidentemente ha capito che il tempo del TUTTO in cambio del praticamente NULLA è scaduto!
    E qsta è la sensazione più bella che mi portò dentro cioè una tale stanchezza mentale da non avere più nessuna voglia di ricominciare e questa è la forza che mi ha fatta restare con me…ma chi me lo fa fare di farmi tutti sti sbattimenti per lui per poi dovermi sbrigare pure tutti quelli della mia vita e tutti quelli per mio figlio, e tutto questo sempre da sola senza mai un suo aiuto concreto per me! Basta sono stanca le mie energie le uso per me, per attirare su di me la vita che mi circonda e infatti guarda caso da qndo ho cambiato questo aspetto qualcosa piano piano sta arrivando
    Non alzo più un dito per lui troverà di meglio!!!! Rido da sola ora ma almeno rido al pensiero delle altre povere serve/i perché io sono libera !!!!

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  14. Quando in terapia decanta quanto mi abbia amato e quanto abbia fatto per me la rabbia monta ancora di più…

    Stessa cosa Gianni anche lui mi ha detto che per me ha fatto tanto
    In pratica il concetto è che per noi loro hanno fatto molto di più di quello che normalmente fanno per gli altri
    Verissimo! Questo posso confermarlo perché sono rimasti e hanno dei sentimenti per noi diversi dai non sentimenti che provano per gli altri, queste sono le briciole extra che noi prendiamo e gli altri no
    Per loro è uno sforzo evidentemente visto che lo evidenziano!
    Ecco questo è il grado più elevato del loro modo di amare ma non possono e non riescono a cambiare il resto perché sono troppo sbilanciati e incentrati su se stessi
    Purtroppo è così e sarà sempre così
    Ho sperato a lungo cambiasse ma ora so che non succederà mai e non posso più lottare per questo perché non sopporto più niente di queste cattiverie gratuite che non tengono conto della mia esistenza e delle mie esigenze
    Io voglio essere qualcosa di concreto per qualcuno,almeno alla pari non chiedo tanto
    Altrimenti me ne sto da sola

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    1. Ciao Eris,
      che piacere leggere queste e le parole sopra da te.
      Oltre a tutto quello che hai elaborato lo switch “sto meglio sola che con una persona / rapporto del genere” è fondamentale, il pensiero di poter fare a meno di lui è fondamentale, il pensare a te e al tuo benessere è fondamentale.
      Hai gettato le basi, cara. Non spaventarti se dovessi nuovamente tentennare, ci sta ed è normale. Non colpevolizzarti ma fissa l’obiettivo. Il percorso è iniziato, ed è la via giusta.
      Un abbraccio

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  15. Sì cara Eirs, è stata ed è un’ottima mamma, questo glielo devo, anche se negli ultimi mesi non è riuscita a cogliere nessuno dei segnali che gli stessi figli le hanno lanciato rispetto al suo modo di essere; per fortuna abbiamo insegnato loro a ragionare con la loro testa e credo che in questo stiano dimostrando una grande maturità. Se c’è una cosa che ancora di più mi ostacola è proprio questa sua dote che non posso non riconoscerle, oltre al fatto che sarà pressochè scontato che sarò io a dovermi eventualmente ulteriormente allontanare dai miei ragazzi, non fosse altro che lavoro due settimane al mese fuori città. Un’altra cosa che mi tiene attaccato è che io ho effettivamente ricevuto molto per molti anni (anche se adesso vedo anche quanto mi ha tolto); in pratica ho vissuto un velocissimo love-bombing, un’altrettanto veloce fase di svalutazione e scarto, poi, immediatamente rientrato nei ranghi, una fase di idealizzazione durata anni; anche per questo la successiva velocissima e crudissima fase di feroce svalutazione e svilimento della mia persona è stata per me così drammatica e insopportabile, ma ancora così difficile da accettare e comprendere, accentuando probabilmente ancora di più la mia dissonanza; ma so che allora il più delle volte ero io che stavo colmando un suo bisogno. Anche lei adesso, più o meno velatamente dice di aver dato più di quanto abbia dato io a lei e che quindi adesso merita di più per se stessa. Riassumo l’esito finale del suo personale (molto personale!!) percorso terapeutico: nel matrimonio ha rinunciato a parti di sè stessa che adesso deve recuperare, per cui il suo mantra attuale è “adesso prima vengo io, non rinuncio più a nulla per me stessa e a nessun mio bisogno; ho cercato di essere la madre, moglie, figlia e financo nuora perfetta, mi sono sentita autocastrata, adesso basta”; beh, io credo che una posizione di questo tipo sia incompatibile con la scelta di avere un’unione seria e duratura, scelta che presuppone proprio la capacità di rinunciare a qualcosa per l’altro e la capacità di accettare i limiti e i difetti dell’altro. Beh, io credo che la perfezione non esista, ma cercare di essere il miglior padre (madre) possibile, il miglior marito (moglie) possibile, financo il miglior genero (nuora) possibile sia lo scopo per il quale si sta insieme e si fanno dei figli. Al suo “prima vengo io” le rispondo con “prima vengo NOI, nemmeno prima viene l’altro, ma prima vengo NOI”, il che non vuol dire rinunciare a sè stessi, in un rapporto che deve essere di assoluta reciprocità! Ma il suo enorme senso di diritto le impedisce di fare un passo indietro e di capire che la vera felicità sta nel dare e poi nel ricevere, e non viceversa, e che solo così si possono innescare quei circoli virtuosi che sono l’esatto contrario dei circoli viziosi e dei corti circuiti cerebrali che invece li contraddistinguono.

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    1. Caro Gianni,
      rispondo a te ma vale per molti altri in questo blog che non hanno ancora, mi permetto, capito CHI sono le psicopatiche.
      Non metto in dubbio che sia stata ed è un’ottima mamma. Per forza. I figli non sono altro che delle loro estensioni. Li amano per questo e niente altro. Inoltre sono un’assicurazione per la vecchiaia quando avrà problemi di spostamenti eccetera. E’ solo un investimento pratico.

      La terapia di coppia non serve a un bel niente. Lei avrà sempre ragione e tu sempre torto.

      Ti ha dato tanto in questi anni? Anche in questo caso è un investimento. “Cosa posso trovare in mio marito? Una fonte di rifornimento”. Solo questo Gianni. Non ti ha mai amato, non ti ama e non ti amerà MAI! Che ti entri in testa una volta per tutte.

      Se ho capito bene vivete ancora insieme e questo è davvero un grosso problema che per fortuna non ho avuto io, quindi non posso esprimermi né dare consigli.

      Ciao

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  16. Caro Kolisch, che dire, grazie della schiettezza!
    Anche se uso toni concilianti sono consapevole delle cose che sottolinei così duramente; infatti scrivo che so che il suo darmi amore e vicinanza serviva in realtà più che altro a colmare un suo bisogno, nella fattispecie quello di apparire, non solo a me ma anche e soprattutto agli altri, la moglie perfetta (e probabilmente di assicurarsi futuro rifornimento) e che sono stato “amato” solo nella misura in cui ho di volta in volta soddisfatto le sue inesauribili richieste. E’ che non ci si capacita del cambiamento!!
    Viviamo ancora insieme, in una sorta di limbo in cui ripetiamo meccanicamente le cose che ci fanno stare non dico bene, ma almeno meno peggio, che poi è quello che lei vuole in questo momento; sono io che ogni tanto esplodo per la frustrazione, lei ultimamente è molto mansueta e all’apparenza conciliante. Credo che lei abbia fatto i suoi conti, emotivi e materiali, e consideri il continuare a stare insieme semplicemente meno faticoso che sobbarcarsi una separazione a quasi 50 anni. Inoltre vuole lasciare a me l’onere della scelta, anche se questo aspetto non mi preoccupa.
    In realtà ero arrivato a prendere la decisione di non trasferirmi nella nuova casa con lei e lo stavo per comunicare anche ai figli, ma all’ultimo istante la sua apertura alla terapia di coppia (che chiaramente si sta rivelando piuttosto fittizia) mi ha fatto desistere. Il problema è che poi è ripartito tutto da capo, nel senso che tutto lo sforzo fatto per arrivare a decidere si è volatilizzato e io devo ricominciare a trovare la forza di staccarmi e mi sembra di essere come invischiato; poi c’è sempre il fatto che devo io staccarmi anche dai figli, e per quanto siano grandi questo rappresenta per me un freno enorme.
    Viviamo insieme da 20 anni ormai e quindi credo che ci sia una enorme inerzia da parte mia che fatico a vincere (possibile sia anche la vera e propria intossicazione a livello cerebrale? non cerco alibi, cerco di capire la difficoltà a staccarmi, cosa che continuo a fantasticare in infiniti monologhi, ma che non ho ancora la forza di fare aggrappandomi, in questo momento, alla fantasia che la terapia possa produrre qualche risultato).
    Credo la mia sia vera e propria dipendenza, anche proprio a livello di sostanze cerebrali, e credo di essere in una sorta di ricaduta; e il mio sentirmi di nuovo in una sorta di stato confusionale quando sono con lei me lo conferma. La cosa più positiva è che ho cominciato a scrivere su questo blog!
    Grazie ancora.
    Ciao

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    1. Caro Gianni,
      tu ti stai CONSUMANDO. La terapia come detto (se è una narcisista) non porta a nulla se non a spendere un sacco di soldi. Per quanto mi riguarda è utile solo se ci si reca da soli. Gli psicopatici, essendo grandi attori, l’hanno sempre vinta. Ti ripeto: hanno deposto le speranze anche psicoterapeuti di fama mondiale. Sono esseri inguaribili. Possono migliorare un pochino ma con tanto tempo da passare in terapia.
      La fase della difficoltà del distacco, del parlare continuamente tra sé e sé l’ho passata anch’io. Ma ho capito che NON ESISTE soluzione. L’unica è la fuga, per te ovviamente impossibile al momento. Ma a 50 anni bisogna decidere prima o poi. Ne va della tua salute. Il problema è che ci si guarda indietro e si pensa agli anni perduti. Purtroppo il passato ha il grave difetto che non si può cambiare ma il presente e il futuro si!

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  17. Cara Device tu mi hai aiutata tantissimo col tuo incoraggiamento
    Sei positiva sempre e io ti sono riconoscente delle cose che mi hai sempre scritto perché sia in termini di durata che di esperienza sei la persona che ha avuto più o meno lo stesso trascorso
    Leggere di una donna che sta bene dopo aver patito una storia simile alla mia mi ha dato coraggio

    Caro Gianni è durissima 20 anni insieme e dei figli
    Capisco il labirinto mentale che stai sopportando ma dalla mia breve esperienza dopo questo doloroso distacco ho capito una grande lezione. Abbiamo passato anni ad analizzare i loro comportamenti, a farci domande e mettere in discussione le risposte ma il problema principale è che non abbiamo guardato a quello che era il nostro benessere mentale
    Per noi la vita è dipendente dalle loro scelte dai loro umori e dalle loro decisioni! Certo hai capito bene tu che non sta prendendo una decisione perché le fa comodo così poi coi figli di mezzo lei non può perdere la faccia…loro poi sai cosa ti dicono? ‘Sei tu che sei rimasto io la possibilità di andare te l’ho data ‘!!! Ecco questo è ciò che ha detto il mio np alla moglie orami logora e succube in tutto da lui
    È normale però avere dei vincoli strettissimi
    Io quello che ti posso consigliare da fuori è che secondo me in terapia ci devi andare da solo e lavorare sul tuo recupero
    Inizia a fare questa cosa per te, per capire meglio tu cosa vuoi e cosa non sei più disposto a sopportare
    Guardati dentro guarda la tua disperazione
    La sua a noi non ci interessa!!! A me per quello che scrivi a prima sensazione è venuto da pensare ‘e chi se ne frega di come sta lei e di cosa pensa lei’
    Credimi una frase del genere solo 2 mesi fa nel pieno della dissonanza non l’avrei mai pensata
    Ora le cose le analizzo da fuori e mi si è ribaltato il mondo!!! Ora sì che capisco che l’errore più grande che ho fatto è stato il solito: concentrarmi su di lui e non su di me
    Quando lui/loro scelgono di andarsene secondo te quanto tengono in considerazione i tuoi sentimenti??
    Te lo dico io in coro a tutti gli altri: zero!!!!
    Credimi non si pongono il problema
    Riparti da te e dalle tue scelte per la tua vita
    Poi quando inizi a capire meglio farai una scelta lucida. E quando la farai riuscirai anche a mantenerla
    Ciao

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  18. Cara Eris, ti rispondo adesso, di getto dopo aver appena chiamato casa (lavoro fuori una settimana su due) e aver sentito, oltre ai miei ragazzi, anche mia moglie: telefonata “serena” e quasi scherzosa!
    E’ questo il problema: 16 anni apparentemente perfetti; se non considerassi che lei ha il nostro noto problema di NP, di cui non ho dubbi, potrei dire che qualcosa fosse sicuramente da rivedere, ma nulla che con un po’ di voglia di stare insieme non si potesse superare. E invece 4 anni fa il delirio, scatenato all’improvviso; sono stato umanamente demolito. Nel frattempo 4 anni di mia terapia personale, che continua ancora oggi, anche se a ritmi ridotti per motivi economici, visto che facciamo anche quella di coppia.
    La mia terapia è partita con una serie di auto colpevolizzazioni paurose, io ero il male e l’avevo fatta inutilmente soffrire e dovevo cambiare per lei, strisciavo chiedendole perdono e ricevevo bastonate da ammazzare un toro; ma un po’ alla volta, oltre ad aver reagito, ho raggiunto quella consapevolezza di cui parli, che mi fa dire che di come sta lei non mi interessa, non per egoismo, ma per autotutela; qualcosa ho anche io sbagliato (chi non lo fa) ma ho chiesto perdono, mi sono messo in discussione, ho pagato un prezzo troppo alto. La terapeuta di coppia mi ha chiesto se in merito alle lamentele di mia moglie io mi senta in qualche modo in colpa adesso; la risposta che ho dato è un no netto!
    Ma nell’ultimo anno le cose sono paradossalmente “migliorate”; lei non ha esternazioni forti, non mi riserva umiliazioni o trattamenti inumani, semplicemente vuole stare con me ma non mi ama più! Come si fa poi a pensare di dare questo esempio ai figli? E per la terapeuta di coppia sembra quasi una possibilità normale, tante coppie stanno insieme senza amarsi, per convenienza, e di quello che è successo prima non dobbiamo più parlare.
    Ecco, io non sono fatto così! E se c’è una cosa che ho portato a casa dalla mia terapia è che mi merito assolutamente di essere felice, di amare e di essere amato! Il mio terapeuta ha definito mia moglie incapace di amare, e ha ragione, lo è proprio “tecnicamente”; ma io sono ancora come ammaliato, vivo nel pensiero magico che le cose possano cambiare: credo siano i 16 anni “perfetti”; il mio cervello è condizionato, e anche se so che non sono stati veri, in automatico lavora così.
    La terapeuta di coppia, visto che almeno ho chiarito che così io non vado avanti, ci ha proposto di valutare un percorso che ha definito “normato” ovvero guidato, nel quale i confronti avvengano solo davanti a lei e che ci porti a cercare un compromesso possibile; per me va bene, anche se il mio compromesso potrà riguardare solo le modalità di stare assieme, non i miei sentimenti. Lei non ha risposto, vedremo. In merito ad un altro esercizio che dovevamo fare ha già messo in chiaro che è allergica alle regole, specie se imposte da altri (così, tanto per fare un esempio banale: lei, se seduta sul sedile del passeggero, non usa la cintura, solo se guida, ma perchè altrimenti suona il cicalino). Quindi credo che la sua risposta sarà “no grazie, si sta come dico io”.
    Ecco, a quel punto io dovrei avere la forza di mandarla a quel paese e cercare altrove la mia felicità, anche da solo. Ce la farò o ci sarà ancora un filo invisibile che in qualche modo riuscirà a tenermi lì?
    Questa è la mia battaglia! Voi mi fate coraggio.

