Un anno di non-vita con una narcisista patologica/borderline, la testimonianza di un uomo

Fonte: https://medium.com/@pbanks24009/the-sociopath-in-my-bed-surviving-female-narcissistic-abuse-8bc8b2ca761a
Titolo originale:  The Sociopath in My Bed: Surviving Female Narcissistic Abuse
Trad. C. Lemes Dias

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Essere narcisisti non significa solo essere egocentrici. Oppure vanitosi. O ancora, insensibili. Non è solo quando osserviamo e commentiamo Kim Kardashian o i “millenials” più fanatici mentre esibiscono i prodotti di un marchio su Instagram.

Etichettiamo erroneamente l’epidemia moderna di “me-ismo” come narcisistica senza sapere che il Disturbo di Personalità Narcisista è qualcosa di mostruoso perché brutalizza le sue vittime. È un gas invisibile inodore, quasi inosservabile. Non è solo la raffigurazione americana di Psycho/Bunny Boiler creata da Hollywood: spesso è ancora più diabolico, poiché inietta nella sua vittima intenso amore e donazione prima del colpo fatale. È questo il miglior strumento di un predatore.

Il DNP fa parte di un cocktail che gli psicologi chiamano Cluster B – spesso mescolato con il Disturbo Borderline della Personalità, il Disturbo Istrionico e altri disturbi associati.

Non avevo idea di cosa fosse tutto ciò finché non l’ho avuto nel mio letto per un anno intero.

Lei si è presa cura dei miei bambini. La amavo. La adoravo. La volevo sposare. Poi, come Dr. Jekyll e Mr. Hyde, il lato oscuro del DNP è apparso improvvisamente e la sociopatica piombata sul mio letto mi ha quasi distrutto.

Questa è la mia storia di innamoramento e sciagurata fuga dall’apparentemente più appassionata e adorante donna e madre che avessi mai conosciuto: un vero mostro affetto da Disturbo della Personalità Narcisista/Borderline.

L’INIZIO, UNA COMMEDIA ROMANTICA DI HOLLYWOOD

Era il 2015 e da qualche anno avevo divorziato, vivevo da solo in una casa nella periferia di Los Angeles. Soltanto per breve periodi mi recavo in un paese del sud dove viveva una donna con la quale da poco avevo iniziato una storia. Un giorno, arrivato al mio vialetto, osservai che nella casa accanto c’erano dei nuovi inquilini.

Presto, i bambini dei nuovi arrivati stavano giocando con i miei figli. Avevano praticamente la stessa età.

Non passò molto tempo prima che andando ad annaffiare il prato conoscessi finalmente la mamma della porta accanto. Indossava una tuta attillata LuluLemons e stava finendo la sua corsa serale. La mia nuova vicina era una mamma sbalorditiva. Salutare. Bellissima. Dolce come una torta. Gentile e generosa. Rallentò mentre correva e si presentò.

A dire il vero non era il mio solito tipo, c’era del botox e un generoso impianto di silicone ai seni. I capelli erano tinti, ma il suo fisico, il suo sorriso, la sua gentilezza, la sua cordialità erano tutto ciò che volevo e auspicavo in una donna e altro ancora.

Si trattava di una bella donna divorziata con due bambini che stavano velocemente facendo amicizia con i miei, vivendo proprio accanto a noi. La considerai presto un dono dai cieli. Aggiungiamoci che Alexa era un avvocato ben pagato che si somigliava a Chrissie Hynde (n.d.T, celebre cantante dei Pretenders). Dopo alcune battute d’arresto nella mia vita recente, incontrare Alexa sembrava il premio che poteva capitare una volta sola nella vita di un uomo, per riassestare il suo cuore affranto.

Alexa e io diventammo amici in un lampo. Era dinamica, amorevole, consapevole di sé, mi riempiva di gentilezze e attenzioni. Era talmente carina con me da farmi stare male. Insomma, un’amica e una grande madre. Lei “amava duramente” e me lo diceva spesso. Mi diceva anche che “non aveva avuto una grande fortuna” nelle sue relazioni passate. Wow, è stato un presagio delle cose che mi sarebbero capitate!

Il suo sorriso, sensualità e bellezza mi affascinavano. Era quasi troppo bello per essere vero. Non passò molto tempo prima che ci dessimo un appuntamento romantico che finì sul letto. Subito dopo eravamo già una coppia e di quelle talmente affiatate che ci vedevamo ogni sera e per tutto il weekend di ogni fine settimana. Con i nostri figli diventati buoni amici, stavamo velocemente realizzando una storia moderna del tipo “La famiglia Brady”. Siamo diventati inseparabili. Eravamo la famiglia che entrambi avevamo sempre desiderato. La storia d’amore sembrava irreale. Notate bene l’ultima parola che ho usato, appunto IRREALE. Ero coccolato con montagne di attenzione, doni e tanto “amore”.

Sono abbastanza empatico per natura e il suo legame con questo mio lato si è approfondito rapidamente. Avevo preso il pesce perfetto o lei aveva catturato la preda perfetta? Confessò di essere stata vittima di un divorzio brutale anni prima e me lo propagandò regolarmente. Spesso diceva di avere prove concrete che dimostravano che il suo ex era uno psicopatico che mentiva attribuendo a lei un presunto alcolismo e svariati problemi psicologici. Cercava di dimostrare a me e al mondo che era vittima di un uomo di merda, che era innocente, che aveva un cuore gentile che gli amici amavano a dismisura. Si è offerta volontaria presso la scuola dei suoi figli. Era un’appassionata body builder, una persona sana che si prendeva cura del suo corpo in modo maniacale. Lei non era certo una persona con uno storico di abuso di alcool o problemi psicologici, figuriamoci! Era ovvio che il suo ex era un pazzo in cerca di vendetta. Lei mi mostrava le sue e-mail “pazze” ed io le credevo. Ha venduto giorno dopo giorno la sua storia, come fanno i predatori affetti da DNP ed io l’ho comprata.

La mia empatia per la sua infanzia povera, il padre morto e la madre alcolizzata hanno fatto presa sul mio cuore. Alessia mi amava con voracità. Il suo desiderio di darmi piacere costantemente era quasi ossessivo, quello che ogni uomo sogna. Ero devoto a lei, e lei a me. Abbiamo condiviso ogni pensiero intimo, sentimento e vulnerabilità l’uno con l’altro e lei si è presa cura di me intensamente. Anche volendo guardare un’altra donna era come se lei ogni mattina le spazzasse intenzionalmente via con dei poteri sessuali che mi rendevano anestetizzato per il resto della giornata. Lei strumentalizzava il sesso quando percepiva che qualcosa non andava tra noi. Era la risorse alla quale attingeva quando faceva qualcosa di “cattivo” che disapprovavo. Come una bambina che fa la pipì sul letto, sempre che qualcosa non andava per il verso giusto, si rannicchiava su se stessa, assumeva una vocina innocente e mi faceva il dono del sesso sporco. Pretendeva quel tipo di sesso costantemente.  

LA CAMALEONTE. IL LOVE BOMBING.

Alexa mi diceva cose che non aveva mai detto a nessuno. Era un’avvocatessa molto istruita con un’infanzia difficile alle spalle. Si era fatta da sola, ma con le cicatrici della sua famiglia di origine addosso. Stava solo supplicando di essere ascoltata, compresa, accudita. Così pensavo. La amavo. Lei mi chiamava “il mio re”. Lei mi nutriva. Lei mi vestiva. Mi portava nei suoi viaggi di lavoro. Odiava stare lontana da me. Sono stato “aspirato” dentro la sua vita. La nostra storia d’amore andava avanti a gonfie vele, estremamente devota e intensa. Avevamo così tanto in comune, eravamo così simili. Era come se fosse l’immagine speculare dei miei bisogni. Alexia era una fan di gran lunga di tutto ciò che mi piaceva. Ma che coincidenza! Una camaleonte.

FASE 1: LA FASE DI IDEALIZZAZIONE

I narcisisti in genere non hanno un’identità. Si adattano a ciò che li circonda, ai loro amici, a qualsiasi cosa dia loro l’offerta narcisistica di cui hanno bisogno. Esibiscono un entusiasmo infuocato sull’amore e ti bombardano di attenzione in questa fase, ma solo per ottenere nutrimento di rimando. Love Bombing, così viene chiamato. Fascino e gentilezza sfoggiati socialmente sono il loro punto di forza. La sensazione che si prova è di non essere mai stati tanto amati prima di ricevere “l’amore” da una narcisista nella fase di idealizzazione. Tutto però appartiene al suo inevitabile “piano distruttivo” inconscio.

L’AUTOCOSCIENZA. Alexa parlava come se avesse letto tutti i libri di auto-aiuto, sapeva distinguere il bene dal male, era l’epitome dell’etica, disprezzava persino i suoi pari coetanei. Era una madre meravigliosa, leggeva infinitamente libri sui genitori e aiutava i suoi figli a fare i compiti. Tutto ciò che importava, professava, era l’amore, non gli oggetti materiali. La villa in cui viveva non era importante. Conosceva la chiave per le relazioni sane: umiltà, gratitudine, nessun giudizio. Questi erano i mantra che uscivano dalla sua bocca costantemente. Non solo era una sopravvissuta, ma era una sopravvissuta dopo tante incredibili avversità. E sapeva che l’unica cosa che contava nella vita era l’amore e la fiducia. Così diceva.

Il punto era: quell’etica era mia. Ciò che diceva rifletteva me. Eravamo così allineati perché lei mi stava riflettendo come in uno specchio. Niente di tutto ciò era reale per lei. Ora che ci penso, stavo parlando con me stesso!

Alexa era un perfetto facsimile di compassione. Tuttavia, la sua auto-consapevolezza ed empatia svanivano una volta fuori dalle lezioni di Yoga che frequentava – le aveva imparate, ma non le sentiva. La sua era una recita da Oscar, aveva fatto tante prove che recitava intere parti dei libri che leggeva e memorizzava le conversazioni che potevano servirle. Alexa non aveva vere emozioni, ma aveva avuto talmente tanti rifornimenti da diventare una sorta di consigliere e grande oratrice. I suoi amici, ad esempio, erano persone che l’avrebbero ascoltata e seguita dovunque. Loro, i creduloni. I sentimenti di Alexa erano scritti in una sceneggiatura. Quella donna incredibilmente erudita dalla memoria brillante riusciva a recitare ogni sentimento come se davvero lo sentisse. Dentro, però, c’era il vuoto totale. Il love bombing implica saper impersonare emozioni vere ed è una delle caratteristiche classiche del narcisista. Dopo decine di fidanzati e amanti, Alexa aveva trovato il bersaglio perfetto – io, un empatico – per credere al suo dramma e alla sua incredibile saggezza.

L’ETERNA VITTIMA. Nonostante fosse una sorta di body builder per quanto fosse atletica, agguerrita e molto motivata, non ho preso come fantascienza il suo essere vittima dagli uomini che aveva avuto prima di me. Invece non c’era niente di vero. Suggerimento sui narcisisti: sono sempre vittime! Danno la colpa a tutti gli altri. Fanno a pezzi la verità. Non si assumono mai la responsabilità o sono responsabili di alcunché, anche se dicono di esserlo all’estremo. L’autocommiserazione è il loro strumento. Sono avvocati squali che stravolgono qualsiasi cosa pur di vincere una causa. E lo fanno ad ogni costo. Tu, i tuoi figli, i tuoi amici e la tua famiglia verranno consumati e sputati in un baleno.

Lei era molto ben pagata nella sua professione legale.

Lavorava a Hollywood con risultati elevati grazie alla padronanza di tutte quelle qualità che un avvocato mastino deve avere.

LA FAMIGLIA ALLARGATA. Durante un momento glorioso della fase 1 l’ho invitata a trasferirsi da me. Entrambi volevamo la famiglia perfetta! Volevo dare a Alexia la famiglia amorevole che tanto sognava. Adorava i miei figli, presto diventati anche suoi. Eravamo genitori perfetti. Ero “l’unico”, dichiarò. L’avevo “rapita”. Lei “aveva bisogno” di me. Ero diverso da qualsiasi altro uomo, ero il vero “affare”. Una buona figura paterna, un’amante devoto. Ero un angelo del cielo sceso apposta per salvarla. Ed io? Risucchiato dalle sue lodi e ammirazione sentivo di valere un trilione di dollari.

Peccato che non era reale.

FASE 2: SVALUTAZIONE: IL DIAVOLO NEL MIO LETTO

Poco dopo il trasferimento di Alexa e dei suoi figli, Dr. Jekyll e Mr. Hyde si presentarono. La sua dipendenza e il “bisogno” di me sono diventati troppo urgenti e fuori controllo.

Il controllo divenne presto la sua ossessione.

Ha cercato in tutti i modi di rompere il legame tra me e la mia famiglia per tenermi vicino. Sapeva, però, che era sbagliato ciò che faceva: voleva migliorare. Lei voleva “imparare a condividermi con gli altri” perché sapeva che il suo “problema” con la gelosia aveva bisogno di “qualche piccola correzione”. Ai suoi occhi era roba “spicciola”. Ci sono cascato.

Letteralmente, da un giorno all’altro, la sua rabbia impulsiva sarebbe scoppiata dal nulla e quando meno me lo aspettavo. È accaduto con i suoi figli. Intorno ai miei figli. Nel mezzo della notte. Mio figlio era spaventato a morte. I suoi figli si sentivano spaesati. Lei ha incolpato il suo ex, “lo psicopatico” per la perdita di controllo, naturalmente. Quel giro di 180 gradi era stato troppo sconcertante per lei. Dottor Jekyll e Mr. Hyde, appunto…

Da quel giorno in poi la paranoia divenne la norma. Mentre ero dedito a lei, a prescindere di quanto avessi già mostrato, mi ritrovai di punto in bianco a sbattere la testa contro un muro. Le sue accuse improvvise e bizzarre di infedeltà mi colpivano come una tonnellata di mattoni. Ore di combattimento a letto – punizioni, manipolazioni sudice e accuse contro la mia integrità cominciarono a prosciugarmi completamente. Sono stato crocifisso da lei. Ho provato ogni approccio logico per alleviare le sue insicurezze, per capire perché mi stava accusando di infedeltà. Una notte mi accusò di dipendenza dal porno, l’altra di aver dormito con tutte le mie colleghe di lavoro. Un’altra ancora di averci provato con una cameriera. Sono stato sotto processo costantemente. Era come se fosse in trance quando andavamo a letto. Dopodiché usciva dallo stato comatoso e si trasformava nel giro di un secondo in una creatura iper aggressiva. Era come se parlasse di altri uomini, non di me, forse dei suoi precedenti compagni, a suo dire tutti sbagliati! E nei pochi momenti in cui perdevo la pazienza dopo intense ore di abuso psicologico, diventavo io il più cattivo di tutti gli uomini. Mi faceva sentire in colpa per aver perso la pazienza.

Questa svolta in ciò che credevo il grande amore della mia vita è stata scioccante. Ho passato mesi a cercare di capire chi fosse il demone nel mio letto.

Notte dopo notte Alexia peggiorava. Non sapevo più quale donna avrei trovato quando rincasavo. Il suo consumo di alcol è diventato un problema regolare. Si trasformava letteralmente da Susie Homemaker (n.d.T, in America sta per modello di donna docile, la casalinga perfetta) in un mostro demoniaco in un batter d’occhio. La sua rabbia e la sua estrema impulsività erano esasperanti, s’infuocava e non riusciva più a regolarsi. Di giorno, tuttavia, era la vecchia Alexa. L’affamata d’amore. La mamma perfetta. Era così che mi intrappolava. Di notte, però, riecco il diavolo in persona.

L’auto-sabotaggio divenne la regola. La sua ira ingiustificata e il linguaggio disgustoso, davvero rivoltante, la rendevano tutta un’altra persona, eppure c’erano momenti strani in cui lei si fermava e mi diceva di non stare ad ascoltare il suo Ego, che il suo Ego era una “cazzata”. Diceva che una voce la invitava a restare, mentre un’altra la sviliva e la spingeva ad andar via. Viveva una guerra interna.

L’autocommiserazione era la parte reale? La vera Alexa era la bambina triste e piena di vergogna che avevo portato a casa mia? Era una combattente che cercava disperatamente di sfondare l’armatura del suo enorme ego? L’alcol e la mia empatia alimentavano il suo disturbo o contribuivano a dare al suo cervello un’ultima boccata di speranza prima di staccarsi definitivamente dal suo corpo? Non lo saprò mai. La guerra dentro di lei stava avendo la meglio su di me me notte dopo notte.

Chi sei?” – The Pretender, Foo Fighters

Abuso domestico. La donna che amavo più di ogni altra donna al mondo divenne una vera maltrattante. I suoi attacchi alla mia integrità erano psicologicamente ed emotivamente devastanti, sempre più manipolativi, astuti, cospiratori, feroci. Diceva di avere delle prove e la forte convinzione che la stavo tradendo – tutto nella sua testa. Arrivai a scappare di casa nel cuore della notte per sfuggire alla sua ostilità. Ha usato il suo povero, emotivamente fragile figlio, per chiamarmi nella mia macchina e supplicarmi di tornare a casa. Chi resiste a un bambino in lacrime, che t’implora di tornare a casa? Certo che sono tornato, grazie al suo povero figlio. Amavo quel bambino. Vedevo con i miei occhi le lunghe manipolazioni emotive che la madre narcisista doveva averlo sottoposto per far sì che riportasse a casa la sua preda. Suo figlio era diventato un suo strumento, il suo braccio destro, la sua pedina. E il suo padre per delega.

Quando ritornai il mostro si era trasformato nuovamente in una bambina piccola da accudire. Lei si aggrappava a me negando di aver detto qualcosa di offensivo nelle ultime due ore. Dopodiché, decise di sigillare il tutto con un atto sessuale rassicurante solo per dirmi che tutto sarebbe andato per il verso giusto da quel momento in poi.

La mia cucciola da accudire, di 44 anni, dopo aver esorcizzato i suoi demoni per quella notte si era addormentata beatamente accanto a me. Mi aveva riportato nuovamente dentro la gabbia attraverso il sesso. Sapevo ormai che era instabile e volatile, che era aggressiva e incontrollabile, che i suoi impulsi erano imprevedibili e non avevano confini, che era infantile. Sapevo che Alexa stava perdendo il controllo sulla realtà e di se stessa, e che era convinta di perderlo anche su di me. Stava dubitando di noi. Era questo a spaventarla. E la sua paura si manifestava nella feroce rappresaglia per i “crimini” che stavo ipoteticamente commettendo.

Quando immagina di perdere il controllo su di te, la narcisista ti lancia addosso tutta la sua merda.

GASLIGHTING: IL PROBLEMATICO SEI TU

Ho perdonato le fandonie di Alexa troppe volte. Voleva la terapia, ammetteva che era insicura. Ha ammesso la sua paura dell’abbandono. Era una grande sostenitrice della terapia. Il punto è che non era mai andata. E non sarebbe mai andata in futuro. Tuttavia, mi ha raccomandato di andare da un terapeuta che conosceva. Disse che avevo bisogno di occuparmi dei miei problemi, che era un consiglio spassionato che mi dava.

