Il gaslighting e l’effetto “sto diventato pazzo/a”? Come identificarlo e affrontarlo

Fonte: https://lonerwolf.com/gaslighting/
Titolo originale: You’re Not Going Crazy: 15 Signs You’re a Victim of Gaslighting

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L’unico modo per descrivere come vi sentite è “minimizzati”. Vi sentite schiacciati e soffocati. Mettete costantemente in secondo piano i vostri sentimenti, le vostre percezioni, i vostri ricordi mentre una piccola parte soffocata dentro di voi si chiede se non state per caso impazzendo.

Siete definiti “nevrotici”, “ipersensibili” e provate un senso di alienazione travolgente.

Cosa c’è di sbagliato in voi?

Se riuscite a identificarvi con ciò che ho appena descritto, considerate di poter star subendo la sofisticata tecnica di manipolazione nota come Gaslighting. Questa tecnica mina l’intera percezione della realtà di una persona e può lentamente insinuarsi nelle sue relazioni affettive, nelle amicizie, nella vita familiare e lavorativa di un individuo bersagliato.

Anche quando avvertite fortemente la sensazione di “impazzire” e osservate in voi stessi segni di squilibri e di irrazionalità, sappiate che potete ribaltare totalmente la situazione!

IN COSA CONSISTE IL GASLIGHTING?

Ispirato ai film del 1940 e del 1944 “Gaslight”, in cui un marito manipola sistematicamente la moglie per indurla a credersi pazza, il termine “Gaslighting” è ora comunemente usato per descrivere un comportamento che è intrinsecamente manipolativo.

Sostanzialmente il Gaslighting è una forma di abuso emotivo che lentamente consuma la vostra capacità di esprimere giudizi.

L’obiettivo del “gaslighter” è aggirare le sue stesse parole e azioni negative, dannose o distruttive nei confronti degli altri col fine di rivertere il quadro a suo favore attraverso la deviazione della responsabilità per le azioni abusive compiute direttamente sulle spalle delle persone ferite. Si tratta di un operazione che ha lo scopo di indurre le persone a sentirsi “eccessivamente sensibili”, “paranoiche”, “mentalmente instabili”, “sciocche”, “facilmente impressionabili” e molte altre sensazioni che possono portarle a dubitare di sé.

Comunemente adottato da psicopatici, sociopatici e narcisistici, il gaslighting tende a divorarvi lentamente fino al punto in cui vi vedete come l’ombra della persona reattiva che eravate un tempo.

3 ESEMPI DI GASLIGHTING

DIAMO UN’OCCHIATA AD ALCUNI ESEMPI DI GASLIGHTING

In uno scenario familiare: il padre di Andrew è un uomo sempre arrabbiato e amaro. Ogni giorno Andrew ha paura di “ribaltare l’equilibrio” dell’umore paterno, anche perché il ragazzo spesso subisce attacchi di rabbia in cui viene definito “bastardo” e “piccolo perdente che non vale una mazza”, tra molte altre offese. Sempre che Andrew cerca di affrontare il padre a causa della sua aggressività, vede affiorargli un sorriso in faccia, essendo ‘gentilmente invitato’ a “smettere di essere tanto sensibile”.

In uno scenario relazionale: Jade è sposata da 5 anni e ha due figli piccoli con il marito Mike. Negli ultimi mesi Jade ha cercato di aprire un piccolo negozio d’arte, ma quando chiede aiuto al marito l’umore dell’uomo si oscura: “Non posso credere che tu stia passando così tanto tempo in questo negozio, hai perso il tuo interesse per me… non ti importa più dei tuoi figli? Dovresti fare la madre, eppure!” Esclama il marito. Jade resta impietrita e si giustifica: “Volevo solo che tu mi aiutassi con la creazione del negozio! E non ho trascurato nessuno!” Mike, invece, l’affronta a muso duro, molto vicino alla faccia: “Vedi! Ora lo stai negando. Quando ti ho sposato pensavo che ti saresti dedicata integralmente alla famiglia. Cerca di badare ai bambini o me ne vado!”, si scatena il marito. Più tardi, quando Jade si siede per parlare con lui della sua minaccia, finisce per ascoltare frasi del tipo: “Tesoro, sai che stai esagerando, e sai che ti stai ossessionando troppo con questa storia del negozio. Per colpa di queste tue idee la famiglia viene ignorata e si sente esclusa, spero che tu lo capisca!”