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  19. Caro Gianni
    Che situazione complicata
    Alla base c’è sempre il condizionamento mentale e quella speranza ‘mortale’ che le cose magicamente cambino
    Ci ho messo 4 anni e mezzo per rendermi conto che non cambierà mai purtroppo perché per me aveva delle caratteristiche uniche nonostante i difetti evidenti
    L’ho idealizzato decisamente troppo!
    Capisco il tuo stato d’animo anche se ho meno anni di condivisione insieme e non ho figli con lui. Deve essere difficile
    Io non me la sento di darti consigli ma vedo che le fasi mentali in cui sei passato sono le medesime
    Il maledetto senso di colpa e la disperazione di non voler sacrificare tutta la vita accanto a chi ci dice di non amarci più.
    La paura di allontanarsi e la voglia di provare cos’è la felicità che mi manca da troppi anni
    Io non sono riuscita a restare perché davanti a questa frase tutto ha perso senso per me
    Ci ho messo un po’ a metabolizzarla ma sono riuscita a vederla come chiusura della storia. Sentirsi dire non ti amo ma mi piace stare con te mi ha tolto sia il sale che lo zucchero! Il difficile è rompere le abitudini e sobbarcarsi della lontananza
    Grazie al cielo tu hai questa possibilità di stare lontano
    Prova a togliere qualche vostra abitudine così piano piano ti distacchi
    Poi magari sono cose che già fai
    Abbi fede vedrai che troverai la forza di capire cosa fare quando sarà il momento giusto
    Io non mi sono più forzata, quando ho visto che non riuscivo a non riprenderlo ho aspettato pazientemente e con tanta angoscia il momento giusto
    Ha fatto tutto la mia parte di testa non malata, lei si è trascinata l’altra parte con se’ e ora se la sta curando!
    Prenditi tutto il tempo che ti serve
    Cerca di rilassarti e non massacrarti il cervello intanto che devi decidere altrimenti non lo farai mai oppure farai la scelta che ti sembrerà poi sbagliata
    Tanto un po’ di più un po’ di meno ormai non fa differenza per quello che ho visto io la cosa importante è decidere in modo concreto perché poi sarà quello il tuo punto di partenza. 🙂

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    1. Cara Eris,
      il “Non ti amo ma mi piace stare con te” è un’enorme trappola! La tipica mezza frase di sta gente.
      Per esperienza bisogna capire una cosa: non si deve lottare per scacciare il ricordo del narcisista, ma anzi bisogna ricordarlo. Ma cosa ricordare? I momenti belli e quelli brutti. Concentrarsi. Quando vi siete veramente sentiti felici? Quando provavate vero amore? E quando invece siete stati trattati come servi o serve? Bene. Se due persone si amano veramente non ci si pone queste domande. Quando si formulano nel cervello simili interrogativi amore non ce n’è mai stato né mai ci sarà. Non dico che non si possa litigare (che noia sarebbe) ma poi ci si siede da adulti a discutere degli errori fatti e non si mette sulla bilancia che “Tu ne hai fatti più di me” o viceversa. Non ha senso. Ci si dà un bacio e pace fatta. Da persone vere e consapevoli dell’amore che reciprocamente si prova. Tutto questo con gli psicopatici è impossibile.

      Ciao

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      1. Avete entrambi ragione!
        La cosa sconcertante, ma forse nemmeno troppo, è che io mi comporto così solo con lei (o meglio, in parte lo facevo anche con mia madre, non a caso ci sono cascato con lei ripetendo gli stessi schemi, probabilmente cercando di cambiarla per sanare le mie carenze affettive); con il resto del mondo mi sento una persona tollerante, portata al compromesso, ma riesco a farmi valere quando serve, anche al lavoro per esempio. In passato ho lasciato e sono stato lasciato, anche se non sono certo un collezionista di storie; ho sofferto come normale in questi casi, ma mai niente del genere.
        Quindi credo proprio che l’unica cosa sia attendere di essere pronti, senza forzare la mano, ma con la consapevolezza di non poter correre il rischio di assuefarsi a questa situazione assurda e frustrante.
        Grazie ancora e per oggi buona notte!

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  20. Ciao ho scritto qua e là sul blog…onestamente non so con chi sia stato ma ricordo benissimo che:
    1) io ero portato a giustificare certi suoi comportamenti o pressioni, lei no. Ancora oggi mi metterei a sedere per parlare sugli errori commessi, ammetterli etc…ma so che non sarebbe possibile semplicemente perché la finirei ad essere accusato di atteggiamenti che anche lei ha avuto ma che non ammette e quindi la si finirebbe nei classici discorsi stile vite senza fine. Ne uscivo col cervello devastato. È stata l’unica persona a farmi alzare la voce e perdere le staffe, riusciva a strapparmi di bocca frasi che non mi sarebbero mai uscite.
    2) il mio sesto senso mi diceva che c’era qualcosa di strano in certe manifestazioni ma non lo ascoltavo ed andavo avanti. Risulto ero arrivato ad avere un fortissimo conflitto interno tra “molla la barca non ti fidare” e “vai avanti è la donna della tua vita”. Ho mollato la presa. Tornato poi da lei a distanza di poche settimane (complici frasi che scriveva e foto che metteva sui social) mi sono beccato la sua vendetta: il senso di colpa fatto a persona, fredda ed indifferente. Era un nemico dopo che mi dichiarò amore eterno e che mi voleva sposare. Ho provato a tendere la mano ma nulla “non ti arrovellare il cervello” mi disse “non ti amo più”.

    Non ho mai subito una svalutazione vera e propria ma mi ha fatto sentire sbagliato.
    La storia è durata 8 mesi di cui 5 di love bombing con picchi principali:
    – si è provata con madre e zia un abito da sposa di nascosto dopo un mese “amore che gioie che mi dai”
    – 100 ti amo trovati nella mail
    – coinvolgimento della famiglia che era messa al corrente di questo grande amore

    Le frasi più brutte quando io avevo tirato i remi in barca:

    – se hai paura rimanga incita vuol dire che non mi ami
    – se dovessi rimanere incita non lo sapresti mai
    – comando io
    – lo so che per il tuo carattere stai già facendo molto ma io voglio di più
    – pagare cene, gite, pranzi, biglietti cinema non erano regali ma i miei pensierini invisibili dovevo farle pensierini concreti (non pagava mai nulla)

    Le frasi da brividi in love bombing:
    – sei tutta la mia vita
    – nel futuro non so cosa farò ma so che voglio te al mio fianco
    – non ti lascerò mai scappare
    – (piangendo) non pensavo si potesse amare così tanto
    – se mi lasci sento che potrei impazzire

    Triangolazioni in positivo:
    – ho detto a mio padre che ho trovato l’uomo della mia vita (padre che disprezza e con cui non si parla)
    – screenshot alla zia “lo amo così tanto” la zia che risponde “si vede dai tuoi occhi, già mi piace”

    Triangolazioni in negativo:
    – le mie amiche dicono che se ti comporti così è chiaro che non mi vuoi
    – ho smesso di raccontare ai miei di te

    Le prove d’amore mancate?
    – non essere andato al battesimo del figlio di una sua pseudoamica
    – non averla presentata ai miei

    Dov’era questo grande amore? Non c’era un Noi forse c’era solo un IO e la voglia di mostrare un fidanzato.

    Mah..

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    1. Caro Carl, i passaggi che descrivi sono più o meno gli stessi, cambiano le sfumature e probabilmente i contesti personali. C’è chi ci passa dopo poche settimane, e magari decide di starci dentro ottenendo quel riconoscimento che poi ti accorgi essere una trappola, e chi ci passa dopo 15 anni, così, all’improvviso, perchè dall’altra parte c’è solo il bisogno di far saltare il banco anche solo per far fronte alla routine e rivendicare con più forza il loro modo di essere. Frasi da brivido ne abbiamo portate a casa tutti credo; la mia peggiore è stata, dopo un matrimonio apparentemente felice e due splendidi figli, “mi hai rubato 15 anni di vita”; cioè lei l’ha detto a me! e solo perchè io ho “sbagliato”; adesso mi dice che ha avuto una reazione esagerata che io devo comprendere perchè derivava dai suoi traumi; chiaramente nessun pentimento.
      E se tu reagisci e ti trovi a fare e a dire cose che di tuo non avresti mai fatto o detto, allora hai la certezza che quello sbagliato non sei tu, e che stai correndo il rischio di diventare quello che vogliono loro, fosse altro per poterti dire che non ti amano più.
      Molte delle frasi che riporti sono una vera e propria svalutazione, non è vero che non ne hai subita; dirti che vede il tuo impegno ma non è abbastanza (cosa che mi sono sentito dire anche io più o meno velatamente per molti anni) è una svalutazione enorme: per quanto tu possa fare non sarai mai abbastanza, loro meritano di più. E infatti poi alla fine questo diventa il succo delle recriminazioni. “non hai fatto abbastanza” per risolvere i loro problemi e le loro frustrazioni. E poi sempre due pesi e due misure: quello che è ammesso per loro non vale al contrario.
      Se ne sei fuori, come mi sembra, non pensarci, e se è stata lei a lasciare, beh hai vinto la lotteria! Vai avanti e fai tesoro di quello che hai vissuto; e se troverai altra roba di questo tipo sul tuo cammino hai i mezzi per riconoscerla, questa volta dai ascolto al tuo istinto e alle reazioni del tuo corpo.
      Non so quanti anni hai, ma hai sicuramente tanta vita davanti!

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      1. Ciao Gianni e grazie per il commento!

        Se ne sono fuori…il periodo peggiore è passato però ci penso ancora, penso se potevo gestirla meglio senza perdere le staffe e senza purtroppo a volte usare certi sui modi di fare per difesa e per farle capire quanto potesse dar fastidio, ma alla fine ero così stanco e senza resistenza mentale che ho ceduto e l’ho mollata sbattendo un po’ la porta. Stavo bene all’inizio ma recuperate un po’ di energie ed un po’ di lucidità l’ho ricercata e lì ho scoperto come con tanta facilità aveva seguito il mio consiglio (che poi erano parole sue..) “volta pagina”. Mi chiedo come un amore così forte possa finire così. Oggi è un muro impenetrabile fatto di indifferenza, scarsa empatia ed egosintonia.

        Abbiamo passato mesi di tira e molla in cui sfatto mentalmente le chiedevo tempo per pensare, tornavo sempre io da lei cercavo di farle capire che non volevo pressioni ma solo tranquillità per superare il momento, mi ascoltava per pochi giorni poi tornava a chiedere prove d’amore e a criticare come mi comportavo ed io andavo in tilt…più faceva così più mi mandava in crisi e perdevo lucidità. Però resistevo e non soccombevo e più chiedeva gesti meno li facevo…le cose devono essere naturali non su richiesta.

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      2. Caro Carl,
        amore per loro ha lo stesso significato di lavatrice, lavastoviglie, computer, stampante e via dicendo, vale a dire una “qualcosa” che quando serve si USA. Lo stesso vale per gli esseri umani che gli stanno accanto. Ogni tanto tornano per vedere se l’oggetto è ancora di qualche utilità, se poi è l’oggetto che si offre meglio ancora; fatica risparmiata. Non puoi gestire una psicopatica, sarà sempre lei a gestire te! L’amore intenso che provavi e che provi tuttora esiste solo nella tua mente. E’ dipendenza affettiva. NIENTE è reale con loro. Contatto zero, UNICA soluzione.

        Ciao

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  21. Caro Carl, da quello che capisco la tua storia non è stata troppo lunga ne hai avuto legami troppo stretti (matrimonio, figli); capisco benissimo tutto quello che dici di aver provato, l’ho provato anche io e in tempi ben più brevi, all’inizio della mia relazione, che, al contrario della tua è proseguita poi per ben 20 anni con matrimonio e due figli (splendidi!!!). Meno stai a contatto e meno intensa si sviluppa la tua dipendenza; se accetti di starne dentro, sperando in un cambiamento che avverrà solo nella tua testa, la dipendenza diventa un fatto assodato, per te e per lei; tu credi di essere amato per quello che sei e invece lo sei, o meglio credi di esserlo, in funzione di quanto soddisfi i suoi bisogni, peraltro illimitati e quindi non soddisfacibili per definizione, e lei pensa di poteri avere e gestire a suo piacimento. Quando te ne rendi conto l’invischiamento è talmente radicato che la tua dipendenza ti rende quasi impossibile tirartene fuori (almeno è ancora così per me per quanto ci stia combattendo con tutte le mie forze). Ma se sei giovane e hai avuto la fortuna, anche fosse per una sua scelta, di esserne fuori, segui i consigli di Kolisch, lascia perdere, quello che hai provato era solo nella tua testa; non biasimarti per i tuoi comportamenti, sono in buona misura inevitabili anche se sono controproducenti per tutti. L’ultima tua frase è emblematica e dimostra come tu abbia mantenuto la tua integrità: quello che lei voleva non era sano e tu l’hai capito e, pur soffrendone molto, hai tenuto il punto e la tua dignità; l’indifferenza a la scarsa empatia sono in questo caso la punizione che secondo lei meriti per non aver soddisfatto i suoi desiderata, ed è il modo peggiore che hanno per farti soffrire; non cedere adesso e lascia che la tua vita ti regali quello che lei non poteva darti.

