La scienza della resilienza: perché alcuni bambini riescono a superare gli ostacoli nonostante le avversità?

Fonte: https://www.gse.harvard.edu/news/uk/15/03/science-resilience
Autrice: Bari Walsh, ricercatrice Harvard University
Trad. C. Lemes Dias

_______________________________

Di fronte alle conseguenze dei traumi infantili, perché alcuni bambini si adattano e superano, mentre altri portano cicatrici per tutta la vita che appiattiscono il loro potenziale? Un numero sempre più consistente di ricerche indica una risposta comune: ogni bambino capace di superare gli ostacoli ha avuto almeno una relazione stabile e impegnata con un adulto solidale.
Il potere della forte relazione creatasi tra il bambino e la persona adulta affidabile è l’ingrediente chiave della resilienza – una risposta positiva e adattiva di fronte a avversità significative – secondo un nuovo rapporto del National Scientific Council on the Developing Child, una collaborazione multidisciplinare presieduta da Jack Shonkoff dell’Università di Harvard. Comprendere la centralità di tale relazione, così come altre scoperte emergenti sulla scienza della resilienza, offre ai responsabili delle politiche pubbliche un punto chiave per valutare l’efficacia degli attuali programmi progettati per aiutare bambini in condizioni di disagio.
“La resilienza di una persona dipende da relazioni in cui le parole d’ordine sono la cura e la comprensione e dalla padronanza di un insieme di capacità che possono aiutarla a rispondere e ad adattarsi alle avversità in modo sano”, afferma Shonkoff, direttore del Center on the Developing Child at Harvard.“Sono queste capacità e relazioni che possono trasformare lo stress tossico in stress tollerabile.”

IMPLICAZIONI FISICHE

Come dimostrato dalla cospicua ricerca, il cervello in via di sviluppo si basa sulle coerenti interazioni di “dare e avere” che si verificano tra un bambino e un “caregiver” primario. Quando queste interazioni avvengono regolarmente, forniscono l’impalcatura che aiuta a costruire alcune “capacità chiave – come la capacità di pianificare, monitorare e regolare il comportamento, e adattarsi alle mutevoli circostanze – che consentono ai bambini di rispondere alle avversità e superarle” affermano i ricercatori. Il cervello in via di sviluppo dipende da questo rapporto di scambio e feedback tra biologia e ambiente.
In assenza di queste relazioni reattive, tuttavia, l’architettura del cervello non si sviluppa in modo ottimale. Il corpo percepisce l’assenza come una minaccia e attiva una risposta allo stress che, una volta prolungata, porta a cambiamenti fisiologici che influenzano il cervello e i sistemi generali della salute fisica e mentale. Lo stress diventa tossico, rendendo più difficile l’adattamento e la resilienza dei bambini.

CONSEGUENZE NOTEVOLI

Le ricerche su gruppi di bambini che superano le avversità e finiscono con risultati di vita inaspettatamente positivi stanno contribuendo a alimentare una nuova comprensione della natura della resilienza – e cosa si può fare per costruirla.

Ecco cosa ci dice la scienza della resilienza, secondo la relazione del National Scientific Council on the Developing Child:

  • La resilienza nasce dall’interazione tra disposizione interiore ed esperienza esterna. Deriva da relazioni di cura, capacità di adattamento e esperienze positive;
  • Possiamo vedere e misurare la resilienza in termini di come il cervello, il sistema immunitario e i geni dei bambini rispondono a esperienze stressanti;
  • Esiste un insieme comune di caratteristiche che predispongono i bambini a risultati positivi durante l’adolescenza:
  1. La disponibilità di almeno una relazione stabile, premurosa e di supporto tra un bambino e un “caregiver” adulto;
  2. Un senso di padronanza sulle circostanze della vita;
  3. Forte impronta verso l’azione e capacità di autoregolazione;
  4. Un ambiente in grado di affermare la fede o le tradizioni culturali.
  • Imparare a far fronte a minacce che mettono a rischio il nostro benessere fisico e sociale è fondamentale per lo sviluppo della resilienza;
  • Alcuni bambini dimostrano una maggiore sensibilità ad entrambe le esperienze, negative e positive;
  • La resilienza può essere specifica per ogni situazione;
  • Le esperienze positive e negative nel tempo continuano a influenzare lo sviluppo mentale e fisico del bambino. La resilienza può essere costruita; non è un tratto innato o una risorsa che può essere esaurita;
  • La risposta delle persone alle esperienze stressanti varia drasticamente, ma le avversità estreme generano quasi sempre problemi gravi che richiedono un trattamento terapeutico.

 

 

Un pensiero su “La scienza della resilienza: perché alcuni bambini riescono a superare gli ostacoli nonostante le avversità?

  1. È vero.Per fortuna avevo due famiglie.Una dove stavo mentre miei lavoravano(il padre narcisista) e con loro faccevo le vacanze.Potevo paragonare e da loro ero vista come la bambina ecc È sempre sta che era difficile,mi sono fatta da sola.Come adulta ho incontrato un narcisista covert e ho capito tutto.Al inizio ho imboccato però ho fatto una bella guerriera ecc….. però e sempre magico riuscire a tirare la forza dalla vulnerabilità.;

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...