Nel mondo del lavoro: Sophie lavorava nel suo reparto da cinque anni quando le è stata offerta una promozione per migrare a un livello più alto dell’azienda in cui lo stipendio sarebbe stato più elevato. Tuttavia, a Sophie è stato concesso un periodo di prova per determinare se era in grado di adempiere ai suoi doveri oppure no. Di conseguenza, incontra il suo nuovo supervisore, Kelly. All’inizio, a Sophie piace il suo supervisore e adempie tutte le sue attività tempestivamente. Tuttavia, la donna inizia a sminuire il lavoro di Sophie, sollecitando favori qua e là con crescente frequenza. Mentre Sophie non si fa problemi in aiutarla oltre le sue mansioni, si accorge che Kelly sta diventando sempre più esigente. Infine, quando il vero lavoro di Sophie comincia ad accumularsi a un livello insopportabile, ella cerca di spiegare a Kelly il fatto che dovrà concentrarsi di più sul completamento del suo vero lavoro, ma che può sempre aiutarla con dei ritmi diversi. Più tardi, in una riunione dello staff, Kelly presenta Sophie a tutti dicendo: “Anche se non è ancora al passo con noi, sono sicura che imparerà a incarnare presto il nostro ideale laborioso!”. Immediatamente, Sophie arrossisce e si sente pubblicamente insultata e umiliata, temendo per la sicurezza del suo nuovo lavoro. Più tardi, quando Sophie chiede al suo supervisore perché pensa che “non stia incarnando il loro ideale laborioso”, ascolta le seguenti parole: “Penso che tu mi abbia fraintesa. Ho appena detto che non sei abituata al nostro ritmo di lavoro per far sì che altre persone possano aiutarti.” Da quel momento in poi Sophie accetta tutte le richieste e le faccende extra a prescindere di quanto lavoro abbia in corso o quanto siano umilianti i compiti a lei assegnati dal supervisore.

COME POTETE SAPERE SE QUALCUNO STA USANDO QUESTA TECNICA CON VOI?

Il Gaslighting è dannoso perché vi trascina verso l’ansia permanente e la depressione e, se utilizzato con abbastanza frequenza nelle vostre vite, potrebbe portarvi al crollo emotivo. Quindi la domanda è: credete di avere un ‘gaslighter’ nelle vostre vite? Come potete sapere se state vivendo questa sottile forma di manipolazione?

Osserviamo i seguenti segni rivelatori:

  1. Avvertite che c’è qualcosa di “spento” nel vostro amico, partner, figlio, figlia, madre, padre, sorella, fratello, collega, capo o un’altra persona nella vostra vita ma non riuscite a spiegare o individuare esattamente cosa.
  2. Frequentemente dubitate della vostra capacità di ricordare i dettagli degli eventi passati, il che vi fa sentire psicologicamente impotente.
  3. Vi sentite confusi e disorientati.
  4. Vi sentite minacciati e in soggezione quando questa persona vi sta attorno, ma non sapete perché.
  5. Sentite il ​​bisogno di scusarvi con lei/lui fin troppo spesso per quello che fatte o per chi siete.
  6. Non vi sentite mai abbastanza “bravi” e cercate di soddisfare le aspettative e le richieste dell’altro anche quando sono irragionevoli o in qualche modo vi fanno stare male.
  7. Sentite che c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato in voi, ad es. che siete “nevrotici” o “perdenti nati”.
  8. Sentite come se le vostre reazioni fossero sempre esagerate o che siete diventati “troppo sensibili”.
  9. Vi vedete isolati, senza speranza, incompresi e depressi.
  10. Avete difficoltà a fidarvi del vostro giudizio e, se avete una scelta, scegliete di credere al giudizio della persona che vi maltratta.
  11. Siete in costante stato di tensione, come se “qualcosa fosse terribilmente sbagliato”, ma non sapete specificare cosa o perché.
  12. Avete difficoltà a prendere decisioni perché avete perso la fiducia in voi stessi.
  13. Sentite di essere diventati una versione molto più debole rispetto a ciò che eravate un tempo. Se prima vi vedevate molto più forti e sicuri, qualcosa vi ha portato all’estremo opposto.
  14. Vi sentite in colpa per non sentirvi felici come un tempo.
  15. Avete paura di “farvi valere” o di esprimere le vostre emozioni, quindi spesso scegliete di restare in silenzio.