I narcisisti ti consigliano di farlo ma non ci vanno.

I narcisisti non sentono veramente di avere “problemi”: le loro vittime sono le persone davvero cattive.

Quando ha iniziato a percepire che la mia devozione per lei si era affievolita, Alexia ha perso il controllo. Ha fatto l’offesa per proteggersi dall’essere abbandonata, il che per lei era la regola. La mia crescente resistenza alle sue manipolazioni era la dimostrazione che ero pazzo. Ma lei mi avrebbe aiutato. Siamo nel pieno della fase di svalutazione. La narcisista è una esperta nel convincerti che il problema sei tu.

Più resistevo, più problemi immaginari trovava in me. Non molto tempo dopo, si mise in testa che ero un alcolista e che avevo avuto problemi con la droga. Diceva che gestivo un laboratorio di metanfetamine e si mise a urlare forte la sua “scoperta” fuori casa, sul prato, una sera. Il “problema” è che ero perfettamente pulito e che lei non riusciva a trovare in me alcun vizio, per quanto mi interrogasse duramente. E devo dire che ha provato molto duramente a ricavare qualcosa che non andava in me. Il suo profondo interesse per la mia storia di vita era davvero un interrogatorio alla ricerca di prove. Restò, però, a mani vuote. La vita di Alexa, in quanto avvocato, era un Tribunale permanente. Giocava a scacchi costantemente con gli altri. Io, però, non avevo una storia di abusi né un record di arresti nel sistema giudiziario. Era lei ad averci a che fare con tutto questo. Non riuscendo a far leva su di me su questo profilo, innovava in tattiche di intimidazione e manipolazione ancora più astute per cercare di controllarmi. Susie Homemaker decise di tirare fuori il suo bazooka…

L’ESPLOSIONE

Col senno di poi, la sera della rottura è stata un’esplosione che mi ha salvato, perché non potevo più salvarla da se stessa. Ho provato a salvare i suoi bellissimi bambini, ma non ho potuto. Lei li ha armati e li ha fatti i suoi scudi umani. Li ha sfruttati. Li ha trasformati in strumenti a sua disposizione. L’estremismo del suo comportamento non poteva che finire in una rottura estrema.

Era la festa della mamma. La rottura è stata terribile. Una bomba nucleare. I bambini ne sono usciti feriti emotivamente. Sono stato maltrattato per ore durante il suo tracollo, tutto perché pensava di aver visto una cameriera agire “fuori luogo” durante la cena della mamma. Dopo ore di attacchi contro di me, mi ha visto resistere all’inverosimile. Non mi aveva mai visto resistere così tanto, il che la spaventò. Tirò fuori le “armi nucleari” per cercare di trovare un modo di farmi perdere il controllo. Dopo 3 ore di attacchi senza sosta, non ne potevo più. Mi alzai e la cacciai di casa. L’ho fatto tranquillamente, semplicemente gettando i suoi vestiti sul portico. Lei contrattaccò ribaltando la sceneggiatura e minacciando di farmi arrestare per vendetta. È stato il giorno della mamma che nessuno mai dimenticherà.

Il rifiuto finale: scegliere una cameriera per un avvocato molto istruito e competente. Era questo il terrore di Alexa. Non era vero, ma lo temeva immensamente.

Dopo i suoi attacchi, decisi che se non se ne andava per quella sera, dovrei andarmene io. E così feci. Lei, però, continuò ad attaccarmi per telefono, urlandomi dall’altro capo mentre cercavo di dirle che eravamo arrivati a capolinea. È stato un dolore terribile prendere una posizione netta a riguardo. Litigare durante la festa della mamma, combattere davanti ai bambini in quel modo feroce era stato troppo per me. Vederla manovrare suo figlio era un invito alla mia redenzione finale. Udirla raccontare a sua figlia che l’avevo aggredita quando non lo avevo mai fatto, mi aveva spronato a dire amaramente “basta”. Era la prima volta che mi rifiutavo di soprassedere e di perdonarla.

La mia irremovibilità la portò ad attaccarmi ancora più duramente, con strane accuse strumentali. Passava dall’aceto al miele e dalla dolcezza del miele al fuoco dell’inferno, il tutto a colpi di sms. Stava tirando fuori tutte le sue armi, ma mi sono rifiutato di ritornare a casa mia. Ha cercato di farmi chiamare dal figlio, sconvolto dal punto di vista emotivo. Mi sono rifiutato di rispondergli. Era un abuso sui bambini, e glielo avevo anche detto. Sapeva che le sue armi stavano finendo.

Quando un narcisista borderline non riesce a trovare lo strumento che funziona, allora perde totalmente il controllo. Diventano più aggressivi. Più estremi.

Alexia aveva perso il controllo della realtà, non ragionava più.

Tuttavia, quella era casa mia e dovevo ritornare. Non mi capacitavo che era riuscita a distruggere tutto. Rientrai la sera stessa, dopo qualche ora in macchina. Continuai a dirle che non avevo alcuna intenzione di andare avanti, ma lei ha continuato a provocarmi. Alexa aveva un piano in mente. Aveva sistemato i suoi bambini addormentati sul nostro letto, impedendomi di andare lì. Prese le mie chiavi e il mio portafoglio appena mi addormentai sul divano. Quando mi svegliai non potevo più andarmene. Ero intrappolato come un cane bastonato mentre continuavo a subire insulti pesanti sulla mia interazione con la cameriera. Era implacabile su questo. Mi minacciava, denigrava la mia intera persona con infiniti colpi bassi.

Il terrore smisurato dell’abbandono borderline narcisistico era al suo massimo splendore. Alexia era un tritatutto di incommensurabile ostilità, rabbia, follia. Direi che era nel pieno di una crisi psicotica. Se era sotto farmaci oppure no, non lo saprò mai. L’alcool aveva forse attivato il suo lato peggiore. La mia resistenza a tutti i suoi strumenti manipolatori le aveva fatta perdere la testa.

Ho cercato di proteggere i suoi figli chiamando il loro padre. Li volevo fuori di casa. Sapevo dove stava andando a finire lo scontro e che ci avrebbe impegnato per tutta la notte. Lei, però, aveva nascosto pure il mio telefono. La nostra nuova famiglia, la nostra casa, era oramai consumata dalla sua illusoria grandezza, rabbia e paranoia.

Non avevo alcun’altra scelta oltre alla più difficile: buttare fuori la donna che amavo, la donna che volevo sposare. Ho letteralmente buttato via il resto dei suoi vestiti.

Questo ha scatenato la bestia in lei. I bambini rimasero intrappolati nel fuoco incrociato. A quel punto Alexa ha fatto l’impensabile – disse al figlio che l’avevo malmenata, armandolo contro di me. Il figlio prese le sue difese, mi accusò di aver minacciata fisicamente sua madre. Certo che avrebbe difeso sua madre, ci mancherebbe! Era così che Alessia si vendicava per il mio gesto di buttar via i suoi vestiti, per la mia decisione di abbandonarla. Rifiutare un narcisista è come dare un calcio a un pitbull: non sfuggirai facilmente, SE riuscirai a sfuggire del tutto. Non possono reggere il rifiuto.

Era mezzanotte inoltrata quando apparentemente si calmò. In perfetta tranquillità, mentre provavo a rassicurare sua figlia e consolare il suo povero bambino, lei ha fatto una mossa. L’ho osservata prendere il suo telefono tranquillamente, chiamare la polizia e denunciarmi per violenza domestica. Non avevo mai ferito o minacciato un essere umano in vita mia, eppure ascoltai rabbrividito l’accusa di essere un maltrattante.

LA FASE 3: LO SCARTO

Quando il rifornimento narcisistico va in fumo (in questo caso, io), il vampiro sputa fuori le ossa e se ne va per sempre.

Alexia non ha mai dimostrato alcun rimorso per la chiamata alla polizia.

Ho passato 14 ore in carcere e pagato $ 8000 in spese legali, prima che la causa per reati minori venisse respinta per non aver mai commesso il fatto.

Ai suoi occhi, tuttavia, me lo sono meritato la “lezione”. Ero una minaccia, e l’ha detto al mondo. Eppure, l’unica cosa che avevo fatto era stato resistere alle sue manipolazioni, il che la faceva sentirsi minacciata da me. Fino ad oggi dice il falso sul mio arresto. Sono entrato a far parte dell’elenco di delusioni che la rendono una “guerriera”. Nella fiction che si è costruita, la vittima è sempre lei.

Questo è uno dei peggiori “crimini” di una narcisista: sacrificherà chiunque e qualsiasi cosa per posare da vittima.

Il poliziotto che mi ha arrestato si è scusato per avermi ammanettato. Non ho dato segni di resistenza, non sono mai stato minaccioso in vita mia. Ero un uomo sfinito e sconfitto.

Anche se la storia raccontata da Alexa faceva acqua da tutte le parti. C’erano continui cambi di versione anche mentre venivo arrestato, ma mi dissero che non avevano scelta. Era la legge e la dovevano rispettare. Una volta che la chiamata era stata fatta mi dovevano portar via in quel modo. Mi hanno messo dentro la macchina della polizia in manette, davanti ai bambini. Tutto questo palcoscenico drammatico era stato ampiamente previsto nella sua testa. Le parole dette ai poliziotti facevano parte di uno dei suoi copioni metodici e calcolati. Lo aveva fatto prima anche con il suo ex-marito. Sapeva che era una rappresaglia che funzionava, se mai ne avesse avuto bisogno.

I narcisisti borderline si aspettano il peggio, si aspettano di essere abbandonati. Sabotano le loro relazioni, sabotano l’amore, sabotano il loro futuro – diventano maniaci del controllo prima di essere nuovamente abbandonati. Alexa è andata in tilt immersa nei suoi stessi deliri. Ha scelto il suo enorme ego, le illusioni di grandezza, le cospirazioni nella sua testa, la certezza che stavo per imbrogliarla. Questo è ciò che fa un borderline: sceglie l’auto sabotaggio come autoconservazione.

IL DOPO: LA MIA LOTTA PER LA VERITÀ

Alexa ha lasciato casa mia rapidamente una settimana dopo, con i suoi bambini. Sapeva che avevo troppe prove del suo alcolismo, dell’abuso emotivo sui suoi figli, del suo disturbo, della sua perversità, ecc. Sapeva che potevo rifornire il suo ex marito nella battaglia per la custodia dei bambini. Era consapevole che potevo smascherarla prima o poi. Non avevo alcuna intenzione di farlo, ma lei era ed è tuttora convinta che posso danneggiarla un giorno.

Il modo in cui ha fatto cadere la maschera con me la porta a vivere in uno stato di all’erta. Non ho alcuna intenzione di vendicarmi di lei anche se, da avvocato, lei crede di conoscere il mio modo di pensare.

Per questo ha iniziato una campagna diffamatoria preventiva con l’unico fine di screditare la mia sanità mentale.

Nei mesi successivi, mentre ero rimasto solo a combattere contro il sistema legale azionato da lei stessa e lo shock del Disturbo Post Traumatico da Stress, sono riuscito a far archiviare la denuncia, naturalmente. Ho avuto fortuna. La custodia dei miei bambini era stata messa a repentaglio a causa della sua denuncia. Mai più ha messo il piede sulla mia proprietà, altrimenti non sarebbe stata credibile agli occhi degli altri. Era una truffatrice molto intelligente. Un avvocato, appunto.

Le email che mi inviava, invece, erano infide, senza rimorsi, piene di manipolazioni e deviazioni. Era convinta di essere stata la mia vittima. È nella parte della vittima che la narcisista trova la sua gloria. Mi accusava di essere un malato mentale ora per averla respinta, ora perché la stavo perseguitando. Mi accusava di avere problemi con l’alcol e la droga. Ha capito che farmi arrestare non mi aveva danneggiato come voleva e che la mia fedina penale sarebbe rimasta pulita. Ha compreso che sarei stato bene senza di lei. Nella sua testa era una lezione che mi stava insegnando. Il suo gioco era oramai chiaro per me: stava deviando la colpa, giustificando pienamente tutti i suoi misfatti. Faceva tutto ciò nel tentativo, tutto suo, di farsi cercare da me. Come potrei rifiutare un tesoro come lei a meno che non fossi mentalmente malato?

Questo è il cosiddetto Gaslighting, una pratica comune che implica il trasferimento di tutte le turbe psichiche, la propria identità, i problemi e le paure di un predatore sulla vittima, così da poterla meglio manipolare. È fatto in modo così ingegnoso che molte vittime iniziano a credere che potrebbero essere colpevoli di tutto o avere problemi mentali – leggete sulla Sindrome di Stoccolma.

La fase dello scarto rivelò tutta la crudeltà della narcisista, che esisteva da sempre, ma io non la vedevo. È in questo momento che per la prima volta diamo uno sguardo su come sono dentro. L’amore “vero” che ci davano era solo per avere in cambio una buona offerta narcisistica. Non c’è vergogna, nessun rimorso. Le scuse di Alexa non mi sono mai arrivate. Il suo pentimento non è mai avvenuto. Ero il colpevole di tutto e lei la vittima innocente. Ero io ad aver “danneggiato” i suoi figli. Tanto ha detto che alla fine ho contattato il suo ex marito. Mi risultò un bravo ragazzo. I bambini stavano bene, secondo lui. Mi sono offerto di aiutarlo a sistemare le cose, di parlare con i bambini, ma lei continuava a ricoprirmi di menzogne ​​sprezzanti dicendo ai ragazzi che ero una persona cattiva. Loro, però, si fidavano di me e mi volevano bene. I suoi poveri figli. Lasciò perdere pure mia figlia, che aveva imparato a volerla bene. Non ebbe pietà per nessuno.

L’ACCETTAZIONE DI AVER VISSUTO UN ANNO DI FRODE

La nostra relazione non era reale e lo devo accettare. Ho provato mille modi per avere con lei un rapporto sereno, di avere i piedi per terra, di aiutare i suoi figli. Alexa era sola, senza famiglia. Per una buona ragione, ora lo so. Lei sarà sempre un burattino della persona che l’ha maltrattata e abbandonata nell’infanzia. Racconterà sempre la storia che la rende vittima, che sono passato da un angelo a un diavolo da un giorno all’altro. Come gli ingenui amici e familiari che mi conoscevano comprassero questa propaganda, non riesco tuttora a spiegarmelo. Niente di tutto ciò ha senso. Però è una donna d’affari, un buon avvocato. Lei venderà questa storia finché qualcuno continuerà a credere in lei e a comprare ciò che vende.

Da vittime, non c’è molto che si possa fare. Tu sei il capro espiatorio dei loro peccati e crimini. Non puoi vendicarti. Non puoi insegnare loro a vergognarsi di ciò che fanno. Non puoi insegnare loro come si ragiona normalmente. Non hanno coscienza, nessuna empatia. I mesi d’amore non sono reali. Tutto evapora in un baleno perché non è mai esistito. Era una recita tratta da un libro, ma così convincente, così genuina da non sembrare uno stratagemma astuto. Era tutto finto. Lei, tuttavia, è riuscita a convincere gli amici creduloni che sono io la truffa, l’aggressore.

Sopravvivere all’abuso narcisistico è la cosa più difficile che abbia mai dovuto affrontare nella vita. Per mesi, sono stato ossessionato dal tradimento. Ho cercato un counseling settimanale, ho fatto la terapia EMDR, ho quasi perso il lavoro, riuscivo a malapena svegliarmi per trascorrere la giornata. La depressione mi ha preso a calci per un po’. Ho frequentato alcune ragazze e il trauma fisiologico ha impedito la nascita di una connessione con loro. Ero bloccato sul sesso, sull’amore o qualsiasi altra cosa. I miei nervi erano e sono tuttora anestetizzati. Ho guardato video, studiato voracemente per trovare una risposta, ho lavorato per “lasciarla andare” con il mio terapeuta. Ho provato a perdonare quel diavolo sul mio letto…

Tuttavia c’è un solo modo per sconfiggere una narcisista: NESSUN CONTATTO. So che questo può sembrare ingrato quando tutto ciò che si vuole è un po’ giustizia per la truffa che è stata costruita ad arte attorno a noi.

Sopravvivere ad un amore così profondo, così puro, ma saperlo così falso rappresenta una lunga strada da percorrere.

La vampira che mi ha risucchiato si è presto trasferita dal ragazzo successivo. Velocemente.

Una rottura devastante che ha ferito così tanto tutti i nostri figli, causata poi dalla sua rabbia sconsiderata, odio cieco ed ego smisurato, non è mai stata riconosciuta!

Una narcisista doc risponde a tutto questo dolore con un rapido salto nel letto del primo ragazzo che riesce a trovare.

Mi consola andare a dormire sapendo che nel cuore e nell’anima Alexa è vuota. È una donna che sa solo urlare il quanto non si adatta. Sa solo urlare di essere la bambina abbandonata che nessuno vuole. Distruggerà tutte le sue relazioni a causa del suo disturbo e probabilmente incontrerà il ragazzo sbagliato, andando a schiantarsi prima o poi, ma non c’è nulla che io possa fare per lei. I suoi figli ne soffriranno e finiranno con il loro papà per sempre, ma non c’è nulla che io possa fare per loro.

La vergogna che lei prova ribolle dentro di lei e vi assicuro l’ho vista, so che brucia dentro. E prego perché resti lì con lei, a divorarla per sempre. A bruciarla dall’interno.

Alexa andrà avanti con successo negli affari. Cambierà maschera ancora e ancora, per nascondere quella vergogna là. Mangerà vivi gli uomini con la gentilezza fino a quando la rabbia gelosa non entrerà nuovamente in azione. E lei sarà creduta dai molti amici e familiari ingenui che non hanno idea di cosa sia veramente nell’intimità. Non hanno idea di ciò che ho sofferto, degli abusi contro di me, della calcolata astuzia di un potente avvocato di Los Angeles che è, in realtà, una narcisista borderline.

Presumo che altri uomini abbiano sofferto prima e soffriranno in futuro, chiedendosi cos’è reale?

Ho schivato la pallottola di quasi sposare un narcisista borderline. Sono scappato dalla donna che amavo. È una ferita che mi porterò addosso per sempre, dolorosamente. Ma la vera sociopatica si rivela sempre, alla fine dei conti.

In questo senso so di aver vinto.

Non sono io a vedermi orribile quando mi guardo allo specchio.

Non sono la persona condannata a vivere così per sempre.

È la fine di una “storia d’amore hollywoodiana”. A quanto pare.

