Il fiore dell’ossessione: come e perché avviene la creazione del vincolo traumatico con bugiardi patologici

Fonte: https://www.yourtango.com/2015281767/ten-signs-youre-addicted-to-loving-man-who-cheats
Autrice: Donna Andersen
Trad. C. Lemes Dias

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Avete scoperto che il vostro partner è un traditore e che non è la brava persona che pensavate. I vostri amici vi dicono di scaricarlo, ma la verità è che lo volete ancora.

Se la spinta è insopportabilmente forte per tenerlo accanto, nonostante tutti i suoi comportamenti, forse non è amore ciò che provate, ma dipendenza.

Osservate se eseguite una delle seguenti azioni:

1. Lo affrontate per le chiamate nel suo telefono fatte da altre donne. Lui trova delle scuse. Sapete che le sue parole non hanno capo né coda, ma le accettate comunque;
2. Dice che è colpa vostra se vi ha tradito e riesce a farvi essere d’accordo con lui;
3. Continua a ripetervi che se solo foste stati più amorevoli, pazienti, sexy ecc., lui sarebbe stato unico ed esclusivo con voi;
4. Chiedete scusa per cose che non avete fatto o detto;
5. Ditegli che è finita e poi vi precipitate fuori solo per chiamarlo o mandargli un messaggio, chiedendo di tornare insieme (situazione che accade più e più volte);
6. Continuate a provare a dimostrare che siete migliori rispetto all’altra donna (o ad altre donne);
7. Mandate il conto in rosso cercando di aiutarlo, anche se vi tratta male;
8. Quando i vostri amici e la vostra famiglia mettono in discussione il suo comportamento, cercate sempre di scusarlo;
9. Lo perseguitate – nella vita reale e online;
10. Promette che questa volta sarà diverso e che finirà la relazione con l’altra. Vi fa credere ancora una volta a ciò che dice (anche questo copione  si ripete, ancora e ancora).

Come è stato possibile tutto ciò? Prima di tutto, cercate di comprendere questo: l’amore romantico propagandato genera dipendenza.
Chiunque si innamori follemente si comporta proprio come un tossicodipendente, dice la dottoressa Helen Fisher, antropologa biologica della Rutgers University. Nei suoi articoli scientifici, spiega le somiglianze tra gli amanti e i tossicodipendenti:

• Diventate intensamente concentrati sulla vostra ricompensa: il vostro amante oppure la droga.
• In entrambi i casi subite sbalzi d’umore, bramosia, ossessione e compulsione.
• In entrambi i casi c’è la distorsione della realtà, la dipendenza emotiva, i cambiamenti di personalità, l’assunzione di rischi e la perdita di autocontrollo.
L’amore romantico può essere una dipendenza costruttiva quando il vostro amore viene restituito, dice il dott. Fisher. Ma se il vostro amore non viene restituito, la dipendenza può essere altamente distruttiva per voi.
Il Dr. Fisher spiega che la vostra prima reazione all’amore respinto è di “protesta” – cercate ossessivamente di riconquistare il vostro partner. Potete persino sentirvi ancor più appassionatamente innamorati di quando eravate insieme. Perché? Perché avete stabilito una connessione al vostro partner/amante.
L’amore riguarda la creazione di un legame: l’attaccamento psicologico ed emotivo che provate nei confronti di una persona. Il legame psicologico si forma all’inizio della relazione, quando sentite il ​​piacere vertiginoso di una nuova storia d’amore.
Ma cosa succede quando scoprite che il vostro uomo (o la vostra donna) non è quel che sembra? Potete arrabbiarvi, certo, ma potete anche provare PAURA e ANSIA riguardo alla possibilità di perdere la connessione creata. E sorprendentemente, questo non vi allontana da lui/lei.
Secondo la dottoressa Liane Leedom, professore associato di counseling e psicologia all’Università di Bridgeport, la paura e l’ansia rafforzano effettivamente il legame psicologico provato per il partner bugiardo.

Cerchiamo di capire come mai i soggetti disonesti vi mettono in questo circolo vizioso:

• All’inizio, prima che l’inganno arrivasse alla vostra conoscenza, il piacere della vostra nuova storia d’amore ha generato un legame psicologico.
• Scoprite la sua vera natura e provate paura e ansia, il che rafforza il legame.
• Lui/lei usa la tenerezza e i suoi trucchi psicologici per piegarvi, il che rafforza ancor di più il legame.
• Vi porta sulle montagne russe: vi tradisce e vi dichiara amore eterno. Ad ogni giro di giostra, il legame psicologico cresce.

Il circolo vizioso che implica tradimento e perdono potrebbe portare a un “legame traumatico”. Cercate di capire che buona parte dei traditori non è soltanto una massa di “ragazzi che non sanno decidersi”; ma è gente disonesta e sfruttatrice.

“Le relazioni di sfruttamento creano un vincolo di tradimento”, afferma il dott. Patrick J. Carnes nel suo libro intitolato The Betrayal Bond. Descritto anche come un legame traumatico, questo si verifica quando vi sentite connessi con qualcuno che è distruttivo per voi.

I legami traumatici, spiega il dott. Carnes, creano dipendenza. Vi sentite in obbligo di continuare la relazione, nonostante le conseguenze negative. Diventate ossessionati DALLA RELAZIONE.

Se vi riconoscete in questo articolo, probabilmente siete già consapevoli che il vostro coinvolgimento con questa persona non è salutare.

Cosa fare? Trattare la storia per quel che è: una dipendenza.

Cercate di “salire sul carro” e di  interrompere la relazione, tagliando ogni contatto con questa persona.
All’inizio può sembrare scoraggiante. Come potete escludere qualcuno dalla vostra vita? La risposta sta nel vivere giorno per giorno, proprio come in un programma di 12 passi.

E se avete bisogno di supporto, non esitate a cercare un aiuto competente.

 

141 pensieri su “Il fiore dell’ossessione: come e perché avviene la creazione del vincolo traumatico con bugiardi patologici

  1. Esaustiva come sempre.Si proprio ciò che ho passato.15 mesi di no conctact (dopo tanti tentativi ce l’ho fatta ) e vaiiii.Come una dipendenza all’inizio non è dura, ma è durissima.È ora mi sento molto ma molto meglio.Non puoi dimenticare di avere fumato o bevuto ecc. (dipendenza esatto)ma il
    tempo è l’unico sistema per guarire;
    naturalmente chiudendo tutte le porte
    ed ereggere un muro a vita.Non c’è
    alternativa sperimentato su di
    me.Vorrei:Claudia che tu scrivessi la
    chimica che modifica e deprogramma
    il cervello ,sotto love bombing e
    manipolazione.Io la so però può servire a molte altre persone che sono ancora in alto mare.Grazie Ancora.

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      1. Niente da fare. Il mio nick viene sempre storpiato 😦
        Penso che lo cambierò in Psycho, tanto per restare in tema! 🙂

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  2. Riposati e goditi la tua famiglia ma…………..torna! (Non sarà un altro tipo di dipendenza? Di sicuro ci piace di più e ci fa bene) . Sei una persona che sa accompagnare. Leggo tutto. Grazie

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      1. Ciao Claudia io sono Hayat ci siamo incontrati nel 2013 a Roma al premio Melograno, grazie ai tuoi articoli sto uscendo da un matrimonio distruttivo,posso avere un tuo contatto per favore. Grazie

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  3. oltre a volere ringraziare per la genialita’ degli articoli , vorrei chiedere: quanto tempo occorre mediamente ?
    anche voi avete dovuto affrontare ansia , attacchi di panico , ossessione ,
    pensieri ridondanti , pensieri autodistruttivi , disregolazione emotiva?
    dopo 9 mesi di no contact , non sono ancora guarito.
    grazie per riscontro e consigli .

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    1. Ciao Kuta.
      TUTTI i sintomi che elenchi li abbiamo passati o li stiamo passando tutti.
      Secondo gli esperti del settore ci vogliono da 12 a 24 mesi per uscirne. Il cervello ha bisogno di disintossicarsi dal veleno narcisista!
      Poi quando passa resta solo una cosa: una bella risata pensando a questi esseri miserabili. Sono squallidi, patetici e ridicoli. Dei clowns.

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    2. Cara kuta sì, purtroppo si passa l’inferno…io otto mesi di no contact e ancora sto male…ma kolisch è l’ esempio che si può stare meglio che arriva un momento in cui si sta meglio…

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      1. Cara Elisa, Cara Kuta,
        adesso che ne sono fuori penserete giustamente che è facile per me parlarne. Ma vorrei tanto che rifletteste su dei fatti assodati.
        Lo psicopatico è un TRADITORE, nella peggiore accezione del termine.
        Vivreste una vita fatta di sospetti continui, di mezze verità per destabilizzarvi. Lo psicopatico VUOLE condurvi alla follia, vuole che diventiate delle PAZZE come sono loro. VUOLE distruggervi per poi passare alla prossima preda. Non vi ha mai amate, né vi ama, né vi amerà mai. Toglietevi questa illusione dalla testa. Sono purtroppo abilissimi nei raggiri. Voi avete sempre torto e loro sempre ragione. Siete sempre state delle sospettose, gelose, possessive. Ma siccome ragionano e si comportano come specchi sono LORO ad avere queste pessime qualità.
        Se avete domande sono qui.

        Ciao

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    3. Caro Kuta Kuta, quanto tempo ci vuole per elaborare un lutto? Dipende del bene che abbiamo voluto a una persona e qui parli con persone che hanno amato intensamente degli esseri totalmente disturbati, il che rende il tempo di ricupero VARIABILE da persona a persona, anche perché il nostro storico affettivo-familiare è diverso. Molti specialisti parlano di 24 mesi di contatto zero per ATTENUARE i sintomi della dipendenza come MEDIA. Questo perché i LEGAMI TRAUMATICI guariscono più lentamente dagli altri. Funziona così perché il lutto che stai elaborando non riguarda una persona cara improvvisamente scomparsa, ma la veglia di un fantoccio che ha abusato della tua fiducia e che ti dà l’impressione di essere sempre in agguato, pronto per “risorgere” a qualunque momento con un sonoro “bubu settete”. Conveniamo che si tratta di una veglia funebre di un film horror. Sii paziente con te stesso che la quiete arriverà con l’attenuazione dei sintomi peggiori della dipendenza, come lo stato di allerta costante e l’ossessione. Vide https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/06/09/qualche-parola-sul-processo-di-recupero-dai-rapporti-affettivi-con-soggetti-narcisisti-perversi/ Buona estate a te!

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  4. Caro kolisch…lui è in ogni mio pensiero…ovunque perché ho lasciato che mi prendesse tutto…ora non ho più niente….solo macerie…non riesco a riprendermi…mi stordisco di lavoro e cose da fare ..ma appena mi fermo mi sale dentro il ricordo e un dolore così forte per quello che mi ha fatto…per quello che gli ho lasciato fare…per il disprezzo…la cattiveria…….e sento un dolore che paralizza….un dolore che non so spiegare perché è muto…senza voce né parole…a volte penso che sarà sempre così e mi sento senza speranza….finita…

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    1. Carissima Elisa,
      il dolore che senti è quello dell’anima. Un dolore cupo che non si può spiegare a parole. Pure io non vedevo una fine, una qualcosa che mi facesse riapprezzare le cose che amavo prima. Ogni giorno sembra coperto da una coltre grigia, anche la giornata più splendente. E poi il pensare, pensare, in continuazione appena la mente si stacca da quello che stavi facendo. E’ terribile. SO COSA SENTI DENTRO! Ho passato mesi disteso sul divano con la tele perennemente accesa, il posacenere strabordante, niente voglia di mangiare e fatica anche solo a lavarsi. Chi ci è passato lo sa! Nessun altro può capire. Ma ho una buona notizia per te. NON sarà sempre così. Ci sono passato Elisa. E’ una girandola di emozioni contrastanti. Da una parte l’amore che si è dato, dall’altra la consapevolezza di aver donato il cuore a qualcuno che non vale nulla. Non hanno né avranno MAI il privilegio di averci vicini. Non lo meritano, così come non meritano il nostro dolore. Ci vuole tempo. Dipende poi da persona a persona. Tieni duro. Qui siamo tutti dalla tua parte e scrivi, senza pensare se ripeti magari le stesse cose centinaia di volte. L’ho fatto anch’io!

      Un abbraccio

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      1. Cara Elisa,
        sai chi mi ha aiutato tanto? Claudileia. Non posso svelare particolari e dettagli, ma le ho scritto delle paginate. Lei mi ha reso chiare tante cose che non capivo. Quello che pensiamo noi di questa gente malata è esattamente l’opposto della realtà. Al momento ero scioccato, inutile negarlo. Ma ho letto e riletto le sue risposte e ho capito. Ci vuole tempo per assimilare dei concetti che per la gente sana di mente sono inconcepibili. Tutto il contrario di quello che si pensa!
        Se desideri uno scambio di esperienze la mia email è sbran@freesurf.ch senza impegno, solo se te la senti!

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  5. caro kolisch e cara elisa , sono un’uomo non una donna.
    per lo meno ero un’uomo prima di scoprire di essere stato oltre 8 anni con una ragazza psicopatica.
    la mia mente e’ gravemente danneggiata e non so se si riprendera’ mai del tutto. l’astinenza dalla droga affettiva mi devasta , la noia mi pervade , il pensiero mi riporta constantemente alla relazione nel bene e nel male , con rimbalzi continui e dissonanza cognitiva.
    sono entrato in psicoterapia da gennaio , ma non sono pienamente soddisfatto del percorso.
    mi chiedo se questo incubo prima o poi finira’ .
    sono stremato , ogni tanto cedo e crollo pesantemente ,poi a fatica mi rialzo . ogni tanto crollo a piangere.
    onestamente non so piu’ cosa fare.
    mi domando se forse era il caso di non essere testardo , e prendere dei farmaci per velocizzare e facilitare il percorso.
    vi ringrazio per qualunque consiglio e spunto.
    solo chi passa questo inferno puo’ comprendere di cosa parliamo,
    gli altri pensano che io sia sostanzialmente un pazzo….