STRATEGIE USATE DAI GASLIGHTER

I ‘gaslighter’ usano una varietà di tecniche sottili per minare la vostra realtà e ritrarvi come persone disturbate e squilibrate. Queste includono, ad esempio:

  • Screditarvi per far credere ad altre persone che siete pazzi, irrazionali o instabili.
  • Indossare una maschera di fiducia, assertività e/o compassione falsa per farvi credere che “avete sbagliato tutto” di modo che, alla fine, iniziate a dubitare di voi stessi e a credere alla loro versione degli eventi passati.
  • Cambiare argomento. Il gaslighter può cambiare l’argomento della conversazione ponendo un’altra domanda o facendo una dichiarazione di solito rivolta ai vostri ipotetici pensieri, ad es. “Stai immaginando cose – non è mai successo!” “No, ti sbagli, non ricordavi giusto.” “È un’altra delle idee folli che hai ricevuto in dono dal tuo (familiare/amico)?”
  • Minimizzare. Con la banalizzazione di come vi sentite o cosa pensate, il gaslighter acquista sempre più potere su di voi, ad es. “Perché sei così sensibile?” “Non devi arrabbiarti per una cosa del genere!” “Stavo solo scherzando, perché prendi le cose così sul serio?”
  • Negazione ed evitamento. Rifiutando di riconoscere i vostri sentimenti e pensieri, il gaslighter vi porta a dubitare di voi sempre di più. Ad esempio, “Non ricordo questo, devi averlo sognato!” “Stai mentendo, non l’ho mai detto.” “Non so di cosa stai parlando, stai cambiando argomento. ”
  • Distorsione e ricontestualizzazione. Quando il gaslighter gira con sicurezza e sottilmente la frittata mettendo in atto veri colpi di scena che vi portano a ripensare a quanto è stato detto o fatto, riuscendo a ribaltare la situazione a suo favore. Possono indurvi a dubitare anche di cosa avete visto e lo fanno specialmente avvalendosi di una finta compassione per voi, con l’utilizzo di parole che vi fanno sembrare “instabili”, “irrazionali” e così via. Per esempio, “Non ho detto questo, ho detto _____” “Non ti ho picchiato Johnny, ti ho appena dato un colpo in testa… anche i migliori padri lo fanno.” “Se ci pensi bene, stavo davvero cercando di aiutarti.”

GUARIRE LE FERITE ILLUMINATE DAL GASLIGHTING

Il Gaslighting ci fa dubitare dei nostri ricordi, percezione e giudizio, gettandoci emotivamente e psicologicamente nell’instabilità.

Se sentite che la vostra autostima, la vostra sicurezza e la vostra indipendenza sono appassite dalla fiamma del Gaslighting, sappiate che non siete soli e che c’è speranza!

Quasi tutti noi, me incluso, abbiamo vissuto una forma di Gaslighting o un’altra durante la nostra vita. I problemi sorgono quando il Gaslighting diventa talmente frequente da portare nel baratro le nostre relazioni e partnership. La buona notizia è che la conoscenza e la consapevolezza sono il primo passo per guarire la vostra vita e ricostruire la persona forte e perspicace che siete… e avete già cominciato a farlo affacciandovi al tema!