111 pensieri su “Un anno di non-vita con una narcisista patologica/borderline, la testimonianza di un uomo

  1. Commento subito, di getto, da uomo interessato.
    La storia è estrema, e concentrata in un lasso di tempo breve. La mia esperienza è molto più lunga, e molto più “diluita” nella prima fase, quella dell’idealizzazione, a parte un primo precedente ciclo di love-bombing/idealizzazione/svalutazione/scarto molto veloce nei primi 3/4 mesi del rapporto, conclusosi con la mia proposta di matrimonio, ovvero esattamente quello che lei cercava in quel momento (a scriverlo così adesso mi vengono i brividi).
    Poi 15 anni di apparente sola idealizzazione; oggi so che non è stato proprio così e che dietro e oltre quell’idealizzazione c’era ben altro, ben camuffato dalla manipolazione, ma diciamo che apparentemente era quello.
    Ma la fase della feroce e improvvisa svalutazione, dell’esplosione dell’ira, delle follie più assurde, delle perversioni e degli abusi e del tentativo della mia distruzione psichica e non solo, è stata molto veloce e molto simile a quanto letto, nonostante sia finita meno tragicamente, probabilmente solo per la mia resilienza.
    E adesso è rientrata; sapete che ci sono ancora dentro; ma non è che lei sia rinsavita, si sia mai pentita, sia cambiata; ha solo messo l’ennesima maschera, e ha deciso che le sta bene continuare a stare con me. Sa che per farlo non si può più permettere certi eccessi, e quindi fa la contrita e, chiaramente, la vittima dell’uomo che nel frattempo è diventato aggressivo (e ci mancherebbe, ognuno ha diritto a difendere la propria integrità e a volta la propria vita fisica).
    La componente di fortissima capacità seduttiva sessuale credo sia una peculiarità delle np al femminile; il sesso usato a piacimento, o negato per punizione; tipico!
    Insomma, un articolo illuminante, anche se, come detto prima, estremo nell’intensità degli accadimenti. Invece a volte sono proprio le piccole cose, messe tutte insieme, subdolamente coperte, che fanno più danni.
    Ciao a tutti!

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    1. Caro Gianni, più lungo è il tempo di esposizione, più la mente si adatta per sopravvivere. Per quanto riguarda il sesso e l’uso strumentale della prole devo dire che le narcisiste patologiche riescono ad essere terribilmente spietate. I figli di donne con questo disturbo si portano i segni addosso alla lunga. È uno di quei casi che senza una lunga terapia che ripristini o crei dal nulla l’autostima difficilmente se ne esce dalla condizione di soggezione psicologica.

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  2. Cara Claudileia, per quanto riguarda il sesso nessun dubbio.
    Per quanto riguarda la prole nel mio caso ancora, per fortuna, non vedo tutti questi grandi danni sui miei ragazzi. Forse l’esplosione tardiva dei suoi tratti più patologicamente narcisistici li ha preservati, anche perchè un suo mantra è sempre stata l’indipendenza di pensiero, che lei spinge all’estremo interpretandola come anarchia relazionale, ma di cui i nostri figli hanno probabilmente assorbito anche una parte positiva, per cui adesso, ormai grandi, hanno una loro capacità di analisi e la loro indipendenza; certe critiche rivolte alla mamma in questi ultimi anni lo dimostrano (poi lei non le sa cogliere, ma questo è un altro problema). Certo nel momento della rottura ci sarà da vigilare per bene che per difendersi e per portare acqua al suo malsano mulino non tenti di influenzare in maniera più aperta i ragazzi. Per adesso l’unico aspetto che vedo è legato alla grande, che ogni tanto ha qualche atteggiamento simile alla mamma, anche se potrebbe tranquillamente rientrare in una fase di crescita adolescenziale; diciamo che in casi normali sarebbe sicuramente catalogato come tale; vista la situazione è necessario stare molto attenti, e lo farò.
    E forse, lasciamelo dire senza falsa modestia, un po’ ci ho messo anche del mio, con qualche esempio, spero, sufficientemente positivo.
    Ciao e buona giornata.

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  3. Mi sono preso la libertà di condividerlo con tutti gli amici che possono essere interessati. Per lo svolgimento narrativo, è magari più scorrevole degli articoli più tecnici per noi esperti (ormai lo siamo, vero?). Manca solo l’hoovering. Mi pare strano… Grazie ancora, come sempre.

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  4. Solo chi ha avuto una relazione con una border narcisista può veramente capire .
    Capire come si sta ,ad un certo punto ,li, sul piedistallo ed essere sempre all’altezza ,anzi a quella altezza , con la paura di cadere giù. Ti dicono ,mollala . Eh, si fosse facile.
    Non è nemmeno questione di sesso e che ti avvelenano e ad un certo punto non ti puoi più muovere.
    Come da prassi , finita l’estate lei è tornata a fare cucù. Sapete i famosi segnali di fumo ,ma di quelli con il botto . E per cosa questo ritorno? Per farmi sapere che sta bene che sono una m…da (dopo 5 anni eh) , che adesso è stanca di dare peso a quelli come me e che ha di meglio….. Eppure il meglio l’aveva trovato ,e pure lui era m..da. Strano no?
    Mia reazione? Nessuna!!!
    Non avere mai nessuna reazione a certe cose. Può fare la vittima con chi non la conosce veramente.
    Non mi fa strano che questo post di Cla non abbia commenti di donne. Qui stranamente nonsi vedono come vittime e questo mi lascia pensare che poi tutte ste vittime di narcisisti Uomini siano false .
    Grazie Cla, sei una delle pochissime che abbia sempre dato voce al punto di vista maschile , questo ti onora .

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    1. Caro Yuri ti darò una notizia ovvero che se nessun essere umano femmina ha commentato questo post è forse perché viva Iddio -come dici tu – noi femmine, che pure lo abbiamo letto, abbiamo ritenuto di non commentare perché l’identificazione con il testo è normale scatti più prepotente presso gli esseri umani maschi, e di conseguenza lasciare spazio a voi. Il punto di vista maschile è utile a tutti/e, e Claudelia fa benissimo, come dici, a mostrarlo.
      MA la tua insinuazione – che noi animali femmine (cit. dal titolo di un libro di recente uscita dell’autrice Emanuela Canepa, che consiglio vivamente) saremmo false vittime di “tutti ‘sti narcisi Uomini” – grida vendetta, innanzitutto perché guardando alle statistiche tutti i reati quest’estate sono dati in calo TRANNE quelli contro le donne. Non che ogni stupro o femminicidio o molestia denunciata (che tutte sappiamo essere solo la punta dell’iceberg) sia frutto di uomini narcisisti perversi o psicopatici, ma una parte sì. E in ogni caso le statistiche specifiche sulle personalità psicopatiche danno in netto “vantaggio”
      numerico i maschietti. Pertanto, senza voler sminuire l’esperienza di chi ha avuto una madre (io, per dirne una), una compagna, una collega o una figlia disturbata, la tua insinuazione per come la leggo io, è segno che sei tanto obnubilato dalla tua esperienza che non riesci a vedere il frame più ampio e complesso.
      Bella roba da leggere proprio qui: un uomo che pur essendo vittima (a tuo dire) si permette di etichettare come false vittime donne che, a differenza tua evidentemente, non odiano gli uomini come crassa generalizzazione. Voi uomini che odiate le donne invece, continuate a leggere Stieg Larsson (ma solo il titolo per carità), e seminare odio di genere.
      Che schifo.
      Non scusatemi per lo sfogo.

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    2. Caro Juri, la tua conclusione mi sembra un po’ generalista e forse affrettata. Certo lo stereotipo è quello del maschio cattivo e della donna sempre vittima c’è, ma è appunto solo uno stereotipo. Esiste eccome la vittima uomo, ma sicuramente esiste anche la vittima donna.
      Io ho ricevuto un sacco di solidarietà, comprensione e aiuto da donne su questo blog. Può darsi ci sia qualche finta vittima, ma questo potrebbe essere anche tra gli uomini.
      Devo dire che in questo senso mi è capitato di leggere qualche risposta di Claudileia molto secca, quando ha avuto l’impressione di avere a che fare con false vittime o con qualche furbetto, e questo credo valga sia per uomini che per donne.
      Quindi tutto il rispetto per la tua storia e il tuo dolore, tu cerca di averne altrettanto per gli altri, anche col beneficio del dubbio che magari in qualche caso non sia del tutto vero.
      Ciao. Non arrabbiarti e non farti il sangue amaro per nulla!

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  5. Cari amici, Rispetto? Che fate Bullizzate?
    Lucia Bennet ., infatti tu mi dai ragione , commenti in quanto donna ,perchè presa in causa e vale lo stesso per Device. Caspita gli articoli di Cla dove la vittima è una donna, sono pieni di commenti ,stranamente dove è l’uomo pochi o zero .
    Certo che se tu Lucia ti senti chiamata in causa come falsa vittima, dovresti rifletterci sopra. E a quanto pare da quello che ho letto nel tuo commento , la poco rispettosa sei proprio tu e anche quella insunua sospetti. Ti cito :”Voi uomini che odiate le donne invece, continuate a leggere Stieg Larsson (ma solo il titolo per carità), e seminare odio di genere. ” Con questa affermazione ti potrei denunciare per calunnia. Fortuna tua che usiamo profili fittizzi. Ma come ti permetti di scrivere una cosa del genere? Ho pietà per te .

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  6. L’ultima cosa che voglio in uno dei pochi articoli che parlano di donne narcisiste patologiche e per di più con tratti borderline è creare polemica tra voi utenti. Sicuramente non è questa la sede adatta. Tra persone ferite a volte può succedere di generalizzare tutto. Sono le riminiscenze del trauma a generare pregiudizi e rabbia diffusa. Personalmente credo sia deleterio invocare la guerra tra i sessi quando abbiamo tanto da imparare gli uni dagli altri. Mi piacerebbe molto che a prendersi a sassate fossero i narcisisti patologici tra di loro. Mi rendo conto, però, che quanto più fragili e vulnerabili ci sentiamo più tendiamo a scontrarci. Cara Lucia, caro Yuri, cerchiamo di non scontrarci cercando di capire “il genere peggiore” perché si tratta di una discussione non attinente all’articolo e molto controproducente, soprattutto QUI. Abbracci a voi.

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    1. Sono d’accordo solo chi ha avuto un rapporto intimo con un narcisista border può capire l’orrore..io non lo auguro nemmeno al mio peggior nemico..ogni uno ha le sue fragilità ma definirli disumani è un complimento credetemi..vittima?Sì di uno psicopatico che va a prostitute e dopo 10 anni di finzione fiabesca ti dice che non ti ha mai amato e ti ha tradito dicendoti in faccia che te lo sei meritato..diffamandoti con amici e parenti..la vita è altro molto altro..credetemi!In bocca al lupo!♥️

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      1. Cara Vale, pensa che quando scappai in Italia tutti i miei parenti sono stati informati che l’avevo fatto perché avevo conosciuto a distanza ‘un tipo’. Solo mio padre e due sorelle non ci cascarono, perché buona parte del parentato credeva alla figura dell’uomo onesto, lavoratore… un po’ burbero ma che non faceva mancare niente all’ingrata qua! Non sapevano nulla della mia vita perché ci eravamo trasferiti a oltre mille chilometri di distanza da Rio Brilhante, mio Paese natale, in cui ci siamo conosciuti. Se non fosse la prof. a credermi e aiutarmi non sarei qui per raccontare tutto. Fortunatamente la situazione sta cambiando nella mia famiglia origine grazie alle nuove generazioni. La mia sorella minore (22 anni) è alla Facoltà di Psicologia e ho una nipote che si sta laureando in Giurisprudenza. Entrambi molto combattive. Ho fiducia che riescano dall’interno a cambiare un po’ la mentalità dei/delle più ottusi/e che interpretano come normali dinamiche di coppia ciò che è violenza psicologica dura e pura. Un abbraccio grande a te e buona serata!

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  7. Io dico la mia…Yuri questo articolo è di pochi giorni fa magari persone come me l’hanno letto oggi che hanno avuto un po’ di tempo libero per farlo. Bisogna avere pazienza siamo in tanti a seguire questo sito ma alcuni arriveranno anche tra mesi a leggerlo.
    Altri stanno scrivendo su altri articoli perché hanno bisogno di conforto e sono mesi che scrivono sugli stessi post perché hanno iniziato la e le stesse persone che in qsti mesi le hanno aiutate lo stanno ancora facendo quotidianamente.

    Io non vedo moltissima differenza tra le parti onestamente. Penso sia una categoria di pazzi a prescindere dal sesso. Se a essere colpiti è una donna o un uomo poco cambia perché certe dinamiche di sofferenza le vedo identiche purtroppo. La parte finale descrive esattamente ciò che potrei descrivere io in qsto momento su come ci si sente.
    È una riconferma per me dello schifo e del dolore che ci accomuna tutti quanti. Ecco perché in altri post dove tu non sei intervenuto non hai colto questi dettagli perché a me pare che siamo tutti nella stessa barca a leccarci ferite più o meno simili.

    Cara Claulelia a me questo scritto mi fa riflettere molto su ciò che viene dopo perché davvero non capisco perché dopo mesi e mesi e mesi siamo ancora intrappolati in qsto dolore? Ma come si fa a stare meglio? Io sono distrutta oggi poi più che mai perché non ho più voglia di sta sofferenza ho la testa a pezzi. Sono nel limbo del nulla da mesi. Ho fatto davvero sforzi enormi per trovare pace ma niente di qllo che faccio ha sapore. La vita che ho fatto in qsti anni mi ha annientata e non è stata una passeggiata di salute quindi ora dovrei essere positiva e ridere e stare meglio ma niente di ciò che faccio mi da benessere emotivo e non capisco qual è la chiave di svolta? Mi sto massacrando la testa di pensieri perché non reggo un anno così nemmeno altri mesi! Ti prego dammi una parola di speranza (e sono in terapia da un anno ma vedo davvero tanto esborso economico che tra un po’ dovrò chiudere per causa di forza maggiore avendo dato a sto bastardo ttti i miei soldi…e pochi risultati sinceramente).
    Grazie di cuore

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    1. Cara Eris, il punto è che spesso abbiamo con loro la pazienza che non abbiamo con noi stesse. Quando finirà? Varia da persona a persona, perché non siamo identiche nella capacità di ricupero. I danni fatti da queste persone ci hanno colpite su TUTTI i front. Tuttavia, il front più duro da combattere è quello concernente alla fiducia in noi stesse e negli altri. Per quanto mi riguarda il click è scattato in un giorno qualunque, dopo oltre sette anni di presa in giro. Mi ricordo il luogo in cui stavo: in ospedale, per una visita di controllo alla mia piccola e la voce fredda di suo padre che mi congedava con le seguenti parole: “Ok, ok, non posso stare a telefono perché devo passare a prendere un amica che sto aiutando…”. Ecco, prima di questa frase liberatoria, il tipo aveva combinato l’ira di Dio con me. Le mie corna erano grattacieli alti così, insomma… La mente umana è un mistero! Ora, vuol sapere il dopo? Il dopo è stato per me una serie di “malattie misteriose” che andavano dalla ptiriasi ai mal di testa lancinanti. Non sono una persona che si deprime, ma il mio povero corpo ha sofferto per DUE ANNI CIRCA. Il contatto zero è stato fondamentale per me. Quando stavo malissimo andavo in un vivaio o in un giardino pubblico molto fiorito e respiravo. Le piante mi hanno salvato. La bellezza scoperta nei viaggi e nelle mostre hanno fatto il resto. Se vuoi accelerare il processo di guarigione bombardati di vera bellezza. Quando parto, spesso visito gli orti botanici di un posto. Per me sono la visione del paradiso. Anche questa è terapia. Dopodiché sii paziente con te come sei stata con lo pseudo. Se a lui hai concesso tanti anni di un amore che andava oltre la tua stessa vita e la tua logica, perché avere fretta con te stessa?

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      1. Grazie Claulelia sei un angelo.
        Quello che mi spaventa di più è il vuoto che sento dentro qualsiasi cosa faccio. Ho voglia di eliminare questi sentimenti che provavo (io) definitivamente.
        Tra ieri e oggi emicrania all’ennesima potenza…mi ritrovo in quello che scrivi. Grazie per l’aiuto
        Un abbraccio forte

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      2. Cara Eris, il vuoto è roba loro. Trasferiscono alle loro prede tutto ciò che in loro è riprovevole. Hanno l’abilità innata di inquinare la mente altrui con tutto ciò di cui si “vergognano.” La vergogna è nell’inconscio: vendono ogni vizio come una virtù a chiunque si fermi 5 minuti per ascoltare la loro propaganda. Ti faccio un esempio molto comune. Supponiamo che “A” sia un narcisista perverso ossessionato da film porno violenti e che B, la sua preda, non ne voglia sentir parlare. Bene, dopo anni di massacro psicologico in cui B viene svalutata e accusata di essere una “mezza donna che non sa soddisfare il suo uomo”, anni in cui B resiste e combatte per i suoi principi, un bel giorno scatta il “click” e decide finalmente di abbandonare A dopo l’ennesimo tradimento. Fine della storia? Sappiamo che non è così, perché B, piangendo disperata andrà a guardarsi tutti i film porno violenti per cercare di capire PERCHÉ e guarderà tutte le donne che passeranno per strada con uno sguardo intenso, valutandosi e credendosi meno degna. Di chi era l’ossessione? Chi distribuiva sguardi molesti in giro? Ecco, perché un n.p. ha bisogno di tante prede? Perché ha tante maschere da indossare e quasi sempre una miriadi di vizi, paure, ossessioni e manie da trasferire agli altri. Dopodiché, vogliono un esercito di ammiratori di entrambi i sessi perfettamente telecomandato e una massa indistinta che faccia da pubblico per i loro monologhi confusionari. Il vuoto di una persona depredata è comunque molto diverso dal loro. La preda sa nutrirsi di roba buona, perché sa la differenza tra cibo buono e cibo avariato. Loro, invece, non sanno distinguere alcunché: mangiano quel che trovano e prima o poi beccano qualcosa di molto indigesto…

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      3. Hai ragione Claulelia,su tutto… ci attaccano le loro manie ossessive che poi diventano nostre insicurezze e sono sempre cose legate al sesso guarda caso. Sempre cose che poi prevedono tradimenti triangolazioni o sesso ‘diverso’…
        Sta tutto nel non cadere in qsti tranelli ma ci vuole un’autostima enorme e il coraggio di poter anche perdere, che è ciò che mancato a me soprattutto dopo sta storia dove ho dato tutto in modo vergognoso mettendo me sotto terra. Mi sono perdonata da qlche mese spero almeno su sto punto di non tornarci mentalmente più sopra.
        Grazie come sempre