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    1. Care amiche e amici,
      spero con tutto il cuore che quanto sto per scrivere vi aiuti ad uscire da questa brutta situazione.

      Ho letto per due giorni interi parte dei testi di Hervey M. Cleckley e Robert Hare, due tra i maggiori esperti a livello MONDIALE sul disturbo Narcisistico di Personalità (DNP). Altro termine usato è Disturbo Patologico di Personalità, ma i termini sono interscambiabili e il DSM V è uno dei manuali diagnostici delle malattie mentali, maggiormente accreditato dalla comunità scientifica che tratta del DNP. Cosa ho letto? Ne faccio un breve riassunto dei punti salienti.

      La persona con DNP costruisce ad arte ed in maniera totalmente FALSA rapporti di stima, rispetto, amicizia e amore, SOLO PER SCOPI OPPORTUNISTICI, ripeto, SOLO PER SCOPI OPPORTUNISTICI, mentre dall’altro abbiamo il dipendente o vittima (noi) che, invece, questi sentimenti li proviamo realmente. Il/la narcisista NON PROVA sentimenti UMANI. La gravità della situazione nella quale vi trovate è che da un punto di vista mentale il narcisista perverso è SANO. Sa bene il dolore che provoca con il suo comportamento e vive di questo!
      Non è mai ansioso o nervoso. Mostra freddezza anche in situazioni di forte stress.
      Robert Hare, scrive che si tratta di un disturbo della personalità NON curabile. Quindi non fate le crocerossine! Ciò che provate è solo dipendenza affettiva, una “cosa” che il/la NP vi ha ben inculcato nel cervello.

      Per quanto mi riguarda per uscirne ho seguito il contatto zero. Bloccato cellulare (SMS, Whatsapp, Numero diretto, Email), bloccato telefono di casa fisso, cancellato account Facebook, cancellato account Twitter, cancellato account Linkedin e quant’altro mi avrebbe potuto mettere in contatto con la narcisista. Niente più ricerche nel web. Niente di niente!

      Credetemi, è l’UNICO modo per uscirne!

      Ciao a tutte/i.

      Kolisch

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  22. Carissimi,
    quest’ultima fase è durata pochi mesi ma nella mia testa lei c’è quasi 5 anni. Ho subito un’altra fase di love bombing 5 anni fa dove mi regalò le fedi finte “sei la parte mancante della mela” (similitudine con abito da sposa, pattern simile). Da lì mesi di presenza/assenza fino ad un video messaggio struggente di amore per poi praticamente sparire. Scoprì dai social che c’era un altro che poi definì psicopatico e causa dei suoi comportamenti nei miei confronti. Gli anni in mezzo tra quegli eventi ed oggi caratterizzati da riavvicinamenti non tanto convinti (viveva lontano) fino ai fatti raccontati che per lei erano “siamo nel momento giusto al posto giusto”.
    Lei teatralizzava tutto. Era come se vivesse in un film americano anni 50/60. Persona sempre col sorriso che a detta sua vede il buono in tutto, io le impedivo di essere così.

    Mi sono cancellato da FB e credo che questo l’abbia fatta incazzare, il mio ritorno ultimo era divuto a Spotify…si era caricata una mia playlist con un titolo emblematico e mettendo come foto profilo una foto malinconica con indosso una mia felpa che si era fatta donare per conservarmi con lei. Tutto ciò non fa umanamente “schifo”? Segnali volutamente ambigui.

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    1. Carl,
      chiudi una volta per tutte i rubinetti!
      Umanamente fa schifo? Ma non sono umani, la vuoi capire?
      Ne aveva UN altro? Ma queste qua ne hanno a decine! Lo so, sembra incredibile, ma è così. Sparsi in giro qua e là. Fa male venirne a conoscenza? si! Poi capisci che sono delle povere disgraziate sempre alla ricerca di qualcosa che nemmeno loro sanno cosa sia. SCAPPA! STOP!

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  23. Sì infatti Kolisch sono alla ricerca di qualcosa sempre…sono istintivi quindi cercano e trovano con criterio solo quello che gli conviene in quel momento…sicuri di poter tornare nei loro ‘porti sicuri’ ogni volta che si stufano
    Nella loro mente noi siamo la’ ad aspettare solo che tornino perché stiamo male e di tanto in tanto vengono a capire come va la nostra ripresa ma la realtà è che non gli frega niente!!! Siamo giocattoli
    Loro odiano perdere sotto tutti i fronti per qllo che tengono la’ per anni la povera gente (questo è qllo che intanto pensano di noi)
    Ahhhhh che perdita di tempo star dietro a questi, quante energie mentali SPRECATE!
    ma non siamo così poco importanti
    Sta tutto a rifocalizzare il pensiero su di noi poi la dissonanza sarà meno forte e per forza dovrà finire pure sto schifo mentale

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    1. Cara Eris,
      io ho passato TUTTE le fasi descritte in questi articoli. Dal love bombing, alla svalutazione fino allo scarto finale. La reazione è di un tremendo shock. Avere avuto a che fare con due persone completamente diverse fuse in una sola è roba da mandarti in tilt. Poi mi sono fermato a riflettere, anche con l’aiuto di persone notevoli e mi son detto: “Ma veramente vorrei accanto per la vita una traditrice, bugiarda, ipocrita e egoista?”. NO! Il problema è sempre lo stesso. Non si arriva a credere che una persona che si è amata così tanto sia in definitiva un fantoccio, vuoto e senza nessun sentimento. E’ questo il difficile da capire, per il semplice fatto che sono INUMANE e per persone come noi è orrendo accettarne anche solo l’esistenza. Purtroppo ci sono, ma io non le voglio vicine. Non possono avvalersi del privilegio di avere accanto persone come noi, di cuore e piene d’amore. Non mi interessa più quello che fa o quello che dice. E’ finita e basta. Ne va della mia etica, morale e dignità.

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    2. E sai Eris cosa mi manca?
      Suo figlio, quel frugoletto che avevo visto per la prima volta, aveva 5 anni e stava mangiando un passato di verdure lamentandosi che non era abbastanza verde. Un bimbo sbattuto di qua e di là da una madre irresponsabile e da un padre biologico che lo vedeva un giorno e mezzo a settimana. Mi mancano tanto i momenti nei quali gli raccontavo le fiabe per farlo addormentare mentre lei usciva a divertirsi passando le serate del giovedì in luoghi ambigui e promiscui, lei piena di principi morali che prima di mangiare bisognava dire la preghierina. Ma non mi importa di questo. Mi manca il bimbo. Se lei potesse vedere le lacrime che sto versando in questo stesso momento non proverebbe nulla. Questa creatura innocente che mi si era affezionata tanto che una sera mi disse: “Voglio stare un po’ vicino a te Papi”. Una frase innocente ma che ti riempie il cuore di gioia e il mattino dopo ti sembra che il canto degli usignoli sia una sinfonia ed il richiamo dei merli musica per le orecchie. Mi manca Eris non sai nemmeno quanto. E quando mi vedeva mi correva incontro abbracciandomi. “Non voglio andare con la mamma dal dottore, voglio stare a giocare con te”. E allora a promettergli che dopo sarebbe potuto venire a casa mia a giocare. Quante volte non ne avevo voglia, ma per lui lo facevo, perché sorrideva felice per semplici giochi anche solo con le biglie. E mi manca tanto il leggergli le fiabe per farlo addormentare e sentire il suo respiro profondo. Spegnere la luce e aspettare lei disteso sul divano che tornasse. Poi si apriva la porta e sentivo: “Sono tornata, sono a casa”. Un calore immenso nel cuore. Una famiglia. Tutto è finito. La luce si è spenta. Ma la vita continua. Magari un giorno lo rivedrò, un giovane adolescente che forse non mi riconoscerà nemmeno. Ma il mio cuore si, lo riconoscerà. E’ questa la carognata che mi ha combinato. Darmi l’illusione di un caldo focolare ed invece era solo una messinscena preparata da tempo. Servivo, solo questo. Né amore, né affetto, nulla. Solo il denaro risparmiato per una baby sitter. Questo è triste.

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      1. Kolish tutti servivamo solo x qualcosa….a me ancora peggio mi trattava come un animale ed io gliel’ho permesso….

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  24. Caro Kolisch, immagino la tua sofferenza, io ho due figli ormai grandi, ma sono stati bambini anche loro, e so quanto vale il loro sorriso, la loro presenza e il tempo speso per loro e con loro. Non si scherza sui sentimenti dei bambini, chi lo fa non è degno di essere chiamato umano; in teoria nemmeno su quelli degli adulti si scherza, ma almeno noi dovremmo essere più corazzati. In realtà non è così, anche perchè il dolore spesso va a toccare proprio quei vuoti che si riferiscono al nostro “bambino interno”; se non ci fossero quei vuoti loro farebbero più fatica ad attecchire.
    Faccio una riflessione sulla mia situazione personale: leggo su questo blog di molti che sono stati scartati e che stanno, giustamente, soffrendo come dei cani, ma che possono almeno vedere la loro sofferenza ormai da fuori e che stanno cercando, chi non l’ha già trovata, la loro via per disintossicarsi e ricominciare a vivere, cosa peraltro difficilissima visti i danni che provocano queste persone.
    Io sono stato scartato “umanamente” dopo 16 anni di matrimonio, ma lei non vuole lasciarmi, non ha altri, lei vuole tenermi, ma alle sue perverse condizioni, che poi sono quelle di una vita che dovrebbe essere almeno apparentemente tranquilla, priva di sentimenti profondi e con il carico di tutto lo schifo che mi è piovuto addosso, ma tranquilla (almeno queste sono le sue idee); sono io che devo trovare la forza di lasciare una casa, una famiglia (o almeno quello che ne resta), e due figli, oppure accettare queste assurde condizioni. Vincere in questo caso dissonanza cognitiva e dipendenza affettiva è veramente arduo, ve lo garantisco!
    Se mi guardo dentro, la mia paura non è rimanere solo, non mi manca la voglia di avere, a quasi 50 anni, ancora una vita da vivere pienamente, non mi spaventa (almeno così, a parole e in via per adesso del tutto teorica) la possibilità di amare ancora o il rischio di una nuova delusione. E’ che forse vivo ancora nell’illusoria speranza di poter avere tutto questo con lei. E’ questa la cosa demenziale e questo è l’effetto assurdo della dissonanza e della dipendenza. Scrivere qui mi sta dando forse un po’ più di consapevolezza, speriamo anche più forza.

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    1. Caro Gianni,
      grazie per il supporto.
      Purtroppo la tua è una situazione molto più difficile da superare riguardo alla mia. Non ho famiglia quindi siamo ai poli opposti. Però, se ti può consolare, ti sei incredibilmente risposto da solo. Chi accetta una simile situazione, soffre di dissonanza cognitiva e dipendenza affettiva è, secondo psicoterapeuti di fama mondiale, un demente, nel senso che è impossibile accettare simili condizioni. Che poi non abbia qualcun altro ho i miei seri dubbi. Non ti voglio ferire, ma le psicopatiche hanno sempre la ruota di scorta!

      Ciao e grazie

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      1. Caro Kolisch anche se ogni tanto è dura leggerla, apprezzo sempre la tua schiettezza. Come dici tu, credo di essere consapevole di quello che sto passando. È che veramente è una sorta di labirinto mentale dal quale non riesco ad uscire e questo mi provoca rabbia e frustrazione. Poi ti posso garantire che l’idea di affrontare i miei figli, vissuti 15 anni nell’apparente sintonia della famiglia perfetta, mi mette i brividi. Mi ero dato un tempo, che sta per scadere, per valutare l’esito della terapia di coppia. Chiaramente non solo non c’è nessun esito, ma tutto è anzi più confuso di prima e io mi sento ancora più manipolato e arrabbiato.
        Mi assento qualche giorno ma continuerò a leggervi se riesco.
        Grazie.

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    2. Caro Gianni, io sono andata via a 55, e come me altre ragazze coraggiose. Coraggiose Perché? La sofferenza non cambia molto, devo ammetterlo, perché quelle ragnatele che abbiamo nel cervello sono difficili da togliere. Mia figlia va una volta alla settimana dal mostro, così la sua coscienza è pulita, non ho abbandonato un essere umano. Sono d’accordo, ha preso le distanze, ma bene o male lo frequenta ancora. In questo modo non può vedere i sottilissimi inganni che tutti i giorni il mostro le propina. Crede di essere libera nelle scelte che fa nei suoi confronti, ma non può credere di essere costantemente manipolare. Non riesco a darle torto, è incredibile ciò che fanno. Quando cerco di farglielo vedere, persino io mi sembro Delirante! A questo punto, mi accontento del fatto che lei sappia che c’è uno schema preciso sotto. Spesso il saperla dal mostro mi dà molto fastidio. Mi dicevo “allora fai come lui, fai finta di lavorare, fatti dare la paghetta, 1000€ da Mami e papi dicendo che la tua ex ti prosciuga, a me da 50€ ogni volta che la ragazza va da lui, inganna, manipola, ecc, ecc, se pensi che questo ti dia la serenità e l’approvazione di tua Figlia”!!
      Quello che voglio dire è che essere moralmente onesti, soprattutto quando sai di essere stato raggirato, è una fatica, ma lo scegliamo noi perché siamo fatti così ( e meno Male! ).
      Il pensiero costante di loro, è una specifica programmazione mentale che mettono in atto ( dare sempre solo briciole per tenerti costantemente affamato e dipendente), in questo modo ti prosciugato, e tu perdi di vista i tuoi desideri. Quando ti abbandonano, perché oramai sei risucchiato dall’ansia e dalla confusione totale ( onestamente non saremmo più serviti neanche al vicino di casa come colf) c’è pure l’abbandono (morale o fisico) senza motivo reale. Un Disastro!
      Dopo un anno di terapia, sono riuscita a togliere qualche ragnatela, avendo il coraggio di guardare quale mio bisogno gratifica. Alla fine ho visto il più grosso: una persona che mi piaceva, anche se solo con una frase, riconosceva in me una capacità, questo mi ha legata a lui per 25 anni (oltretutto una frase che avrà detto a tutte). Oggi tutte le volte che mi viene in mente il mostro, vado a rivederci quali sono i valori e le capacità che ho ma non mi Riconosco? Oggi, caro Gianni, essermi staccata dall’infanzia, fa sì che tutte le azioni che io compio, sono per il mio personale benessere, e quello di mia Figlia! Non credo sia Poco! È vero, soffro, ma non mi sto più consumando come una candela. Un grosso bacio e buona domenica a tutti.