Se è vero che in alcune situazioni possiamo anche reagire in modo eccessivo o mostrare comportamenti irrazionali, è anche vero che dobbiamo saper ascoltare il nostro istinto o la nostra intuizione.

Avete una sensazione di pesantezza generale sullo stomaco o sul collo? Vi sentite oppressi e schiacciati? Depressi? Questi sono segni che avete inconsciamente evidenziato l’inganno e il “gioco sporco” che vi fa stare male.

Mentre possiamo essere consapevolmente ingannati, a livello inconscio è impossibile e il risultato è proprio questo conflitto interiore in cui la sensazione che “qualcosa non quadra” prende il sopravvento.

Assicuratevi di dare ascolto ai vostri sentimenti e cercate aiuto, tanto professionalmente quanto socialmente (cioè, cercando il sostegno di un gruppo fidato di amici o una rete di supporto).

IN BREVE SINTESI, ECCO ALCUNI DEI MODI CHE POTETE UTILIZZARE PER CONTRASTARE IL GASLIGHTING

  • In primo luogo tenete ben presente come, quando e chi sta usando la tecnica con voi. Pensate a quali sono le modalità usate per sconvolgervi oppure farvi sentire “buoni a nulla”. Annotate qualunque cosa pensiate. Dovete essere in grado di confermare l’utilizzo della tecnica su di voi prima di poter intraprendere ulteriori passi.
  • Prestate attenzione ai segni avvertiti dalle persone vittime di Gaslighting, come il sentirsi confusi, sminuiti, “pazzi” o manipolati. Fatte un respiro profondo, schiarite la mente e concentratevi su di voi. Cercate di ricavare un po’ di tempo regolarmente per dedicarsi ogni giorno alla meditazione o una pratica che vi guidi verso la consapevolezza. Queste tecniche vi aiuteranno a rimanere obiettivi anche in circostanze difficili.
  • Decidete se vale la pena continuare la vostra amicizia o relazione. Se avete un rapporto di lavoro riflettete se vale la pena restare nel vostro lavoro oppure cambiare direzione. Se intendete restare, pensate ai modi per minimizzare l’interazione con il/la gaslighter fino a quando non vi sentirete più sicuri e fiduciosi.
  • Parlate con amici fidati o persone care sul vostro problema. In alternativa, cercate l’aiuto terapeutico o qualche altro supporto professionale.
  • Spostate la vostra prospettiva dall’essere vittime ad essere dei guerrieri/vincitori o qualsiasi altra parola significhi “potenza” per voi. Non dovete rimanere attaccati alla parola vittima per il resto della vostra vita anche perché, rivendicando il vostro potere personale sarete anche in grado di aiutare gli altri in circostanze simili.
  • Leggete articoli sull’abuso emotivo per approfondire la vostra comprensione sull’argomento.

Spero che queste azioni possano aiutarvi a ritrovare un senso di chiarezza, fiducia ed empowerment personale una volta che vi riprenderete dai giochi mentali del/la gaslighter.

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16 pensieri su “Il gaslighting e l’effetto “sto diventato pazzo/a”? Come identificarlo e affrontarlo

  1. Ciao a tutti.
    Cercavo delle risposte alla storia che ho vissuto e leggendo questo blog mi è sembrato di riviverla per alcuni aspetti. Vi racconterei la mia relazione. Forse mi sbaglio. Sicuramente ho qualcosa che non va, so di essere sbagliata. Sono stata una stupida ingenua, ma spero di aver trovato la strada per dimenticare.

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    1. Cara Mira, a dar retta a loro si rischia di diventare matti sul serio, anche a me è successo seppure in maniera meno drammatica di Lucia; tanto per dire mi sono rotto una mano a cazzotti contro il muro, il che tanto normale non è. Che tu dica di essere sbagliata è già un buon indizio che probabilmente tu non lo sia per niente, e che probabilmente qualcuno ti abbia indotto a pensarlo. Uno psicopatico vero non direbbe mai di essere lui quello sbagliato.
      Racconta qui la tua storia; Claudileia e tanti altri potranno comprendere cosa stai passando se il il tuo presunto NP dovesse rivelarsi realmente tale.
      Forza!