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  8. Suvvia ragazzi! Capisco che possa esserci rabbia, delusione e rancore verso il sesso opposto(primo segnale di manipolazione) dopo le vicende subite e che, vi ricordo, ci hanno condotto a visitare i siti e i forum come questo (i narcisisti non si porrebbero alcun problema, secondo segnale di manipolazione: qua al massimo si potrebbero ritrovare persone con tratti narcisisti i, ma è ben altra roba). L’obiettivo è quello di aiutarci a comprendere le dinamiche e a superare il trauma che stiamo vivendo, uomini e donne assieme! Ricordo solamente che l’abuso di donne verso uomini, come gran parte della letteratura ormai riconosce, fa parte di quel sommerso che costringe gli uomini a non denunciare gli abuso per profondo senso di vergogna in ossequio allo stereotipo del maschio forte e virile.
    Ciò posto, dopo aver evitato le emozioni scomode (terzo segnale di manipolazione/codipendenza (-; ) vi racconto la mia recentissima esperienza ponendo alla fine una domanda ben specifica.
    Dopo 13 mesi dalla fine della relazione con la mia ex (claudileia, ricordi il mio commento sull’articolo della dissonanza cognitiva?), ho deciso di fare qualcosa per me e la mia vita.
    Ho cambiato città, una grande città, e per la prima volta mi sono ritrovato a fare i conti con me stesso, la mia autonomia e i miei bisogni.
    Nonostante qualche defezione relativa all’assenza di amici nelle prime due settimane, sono riuscito ad affrontare la situazione imponendomi di condurre la mia esistenza secondo le mie regole. Ho anche acquistato un bonsai, assurgendolo a simbolo della mia crescita personale, tenendolo ben in cura, e ho deciso di viaggiare, essendo la mia città punto nodale per gli spostamenti verso altri luoghi.
    Adesso sono due mesi che mi ritrovo qua, ho degli amici (seppur pochi, ma credo sia normale) ed ho anche deciso di provare ad instaurare una nuova relazione.
    Il destino, gli eventi o chissà che cosa, mi hanno fatto conoscere una ragazza del luogo. Anzi, è stata proprio lei a volermi conoscere, a suo dire, perché ha visto una mia foto sorridente su internet. Insiste IMMEDIATAMENTE per sentirci al telefono, insistendo ai miei rifiuti perché preferivo essere graduale… Accetto comunque. Dalle sue telefonate, intuivo già qualcosa che non andava…. La comunicazione era incentrata su di lei e non appena provavo a descrivermi era come se non fossi ascoltato e come se a lei poco importasse…. Dirò, “vabbè è il suo modo di fare, anzi è cazzuta”. Altra particolarità: per due giorni, viene a trovarmi mia sorella e la mia attenzione primaria, come credo è giusto che sia, si sposta su di lei. La reazione della ragazza pare esagerata… Era quasi delusa dal fatto che le chiamate avvenissero meno frequentemente e durassero di meno…
    Ok, mia sorella va via e stavolta decidiamo per vederci. Finiamo per baciarci e il giorno dopo facciamo l’amore…appena finito, la invito a rimanere a casa. La sua risposta mi lascia ulteriormente attonito. Mi chiede infatti un doppione di casa sua. La sua reazione al mio rifiuto, giustificata dal fatto che ancora è troppo presto e non posso ancora fidarmi al 100%, scatena una grossa delusione in lei sfociata in accuse di mancanza di rispetto da parte mia. Il giorno dopo, mi chiede se fossi stato a lavoro. Alla mia risposta affermativa, chiedo spiegazioni e mi risponde, urlando, che un suo amico mi avrebbe visto assieme ad un’altra ragazza vicino al luogo in cui lavoro… Da là, la mia sfuriata sul fatto che volessi sapere chi e come si è permessa unapersona sconosciuta a seguirmi e ad affermare il falso su di me. Ancora, accuse di incomprensione e di mancanza di fiducia in me anche perché mi sono permesso ad affermare che dopo un anno di sacrifici non avrei facilmente rinunciato alle mie amicizie, anche femminili, per vivere una relazione fusionale con la mia compagna.
    Da allora, cambio di atteggiamento da parte sua, dalle pretese di tenerle la borsa perché dovevo capire che lei avesse mal di schiena (maleducato) alle insinuazioni sulla mia mascolinità perché mi sono messo a cantare una canzone anni 90. Dalle accuse di avere l’occhio vispo qualora usciti, a quelle riguardanti il controllo del mio cellulare in sua assenza quando andavo in bagno. Ogni volta che le parlavo istigava alla lite, scemo io per non essere stato assertivo , fino ad arrivare al completo disinteressamento a me durante una serata nella quale sono stato ancora accusato per avere detto ad un mio amico di volere fare un giro con lui. Tutto questo dopo avere passato una settimana a dormire solo 3 ore a notte per accompagnarla a casa, stante la sua lontananza da casa mia e la mia sveglia la. Mattina presto per andare a lavorare. Comprese cene e aperitivi offerti. Accusato di cafoneria, ho alzato la voce ricordandole che una persona conosciuta da sole due settimane non può permettersi di giudicare e criticare ciò che non vede! Adesso sono stato “punito” con il silenzio fino a quando non deciderò di comportarmi bene in maniera tale da farla riavvicinare. Seppur vero che la mia reazione alle sue provocazioni non mi è piaciuta molto (ho urlato a squarciagola non dandole a volte la possibilità di rispondere), mi sono detto BRAVO per avere individuato (quasi) subito la situazione e per mandarla a fanculo non appena mi ricontatterà…. Rimane il mio dispiacere perché pensavo di avere fatto passi da gigante e invece ho rivisto le solite dinamiche avute in passato… E qua ricollego la mia domanda: é possibile incappare nuovamente in una relazione manipolatoria dopo averne subita una? Anche perché mi sono creato il dubbio che a questo punto sia io la causa dei problemi degli altri… Insomma, una volta ci sta, due volte qualche dubbio vero su di me narcisista me lo pongo…. Scusate se sono stato eccessivamente prolisso, spero che mi leggiate! Un bacio a tutti!

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    1. Ciao Alfredo, complimenti per quanto hai fatto per la tua vita. Sì è normale trovarne altri a me è capitato solo che qsta volta sei stato davvero molto fortunato perché è pazza da legare e hai riconosciuto subito i segnali. A me è capitato il contrario rispetto a te perché io in passato, ti parlo di 30 anni fa, ho avuto la tua vita ribaltata cioè prima il pazzo (che ho lasciato senza mai voltarmi indietro anzi sono scappata) e poi il np subdolo che non ho saputo riconoscere in quando persona gentile a modo e che non fa scenate di gelosia del genere…
      mi dispiace che non sia andata bene ma forse è un segnale che ti aiuta ad avere ancora più determinazione a dire basta con sti pazzi non se ne può più!
      Ti prendi un po’ la rivincita sulla tua vita così facendo. Vedrai che arriverà perché il tuo atteggiamento verso la vita ora è aperto con occhi altrettanto aperti.
      Un abbraccio

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  9. Ciao Eris e grazie per la risposta che mi hai dato.. Una piccola precisazione, le chiavi che mi aveva chiesto erano quelle di casa mia, non sua…
    Per quanto ci riguarda, anche la mia ex storica era molto subdola e non poneva in essere alcuna scenata di gelosia, anzi, ero io che mi “sbracciavo” davanti ai suoi palesi flirt in mia presenza (specialmente nei confronti di una persona)… Beh che dire, io ci spero ancora, anche se poco fa ho avuto una piccola crisi di pianto non mollo la mia barca! Spero che anche tu lo possa fare, se già non lo hai fatto, dato che mi parli di esperienze avute 30 anni fa! Forza! Ci siamo tutti noi pronti ad aiutarci!

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    1. No Alfre la mia prima esperienza col pazzo tipo la tua ultima risale a 20 anni fa (mi sono accorta dopo dell’errore!). Ci ho messo pochi mesi a capire e scappare e nessun pentimento mai!!! Non l’ho mai più visto ne’ sentito anche perché non esisteva sta maledetta tecnologia! Poi leggendo la risposta di Claulelia mi rendo conto che anche il mio ex fidanzato da cui è nato nostro figlio (durata 12 anni) era un narcisista ma con tratti più umani. L’ultima storia col np quasi 5 anni ed è stata quella che mi ha portata qui e che mi ha lacerata per la cattiveria e le umiliazioni senza fine. Idem come te ero io la gelosa per ttti i tradimenti subiti e scoperti praticamente tutti…venivo punita continuamente. Ora sono nel limbo nel nulla mentale e faccio di tutto per riempire il vuoto ma ancora so di non essermi ripresa. Sono un po’ di passi indietro rispetto a te ma se potessi scapperei anche io dalla mia attuale realtà solo che non posso essendo mamma a tempo strapieno e sola col bimbo.
      Ciò che condanno a qsta persona è stata la cattiveria abusata su di me sapendo che dovevo essere un pilastro per il mio bambino già pesantemente traumatizzato per la separazione dal padre. Queste cose lui le sapeva ma non ha voluto rinunciare a niente per se stesso continuando finché, nel giro di mezza giornata è passato da amore a sparizione totale! Io avrei gradito due parole di addio, non l’avrei mai trattenuto perché io non voglio una persona che non vuole stare con me! Gliel’ho detto tante di qlle volte ma continuava a darmi bastone e carota e non ne uscivo mai…almeno questa enorme legnata sui denti mi ha aiutata a capire e vedere finalmente la psicopatia.
      Per poi ora tornare continuamente a cercare di farmi ricadere ma ormai ho la lucidità quindi non vedo più futuro e non credo più a niente. Gliel’ho detto e amen…vediamo se l’ha capito che non c’è più niente da fare per recuperare. Vorrei bloccarlo e l’ho fatto ma abita qui dietro quindi è impossibile non incontrarlo casualmente ovunque e qsto mi comporta ancora maggiore fatica perché mi tocca smaltire il tutto senza possibilità di dimenticare la sua faccia. Ogni volta che lo vedo sto male dentro e anche bloccando scrive con mail diverse quindi sono costretta ad avere il doppio della forza e sono stremata credimi.
      Tanto il nulla è stato con mia enorme tristezza e il nulla sarà sempre quindi facciamoci forza tutti…gli articoli e le nostre testimonianze direi sono sufficienti a tenerci con la guardia alzata

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  10. Comunque per risponderti evidentemente abbiamo un lanternino con la differenza che ora non ho più paura di chiedere e pretendere qualcosa di giusto e leale. Tutto qllo che abbiamo passato forse serve a trovare il carattere giusto per imparare a non mettere più noi dietro a loro. E se il prezzo da pagare è perdere una persona beh, se devo perdere uomini del genere allora ben venga vista la fine che poi si fa. Meglio prima che dopo!
    Comunque una che dopo una settimana vuole le tue Chiavi di casa, ti spia il telefono e ti fa seguire/controllare è malata forte e andando avanti c’è solo da uscire di testa quindi bravo mandala a f…. tutelati e tienila lontana. Ti ha aiutato a ritrovare un po’ di sesso e di autostima sicuramente…guarda il lato positivo e ridici su…togliamoci sta calamita di dosso altrimenti niente di qllo che abbiamo vissuto sarà servito a niente!
    Basta pazzi 😂

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  11. Ciao Eris! Mi hai fatto ridere con l’ultimo tuo commento!
    Ora non so il perché non provi a trasferirti, ed evidentemente se non palesi per scritto la volontà dovrebbe significare che per te è impossibile…
    Ma per le mail… Ti consiglierei vivamente di cambiare la Tua mail anziché bloccare di volta in volta i nuovi indirizzi….
    E ti consiglio di tenere traccia di ogni singolo messaggio di posta elettronica: doppia copia in formato elettronico e cartaceo.
    Dopodiché, se la situazione è insostenibile, presenta una denuncia alle autorità, facendo presente l’insostenibilità delle condotte che subisci. In tal senso, il delitto di violenza privata e di atti persecutori potrebbero intervenire in tuo favore…

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    1. Grazie Alfre dei consigli ma non sto subendo stalkeraggio
      Per ora è decisamente tutto tranquillo. È matto ma non a livelli di violenza quindi non c’è bisogno di fare nulla.
      La mia mail è collegata a tutto quello che ho e il mio numero idem. Essendo un commerciale io non lo cambio e per lui non faccio tutto sto trambusto. Tanto guarda ormai la testa ha fatto il suo percorso è solo questione di tenere la forza stringere i denti e andare avanti. Se ci sono sempre riuscita ce la farò anche ora e qsta è la forza che cerco dentro di me ogni giorno. Le motivazioni le ho e i fatti parlano da soli. Io non riesco a perdonare e qsto ora mi aiuta a tenere la mia posizione…il rancore mi ha aiutata nella mia vita, molto più avanti lascerò andare pure quello ma ora me lo tengo stretto!
      So che ttti dicono di perdonare e lasciare andare ma se lo faccio scatta il buonismo penoso e non voglio tornare qlla che ero.
      La tristezza che ho dentro è data dalla consapevolezza che è finita e che non si torna indietro. Sono in lutto a ttti gli effetti ora…tempo al tempo! Passerà perché non può durare in eterno nemmeno sta sensazione….

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  12. Cara Eris, perdonare si perdona tutto, fa stare meglio chi lo fa. Dimenticare no, e per questo spesso serve mantenere un certo livello di sana rabbia! Fare esperienza di quello che ti è successo per evitare che ricapiti di nuovo. Se dall’altra parte qualcuno capisce di aver sbagliato e si pente dell’errore, allora al perdono si può aggiungere l’oblio di quanto successo. Ma con i nostri np sappiamo che la cosa è impossibile; loro non sbagliano mai ed eventuali ammissioni di colpa sono sempre superficiali e strumentali. Quindi tenere duro e non ricascarci.
    Per quanto riguarda la nuova “fiamma” (nel senso di persona bruciata!!!) di Alfredo, credo che i fatti descritti parlino da soli; stai lontano da una pazza del genere, magari non è nemmeno una np, ma non vale proprio la pena stare lì a cercare di capirlo.
    Io ho commesso a suo tempo l’errore di accettare da subito un rapporto molto stretto e confidenziale (soprattutto confidenziale da parte mia, tipico), mentre aver avuto la forza di attendere maggiore stabilità del rapporto prima di impegnarmi per i successivi 20 anni probabilmente mi avrebbe preservato da tante incomprensioni e sofferenze. Non dico che avrei fatto meglio a non sposarla perchè da quel matrimonio sono nati due meravigliosi ragazzi; e per l’amore e il rispetto che nutro per loro non posso dirlo.
    Ciao a tutti anche oggi.

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  13. Ciao Gianni, so che il perdono, a noi stessi in primis, è la migliore arma verso il nostro benessere. Ma quel perdono verso l’altra persona è difficile e sai perché? Poniamo il caso che tu veda la tua ex e che, nello stato mentale del perdono, tu la saluti ed anzi le chiedi addirittura come sta.
    Il meccanismo che subentra in loro non è quello del “rispetto questa persona, so che ci è stata male ed apprezzo il suo percorso” ma quello più subdolo del “anche questo mi ha perdonato, allora ha capito che io ho agito bene e che posso continuare a comportarmi come ho sempre fatto”.
    Ti assicuro che conosco come la pensa la mia ex e posso anche affermare che il primo tipo di pensiero è quello che va Affermando in giro, il secondo è il suo pensiero reale camuffato tramite attacchi indiretti sui social network… E sinceramente, piuttosto che darla vinta preferisco mantenere un sguardo freddo non appena la vedo, un leggero saluto, orgoglioso di essere l’unico suo ex a non averle augurato “buona vita”….dopo mi piangerà il cuore, ma almeno non do soddisfazioni…
    Per Eris, sono contento che tu ti senta al sicuro!

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  14. Caro Alfredo, un conto è il perdono, che è un atto “interno”, un conto è il comportamento, ovvero la necessità di autotutela. Io ancora non ho una ex, vivo ancora con mia moglie anche se sto cercando forza e occasione di andarmene; e proprio per questo ho preso negli ultimi mesi, a volte imponendomelo, una notevole distanza sia emotiva che fisica; questo perchè troppe volte sono tornato, nei momenti meno tesi, ad essere affettuoso e vicino nonostante tutto quello che mi ha fatto passare, proprio perchè tutto sommato alla fine così cattivi noi non siamo; e svariate volte lei ha interpretato la cosa come un “ok tutto a posto, riprendiamo da dove abbiamo lasciato, ovvero io posso liberamente continuare a fare il bello e cattivo tempo, tanto tu alla fine torni sempre”.
    Spezzato questo meccanismo perverso legato al nostro buonismo e alla nostra dipendenza, prendere distanze e autotutelarsi diventa più facile; questo non vuol dire che non si possa perdonare lo stesso.
    Tra l’altro questo mi espone al rischio di essere fatto passare per quello cattivo che adesso la tratta male, rischio presente soprattutto verso le sue amiche e conoscenti; e ha abbastanza certezza che questo stia accadendo.
    Ma è un rischio che corro volentieri, anzi non me ne frega niente.
    Ciao.

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  15. Gianni, puoi spiegarmi perché cerchi l’occasione per andartene? È una risposta che mi piacerebbe molto conoscere… Non credo sia necessario, se per “occasione” tu voglia intendere un momento dove lei commetta un errore, così da uscirtene semi giustificato…
    Ah e per quanto riguarda la valutazione da parte di soggetti esterni, preparati! Duro come una roccia, perché avrai terra bruciata attorno! Almeno capirai chi ti sarà veramente vicino! In bocca al lupo!

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  16. Caro Alfredo, intendo un’occasione materiale, o meglio la possibilità materiale; devo andarmene io, lei vuole che io resti, seppure alle sue condizioni demenziali, ma la scelta non è facilmente realizzabile in questo momento per questioni economiche. Abbiamo due figli grandi, ovvero spese, prossime università ecc, un mutuo; io ho un secondo lavoretto che non è necessariamente eterno e ancora non so se durerà. In più sicuramente c’è ancora una difficoltà “emotiva”, ovvero la mia vera e propria dipendenza, su cui sto lavorando col mio terapeuta.
    Insomma se non ci fossero figli e problemi economici probabilmente sarei già andato. Che poi questo possa essere non dico un’alibi, ma almeno un freno è indubbio. Per questo dico che ci sto ancora lavorando.
    Sulla terra bruciata immagino sarà così; la mia sola preoccupazione riguarda in questo caso i figli; sono grandi e ragionevolmente maturi, ma lei è sempre la mamma, con cui tra l’altro trascorrono da sempre la maggior parte del tempo per miei impegni di lavoro. Quindi se verrò fatto passare per il responsabile degli inevitabili sacrifici che una separazione può comportare, il rischio di un loro allontanamento è concreto; cosa che voglio assolutamente evitare.
    Insomma l’occasione è un insieme di fattori, non da ultimo terminare il mio lavoro di distacco emotivo reso difficile da una dipendenza di cui sono ormai pienamente consapevole, ma che ancora in parte c’è.