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    1. Caro Kuta,
      scusa l’equivoco.
      Pazzo? Anche di me i miei amici hanno pensato la stessa cosa. E sai perché? Perché i nostri racconti sono irreali per chi non ci è passato. Quante volte mi sono sentito ripetere che magari erano cose che mi immaginavo, cose che mi inventavo e che non erano mai esistite. E’ normale per la gente sana di mente pensarla in questo modo. Non ti arrabbiare con chi ti dice queste cose. Anch’io ero stremato, ho pianto e mi sono disperato all’inverosimile. E NORMALE altrimenti saremmo malati anche noi come gli psicopatici! Per fortuna non lo siamo. Riguardo ai farmaci spero solo che tu non li prenda di tua iniziativa ma su consiglio di un professionista del settore. Robert Hare, il più grande e riconosciuto specialista a livello mondiale di questo tipo di disturbo, dopo anni di ricerche ha scritto: ” Se incontri uno psicopatico SCAPPA!”. Non esiste cura. Sono malati gravi che non cambieranno mai. Non aspettare invano un suo ritorno. Se lo fa è solo per completare l’opera di distruzione!

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  6. kolisch , non aspetto il suo ritorno.
    ho notato che quando lei chiude , lo fa con un colpo di bisturi e non torna mai indietro . si rifa’viva solo se le vittime la cercano.
    nel mio caso non si e’ mai piu’ vista, e per fortuna dovrei dire !
    per i farmaci non li prendo assolutamente senza prescizione. stavo chiedendo se secondo voi sono necessari . anche a me erano stati prescritti degli ansiolitici e degli antidepressivi.
    ho scelto di non prenderli e di stare in piedi da solo , pensando che il percorso fosse piu’ veloce. ora sono a quasi 9 mesi di no contact ma non sono guarito. tu quanto ci hai messo? hai dovuto prendere dei farmaci ?

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    1. Caro Kuta,
      mi spiace dirti che prima o poi tornano, sicuro come le tasse da pagare.
      Ho preso dei medicinali ma molto prima dell’incontro con la psicopatica quindi per altri problemi. Non so se fai bene a non prendere nulla, ma se te li ha consigliati uno specialista direi di seguire la cura.

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    2. Caro Kuta, mi dispiace per quello che stai passando, qui noi ti capiamo.
      Nel mio caso ho iniziato una psicoterapia prima del suo abbandono improvviso e netto come dici tu come un taglio di bisturi. Ho iniziato la terapia perchè gli alti e bassi del rapporto mi avevano portato a non dormire più e a non mangiare più. quando mi ha lasciato dopo quattro anni con una mail credevo letteralmente di impazzire.
      Il dolore era troppo forte e non riuscivo a gestirlo. Il mio Terapeuta che è anche medico mi ha prescritto ansiolitici e antidepressivi. Ho aspettato a prenderli ma se tornassi indietro non aspetterei più. Sento ancora molto molto dolore, ma non quel tipo di disregolazione emotiva che può essere pericolosa per la vita…non so se mi spiego… per essere più chiara avevo momenti di dolore così acuto che non riuscivo a muovere il corpo, il pensiero rallentava, faticavo a parlare e l’unica soluzione plausibile a questo male mai provato prima mi sembrava il suicidio. Ecco….in questo caso servono i farmaci…aiutano….Forza Kuta….siamo con te…P.S. io 8 mesi di no contact…..

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  7. kolish , l’ho letto ovunque. tuttavia sembra che la mia ex Np borderline, sia molto piu’ intenta e si diverta molto di piu’ a collezionare nuovi giocattoli umani, che sono molto piu’ interessanti rispetto ai vecchi giocattoli rotti/malandati e consapevoli della sua pazzia.
    per questo non credo proprio che tornera’. dopo 3 settimane della rottura era tornata un’ultima volta per cercare di recuperare , ma io non ho ceduto a tutti i suoi ricatti emotivi. non entro nel merito ma sono cose da fantascienza, se fosse un film , la gente penserebbe che si tratti di una cazzata , ti assicuro.
    i farmaci me li consiglio’ uno specialista 9 mesi fa , ed io mi impuntati nel subire le ondate di dolore , la depressione e l’ossessione, per non entrare nel tunnel degli psicofarmaci. tuttavia oggi come oggi sono preoccupato , perche’ non vedo una risalita costante. mi pare di non migliorare , mi sembra di essere impantanato.

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    1. Caro Kuta kuta, se ti fidi del professionista che ti ha preso in cura allora dovresti seguire i suoi consigli. Anch’io non sono convinta dell’utilizzo dei farmaci perché loro, da soli, non disinnescano il meccanismo che ti ha portato a sentirti attratto da un determinato tipo di persona. Solo un profondo lavoro di ricerca interiore può immunizzarti per sempre dall’azione dannosa dei personaggi tossici. Per esempio, per un borderline i farmaci stabilizzatori dell’umore sono indispensabili e in certi casi anche gli ansiolitici e gli antidepressivi. Tuttavia, se si tratta di una persona sana che per anni è stata trattata dal vero disturbato COME SE FOSSE DISTURBATA, l’utilizzo di farmaci potrebbero indurla a pensare di avere “qualcosa che non va”. Ribadisco: se ti fidi del tuo curante e se lui ha ben spiegato la funzione dei farmaci per te direi di seguire le sue indicazioni.

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  8. ciao Elisa ,
    la tua situazione e’ stata molto simile alla mia.
    devi solo aggiungere altri 4 anni , e puoi immaginare facilmente…
    nel mio caso sono stato costretto a buttarla fuori di casa fisicamente,perche’ mi stava davvero massacrando.
    ma non sapevo cosa mi aspettava : perdita del sonno per 20gg, perdita di peso drastica, ansia,attacchi di panico , blocco totale del corpo, pensieri bloccanti, non riuscivo ad alzarmi neppure a forza , ondate di dolore con picchi insopportabili, disregolazione emotiva, pensieri suicidiari , depressione. oggi e’ diverso ma e’ pur sempre durissima.
    sono rimasto solo e sono un po’ depresso e demotivato.
    diciamo che sopravvivo e lo faccio molto meglio di 9 mesi fa, ma stare bene e’ certamente altra cosa.
    ti capisco bene sui farmaci, mi sono forzato di non prenderli , ma ho fatto un giro all’inferno per un po’di mesi.
    spero solo di potere avere la mia rivincita’ , prima o poi.
    ma non contro di lei , che ho bloccato ovunque e che evito come la peste , la rivincita’ nella mia vita.

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    1. Kuta ciao,
      si scende all’inferno e ci si risale, se puoi non prendere medicinali, già siamo stati avvelenati da loro, vengono giorni che vorresti solo morire, dove pensi di non valere nulla, non hai nemmeno la forza di alzarti, depressione se cosi vogliamo chiamarla….la ns rivincita l’avremo tempo al tempo….noi siamo belli dentro…..ora pensa solo a te stesso , qui siamo tutti per aiutarti ed aiutarci, passa tutto passa…il fallimento per me ma penso un po’ per tutti è quello di aver buttato anni x loro. Siiii buttati. Quando vuoi ci siamo.

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  9. Piano piano Kuta…avrai la tua rivincita… kolisch e altri come lui ci insegnano che si può uscire dal tunnel, che possiamo avere la nostra rivincita…allora forza, piano piano, anche con l’aiuto gli uni degli altri….

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  10. grazie a tutti e a tutte. mi sento la persona piu’ sola del mondo.
    in mezzo a voi , o dovrei dire noi , mi sento un po’ meno solo.
    amici e parenti mi hanno compreso , ma solo in piccolissima parte.
    non possono capire , solo chi ha visto lo sguardo vitreo degli psicopatici e solo chi ha subito le tecniche di manipolazione , puo’ comprendere quanta devastazione portano.

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    1. Caro Kuta, io ne sono ancora completamente dentro; parliamo di mia moglie che si è palesata chiaramente dopo più di 15 anni di matrimonio apparentemente felice. La dipendenza per adesso mi tiene ancora legato, e per quanto mi sforzi e ci stia lavorando anche col mio terapeuta, non riesco a decidermi a lasciarla e chiaramente non c’è modo di farla ragionare diversamente. Capisco assolutamente la tua solitudine ed il senso di incomprensione che vivi; nessuno può veramente capire, anche perchè al resto del mondo rimane propinata la versione esteriore e inappuntabile del NP, che fa passare noi per pazzi e cattivi; se ci metti l’isolamento che hai subito per svariati anni, diventa difficile recuperare qualche spazio di lucidità e quei rapporti umani che tutti dovrebbero invece mantenere. Ma sappiamo che la manipolazione in questo caso non ha limiti, e sappiamo anche che è agita in maniera così sottile che solo chi la vive sulla sua pelle la riesce a percepire; anzi, non la si percepisce per lungo tempo, e per riuscire a farlo bisogna passare attraverso sforzi enormi e dolorosissimi, essendo necessario demolire completamente quella maschera splendente e infallibile di cui ci siamo perdutamente innamorati, ma che appunto è solo una maschera che copre ben altro.
      Anche a me scrivere su questo blog aiuta a sentirmi meno solo e più compreso.
      Ciao

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  11. Ciao a tutti/e.
    Cosa leggo? Alcuni di voi hanno pensato al suicidio? Ma porca miseria sarebbe la più grande vittoria per lo psicopatico. La distruzione totale di una vita. Non pensateci nemmeno lontanamente per favore.
    Leggo anche che avete visto gli occhi glaciali del narcisista. Bene, vi siete persi la versione più fantastica. Il GHIGNO narcisista. Occhi gelidi, viso metallico e ghigno insieme. Nessun paragone nemmeno col più cruento dei film dell’orrore. E quando vi succederà all’improvviso guarirete!

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    1. L’ho visto quel ghigno satanico e quegli occhi spaventosi. Ho cercato subito di rimuovere la visione, ma ora che mi ci fai pensare che paura e che incredulità. Pensavo di averlo sognato………….

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    2. Il dolore altrui non fa alcun effetto su di loro. E’ solo una noia in più da risolvere, un fastidio. Siccome simulano su tutto, pensano che pure gli altri stanno simulando qualcosa pur di incastrarli. Razionalmente possono comprendere che una persona “soffra per amore” ma non hanno la minima idea di cosa significhi. I normali sentimenti che un essere umano prova verso un suo simile sono interpretati come PATETICI. Una bella poesia? Ridicola. Una bella canzone d’amore scritta da un bravo cantautore? Banale. Nulla ha senso per loro e nulla emoziona… a meno che non ci sia di mezzo una bella dosi di adrenalina PURA e di RISCHIO. E’ la vecchia pulsione di morte, caro Kolisch. E la morte che cos’è se non il VUOTO TOTALE che hanno dentro? Loro sfuggono da questo cercando di delegare a te il compito di risolvere definitivamente i loro problemi. Gli impulsi suicidi che leggiamo qui avvengono spesso PER DELEGA: è ciò che vorrebbero per loro stessi con la serie di azioni distruttive che mettono in atto lungo la loro esistenza e che si traduce in promiscuità, abuso di sostanze, ricerca di rapporti violenti in cui ne escono fisicamente feriti, guida spericolata, sport in cui rischiano la vita, ecc.

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  12. Stavo riflettendo, ma non sarà che, già è dura accettare il fatto di essere scartati da uno/una che pensavi di amare, in più essere scartati da un essere malefico e malvagio, un mostro insomma, ci ferisce Profondamente? Come se il nostro inconscio non potesse accettare di essere messo da parte da un”buco di culo” (scusate il francesismo). Da qui la nostra profonda confusione e il nostro totale smarrimento, maltrattamenti a parte……

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    1. Cara Alba,
      è questo l’errore di pensiero che fanno in molti.
      Non sono mostri, sono PERSONE malate e incurabili.
      Certo che il nostro inconscio non riesce ad accettare tutto ciò, per il semplice motivo che siamo sani di mente. Se tu riuscissi a capire il loro comportamento, beh, buon cammino sulla strada della pazzia che penso non vorrai intraprendere vero?

      Un abbraccio

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      1. Io credo che la cosa che ferisce di più e che rende il tutto difficile da razionalizzare è il fatto che noi li abbiamo amati veramente…… e ci abbiamo investito tutto quello che di più sincero e importante avevamo da dare.
        Sì Kolisch, si arriva anche a pensare al suicidio, e non solo a pensarlo; per me è stato il punto in cui ho toccato il fondo e cominciato a reagire, evidentemente ho ancora un po’ da fare…. visto che nonostante mi sia tutto chiaro non riesco ad andarmene…..

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    2. Cara Alba, il punto è che si vendono molto bene: sanno mentire con tutto il corpo e guardandoti negli occhi mentre ti conficcano un coltello alle spalle. E quando tu chiedi: “perché mi hai accoltellato?”, sempre guardandoti negli occhi ti dicono: “ti amo talmente tanto da non concepire che respiri senza di me!”. E tu, accoltellata alle spalle, pensi… “Sì, mi ha fatto questo, PERO’ ALMENO E’ STATO SINCERO!!!”. Follia pura. La mente umana non è preparata a tutto ciò.