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  2. Ciao Claudelia, Mira e ben ri-trovati tutti: molto felice che il filo di questo blog riprenda il suo buon corso.

    Vorrei dire a Mira che, se sei reduce da una relazione con un narcisista patologico, dunque sadico e perverso – e in quanto tale grande utilizzatore di tecniche manipolatorie come questa qui descritta del gaslightning – l’effetto “sto diventando pazza” rischia di evolvere in reale pazzia. (A me è successo: ricovero psichiatrico di una settimana, più nove mesi di psichiatrizzazione). Dunque ti consiglierei col cuore di appurare ben bene con chi hai a che fare, e di conseguenza rettificare dentro di te il senso di essere sbagliato, folle, stupido e ingenuo che al momento ti attribuisci.

    Racconta, se te la senti: lungi dal fare diagnosi a distanza qui, ma Claudelia e noi sopravvissuti fruitori del blog un certo qual “senso” per gli stronzopatici, come li chiamo io ironicamente, ce lo abbiamo (ahinoi)

    Coraggio

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  3. Il gaslighting era una delle caratteristiche che non riscontravo nell’uomo che mi ha manipolata, finché un giorno, spalle al muro, ha iniziato anche a smentire mie affermazioni, a insistere che mi stessi sbagliando, che ero io che ricordavo male.
    Negli ultimi tempi, quando la mia remissione era quasi totale alla sua volontà, aveva rincarato la dose, quasi per noia, quasi fossi diventata stucchevole con la mia assertività e il mio incassare colpi senza controbattere, ma era solo il mio modo di evitare discussioni e ulteriori manipolazioni che si sarebbero ritorte contro di me.

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  4. Queste tecniche sono state verso di me dai miei genitori per anni , fino a che non ho deciso di applicare il no contact .
    Ora ho accettato di riprendere a parlare con mia madre al telefono ,lei dice che vuole assicurarsi io stia bene , che lei e mio padre mi amano tanto e che farebbe loro piacere io tornassi in buoni rapporti con loro.
    Mi stupisce mia madre mi parli con tono dolce, non l’aveva mai fatto in passato ,non mi sembra più lei .
    Ma qualcosa non mi quadra , come se lei non sentisse veramente dentro di se ciò che dice .Non riesco a capire quanto io sia prevenuta nei suoi confronti :forse si è messa l’animo in pace ma io , avendola allontanata da me non lo posso sapere . Oppure sta facendo finta di essere una mamma dolce amorevole e preoccupata . Non capisco se crederle o meno…

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  5. Cara Cla, quanto mi sarebbe piaciuto leggerti prima, capire che quella paura di essere folle era solo il risultato che il fenomeno voleva raggiungere a tutti i costi. A distanza di quattro anni è doloroso e confortante unire i puntini della macchinazione perpetrata. Finché sei sulla giostra non comprendi, sono molto bravi ad annebbiare situazioni ed episodi, e ti senti paralizzata.
    Io ho raggiunto il fondo quando lui stava vivendo l’altra saop con quella che ha permesso che mi facesse le cose più inaudite, che ha fatto in modo che gli cadesse la maschera nei miei confronti… povera, poi è toccato anche a lei… La cosa più deleteria è che questi fenomeni ti portano a sfogare la rabbia e la cattiveria fuori dal rapporto. Creano un clima di diffidenza anche nei confronti dei familiari più prossimi e ti fanno terra bruciata … ma sei tu in prima persona a voler allontanare gli altri … tutto diventa così confuso, così assurdo…
    Solo dopo capisci… e al danno si aggiunge la vergogna di essere stati degli ingenui…