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  17. Non avrei mai immaginato di scrivere qui. Ma scrivere è terapeutico ed evidentemente lo trovo utile. Vi racconterò la mia storia. Premetto che sono single (ormai) con un ottima posizione sociale concquistata da solo, senza raccomandazioni o favori, realizzandomi in pieno, ho una discreta cultura, non ho mai fatto uso della violenza (la aborrisco), ho avuto un ottimo rapporto con i miei, rispetto la Donna come essere che ritengo meravigliosa. Tuttavia tutto questo non è stato sufficiente. Non lo è stato per la mia Lei narcisista che ho incontrato 4 anni fa. Avvocato e professoressa universitaria. Ma ciò non conta. Dalle letture fatte e dalla mia esperienza premetto che nessuna differenza corre tra un od una narcisista. I meccanismi sono identici. I tratti comuni sono identici. Posso solo preannunnciarvi che la donna è pronta a sostituirvi se non la soddisfate. L’uomo narcisista è pronto a sostituirvi anche se lo soddisfate. Sembrerebbe più facile gestire una donna narcisista, mi direte…. No. La soddisfazione che chiede una donna narcisista deve essere immediata ed a comando, poichè, come l’uomo narcisista, ha moltissime risorse pronte a sostituirvi. Immediatamente. Senza tanti se. Senza tanti ma. Riporto i tratti salienti della mia esperienza, fatti e non parole: con la mia Lei avevamo deciso di sposarci. Fissando data e chiesa. Primo errore. Mai decidersi di sposarsi perchè così si risolvono i problemi: attenzione, ora tutti noi diremo …ma è ovvio…la scoperta dell’acqua calda..ed io invece vi dico…ci possiamo cascare tutti…dipende dall’intensità del Love Bombing..e da quanto noi riteniamo unica quella persona. L’errore è dietro l’angolo. Infatti questo è successo: 1) noto durante la prima seduta di chemioterapia di mia madre – alla quale Lei era “amorevolmente” presente – una foto di Lei con un altra persona (il classico selfie con baci, sebbene mimati e scherzosi). La mia ovvia risposta è stata quella di dire “…ma…secondo me…questo ti fa il filo…”. La sua reazione è stata violenta e sconsiderata. Abbandonando l’ospedale, urlando che invece di pensare a mia madre pensavo alla gelosia ed a sciocchezze e che quindi non mi avrebbe mai affidato i suoi futuri figli. Che avrebbe voluto dimenticare il rapporto. Si rifà viva dopo qualche settimana per recuperare il rapporto ed io Le dico…”dobbiamo ancora organizzare il matrimonio nei particolari..dobbiamo fare ancora il corso pre matrimoniale, mia madre non sta bene e dopo quello che è successo vorrei conoscerti meglio, non abbiamo fatto nessuna vacanza insieme, ritardiamo la data del matrimonio di qualche mese ed assorbiamo quello che è successo”. Nulla da fare. Lei se ne va. Abbandona. Si sposera dopo 4 settimane con la persona del selfie, nella stessa data che avevamo deciso per noi due, e mia madre morirà 6 giorni dopo il loro matrimonio dopo una convalescenza di un mese. Lei verra al funerale senza dirmi nulla e dicendomi che la fede al dito è della nonna, e che lo indossa per evitare le “avances” degli altri uomini. Ecco cari amici, questo per me è il narcisismo: “Se tu non mi sposi in quella data, mi sposerà un altro”. “Ti sostituisco come e quando mi pare e no ho nessuna remora”. Questo è l’essenza del narcisismo (per me) 2) Il suo matrimonio l’ho scoperto l’anno seguente perchè nel frattempo Lei mi cerca e riprendiamo i rapporti cercando casa da comprare insieme. Lei nasconde il suo stato civile finche non la “sgamo”. Perchè, vedete cari amici, l’uomo che sposa una donna narcisista ovvero, l’incontrario e cioè una donna che sposa un uomo narcisista, è destinato/a a vivere nell’inferno. Un inferno che Iddio solo lo sa. Sono felice di non esserci entrato. Ne sono stato spettatore. E non pagante. Per fortuna. 3) Cado nei successivi Love Bombing e credo alle Sue lusinghe e alle sue spiegazioni in merito all’asserita e presunta “nullità” del matrimonio l’anno seguente, ed intraprendo mio malgrado la “carriera non voluta” di amante, fino a quando mi dice di aspettare un figlio. Sono felice ma preoccupato per i continui alti e bassi. La mia fiducia, peraltro, è compromessa per tutto quanto è successo e non mancano le mie frecciate ed il fatto che riesco a superare tutto quanto è accaduto. Tengo duro fino a quando arriva la violenza. Schiaffi, botte, tirate di capelli..a 100 all’ora mentre guido…con chiusura della chiave della macchina in corsa…La lascio, immediatamente, non mi fa sapere più nulla per 3/4 settimana e come se nulla fosse mi manderà una foto a cena in vacanza fatta ovviamente da chi non si sa (ma è evidente)..e solo dopo mi dirà…ho perso il bambino MA TI PERDONO. Ecco cari amici…questo è il narcisismo. Sai che c’è, cara la Mia Lei ma V…..O

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    1. Ciao Ric sono senza parole
      La tua ultima dedica è l’unica possibile in chiusura di uno scempio del genere.
      Pensa magari l’ha pure abortito spontaneamente il figlio che aspettava e ha cercato di far ricadere la colpa su di te…
      Ma poi da mamma che sono…ma puoi fare una cosa del genere? Per il futuro di tuo figlio!!! Sappiamo che noi compagni o amanti contiamo meno di zero ma davanti ad una creatura che futuro gli dai?
      Sono disturbati hai fatto bene a chiudere anche perché una pazza che alza le mani!!

      Ric mi dispiace immensamente per tua mamma. Ha reso un inferno l’inferno che stavi già vivendo per non correre il rischio di perdere le attenzioni fisiche e mentali da parte tua. Ha fatto in modo tu soffrissi ancora di più per avere la garanzia di tenerti attaccato a lei col pensiero pur di non perdere le tue attenzioni.
      Allucinante spero tu stia meglio.

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    2. Caro Ric, il bisogno di adrenalina, dramma, i colpi di scena, il ricatto spietato (sono incinta… oh, no, l’ho perso!), l’intercambiabilità dei partner, la VOGLIA ASSOLUTA di VENDETTA, il bisogno di essere protagonisti assoluti, anche nei confronti di chi sta morendo, la violenza, l’impulsività, la sregolatezza, il fatalismo, i cambi improvvisi di piani, di umore, di vita, la noncuranza rispetto agli altri e alla propria vita… Ecco, sono molto tipici delle personalità borderline. Indubbiamente la tua ex ha SEMPRE giocato su svariati front. Lei voleva sposare “qualcuno” in quella data e in quella Chiesa. Probabilmente si trattava di una fantasia ideata prima ancora del tuo arrivo nella sua vita. Non so quali sono stati i rapporti precedenti della tua ex, ma potrei scommetterci un occhio della faccia che anche tu appartenessi ai suoi piani di vendetta nei confronti di qualcun’altro. La sua insensibilità totale nei confronti della tua mamma morente denota il quanto era insignificante la persona che aveva accanto. Per lei era soltanto un incidente di percorso nella vita di uno dei suoi ipotetici “futuri mariti”. Molto probabilmente il tuo lutto ha rovinato i suoi piani di sposarsi in quel giorno e in quella Chiesa. Quindi, ha scelto il secondo della lista, al quale aveva già promesso la stessa cosa e con le stesse parole a sposarla proprio là. Terrificante, eppure una borderline ragiona esattamente così: TUTTO IN NOME DELLA VENDETTA. Dubito che fosse incinta. Voleva solo aggiungere dramma al dramma, tenendoti sotto pressione, ricattandoti per continuare a mantenerti nella condizione di amante. Non so quanti anni ha lei, ma se l’orologio biologico corre e lei desidera un figlio, quasi certamente lo farà con uno qualunque (e non necessariamente con il marito, ignaro dell’esistenza del suo girone). La tua povera mamma, come ultimo atto d’amore nei tuoi confronti ha permesso a te di scaricarla definitivamente. Tenendo il tuo cuore occupato con il devastante dolore della sua malattia, ti ha permesso di riflettere sull’opportunità di sposare una donna decisamente squilibrata. Mi dispiace enormemente per la tua perdita, ma afferra con la tua anima il messaggio che ha voluto lasciarti fino all’ultimo la persona che ti ha portato in questo mondo. Non è una coincidenza se si è spenta 6 giorni dopo il matrimonio della tizia. Ho sempre creduto che gli atti finali di una persona che ci ha amato davvero illuminano il nostro futuro e ci proteggono. Le forze dell’universo, colme di amore materno, l’hanno portata ha sposare un altro uomo. Poco importa se hai fatto l’amante per un periodo. Tu, giustamente, hai provato sentimenti profondi nei confronti di questa di donna. E i sentimenti quando sono veri non possono essere accantonati con un colpo di bacchetta magica. Non siamo come loro, i disturbati, per questo non riusciamo a voltare pagina nemmeno con i migliori consigli al mondo. Ci vuole un duro lavoro per ripristinare ciò che eravamo e una buona dose di amor proprio. L’uomo che ha sposato soffrirà l’ira di Dio, ma questo lo sai già. Del resto, cogli il messaggio lasciato dalla tua mamma: a suo figlio non è toccata una simile sorte, di modo che 6 giorni dopo è riuscita ad addormentarsi serenamente. Hai una buona protezione lassù. Non capita a tutti. Un abbraccio forte. Ti siamo tutti vicini. Come ben sai: CONTATTO ZERO A VITA.

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      1. Cara Claulelia ho letto la risposta che hai dato a Ric mi è venuta la pelle d’oca.
        Hai proprio ragione una delle cose che ho imparato in questi anni è che le coincidenze non esistono. Hanno sempre una chiave di lettura impressionante.
        Ric il mio ex np 3 anni fa mi ha recuperata dicendomi che aveva un tumore e che da lì a 9 mesi sarebbe morto.
        Sta tiritera è andata avanti anni perché ovviamente quando si eclissava era perché andava a fare le cure. Quando stava male ed era nero in viso era perché era sotto effetti collaterali delle cure.
        È riuscito secondo me a mentire per anni. Ora la scusa è che non può operarsi perché ha una disfunzione cardiaca quindi morirebbe sotto intervento.
        Non mi pongo nemmeno più domande e manco gli chiedo come sta tanto puzza di menzogna pure questa ormai da parecchio tempo.
        Ecco perché quando l’ho messo in no contact a marzo ho sofferto perché avevo pure i sensi di colpa perché sapevo che era ammalato…poi ho iniziato a fregarmene visto che ho potuto osservare come un povero uomo tanto ammalato riusciva tranquillamente a pucciare a dx e sx senza contraccolpi sul suo così grave stato di salute. Io non ho per fortuna mia avuto casi di tumore del suo tipo in famiglia. Mi ero documentata su internet ma non ho mai trovato risposte concrete sulla mortalità. Ci sono casi reali andati avanti anche 5 anni con quel tumore quindi ne consegue che: o si è studiato a tavolino la scelta del cancro più corretto oppure tra pochi anni morirà davvero di qsto tumore ma…qsto non cambia più il fatto di come si comporta e ormai non mi influenza più mentalmente

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      2. Cara Eris, premesso che un buon medico non guarda in faccia un paziente malato di tumore e gli dice: “Sai che c’è? Tu creperai fra 9 mesi!”, perché il risultato sarebbe un ondata di suicidi prima ancora di iniziare un percorso di guarigione! Guardiamo in faccia la realtà, anche perché siamo qui per questo: lui va avanti DA ANNI con la solita tiritera e chissà quante malcapitate ha continuato a tenere legate a lui sulla base di questa MENZOGNA. E’ uno schiaffo in faccia ai veri malati questo tipo di BALLA. Se la prognosi è così dura e se lui, dopo le sedute di radio/chemio, non ha avuto una regressione del tumore e nemmeno può essere operato, allora dovrebbe essere già sotto terra, visto che sarebbe crepato entro 9 mesi e nessunissima cura ha funzionato. Cara Eris, vuol sapere la mia? Avrà qualche fonte di nutrimento narcisistico che lo fa vedere i sorci verdi; è sotto ricatto; si sarà messo in grossi guai economici; ha paura di perdere la maschera. Quando si mettono i grossi guai e rischiano di perdere la faccia ci appaiono rattrappiti, vanno in cerca di sostegno psicologico a destra e a manca e s’inventano di tutto pur di continuare ad avere il controllo sulla vita degli ex amanti. Non ho parole!

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      3. Sì è stato così, enormi guai economici che ovviamente gli ho sanato io a suo tempo. Non credo abbia trovato una sua pari perché ha sempre trovato sfigate come me con la differenza che le altre erano giovani io no quindi chi ha veramente peccato di una vergognosa ingenuità sono stata io che ero pure mamma e non ho tutelato mio figlio e qsto non me lo posso perdonare. Ho comunque trovato il modo di creargli un conto con quanto avevo dato all’altro ora faccio i salti mortali e sono io sul lastrico finché non mi riprendo mentalmente e ricomincio a lavorare come si deve…ma almeno questo al mio bambino lo dovevo.
        Ti confermo che dalle spie che avevo messo avevo capito che usava la stessa scusa anche con un’altra…comunque riconosco la mia malattia ora e questi schiaffi a mani piene che mi sono data da sola stando in qsto schifo e perdendo la mia dignità, mi servano di lezione. Ecco perché sto male perché sono caduta così in basso nella mia vita con qsta persona che provo vergogna pure a scrivere qui queste cose.
        Qsta storia è durata così tanto perché più davo più dovevo trovare una ragione reale e tangibile a dimostrazione che non stavo sbagliando perché la mia parte sana mi diceva tutto ma io ho perseverato perché non potevo credere a quello che vivevo ne’ che questa persona fosse così falsa. Non avevo mai conosciuto una falsità così subdola e ci sono andata sotto in tutti i sensi e modi.
        Non sai che vergogna provo dentro per questa mia debolezza. So che bisogna perdonarsi ecc ecc ma uno dei motivi per cui mi impedivo di tutelarmi era dover ammettere tutto quanto
        Ora che faccio mi sento ancora peggio dentro

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      4. Cara Claudileia, anche a me è venuta la pelle d’oca. I tuoi interventi sono spesso permeati da una profonda umanità e da un profondo “senso della vita” (spero di aver reso l’idea). Ecco perchè sono così efficaci; toccano sempre le corde più profonde e ci fanno capire come la vita sia piena di cose meravigliose, a volte difficili da capire, a volte invece così palesemente davanti ai nostri occhi che non riusciamo nemmeno a vederle.
        E pensare di aver speso tanto tempo ed energie dietro al nulla cosmico tralasciando molte volte le cose più importanti per noi, non fa altro che acuire la rabbia, ma al tempo stesso ci invita a godere pienamente della nostra vita.
        Grazie

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      5. Caro Gianni, credo che la conoscenza e la salvezza siano contenute nei segnali e nelle metafore che la vita ci porge quotidianamente. Non sono una persona mistica né tanto meno religiosa, ma credo nel potere derivato dal bene che facciamo agli altri. A forza di fare del bene agli altri e a noi stessi, impariamo a leggere tra le righe. L’estate scorsa mio marito ha vissuto due lutti di seguito, la mamma e una cognata. Ognuna di queste donne ha lasciato ai propri mariti e figli un messaggio da far venire la pelle d’oca. Ovvero, le cose che avevano previsto in qualche modo si sono avverate. Non vi sto a raccontare esattamente cos’è successo, ma credo che quando l’amore provato è sincero e la persona se ne va, cerca di predisporre le cose affinché resti nell’aria la protezione auspicata ai propri cari. Sin dalla mia infanzia (e questo vale anche per le mie sorelle e mio fratello), una forza ci ha protetto da mali maggiori. Mia madre era una narcisista patologica-borderline che ha ridotto mio padre sul lastrico prima di abbandonarlo e abbandonarci per l’ennesimo amante (15 anni più giovani di lei). Mio padre era un tipo troppo mite per lei, un’amante dell’adrenalina, ritornata dopo 20 anni fingendosi pentita. Sì, DOPO VENT’ANNI!!! Forse un giorno vi racconterò tutto questo anche se, lo confesso, quando si tratta di scrivere nei dettagli tutto ciò che ha combinato mia madre mi sembra di mettere sulla carta un soggetto per una sceneggiatura di Almodovar, per quanto è ricca in materia di colpi di scena. Un abbraccio forte e grazie a te per esserci con noi e per condividere una parte di te.

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      6. Hai usato il verbo giusto: ho sofferto. Oramai sulla soglia degli “anta”, come ci insegna Clarissa Pinkola Estes, una donna deve scegliere se diventare amara e piena di rancore o andare avanti con fermezza, ma anche dolcezza per il resto dei suoi giorni, verso quella che è la sua verità interiore. Se vi racconto la durezza della mia infanzia non è per posare da martire, ma perché finalmente ho superato la vergogna e i sensi di colpa. Mi sono finalmente guardata allo specchio e mi sono detta: non è stata colpa mia, ero troppo piccola, non avevo alcun controllo, basta. Ora, siccome sono cresciuta, posso finalmente decidere se vergognarmi fino alla fine dei miei giorni della sorte che mi è toccata oppure trasformare questa vergogna in energia vitale. Il risultato di questa mia decisione è il blog. That’s all. Abbraccio gigante!

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      7. Cara Claulelia sei l’esempio della forza e della resilienza. Quello che scrivi tocca nel profondo.
        Tanti np vantano passati tragici e su di essi costruiscono gli alibi dei loro gesti assurdi, le persone che davvero hanno il buono dentro costruiscono qualcosa di immenso per aiutare gli altri e fare del bene.
        Sarà stata dura fare la svolta mentale perché spesso reagire è più difficile che stare nella melma ma tu sei andata oltre.
        Ti stimo molto
        Grazie ♥️

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      8. Ciao Ric,
        Leggo tua storia che ricalca per eccesso ogni manovra, in ogni abuso, ogni situazione che si vive stando accanto a un np. È incrdibile quello che ti è successo, tutto insieme… nella disgrazia la “fortuna” di non essere finito tu con la sua fede al dito.
        È in ogni caso un’esperienza terribile subire prima e contatare poi quanto effettivamente conti per loro la vita.. altrui. Si prendono gioco di persone, malattie, sentimenti sgranocchiando pop corn.
        Il mio np – ho poi saputo – ha imbastito la sua prima convivenza con tanto di mutuo una manciata di giorni prima della morte della sua compagna di allora. Ha usato le scuse più abominevoli per giustificare ogni sua malefatta: malattie sue con tanto di foto fatte ad hoc con catetere e telo verde da propinare all’occorrenza, shock cardiaci che vanno e vengono, così come emorragie cerebrali, sospette maternità e negazione fino a far quasi impazzire – questa volta veramente – le persone vicine a lui.
        Io sono arrivata a profondi attacchi di ansia, tachicardie pesanti e in paio di volte a deliri che mi hanno portato a rischiare grosso in auto.
        Macinano vite come schiasassi.
        Onore ai sopravvissuti, onore a noi tutti.
        Un abbraccio

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      9. Cara Claudileia, leggendo la tua storia mi sono commosso nel vedere come nonostante tutte le sofferenze che più di un np ti ha inflitto nella vita, tu abbia la certezza che fare del bene agli altri sia la via migliore per la propria felicità. Questa credo sia la più grande vittoria che si possa conseguire, non la vendetta, non l’astio, non il rancore.
        Mi hai fatto venire in mente il mio papà, mancato ormai da parecchi anni; era una persona mite e buona, anche se per me è stato un padre molto assente e questo mi ha sempre fatto molto soffrire; proprio il suo essere sempre disponibile per tutti e raramente per me mi faceva stare male. Ma oggi so che molta di questa assenza era dovuta anche a una sua necessità di autodifesa dalle sofferenze che pativa nel rapporto con mia madre, che lo ha sempre massacrato; con mia mamma io non ho mai avuto un rapporto sereno e profondo, ma oggi, grazie al lavoro fatto su me stesso negli ultimi anni, ho finalmente raggiunto la pace e la serenità, pur con tutti i limiti che può avere il mio rapporto con lei.
        Quante volte nel periodo più buio mi sono trovato davanti alla tomba di mio papà, a chiedergli la forza di andare avanti e di uscire da quel tunnel. E sono certo che quando ho tentato il mio gesto estremo, guarda caso seduto in macchina nel piazzale del cimitero nel quale è sepolto, sia stato lui a trattenere la mia mano.
        Quindi credo di capire bene di cosa parli quando dici di credere nella protezione di chi ci ha voluto bene ma ci ha dovuto lasciare.
        Per quanto riguarda la condivisione di una parte di me su questo blog, non sai quanto bene mi fa. Ho passato buona parte della mia vita, compreso il mio matrimonio naturalmente, con il timore che i miei sentimenti, le mie paure, il mio sentire, avessero qualcosa di sbagliato, e che quindi io dovessi per forza non solo fare, ma anche pensare e sentire secondo la volontà di altri; e sappiamo bene che proprio questo è uno degli aspetti che fanno sì che i soggetti np si attacchino a noi come mosche sulla carta adesiva.
        Grazie ancora!