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      1. Cara Alba, scrivo di fretta. Grazie della comprensione e solidarietà. So che ne l’età ne la lunga convivenza aiutano a fare certe scelte. Brava che ce l’hai fatta. Tieni duro anche se avendo figli in comune non è possibile il contatto zero.

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      2. Ciao Alba io e te abbiamo fatto lo stesso passo insieme, io adesso sto per fare anche la separazione legale e non vedo l’ora. Io da quando sono da sola vivo molto più tranquillamente, anche io ho giorni no ma basta che ripensi alla sofferenza che ho passato che mi sento subito un po meglio ti abbraccio

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      3. Ciao Anna, ciao a tutti/e-
        Ho appena finito di leggere un articolo a dir poco raccapricciante sul DNP, scritto da uno PSICOTERAPEUTA, ripeto PSICOTERAPEUTA, che aveva in cura una donna affetta da tale disturbo. Le sue parole: “Ho avuto la disgrazia di incontrare nella mia professione, una persona che MI HA DISTRUTTO provocandomi danni morali e materiali notevoli, una persona bugiarda, infida e ipocrita, sicuramente l’essere più falso e diabolico che abbia mai incontrato”. Poi spiega che queste persone spesso sono profondamente religiose, che si votano a cause sulla sincerità, l’etica e la morale nei rapporti umani. E il bello è che ne sono convinte. Sempre pronte a dirti che tu le giudichi, loro poveri innocenti, che non capisci la loro bontà di cuore. Insomma ammette che anche gli specialisti non sono in grado di scoprire queste persone disturbate. Agli occhi del mondo riescono ad apparire come gli esseri più simpatici, socievoli, intelligenti e sensibili che esistano. E se fai notare a qualcuno, magari anche ai tuoi migliori amici, che in verità sono dei mostri non ti crederanno mai! Passerai tu per il pazzo di turno. Quindi mai dire nulla a nessuno di questi esseri infami. Unico metodo è cancellarli dalla propria esistenza. Non c’è altra possibilità. Ci hanno fatto un bel lavaggio del cervello (ne so qualcosa), ma quando accetti, sei consapevole di cosa sono, il distacco avviene automaticamente e alla fine provi solo una grande pietà per gente che non sa cosa vuol dire AMARE!

        Ciao

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  25. Cara Ilaria,
    tu non hai permesso nulla! Sei semplicemente caduta in un tranello ben congegnato. Se non ci fossi cascata saresti anche tu una NP.

    Un bacione

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  26. Ciao Gianni, se ti può consolare oggi sono ko mentalmente. Io sono intrappolata in ql labirinto mentale di cui parli e lui non c’è più
    Questo per farti capire che, sia che tu sia dentro sia che tu sia fuori la sensazione sgradevole che proviamo è a prescindere
    Ormai è il condizionamento che viviamo da anni che si ripete ciclicamente in noi e questo non ha senso e non trova giustizia
    Sono 2 giorni che vivo questa ansia Immensa
    Ci vuole pazienza passerà prima o poi
    L’ho vissuta dentro il rapporto ed è pazzesco come ancora oggi sia dentro di me
    E tutto ciò non è ne’ reale ne’ razionale e me ne rendo conto da sola ma è la’ piantata che mi perseguita
    Posso solo osservarla e farla sbollire ho capito che non c’è altra soluzione anche se è logorante e rovina le giornate
    In risposta a Ilaria: la penso come Kolisch non è colpa nostra questi ci fottono il cervello è un dato di fatto e lo dimostrano tutti i nostri pensieri e le dichiarazioni di chi sta meglio e ci è passato
    Più passa il tempo e più ci accorgiamo del capolavoro che hanno fatto

    E loro che fanno intanto???? Beh ovviamente vivono tranquillamente senza di noi! Che rabbia ho dentro oggi a sentirmi di essere stata così un nulla per ritrovarmi a stare solo io così tanto male
    Proprio ingiusta sta cosa
    Attendo con pazienza la fine della dissonanza cognitiva per continuare a vivere serenamente penso sia l’unica strada percorribile

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  27. Anche se sono sfiduciata anche se non capisco il senso di sta sofferenza anche se non me ne faccio una ragione di come sono stata scartata dopo quello che ho provato
    Anche se fino al mattino dello scarto venivo chiamata amore
    Anche se capisco che non potevo andare avanti così ma non vedo il senso a niente di quello che è successo
    È uno schifo assoluto
    Io vivo con sto ‘velo nero’ che mi ricopre dalla testa ai piedi e vorrei sbattere la testa contro il muro mentre penso a quello che ride scopa e sta bene dopo avermi mentito distrutta e lasciata qua in questo stato
    Oggi proprio giornata NO! E intanto sono passati più di 2 mesi e ho anche ricevuto le sue scuse! Peccato che per come sto non so che farmene visto che il buco che ha lasciato è difficile da riempire
    Resta dentro sta Assenza (che c’era già da prima ma ora è Assenza anche fisica) come una zavorra da portarsi dietro e ogni giorno è o più pesante o un po’ più leggera a seconda di come reagisce il cervello…
    Device dimmi che mi passa ti prego!

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    1. Cara Eris non so come aiutarti. Non sto vivendo la stessa situazione ma anche io ho giorni buoni e altri meno buoni. Quando arrivano quelli cattivi cerco di riportare la barra di comando su me stesso, su quello che serve a me in quel momento. Paradossalmente per me i giorni buoni sono quelli che ancora mi fregano e mi tengono legato. Scusa la fretta. Ciao

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  28. Eris cara..certo che passerà!!
    Non ci si deve abbattere pensando che loro l’abbiano vinta..penso che ci penserà la vita..perché loro sanno solo bruciarsi intorno, con gli amici, colleghi e nelle relazioni.
    Non aspettarti scuse..inizialmente lo credevo pure io, ma loro sono sprovvisti di coscienza .
    Probabilmente anzi certamente sarebbe stato quello che avresti fatto tu al contrario da persona perbene e con sentimenti.
    Ragionandoci bene mi sono detta..ma che me ne faccio delle scuse, non ci crederei..anzi penserei che dietro questo gesto ci potrebbe essere dell’altro!
    Capisco che non è facile..pure io certe giornate sto meglio altre no..ma con tutta sincerità i progressi li noto..incomincio a credere più in me stessa.
    Adesso sembra pagare il prezzo più alto della partita..ma se siamo qui è ne stiamo parlando è Perché ne siamo usciti!
    Giochiamo al meglio il nostro secondo tempo e saremo i veri vincitori!
    Viva la luce e l’estate! 🙂

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    1. Caro Gianni, Cara Eris,
      innanzitutto scusate la mia brutalità nelle risposte, ma a volte necessita.
      Ho passato TUTTO quello che elencate. Sono stato male da cani. Giornate intere vuote a pensare solo a lei. Mangiare a orari impossibili e dormire qualche ora a letto ma la maggior parte del tempo disteso sul divano con la TV accesa che ha un gran vantaggio, chiamiamolo così, che emettendo la stessa frequenza delle onde cerebrali ti aiuta a dormire. Mi sono anche messo quasi fuori posto una spalla per la postura assurda che assumevo. Credetemi. Ero un cencio, ridotto a una larva umana. Per questo vorrei sottolineare alcuni punti estremamente importanti e vorrei che li capiste profondamente.

      PER GIANNI.
      La terapia non serve a NIENTE! Sono soggetti che hanno una malattia mentale INGUARIBILE. Quindi lascia perdere. Piuttosto falla da solo. Questo serve. Nella sfortuna hai il “vantaggio” di avere due figli già grandi. Tragico sarebbe se fosse piccoli. Come ti ho già detto non sono in grado di darti consigli su quale sia la migliore decisione. Lascia comunque perdere parole come AMORE o RISPETTO. Per lei non esistono. Non ne conosce il significato. Come dice Vaknin: “Gli psicopatici non provano nulla perché nonostante noi vediamo delle persone reali in realtà sono già morti”.

      PER ERIS.
      Chissà perché abbiamo sempre la sensazione che dopo di noi loro sono improvvisamente diventati felici. NON E’ VERO! Non conoscono la felicità. Il loro “star bene” è sapere che qualcuno soffre. Ho riflettuto molto sugli psicopatici. Il loro piacere è nutrirsi del DOLORE altrui. Ne ho avuto mille prove. Per ottenere questa specie di merda, non esitano a mentire, imbrogliare, manipolare chi gli sta vicino. Va bene tutto. Parlo della mia esperienza. Che sia un uomo con una pancia floscia, piccolo e bruttino oppure Mister Universo, NON CAMBIA nulla. Va bene tutto! Perché ci si può chiedere? La risposta è questa: sono fonti di approvvigionamento narcisistico. Non importa niente l’esteriorità perché non hanno senso estetico. Se fai benzina mica ti preoccupi del colore o dell’odore, basta che poi la macchina riparta. Loro sono così. Basta avere qualcuno che li riempie di complimenti e attenzioni, e una volta che si sono nutriti lasciano il cadavere appeso a testa in giù. E aggiungo, brutalmente e magari usando termini non proprio adatti che però dato che si trovano nel vocabolario si possono usare non volgarmente, che i narcisisti usano la vagina femminile per masturbarsi e ottenere il comando e BASTA! Sono meccanici (grazie a chi legge per avermelo fatto capire) e provano un piacere effimero. Non fanno l’amore. Scopano e stop! Se ti ho offesa con le mie parole me ne scuso, ma le ho scritte per renderti chiara la situazione.

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  29. Ancora una cosa che spero possa esservi di aiuto.
    Non sono credente, o meglio la mia fede si è incrinata tempo fa, ancora prima della psicopatica. Ma ho letto il Nuovo Testamento (Vangeli) e una frase mi è sempre rimasta impressa.
    “NON DATE LE PERLE AI PORCI”.
    Avete donato tanto amore, attenzioni, cure, fiducia a chi avete amato con tutto il cuore. Queste sono le VOSTRE PERLE di inestimabile valore. Non buttatele via, non datele ai PORCI, non ne sanno apprezzare il valore.

    Ciao

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  30. Ciao Kolisch! Non so se è il caso di fare pubblicità, ma il link cui tu fai riferimento è della pagina web curata dal dott. Brunelli… Uno dei migliori psicoterapeuti italiani in materia di narcisimo… Nei suoi scritti propone anche una sua teoria sul Trauma da narcisismo (TdN). Sto per finire di leggere uno dei suoi libri, “se l’amore diventa un inferno”, un ottimo parallelismo tra il viaggio dantesco e il “trauma” che si vive… Ottimo testo, soprattutto per ciò che concerne la nostra presa di coscienza e il nostro senso di responsabilità.

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    1. Ciao Alfredo.
      Personalmente ritengo che qualsiasi aiuto possa essere utile ad uscire dalla situazione di sofferenza nella quale ognuno di noi ci è passato o ci sta passando, è il benvenuto. Chi è qui è stato manipolato, deprogrammato, gli è stato fatto un male all’anima che solo chi ci è passato può capire. Quindi, è mia opinione, ben venga qualsiasi tipo di supporto! Spesso non ci si rende conto che siamo capitati in mano a killers del cuore, dei sentimenti, di quanto più nobile ci distingue dalle bestie. Ci hanno uccisi dentro, e rinascere, almeno per me, è stata durissima. Ma si riesce.

      Ciao

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      1. Letto tutto. Mi pare illuminante, approfondito e tratti ben scritto. Dico così perché ci sono delle ridondanze di forma, tuttavia funzionali al tipo di comunicazione. Molto interessante anche la parte relativa al non cercare scorciatoie e classificazioni di comodo. Non tutti gli abbandonati sono vittime di un narcisista. Ciò porta a riesaminare anche il proprio caso. Purtroppo, per chi sta qui, credo che il riesame non faccia che confermare che sì, si trattava di vampiri. E anche molto simili. Lo scambio e il dialogo sono più salvifici della teoria. Grazie!

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      2. Care/i tutte/i.
        Mi esprimerò al maschile altrimenti con gli slash rischio di far casino.
        Dunque. In molti si chiedono, in vari siti web sull’argomento. come facciano gli psicopatici ad apparire proprio nel momento nel quale ci sentiamo più forti e siamo in via di guarigione quasi totale dalla loro tossicità. Ebbene quello che sto per dirvi appare incredibile e incomprensibile per noi, dalle menti e dal cuore sani. Parlo di whatsapp e dei contatti che hanno gli psicopatici. Per quanto mi riguarda ho una ventina di contatti, 7-8 amici fidati e una dozzina di persone che sento e vedo ogni tanto, questo su un cellulare normale. Sapete quanti contatti in media hanno gli psicopatici? Almeno 500 (si avete letto bene, CINQUECENTO). Prima ovviamente spiego come faccio a saperlo perché non è un’invenzione. Un mio amico, trasformatosi in detective (tutti lo abbiamo fatto vero?) un giorno approfittando che il cellulare di lei era rimasto incustodito per qualche minuto (come ben si sa l’aggeggio è una specie di prolungamento del loro corpo dal quale non se ne separano mai) scopre che il cellulare di lei è un DualSim. Una scheda per i contatti normali (lavoro e altro) e l’altra di gestione dell’harem. Lavoro 20 contatti e sull’altra scheda 480. Lo so, sembra allucinante. Infatti è rimasto allibito. Ma non è finita. Scopre anche che ha un altro cellulare per i “preferiti” dell’harem (una decina). Ecco spiegato il perché sanno tutto di noi. Semplicemente chiedono in giro se ci hanno visti raccontando un sacco di palle, in questo o quel luogo e con chi. Al momento del distacco cominciano ad intessere una fitta rete di spionaggio. Non sto parlando di fantascienza ma della realtà. Ecco perché improvvisamente appaiono nei momenti meno aspettati, sfoggiando il loro sorriso ipocrita, come se fosse avvenuto tutto per caso. Siamo prede, oggetti, che loro non ammettono nella maniera più assoluta di poter perdere, non lo accettano. L’unica alternativa è fregarsene. Siete in un bar a bere una bella e buona birrozza e lei appare improvvisamente? Fregatevene e non rispondete a nessuna provocazione. Come se non esistesse. E se proprio insistono rispondete con cose del tipo: (non so se l’ho letto qui oppure altrove) “Scusami ma devo correre a casa. Ho la marmotta che mi sta confezionando il cioccolato alle nocciole. Perdonami ma ho paura che se le pappi tutte!”. Insomma prendeteli per i fondelli. Siccome non sono in grado di capire la battuta si arrovellano il cervello. Lasciateli perdere. Sono dei poveracci.

        Ciao a tutti.
        PS
        Qui un caldo boia.