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    1. Cara Mary, bisogna saper trasformare la “vergogna di essere stati degli ingenui” in voglia di conoscersi meglio. Non eri una donna ingenua o credulona e non lo sei tutt’ora, altrimenti non saresti arrivata fin qui per cercare di capire come mai un soggetto disturbato ti ha portata a uno stato di prostrazione emotiva. Intanto ti scelgono per ciò che hai: la tua grinta, la tua luce, i tuoi sentimenti, la tua empatia, il tuo modo di porsi nel mondo e di abbracciarlo con entusiasmo. È ciò che chiamiamo “energia vitale”. A volte puntano sulle tue tasche, sulla tua rispettabilità quando cercano di ripulirsi l’immagine sputtanata altrove, sulla tua credibilità quando intendono affacciarsi a una cerchia determinata e via col tango. Possono puntare anche sulla tua giovinezza e freschezza, sul fatto che sei una persona con dei principi che non hanno… Insomma, puntano sulle tue qualità. Quando comprendono che le tue risorse sono per loro una chimera e che mai e poi mai saranno come te è che inizia la vera tragedia. Quindi, cerca di superare la vergogna perché è qualcosa di impiantato nel tuo cervello. Tu sai di essere una persona forte e degna. Ed è tutto ciò che conta. Abbraccio grande e buona serata!

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  6. Bentornata Claudileia e ben ritrovati amici del blog. Voglio dire a Mary che anch’io come lei mi sono vergognata della mia ingenuità. Anzi ero dentro un meccanismo perverso più mi vergognavo e più mi sentIvo frustrata e depressa , con conseguente calata a picco della mia autostima. La parola chiave che mi ha permesso di uscirne ( ma ci sto ancora lavorando) è CONOSCERSI , prendere consapevolezza di chi siamo, come eravamo quando lo stronzopatico ( Grazie Lucia per il termine) ci ha conosciuto . Ero solare , ironica , empatica ,scoppietante. Durante la relazione col narcisista tutto ciò era sparito , la sua opera di devastazione mi aveva ” spenta” . A distanza di 4 lunghi e faticosissimi anni di no contact e imparando a conoscere le mie fragilità ed i miei pregi, documentandomi sempre su questo salvifico blog, ho visto crescere la mia autostima e ridimensionata la mia ingenuità. Penso che questo possa aiutarti cara Mary. Ti abbraccio

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      1. Claudileia ma possibile che ci sono giorni come questi che sono completamente paralizzata come se mancasse una sostanza e persino mal di testa. Ieri stavo meglio . Si dovrebbe andare in salita non in discesa .

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      2. Cara Mirna, abbi pazienza con te. Fino a poche settimane fa credevi di averci a che fare con la tua anima gemella, con il grande amore della tua vita! Gli alti e bassi sono normalissimi. Mica puoi passare dall’amore assoluto all’odio o dimenticanza in un baleno, altrimenti saresti una persona che prova unicamente emozioni superficiali… Il legame che hai vissuto era del tipo TRAUMATICO. Cosa vuol dire? Che bisogna concederti il lusso di guardarti dentro – poiché non sei sprovvista di interiorità – per risanare le tue ferite. Datti tempo, prenditi la giusta distanza mentale e controlla la tua ansia di “guarire velocemente”. Non sei una bambina che si è sbucciata le ginocchia dopo una caduta. Hai una ferita nell’anima da prenderti cura, e molto profonda. Stavolta un cerotto non basta, ma serve tutta la buona volontà che hai in corpo.