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      10. Caro Gianni, nel mio caso mio padre è stato sempre presente. Entrambi lavoravano ma quando tornavo a casa era lui a controllare i miei compiti di matematica e farci da mangiare. A prescindere di cosa stesse facendo, se gli porgevo una domanda era in grado di fermarsi e rispondermi con attenzione. Riusciva ad essere un buon padre per 5 figli, 4 femmine e un maschio, senza alcun tipo di preferenza. Quando mia madre ci ha abbandonato dopo 17 anni di massacro psicologico e violenza fisica abbiamo potuto finalmente raccontare a lui tutto ciò che subivamo quando non era presente. Eravamo costretti al silenzio perché lei ci minacciava: “Se il vostro padre se ne va perché raccontate questo e quello la colpa è solo vostra”. E così nascondevano le botte, i soprusi, i suoi amanti… Vivevamo sotto ricatto, in uno stato di tensione costante. Ho imparato presto che se mio padre se ne andava la colpa era mia. Condivido con voi un ricordo terribile di quando avevo circa 7 anni. I miei genitori avevano avuto una brutta lite perché io, ingenuamente, avevo riportato di aver visto un tizio avvolto in un’asciugamano uscire dal bagno durante la notte. Mio padre ogni tanto partiva per lavoro, anche se molto raramente. La lite era nata da questa mia rivelazione. Bene, cosa fa mia madre per cavarsela? Minaccia il suicidio ed esce di casa giurando che andrà a buttarsi nel fiume per colpa mia. Mio padre, forse abituato ai suoi colpi di scena non ci casca, ma noi, i suoi figli, ci crediamo. Ricordo nitidamente il mio terrore, il mio senso di colpa, la disperazione e la responsabilità per aver detto la verità. Come puoi immaginare, mia madre ha aperto non un varco, ma un PORTALE scritto “Benvenuti” a tutti i vampiri che si sono affacciati alla mia vita. Bastava che uno mi dicesse che non meritavo alcunché della vita, che ciò che vedevo non era bene così, che era tutta colpa mia se il rapporto non funzionava, che soffrivo della sindrome dell’abbandono a causa della madre che avevo avuto, che sarei diventata come lei (solo perché non rispondevo al telefono entro 10 minuti!!!) per iniziare a dubitare di me stessa. Quanto ci ho messo per comprendere che ero stata programmata sin da bambina alla dipendenza affettiva? A cercare disperatamente l’amore di una persona indisponibile e incapace di amare, esattamente come mia madre? Circa 20 anni. Mio padre ha fatto la sua parte, perché mi ha insegnato a non odiare gli uomini e dato un esempio enorme di responsabilità e di amore per i figli. Tuttavia, il danno causato da mia madre ai figli è stato talmente grande che ognuno di noi, a modo suo, cerca di superarlo facendo del suo meglio. Per questo, caro Gianni, fare del bene ripaga sempre. Mio padre è rimasto circondato di affetto, è adorato dai nipoti, ha una bella casetta con un giardino molto curato e due cani vecchietti. Mia madre, invece, dopo essere tornata PRETENDEVA che tutti la perdonassimo nonostante fossero passati 20 anni dalla sua decisione di andarsene. Alcuni l’hanno fatto e continuano a subire tutt’ora ogni sorta di manipolazione. È ancora giovane, ha solo 63 anni, quindi…

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      11. 11 giugno 2020..resoconto personale, come è giusto che sia. Il contatto zero premia, 1 anno: avere un partner narcisista è un falso problema se si attua il distacco. Nessuno è in grado di intaccare la propria personalità. Siamo noi che la intacchiamo tramite il narcisista. Così come si prende l’aspirina con la febbre così si attua il distacco con il narcisista. E senza nemmeno andare dal farmacista. Il/la Narcisista Ti fa poi quasi tenerezza. Un solo consiglio: non fate figli o famiglia con uomini o donne narcisiste. Si attaccano a tutto. Sono stato fortunato. Idem a Voi io auguro questo solo consiglio. Grazie per essermi stato vicino in quei momenti ove invece tutto non sembrava cosi… e dove mi sentivo così piccolo…per nulla…poi..grazie

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  18. Caro Franco, pur non potendomi immedesimarsi appieno nella tua situazione, non avendo figli, riesco ad avvertire quella sensazione claustrofobica nella quale ti ritrovi. Appena ho letto questa tua risposta mi è cominciato a battere il cuore… Mi dispiace tanto.
    Ma dato che non sono tipo che deve sempre riuscire a trovare una soluzione pratica ad un problema, ti consiglierei vivamente di rivolgerti ad un avvocato, figura così spesso demonizzata ma, fidati, con un cuore (spesso non lo noti per via della sua professionalità) per avere un consulto, senza ancora avanzare una causa, circa l’affidamento condiviso dei figli. Ed è ovvio che da una eventuale separazione gli obblighi per il loro mantenimento è a carico di entrambi, come se il distacco dei coniugi non fosse mai avvenuto. Considera vivamente tale opportunità…un abbraccio!

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  19. Caro Alfredo, grazie della solidarietà, in effetti la mia situazione è un po’ complessa, e la parola claustrofobia calza a pennello.
    Ho già avuto modo di verificare che gli avvocati non sono necessariamente degli squali: credo ormai più di un anno fa ho trascinato mia moglie davanti ad un avvocato (donna, una cara amica di un mio caro amico), solo per farle capire che non stavo scherzando (pensa che invece sono ancora qui….).
    L’esperienza è stata molto positiva dal punto di vista della sensibilità della persona, che ci ha invitato in tutti i modi a risolvere i nostri problemi prima di andare per vie legali, che sono l’ultimo e credo inevitabile passaggio.
    So che non potrò evitare la cosa, e forse un mio passaggio preventivo potrebbe essere una buona idea, anche solo per arrivare da lei con un'”offerta” che sia equilibrata. Anche perchè so che devo arrivare pronto e completamente risoluto al momento della comunicazione della mia decisione. Già due volte avevo annunciato la mia intenzione di andarmene, ma lei aveva sempre trovato il modo di convincermi a restare. Questo non può più accadere.
    Un abbraccio anche a te!

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  20. Ciao a tutte/i.
    Chi mi ha letto conosce la mia storia. Grazie a questo Blog e grazie soprattutto a Claudileia (non me ne vogliano gli altri), sono fuori ormai dalla mia triste storia. Quello che più mi ha colpito una volta guarito, è quando ci si accorge di quanto queste persone siano monotone e ripetitive. Insomma profondamente noiose. Quando ci sei dentro non te ne accorgi ovviamente. Ma quando ne esci ti disturba anche solo il fatto di aver perso del tempo prezioso con persone così. Ci siamo cascati tutti, non perché siamo degli imbecilli creduloni, ma semplicemente perché abbiamo un cuore, e siccome la maggior parte dell’umanità ragiona col cuore e con la testa, le/gli psicopatici appartengono ad una specie irriconoscibile al primo impatto che è devastante. Ci si sente come degli Dei, hanno questa enorme capacità quasi ipnotica di abbindolarti. Sono abilissimi, inutile negarlo. Quanto ho letto, quante notti insonni, quante “indagini” che nemmeno Sherlock Holmes se le immagina. Eppure è stata una esperienza di vita preziosa. Perché? Poiché se ne esce migliori. I nostri sentimenti non sono stati distrutti, anzi, si sono amplificati. E’ come aver gettato via il vecchio e acquistato il nuovo. Per questo dico: “Grazie cara psicopatica!”.

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    1. Kolisch ciao,
      è bello ritrovare anche te.
      Tu sei quello di noi diciamo più “avanti” e vorrei porti una domanda che questi giorni ronza qui nel blog.
      Esiste un giorno in cui finalmente si potrà dire “sono passate 24 ore e non ci ho pensato”?
      In questo momento ognuno di noi sta vivendo diverse fasi.. chi non riesce a staccarsi, chi non può, chi lo ha fatto ma è ancora nella fase tossica, chi è deluso, chi arrabbiato, chi si sente forte.
      Ma tutti siamo qua e – perlomeno io ma penso anche tutti gli altri – non possiamo ancora dire di averne scansato il pensiero.
      So che ci vuole tempo e che passo passo di questi esseri rimarrà polvere e a noi quello che hai scritto sopra ma.. succede? A te è successo?
      Giro la domanda anche a Claudileia o anche – perché no – a chi magari c’è passato… o forse non è più qui?
      … mi piacerebbe conoscere il vostro vissuto e la vostra opinione.
      Grazie

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      1. Cara Device,
        arriverà il giorno nel quale non solo non ci penserai per 24 ore ma per settimane e poi mesi. Ogni tanto, è normale come per qualsiasi ricordo, che qualcosa affiori ma dura pochi istanti. Non rimane polvere di queste persone, ma insignificanti esseri per i quali non provi più nulla. Né rabbia, né rancore, tanto meno odio. E’ questa la nostra grande vittoria. Non credere sia stato facile. Anzi è stata una durissima lotta. Non racconto il mio vissuto perché ci vorrebbero paginate. Ti racconto solo un fatto che adesso mi fa sorridere. Una sera sono stato seduto per 3 ore su una sedia davanti alla finestra aspettando che tornasse con la sua macchina! Fuori di testa. Ora tutto appartiene al passato. Sono felice e sto bene.

        Un caro saluto

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      2. Ti ringrazio, Kolisch.
        Era questo che volevo sentire… per me, per le persone che sono qui in cerca di unaa speranza e anche per te; sono veramente felice di sentirti così fermo e risoluto.
        Per quanto mi riguarda sto procedendo a passi spiegati, probabilmente l’essere riuscita comunque, nei momenti di scarto ripetuti negli anni a costruirmi piccole realtà tutte mie mi ha permesso non solo di non sprofondare ma anche di risalire.
        Quando ho acquisito la consapevolezza di quello che era e di come rendeva la mia vita, parallelamente ho capito anche in che direzione dovevo andare.
        Ora che la parte più difficile sembra superata (ti risparmio anche io le varie pazzie fatte “sotto la sua droga”) vorrei che si dissolvesse anche il pensiero ma capisco che a questo punto mi devo dare tempo. Lo considero già il nulla, tenta di ritornare e non mi fa nessun effetto se non il pensiero di quanto sia malato e codardo. Forse dovrebbero sparire anche queste valutazioni, forse lo rendono più non di quello che è, non lo so. Per ora mi godo giorno dopo giorno il grande traguardo raggiunto e di portare testimonianza in questo meraviglioso blog che è veramente salvifico, che passo dopo passo il male si sconfigge.
        Grazie ancora Kolisch, un abbraccio.

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    2. Caro Kolisch, che bello leggerti così! Spero davvero che non si faccia più viva. Mentre traducevo l’articolo sulle donne narcisiste ho pensato a te e alla strumentalizzazione di quel povero bambino quando andava a bussare alla tua porta. E’ terribile il “lavoro” che certe mamme fanno sulla testolina dei propri cuccioli. Se un uomo intelligente si sente in colpa costantemente quando diventa, suo malgrado, uno strumento nelle loro mani, figuriamoci un bambino. Abbraccio grande a te!

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      1. Carissima Cla,
        è grazie al tuo prezioso e impagabile aiuto e a questo blog che ne sono uscito. Non credere, ha ritentato più volte un riaggancio usando il piccolo. Stomachevole. Strumenti è la parola più azzeccata. Bene, che si trovi (ovviamente lo ha già trovato, credo) un altro strumento sul quale scaricare i suoi disturbi mentali. Per quanto mi riguarda ho ben altre cose più belle e importanti da fare. Grazie ancora. Abbraccione anche a te!

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  21. Grazie della vostra solidarietà. Ovviamente non ne sono uscito indenne. Ma ho reagito entrando subito in terapia. Il mio stesso terapeuta ha dovuto prendere la decisione di intraprendere prima il percorso di elaborazione del lutto di mia madre e solo dopo indagare il mio rapporto di coppia. Abbiamo preso questa decisione affrontando il rischio che il rapporto di coppia nel frattempo continuasse con tutte le conseguenze. Solo ora sto capendo grazie a lui che la mia fatica di chiudere (e tutt’ora dentro non sono ancora libero) era la paura di affrontare un secondo “lutto”. La paura dell’abbandono. Sicuramente sono emotivamente destabilizzato. Quello che ho provato scoprendo la sua doppia vita dopo un anno è stato terribile e profondo. Solo il mio istinto mi ha salvato e non so come. Forse proprio grazie al ricordo dei miei genitori. Ora sono completamente terrorizzato dall’inganno e dalle bugie. Ma sono contento del no contact. Grazie a tutti voi. Vi sto vicino.

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    1. Caro Ric, credo che mai scelta sia stata più corretta, cioè quella di entrare subito in terapia. Reggere da soli una situazione come quella che stavi vivendo è pressoché impossibile.
      Ho già scritto in un altro commento che il mio terapeuta mi ha detto di essersi mosso molto cautamente nei primi mesi, confessandomi poi di avermi trovato in una condizione psicologica che ha definito critica, quindi so di cosa parli quando dici di essere emotivamente destabilizzato.
      Intuisco dalle tue parole, e mi auguro, che tu abbia raggiunto una dose sufficiente di consapevolezza che ti preserva da ulteriori rischi perlomeno in merito a quella persona.
      Poi per quanto riguarda il terrore dell’inganno e delle bugie è comprensibile e forse ci vorrà del tempo, ma credo che quello che hai passato ti darà quella sensibilità e quel sesto senso necessari a non ricadere nelle stesse dinamiche. Ma al tempo stesso credo fermamente che prima o poi tutti noi riusciremo, grazie al percorso di crescita personale, che volenti o nolenti, abbiamo fatto, a godere maggiormente della vita e anche della moltitudine di persone sane che la popolano.
      Questo è il mio augurio per te e per tutti; che al più presto si riesca a ritrovare pienamente la fiducia negli altri (non incondizionata a priori) e al tempo stesso a stare in pace con se stessi. E’ un percorso lungo; io lo interpreto come l’unico vero regalo (oltre i figli naturalmente), che mi ha lasciato la mia np, pur senza volerlo e senza rendersene conto.
      Un abbraccio!

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  22. Ciao Kolisch anche tu stai meglio però hai cambiato modo di scrivere ne sono felice mi dai speranza.

    Device grazie per la domanda spero tanto anche io che qualcuno dia una risposta 🙂

    Più che altro mi interrogo da veramente tantissimo sulla fine che si fa dopo perché le persone che avevo letto in più blog stare meglio e dare conforto agli altri poi spariscono…io l’ho interpretato come un segnale molto positivo perché immagino che poi uno archivia e chi si è visto si è visto ma sarebbe bello leggere un po’ di testimonianze. Magari Claulelia conosce qualche donna che può scrivere per noi!
    Grazie

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    1. Ciao Eris, preciso che il mio stronzopatico non mi cerca più, io ora sto meglio, dopo quasi un anno e mezzo che me ne sono andata di casa. Il pensiero, non più di lui ma di cosa ho vissuto, c’è ancora, giornalmente, ma ora so che è solo più un vizio, e riesco quasi sempre a direzionale il mio pensiero altrove..dipende, se è proprio una schifezza tremenda che mi ha fatto, magari ci impiego mezza giornata, ma oramai io considero una conquista avere il potere di distogliere la mia mente dallo stronzopatico. Ho già vinto, e questa presa di coscienza mi fa pensare sempre meglio di me. E come se ogni giorno salissi uno scalino, se qualche volta ruzzolo ancora giù, non importa, so che la stessa determinazione e pazienza che ho dedicato ad un uomo disturbato, saprò dedicarla a me, mi vergogno sempre meno di quello che ho fatto, mi concentro sulle mie qualità che me lo hanno permesso. Tanto ormai non sono più così ingenua da pensare che non esistano persone cattive. Non vi ho abbandonato, vi leggo sempre, e vedere che alcuni di voi sono ancora in alto mare e non hanno ancora trovato il loro canotto di salvataggio, mi conferma quanto è dura uscirne, quanto sono stata coraggiosa, e quanto siete coraggiosi voi, che provate e cercate una via d’uscita, solo che non lo vedete ancora perché il dolore da smaltire è davvero tanto. Coraggio ragazzi, siete sulla strada giusta, coraggio e pazienza.

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      1. Ciao Alba grazie delle parole.
        È dura ma mi sono resa conto che la mia testa inizia a preferire fare altro piuttosto che cadere in mezzo alle solite dinamiche da vomito. Stanotte mi sono svegliata con un pensiero su sua moglie e di conseguenza a Gianni e a ttti coloro che hanno i figli con loro e che non riescono o vogliono uscirne e ancora stanno la’ con la vita rovinata lottando per tenerseli stretti. Ho capito in modo ancora più forte la sofferenza che ho patito io mentre lottavo per tenermelo io e mi sono sentita malissimo dentro…ma chi è questa persona che si comporta così male per avere tutte ste donne imprigionate mentalmente e fisicamente a lui? Ma perché ho lottato per una persona superficiale che godeva solo nel vedere sempre queste dinamiche vergognose senza tenere mai conto del dolore dell’inganno? 3/4/5 donne in contemporanea tenute sotto controllo per soddisfare il suo ego in dinamiche di disamore totale?
        Il risveglio è sempre duro ma non dobbiamo condannarci così tanto perché se oggi faccio questi pensieri mentre prima il mio pensiero era l’esatto contrario è perché la mia testa non era in grado di farlo. Ci vuole tempo a rielaborare ma già solo che scrivi che lui non esiste più per te e non torneresti più indietro credo sia la conferma che spezzando tutte queste dinamiche malate e le abitudini ce la si fa!
        Ti chiedo una cosa: ti capita ora di svegliarti con la serenità nel cuore? Di vivere le tue giornate col sorriso e di sentirti bene con te stessa come stavamo prima di incontrarli?
        Grazie ♥️

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  23. Cara Claudileia, ho i brividi leggendo la tua storia familiare; la mia, che pure mi ha fatto soffrire parecchio, è acqua fresca. Un sacco di solidarietà e un abbraccione! E soprattutto sei l’esempio che si può sopravvivere, anzi, uscirne alla grande.