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  13. ho uno pseudonimo ed una mail che mi nasconde , quindi parlo schiettamente. io mi sono quasi ucciso, ci sono arrivato vicinissimo.
    ero in preda alle ondate di dolore , alla solitudine ,alla disperazione,
    alla depressione. al culmine di tutto questo ho puntato una lama alla mia gola per uccidermi e stavo per farlo sul serio . se mi volete giudicare , fatelo pure.
    posso solo dirvi che quello che ho provato era un dolore disumano.
    era insopportabile ,ed ogni giorno era un’incubo vero e proprio.
    probabilmente la mia dipendenza era potentissima , oltre il mio controllo oltre ogni consapevolezza. inoltre non sapevo ancora nulla,
    era dicembre del 2017 , dopo 2 mesi nemmeno di no contact.
    oggi sono a quasi 9 mesi di no contact, e sono un’altro uomo.
    ma sono sempre molto debole. 8 anni di NP psycho ti riducono in coriandoli, quandi scopri di avere dedicato la tua vita ed il meglio di te stesso a nessuno, ad una donna che non e’ mai esistita….

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    1. Caro Kuta,
      in questo blog non ti giudica nessuno. La disperazione che abbiamo provato è tanta da portarci, in alcuni casi, al gesto estremo. E’ vero. Questi pazzi ti portano a provare un dolore molto intenso. Ognuno reagisce in modo diverso. Ma ascoltami ti prego. Non ritentare mai più un gesto simile. Come detto sarebbe la grande vittoria per la psicopatica. Loro vincono delle battaglie è verissimo, ma la guerra la vinceremo noi. Siamo qui per aiutarci, darti forza e comprensione. So benissimo cosa hai passato e stai passando credimi. Ma non cedere! Altrimenti mi arrabbio 🙂

      Un salutone

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      1. Cara Cla,
        ma buongiorno! Che bello rileggerti.
        Per quanto riguarda la Svizzera, contro la Svezia abbiamo fatto schifo (leggi C””””E) 🙂 Spero solo che il Brasile vinca il mondiale così possiamo dire di aver pareggiato contro i campioni del mondo!
        Buon proseguimento di vacanze.

        Un abbraccione

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    2. Caro Kuta, non siamo noi a doverci sentire in colpa per aver sofferto così tanto da aver pensato o tentato il suicidio, ma loro, quelli che hanno preso tutto il bene e il bello di ciò che siamo per usarlo come conferma narcisistica del loro essere dio, per poi buttarci via come se non fossimo mai esistiti. Qui conosciamo quel tipo di dolore che hai provato e che devasta…nessuno giudica…perchè ciascuno di noi sa che dopo anni con un narcisista perverso non sei più la stessa persona di quando li hai conosciuti. La manipolazione,mentale e il dolore continuo degli alti e bassi di un rapporto assurdo che ci ha fatto il lavaggio del cervello, lasciano segni profondi nella psiche e nell’anima e gli effetti negativi e devastanti del loro passaggio permangono anche molto tempo dopo la loro scomparsa.
      Io ho tre figli, ho pensato alla morte come unica alternativa a questo dolore ingestibile, ma poi non ho mai tentato di uccidermi perchè non farei una cosa simile ai miei figli. Ma mi tagliavo caro Kuta, sì per sentire meno male nel periodo iniziale,quello della pura disperazione… mi tagliavo….il taglio…il dolore fisico alleviava per un po’ il dolore psichico. Sappiamo ovviamente tutti che non è il modo giusto di reagire, ma solo chi ha vissuto la devastazione di un rapporto con un np può capire a che grado di distruzione mentale ti possono portare….Caro Kuta credo che anche parlare dei nostri aspetti disfunzionali nel momento del loro scarto possa aiutare a trovare sollievo. Tutta questa faccenda del nostro rapporto con loro, del dolore successivo all’abbandono, spesso non possiamo condividerla con nessuno, perchè assurda e perchè chi non ha provato non può capire. Qui possiamo liberamente dire quello che siamo e che siamo stati, qui le persone sanno perchè hanno provato.
      Hai detto che dopo 9 mesi ora stai un pochino meglio….piano piano….ci rimettiamo insieme ok?

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      1. Elisa cara io ho due figlie adolescenti e anche io lo scorso anno ho pensato che fosse stato meglio morire che vivere cosi, stavo rovinando la mia bella famiglia , stavo buttando tutto all’aria per un vigliacco che si è preso il meglio di me ,anni fa e questi ultimi anni e quando ho iniziato a chiedergli qualche cosa in più mi ha letteralmente buttato, mi ha aiutato la mia famiglia, il mio terapeuta a cui devo molto sarei dovuta andarci prima e non passare due anni d’inferno…mi avete aiutato voi Claudialeia….da mesi vi leggo tutti i gg..tutti . Si va avanti x loro, bene non sto’ ancora e ripeto, per rabbia per averglielo permesso.
        Ma meglio stare male senza che con loro.

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      2. Cara Elisa, non c’è una persona al mondo che non abbia sviluppato comportamenti disfunzionali dopo aver vissuto rapporti totalmente squilibrati (ahimè, molti di noi sin dalla nascita!) con individui narcisisti patologici e/o psicopatici. Per vivere un rapporto così squilibrato dal punto di vista mentale e uscirne assolutamente indenne, bisogna dotarsi di una freddezza fuori dal comune, il che significa vivere scollegati dai sentimenti. Molti partner di soggetti disturbati scelgono la strada della totale indifferenza pur di non soffrire e il prezzo che pagano lo conosciamo abbastanza bene: il blocco della vita. Si vive nel disamore profondo dell’altro e anche di se stessi, come se l’esistenza fosse ridotta a sprazzi di rara bellezza (nati al di fuori dalla pseudo relazione) alternati a momenti di vuoto esistenziale talmente profondi che non meritano nemmeno di essere studiati per paura di diventare matti. Perché chi è vuoto nel vuoto ci sguazza e trascina pure gli altri. Mi dispiace tanto per ciò che hai dovuto affrontare prima di iniziare il tuo percorso verso la consapevolezza. Un abbraccio forte.

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  14. Caro Kuta, cara Elisa, cari tutti che scrivete su questo bellissimo blog di auto aiuto, nessuno giudica e a quanto pare chi più chi meno ci siamo passati tutti. Io prima di arrivare a tentare gesti estremi (li ho anche io fisicamente tentati) mi ferivo e mi sono rotto una mano dando pugni al muro (a scriverlo adesso mi sembra un’altra vita; almeno questo è passato, so che certe disperazioni non torneranno mai più, almeno adesso c’è la rabbia che indirizzo verso lei e non più verso me stesso, anche se so che è tutt’altro che funzionale).
    E’ che, come sappiamo bene, il dolore è insopportabile, la loro indifferenza che spesso sconfina nel sadismo vero e proprio, il loro attacco indiscriminato a tutto quello che hai di più caro, ti stordisce talmente tanto che ti sembra di non avere altre vie di uscita. Mai mollare, passerà!
    La dipendenza è una cosa potentissima effettivamente. Io ci combatto ancora, ne ho preso coscienza da più di un anno, dopo quasi venti di rapporto strettissimo, direi esclusivo, con matrimonio apparentemente perfetto e due figli; e ho anche ricostruito come lei, con le sue immense doti seduttive, l’abbia indotta quasi subito, dopo pochissimo tempo che stavamo insieme, e poi l’abbia mantenuta con costanza con piccoli gesti, piccole parole, impercettibili a tutti, anche a me. Mi ci sono voluti tre anni di terapia per capirlo, e nonostante tutto sono ancora legato.
    Stare qui con Voi mi sta aiutando moltissimo, sto cercando di prendere una distanza emotiva che mi consenta di andarmene senza correre il rischio di cedere al primo ritorno di lei. Per me il contatto zero sarà impossibile, avendo due figli, sì ormai grandi, ma ancora non autosufficienti.
    Buona giornata!

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    1. Caro Gianni, credo che il motivo di fondo dei gesti estremi legati alla scoperta della vera natura di un soggetto profondamente disturbato sta nel male che abbiamo inflitto a noi stessi durante questi pseudo rapporti. Significa che non riusciamo a comprendere come mai noi, che avevamo un concetto elevato di noi stessi, abbiamo finito così in basso, soffocando ogni principio pur di mantenere accanto a noi una PERSONA. Sottolineo la parola “PERSONA” perché quando scopriamo che dentro la sua anima non c’è NIENTE il dolore si moltiplica all’infinito aumentando il nostro desiderio di farla finita. Diciamo ai terapeuti: “MI STAI DICENDO CHE HO FATTO DEI FIGLI CON UNO CHE NON ESISTE???”. Diciamo che “l’asino casca” quando ci guardiamo allo specchio e non sappiamo più chi siamo perché abbiamo legato la nostra esistenza a QUALCUNO CHE NON ESISTE, EPPURE CI CREDEVAMO PARTI INTEGRANTI DI UN “GRANDE PROGETTO”. E’ evidente che questo tipo di pensiero dà a un soggetto n.p. LA CONFERMA della sua presunta forza e della nostra debolezza, ovvero, i ruoli vengono rovesciati, perché la persona disturbata diventa chi ha pensato al suicidio, ovvero TUTTE le persone che hanno affidato a un soggetto perverso, in buona fede, una parte significativa della propria vita perché avevano fiducia nel mondo. L’incredulità e il senso di fallimento di un progetto di vita è ciò che ci addolora. La terapia ci aiuta ad accettare che i progetti di vita possono fallire a prescindere dei nostri sforzi per mantenerlo in piedi e che ci sono fattori che vanno oltre la nostra volontà. Controllare la mente di qualcuno per portarlo a camminare con noi nel modo in cui vogliamo è IMPOSSIBILE. Quindi, rivolgiamo a noi stessi ogni bene e diamo a chi merita di riceverlo.

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      1. Quanta saggezza! Credo sia proprio il senso di smarrimento e di incredulità in cui si viene catapultati all’improvviso a farti andare fuori di testa e a portarti, per il troppo dolore, a pensare che non ci sia più ragione di vita. Anche perchè la tua vita è nel frattempo stata interamente “donata” a una “persona” che ne ha fatto oltre a tutto un uso perverso. E pensare che mi ha sempre detto (e io ci credevo) che fosse stata lei a donarmi vita ed energia; ora so che in realtà lei ne ha solo succhiata a me!
        La chiave di volta e l’uscita da quel tunnel è stato proprio riuscire a dirsi che la mia vita vale molto di più di tutto questo!
        Grazie ancora, non sai quanto aiuto mi stia dando frequentare questo blog!

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      2. Grazie, caro Gianni. Farci credere che dipendiamo da loro per essere qualcuno è la ciliegina sulla torta del lavoro di manipolazione. Manipolare vuol dire prendere un pezzo di noi, raggirarlo e riassemblarcelo come se fosse messo nel modo e nel posto giusto. Esempio banale: “Dio mio, quanto sei pesante! Sei SEMPRE triste e malinconica!”. Magari eri una persona solo introversa che non amavi tanto apparire e quindi, nel giro di poco, sei diventata “triste e malinconica” e dunque una PALLA AL PIEDI che non va portata da nessuna parte perché PESANTE e non ti diverti. Ogni tua particolarità diventa un difetto insormontabile che ti rende un pessimo partner. A quel punto i maltrattamenti vengono giustificati alla grande per colpa del tuo “carattere”. Il lavoro di assemblaggio della tua personalità, se fatto da un bravo manipolatore o manipolatrice, TI FA CREDERE DI ESSERE TUTTO QUELLO CHE DICE E QUINDI INDEGNO DI VIVERE LA TUA VITA. Non cascarci!

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  15. Forza Gianni! Siamo tutti con te…ce la puoi fare…se un rapporto fa male, fa solo male…basta, che senso ha? Nemmeno ai figli fa bene…so che sto semplificando una realtà complessa: un matrimonio,due figli, vent’ anni di relazione…difficile…da sembrare impossibile….ma ce la puoi fare…altre persone nel blog hanno scritto di relazioni lunghissime con narcisisti che poi sono riuscite a troncare…e a rifarsi una vita felice… Se ce l’ hanno fatta loro ce la puoi fare anche tu….coraggio…

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  16. Siii coraggio a noi, quelle persone cattive e le tratto chiamandole persone non possono ancora rovinarci la vita.
    Ghigno malefico??? non potro’ mai dimenticare due anni fa gli avevo chiesto
    anzi…elemosinato una chiamata in più il 15 agosto ….non si fa sentire tutto il giorno,lo chiamo io disturbandolo mentre festeggiava con la famiglia, lui un pazzo!!!! un animale…. mi minaccia di farmi del male appena tornava, mi riempie di parole come se fossi l’ultima prostituta sulla faccia della terra….dicendomi sei una poco di buono,
    il giorno dopo mi chiama come un agnellino dicendo che non si aspettava da me una cosa del genere da me che non dovevo chiamarlo e al ritorno si sarebbe fatto perdonare …….ed io cretina che lo perdonavo…rovinando le vacanze alla mia di famiglia…. perciò gianni kuka tutti troncate e riprendetevi la vs vita in mano.

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    1. Cara Ilaria sapessi come ti capisco…e io che vivo ogni tanto ancora in dissonanza cognitiva quando leggo in questo blog e ” sento” dentro il vostro dolore….mi sale una rabbia!!! Basta! Dobbiamo smetterla di ” dare le perle ai porci” basta!!! Dobbiamo smettere di elemosinare….lo dico prima a me stessa….alla me che prima si arrabbia e poi fantastica un suo ritorno…BASTA!!!

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      1. Cara Elisa, vedrai che piano piano le tue fantasie di rivincita saranno sostituite da altre: dal vomitare tutta la tua rabbia all’indifferenza, dalla sessualità appagante e tenera al sollievo per non esserti beccata una brutta malattia, mischiata alla paura di un ipotetico ritorno. Una lettrice mi ha scritto tempo fa con grande sincerità: “Lo pensavo e avevo delle fantasie sessuali nonostante tutto, provavo invidia e gelosia ma poi quando ho capito chi fosse SUBITO DOPO QUESTE FANTASIE PIANGEVO PER LO SCHIFO”. Ecco, quando questo ti accadrà sappi che le lacrime di schifo che ti cadono DOPO un pensiero carino nei loro confronti ti mettono a metà percorso verso la guarigione. Non sono di rabbia o di tristezza per ciò che hai perso, ma per il riguardo che non hai avuto nei tuoi confronti. Saranno lacrime di amore per te stessa, di ben volere, come se ti dicessi “WOW, DOPO TUTTO SONO VIVA E MI VOGLIO TANTO BENE!”