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  31. Volete sapere cosa è devastante nel rapporto con una psicopatica? Le MENZOGNE, continue e perpetuate nel tempo senza alcuna vergogna. Lei aveva il venerdì libero dal lavoro. Il giovedì mi affidava il bimbo per andare a ballare in un locale latino. Una sera mi chiede se non ero geloso. Per me la gelosia è la cosa più assurda, specialmente nel mondo odierno e poi se l’amore è reciproco che senso ha? Amare si basa sulla fiducia, lealtà, da ambo le parti sennò non ha significato. Ebbene la volete sapere una cosa? Il posto dove andava a ballare è sempre stato aperto SOLO il venerdì e il sabato sera. E’ ripensando anche a questo che mi sono tolto dalla mente la sua presenza. MENZOGNE, MENZOGNE, su TUTTO! Come si può amare o avere accanto una persona simile? Pensate a quanto è successo a voi e analizzatelo freddamente. Capirete di essere stati ingannati fin dal primo incontro.

    Ciao

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    1. Questa è davvero enorme e ti ringrazio. Io non voglio neanche indagare. In fondo, mi è bastata la verità di quando era con me (comunque anempatica, spietata, crudele, sprezzante). Se penso anche a quello che capitava in mia assenza… mio dio.

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    2. KOLISH anche io , a freddo penso e ripenso a come mi rimbambiva
      tra chiacchiere e bugie, talmente stupide se ci penso adesso ed io ci credevo per non soffrire….pensa una volta doveva andarsi a fare un we
      disse tutto organizzato da altri…..ho trovato preventivi e prenotazioni fatti da lui….diceva che non poteva scrivermi una buonanotte….10 lettere ci vuole un secondo, doveva badare alle nipotine, aveva la casetta piccolina……un’altra??? un fratello con il quale non si parla lo fece quasi morire alla fine non aveva nulla….ma ridiamoci su che e’ meglio!!!!

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      1. Ciao Ilaria.
        Sai perché ci rimbambiscono e non riusciamo a capirne il perché?-
        La risposta è che abbiamo a che fare con un adulto col cervello di un bimbo di 5-6 anni.
        Con un bambino si capisce al volo se racconta una bugia perché non ha ancora imparato nulla dalla vita. Con un adulto è molto più difficile poiché ci basiamo su altri parametri impossibili da applicare ad un bimbo. Ma abbiamo a che fare con un bimbo purtroppo. Per questo si resta confusi. Un esempio che può sembrare stupido ma che rende l’idea della differenza. Se un bimbo di 5-6 anni ruba la marmellata lascia delle tracce. Magari gliene resta un po’ su un lato della bocca oppure sulle dita. Lo psicopatico se ruba la marmellata ha imparato a cancellarne le tracce e tu non hai nessuna prova dell’accaduto anche se sai di aver ragione. E’ questo che ci frega. Non abbiamo a che fare con un adulto. E questo esempio è valido per tutte le circostanze della vita con uno psicopatico. Tradiscono, mentono, usano, senza nemmeno rendersene conto. Menti malate purtroppo e non c’è cura.

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      2. Cara Ilaria,
        leggiti attentamente questo:
        Da persone fiduciose a investigatori privati: come gli psicopatici stravolgono la vostra personalità con l’uso della triangolazione.
        Lo trovi in questo sito.
        Mi era sfuggito.
        C’è tutto!
        Lascio anch ela mia email nel caso nei vuoi parlare. Sembra che quando arriva l’estate tutti guariscano dalla sofferenza. Una mia impressione ma scrivono davvero in pochi.
        sbran@freesurf.ch

        PS
        KOLISCH e non KOLISH uffa!

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  32. Non è il mio caso nessuna guarigione purtroppo…è che il dolore è talmente cronico che mi mancano persino le parole…è possibile?….È un dolore muto….il mio cuore non ha fatto ancora quel benedetto click…mentre la testa pensa quanto sia vero tutto quello che leggo qui…il cuore è come un cimitero al tramonto; desolato e spettrale….nessuna estate…ma un lungo e gelido inverno….7 mesi di no contact…4 anni di relazione devastante….

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  33. Kolisch!!!! scusa x la distrazione. L’estate secondo me come il Natale ancora più triste. Guarita??? io non lo sono ancora. Investigatrice è vero lo ero diventata, quanteeeee bugie ….scoprire le menzogne è un’ulteriore pugnalata a quello che già mi faceva apertamente. Non mi manca più …so’ con chi avevo a che fare, ma si sta male uguale.

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  34. Cara Elisa come ti capisco…idem
    Sto lavorando molto sulla parte che mi mancava cioè qlla sulle illusioni. Nonostante qllo che ha fatto io ancora ho una parte di me che non accetta la realtà. Forse è troppo dura ammettere o semplicemente impossibile da capire. Forse è ancora presto. Percepisco e sento il dolore ma non riesco a voltare pagina. La testa è sempre lì. Purtroppo ho interrotto il No Contact per far sì che mi potesse chiedere scusa visto che tanto era perennemente sotto casa mia. Ecco in qsta occasione lui stesso ha ammesso di avermi lasciata con crudeltà per farmi scappare da lui. Non vuole più tornare indietro e sta andando avanti nella sua vita senza di me come nulla fosse, peccato che poi ogni tanto si fa sentire e passa a trovarmi perché lui dice di non riuscire a starmi lontano…sì infatti viene e poi si comporta come se fossi un contorno quindi nuovamente la sofferenza riparte e io ri-blocco e sparisco e ricomincia l’inferno. Se non lo blocco vivo nell’attesa e cedo ad ogni richiamo. Poi lo vedo e capisco concretamente che non mi da nulla e non vale tutto sto dolore. Capisco che non meritava nemmeno tutte le attenzioni che gli ho dato. Anzi ci sono state volte in cui nn vedevo l’ora se ne andasse perché percepisco l’inutilita della sua presenza fredda e insensibile.
    Io ste cose le vedo perché qndo mi è capitato di vederlo razionalmente capisco bene chi è e nell’immediato la cosa mi aiuta ma ho il cervello in pappa perché appena si allontana la testa torna indietro. Quindi so perfettamente che sono io!!!
    La parte più dura l’ho passata i primi 2 mesi di No Contact ora sono in astinenza e soliti pensieri ossessivi. Ho letto da qlche parte che qndo tornano a scusarsi e ammettono le loro responsabilità sono strategie pure queste. Beh io stupidamente gli ho creduto ma non importa. Ho accettato la separazione in modo maturo ma non riesco ad accettare di stare là piantata come ripiego o a fargli da triangolo quindi sono nuovamente in No Contact e mi sento un’idiota per qsto. Mi sembra qsi di non avere le forze di affrontarlo e qndi non mi resta che scappare. Ma non è una roba normale dover scappare per non ricadere in un rapporto umiliante. Perché tutto sto bisogno di qsta persona? Questa è l’altra cosa su cui sto lavorando con la piscologa. Uno ti lascia e poi ti ferisce ancora? Io cerco di tutelarmi perché sono debole ma qsta debolezza davanti a tutto sto dolore non riesco a capirla. Ero una persona forte e dinamica. Cercavo la vita e mi circondavo di persone. Ora ho ricominciato a uscire ho trovato con fatica un nuovo gruppo perché qllo che condividevamo l’ho mollato subito. Dentro sto male e mi forzo pure a lavorare! Ecco sembra un incubo senza fine
    Io non riesco a farmi venire la giusta aggressività verso la vita e la giusta cazzutaggine per svoltare
    Sono in balìa degli eventi. Sono stanca è sfiancante
    Vorrei solo dimenticare perché ti giuro che non ne posso più. Ieri ho riscritto tutti i punti salienti per aiutarmi a capire la realtà che devo per forza vedere con occhi diversi e trovare le forze di perdonare me in primis e lui. Tanto che è malato di mente l’ho capito ma devo accettarlo ma non riesco a farlo perché mi accorgo da sola che ancora lo idealizzo e sono gelosa e sta cosa mi logora dentro….ne ho di strada da fare…!

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  35. Ma poi gelosa…di cosa delle finte attenzioni che sta dando all’altra? Le stesse che ricevevo io? È una roba che fa diventare matti. Due pensieri che si sovrappongono costantemente con l aggravante che qllo corretto non è qllo che mi fa stare meglio!
    Che periodaccio
    Ilaria ha scritto una cosa che mi dà speranza: non mi manca per niente
    Ci voglio arrivare anche io a sto piccolo grande traguardo

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    1. Eris ci arriverai….io non sto bene anzi!!! anche a me lui sempre in testa ma più di lui la storia assurda che abbiamo avuto….diventiamo matte, ma dobbiamo capire che a loro di noi non fregava nulla, anche io x due anni gli ho aperto la porta sempre dopo ogni litigata ma da luglio scorso davvero avevo toccato il fondo e mi sono detta ma x chi??? x un pezzo di….. un anno in cui ho tirato avanti, ho inziato a volermi bene, io che non riuscivo nemmeno a guardarmi allo specchio, ho iniziato a piacermi, aveva distrutto tutto di me anche l’ironia che era il mio forte…. percio’ parla non annoi nessuno e non dici sempre le stesse cose . Io provo ancora tanta rabbia ma anche quella passerà.

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  36. Kolisch io non sto scrivendo tanto perché mi sembra di dire sempre le stesse cose che non portano niente di positivo a chi sta cercando di uscirne come me. Ormai mi annoio da sola a sentirmi
    4 anni e mezzo di storia più sta separazione devastante e tirando le somme ho in testa sempre le stesse schifezze che girano e rigirano senza fermarsi mai
    Finché non faccio pure io il click di cui parla Elisa mi pare inutile scrivere ciò che già leggo assiduamente in ogni articolo
    È la testa che va curata in me. Meno male che tra poco vado in seduta perché mi sembra di impazzire oltre al fatto che mi è tornata la colite acuta. Sono uno straccio umano così non aiuto nessuno mi dispiace
    Magari più avanti avrò qlche buona nuova per voi per ora combatto sta battaglia altro non posso fare perché il passato non lo posso cambiare solo stramaledire

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  37. A me, della sua ex a cui faceva così come fa a te, diceva che lo faceva per lei, sai per non farla soffrire troppo. Io sono riuscita a staccarmi abbastanza quando ho individuato che cosa mi ha legata a lui con un nodo scorsoio: qualcuno che mi piaceva aveva visto in me una capacità specifica. Qualcuno che amavo mi aveva Vista! E poco importava se questo qualcuno era cattivo nei miei confronti. Ho dovuto ammettere che io per prima non mi vedevo, non riconosceva i mie valori, tutti scontati, tutti banali. Così ho cominciato a lavorare su miei occhi miopi, a sforzarmi a vedere le mia qualità rispecchiare nelle persone di valore, non nei mostri.
    Oggi va molto meglio, e se devo fantasticare, invece di fantasticare su di lui, un povero personaggio malato, fantastico di passare una notte da incubo, vomitare tutto il male e i torti subiti e risvegliarsi senza più sapere il suo nome, a parte IL MOSTRO….vedrai che appena incominci a chiederti che cosa vuoi tu, e ti rispetterà tu per prima, la tua voce dirà: ma io non voglio sta tortura e lo abbandonerai al suo destino com’è giusto che sia. Un bacio

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  38. ragazze siete la luce di sta giornata
    Leggere queste cose mi dà conforto
    Alba guarda vedere scritto quello che faceva alla sua povera ex mi ha messo rabbia…una povera sfigata da curare tenendola buona a distanza per non farla soffrire…ancora le briciole a zero impegno ma con tutto di guadagnato per lui…
    Meno male che ho colto la palla al balzo per litigarci ancora almeno mi è venuto il motto d’istinto di bloccarlo e ripartire da dove avevo smesso.
    Nonostante la mia debolezza e cecità c’è una parte piccola di me che si ribella al suo schifo, e anche se sto male quella piccola parte lucida mi fa fare ste cose di impulso e mi costringe a vedere…infatti il ‘benefattore’ è sparito e devo solo pregare che si sia finalmente offeso
    Ora devo lavorare sul non ricaderci ancora
    Un abbraccio ragazze grazie delle parole

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      1. Care/i Tutte/i.
        Vedo con piacere che vi ho dato la scossetta.
        A chi scrive e dice di ripetere sempre le stesse cose rispondo: “Continua a scrivere e ripeti pure le stesse cose. Ci sono passato anch’io nel tentativo di farmene una ragione”. Il problema è uno ed uno solo per tutti voi (lo era anche per me). Sta maledetta dissonanza cognitiva. Da una parte i bei ricordi che stridono con ka situazione reale. Le cose belle NON SONO MAI ESISTITE. Ci sono state abilmente inculcate nella testa. Avete a che fare con dei PAZZI! Più pericolosi dei pazzi veri, perché quelli li ricoverano nelle cliniche psichiatriche. Questi qua sono furbi in maniera incredibile. Non si fanno beccare. E non serve a nulla la terapia. Sono esseri INGUARIBILI! Dovete rendervene conto. Il fatto è che si è divisa parte della propria vita con loro. So cosa pensate tutto il giorno. “In fondo mi ha voluto bene” e poi subito dopo “Però è un traditore, un manipolatore che mi ha usata” e nelle ore di veglia questi pensieri continuano a susseguirsi fino a dimenticarsi di mettere lo zucchero nel caffè o di ritirare la biancheria appena lavata. Cervello intasato. E ci si ammala fisicamente anche. Disturbi mai avuti specialmente a livello gastrico. Nausea, diarrea, mal di stomaco inspiegabile. Sono passato in questa fase. La soluzione è: dimenticare i fatti belli, frutto solo delle nostre fantasie e del loro veleno, e guardare la realtà. Sono esseri brutti, malvagi e godono del vostro DOLORE. Ma volete farvi distruggere da questi cosi? Ricordatevi che tutte le possibili illusioni che vi fate sono basate su un qualcosa di mai esistito. Sono dei depravati, mentali e a livello fisico. Si nascondono dietro un paravento di innocenza ma oltre c’è la verità su di loro. Sono abbietti, sporchi, ambigui e promiscui. Sempre alla ricerca di emozioni che non hanno. Numeri a tre, orgie, rapporti omosessuali. Sembra fantascienza ma è così. E voi volete illudervi e perdere tempo con loro? Mandateli via. Robert Hare, grandissimo specialista in questo tipo di disturbo suggerisce: “Se hai a che fare con uno psicopatico CORRI!”.

        Ciao a tutti.