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  24. Grazie Claudileia per il tuo commento, direi assolutamente congruo. Grazie Gianni per la tua vicinanza e grazie a Device, Alfredo, Erice, Ilaria e comunque grazie a tutti voi Uno per uno e perdonatemi davvero se ho “dimenticato” un nome. A chi chiede un appiglio: per la mia esperienza, avvalorata dal mio terapeuta: ascoltate il vostro istinto: a contatto con determinate persone ci si sente “preoccupati” “non a proprio agio”…” c’è qualcosa che non va”…ecco l’arte di salvarsi (per la mia esperienza), “fidarsi di se stessi “…da subito. ” fidiamoci di noi”. Istinto ed autoconservazione. Un abbraccio

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    1. Eh sì, caro Ric, se ognuno di noi avesse saputo dar retta ad istinto e segnali del proprio corpo, ci saremmo tutti risparmiati grandi dosi di sofferenza. Che ci serva per il futuro. E’ un errore che non commetteremo, più almeno spero.

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  25. Ci sono anche io per dire GRAZIE a Claudileia e a questo blog meraviglioso che mi ha aiutato e mi aiuta ancora adesso a resistere….si perchè il mio ex marito non si arrende e continua con la sua opera di riaggancio, per adesso lo fa con modi tranquilli ma comunque che fanno male, la mia terapeuta mi dice che quello che lui sta facendo è una specie di guerra cioè lui mi tormenta per sfinirmi e alla fine cedere, è molto dura, adesso ci sono di mezzo anche gli avvocati ma non è facile. Leggere la tua storia Claudileia fa male ma ti ha reso davvero una persona fantastica, hai trasformato la tua sofferenza in amore e aiuto per gli altri ed è così che tutti dovremo riuscire a fare e come dice il proverbio “L’unione fa la forza” Vi abbraccio tutti e vi considero tutti amici

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  26. Anche io non posso che ringraziare questo blog e tutti quelli che da molto o da poco lo frequentano, oltre che chiaramente Claudileia, per la quale nutro una stima ogni giorno maggiore per quello che ha passato e per quello che fa per noi, e per la capacità che ha avuto di trarre il meglio dalla sua sofferenza, esempio per tutti.
    Io faccio terapia da più di 3 anni, ma è un processo lento, anche se molto approfondito. Da quando frequento il blog ho invece dato una notevole accelerata alle mie consapevolezze. Sapere che la tua storia non è un’eccezione assoluta, per quanto ognuno abbia la sua peculiarità, aiuta tantissimo.
    Hai ragione Anna (ben ritrovata e forza, resisti!): qui siamo tutti amici anche se non ci siamo mai nemmeno visti in faccia.
    Un abbraccio a tutti!

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  27. Ciao Kolish, è bello rileggerti. Ti cercavo nei commenti.
    Anche io come Device mi domando se, ma mai come in questo momento, soprattutto QUANDO arriverà il giorno in cui il mio pensiero non sarà costantemente rivolto al mio NP e in qualche modo le tue parole aprono un barlume di speranza. In ogni momento della mia breve notte e della mia giornata penso sempre a cosa starà facendo, con CHI starà e perché alle altre riserva sempre ciò che a me è stato negato. In quattro anni e mezzo ho visto “passare” ed ho accettato tante sue conquiste e ho sempre pensato e creduto che erano meglio di me e che, quella di turno era quella che gli sarebbe rimasta accanto. Ma poi le ho viste sparire ed io invece continuavo ad essere sempre presente. Quindi mi sono illusa che forse potevo avere qualcosa in più delle altre ma niente. Poi da qualche giorno in quattro e quattr’otto ho gettato alle ortiche tutto il lavoro fatto in sei lunghissimi e faticosissimi mesi di terapia. Sono ricaduta nella rete del mio NP che, dopo avermi scaricato un anno fa via msg wathsapp con parole che nemmeno il diavolo avrebbe saputo trovare, ma non avendo mai abbandonato definitivamente il contatto, si è ripresentato in carne ed ossa. Non sto qui a raccontare i particolari perché farebbero rabbrividire chiunque. La mia storia è molto contorta e complicata per i ruoli di ognuno e non credo possa essere compresa. In ogni caso ci siamo rivisti un paio di volte. Siamo stati bene insieme e io mi sono illusa che “questa era la volta buona”. La volta in cui sarei finalmente “rimasta nella sua vita, perché altrimenti non mi avrebbe ricercata e rivoluta.” Addirittura mi ha trovata “bella e arrapante” (parole sue) più di prima ora che sono ingrassata. Non sapendo che questo mio corpo enorme è il risultato del dolore per un anno di abbandono (suo). Un corpo che odio e mi fa schifo. Ma non riesco a trovare la forza e lo stimolo per rimettermi a dieta e non delegare al cibo tutto il mio malessere. Sono arrabbiata con me stessa perchè ho elemosinato le briciole da un aguzzino che ha goduto di tutto questo. Che nonostante tutto quello che mi ha fatto e detto io l’ho accettato passivamente. E dopo tutto questo lui mi ha scaricato di nuovo accusandomi, sempre via msg con parole orribili, di aver raccontato fatti suoi personali che mi aveva espressamente chiesto di tenere per me, a persone a lui molto vicine che useranno il tutto contro di lui. Cosa assolutamente non vera. Non è nella mia natura, io non racconterei mai i fatti di nessuno. Per me la parola è sacra. Ma tant’è che mi ritrovo ancora una volta a leccarmi le ferite in un limbo di tristezza devastante. Soprattutto per aver permesso ad un essere ignobile di farmi tutto questo e perché nonostante io sia pienamente consapevole che lui sia una persona “mortifera”, così lo chiama la mia terapista, io non voglia altro che far parte della sua vita. A che titolo non so. Ma leggendo le tue parole sono certa che anche per me arriverà il momento della “liberazione”. Sono esausta e stanca ma devo trovare la forza per uscire da questo empasse. Anche per le persone che mi sono vicine che non ce la fanno più a vedermi così. Un abbraccio grande a te caro Kolish, un abbraccio anche a tutti i “naufraghi” di questo meraviglioso blog. E un GRAZIE enorme a Claudileia per averci fornito questa scialuppa di salvataggio.

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    1. Lilly tranquilla ci sono ricaduta anche io…anche io pensavo se torna è perché non vuole perdermi….NULLA DI PIÙ SBAGLIATO….per loro non siamo nulla. Rimboccati le maniche….di nuovo grande sofferenza….ma di nuovo libera da quel marciume.

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      1. Ciao Ilaria sei stata bravissima. Sono contenta di leggerti così forte. So che stai lottando nuovamente contro il ‘canto stonatissimo del diavolo’ immagino non sia stato facile ma è un altro traguardo.
        Hai ragione su tutto proprio non vale la pena non tornano per amore ma per il loro porco comodo, come e quando vogliono loro e alle condizioni che stanno bene a loro…ma pensa un po’! Coraggio ragazze non cediamo andiamo avanti.
        Un abbraccio

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    2. Cara Lolly leggo quanto scrivi e la disperazione del tuo post. Io penso solo che le cose succedono sempre per un motivo quindi non hai buttato via niente dei tuoi 6 mesi di terapia perché sappiamo benissimo che le sedute servono per aiutarci a trovare una forza annientata da anni di nulla. A volte ci servono altri indizi per capire che siamo sulla strada giusta e tu hai avuto solo l’ennesima conferma. Stavi male a prescindere ma con questa ennesima prova hai solo ricevuto il riscontro che ti servirà per darti una scossa magari un po’ più forte per finalmente reagire. Tanto guarda il dolore è identico perché se lo subisci con l’assenza del np soffri se lo subisci con la presenza idem. Io sono giunta a qsta conclusione che è uno schifo totale tutto ciò che ha comportato starci insieme. Era il nulla quando c’era ed è il nulla quando non c’è più ma almeno su questo nulla dell’assenza ci puoi ricostruire qlcosa…non hai le forze o pensi di non averne ma hai la scelta di lavorare per fartele venire e iniziare da qlcosa per te. Siamo tutti qui ad arrancare per risalire e ricostruire ma prima vanno eliminate le macerie. Bisogna scavare, eliminare e ricostruire. Ripartire dal dolore ogni giorno finché arriverà qlcosa.
      Purtroppo il dolore non c’è modo di evitarlo ci ho provato pure io più volte tornando indietro anche solo per un giorno però mi è servito per capire che non c’è la scorciatoia in qsta faccenda bisogna solo guardare in faccia alla realtà e farsi coraggio.
      Non buttarti via per lui ora lo sai e ne sei consapevole anche solo per il fatto di averlo scritto sai già di tuo che hai un punto da cui ricominciare. Prendi il tuo corpo e trascinalo con la forza in palestra. Hai un obiettivo che ti aiuterà a dargli un gran bello schiaffo a sto idiota. Poi magari bloccalo perché da quanto scrivi è davvero una persona cattiva. Tutelati non permettere più che possa dire anche mezza parola sul tuo conto…sparisci togliti subito da questa situazione che ti sta danneggiando. Non so la tua storia ma sicuramente da quanto scrivi c’è urgenza di una auto tutela da sto essere infame.

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      1. Cara Eris, grazie per le tue parole. Leggere le storie di questo blog mi aiuta molto e ancor di più quello che tu mi hai detto. Non pensavo di aver dato così chiaramente l’idea di quanto è cattivo questo essere, solo scrivendo. E’ veramente malvagio ed è necessario che io mi allontani da lui. Non sei la sola che mi dice di bloccarlo ovunque, ma io ancora non riesco. Ancora ho momenti che mi sento “persa” senza di lui. Non so spiegare bene a parole quello che provo ma è una condizione di totale sottomissione. Credo di poterla definire così. Una cosa è certa che dopo essermi aperta così con voi e dopo quello che mi hai scritto è come se fosse scattata una molla. Come se si fosse accesa una luce. DEVO iniziare e lo farò cominciando proprio dal mio corpo, per tornare quella che voglio essere. Ciò che vedo allo specchio ora NON mi piace. E soprattutto voglio tornare la persona solare e allegra che sono sempre stata. Ora sono spenta. Grazie ancora cara e….. teniamoci per mano in questo cammino tortuoso in modo che chi cadrà avrà l’aiuto che merita per tirarsi su. Un abbraccio grandissimo a te e tutti i “naufraghi”. Kiss………

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      2. Cara Lolly nemmeno io mi piaccio più. Mi vedo invecchiata e sono spenta. L’immagine che vediamo riflessa rispecchia esattamente quello che abbiamo dentro. Lo bloccherai quando sarai pronta o ancora meglio arriverai al punto di non rispondere più nemmeno al richiamo. sono felicissima di sentire che sei positiva verso te stessa….staccare le catene come un giorno tanto tempo fa mi ha scritto Claulelia. Comunque noi siamo sottomessi solo alla nostra dipendenza perché loro ti garantisco che non sono persone che si può amare visto che non ricambiano in nulla di ciò che facciamo per loro! È il nostro vuoto che va colmato ma per farlo ora bisogna avere la forza di buttarci dentro il mondo tranne lui. Non vedo l’ora che la mia testa finalmente faccia il famoso click!
        Ci sto lavorando tanto da mesi. Ogni ricaduta è servita a capire che devo andare verso il click cioè dalla parte opposta.
        Serve tutto
        Un abbraccio

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      3. Ciao Eris, ciao Lolly…
        Siamo tutte e tutti sulla stessa barca ma non siamo affondati anche se,credetemi, a volte ho pensato di non riuscire più a sopportare la sofferenza.
        Neanche io ora mi piaccio, mi ha lasciato un vuoto incolmabile che temporaneamente tendo a riempire con comportamenti che so essere nocivi alla mia salute.
        Ci sono giorni che davvero faccio fatica ad alzarmi, ad affrontare la giornata con il sorriso che mi è sempre appartenuto.
        Comunque aiuta tanto non vederlo, intendo di persona. Evito tutti i posti dove so che potrebbe essere, proprio perché la sua presenza mi destabilizzerebbe, mi creerebbe disagio, ansia, nausea… insomma sensazioni negative che non voglio più provare.
        È vero che senza di loro si sta male, ma con loro si sta PEGGIO.
        Non so voi ma io più e più volte mi sentivo totalmente inappropriata. C’era un clima di tensione costante, avevo paura di sbagliare e qualsiasi cosa dicessi o facessi mi sembrava fuori luogo. Ogni parola poteva essere usata come pretesto per iniziare una litigata alla quale poi sarebbe conseguito il silenzio punitivo, sparizioni (anche di giorni, settimane) per poi tornare bello come il sole come se nulla fosse successo. E questo, insieme a tante altre torture è solo una piccola parte dell’inferno, il SUO inferno interiore nel quale mi ha trascinato.
        Bene, io voglio uscirne.
        Aiuta tanto prendere consapevolezza leggendo, guardando video, “studiando”.
        Ed è proprio dalla consapevolezza che dovremmo ricostruirci (perché questi esseri infami ci hanno distrutti, deprogrammati, manipolati) e ripartire.
        Teniamo sempre in mente che NOI SAPPIAMO AMARE, LORO NO.
        (E per inciso: tappeto rosso alla nuova vittima.)

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    3. Cara Lolly,
      anche per me è un piacere rileggerti. Non ti angustiare se sei ricaduta nella rete. Conosco benissimo i loro vari trucchi, basati sull’inganno, sulla falsità e sull’ipocrisia. Sono abilissimi in questo. Sei caduta? Non fa nulla. Rialzati e continua. Tiene bene a mente una cosa: sono persone senza il minimo scupolo di coscienza che godono a fare del male. E’ il loro rifornimento. Senza di esso si spegnerebbero lentamente come una candela che si consuma. Il tuo compito è accelerare il processo finhé non resterà altro che un filo di fumo. La tua terapista le chiama “persone mortifere” che non è male, ma io preferisco di gran lunga “PERSONE TOSSICHE”. Io al contrario di te non mangiavo quasi più. Perso 10 chili in due mesi a furia di pensarci. Poi mi son detto basta! Con dolore straziante ho affrontato questa situazione. Lei andava contro TUTTI i principi etici e morali che fanno di noi delle belle persone. Loro sono “brutti dentro” non sai quanto. Senza anima, senza sentimenti, giocano con le persone. In verità non esiste termine per definirle. Sono esseri che in effetti non esistono. DEVI esserne assolutamente consapevole. Sono dei malvagi!
      Dai, forza !!!

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      1. Caro Kolish, farò tesoro delle tue parole. E’ arrivato il momento che io mi metta di buzzo buono per staccarmi definitivamente da questo essere. Hai ragione non c’è un termine per definirli, sono tante cose brutte e cattive messe insieme. Mai come in questi giorni sto cercando la forza di uscire da questa situazione. Leggendo te e gli altri che ce l’hanno fatta sono certa che presto arriverà anche il mio momento. Ringrazio ogni giorno la mia terapeuta che mi ha consigliato questo blog. E’ stato salutare, mi fa bene all’anima. Tutti voi mi fate bene.
        Ti abbraccio…….

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  28. Scrivo qui, un post a caso, ma ho bisogno di raccontare.
    Oggi sono andato in montagna, quelle che io chiamo le mie montagne, da solo. Una camminata più lunga di quello che concedono il mio allenamento e la mia forma fisica, specie dopo 4 anni di disastro emotivo, che lasciano il segno anche nel corpo. Distrutto e con le ginocchia letteralmente a pezzi, ma contento, felice, sereno.
    Eppure all’inizio qualcosa non andava, avevo il battito a mille e non camminavo sicuro, mi è venuta paura su un tratto di sentiero un po’ esposto; eppure ho fatto decine di ferrate anche impegnative.
    Poi mi sono fermato a prendere fiato e ho capito; stavo pensando a lei e a tutte le volte che ero andato in montagna con lei e con i nostri ragazzi, addirittura al fatto che le ho fatto scoprire io la passione per la montagna.
    Allora mi sono imposto di scacciare il pensiero, e il passo è tornato sicuro, ho cominciato a rivedere il paesaggio, il cielo, una piccola salamandra sul sentiero, che mi sono fermato a far vedere a chi veniva dopo di me. E poi ad un passo in quota ho scambiato quattro chiacchiere con una bella famiglia con due ragazzi un po’ più piccoli dei miei. E poi ho lasciato il sentiero principale e ho fatto un tratto in cui per un’ora non c’era anima viva se non cavalli al pascolo e camosci che correvano facendo rotolare delle pietre sul pendio, e il fischio delle marmotte. E sono stato sereno, nessun pensiero.
    E poi sono tornato sul sentiero principale, pieno di gente, la più svariata, e poi al rifugio un bel piatto caldo, una bella birra e ancora quattro chiacchiere con un ragazzo tedesco che si è seduto al mio tavolo. E poi giù, piano piano perchè le ginocchia scricchiolavano, ma non le sentivo; anche qui gente, una battuta con una ragazza anche lei con le ginocchia a pezzi, e poi aspettare tranquillamente che un paffuto e sudatissimo turista americano finisse il servizio fotografico, senza fretta, con un sorriso per tutti.
    Non so quanti di voi possano condividere con me la passione per la montagna, per me così forte da farla diventare un lavoro. Ma vi posso assicurare che appena si mette il naso fuori dai centri turistici pieni di gente che passeggia tra i negozi e si comincia a salire e a fare fatica, allora lì si incontra di solito gente vera. E oggi ne avevo proprio voglia, un tuffo nella serenità che solo le mie montagne mi sanno dare.
    Grazie della pazienza e buona notte a tutti.

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    1. Caro Gianni, inostri due np dovrebbero conoscersi e mettersi assieme. In comune avrebbero (da quanto ho capito) la passione per determinati tubetti di dentifricio e i giri ossessivi nei centri commerciali. Anche io da quando sono entrata in così ho iniziato a fare passeggiate in campagna, e mi è servito molto

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  29. Buongiorno Gianni..la serenità che danno le montagne a me le da’ il mare. Oggi è il compleanno del verme. Quando ci sentivamo gli avevo chiesto di passare con me ieri qualche ora….ieri non oggi che era sacro…family day….mi trovo’ una miriade di scuse…..ieri sai che ho fatto sono partita x un Week end al mare….relax…pace….serenità….oggi sveglia a guardare il mare e credimi non ha prezzo. Altre volte sarei stata a piangere ….Gianni basta….goditi le tue bellissime montagne. Buona domenica a tutti.

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    1. Care Ilaria e Aomame, che piacere sentirvi, mi sembra anche bene.
      Il dentifricio per fortuna si è risolto, anche se era veramente l’ultimo dei problemi. Hai avuto un’ideona, facciamoli incontrare tutti, così magari si annientano a vicenda…. chissà.
      A Ilaria posso dire che la mia passione per la montagna è qualcosa che va oltre fare qualcosa che mi piace, è proprio una filosofia di vita, perchè per me la montagna rappresenta valori, insegnamenti di vita, emozioni.
      Sono contento tu possa trovare qualcosa di simile nel mare, che è bellissimo allo stesso modo. Goditi il tuo mare, chissà che non arrivi proprio lì l’onda giusta che si porta via il tuo dolore.
      Adesso vado a sentire un mega concerto, ci risentiamo!
      Abbracci a tutti.