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    2. Cara Ilaria, faccio mie le parole di H. Marietan “Si comprende rapidamente che la noia, il tedio, non sono componenti frequenti di queste relazioni. Vi è una BASE PERMAMENTE DI TENSIONE nella relazione e un’importante scarica adrenergica condotta in modi diversi a seconda delle idiosincrasie di ciascuna persona. Questo è uno dei fattori che caratterizza il rapporto con uno psicopatico e che fanno sembrare i rapporti successivi noiosi, mosci e inconsistenti, producendo nel complementare una particolare nostalgia. Cerchiamo rapidamente di chiarire: ciò che il complementare sente non è una semplice sofferenza, ma piuttosto è un amalgama di sofferenza, piacere, risentimento e amore. Il complementare non è un essere passivo, sereno e amorevole. IL COMPLEMENTARE È UNA CORDA TESA CHE VIENE SCARICATA TANTO VERSO IL PIACEVOLE QUANTO VERSO LO SGRADEVOLE; VERSO IL DOLORE, LA SOTTOMISSIONE E L’AGGRESSIVITÀ; VERSO LA SUPPLICA E LA TIRANNIA E VERSO ALTRI MOVIMENTI AFFETTIVI CHE DIPENDERANNO DALLA STORICITÀ AFFETTIVA DEL COMPLEMENTARE. (…) Come si vede, questo è lontano dal considerare il complementare come una vittima o soggiogato dallo psicopatico, ma è qualcuno che partecipa attivamente a questo particolare sistema. In modo tale che persino nella piena sofferenza, piena di lamentele, il ritiro dello psicopatico produce una lacrima così profonda che le precedenti sofferenze sono mere briciole prima di questo fatto sostanziale nella sua personalità. Visto dall’esterno, anche analizzato dal complementare stesso al di fuori del sistema psicopatico e usando il suo ragionamento, molti dei suoi comportamenti – a seconda dello psicopatico – sembrano inammissibili, persino aberranti. Vale a dire, LA LOGICA DEL COMPLEMENTARE NON IGNORA L’ATIPICITÀ DEI SUOI STESSI COMPORTAMENTI MENTRE ERA CON LO PSICOPATICO; PER QUESTO DICIAMO CHE IL COMPLEMENTARE NON È UN AUTOMA O IPNOTIZZATO. IL PROBLEMA È CHE DOPO, LA PARVENZA DI RAGIONAMENTO AFFIORATA NELLA MENTE DEL COMPLEMENTARE – E IN PRESENZA DELLO PSICOPATICO – SPARISCE, DI MODO CHE EGLI ADATTA I SUOI COMPORTAMENTI AL CIRCUITO DELLO PSICOPATICO E CONTINUA AD ESEGUIRE LE AZIONI CHE SONO STATE DURAMENTE CRITICATE IN QUELL’OASI DI RAGIONAMENTO QUANDO È RIUSCITO A STARE ALLA LARGA DAL CIRCUITO PSICOPATICO-COMPLEMENTARE.” (El complementario y su psicópata, cap. I). Perché volevi essere chiamata il 15 agosto? Ovviamente perché aspettavi una “prova d’amore”, ovvero che lui ignorasse la sua “famiglia” per parlare con te. Quindi, lui si è sentito “invaso dalle tue pretese”, trattandoti malissimo, perché è lui quello che detta il buono e il cattivo tempo. Il giorno dopo, però, non potendo permettersi di perdere una preda così appetibile, ha cercato di rimediare le cose, trascinandoti nuovamente dentro il circuito. Si tratta di un tipo di comportamento TIPICO del “rapporto” psicopatico-complementare in cui entrambi lavorano sodo per restare nel circuito a prescindere delle vittime collaterali.

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      1. ti abbiamo disturbato anche in vacanza!!!!! io non riesco a togliermelo dalla testa….non riesco a non essere arrabbiata…….ma non voglio rimanere nel circuito come hai scritto ,assolutamente!!!ma leggendo che sono tutti uguali, leggendo il dolore che provocano mi sale una rabbia!!!

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      2. La rabbia è un eccellente segno, ma va vissuta in modo sano. Non bisogna distrarsi ad ogni costo perché anche questo è deleterio ma cercare di sfogarla con attività e azioni che ti permettano di mantenere la tua dignità. Per esempio, scrivere una lettera ORRIBILE e poi sotterrarla in un luogo bellissimo che rappresenti la tua rinascita è un ottimo esercizio. Cerca di fare AZIONI SIMBOLICHE che abbiano per te un significato importante in date altrettanto simboliche che un tempo rappresentavano lo pseudo rapporto che hai vissuto. Alle immagini orribili vanno sostituite immagini che ti rappresentano meglio. Ps: non mi avete disturbato affatto, sono rientrata a casa per un paio di giorni per un compleanno molto speciale ed eccomi qui! 🙂

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  17. Grazie a tutti, non avete idea di quanto conforto mi date. Mi sono impegnato a lavorarci di più anche col mio terapeuta, riprendendo una maggiore costanza di incontri che avevo limitato per dedicarmi ad un inutile tentativo di terapia di coppia, che non solo non ha funzionato, ma che ha acuito la mia rabbia. Per lo meno anche questo passaggio mi ha aiutato ad aprire ulteriormente gli occhi; non c’è speranza, non cambieranno mai, e l’attuale tregua concessomi è solo il modo per tenermi a cuccia!

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    1. Non avevo dubbi che la terapia di coppia con un soggetto assolutamente incapace di mettersi in discussione era un buco nell’acqua. Mi sembra di avertelo scritto qualche settimana fa che la cosa migliore sarebbe rinforzarsi individualmente prima di decidere il da farsi, se affrontare insieme una terapia di coppia oppure porre fine a uno stillicidio. C’è un articolo su questo https://artedisalvarsi.wordpress.com/2017/09/22/terapia-di-coppia-con-partner-psicopatici-considerazioni-terapeutiche-di-uno-stillicidio-annunciato/

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      1. Cara Claudileia, ho letto l’articolo e ci ritrovo parecchie delle dinamiche che si sono molto velocemente instaurate nella terapia di coppia, che è terminata la settimana scorsa, su indicazione della terapeuta (onesta), ma anche perchè il sottoscritto ha avuto la forza di sottrarsi proprio a quelle dinamiche. Mi sono ritrovato arrabbiato con la terapeuta e le ho fatto notare come il tentativo di farmi passare per quello aggressivo e quindi perlomeno complice della distruzione del rapporto fosse andato a buon fine, ma che io non lo accettavo; ho dovuto specificare alcuni fatti accaduti ed alcune considerazioni del mio terapeuta molto pesanti in merito, per fare capire la gravità dei comportamenti che ho subito. Ciò nonostante la capacità affabulatoria di lei (in lacrime) ha fatto dire alla terapeuta di coppia che empatizzava tanto con me quanto con lei!!!
        Per fortuna almeno è stato riconosciuto che ci troviamo in una relazione squilibrata (parole esplicite della terapeuta); il mio terapeuta la definisce più realisticamente sado-masochista, aimè.
        E almeno la terapeuta mi ha invitato a fare quello che sto già facendo, ovvero risolvere il mio problema di dipendenza affettiva, confortandomi in merito alla bontà del lavoro che sto facendo su me stesso. A lei ha consigliato di riprendere il suo percorso terapeutico (da lei sbandierato come meraviglioso e risolutore), ma dubito che lo farà.
        Come da articolo, lei ha detto che IO ho una serie di problemi psicologici, e non solo, irrisolti, mentre con il mio terapeuta stiamo da molto tempo lavorando sul solo problema ancora irrisolto, ovvero la dipendenza, e la mia diagnosi, ribadita nell’ultima seduta, è che per il resto io non abbia problemi particolari da risolvere!
        Che dire, ancora una volta hai centrato l’obiettivo. A me mettere in pratica; ce la sto mettendo tutta! A partire dal voler interrompere una terapia di coppia che aveva solo effetti controproducenti, ed essere riuscito a farlo dopo una settimana di vacanza all’apparenza serena; ma questa serenità solo apparente rappresenta solo le solite briciole che loro ci regalano…..
        Grazie ancora!

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      2. Caro Gianni, non si può ricercare la serenità in eterno, vero? La serenità non può essere un utopia nella coppia, ma normalità. Ora, qui stai parlando con persone che l’hanno ricercata da una vita per arrivare alla stessa conclusione: se la serenità NON E’ NEI PIANI DELL’ALTRO perché sinonimo di noia, allora non c’è verso di ricavare un ragno nel buco da una terapia di coppia. Certo, cosa poteva dire LA VOSTRA terapeuta? Poteva solo dare una botta qua e una botta là perché convinta (oppure no, ma questo non lo poteva rivelare!) di averci a che fare con due persone con lo stesso livello di normalità. Ed è proprio qui che la terapia di coppia fallisce, perché un soggetto disturbato resta ciò che è e blocca ogni progresso terapeutico appena esce dallo studio. Per questo, per il partner che crede al buon esito del lavoro terapeutico diventa un massacro psicologico: esce dallo studio speranzoso ma nel giro di poco l’altro manda la sua speranza a monte e il circuito va avanti con il conseguente spreco di soldi e di energia vitale.

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      3. Hai ragione, complimenti per la lucidità dell’analisi, anche in merito a quello che poteva/non poteva dire la NOSTRA analista!

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  18. Gianni, io ti capisco perfettamente perchè mi sto separando da mio marito dopo trenta anni di matrimonio, è durissima ma ce la possiamo fare. Io sono già separata di fatto da maggio dello scorso anno e ho iniziato le pratiche per la separazione legale.

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    1. Grazie Anna, mi conforta il fatto che ce la si possa fare anche dopo così tanto tempo. Immagino che anche semplicemente tutte le cose burocratiche e legali siano durissime da portare avanti e siano una zavorra in più per chi come noi ha legami così profondi, duraturi e anche formali: la cosa mi spaventa un po’, perchè non si fanno in un attimo, e non nego che l’idea di passare dei mesi di “interregno” con contatti necessari anche solo per sbrigare queste cose mi rende insicuro…, anche perchè vanno fatti proprio nella fase in cui ti dovresti staccare con maggiore decisione. Ma mi devo convincere che è l’unica cosa possibile e sensata.

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      1. Caro Gianni, davanti a un avvocato o in Tribunale le loro recite sono PERFETTE. Concepiscono gli ambienti dotati di rituali e formalità come un Teatro in cui tutti i riflettori sono puntati verso le loro minime mosse. Preparati psicologicamente per affrontarle e ricordati di lavorare sulla tua emotività per non cedere agli eventuali ricatti emotivi in cui poserà da vittima. Serenità massima perché conoscendoti da una vita lei sa dove puntare le sue armi per farti perdere la calma davanti a tutti.

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      2. Cara Claudileia, ancora non riesco nemmeno a mettermi veramente nell’ordine di idee che dovrò passare per avvocati ecc; ma durante la mia fase di massima svalutazione, nella quale ho più volte paventato l’idea di andarmene, lei non ha avuto scrupoli a rivendicare immediatamente una serie di cose materiali (faccio un esempio: aspetto un congruo arretrato lavorativo; lei ha a suo tempo detto che in caso arrivassero quei soldi e noi fossimo separati, gliene dovrei metà perchè li avrei maturati in un periodo in cui lei non lavorava per accudire i figli; non so se sia legalmente sostenibile, ma credo che in caso di separazione io sia quello che economicamente ha più da rimetterci, e inoltre so che quei soldi li impegnerei principalmente per i miei figli, ormai prossimi all’università, non certo per togliermi sfizi personali).
        Altra cosa su cui mi fai riflettere; dopo una lite furiosa, ormai penso due anni fa, l’ho trascinata davanti ad un avvocato, più che altro per farle capire che non scherzavo quando le dicevo che non si poteva andare avanti così se le cose non fossero cambiate (e il bello è che sono ancora qua….. le cose sono effettivamente cambiate, nel senso che lei non vuole più lasciarmi andare); lei davanti all’avvocato, che ci invitava a fare il possibile per evitare una rottura definitiva, invitandoci a provare qualsiasi via prima di quella legale, ha spudoratamente mentito dichiarando, per la prima volta dall’inizio della nostra crisi, che stava valutando con la sua terapeuta il percorso della terapia di coppia; chiaramente non poteva apparire davanti all’avvocato quella che non si impegnava nel salvare la coppia! Nelle settimane successive ha smentito questa apertura; io l’ho trascinata in terapia solo un anno e mezzo dopo, solo a fronte di una minaccia più concreta di andarmene, rimanendo preso in giro dal boicottaggio della stessa terapia, che infatti si è già conclusa senza nessun passo avanti.
        Insomma, anche se tutte queste cose un po’ mi spaventano e un po’ non riesco nemmeno a immaginarle, ti ringrazio per l’avermi messo in allerta su questi probabili comportamenti. Se del caso ne terrò conto.
        Ciao e grazie.