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      3. La fretta di guarire sta solo nella stanchezza di soffrire così tanto . Hai ragione claudileia me lo ripeto anche io ma il vuoto e la solitudine sono qualcosa di potente messi insieme ai ricordi ai tasselli che si incastrano ad altri problemi familiari seri che si aggiungono e allora vorrei che venissero a prendermi gli alieni se mai esistono e mi portano su un altro pianeta . Forse non sono così forte e coraggiosa anche se so che ho buttato giù la sua maschera in breve tempo ed è stato terribile sentirmi dire scusa ma non ti amo più fino ad ora ho finto algido perché aveva capito che io volevo un Po allontanarmi e non mi fidavo.di lui non lo poteva permettere ora capisco una delle sue ultime frasi non ti lascerò mai libera. Pensava lo chiamassi piangendo pregandolo di amarmi.ma io no contact dal primo minuto e blocco su tutto e quante volte sono stata tentata di chiamare anche perché lavoriamo per la stessa struttura con un capo in comune che se può lo disintegra perché abbiamo scoperto inganni e ruberie …E andrà avanti . Comunque mai ho preso il telefono per farlo . Allora mi dico si sono una dipendente affettiva ma non gli ho dato nemmeno una seconda possibilità di spiegazione perché secondo me lui voleva piegarmi e capire fino a che punto potessi andare a supplicarlo.piuttosto mi taglio un braccio. Però è dura unica consolazione pensare che io in magari due anni mi riprendo . Lui è dannato per sempre e con parecchie cose legali in atto da giustificare. Grazie e scusare dello sfogo. E sempre grazie

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      4. Claudileia volevo chiederti una cosa ma so che la risposta è impossibile. Oggi parlavo con il mio capo perché con il n.p. abbiamo il capo in comune. Il mio capo sa tutto ciò che mi è capitato ma devi sapere che questa persona ha avuto e ha varie grane sul lavoro ovviamente scoperte e contestate e smascherate dal nostro capo. Lui pensa di essere un miracolato mai nessuno lo prenderà in fallo ma un Po il cerchio si sta stringendo e questo perché appunto a lui sono state contestate azioni dove deve giustificarsi intendo lavorative. Insomma lui che vuole essere ammirato adorato perché è il meglio sta inciampando..ora il mio capo mi dice non è che questo ci può fare del male visto che si sente onnipotente e quindi essendo stato punito e sapendo che io lavoro qui odiata a morte da lui ora perché evita di venire in sede per non vedermi pensa e il contrario dopo il male che mi ha fatto. Comunque sia ce lo siamo chiesti stamattina. E fargli avere un trasferimento e quasi impossibile ma lasciarlo impunito su alcuni accaduti e quasi essere complici. Grazie di esserci CLA.. p.s. venerdì andrò a fare tutte le analisi del sangue come ho letto su un tuo post. Morire si ma non per mano sua. Un abbraccio

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  7. ciao a tutti, se posso aggiungere una cosa, a me ha fatto/fa particolarmente male quando parlo della mia situazione di abuso con alcuni amici/conoscenti che, non riuscendo a capirla, mi “accusano” di essere esagerata o addirittura arrivano a “consigliarmi” di riprendere i rapporti con la persona narcisista perchè “in fondo merita un’altra possibilità”. Trattandosi di una parente indiretta (mia suocera), spesso questi “commenti” da parte di persone terze mi fanno sentire in colpa (avvallando quello che mia suocera vuole farmi provare, cercando lei di convicermi che sia tutta una mia invenzione e che da parte sua non vi sia stato e non vi sia alcun abuso).

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  8. Buongiorno a tutti ho già scritto la mia storia ma suo commenti di un altro argomento. Comunque si il gaslaithing credo di averlo subito per anni da bambina ora ne sono cosciente. Ma nelle storie con un n.p. E d obbligo e io l ho riconosciuto . Un mese di no contact non mi porta a essere vaccinata anzi…sto malissimo per tutte le dinamiche che tutti conosciamo . E dura e m8lto dura l accettazione di tutto questo ma ci vuole grande sforzo fisico e emotivo. Anche se io nell ambiente di lavoro vengo a sapere notizie e eviterei. Perché mi fanno sempre fare un passo indietro . Sapere la sua bella felicità le sue prossime vacanze dopo che ha reso a pezzi la vita non solo mia perché ho sentito anche ex . Quindi identico. Penso che mi odi molto perché l ho smascherato anche su una cosa legale che porterà le dovute conseguenze. No vendetta ma si giustizia almeno un pochino. Un abbraccio a tutti

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