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  39. Ciao a tutti, rientro dopo una settimana di vacanza/lavoro, in cui eravamo soli io e lei, senza i figli, per la prima volta negli ultimi 18 anni. Com’è andata? Bene! Sono orgoglioso di me stesso: abbiamo passato una settimana tranquilla, anche serena, fuori a cena come due innamorati, anche qualche momento “intimo”. Ma lei sempre con il solito distacco e le ho dovuto chiedere io qualche abbraccio o gesto di tenerezza (a cosa ci si abbassa….).
    Perchè allora sono orgoglioso? Perchè rientrati ho detto NO, perchè ieri dalla terapeuta di coppia ho detto che tutto questo lo posso fare anche con un amico/a, che se a lei non viene voglia in un contesto simile di essere più affettuosa (non si chiedeva tanto) con me, significa che a lei va bene concedermi le briciole e nulla più, e a me dopo 20 anni di rapporto non interessa. Perchè ho detto di aver capito che sono proprio questi momenti “belli”, centellinati con cura, che mi tengono legato. Orgoglioso perchè mi sono permesso anche di contestare la terapeuta che mette sullo stesso piano i comportamenti che lei ha avuto fino a pochi mesi fa (definiti dal mio terapeuta personale dei veri e propri abusi psicologici) con la mia attuale arrabbiatura che mi porta ad avere ancora degli scatti di rabbia, non certo edificanti, ma del tutto inevitabili e (sempre parere del mio terapeuta) del tutto giustificati.
    Conclusione: anche su parere della terapeuta, la terapia di coppia è finita ieri, a fronte della indisponibilità a trovare una soluzione condivisa e a fronte del fatto che entrambi sembra non siamo pronti ad una terapia di coppia perchè troppo arrabbiati; in realtà io mi ritengo pronto a patto che dall’altra parte ci sia una persona disponibile a mettere in discussione la propria posizione come ho fatto io andando in terapia; ma questo non è: dall’altra parte c’è un muro di gomma che definisce da sola la sua posizione CINICA (almeno in questo è onesta e gioca a carte scoperte) e non si è spostata di un mm in 4/5 mesi di terapia di coppia. E questo non ha fatto altro che acuire la mia rabbia e al tempo stesso mi ha riportato in confusione (vieni in terapia ma non sei disposta a muoverti dalla tua posizione? Effetto: dissonanza).
    Per cui la terapeuta di coppia ci ha dato un giusto consiglio; a me di continuare quello che sto ancora facendo, anzi di intensificarlo, cioè di continuare la terapia personale per sconfiggere la dipendenza affettiva; a lei ha consigliato di riprendere al più presto quella terapia che lei invece ha abbandonato ritenendosi in buona parte risolta. Io seguirò il consiglio e ieri pomeriggio col mio terapeuta personale (bella giornatina!) abbiamo concordato di riprendere a vederci con maggiore frequenza per uscire da questo tunnel; lei non so, ma dubito che lo farà.
    In ogni caso ho chiarito, a me stesso ed esplicitamente a lei, che nel tempo che ancora trascorreremo insieme, io lavorerò per riuscire a staccarmi emotivamente da lei, con l’obiettivo di lasciarla se non ci sarà la disponibilità a un cambiamento; a lei pare stia bene così…….. ma mi aspetto una qualche reazione anche scomposta (ieri sera per esempio a tavola mi ha fissato lungamente in segno di sfida, come faceva una volta; ma non funziona più; ho sorriso e mi sono girato dall’altra parte).
    Lasciala adesso, dite voi! Al momento non ci riesco. Ma ai miracoli non credo più.
    Ciao e a presto.

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  40. Gianni ti stimo molto per la correttezza e la lucidità assoluta con cui hai descritto quanto stai vivendo
    Non una parola scomposta solo analisi concrete dei fatti.
    La mia psicologa oggi mi ha detto che non si può stare male dentro il GIÀ dolore
    Un passo alla volta finché la testa non prende serenamente la decisione perché allora è la’ che la di manterrà con lo spirito giusto. Io tutte le mie decisioni le ho sempre prese con decisione e forza qui ci sto arrivando un passo alla volta
    È difficile perché mi massacro un cervello già massacrato. È un dolore costante ma più di ogni altra cosa devo abituarmi al distacco fisico il resto piano piano arriva.

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    1. Cara Eris, grazie dei complimenti! Ma non è facile comunque: un conto è fare un’analisi a freddo, dopo una bella seduta col tuo terapeuta che ti conforta sulle tue posizioni e ti comprende in merito al tuo stare male; un conto è mantenere la stessa lucidità quando affronti direttamente la cosa. Ti posso garantire che dalla terapeuta di coppia non sono stato ne così lucido ne così tranquillo, e che per riuscire a dire qualcosa di simile direttamente a lei ho bisogno di essere molto arrabbiato, altrimenti mi trovo invischiato in una sorta di pantomima, una melma mentale che non mi consente spesso ne di essere deciso ne di essere sufficientemente chiaro e risoluto. Poi quando sei risoluto diventi quello aggressivo……. e le responsabilità del disastro diventano almeno alla pari, perchè “anche tu ci stai mettendo del tuo a distruggere il rapporto”…… Va be’, lasciamo stare. Sarà la solita dissonanza (che palle sta roba, doverci fare i conti tutti i santi giorni pur rendendosene conto).
      Per dire: stasera consueta telefonata a casa (doverosa e voluta per sentire i miei ragazzi) e tutto bene, lei tranquilla, si parla del più e del meno e nulla cambia; daltronde questo è il suo obiettivo, continuare come lei ha deciso facendo finta di niente. Poi finisce la telefonata e io ho bisogno di venire su questo blog per rientrare nella vera realtà!
      E’ una strenua battaglia con se stessi, per cui capisco benissimo la tua difficoltà e la confusione che regna nella tua testa. Io ho fatto così: ho studiato tanto, ho cercato di farmi un quadro che ormai mi sembra definitivo, anche se ogni tanto mi trovo ancora a chiedermi se sto vedendo giusto, ma il dubbio dura poco. Quando entro in confusione, quando perdo il controllo, tento di riportare la mente al quadro generale, faccio dei lunghi monologhi da psicanalista, molto tecnici, e cerco di non farmi condizionare dall’ultimo avvenimento che mi ha scombussolato; ricapitolo tutte le cose negative che mi ha fatto e che mi hanno massacrato, me le ripeto cento volte. Non è facile; spesso, soprattutto quando sono a contatto diretto, tutto perde i suoi contorni e diventa fumoso, ma questo è il loro gioco, buttare fumo negli occhi cercando di farti dimenticare tutto il marcio che ti è piovuto addosso. Ma noi abbiamo almeno la consapevolezza che quel marcio esiste, non siamo noi i pazzi e non ci sentiamo in colpa nel pensarlo.
      Coraggio, avanti tutta. Mi auguro che la tua terapia porti buoni frutti. Per me è un sostengo ed un aiuto imprescindibile e sono certo mi aiuterà nel prossimo futuro a prendere le giuste decisioni, nei tempi che ci vorranno.
      Un abbraccio

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      1. Sai Gianni penso che per te lavorare lontano da casa in questo contesto sia una fortuna
        Io spero che dove vai a lavorare sia un posto vitale perché potrebbe essere di aiuto iniziare a uscire e conoscere gente nuova e magari iscriverti a qualche corso e staccare un po’ la testa da un’altra parte
        Forse ora la vita ti sta dicendo di dare una scossa alla routine famiglia
        Vedi poi che se cambi un po’ tu cambia pure lei! Certe cose cambiano dentro quando ci sforziamo noi di cambiare noi stessi e le nostre abitudini e le nostre convinzioni
        Io ho fatto passi da gigante nei primi 2 mesi di No Contact
        Ero rimasta sola come un cane e mi sono buttata fuori e ho trovato una compagnia con cui uscire la sera qndo non ho mio figlio
        Ero fuori sabato beh ridevo! Ho dato un po’ di ossigeno al cervello infatti domenica sono stata bene.
        Magari già lo fai ma pensa a cosa non hai mai fatto e prova a buttarti in qlcosa di nuovo solo per te. Si sta così bene senza sti pensieri angoscianti sembra quasi di vivere ogni tanto!

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  41. Tra l’altro dobbiamo iniziare l’emdr e non riusciamo perché ho la testa piena e non sta funzionando quindi mi devo proprio calmare io e iniziare a lasciare andare qualcosa altrimenti tutto girerà sempre e solo intorno a lui

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    1. Cara Eris, la storia del mio lavoro ha da questo punto di vista un po’ del paradossale: lavoro in montagna, in un posto bellissimo, vedo piste da sci dall’ufficio e vette ricoperte di neve!!! Ho la fortuna di fare il lavoro che mi piace, che mi sono scelto e che, a parte dal punto di vista economico (Ente pubblico), mi da enormi soddisfazioni; nonchè, per quanto possibile, senza falsa modestia, ho anche avuto dei riconoscimenti importanti. Per cui da questo punto di vista posso dire di sentirmi sufficientemente realizzato, anche se per indole sono portato a guardare sempre avanti e a cercare sempre di migliorare.
      Ma il posto in cui lavoro è isolato, ci vive pochissima gente, a parte i turisti in stagione, e la gente del posto, sicuramente molto disponibile, non è però certamente molto aperta. In più da 5/6 anni vivo nella foresteria dell’ufficio, non ho una vera casa in cui stare. Diciamo che la cosa più bella che c’è è le natura; già questo ogni tanto è un aiuto, guardo fuori dalla finestra o vado a fare due passi e mi riconcilio col mondo! Questo è un valore che sono orgoglioso di aver trasmesso ai miei figli, soprattutto al maschio che adora stare in mezzo alla natura!
      Per 8 anni ho vissuto con tutta la famiglia in un paese più grande abbastanza vicino al posto di lavoro, poi, per esigenze principalmente dei figli siamo rientrati in città. Io dapprima stavo qui tutte le settimane e rientravo i WE. Poi da 2/3 anni ho ottenuto un riavvicinamento e vengo quassù una settimana su due; in realtà il riavvicinamento non l’ho chiesto io: il mio capo mi ha convocato e mi ha detto che i colleghi gli riferivano di mie condizioni preoccupanti, mi vedevano fuori di testa, specie dopo lunghe telefonate con mia moglie; era il periodo della mia totale svalutazione e demolizione; io ero uno straccio, ho meditato (e non solo meditato) di farla finita, e stare qui in isolamento sicuramente non mi aiutava, per quanto tornare a casa volesse dire buttarsi direttamente nelle fauci del leone; ma almeno affrontavo la cosa di petto e l’alternativa era la solitudine, condita da contatti con lei che erano in quel periodo almeno 3 volte al giorno, anche in piena notte, dai quali portavo a casa di tutto e alla fine dei quali mi trovavo appunto solo e nella completa disperazione. Adesso è capace di non farsi sentire per giorni…..
      Se ci metti che mi mancano e mi mancavano i figli…
      La situazione attuale è un compromesso, riesco a staccare, per fortuna al lavoro ho un paio di colleghi con cui ho instaurato una bella amicizia, con cui riesco ad aprirmi; con uno di loro mi vedo anche al di fuori dell’ufficio e ogni tanto mi invita a cena (nel periodo più buio lui e la sua compagna sono stati per me una specie di seconda famiglia; devo averli tediati a morte con i miei problemi).
      Ma pensare di tessere nuove relazioni sociali è difficile. Ogni tanto mi impongo di uscire, anche da solo, vado a bere un aperitivo nella valle vicina, un po’ più civilizzata, oppure se riesco faccio due passi, ma gli orari dell’ufficio me lo consentono poco.
      Poi c’è la dipendenza; qui stacco, ma dopo pochi giorni il desiderio di tornare a casa è notevole; dopotutto è ancora la mia casa. Partire il lunedì mattina presto per me è sempre più pesante.
      Quante volte mi dico “questa settimana stacchi del tutto; non la chiami, chiami solo i ragazzi quando lei non c’è”; ma poi questo non succede e io mi ritrovo ad aspettare una sua chiamata, che lei adesso non fa mai se non quando ha un bisogno specifico, e mi ritrovo alla sera a chiamare io; la scusa è che devo sentire i figli; ma se poi le quattro chiacchiere con lei sono serene, non nascondo che mi sento meglio. Questa settimana ho fatto un piccolo passo: per la prima volta non le ho scritto un messaggio per dirle che ero arrivato e che il viaggio (3 ore abbondanti di macchina partendo alle 5 di mattina) era andato bene; lei nemmeno una piega, ci siamo sentiti alla sera e tutto normale!!! Tanto di solito la risposta che ottengo è un sms con scritto “OK”.
      Insomma un po’ mi aiuta e un po’ no.
      Grazie come al solito della comprensione.
      Come vedi ci diamo reciprocamente dei consigli (prendere tempo per sè, staccare, non pensare), ma poi metterli in atto è ancora difficile.
      E scusa se sono sempre prolisso, non ho il dono della sintesi!

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      1. Gianni devi fare qualcosa per te
        La natura la potrai vedere sempre ma la tua vita scorre dietro ad una persona fredda e distaccata
        Per il disamore si soffre
        Tu mi descrivi una vita di solitudine
        Esci da quella vita
        Vai al mare con un bel gruppo di single e stacca la testa
        Fai qlcosa di diverso per TE
        Serate passate in casa di coppie a piangere il proprio dolore le ho fatte anche io ma sai che ti dico col senno di poi? Ma che noiaaaa
        Ora sto in mezzo a gente che non sa nulla di me perché così sono obbligata a staccare la testa
        Gianni vai via una settimana
        Tu devi divertirti un po’ conoscere gente nuova e diversa da quella cerchia infernale che hai attorno
        Cambia qualcosa fuori vedrai che cambierà anche dentro

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      2. Cara Eris, lo so, hai ragione, ma a parte la mia indole di orso, c’è sempre la mia cara dipendenza. Per 20 anni la mia vita è stata la mia famiglia, che credevo meravigliosa e incrollabile. Ancora oggi se torno a casa e ho un po’ di tempo mi dedico a preparare qualcosa di speciale per la cena di famiglia….
        Se riuscissi a fare quello che dici me ne sarei già andato….
        Se mi conosco lo farò dopo essermene andato (se e quando ci riuscirò); prima non me lo permetterei; la mia rigidità, per quanto notevolmente ammorbidita dalle vicende attuali e dalla mia terapia, mi farebbe sentire in colpa….

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  42. Un episodio che vi chiarirà CHI SONO gli psicopatici.

    Ero innamorato di lei anche se da parte sua sentivo al momento solo un grande affetto e amicizia ma non amore. Decido di attendere (mai avere fretta in queste cose). Una sera mi dice: “Scusami ma è un po’ che incontro un tipo e mi trovo molto bene con lui”.
    Sono rimasto male ma in questi casi è meglio battere in una dignitosa ritirata.
    EPISODIO.
    Nonostante questo mi invita una sera per un aperitivo. Entro e la vedo che parla in videochiamata con qualcuno. Le faccio segno che sarei tornato dopo, come si comporta una persona normale per non disturbare. Cosa fa lei? GIRA IL CELLULARE e mi mostra il suo fidanzato! Gli faccio un saluto con la mano e lui risponde balbettando: ” C..Ci… Ciao”. La guardo stupito. Le persone serie e normali non fanno di questi giochetti. Si reca in cucina e finisce la conversazione con il suo “fidanzato”. Torna tutta allegra e saltellante dicendo: “E’ geloso, è geloso!”.