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      3. Caro Gianni, l’assaggio del suo comportamento disinvolto e furbesco in materia giuridica l’hai già avuto. Un n.p. che non fa i conti in tasca agli altri non esiste, a maggior ragione se crede di aver “donato” anni della sua vita a una “causa” (il matrimonio) che non era bene la sua. Respira fondo e cerca di raggiungere la massima pace nel tuo cervello quando ti troverai davanti a un legale in via definitiva e non farti intimidire dalle sue minacce di lasciarti nella miseria più assoluta (molto tipiche delle donne narcisiste patologiche!). Oggi ci sono associazioni che tutelano i diritti dei padri separati. Non stare ad ascoltarla quando comincerà a farti i conti in tasca, ma cerca di chiedere a un legale serio cosa potrebbe veramente ottenere. Si dà il GIUSTO, nel caso in cui si DEVA dare, altrimenti, se è in età lavorativa e ha sempre lavorato, essersi dedicata alla famiglia per un periodo non l’autorizza ad essere “indennizzata” per il “terribile sacrificio” che ha fatto. Sarebbe diverso se avesse lavorato, ad esempio, nell’azienda di famiglia gratis come segretaria oppure fosse stata COSTRETTA ad abbandonare una professione per IMPOSIZIONE tua, ritrovandosi poi impossibilitata di andare avanti senza il tuo sostegno economico. La logica per le persone normali che si sono amate è il BUON SENSO. Se c’è un desiderio di vendetta, oppure la controparte è disturbata la logica diventa: quanto posso ricavare economicamente nel caso in cui questo matrimonio finisca??

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      4. Cara Claudileia, mi auguro che al momento opportuno prevalga il buon senso, ma ho tutta l’impressione che il GIUSTO che io sento di dovere non sarà il suo giusto. Lei lavora part-time, ma se volesse potrebbe lavorare a tempo pieno da domani; la scelta di rimanere a casa per accudire i bambini piccoli è stata sì condivisa da me, ma proposta da lei; ma i figli adesso sono grandi e tra le altre cose la casa in cui viviamo, che lei presumibilmente continuerà ad abitare con loro, è di entrambi.
        Bene confidare nel buon senso ma in questo caso bene anche corazzarsi preventivamente ed essere pronti.

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      5. Caro Gianni, un giudice considera anche l’autonomia dei figli, ovvero che possano prepararsi un piatto di pasta da soli e che lei, volendo, potrebbe anche lavorare full-time. L’importante è la sua attuale condizione lavorativa. Le scelte passate contano ben poco. Dopodiché, se lei è una n.p. che agisce in modalità “perversa” hai perfettamente ragione per quanto riguarda il suo concetto di “giustizia”, ovvero, finché non ti vede dormire sotto un ponte non sarà contenta. Tutelati, perché quando cominciano a tirare fuori il discorso dei soldi che dovresti darle in caso di separazione ad ogni litigio vuol dire che il conti lo stanno facendo da un bel po’.

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      6. Cara Claudileia, in realtà fino ad adesso non abbiamo mai veramente affrontato l’argomento, e lei, a parole, ha sempre detto che non ha intenzione, in caso di separazione, di mettermi in difficoltà. Poi nei fatti, appena ci siamo solo avvicinati alla cosa, il suo approccio è stato diverso. Non ho avuto l’impressione che lei miri a lasciarmi su una strada, ma certamente il suo enorme senso di diritto l’ha già portata a fare qualche affermazione direi discutibile. Per esempio il fatto che lei possa usufruire della casa di famiglia è per lei scontato e dovuto, quindi nemmeno da mettere nel computo di quello che le viene; cioè, la casa è di tutti e due, ma siccome lei starà coi figli (cosa scontata a mio parere solo perchè io sono fuori per lavoro due settimane su quattro, per lei non è in discussione!) non va conteggiata come un “benefit”, ci sta lei e basta!
        Tra l’altro sarò io ad andarmene quindi per lei sarò io la causa del conseguente disagio economico. Quindi per quanto possa essere propositivo, mi aspetto grandi problemi da questo punto di vista.
        E considerato il suo cinismo ed il suo senso di diritto credo che sia meglio che mi prepari al peggio. Se poi la cosa avvenisse più ragionevolmente tutto di gudagnato.
        Intanto lei ha già portato a casa il suo maggiore risultato in questo senso: nonostante le mie perplessità dovute al momento, l’anno scorso mi ha convinto a comprare casa assieme! Lei bene o male è a posto!

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    2. Anche a te, cara Anna, ricordo il consiglio dato a Gianni: gli n.p. si sentono perfettamente a loro agio quando hanno a che fare con casini giuridici vari. Ragionano in modo freddo e recitano meglio quando sentono di essere al centro a prescindere se si tratta di una causa legale. Per loro tutto è teatro. Lavorare sulla propria serenità durante il processo di separazione è assolutamente necessario per non abboccare l’amo che lanciano, sopratutto quando c’è una platea attenta alle loro esibizioni: avvocati, giudici, assistenti sociali, psicologi, ecc.

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  19. ok grazie per il prezioso consiglio, ne ho tanto bisogno perchè in questi giorni è partita la lettera del mio avvocato e non so che cosa succederà io cerco di stare serena ma non è facile , il mio avvocato che è una donna mi ha detto che potrebbe avere una brutta reazione ma vediamo perchè la lettera è stata impostata in modo tranquillo , non una dichiarazione di guerra ma solo una richiesta di separazione che possa andare bene per entrambi. Mando un incoraggiamento a Gianni e un saluto a te Claudileia che ci aiuti tanto e spieghi in modo molto comprensibile le dinamiche che ci sono nelle nostre vite io non vorrei essere troppo sdolcinata ma sei speciale davvero

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    1. Grazie Anna, un grosso in bocca al lupo anche a te! Mi raccomando, calma e gesso, reagire alle loro provocazioni fa star male noi, per loro è acqua fresca, ci sono abituati e probabilmente in una dinamica di scontro totale ci stanno pure bene.
      Ciao

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  20. Buongiorno…Ieri non ho potuto scrivervi ma dovevo: venerdìdopo 4 mesi….. il verme si presenta sottocasamia. Dopo tante chiamate. Scendo x evitare problemi ….lui a 64 anni non può lasciare una moglie dopo 40 anni. Era pieno di problemi perciò mi trattava male. Dovevo capirlo. Non voleva rovinarmi la vita. Non mi ha mai costretto ero consenziente.Da 25 anni sono il suo primo pensiero ogni mattina. Gli manco da morire e sa che x me è lo stesso. Non ha mai amato nessuno come me. Io l’ho minacciato di non avvicinarsi a me è lui lo ha fatto. Ora voleva sentirmi o vedermi???? In tutto ciò non mi ha chiesto come stavo…ne una scusa. Ieri di nuovo a chiamare non ho risposto. La sera su instagram cenetta con tutta la famigliola felice. Dite la vs…..Non sta bene!!!!

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    1. Purtroppo, nulla di strano. Nulla di singolare. Vuole, metaforicamente, la botte piena e la moglie ubriaca. Vuole sentirsi importante. Vuole essere amato e desiderato, ma soprattutto far danno, per sentirsi importante. Non aspettarti coerenza comunicativa, continuità affettiva, non aspettarti lealtà o umanità. Tieniti il più lontano possibile e tieni a mente che non esiste, purtroppo, alcuna vendetta, verso i nostri carcerieri. Al massimo, si può evadere dalla cella cui ci hanno destinati. E poi, a volte, in un campo aperto e sotto la grandine, potrà capitare di avere nostalgia della prigione. Ma passerà. Più tempo di no contact si realizza, più si scopre che i ritorni e i ripescaggi sono stati una tortura crudele e deliberata. Non azzerare più il conto. Guarire significa, forse, non contare più. Io non ci sono ancora. Anzi, ammetto di stare ancora malissimo. È buffo: lasci una persona e ti senti come se fossi stato abbandonato. Poi per tamponare amarezza e solitudine pensi ai torti subiti e allora sopraggiunge la rabbia. E questa rabbia dà forza, ma logora. E l’idea che non ci sia mai stato nulla di vero umilia anche a mesi e anni di distanza. Proprio per questo, far riprendere gli abusi è l’ultima cosa da permettere. E ogni loro approccio, ogni loro parola, ogni loro gesto è sempre e solo abuso. Coraggio.

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    2. Carissima Ilaria,
      hai fatto malissimo a interrompere il contatto zero. Non ti abbattere e ricomincia. Volevi delle scuse e magari che si interessasse di come stai? Ma agli psicopatici non gli passa nemmeno nell’anticamera del cervello di comportarsi così. Loro sono superiori. Ma credi davvero che pensi a te? Ma nemmeno per sogno. E’ la conferma, e questo lo dico a tutti, che tornano, tornano sempre. Non per amore, non per affetto, non per ammettere di essere degli ignobili, ma solo per effettuare VERIFICHE su come stanno i loro oggetti! Ricomincia subito il contatto zero e stavolta mantienilo, a vita.

      Ciao

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      1. Kolisch ieri non ho risposto figurati iniziava l’elemosina del sabato …..nooooo. Era meglio non vederlo ma non cambia quello che penso di lui. Ti avrei fatto sentire la voce….un poverino….ma la poverina sono io.

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    3. Lui sta benissimo, cara Ilaria. È in perfetto equilibrio e coerente con il suo disturbo, ecco perché la sera t’era apparso benone e sorridente nella foto con la sua ‘famiglia’ dopo averti chiesto, in buona sostanza, di renderti sessualmente disponibile ANCORA UNA VOLTA. Pur di dare da mangiare al suo disturbo piangerà lacrime da coccodrillo, dirà tutte le menzogne più banali del suo repertorio e andrà in giro a raccogliere un po’ di sesso da chiunque, senza rendersi conto che esiste una ‘cosetta’ chiamata ‘dignità’ e rispetto di sé. Cosa poteva fare lui da costringerti a scendere e andarci a parlare? Non cedere a ricatti.

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    1. Cara Ilaria, anche se fosse e ripeto anche se…che ama te e ama anche sua moglie e la sua famiglia….il dato secondo me importante è che questo rapporto ti fa soffrire, che non ti basta….che vorresti di più e lui questo “in più” non te lo vuole dare….poche briciole di presenza quando gli avanza un po’ di tempo…no nessuno si merita questo…se lui non ti può dare di più, tu non puoi avere di meno di quello che una donna innamorata ha diritto di ricevere in una relazione sana. Contatto zero Ilaria…è tornato solo per ribadire “se mi vuoi queste sono le mie condizioni…le devi accettare punto e basta”. Mi sembra che sia stato chiaro rispetto a cosa ti aspetterebbe se tornassi con lui…briciole…e tanto dolore…lascialo andare Ilaria metti un punto fermo.

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      1. Elisa stamattina è la giornata del pianto….io non voglio assolutamente ricominciare, assolutamente non voglio piu’ essere la seconda scelta di nessuno, ho una famiglia che vale molto, ho lottato x non distruggerla.
        Piango perc sono fragile ma non x lui….piango x me stessa.

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      2. Cara Ilaria, credo che nella fase in cui stai si pianga per la consapevolezza del male che ci siamo volute…eppure c’è sempre chi ci vuole o chi ci ha voluto abbastanza bene da vedere in noi la persona giusta e di dare un seguito con dei fatti alle proprie parole. Questi sono gli uomini veri. Sei già riuscita a individuare nei tuoi commenti cosa ti ha resa psichicamente schiava del soggetto che è tornato alla carica, ossia, delle caratteristiche fin troppo familiari che ti hanno fatto credere di averci a che fare con colui che ti apparteneva ‘da sempre’ – la vecchia storia dell’anima gemella! Ora bisogna disinnescare il meccanismo che ti porta a provare un forte senso di colpa rispetto agli anni che hai ‘perso’ in balia di una fantasia che ha ridotto la qualità del tempo che passavi con le persone che veramente ti amano e ti vogliono bene. È a questo che dovrai dedicarti per uscire definitivamente del Regno del Nulla.

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  21. Ha interrotto il no contact, probabilmente era questo il suo obiettivo, ti fanno ricadere nel dolore, quel dolore che si stava un po’ affievolendo, ti fanno fare dei passi indietro, il mio np lo ha fatto e rifatto molte volte, devono verificare se hanno ancora il controllo questi bastardi. Bisogna starci lontano e impedire qualsiasi forma di contatto altrimenti non si guarisce mai.

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    1. Certo…il sesso è uno degli strumenti che prediligono per riagganciarti, con me stessa cosa, prima interrompono il silenzio, il tuo silenzio, e poi usano il sesso.
      Già…anche io a volte penso che mi fa pena…a volte…ma se morisse domani non mi importerebbe un bel niente, sono solo rifiuti umani.

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      1. Condivido …..rifiuti che usano tutti e tutto pur di arrivare al loro comodo. Quando lui parlava io pensavo solo al male che mi aveva fatto…lui tranquillo come se nulla fosse diceva io non voglio ricominciare ma sto in crisi senza te. NON VOGLIO RICOMINCIARE??? come se x scontato io corressi da lui.

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      2. È in crisi perché pensa a quanto dovrà sborsare per il sesso che con te non costava nulla. Perdonami, ma il soggetto è in crisi di astinenza sessuale, non da te. Ha già dimostrato di essere ossessivo e mano a mano che andrà avanti con l’età il sesso continuerà a essere il suo rifugio. Lui vuole un corpo a prescindere della proprietaria del corpo, per questo non ha chiesto nemmeno come stavi e agiva con gran naturalezza ‘come niente fosse’. Per questi soggetti il sesso va fatto per tenersi in forma: devono “timbrare il cartellino” , tutto qui. Tu soffri perché sei un essere umano dotato di coscienza e sentimenti, di modo che il sesso ha per te una forte valenza simbolica. Per loro non è così. Sono robot compulsivi e scollegati dal proprio corpo.

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  22. Tornano sempre, infatti. E non hanno vergogna. Azzerare il no contact è un errore che si può commettere. L’importante è riprendere da subito e renderlo definitivo. Una volta visto quanto sono biechi e prevedibili, in teoria, dovrebbe essere più facile. Non sono nemmeno nostri nemici: un nemico ha una posizione e a suo modo una dignità. Sembrano eroi del male, ma sono dei poveracci senza pudore, che si sentono superiori a prescindere. Ignorarli è davvero l’unica lezione che si possa dar loro, anche se dobbiamo sapere che non impareranno nulla.