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      1. WoW Gianni oggi ti sento al top! Fantastico!
        Anche quella dell’onda mi è piaciuta. Mi associo al tuo pensiero per Ilaria.
        Buon concerto!

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  30. Buongiorno a tutti,
    Sono ancora qua… leggervi è rassicurante.
    Non sapete quanto mi siate di aiuto, anche solo con le vostre parole.
    Ragazzi impegnamoci, diamoci forza e soprattutto troviamola in noi. Questi sono esseri mostruosi e il danno psicologico che creano è devastante.

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    1. Ciao Cuoricino anche voi mi date conforto e aiuto. Sì creano danni mostruosi ma ora tocca a noi. Dobbiamo fare la nostra parte non c’è altra via d’uscita. Sono sempre più consapevole di questo e giorno per giorno va affrontato tutto. Ormai la responsabilità è mia a qsto punto del viaggio della mia vita.
      Lui ha fatto quello che ha fatto ma ora non stare più in mezzo a qlla melma è un mio dovere mentale e fisico.
      Maledetto il giorno…!!! Oggi sono così in fase critica del risveglio…uno dei più brutti degli ultimi giorni.
      Un abbraccio

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      1. Buongiorno Eris cara,
        eccomi a te per dirti che ci sta soffrire, ci sta non riuscire ad alzarsi o a non pensare ad altro… purtroppo sono momenti che abbiamo passato o che stiamo passando tutti qui. Anche il riuscire a non colpevolizzarsi per questo è un passo avanti.
        Io sono stata quasi tutta la scorsa notte a fare nuove ricerche per dare un senso al gesto del np, mentre questa ho dormito come una bambina… sono fasi. Passano ma dobbiamo anche metterci in testa di farle passare affinché non ci fagocitino tesoro.
        Ti sei già data una scrollata per il bimbo, bene… continua.. mettiti un bel vestito e affronta questa bella giornata di sole.
        Forza cara, siamo tutti insieme!
        Ti abbraccio

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  31. Ciao Cuoricino, anche io come te ci sono giorni che non riesco ad alzarmi. La tristezza ormai si è impossessata di me. Anche io come te subivo i silenzi punitivi. Con lui era sempre un essere appesa ad un filo. Ero sempre io a chiedergli di uscire, sempre con la paura di sentirmi dire che aveva “un impegno”…… facile capire di cosa fosse il suo impegno. Io non ero l’unica. La differenza con le altre era che io ero al corrente di tutte le sue malefatte ed invece le altre pensavano e pensano di essere “l’unica”. E comunque dolorosamente penso ancora che la prescelta attuale sia quella per sempre. Mi sembra sempre che lui si comporti diversamente, ma forse non è così. Anche ora sto sempre a rimuginare, a pensare che ormai si sistemerà una volta per tutte e lei avrà quello che io non sono riuscita ad avere. Quello che mi dà più rabbia di me è che nonostante tutto lo vorrei ancora nella mia vita, a quale titolo mi rimane un mistero. Se mi guardo da fuori non mi sembro nemmeno io. Mai avrei pensato di arrivare a tanto. Come dici tu stare senza di loro è doloroso ma stare con loro è impossibile, ci riduce delle larve. Io per fortuna non ho posti dove potrei incontrarlo, per vederlo dovrei andare da lui ma me ne guardo bene. Anche se a volte la tentazione è forte, ma so che dall’alto della sua malvagità mi rifiuterebbe. Vorrei chiamarlo per avere spiegazioni a voce del suo comportamento, ma so che crollerei, e in cuor mio so anche che il motivo per cui mi ha di nuovo “lasciata”, se così si può dire, è soltanto una scusa. Lui sa benissimo che io non lo farei mai. Comunque leggendo tutti i commenti SO che posso farcela anche io e DEVO farcela. Coraggio a me e a tutti……. Un abbraccio

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  32. Carissimo Gianni, torno ora da due giorni meravigliosi al mare in Toscana, vedere coppie che si abbracciano e donne che assomigliano (anche lontanamente) alla mia ex… mi intristisce…e penso…ho sbagliato anch’io…non ho avuto autocontrollo nell’affrontare la situazione….se solo lo avessi voluto…il rapporto sarebbe stato diverso..che bello sarebbe se Lei fosse qui…perchè due persone che si “amano” non riescono a stare insieme?…Ma poi ripenso a quanto non abbia mai avuto rispetto..rispetto delle emozioni: oggi ho riassaporato il sole, il sale il vedere volare sulle onde il kite surf…che presto riprenderò…e tornando a casa…ho risentito per un tratto la mia libertà..che nessuno può rubare..

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  33. Eris devo dirti che si, ogni tanto ho proprio una sensazione di benessere, perché mi sono liberata da una prigione e tutto quello che faccio ora è a beneficio mio. Purtroppo l’ansia che ci hanno iniettato è tanta ed è lunga smaltire a tutta. Peggio ancora il vuoto cosmico interiore che uno ha già di suo, ma loro hanno ingigantito. Il mio ho deciso di piastrellarlo e ogni cosa che faccio per il mio bene è una piccola piastrella e quando sarò pronta lo riempiro’. Stronzopatico non è mio, l’ho copiato, ma io lo trovo magnifico. Passerà piano piano tutto passerà e noi torneremo non come prima, meglio più preparate e più consapevoli. Un bacio

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  34. Cari tutti, ho passato una settimana via per lavoro e un WE da solo, in cui sono stato bene con me stesso. Adesso sono a casa quindi…….
    Ma proprio sperimentare di giorno in giorno che sto meglio senza di lei (in questo momento è nell’altra stanza incazzata come una iena perchè rientrato stanotte e avendo il letto di mia figlia libero, non ho dormito con lei e non sono stato espansivo e comunicativo…) mi fa capire che devo al più presto trovare una via di fuga.
    Coltivare le proprie passioni fa benissimo, anche perchè immagino che tutti noi le abbiamo a lungo trascurate per correre dietro alle follie dei nostri np.
    PS Il mio concerto (una rassegna corale con centinaia di coristi che cantavano insieme, compreso qualche brano che poteva cantare anche il pubblico) è stato emozionante e toccante; sono contento di esserci andato da solo.
    Un abbraccio e buona giornata a tutti.

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    1. Ciao Gianni (e tutti), Anche io we soddisfacente. Sabato riposata, ieri bellissima passeggiata nei boschi con un ‘amica. Np bombarda di meno, ma prende come scusa l’aver notizie del cane (che sta benissimo, appena è venuto a stare con me, sarà un caso?) per finire sempre con una richiesta di ritorno all’ovile. Se penso che sono solo all’inizio del mio cammino, mi vien male. Devo solo essere forte, forte, forte. Non voglio più la vita che facevo con lui, vivendo nel suo riflesso. Glielo dovrò ripetere centinaia di volte, forse migliaia.
      Gianni, so a quale concerto hai fatto riferimento. Direi che siamo come minimo corregionali.

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      1. Cara Aomame se sai del concerto allora siamo corregionali di sicuro. Non era proprio un evento internazionale. Emozionante se ti piace il genere e se per te ha un qualche significato. Ti assicuro che un “Signore delle cime” cantato in quel contesto da 2000 persone, compreso il sottoscritto, lascia il segno soprattutto se ti rievoca qualcuno di molto caro (il mio papà).
        Come scritto prima, sono contento di esserci andato da solo. Me lo sono vissuto senza nessun condizionamento.
        Tornando alla nostra vita, oggi tutto tranquillo per lei non c’è problema. Tutto ok. Sono io che finalmente non ne posso più. Devo trovare un modo di andare. Al più presto.
        Abbraccio.

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      2. Gianni ti seguo dal tuo primo post e ti dico che sono sbalordita dal salto verso l’alto che hai fatto. So che ovviamente non è tutto perfetto ma io ti faccio i miei complimenti per il percorso lineare, lucido e determinato che hai intrapreso. Sei un esempio per me.
        Sono felice di sentire anche te così diverso così come Device Kolisch Alba ecc..,
        Io in sto weekend sono completamente andata giù di testa. Oggi mezza giornata qsi immobile…ora devo riprendermi un po’!
        Vi leggo tutti così mi ispirate un po’!
        Un abbraccio

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  35. Cara Eris, che succede? dai, non buttarti giù. Non so che tipo di esempio possa darti io, ma se posso essere utile ne sono felice.
    Ti ringrazio per le belle parole; la differenza l’ha fatta il cominciare a frequentare il blog; da allora sento che sto prendendo un sacco di consapevolezza ed energia.
    Per adesso è tutto “virtuale”, nel senso che sono solo i miei processi mentali, niente di concretamente messo in atto. Certo che rispetto a solo qualche mese fa mi sento effettivamente molto diverso e deciso.
    Sento bene anche Ilaria, sono contento! Immagino che fasi up-down siano normali, oggi ne parlavo anche col mio super-psyco, mi diceva di concedermi anche i momenti difficili o di cedimento (fino ad un certo punto). Fanno parte del percorso di distacco.
    Stasera tutta amorevole e servizievole. La differenza rispetto a qualche mese/anno fa è che non mi incanta, e che non mi sento in colpa a pensarlo.
    Un abbraccio a tutte e a tutti!

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    1. Ciao vi ringrazio per la vicinanza. Oggi, come dice il tuo super psyco fase down. Ilaria mi sono dovuta riattivare per il bambino stasera…sento già la differenza. Quando sto troppo sola e la giornata parte male purtroppo faccio una fatica bestiale a uscirne. La morsa dell’astinenza ma anche del nervoso erano al top. Sono entrata in dissonanza e il cervello è andato in tilt!
      Vi abbraccio

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      1. Eris …fase down passa!!! Devi farla passare!!!!! Io purtroppo ho trascurato tante e tante volte la mia famiglia, ero solo un corpo con loro,ma la testa era da tutt’altra parte….non sei sola io ci sono quando vuoi a qualsiasi ora …il tuo bimbo non deve sentire che stai male….x un…….che non merita nulla….lui se ne starà beato a fingere la sua vita …..ma di reale e felice non hanno nulla….astinenza da cosa???? lascialo perdere non meritano che buttiamo la ns vita per loro …..chi ci darà indietro i gg persi a soffrire. A me ultimi tre anni ho perso la vita e i momenti belli della mia famiglia…. Ieri ho cucinato tutto il pomeriggio….oggi parrucchiere…..domani caffe’ con amiche……si va avanti…… Un mega bacioooo.

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      2. Cara Eris,
        ti trovi nella situazione definita “Montagne russe”. Un giorno sei in cima e stai bene e poi magari il giorno dopo inizia una discesa vertiginosa verso il basso. Ho passato anche questa fase. Potrai giustamente chiedermi: “Come uscirne?”. Non ti nascondo che è un bel problema. Non amo dare consigli, ma solo scrivere la mia esperienza. E’ ESSENZIALE, quando ti senti meglio, fare qualcosa, qualsiasi cosa che ti permetta di rimanere in alto. L’unico modo è non pensare. Quindi, attività fisica. E non intendo mettersi a correre per chilometri, ma anche semplicemente spolverare, fare il bucato, lavare i piatti, qualsiasi cosa che non ti faccia pensare. Bisogna far riposare il cervello. Liberarlo dalle sostanze tossiche che non ti permettono di pensare in modo chiaro. Se riesci nell’intento vedrai che avrai le idee più chiare e quando comincerai a chiederti: “Ma chi me lo fa fare di pensare sempre a questa persona?” sarai sulla via della guarigione.

        Ciao

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  36. Eris, io ho passato tutta l’estate spiaggiata sul divano quando non lavoravo, in una specie di coma emotivo, stavo immobile per non sentire il dolore. Poi ho capito che quel dolore era reale, mi apparteneva, in fondo ero stata investita da un camion col rimorchio, era giusto che provassi dolore, e non me ne sono più preoccupata. Avevo fiducia che un giorno sarebbe finito. Infatti un giorno la mia mente ha detto: ok stai soffrendo come un cane, va bene per il momento non possiamo modificare la situazione, ma nel frattempo lava i piatti, tanto se proprio devi soffrì, se nel frattempo lavi i piatti, hai più tempo per soffrire in Pace! Da quel giorno, la sofferenza mi ha tenuto compagnia mentre facevo le cose che andavano fatte, e pensa, ogni tanto ero distratta da quello che facevo e mi dimenticavo di soffrire…..ho accettato il lutto, la mia storia sbagliata, l’ho messa in un cassetto e nel frattempo mi lascio distrarre dalle cose belle della vita. Non arrabbiarti con te stessa perché soffri ricorda noi siamo umani e soffriamo, per fortuna noi non siamo come loro. Coraggio.

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  37. Ciao Eris, io scrivo. Quando ho la giornata down, che di solito mi succede nei fine settimana, perché meno impegnata e più sola, scrivo su un quaderno, in maniera dettagliata, tutto quello che sento, tutte le mie emozioni. A me dà sollievo, mi scarica la tensione e la tristezza. E poi davvero cercare di avere sempre qualcosa da fare, qualsiasi cosa, pur che ti piaccia e ti riempia la giornata. Baci!!

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    1. Siete meravigliosi tutti quanti GRAZIE.
      ironia della sorte ho passato gli ultimi 2 giorni davvero impegnata ogni istante col bambino per tutti i suoi impegni. Non ho avuto modo di stare troppo giù, da ieri pomeriggio ho iniziato a fare fare fare però non riesco a lavorare mi sento male dentro perché ho perso il senso del dovere. Finché si parla di cose pratiche nessun problema ma non riesco a concentrarmi e qsto è un grande problema…soprattutto perché ho pochi soldi quindi sto creando il danno nel danno. Venerdì ne parlerò con la terapeuta perché di sto passo perdo il lavoro.
      Ogni notte mi sveglio da qsi una settimana alle 5:30 in punto e sono sveglia e vigile come non mai. Mi rendo conto che sono fasi perché fino a 10 gg fa dormivo benissimo.
      Se avete suggerimenti su come potermi concentrare sul lavoro li accetto volentieri. Io sono un commerciale se non vendo non guadagno e sono in grande difficoltà mi sto danneggiando con le mie stesse mani.
      Purtroppo una parte importante del mio lavoro prevede che mi procuri gli appuntamenti al telefono e questo lo devo fare da casa perché non ho un ufficio. Poi qndo esco sono in mezzo alla gente e questo va bene perché mi sprona ma ho finito i giri da settimana scorsa e non ho fatto niente per il lavoro. Che disastro sto seduta ferma. C’è da impazzire. Ho i sensi di colpa pure per questo. Non ho nessuno a cui appoggiarmi per fare le mie cose nemmeno amici con uffici in cui andare perché sono ttti dipendenti.
      Vi è capitato e se sì avete trovato un modo per uscirne?
      Non capisco cosa cavolo ho dentro…ho sempre dato il massimo sul lavoro ed era una mia fonte primaria di soddisfazione. Ho sempre amato lavorare sembrerà strano ma ho sempre avuto un senso del dovere esagerato. Non mi riconosco più! Ormai sono mesi e mesi che arranco a fine mese e so perfettamente che basterebbe fare di più ma ogni giorno lo dico e poi sono punto a capo.
      Un abbraccio forte a tutti

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  38. Kolisch ho finalmente pulito tutta la casa oggi! 😊
    Ho fatto tutto quello che mi avete detto…ho scritto i pensieri ho fatto il video così lo tengo come gli altri. Ho cercato di far divertire il bambino ma usando tutti i suoi amici così non vede me. Ho lavato sempre i piatti ho ripreso lo sport…domani ricomincio il ballo e il weekend è tutto pianificato! Ho anche comprato la tinta per ora non posso andare dalla parrucchiera…

    Ilaria non sai come sto male anche io per l’assenza mentale verso mio figlio…sapete che vi dico? Che mentre sto scrivendo mi è venuto in mente che avete proprio ragione…ma quanto tempo ho sprecato dietro sto essere??? Salute e finanze devastate…il mio bambino…meglio che non ci penso…
    Ora manca la cosa più importante da sistemare cioè il lavoro. Ho il blocco totale

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    1. Cara Eris,
      ottimo, ottimo e ancora ottimo! Tutti voi che ancora soffrite dovreste capire una cosa importante: avete subito la peggiore delle aggressioni a livello mentale. Il vostro cervello si deve disintossicare da sostanze nocive al suo buon funzionamento. Quando ne sono uscito avevo una visione chiarissima di chi avevo conosciuto. Pensateci. Quante volte avete sentito sempre le stesse frasi, visto le stesse espressioni facciali, gli stessi gesti? Gli psicopatici non sono capaci di fare altro se non imitare. Se un gesto funziona lo ripetono in continuazione e lo stesso vale per le parole. Sono monotoni e ripetitivi. Sono comici. Riporto ancora una volta il dialogo di un film (Sfida all’OK Corral) dove avviene un discorso tra lo sceriffo Wyatt Earp e Doc Holliday che si può applicare molto bene agli psicopatici.
      Parlavano di un pistolero (Ringo) che uccideva senza pietà.

      Holliday: “Gente come Ringo ha un grosso buco che lo passa da parte a parte, e non potrà uccidere o creare tanto dolore da poterlo riempire”.
      Earp: ” Ma cosa cerca allora?”
      Holliday: “Cerca vendetta”
      Earp: “Ma per cosa?
      Holliday: “PER ESSERE NATO!”.

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    2. bravaaaa continuiamo cosi…….almeno facciamo cose che anche minimamente ci distraggono, questione lavoro anche io ne devo trovare uno diverso e ben pagato soprattutto che mi dia delle soddisfazioni…….stamattina alle 4.50 già ero sveglia ora sono uno straccio ….ma tiro avanti…fallo anche tu tempo sprecato dietro a quel verme!!!!

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  39. Eris, un po’ alla volta. Certo il lavoro può essere un problema: io faccio un lavoro per cui è richiesta una grande dose di concentrazione, per cui mi ha aiutato a non pensare. Poi ho giornate in cui ho da fare altro e mi devo organizzare da solo il lavoro, perlopiù dati, dati, dati; lì anche io ho passato giornate intere a guardare il video senza riuscire a combinare quasi niente. E’ il solito discorso: via i pensieri intrusivi e avanti col resto. E’ questione di esercizio. Sicuramente la terapeuta potrà aiutarti, magari con qualche esercizio dedicato.
    Per quanto riguarda il tuo bambino non devi avere sensi di colpa: qualcuno ti ha depredato della tua energia, non sei un robot.
    Sono certo che ce la farai anche qui. Mollare mai!!!
    Un abbraccio e buona notte. Dormi che domani si lavora……

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  40. articolo favoloso, scritto benissimo!!
    Rende l’idea, dell’inferno che occorre attraversare.
    Ho rivisto me stesso in moltissimi passaggi !
    ti chiederei la gentlezza di scrivere un’articolo per spiegare come liberarsi definitivamente dagli effetti collaterali dell’abuso narcisistico. come smettere di soffrire e come rinascere definitivamente.
    a distanza di oltre due anni , sto molto meglio , ma ho ancora momenti bui, soffro ancora, ed ho forti alti e bassi emotivi.
    Il tutto non ostante la terapia che sto affrontanto.
    grazie per ogni prezioso consiglio

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