    Ora, vi rendete conto con CHI avete a che fare? La fonte primaria era il “fidanzato” e con quell’atteggiamento non aveva ottenuto altro che un rifornimento narcisistico primario da parte sua e uno secondario da parte mia, che in quel momento mi sono sentito importante per lei! E’ la loro vita, è basata SEMPRE su queste triangolazioni. Si divertono. Il fatto è che la fonte primaria è sempre e solo una (marito/moglie, fidanzato/a) e poi segue una serie di fonti secondarie (amici intimi, amici semi-intimi). Poi ci sono anche quelle terziarie (ex-amanti, famigliari). Insomma va bene tutto. Etica, morale, lealtà e soprattutto COSCIENZA sono parole senza senso per loro. SBARAZZATEVENE!!!!!

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  43. Leggo l’articolo e riprovo sensazioni vissute. Il numero dei commenti mi scoraggia ma scelgo di leggerli tutti, sento che mi attraggono. In ognuno di essi infatti trovo conferme degli anni infami che ho passato (le menzogne, le umiliazioni, il senso di vuoto e di impotenza, l’ansia, la rabbia e tutto il resto), comprendo le vostre sofferenze per averle provate anche io e vi ringrazio perché ognuno di voi contribuisce alla guarigione dell’altro, che se ne accorga o meno. Mi fa piacere rileggere Alba e Anna, ciao care, brave: buona strada. A Gianni posso dire che anche io ho figli, e piccoli, e che comunque loro apprezzeranno la chiarezza e la sincerità perché sentono molto bene che il clima è teso e ne soffrono molto, anche se forse non lo sanno dire o hanno una gran paura di affrontare l’argomento. E anche che dover richiedere un abbraccio, un bacio, una carezza è stato per me il momento meno dignitoso della mia vita (perdonami la franchezza) e non accadrà mai più, perciò mi auguro che ti ribelli. A tutte e a tutti confermo che la definizione di mostro è la più corretta e veritiera, anche se a volte ci viene il dubbio che siamo esagerati e cattivi nei loro confronti: è un retaggio della dissonanza cognitiva con la quale ci hanno devastato la mente ed il cuore. Io provo pena alternata a rabbia per tutto il personale che hanno ancora al proprio servizio, gente cieca e sorda che li nutre e si è fatta anch’essa un baffo del nostro dolore: mi sono liberato di così tanti ipocriti, in questi anni, che davvero mi chiedo come facessi a frequentare un mucchio così corposo di falsi e finti. Dopo oltre due anni ho smesso di soffrire la solitudine, comincio finalmente ad essere la mia priorità (insieme ai figli, che sono con me una settimana si e una no) e so che avrò relazioni serie con donne serie, senza fretta e senza dipendere da nessuno. Quello che ho passato lo so solo io: le pochissime persone che hanno avuto il coraggio di starmi vicino godono ancora della mia stima, le altre faccio fatica a salutarle. Chi legge qui comprende, ecco perché è così benefico scrivere: vi assicuro che io sento la vostra vicinanza emotiva e vi dono la mia con affetto. Buonanotte, a presto. In alto i cuori e le menti.

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  44. Ciao Guglielmo, buona strada anche a te. Oggi a distanza di tempo, e dopo tanti sforzi, le cose vanno meglio, il dolore si attenua un po e si impara a conviverci, avendo ben in mente che tutto ciò mi ha resa meno ingenua, più forte ma soprattutto più determinata a difendere me e i miei figli da menzogne, e falsità. Vedere la verità, per quanto indigesta possa essere, è sempre meglio che cullarsi in una pseudo realtà mortale per l’anima. Mi fa piacere rileggerti qui, con un tono meno spaventato. Alla fine siamo diventati uomini e donne…..io lo trovo meraviglioso…un abbraccio.

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    1. Cara Alba, grazie per il feedback fenomenologico (ho studiato molto in questi anni, vedi?) che mi fa bene. Sono contento che tu veda meglio te stessa e la validità delle tue scelte. Ai figli non possiamo spiegare cosa è l’altro genitore, se ne accorgeranno col tempo : tuttavia possiamo e dobbiamo proteggerli, insegnando loro ad eesere sinceri e fiduciosi nel prossimo ma anche scaltri nel riconoscere i campanelli d’allarme e salvarsi fuggendo. Se vuoi imparare meglio ad allontanare, persino con un sorriso, i pensieri dolorosi prova la meditazione: leggi qualcosa in proposito, vedi qualche video (a me è simpaticissimo Andrew Lewis) e comimcia: una volta cominciato non smettere e lascia stare giudizi e opinioni su come lo fai, andrà bene comunque. Ti abbraccio forte. A presto.

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  45. Caro Guglielmo, grazie del pensiero e del conforto. Rispetto al mio ultimo commento su questo articolo le cose sono un po’ cambiate, diciamo che ho cominciato una fase di maggiore ribellione, come dici tu. Nelle ultime settimane ho preso un maggior coraggio non tanto nel tenerle testa, cosa che ultimamente riesco a fare, tanto che anche lei evita qualsiasi confronto, quanto nello starle lontano, anche fisicamente, per quello che si può vivendo ancora sotto lo stesso tetto; eppure mi fa stare ancora malissimo, e ogni volta che mi verrebbe voglia di un contatto maggiore mi impongo la mia distanza, almeno emotiva. Lei reagisce tentando di farmi sentire in colpa: “ormai non ti si può nemmeno più rivolgere la parola”, come se lei non avesse nessuna responsabilità in tutto questo e come se io improvvisamente fossi diventato un pazzo che per qualche incomprensibile motivo non ha più voglia di stare con lei. Eppure fa malissimo; stasera sono solo già al lavoro lontano da casa e sto cercando di impormi di non chiamarla. Tutto questo “esercizio” nel tentativo di vincere la dipendenza ed arrivare il più presto possibile ad avere la forza di andarmene e soprattutto di tenere duro dopo.
    Cara Alba, grazie della speranza che dai con le tue parole.

    Ho voglia di avere vicino a me una persona che mi ami……
    Stasera sono proprio a terra!
    Buona strada e un abbraccio a tutti

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  46. Gianni cerca di farti forza. non sei solo ci siamo tutti noi e ci sosteniamo a vicenda. Venire in questo blog è una salvezza. perchè è come se parlassimo tutti la stessa lingua, cioè leggere le testimonianze ci fa sentire bene. Ho letto che Guglielmo si è liberato di tanti falsi e anche io l’ho fatto, ho letto che Gianni sta cercando di allontanarsi da sua moglie e lei casca dalle nuvole come per dire che lui è impazzito perchè in fondo quali sono i problemi, stessa cosa con il mio ex marito che faceva e fa ancora la povera vittima di uomo abbandonato dalla moglie non si sa perchè….Sono situazioni difficili e sfinenti, dobbiamo avere un supporto psicologico perchè sono persone veramente terribile con l’apparenza però quasi di “brave persone”. Io sono sostenuta dalle mie figlie che hanno capito la mia sofferenza ma anche loro a volte tentennano perchè lui sta cercando di convincerle che io non dovevo andarmene, io stessa ancora tentenno a volte perchè mi viene il dubbio che potevo ancora cercare di capirlo che forse mi vuole bene…ma poi ripenso a tutte le volte che l’ho fatto ed è andata sempre peggio…lui alla fine ha superato tutti i limiti…è lunga la mia storia con lui ed è difficile ma scrivere qui mi aiuta saluto tutti e Alba in particolare che ha fatto il mio passo solo pochi giorni prima di me

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  47. Grazie Anna dell’immediato pronto soccorso, stasera ne avevo proprio bisogno.
    Sono stanco, stanco di impormi questo, di tener duro su quest’altro, di dover tirar fuori energie e forze che vorrei impiegare in cose molto più costruttive, tipo stare di più e meglio con i miei figli.
    Hai ragione, sentire le testimonianze degli altri aiuta tantissimo, ci si sente compresi e mai giudicati.
    Anche io ogni tanto mi trovo a dirmi che forse un’altra occasione gliela si può dare, che forse sono quasi io che esagero; ma poi ho imparato a ripensare alle cose che mi ha detto e fatto, e questo mi fa ormai sempre pensare che altre vie non ce ne siano, e che tutti gli attuali momenti “meno peggio” non sono altro che l’ennesima finzione necessaria a farmi fare quello che le serve, nella fattispecie in questo momento rimanere con lei; nella finzione non ci casco più, eppure sono ancora lì…. Avanti, prima o poi riuscirò a prendere materialmente questa benedetta decisione, ormai assodata nella mia testa, ma così difficile da metter in atto.
    Vado a dormire un po’ più sereno; GRAZIE!

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  48. Vi ringrazio per i saluti, e devo dirvi che ultimamente quello che mi ha aiutato di più e stato leggere il sito Nel cuore di Narciso. Da li ho capito come ragionano, i loro secondi fini, i tormenti che ci danno e quali sono i veri motivi. Così, tutte le volte che ho la minima incertezza, il sapere che schifezza hanno dentro, mi rassicura sulla validità della mia scelta, e le calunnie non mi toccano più di tanto. È vero, sono sola e devo ricostruirmi la mia vita da sola, ora dopo ora, tenendo testa ai miei demoni, guardandosi negli occhi e piano piano ridurli a semplici paure più o meno gestibili. Ve lo consiglio, e non pensate mai più di essere voi quelli sbagliati. Un grosso bacio a tutti, non potete immaginare la tenerezza che provo per voi e noi tutti…..guerrieri coraggiosi….

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    1. Caro Gianni, non so l’età dei tuoi figli e comprendo la paura di affrontare un cambiamento che sarà sicuramente radicale. Tuttavia mi sembra di capire che la decisione sia già stata presa dalla tua mente e che non esistano alternative. Lei immagino che ti abbia già fatto terra bruciata intorno, perché vuole che tu passi per pazzo: fanno così. Sarà una ottima occasione per eliminare dalla tua vita una marea di gentaglia ipocrita che non ti nutre. Tu solo sai esattamente se e quanto la ami, se e quanto non la sopporti più, se e quanto ti ha trattato come un cane. Da ciò che racconti a me sembra che a lei di te non interessi nulla di nulla. Prova l’ebbrezza di cominciare ad informarti per affittare una casa, senti che effetto ti fa. È inutile dire che vivrai la famosa altalena emotiva per un periodo più o meno lungo: un giorno guiderai con la musica a palla cantando a squarciagola e il giorno dopo piangerai per ore: per quanto sembri incredibile, la mia esperienza mi dice che in fondo fa bene, anche se lo comprenderai solo dopo. Io ho trovato enorme conforto nei gruppi di aiuto: per due anni ne ho seguiti per recuperare l’autostima, per imparare a comunicare meglio nella coppia e nel quotidiano. Ho trovato nuove amicizie e tante brave persone che mi hanno riconciliato con la vita. Ora ho ancora bisogno della terapia personale, tuttavia anche quella tende al suo termine naturale. È tosta, è proprio tosta. Il tempo è galantuomo e scorre sempre e comunque alla stessa velocità: ogni minuto che passerà sarai un minuto più vicino alla tua libertà. Per quanto riguarda i figli io, che sono rimasto nella melma più possibile (come te) per evitare a tutti i costi l’orrenda sensazione di perdere il rapporto quotidiano con loro, ho preteso fin da subito che stessero con me una settimana si e una no: ora ho anche il decreto del tribunale che ha ratificato l’accordo e finalmente ho con loro un rapporto sereno, divertente e nutriente: io a loro non ho mai mentito, a differenza della madre e del parentame che ne copriva e ne copre la schifezza. Ho condiviso pianto e tristezza senza vergognarmi, e questo ci ha permesso di crescere, insieme. Come ultima cosa ti invito a fidarti di te stesso, del tuo intuito e delle tue sensazioni, nonché della forza che ognuno di noi ha dentro: è che nessuno ci ha insegnato a vederla e allora ci pensa la vita a tirarcela fuori. Un abbraccio a te, ad Alba, ad Anna e a chi legge: non ci conosciamo ma ci vogliamo bene, lo trovo fantastico.

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    2. Cara Alba, grazie per il suggerimento del sito. In effetti si sta rivelando utilissimo, seppure sconvolgente. Incredibile come in questi anni (15, suppergiù come Gianni) sia vissuta in una sorta di mondo parallelo, vedendo solo la realtà costruita dal np. Sono agli sgoccioli, forse questione di giorni per prendere e andarmene… devo solo trovare il momento e le parole giuste.

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      1. Coraggio Aomame, hai ragione, il sito è sconvolgente, non aver paura, passa al di qua del fiume, ritroverai te stessa. Quando sarai pronta, non potrai fare a meno di mettere in atto la fuga, andrà tutto bene perché come ho letto da qualche parte, se sei arrivata a queste conclusioni, vuol dire che sei una persona intelligente, forte e coraggiosa nonostante abbiano cercato a convincerti del contrario. Buon cammino, ti assicuro che non si muore, anzi tornerai a respirare…….un grosso bacio..puoi non credermi, ma sapere che ci sono persone che stanno facendo ora il passo che io ha fatto un anno e mezzo fa, mi da fiducia, il mondo è popolato da persone vere e oneste al di là delle situazioni discutibili. Ho una figlia di 18 anni, voglio che sappia che persone vere esistono, esistono per davvero.

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      2. Ciao Aomame. Mi auguro che la scintilla scatti in te prima possibile. So per certo che ciò che fa più imbestialire un essere così è l’indifferenza; “ma come, io sono così figo/a, così perfetto/a, così bello/a, così splendente…e questa si permette di allontanarsi da me, senza dire nulla e scomparendo per mesi…”. Se ne fanno forse anche una ragione, prima o poi, tanto avranno altre vittime a cui succhiare l’anima, tuttavia rimane nella loro mente distorta il tarlo che qualcuno li ha fregati, li ha scoperti e potrebbe addirittura dirlo in giro (naturalmente nel frattempo avranno lavorato per far credere a tutti che la matta sei tu, e quasi tutti ci saranno già cascati, ottusi). Dunque evita di sprecare energie pensando e ripensando al bellissimo discorso di chiusura che farai; più sarà lungo e splendido e contorto, più alimenterà il suo ego gonfiato di melma. Lo dico perché è un errore che ho commesso per anni, inconsapevolmente: pensare di poter aggiustare le cose con un fiume di parole; lei incassava e ringraziava, in silenzio. Continuavo a regalarle la mia vita.
        Girati e vattene, ecco il miglior modo di utilizzare quella energia; per il tuo bene.