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  23. Cara Ilaria non piangere più hai pianto già tanto. Ti abbraccio forte forte. Ricomincia dal punto….una nuova vita con la lettera maiuscola….una vita di pasti e non di briciole…la TUA vita quella che scegli tu che vuoi tu per te stessa… non la vita che lui ha deciso per te..una vita a soddisfare il suo bisogno…quando lui decide che deve essere soddisfatto…Basta. Forza. ce la puoi fare stai qui con noi…ci facciamo forza insieme. Un abbraccio

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  24. Carissimi, sapete che io ci sono ancora dentro, proprio materialmente ci convivo ancora sotto lo stesso tetto e non riesco ancora a trovare la forza di andarmene.
    Nella mia testa la mia decisione è già presa, ma poi non riesco a metterla in atto. Intanto sto cercando di prendere distanze, perlopiù emotive, ma anche materiali per quello che riesco. Ad esempio quest’ultima settimana passata a casa ho ridotto all’osso le comunicazione e le occasioni di stare insieme. Di positivo c’è che, a differenza di quanto accadeva fino a poche settimane fa, non ci sono stato male, per quanto non rispondere alle sue pur flebili sollecitazioni sia un’autoimposizione. Poi ieri sera ecco il “ritorno”; siccome stamattina sono partito per la mia settimana lontano da casa, probabilmente non le sembrava il caso di chiudere la settimana lasciandomi l’idea di una distanza imposta da me; ecco che allora ha preso uno spunto qualsiasi (una telefonata di mia madre alla quale ho risposto durante la cena), per cercare uno scontro; dopo svariati minuti di occhi fissi verso di me, mi ha rinfacciato che circa un anno fa, durante una cenetta tete a tete mi ero detto seccato del suo continuo guardare il cellulare (forse perchè avevo l’impressione che stesse aspettando un contatto con un suo ex compagno che aveva rivisto qualche giorno prima alla cena di classe e che l’aveva messaggiata poche ore prima?). Insomma io le avevo rotto le balle un anno fa per il cellulare durante una cenetta a due e oggi mi permetto di rispondere a mia madre durante una normale cena a casa? Non sia mai!! Anche della mia reazione sono abbastanza soddisfatto: ho chiuso la discussione in un minuto e l’ho lasciata alle use imprecazioni; fino a poco tempo fa avrei avuto un’esplosione di rabbia, ma non ne vale la pena. Poi stamattina per la seconda volta in sei anni non le scrivo un sms all’arrivo al lavoro. Stavolta mi scrive lei “arrivato?”; risposta laconica “Sì tutto ok”.
    Insomma l’impressione che appena tento di allontanarmi anche solo emotivamente lei un po’ mi faccia fare, poi tenti subito un riaggancio. Intanto, sempre per la prima volta in sei anni, invece di tornare il prima possibile a casa mi prenderò un giorno in più fuori sede e accoglierò un invito (di lavoro) ad un pranzo. E non mi costa fatica, anzi.
    Spero siano passi che mi portino maggiore distacco e prima possibile ad avere la forza di andarmene.
    Nel frattempo ho contattato un caro amico che conosce qualcuno che affitta appartamenti…..
    E dalla prossima settimana riprenderò con maggiore frequenza gli incontri col mio terapeuta per lavorare sulla dipendenza.
    Intanto mi appoggerò a voi per trovare un po’ di forza…
    Grazie e buona settimana a tutti.

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  25. Gianni siamo qua….tutti sulla stessa barca!!! vacanze in alto mare !!Vai dal terapeuta a me aiuta tantissimo. Reagire sbagli purtroppo anche io.

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  26. Caro Gianni, mi rendo di quanto sia complicata la tua situazione ma finché starete sotto lo stesso tetto per te sarà tutto più difficile.
    Con gli np ogni tentativo di importi è una battaglia persa. Loro giocano la carta del bastone e la carota, sanno che ci hanno reso dipendenti e quando vedono che  ti allontani ti danno qualche attenzione che non ti aspetti per confonderti e farti desistere dalle intenzioni. Lo hai scritto anche tu:

    “Insomma l’impressione che appena tento di allontanarmi anche solo emotivamente lei un po’ mi faccia fare, poi tenti subito un riaggancio.”

    È esattamente così.
    Sono macchiavellici,  tentano sempre di ripristinare il controllo e finché ti avrà lì a sua disposizione per te sarà una tortura.
    Il contatto zero serve proprio a questo, non si riesce ad uscirne in nessun altro modo, qui tutti abbiamo tentato  altri percorsi ma alla fine ci si rende conto che il no contact è l’unica strada per riprendersi in mano la propria vita,
    una strada difficile e tortuosa ma l’unica.
    Dai forza Gianni vedrai che ce la facciamo.
    Un abbraccio

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    1. Care Alma e Ilaria, grazie del conforto.
      So benissimo che stando sotto lo stesso tetto diventa impossibile, a meno di non accettare supinamente ogni sua condizione, tra l’altro variabile a seconda dell’umore e della circostanza; ma mentre fino a qualche mese fa pensavo di poter in qualche modo trovare un ragionevole compromesso tra il suo modo di essere e il mio, che garantisse almeno un po’ di serenità, ora so per certo che non c’è altra via che andarmene e mettere in atto un no contact, che peraltro per me non potrà essere assoluto avendo due figli con lei, senza considerare tutta la necessaria fase della separazione; il tutto mi spaventa e credo contribuisca alla mia difficoltà nel decidere.
      Vedete che sono del tutto consapevole di quello che devo fare, ma che materialmente non ci riesco ancora; mi sono imposto di lavorare specificamente col terapeuta non tanto sul perchè o per come succeda, ma solo sul come uscirne.
      Credo che ormai l’illusione di poter cambiare le cose sia in definitiva cessazione, anche se ogni tanto mi trovo ancora a fantasticare di ipotetici confronti chiarificatori, che chiaramente non avverranno mai…. Rimane l'”intossicazione” ancora acuta, vista probabilmente la lunga durata del rapporto.
      Mi date un aiuto sostanziale, anche solo di ulteriore consapevolezza!
      Grazie, e coraggio anche a voi!

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  27. Quanto ti capisco “stellina”, il 04/2017, ero nelle tue stesse condizioni, decisione intimamente presa, ma lo strazio del l’effettuazione era come se mi dovessi strappare il cuore da sola. Avevo tutto pronto ma non riuscivo a fare il passo. Questo sito mi ha fatto vedere la luce in fondo al tunnel, e anche nelle ore decisive mi ha sostenuta e ricordato il perché ero arrivata fino a li. Appoggiati a noi siamo qua che tifiamo per te. Comunque gli ultimi mesi anche io lo osservavo da distante, cercavo di incrociamo meno possibile, e la sua malattia la vedevo sempre più nitidamente. È un momento delicato per te, prenditi il tempo necessario, poi i tuoi piedi, ti accompagneranno alla porta, e la vita sarà più dolce e vera. Siamo tutti con te.

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    1. Grazie Alba del sostegno e della tua testimonianza, credo proprio tu possa capire fino in fondo il mio travaglio interiore.
      Grazie anche per quel “stellina” così affettuoso… Mi fa bene al cuore! E’ bello pensare che ci siano tante persone dotate di sensibilità gratuita e sincera!
      Sono parecchi mesi, forse ormai anni, che non ricevo una parola o un gesto, non dico di amore, ma almeno di affetto profondo, se mai ce ne è stato di veramente sincero.
      Sai che delle volte ho la sensazione di avere fisicamente paura delle conseguenze, nel senso che doverla affrontare, doverlo dire ai figli e dover poi organizzare tutto mi mette angoscia. Chiaramente, almeno per i figli, non posso sparire dalla mattina alla sera, e l’idea di aver un periodo in cui dover reggere la tensione del distacco appunto mi spaventa. Ma bisognerà passarci.
      Un abbraccio!

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      1. Ciao Gianni,
        Non ci siamo presentati ma ho letto di te. Piacere, altra Sopravvissuta.
        Sei in una fase critica ma hai le tue consapevolezze… di qui in avanti non dico assolutamente che sarà facile ma sei sulla strada per uscirne.
        Anche io, sebbene nemmeno vivessimo sotto lo stesso tetto, ho impiegato un bel po’ a decidere, comunicargli e attuare il no contact.
        Io nello specifico ho voluto vedere e imprimermi nella mente onde non avere più dubbi quanto era disturbato, seriale e ai miei occhi ridicolo.
        Ho messo quindi in atto una serie di comportamenti ai quali dovevano corrispondere delle reazioni non da persona normale ma da narcisista.
        …non ne ha fallita una!
        A quel punto, con la sua pochezza manifesta, con l’assenza di sentimenti dimostrata, con la consapevolezza che ero (e probabilmente sempre stata) una del mazzo, con menzogne sempre pronte e cattiveria gratuita e consapevole… credimi chiudere definitivamente non è stato solo un obbligo ma una scelta voluta e definitiva. Ad oggi a diversi mesi non ho avuto un tentennamento, un ripensamento sull’averlo allontanato per sempre.
        Mi ripugna e mi è indifferente quello che fa.. e ti assicuro che non era così prima. Più volte ho chiuso ma mi mancava e a ogni suo tentativo di riavvicinamento alla fine cedevo. Ora la consapevolezza, la certezza di che immondizia è per me è stata la chiave di volta.
        Datti tempo, vivi, metabolizza, studia e non costringerti… vedrai che quando deciderai sarà per la vita… la tua!

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      2. Ciao Device, piacere mio!
        Grazie anche a te della solidarietà e della tua testimonianza; mi aiutano veramente a capire che più o meno è un percorso obbligato, al quale non posso sottrarmi se voglio tornare a vivere. In effetti anche io sto, da poco, tentando di mettere in pratica qualche comportamento che, diciamo, un po’ la sorprenda, ed effettivamente la sua risposta è quella prevedibile. Ieri sera per esempio non ho chiamato casa come di consueto (avevo già sentito i miei ragazzi prima). A tarda sera mi ha chiamato lei chiedendomi se avevo intenzione di cambiare “abitudini”….. e, se del caso, non era meglio che glielo comunicassi; dopo di che ha normalmente chiacchierato con me per 10 minuti!
        Sono mesi che lamento di non essere mai chiamato durante i miei periodi lontano da casa, e che tocca sempre a me chiamare se voglio sentire la mia famiglia. Ci sono stati periodi in cui invece mi chiamava svariate volte al giorno, o anche in piena notte, solo per insultarmi ed attaccarmi. E alla fine, quando decido io di adottare una linea diversa, devo comunicarle il “cambio di abitudini”…
        Allucinante! E credo dimostri la sua limitata intelligenza emotiva: non si rende conto che se io arrivo a non cercarla, significa che qualcosa sta cambiando, e non solo a livello di abitudini? Evidentemente è talmente abituata alla mia dipendenza che dà per scontato che io ci sia sempre e comunque. Per fortuna non è più così.
        Non so di quanto tempo avrò bisogno, ma spero di arrivare in fondo il prima possibile.
        Grazie ancora!

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      3. Eh sì, quando in qualche modo li spiazziamo, caro Gianni, devono riprendere il controllo. E lo fanno ovviamente dando la colpa a noi o facendo finta di niente per non fare la figura di quelli che cercano e mettersi quindi – dal loro punto di vista ovvio, perché in un rapporto sano sarebbe normale – in posizione di svantaggio.
        Io ho ripetuto diverse cose che aveva fatto in passato lui a me e che mi avevano, ai tempi in cui non capito, fatto molto soffrire. Cose stupide intendiamoci, mai la cattiveria che ha utilizzato lui con me, ma che mi sono servite per razionalizzare quanto veramente inesistente fosse il suo reale interesse per me, per la mia persona al di là del suo compiacimento e l’assoluta mancanza di sentimenti.
        Mi ha fatto mettere in gioco praticamente tutto in questi anni, preservando unicamente se stesso e in maniera del tutto consapevole e programmata. Mi ha fatto soffrire in maniera smodata fingendo di provare anche lui lo stesso stato d’animo, ha finto di tenere a me, di amarmi, di credere e volere che avessimo un futuro. Tutte balle.
        Questo per me è stato più di ogni tradimento o sotterfugio.
        Una persona così va solo che cancellata dalla vita.

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  28. Claudialeia piango x tutto. Stasera è tornato di nuovo alla carica….trovato giu dalla mia amica……io rinfaccio e lui che Si giustifica…sul suo piedistallo dice io non voglio ricominciare volevo solo vederti…..Ho fatto un passo avanti e dieci dietro….ma so chi ho al mio fianco e mi vuole davvero bene. Sul sesso hai ragione CRISI DI ASTINENZA….HA detto un anno che non ho più stimoli …..marito devoto con un pensiero fisso.

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    1. Cara Ilaria,
      OGNI contatto con lo psicopatico è tossico. Torni sempre al punto di partenza. Non rinfacciare niente, non insultarlo, non parlargli. E’ solo rifornimento per loro. Era dalla tua amica? Dovevi andartene all’istante. NESSUN CONTATTO, NESSUNO! E’ l’unico modo per uscirne. Ignoralo. Ne inventano di tutte pur di ricontattare la vittima. Di tutte! Non esitano ad usare nemmeno i figli. Ma ti rendi conto che esseri spregevoli che sono?
      CONTATTO ZERO!

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    2. Cara Ilaria, lui voleva solo estrarre energia dal tuo turbamento, non voleva vederti nel senso di una persona NORMALE che prova nostalgia o si preoccupa per l’altra. Agli n. p. piace il DRAMMA che scatenano, incluso i rinfacci. Anzi, direi che adorano propri i rinfacci, perché significa ‘essere rimasti impressi per il male fatto’ . L’obiettivo del n.p. è non morire mai nella tua mente. Pensa a questo, cara Ilaria, prima di entrare in una discussione sterile con lui, perché continuerà a provocarti finché non strappa da te un cedimento. Il suo discorso qual’è stato? Cosa ti ha impressionato, faccia tosta a parte? Risposta: “non ho stimoli sessuali da un anno.” Balle, l’ha detto solo per turbati, per farti pensare che saresti tu la soluzione del suo presunto problema, per farti credere che saresti tu la responsabile della sua ipotetica mancanza di stimoli, per farti sentirti superiore a sua moglie. Non avere stimoli per un dipendente sessuale significa non aver voglia di andare a cercare NESSUNO e starsene buono a casa. Semmai cercare un specialista per cercare di sviluppare una normale sessualità. Ha già detto Kolisch: appena lo vedi VATTENE. E la tua amica non deve in alcun modo riportarti le sue notizie. Semmai non la frequentare per un periodo e non dare notizie su di te, perché se ancora lo riceve a casa e non ti avvisa che c’è vuol dire che è stata manipolata. Massima attenzione!

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  29. Ciao Ilaria,
    Claudileia e Kolisch ti hanno già detto tutto e anche io voglio riportarti il mio consiglio: via, via, via, più veloce del vento!
    Ed è detto da una che si rifiutava di cambiare abitudini, di evitare determinati luoghi o persone per “non darla vinta” a lui. Nei mesi ho capito che facendolo avrei vinto io. Riparti, non perderti.
    E noi siamo con te. Un abbraccio.

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  30. Ciao Ilaria,
    Anche io confermo e condivido ciò che hanno scritto Claudileia, Kolisch e Device,
    STAI LONTANO DA LUI! È tutta una manipolazione, loro vivono di manipolazioni, tutto ciò che dicono o fanno ha sempre lo scopo di rifornire il loro putrido ego, a loro non importa di nessuno, contatto zero assoluto deve perdere le tue tracce. Un forte abbraccio

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  31. Grazie a tutte voi…..stamattina era fuori al lavoro…..è ripartito alla carica….melodrammi e scuse sul ridicolo…. sul suo piedistallo dice voglio solo parlare non voglio ricominciare dando x scontato che io ceda.
    Claudialeia ti ricordi quando dicevo anche a lavoro e deriso e umiliato da tutti….sai che ha detto lo so’ ma x soldi la dignità la metto da parte.

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    1. Cara Ilaria credo che il pericolo della situazione che stai vivendo non sia lui ma tu. Credo che in fondo a te stessa provi un certo piacere nel fatto che lui ti cerchi…anche solo per parlare….così lui dice…Devi stare secondo me mooolto attenta a questo sentimento che stai provando che è del tutto normale ma pericoloso. Sei stata con lui se ho capito bene…molti anni…accettando che lui facesse il bello e il cattivo tempo con te. Lui da te rivuole questo…se ti avesse amata veramente si sarebbe comportato diversamente. Le sue sono lacrime da coccodrillo…sta inscenando il drammone per farti credere che senza di te non può vivere.Vero senza di te non ha il sesso che vuole, quando vuole e come vuole…senza di te non si sente il Dio di qualcuno che aspetta che cadano delle briciole dal banchetto a cui siede e da cui sei sempre esclusa. Senza di te non vive…ecco tanto meglio…un vampiro in in meno….l’ importante è che tu viva la tua vita….senza più sprecare il tuo tempo con un individuo simile…che si nutre di te… di ciò che hai di più bello…Ilaria…metti un bel punto e vai a capo…Un abbraccio….

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      1. Sottoscrivo pienamente. Ilaria ancora beve la versione del ‘povero me… solo tu mi capiva.’ Deve assolutamente resettare tutto quello che ha detto. Nei fatti l’individuo ha già dimostrato di saper manipolarla per 25 anni. Altri 25 secondi della sua vita perché sprecarli?

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      2. Sottoscrivo le parole di Elisa e Claudileia e immagino anche che Ilaria leggendole provi rabbia e si senta incompresa. E’ accaduto anche a me, per molto tempo.
        Aver chiara la situazione, aver razionalizzato ma dargli ancora, inconsciamente e assolutamente non volontariamente, potere su di te.
        Io me lo sono spiegata, oltre che con la dissonanza cognitiva, anche con il fatto che è una realtà talmente assurda, cruda e crudele che il nostro io fa fatica ad accettarlo.
        Come è possibile che una persona, azioni, vissuto, amore, rischi, parole, felicità… come è possibile che tutto questo sia stato pianificato, finto, perseverato scientemente dal primo buongiorno all’ultima buonanotte…
        Tempi dei messaggi calcolati, nessuna azione, parola luogo o incontro lasciato al caso.
        E’ troppo, troppo tutto insieme… secondo me lui che torna in qualche modo viene percepito come una smentita a tutto questo. Non razionalmente ma dentro in qualche modo vogliamo crederlo.
        Ecco perché si fa tanta fatica a lasciare andare, ecco perché si torna, ecco perché si cerca.
        Quando si ha il tizio in questione dentro casa poi le nefandezze sono più manifeste, quando non ci si vive certe cose si suppongono, non si vedono con gli occhi e per certi versi è anche peggio.
        Io capisco la fase in cui ti trovi, Ilaria…
        Cerca di allontanarti e giorno per giorno di ripeterti che senza di lui è meglio.
        Ti abbraccio

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      3. Se ci fai caso, cara Device, anche i ritorni seguono lo stesso copioni per tutti. Quando la preda stabilisce il contatto zero, i disturbati arrivano puntuali in giorni che coincidono con le feste, poco prima delle vacanze o subito dopo. Nel caso di Ilaria, essendo lei sposata, l’apparizione del fantasma poco prima delle vacanze con la famiglia indica, ancora una volta, il desiderio malefico del soggetto di destabilizzare le vacanze dell’ex amante con la sua famiglia, seminando un bel po’ di caos prima che lei parta. Quando al corto di rifornimento questi individui usano tutte le armi per ottenerlo: basta sapersi ‘pensati’ dall’altro per ripristinare il loro equilibrio interno malato. Quindi, il disturbato potrebbe accontentarsi di sapere che Ilaria è nel caos. Solo così riesce a partire felice e contento con sua moglie. Ciò che lui non può permettersi è che Ilaria lo dimentichi, spensierata, sotto il sole delle Bahamas con marito e figli. Non può permettersi che lei si renda conto del signor nessuno che è e quindi… Ta-da! Eccolo ricomparire a ridosso di agosto. E potrebbe, non contento, ripresentarsi dopo le vacanze, per riconfermare che Ilaria è stata malissimo per lui, così da poter scomparire nuovamente. Questo schema vale per tutti, non solo per lei. Quando si annoiano nelle vacanze estive arrivano assetati di rifornimento, rientrano ancora più agguerriti…

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      4. Elisa sono stata con lui 25 anni fa ne avevo 19, durata qualche anno , poi finì sempre perc non volevo stare in quella situazione, sempre trascurata, sempre trattata male, e tornato 3 anni fa.
        negli anni cercandomi spesso.
        Io sono molto debole molto….fragile ho fatto tanti errori nella mia vita e li ho pagati tutti . Non voglio farmela rovinare di nuovo su questo ne sono certa.

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      5. Per prima cosa, cara Ilaria, non pensarti fragile e debole. Questo soggetto ti ha conosciuto giovanissima e essendo un manipolatore con 24 anni in più di te, era evidente che si sarebbe inserito nel tuo cervello senza grosse difficoltà. Se tu fossi davvero fragile come una bambola di porcellana saresti rimasta ad aspettarlo seduta senza farsi una tua famiglia. Lui ritorna sempre perché sei l’opposto di ciò che ti ha fatto credere di essere. Lui non vuole che la tua mente appartenga alla famiglia che hai messo in piedi, ma vuole essere il tuo unico pensiero. L’unica cosa esatta che ha detto di tutte le balle che ha raccontato è che non ha alcuna intenzione di ‘tornare con te’ perché gli basta sapersi il padrone assoluto del tuo cervello e, nei casi più gravi di narcisismo patologico, del cervello di tante altre. Allontanati da questa follia. Detox totale.

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      6. Assolutamente sì, Claudileia. Anche i ritorno seguono un “calendario” ben preciso. Così come gli abbandoni improvvisi.
        A me ha consciamente rovinato 3 Natale uno di seguito all’altro mollandomi o facendo comunque trapelare il sentore che qualcosa non andava subito prima insieme a una vacanza di due settimane in un angolo di paradiso programmata senza di lui.
        Fino a che facevo le cose senza dirglielo con anticipo: più di un mese fuori col veto di sentirci imposto da me… mandava messaggi ogni 2×3… l’altr’anno sono partita per dieci giorni dicendoglielo la sera… il giorno dopo era ricoverato. Foto di repertorio ovviamente.
        Fanno schifo e basta. Non hanno interessi, vita né vitalità e succhiano la nostra.

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    2. Cara Ilaria, ribadisco quanto detto già: tutto quello ti dice è immondizia psichica. Basta pensare a come ti ha trattata. Un normale lavoratore dotato di empatia sa che bisogna fare dei sacrifici pur di mantenere una famiglia e quindi pensa due volte prima di umiliare gli altri. Questo soggetto recita la parte del poveraccio calpestato da tutti e tu continui a credergli perché torni sempre sullo stesso punto ogniqualvolta vi confrontate: tu fai il cattivo con me, ma dagli altri ti fai calpestare! Svegliati, cara Ilaria, perché sono persone perfettamente capaci di controllare il loro ambiente, seminando il caos e creando focolai di zizzania e dicerie soprattutto nell’ambiente di lavoro. Quando la loro doppia faccia viene allo scoperto si dichiarano “vittime” delle cattiveria altrui e tu che fai? Rinfacciandolo non fai che avvallare la SUA VERSIONE di come stanno le cose. Capisci che ogni contatto è tossico per te? Sei disposta a prendere le distanze dalle persone che sanno della vostra storia e non fanno altro che divertirsi assistendo al teatrino montato da lui? Ma questa tua amica, che ruolo ha in tutto ciò? Perché anziché proteggerti, così come alla tua famiglia, ti ha fatto incontrare il tizio a casa sua?

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    3. Lui vuole essere il centro dei tuoi pensieri, non gli interessa se nel bene o nel male.
      Lui vuole che mentre stai facendo qualsiasi cosa la tua mente vada a un momento simile vissuto con lui.
      Lui vuole che guardando tuo marito pensi di volere lui al suo posto.
      Lui vuole essere sopra tutto e tutti.
      Lui vuole.
      Non diamogli più nulla.

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      1. Pensate che quando l’ho lasciato definitivamente io voleva lasciar trapelare che lo facevo perché lui era impegnato e avrei sofferto troppo a non averlo tutto mio.
        Non gliene fregava assolutamente nulla nemmeno in quel momento, voleva solo riempire nuovamente il suo ego.
        Dirgli che non è nessuno sarebbe servito solo ad avvallare le sue convinzioni di una ex piena di rabbia.
        No… pensa quello che vuoi, non è più affare mio.

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  32. no !!!! la mia amica non sa nulla di lui
    lui si fece trovare sotto casa sua perc sa che io ci passo quasi tutti i gg e quale orario vado da lei. Non mi fa piacere assolutamente che sia tornato,
    perc ormai conosco tutti i meccanismi. Ieri stavo male non lo nego ma oggi rivederlo non mi ha fatto nulla….so’ tutto il marcio che ha dentro, so’ che di me non se ne frega nulla. Ho sbagliato sul rinfacciare ma perc ho tanta rabbia dentro….vi abbraccio x le parole che avete x me, statemi vicino.

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    1. Cara Ilaria, meno persone sanno dell’esistenza del ‘tipo’ meglio è. Questo ti permette di superare meglio la GRANDE VERGOGNA che si prova nei confronti delle persone care che abbiamo ignorato per inseguire il niente fatto persona. Se lui si apposta nei luoghi che ben sai cerca di stare alla larga per un periodo… Immagino che ora, con l’arrivo delle vacanze ‘in famiglia’ e prevedendo un periodo di noia mortale (perché così concepiscono le vacanze lontani dalle loro fonti di rifornimento) il soggetto abbia bisogno di una scorta di sensazioni da portarsi appresso. Lo stesso accadrà quando finiranno le vacanze: potrebbe tornare a cercarti per sconfiggere la noia che ha provato facendo il marito, il padre e il nonno, ruoli ai quali non si è mai conformato per più di un nanosecondo. Ancora una volta: il suo unico obiettivo è rifornirsi con le energie ricavate dalla tua vita.

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      1. Lo so Le vacanze silenzio punitivo….ci rivediamo a settembre….Non sia mai OSASSI chiamare. Tutto come da copione….

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      2. No a me voleva semplicemente rovinarle o farmele passare con la sua presenza costante, anche se solo virtuale, dal momento che erano e che sono sicura sono molto più divertenti ed entusiasmanti delle sue.
        Povero. D’animo si intende.

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  33. Sottoscrivo anche io Ilaria, oltre a prendere le distanze da lui bisogna smettere di raccontare balle a noi stesse. Anche io ti capisco benissimo, pensa che io ho permesso questo rito del tira e molla per ben 2 anni, lui tornava, anche dopo mesi di di silenzio totale, come se niente fosse, con le scuse più astruse, ed io me la raccontavo da sola e gli permetteva di tornare. Questo è un gioco al massacro, il tuo.
    Devi prendere le distanze da tutti e tutto ciò che non ti permette di mantenere il contatto zero.