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      3. Caro Guglielmo, inizio giugno ho fatto una “prova generale “ di abbandono. Gli ho spiegato quello che non andava nel nostro rapporto. Ovviamente lui ha controbattuto punto per punto, io ingrata, lui essere meraviglioso, sempre fatto tutto per me ecc. l’unico argomento che non ha potuto demolire è stato quelllo di non aver divorziato dalla moglie, con la quale non ha nessun tipo di rapporto e nessun figlio, pur dopo 16 anni di convivenza. Pur di tenermi buona ha tirato fuori la balla che ci stava pensando e quindi ha chiesto che IO mi interessassi per la separazione, perché per il mio lavoro conosco tanti avvocati. Sono rimasta talmente allibita da non riuscire più a rispondere cose sensate. Nel frattempo era riuscito a scavarmi una voragine dentro e non ho dato seguito ai miei propositi. Perciò sì, so che hai ragione. I discorsi e i tentativi di farli ragionare sono inutili, e mi da molta forza sentire qualcuno che l’ha già sperimentato. Grazie!

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      4. Dio mio, cara Aomame, si tratta del tipo di proposta diversiva fatta unicamente per tenerti a bada e portarti a perdere tempo. Ovvero, dopo che tu avrai trovato il miglior avvocato del mondo lui dirà che la moglie si è ammalata e che lui non può in alcun modo abbandonarla. Svegliati, si tratta di una vecchia farsa malvagia. “Interessati TU, da amante, a cercare un avvocato per la MIA separazione, giacché SEI TANTO INTERESSATA A ME!” Non farti più umiliare così, perché è evidente che il soggetto non è minimamente interessato all’ipotetica separazione. Dopodiché, scusami, ma non ho capito se “il bello” vive sotto lo stesso tetto della moglie, perché se così è mi pare ovvio che il matrimonio è bello in piedi ANCHE SENZA FIGLI. Anzi, se non hanno figli e il matrimonio dura da 16 anni senza che lui abbia l’intenzione di separarsi vuol dire che esiste una condivisione di interessi tra lui e la moglie che è assolutamente fuori discussione. Nel mentre, lui ti tiene nella rete affidandoti compitini umilianti, fuorvianti e apparentemente senza senso… Non c’è dignità in questa storia. Cerca di ricavarla con le unghie e con i denti uscendone fuori TOTALMENTE e al più presto.

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      5. Cara Claudilelia, innanzitutto grazie per le risposte. Vorrei solo precisare che conviviamo da 16 anni, mentre lui è sposato a tutti gli effetti con la moglie, che fa la sua vita e non vede da anni. Anche lei non ha mai preso l’iniziativa di separarsi per motivi diciamo economici. Cosicchè la situazione è rimasta stagnante per anni, perché non potevo neppure iniziare a proporre l’argomento che lui alzava un muro accampando scuse assurde. Ora, in tutto questo tempo, è successo anche dell’altro (ho scritto la mia storia costellata di lutti e malattia qualche tempo fa) che mi ha cambiata profondamente. Quindi, a parte le sue caratteristiche caratteriali, ciò che mi spinge verso la rottura è anche il desiderio di dare un cambio alla mia vita, perché finora ho vissuto la sua.
        Graie ancora per tutto.

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      6. Cara Aomane, sono in tanti a non voler divorziare per “la fatica” e per i costi. Se lui vive con te e non ha alcun contatto con l’ex moglie il problema è un altro. Ammesso che questo divorzio arrivasse prima o poi tu lo sposeresti? Credo proprio di no. Quindi, l’argomento “divorzio” è solo l’ennesimo diversivo per sfuggire del problema reale che sta nel MODO IN CUI LUI TI TRATTA. Divorziato oppure no, la sostanza non cambia. Avere una persona che ti dà addosso costantemente nei momenti più duri della vita e che non sa cosa significa fare squadra spegne qualsiasi essere umano, quindi direi che è il momento di fissarsi su chi è lui veramente e su come si è comportato negli anni per farsi forza ed evitare ipotetiche ricadute basate esclusivamente sulle sue parole.

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      7. Cara Aomaome e cara Monica, credo che dovremmo ascoltare Guglielmo e Alba, e tutti quelli che ci sono già passati. Anche io provo e riprovo il sermone finale col quale lasciare la mia lei, ma per adesso non c’è mai il momento, l’occasione, la situazione…
        In realtà probabilmente non sono pronto al 100%, ma ogni giorno che passa la consapevolezza aumenta. Spero la questione duri ancora poco.
        Come dice Guglielmo, la cosa che li fa arrabbiare di più è l’indifferenza. Io sono un paio di mesi che praticamente la evito, eccetto il minimo sindacale dovuto allo stare sotto lo stesso tetto (per fortuna sto via per lavoro un paio di settimane al mese). Ad esempio stamattina le ho risposto in maniera un po’ secca e lei se ne è subito risentita. Una volta mi sarei prodigato in scuse e recuperi; oggi mi basta ripetermi che lei stessa definisce la sua attuale posizione nei miei confronti cinica, per girarmi dall’altra parte e passare oltre senza alcun problema.
        E’ vero anche quello che dice Monica, basta un loro giro di parole più furbo del solito, basta una loro, sicuramente falsa, promessa di cambiamento, e noi lì come stupidi. Io avevo già deciso di lasciarla a novembre dell’anno scorso, e sono ancora qui solo per una sua, appunto falsa, apertura ad una terapia di coppia che si è rivelata, chiaramente, del tutto inutile; anzi no! Mi ha dato lo spunto per capire ancora di più con chi ho a che fare e soprattutto mi permette adesso di non cadere più nella trappola delle sue parole, che per me adesso valgono zero.
        Nel frattempo lei è riuscita a fare in modo che io in questo momento non abbia più fisicamente un posto dove andare (a costo zero), come invece era a novembre, per cui la scelta di lasciarla adesso implica difficoltà materiali ben maggiori, e su questo lei ci marcia. Hanno una capacità manipolatoria impressionante.
        Buon lavoro a tutti, un abbraccio e come sempre grazie del confronto e dello scambio di esperienze.

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      8. Caro Gianni, vivere con una persona che si definisce “cinica” e che vuole stare con te solo perché è molto più conveniente e comodo è l’unico motore a dover spingere la tua forza di volontà. Credo anch’io che le 2 settimane di pace al mese ti diano un po’ di respiro ma allo stesso tempo lo diano anche a lei, aumentando la sua convinzione sul fatto che il vostro matrimonio vada bene così com’è, senza più sentimento o riguardo nei rispettivi confronti. Fai bene a non voler portare avanti lo scempio di un legame che dovrebbe essere vissuto pienamente, anziché conformarsi esclusivamente alla sua forma giuridica contrattuale “per il bene dei figli”.

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  49. Caro Guglielmo, per fortuna i miei figli sono grandi, una 18, l’altro ne farà presto 17; quindi da questo punto di vista sono “fortunato”; addirittura quasi non serve nemmeno un giudice e spero che i miei figli abbiano la voglia di stare un po’ con me; io già sono lontano da casa per lavoro una decina di giorni al mese, quindi loro sono già “allenati”; spero non ci siano spinte contrarie in questo senso.
    Riguardo alla terra bruciata, la cosa è vera in parte. Lei per prima si è fatta terra bruciata attorno; ha mantenuto un paio di amiche che più che sostenerla probabilmente non sanno quasi nulla di quello che sta succedendo; vedremo quando dovesse rimanere da sola, ma è un problema suo. Io ho maturato un paio di sincere amicizie al lavoro e ho ripreso vecchie amicizie, precedenti al mio rapporto, e tutti mi sorreggono e aiutano, in particolare un amico che ha passato qualcosa di simile, compreso un suo percorso di terapia per uscire dalla dipendenza, e quindi sa benissimo di cosa parliamo. Gli amici comuni li lascio stare, loro non sanno quasi nulla e io non ho voglia di raccontare più di tanto a meno che non chiedano loro, anche se non voglio nemmeno fingere che vada tutto bene, cosa che invece piace tanto fare a lei.
    Hai perfettamente ragione quando dici che io solo so quello che ho passato, quello che provo e quello che voglio, e da questo punto di vista sono determinato a tirare dritto quando qualcuno mi chiederà conto; chi vorrà capire bene, gli altri non saranno un mio problema.
    Che a lei di me importi o meno a questo punto è quasi irrilevante, nel senso che lei a parole, pur non amandomi più, mi vuole bene; ma i fatti in molte occasione hanno dimostrato il contrario ed in ogni caso tutto quello che dice o fa in questo momento per me va passato al vaglio della sua incapacità di essere vera e sincera.
    Rimango sempre basito di come, pur con esperienze probabilmente molto diverse, alla fine ognuno di noi sembra poter anticipare o condividere con tutti gli altri pensieri e passaggi mentali; un amico si è proposto di aiutarmi a trovare una casa in affitto e il mio pensiero era proprio di cominciare a cercare per vedere l’effetto che fa! Mi hai anticipato! Guidare in macchina con la musica a palla è ed è stato a lungo uno sfogo notevole, e vedo che non sono l’unico….
    Anche io sto facendo terapia personale, che mi dovrà condurre il più presto possibile verso la mia decisione (questo è proprio l’obiettivo che mi sono dato prima della pausa estiva) e anche io conto di concluderla presto.
    Anche il discorso del fidarsi del proprio intuito è una cosa su cui ho molto lavorato e che mi sta guidando in questi ultimi mesi.
    Insomma, quando si dice proprio nella stessa barca!
    In bocca al lupo per il tu nuovo percorso e soprattutto per il rapporto con i tuoi figli, che rimangono l’unica cosa preziosa che ci lascia questo rapporto.
    Un abbraccio, a te e a tutti!

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    1. Ciao Gianni. Quello che hai scritto mi commuove e conferma il fatto che, a meno di rarissimi casi di persone particolarmente sensibili, nessuno comprende quello che passa chi è nel tritacarne o ne è uscito con le ossa rotte. In questi casi molta gente si fa gli affari propri con scuse tanto differenti quanto ridicole. Chi invece conosce quel dolore subdolo che ti si mangia piano piano e ti lascia completamente confuso e senza energie, non può che tentare di alleviare la sofferenza ad altri esseri umani che hanno avuto la sventura di imbattersi nei rettiliani a sangue freddo. Da qui, se posso, ciò che vedo è che hai un lavoro fisso (il che ti consente una certa tranquillità nell’affrontare la fuga) e le idee ormai chiare sul futuro; lei ti vuole tenere con se per sfruttarti, perché loro sfruttano tutti. Quando andrai via, la sua reazione dipenderà dai suoi impegni; la mia aveva un altro già da anni e non ha fatto storie per i figli. Anzi, se non fosse che avrebbe dovuto pagarmi gli alimenti me li avrebbe lasciati per farsi gli affari suoi anche di sera e di notte, oltre che di giorno. Ora lavora su di loro e quando può rompe le scatole a me, solo che ottiene zero perché io so che razza di cosa è. Ma i figli apprezzano chi racconta loro le cose come stanno trattandoli da pari; in fondo hanno diritto di sapere e sapranno distinguere la verità dalla menzogna. I miei erano piccoli e ho tentato di parlare con loro assieme a lei; poi mi sono reso conto che lei mentiva e ridacchiava anche in quelle occasioni e non la ho più coinvolta. Ho coltivato il mio esclusivo rapporto coi ragazzi, tanto lei è priva di sensibilità (se non al denaro); in questo modo ho anche evitato che i ragazzi fossero sconvolti dalla dissonanza cognitiva. Immagina di essere tra due genitori; uno ti dice che mamma e papà non possono più vivere insieme e l’altro ridacchia e tace (perché sa che sta fregando tutti, in quel momento, visto che nessuno l’ha beccata col sorcio in bocca). So io il dolore che ho visto negli sguardi persi dei figli, so io l’emozione e il nodo in gola di parlare con loro con il cuore in mano e piangendo; lei non lo sa e non sa cosa si è persa. Poveraccia.
      In bocca al lupo, Gianni. Prova i percorsi di gruppo, se ti va; solitamente li tengono i counselor, sono una mano santa.

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      1. Mi impressiona il fatto che tu abbia usato la parola “tritacarne”. Era ciò che aveva predetto la sorella della mia, facendola molto arrabbiare: “Tanto sai che getterai nel tritacarne anche lui.” Lei s’era offesa: “Come fa a dirlo? Ogni storia è diversa!” Non è così. Le sue erano uguali e le NOSTRE, parlo degli amici qui riuniti a parlarne, si assomigliano davvero tutte, tanto. Al punto da usare le stesse metafore.

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      2. Vedi, nel mio caso la sua famiglia avalla qualunque porcata. Sono fatti così, ciò che imbarazza non si affronta ma si insabbia per il buon nome della famigghia. Io ho affrontato, anni fa, la dipendenza da gioco gravissima di uno dei miei fratelli; se ne è accorta nostra madre e lo abbiamo affrontato tutti insieme con fermezza e amore. Ora quella spazzatura pericolosissima è nel passato. La tua ex aveva una sorella che sapeva dei suoi metodi, vedeva che c’era un problema ma lo affrontava, mi sembra di capire, senza la reale volontà di aiutare l’altra a diventare una persona migliore o, meglio ancora, una persona. Lo faceva senza amore, infatti i risultati erano pari a zero. Per quel che riguarda il tritacarne credo sia una metafora perfetta e sicuramente non la ho inventata io. Quando è esplosa la bomba mi sentivo proprio come la carne trita; tutti pezzetti staccati incapaci di alcuna mossa. Poi li ho ricuciti con le lacrime e col dolore profondo, dopo essere passato attraverso pensieri suicidi (caro Gianni) ho trovato una flebile luce (divina, dico ora, dopo anni di lavoro) seguendo la quale ho iniziato un percorso; sapevo già da prima, da qualche anno, che quel percorso era da cominciare e seguire con perseveranza, solo che nel marasma delle emozioni negative che mi creava la vicinanza con quell’essere tossico non avevo nessuna possibilità di movimento dal punto di vista spirituale. Un giorno ebbi la chiara sensazione che lei fosse il mio freno inibitore; da lì è iniziato tutto, mi sono distaccato da lei fino a costringerla a svelarsi
        Quindi si, la carne viene tritata ma con quella ci si può cucinare un ottimo ragù, dico per scherzare.

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