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  34. Le feste….quanto è vero…. di solito il “molla” avveniva a novembre e tornava ad aprile, poi di nuovo spariva a giugno e riappariva settembre. Che follia

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  35. Con me aveva preso l’abitudine di comparire ai concerti. Con la figlia, ovviamente, così non potevo comportarmi male. E protetta dal pubblico. Sapendo che comunque io mi stavo giocando la faccia, per certi versi. Una volta anche io sono andata a trovarla in teatro, ma non era in un periodo di no contact, solo di distacco. E sono andato in un giorno di prove. La credevo una cosa bella e pacifica. Forse è stato un brutto tiro, da parte mia, ma davvero era un modo per dimostrare che non mi ero arreso e poi avevo promesso alla bambina un dono in un dato giorno e ho mantenuto la parola data, nonostante avessi la morte nel cuore. Mi viene il dubbio di aver agito come lei e mi dispiace. Quanto alle mie esibizioni… be’, diciamo che le apparizioni aggiungono pena e tensione. Ora comunque tutto tace e ne sono lieto (anche se sappiamo che dentro di noi siamo così abituati ai ritorni che un poco ci dispiace quando il nostro nemico ci dimentica… ma è un effetto del condizionamento, accettiamolo serenamente e passiamo oltre!).

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    1. Caro S.w.a, non oso immaginare come hai fatto a gestire la tensione delle sue “apparizioni” ai tuoi concerti. Deve essere una cosa terribile! Quando c’è un pubblico che ti guarda è a dir poco surreale vederli “apparire” e dover controllare l’emozione per non rovinare la performance. Sotto gli occhi di tutti è complicato! Voglio dire, se doveva proprio andare a un tuo concerto per portare la figlia a vederti, perché magari la piccola avvertiva la tua mancanza, poteva benissimo trovare un mezzo per informarti che l’avrebbe fatto. Magari sapendo che quel giorno si presentava con la figlia, avresti potuto portarle il dono promesso e il cerchio si chiudeva lì. Credo che il suo era più che altro un bisogno di controllarti. Ovviamente il buon senso non è di casa, di modo che si è presentata con la figlia per mascherare la sua necessità di controllo. Forse, andando a trovarla in teatro, il messaggio che lei ha recepito può essere stato: “sta cercando di controllarmi”. Siccome amano controllare, ma odiano essere controllati, lei ha interrotto il ciclo delle sue “apparizioni” per evitare ulteriori controlli da parte tua. E’ un ipotesi.

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      1. Quella volta del teatro, dopo uno dei soliti periodi di scarto, ci eravamo poi riappacificati. Dopo qualche giorno, almeno. Poi, mesi dopo, altro scarto, questa volta con motivazioni davvero incomprensibili (cose come: “non hai l’automobile”, lo giuro!). Quindi per mesi mi sono negato, nonostante a volte si facesse viva con messaggi affettuosi (“Ammetto che mi manchi”) e altre volte cose di lavoro (“hai ancora quel video?”). Io applicavo, davvero nauseato e senza teorizzazioni, un no contact spontaneo. Ma mi mancava molto, nonostante la rabbia. E poi eccola arrivare a un concerto e… be’, ci sono ricascato. Ha ricominciato a trattarmi male come prima e forse anche peggio. Due pesi e due misure, umiliazioni continue, mancanza di aiuto anche nelle condizioni in cui è più naturale aiutare un essere umano, anche se fosse un semplice conoscente (febbre alta, ad esempio, e non un bicchiere d’acqua!) con accuse speculari di non essere d’aiuto. Richieste che erano ordini e poi ordini taciuti, per potermi rinfacciare di non aver ubbidito spontaneamente. E a un certo punto è stato troppo anche per me. Me ne sono andato. Ho trovato questo blog. L’ultima volta che mi ha scritto, dopo avermi in precedenza accusato di non essere fatto per la vita di coppia (ma io ho convissuto a lungo, in passato; lei no!), ha tentato di vendermi un cappello. Ho scelto di rispondere con ironia e distacco. Poi l’ho bloccata. Da allora, nessuna notizia. Non posso dire di stare bene: per vincere il soffocamento di questa assenza (roba possibile solo se sei stato realmente condizionato, assuefatto anche e soprattutto al male!), ricordo i fatti spiacevoli e mi monta la rabbia. Ma anche la rabbia logora. Non sono ancora arrivato a non pensarci, però capire che non si tratta di una persona normale mi aiuta molto. E leggere quanto siano simili le esperienze di tutti gli altri abusati è davvero un conforto, in quella che per ora pare ancora una battaglia… ma contro me stesso! Con lei, credo, “la porta è chiusa per sempre, ammesso ci sia mai stata una porta” (mi perdoni Dylan per averlo citato così!). Mille grazie a te e a tutti gli altri.

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      2. Caro S.w.a, tu hai una professione che ti permette di canalizzare la rabbia alla grande. L’aiuto terapeutico può solo potenziare il tuo processo di sublimazione di tutto ciò. Concordo che la rabbia logora se protratta, ma si tratta di un passaggio obbligato. Senza la rabbia molte persone energicamente depredate non riescono nemmeno ad alzarsi dal letto. E’ un sentimento che non va soffocato, perché rischierebbe di danneggiare ulteriormente chi ha già sofferto. Ogni nostro sentimento ha una funzione terapeutica e ci indica la via della guarigione. Ciò che dobbiamo fare è prenderci cura di ognuno di questi sentimenti e darli la giusta direzione, che non è mai quella della vendetta. Un abbraccio!

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      3. Caro S.w.a., la tua storia è allucinante e soprattutto tragica per la presenza e l’uso disumano della bambina!
        Se può aiutarti, ti confermo che la rabbia è un passaggio obbligato, anche se diventa disfunzionale in termini di rapporto (se si ha ancora la voglia di salvarne uno, cosa che ormai sta passando del tutto anche a me). Ti porto non solo la mia esperienza, ma anche il parere del mio terapeuta, che sono ormai un paio di anni che mi conforta sul fatto che i miei attacchi di rabbia siano non solo comprensibili, ma anche inevitabili e giustificati (non nelle espressioni a volte eccessive, ma nei contenuti e nelle motivazioni).
        Cito una sua frase: “in certi tipi di rapporto ad un certo punto la rabbia non solo è inevitabile, ma purtroppo diventa anche l’unica forma di comunicazione possibile”. E di fronte alla posizione della terapeuta di coppia (esperienza finita per evidente inutilità) che mi redarguiva per i miei attacchi di rabbia che considerava violenti (ho eventualmente alzato solo la voce, mai le mani, sia chiaro), il mio terapeuta ha detto: “se una persona normalmente pacata, e in grado di avere normali rapporti e confronti con le persone, ha attacchi di rabbia incontrollati, bisognerebbe prima fermarsi a valutare che cosa o chi li scatena”.
        E’ chiaro che non può diventare la routine e deve essere un passaggio transitorio fino all’indifferenza nei confronti dei loro comportamenti malati.
        E’ vero, come dice Claudileia, che fai un lavoro che forse ti aiuta a sublimare la rabbia; se fosse così “approfittane”, falla diventare creatività, se ci riesci; sarebbe un ulteriore dimostrazione di quanto vali (per te stesso, sia chiaro, non nei suoi confronti).
        Quando non ci sarà più la rabbia (io ne provo sempre meno) credo che saremo pronti a lasciare andare!
        Ciao e forza, siamo sulla stessa barca!

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  36. Mille grazie a ciascuno e a tutti. Io credo che, purtroppo o per fortuna, solo un altro rapporto, questa volta sano, possa davvero scrivere la data di morte sulla tomba del nostro pseudo-rapporto. Le coltellate esterne sono nulla in confronto alle lamette che ci hanno fatto ingoiare con un bacio! Il no contact procede, ma sembra quasi una fatica. E dovrebbe essere naturale! Auguro a tutti di trovarsi nelle condizioni di attuarlo, prima o poi.

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    1. Sii paziente con te stesso. Meriti la stessa o ancora più pazienza di quella che hai dato a lei. Di solito ci giudichiamo in modo molto severo imponendoci di guarire immediatamente da ogni malessere psichico, senza dare al nostro corpo e alla nostra mente tutto il tempo che meritano per raggiungere uno stato di benessere duraturo. Per questo ci sembra che il dolore non finisca mai e che il traguardo sia assai lontano. Ma se siamo stati pazienti con ogni singolo capriccio di una persona che ci faceva stare male, perché non essere pazienti con noi stessi? Abbiamo tutte le carte in regola per andare avanti a testa alta, trasmettendo a chi ha bisogno ciò che la vita ci ha insegnato. Un abbraccio e buona estate, fra po’ non avrò più connessione e non vi potrò più leggere, ma cercate di amare ogni singola parte di voi e di prenderne cura, esattamente come avete fatto con la persona che vi ha ferito. Volersi bene, ecco la chiave di tutto.

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  37. Salve a tutti, sono anche io una sopravvissuta alla demolizione fisica e psichica effettuata da un essere che ho sposato e con cui ho avuto 2 figli. 26 anni di matrimonio fittizio in cui ho subito ogni sorta di violenza… da cui non riuscivo a staccarmi, finché non sono stata rottamata… per un’altra preda. Ho percorso tutto il viaggio aberrante dell’abbandono… solo l’informazione acquisita dai siti che si occupano di narcisismo, tra cui questo della splendida Cla, mi hanno dato un valido aiuto e mi hanno fatto comprendere la grande beffa perpetrata da lui. La dipendenza affettiva di cui si è vittima, aggiunge altro danno al precedente… mi son sentita un burattino nelle sue mani, soprattutto quando ho pensato al suicidio: era quello che lui voleva!
    Sarei apparsa come lui spesso sbandierava ai quattro venti : una pazza depressa.
    Ecco cosa riescono a fare: renderci dei burattini durante la relazione e spesso non ce ne accorgiamo nemmeno dopo e continuiamo a farci dirigere da loro. I pensieri che ricorrono dopo la relazione li riguardano sempre e occupano la nostra mente per tutta la giornata, cosa fanno, con chi stanno, cosa pensano, come si percepiscono, cosa direi, ma forse mi pensa, ma forse mi vuole…nonostante il no conctac
    Dopo quasi quattro anni, penosi, sto vincendo io… con il vostro aiuto e una forza disumana (come sono loro) sto tagliando il fili e di questo vi sono grata…

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      1. Kolisch il mio verme si è fatto risentire tutti i gg di agosto…. ancora. . SEMPRE gentile premuroso e BUGIARDO che bello vederlo x quello che è!!!! Mi fa PENA….Ma soffro a sapere che pens a che io sia a sua disposizione.

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      2. Cara Ilaria,
        non è un verme, non è gentile né premuroso e forse nemmeno bugiardo. Non deve farti pena e non devi soffrire per quello che pensa. E’ uno PSICOPATICO! Non ricorda nulla di quello che ha fatto o detto ieri. Un fantoccio di uomo, un palloncino vuoto. Nella loro mente bacata pensano sempre di avere ragione, che le palle che raccontano sono la verità, giurando e giurando ancora che sono incapaci di fare del male. Sono dei PAZZI!

        Ciao

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    1. Forza Mary, mi sembra di intuire che la tua storia sia stata molto dura; anche io sono sposato da molti anni, e ne sono ancora dentro. Per fortuna io ho vissuto molto tempo nella finzione della coppia perfetta e non ho esperienze di violenza fisica (io sono l’uomo, forse solo per quello, anche se lei le mani addosso me le ha messe più di una volta durante la fase di scarto più feroce; fossi stata una donna credo che le avrei prese di santa ragione); tralasciamo gli abusi psicologici…..
      Hai ragione tu, alla fine stai vincendo, anche se solo tu sai quanto ti possa essere costato.

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  38. Grazie a tutti, sento che mi comprendete tanto perché avete vissuto anche voi gli abusi, per gli altri è solo un matrimonio finito, non riescono a capire l’eredità disastrosa del fardello…
    Sì, è stata una vita grama, vissuta alla sua ombra. Ha manipolato tutti e ha cercato di farmi terra bruciata intorno. La verità, però, viene a galla e la maschera cade in frantumi. Gianni, so cosa significa star loro vicino e farsi avvelenare ogni attimo di vita: per 26 anni non mi ha mai chiamato per nome e nemmeno in un altro modo… nei lager avevano un numero… io nemmeno quello: doveva togliermi ogni identità e dignità. Kolisch, hai ragione! Sono solo grotteschi pagliacci. Un abbraccio a tutti voi.

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    1. Cara Mary, posso solo immaginare cosa hai passato. Io come ti ho detto ho vissuto molti anni nella convinzione che esistesse il Mulino Bianco; ora so che era tutto finto, serviva a lei per soddisfare il suo bisogno di apparire la madre e moglie perfetta, specie agli occhi di qualcun altro. Ciò nonostante, dopo 15 anni di falsa felicità, all’improvviso mi sono sorbito due/tre anni di svalutazione feroce in cui non mi è mancato nulla, ho preso di tutto, dalle parole più cattive ai pugni, sono stato prima distrutto come essere umano, poi scartato, poi umiliato, poi ripreso come un burattino, e ad oggi sono in una fase “buona”, ricevo qualche attenzione e modi perlomeno civili, quasi cortesi; ma so che è perchè lei ha deciso che le fa comodo continuare a stare insieme, piuttosto che affrontare una separazione a cinquant’anni; questo tra le altre cose mi rende più difficile il distacco (le famose briciole).
      Ma tu hai passato tutto il matrimonio in un’incubo continuo e posso capire quanto ti abbia fatto male quel senso di trasparenza che ti fanno sentire, quel considerarti meno di niente, che tante volte è anche peggio delle parole cattive; ti ripeto, io l’ho provato per due/tre anni, e mi è bastato.
      Coraggio, ti sono vicino. Un abbraccio!

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